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negazioni

maledetta fanzine senza paraocchi e paraculi

n. 5 aprile 2013


introduzione Sfatiamo un mito: cioè quello di “Bukowski scrittore maledetto alcolizzato e senza sentimenti”. Le persone superficiali, o chi si limita a condividere le frasi di Bukowski sul bere e sullo scopare sui social network, pensano che lo scrittore sia un certo tipo di uomo: misogino, violento e rozzo. Probabilmente hanno letto solo “Post office” o “Donne” e pensano di aver compreso tutta la sua vita. Facciamo un po’ di luce: Henry Charles Bukowski ha un’infanzia molto difficile, derivata da un ambiente familiare dominato da un padre violento, mentre la madre è una donna passiva per paura. Leggetevi “Panino al prosciutto” per avere più informazioni. Bukowski subisce, subisce e subisce, fino a quando è abbastanza forte (o il padre troppo vecchio) per reagire. In più occasioni parlerà di quando diede un cazzotto al padre e poi se ne andò di casa, sbattendo la porta, per non tornarci più, se non per qualche visita sporadica. Nel corso dei suoi viaggi, Chinaski impara a vivere, incontrando personaggi che vivono ai margini, gli ultimi di lui farà parte per molto tempo e di cui la sua poetica proietta continui rimandi. Perché Bukowski ha scritto anche poesie. Ed è nelle poesie, oltre che nelle lettere personali, che si può conoscere la vera essenza della sua anima, al netto dell’armatura di duro, temprata da risse da bar, puttane e burberi padroni di casa in cerca dell’affitto in arretrato. La sua anima è limpida, pura e profondamente sensibile. Addentrandosi tra i numerosissimi volumi di poesie che ha pubblicato nel corso della propria carriera di scrittore, impariamo a conoscere una persona in grado di soffermarsi su particolari che a tutti sfuggirebbero, o di sublimare il lato patetico di ogni persona che ha incontrato nella sua vita. Leggendo un qualsiasi libro di poesie, possiamo ridere, incazzarci o anche commuoverci. Ma solo quando siamo abbastanza pazienti da capire il messaggio che ci sta lanciando tra le righe, quando la sbronza diventa triste e tutta la miseria in cui è immerso lo stringe fino a soffocarlo. Perciò possiamo continuare a fare i superficiali, a citare Bukowski solo per fare colpo o per far ridere, ma la verità è che dietro al vino, alle nocche spellate e sanguinanti, ai clitoridi leccati, c’è un uomo profondamente solo, influenzato in maniera determinante e definitiva dall’ambiente violento in cui ha vissuto l’infanzia. Era un uomo costretto a fare il duro, l’ubriacone e il misogino, perché quel

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personaggio gli permetteva di campare. Probabilmente vedendo quanto è diventato pop e inflazionato, ne soffrirebbe ancora di più. Si incazzerebbe, urlerebbe che non abbiamo capito un cazzo. E avrebbe ragione. Per comprenderlo meglio, vi consiglio di leggere questa poesia. Leggetela e pensateci, poi rileggetela ancora un paio di volte e avrete imparato a conoscere meglio Henry Charles Bukowski, evitando di abusarne. Mauro Bellicini Un uccello azzurro

gli dico: rimani giù, mi vuoi fare andar fuori di testa? Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che vuoi mandare all’aria tutto il mio lavoro? vuole uscire, vuoi far saltare le vendite dei miei libri in Europa? ma con lui sono inflessibile, gli dico: rimani dentro, non voglio che nessuno ti veda. Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che vuole uscire solo di notte qualche volta Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che quando dormono tutti. vuole uscire Gli dico: lo so che ci sei, ma gli verso addosso whisky e aspiro non essere triste il fumo delle sigarette poi lo rimetto a posto, e le puttane e i baristi ma lui lì dentro un pochino canta, e i commessi del droghiere mica l’ho fatto davvero morire, non sanno che lì dentro c’è lui. dormiamo insieme così col nostro patto segreto ed è così grazioso da far piangere Nel mio cuore c’è un uccello azzurro che un uomo, ma io non piango, vuole uscire e voi? ma io con lui sono inflessibile,

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indice

pag 2 - introduzione pag 4 - indice pag 5 - ennio flaiano pag 6 - supposta futuro pag 7 - chiamami non so pag 8 - provvisorio pag 9 - negato pag 10 - sono in sintonia con le fiamme pag 11 - sveltopiù pag 12 - che cazzo di fine hai fatto musa di merda? pag 13 - sabato sera pag 15 - 8 a pecora pag 16 - poesia dell’ipocondria pag 18 - homo consumens. bauman per negati pag 19 - il papa s’è dimesso pag 21 - fattore cancerogeno pag 22 - wendy o. williams pag 24 - figli di carta anonima pag 27 - i poeti che brutte creature … (il poeta mortodifiga) pag 30 - stasi pag 32 - “solo perché sei paranoico non vuol dire che tu abbia torto” cit. Stalin pag 34 - siamo previsti pag 35 - demenia praecox pag 36 - una fine annunciata pag 39 - gas pag 44 - gas (illustrazione) pag 45 - timpano inesistente pag 49 - aieva drim pag 51 - redazione maledetta

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ennio flaiano

“Agire come Bartleby lo scrivano. Preferire sempre di no. Non rispondere a inchieste, rifiutare interviste, non firmare manifesti, perché tutto viene utilizzato contro di te, in una società che è chiaramente contro la libertà dell’individuo e favorisce però il malgoverno, la malavita, la mafia, la camorra, la partitocrazia, che ostacola la ricerca scientifica, la cultura, una sana vita universitaria, dominata dalla Burocrazia, dalla polizia, dalla ricerca della menzogna, dalla tribù, dagli stregoni della tribù, dagli arruffoni, dai meridionali scalatori, dai settentrionali discesisti, dai centrali centripeti, dalla Chiesa, dai servi, dai miserabili, dagli avidi di potere a qualsiasi livello, dai convertiti, dagli invertiti, dai reduci, dai mutilati, dagli elettrici, dai gasisti, dagli studenti bocciati, dai pornografi, truffatori, mistificatori, autori ed editori. Rifiutarsi, ma senza specificare la ragione del tuo rifiuto, perché anche questa verrebbe distorta, annessa, utilizzata. Rispondere: no. Non cedere alle lusinghe della televisione. Non farti crescere i capelli, perché questo segno esterno ti classifica e la tua azione può essere neutralizzata in base a questo segno. Non cantare, perché le tue canzoni piacciono e vengono annesse. Non preferire l’amore alla guerra, perché anche l’amore è un invito alla lotta. Non preferire niente. Non adunarti con quelli che la pensano come te, migliaia di no isolati sono più efficaci di milioni di no in gruppo. Ogni gruppo può essere colpito, annesso, utilizzato, strumentalizzato. Alle urne metti la tua scheda bianca sulla quale avrai scritto: No. Sarà un modo segreto di contarci. Un No deve salire dal profondo e spaventare quelli del Sì. I quali si chiederanno che cosa non viene apprezzato nel loro ottimismo.”

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supposta futuro Oggi ho comprato

una b omba atomica c on Paypal l’ho pagata poco. Ho comprato il Futuro e ve lo sparo nel culo. Supposta F uturo = mc2 = Boom - di Rutger M u n z -

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chiamami non so

Chiamami abisso, chiamami fogna, c h i a m a m i l u n a t i c o , c h i a m a m i f re g a t o , chiamami ancora. C h i a m a m i s u p e r n o v a , c h i a m a m i d ro g a , chiamami fossa, chiamami morto ma chiamami adesso. C h i a m a m i d o l c e o p p u re m o l e s t o , chiamami pazzo, chiamami e vai. Non chiamarmi mai. Chiamami che sono solo, chiamami stupido e chiamami vile. D a m m i u n v a l o re p e r c u i m o r i re , f a m m i v o l e re non una fine ma mille. C h i a m a m i s a n t o , c h i a m a m i m a rc i o m a c h i a m a m i d a v v e ro . Chiamami che sono secoli c h e a s p e t t o u n ’ a l b a , u n c a t a c l i s m a , d e l l e c re p e , d e l l e s t e l l e i n f r a n t u m i , u n a b o m b a o u n f i o re , n o n s o . - d i A l e s s a n d ro P e d re t t a K re s t a -

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provvisorio

s o n o p ro v v i s o r i o nessuno conti su di me sono un onda senza risacca u n n i d o s u u n a l b e ro d i v e l t o . Ve d i i l m i o s o r r i s o s t a n c o h o i l c u o re d i u c c e l l o s p a v e n t a t o dai rami scossi dalla gente. Gli altri per me sono a volte un fastidioso suono stridulo un andamento lento e concitato, Gesticolo e muoio spesso come un’ala sradicata dal suo cielo naturale, durante una vita di tempesta. Solo il vuoto esprime un peso al volo, u n a f re n e s i a d ’ a l i o u n p e n s i e ro l a t e r a l e , la storia di un uomo che disegna l a s u a f i n e i n ro n z i i d i s u t u re m e t a l l i c h e . F r a z i o n i s e m p l i c i , m a d o l o ro s e i l s a n g u e , l e m e t a s t a s i , i t r a t t i s u r re a l i , una muta di biancheria e le stelle assenti, l e e c o m e t a f i s i c h e , g l i s q u a rc i e p o i p i ù s u , d o v e l a l u c e n o n m u o re . Accade che si rimane senza fiato; u n a m a g re z z a d ’ o c c h i s e m p re p i ù g r a n d i che lo spazio abita.

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- di Enrico Marra -


negato

C’è un tipo che sbava sangria e mi fa “Tu hai tre teste” io la sangria me la bevo e gli dico “Una pensa a sbronzarsi, l’altra subisce i postumi di ieri e l’ultima ha gli occhi rossi” Ed eccomi Negato, meno di zero, col resto di niente, p ro s c i ugato al resto di ananassi che hanno il cancro , Negato al grottesco mondo per sgobbare ed io sono nato negando realtà ai morti, negando la vita tre volte almeno, in un calderone color sangue sporco, zuccherato, metallico, brandy c h e il giorno dopo si alza in tre attimi diversi e comunque bestemmia, implora, negativizza h a g l i occhi rossi, sbarrati su sosta vietata della vita , c ro c i f issi ottaviani, maledetti granchi con la mitra, n e s s u n p osto per rialzarsi in piedi, Sì prostrato Sì Nega t o c o n l a n a u sea di Sartre in mano e tutti libri inquieti in c u l o , battuto e beato, ed eccomi ancora Negato s u riflessi sciolti come whisky on the rocks, 1 2 anni invecchiati su via Nazionale a darmi, Fata Morga na all’orizzonte No, s e m p re l ì a succhiare iso le gelate fuoriuscite dalla stra d a , p neumatici a lasciar segni neri sul petto, ossa e midolli mimati ai manichini, motori sacri che discutono tra loro, dove sono gli uomini? Postumi di ere, e l e m osine col naso schiacciato e la mano davanti, pianti giappone si al Teatro dell’Opera, m eccanici, u o m ini scomparsi ch e ritornano a sbavar sangria io la sangria me la bevo, fino all’ultimo, tre volte almeno, bestemmio, imploro, negativizzo con tre teste, me no di zero, col resto di niente ed eccomi a tutti voi Negato

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- di Rubens Lanzill o t t i -


sono in sintonia con le fiamme S o n o i n si n to n ia c o n le fia m m e f u o r i c o n tro llo c o l b a ro c c o r iv e s tim en to a rd e n te c h e c o p re tro n ch i p r ig io n ie r i d e l mi o es s e re d ila g a n te . S o n o c o m p lic e d e g li o d o r i p iù m a ls a n i e st o c o st ru e n d o u n ’a ltr a d im e n s io n e d i mo l l i c c e tr a m e d a a d a g ia m e n to d o v e c h i u d ere i m iei o c c h i e se rb a r m i il p e g g io . Ho c o n t a t o s a s s i p e r s tr a d a e f i s s a to il v a p o re u sc i re d a lle n a r ici c re d e n d o d i v o la re i n u n a d i sso l u z io n e s o ffic e e vir tu o s a me n t re l a st ra d a o n d e g g ia e co n v e rg e n e l mi o p la s m a a n e m ico a l l u d e n d o a m o d i d ’e s s e re c h e d e l i n e a n o a lle g o r ie p ir a n d ellia n e . S o n o v i t t i m a d e ll’o s tr a c is m o c o st re t t o n e i m iei a n fr a tti s u b d o li c h e p u l sa n o l ie v i d i fu o co a r a n cio n e com e b ra c i e ri e stin ti ch e cu o c io n o l’a n im a .

- d i G iu s ep p e B a ld a s s ar r a -

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sveltopiù

n o n c’è ch e vu o to e i l t u tto è s u b lim a to d i p o ten z a n o n e s is te il p r im a e il d o p o n o n e s is te g a tto e n o n es is te to p o n o n e si s te la ve e m en z a d e l crea to t u t t o è lis c io le v ig a to e si st e so l o u n a d o lc e z z a v a g a a l e g g i a s o lo u n a p re s e n z a p oi m i s ve g lio su l d i v a n o e s b r a tto i l p ra n z o d e lla m en s a i l m a led etto p ra n z o d ella m en s a .

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- d i P ro p r io Im p ro p r io -


che cazzo di fine hai fatto musa di merda? S u d a g l i a l t o p i a n i d a i p e n d ii in d is c e s a , N o n t i v i e n e n ie n te d i m e g lio eh ? infiamma t o d i a rd en te d e s io o r ib o lle il s a n g u e e si c h i u d e i l p u gn o a tto r n o a l co llo d i Ir a . C h e c a zz o s a re b b e q u es to ? Tr aci ma n t e d i o rg o g lio , s p r ig io n a e s i s o lla z z a l a m a i g io vin ez z a . C i o è , st ia m o s c h er z a n d o ? Non vo rra i v e ra me n te ch e s cr iv a ro b a d e l g e n ere? P e r c h i c a z z o m i h a i p re s o ? Ti se mb ro u n v e c c h io ca ta r ro s o ? Ti semb ro u n f e t e n t e d e v o to d e l s ec o lo d e c im o n o n o? Ecco, mi stai contagiando con questo tuo linguaggio del cazzo. Do v ’è la p o ten z a ? Do v ’ è l a n e g a z io n e d e l ve r s o ? Ch e c a zzo d i f i n e h a i fa tto Mu s a d i m e rd a ? D o v e so n o i si g n ific a ti c h e s co ten n a n o ? I pu g n a l i d i g h i a c cio tr a le co s to le d i a g o s to ? D o v e c a zzo h a i f ic c a to q u elle tu e d ita e h ? N o n ri sp o n d i Mu s a d i m e rd a e h ? Va f f a n c u lo , s tro n z a . Ti h o g i à u cc is o u n a v o lta , p o sso ri f a rl o tu tte le vo lte ch e vo g lio . Va f f a n c u lo , Mu s a d i m e rd a . - d i A n d rea D oro -

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sabato sera

Questa generazione di oggi che sono belli e osceni cosÏ alti e magri, con fuochi d’artificio negli occhi e 36 denti di alabastro Ragazzi che scopano scambiandosi lampi di luna sotto la lingua che ridono volteggiando in nervose piattaforme cuccioli di lupo vestiti di plastici folgori e non piangono mai recitano in proiezioni di cristalli al plasma il loro copione arrotolato nelle tasche in attimi fuggenti di strumentazioni digitali e strani suoni avanzati Splendidi riflessi di carne cruda si mescolano in primitivi scambi di saliva e si bucano la faccia in tribali simulazioni perchÊ cosÏ vuole la marea delle tendenze Ma capita talvolta, dentro i disordinati viaggi che la violenza degli eventi si insinui nei loro scheletri salendo fino alle meningi Sai, che quando spingi sul pedale i lampioni sono calabroni sotto i lanciafiamme e la strada diventa una lingua grigia da staccare a morsi

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vediamo chi vince Le strilla di sirene lampeggianti che seguono firme sconnesse di copertoni sfregati in combustioni di lamiere e benzina braccia e gambe sparpagliate nei fossi e grossi topi che affondano il muso in quegli occhi bloccati nello schianto di un sogno mozzato a metĂ . - di Andre Lasdo -

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8 a pecora

Non voglio che tu faccia qualcosa per me voglio che tu faccia qualcosa per te come levarti dai coglioni o amarti per quello che sei amore è una parola troppo grossa la mia bocca non può contenere così tanta immensità sarebbe come regalarti un bacio perugina che ti vada di traverso un bacio fra coscienze invece è tutto quello che desidero amiamoci a priori adesso a posteriori

- di Nuenni Nella Zuena Buena -

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poesia dell’ipocondria t i sp i o d a l b u co n el ca r to n e t i o sse rv o c o n il m io s tr a b is m o i l g u st o d e l C u c c io lo n e s u lla lin g u a e l a mi a c o s c ie n z a d i M a z in g a

sg ra n o c c h i fie r a l e t u e b en z o d ia z e p in e t i p ia cc io n o e h ? tra u n a se t t i ma n a n o n p o tr a i p iù fa r n e a m e n o se a v e ss i i r a g g i g a m m a t i p o lv e r iz z e rei ora se d u ta s ta n te ma so no tro p p o p icc o lo e u n p o ’ m i fa i p a u r a è i n u t i l e p en s a re a lla m o r te c o me a d u n m o s tro l a mo rt e n o n è d e m o c r a z ia e se v u o l e sa s em p re d o ve ce rca r ti i l t u o c o rp o s e n e fo tte d i te v a a va n ti lo s tes s o n o n s e r v e a n ie n te a l l a rg a re le b r a cc ia c i n g e re d ’ a f f e t t o il tu o u ltim o ticc h ettio f i sc h i a re a l d o lo re co m e fo s s e u n c a n e f a c a ld o n el ca r to n e c e rc o d i n o n m u o v e r m i mi ren d o in vis ib ile c o n l a p a z ie n z a d e l n in ja l ’ o sse q u io d e l s a m u r a i

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m i g u a rd i f o r s e m i ve d i mi sp i n g o p iù a fo n d o n e i mea n d r i c a r to n a ti c o n l a p u z z a d ’in d u s tr ia e d e t e r s iv o s o tto c o s to c h i u d o g li o c c h i i mma g i n a n d o m i il tu o s o r r is o se i c o sì b e l l a c o n q u ell’a r ia m o re n te m en tre fu m i e t i p u g n a li d i p a s tic c h e c o n i l tu o n ero livo ro s o se mp re a t t a cc a to s u lle s p a lle a d in s e g u ir ti sp a u ra c c h io d e c la s s a to ch e n e s o c o sa p o s s o s a p er n e? se sa r ò co s ì a n c h ’io o p p u re n o l ’ e sse re u ma n o è u n p ro g e tto c in es e n a t o pe r s o p r a v v iv e re a n c h e s en z a p e z z i a n c h e s e n z a p e n s ier i e fo r s e mo rt o i l p en s iero e il d iletto è l i c h e n a s ce la vita ti p re g o i n se ri sc i mi u n g ig a d i m e m o r ia n o n f a rmi p e rd e re q u es to r ic o rd o mi se r vir à . . . fid a ti

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- d i F a b io Ca r ro cc ia -


homo consumens. bauman per negati Celebr anti l a p u ra c o mu n a n z a f ondanti fe d e n e l p a re c c h io p a r tic e lle a u to p ro p e lle nti (o r ig in a li a s s en ti r ip ete nti) s’ accum ula l o sc i a me

s i d is p erd e

(i rrilevante o g n i l e g a me ). M o t o e f f i me ro , m eta m a te r ia le: l ’ a si n t o t o d e lla m erce p e r fe tta . S c e g l i e l o sc ia m e : s o la c o n d iz io n e. Monta la c o rsa

m o n ta la s p er a n z a :

il s is te m a s vic o la la p ro m e s s a

b r a m a ta p red a s civ o la n e l

sec chio. - d i A n n a Ma r ia D a ll’Olio -

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il papa s’è dimesso I l P a p a s ’è d im es s o

e d i c o n o s ia a lle p o r te l a t e rza g u e r r a m o n d ia le p e rc h è l a g e r m a n ia è g r a n d e e si a mo c o s tretti a co m p r a re i l d i g ita le ter res tre ma n g i a re i c erea li m u ltin a z io n a li e f u ma re d i n a s co s to . Qu e st o m o n d o è ter m in a to le p i a zze si ri e mp io n o d i u o m in i in la c r im e e n e l l ’ a t t e sa d i u n n u o vo n eo litico t u t t i s ep p e llis c o n o i l l o ro sma r tp h o n e a n d o id iO s i mu ssulm a n i s tr a r ip a n o c o me scim m ie tte u r la n ti p e rc h è q u alc u n o h a u c c is o d io , p ro b a b ilm en te io , e l a g e rma n ia , n o s tr a s ig n o r a l i u c c i d e tu tti q u a n ti. Un m io a m ic o d i c e c h e in Co re a d el S u d c i so n o l e m a cc h in e vo la n ti g l i u o m in i ro b o t i l c i b o in p ro ve tta

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e a n c h e u n n u o v o p a p a o lo g r a fico c h e ri s c u o te s u c c e s s o su i me g a sc h e rm i d e i g r a tta c ie li ve tr a ti. N o n s o s e è ve ro ma d e v ’ e s s e re u n b ell’e ffe tto q u e st ’ i l l u s io n e d i vu o to e te r n o io q u i so n o c o s tre tto a m a n g ia re sp o rc a n d o mi co m e u n b im b o b a vo s o i l mi o c e llu la re s i è ro tto siam o a l l e p o rt e d ella te r z a g u e r r a m o n d ia le e i l p a p a s ’è d im es s o . - d i G iu s e p p e B a ld a s s ar r a -

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fattore cancerogeno

Un ra n to lo n e lla n o tte , u n g r id o d is p er a to n e l v u o t o d i p e n s ie r i a s s o r ti e a s s o p iti, u n ges to c o n s u eto che t i ri c o rd a c h i s ei e d o ve s ta i a n d a n d o . C e rt e z z e in c r in a te d a u n d u b b io d el d u b b io . La m a la ta s o n o io , i ma la ti s iete vo i. Mistic h e ra p p re se n ta z io n i d i lu o g h i m a i vis s u ti, ri d o n d a n t i p a ro le ch e s b a tto n o d a u n a p a rt e a ll’a ltr a d e l cr a n io . I v e t ri s o n o a p p a n n a ti, dall ’ a l t ra p a rt e sc o r ro n o o lo g r a m m i in fo r m i, l’auto ra d i o è si n t o n iz z a ta s u R a d io M o o n d r ive ch e o f f re so l o c en to p e r ce n to in s u cc e s s i d e l la m ia vita . S o n o u n a p e llic o la flo p , l a c a n zo n e u ltim a in cla s s ifica , un ro ma n zo ma i p u b b lic a to e m a i rec e n s ito . E st a v o l t a q u e l g e s to c o n s u eto , c h e o rma i f a i in c o n s a p e v o lm e n te c o me u n a l a va tr ice p ro g r a m m a ta t i fa rend e r c o n t o d i q u a n to la tu a v ita s ia p a r a liz z a ta, e di quanto tu stessa sia stata addomesticata dalla società. - d i A le x a P e n n y L a n e Nic as tro -

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wendy o. williams

Wendy Orlean Williams (28 maggio 1949 – 6 aprile 1998) che si faceva chiamare Wendy O. Williams per avere la sigla WOW, è stata una cantante punk metal con il gruppo Plasmatics e come solista. Nata a New York, a 16 anni scappa di casa e girovaga per diversi anni negli Usa e in Europa facendo vari lavori dal cucire bikini in Colorado, alla cuoca a Londra, alla spogliarellista a New York. Nel 1976 entra nel cast dello spettacolo “Captain Kink Theatre” di Rod Swenson, e con lui un paio di anni dopo formano i Plasmatics, con Swenson come manager e Wendy come cantante, che debuttano nel 1978 nella scena punk di New York esibendosi al CBGB con spettacoli che riempiono il locale e si distinguono per la loro trasgressione, nel 1979 Wendy partecipa anche a un film hard in cui esibisce la sua capacità di lanciare con i muscoli vaginali delle palline da ping pong. I loro spettacoli diventano famosi per la loro trasgressiva carica selvaggia oltre ogni limite conosciuto: chitarre tagliate con la motosega, esplosioni sul palco di casse, di televisori e persino di automobili , oltre alle provocazioni di Wendy che seminuda simula rapporti sessuali. Nel gennaio 1981 a Milwaukee, venne arrestata e picchiata dalla polizia per essersi esibita sul palco in simulazioni di rapporti sessuali col seno ricoperto solo di schiuma da barba; dal suo rilascio comincerà durante gli spettacoli a coprirsi i capezzoli con del nastro adesivo nero. Nel 1982 esce con un disco singolo in coppia con il suo amico Lemmy Kilmister dei Motorhead. Però i Plasmatics incontravano spesso difficoltà per esibirsi dal vivo, vengono banditi anche a Londra, questo porterà alla decisione di sciogliere il gruppo. Gene Simmons dei Kiss produce nel 1984 “WOW”, il debutto da solista di Wendy . Nel 1985 viene nominata per il premio Grammy come miglior voce femminile. Nel 1986 partecipa al film indipendente considerato un capolavoro “Reform School Girls”. Riunisce i Plasmatics nel 1987 per il concept album “Maggot: The Record”, in cui lei vegetariana convinta e arrabbia-

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ta si scaglia contro il consumismo, l’album racconta la storia horror ironica di una famiglia borghese divorata dai vermi. Nel 1991 si ritira dalle scene a va a vivere col suo compagno Rob Swenson nel Connecticut, si occupa della riabilitazione di animali e scrive libri di ricette vegetariane per promuovere un’alimentazione più sana; in uno show televisivo a cui partecipa per portare avanti la sua battaglia per un cibo sano dice alla famosa produttrice di biscotti Debby Fields che non è meglio di uno spacciatore di eroina per i danni che causa lo zucchero bianco che mette nei suoi prodotti. Depressa per l’insensibilità dell’umanità che definisce cinica e superficiale, tenta di suicidarsi nel 1993 piantandosi a martellate un coltello nel petto, nel 1996 ci riprova con un’overdose di efedrina, nel 1998 si mette la testa in un sacchetto di nylon per non disperdere i pezzi facilitando quelli che la ritroveranno e con una pistola si spara. Il suo amico di sempre Lemmy Kilmister le dedica la canzone “No Class” nell’album live del 1999 dei Motorhead “Everything Louder Than Everyone Else”. - di Andreas Finottis -

Album con i Plasmatics: New Hope for the Wretched ( LP 1980) Beyond the Valley of 1984 (LP 1981) Metal Priestess (miniLP 1981) Coup d’Etat (LP 1982) Maggots: The Record (LP 1987) Album da solista: W.O.W. (LP, 1984) Kommander of Kaos (LP, 1986) Deffest! and Baddest! (LP, 1988)

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figli di carta anonima

Figli di carta anonima. Mi chiedono tutti che vuol dire questo nome del gruppo. Beh, il nome non ha un vero e proprio senso o forse ne ha tanti; ognuno potrebbe trovarci il suo. Figli di carta nasce dal titolo di una poesia di un mio vecchio amico morto di cirrosi epatica; uno dei più grandi filosofi che abbia mai conosciuto, Vincenzo Guzzardi. Il primo gruppo musicale che misi su lo denominai proprio così “Figli di carta”, in quel nome ci vedevo la fragilità, il poter prendere fuoco da un momento all’altro e ritrovarsi cenere, niente, anche se quelli che formavamo il gruppo allora eravamo perlopiù dei grandissimi figli di puttana. Ad ogni modo, poi il gruppo si sciolse, ognuno prese proprie strade, mentre io, dopo viaggi e avventure, continuai a formare altri gruppi musicali; i Blue Funky, i Diavolacci, tutti gruppi destinati a durare poco, sempre e solo per quella problematica comune del lavoro, le relazioni di coppia, la famiglia, e un cervello che non si è mai saputo sfruttare a dovere. Perlopiù hanno sempre ceduto un po’ tutti all’arrendevolezza. Ma io ero diverso, io tenevo fede alle mie idee, io credevo in questa specie di genio, fortuna, e non mi arrendevo, e continuo a tenere duro. Poi con due vecchie conoscenze si mise su un gruppo che nominammo “Anonima”, e dopo avarie peripezie, scontri, chi mollava e chi entrava, finalmente si mise su un gruppo così detto con le palle. Ora, tornando alle questione del nome; ci si accorse che col nome di “Anonima” c’erano un mare di gruppi sul web, così ci venne l’idea di riprendere il nome del mio primo gruppo e unirlo a quello di quest’ultimo (alla quale oramai ci eravamo ormai affezionati) e venne fuori “Figli Di Carta Anonima”. Ecco, tra figli di puttana e gente anonima ecco fuori il nome del gruppo; una manica di folli che resistono ancora con la propria musica. Genere rock blues alternativo. Gruppo siciliano. Vincenzo Santangelo, batteria. Maurizio Lazzaro, basso. Davide Gulli, tastiere. Davide Santangelo, chitarra ritmica solista. Pietro Caruso, chitarra solista. Testi e musiche di me medesimo, Giovanni Favazza, tra l’altro scrittore “profano”, che continua a tenere duro in questa vitaccia perlopiù contornata di merda. - di Giovanni Favazza -

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Che cosa giusta (http://www.youtube.com/watch?v=F1Tsc3w_Gd0) Ho voglia stasera di far follie Andare oltre i limiti della tua ragione Ma la mamma sciocca ha detto: si guarda ma non si tocca La mamma sciocca ha detto che questo non si può! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! Ormai è tardi e sono tutti a letto Ed io che invece non ho per niente sonno Quindi mi dirigo in qualche birreria Ma prima d’arrivare mi blocca la polizia. Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! E mi han tenuto lì per circa un quarto d’ora Mi han detto: documenti! Per caso ha precedenti? Che fa a quest’ora qui? Getti via la sigaretta! Quando si è in fermo non si può fumar! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! Ein, sfai, drei, marc, tutti dritti sulla striscia della mischia Gloria in excelsis Deus, cara ho deciso minnivaiu unni La rue sanz chaines, c’est ma manier, i’m not agree to all this Je fais de moi, Ah! Ah! Ah! Ah! Maudit, madness Pazzo, pazzo da legare! I do that i want No, nou, nein, no! I want to clip my wings! I want to clip my wings! My wings! My wings! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! Arrivo in birreria e trovo porte chiuse Dico: ma che cazzo, questa è una congiura! Comunque non mi arrendo e cerco un altro posto Ma di posti buoni trovo solo il mio garage! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! E per concludere, proprio un bel finale Sdraiarsi sul sofà e sfogliare un bel libro Ma la cultura è una cosa fragile Meglio leggere Bukowski! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta! Che cosa giusta, che cosa giusta, che cosa giusta, giusta!

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Nostalgia dei guai (http://www.youtube.com/watch?v=7K1iWOpxKH8) Come ci sentiamo sicuri oggi messi qui Senza scomodarci neanche un po’ Basta premere qualche tasto e poi così Ti puoi collegare alla rete che vuoi tu E viaggiare nel virtuale E viaggiare nel virtuale. Oggi si risolve tutto con la card Puoi stare tranquillo a guardare la tv E comprare tutto quello che vuoi tu Basta aver la testa sulle spalle e tu Non avrai problemi mai Non avrai problemi mai. Ma i guai, i guai, ma i guai, guai Lo sa, c’è chi ha nostalgia dei guai. Ma che vita, che vita, che vita sarà Se non ci saranno guai? Saranno guai. Dove sono i tipi come R.P? Lui che scommetteva anche sui guai Forse li hanno resi tutti innocui li O magari si son persi dentro i bar O nel mare della resa O nel mare della resa.

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i poeti che brutte creature...

Cioè capisci? Io di mestiere faccio il poeta, o meglio vorrei farlo il poeta perché di mestiere veramente spaccio coca tagliata con mannite e lidocaina o efedrina, dipende da quello che trovo. Spaccio e gioco alle macchinette, questo è il mio vero lavoro, vivo la notte capisci, cazzo credi, per fare il poeta ci vuole la sofferenza, devi startene li con gli spurghi a soffrire sennò mica lo puoi fare il poeta. Ora sono entrato in questo gruppo qui di facebook per soli poeti, ogni tanto gli rifilo la mia roba ai soggetti, che mi dicono “bravo - è bella eccetera...” ma io mi sono innamorato di una poetessa che sta qui sul gruppo. Aaahh, e che te lo dico a fare, un pezzo di bernarda autentico, mora, con un fisico flessuoso e atletico, c’ha un paio di gambe lunghe, interminabili, la caviglia sottile ei piedi bellissimi, mi sono ammazzato di seghe sulle sue foto, che queste socie qui sono della tipologia di passere con la fregna depilata a zero, non ci vuole mica la laurea per capirlo, si vede subito. Tutto è nato dal suo commento sotto una mia poesia e da li bum, sono andato in trip totale capisci? Le ho chiesto l’amicizia e tutto e credimi c’ha tutte ste foto arrapanti da morire. Ci sta una che è seduta a gambe accavallate con delle autoreggenti ed un vestitino nero, cazzo, quella gonna è così corta che se ti sforzi a guardare si vede pure lo spacco della sorca, non ci vuole tanta immaginazione, cristo santo, c’ho sborrato decine di volte su quella maledetta foto. Allora che ho fatto ti starai chiedendo? Facile, c’ho dato dentro in hit a suon di poesie dedicate segretamente a lei, che senti a me, io con la poesia alla femmine le faccio lacrimare in mezzo le gambe, se non scopi con la poesia sei poco più che uno sfigato, perché le fregne comuni se lo sognano un uomo che dedica poesie scritte di suo pugno, cioè, roba da tornare all’ottocento cazzo. Beh la vuoi sentire l’ultima poesia dedicata, tiè eccotela.

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“Alle Origini dell’Amore” Il tuo sorriso è una lampada di cristallo scrigno di desideri mai sopiti regno di fantasie da incorniciare diorama di ardenti passioni sorridi ancora impavida amazzone fai a pezzi la mia anima addolorata scalerei la luna mieterei vittime di stelle rapirei il cielo per il tuo amore per un tuo bacio Ehhhh? Hai visto che roba cazzo, te ti credi che io sia un fattone ignorante ma io gringo c’ho la parola dalla mia parte, nelle vene c’ho il veleno letterario, l’arte seria, con sta tipologia di parole vuoi dirmi che le fiche non s’infiammano, certo che si, vanno a fuoco cazzo, puoi giurarci. Ora il problema è questo. La socia in questione ha capito che il pisello mi struscia per terra con la bava per lei, solo che sulla cosa ci sta scherzando, cioè, chattiamo e tutto però lei sta con un alambicco di caldaia alto un metro e novanta con due spalle d’armadio. non che mi faccia paura intendiamoci, ne ho sdraiati di soci così, devi girargli solo un po’ più intorno, colpisci ai fianchi, ma alla fine vanno a terra come tutti, però il problema vero è che con ste cazzo di poesie mi sono attaccato alle palle un paio di piattole tremende. Cioè, una poetessa che c’avrà che ne se so cinquantanni, è brutta cazzo, brutta da morire, chiatta e coi capelli rossi, rossomalpelo, e questa ad ogni poesia che posto sta sempre ad imbrattarmi con commenti del tipo “Bellissima o Come sei romantico” cioè che io vorrei proprio dirle “Ma vaffanculo un po’ balena del cazzo, le dita puoi ficcarti nella figa che la carne mia mica ce l’avrai mai” ma dico solo grazie e sorrido con l’emoticons

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perché non posso mica risultare insensibile agli occhi della mia passera. Come se non bastasse se n’è aggiunta anche un’altra di scoppiata, anche se quest’altra qua pure mi ha fatto innamorare all’inizio, c’aveva sta foto del profilo proprio da figa, mi commentava sempre le poesie estasiata, quando le ho dato l’amicizia ho visto chi era davvero un cesso del cazzo, uno scaldabagno della peggiore specie, e cazzo, volevo mozzarmi le palle per il ritardato che sono, ora quest’altra pure ce l’ho appesa alla cappella come un herpes cristo la madonna. Il bello che lei, cioè la sorca che piace a me se la ride alla grande, mi piglia pure per il culo con battutine sotto le poesie, del tipo “Hey che romanticone, concedi un po’ te stesso a queste pulzelle innamorate” cioè hai capito tipo, che le troie ridono pure e le dicono che c’ha ragione, e la che cazzo dovrei fare io? Lo so che dovrei fare, dovrei sbaraccare tutto l’ambaradam che non ne vale la pena, però non faccio niente e me ne vengo fuori con battute simpatiche da smorzare i toni. Io non ce la posso fare, sono serio, a me la bernarda di sta tizia non mi fa proprio dormire la notte, dovessi impiegarci anche anni ma la scoperò. Ora mi faccio un tiro, mi sgozzo un altro Turkey e scrivo un’altra poesia per la puttana, una poesia talmente bella che la lascerà a bocca aperta, speriamo. - di Fabio Carroccia -

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stasi

L a tens ion e mi st a f a g o cita n d o . Io n o n re g g o la te n sione . Ini zio a co mp i e re mo v i men ti r itm ic i, u n ’u n g h ia c h e r as c hia l a mano, u n d o n d o l i o c o s ta n te , le d ita fr a i ca p e lli ad arrot o lare un a c i o c c a . R e s to co s ì, im m o b ile tr a n n e che pe r quei movim e n t i c h e mi f a n n o s e n tire a n c o r a n ella re altà. L ui parla p i a n o , l e p a ro le s o n o s ca n d ite d a lla vo ce c alm a e perentori a , ma i o so n o g ià n e l m io m o n d o . S e n e a c c orge , cor regge il t i ro , c e rc a d i es s e re p iù c o m p re n s ivo , m a io m i def ilo nella mi a me n t e , u m ilia ta . P erch é q u a n d o ti p re nde l ’ans ia, qu a n d o n o n re g g i p iù , s i ve d e. S i v e d e b e n e. E tu f ai la figura d e l c o g l i o n e a cu i n o n s i p u ò d ire n u lla , o inizi a a dare d i ma t t o . P erché son o i ma t t i c h e d o n d o la n o e s i s tr a p p a n o i c ape lli, son o i matt i c h e si p ro c u r a n o d e l m a le p er s e n tire a n c or a qualcosa. Di mo st ra re se n z a via d i u s cita a l m o n d o c he s e i m atto è um i l i a n t e . N o n r iu s c ire a fer m a r s i lo è, n o n r iusci re a rea g i re c o n f e rmez z a lo è . Io res to co s ì, s e d u ta s ul di vano a g a mb e i n c ro c i a te, n el m u tis m o p iù a s s o lu to, ne l dondolio c o st a n t e . E i n t a n to p en s o p en s ier i r a p id i e s c onnes si che si a c c a v a l l a n o s u s e s tes s i ig n o m in io s a m e nte . Cerco di d i re q u a l c o sa , c e rco d i r is p o n d e re a lle d o m ande , m a niente. Le l a b b ra n o n s i m u o v o n o , i p en s ier i c o n tinuano a correre i mp e rt e rri t i e v o r re i d a r lo ro u n a v o ce , ma la voce si è e sa u ri t a c o me u n filo n e d ’o ro tro p p o s fr uttato. L ui m i chied e se ri e sc o a p a r la re e d i n u o v o la m ia u m iliazi on e s ale v e rt i g i n o sa me n te . S o n o m a tta . F o lle. A n d a ta. Io.

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Non. Ries c o . P i ù . A . P a rla re . S cu o to la te s ta , q u ello pos s o ancor a farl o . Le l a c ri me s c e n d o n o s u lle g u a n c e , il re s piro t rop po rap i d o . N o n so c h e fa re. N o n s o p iù co m e creare un contatto co n u n a l t ro e ss e re u m a n o , m a c e rco d i im p or m e l o, per non se mb ra re t ro p p o m a tta . S o n o u n fo ttu to pe s o, una m alata d i me n t e c h e n o n r ies c e n e m m e n o a d ire a v oc e no, non ri e sc o a p a rl a re . No n s o a n co r a p e rch é s u c c e de , m a m i bloc c o e b a st a . Lu i m i s cr u ta , lu i c a p is c e e a llor a fa l ’unica cos a c h e n e ssu n o p ro v a m a i a fa re : m i a b b r ac c ia. Mi cos trin g e i n u n a b b ra cc io s tretto , p o s s en te, d elir ante . Mi sento r i su c c h i a t a d i o g n i en erg ia , le n ta m en te s m etto di dondolare, sme t t o d i f a r m i d el m a le c o n l’u n g h ia . P iù lui m i stringe p i ù i o mi ri t ro v o . E fin a lm en te le p a ro le e s c ono. “ no n ce la f a c c i o p i ù ”. - d i Ty Elle -

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“solo perché sei paranoico non vuol dire che tu abbia torto” cit. Stalin Im p iccata l a ra g i o n e , l a n o ia è a llo s fa r z o g o d u r io s o di s é .. Tro vami un c o mp ro me sso tr a lo s ta re e il fe r ire o il m or ire , soc com bere . Tra l’equil i b ri o so mme ss o in r ip e tu te a z io n i e g li in e s te t i smi delle mi e sc a rp e c h e s i c o n fo n d o n o in s tr a d e s em pre nuove... A ccas ciate su l l a so g l i a d el s a p e re c i s o n o le m ille m ie ill usioni del v e rb o “c o n o s c e re” . N o n è m a i le c ito s c opr ire t rop po, m a è a n c o r d i p i ù ille c ito n o n e s s e re m a i c u r io s o di sco pr ire un a v i t a c h e t ’ a p p a r tie n e e p er lo p iù , in g iro, c i negano il d i ri t t o d i a v e rn e u n a p e r d a vv e ro . P ro duci co n su ma c re p a . Si gnorsìssi g n o re , se p i ù v ’a g g r a d a , p o trei co m in cia re c ol pi sc iare ne l l e v o st re b ro d a g lie a l g lu ta m m a to m o n o s odic o, e vi pis cerò d a me st ru a t a , p er a g g iu n g e re q u e l to cc o i n più di sapore f e rro so d e l mio s a n g u e c h e a vv e le n a p er s ino le zan z are. Non ci cred e t e ? Oh , b e ’ , è c h e n o n è a ffa r m io c o n v in ce r v i, dopotutto.. Morte lenta e p ro f u sa d e l tu o in s a z ia b ile eg o . L a mor te mi è a mi c a . La m o r te a r r ive r à e s o ch e s a r à la più gl orios a ma n i f e st a zi o n e d i vita . L o s o , lo a vv e r to in ogni sco ssa elett ri c a c h e c a p t a il m io ce r v e llo d a ll’ete re c irc ost an te. Spar si ovun q u e u n sa c c o d i Ne s s u n o ch e s i d a n n o a lla m ac chi a, per so n a g g i sc a l t ri , ig n a r i, ch e o ltrep a s s a n o il m io sgu ardo e si d i sp e rd o n o s vo lta to l’a n g o lo d ell’is o la to dov e , ran nicchia t a d a l f re d d o , leg g o u n lib ro in a tte s a d e l pull m a n sedut a su u n p a i o d i la s tre d i leg n o d i u n a p a nc hina per tossici l a se ra . P i età ai vi a n d a n t i st a n c h i, le lo ro m a n i a r tro s ic h e d om an-

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dano elem o si n a e d i o n o n s o g u a rd a r lo ro n e g li o cc h i . Mi odiano. E ’ p aranoia . Mi odiano t u t t i . L a paranoia mi i n v e st e e s fo g g ia il s u o a b ito p iù b e llo m ost random i l e su e sa d i c h e c o n s id er a z io n i s u c h i m i c irc onda. Sentili, v e d i c o me t i g u a rd a n o s tr a n o ? E ’ p e rch é non sei nor male , n o n l o se i a f fa tto . C h iu s a in ca m e r a tu a con le occhiaie, i c a p e l l i sp o rc h i e i tu o i c a ffè c h e s a n n o d i ve le no per mos che a d a l t a c o n c en tr a z io n e . S b u ffi e s c h ivi il loro sgu ardo, ti a n n o i a p a rl a re d i tu tto . Tut to... Ma t u t t o c o sa se n o n c ’è n ie n te? Cos’hai? C o sa n o n h a i , c o s a s ta i fa ce n d o ? P erch é n o n e s c i con noi? L a p aranoia h a l e t e t t e c a ld e d i u n a m a d re tro ia , ti a b br ac ci a e il suo d o l c e p ro f u m o d i p u tta n a ti p a r a liz z a . E n on s to ma l e i o , è i l m o n d o ch e n o n è c o m e m e, e s ono st an ca dei su o i c a p ri c c i e d e lla s u a s ilen z io fo b ia , o de ll a sua fobi c a c o n si d e ra zio n e ch e n o n ci p o s s a es s e re c os a m i g liore de l l o st a re a ssi e m e in g iro fr a co m p a g n ie c he c onosco. Che p o i è b u g i a , n o n co n o s co n es s u n o . S m ette te la di illudermi . E a t e , c h e ti vo g lio b e n e, s m e ttila d i illude rm i . Alm eno t u , c o mp a g n o m io , s m e ttila e n o n tr a d ir mi c on sorrisi da sa c c e n t e mi ra ti a d in d o vin a re o g n i co s a che m i f rulla nel ce rv e l l o . Non fr ulla n i e n t e n e l c e rv e llo , s i s e d im e n ta tu tto . E ’ f iltr azi on e. E q uella fa c c i a d i c a zzo d o vreb b e in fila r s i u n ca n d elotto in cul o. - d i F e d er ic a L o Tem pio -

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siamo imprevisti

Si ate impre v e d i b i l i , u n b e r s a g lio m o b ile è p iÚ d ifficile da col pire di u n b e rsa g l i o f is s o . Vi sondano , v i a n a l i zza n o , vi p rev e d o n o r iu s c e n d o a guidarvi dove v o g l i o n o l o ro. Vi influenz a n o q u a n d o c o n s u m a te, v o ta te , le g g e te , a s coltat e, viaggia t e , p a rl a t e , sc r ive te . B i sogna es se re i mp re v e d i b ili a n c h e p er s e s te s s i, n o n av e re punti fissi. Invece ved o so l o g e n t e p rev e d ib ile a n c h e q u a n d o v u o le e s sere alter n a t i v a a l si st e m a d o m in a n te. P oeti male d e t t i , b e a t g e n e r a tio n , a lc o l, d ro g h e . Tat uaggi, p i e rc i n g , l o o k a lter n a tiv o . Moto cus to m, b i rra , ro c k cla s s ico . Veg etarian i , a l i me n t i b i o lo g ic i, v ia g g i e s o tici. O gn i strad a è g i à c a t a l o g a ta , r ien tr a in u n a ca teg o r ia a cui vendere p ro d o t t i : l i b r i, m u s ica , a lco l, d ro g h e, cib o biol ogico, via g g i , mo t o c i c l ette , e c c , e c c . Si ete solo n i c c h i e d i me rc a to s e s iete p rev e d ib ili, s a p r anno t ut to di voi , sa p ra n n o c os a fa rete p r im a a n co r a ch e lo fac ci ate, vi co n o sc e ra n n o m e g lio d i vo i s te s s i. Corriam o n u d i f u o ri d a g l i s ch em i e p is cia m o s u g li s che r m i. O a nche no , c o me c a zzo vo g lia m o , n o i. A utenticam e n t e n o i . - d i A n d re a s F in o ttis -

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dementia praecox

I paz zi de v o n o st a re c h iu s i a l m a n ico m io e ch e n on s ia questa una a l t e rn a t i v a . S i d o vreb b e b a n d ire o g n i fo r m a di esu ber anza su l p i a n e t a e s i d o vreb b e in n a n z itu tto reintrodurre la fu st i g a zi o n e t o t a le c o m e p en a d i co n s o la z io n e pe r i t ras gresso ri t ra v o l t i d a lla v a n ità fer in a d el lo ro in dole , l ’elettros h o c k p e r ri a v v i a re tu tto il s is tem a s ec o n d o cr ite ri prestabi l i t i i n b a se a d u n a p p ro fo n d im e n to d i ca r a tte re i m p uls ivo d e i f a t t o ri p ri m eg g ia n ti d el s o g g etto . L’a s por tazi on e di am b e d u e i g l o b i o cu la r i n o n è u n “ o p tio n a l” e c he l ’i pnosi di st a mp o ri c re a tiv o n el a m b ito fa m ilia re ve nga pra ticato t a ssa t i v a me n t e a scopo rie v o c a t i v o mo ra le del l’inter a c o l l e t t i v i t à u n ive r s a le m en tre l’a mp u t a zi o n e d e g li a r ti s u p e r io r i e la d is in n e s c azi on e raz io n a l e d e l l ’ e n c e fa lo , r in ve n u to s i o r m a i in u n o s tat o a vanz ato d i f ra mme n t a z io n e id e o lo g ica e co m p o r tam e nt al e ins ita, sa re b b e ro d i s p e tta n z a a i p iù d o len ti rela t iv i al l a loro p re d i sp o si zi o n e g e n etic a ed in cong i u n zi o n e a l l a lio filiz z a z io n e im m a ter ia le de lla ri pu gnanz a sa c ri l e g a d i n a tu r a m e fis to felic a d o v u ta alla accentuata su b o rd i n a zi o n e m e ta fis ica d e lla m o lec o la alla sup remaz ia t e c n o l o g i c a in d ivid u a le p la s m a tic i a n alogam en te tr am i t e me c c a n i sm i er ro n ei d is s im u la ti n ell’inc onsci o s ubum a n o d e l l ’ e sse re… … ROBOT S I A C C E N DE … - d i A les s a n d ro D e Ce s are -

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una fine annunciata

P er gli altri , l a so c i e t à o m o lo g a ta , n o n s o n o r iu s cito a fare un caz zo in q u e st a v i t a , s o n o s o lo im m o n d iz ia e o r mai ho un’età, per c u i l e p e rso ne m i ch ia m a n o fa llito . Non sono ma i ri u sc i t o ad a m a re u n a d o n n a , m a in p as s at o credevo c h e p o t e sse a c c a d e re, m i s o n o s b a g lia to , s ono t rop po con c e n t ra t o su me s tes s o . H o s c o p a to m o lte d onne e dopo l’o rg a smo n o n h o m a i v o lu to c h e r im a n e s s e ro . H o sempre pre f e ri t o sv e g l i a r m i d a s o lo s en z a ro ttu re . A m e pi ace fare c o l a zi o n e c o l r u m e r u tta re p r im a d i a cc e n d e r m i l a prima s i g a re t t a . I n o l t re, m i la vo p o c o e q u a s i s em p re m i addormento c o n g l i st e ssi a b iti co n cu i v a d o a la vo ro . O dio l a g ente c h e mi d i c e c o s a è g iu s to o s b a g lia to fa re, tutti pensano ch e c i si a q u a l co s a ch e n o n va d a in m e. L a mia vita mi p i a c e , ri e s c o a r a c im o la re a b b a s ta n z a s oldi rac coglien d o p e r st ra d a c a r to n i a b b a n d o n a ti e r iv e n d e ndol i . Pos so p e rme t t e rmi a l c o l, s ig a re tte e d i p a g a re l’affitto di un m ono l o c a l e se mi n t er r a to in cu i viv o d a d iv e r s i anni. Non è m olto , ma i o n o n c e rco d i p iù , a ltr im en ti fa rei qualcos ’altro. La ma ssa c re d e c h e io s ia in felic e p erch é i loro des ider i no n so n o a n c h e i m iei. L a m a s s a d es id er a c iò c he i l sis tema g l i f a c re d e re d i d es id er a re , in rea ltà n o n conosce i propri d e si d e ri . Nella vita h o p ro v a t o a co n fro n ta r m i, a s p ie g a re c h e non m e ne fotte u n c a zzo d i p o s s ed ere u n a b e lla a u to , a v e re un appartam e n t o b e n a rre d a to a ll’u ltim o p ia n o d i u n p a laz z o al centro, ma n o n mi h a n n o c red u to e li h o m a n d a ti a ffancul o dis pre zza n d o l a l o ro c e c ità . S o n o r im a s to s o lo s e nz a am ici. U br i a c o n i e p u t t a n e s o n o le m ie u n ic h e c o n o s ce nz e . Ieri ho fini t o d i sc ri v e re il m io p r im o e u ltim o ro m a n z o, s i i nt itola U n a f i n e a n n u n c ia ta . H o r a g g iu n to l’o b iettiv o pe r cui s ono n a t o , o ra p o sso a n ch e m o r ire e h o p ro g e ttato il m i o s uicidi o . Ho p e n sa t o d i im p ic c a r m i n e l p a rc o . H o c om -

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pra to una c o rd a re si st e n te , u n a d i q u elle ch e s i u tiliz z ano per fare al p i n i smo e h o s tu d ia to c o m e fa re il n o d o c he m i st ringer à l a g o l a e p o i s p ez z e r à il co llo . Il m o m e n to è v ici no, agir ò q u e st a n o t t e , è tu tto p ia n ifica to . H o g ià s cr itto una lettera d i a d d i o a l m o n d o , h o s p ieg a to c h e la fin e de l m i o rom anzo c o i n c i d e c on il ter m in e d ella m ia vita , c he ho pro vato a n o n sc ri v e re la fin e, m a ch e s i è m a n ifes tata e non ho potu t o e v i t a rl a . I l ro m a n z o ch e h o s c r itto p a rla di uno scritto re c h e si su i c id a d o p o a v e r co n c lu s o d i s cr iv e re i l proprio l i b ro , n o n p o ss o d e lu d e re i le tto r i. Sono le tre d e l ma t t i n o , h o b ev u to d u e b o ttig lie d i whis k y sca dente e ri sc h i o i l c o m a e tilic o , m i a p p res to a r a g giungere il parc o p ri ma c h e la m o r te m i s o r p re n d a d ive r s am e nt e d a come l ’ h o p e n sa t a . A p ro lo s g a b ello , le g o la fu ne a un ram o. I n f i l o i l c o l l o n el ce rch io , m i la s cio a n d a re , il cerchio s i st ri n g e . L’ ar ia è ferma , c ’ è u n si l e n z io ro tto im p ro vv is a m e n te dalle url a di una d o n n a c h e si a vv ic in a co r re n d o . L a s tro n z a m i sol leva, ev i t a c h e l a c o rd a m i s o ffo c h i, m i co n d a n n a alla vi t a s filand o l a c o rd a d al r a m o e fa c e n d o m i b a ttere p e s ant emente su l su o l o . L’ o ss e r v o in c red u lo , la s u a b e lle z z a è di sa r mante , c o n si d e ro i l fa tto d i p o te r tr a s c o r re re la m ia vi t a insieme a l e i . Un a t t im o è b a s ta to p er fa r m i c a p ire c hi f osse per me . Av e v o ra g io n e n el p en s a re c h e p r im a o poi sarebbe ac c a d u t o d i i n c o n tr a re q u a lc u n a c h e a v rei d e s ide rat o s i sve g l i a sse c o n me , n e l m io s te s s o letto , n el nos tro l et to. L e r a c c o n t o l a mi a s to r ia , le i r id e e m i g u a rd a ne gli occhi incre d u l a . Vo rre i ch e n o n a n d a s s e via . L a in v ito a bere una b i rra l a se ra st e s s a e lei a c c e tta p r im a d i s c appare a lavo ro . S i a l l o n t a n a co r re n d o , s i v o lta p er s a l utarm i ancor a u n a v o l t a , i n c ia m p a , ca s ca , b a tte la tes ta s u un m asso, il c ra n i o si a p re . Il s u o ce r v e llo è fa tto d i pac c hi i m b allati c h e c o n t e n g o n o r ic o rd i e il fu tu ro im m a g i nato. P acchi con f i o c c h i ro ssi , le g a ti a lla s c a to la c o n u n a fiam m a ossidr ic a c h e a c c e c a il p re s e n te.

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Sono le otto d e l ma t t i n o , u n g r u p p o d i b a m b in i co n le c art el le s ulle sp a l l e l a v e d on o e s i a vv ic in a n o . F e lic i, r ac c olgono i pac c h i d a l su o c r a n io c o n m a n i p ic c o le e in ge nue , poi si allo n t a n a n o i mma g in a n d o il c o n te n u to . I b a m bini non vedono u n a d o n n a m o r ta , m a reg a li p e r lo ro . L o ro r idono, mentre i o l e g o n u o va m e n te la co rd a a l r a m o . - d i G e r v a s o Cur tis -

i l l u st ra zi o n e d i S imo n e L o M a r tir e

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gas

Se dovessi p e n sa re a u n a p er s o n a ch e s e l’è s e m p re c av ata, sen za dubb i o f a re i i l n o m e d i A n to n io . Non gli ca p i t a v a ma i n i e n te d i s to r to , n é u n c o n tr a ttem po, ni ente. Ave v a u n o t t i mo la vo ro c h e g li fa c e v a g u a d a g nare bene e nem me n o l e d o n ne g li m a n c a va n o . L o ve d ev i sfre c ci are s ulla su a b i p o st o ca b r io n er a o p a ca , s em p re a c c om pagnato da l l a b e l l o n a d i tu r n o , p ro n ta a c o m p r a r s i un po’ di lusso gra zi e a l l e p ro p r ie g a m b e lu c id e e a l s en o rifatto da poco. Tut tavia An t o n i o n o n e ra u n o s n o b ed e r a p ien o d i a m ic i. A l cuni gli ro n za v a n o a t t o r n o p erch é er a m o lto g en eros o e quando fac e v a i l g i ro d e i p u b , o ffr iva s p es s o e vo lentie r i a t u tti, m a l a ma g g i o r p a r te d e i s u o i a m ic i er a n o p er s one f i date, che n o n l o a v re b b e ro m a i p u g n a la to a lle s p a ll e . U na vita perf e t t a , c o me g li ero i d e l cin em a tu tto g li a n dav a bene e ogn i p e rso n a si i n c a s tr a v a a lla p e r fe z io n e n el puz zl e della s u a e si st e n za , c o m p o n en d o il s u g g e s tiv o p ae s aggi o che s olo c h i h a u n ’ e sis ten z a s e n z a p ro b le m i p u ò v e de re . Ma era dav v e ro t u t t o i n c a s tr a to a lla p e r fe z io n e , co m e ne lla m i g lior pa rt i t a a Te t ri s d e lla v o s tr a vita ? L a risposta è n o . C ’ e ra u n p ic c o lo g r a n d e p ro b le m a c he f unestava l’ e si st e n za d i A n to n io : il m e te o r is m o . Aveva prov a t o o g n i ri me d io p o s s ib ile: d ie te p r iv e d i l attosi o e ricch e d i se d a n o o m e n ta , co m p re s s e d i ca r b o n e v e ge t al e, era pe rsi n o a n d a t o a co r re re o g n i g io r n o p er u n m e s e e aveva rid o t t o l e si g a re tte. E p p u re q u ei m a led etti b atte r i al l ’inter no d e l su o c o l o n , p ro d u c e v a n o g a s in a b b o n danza e Anton i o d o v e v a i n q u a lc h e m o d o e s p elle r lo d u r ante il gi orno, sen za p e rd e re l a fa cc ia e la re p u ta z io n e d i f ronte ad amici, ma so p ra t t u t t o a d a m a n ti. A ntonio no n e ra u n o spro vv e d u to , p erciò a v e v a a d o ttato

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una tattica c h e e ra i n f a l l ib ile : s i r in ch iu d ev a in b a g n o c irca tre volte a l g i o rn o , p e r es p elle re tu tto il g a s c he ne l f rattem po a v e v a a c c u mula to . S i fu m a v a p o i s ig a re tta pe r coprire eve n t u a l i o d o ri e p e r p ia ce re p e r s o n a le, d o po lo sf orzo indi f f e re n t e . I l re s to d el g io r n o r iu s civ a a tr atte ner si m olto b e n e , re si st e n d o a i cr a m p i e a i d o lo r i c h e tutti quei m ovim e n t i g l i p ro v o ca va n o , p e rciò la s u a vita proc e deva s enz a i n t o p p i . U n pom eri g g i o A n t o n i o s i tro v a va co n i s u o i a m ic i, in un bar vicino a u n p a rc o . Er a u n a d i q u elle r a re o c c a s io ni in cui non si t ro v a v a i n c o m p a g n ia d i u n a d o n n a , p erciò c i st av a dand o d e n t ro c o n il b e re e tr a u n b r in d is i e l’a ltro il sol e lentam e n t e st a v a t ra m o n ta n d o , a v v is a n d o tu tti che e r a quas i ora d i c e n a . A d un tr atto A n t o n i o l a v i d e: u n a r a g a z z a , m a fo r s e e r a una dea. Se ne i n n a mo rò a l p r im o s g u a rd o e, q u a n d o vide c he l ei gli s or ri d e v a , sa l u t ò i s u o i a m ic i, p a g ò il co n to e s i diress e ver so i l su o t a v o l o . “ P o sso sed e rmi q u i a f a r co m p a g n ia a u n a b ellis s im a donna tutta so l a ? ” g l i d i sse n e l s u o to n o d i v o ce d a to mbe ur de femmes i n c a l l i t o , a c u i s i es e rcita va reg o la r m e n t e s ul cam po e a v o l t e d a v a n t i a u n o s p e c c h io . L ei gli disse d i si , e i d u e in ta v o la ro n o u n a fitta c onv e rsazione, co n o sc e n d o si p iù a fo n d o tr a u n d r in k e l’altro, m en tre il te mp o p a ssa v a . A u n cer to p u n t o si a c c or s ero ch e er a n o r im a s ti s o li: tutti gl i altri era n o t o rn a t i a c a s a o er a n o a n d a ti a ce n a re , e d ef f ettivam e n t e e n t ra mb i e r a n o a ffa m a ti. Così Giorg i a , c o sì si c h i a m a va l’in ca n te v o le r a g a z z a , propose ad An t o n i o d i c e n a re d a le i e p o i d ec id ere d o ve a ndare e co sa fare d o p o . I l n o stro A n to n io n o n p o tev a d e s ide r are ni ente di m e g l i o : u n a d o n n a c h e p r im a g li a vreb b e pre parat o una b e l l a c e n e t t a e p o i d o p o u n a m p le s s o co m e dige st i vo.

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I du e giunse ro a c a sa d i le i p o c o d o p o , u n g r a z io s o tr ilocal e ben a rre d a t o e mo l t o a c c o g lie n te e G io rg ia ve r s ò un pai o di bic c h i e ri d i p ro sec c o c o m e a p er itiv o , d o p o d ic hé lasci ò Anton i o su l d i v a n o a fa n ta s tic a re s u lla s e r a ta , m e ntre l ei s i diresse i n c u c i n a a p rep a r a re u n a ce n a ve lo ce . “ N on far tro p p o c a so a i m iei vic in i. S o n o m o lto r u m o ros i e con le pare t i so t t i l i d i q u e s to co m p les s o , s e n to a n c h e quando vanno i n b a g n o . ” g l i d is s e G io rg ia , c o n to n o d i s cus a. “ I o vedo e se n t o so l o t e , m ia c a r a . ” r is p o s e A n to n io , e s ult ando interi o rme n t e q u a n d o la v id e s o r r id e re, co n v in t o c he l ei fosse orma i c o t t a e se r v ita , p ro n ta p e r e s s e re m a n g iata. “ E ’ pronto ” c h i a mò Gi o rg ia , in te r ro m p e n d o le fa n ta s ie di A ntonio. Qu a n d o si se d e t te a ta v o la p er ò , g li ve n n e u n c olpo al cuore e u n o p i ù i n b a s s o , v e r s o l’in tes tin o : la ce na di quella sera e ra p ri n c i p a lm e n te a b a s e d i la ttic in i, fo r m aggi e legum i . I n e mi c i mor ta li d el s u o c o lo n s v e tta va n o s ul t avolo di q u e l l a c u c i n a , ch e a d A n to n io s em b r ò p e r q u alc he i st a nte div e n t a re u n a t ra p p o la m o r ta le . “ Sc us am i, ma d o v e v o a n d a re a fa r la s p e s a . M i s o n o ar r angi ata con q u e l l o c h e c ’ e r a in fr ig o . S p ero s ia d i tu o gr adim en to.” di sse Gi o rg i a , so r r id e n d o g li. A ntonio la p e rd o n ò su b i to , p erch é n o n er a c o lp a s u a . Sic uramente era t u t t o b u o n o, m a s a p e v a c h e ch i a vreb b e gr adi t o di più q u e l l a c e n a sa reb b e ro s ta ti i b a tte r i a ll’inte r no del s uo inte st i n o , c h e a v reb b e ro p ro d o tto g ro s s e q u a ntità di gas, risc h i a n d o d i f a rg li fa re u n a p e s s im a fig u r a . Tut tavia no n p o t e v a e n o n d o v e v a a b b a tte r s i: s a reb b e s ic uramente r iu sc i t o a re si st e re p er tu tta la ce n a , d o p o d ic hé s i sarebbe s cu sa t o e a v re b b e e s p u ls o i s u o i g a s co m o d a me nte sed uto sul w a t e r, p e r p o i co p r ire g li o d o r i e g o d e r s i f inalm en te i pia c e ri c a rn a l i c h e G io rg ia s em b r a va p ro m e tte rgli. P erciò i du e c e n a ro n o e A n to n io a b ilm en te s i r ifiu tò d i fare i l bis , inven t a n d o si l a sc u s a d i u n ’in e s is te n te d ieta ch e s tava provand o . Le i a b b o c cò a ll’a m o e g li p ro p o s e d i s ede r s i

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nuovamente su l d i v a n o , s u cu i l’a vreb b e r a g g iu n to dopo aver s pare c c h i a t o l a t a v o la . “ P o sso fare u n a b re v e t a p p a in b a g n o ? ” le ch ies e lu i, c on un s or riso a t re n t a d u e d e n ti. “ Si cer to!” ri sp o se l e i , “ p er ò è m o lto p ic c o lo e p o co c onf ortevole. S e i a v v i sa t o . ” Non c’eran o p ro b l e mi . A lu i b a s ta v a s o lo u n o s p a z io i n c ui l i ber ar si d e i su o i g a s, n o n g li im p o r ta va s e il b a g n o fos s e gra nde come u n a sc a t o l a d i c io cc o la tin i o c o m e u n o s t adio. D ov eva lib e ra rsi e d o v ev a fa r lo il p r im a p o s s ib ile, dato che or mai e ra a l l i mi t e . A ntonio s i c h i u se d e n t ro e d effe ttiv a m e n te il b a g n o er a dav vero m inusc o l o . “C h i ssà p e rch é q u a n d o d ivid o n o u n gros s o appartam e n t o i n d u e , a l l a fin e i b a g n i s o n o q u elli c he pagano il pre zzo p i ù a l t o a live llo d i m etr a tu r a ? ” s i c hie s e A ntonio, m a u n mo v i me nto in tes tin a le g li fec e a b b a n donare i pensie ri f i l o so f i c i , rip o r ta n d o lo d r a m m a tica m e n t e ne l m on do rea l e . Si d iresse d i c o rsa v e rso il p icc o lo fin e s tr in o , m a er a bloc cat o. Provò a f o rza rl o , s e n z a s u cc e s s o e im p rec ò fr a s é e sé. “ La fines tra è ro t t a ” u r lò d a lla cu cin a G io rg ia , c o me s e aves se intu i t o q u e l l o c he s ta v a fa ce n d o “ d ev o n o p a s s are domani a r i p a ra rl a . ” Q ue llo era u n p ro b l e ma , m a n o n in s o r m o n ta b ile. U n a be lla si ga retta a v re b b e c o p e rt o o g n i o d o re . A ntonio si sl a c c i ò c i n t u ra , s i a b b a s s ò i p a n ta lo n i e i box e r e f inalmen t e p o t e v a l i b e r a r s i. Tu tta via n o n p o te v a p e r m e tt ersi di fare t ro p p o ru mo re, v is to c h e le p a re ti er a n o s ott i l i quanto u n a mo d e l l a d i p ro filo , p e rciò fec e la vo r a re gli addominali e l o sf i n t e re , p er em ette re u n a q u a n tità d i gas cos tante e mi n i ma , i n mo d o ch e l’es p u ls io n e p o tes s e av e re un s uono p i ù si mi l e a u n lu n g h is s im o s o s p iro ch e n o n a un cel lulare ch e v i b ra su u n a s cr iv a n ia .

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St ava inizi a n d o a su d a re p er lo s fo r z o , m a e r a a b u o n punt o. Er a inc re d i b i l e q u a n to g a s g li s i fo s s e a c c u m u la to in cor po e ma l e d ì q u e l su o u n ic o d ifetto , a n ch e s e r id ac c hiò pensando a c o me p o t e v a s e m b r a re d a fu o r i q u e lla sc e na gro ttes ca. In una dec i n a d i mi n u t i a v e v a co m p leta to l’o p e r a , e ne l f rattem po a v e v a a c c e so il r u b in e tto d el b id et p e r s imulare che stava la v a n d o si e g ua d a g n a re a ltro tem p o . E ra sfinito e q u a si g l i b r u c ia va n o g li o cc h i p er la p uz z a del l’ar ia c h e a v e v a e me s s o . Il ta n fo er a a n ch e s o p p o r tabil e, ma avre b b e f a t t o i n o r r id ire q u a ls ia s i d o n n a . B i sognava sb ri g a rsi , p e rc iò e s tr a s s e u n a s ig a re tta dalla t asc a dei p a n t a l o n i e p o i l’a cc e n d in o d a l ta s ch in o de lla cam icia. Po i l ’ a c c e se . Q ua ndo i p ri mi c ro n i st i g iu n s ero s u l p o s to , tro v a ro n o m acerie per d e c i n e d i me t ri a tto r n o a l q u a r to p ia n o d i q ue lla pi ccola pal a zzi n a g i u st o fu o r i d a l ce n tro . I vigili del f u o c o a v e v a no e s tr a tto il c o r p o d i u n a g iov ane donna, pre su mi b i l me n t e la p a d ro n a d e ll’a p p a r ta m e nto, e dei resti pre su mi b i l me n t e d i u n u o m o . C’era s tata u n ’ e sp l o si on e c h e a ve v a co m p leta m e n t e dist rutto il tri l o c a l e e q u e llo d ei vic in i, ch e fo r tu n a ta m e nt e e rano fu o ri a c e n a , sa lva n d o s i m ir a c o lo s a m e n te d a una m orte cer ta . Q ue llo che sc o n c e rt ò t u t t i, fu ch e il p u n to d i in n es to de ll’e spl o s ione e ra i n b a g n o , d o v e n o n c’e r a n u lla c h e pote v a det onare e p ro v o c a re t u t t i q u e i d a n n i. E r a co m e s e l’i nte ro bagno si fo sse c o mp o rt a t o co m e u n a g r a n d is s im a c a ld aia. L e indagin i so n o t u t t ’ o r a a p er te , m a a l m o m e n to n on c ’è ancor a nes su n so sp e t t a t o . - d i M a u ro B e llic ini -

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illustrazione di Giacomo Clerici Grotesquer http://www.facebook.com/LaTanaDiGrotesquer

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timpano inesistente

Non mi s o n o ma i p i a c i uti g li a b b r a cc i. N o n m i s o n o m ai pi aciuti ep p u re a v e v o 9 a n n i e n e lla m ia s es s io n e d i i nte rventi per la ri c o st ru zi o n e d ell’o re c c h io q u e lla q u a r a n te nne bi onda che d o v e v a f a rsi la r in o p la s tica , q u ella tiz ia e r a nel mio let t o n e e n o rme , n e l rep a r to d i c h ir u rg ia , im me r s o t ra i vecch i zo p p i e g l i a c c e c a ti, q u e lla m i a b b r a c c iav a e m i teneva st re t t o e se n t i v o s u lle m ie s p a lle le s u e tette appi ccicate a l l a mi a c o l o n n in a ve r te b r a le , s e n tivo q u alc he bacetto s ul c o l l o e c e rc a vo d i a llo n ta n a r m i. Av e v o a p pe na sco per to co me f u n zi o n a va il s es s o e n e a v e v o u n a paur a boi a, s entiv o l e su e b ra c c ia ca ld e e il s u o b e l co r p o te ne r m i f orte, non v o l e v o e sse re lì, p en s a v o a i rea ti d i p ed o filia e al l a paur a c h e l a p a ro l a : “ p e d o filia ” m i fa ce v a . M i c hie s e : “ Tu tto ben e ? ” “ Sì” – r isp o si . “ Ti do fast i d i o ? ” “ Sì” – r isp o si . L a mia tim i d e zza e ra t e rr ib ile e m i u c c id ev a d ire a q ualc uno che m i d a v a f a st i d i o . Ip o tiz z a i q u a lc h e a n n o p iù tardi che la don n a a v e sse a b o r tito d a g io va n e e le fo s s e r im as to qualche pro b l e mi n o d ’ a ffe tto o m a g a r i n o n p o tes s e av e re f i gli, capii d o p o c h e q u e lle b r a c c ia n o n e r a n o vo g lios e né di me né d e l mi o u c c e l l i n o , c’e r a q u a lc o s a d i p iù p ro fondo sot to, m a n o n e ro p ro n t o a ce rca re d i ca p ir lo , m i b as tav a l ’apparenz a , l ’ o mb ra e n o n la s o s ta n z a .

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R i svegliato mi d a l l ’ i n t e rv en to d ec is i d i ca p ire c o s a n o n c ’e ra e di ren d e rl o re a l e , i l n u lla , l’in ten z io n e e r a d i rende re i l n ulla re a l e , ma l o d i m en tica i, d im en tica i p ia n o p iano l ’odore de g l i o sp e d a l i e d i q u el rep a r to d i c h ir u rg ia, le pi eghe s ui v o l t i d e i v e c c h i z o p p i, le ve n e s u lle b r a cc ia r ugose ed i c a p e l l i b i a n c h i , d im e n tica i a n c h e il m io d e nte da l at te nero, c a ri a t o c o mp l eta m e n te, u n b e l g io ca tto lino c he m i faceva s e n t i re u n p i ra ta , d im en tica i g li in s u lti d egli alt ri bambini ri g u a rd o a l m io o re c c h io : “ E cos ’è q u e l c o so ? C h e s ch ifo ! F a i s ch ifo !” “ E ’ il m io o re c c h i o si n i s tro . ” “ M a non è c o me i l n o st ro , n o n s ei c o m e n o i. P o s s o to c c arl o?” “ To ccalo.” “ C he schifo , f a i sc h i f o . ” Non m i ero ma i ri b e l l a t o . No n m i s o n o m a i r ib ella to . Non ho m ai voluto ri b e l l a rmi e n o n h o in te n z io n e d i fa r lo o r a , non m ’ i nteressa , n o n è i mp o r ta n te fa r lo , h o s e m p re ce rcato di essere come g l i a l t ri , u n p o ’ in s u ls o e tro v a re il m o d o d’insul tare qua l c u n o , p o t e rl o fa re , s e n tir m i s u p e r io re e a v e v o di m enticat o f i n ’ o ra i l : “ fa i s c h ifo ” d eg li a ltr i b a m b ini e i l o ro sor ri se t t i f e l i c i d i v e d ere le p ro p r ie m a d r i, c on le f acce d’ang i o l e t t i c o rre v a n o a ll’u s cita d a s cu o la a g ettare l e loro br a c c i a a t t o rn o a i co lli d i q u e lle d o n n e o rg ogliose d’essere ma d ri d i st ro n z i co m u n i. Io a ve v o u n n ons oché di stra n o e h o se mp re p a r la to p o c o , ta ciu to e n es s uno m ’ ha mai p ro i b i t o d i f a rl o , e r a u n a fo r m a d ’a u to d ifes a, s e

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f ai schifo a t u t t i a l l o ra p e rch é d o vreb b e ro a s c o lta re l e tue caz zate? O g n i t a n t o f a c e v o q u a lch e b a ttu ta e n e s s u n o r ide va, nessuno a sc o l t a v a , n es s u n o m i to cc a va . Il d ottore c e rc a v a d i t e n er m i fe r m o p e r m e tte r m i la fle bo, i o m i dim e n a v o e sp ri g i o n a v o la fo r z a d i m ille s c a r icator i di p or to, a l za v o l e b ra c c ia ed e ro p iù fo r te d i lu i, e ro un gi gante e d o v e v o l i b e ra r m i d elle s u e m a n a c c e z o z z e, de ll a s ua volo n t à d ’ a p ri rmi tr a l’o tta v a e n o n a c o s to la pe r est rarmi la c a rt i l a g i n e e m o d e lla r la a tto r n o a l m io minusco lo lobo c o me f o sse u no s c u lto re. Mi m is e ro la m a s che r ina per far mi a d d o rme n t are , p e r d o r m ire b en e e p en s a v o m i sarei svegli a t o a me t à i n ter v e n to e a v rei p o tu to in fi lar m i una mano d e n t ro a t o c c a r m i il fe g a to o ch is s à q u a le altro org ano che n o n c o n o sc o, a v e d ere s e er a v e ro q u ello c he a scuola in se g n a v a n o , l ’ in tes tin o lu n g o m etr i e m e tr i e io vol evo ved e rl o e mi su ra r m e lo . Non rius civ o a re sp i ra re e m i d im en a v o a n c o r a , m a q ue s ta vol ta er a l ’ a n e st e si st a e il b a s ta rd o n o n d em o rd e v a, non st ac cava la ma n o d a l l a m a s ch er in a , m i a g ita vo e s o ffr iv o, pensavo ch e v o l e sse ro u c c id er m i ch e g ià a 9 a n n i ero un pes o per la so c i e t à e c h e ta n to e ro in u tile e fa c e v o s c hifo e i nf ondo av e v a n o ra g i o n e. O re dopo mi ri sv e g l i a i s en z a m u ta n d e e c o n a d d o s s o una t ovaglia ve rd e , n o n c a p i vo c h i fo s s ero le p e r s o n e a ttor no a m e perch é e ra t u t t o sg r a n a to , u n a m a n o m i to cc o e v idi i l sor riso d i mi a ma d re c h e d e v e a v e r d e tto q u a lco s a di divertente e mi f e c e ri d e re , a llo r a s en tii tir a re tu tta la fe r ita

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ed e ra com e se si v o l e sse a p r ire e n es s u n o m i a ve v a s pie gat o che mi sa re b b e ri m a s ta u n a m a le d etta cic a tr ice c he m i avrebbe f a t t o se n t i re p e r il res to d e lla vita il m o s t ro di F ra nkenste i n . I primi gio rn i n o n p o t e v o m a n g ia re , m a s en tivo c o n tinuam en te lo s t i mo l o e c re d e v o d i e s s e re v iv o p e r m ir a c olo, d’essere du ro a mo ri re , m i s en tivo u n p ir a ta : “ L a m ia pe ll accia non l ’ a v re t e ma i ! ” . P o i s i r ic o m in ciò c o n le mine st rine e infi n e l e p a p p e t t e, p a ta te c o n s o p r a o r ig a n o e r is o e robe cucin a t e ma l e p e r g e n te c h e s a re b b e d o v u ta c repare di lì a poco . L a mattina e n t ra v a u n e g iz ia n o a fa r le p u liz ie e la stanz a era invasa d a l l ’ o d o re d ’a lc o o l etilic o e io ero in es tas i, quella puz za mi p i a c e v a m ille v o lte d i p iù d e lle p re ghie re di Radio M a ri a c h e me t t e v a n o a lle 7 . 3 0 o g n i m a ttin a . Mio padre mi p o rt ò u n a t e l e vis io n e p ic c o lin a e co s ì p a s s av o i l t empo, p e r d u e se t t i ma n e g u a rd a v o tv, a s c o lta v o Radio Maria, a vo l t e l e g g e v o fu m e tti d i To p o lin o e lib r i s ugli ani mali, qu e i l i b ri so n o s tr a n i, g ro s s i vo lu m o n i c o n fo to di ani mali ch e se mb ra n o i n es is te n ti e ti s p ieg a v a n o il n om e , usa vano la d i c i t u ra i n l a tin o e p ro va vo a p ro n u n c iare e d ero perfett o , h o o d i a t o p e r s e m p re il la tin o . I miei giorn i e ra n o v u o ti e vo lev o u s cire d a lì, s e n ti v o di st are in pri g i o n e , se n t i v o d ’es s e re n e lla p r ig io n e d ’u n a pr igi one. - d i Ja m ie D e Cas tro -

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aieva drim

berlusconi-merkel-obama-mediaset-bbc-cnn-camorra-parlamento-n’dragheta-massoni-associazionieserciti-m i n i st e ri e p e tro lie r i-a rc h itetti-in g e gne ri-scienziati-giornalisti-marescialli-showman-astron a u t i - c a rd i n a l i - r a p p re s e n t a n t i - p re s i d e n t i - re s p o n s a b i l i -s egretar i - i n c a ri c a t i - b u ro cr a tid im erd a -b a ttis ti de l s u d - e b re i - m u s s u l m a n i - i s l a m i c i - c o n f u c i a n i s t i - c r i s t i a n i p ro t e s t a n t i - c r i s t i a n i - p ro t e s t a n t i - c o m u n i s t i - f a s c i s t i - n o s t a l ci ci-r az zist i - t e st e d i c a z z o -c o m u n i id io ti-u o m in i-s cim m iae c risto-ge o v a - ze u s. B a n c h e-u n iv e r s ità -fa r m a c ie . Voglio una pianta i n g i a rd i n o . Ti zi coi sti v a l i e c a p e l l i d i fia m m e ch e ten g o n o d ’o c c hio le t ue palle. E rezioni de l P I L. B owling. Za p p i n g . Marketing. F i ccateveli ‘ n c u l o i v o str i m in i-s p o t, le v o s tre n u o ve ide e , i vo stri gra n d i c a rt e l l o n i, fic c a tev e li in cu lo p er ò . I v os tr i sl og an, la v o st ra v i t a . I n cu lo a ll’id ea to re d e llo s c o ia ttolo sco reggion e , i n c u l o a M a rco . A Marco p i a c e . Va f f a n c u l o . G i o rnalismo - c ro n a c a - c i e lo s e ren o -g en o c id io - in fo r maz ione-mas tice . Q ua l’è la tu a o p i n i o n e . Q ua l’e il t u o d i o c h e sq u a d r a tifi. Il tu o c o lo re p re fe r ito. P ersone a c u i a sp i ri . O rdine. Sile n zi o , sc h i a v o . In fo r m a c o n la s ettim a n a e nig-

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m i stica. Ap p l a u si . Mi muoion o i c o g l i o n i . O re. G io r n i. Ca len d a r i. L’ epoca de g l i a l t a ri i n d u s tr ia li. B andiere. P ro f e ssi o n i . E t n ie. C la s s i s o c ia li. Il t uo par ti t o . Ti f o se ri e . L ame che c o mp a t t a n o e d ivid o n o il p o p o lo co m e u n a tor ta per una fami g l i a c h e n o n è la tu a . R ep u b b lic a d em o c r atic a f ondata su l l a v o ro c h e n o n è tu o . C’è s empre u n a g i o st ra . R eg a la ci la tu a e s is te n z a . R i chiamare . S o l l e c i t a re . A cc a re z z a re . S o lletic a re . A ne s te t i zzare. Le g a re . Omo l o g a re. S la c c ia re civ ile . St ra ppami u n so rri so e t i s tr a p p o i g lo b i o c u la r i. Inquinamen t o , d e f o re st a z io n e , il n u cle a re , le n u o v e ge ner az ioni, l a c ri si , i c i n es i, le e s to r s io n i r a c k e t, il c aro benzina, lo sc i o g l i me n t o d e i g h ia cc ia i, le s c ie c h im ic he , il controllo cl i ma t i c o , i ra g g i u ltr a v io letti, le m o r ti in pale st i n a, la fa me n e l mo n d o , le b a n ch e, il s ig n o r a g g io , la le ga del nord, l e v i v i se zi o n i , la m a n c a n z a d i r is o r s e, la dis oc cupaz ione, g l i st i p e n d i d ei p a r la m en ta r i, g li im m ig r a ti, la dro ga, m ala t t i e i n f e t t i v e, le m etro p o lita n e , il s o v r a ff ollam en to, l’un i o n e e u ro p e a , il s o g n o a m er ic a n o , la g u er r a pe r l a p ace, la f u g a d e i c e rv e lli, il fis c o , le z a n z a re , le m o s c he , i l sole. I c a l l i a l l e ma n i . E s is to n o p ro b le m i d a cu i ti v uoi al l ontanare . E p o i v o i , c h e m i s ta te u n p o ’ tu tti s u l caz z o e non l’avete ma i f i n i t a d i s a lte lla re .

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- d i M a ttia In d a vur u -


redazione maledetta Alessandro Pedretta Kresta direttore irresponsabile facebook.com/alessandro.pedrettakresta facebook.com/AlessandroPedrettaKrestaIlNonPoeta Andreas Finottis guida spirituale finottis.blogspot.com

Gervaso Curtis http://www.facebook.com/maledettoscrittore Fabio Carroccia sergente 101esima aviotrasportata compagnia Charlie valvolanuta84@alice.it Giuseppe Baldassarra servo dell’inconscio baldogiupe@live.com

Giovanni Favazza scrittore profano jhonnybar@live.it

Mauro Bellicini simpatico sociopatico

Ty Elle

Hanno collaborato Andre Lasdo Enrico Marra Andrea Doro Anna Maria Dall’Olio Proprio Improprio Mattia Indavuru Alessandro De Cesare Jamie De Castro Alexa Penny Lane Nicastro Nuenni Nella Zuena Buena Rutger Munz Rubens Lanzillotti Federica Lo Tempio

le illustrazioni sono di Giacomo Clerici Grotesquer http://grotslair.wordpress.com Grafica e impaginazione di Mauro Bellicini

Per commenti, insulti, proposte di collaborazione: negazioni@gmail.com su facebook: Negazioni Nucleo Negazioni

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Negazioni - n° 5 - Aprile 2013