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INTERVISTA A MICHELANGELO CHINNI PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE COMMERCIO DEL MUNICIPIO XVIII

FOCUS: RIVOLUZIONE PROFESSIONISTI LA CLASS ACTION IN ITALIA

CINEMA I FILM SONO DI SINISTRA O DI DESTRA?

LE PIETRE DI ICA

NOTIZIE DAI MUNICIPI...

IL 15 ottobre l’indignazione scende in piazza STORIA: la contestazione italiana

E MOLTO ALTRO....


SOMMARIO

N.° 10 -Anno II - OTTOBRE 2011

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redazione@neapolisroma.it life underground

ROMA REDAZIONE Editore: Claudio Napoli

Direttore Responsabile Elio Tomassetti Direttore Commerciale Carlo Famiglietti Comitato scientifico: Edy Viola, A. Tancredi, F. Napoli

Grafico: Daniele Palone daniele-palone@alice.it Collaboratori:

Enrico Gandolfi, Luca Iacolina, Marco Senzacqua, Massimo Minnetti, Laura Napoli, Valeria Pucci, Sabrina Numini, Jessica Giaconi, Viviana Vannucci, Federico Monti, Lorenzo Sigillò, Paolo Migotto, Giorgio Zussini, Laura Andina

Salvo accordi scritti, la collaborazione con il mensile Nea Polis Roma è da considerarsi a titolo gratuito Foto ed Immagini sono tratte dal web. L’editore ha cercato di rintracciare gli aventi diritto ai crediti fotografici non specificati ed è a disposizione per chiarimenti.

Tipografia: Spedalgrafstampa s.r.l. v. Cupra, 23 00157 Roma Registrazione Tribunale di Roma: n. 360/2010 del 17 settembre 2010 N° iscrizione ROC: 20384 Sede Operativa: via Grazioli Lante, 74

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dove trovo la rivista 30

La musica a Roma che non ti aspetti .5

NOTIZIE DALLA CAPITALE Municipio XVIII

Intervista a M. Chinni, Presidente della Commissione Commercio e Bilancio .6

Intervista al Prof. Ferdinando Testa, tra Arte e Psicologia .9

Forte Boccea: il Comitato scende in Piazza

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Municipio XVII

Prati riparte dai Cittadini: l’Associazione Roma 17

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Municipio XVI

Giardini di Capasso: finalmente la recinzione

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Partono ad ottobre i mercatini domenicali .13

ECONOMIA Finanziaria 2011: sviluppo dai tagli?

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NON BUTTARMI, REGALAMI O RIPORTAMI

Focus RIVOLUZIONE

Davide, Golia e Internet .15

Cassonetti pieni: suggerimenti pratici per reclamare .16 15 ottobre scende l’indignazione in piazza

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Contestazione e Medicina Alternativa

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Arte e Contestazione

Breve storia della Contestazione italiana

Riots: gli insorti londinesi

Le modificazioni corporee

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SALUTE & BELLEZZA

Il segreto per una pelle liscia? .21

MODA & BELLEZZA

Gonna Midi: cosa è “IN” e cosa è “OUT” La Curiosità...

Nail Art, fanno male?

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PROFESSIONISTI LA Class action in Italia L’amministratore risponde

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SOCIETÀ & RELAZIONI

La contestazione sessuale

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NEA CULTURA/CINEMA Mostra personale di S. Martinola .26

Le pietre di ICA

Festival di Venezia

I film sono di sinistra o di destra?

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OTTOBRE 2011

NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVIII (Gregorio VII - Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato) www.neapolisroma.it

INTERVISTA A MICHELANGELO CHINNI, PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE COMMERCIO E BILANCIO

Dall’allargamento di via Boccea al Forte, al commercio: risposte certe sulle maggiori problematiche del territorio Abbiamo intervistato Michelangelo Chinni, 28 anni, coordinatore romano di Giovane Italia e consigliere in Municipio XVIII per il PDL.

Può spiegare di preciso cos’è Giovane Italia? E’ il movimento giovanile ufficiale del PDL. Ci tengo a precisare questo, perché sono contro ogni forma di “contro-giovanile” e “contro-partito”. Ovvero: stare in un partito ha dei pro e dei contro; non si possono creare movimenti od associazioni che si vogliono identificare con il partito solo quando c’è da trarne benefici.

Trattando ora i temi più caldi del Municipio XVIII, partiamo dall’allargamento di via Boccea. Il Presidente Giannini lo ha promesso in campagna elettorale e i cittadini ora si chiedono a che punto sia la questione? Il progetto esecutivo è stato concluso ed è già partita, a cura del Dipartimento XII, la gara d’appalto. L’aggiudicazione del lavoro sta richiedendo un po’ di tempo, ma questo è nella norma. Infatti non si sta più usando il metodo del “ribasso d’asta” per scegliere l’impresa (cioè il prezzo più conveniente), ma si sta seguendo anche il criterio dell’offerta tecnicamente più vantaggiosa. Questo, se porta a dei ritardi nel far partire i lavori, porterà però a tempi di esecuzione più ristretti e a standard qualitativi migliori.

Il Municipio XVIII cosa propone per Forte Boccea? A maggio, con il PDL del Municipio XVIII e la Giovane Italia, abbiamo organizzato un’importante manifestazione “ad hoc”. Va premesso che abbiamo competenza solo per il 20% della superficie. Il restante

80% non è nelle disponibilità comunali e ci potrebbe essere un 30% di premio per i privati (che però non potranno costruire più di tre palazzine). Noi vorremmo il trasferimento del mercato Urbano II, sistemarvi alcuni parcheggi e destinare i restanti spazi verdi ad attività socio-culturali. Non vogliamo assolutamente che l’area diventi un centro sociale a disposizione di chissà chi. Dobbiamo capire che, nel momento economico che viviamo, siamo di fronte ad una scelta: o lasciare il Forte così com’è, oppure pagare un piccolo scotto con i privati per realizzare opere utili a tutti.

Lei è Presidente della Commissione Commercio. Come si sta muovendo il Municipio per l’organizzazione di mercatini natalizi e domenicali? Riguardo il Natale, l’attenzione si concentra sulla pista di pattinaggio che montiamo durante le feste in piazza San Giovanni Battista de la Salle. E’ un’iniziativa unica in questo quadrante della città, che ci permette di avere un grande indotto e di attirare persone anche dai Municipi limitrofi. Riguardo i mercatini ci interessa soprattutto la qualità. La mia Commissione ha individuato le aree e gli standard di qualità, mentre gli Uffici tecnici stanno predisponendo il nuovo bando. Vogliamo degli spazi che, durante le domeniche ed i festivi, rappresentino un punto di riferimento per i cittadini, ove potranno trovare prodotti mirati e di qualità. E. Tomassetti


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Settembre è stato un mese ricco di emozioni! Dalla nostra Festa di Compleanno – abbiamo spento 14 candeline - all’arrivo dell’atmosfera degli anni ’60 con il panino 1955, dalla festa di Kung Fu Panda II ai piccoli amici blu: I Puffi che dal 30 settembre affollano i nostri happy meal!

Le sorprese non finiscono qui:

il McD’s di Piazza Pio XI è ricco di fantastiche iniziative. Per festeggiare il gusto e il buon cibo ecco che arrivano le ricette di Gualtiero Marchesi con i due nuovi panini dell’evento McItaly. A partire dal 5 ottobre infatti due nuove ricette entreranno nel nostro menù per rendere ancora più variegata la scelta, soddisfare un pò i gusti di tutti e accontentare i palati più difficili. A completare il menù si aggiunge anche un delizioso nuovo dessert: Minuetto, un trionfo di gusto e dolcezza per celebrare i dolci italiani. Ma il mese di ottobre non può concludersi se non con la festa di Halloween. L’appuntamento è per tutti i nostri piccoli amici: il 31 ottobre alle ore 17 vi aspettiamo per festeggiare insieme mascherati. Non perdetevi la caccia al tesoro, e la sfilata delle piccole maschere con speciale premiazione alla maschera più originale e spaventosa. Come dire di no alla dolcezza delle caramelle e dei cioccolatini?

Vi aspettiamo!


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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INTERVISTA Al PROF. FERDINANDO TESTA TRA ARTE E PSICOLOGIA Abbiamo rivolto alcune domande a Ferdinando Testa, psicologo, analista, didatta del Centro Italiano di Psicologia Analitica (CIPA) sul mondo della creatività, nella sua dimensione archetipale e al suo rapporto con la psicoterapia. Nei suoi studi si è spesso interessato al mondo delle immagini e alle sue implicazioni con la psicologia. E' così? Credo che la fantasia creativa e l'attività immaginativa siano utensili necessari all'uomo per farlo uscire da una prospettiva unicamente razionale e troppo letteralistica che lo ingabbia nel momdo dei fatti senza coglierne il senso dell'individualità. Le immagini gli aprono la strada per recuperare ed integrare il rapporto con la base instintuale, da cui si è allontanato polarizzandosi ed indentificandosi con la coscienza.

Ho letto che tra le sue varie pubblicazioni ha curato il testo “Psicosi e Creatività”, di cosa si tratta? Questo volume nasce da un'esperienza ventennale di studi clinici e teorici nell'ambito della dimensione psicotica. In tele libro vengono messi in rapporto l'arte e la psicopatologia, evidenziando come ci siano molteplici correlazioni tra il fare artistico e il fare terapeutico: entrambi iplicano l'esperienza del fare e del distruggere come metafore immaginali per approdare al terreno della comprensione e del significato di quello che sta avvenendo. Perchè ha deciso di sposare la teoria analitica di Jung e non quella di Freud nello studio com-

portamentale dell'individuo? Il pensiero di Jung ha sempre esercitato un fascino su di me, l'ho sempre trovato più esteso e che tentava di rispondere ai dubbi e alla ricerca del senso dell'esistenza come uomo e come terapeuta. L'interesse per i sogni, la mitologia, l'alchimia, la grande attenzione alla dimensione religiosa, lo studio dei fenomeni empirici legati alla sofferenza psichica. L'idea dell'inconscio non solo come un grande contenitore della storia personale, ma anche come uno spazio prospettico per il futuro: l'ignoto permette di restituire all'individuo il senso dell'incertezza che non lo smarrisce, ma che attiva la capacità di riflettere, di guardare gli eventi in trasparenza.

In quali termini si definisce Junghiano? Indubbiamente sono uno psicoanalista Junghiano, ma detto questo non basta, in quanto, riflettendo in termini psichici e simbolici, l'identità e qualcosa che non deve ingabbiare il terapeuta negli schemi rigidi del proprio modello teorico, altrimenti non si coglie l'essenza stessa della psiche, che per propria strutV. Vannucci tura è incoerente e paradossale.


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVIII (Gregorio VII - Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato) www.neapolisroma.it

FORTE BOCCEA: il comitato scende in piazza A seguito di recenti disposizioni normative è stata resa possibile la dismissione di immobili militari non più necessari agli scopi istituzionali, e il loro trasferimento agli Enti locali, con possibilità di utilizzo da parte dei cittadini. Al riguardo, lo scorso anno, è intervenuto il Protocollo di intesa fra il Ministero della Difesa e il Comune di Roma, con il passaggio a quest’ultimo della disponibilità del Forte Boccea, nel XVIII Municipio. Il Comitato Forte Boccea Bene Comune, presieduto dal Prof. Pasquale de Sole, è nato successivamente a tale passaggio, per portare all’attenzione delle Istituzioni comunali le esigenze dei residenti del Municipio, tese alla destinazione del Forte all’utilizzo pubblico, invece che alla costruzione di nuove palazzine, come da delibera dell’Assemblea Capitolina che, variando il Piano Regolatore, lo renderebbe possibile. Questo accadrebbe in un’area già congestionata dal traffico e carente di spazi verdi e di aggregazione. In ogni caso, per la delibera del Consiglio Comunale sui procedimenti partecipati, la decisione definitiva non può che essere presa a seguito della convocazione di tavoli di consultazione con le associazioni rappresentative del territorio, come il Comitato Forte Boccea. Per questo il Comitato ha distribuito dei questionari il cui esito è stato inequivocabile, nel senso che

tutta la cittadinanza interpellata si è espressa a favore dell’utilizzo del Forte, in parte come parco pubblico, in parte per ospitare il mercato di via Urbano II, con la creazione di un parcheggio interrato. Sono allo studio, con l’ausilio di tecnici, anche ulteriori proposte per la creazione di un ostello e di spazi di aggregazione a disposizione delle associazioni presenti sul territorio.

Per sensibilizzare ulteriormente i cittadini residenti e le istituzioni, il Comitato sta organizzando

una fiaccolata per il 4 ottobre davanti al Forte, e successivamente, l’8 ottobre, inizia-

tive di informazione in zona, con gazebo, e distribuzione di volantini che riassumono i passi compiuti per arrivare all’utilizzo pubblico del Forte, con la partecipazione anche di altre realtà associative. Appare evidente l’importanza della partecipazione di tutti per rappresentare le esigenze del territorio, ma anche per dare un concreto apporto propositivo sulle modalità di utilizzo dell’area. In particolare, la fiaccolata il giorno di S. Francesco assume un valore simbolico, in quanto la sottrazione di un immobile, prima destinato a scopi militari per essere utilizzato per finalità civili e sociali va incontro all’esigenza di affermazione di ideali di pace, fratellanza e solidarietà, che erano propri anche dell’Ordine francescano. Alessandro Ranieri

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Municipio XVII (Prati- Trionfale) www.neapolisroma.it

PRATI RIPARTE DAI CITTADINI: l’Associazione Roma 17 offre sostegno e consulenze gratuite

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Antonella Tancredi, Consigliere del Municipio XVII Desidero esprimere la mia soddisfazione per il nuovo progetto di via Grazioli Lante dove finalmente il mondo associativo si apre ai cittadini per fornire loro servizi ed assistenza soprattutto in un momento in cui le istituzioni non riescono ad essere vicine a chi ha bisogno davvero di essere ascoltato ed aiutato.

L’Associazione Roma 17 nasce per consentire ai cittadini di avere un punto di riferimento anche con le istituzionil. Ad esempio, chiunque in questi giorni intendeva firmare per il referendum contro l’attuale legge elettorale lo ha potuto fare venendo in associazione. La progettazione di interventi di riqualificazione in vie come Riccardo Grazioli Lante e via Giovanni Bettolo ha visto il coinvolgimento attivo dei residenti.

L’Associazione Roma 17 ha l’obiettivo di innescare un processo virtuoso per migliorare il nostro territorio che non può avvenire delegando altri ma partecipando alla vita della Polis.

Concludo illustrando le molteplici e meritevoli attività di cui l’Associazione si occupa. In particolare si potranno riceve consulenze del tutto gratuite in ambito amministrativo comunale, legale, bancario, sanitario, supporto psicologico, diritti del consumatore, tutela della maternità. E’ attivo uno sportello per raccogliere disagi sociali e richieste di supporto scolastico con l’organizzazione di ripetizioni ai ragazzi anch’esse gratuite. Inoltre si organizzeranno eventi sociali, sportivi, culturali e formativi nel 2011-2012. L’associazione dei consumatori Adiconsum ha offerto la propria collaborazione: si occuperà principalmente di gestire eventuali sovraindebitamenti dei Cittadini a seguito di mutui onerosi e/o prestiti vari ricontrattando e rimodulando le rate. Roma 17 ti aspetta!

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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina) www.neapolisroma.it

BUONE NOTIZIE!! GIARDINI DEI CAPASSO: FINALMENTE LA RECINZIONE

Importante l’impegno del Municipio XVI per lo stanziamento dei fondi in Bilancio a luglio Dopo anni di degrado, finalmente i cittadini potranno godere al meglio dei giardini di via dei Capasso. Questi erano diventati da anni una sorta di “terra di nessuno”, dove la notte dormivano dei senzatetto e di giorno erano inavvicinabili per le condizioni di disordine in cui versavano. Ma il Municipio XVI, anche con l’impegno in prima persona del consigliere comunale Athos De Luca, è riuscito a far stanziare nel Bilancio di luglio i soldi necessari per la recinzione dell’area verde e la riqualificazione.

Importante l’intervento a riguardo dell’Associazione Area centro democratico, che tempo fa aveva raccolto delle firme proprio per questa problematica e, per mezzo del suo Presidente Salvatore Biondo, ha sempre preso l’impegno di sollecitare i rappresentati istituzionali a trovare una pronta soluzione. I lavori sono ufficialmente partiti il 19 settembre per restituire un pezzo di città ai legittimi proprietari: i cittadini. Laura Napoli


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina) www.neapolisroma.it

Municipio XVI: partono ad ottobre i mercatini domenicali Gli Uffici tecnici hanno rilasciato le concessioni per far rivivere le principali piazze del territorio Le piazze del Municipio XVI si stanno preparando ad accogliere una grande novità: i mercatini socio-culturali-commerciali. Vediamo più nello specifico di cosa si tratta. Gli Uffici competenti del Municipio XVI, nel corso dell’estate, hanno rilasciato le concessioni a varie associazioni per poter organizzare dei mercatini con oggetti di antiquariato, collezionismo, hobbistica, artigianato creativo, pezzi storici e dolciumi. Le piazze interessate vanno da Monteverde Vecchio fino a Massimina, in modo da coprire tutto il territorio di competenza municipale. Tra l’altro verranno realizzate manifestazioni “ad hoc” a ridosso del Natale.

Gli Uffici tecnici hanno seguito, nel rilasciare le concessioni, le direttive impartite dal Consiglio municipale con la delibera 24/2010. Con quell’atto si è stabilito che le concessioni abbiano durata di un anno e possano essere rinnovate fino ad un massimo di 3 anni. In più, le piazze designate ospiteranno i mercatini non più di una domenica al mese (per non gravare chiaramente troppo sui residenti). Le associazioni che hanno avuto questa licenza, dovranno garantire uno spazio consistente ad iniziative a carattere benefico e culturale: quindi non solo vendite e guadagno.

Soddisfatto il Presidente della Commissione Commercio del Municipio XVI, Luigi Munini: «Ringrazio gli Uffici del Commercio, gli Uffici tecnici e il corpo dei Vigili Urbani per la sinergia dimostrata in questo percorso. I mercatini copriranno tutto il territorio di nostra competenza, andando dal centro alla periferia. Questo perché riteniamo che nella nostra città ci sia una situazione

BUONE NOTIZIE!! sociale drammatica. Chi governa la città ed il paese è distante anni luce dalle nostre esigenze; così, con le nostre limitate competenze, cerchiamo di dare dei servizi ai cittadini, cercando di farli stare insieme, di fargli riscoprire il gusto di scendere in piazza semplicemente per chiacchierare o assistere a degli eventi culturali.

Credo proprio, infatti, che la speranza per l’Italia sia battere l’indifferenza e ripartire dalla partecipazione delle persone. Lo dimostrano i recenti risultati referendari.»

Munini aggiunge anche che l’impegno per la riqualificazione dei mercati rionali è centrale nell’operato della Giunta Bellini: «Stiamo cercando di riorganizzare l’immenso mercato di Porta Portese, ma la strada è piena di ostacoli dato che purtroppo le risorse a nostra disposizione sono sempre meno. In più chiediamo al Comune di far partire la progettazione del mercato dei Capasso, i cui fondi sono stati trovati con l’impegno dei consiglieri PD Athos De Luca e Fabrizio Panecaldo; nonché vogliamo che si risolva definitivamente la vicenda di Piazza San Giovanni di Dio, dato che i commercianti attendono l’inizio dei lavori da ormai tre anni.» Elio Tomassetti


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ECONOMIA

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FINANZIARIA 2011: SVILUPPO DAI TAGLI? di Francesco Grasselli (economista) - redazione@neapolisroma.it

In questi ultimi mesi, il dibattito politico italiano è stato senz'altro dominato dalla crisi finanziaria e dalle due manovre che sono state adottate per farvi fronte. Proviamo a fare un poco d'ordine nel gran numero di provvedimenti che contengono, cercando una chiave di lettura che ne consenta un'interpretazione economica ed un giudizio complessivo.

Taglio dei costi della politica

Con la manovra di luglio sono state tagliate le spese per le famose “auto blu” ed i vari benefici concessi ai politici dopo la cessazione delle loro cariche. È stato introdotto un nuovo regime delle incompatibilità fra cariche elettive, più stringenti; i compensi per i parlamentari sono stati ridotti, come anche il numero e le indennità corrisposte agli assessori e consiglieri degli enti decentrati (Regioni, Provincie e Comuni).

Taglio dei costi delle amministrazioni (PA)

Si riducono le spese delle amministrazioni pubbliche: è potenziata l'attività di revisione della spesa, accentrato il processo di acquisto dei beni e servizi per l'intera PA; ridotte le spese di funzionamento. Sono bloccate le assunzioni ed i trattamenti economici del pubblico impiego fino al 2014 (eccezion fatta per le amministrazioni che orbitano nella sfera del Ministero dell'Economia e delle Finanze, e poche altre, necessarie al finanziamento dell'intera Pubblica amministrazione).

Taglio della spesa sociale

Ci si riferisce alla razionalizzazione delle spese per la sanità, le pensioni e l'istruzione: prosegue il sistema dei tetti alla spesa sanitaria delle singole Regioni, in attesa degli studi di settore che permettano di indi-

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viduare le aree in cui è possibile aumentare l'efficienza; si avvia un graduale innalzamento dell'età pensionabile; si prevede l'accorpamento di alcuni istituti scolastici e l'aumento del rapporto alunni/docenti (cioè la riduzione del numero relativo dei docenti).

Stimolo alla crescita

Quest'obiettivo è perseguito con liberalizzazioni e privatizzazioni: si prepara la revisione dell'art. 41 della Costituzione sulla libertà d'impresa, definendo il potere dello Stato in via residuale (l'iniziativa economica privata è libera, tutto quello che non è vietato si può fare); si incentivano gli enti locali a privatizzare i servizi pubblici non essenziali, con l'onere di dimostrare la necessità di mantenerli pubblici. Si introducono i contratti di lavoro in deroga a quelli nazionali.

Ma è possibile lo sviluppo dai tagli?

Secondo chi scrive, è un periodo in cui, per crescere, servirebbero un ammodernamento della PA, politiche di stimolo sulla domanda e sulla competitività delle imprese (es. le infrastrutture), cioè un aumento della spesa pubblica produttiva. Le politiche attuate sono invece restrittive, riducendo la domanda e rischiando di compromettere anche quelle attività della PA necessarie al corretto funzionamento del sistema economico ed al suo sviluppo successivo. Appurato questo, pare evidente come il tentativo di stimolare l'attività imprenditoriale con tre semplici modifiche legislative, a fronte di un'oggettiva carenza di opportunità di investimento, sia del tutto insufficiente. Ma nel contesto in cui ci troviamo, bisogna attendere che una svolta in tal senso provenga dalle istituzioni comunitarie di cui facciamo parte.


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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Davide, Golia e Internet.

di Enrico Corsetti - redazione@neapolisroma.it La storia del piccolo Davide che abbatte il gigante Golia è nota a tutti e dona una luce di speranza a noi piccoli, tartassati dai grandi.

Ma le fionde oggi sono vietate ed usarle sarebbe considerato un gesto riprovevole. Quindi che fare? Esistono nuovi strumenti di protesta, meno violenti ma non meno efficaci, ad esempio l’uso consapevole dalla Rete. Immaginate di aver comprato e pagato un impianto fotovoltaico da un “gigante del mercato”, e che i vostri pannelli giacciano abbandonati in attesa che qualcuno, quasi a titolo di cortesia, venga ad installarveli: che fare? Certo l’azione legale è la più ovvia, far valere il proprio diritto per mezzo di avvocati e tribunali è la strada maestra, che nel giro di una decina d’anni potrebbe, a volte, far valere le vostre ragioni e riparare il danno subito. Intanto le spese le anticipate voi… Ma esiste un’altra via, che non esclude comunque la prima: pensate a cosa succederebbe se cominciaste a raccontare quello che vi è suc-

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cesso, i soli fatti, su Blog, Forum, Mailing list: nel giro di poco sareste contattati dal “gigante del mercato”, che ha sistemi di allerta per eventi del genere, che, preoccupatissimo, vedrebbe in pericolo la possibilità di riservare il vostro stesso trattamento ad altri ignari clienti e che vi proporrà un conveniente accordo affinché smettiate di creare rischi per il suo marchio ed i suoi affari. Attenzione, contestare solo i “fatti”, altrimenti sarete contattati dai feroci legali del “gigante di mercato”, che come minimo vi faranno passare la voglia di scrivere, quindi è bene pensarci due volte prima di far nomi e quando questo dovesse succedere avere il parere di un legale.

La protesta del cittadino che vede negati i propri diritti, sempre più spesso si incanala nei percorsi della rete, perché in pochi secondi è possibile socializzare il proprio problema con migliaia di altre persone e per un’azienda che spende milioni di euro all’anno in pubblicità è molto peggio di una sassata in un occhio.


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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I CASSONETTI DAVANTI CASA SONO PIENI...CHE FACCIO? “Suggerimenti pratici per reclamare”

La prima soluzione che viene in mente è certamente quella lasciare la propria busta a terra e far finta che niente sia accaduto, anche la mattina seguente quando i nostri rifiuti saranno sparsi ovunque, segno che a qualche cane pareva un peccato buttar via tutta quella roba. In realtà si può fare di meglio, inviando un reclamo ogni qual volta se ne presenti il bisogno. L’Azienda Municipale Ambiente (AMA), responsabile della raccolta dei rifiuti nel territorio di Roma, ha attivo un servizio SMS per la segnalazione dei disservizi: qualora un cassonetto (blu, bianco, grigio, verde) nella vostra via sia pieno basterà un messaggio per richiederne lo svuotamento, che l’azienda garantisce entro 24 ore dalla richiesta. Il numero a cui inviare l’sms è 342 411 55 88; il testo del messaggio dovrà contenere il nome della via (incluso il numero civico più vicino) e il tipo di cassonetto, come da esempio: VIA TAL DEI TALI,

28 # BLU PIENO; il messaggio dovrà essere impostato esattamente così, poiché eventuali variazioni non sarebbero comprese dal sistema di ricezione, ché è automatico. In alternativa alla segnalazione via SMS c’è il numero verde (gratuito) 800 867 035, attivo dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 17 e il venerdì dalle 8 alle 14; infine, per i navigatori, c’è la casella di posta “Dillo ad Ama”, raggiungibile attraverso il sito amaroma.it. Sia chiamando il numero verde sia attraverso il sito si può, oltre a richiedere lo svuotamento dei secchioni, segnalare problemi di altro tipo: cassonetti rotti, pulizia strade, pulizia area circostante ai cassonetti, contenitori abiti usati/farmaci pieni, e infine presenza di siringhe su aree pubbliche. Giorgio Zussini

15 OTTOBRE L'INDIGNAZIONE IN PIAZZA Intervista ad uno dei promotori del Movimento “Indignati”

Come nasce il movimento degli indignati? Sullʼonda degli Indignados spagnoli e della primavera araba nasce il nostro movimento. A Roma lo scorso giugno i primi a mobilitarsi sono gli spagnoli presenti soprattutto alle Università (Erasmus), poi il movimento si allarga finché un gruppo di italiani che non si conoscevano dopo essersi scambiati alcune opinioni su internet lanciano la prima Assemblea in piazza di esperienza di democrazia reale. E come è andata? Benissimo, tramite internet ed il passa parola sono arrivate centinaia di persone e da quel momento non ci siamo più fermati. Assemblea? Che cosa significa? I partecipanti al movimento si incontrano, discutono in Assemblea davanti a tutti e decidono insieme come sviluppare lʼazione ed organizzare il lavoro. Per questo si chiama Democrazia reale? Esatto. Democrazia reale è un metodo di lavoro e di organizzazione finalizzato a far emergere le migliori idee e garantire trasparenza, partecipazione ed informazione. Come si organizza il movimento degli Indignati? Ci incontriamo ogni mercoledi e domenica alle 19 in Piazza San Giovanni in Laterano davanti la basilica. Circa 500 persone partecipano ogni volta. Inoltre,

siamo in contatto con numerose Associazioni, Comitati e Scuole che stanno a loro volta facendo rete con altri. Tutti lavoriamo nella stessa direzione. Tutti abbiamo deciso di sacrificare qualche ora del nostro tempo ad affetti e piaceri per conoscere nuove persone e lavorare insieme per il bene comune. Il 15 ottobre ci sarà una grande manifestazione internazionale a Roma, cosa succederà? Il 15 ottobre si organizzano in contemporanea Assemblee in Spagna e Grecia e anche noi in Italia abbiamo voluto aderire. Il movimento nato in Spagna si è allargato in tutta Europa e, forse non tutti lo sanno, è sbarcato anche a New York dove i primi di settembre è stata organizzata un grande Assemblea. Insomma, cʼè molto fermento sotto questo cielo? Si, staremo a vedere cosa il futuro ci riserva. Vi aspettiamo! Viviana Vannucci


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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Arte e contestazione

“Quando l'opera diventa un oggetto di consumo”

di Viviana Vannucci - redazione@neapolisroma.it E' dai tempi della Pop-Art o del Neo-Dada che non si vede più un'autentica e spregiudicata forma artistica di contestazione. Sarà trascorso un sessantennio circa, da quando maestri come Robert Ruschemberg, Roy Lichtestein ed Andy Warhol, solo per citarne alcuni, finalizzavano il messaggio dell'opera d'arte alla denuncia sociale.

Ciò che oggi può sembrare scontato, era all'epoca profondamente innovativo, perchè venivano rappresentati oggetti di consumo o del mondo dei media, estranei alle tradizionali correnti figurative.

Nell'ideologia Pop diventava “icona” ciò che si vedeva ogni giorno, ciò che era alla portata di tutti, come le bottiglie di Coca-cola, le scatole di sapone per piatti oppure i volti noti dei mostri sacri del cinema, come Merilyn. Ma in tutto questo, dov'è il tono polemico e denigratorio? Se è vero che l'artista è solo un “registratore” della realtà quotidiana, privata di ogni emozione, dov'è il sentimento contestatorio? A questo punto la risposta risiede nella scelta, nella facoltà del pittore o del fotografo, che sia, di selezionare soggetti presi dal mondo dell'industria o della comunicazione e di trasformarli in prodotti d'arte. Il maestro Pop non rappresenta nulla, ma svolge solo la funzione di mettere in mostra o di far notare ciò che abitualmente è sotto gli occhi di tutti, ma troppo evidente per essere visto. La denuncia sociale, insomma, consiste in questo mettere a nudo la serialità, la banalità e il “non senso”del sistema mediatico ed industriale. Da allora in poi questa Avanguardia è diventata un fenomeno trasversale, non più relegata alla produzione artistica, ha saputo coinvolgere ogni aspetto della cultura moderna. La nostra società consumistica si è resa parte integrante

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della Pop-Art, fagocitando quel processo di dissacrazione del mondo delle immagini, attraverso il quale non è più l'opera d'arte a rappresentare la realtà, ma il contrario.

Tuttavia quello che è venuto meno è il sentimento anarchico, anticonformista, sarcastico che aveva segnato i bagliori della corrente di Warhol. Le Transavanguardie attuali, pur aderendo, in molti casi, a quel famigerato linguaggio, ne hanno perso lo spirito, sottostando alla politica dei mass-media e del commercio.


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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CONTESTAZIONE E MEDICINA ALTERNATIVA di Federico Monti - redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

Quando la maggioranza (medicina tradizionale) si oppone aspramente alla minoranza (medicina alternativa)

Nelle società di tutti i tempi e di tutti i luoghi, il fattore contestazione è sempre stato un elemento dinamico per l’evoluzione, anche se spesso causa di ingenti tributi in termini umani ed etici. La contestazione nasce dalla polarità di due o più diverse concezioni della vita o di aspetti di essa. Nelle odierne società capitalistiche la contestazione è sempre stata presente ed ha interessato tutti gli ambiti. Dal punto di vista medico, oggi assistiamo ad un’incessante opposizione che la medicina allopatica, meglio conosciuta come tradizionale, opera nei confronti della medicina olistica, definita alternativa. In genere è l’opposizione di una minoranza a contestare l’operato della maggioranza, in questo contesto invece, come accennato prima, è la maggioranza ad opporsi aspramente alla minoranza.

Sarà facile però capirne i motivi. La medicina alternativa, in primis l’omeopatia, la floriterapia, la fitoterapia, e tutto il resto della branca olistica, opera con un approccio completamente diverso da quella ufficiale. La visione olistica, difatti, prende in considerazione il malato nella sua dimensione globale corpo-mente, e non esaminandone il solo sintomo fisico o psichico che sia, come fa la medicina tradizionale, per poi agire terapeuticamente solo su di esso. La medicina olistica ricerca alla radice la causa profonda del disturbo dell’individuo, cercando di ripristinarne gli equilibri preesistenti alla malattia, con un’azione vibrazionale che possa comunicare all’intero sistema uomo, l’informazione mancante. Le visioni dei due approcci sono palesemente in contrapposizione tra loro, non solo nella visione diagnostica ma propriamente nell’azione terapeutica. Difatti il farmaco tradizionale è in genere una molecola fisica che interviene operando l’eliminazione del solo sintomo fisico, non risolvendone però la causa profonda psicosomatica, risiedendo essa nel sistema nervoso centrale, ed in ultima analisi nel sistema limbico. La contestazione dunque a mio parere, consiste essenzialmente in due ordini di fattori: 1) il primo, è nella difficoltà, per non dire nella paura, dell’approccio maggioritario ad accettare un

cambiamento di paradigma della medicina, quindi il mettere in discussione se non tutto una buona parte della loro visione sia teorica che pratica, una vischiosità culturale che non riesce a staccarsi dai postulati dettati nel ‘600 da Cartesio, dove si affermava che tutto ciò che risiedeva nel corpo era appannaggio della medicina, mentre tutto ciò che risiedeva nelle mente, nell’anima, era appannaggio esclusivo della chiesa; 2) il secondo fattore è l’interesse da cui le multinazionale farmaceutiche traggono i loro ingenti profitti.

Chiaro che la contestazione si fa più aspra laddove l’approccio olistico riscuota dei successi terapeutici, dando vita ad una rapida reazione conservatrice dell’altro polo, la maggioritaria, con pubblicazioni di articoli e recensioni costruite “ad hoc” per screditarne i buoni risultati.

La soluzione del conflitto a mio parere è come sempre nella sintesi della dialettica, accorciando le distanze tra i due approcci. Difatti oggi si parla sempre più spesso della olistica come di una medicina integrativa, intendendo con ciò un approccio terapeutico misto, senza screditare l’una o l’altra branca, avvalendosi anzi dei risultati raggiunti da entrambe e delegando all’ordine dei medici e ricercatori del settore e al loro buon senso, scevro da fanatismi e manie di protagonismo, la stesura di protocolli misti d’intervento. In genere la medicina olistica vanta i suoi maggior successi nella prevenzione terapeutica, infatti riequilibrando i terreni costituzionali dell’individuo, ne preserva l’evoluzione diatesica delle malattie; l’altra vanta invece il suo primato più negli interventi di pronto soccorso.

“Ai posteri l’ardua sentenza”…


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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breve storia della contestazione in italia Daniele Palone - redazione@neapolisroma.it w w w . n e a p o l i s r o m a . i t

Come e dove nasce?

La contestazione è un termine che viene messo in relazione ad un fenomeno che ha preso le mosse sul finire degli anni sessanta, ricordati appunto come gli anni della contestazione. La contestazione è stata messa in atto contemporaneamente in molte nazioni, inclusa l'Italia, in coincidenza con la nascita dei primi movimenti giovanili ed in linea con quanto accadeva - anche se con motivazioni differenti - in paesi quali gli Stati Uniti (Guerra del Vietnam e battaglie per i diritti civili), la Francia, la Germania e l'Olanda (rivendicazioni studentesche) e l’allora Cecoslovacchia (la Primavera di Praga nasceva per chiedere più democrazia, libertà di parola e di espressione del dissenso).

La contestazione in Italia

In Italia il fenomeno nacque senza un preciso orientamento politico in concomitanza con il crescere di una forma di insofferenza giovanile verso le generazioni precedenti accusate di essere portatrici di una mentalità chiusa e repressiva. Le contemporanee vicende politiche, tra le quali l'esperienza del governo Tambroni (tristemente legato ai fatti di Genova del 1960), resero progressivamente consapevole il movimento di essere, oltre che depositario di valori antichi (come l'antifascismo frutto della resistenza), portatore di valori altri e della possibilità di far sentire la propria voce per condurre rivendicazioni sociali. Tali rivendicazioni tuttavia non furono espresse nel consueto circuito istituzionale e partitico ma direttamente nelle piazze. Lo stesso Partito comunista spesso critico con il movimento e comunque incapace di comprenderne appieno le motivazioni, fu oggetto e non soggetto della contestazione. Per quanto uniti su alcuni specifici temi quali la pace e l'antifascismo, dal punto di vista organizzativo i giovani rimasero divisi in una miriade di gruppi e formazioni, quando non addirittura nuovi partiti, dai diversi orientamenti e a volte in conflitto tra di loro. Contemporaneamente, anche in reazione al forte impulso della sinistra extraparlamentare, si svilupparono anche alcuni gruppi di giovani di estrema destra.

Il Sessantotto

Il sessantotto è il termine con cui solitamente si identifica, per l'omogeneità di alcuni contenuti e per il contemporaneo focalizzarsi di tutte le sue principali manifestazioni nell'arco di un anno, tutto un insieme di rivolgimenti sociali e culturali, fondati su principi egualitari e libertari estremamente radicali, che toccò paesi con culture e regimi politici estremamente differenti tra loro (dal Socialismo al Comunismo e all'Anarchismo). Tali

principi vennero recepiti negli ambienti studenteschi e portati prepotentemente alla ribalta dell'opinione pubblica con una serie di manifestazioni di piazza nell'anno 1968. A slogan contro la guerra del Vietnam e inneggianti ad alcune icone del pensiero rivoluzionario, come Mao Tse Tung, Ho Chi Minh, Lenin, Martin Luther King e Che Guevara, si accompagnava il disagio sociale di un'intera generazione, assai numerosa, che, per la prima volta nella storia, si preparava ad entrare in massa nel mondo del lavoro, senza voler subire la repressione delle generazioni che l'avevano preceduta; repressione espressa da leggi anteguerra che erano ancora in auge.

I governi occidentali si trovarono impreparati a fronteggiare una situazione senza precedenti, e, per il breve periodo durante il quale la protesta studentesca si saldò con quella operaia, reagirono su due piani distinti: reprimendo con la forza i moti studenteschi e operai di piazza e riformando il sistema scolastico nella direzione richiesta dalle assemblee studentesche; nonché cercando accordi con le organizzazioni sindacali, concedendo aumenti di stipendio, vanificati da un'inflazione galoppante che i governi non controllarono. In Italia il movimento del '68, in ambito scolastico, aprì agli studenti le biblioteche riservate dei professori, aumentò gli aiuti economici e le borse di studio per spese scolastiche alle famiglie con basso reddito, e introdusse una novità, l'Assemblea d'Istituto, un'assemblea generale degli studenti di una scuola per discutere i propri problemi e decidere in merito. Nella maggior parte dei paesi il fenomeno ebbe breve durata e si sgonfiò nel corso del '68 o del '69. In Italia il fenomeno non si esaurì ed anzi aumentò progressivamente di intensità negli anni successivi, raggiungendo livelli di scontro politico unici al mondo. Molte delle organizzazioni e delle persone attive nella "Contestazione" si ritroveranno nelle lotte politiche talvolta assai sanguinose degli anni successivi, tristemente noti come “anni di piombo”.


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FOCUS: RIVOLUZIONE

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RIOTS: GLI INSORTI LONDINESI TRA PROTESTA, CRIMINALITÀ E DISAGIO di Giorgio Zussini, - redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

È la sera del 6 agosto 2011.

Nel corso di un’operazione di polizia viene ucciso il ventinovenne Mark Duggan, padre rispettabile di quattro figli secondo la famiglia e spacciatore gangster secondo la polizia. Immediatamente iniziano proteste che rapide e incontrollabili come un’epidemia si espandono in tutta Londra e in altre città britanniche. Vengono dati alle fiamme autobus, macchine ed edifici, ma soprattutto saccheggiati negozi e proprietà private: la città è messa a soqquadro e le forze dell’ordine non riescono a far rientrare i tumulti. gioiellerie, e anche pizze dalle pizzerie. Dai dati finora disponibili – più di 1700 udienze Il bilancio di quattro giorni di assoluta – emerge che in più della metà dei casi il capo di anarchia sono 5 morti e 16 feriti gravi, accusa non è il disordine pubblico provocato, ma più di 2000 arresti e danni stimati furto o rapina. Se questo conferma quanto detto, il per 200 milioni di sterline. dato allarmante è però un altro: più del 20% degli incriminati ha tra i 10 e i 17 anni, e un altro 30% ne Pur tenendo conto delle gravi responsabilità della polizia londinese (che per prima aprì il fuoco contro ha tra i 18 e i 20. Sono numeri importanti, indici di Duggan), appare quasi subito ingenua l’ipotesi che un forte disagio sociale che coinvolge spesso giotali disordini siano solo la rivendicazione di una vani provenienti da famiglie disagiate, senza la possibilità economica di accedere agli studi né morte ingiusta. Nei fatti, la rabbia dei riots londinesi è stata un’indi- prospettive lavorative soddisfacenti, a volte il risulscriminata furia di saccheggio difficilmente difendi- tato di fenomeni di ghettizzazione che non sono bile. Nei fatti, più di ogni altra cosa venivano presi estranei nemmeno a una città, Londra, che è da d’assalto negozi, sfasciate le vetrine e rubati telefo- sempre considerata un modello sociale e di integranini e televisori dai negozi di elettronica, gioielli dalle zione multiculturale.

LE MODIFICAZIONI CORPOREE Premesso che tatuaggi, piercing e modificazioni corporee non sono considerati da tutti come una forma di contestazione, rivolta, libertà espressiva, anticonformismo, storicamente essi sono considerati come veri e propri simboli di contestazione. Tuttavia, sono molti quelli che non li percepiscono una controtendenza, ma una tendenza come tante altre, e chi la segue può essere un alternativo o un “diversamente conformista”. È assai controverso stabilire se chi adotta corna da diavolo, occhi di gatto, denti e orecchie a punta, lingua biforcuta, scarnificazioni, adotti solo un look o scelga uno stile di vita in rottura con ciò che viene universalmente considerato “convenzionale”, socialmente integrato, decente. Qui si confonde

la contestazione con la provocazione, col desiderio di evadere il controllo “castrante” (in senso Freudiano) dei genitori, dei censori, delle autorità in genere. A parte il discutibile senso estetico di tali “effetti personali” e accessori c’è chi sostiene di provare piacere nel corso della realizzazione delle modificazioni corporee. Possono definirsi “piaceri” il marchio a fuoco o l’applicazione di anelli metallici per farsi appendere costringendo dei lembi di pelle a sopportare il peso dell’intero corpo? Questo è un rituale, una “coazione a ripetere” (anche questa di Freudiana memoria), e cos’è un rituale se non un rito di passaggio per essere accettato o omologato all’interno di un gruppo? Creatività o squilibrio? Daniele Palone


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SALUTE & BELLEZZA

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Il segreto per una pelle liscia? Nient’altro che un buon dentista! La Dermal Medical Division, nota azienda di apparecchiature elettromedicali, ha siglato un sodalizio con ANDI "Associazione Nazionale Dentisti Italiani", offrendo l'opportunità a medici dentisti e odontoiatri, di unire la cura del sorriso a quella degli inestetismi della pelle.

Se fino a qualche tempo fa l’equazione "lifting uguale chirurgia plastica" era fondata, oggi di certo non lo è più. Grazie al progresso di nuove tecnologie, infatti, giovanimento dei tessuti. è ormai possibile rimeAnche l’applicazione è diare agli inestetismi della molto semplice: la parte pelle senza dover ricorinteressata viene ricoperta Lo Studio dentistico dei Dentisti rere a interventi chirurgici con un comunissimo gel a Associati Confalone organizza mensildi nessun tipo, per loro base d'acqua e massagmente una giornata aperta al pubblico natura invasivi. giata con un manipolo si(Open Day) mile a quello utilizzato per per provare gratuitamente una seduta Tra gli ultimi sviluppi di radiofrequenza e sperimentare di per- le ecografie, il quale attratecnologici ci sono le verso una radiofrequenza sona gli effetti immediati di biolifting. apparecchiature eletinduce calore nel tessuto. I tromedicali a radiofretempi di applicazione vaPer informazioni telefonare a: Dentisti quenza (Med-RF), che riano ovviamente a seAssociati Confalone Via dei Savorelli 54 ricorrono appunto al caconda della zona trattata e lore indotto dalle radiofre- ai numeri 066382814/ 06916503043 del numero di zone trattate, quenze (Diatermia) per www.dentistiassociaticonfalone.it ma sono molto ridotti; ad migliorare la tonicità e esempio, per il trattal’uniformità della pelle, soprattutto quella del viso così mento del viso bastano più o meno venti minuti. spesso soggetta ai segni dell´invecchiamento. Ma la novità non sta solo nell´effetto benefico e nella facilità di impiego della tecnologia a radiofreIl procedimento funziona così: queste onde in- quenza, quanto nel fatto che si può richiedere il tratducono un calore naturale e biocompatibile nei tes- tamento in quegli studi dentistici affiliati Dermal. suti profondi della pelle, questo va ad interagire con le fibre di collagene e i fibroblasti. Il risultato, visibile Come l’odontoiatria ribadisce da tempo, infatti, la già dopo un solo trattamento, è una maggiore toni- cura di denti e bocca è strettamente connessa a cità ed elasticità della pelle, nonché una riduzione quella delle zone circostanti e in generale del viso, degli imperfezioni dovute alla presenza di cellulite e indispensabile cornice ad ogni sorriso; compito del adiposità localizzate; in altre parole, un generale rin- dentista è quello di migliorare la salute e l’estetica non solo della cavità orale ma anche delle zone contornanti. I costi dell´applicazione a radiofrequenza sono anch’essi variabili, ma si può dire con certezza che sono inferiori ai costi della chirurgia estetica o delle iniezioni al botulino, o ancora del filler. Alcuni centri odontoiatrici, in ogni caso, offrono la possibilità di una seduta gratuita di prova, garantendo risultati visibili fin da subito. Perché non provare? Laura Napoli


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G onna Midi: pudic a ma t re ndy MODA & BELLEZZA

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di Laura Napoli spec. in Comunicazione Già si vedono in giro, nelle vetrine e sulle riviste. Quest’autunno saranno di moda le gonne midi, ampie e svolazzanti. Ci sembrano veramente adatte per sottolineare la femminilità di una donna, senza renderla volgare. Più sexy sono invece le gonne midi a tubino. Come portare la gonna midi? La gonna midi offre tante possibilità e questa lunghezza - che a prima vista può sembrare un pò difficile, severa e forse fin troppo pudica - diventa molto trendy e contemporanea.

Moda...Cosa è “In”

Ecco alcuni consigli per portarla: • Se siete alte potete anche permettervi la lunghezza fino a metà ginocchio • Se volete aggiungere qualche centimetro alla vostra altezza, scegliete una gonna midi con spacco vertiginoso che allunghi la gamba. • Se siete con qualche kilo di troppo evitate le gonne midi svasate. • È perfetta per chi ha fianchi pieni che si lasciano camuffare da gonne mini voluminose • Per allungare ulteriormente le gambe, scegliete una gonna midi a vita alta • Se siete non troppo alte, meglio scegliere una lunghezza appena oltre il ginocchio e non fino a metà polpaccio.

• Le gonne al polpaccio che possono sembrare a prima vista piuttosto 'antiquate' diventano trendy se indossate con una canottiera o una T-shirt semplice. Completate il look con accessori all'ultima moda • Le gonne a tubino sono ultrachic con camicie o maglioncini piccoli. Queste gonne possono essere indossate anche con una giacca, con una pelliccia (sintetica) corta oppure con un giubbotto di pelle. • Le gonne svasate o ampie vanno bene con maglioncini femminili e camicette, ma sono divertenti anche con dei top più disinvolti (T-shirt, canotte ecc.). Laura Napoli

Moda...Cosa è “Out”

Questʼinverno non bisogna concentrarsi solo su cappotti, maglioni ed abiti di lana. Sono importanti i dettagli, soprattutto le piccole cose. Dalla collana al fermaglio, dal portafoglio alle calze. È importante la scelta delle calze. Per la moda 2010-2011 autunnoinverno escono di scena le collant nere, grigie o comunque di colori molto scuri. La calza è importante, un poʼ perché può svoltarvi il look, rendendolo unico e sofisticato. Questʼanno poi, se siete patite di moda, non potrete proprio non mettervi alla ricerca di belle calze da sfoggiare con look

sbarazzini e gonne. Uno dei trend di stagione infatti è senza dubbio il look da collegiale. L.N


La Curi osi tà… OTTOBRE 2011

MODA & BELLEZZA

Forse non tutti sanno che la giarrettiera, ossia quell’accessorio intimo per reggere le calze faceva parte in passato sia del guardaroba femminile che di quello maschile. Oggi è quasi esclusivamente indossato dalle donne. Si tratta per gli uomini di due lacci che fermano le calze, da portare nella parte superiore della gamba o sotto il ginocchio a seconda della lunghezza della calza. La prima volta che il termine viene citato è nell’800 negli scritti di Eginardo: descrivendo l’abbigliamento di Carlo Magno. Nell’abbigliamento maschile è presente a partire dal 1200. Alla metà del XIV sec. Edoardo III d’Inghilterra, in seguito ad un incidente occorso alla contessa di Salisbury a un ballo di corte, designa la giarrettiera come simbolo dell’onorificenza più prestigiosa della corona inglese, l’ordine della giarrettiera,

Nail art...

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lanciando il celebre motto presente ancora sullo stemma reale. Alla fine del XIX sec. ha cominciato a entrare in decadenza a causa dell’avvento reggicalze femminile prima e poi delle autoreggenti. Laura Napoli

...fanno “male” alla Sa lute?

di Laura Napoli - redazione@neapolisroma.it A righe, con le farfalle, con i fiori, rosse, gialle o con i brillantini...l'arte della decorazione unghie, meglio conosciuta come "Nail Art" è ormai diffusissima sia nei saloni di bellezza sia a casa propria.

Moltissime ragazze sono diventate vere e proprie "guru" e pubblicano veri e propri video tutorial per ricreare decorazioni da salone di bellezza. Adesso poi oltre alla ricostruzione delle Unghie, c’è anche lo smalto semipermanente, che dura 15 giorni e lo smalto gel che sono prodotti decisamente più leggeri per coloro che hanno delle unghie fragili.

Ma ci siamo mai chieste se le lampade UV fanno male? Diffuse in molti saloni specializzati sono utilizzate per “saldare” il gel sull’unghia e si possono anche acquistare per poche decine di euro, anche in in-

ternet. Servono a fissare il gel usato nella ricostruzione e nella decorazione delle unghie. Certo è che come tutte le apparecchiature a raggi ultravioletti andrebbero usate dietro controllo e consiglio di un medico e soprattutto sottoposte a controlli tecnici di qualità e adoperate da personale esperto ma questo la maggior parte delle volte non avviene. Attualmente in Italia la professione di onicotecnico, il tecnico delle unghie, non è disciplinata. E’ stato presentato un disegno di legge; nel Lazio esiste un corso riconosciuto dalla Regione, ma in generale oggi sono i singoli enti locali a decidere se un “nail saloon” può essere aperto anche da chi non ha la qualifica di estetista e dunque non ha nozioni di base di igiene e biologia. E quindi ancora bene, non si sa se fanno male o no…ma certo è che qualche dubbio ci viene. Laura Napoli


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PROFESSIONISTI

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LA CLASS ACTION IN ITALIA: l’art.140 del codice del Consumo apre ai cittadini

Ricorderete tutti Julia Roberts in "Erin Brockovich", la bella e tenace segretaria dello sgangherato studio legale di provincia, che passava in rassegna le case dei contadini della desolata campagna americana per raccogliere adesioni per la causa, mentre tratteneva le lacrime di fronte ai parenti delle vittime di un disastro ambientale. Storia avvincente che, per quanto romanzata, rende lʼidea di come la class action funzioni negli USA. Casi giornalistici, dove chi si difende non è il singolo, ma la "classe" delle persone coinvolte, tutte accomunate dalla voglia di reagire al torto subìto, di ottenere giustizia e ricevere un degno indennizzo.

Casi eclatanti, corali, mossi da intento democratico, dove una categoria di soggetti di bassa estrazione sociale consapevoli dei propri diritti, che da soli però non potrebbero permettersi i costi di una difesa legale, si uniscono per far valere i propri diritti contro giganti come le multi nazionali grazie al coinvolgimento di avvocati motivati. Un atteggiamento dinamico, che purtroppo stenta a prendere piede tra i nostri professionisti, spesso barricati dietro interessi di categoria e poco disposti a “rischiare”, nella prospettiva di investire nel risultato sperato ed incentivare il contenzioso tramite lʼabbattimento dei costi del procedimento. Perché non fare un maggior uso, anche da noi, del cosiddetto “contingency fee agreement”? In base a questo accordo, sono gli stessi avvocati a finanziare il costo del procedimento giudiziale, mentre i clienti si obbligano a riconoscere loro, nel caso di esito favorevole della controversia, una percentuale prestabilita del risarcimento. Notiamo subito come, nellʼesempio americano, sia totale il coinvolgimento del legale nellʼazione, che

diventa anche “la sua”. Questi, infatti - come ad Hollywood - vincendo la causa, oltre a diventare paladino delle ingiustizie sociali e dell'ambiente, con la sostanziosa parcella guadagnata con la vittoria si sistema a vita: il massimo! Ma come è andata in Italia? Abbiamo preso il modello americano, ne abbiamo mantenuto il nome e la finalità e lo abbiamo riproposto, anche se con enormi differenze. Nel nostro paese, infatti, lʼazione collettiva si è dapprima caratterizzata per il fatto che potessero esercitarla solo le associazioni di categoria (ad es. il Codacons). Queste, ai sensi della vecchia disciplina, come “centri di imputazione” di interessi che fanno capo ad una collettività di individui spesso più ampia rispetto agli associati, avevano lʼesclusività dellʼazione. Una scelta sbagliata. Invece, il nuovo art. 140 bis del Codice del Consumo, in vigore dallʼanno scorso, toglie alle associazioni di categoria questʼinutile prerogativa: ora lʼazione può essere proposta con atto di citazione al Tribunale competente dal singolo cittadino, da un comitato o da un'associazione.

La tutela dei consumatori in Italia, oggi, potrebbe esser sviluppata meglio. Da questo punto di vista, e ferma restando la differenza dei due ordinamenti, dovremmo ispirarci ai nostri colleghi americani, se non altro per il metodo e per la serietà. Per mirare ad un risultato: costi della giustizia più bassi e maggior tutela ai danneggiati.

Per info: Avv. Valentina Sanzone Via in Arcione n.98 - 00187 Roma (Rm) Tel 06-45444639 – Cell. 338-1351579 Email: valentinasanzone@gmail.com

L’AMMINISTRATORE RISPONDE

Domande e Risposte dai nostri lettori

Anche dopo ripetuti richiami, la signora che abita sopra il mio appartamento, continua a battere i tappeti sopra il mio terrazzo. E’ possibile fare qualcosa in merito visto che in casa ho dei bambini piccoli che giocano sul terrazzo dove spesso trovo sporcizia proveniente dal terrazzo soprastante? Poiché il Codice Civile nulla prevede in materia, rimane da vedere se esiste un’ordinanza comunale o un articolo nel regolamento di condominio in cui si abita, che preveda una o più fasce orarie nelle quali si può provvedere a tale incombenza. Qualora ciò esistesse, l’amministratore può far valere

redazione@neapolisroma.it

la normativa, che tutti i condomini sono tenuti a rispettare. Diversamente, l’amministratore può solo esercitare il ruolo di mediatore/paciere nella speranza che il condomino, poco rispettoso, se ne faccia una ragione. Quest’ultima procedura può essere seguita anche da lei stessa o da una terza persona allo scopo prescelta, ad esempio da un avvocato. Info: 3463381824


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s o c i e tà & r e l a z i o n i

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“le verità contro”

LA CONTESTAZIONE SESSUALE E LA SOCIETÀ: di Lorenzo Sigillò, sociologo membro ANS - redazione@neapolisroma.it

Se gli anni delle storiche contestazioni sessantottine sembrano lontani, il mondo moderno ci mette di fronte a delle battaglie quotidiane dove i diritti nella vita “pratica” sono molto più importanti dei concetti astratti Parlando di contestazione sessuale si può essere facilmente fraintesi ed etichettati. La verità, in questo caso, non è univoca, così come è fin troppo semplicistico tradurla come un attacco al classico nucleo familiare (borghese o ritenuto tale).

Purtroppo è difficile dimostrare che una manifestazione sensazionalistica come, ad esempio, il Gay Pride, abbia un valore diverso rispetto al problema di un affido di un figlio di genitori non sposati, ma si tratta sempre di elementi di contestazione della cosiddetta “normalità”. Senza giudicare se una valga di più o di meno, il problema sta nel fatto che non tutta l’opinione pubblica sa mediare i messaggi che arrivano dai canali di comunicazione e dalla società. L’espressione della contestazione sessuale non ha una scala da 1 a 10, non ha solo un volto rivoluzionario, ma vive il tempo e la sua evoluzione, così come altre volte la sua involuzione e degenerazione. Un atto provocatorio davanti ad una coppia di vecchietti è una sciocchezza, una lotta in tribunale è una realtà ed è il segno che la cultura non è in una ghiacciaia ferma ed immutabile.

Ottenere il voto per le donne fu conseguenza di una contestazione sessuale, mentre non lo sono di certo quelle “situazioni macchietta” che la società ci pone come tali, solo per rinforzare il popolo conservatore. La forza della massa è opportuna quanto la volontà di un singolo, c’è tempo e spazio per entrambe. Poi c’è una parte, invece, senza obiettivi e diventa degenerativa, magari frutto di noia o ribellione poco mirata (scandali sessuali, ecc).

Una contestazione di questo tipo non porta lontano, anzi boicotta altre situazioni, che i nostri media adorano accumunare facilmente.

In Italia scandalizzano le nozze gay, ma tra un po’

di anni potrebbero essere accettate come lo sono già in gran parte del mondo: ci sarà chi sarà a favore e chi contro, chi si scandalizzerà ancora e chi non più, ma esisteranno. Come fu per il divorzio o per l’aborto, semplicemente perché la maggior parte della gente ha bisogno di essere portata per mano quando non sa dove andare. E’ una delle funzioni dello Stato, può essere alienante o indispensabile, cambia solo l’angolazione di chi guarda. Ma altre storie hanno avuto il percorso contrario: la libertà di costumi che oggi viene tanto sbandierata non ha forse alcuni aspetti inversi? Dove sono finite le “case chiuse”? Dov’è il porno notturno televisivo? Esattamente.

Quando il sottobosco culturale è talmente grande da salire in superficie e manifestare sé stesso ed i suoi diritti come reali, non si può bollare tutto come inopportuno o immorale, ma va approfondito.

Forse si arriverà alle stesse conclusioni, ma bisogna cercare di capire il messaggio non offuscato dal vetro appannato, quindi soffiate da soli su quel vetro, vi apparirà tutto più chiaro.


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NEA ARTE

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LA MUSICALITÀ NELL'ESPERIENZA SURREALISTA di Viviana Vannucci (Critco d’Arte) redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

Mostra personale “il Sempre ed il Mai” di Sergio Martinola alla Coronari 111 Art-Gallery di Roma dal 23 settembre al 15 ottobre

La poetica surrealista del pittore, alias Ingmar, espressa attraverso l'assemblaggio di corpi umani ed elementi architettonici decontestualizzati dalla realtà naturale, sembra dar vita ad ambientazioni oniriche quasi incantate. Queste atmosfere fiabesche si riscattano dalla lezione mistica ed evocativa attraverso il linguaggio dell'artista rivisitato alla luce dell'esperienza informale: pennellate dense e pastose, che sottolineano alcune ampie campiture cromatiche, offrono corposità e gusto materico alla rappresentazione, stemperando il tradizionale romanticismo di fondo. Le sue tele si caratterizzano di un'armonica monocromia o bicromia tonale che sembra rievocare il senso melodico della musica, lontana passione del Martinola: gli spazi si costruiscono in solide e rigorose geometrie che, coniugate con l'alternanza cromatica, suggeriscono la successione ritmica dei suoni. Le proprietà musicali si avvertono nell'emblematica scansione di forme e di colori o nei decisi contrasti chiaroscurali, visibili in L'Errant o Maturazione. Una maggiore sobrietà tonale si coglie, invece, in Danseurs dans le Brouillard dove persino le figure, due sagome di ballerine, sembrano danzare sulle note di un cosmico equi-

librio sonoro. In Tramonto della timidezza l'essere umano si trasforma in una presenza muta che, in accordo con la sequenzialità ritmata del complesso compositivo, sembra scandire la pausa di un immaginario spartito musicale.

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NEA CULTURA

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LE PIETRE DI ICA

una biblioteca di 65 milioni di anni

di Carlo Famiglietti

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Il Rio Ica, che attraversa l'omonima cittadina situata a 300 chilometri da Lima, è un torrente quasi sempre in secca. Nel 1961, dopo un periodo di piogge torrenziali, il torrente straripò facendo franare i versanti di alcune colline e scoprendo l'accesso ad una caverna dalla quale fuoruscirono centinaia di strane pietre ovoidali il cui diametro variava da dieci centimetri a circa un metro. Erano costituite da andesite, una roccia di fiume semi cristallina risalente al Mesozoico, di colore grigio, durissima da incidere e databile ad ottanta milioni di anni fa, ma la particolarità di queste pietre consiste nel

fatto che sulla superficie recano una serie d'incisioni ritenute quantomeno inquietanti. In realtà, le pietre erano già state citate dallo spagnolo Pedro Simon nel suo libro “Noticias Historiales” e risultavano conosciute dai nativi sin dal 1626. I contadini della zona le vendevano come souvenir ai turisti o le usavano come ornamento per le loro abitazioni. Anche in occasione della piena del 1961 tentarono di farne incetta, ma il governo peruviano chiuse l'apertura della grotta e fece gettare gran parte delle pietre in una diga di cemento, per ostacolarne la raccolta. Nel 1966, un medico con l'hobby dell'archeologia, Javier Cabrera Darqea, dopo essersi accorto che su una di esse era riportato il disegno di un REGALA O REGALATI UNA GIFT CARD, pesce sconosciuto, cominciò a collezionarle sino PIU LA RICARICHI E MENO PAGHI !! a costruire un suo museo personale formato da 15000 reperti. Il dottor Cabrera classificò le pietre della sua glittoteca per argomento: astronomia, astronautica, animali preistorici, antichi continenti, chirurgia, antiche razze, esodo di uomini dalla terra e poi disegni di mammut, cavalli con cinque dita, e anche numerose immagini di dinosauri disegnati ed incisi con estrema cura. Ovviamente quello che raccontano queste pietre è stupefacente.

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Accanto ai grandi animali del pliocene, databili a 65 milioni di anni fa, compaiono uomini di bassa statura, con quattro dita per mano, che sembrano interagire con i sauri. I disegni infatti mostrano che questi umani sapevano governare gli archeodattili per utilizzarli come macchine volanti e ammansire i grandi animali bucandoli sulla cresta. Vi sono disegnati anche i cicli evolutivi del megachirottero, un grande pipistrello, risultato oviparo e non viviparo come sempre creduto dalla nostra scienza. Si possono vedere figure femminili che giocano tranquillamente con enormi coccodrilli. I disegni indicano anche navi sospese in un campo elettromagnetico controllato da terra, e uomini che scrutano il cielo usando un cannocchiale.


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NEA CINEMA

OTTOBRE 2011

FESTIVAL DI VENEZIA: Vip, sprechi e premiazioni vietate al pubblico di Jessica Giaconi (Regista) redazione@neapolisroma.it

Gessica Giaconi inviata al Festival di Venezia.

Nella mitica Sala Grande, quella all’interno del palazzo del Cinema, in cui avviene ogni anno la cerimonia di premiazione, sono stati fatti dei lavori di ristrutturazione. La sala era in buone condizioni e le sue poltrone comode ed eleganti nel loro rosa antico, nonostante questo sono state cambiate.

Sembra che spendere soldi inutilmente sia un vizio ricorrente anche per il Festival.

Non scordiamoci i 37 milioni di euro pubblici per la costruzione di un nuovo palazzo del cinema che dovrebbe sorgere davanti all’ex casinò del Lido, a causa del quale è stata rasata al suolo una pineta (sono stati abbattuti 132 alberi) e dove ora, a distanza di 3 anni dall’inizio dei lavori, rimane solo una grossa buca: il cantiere è fermo per mancanza di fondi (altri?).

Intanto, chi ama il cinema, è in preda a grandi contraddizioni: da una parte sostiene il festival chiedendo ogni anno gli accrediti (naturalmente a pagamento) per continuare a far vivere quest’appuntamento importante; dall’altra si rende conto degli sprechi, degli errori a danno dell’immagine di questo che potrebbe e dovrebbe essere un evento di cui andare fieri. Visto che siamo in vena di polemiche, facciamo presente un’ultima cosa che riguarda l’appassionato spettatore. E’ naturale che dopo aver seguito tutto il festival, visto la gran parte dei film presentati, letto recensioni, le quotazioni e le critiche, discusso con amici e non le probabilità che i film più apprezzati possano portarsi a casa il famoso Leone, l’accanito spettatore in questione voglia assistere in diretta alla cerimonia che decreterà i vincitori. Di certo non pretende di poter entrare in Sala Grande e magari sperare di potersi sedere accanto ai vip (privilegio solo di chi è in possesso dell’invito) ma perlomeno poter vedere su uno schermo la diretta della premiazione. Invece no.

Quest’anno l’appassionato spettatore è stato privato del piacere di seguire in diretta TV la premiazione

Proprio su questo l’organizzazione del festival ha deciso di risparmiare! Almeno l’anno scorso erano situati in più punti, nell’area dedicata alla mostra del cinema, dei maxischermi su cui venivano proiettate le interviste, le passerelle e le conferenze stampa. Grazie a questo l’accreditato poteva essere informato costantemente di ciò che accadeva là dove il soggetto in questione non poteva accedere, e tra un film e l’altro era in grado di avere maggiori informazioni. Non solo, nell’ultimo giorno poteva vedere in diretta la premiazione. Quest’anno il maxischermo era uno solo, posto nelle vicinanze del famoso red carpet, cioè dove c’è la maggiore affluenza di persone, nella maggior parte dei casi solo di curiosi (non accreditati) che arrivano dal nulla solo per vedere le star e magari chiedere un autografo. Impossibile seguire la cerimonia da lì, decido di tornare a casa e vederla in televisione… Peccato che la Rai abbia deciso di non trasmetterla!!! Ma tutto quello schieramento di furgoni, cabine regia, telecamere e quant’altro allora che ci faceva lì? Tristemente ho seguito la premiazione in diretta ascoltandola alla radio. E’ il colmo: il cinema è fatto di immagini e alla fine mi riduco ad ascoltare la radio per sapere chi vince. Se un giorno decideranno di proseguire i lavori e ultimare il nuovo palazzo del cinema, spero che almeno installino un paio di schermi per rendere partecipi tutti quelli che seguono il festival. Magari per risparmiare potrebbero recuperare le vecchie ma bellissime poltrone rosa della Sala Grande da mettere nel nuovo complesso! W il cinema!


OTTOBRE 2011

NEA CINEMA

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I FILM COME STRUMENTO POLITICO, SONO DI DESTRA O DI SINISTRA? di Laura Andina (Responsabile Produzione Cinematografica)

C’è chi lo fa per intrattenere e chi per partecipare alla Storia…ma l’unico e vero dovere di un regista è documentare il suo Paese. E la sua unica e giusta paura è che alcune storie possano riaccadere, se le persone (gli spettatori) dimenticano il loro passato.

L’arte cinematografica, infatti, non è solo un medium per la bellezza e la distrazione, ma è anche uno spazio per la democrazia, dove temi attuali, difficili e scomodi possono essere portati in ambienti riconosciuti e rispettati. Quanto detto vale solo per i documentari o anche per i film “normali”?

La definizione e la distinzione tra un film “normale” e un documentario è forse più chiara se ci si sofferma sulla terminologia usata all’estero: fiction e non-fiction, ossia pellicole che raccontano rispettivamente fatti inventati, e fatti empirici. Entrambi, comunque, sono dei film e, come tali, mostrano storie.

Tradizionalmente, i film di finzione sono considerati più a destra dei documentari che sono invece storie più a sinistra, ed è proprio in questa loro percezione politicizzata che forse ha origine il diverso destino commerciale e, più in generale, di “godimento” da parte degli spettatori. Fin dai primi decenni di vita dell’arte cinematografica, infatti, dal momento in cui l’industria hollywoodiana era divenuta un’enorme impresa il cui potere era altamente centralizzato e le risorse strettamente controllate dalle Majors, attivisti politici e altri che volessero fare film dovevano lavorare al di fuori e in opposizione all’establishment. Non potevano permettersi l’equipaggiamento filmico più aggiornato e non potevano esibire i loro film in teatri regolari. Inoltre, col tempo, i cam-

biamenti tecnologici che accompagnarono l’introduzione dei film sonori portarono a un ulteriore consolidamento del potere entro le Majors, rendendo le sperimentazioni individuali e le cinematografie indipendenti sempre più difficili da realizzare. Anche se dovevano affrontare tali difficoltà, organizzazioni come Worker’s Film e Photo League durante gli anni Venti e i film Frontier durante i Trenta e Quaranta riuscirono a sopravvivere e a realizzare film politici. Gruppi esplicitamente di sinistra o di tendenza liberale vedevano i loro film come veicoli per organizzarsi politicamente e promuovere consapevolezza sociale, e provarono a usare la forma del documentario progressivo ispirata dalla pratica leggendaria dell’industria cinematografica sovietica per rimpiazzare le convenzioni del cinema dominante dei film di finzione. Oggi, in un’era dove tutti possono usare un cellulare per “catturare” un evento e piazzarlo su youtube, dopodiché autodichiararsi autori di un piccolo film, è sempre più importante distinguere chi piuttosto decida di realizzarne uno vero, ossia creare una storia usando elementi della realtà. Si potrebbe argomentare che, a meno che non stia lavorando su commissione, ogni regista fa in realtà un film su se stesso: sceglie un soggetto che sente vicino al suo cuore e cerca di arrivare infondo alla sua comprensione della verità. L’importante è esserci, per registrare la storia attraverso sensazioni, osservazioni e film che documentano il percorso (più o meno decadente) di un Paese. Senz’altro questo rientra nella missione dell’intellighenzia creativa, responsabile di testimoniare le trasformazioni di un paese. Ma per fare un film vero, occorre scrivere e riscrivere, finché non si sente dentro di sé la melodia del film che sarà. E’ un tunnel lungo e buio, in cui si sbatterà la testa finché non si sarà trovata un’angolazione. Senza quella, non ci sarà luce, né film.


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NOVEMBRE 2011

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