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Vaudeville 2010 E-mail: ninisottile@tiscali.it

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Veronika Ragonese

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ANNO I - N° 0


NINI’ SOTTILE/PREMESSA:PERCHE’ “VAUDEVILLE”? Esiste l’altra parte della mela? Esiste in un’altra dimensione, in un’altra stagione, ed ha un sapore diverso... Nella vita siete certi di fare ciò che desideravate? No, sicuro. Però è certo che la maggior parte di voi ci mette amore in tutte le cose che fa... Questo numero fa seguito all’esperimento di diversi anni fa, non continuato, dell’edizione del primo capitolo di una performance underground ideata dal sottoscritto almeno vent’anni fa... Letteralmente “Vaudeville” = sm. fr. (pr. vod’vill) è un componimento teatrale di forma leggera, intramezzato da canzonette; in italiano si potrebbe dire “Burletta”, che è il nome di un componimento analogo. Nel nostro caso “Vaudeville” è un innocente libello underground della Freedom Enterprise, che vuole farvi compagnia, quale notiziario interno, portando a conoscenza degli aderenti e degli associati gli eventi organizzati dal sodalizio... Ed inoltre vuole regalarti il sorriso ed il buon umore con articoli e scritti argutamente scelti per voi da un’attenta equipe di redazione... Vaudeville ha intenzioni serie, nel senso, che per ora uscirà quando gli pare, in seguito ha in programma di diventare mensile e di essere distribuito nelle edicole. Ai posteri l’ardua sentenza... Carpe diem!

“La saggezza è nefasta per il genio, mortale per il talento.” Emile Cioran (saggista rumeno di lingua francese)

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CONTENTS Quando la passione divampa per... email

L’EDITORIALE GIORNI PESANTI E IL SENSO DELLA VITA L’UNICA VITTORIA NELLA DISFATTA

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di WILLIAM CASTRO

VERONICA RAGONESE Enterprise 13 Freedom /BEAUTY CONTEST:

Una cosa di destra l’ha fatta: affrontare il nemico

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BONARDELLI 11 FRANCESCO /GLI AMORI VIRTUALI:

Sul web gli ex An RENATO BESANA scaricano Fini: /PRIMA PAGINA: «Non sei più dei nostri, vattene!»

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Anteprima estate 2010

GABRIELE VILLA /IL FATTO:

SCANDALOSA

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ANNA MARIA CILLI /MODAFASHION

Katy Perry

A Maurilio POESIA DI: 28 LADOMENICO MILONE

Spaghetti con le vongole

Stefania IL PROVOCATORE 18 CELEBRITY: Pesce spada alla brace RICETTE 31 LEDI VAUDEVILLE Distefano Fini non è solo, MODELLE DI 33 LEFREEDOM INTERNATIONAL

Santoro sta con lui

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FRANCESCO BORGONOVO /L’ALLEATO

Storica promozione in Serie A e final six di Coppa Italia! FOGLIANI 37 SIMONE/SPORT

& tanto humour precipitevolissimevolmente!

PERFORMANCEPSEUDO-CULT 39 GOLIARDICO-UNDERGROUND

Tel. 0941.950456 - Fax 0941.950636 Cell. 333.9533790 - 328.7777736 VIA NAZIONALE - 90870 TORRENOVA (ME) VAUDE

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Via Nazionale, 182 - CAPO D’ORLANDO (ME) Tel./Fax: 0941.957937 Cell. 339.8068569 - 339.5701567 e-mail:infissigiglia@libero.it

Vaudeville E-mail: ninisottile@tiscali.it

Distribuzione gratuita del notiziario interno d’informazione - satira - cronaca - cultura - eventi turismo - sport - spettacolo - umorismo - giochi ed altro... dell’ Associazione Freedom Enterprise Pubblicazione in attesa di registrazione Edizioni: NSP - Dir. Resp.: William Castro - Marketing: Alessandra Denaro Grafica: Freedom Studio - Stampa: Tip. Gina Lo Presti Anno I - N° 0 - Giugno 2010 Contacts: e-mail: ninisottile@tiscali.it - Info: 333.5772322

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“LA PAROLA AL DIRETTORE” Editoriale di William Castro

GIORNI PESANTI E IL SENSO DELLA VITA Quanti di voi si saranno domandati in questi ultimi tempi: “cosa sta succedendo” ? Gli inverni non sono più come quelli di una volta, le piogge sono devastanti, le montagne si sbriciolano come pasta frolla. E che dire delle malattie : l'aviaria, la suina e chissà cos'altro ci riserverà il futuro. E poi la crisi economica : le aziende che chiudono, migliaia di padri di famiglia che perdono il posto di lavoro, che protestano salendo sui tetti delle aziende che li hanno licenziati. L'euro che sembra propendere verso il basso, le notizie prima date e poi smentite (dal ministro Tremonti) circa l'arrivo di un periodo più che critico e il bisogno di stringere la cinghia tanto da dover fare sacrifici tali da versare “lacrime e sangue”. E poi ci sono gli elementi della Terra che sembrano ribellarsi, come il vulcano Fimmvorduhals in Islanda che ha paralizzato il traffico aereo di mezzo mondo sprigionando una altissima colonna di cenere. A un certo punto, e a ragione, ti viene il sospetto che da un momento all'altro il mondo inizierà a girare al contrario. Del resto quelli trascorsi sono stati giorni pesanti. E per questo ti soffermi a pensare, a riflettere, a elaborare il senso della vita. C'è chi di tanto in tanto tira fuori l'ultima profezia e parla di fine del mondo. Allora ti viene il sospetto che ogni cosa che fai, ogni azione che compi, dalla più elementare alla più importante, potrebbe non avere VAUDE

alcun senso se tanto, prima o poi, ciò che possiedi, ciò che hai costruito per tutta la vita, ad un certo punto, per una rigida legge di natura, troverà un punto che vorrà dire “fine”. Ma pensare che ogni cosa non ha un senso potrebbe indurci a commettere un errore grossolano, facendoci annientare in un batter d'occhio ciò che anima ogni essere umano e che si identifica nella speranza. La speranza che ogni comportamento che ognuno di noi compie, prima o poi, servirà ad altri, e quindi non sarà vano. Che ogni cosa che si costruirà nell'arco di una vita intera, prima o poi, servirà ad altri. Che la nostra vita stessa sarà servita di certo a contribuire al bene della vita di altri. E anche se un giorno il mondo inizierà a girare al contrario c'è la speranza che l'uomo saprà mutare e adattarsi. Ciò non significa, però, che gli eventi della natura, della politica, della vita quotidiana non siano per noi segnali forti, campanelli d'allarme che hanno iniziato a suonare per segnalarci che c'è qualcosa che non va e che bisogna al più presto cambiare rotta, ritrovare i valori ormai perduti, soprattutto tra i giovanissimi, riportare gli ideali della politica sui propri binari originali, che non sono quello che portano al “Dio denaro”. E poi bisogna ritrovare il rispetto verso la natura, gli animali e l'uomo, che non viene garantito con il semplice sventolamento di qualche bandiera d'appartenenza. Quella è solo propaganda. 5

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SIAMO IN UN PAESINO DI MONTAGNA. Un turista si rivolge a un valligiano seduto su una panchina: «Quanto ci vuole per arrivare al santuario della vetta? Il valligiano non risponde. Pensando che sia duro d’orecchio il turista ripete la domanda alzando la voce: «Quanto ci vuole per arrivare al santuario della vetta?» Nemmeno questa volta il valligiano risponde. Il turista se ne va scrollando la testa, ma, dopo che ha fatto pochi passi, il valligiano lo chiama: «Ehi, signore!» «Dice a me?» «Sì. Per raggiungere il santuario ci vorranno quaranta minuti, circa. «Grazie. Ma perché non mi ha risposto prima?» «Perché ho voluto vedere la sua andatura...»

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RENATO BESANA/PRIMA PAGINA:

L’UNICA VITTORIA NELLA DISFATTA

Una cosa di destra l’ha fatta: affrontare il nemico Ogni uomo di destra ha in tasca la sabbia di El Alamein, almeno un pizzico: l’attitudine disperata a battersi contro un carro armato con il coltello tra i denti e una bomba a mano. Di destra Gianfranco Fini altro non è rimasto se non questo, o poco più. Ieri picadores alla Bondi già l’avevano ferito; La Russa fedele all’antica amicizia, gli aveva offerto un’onorevole via d’uscita, riuscendo con intelligenza a smussare e comporre; Tremonti aveva smontato in anticipo le rivendicazioni meridionaliste: come sempre, è stato puntuale, gelido, irritante, ma efficace e chiarissimo. Lui, il presidente della Camera, non ha battuto ciglio. Sordo alle provocazioni come al vano suggerimento d’un compromesso, ha cominciato a esporre i suoi argomenti senza un cedimento, solo davanti a una platea ostile, convenuta per assistere alla sua capitolazione. C’è voluto coraggio, o incoscienza, o eccessiva stima di sé, o le tre cose i n s i e m e p e r contrapporsi a Berlusconi all’interno del Pdl. Tutti gli altri sono diventati comparse, figure di sfondo che s’agitavano vociando, In primo piano i duellanti, che come in un celebre racconto di Conrad hanno continuato per anni una sfida senza esito. Che i due si detestassero fin dal primo incontro lo si poteva sospettare; adesso ne abbiamo la prova. In una sorta di ultimo assalto all’arma bianca, Gianfranco ha mostrato tempra da protagonista. Quel che aveva da dire, tuttavia, non era granchè: ha ripetuto con puntiglio tesi che da mesi occupano le cronache. Sembrava, a tratti, d’ascoltare Casini: antileghismo di maniera, immigrazione e integrazione, unità nazionale, questione meridionale, federalismo fiscale (da lasciar perdere, secondo lui, e non ha tutti i torti). Il solito, insomma. Sugli aspetti amministrativi non è parso nemmeno tanto VAUDE

ferrato, incespicando su spesa storica e spesa standard e sulle competenze concorrenti di Stato e Regioni. Gli preme il dato politico, il resto seguirà. Non gli si può tuttavia rimproverare alcun difetto di coerenza: non ha tradito la destra, o meglio le ha voltato le spalle da un decennio abbondante. A sospingere An in area centrista, in nome d’un vago moderatismo, aveva già provato nel 1998, alla conferenza programmatica di Bologna, dove apparve la coccinella, che avrebbe dovuto rappresentare un nuovo partito moderno ed europeo, ma volò via senza lasciare traccia. Nel 1999, Fini cambiò animale, non strategia: alle europee di quell’anno si alleò con Mario Segni nel segno dell’elefantino, abbattuto a fucilate dagli elettori. Quel disastro non fu sufficiente a farlo desistere dai suoi propositi. Dal 2001 al 2006 fece fronte comune con l’Udc: ieri ha coperto Tremonti d’elogi, allora ne chiese, e ottenne, la testa. L’elaborazione è continuata fino a sostanziarsi in Farefuturo e nella nuova Generazione Italia, ma la musica resta la stessa. Nella disfatta, un punto a suo favore Fini è riuscito a segnarlo: ogni nuovo tentativo di emarginarlo avrà le sembianze della vendetta, e se lo metteranno all’angolo passerà per vittima. Quasi una vittoria, in un Paese come questo, e unica via per chi è ormai conscio di rappresentare una minoranza esigua, ma non doma. Nel gran trambusto seguito alle sue parole, l’unico a dare il giusto peso a ciò che stava avvenendo è stato Lamberto Dini, seduto in prima fila: ha dormito quasi tutto il tempo, dando prova di profonda saggezza. S’è riscosso solo quando il presidente della Camera, ha cominciato a inveire contro Berlusconi. Per fortuna era quasi l’ora di pranzo. 7

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Incorreggibili donne... SIAMO IN SCOZIA. Due amici si incontrano in strada. «Hai mangiato?» domanda uno dei due. «Sì, mezz’ora fa.» «Peccato. Avrei voluto offrirti l’aperitivo.» «E tu hai mangiato?» domanda l’altro. «No, non ancora.» «Peccato. Avrei voluto offrirti un digestivo!» ********** IL RAGIONIER UGO si presenta al lavoro alle dieci e mezzo. Ha la testa fasciata, un braccio al collo e zoppica vistosamente. «Mi scusi per il ritardo» dice al direttore «Ma stamane ho avuto un giramento di testa e sono caduto in cortile dal secondo piano.» «E lei vorrebbe darmi a intendere» dice il direttore «Che per cadere dal secondo piano ci ha messo due ore e mezzo?»

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GABRIELE VILLA/IL FATTO:

Sul web gli ex An scaricano Fini: «Non sei più dei nostri, vattene!» «...Ma caro Fini, mo che’ a rapina t’è mezza riuscita, vojo da vede’ chi è che nun te sputa in faccia. A parte quei zozzoni gargarozzoni che te sbavano dietro per fatte er cappotto mejo de come tu l’hai fatto a Berlusconi!! Hai fatto Penelope ma pe’ fa cornuto sto Governo e tutto er popolo italiano assieme ai sinistrati che ce vanno a nozze! A Silvie’... cacciali via sti zozzoni, tornamo ar voto. Che questi ormai t’hanno incatenato. Vedrai... stravinceremo alla grande! Oh yesse!». Titolo della poesia in undici strofe: «L’infame», autrice: Romana de Roma. La verità, forse, è scritta sui muri. Anzi, sul Muro Parlante, sottotitolato: «La palestra delle idee del mondo libero, costruisci anche tu un mondo migliore», che è la piazza telematica del sito silvioberlusconifansclub.org dove gli azzurri fanno a gara per far arrivare al premier, in termini più o meno folcloristici, il loro pensiero sul confrontoscontro con Fini. E, per la verità, la maggior parte dei postaioli, coloro cioè che imbucano i loro pensieri nei vari blog, va dritta al cuore del problema. Gianluca è telegrafico: «Silvio, manda a casa quel politicante che pensa solo a se stesso e non al Paese... con tutti i problemi che ci sono». E Angelo Muggia, sempre sul Muro Parlante rincara: «Fini non può spezzare i nervi del Cavaliere (che, oltre tutto, li ha d’acciaio), ma solo quelli degli esponenti dell’opposizione, che sono lì in spasmodica attesa di una secessione che non avverrà mai...» Recordman della sintesi nel messaggio che vuole trasmettere al Cavaliere anche mister o miss Ahahaha che sul sito il popolodellalibertà.it scrive: «Fini fuori.. o andiamo fuori noi elettori..». Più o meno lo stesso concetto di F: «Il Pdl è degli elettori: solo noi lo facciamo restare in piedi; non siamo più disponibili a compromessi. No a Fini e alla sua prima Repubblica. Forza Silvio, Forza Italia». Si accoda Giuliano: «Fini è stato imbarazzante, se ne vada subito!» Mentre Andrea Mi, puntualizza: «Fini, che senza il Pdl mai sarebbe arrivato alla presidenza della Camera, ha diritto di critica, ma dovere di lealtà». Per Simona «Fini parla come un leader dell’opposizione, ha talmente tanto rancore contro il bel rapporto Lega - Berlusconi che è capace di tutto. Deve lasciare la presidenza della Camera». Amareggiato Rosario: «La sinistra è quasi inesistente come consistenza politica. E Fini che fa??? Destabilizza il Pdl, incredibile». VAUDE

Altro giudizio disincantato arriva da Xgiovanni482: «Fini non è il co-fondatore. Ha dovuto, per non sparire politicamente, aderire al Pdl. Il suo comportamento di oggi ne è la prova. Quale ideologia? Ha rinnegato tutto». Decine e decine sono i messaggi che vedono dietro l’atteggiamento del presidente della Camera una seconda intenzione o un’abile regia. Come quello di Cesare P. che scrive: «Mi sorge il dubbio che Fini lavori così per ottenere dei crediti da spendere domani con Bersani & Co». E Magda segue a ruota: «Fini ha cambiato idee politiche, non è più di destra, e questo è evidente a tutti. E’ nel suo diritto, ma deve lasciare il Pdl e cercare approdo altrove». Che abbiano ragione? Alkampfer suona invece la «sveglia! Berlusconi chieda votazione a maggioranza nel Pdl per mandare via Fini ed i finiani! Non si può permettere un’opposizione comunista dentro il Pdl!!! Fini ed i finiani tirano in ballo questioni non questioni, creano finti problemi per nascondere (pensano loro) ciò che è palese: stanno con D’Alema e Casini!». Concetto ribadito da Antonella: «Se Fini preferisce la democrazia dei Komunisti, si accomodi, ma ci lasci in pace!». E se Giovanni Alvaro sul Muro Parlante scrive che «il controcanto, in cui si è specializzato Gianfranco Fini, quello viene recitato ogni volta che Berlusconi apre bocca, sarà anche celebrato dagli antiberlusconiani come un grande evento perché fa sognare e immaginare scenari che la realtà non consente di ottenere, ma è la confessione nuda e cruda della mancanza di idee», sui siti di destra dove si radunavano e si radunano i fedelissimi di Gianfranco, i toni sono decisamente duri contro il loro «condottiero». Su destrablog.eu Aldo Atti scrive: «Mi auguro, per il bene del centrodestra, che si faccia chiarezza definitiva chiudendo per sempre il capitolo finiano relegandolo in archivio. Storace e Berlusconi: gli unici due ad aver detto apertamente e chiaramente in faccia a Fini quello che pensano di lui» mentre Ipse Dixit su daw-blog.com scrive: «Fini, dopo esser rimasto scornato dalla vittoria alle Regionali, di fronte a tre lunghi anni di legislatura dove Berlusconi e Bossi avrebbero finalmente portato a termine la riforma federale dello Stato, ha cercato e cerca di mandare all’aria il tavolo, adesso tira fuori non meglio precisate questioni politiche, domani si alleerà con Casini e Rutelli».

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LA MOGLIE mostra il suo nuovo reggiseno appena acquistato al marito e lui prontamente chiede: «Perché l’hai comprato che non hai niente da mettere dentro!» Lei senza esitare risponde: «Se è solo per questo anche tu porti le mutande...» ********** UN GENERALE IN ALTA UNIFORME, con tutte le sue medaglie appuntate al petto, è a un ricevimento. A un certo punto arriva il maggiordomo, il quale, con un inchino, domanda alla padrona di casa: «La signora ha suonato?» «No, Galeone. E’ stato il generale che ha starnutito...» ********** «GIOVANNI, metti il preservativo. Ho paura di rimanere in cinta.» «Non fare il cretino, Cesare!»

Dott. Marcazzò Tiziana Studio Medico Centro Laserterapia TELEFONIA-TV-ELETTRODOMESTICI-LISTA NOZZE

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FRANCESCO BONARDELLI/GLI AMORI VIRTUALI:

Quando la passione divampa per... email A chi si chiede che fine farà nell’era di internet il genere epistolare, il bestseller del giornalista austriaco Daniel Glattauer - 750.000 copie solo vendute in Germania - offre più d’una risposta esemplare, dimostrando non solo la vitalità, ma anche la possibile attualizzazione dell’archetipo in tempi erroneamente etichettati come di frettolosa insensibilità al dialogo e all’umano confronto. Si tratta di “Le ho mai raccontato del vento del Nord”, finalmente uscito in Italia nella traduzione di Leonella Basiglini che rende in pieno efficace una scrittura lineare ma non scontata, e sostenuta dall’immediatezza di uno stile assai elegante, pur nel rifiuto d’ogni retorico artificio. Tutto ha inizio con un errore: una e-mail inviata all’indirizzo sbagliato. Lo scambio di una vocale, e la d i s d e t t a dell’abbonamento a una rivista da parte di una sobria signora di mezza età, webmaster di professione, finisce sul monitor di uno s t u d i o s o d i psicolinguistica, alle prese con una travagliata vicenda d’amore in procinto di concludersi. Un involontario incidente di percorso, che lascia però la traccia dell’indirizzo di posta elettronica nel database dei referenti della donna, che poco prima delle feste invia a tutti - sconosciuto compreso - i suoi rituali auguri di buon Natale e felice anno nuovo. Comincia da qui uno scambio prima di battute, poi di frasi, di lunghe lettere diurne e notturne, di generici sentimenti d’amicizia e infine di appassionato amore: potrebbe apparire un banale espediente narrativo, ed è invece lo specchio d’una realtà davvero molto frequente, negli anni di internet, in cui tanti ambirebbero riflettersi, per spezzare la monotonia dei giorni, o solo per provarne ancora una volta il fascino segreto e ben nascosto dall’apparenza di ogni comune divenire. Liberi di esprimersi, di raccontarsi o di immaginarsi diversi, i due protagonisti si perdono consapevolmente in un labirinto di frasi, di parole, di accenni e di sussurri. «Mi scriva - dice l’uomo alla donna, cui darà sempre del lei - scrivere è come baciare, VAUDE

solo senza labbra»: e di baci sono densi i saluti, i richiami dopo i lunghi e temuti silenzi. i teneri rimbrotti dopo i litigi immancabili. Guai a definirli virtuali, perché nel libro tutto è reale; anzi, è più reale del reale, dal momento che non esiste nulla di alternativo, nei lunghi attimi di pausa dalla vita al cospetto di una tastiera che freme sempre più d’impulso e sensualità. La vita di Emmi e Leo, insomma, che da quel giorno, da quella e-mail sbagliata, non sarà più la stessa, in attesa di un incontro a volte temuto, a volte intensamente voluto, e per questo difficile da concepire e forse per l’autore impossibile da descrivere. Allora, quando mancherà un passo, un solo breve passo all’esito scontato di un abbraccio d’amore, ecco che uno dei due si ritrarrà, scomparendo nell rete e riapparendo poi a giorni di distanza, dopo i disperati appelli dell’altro. Anche se paradossalmente un approccio assai ravvicinato ci sarà, ma tra l’uomo e la più intima amica della donna, che prenderà consapevolmente il suo posto in un gioco denso di erotismo e non privo di sorprese e colpi di scena. Narrazione ben costruita anche in vista di ulteriori possibilità interpretative in ambito teatrale, conferma così ad alti livelli il positivo riscontro editoriale di una tipologia romanzesca che non mancherà di reperire proseliti, soprattutto tra gli autori di nuova generazione. Perché a dispetto delle facili illazioni sul declino irreversibile della scrittura epistolare, dimostra nei fatti come l’immediatezza di stile e contenuto di una e-mail non debba necessariamente soccombere a una rituale banalità comunicativa, alle formule “tutto compreso” di trasmissione dei sentimenti, alle frasi fatte e ai tormentoni di moda. Con la possibilità, inoltre, di assecondare i processi d’immaginazione e fantasia di continuo esaltati nella dialettica incessante dei termini e delle frasi: che da sé rifiuta, per mantenersi vitale contro ogni convenzione, quell’apporto visivo dominante al di fuori, in una società sempre più connotata dall’effimero dell’apparente. 11 VILLE


A TARDA SERA due innamorati abbracciati al chiaro di luna. «Caro, che mani calde che hai... peccato però che il resto è freddo come il ghiaccio!» ********** DUE AMICHE stanno conversando: «A quanto sembra ti trovi molto bene con il tuo ultimo flirt...» «Oh, sì, benissimo, Carlo è un ragazzo stupendo!» «Non ti ha mai fatto dei bidoni?» «Mai! Quando non può venire a trovarmi mi manda un suo amico!» ********** «SAPETE PERCHE’ in Italia abbiamo paura della pura lana vergine?» «No?» Semplice: perché le pecore sono diventate più veloci dei pastori...

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Freedom Enterprise/BEAUTY CONTEST:

VERONICA RAGONESE Insieme a STEFANIA DISTEFANO rappresenterà l'ITALIA a MALTA al "World Bikini Model International & Miss European Tourism Beauty 2010" VERONICA RAGONESE, palermitana doc, 20 anni, altezza 1,74, capelli neri, occhi castani, segni particolari: bellissima! rappresenterà l'ITALIA, grazie alla fascia di MISS FREEDOM INTERNATIONAL '09 vinta a Villa Partanna in Mondello (PALERMO) lo scorso giugno, e quindi avrà l'occasione di trascorrere una settimana da sogno all'Hilton di Portomaso (La Valletta) e di concorrere sulla magica pedana e scalinata del casinò Barrière di Dragonara in St. Julians al titolo di "World Bikini Model International & Miss European Tourism Beauty 2010" il più prestigioso evento di bellezza e di moda che si svolgerà a Malta dal 16 al 22 settembre prossimo. Comunque il più grande desiderio di VERONICA sarà quello di mettercerla tutta per riuscire a rappresentare Palermo nelle finali del ns maggiore concorso di bellezza Nazionale. La prossima edizione di Miss Freedom International 2010 si svolgerà a CEFALU' (PA) a fine giugno prossimo. Alla manifestazione può iscriversi chiunque abbia compiuto il 16esimo anno di età entro il 31.12.2010 "indipendentemente" dalla nazionalità, il limite di altezza è di 1,65 cm. e non è dovuta alcuna tassa d'iscrizione. Per iscriversi basta contattare l’info (0035) 3335772322 e chiedendo si potranno ricevere tutte le informazioni e le indicazioni necessarie. Capito? VAUDE

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ESPERIMENTI CULINARI Un gruppo di studenti viene portato a far visita al laboratorio di un illustre scienziato. Lo studioso, che è tutto intento a far bollire qualche cosa in un recipiente di vetro posto su un fornello a gas, si rivolge a uno dei ragazzi e gli chiede: «Prova un po’ a indovinare di che cosa si tratta.» «Ma non saprei: un nuovo farmaco miracoloso?» «No.» «Fibre sintetiche?» «No.» «Ma allora, che cos’è?» «Due salsicce per la mia colazione.» ********** A SCUOLA. Dopo aver spiegato agli scolaretti il plurale e il singolare, la maestra per sincerarsi che i ragazzi abbiano capito ne chiama uno e gli dice: «Facciamo un esempio: se io dico: Il gallo e la gallina nel pollaio è esatto?» «No» risponde lo scolaro. «E sapresti dirmi il perché?» «Perché la gallina doveva essere nominata per prima.»

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ANNA MARIA CILLI/MODAFASHION

ANTEPRIMA ESTATE Il colore della passione domina sotto l’ombrellone...

Rosso. Come il colore delle passioni che iniziano - e, a volte, finiscono - sotto l’ombrellone. E’ questo il colore dell’estate 2010. Almeno nella moda, che, però, non disdegna tinte più soft, come l’arancio e il rosa. Tonalità e nuance che parlano di sentimento e delle sue diverse intensità. O, come “codici” da spiaggia, dei vari gradi coinvolgimento ai quali si è interessati. Per una strategia di seduzione “trasparente” ma vestita. Ben vestita. Il rosso per eccellenza è, ovviamente, quello di Valentino, che per l’estate lo propone in più lunghezze adatte alle diverse occasioni. Dal mini-dress che mette in mostra le gambe con la morbidezza di un gioco di volant all’abito lungo, che scivola sul corpo, senza dimenticare la seduzione di linee sirena, con scollatura a cuore, curve elegantemente fasciate e un trionfo di balze come elegante “piedistallo” di una donna-scultura. Scarlatti pure gli accessori: dalle ampie borse di nappa con intrecci, rose e pratiche tasche alle piccole tracolle da sera, con fiocchi e strass. Dai tacchi bassi delle ballerine a quelli vertiginosi di decolleté e sandali ad alto tasso di seduzione. VAUDE

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MILITARI. «Signor Capitano, il nuovo arrivato ha i piedi piatti, dove lo mettiamo?» «Mettiamolo in cucina.» ********** UN MARITO nudo nel bagno, sta lavando i piatti, arriva la moglie. «Ma che fai, sei matto?» «Scegli... O li lavo alla mia maniera o li lavi tu.» ********** FRA BAMBINI. «Io so come si fa a fare i bambini» «E io so come si fa a non farli.» ********** IN FILOVIA. Un giovanotto si appoggia con la mano sul fianco di una signora. «Senta lei, non ha altro posto dove mettere le sua mano?» «Ce l’avrei, ma scendo alla prossima!»

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NINO MATERI/GOSSIP: LOVE STORY FINITA O TROVATA PUBBLICITARIA?

Corona: «Ho mollato Belen e lei mi ha distrutto la casa» Belen gli ha distrutto la casa. L’unica cosa che gli è rimasta sana è la libreria. Ma per il semplice fatto che in casa Corona una libreria non c’è mai stata. Lui - Fabrizio - i libri non li legge; al massimo, li scrive: genere «Le mie prigioni» di Silvio Pellico. Inoltre la stampa si occupa sempre di lui. Prendete, ad esempio, Panorama. Nel numero uscito qualche settimana fa in edicola c’è un’ «intervista esclusiva» destinata a lasciare il segno: «Ho rotto con Belen, mi ha distrutto casa e adesso sto cercando di convincerla che non sono l’uomo sbagliato che crede». No, no: lui è l’uomo giusto per qualsiasi donna. E anche per qualche uomo (per conferma, citofonare Lele Mora). Ne ha di cose da dire Fabrizio. Tutte rigorosamente vere e clamorose: «Giorni fa mi hanno chiesto il pizzo puntandomi addosso una pistola». Mamma mia che paura. E poi: «Belen è l’unica donna che è riuscita a cambiarmi, non l’ho mai tradita. Nina (Moric, la sua ex moglie) invece sì, con tutte». Un simile gentiluomo - al mondo d’oggi - è impossibile trovarlo. L’agenzia Adnkronos, da parte sua, tiene a sottolineare che «è un Fabrizio Corona spaccone come al solito, ma anche sorprendente intimistico, quello che emerge nell’esclusiva intervista con Panorama». L’elemento «intimistico» emerge chiaramente dal fatto che l’ex re dei paparazzi, il 27 aprile ha debuttato in una fiction televisiva, «Squadra antimafia 2», in onda su Canale 5. Considerata la trama, non è stato difficile trovare un ruolo tagliato apposta sulle capacità interpretative di Corona: il malavitoso. Ma Hollywood non si faccia illusioni, Fabrizio infatti ha tenuto subito a chiarire che «la recitazione non sarà il suo futuro perché si guadagna poco: per 30 pose mi hanno dato solo 30mila euro». Non ci sono più i produttori di una volta che - davanti a un grande attore - non badavano a spese. E così oggi un divo come Fabrizio deve accontentarsi di miseri 30mila euro. Tutta colpa di quell’invidioso del giudice Woodcock: «Dopo l’inchiesta di Potenza e il carcere, le mie attività si sono ridimensionate». Al momento Corona si occupa ancora di paparazzate, che però gli rendono «cinquemila euro al mese contro i 150mila che guadagnavo una volta». Sì, avete letto bene: 150mila euro. A settimana? Al mese? All’anno? Ma, comunque sia, una bella paghetta. Ma, a fine intervista, si scopre come il «vero business» di Fabrizio sia ormai quello di «promuovere se stesso». Come? «Serate, campagne pubblicitarie, una linea di occhiali che fa concorrenza a quella di Lapo Elkann». Niente da dire: una gara di classe, quella tra lui e Lapo. «in più - è l’ultima dichiarazione choc di Corona accetto inviti ai matrimoni a pagamento». Tariffe care ma trattabili, astenersi perditempo... C’ERAVAMO TANTO AMATI A sinistra Belen Rodriguez, sogno erotico di tutti i maschi italiani A destra Fabrizio Corona il re dei paparazzi che, dopo la sua scarcerazione, lanciò le mutande alle fan riunite sotto il balcone della sua abitazione milanese. La relazione tra Belen e Corona pare ora al capolinea, ma c’è chi sospetta, conoscendo Corona, che si tratti solo di una operazione pubblicitaria. VAUDE

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ILARIA BELLANTONI/CELEBRITY:

SCANDALOSA Katy Perry CRESCIUTA IN UNA FAMIGLIA DI CRISTIANO-METODISTI, CON UNA CANZONE MOLTO SCORRETTA LA RAGAZZA AMERICANA E’ IL FENOMENO DELL’ESTATE SI CHIAMA KATY PERRY, HA 23 ANNI, CANTA L’AMORE OMOSESSUALE E FA ARRABBIARE MAMMA E PAPA’. «VORREI ESSERE COME FREDDIE MERCURY»

Ammette di essere senza vergogna, Katy Perry. E, per un’americana di 24 anni cresciuta a Santa Barbara in una famiglia di ministri metodisti, questa è ben più di una semplice dichiarazione. E’ la prova che venir su dentro una campana di vetro sintonizzata solo sulle radio cristiane genera ragazze... ribelli. Lei è la cantante fenomeno dell’estate a stelle e strisce, l’oltraggiosa pin-up dalle labbra rosse e i vestiti pastello rimasta per settimane in cima alle hit-parade con I kissed a girl (ritornello: “Ho baciato una ragazza e mi è piaciuto”), il brano che i teocon hanno boicottato in ogni modo. Perché, come anche i genitori di Katy (vero nome Katy Hudson, cambiato in Perry per non essere confusa con l’attrice Kate Hudson) hanno spiegato, «la canzone promuove un peccato, l’omosessualità. Un messaggio disgustoso». Ma Katy non si è lasciata impressionare: «Non sono lesbica, faccio musica e non sono candidata alla presidenza. La mia è solo ironia. E poi si sa, tra ragazze, mentre si diventa donne, qualche bacino lo si scambia». Così, facendo impazzire i guardiani della moralità Usa, ha estratto dall’album One of the boys il secondo singolo-bomba, Ur so gay (ritornello: “Sei così gay e non ti piacciono neanche gli uomini”). Ora è il momento del terzo, Hot and cold. Intanto, è stata inviata agli Mtv Video Music Awards dove ha rifatto Like a virgin di Madonna. Come se tra la Regina del pop e questa signorina dagli occhioni blu e la parola “Cristo” tatuata sul polso avvenisse il passaggio di testimone in diretta tv. Ma il suo modello è un’altro, precisa lei: «Ho imparato a cantare in chiesa e a 16 anni ho inciso un disco di canzoni sacre. Poi un giorno ho ascoltato Killer Queen e allora ho capito a chi avrei voluto assomigliare: io volevo diventare Freddie Mercury».

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UN TIZIO dopo aver fatto l’amore con una prostituta la paga, poi uscendo dall’albergo chiede il conto. «Tremila euro, signore.» «Guardi, ci deve essere un errore, io in questo albergo ci sono stato solo un’ora.» «Lei sì, signore. Ma sua moglie sono due mesi che viene qui!» ********** UNA RAGAZZA mette un’inserzione su di un giornale: «Cerco compagno super dotato per passare piacevoli momenti in compagnia.» Dopo alcuni giorni sente suonare alla porta. Apre. Un cartello appeso a qualcosa di veramente super dice: «Comincia con questo. Io arrivo tra un po’. Sono alla stazione.

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ANDREA CAMILLERI/CULTURA:

E il nipote del Negus venne a studiare in quel di Vigata Un giovane scavezzacollo, e nero per giunta... Preparatevi al divertimento. Andrea Camilleri torna magistralmente a maneggiare il carteggio in una storia (il nipote del Negus, Sellerio) ambientata ai tempi del fascismo. Il nipote del Negus, il principe etiopico Grhane Sollasié, decide di frequentare la Regia Scuola Mineraria di Vigata. Il Duce strategicamente ritiene che la presenza del giovane, e dunque l’accoglienza italiana che gli sarà data, sarà determinante per la sua politica estera. Il primo intoppo, però, è il colore della pelle del ragazzo. Troppo nero per non fare storcere il naso ai puristi della razza che già nel 1929 già abbondavano. Ma le cose si complicano quando al principe - che presto si rivelerà un furbissimo scavezzacollo - il Duce vuole fare scrivere una lettera di sperticate lodi al fascismo da inviare al Negus in persona. Il ragazzo resiste. E allora in una convulsa trama di missive, telegrammi, articoli, riservate personali, proclami, dispacci, conversazioni e telefonate emerge il volto di un regime ottuso e tracocante, ai limiti della barzelletta. Fino al colpo di scena finale... Vigàta - Dopolavoro «Giovanni Berta» 23/08/1929, ore 19. - ... ora pare che ‘sti abissini... - Ma si può sapiri come si chiamano? - Cu? - L’abissini! Cavaliere, volete mettervi a babbiare? Come s’hanno a chiamare l’abissini? Abissini! Mizzica, che testa che avete! Con voi non ci parlo cchiù! - E pirchì? - M’avete offiso! - Io?! Volete spiegarvi? - Certo che lo so che l’abissini si chiamano abissini! Ma allura pirchì li chiamano macari etiopi? - Questo in cuscienza non ve lo so dire, cavaliere. Capace che quelli che stanno a nord si chiamano abissini e quelli che stanno a sud etiopi. O arriversa. Inzumma, voi mi state venendo a dire che sarebbe accussì come da noi che ci stanno lombardi e calabresi? - Esatto. - Ennò, egregio! - Mi sbagliai? - Certo che vi sbagliaste! Pirchì se tra noi ci stanno lombardi, calabrisi, veneti, siciliani, pigliati tutti ‘nzemmula chi chiamiamo italiani. Non è che l’Italia a nord si chiama Lombardia e a sud si chiama macari Trinacria! - Cavaliere, ma pirchì vi siete amminchiato con ‘sta storia del nome? - Pirchì non mi pirsuadano! Pre esempio, ‘sto Principe, pirchì si chiama Sollasié? - Per la stissa ragione per la quale voi vi chiamate Sferlazza. -Ah, sì? E come faciva di cognome mè zio Totò? Sferlazza, come doviva fare? - E qui vi volevo! Mi spiegate allura picchì ‘stu minchia di Principe si chiama Sollasié? - E chi ‘nni saccio io? Capace che in Abissinia i nipoti cangiano di vocale. - Ah, aì? E allura secondo voi i figli mascoli si chiamano Sillassié? E le figlie femmine Sullassié? E i cugini Sallassié? Io, privo di Dio, quando vi sento arraggiunare accussì, mi fate perdere la vista di l’occhi! - Cavaliere, volete farvi viniri un sintòmo? Qua stiamo parlando tanto per parlare. - Mah! Lassamo perdiri. Che mi stavate dicendo? - Che pare che ‘st’abissini non portano scarpe. - Vero è?! - Sissignori. Manco il loro Imperaturi le porta. - Allura questo Principe si farà passiate paìsi paìsi scàvuso? - Accussì pare. - Beh, a pinsarici bono, macari i nostri viddrani caminano scàvusi. - Che c’entrano i viddrani? Quello Principe è! Ve lo vedete il nostro Principe don Ludovico Pignatelli Aragona Cortez assittato scàvusu al cafè Castiglione? Vigàta - Dopolavoro ferroviario 23/8/1929. Ore 19,05 - Hai prisenti un eliofanti? - Certo. Cinn’era uno al circolo questre, l’anno passato. - Hai prisenti la proposcite dell’eliofanti? - Sissignuri. - L’abissini ce l’hanno preciso ‘ntifico! - ‘U naso?! - Ca quale naso e naso! VAUDE

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Montelusa - Casa del Fascio 1/9/1929, ore 11,00 - Camerata Porrino, a rapporto! - Chi siete e che volete. Svelto e veloce. L’uomo che adopera dieci parole quando ne basterebbero cinque è un individuo che non ha capito niente dello spirito dinamico del fascismo. - Direttore Regia Scuola Mineraria Vigàta stop Oggetto arrivo allievo principe negro stop. - Cos’è un telegramma? Osate fare lo spiritoso? - Signor Federale, non mi permetterei mai, io... - Ma come parlate?! - Chi? Io?! - Voi, voi! Signor Federale! Qui non ci sono signori, avete capito, Porrino? Solo camerati! Ve ne do un esempio. Voi. laggiù, nella terza fila, alzatevi! Non voi, quello accanto, il prete. Bene. Siete un prete, vero? - Certamente, camerata Federale! - Ma siete soprattutto un?... - Un fascista, camerata Federale! - Avete visto? Voi, Porrino, mostrate uno spirito inguaribilmente borghese! - Camerata Federale, io sono un fascista della prima ora! Sua Eccellenza il Generale Emilio De Bono, Quadrumviro della Rivoluzione Fascista, è mio cugino in secondo grado! - Va bene, va bene parlate. Camerata Federale, non so se voi sapete che... - Alt! - Matre santa, che dissi? - Camerata Porrino, non andate incautamente oltre! Chi sono io? - Voi... Voi siete il camerata Federale, camerata Federale. - E cosa rappresento io nella provincia di Montelusa? - Il Fascio, eccel... camerata Federale. - E chi è il Capo Supremo del Fascio? - Il Duce! Saluto al Duce! - A noi! - Bene! E il Duce non sa tutto di tutto? Non conosce perfino i nostri pensieri? Non è Egli Onniveggente? Non sa tutto quello che accade nell’Italia fascista? Certo, camerata Federale. - E quindi io, essendo il rappresentante del Capo Supremo del Fascio, so tutto di voi! Avete capito? Signorsì. - Ripigliate correttamente il vostro discorso. - Camerata Federale, come voi naturalmente sapete, c’è la probabilità che tra qualche giorno nella mia Scuola entri come allievo un nipote del Negus e allora io... - So, so. Non dilungatevi. Dite quello che volete sapere. - Come lo devo trattare? - Che significa? - Se per caso fa qualche cosa di sbagliato, se si comporta malamente, io che devo fare? Devo chiudere un occhio? - Gli vorreste riservare un trattamento particolare? - Camerata Federale, dalla lettera che m’ha mandato Sua Eccellenza il Ministro degli Esteri m’è parso di capire che... - Voi non dovete capire, Porrino! Dovete solo credere e obbedire! E combattere se sarà il caso! - Va bene, camerata Federale. Ma come lo devo trattare? - Come tutti gli altri, Porrino! Esattamente allo stesso modo! Se è indisciplinato, che impari la ferrea disciplina fascista! - Farò come voi dite, ma siccome dalla lettera m’era parso che le cose... - Parlate chiaro. - Ecco, Sua Eccellenza il Ministro mi ha scritto di evitare ogni possibile contrasto con il giovane etiopico in quanto che, se risaputo, potrebbe nuocere alla politica estera del Duce. - Allora vuol dire che voi tempererete la ferrea disciplina fascista con un poco di buonsenso romano. I romani facevano marciare le loro quadrate legioni usando il bastone e la carota! Una punizione oggi, un premio domani. Avete capito? - Signorsì. - C’è altro? - Un ultima domanda. Il Sabato questo etiopico deve indossare la camicia nera come tutti gli altri ragazzi? - E’ iscritto alla gioventù fascista? - Mi sono informato col Direttore del Convitto Nazionale di Palermo del quale è stato allievo. Non è iscritto. - Naturale, essendo uno straniero non ne ha l’obbligo. - E allora che faccio? Il Sabato lo lascio a casa? - Lasciatemi pensare un momento, perdio! Tacete! - Signorsì. - Dite un po’: ha la pelle nera? - Mi dicono di sì. - Ma quanto nera? - Nera come il carbone, camerata Federale. - Allora non c’è problema. Il Sabato fatelo venire a scuola a torso nudo. VAUDE

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Lavorazione: Alluminio - Ferro - Acciaio - Rame Punto vendita: Via Ricca Salerno, 12 Laboratori: Via Circonvallazione ACQUEDOLCI (ME) Tel. & Fax: 0941.726815 RIVENDITORE E INSTALLATORE DEI MARCHI:

CHE COSA FARESTI TU? Questa è del tempo della guerra, quando Kovno era assediata dai tedeschi. Lo zar, preoccupato, si consiglia con il suo Stato Maggiore, ma nessuna delle soluzioni prospettatagli gli va a genio. Allora uno dei presenti propone di interrogare un vecchio rabbino della città, famoso per la sua saggezza. L’imperatore, dopo qualche esitazione, acconsente. - Rabbino - gli disse quando l’ebbe dinanzi - è vero che tu dai buoni consigli? - Lo dicono, Maestà... - Ebbene, sentiamo. I tedeschi vogliono togliermi Kovno. Al mio posto cosa faresti tu per impedirlo? Il rabbino stette pensieroso un momento, poi: - Ecco, Maestà: io “intesterei” Kovno all’imperatrice... LA BELLA LIV VINCE IL POKERSTARS EPT DI SANREMO Ormai le donne, già padrone del mondo stanno spopolando anche nel Texas Hold’em. Infatti ad aprile si è giocato il Final Table del PokerStars.it European Poker Tour San Remo, dove si sono sfidati 1.240 players per il primo premio da 1.250.000 euro. Le speranze azzurre erano riposte nelle mani e nelle carte di Claudio Piceci e Giuseppe Diep sfidati dal russo Alexey Rybin, il bulgaro Atanas Gueorguiev, la splendida Liv Boeree, ex modella e presentatrice tv inglese, i due qualificati tramite i satelliti di PokerStars: Toni Pettersson, 18enne finlandese, e l’inglese Michael Piper. A completare il field il Chips Leader Jakob Carlsson, giocatore su PokerStars e con esperienza nei tornei live grazie alle partecipazioni anche al PokerStars Caribbean Adventure. Nell’Heads-Up finale sfida fra Liv Boeree e Jakob Carlsson, con gran finale quando entrambi i giocatori sono andati all-in: la Boeree con una coppia di 5 e Carlsson con Asso-Kappa. Il board non dava nessun aiuto al player scandinavo e consacrava Liv Boeree vincitrice del EPT San Remo 2010. E a maggio l’avventura continua, a Montecarlo l’EPT Gran Final. VAUDE

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Via Toselli, 40 S. AGATA MILITELLO (ME) Tel. e Fax: 0941.703399 SANI E SALVI. Durante un viaggio di mare, due amici ebrei cadono in acqua a causa di un furioso fortunale che manda a picco il motoscafo. Dopo un’ora, tuttavia, essi riescono a toccare, sani e salvi, la riva. Qualcuno dei presenti stupito domanda: - Ma come avete fatto a nuotare così bene? - Noi non abbiamo nuotato. - E allora? Agitando vivamente le mani, l’altro spiega: - S’è continuato a parlare, ecco tutto! ********** CARABINIERI... Durante una marcia di addestramento, una recluta si stacca dal gruppo di marcia. Il sergente lo vede ed ironicamente gli chiede: - Già stanco? - No, anzi, e che non sopporto gli affollamenti.

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La società è in grado di rispondere a qualsiasi domanda nel settore fotovoltaico.

La Randazzo Energy Team Srl con sede in Capo d’Orlando, opera nel settore dell’impiantistica e dei sistemi tecnologici ed energetici da oltre un ventennio con serietà, qualità e professionalità riconosciute dalle AT T E S TA Z I O N I S O A e dalla CERTIFICAZIONE ISO 9001:2000 rilasciate dalle competenti autorità. Da sempre socialmente impegnata nella diffusione della cultura dell’energia da fonti rinnovabili per l’autonoma produzione di risorse energetiche, l’azienda ha costantemente promosso campagne informative e divulgative volte alla incentivazione del risparmio energetico e della conseguente riduzione dell’inquinamento ambientale da emissioni di CO². La società ha realizzato impianti anche molto complessi si tutto il territorio nazionale per decine di Megawatt. Tra i più significativi la centrale fotovoltaica ibrida dell’isola di Ginostra (Stromboli) e l’impianto fotovoltaico presso l’Aerostazione di Bari Palese.

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CARABINIERI... Davanti una caserma dei carabinieri un piantone all’altro: - Vito, lo sai che significa afrodisiaco? - Si, è una razza di animali africani. ********** LE BARZELLETTE SU TOTTI... Totti si presenta a Trigoria per l’allenamento, ma come entra in campo tutta la squadra scoppia a ridere. «Ahò... Ma che ci avete da ridé...» protesta. «E’ questo er rispetto che portate ar vostro capitano?» Al che De Rossi gli fa notare: «Francé, ma non ti sei accorto che indossi una scarpa dell’Adidas e una della Nike? Vai a casa e cambiatele!». Totti: «De Rossi... ‘O vedi che sei proprio ‘n cojone! A casa pure ciò ‘na scarpa de ‘a Naiche e una dell’Adidasse, che cazzo ce vado a fà?».

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LA POESIA DI:

DOMENICO MILONE Domenico Milone nasce a Ficarra (Me) il 9 ottobre 1934. Attualmente vive a Capo d’Orlando (Me). Animo travagliato, passa dall’intimo ribollire adolescenziale, ricco di ideali, di quesiti, di perché, di ansie per il futuro, alle prime sconfitte esistenziali, ai tragici segni del destino che marcano il suo io, ad una spiritualità più autentica, ad un pacato distacco della quotidianità. Ha partecipato a vari concorsi di poesie ed ottenuto meritati riconoscimenti. Negli 2003 e seguenti, ha conquistato il primo posto nel concorso “Poesia in Piazza” organizzato dall’ Ass. culturale “Beniamino Joppolo”. Sito web: www.domenicomilone.it

Pubblichiamo la poesia: A Maurilio Dove sei? Perché sei andato? Quanto tempo è passato? Il tempo s’è fermato: affacciato alla finestra il mio bambino mi chiama, vuole uscire col suo papà. Impressi nella memoria, i tuoi “occhi di prugna” le tue parole, il tuo sguardo, il tutto di te dentro rimane nei ricordi indelebili che nel tempo fluiscono senza fine. Alla finestra, il tuo sguardo innocente penetra nel cuore, rigenera amore nel verde pensiero inchiodato ove il tempo s’è fermato nell’attesa dell’alba che sorge nel regno di Dio, per sentire il calore fra queste braccia ancor tese nel vuoto che intorno a me hai lasciato. Papà 23.04.2010 25° Anniversario Raccolta “Il Seme del Padre” 6 VAUDE

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IL GIOCO PIU’ BELLO DEL MONDO: CURIOSITA’

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PERCHE’ NON DORMI? Isacco, quella notte, non riesce a chiudere occhio. E’ inquieto, preoccupato al punto che finisce col comunicare la sua irrequietezza a Sara, la moglie, che gli giace a fianco. - Si può sapere - dice la donna al marito - che cosa ti tormenta, che non stai tranquillo? - nulla... - E allora, perché non dormi? - Ti dico che non è niente... - Isacco... tu menti. Dimmi cosa ti preoccupa... - Lo vuoi sapere?... Domani è il 31! - Difatti... Ebbene? - E’ la scadenza... Ebbene... tu lo conosci, Roberto Blum, quello che abita dirimpetto? - Sì, sì... và avanti! - Come: và avanti?... Gli devo cinquemila euro e non ho neppure un soldo. Ti pare che possa dormire tranquillo? - Poveretto!... E per ciò non dormi e non mi lasci dormire? Sara, d’un balzo, è a terra; si avvicina alla finestra, l’apre e chiama forte: - Blum! Blum! Blum s’affaccia, mezzo intontito: - Che c’è Sara? Isacco è forse ammalato? - No! - E allora, ha preso fuoco la casa? - Neppure... Blum, mio marito, non vi deve pagare domattina cinquemila euro? - Sicuro... - Ebbene... V’avverto che è impossibile, perché egli non ha sinora il becco di un quattrino... E detto ciò, la donna si ritira, chiude la finestra e, rivolta al marito: - Poco fa, tu non potevi chiudere occhio... Adesso è lui che non potrà dormire... VAUDE

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RICETTE GASTRONOMICHE DI VAUDEVILLE Spaghetti con le vongole Ingredienti per 4 persone: Spaghetti: gr. 400, vongole veraci: gr. 500, 2 spicchi di aglio, prezzemolo: gr. 20, un peperoncino rosso, un bicchiere di vino bianco, olio extravergine di oliva, sale. Mettete a bagno due ore prima in acqua tiepida le vongole. In una casseruola rosolate uno spicchio di aglio con l’olio, unite le vongole, bagnate con il vino, coprite e continuate la cottura, fino a quando le valve si aprono. Rosolate in una padella con l’altro spicchio di aglio e un po’ di olio le vongole e il peperoncino e cuocete per tre minuti. Fate cuocere gli spaghetti in acqua salata, scolateli, conditeli con le vongole, profumateli con il prezzemolo tritato e serviteli nel piatto da portata con un filo di olio.

Pesce spada alla brace Ingredienti per 4 persone: 4 fette di pesce spada da gr. 180 l’una, peperoncino rosso: gr. 50, cetriolini sott’aceto: gr. 40, prezzemolo: gr. 40, uno spicchio di aglio, insalata, 2 limoni, olio extravergine di oliva, sale e pepe. Lavate il prezzemolo e tritatelo con lo spicchio di aglio pelato, i cetriolini e il peperoncino. Mettete il trito in una ciotola, emulsionatelo con l’olio, salate, pepate e tenete da parte. Salate le fette di pesce spada e cuocetele sulla brace o su una griglia rovente tre minuti per lato. Disponete il pesce spada su un letto di insalata e conditelo con il trito piccante a base di prezzemolo e di cetriolini e con le fette di limone.

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IN SPIAGGIA C’è un signore che tira fuori dalla sua borsa un filone di pane imbottito e inizia a mangiarlo. Gli si avvicina una bimba zingara e gli dice: «Signore, signore, non mangio da due giorni». «Eh allora? Tu adesso puoi fare il bagno, io devo aspettare almeno due ore!». ********** DISPIACERI Ai funerali di un uomo molto ricco c’è una donna che piange a non finire. Un uomo le si avvicina e dice: «Immagino che lei sia della famiglia...». «No, è per questo che piango!».

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LE MODELLE DI FREEDOM INTERNATIONAL Miss Estate Orlandina ‘09

Stefania Distefano

e-mail: ninisottile@tiscali.it info: 333.5772322 : Ninì Sottile

Altezza: 1,68 Taglia: 40 Seno: 90 Vita: 60 Fianchi: 91 Peso: 50 Scarpe: 38 Occhi: Azzurri Capelli: Biondi

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ninisottileproductions/vincenzomaniacireporter

Modella / Hostess


Forse sarà il troppo sole, ma credo di aver veramente bisogno di una donna!

TRA PESCATORI «Ehi, lo conosci mio cugino? Pensa che è coraggiosissimo! Ha avuto il coraggio di infilare la mano destra nella bocca di uno squalo, per togliere l’amo!». «Incredibile! E come si chiama tuo cugino?». «Ehm, prima si chiamava ‘Il coraggioso’...». «E adesso?». «Ehm, adesso lo chiamano ‘Il mancino’!». *************** SULL’ AUTOBUS Un ragazzino continua insistentemente nel tirare su col naso. Una signora anziana, seccata per quel gesto maleducato, gli chiede: «Ma non hai un fazzoletto?». «Sì signora, ma la mamma mi ha detto che non devo mai prestarlo ad altri!».

E’ l’unico modo per farlo restare un po’ a casa! VAUDE

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IL PROVOCATORE (L’angolo dei miti, ballon d’essai, boutade e delle bagatelle... by ns)

FRANCESCO BORGONOVO/L’ALLEATO

Fini non è solo, Santoro sta con lui Gianfranco Fini ha contro la maggioranza del Pdl (e probabilmente la gran parte degli elettori), ma può contare su un alleato. E che alleato: si chiama Michele Santoro, che Giovedì 22 aprile ad Annozero si è divertito a guazzare nei dissidi in corso tra l’ex leader di An e Berlusconi. Il conduttore riccioluto non ha fatto nulla di rivoluzionario, per carità. Si è semplicemente accodato agli amici di Micromega e del FattoQuotidiano, i quali da tempo vedono nel cofondatore del Pdl “l’unica speranza per una destra democratica” - scomparso il Partito Democratico l’unico in grado di rompere le scatole a Silviuccio è proprio Gianfranco. A tutto questo, Michele aggiunge la fissazione per la Lega. Seguendo quella puntata, intitolata “Separati in casa”, sembrava che il partito dei lumbard fosse una specie di Ku Klux Klan in salsa padana. Un gruppo di loschi personaggi razzisti fino all’inverosimile. La tesi del conduttore era la seguente: Berlusconi, che è un despota, non accetta il dialogo interno al partito. E all’intelligente e democratico Fini definitivamente riscattato dalla colpa originaria del neofascismo - preferisce affidarsi al rabbioso Bossi. Le conseguenze, secondo l’analisi di Santoro, sono nefaste. E via con i filmati strappalacrime di due genitori africani che si lamentano perché alla loro bambina sono stati negati i farmaci all’ospedale. Subito dopo, ecco la diretta da Adro e dalla sua ormai celebre mensa. Vediamo i piccoli stranieri che sgranano gli VAUDE

occhioni, le mamme velate che si lamentano di non avere soldi per sfamare i propri piccoli (anche se alcune di loro sembravano proprio ben vestite...). A commentare i servizi ci sono i due nuovi virgulti del Pd, Debora Serracchiani e Giuseppe Civati. Quest’ultimo - giovane d’età ma vecchissimo quanto ad argomenti - dipinge un quadro dickensiano, in base al quale il sindaco di Adro avrebbe lasciato a pane e acqua i bimbi extracomunitari. Civati viene smentito dal primo cittadino, ma non importa. La premiata ditta Santoro & Travaglio se ne frega e passa oltre. Vuole solo dimostrare che i padani sono bestie assetate di sangue straniero, che Renzo Bossi è un ignorante raccomandato dal padre e che l’unico s a n o n e l centrodestra è lui, Gianfranco Fini. Te r m i n a t a l a trasmissione, si evince che per i manettari nostrani l’ex leader di An è una speranza. A patto che si attenga alle rigide norme dell’antiberlusconismo, finora perfettamente rispettate. Vista la situazione, Fini potrebbe mollare il suo schieramento e passare nel partito di Santoro, che pare trovarsi sulle sue stesse posizioni. Ma Gianfranco stia attento: una volta dalla parte di Michele, gli conviene non cambiare idea. Ad Annozero le correnti non sono tollerate. Ci ha già provato Travaglio - tramite una lettera al Fatto - a farne una. Ed è finita male. Con Santoro che rispondeva: il programma è mio e lo gestisco io, se a Marco non sta bene se ne vada. Poi dicono del Pdl... 35 VILLE


Miss Freedom International

Iscriviti ed avrai l’opportunità di partecipare ai più importanti Concorsi di Bellezza nazionali ed internazionali

INFO: 333.5772322 VAUDE

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SIMONE FOGLIANI/CALCIO F.:

Storica promozione in Serie A e final six di Coppa Italia! Nonostante le fatiche del lungo viaggio in autobus, tra deviazioni e brutto tempo, l’UpeaOrlandia’97 onora l’ultima giornata di campionato come conviene ad una formazione che chiude il girone di ritorno ancora meglio di quello d’andata. Non ci sono sconti neanche per la Vis Francavilla Fontana, che sperava magari in un rilassamento delle paladine e mantenere la terza posizione in classifica generale. Le ragazze di Mister Castano impostano la solita gara, facendo intuire che per lo spirito vacanziero c’è tempo ma solo dopo le Final Six di giugno. Scende in campo la formazione migliore di oggi, senza Alessia Cianci, ancora alle prese con i postumi della botta rimediata sette giorni fa, di Vanessa Iuculano che in settimana non si era allenata e del capitano Anna Morello, quest'ultime disponibili a subentrare dalla panchina. Lo schieramento prevede Pop tra i pali, la linea difensiva con Napoli, Radici, Fiocco e Caciorgna, il centrocampo con Davila Soracco, Cusmà, Piro e Manzella, in avanti Minciullo giostra da mezza punta in appoggio a Coletta. De Bellis risponde con un modulo accorto, attende la manovra della capolista per agire di rimessa. Già al primo minuto l’UpeaOrlandia’97 si rende pericolosa con una conclusione dalla breve distanza di Melania Radici; la conclusione è parata a terra da Mariano. Ci provano anche Piro e Napoli, ma le battute a rete sono leggermente imprecise. La Vis Francavilla Fontana si fa viva con i calci piazzati di Lacalaprice, senza però sortire mai gli effetti sperati. L’UpeaOrlandia’97 comanda la gara con splendide triangolazioni ed improvvisi campi di gioco di Jenny Piro per gli esterni Soracco e Manzella, che si inseriscono tra le maglie difensive avversarie. Al 14’ Manzella sulla sinistra entra in area, supera in velocità la diretta avversaria, la conclusione sul primo palo è smanacciata in angolo dall’estremo difensore. Al 36’ ancora Orlandia’97 pericolosa con una conclusione dal limite al termine di una splendida azione corale. Al 43’ giallo-blu in vantaggio: Piera Manzella sulla sinistra imbecca Coletta, l’attaccante romana si mantiene fredda e di giustezza firma l’ 1 a 0. Allo scadere Valentina Minciullo potrebbe raddoppiare, ma il tiro da posizione decentrata è sventato in angolo dal portiere. Dopo il riposo, Jenny Piro mette subito in ghiaccio il risultato mettendo in rete da posizione defilata la punizione conquistata ancora da Piera Manzella. Sul doppio vantaggio la capolista mantiene il controllo assoluto della gara, la Vis Francavilla Fontana tenta una reazione con tiri da lontano parati da Pop e con la solita conclusione da calcio piazzato di Lacalaprice, che coglie la traversa. Sul finire della gara non poteva mancare il sigillo di Piera Manzella che d’astuzia firma la sua dodicesima rete stagionale. La missione è compiuta, si ritorna sull’autobus per altre tredici ore di viaggio, il morale è alto, il campionato è finito, il prossimo anno si va in serie A, si canta “Notti magiche”. Chissà, canto propiziatorio di altre soddisfazioni nelle notti di giugno allo stadio Francesco Micale?

La storia della società L’UPEA ORLANDIA ’97 da oltre un decennio si prefigge con successo l’obiettivo di incrementare l’interesse per la pratica sportiva e con essa insegnare i valori della disciplina e del rispetto. La passione del Presidente Valeria Catania e del Ds. Leuccio Tonarelli hanno accompagnato la società verso programmi ambiziosi ed al conseguimento di risultati sportivi di assoluto prestigio. Dopo l’iniziale esperienza nei campionati di calcio a 5, l’UPEA ORLANDIA ’97 nel 2001 comincia l’avventura nel calcio a 11 ed in pochi anni conquista i primi successi a partire dal bienno d’oro 2003 – 2005 con la doppia promozione dalla serie C all’attuale serie A2. Da allora la squadra si colloca stabilmente nella serie ed ogni anno conferma il proprio valore su ogni campo, al cospetto di società blasonate e di lunga tradizione, diventando la migliore formazione regionale e tra le prime del Sud-Italia. La nuova vetrina nazionale apre scenari importanti e sempre maggiore entusiasmo, richiamando le attenzioni di organi di stampa e siti web specializzati. La partecipazione alle Final Four di Coppa Italia nel giugno 2009 rappresenta l’apice per risultati e rinnovato motivo di orgoglio. L' UPEA ORLANDIA'97 è particolarmente impegnata anche nel settore giovanile e partecipa ai campionati giovanissimi e primavera. Un vivaio che progressivamente incrementa il numero dei tesserati, diventando settore cardine per il futuro societario nonché misura della bontà del lavoro di questi anni. VAUDE

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- Ma cosa state guardando di veramente interessante in tv? - Un mitico cult: L’amico del giaguaro!

FRA AMICHE «Ciao, dove vai così di corsa?» «Pensa, mi sono dimenticata di prendere la pillola!» «E allora?» «Adesso vado a prendere i confetti!» ********** UNA MONDANA Sta succhiando qualcosa ad un suo cliente in automobile. Un guardone osserva la scena dal finestrino. La mondana ne se accorge, tira giù il finestrino e gli dice: «Ma vuoi ben favorire, bel giovanotto?» ********** AD UNA FESTA Marito e moglie hanno invitato degli amici in casa, per una festa. «Maria, perché hai messo nell’armadio tutti gli ombrelli, hai paura che te li rubino?» «No, ho paura che li riconoscano!»

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Capitolo1째 -distribuzione gratuita

PERFORMANCE PSEUDO-CULT GOLIARDICO -UNDERGROUND

1 V.M. 14anni VAUDE

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PERFORMANCE PSEUDO-CULT GOLIARDICO -UNDERGROUND Vaudeville = sm. fr. (pr. vod'vill) è un componimento teatrale di forma leggera, intramezzato da canzonette; in italiano si potrebbe dire “Burletta”, che è il nome di un componimento analogo.

A Henry Miller master & commander

Copyright All right reserved NS Production Editor: Freedom Enterprise VAUDE

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IV I DATI SONO TRATTI… Ninì Sottile, all'anagrafe Antonino, nacque a Brolo (ME) il 07-02-1955.. All'età di due mesi si ammalò d’orlandinite... la saudade malattia che attanaglia, ancestralmente, i visceri degli abitanti “doc” della cittadina del capo omonimo... Scrisse questo canovaccio “letterario” per puro divertimento e sempre ci tenne a precisare che non fu una cosa seria… Ebbe la sventura di scriverlo alla fine degli anni '90, mentre gestiva la storica “saletta” di via Messina, così... mentre l'attuale classe dirigente orlandina giocava a biliardo... lui si annoiava, e così… di “getto” iniziò a squinternare i tasti di un'angusta olivetti dattilografica… L’orlandinite è così raccontata in 36 capitoli: folle, violenta, impossibile, platonica, proibita, assoluta... È interpretata attraverso 36 stili precisi: è sfumata nei toni dell’amore appassionato... esplosiva in quello avvolgente... “Vaudeville”, chiaramente a tutt'oggi, non si può considerare una storia seria… però potrebbe aiutarci a riflettere... Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto… che nell'arco della sua esistenza non riuscirà mai a realizzare… Perché? Forse perché non si è riusciti a cogliere l'attimo fuggente… O perché si è sempre arrivati leggermente in ritardo alla “fermata del treno”… O forse perché… anche se ci si sveglia mezz'ora prima di lui… il nostro destino è sempre lì che ci aspetta…

ABSIT INIÙRIA VERBIS Il condannato a morte stava leggendo il libro quando il boia lo toccò sulla spalla per fargli capire ch'era ormai giunta la sua ora; egli allora alzandosi mise un tagliacarte fra le pagine del libro, per non perdere il “segno”, quindi lo chiuse... Il giudice, critico bucolico, amante del quieto vivere, sobrio, ben educato, borghese perbenista, gettò il libro in mezzo alle ortiche e la melma e lo maledisse in eterno giacchè era così superbamente ricco d'orgie e di malinconie... Il lettore curioso che soffre in silenzio, invano alla ricerca del suo Eden fantastico, allora compianse, anche lui, l'autore per paura d'essere, come lui, maledetto! A.S. VAUDE

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V

PRIMA CHE S'ALZI IL SIPARIO La stoltezza, l'errore, il peccato e l'avarizia abitano i nostri spiriti e agitano i nostri corpi; noi nutriamo amabili rimorsi come i mendicanti alimentano i loro insetti. I nostri peccati sono testardi, vili i nostri pentimenti; ci facciamo pagare lautamente le nostre confessioni e ritorniamo gai pel sentiero melmoso, convinti di aver lavato con lacrime miserevoli tutte le nostre macchie. Il diavolo regge i fili che ci muovono! Gli oggetti ripugnanti ci affascinano; ogni giorno discendiamo d'un passo verso l'inferno, senza provare orrore, attraversando tenebre mefitiche. Come un vizioso povero che bacia e tasta il seno martoriato d'una vecchia puttana, noi al volo rubiamo un piacere clandestino e lo spremiamo con forza, quasi fosse un'arancia matura. Serrato, brulicante come un milione di vermi, un popolo di dèmoni gavazza nei nostri cervelli, e quando respiriamo, la morte ci scende nei polmoni quale un fiume invisibile dai cupi lamenti. Se lo stupro, il veleno, il pugnale, l'incendio, non hanno ancora ricamato con le loro forme piacevoli il canovaccio banale dei nostri miseri destini, è perchè non abbiamo, ahimé, un'anima sufficientemente ardita. Ma in mezzo agli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli scorpioni, gli avvoltoi, i serpenti, fra i mostri che guaiscono, urlano, grugniscono entro il serraglio infame dei nostri vizi, uno ve n'è, il più laido, più cattivo, più immondo; sebbene non faccia grandi gesti, né lanci acute strida, ridurrebbe volentieri la terra a una rovina e in un solo sbadiglio ingoierebbe il mondo... E' la noia! L'occhio gravato da una lacrima involontaria, sogna patiboli fumando la sua pipa. Tu la conosci, lettore, questo mostro delicato... Tu, come me, ipocrita, mio simile e fratello! Charles Baudelaire

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I° cap.: L'INCONTRO TRAMA

Rocco e Gaspare corteggiano due turiste inglesi sulla spiaggia di Capo d'Orlando riuscendo a strappare loro la promessa di trascorrere insieme la serata. Rocco ricorda la sua esperienza in una network privata. L'appuntamento con Cindy e Mary salta per l'arrivo di due uomini conosciuti precedentemente dalle due ragazze a Taormina. I due giovani fanno amicizia con Sabina ed Eliana e con una giovane coppia di sposini: Carlo e Milena. La comitiva decide di trascorrere insieme la serata... N.B.: I protagonisti e le varie componenti di questo “libello” (libro bello) sono solo frutto di fantasia. Ogni rassomiglianza od omonimia con persone viventi, o vissute, e con fatti realmente accaduti, è quindi puramente casuale.

PERSONAGGI ROCCO RAGANO = 23 anni GASPARE PALUMMO = 24 anni CINDY & MARY = 40 anni in due MONIQUE = 26 anni ‘GNAZIO = 40 anni ROSINA = 20 anni SABINA VANNI = 20 anni ELIANA TASSOTTI = 26 anni CARLO FOGLI = 24 anni MILENA GRANDI = 21 anni e inoltre… bagnanti - speaker radiotelevisivi - amici di Monique - i due maschi di Cindy & Mary - le pretendenti di ‘Gnazio - il titolare e gli avventori dell'hotel - il padrone e gli avventori della panineria…

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VII 19 AGOSTO 1980 Capo d'Orlando, il solleone d'agosto, Rocco & Gaspare i migliori “fiutatori di piste” della zona e dintorni s'erano agguatati al passo già da diverse ore... Rocco, 23 anni, statura media, ben piantato sulle gambe come un mediano di calcio, occhi castani incastonati in un viso tipicamente mediterraneo, i capelli neri e lunghi come quelli d’ una ragazza, sempre allegro con quell'aria d'eterno ragazzone, era il secondo dei sei figli di Matteo e Sara Ragano, famiglia onesta e semplice d'origine contadina. Gaspare, 24 anni, altezza leggermente inferiore alla media nazionale, occhi di un colore indefinibile, capelli brizzolati rossicci, viso lentigginoso d’origine normanna, la bocca perennemente in lotta con la sigaretta, era il figlio unico di Antonio e Maria Palummo, famiglia di possidenti. Le due pulzelle albioniche, quarant'anni in due, stavano da parecchio tempo tintarelleggiando i loro bei glutei rosati, fuoriuscenti incantevolmente dagli invisibili tanga, come su un sofà, su quella prestigiosa spiaggia orlandina dove, tranquillamente, avevano potuto cocktalizzare le loro candide parùre alla pece e ai vari cotillon di nettezza urbana che la mareggiata, amorevolmente, aveva restituito alla “produzione” qualche giorno prima... La Sicilia, si sa, è terra di maschi ruspanti... E' solo per invidia che certi “lombardismi”, pieni di pregiudizi, sparano a lupara sul cosiddetto “sottosviluppo” dei siciliani... Di chi la colpa, dulcis in fundo, se Madre Natura ha voluto così sviluppati e ben forniti i sudisti nei “paesi bassi”? In attesa degli eventi, Rocco & Gaspare sfogliarono mentalmente il loro vangelo redenzionistico soffermandosi, principalmente, all'art. 23 del “Manuale del perfetto Maschio Siculo” che, per i blasfemi, si sintetizzava così: “Ogni occasione amorosa perduta è dichiarata irremovibilmente persa al concorrente e la Giuria dei Saggi Veterani ne dovrà trarre debito conto quando dovrà stilare le graduatorie estive annuali”... Il concetto, seppur succintamente, era rimarcato all'art. 44/bis e succ. mod.ni: “Le classi di merito dovranno essere stilate considerando l'uso continuato, da parte del concorrente, del famigerato “sticchio” e non (badate bene) d'uno “sticchio”... I due siculissimi si prepararono psicologicamente ad entrare in azione pregustando di già le prelibate leccornie d'oltremanica... Dopo un breve conciliabolo tattico, i due cacciatori optarono per il sistema d'aggancio più idiota del secolo, ma forse anche il più concreto, il quale consisteva nel farneticare i motivi più inverosimili per potersi “appiccicare” alla vittima designata ed a non allentarne più il rapporto fino a quando, o per pietà o per esaurimento nervoso della preda prescelta, il “concorrente” non sarebbe riuscito a rimediare un rendez-vous.... Già in passato Rocco aveva collezionato delle autentiche “perle” a tal proposito: una volta, con un'unica “cerbiatta” a disposizione, su “diecimila” metri quadrati di spiaggia solitaria, il “nostro eroe” s'era mimetizzato distendendosi a contatto di gomito con quella stupenda “valchiria” blaterandole teneramente un: “Non preoccuparti pupa... puoi rimanere dove sei... non mi disturbi affatto!” VAUDE

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VIII “LA” NETWORK La frase clou della stagione precedente era stata: “Mi scusi se la importuno, sono un operatore turistico della Pro-Loco, si dà il caso che si stia conducendo un'inchiesta, vorrei chiederle: “Cosa pensa del turismo in questo contesto orlandino?”.... e bla bla bla... Un tipo fantasioso come Rocco, qualvolta, riusciva a sbizzarrirsi in mille modi: “Mi scusi se la disturbo, stiamo conducendo un'inchiesta: Cosa pensa dei pappagalli da spiaggia, di quei tipi che cercano d'attaccare bottone con le belle ragazze come lei, ad esempio, dicendole che stanno conducendo un'inchiesta?” Ecc. ecc…. Intanto il passo felpato dei due pointer andava affondando nella sabbia fin quando al sospirato arrivo all'oasi del miraggio albionico... “Excuse me, please! Do you speak English?” - balbettò appena il buon Rocco... “Oh... yes!” - esclamò la rossa... “Si... va bene... però... we don't speak English!” - urlò enfaticamente il Gasparaccio della malora.., accompagnando, fra l'altro, le parole scuotendo la mano destra chiusa, all'infuori del pollice e dell'indice, verso sinistra... Il ghiaccio s'era rotto, le girl sorridevano e rispondevano alle domande maccheroniche dei picciotti con occhiatine ora beffarde, ora accattivanti... Un minivocabolario aiutò la bruna Cindy a farsi capire: voleva soltanto sapere cosa mai “facessero” nella vita quei due carusi... Gaspare bruciò l'amico nella risposta, approfittando che questi era intento a contar lentiggini alla rossa Mary... “ Noi essere ricchi sfondati! Noi non sapere dove mettere tutti i nostri soldi! Noi possedere molti alberi di limoni, aranci, mandrini...” “Si... E possedere pure alberi di fraccoco, noci di cocco moscate, racina e alivi! Ma che cosa “scucchi” Gaspare?” - lo rimbeccò Rocco, destatosi come d'incanto dall'oblio: - “Vuoi farti “riconoscere” spudoratamente per quel che sei anche in Inghilterra?” “ We're speakers in private radio-television!” - buttò a casaccio, il Ragano, in una parvenza d'idioma anglosassone, poche parole che forse rimembrava dai tempi della scuola... “La” network era stata, per Rocco, una splendida esperienza evolutiva: alcuni anni d'autentico fulgore emotivo, poi... siccome “un bel gioco dura poco”... il fattore economico determinò l'ingloriosa fine: quando i pochi fondi “indispensabili” cominciarono a scarseggiare, i battenti finirono per essere sigillati mestamente... Mass-media come punto d'informazione di massa, inteso, in un vasto contesto sociale? Per Rocco, invece, la disinformazione era stata totale: per uno come lui, che viveva per il sesso e che considerava la sua vita in funzione d'un'alacre condensazione col rapporto sessuale, l'unione di più anime significava una maggiore disponibilità a poter saziare quell'ansia cosmica che lo attanagliava giorno e notte e che lui credeva di poter reprimere e annichilire fra le braccia di Eros... Quanti personaggi aveva conosciuto, fin d'allora, che avevano tentato di scimmiottare le più quotate star dell'etere? Uomini insignificanti e maschi virili; sante donne ricche di recondite virtù e femmine insaziabili e brulicanti di passioni perverse, espansive nei vizi morbosi, dolcissime avventuriere velate di miele... E prima fra tutte, Monique, la fotomodella stile Rubens, la voce più sexy che mai si poté ascoltare in una radio libera... VAUDE

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IX MONIQUE A Monique, in quel tempo, piacevano le colleghe femmine e solo quel tale suo amico che veniva a trovarla, da fuori paese, di tanto in tanto... I maschietti dello staff si sentivano per questo un pò trascurati. Ma come? Con tutte quelle belle “mazze” che aveva a disposizione, quella lì preferiva “giocare a golf” soltanto con le amiche e gli “stranieri”? Rocco, punto nel suo orgoglio mascolino, giurò di fargliela pagare cara: la vendetta era “un piatto che andava servito freddo...” Anche lui aveva quel coso, ed anche lui aveva diritto, come gli altri, ad usarlo... “Chiedete e vi sarà dato” si ricordava che c'era scritto in qualche pagina del Vangelo o della Bibbia, e da buon “credente” una notte, Rocco decise di passare all'azione... Monique stava per concludere il suo programma notturno alla radio; Rocco fece in modo che tutti se ne andassero prima, affinché lui potesse rimanere solo con la “maggiorata”... La ragazza era stanca ed aveva fretta d'andare a dormire, poi quel tipo lì... non lo poteva davvero soffrire: sempre pronto a punzecchiarla con le sue battutine, una più idiota dell'altra e sempre a doppio senso... Rocco aveva deciso di lasciar perdere i preamboli e, non appena lei ebbe salutato i radioascoltatori, inserì il revox: la bobina era autosufficiente per sei ore di no-stop-music; poi andò a bloccare Monique che quatta quatta stava per andarsene senza salutarlo... La prese per un braccio e la sospinse nel camerino che serviva da guardaroba, dove era stato sistemato un lettino per chi voleva riposarsi durante i turni di notte... La giovane, stanca e sorpresa, non riuscì a resistergli, si vide alzata di peso su una spalla del ragazzo e sbattuta, come un sacco di patate, sul giaciglio dello stanzino; Rocco approfittò del suo imbarazzo per aver il tempo di chiudere la porticina e d'infilarsi in tasca la chiave, quindi cercò d'avvicinarsi, come un felino, alla ragazza, facendole trasparire chiaramente le sue reali intenzioni... “Accendi almeno l'abatjour... demente che non sei altro!” - gli urlò Monique con tutta la voce che aveva in gola... “Potevi dirmelo, no? Se era solo questo che volevi? Ad un bel maschione come te... come avrei potuto dire di no?” - disse la giovane cambiando improvvisamente il tono della voce... E quando il macho, dopo aver riacceso la luce, gli arrivò perfettamente a tiro, Monique gli sferrò, all'impazzata, un calcione che colpì di striscio il malcapitato nelle sue parti più delicate, quel tanto capace di creargli un male boia da farlo accasciare dolorante a terra... “Minchia! M'ammazzò!…”- esclamò in preda al dolore e alla rabbia Rocco, fin quando vide Monique tentare d'avvolgerlo con una specie di mantello di tessuto nero trovato lì sul posto: si sentì punto dagli spilli mentre cercava di trattenere il fiato beatamente imprigionato fra le braccia della ragazza, noto' che anch'ella respirava a fatica... Poi a mano a mano i loro corpi si divincolarono e la giovane divenne scarlatta in viso come se stesse sul punto d' incendiarsi: le fiamme del desiderio, intrinseco ed insito in lei, cominciarono così ad avvolgerla interamente con quel suo nuovo compagno... Abbandonati quindi i panni di tremebonda “santippe”, Monique si trasformò “jackilmente” in un'assatanata di sesso: sculettò contro Rocco freneticamente, improvvisò danzando uno streap-tease di gran classe, giocò col proprio corpo, assaggiò la linfa del suo desiderio e chiese,infine, a lui, suo ultimo boy-friend,appassionatamente, mielosi baci e languide carezze... VAUDE

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Continua nel prossimo numero... VAUDE

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