Una ribellione necessaria

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Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento

Firenze 6/7/8 novembre 2009 Convegno organizzato da Azione gay e lesbica Firenze Atti a cura di Elena Biagini 1

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Alessia Ballini al Convegno Una ribellione necessaria

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Ad Alessia Ballini, amica, compagna, “pioniera� con molte e molti di noi ci ha detto che la vita va corsa fino in fondo ci ha lasciato l’autodeterminazione della sua vita e il grande vuoto della sua mancanza 3

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Indice p. 7

Introduzione Elena Biagini

1969. La rivolta di Stonewall p. 16

Saluto di Alessia Ballini Assessora della Provincia di Firenze

p. 17

Saluto di Ornella De Zordo Dipartimento Di Filologia Moderna, UniversitĂ degli Studi di Firenze

p. 18

Stonewall: lezioni dal passato Nerina MIlletti

p. 40

La ribellione di Stonewall e i movimenti radicali di fine anni Sessanta negli U.S.A. John Gilbert

La nascita del movimento omosessuale in Italia p. 52

Saluto di Alessia Petraglia Consigliera della Regione Toscana

p. 56

Dentro e fuori dal movimento. Alcune riflessioni sul contesto storico degli anni Sessanta e Settanta Elena Petricola

p. 66

La liberazione è divertente Porpora Marcasciano

p. 72

Fuori! Enzo Cucco

p. 78

Ritmi, spazi e movimenti artistici nello scenario gay a Firenze alla fine degli anni Settanta Bruno Casini

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1979. Primo gruppo di lesbiche a Firenze p. 85

“Ma la rivoluzione non ci sarà”. Linea Lesbica e L’Amando(r)la nei mitici anni Ottanta Liana Borghi

p. 98

Lesbofemminismo tra Bologna e Firenze nei primi anni Ottanta

p. 104

Povere ma belle

p. p. 42 108

Dal pozzo alla piazza. Considerazioni sulla presenza pubblica delle lesbiche in Italia

Franca Gianoni Giovanna Olivieri

Daniela Danna

Traslocando. I vent’anni di Azione gay e lesbica p. 126

Saluto di Francesca Chiavacci

p. 131

L’inizio

p. 137

Costruire spazi liberati

p. 145

Progettare una cultura altra

p. 153

L’altra metà del circolo

presidente Arci provinciale di Firenze Marco Ravaioli Elena Biagini Riccardo Bettini Valeria Santini

p. 161

Contaminazioni politiche

p. 175

Tavola rotonda conclusiva

p. 218

Indice delle autrici e degli autori

Graziella Bertozzo

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Sala del convegno Una ribellione necessaria. Arci provinciale, piazza dei Ciompi 6

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Introduzione Elena Biagini

Questa pubblicazione raccoglie gli Atti del Convegno Una ribellione necessaria. Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento organizzato nei giorni 6, 7 e 8 novembre 2009 da Azione gay e lesbica su alcuni passaggi della storia dei movimenti di lesbiche, gay e trans. La cancellazione delle lesbiche dalla storia, il silenzio sulla stessa loro esistenza, è stato il dispositivo di controllo con cui specificamente i poteri hanno represso il lesbismo ma la discriminazione e la colpevolizzazione e i conseguenti nascondimento e vergogna sono stati applicati a tutte le soggettività lgbtiq. Soltanto la visibilità politica delle identità, nata con l’organizzarsi dei movimenti di lesbiche, gay e trans, ha potuto opporvi resistenza: il percorso di liberazione dalla vergogna all’orgoglio non poteva che passare attraverso una rottura, una ribellione necessaria. Un convegno sulla storia dei movimenti lgbtiq attraversa molte questioni: in sintesi, l’ingresso di lesbiche, gay e trans come protagoniste/i della storia e una concezione storiografica che racconti i movimenti. E’ stato necessario che venisse proposta una nuova elaborazione sociale della storia perché potesse essere immaginata quella delle donne.“La storia è stata, a lungo, quella dei maschi, concepiti come rappresentativi dell’umanità. [Il genere è oggi] una categoria di analisi utile, […] desiderosa di aprire la strada ad una nuova riscrittura della storia che tenga conto dell’insieme delle relazioni umane, fino alle loro interazioni1”. Sarebbe altrettanto produttivo estendere questo discorso relativo ad un approccio sessuato alla storia anche a lesbiche, gay, trans perché le categorie dell’eterosessualità obbligatoria e della binarietà di genere possono risultare funzionali a sciogliere nodi storiografici importanti. Allo stesso modo per la storia dei movimenti sociali, delle trasformazioni culturali, del costume è inammissibile omettere il portato dei movimenti lgbtiq. Purtroppo, a livello accademico, il settore degli lgbt o queer studies in Italia è di fatto assente, come, del resto significativamente “il femminismo degli anni Settanta è ancora in Italia un tema marginale della ricerca storica, il luogo di un vuoto storiografico2”. Per i nostri movimenti la costruzione di una memoria collettiva è un obiettivo politico e culturale prioritario ed ineludibile, proprio a partire da quanto detto sopra in relazione alla cancellazione, ma anche perché lesbiche, gay e trans nascono senza comunità di riferimento, non crescono in famiglie lesbiche, gay, trans che possano trasmettere loro la cultura e la memoria collettiva: ogni filo di memoria che si spezza, ogni narrazione che si spegne è un percorso che le generazioni successive dovranno iniziare nuovamente. Oggi, più che mai, sentiamo questa necessità, perché sentiamo l’urgenza politica di Francoise Thebaud, 1992 “Introduzione” in F. Thebaud (a cura di) Storia delle donne. Il Novecento, edizione italiana. Bari: Laterza. 2 Teresa Bertilotti e Anna Scattigno, 2005 “Introduzione” in T. Bertilotti e A. Scattigno (a cura di) Il femminismo degli anni Settanta, Roma: Viella. 1

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narrazioni di percorsi collettivi costruiti intorno a esempi di trasgressione della norma che ne trasmettano la percorribilità, il senso, la sostanza. Per i movimenti lgbtiq, però, costruire la propria memoria sembra particolarmente complesso, del resto la difficoltà non riguarda solo gli ambiti dell’attività documentaristica e della ricerca storiografica bensì entra nell’annoso ed irrisolto tema della trasmissione tra generazioni in lotta, tema che ha generato vivaci dibattiti nel contesto dei femminismi come in altri movimenti. E’ evidente che, mentre si costruiscono percorsi di lotta e di liberazione, è difficile fermarsi a costruirne la memoria e la trasmissione alle generazioni successive; anzi, nel momento in cui lo si fa, forse bisogna anche registrare la conclusione di una stagione. Nello scrivere la storia dei movimenti, poi, è necessario affrontare il complesso problema delle fonti e posizionarsi rispetto al dibattito sull’autorevolezza o meno delle e dei testimoni. Il problema delle fonti in questo convegno non è stato affrontato se non da singole autrici e singoli autori, dal momento che, nella maggior parte dei casi, a parlare sono, appunto, testimoni. March Bloch scrive che ogni generazione ha il diritto di raccontare per prima la storia degli eventi a cui ha partecipato e Anna Rossi Doria3 aggiunge che ne ha forse anche il dovere. Per questo, per la vita stessa dei nostri movimenti, è fondamentale raccontarne le fasi precedenti ed è particolarmente significativo che siano le generazioni di attiviste/i che le hanno vissute a farlo, in una dinamica produttiva di politica, memoria, trasmissione culturale per la quale nel convegno Una ribellione necessaria c’era poca differenza tra chi parlava e chi ascoltava, ruoli spesso intercambiati tra una sessione e l’altra, in una sorta di “comunità di differenti” militanti. Il convegno Una ribellione necessaria. Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento è stato organizzato per celebrare i vent’anni del circolo Azione gay e lesbica, nato come collettivo nell’ambito delle mobilitazioni del movimento studentesco della pantera. La cifra 9, oltre alla nascita del circolo fiorentino (1989), si porta dietro altri due anniversari (nascita del primo gruppo lesbico a Firenze 1979, Stonewall 1969) che abbiamo avuto l’ardire di assumerci, grazie alla spinta di Nerina Milletti a cui il convegno deve molto; insieme a lei prendo l’occasione per ricordare l’impegno profuso per questa iniziativa da tutta Azione gay e lesbica e in particolare da Francesca Cavarocchi. Il primo degli anniversari, il quarantennale della rivolta di Stonewall, momento fondativo dei movimenti lgbtiq di tutto il mondo, ricorda il 28 giugno 1969 a New York quando, per la prima volta, lesbiche, gay e trans presenti nel locale Stonewall Inn, si ribellarono all’ennesima incursione persecutoria delle forze dell’ordine, inscenando una rivolta di strada che durò tre giorni e tre notti. La data è tanto rilevante che i pride che si celebrano in tutto il mondo sono il ricordo di quella rivolta, del momento in cui lesbiche, gay e trans “hanno perso quel loro sguardo ferito” (Allen Ginsberg) e hanno rivendicato l’orgoglio della propria differenza. Eppure in Italia lo spazio culturale costruito attorno alla memoria di Stonewall, almeno negli ultimi venti anni, è limitato: 3

Anna Rossi Doria, 2005 “Ipotesi per una storia che verrà” in T. Bertilotti e A. Scattigno (a cura di) Op. cit.

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sul palco del World pride di Roma del 2000 parlò Sylvia Rivera, la transgender che in quella famosa notte newyorkese del 1969, con il lancio di una bottiglia contro le forze dell’ordine, aprì gli Stonewall riots, ma la sua presenza rimase piuttosto in ombra. Di fatto oggi, a parte per un esiguo numero di “addette/i ai lavori”, nel nostro paese questa memoria è rarefatta negli stessi ambienti lgbtiq. Una prima spiegazione del perché il movimento in questi anni ha rivendicato così tiepidamente Stonewall potrebbe risiedere nella difficoltà ad assumersi la memoria di una pratica di rottura così forte, quale quella di una rivolta di strada contro la polizia condotta insieme a neri, portoricani, studenti e femministe. Infatti, da un lato, la repressione su lesbiche, gay e trans ha preso nel nostro paese per lo più vie meno visibili e “pubbliche”; lo Stato spesso l’ha lasciata al clero, relegata nell’ambito della “morale”, mentre con Stonewall si parla di un contesto in cui la polizia vessava continuamente lesbiche, gay e trans nei locali pubblici; dall’altro, gran parte del movimento lgbt, almeno dalla seconda metà degli anni Ottanta, ha costruito le proprie politiche culturali intorno ai concetti di dignità e uguaglianza ma anche normalità e rispettabilità. Il nostro, comunque, è un movimento dalla memoria corta, tanto che è stata significativamente trascurata quella che può essere definita la “Stonewall italiana”, cioè il 5 aprile del 1972, quando attiviste/i lgbt, per la prima volta in una manifestazione pubblica, contestarono a Sanremo un convegno di sessuologi che proponeva la cura dell’omosessualità. A parte un convegno storico organizzato nel trentennale dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma e alcune pubblicazioni di taglio storico4, quest’azione è per lo più sconosciuta, tanto che non solo non ne viene ricordato l’anniversario ma soprattutto appare sempre più sbiadita la consapevolezza che, se il carcere è stato usato poco contro lesbiche e gay (per le/i trans il discorso è diverso), molto lo sono stati invece i manicomi e che psichiatri, psicanalisti e psicologi a lungo hanno avversato la nostra liberazione. Stonewall e Sanremo sono state così poco presenti nelle culture prodotte dai movimenti lgbt che al Comitato Bologna Pride 2008 non sembrò incoerente chiedere la “protezione” della polizia direttamente sul palco dove si tenevano i comizi conclusivi del corteo del pride, né chi ha organizzato il Roma pride 20105 ha avvertito nessuna stonatura nel far condurre gli workshop per l’elaborazione dei contenuti della manifestazione ad una psicoterapeuta. In questi Atti, dopo una prima sezione su Stonewall, segue una seconda, La nascita del movimento omosessuale in Italia, dedicata ai percorsi aperti dalla contestazione di Sanremo. Il secondo anniversario ricordato dal convegno Una ribellione necessaria è la nascita, nel 1979, di Linea Lesbica Fiorentina, il primo gruppo politico dove le lesbiche di Firenze e dintorni si incontrarono, si confrontarono e gettarono le basi per un’identità Tra queste ricordiamo Gianni Rossi Barilli, 1999 Il movimento gay in Italia. Milano: Feltrinelli, Myriam Cristallo, 1996 Uscir fuori. Dieci anni di lotte omosessuali in Italia: 1971/1981. Milano: Teti e Daniela Danna, 1996 “Cronache recenti di lesbiche in movimento” in E l’ultima chiuda la porta. L’importanza di chiamarsi lesbiche, I Quaderni viola n. 4. Milano. 5 Il Roma pride 2010 è stato organizzato da un cartello ristretto e aspramente criticato da una presa di posizione collettiva attraverso il documento “Roma pride 2010: noi non ci saremo”, sottoscritto anche da Azione gay e lesbica, online allo http://orgogliosamentelgbtiq.blogspot.com/p/roma-pride-2010noi-non-ci-saremo.html. 4

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politica collettiva. Un anniversario questo, quindi, relativo all’ambito lesbico separatista, un filone importante per tutto il lesbismo italiano (e non solo), fondante anche per Azione gay e lesbica, come potete leggere nella quarta sezione dedicata alla storia del Circolo. Il femminismo lesbico, che ha avuto la sua stagione più produttiva durante gli anni Ottanta del secolo scorso con l’organizzazione di convegni, incontri, vacanze, il fiorire di case editrici, pubblicazioni, documenti, viene spesso ignorato dal resto del movimento, per cui inserire in questo convegno l’anniversario della nascita di Linea Lesbica Fiorentina ci è sembrato particolarmente significativo e coerente con la nostra storia. Azione gay e lesbica, infatti, deve molto alla trasmissione culturale di cui hanno potuto usufruire le lesbiche del circolo grazie alle relazioni con le femministe lesbiche, soprattutto fiorentine e romane. Questa eredità ricevuta e pienamente assunta all’interno di un circolo misto (seppur caratterizzato a lungo da spazi separati delle lesbiche) è uno degli elementi principali che fanno di Azione gay e lesbica un’esperienza politica originale e, in quanto tale, spesso sfuggente perché refrattaria alle categorizzazioni interne al movimento. Inoltre una fiorentinità giocata attraverso un’ironia corrosiva fino al cinismo, un’antiretorica portata addirittura all’autolesionismo, un’assoluta propensione a svolgere il ruolo della coscienza critica se non del bastian contrario hanno spinto spesso l’associazione lontano dai riflettori dei media e del movimento e hanno fatto ostacolo anche alla capacità delle attiviste e degli attivisti di Azione gay e lesbica di conservare e valorizzare le proprie produzioni, di sistematizzarne la memoria, raccolta frammentariamente e poco convintamente. I venti anni di presenza e attività sul territorio hanno rappresentato l’occasione imperdibile per invertire la rotta ed ecco quindi il terzo anniversario da celebrare, la nascita di Azione gay e lesbica. Questa pubblicazione, quindi, raccoglie le quattro sessioni del convegno: la prima, 1969. La rivolta di Stonewall, che si è tenuta presso il Dipartimento di Filologia Moderna dell’Università di Firenze a nome del quale ha partecipato Ornella De Zordo, insieme ad Alessia Ballini, assessora della Provincia di Firenze, e le altre tre svolte nella Sala dell’Arci Provinciale di Firenze, in piazza dei Ciompi, a cui hanno partecipato altre istituzioni patrocinanti con la presenza di Alessia Petraglia, Consigliera della Regione Toscana e Francesca Chiavacci, presidente dell’Arci Provinciale Firenze. Ciascun contributo pubblicato è stato messo in forma scritta dall’autrice o dall’autore che ha scelto la modalità con cui restituire l’intervento tenuto al convegno, colloquiale, saggistico, creativo… La prima sessione affronta la rivolta newyorkese attraverso due interventi, nel primo dei quali, Nerina Milletti, sotto il titolo significativo Stonewall: lezioni dal passato, oltre alla ricostruzione dei fatti e al vaglio delle difficoltà storiografiche poste dalle fonti, cerca anzitutto di mostrare l’uso di questa “storia”, la funzione di mito che svolge e le genealogie in cui è stata inserita, chi vi è stata/o inclusa/o e l’eredità che ci ha lasciato. Gli Stonewall riots, infatti, vengono usati e interpretati perché anzitutto autorizzano e legittimano il presente, essendo divenuti il mito della nascita dei movimenti lgbtiq celebrati ogni anno in tutto il mondo con i pride. Nell’altro intervento, John Gilbert inquadra la rivolta di Stonewall nel contesto dell’irruzione sulla scena della società statunitense degli 10

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anni Sessanta di ribellioni e movimenti di massa che contestavano le fondamenta del sistema socio-politico mettendone in discussione l’egemonia WASP White Anglo-Saxon Protestant e borghese, maschile ed eterosessuale. La sessione La nascita del movimento omosessuale in Italia attraversa le prime mobilitazioni che, dai primi anni Settanta, in Italia vedono l’entrare in scena del Fuori! prima, dei collettivi autonomi immediatamente dopo, rievocando il clima rivoluzionario in cui questo inizio aveva luogo. Si tratta di movimenti in alcuni casi di donne e uomini, in altri solo maschili, ma che comunque si presentano all’esterno per lo più o come neutramente omosessuali o come froci. Elena Petricola ricostruisce il contesto generale con l’intento di mettere in luce i profondi cambiamenti affiorati in quegli anni che hanno creato un clima favorevole alla messa in campo di identità e pratiche sessuali fuori dal tracciato eteronormativo; Porpora Marcasciano ed Enzo Cucco narrano entrambi, partendo l’una da una militanza frocia nei collettivi autonomi, l’altro nel Fuori!, i temi, gli slogan, le pratiche del movimento, cogliendone linee d’analisi e spunti per l’oggi. Infine con il contributo di Bruno Casini si restringe lo zoom al contesto, agli spazi, ai movimenti artistici della scena gay fiorentina della fine degli anni Settanta, dove si intrecciano fili già dipanati nelle altre relazioni con l’incalzare degli anni Ottanta della Firenze di Tondelli. La terza sessione è organizzata intorno al trentennale della nascita del primo gruppo di lesbiche a Firenze contestualizzata nel movimento dei primi anni Ottanta. La relazione di Liana Borghi affronta questo decennio mitico del lesbismo italiano analizzandone la storia fiorentina, attraverso il susseguirsi delle varie organizzazioni, Linea Lesbica, il Gruppo del Mercoledì, Amando(r)la, rievocando riunioni, eventi, vacanze, cene, feste, pubblicazioni, non trascurando il collegamento con altri gruppi nazionali e stranieri. Altri due contributi, quello di Franca Gianoni e quello di Giovanna Olivieri, allargano lo sguardo al panorama nazionale, il primo con un focus centrato sulla prima metà del decennio, il secondo con un taglio tematico sulle riviste lesbiche pubblicate negli anni Ottanta e Novanta, anche luogo di relazione, di appartenenza e dichiarazione politica, la punta dell’iceberg della resistenza lesbica all’invisibilità e alla cancellazione. Il contributo di Daniela Danna inserisce la sessione nel quadro dell’attualità descrivendo analiticamente la fase attuale della presenza e partecipazione allo spazio pubblico delle lesbiche, dopo aver ripercorso, per fasi temporali, le caratteristiche del soggetto politico delle lesbiche nel Novecento, dalle formazioni del movimento omosessuale, al percorso di visibilità all’interno del femminismo, allo sviluppo negli anni Ottanta di un soggetto politico esclusivamente lesbico. L’ultima sessione, intitolata Traslocando per dar conto delle numerosi sedi dove, in vari quartieri della città, ha preso corpo la presenza di Azione gay e lesbica ma anche dei numerosi percorsi che l’associazione ha vissuto e contribuito a costruire, racconta il Circolo fiorentino dalla sua nascita, incontro e mescolamento tra un collettivo nato dentro la mobilitazione studentesca della pantera e una nuova generazione di lesbiche, che, nutrite nel lesbismo separatista, avevano trovato uno spazio nel nascente Arci Gay Donna (Marco Ravaioli). Le altre relazioni hanno tutte un taglio tematico: le mille realizzazioni del progetto/utopia di costruire spazi liberati per lesbiche e gay (Elena Biagini); la 11

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progettualità culturale (Riccardo Bettini); l’aggregazione, il confronto e la discussione più o meno teorica, l’organizzazione e la realizzazione concreta di eventi, attività e prodotti delle lesbiche di Azione gay e lesbica che, pur militando in un’associazione mista, non hanno scelto mai una politica neutra e spesso hanno costruito spazi separati (Valeria Santini); la linea di continuità politica di Azione gay e lesbica rintracciata nelle contaminazioni, nell’attraversamento di territori, nella decostruzione/ricostruzione originale del modello associativo (Graziella Bertozzo). La pubblicazione si chiude con gli atti della tavola rotonda conclusiva di Una ribellione necessaria che hanno ricondotto i lavori all’attualità riunendo i diversi soggetti lesbici e/o gay e/o trans che hanno collaborato – e tutt’oggi collaborano – con Azione gay e lesbica. Un’occasione per analizzare i percorsi costruiti collettivamente, per discutere il presente, per abbozzare progettualità future. Il convegno è stato un’iniziativa molto più articolata di quanto gli Atti possano rendere conto. Durante la prima giornata sono stati proiettati Before Stonewall di Greta Schiller e Robert Rosenberg (USA 1984), per la prima volta con sottotitoli in italiano curati da Ciak Line, il cineforum cult di Azione gay e lesbica, e A Present for Sylvia (Italia 2008), girato da Luki Massa e Porpora Marcasciano in occasione della partecipazione al World pride Roma 2000 di Sylvia Rivera. Nel pomeriggio del sabato è stato proiettato un video documentario realizzato per l’occasione da Francesca Cavarocchi e Laura Cellini che raccoglie testimonianze di attiviste lesbiche a Firenze tra fine anni Settanta ed inizio anni Ottanta e Pubblicità progresso, un’ironica rivisitazione di pubblicità in chiave lesbica realizzata dall’associazione lesbica separatista fiorentina L’Amando(r)la nel 1987, in occasione del convegno lesbico Da desiderio a desiderio tenutosi all’Impruneta (FI). La sessione sulla nascita del movimento omosessuale è stata arricchita da una perfomance di Ciro Cascina, interprete di teatro di movimento, che ha magicamente messo in scena il clima culturale di quegli anni, mentre la serata del sabato, nella sede di Azione gay e lesbica, ha visto la partecipazione di Angela Soldani ed Elena Rossi con Rime tempestose. Infine durante la sessione dedicata ai vent’anni del Circolo è stato presentato un video dove, attraverso un confronto al tavolo delle riunioni dell’associazione, fra tre attivisti/e già presenti agli esordi, Marah Dolfi, Marco Ravaioli e Riccardo Bettini, viene ricostruita la nascita del nucleo originario di Azione gay e lesbica. La ricostruzione storica si è avvalsa anche dell’allestimento di mostre documentarie e artistiche: - Trent’anni di movimento gay lesbico bisessuale e transgender6, realizzata dal Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli a cura di Daniel Pace Pastorino ed Enrico Giordani, documenta attraverso foto, riviste, volantini, manifesti le tappe fondamentali di lesbiche, gay e trans nel nostro paese; - Povere, ma belle: le riviste lesbiche7, curata da Giovanna Olivieri per Archivia, Archivi 6 La mostra, preparata per il convegno che il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli organizzò a Roma, a Palazzo delle Esposizioni nel 2002, e poi ampliata, è in parte documentata dal catalogo, 30 anni di movimento gay lesbico bisessuale transessuale e transgender in Italia.

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Biblioteca e Centro di Documentazione delle donne della Casa Internazionale delle Donne di Roma, presenta una panoramica sulle riviste lesbiche, strumento fondamentale di collegamento, informazione e diffusione della cultura per il movimento delle lesbiche in Italia; - Il corpo lesbico e Sorprese, personali dell’artista fiorentina Lore Barberi; di queste la prima unisce fotografia e teoria lesbica, attraverso la resa visiva di uno dei testi fondamentali del lesbismo radicale, l’omonimo saggio di Monique Wittig. Il convegno è stato anche una grande operazione di visibilità lesbica, gay e trans che ha investito tutta la città attraverso una campagna di comunicazione, la cui grafica è stata curata da Gianni Zardini del Circolo Pink di Verona, composta di pubbliche affissioni e manifesti su cento autobus cittadini; inoltre bisogna ricordare gli interventi sui media locali e soprattutto una partecipatissima passeggiata comunicativa: alla chiusura dei lavori del sabato, da piazza dei Ciompi dove si era svolta la giornata, a porta San Frediano, quartiere in cui si trova la sede di Azione gay e lesbica, si è snodata per tutto il centro della città la manifestazione creativa e, grazie all’intervento de I fiati sprecati, musicale La notte ci piace vogliamo uscire in pace! che ha portato per le vie di Firenze la consapevolezza che la violenza può essere contrastata solo da percorsi di liberazione e città, strade, piazze vissute e non militarizzate. Questi Atti sono dedicati ad Alessia Ballini che ha aperto il convegno stesso nelle vesti di assessora alle Pari Opportunità della Provincia di Firenze ma la cui presenza nell’aula universitaria che ha ospitato la prima giornata aveva un significato molto più profondo di un patrocinio istituzionale, dal momento che Alessia è stata una delle iniziatrici del percorso di Azione gay e lesbica proprio dai tempi in cui, in quella stessa università, nasceva il collettivo G.R.U.L.L.O. da cui poi sarebbe nata l’associazione; Alessia divenne poi segretaria del circolo, fu per anni attivissima nel gruppo delle lesbiche. Oggi Alessia ci ha lasciato e questa dedica nasconde una profondità di relazione assai più significativa di un atto dovuto, così come hanno rappresentato momenti di forte partecipazione emotiva ma anche di significativa ricostruzione storica il ricordo tributato durante il convegno a Maurizio Corti8, colonna portante del circolo per molti anni, e Moira Ferrari9, attivista lesbica che ha svolto il ruolo di responsabile culturale dell’associazione.

La mostra, realizzata con la collaborazione di Valeria Santini e Maria Lo Re, è conservata presso la Casa Internazionale delle Donne di Roma. 8 Azione gay e lesbica nel 2003 ha pubblicato in ricordo di Maurizio il libro fotografico Per Maurizio, ancora oggi in distribuzione. 9 Nel 2010, a due anni dalla scomparsa di Moira, Azione gay e lesbica ha pubblicato Moira, la parola, testi e ricerche di Daniela Danna, che può essere richiesto all’associazione. 7

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Apertura del Convegno Una ribellione necessaria Aula del Dipartimento Di Filologia Moderna, UniversitĂ degli Studi di Firenze

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Una ribellione necessaria - Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento

1969. La rivolta di Stonewall

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Saluto di Alessia Ballini Assessora della Provincia di Firenze

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Saluto di Ornella De Zordo Dipartimento di Filologia Moderna, UniversitĂ degli Studi di Firenze

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Stonewall: lezioni dal passato Nerina MIlletti

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La ribellione di Stonewall e i movimenti radicali di fine anni Sessanta negli U.S.A John Gilbert 15

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Una ribellione necessaria - Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento

La nascita del movimento omosessuale in Italia

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Saluto di Alessia Petraglia Consigliera della Regione Toscana

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Dentro e fuori dal movimento. Alcune riflessioni sul contesto storico degli anni Sessanta e Settanta Elena Petricola

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La liberazione è divertente Porpora Marcasciano

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Fuori! Enzo Cucco

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Ritmi, spazi e movimenti artistici nello scenario gay a Firenze alla fine degli anni Settanta Bruno Casini 51

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Una ribellione necessaria - Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento

1979. Primo gruppo di lesbiche a Firenze

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“Ma la rivoluzione non ci sarà”. Linea Lesbica e L’Amando(r)la nei mitici anni Ottanta Liana Borghi

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Lesbofemminismo tra Bologna e Firenze nei primi anni Ottanta Franca Gianoni

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Povere ma belle Giovanna Olivieri

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Dal pozzo alla piazza. Considerazioni sulla presenza pubblica delle lesbiche in Italia Daniela Danna

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Manifesto di Linea Lesbica Fiorentina 84

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Una ribellione necessaria - Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento

Traslocando. I vent’anni di Azione gay e lesbica

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Saluto di Francesca Chiavacci presidente Arci provinciale di Firenze

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L’inizio Marco Ravaioli

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Costruire spazi liberati Elena Biagini

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Progettare una cultura altra Riccardo Bettini

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L’altra metà del circolo Valeria Santini

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Contaminazioni politiche Graziella Bertozzo 125

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Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento 217

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Indice delle autrici e degli autori Riccardo Bettini, nato a Bologna ma trasferito, senza possibilità di decidere, a tre anni, sulla tranquilla montagna pistoiese, a vent’anni fugge a Firenze dove inizia il suo percorso (non ancora interrotto) di attivista gay. Nel ‘89, nel movimento studentesco della Pantera, partecipa al collettivo universitario omosessuale GRULLO e inizia il suo percorso, ultraventennale, in Azione gay e lesbica, di cui è “orgogliosamente” socio fondatore. Per e con il circolo ha partecipato alle battaglie per la rivendicazione dei diritti di lesbiche, gay e trans, per l’autodeterminazione e la laicità, al Firenze Social Forum, alla prima missione Queerforpeace, a Facciamo Breccia, ha collaborato ai Progetti Daphne “Chi sono quella ragazza, quel ragazzo”. Cura le relazioni tra l’associazione e le altre realtà del territorio (enti pubblici territoriali, Arci, collettivi studenteschi ecc.) e si occupa di molte attività del circolo, tra cui le iniziative di aggregazione e autofinanziamento. Partecipa al Laboratorio per la Laicità e alla Consulta per la Laicità del Comune di Firenze. Attualmente è insegnante precario nella precaria Scuola Statale. Graziella Bertozzo, classe 1954, ha vissuto a Recoaro Terme, a Padova, a Verona, a Firenze, ora vive a Bologna. Le prime esperienze politiche sono nel cattolicesimo del dissenso e nel movimento studentesco, poi nella sinistra rivoluzionaria. A fine anni ’70 inizio ‘80 lavora alla neonata Radio Popolare Verona e scrive racconti di fantascienza per varie fanzine. Inizia la militanza nel movimento lgbtiq nel 1985 nel Circolo Arcigay di Verona (oggi Pink). Nel ‘89 fonda Arci Gay Donna e dal ‘90 al ‘94 è segretaria nazionale di Arcigay (poi Arcigay-Arcilesbica), divenendo la prima lesbica mass-mediaticamente visibile in Italia. Nel ‘95 fa parte del Comitato Alziamo la testa di Verona e dal ‘96 di Azione gay e lesbica, per cui è responsabile di due progetti Daphne finanziati dall’UE. Nel 2001/2 è portavoce del Social Forum di Firenze. Dal 2006 fa parte di Facciamo Breccia. Collabora con Radio Onda Rossa. Suoi interventi sono pubblicati in riviste e volumi, fra cui Maledetti compagni, vi amerò, We will survive! e Equality for lesbians and gay men, Ilga. Ha curato autoproduzioni editoriali per il Pink, per Azione gay e lesbica e per Facciamo Breccia, fra cui: Ogni donna e ogni uomo, Mai più, Il vizietto della destra, Su alcune destre, Tertio Millennio Adveniente, Quel che resta del Pride, In fondo l’Itaglia è tutta qua. Ha inoltre curato mostre, fra cui Le SS ci guardavano, per loro eravamo come degli scarafaggi sulle donne deportate.

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Elena Biagini, nata a Pistoia, fiorentina d’adozione, vive a Roma, insegna italiano, latino e storia nei licei. Da quasi venti anni è un’attivista lesbica, è impegnata in Azione gay e lesbica, di cui è stata presidente per cinque anni e, nell’ambito dei progetti UE Chi sono quella ragazza, quel ragazzo, è stata direttrice dei corsi per insegnanti, caporedattrice della rivista didattica e coautrice di Non sono l’unica lesbica al mondo. E’ stata attiva in Alziamo la testa, nel Social Forum di Firenze, nel Collettivo 8 marzo, nella rete Sommosse, ora in Facciamo Breccia dalla sua nascita, collabora con Radio Onda Rossa, è tra le organizzatrici di molti eventi politici e culturali, tra cui due Settimane Lesbiche (Bologna ‘96 e ‘98) e referente per la politica delle Cinque Giornate Lesbiche (Roma 2010). Suoi contributi si trovano nei volumi collettanei: Fuori della norma: storie lesbiche nell’Italia della prima metà del Novecento, 2007, We will survive!, 2007, Per un’etica pubblica laica. Atti del Convegno, Firenze 2009, Corpi/Anticorpi. Atti della Scuola di Politica del Forum Donne PRC, 2009, Equality for lesbians and gay men, Ilga 1998. E’ tra le ideatrici del progetto editoriale Biblioteca lesbica inevitabile. Ha collaborato con Liberazione e con le riviste Bollettina del CLI, Carta, Quir. Liana Borghi. Tra i transiti della sua storia, Linea Lesbica Fiorentina, Estro editrice, L’Amando(r)la, la divisione lesbica di W.I.S.E. (Women’s International Studies Europe), la Società Italiana delle Letterate, la rete tematica europea AOIFE/ATHENA per gli studi delle donne. Nel 2000-2001 promuove la fondazione del Centro Studi GLTQ; dal 2001 dirige il Laboratorio estivo “Raccontar/si”. Nel 2002 organizza un convegno su Beatriz Preciado; con il gruppo Lespride il Polispazio Queer (2004) a Firenze; con ArciLesbica Firenze, il convegno “Outlook: Tendenze lesbiche 2005”; con Ireos il convegno “Rappresent/Azioni: biomitografie GLTQ” nella primavera 2006 e il corso CESVOT sulla Diversità; con il Giardino dei Ciliegi, anche “Archivi dei sentimenti e culture pubbliche” a cui segue la scuola estiva (giugno 2011). Dirige con Marco Pustianaz la collana àltera (ETS, Pisa). http://www.interculturadigenere.org/ http://xoomer.virgilio.it/raccontarsi/ http://xoomer.virgilio.it/centrostudigltq/ Bruno Casini vive e lavora a Firenze, dove è stato tra i fondatori del Banana Moon. E’ laureato in Storia del Cinema con Pio Baldelli. Si occupa di comunicazione e promozione culturale. Negli anni Ottanta è tra i fondatori della rivista Westuff e ha diretto per dieci anni l’Independent Music Meeting. Ha pubblicato Tondelli e la Musica, Baldini& Castoldi, Frequenze Fiorentine, Arcanapop, 2003, Banana Moon. C’era una volta un freak-rock club a Firenze, sul finire degli anni Settanta, Zona Editrice, 2008, In viaggio con i Litfiba, Zona Editrice, 2009. 219

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Daniela Danna è ricercatrice in sociologia presso la Facoltà di Scienze politiche, Università degli Studi di Milano, dove insegna politica sociale. È direttrice editoriale della rivista mensile on line “XXD - rivista di varia donnità” (www.xxdonne.net). È autrice di varie ricerche e testi sui temi dell’omosessualità, della maternità lesbica, della violenza contro le donne e delle politiche sulla prostituzione. Tra i suoi ultimi lavori: Stato di Famiglia. Le donne maltrattate di fronte alle istituzioni, Ediesse Roma, 2009, Crescere in famiglie omogenitoriali (a cura di Daniela Danna e Chiara Cavina), Franco Angeli, Milano, 2009 e una ricerca sui matrimoni forzati in Emilia Romagna per conto della Regione e in collaborazione con Trama di Terre. Enzo Cucco è nato a Salerno il 5 aprile del 1960 e vive da sempre a Torino, dove è diventato militante del Fuori! nel 1976. E’ stato direttore della rivista Fuori!, collaboratore volontario della prima rivista Lambda e coordinatore della rivista Sodoma. Tra i fondatori della Fondazione Sandro Penna, del Gruppo Solidarietà Aids e del Forum Aids Italia, è stato coordinatore del Torino Pride 2006 ed attualmente lavora per la XV Conferenza annuale Ilga Europe Torino 2011, oltre che alla nascita del Comitato “Sì, lo voglio” per il riconoscimento del diritto al matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Continua la sua militanza nell’Associazione radicale Certi Diritti di cui è tra i fondatori e membro del Consiglio direttivo. Franca Gianoni, nata a Pola, Istria, nel 1935. Profuga dalla sua città natale ceduta alla Jugoslavia nel 1947, ha vissuto a Gorizia, Trieste, Bologna. Insegnante di italiano e storia negli Istituti Tecnici. Attiva nel movimento di rinnovamento della scuola e della politica italiana dopo il ‘68, lesbica, femminista. Dal 1985 vive a Firenze, dove ha partecipato al Social Forum del 2001-02. Dal 2004 è impegnata nei Comitati neoambientalisti di difesa del territorio. John W. Gilbert, nato a Portsmouth N.H. U.S.A. nel 1958, insegna lingua inglese e cultura anglo-americana presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Firenze dal 1987. Laureato in studi umanistici alla Cornell University (Ithaca, N.Y.) nel 1981 e in scienze politiche all’Università di Firenze nel 1996, ha conseguito la specializzazione nell’insegnamento dell’inglese presso la Cambridge University nel 1989. E’ stato docente presso la Scuola di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario (S.S.I.S.) della Toscana dal 1999 al 2008. Ha pubblicato saggi sull’insegnamento della lingua e sulla storia e cultura degli U.S.A. Sindacalista della CGIL, è attivista nel movimento contro la guerra e per i diritti umani e la giustizia sociale, prima a New York e poi a Firenze.

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Porpora Marcasciano attivista del movimento GLbT fin dagli anni ‘70, quando insieme a Marco Sanna fonda il Collettivo Narciso che negli anni verrà ribattezzato Circolo di cultura Omosessuale Mario Mieli, oggi è Presidente del MIT (Movimento Identità Transessuale), all’interno del quale milita e lavora da quasi trenta anni. Si occupa di prostituzione transessuale, tema che approfondisce attraverso ricerche sul campo e che le permette di ricoprire il ruolo di coordinatrice in vari progetti. Ha fondato e cura il Centro di Documentazione MIT Sylvia Rivera. Si è laureata in Sociologia a La Sapienza di Roma, ha svolto diverse ricerche sull’esperienza transessuale. Ha pubblicato Tra le rose e le viole. La storia e le storie di travestiti e transessuali, Manifestolibri, 2002; AntoloGaia. Sesso genere culture degli anni ’70, Il Dito e la luna, 2007; Favolose Narranti. Storie di transessuali, Manifestolibri, 2008. Ha curato Elementi di critica Trans, Manifestolibri, 2010. Suoi interventi anche in opere collettanee: Porneia, voci e sguardi sulle prostituzioni, Il Poligrafo, 2003; Altri femminismi, corpi culture lavoro, Manifestolibri, 2006; Gay, la guida italiana in 150 voci, Mondadori, 2006; La Genitorialità transessuale, Les Cahjers du Jenre (Università di Francia). Nerina Milletti partecipa al movimento delle donne dal 1976 e attivamente a quello lesbico dal 1979. Insieme a Luisa Passerini ha curato il libro Fuori della norma: storie lesbiche nell’Italia della prima metà del Novecento, Rosenberg&Sellier, 2007. Ha pubblicato recensioni e articoli di storia lesbica su varie riviste; fra questi, una ricerca sulla rappresentazione delle lesbiche nell’antropologia criminale di Lombroso («Analoghe sconcezze», DWF, 1994). Ha scritto la voce «Italy» per l’Encyclopedia of Lesbian Histories and Cultures (New York, Garland, 2000) e ha presentato i suoi lavori in vari convegni come «Historicising the Lesbian», Dublino, 2006 e il «Congresso della Società Italiana delle Storiche», Napoli, 2010. Suoi contributi si trovano anche nei volumi collettanei: We will survive!, 2007; Il movimento delle lesbiche in Italia, 2008; Favolose narranti, 2008. E’ iscritta all’albo dei giornalisti pubblicisti e gestisce il sito elleXelle. Giovanna Olivieri, riminese di nascita (1947), vive a Roma dal 1984 e ha collaborato come esponente del CLI - Collegamento lesbiche italiane - a varie iniziative lesbiche nazionali quali convegni, seminari, settimane lesbiche, mostre, festival, etc. Fra le fondatrici di ALI - Archivi Lesbici Italiani - e di Archivia, Archivi Biblioteche Centri di documentazione delle donne (entrambi con sede alla Casa Internazionale delle donne di Roma), ha curato varie pubblicazioni della collana Squaderno, atti di convegni e settimane e la Bollettina del CLI.

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Elena Petricola insegna Storia contemporanea all’Università di Torino. Ha insegnato Storia delle donne in età moderna e contemporanea all’Università del Piemonte Orientale. I suoi principali interessi di ricerca riguardano la storia di genere nell’età contemporanea, la storia dei femminismi e la storia delle culture politiche nell’Italia del dopoguerra. Le sue pubblicazioni, dedicate al dopoguerra e in particolare agli anni Sessanta e Settanta, hanno come focus l’intreccio tra modernizzazione, culture politiche, famiglia, sessualità e nazione. Fa parte del Comitato di coordinamento dell’associazione Storie in movimento e ha fatto parte della redazione di «Zapruder» dalla fondazione. Fa parte del Comitato scientifico dell’Archivio delle donne in Piemonte. Marco Ravaioli, laureato in lingue, insegnante di italiano agli/alle/* stranieri/e/*, partecipa ai movimenti glbt dal 1989, ha fatto parte del GRULLO (gaya riunione universitaria per la lotta di liberazione omosessuale) di Firenze, attualmente è attivista di Azione gay e lesbica e del Comitato Gay e Lesbiche Prato. Ha collaborato a Quir, periodico fiorentino, è stato coautore della sezione sull’Italia di Equality for lesbians and gay men, pubblicato da Ilga nel 1998. Fa parte del duo di djs Ravamarah, cui contribuisce con una particolare attenzione al camp in una prospettiva multiculturale. E’ da molti anni responsabile del Centro di Documentazione di Azione gay e lesbica per la quale si occupa anche della programmazione di Ciak Line, il cineforum cult dell’associazione. Si interessa ad icone e diaspore, cinema e musica, testarda/mente. Valeria Santini, nata a Firenze nel 1968, laureata in lettere, svolge attività di ricerca presso l’università. Nella sua circa ventennale militanza nel movimento gay e lesbico ha fatto parte del Comitato che ha organizzato la Seconda e la Terza Settimana Lesbica e il Convegno Il mondo da fare (Roma, 1997) ed è stata fra le fondatrici di Arcilesbica. Nel 2010 è stata fra le otto membre del Comitato che ha organizzato le Cinque Giornate Lesbiche e sempre nello stesso anno è entrata come consulente nella Staff che ha organizzato la nona (2010) e la decima (2011) edizione del campo lesbico di Agape. Ha tenuto per vari anni una rubrica fissa su Bollettina del CLI e ha pubblicato Il poema di Kama e Sutra (Il dito e la luna, 1996), Detto e non - Almanacco di vita lesbica (BLI, 2003); ha collaborato al libro di Sara Diario di una misogina che ama le donne (CLIAzione gay e lesbica, 2001) ed è stata fra le curatrici dei volumi Memoria irregolare. Vent’anni di testi lesbici selezionati da Bollettina del CLI (BLI, 2002), Il mondo da fare. Sul ruolo politico del movimento delle lesbiche, Atti del convegno Roma 20-22 giugno 1997 (ed. 1998), Comunità lesbica. Libertà di movimento, Atti della seconda settimana lesbica (ed. 1997). Tesoriera ormai da molti anni di Azione gay e lesbica, ha svolto nell’associazione attività di vario genere, con particolare concentrazione sul settore lesbico; da alcuni anni si occupa prioritariamente delle feste di autofinanziamento dell’associazione, curandone la direzione artistica e tecnica.

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Lesbiche, gay e trans: 40, 30, 20 anni di movimento 223

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