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IENA 1


© Neo Edizioni s.n.c. 2008 Neo Edizioni Via Volturno, 2 67031 – Castel di Sangro (AQ) info@neoedizioni.it www.neoedizioni.it I edizione: novembre 2008 Ristampa: giugno 2009 ISBN-978-88-96176-00-9


E MORIRONO TUTTI FELICI E CONTENTI a cura di Massimo Avenali


Nota del curatore

I tempi erano maturi, non c’è che dire, per questo motivo nasce un’antologia di fiabe non più fiabe, per un progetto tanto particolare quanto intenso. Una serie di racconti che, partendo dal mondo invisibile, arrivino a toccare le vicende di tutti i giorni fatte di cronaca, politica, religione, espedienti, lotte intime. Le informazioni oggi come mai ci piombano addosso scaraventate a velocità impressionante, l’uomo comune è bombardato da quel che lo circonda. L’uomo forte ha sempre più peso e domina, l’uomo debole ha sempre meno energie e per non soccombere si ribella. Con questo spirito gli autori danno vita a pagine di forza impattante, con questo spirito i personaggi delle fiabe che da bambini accompagnavano le fantasie acerbe diventano ora i gridi della società moderna. Ogni narrazione porta con sé probabili risposte e nuovi punti interrogativi, ogni vicissitudine risente dell’inquietudine generata dall’odierna impossibilità di distinguere la fantasia dal tangibile, l’invenzione dalla verità. E morirono tutti felici e contenti perché è ora che le fiabe partano da qui, raccontate da noi, magari più o meno oneste ma certamente diverse da quelle che sentiamo da quando siamo nati. Una


sorta di urlo liberatorio che passa attraverso la rivisitazione delle storie originali e che le proietta in una utopia che forse è già presente all’appello. Ogni racconto, allora, è quasi un’alternativa in meno che gli autori forniscono per dire ciò che accade. In ogni pagina emerge una lotta che attacca senza peli sulla carta, macchia d’inchiostro inverecondo dialoghi crudi e follie nostrane che hanno le sembianze dell’abitudine. L’antologia che avete tra le mani è una silloge di stili originali che si dimenano per sgretolare le false certezze, per tramutare il personaggio principale di un Grimm o chi per lui in un antieroe moderno, poiché basta mettere il naso fuori dalla porta per trovarne a manciate. L’antieroe ormai abita allo stesso pianerottolo, passeggia per le vie grattandosi la testa, guarda inerme le televendite alla televisione, sbraita sul clacson intrappolato nel traffico, entra dentro casa e si osserva allo specchio riconoscendosi. Dalla satira alla magia di un disinganno cupo, avvolto in alcune occasioni da una luce ovattata e in altre da un faro puntato come fosse quello accusatorio di uno spietato interrogatorio, si passa da amare riflessioni alla beffa e al sarcasmo per il bisogno impellente di dissacrare. Un modo come un altro per tendere a una salvezza che deve pur esserci. Avremmo voluto stupire con effetti speciali, ma poi abbiamo ingaggiato alcune delle penne più interessanti che lo stivale ha da offrire e abbiamo rivolto loro un appello che diceva: “L’autore prima di profanare la verginità della pagina deve, necessariamente, prodursi in uno sforzo ascetico, e, per una miglior riuscita, studiare la fiaba originale e farla propria. Deve spogliarsi di ogni riservatezza, pudore, esitazione, buonismo e approntarsi ad agire indisturbato, libero da qualsiasi tipo di condizionamento”.


Di una cosa mi sono reso conto selezionando con i tipi della Neo gli scritti dei tanti autori partecipanti e soffermandomi su questi che compongono la raccolta: per quanto si presentino eccessi scomodi e grotteschi, per quanto siano spesso troppo vicini a noi e riconducibili a sensazioni forti, tutto risulta così eccessivo da essere però meno assurdo della realtà. E quindi un avvertimento ancora al lettore: queste narrazioni saranno come un colpo violento alla testa, una botta che al contempo avrà la proprietà di essere stordente e chiarificatrice. E morirono tutti felici e contenti è un insieme capace di incarnare un marasma universale fatto di sguardi, di tensioni, di risate che sottendono anche obliqui ghigni. Ma ora basta, prendete e leggetene tutti. Queste sono fiabe? Chissà. Forse sono realtà così vere da passare per una straordinaria ginnastica della fantasia. Forse sono spunti per porsi ancora, speriamo, qualche domanda strattonata via dalla quotidianità. Nel modo che più veneriamo. E così sia. Massimo Avenali


E morirono tutti felici e contenti