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MORIRE PER UNA PELLICCIA Un’investigazione di essereAnimali e Nemesi Animale negli allevamenti di visoni in Italia


essere Animali e Nemesi Animale sono due organizzazioni antispeciste che partendo da un’analisi sulla condizione degli animali nella nostra società cercano di portare ad un cambiamento nella relazione di supremazia e prevaricazione che gli esseri umani hanno instaurato con gli altri abitanti del pianeta Terra. Opposta alla mentalità antropocentrica che vede ogni essere vivente soggetto alla volontà e alle pretese esigenze umane, c’è la sensibilità di molte persone che si oppongono all’uccisione, all’umiliazione, alla violenza, allo sfruttamento, alla guerra, alla devastazione della vita, senza discriminarne le vittime in base alla specie di appartenenza.

Visita i nostri siti: www.essereanimali.org | www.nemesianimale.net Per informazioni sulla campagna VISONI LIBERI: mail: info@visoniliberi.org Tel: 342-0509174

Guarda il video e tutte le fotografie su

www.visoniliberi.org

Tutte le fotografie sono state scattate in Italia da essereAnimali e Nemesi Animale, tra giugno 2011 e gennaio 2013


L’INVESTIGAZIONE Per più di 18 mesi le organizzazioni essereAnimali e Nemesi Animale hanno documentato la realtà degli allevamenti di visoni in Italia. Una realtà quasi segreta, nascosta, sconosciuta ai più e molto protetta. Allevamenti da cui ogni anno 170.000 animali escono morti e scuoiati. Entrando negli allevamenti, piazzando telecamere nascoste e tramite un infiltrato abbiamo documentato la loro nascita, la loro vita in gabbia, la loro sofferenza e la loro morte. Per la prima volta in Italia viene documentata l’uccisione dei visoni con camere a gas. Per la prima volta in assoluto un nostro infiltrato ha potuto filmare con una telecamera nascosta le prime fasi di lavorazione dei cadaveri. Quello che abbiamo trovato negli allevamenti sono migliaia e migliaia di individui privati della libertà e della possibilità di una vita degna di questo nome. Gabbie su gabbie piene di animali considerati solo in funzione del loro splendido manto, da strappargli via al momento opportuno.

COSA NASCONDONO GLI ALLEVAMENTI -> La vita in gabbia e lo stress portano molti di questi animali a mostrare segni di cedimento psicologico, evidenziati dai comportamenti stereotipati, documentati nel nostro caso piazzando una telecamera nascosta vicino ad una gabbia. Il povero visone prigioniero va avanti e indietro ritmicamente tutto il giorno o quasi. -> La vita a stretto contatto di animali che sono in natura solitari porta a gravi casi di aggressioni e ferite. In particolar modo nel periodo in cui i piccoli, tenuti fino a 5 in una gabbia, iniziano a crescere, questi fenomeni sono diffusi ed evidenti. Abbiamo trovato visoni con ampie ferite alla testa, alla coda, alle zampe. -> La vita di prigionia porta alcuni animali stressati ad automutilarsi. Non possiamo sapere se alcune delle ferite da noi riscontrate, alle zampe o alla coda, possano essere derivanti dallo stress e siano autoinfilitte. -> In seguito a malattie o ferite molti animali agonizzano o muoiono nelle gabbie. I loro compagni non possono fare altro che convivere con chi sta morendo o con i cadaveri. -> L’uccisione in alcuni allevamenti avviene ancora con l’utilizzo di tubo di scarico di un trattore all’interno di una camera a gas artigianale. L’uso dei fumi di scarico è legale, ma la difficoltà di creare concentrazioni sufficienti e precise di CO rende questo metodo insicuro, lento e doloroso per gli animali. I visoni, animali semi-acquatici ed evoluti per trattenere a lungo il fiato, restano minuti dentro queste camere a gas prima di morire. I graffi all’interno delle pareti della camera a gas da noi documentata provano i loro disperati tentativi di liberarsi.

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-> All’apertura della camera a gas gli allevatori sono tenuti a controllare uno ad uno che i visoni siano morti. Le immagini da noi ottenute in uno dei più importanti allevamenti di visoni in Italia provano che questo non accade e gli animali vengono gettati in un rullo con della segatura senza accertarsene.

GLI SCOPI DI QUESTA DOCUMENTAZIONE Il nostro lavoro si inserisce in un contesto europeo che ha visto diverse documentazioni condotte da organizzazioni di attivisti in Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia, Repubblica Ceca e Spagna negli allevamenti di animali da pelliccia. In ogni allevamento la realtà riportata è sempre la stessa: animali automutilati, cannibalizzati dai loro compagni di prigionia e immancabili sono i cadaveri che giacciono nelle gabbie. In alcuni paesi queste immagini sono state diffuse dai media nazionali aprendo un dibattito sul divieto di allevamento di animali da pelliccia. La presentazione di questo documento accompagnato da fotografie e filmati è il primo passo di una campagna di sensibilizzazione e pressione intrapresa da essereAnimali e Nemesi Animale. L’obiettivo è giungere all’abolizione della pratica dell’allevamento di animali per la produzione di pellicce. Parliamo di abolizione perché siamo realisti e sappiamo che nel mondo attuale, dominato dalle leggi di cui alcuni umani godono a discapito di molti loro simili e di tutti gli animali, il modo più efficace e duraturo per scoraggiare le pratiche che si vogliono contrastare è che la loro attuazione non sia sostenuta né facilitata dallo Stato: bisogna vietare la possibilità di creare un’attività economica basata sullo sfruttamento di animali in quanto questi non possono in alcun modo ribellarsi, difendersi, rifiutarsi, sottrarsi alle volontà degli sfruttatori e noi dobbiamo pretendere che così come non è lecito imprigionare, ridurre in schiavitù, violentare e uccidere un essere umano altrettanto debba valere per un animale. Lo sfruttamento degli animali è talmente radicato nella maggior parte degli esseri umani che per contrastarne le tante manifestazioni non si può fare affidamento solo sulla coscienza individuale e su principi etici.

UN CAMBIAMENTO PER TUTTI GLI ANIMALI L’evidente sofferenza dei visoni rinchiusi nelle gabbie ci porta a voler estendere alcune riflessioni. Al giorno d’oggi sono state diffuse moltissime investigazioni di organizzazioni animaliste in allevamenti per la carne, il latte e le uova che hanno mostrato le condizioni standard in cui vengono allevati gli animali. Movimenti limitati e mancanza delle minime esigenze etologiche provocano in loro, come nei visoni, un enorme stress che porta spesso questi animali a ferirsi o ad autolesionarsi. Immagini provenienti dai macelli mostrano animali impauriti, coscienti della loro terribile situazione, che aspettano il momento della loro uccisione. Nonostante sia evidente che questi animali, indipendentemente dalla specie, provino emozioni e sofferenza sia fisica che psicologica, nella nostra società sono considerati alla stregua di macchine da produzione. La risposta a questa importante questione morale deve farci interrogare a fondo sulla reale necessità di continuare ad utilizzare gli animali come se fossero risorse a nostra disposizione. |4|


CONCO (VI) - Il tipico allevamento di visoni è composto da tettoie con sotto lunghe file di gabbie esposte all’aria e al freddo. Le gabbie sono di rete metallica anche sul fondo. I visoni non toccano mai il terreno o l’erba nella loro breve vita.

MONTIRONE (BS) - Qui le gabbie per i visoni sono sorte all’interno di capannoni un tempo adibiti all’allevamento di polli. Non è l’unico che ha riutilizzato strutture già esistenti.


IL VERO PREZZO DI UNA PELLICCIA La vita dei visoni negli allevamenti si svolge completamente in una gabbia di pochi centimetri quadrati, fatta di rete metallica e sospesa dal terreno. Non vogliamo dare alcuna legittimazione a studi etologici dove i ricercatori indagano se i visoni stiano meglio in gabbie più larghe e dotate di un recipiente con l’acqua e se quindi l’acqua sia una necessità fisiologica per questi animali la cui presenza porta a comportamenti meno stereotipati. Se anche ci sono differenze comportamentali negli animali al variare delle dimensioni delle gabbie, della presenza dell’acqua, del numero di altri individui nello stesso spazio, rimane il fatto che fuori da quelle gabbie c’è un mondo il cui accesso è vietato a questi animali perché di loro interessa solo il prezioso manto. PRIGIONIA E STRESS Le condizioni di prigionia e tutte le privazioni che ne derivano portano i visoni, come tutti gli altri animali, ad una forma di stress psicologico che si evidenzia con movimenti stereotipati. Il loro girare in continuazione, andare avanti e indietro, ripetere sempre lo stesso movimento, è una forma di sofferenza psichica grave. Negli allevamenti italiani abbiamo documentato moltissimi di questi casi. Uno studio negli allevamenti svedesi evidenzia come il 70-85% dei visoni negli allevamenti soffra di comportamenti stereotipati. SOLUZIONE FINALE Infine, nei mesi di novembre e dicembre, si consuma l’uccisione, i cui metodi sono pensati specificamente per non rovinare il pelo: - camera a gas in cui viene immesso l’animale. Per legge si può ancora utilizzare il gas del tubo di scappamento di un trattore , mentre le camere a gas costruite appositamente per gli allevatori di visoni funzionano sia con monossido che con con biossido di carbonio. - dispositivi meccanici che perforano il cervello - rottura delle ossa cervicali - iniezione letale I cadaveri vengono scuoiati il giorno seguente l’uccisione, con un coltello si provoca una lacerazione tra le zampe posteriori e si sfila la pelliccia come se si rivoltasse un calzino. La carcassa verrà gettata via ed ammucchiata in fosse comuni o bruciata, mentre il pelo sarà trattato con agenti chimici per conservarlo prima di essere inviato alle aste di tutto il mondo e divenire un prodotto dell’industria della moda. Occorrono dagli 11 ai 14 animali per produrre 1 Kg di pelliccia e fino a 80 esemplari per un singolo capo intero.

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Un visone con una enorme ferita purulenta sulla testa. Nel periodo in cui i piccoli diventano adulti sono frequenti zuffe e ferimenti, con conseguenze anche gravi.

Il cibo viene distribuito sotto forma di una poltiglia appoggiata sopra la gabbia. Gli animali possono mangiare solo leccando attraverso le sbarre. |4|


I VISONI IN NATURA

I VISONI IN GABBIA

1) Vivono nelle foreste vicino a fiumi, ruscelli, laghi, stagni. Sono infatti animali semiacquatici e sono eccellenti nuotatori.

1) I visoni vengono allevati in file di gabbie di metallo poste sotto delle tipiche tettoie aperte ai lati cosicché la pelliccia sia protetta dal sole che tende ad arrossarla ma rimanga esposta al vento così da renderla folta. Le gabbie sono larghe 36 cm, profonde 70 cm e alte 45 cm.

2) In cerca di cibo si immergono anche in profondità e possono nuotare per ore senza fermarsi, coprendo in un giorno distanze fino a 20 chilometri. - Scavano le loro tane lungo le rive di fiumi e specchi d’acqua, le ricavano da tronchi cavi oppure abitano quelle abbandonate da castori o topi muschiati e creano dei giacigli con erba secca e foglie.

2) L’unico contatto che possono permettersi con l’acqua è attraverso un beverino che ne rilascia poche gocce. - All’interno della gabbia di metallo c’è una scatola di legno che dovrebbe dare all’animale l’illusione di un rifugio dove nascondersi.

3) I visoni sono animali estremamente solitari e non sopportano la presenza di un loro simile anche all’interno di un territorio molto ampio perciò marcano i confini con secrezioni ghiandolari.

3) Più esemplari sono costretti a convivere nella stessa gabbia. Le conseguenze di questa massima offesa alla loro natura sono terribili: gli animali provocano lesioni al loro stesso corpo e spesso si mutilano, nel tentativo di porre fine al supplizio della prigionia. Aggrediscono e spesso uccidono i loro compagni

4) Sono attivi soprattutto di notte e cacciano altri mammiferi, anfibi, rettili e uccelli. Sono animali molto curiosi e amano indagare ciò che li circonda.

4) Il cibo è l’unico stimolo che interrompe per un attimo la monotonia della reclusione. E’ costituito da una poltiglia di farina e frattaglie di pesce e pollame a cui a volte vengono aggiunti psicofarmaci per mitigare lo stress.

5) Quando incontrano altri predatori si battono strenuamente.

5) In presenza dell’allevatore cercano di nascondersi ma non hanno scampo.

6) I visoni sono dotati di vista, olfatto e udito eccellenti.

6) L’odore di feci, urine, secrezioni ghiandolari e i rumori forti vengono percepiti dai visoni in modo amplificato. Sono causa di ulteriore stress e anche di morte per infarto nel caso dei rumori.

7) Le madri visone preparano con cura la tana in previsione del parto. I piccoli vengono svezzati dopo cinque settimane dalla nascita e iniziano a cacciare ma rimangono con la madre fino all’autunno quando diventano indipendenti.

7) Questi animali si differenziano in riproduttori/ fattrici oppure esemplari giovani. Se sono riproduttori o fattrici vivono in queste gabbie per tre, quattro anni, fino a quando generano figliate con un pelo scadente o si ammalano e quindi vengono uccisi e uccise per farne pelliccia. - Nel mese di marzo la femmina viene introdotta nella gabbia del maschio e nei mesi di aprile-maggio nasceranno fino a quattro piccoli. |8|


La morte di un individuo per gli allevatori è solo una perdita economica. I visoni negli allevamenti sono solo numeri, privati della loro libertà e della loro vita.

La camera a gas di un allevamento italiano, ricavata con un vecchio frigorifero e il tubo di scarico di un trattore. Ogni inverno 170.000 visoni muoiono dentro camere a gas come questa nella sola Italia. Al suo interno i segni dei disperati tentativi di salvarsi. |8|


GLI ALLEVAMENTI IN ITALIA In Italia vi sono circa 16 allevamenti di visoni e un allevamento di cincillà. Queste aziende, sconosciute ai più e nascoste nelle campagne, rinchiudono in totale circa duecentomila animali. La produzione annuale è stimata intorno a 170mila pelli di visone. Il numero di queste attività è drasticamente calato dagli anni ’90, in cui circa 125 allevamenti erano segnalati alla Camera di Commercio e la produzione era arrivata a 400mila animali uccisi ogni anno. Le motivazioni sono da ritrovarsi in parte nella crisi del settore della pellicceria e in parte nelle continue campagne di pressione, informazione e sensibilizzazione da parte di organizzazioni animaliste. Altro fattore determinante sono state le decine di liberazioni di animali compiute da attivisti animalisti anonimi negli ultimi anni, che hanno aperto le gabbie di migliaia di visoni e causato ingenti danni economici agli allevamenti, alcuni dei quali sono stati costretti a chiudere.

Trovare animali feriti o morti nelle gabbie degli allevamenti, in Italia come nel resto del mondo, è molto comune. Le ferite sono conseguenza della presenza nelle gabbie di più individui o sono automutilazioni derivanti dallo stress della prigionia Per capire cosa significano per un corpo quelle ferite bisogna immaginarsele su se stessi. Quando leggiamo “animali feriti” siamo ancora troppo distanti, perché noi siamo al salvo da quelle ferite, non le viviamo e non le sentiamo. Le ferite sono escoriazioni, abrasioni, liquidi purulenti, feci che entrano nella carne, sono occhi strappati, orecchie tagliate, nasi sanguinanti.

L’associazione di categoria si chiama AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visone). L’attuale presidente è Giovanni Boccù, dell’allevamento MI-FO di Capralba (CR). L’AIAV sta spingendo molto per la nascita di nuovi allevamenti, soprattutto tramite pubblicità in riviste agricole. L’azienda MI-FO di Boccù sta facendo da perno per la nascita di nuovi piccoli allevamenti in Lombardia, che si devono solo occupare di allevare gli animali nelle gabbie, mentre la parte finale di uccisione e scuoiamento viene tutta accorpata a Capralba. Solamente nel 2011 sono stati aperti in Italia 4 nuovi allevamenti. Altre aziende hanno fatto richiesta per aprirne di nuovi tra il 2012 e il 2013. Una seria campagna per l’abolizione di questa pratica è quanto mai necessaria. Scopri tutti gli indirizzi degli allevamenti sul nostro sito: www.visoniliberi.org/gli-allevamenti-in-italia | 10 |


SITUAZIONE LEGISLATIVA Dal 1 gennaio 2008 gli allevamenti in Italia avrebbero dovuto diventare “a terra”, cioè senza gabbie e con pozze d’acqua per gli animali. Questo avrebbe reso anti-economico e impossibile allevare animali da pelliccia, portando di fatto alla chiusura di tutti gli allevamenti italiani. Il Ministero della Salute ha però ribaltato gli effetti di questa legge con una circolare datata 18 gennaio 2008 nella quale riceveva favorevolmente i ricorsi degli allevatori e dava la possibilità di scegliere tra allevamento tradizionale in gabbia e quello a terra. In questo modo gli allevamenti di visone sono stati salvati. - Recentemente il comune di Noceto (Parma) ha posto per la prima volta in Italia un “divieto di allevamento di animali da pelliccia” nel tentativo di far chiudere un allevamento sorto nella frazione di Cella - Il 30 novembre 2012 l’allevamento della famiglia De Poli, a Montirone (Bs), ha dovuto togliere tutti gli animali per un’ordinanza del sindaco (poi purtroppo impugnata e vinta dall’allevatore, che ha ripreso l’attività); - Sempre nello stesso periodo il sindaco di Rivarolo del Re (CR), in seguito ad una grande mobilitazione, ha bocciato un progetto che avrebbe portato alla costruzione di 28 enormi capanni in cui rinchiudere 40mila visoni. Tutte queste notizie positive fanno sperare nella possibilità di arginare definitivamente il tentativo di AIAV (Associazione Italiana Allevatori Visone) di far ripartire quest’attività da tempo in declino. I nuovi allevamenti che hanno provato ad operare nel silenzio sono stati smascherati, nuovi progetti fermati. Si stanno evidentemente gettando le basi per un consenso che porti quanto prima al divieto totale di allevamento di animali da pelliccia in Italia, per il quale è stata presentata già in Parlamento una proposta di legge specifica.

I DIVIETI IN EUROPA - Austria, Regno Unito, Olanda, Slovenia, Croazia e Bosnia sono le prime sei nazioni europee che hanno stabilito un divieto totale di allevamento di animali per farne pellicce. -In Germania una legge sul benessere animale entrata in vigore nel 2012 ha reso anti-economico allevare i visoni e sta portando alla chiusura di tutti gli allevamenti. Simile la legge in Svizzera, che non ha allevamenti. -In Danimarca, il principale paese produttore di pelli di visone al mondo, è stato vietato nel 2009 l’allevamento di volpi per motivazioni etiche. Agli allevatori sono stati lasciati 6 anni per chiudere. -Nel 1995 la Svezia ha imposto restrizioni e condizioni anti-economiche per l’allevamento di volpi, di fatto portando nel 2000 la chiusura di tutti gli allevamenti rimasti. Sono ancora presenti circa 70 allevamenti di visoni. -In tutta l’Unione Europea è vietata la commercializzazione di pellicce di cane, di gatto e di foca. | 11 |


IL DIARIO DELL’INVESTIGAZIONE Dietro ad ogni fotogramma e ogni immagine su questo sito non c’è solo una telecamera, ma una persona, o meglio, un gruppo di persone. Queste sono alcune delle considerazioni, delle emozioni o delle esperienze di chi ha lavorato a questa investigazione. Un diario fatto di frammenti. Leggi le testimonianze complete su: www.visoniliberi.org/diario Lorenzo “È difficile descrivere le sensazioni che corrono fra la gola e lo stomaco quando ci si trova all’interno di un allevamento di visoni. L’adrenalina è altissima e serve un tempo relativamente lungo per concentrarsi e tranquillizzarsi. Per la natura stessa di quei meravigliosi animali e per il modo in cui vengono allevati è difficile stabilire con loro un contatto diretto. La loro indole sfuggente, sommata alla follia alla quale la prigionia li ha condotti li porta ad essere terrorizzati e a nascondersi come possono. (...)” Claudio “(...) La mia tensione interiore era altissima: la visuale sulla strada da cui sarebbe potuto arrivare l’allevatore era pessima, in tal caso avrei avuto solo pochi secondi per dare l’allarme e fuggire.(...) Ma c’era qualcuno a darmi conforto in quelle due ore, qualcuno senza la cui presenza forse a un certo punto avrei detto agli altri che era meglio andarsene in anticipo. Erano due dei cani messi a guardia dell’allevamento, che stavano seduti vicino a me, pacati e tranquilli, con la loro testa protesa verso il mio fianco, intenti a cercare coccole e a fiutare la fresca brezza di una sera di fine estate. Con quel semplice contatto sono riusciti a donarmi la loro stessa serenità più di quanto nessun essere umano sarebbe stato mai capace di fare.(...)”

Tutta la vita dei visoni si svolge in queste minuscole gabbie. Il loro desiderio di libertà è spezzato dalla prigionia, che li fa impazzire.


Irene “(...) Ero nervosa e agitata, i piedi mi si stavano congelando, una parte di me voleva lasciar perdere e andare via. Poi mi sono avvicinata alla fila di gabbie, ho acceso per un momento la pila che tenevo in mano, davanti a me una fila di occhietti brillanti e musini curiosi, che si protendevano con diffidenza per guardare chi si avvicinava nell’ombra. Il cuore mi si è improvvisamente calmato, nessuna paura, nessun dubbio..(...)” Francesco “Era il 29 maggio del 2011 quando insieme a due miei amici iniziammo questo ambizioso progetto entrando per la prima volta in un allevamento di visoni dell’Emilia Romagna, ostinato come sempre a mostrare quanta sofferenza la nostra società può esercitare verso gli animali. Da subito il nostro obiettivo è stato quello di portare fuori più immagini possibili, al fine di produrre del buon materiale informativo, attuale e ottenuto da allevamenti italiani ma con il passare del tempo decidemmo che i nostri sforzi dovevano puntare più in alto ed essere indirizzati ad innescare un dibattito pubblico e spingere le istituzioni ad abolire questo tipo di allevamento.(...)” Francesca “(...) Credo che sia meglio iniziare a parlare di crisi dell’umanità, aberrazione degli esseri umani, allontanamento patologico dalla capacità di vivere e capire il mondo così come solo gli altri animali sanno fare. Vorrei che ci fosse un vero artista, una persona capace di usare la sua voce e la sua teatralità per interpretare la mia rabbia, il mio disprezzo per il modo in cui gli animali vengono ridotti in questa società che nemmeno ne vuole sentir parlare. Ci fosse un Fabrizio De Andrè, un Giorgio Gaber per cantare i sentimenti degli animali, donare loro note belle e raccontare la mia indignazione per i miei simili… Ma “animale” nella nostra cultura è ancora un insulto e l’antropocentrismo è una malattia che affligge anche chi tra gli umani si distingue per sensibilità, intelligenza, senso della solidarietà ma che purtroppo pensa che gli animali non abbiano dignità. Chi come noi combatte contro lo specismo viene deriso dai conservatori, dai retrogradi, dai razzisti, dai fascisti ma anche dai progressisti, dalle menti illuminate, dagli antifascisti, dagli antirazzisti. Quel che generalmente viene condannato e ritenuto sbagliato se compiuto ai danni di un essere umano viene abitualmente, distrattamente e impunemente commesso verso gli animali. E’ la crudeltà della spensieratezza.” Simone “(...) Sono moltissimi i ricordi che ho nella mia mente, questo penso sia normale dopo un lavoro di documentazione così ampio e per cui è necessitato così tanto tempo. Giornate e nottate spese a viaggiare e a filmare, e a riflettere su cosa fare per porre fine alle sofferenze di questi animali. (...) Credo che abolire gli allevamenti di animali da pelliccia sia un primo passo urgente e necessario verso la costruzione di una società diversa, che sia disposta ad interrogarsi seriamente sul trattamento che oggi riserviamo a tutti gli animali e coraggiosamente abbandoni una per una, tutte le forme di sfruttamento nei loro confronti.” Zac “Ho visitato due volte con una camera nascosta un grosso allevamento di visoni. Ho assistito alle uccisioni. E’ difficile spiegare cosa ho provato: le emozioni erano molteplici, il dispiacere, l’incredulità e la rabbia per le ingiustizie a cui assistevo senza poter rimediare si sommavano alla paura ed al timore di essere scoperto. Spero che questo lavoro possa rappresentare un decisivo passo avanti verso la fine dello sfruttamento degli animali. Sono felice di aver preso parte a questo progetto, ma dentro di me rimarranno indelebili le urla di questi animali mentre venivano uccisi, i loro corpi accatastati, smembrati e gettati come spazzatura, le loro pelli impilate. (...)” | 13 |


ATTIVATI PER IL CAMBIAMENTO Se pensi che non sia giusto sfruttare e uccidere gli animali e vuoi veramente che le cose cambino, non aspettare che sia qualcun altro ad agire al tuo posto: ognuno di noi può fare la differenza. Nelle scelte quotidiane, iniziando a capire cosa si nasconde dietro ai tuoi acquisti o partecipando alle nostre proteste, puoi essere parte del cambiamento! NON ACQUISTARE CAPI CON INSERTI DI PELLICCIA, IN PELLE, PIUME, LANA E SETA: I prodotti derivati dallo sfruttamento animale sono perfettamente sostituibili con prodotti alternativi, fibre vegetali e sintetiche. Fai attenzione alle etichette: Dall’8 maggio 2012 tutti i capi con pelliccia, piume o pelle devono avere la dicitura “Contiene parti non tessili di origine animale.” Spesso il pelo viene lavorato, colorato e rasato per renderlo irriconoscibile, e il prezzo non proibitivo del capo può indurre a pensare che l’inserto di pelliccia sia finto, ma non è sempre così. FIRMA LA PETIZIONE PER L’ABOLIZIONE DELL’ALLEVAMENTO DI ANIMALI DA PELLICCIA: In questo modo farai sentire la tua voce e darai una dimostrazione tangibile del nostro numero e della nostra forza. È importante far sapere ai soggetti politici e alle istituzioni che devono farsi carico direttamente del destino degli animali da pelliccia in Italia. Puoi firmare la petizione online su www.visoniliberi.org oppure scaricare il modulo cartaceo dalla pagina del materiale. 24 marzo 2013: corteo a Capralba (CR)


PRENDI PARTE ALLA CAMPAGNA VISONI LIBERI: - Diffondi il video dell’investigazione a tutti i tuoi conoscenti - Partecipa alle nostre iniziative e proteste, seguici sui siti, su Facebook o tramite le nostre newsletter - Richiedici e distribuisci il materiale gratuito nella tua città. - Scarica dal sito il modulo della petizione e raccogli più firme possibili (entro la fine di giugno 2013). FAI UNA DONAZIONE PER AIUTARCI A CHIUDERE QUESTI ALLEVAMENTI: Per più di 18 mesi abbiamo documentato la realtà degli allevamenti di visoni. Adesso vogliamo chiuderli tutti. L’acquisto di materiale tecnico e le spese di viaggio che sono stati necessari per svolgere il lavoro investigativo, la stampa di materiale informativo che distribuiamo gratuitamente e l’organizzazione di proteste ed eventi pubblici hanno costi onerosi. Anche un tuo piccolo aiuto può fare la differenza. Puoi farci una donazione con Paypal (vedi dal sito www.visoniliberi.org/donazioni) oppure sul conto IBAN: IT04Y0501802400000000155253, su Banca Popolare Etica intestato a essereAnimali (specifica causale “VisoniLiberi”). Grazie! INFORMATI SULLA SCELTA VEGAN: La nostra cultura ci porta ad essere sensibili ed empatici solo con gli animali definiti d’affezione e a considerare minore la sofferenza degli animali cosiddetti da carne o da reddito, ma la sofferenza è uguale e inaccettabile allo stesso modo per ogni essere vivente. Rifiutarsi di consumare e acquistare i prodotti derivanti dallo sfruttamento animale (carne, latte, uova) è un atto importante di coerenza con le proprie idee e un punto di partenza per una lotta personale, politica e di attivismo per un mondo completamente diverso, in cui venga abbattuta la mentalità che vede negli animali lo scalino più basso di una piramide, al cui vertice si erge padrone indiscusso l’essere umano.

> Informati su www.essereanimali.org | www.nemesianimale.net 2 marzo 2013: giornata per l’abolizione degli allevamenti a Milano e Bologna

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MORIRE PER UNA PELLICCIA è il frutto di un lavoro congiunto delle associazioni essereAnimali

e Nemesi Animale, che per 18 mesi hanno raccolto informazioni e immagini video e fotografiche degli allevamenti di visoni in Italia. Entrando negli allevamenti, piazzando telecamere nascoste e tramite un infiltrato abbiamo documentato la loro nascita, la vita in gabbia, la sofferenza e la morte di questi animali. Per la prima volta in Italia viene documentata l’uccisione dei visoni con camere a gas. Come tutti gli animali costretti in un allevamento, tutto quello che i visoni possono fare è subire quello che viene loro inflitto dagli allevatori, tutto ciò di cui avranno esperienza è una privazione continua dei loro istinti. Questa investigazione non lascia dubbi: la pelliccia è morte e sofferenza e gli allevamenti di visoni devono essere aboliti, al più presto. Anche il tuo aiuto può fare la differenza.

Morire per una pelliccia  
Morire per una pelliccia  

MORIRE PER UNA PELLICCIA è il frutto di un lavoro congiunto delle associazioni essereAnimali e Nemesi Animale, che per 18 mesi hanno raccolt...

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