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INTERVISTA A FABIO BELLINI, PRESIDENTE DEL MUNICIPIO XVI INTERVISTA A UMBERTO MARRONI, CONSIGLIERE DI ROMA CAPITALE

N.12 DICEMBRE 2011

PROFESSIONISTI NUOVI DIRITTI: MATERNITA’ AL PADRE

FOCUS: NATALE

energia: Novità e

E’ TEMPO DI BILANCI

Auguri di Buon Natale

convenienze

NOTIZIE DAI MUNICIPI... E MOLTO ALTRO....


novembre 2011

E DI TOR I A L E

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ma non dovevano pagare tutti? di Claudio Napoli (Economista, Spec. Internazionale)

Anche quest’anno è arrivato il Natale e con esso il tempo di essere non solo tutti più buoni ma anche di fare qualche sacrificio. Eh sì, questa è la novità del Natale 2011. Il declamato principio d’Equità del Governo Monti sembra aver avuto un’applicazione modesta nelle misure economiche all’esame. Infatti, per addolcire la medicina sta circolando la voce che i sacrifici, prima o poi, li faranno tutti, altrimenti che Nazione saremmo. Quindi, prima e subito pagherà il popolo (dipendenti, pensionati, imprenditori medio-piccoli, di sinistra, di destra è uguale) poi, toccherà anche ai privilegiati ossia le corporazioni, i politici, i grandi imprenditori e capitali. Forse. Ma non si poteva fare il contrario? Oppure chiedere a tutti di pagare, invece di colpire gli stessi con la promessa che poi un domani toccherà anche agli altri. Qualcuno potrebbe osservare che il Governo Monti rischierebbe di cadere qualora si toccassero ad esempio i grandi patrimoni. Se fosse così, le speranze sarebbe poche perché non si capisce come Monti possa avere la forza politica più avanti di mantenere l’impegno se oggi non ce l’ha? Speriamo non si tratti delle solite promesse per prendere tempo. Nessuno mette in discussione la gravità della crisi ma piuttosto chi l’ha veramente causata e la mancanza di equità nella politica dagli ultimi anni ad oggi.

Ma vediamo in sintesi le principali misure con qualche commento: Irpef: anche se si dice che non sono state toccate in realtà è stata data la possibilità alle Regioni di farlo (dallo 0,9 all'1,23%) per far fronte alla diminuzione dei trasferimenti statali. State sicuri che aumenterà. Casa: l’Ici anche sulla prima casa è stata rintrodotta ed anche rincarata (un'aliquota dello 0,4%, con una detrazione di 200 euro). Sulle seconde e terze case sono probabili sensibili aumenti sia per i parametri utilizzati (una rivalutazione degli estimi del 60%) sia perché i Comuni tasseranno sapendo che si tratta di NON residenti.

Limiti al contante - La soglia della tracciabilità del denaro viene abbassata a mille euro. Al di sopra di questo tetto non saranno possibili operazioni in contanti. Questa azione non tocca i grandi evasori e va nella direzione opposta della semplificazione. Iva - E' previsto un aumento dell'imposta sul valore aggiunto: dal 21% al 23% dal primo settembre 2012. Sarà attuata solo "solo nel caso in cui i sacrifici non portino nelle casse dello Stato gli obiettivi sperati. Ristrutturazioni edilizie - Diventa strutturale l'agevolazione del 36% sulle ristrutturazioni edilizie di abitazioni residenziali. Autorità ridotte o soppresse – Staremo a vedere se e come questa norma verrà attuata, anche se si tratta di una notizia positiva perché erano mal funzionanti. Sono inoltre soppressi gli enti previdenziali Inpdap ed Enpals; le loro funzioni passeranno all'Inps. Fondo garanzia per imprese - Potenziamento del fondo di Garanzia con almeno 20 miliardi di credito a disposizione delle piccole e medie imprese, Irap - Le imprese potranno dedurre dall'Ires e dall'Irpef la quota di Irap "relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato". L'Irap alle imprese "verrà sgravata" anche "per chi prevede" l'assunzione di "donne e giovani". La misura in questione "va a ridurre il gettito dell'Irap per le Regioni e sarà perciò compensato con un aumento dei trasferimenti statali". Tagli a enti locali – Male, perché si tratta delle istituzioni di prossimità ossia quelle che erogano servizi ai cittadini. Tasse su auto di lusso, elicotteri e aerei privati è cosa. Misura Modesta. Bollo su depositi titoli - E' prevista l'estensione del bollo dai conti correnti ad altri strumenti finanziari quali depositi titoli, polizze vita e fondi mobiliari. Altri costi sul bancario, ma non ce ne sono già troppi? Stato garante per le banche - Una norma contenuta nella manovra prevede che il ministero dell'Economia "fino al 30 giugno 2012 è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane. Ingiusto Aumento delle accise sui carburanti Farmaci liberalizzati di fascia c, quelli a pagamento, che potranno essere venduti anche nelle parafarmacie.


SOMMARIO N.° 12 -Anno II - DICEMBRE 2011

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redazione@neapolisroma.it

NATALE & BILANCI

E DI TOR I A L E ROMA REDAZIONE Editore: Claudio Napoli

Direttore Responsabile Elio Tomassetti Direttore Commerciale Carlo Famiglietti Comitato scientifico: Edy Viola, A. Tancredi, F. Napoli

Grafico: Daniele Palone Daniele-palone@alice.it Advertising & Marketing: Francesco Zanca Collaboratori:

Francesco Grasselli, Luca Iacolina, Marco Senzacqua, Massimo Minnetti, Laura Napoli, Valeria Pucci, Sabrina Numini, Valerio Pelliccia, Viviana Vannucci, Federico Monti, Lorenzo Sigillò, Paolo Migotto, Giorgio Zussini, Laura Andina

Salvo accordi scritti, la collaborazione con il mensile Nea Polis Roma è da considerarsi a titolo gratuito Foto ed Immagini sono tratte dal web. L’editore ha cercato di rintracciare gli aventi diritto ai crediti fotografici non specificati ed è a disposizione per chiarimenti.

Tipografia: G. De Vecchi Pieralice, 20 00167 Roma Registrazione Tribunale di Roma: n. 360/2010 del 17 settembre 2010 N° iscrizione ROC: 20384 Sede Operativa: via G.Funaioli, 54

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Meglio fare presto

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NOTIZIE DALLA CAPITALE Intervista ad Umberto Marroni, Capogruppo PD al Comune di Roma .6 Municipio XVIII

Le scuderie del Parco del Pineto: degrado

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Municipio XVII

Studio.IN: architettura, Bijoux, collane dietro l’angolo

Mercato dei Capasso: i dettagli dell’opera

Gerontocrazia e Mediocrazia: una storia tutta italiana .13

Natale: tutti più buoni o solo spendaccioni? .14

Il 2012 si avvicina...tempo di bilanci .14 Il piacere della lentezza

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Squilibri alimentari: cosa fare se si verificano? .15

CULTURA ENERGETICA

Passo anch’io all’energia libera: novità e convenienze .18 Roma cambia colore .18

ECONOMIA

Municipio XVI

Il Cinema internazionale sceglie Monteverde

Focus

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La legge di stabilità e lo sviluppo economico .19

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MODA & BELLEZZA

Intervista a Fabio Bellini, Presidente del Municipio XVI: il futuro di Portaportese .11

lifeunderground La musica a Roma che non vi aspettate: Nèa Polis ti regala il concerto di Natale .26

NON BUTTARMI, REGALAMI O RIPORTAMI

Lezioni di Moda da Londra Non ti butto ma ti rivendo

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PROFESSIONISTI

Lavoro e nuovi diritti: riconosciuta la maternità al padre .22 Come applicare il Piano Casa .23

SOCIETÀ & RELAZIONI Chi disprezza compra

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nea letteratura Yadro: storia di un vampiro alieno .25

NEA CULTURA/CINEMA Il codice Voynich I film natalizi

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NOTIZIE DALLA CAPITALE

dicembre 2011

INTERVISTA AD UMBERTO MARRONI, Capogruppo consiliare PD del Comune di Roma

Cosa mi dice a proposito dell'amministrazione Alemanno?

Sono quasi quattro anni che il sindaco non ha mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale, come quella della sicurezza urbana, della lotta al degrado e alla crisi economica. Per non parlare dello scandalo “parentopoli”, uno scempio che ha visto coinvolte importanti aziende capitoline, come l'AMA e l'ATAC, indice di una cattiva gestione da parte delle classi dirigenti.”

Il PD continua a denunciare le inefficiente della Maggioranza comunale, ma quali sono le proposte alternative dell'opposizione?

“ La prima preoccupazione riguarda la sicurezza dei cittadini: la proposta è quella di organizzare una seduta per stabilire gli interventi delle forze dell'ordine che dovranno agire capillarmente, soprattutto nei quartieri degradati. L'altro provvedimento riguarda la necessità di una regolamentazione degli impianti dei cartelloni abusivi, un altro scempio che devasta lo spazio urbano. ” Cosa propone il Partito Democratico per far fronte alla crisi economica?

“L'obiettivo è quello di portare in aula delle delibere

che possano contrastare il problema: investimenti nel settore sociale, produttivo, commerciale, della piccola e media impresa. Inoltre, credo sia necessaria una proposta di un nuovo piano sulla gestione rifiuti.”

Un'ultima battuta su Roma Capitale, decreto varato dal neo-ministro Monti.

“Il decreto è il risultato di un progetto che il PD stava coltivando da anni, sia a livello comunale che parlamentare. Ma al momento credo che la riforma sia una scatola vuota, che dovrà essere riempita di contenuti, con la definizione di poteri reali: la nostra città ha bisogno di più risorse per svolgere il suo ruolo di capitale all'interno del paese. E' necessario, quindi, aprire subito un tavolo tra Regione, Provincia, Campidoglio ed Assemblee elettive al fine di cercare una comune intesa, superando le liti interne del PDL tra la Presidente Polverini e il Sindaco Alemanno. L'Opposizione, da parte sua, dovrà pianificare un nuovo programma con una nuova classe dirigente.” Viviana Vannucci


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVIII (Gregorio VII - Boccea - Valle Aurelia - Casalotti - Montespaccato) www.neapolisroma.it

DOPO L’IDI, LA CRISI TOCCA L’OSPEDALE SAN CARLO: lavoratori senza stipendio incrociano le braccia per protestare Gli operatori dell’Ospedale San Carlo, istituto gestito da religiosi, incrociano le braccia per protestare contro il mancato versamento degli stipendi. La mobilitazione continuerà perché interessa 1.500 famiglie ad oltranza con un presidio anche notturno per sensibilizzare l’opinione pubblica circa la gravità della situazione. Stamani 6 dicembre 2011, siamo andati a verificare la situazione e parlando con i presenti abbiamo ricostruito la vicenda che riportiamo di seguito. I primi segnali arrivano a giungo 2011 quando l’azienda ospedaliera San Carlo comunica ai sindacati che gli operatori avrebbero ricevuto in ritardo (circa 10-20 giorni) lo stipendio del mese corrente. Si accettano i sacrifici ma nessuno poteva immaginarsi che la situazione sarebbe di li a poco precipitata. Infatti, i ritardi aumentano e la situazione d’urgenza da temporanea peggiora e diventa cronica. Infatti, si allungano ogni mese i tempi nei pagamenti e ad oggi 6 dicembre gli operatori sono in attesa di ricevere lo stipendio di novembre. Ma qual’è stata la scintilla che ha portato i lavoratori ad incrociare le braccia ed occupare con un presidio permanente l’Ospedale? Non sono stati i ritardi nei pagamenti ma l’assenza di garanzie di ritorno ad una situazione di normalità e ad oggi il sicuro mancato pagamento dello stipendio di dicembre e della tredicesima. Molti di loro sono giovani coppie con famiglie e mutui alle spalle ed una situazione del genere proprio non possono reggerla perché si sentono a rischio “povertà“.

Inoltre, si sentono beffati in quanto tempo fa per risolvere il problema è stato organizzato un tavolo per trovare una soluzione con sindacati, vertici aziendali e Prefetto. Sebbene l’azienda difronte al Prefetto si fosse impegnata ad interve-

nire, i lavoratori si sentono traditi perché l’impegno è stato disatteso. Inoltre, alcuni operatori ci hanno raccontato di essersi sentiti presi in giro quando il 4 novembre il Presidente Franco De Gaminara che è Presidente e frate della congregazione durante la messa in Chiesa ha festeggiato il Santo Patrono con i dipendenti affermando il ritorno degli stipendi.Peccato che ciò non si avvenuto, sottolineano. Capire le cause della crisi è difficile, tuttavia da un lato, la si può imputare alla diminuzione dei trasferimenti della Regione Lazio e dall’altro, i lavoratori sottolineano una gestione dell’azienda che non ha mai condiviso scelte e rischi con i sindacati e scelte gestionali che si sono rivelate fallimentari. Gli organizzatori però sottolineano che il loro senso di responsabilità è alto e che quindi si garantiranno i servizi minimi assistenziali perché credono nella missione della loro professione. L. Napoli


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVII (Prati- Trionfale) www.neapolisroma.it

STUDIO.IN: ARCHIETTURA, BIJOUX, COLLANE Quando l’arte è dietro l’angolo

Quando nasce Studio.in? Di cosa si occupa principalmente? "Studio.in nasce nel 2000 fondato da me e si occupa di progettazione e di ristrutturazione, dalle pratiche tecniche alla direzione dei lavori, al design, con la collaborazione di validi tecnici ed ottimi artigiani. Nel 2010, trasferendomi in viale delle Milizie, ho aperto una nuova attività commerciale, che permette di offrire al cliente un servizio completo, "dall'idea alla realizzazione", attraverso la vendita di una vasta gamma di materiali selezionati per la ristrutturazione della casa: pietre, parquet, mosaici, resine ecc..." Visitando il vostro sito si apprende che vi preoccupate di far conciliare l'aspetto creativo dell'arredamento con la comodità e la coerenza degli spazi, è così?

"Certamente, quando cerchiamo nuove soluzioni, ci preoccupiamo soprattutto di ascoltare, interpretare e trasformare il desiderio del cliente in una soluzione economica, piacevole e coerente, attraverso elementi creativi e materiali innovativi adeguati alle sue esigenze, sfruttando al massimo lo spazio ed unendo la funzione con l'estetica."

Come nasce l'idea della creazione di gioielli? "All'interno di Studio.in, ho aperto nel 2010 insieme alla Professoressa Marina Pucello, uno nuova idea "L’Officina di Marò, piccola azienda con il marchio registrato che produce bijoux. Mi piace l'idea che posso unire L'ARCHITETTURA AL GIOIELLO E IL GIOIELLO ALL'ARCHITETTURA, utilizzando pietre, mosaici, resine ecc... Progettiamo e realizziamo insieme delle creazioni artistiche utilizzando soprattutto delle pietre dure, perché ci affascina l'idea del magma plasmato, cristallizzato ed ora "artisticamente" formato. Fare design con la pietra è cercare un futuro contiguo all'origine dell'esistenza, che non ha ne inizio ne fine."

Possiamo quindi dire da Studio.In si possono trovare prodotti di qualità, magari perfetti come regali di Natale ? Esattamente, chiamateci o veniteci a trovare, vi aspettiamo! V. Vannucci


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

dicembre 2011

Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina) www.neapolisroma.it

IL CINEMA INTERNAZIONALE SCEGLIE MONTEVERDE Il Grande Regista Erzac Ozpetec gira alcune sue scene del suo prossimo film al Centro Servizi Monteverde

Il grande cinema italiano sceglie il Centro Servizi Monteverde per girare alcune scene del prossimo film di Ozpetec "Magnifica presenza", che uscirà nel marzo 2012 in tutte le sale italiane. Le notizie positive per Monteverde continuano; infatti dopo la risistemazione di via Gino Funaioli 54 (dissestata per 20 anni!) dove si trova il Centro, quest’ultimo viene scelto come set cinematografico, Numerose le presenze di attori importanti come Elio Germano, Margherita Bui, Beppe Fiorello, Vittoria Piccini, ed altri ancora...

"Entrare a far parte delle locations romane per film, spot pubblicitari, servizi fotografici di vario genere è uno dei nostri obiettivi", ha commentato Carlo Fa-

miglietti, gestore della struttura, ed ha aggiunto:" d'altronde iniziative come questa, confermano la qualità del nostro spazio che, vista l'ampiezza delle sale, la tecnologia degli impianti e la luce di ampie vetrate incontra i gusti ed i bisogni di molti professionisti come appunto Erzac Ozpetec.” V. Vannucci

MERCATO DEI CAPASSO: I DETTAGLI DELL’OPERA Per il mercato a via dei Capasso sembra finalmente giungere la svolta. Dei fondi necessari alla realizzazione del nuovo mercato e alla riqualificazione dell’area circostante , in totale due milioni ottocentomila euro, circa un milione provengono dallo stanziamento statale per Roma Capitale; il restante verrà erogato da una ditta privata, la Socolp, che gestirà il mercato per 30 anni in regime di “project financing” (esso prevede che opere pubbliche vengano finanziate anche da imprese private). Il progetto, che attualmente attende l’approvazione in Commissione Servizi, comprende non solo la creazione di 28 banchi attrezzati, ma anche un’area carico-scarico per le merci, parcheggi adibiti e la riqualificazione dell’area verde circostante. Verranno creati inoltre degli spazi che potranno essere dedicati ad attività di artigianato e uno sportello per il Comune. La serie di servizi connessi terminerà con la costruzione di una casa albergo per anziani. La speranza è che la Socolp mantenendo le tariffe degli affitti ad un livello sostenibile possa stimolare quanti più operatori possibile ad avviare li la propria attività. In tal modo il mercato di via Capasso, attraendo nuova clientela, potrebbe diventare un importante polo per la zona.

In seguito all’affissione di striscioni, all’organizzazione di manifestazioni e petizioni, gli sforzi dei cittadini supportati dal circolo PD Pisana Bravetta e dall’associazione Area Centro Democratico hanno dato finalmente i loro frutti. Ricordiamo infatti che lo stanziamento dei fondi per la riqualificazione di Piazza Visconti è stato ottenuto per l’impegno di Fabrizio Panecaldo, mentre quello per la realizzazione del mercato per Athos De Luca, entrambi consiglieri del Partito Democratico in Campidoglio. Quest’ultimo si è impegnato a vigilare che l’iter burocratico proceda senza intoppi. Anche Bravetta avrà il suo mercato rionale dunque, tutto ciò a vantaggio dei cittadini che da tempo chiedevano l’apertura di un mercato e la presenza di servizi adeguati in una zona di Roma troppo spesso dimenticata dalle istituVario Pelliccia zioni comunali.


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

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Municipio XVI (Portaportese-Monteverde-Bravetta-Pisana-Massimina) www.neapolisroma.it

INTERVISTA A FABIO BELLINI, PRESIDENTE DEL MUNICIPIO XVI: IL FUTURO DI PORTAPORTESE Tra banchi in esubero e Municipale senza adeguate risorse, il mercato di Portaportese rischia di diventare un serio problema Non pochi sono i problemi legati al mercato di Porta Portese: dal decoro alla legalità, dalle continue lamentele dei cittadini, alla regolarizzazione delle licenze dei venditori.

Come si è risolta l’“emergenza” del giugno scorso dove i venditori, in seguito ad una raffica di multe operate dalla Polizia Municipale, sembravano sul piede di guerra? mero ideale sarebbe di circa 96. Attualmente in base ad un accordo sindacale gli effettivi sono 73, a mio Innanzitutto l’emergenza di Porta Portese riguarda i avviso è un numero appena sufficiente per un concittadini che vivono lì, sequestrati per 24 ore a setti- trollo efficace di un’area cosi vasta, tenendo in conmana in un mercato di dimensioni non legittimate. siderazione che dopo le 14:00 si forma un mercato Questa situazione nel tempo ha causato la morte di parallelo che coinvolge l’area di ponte Testaccio. persone che, imprigionate nei palazzi, non potevano essere raggiunte dalle ambulanze. Per questo ab- Porta Portese si è senza dubbio affermato nel biamo sgombrato alcuni tratti di strada per facilitare corso degli anni per il suo aspetto folkloriil passaggio e istituito un presidio di volontari della stico, fatto anche di dinamiche non sempre Croce Rossa in via Ettore Rolli. In questo quadro s’in- perfettamente trasparenti. Istituzionalizserisce la questione delle licenze. Da più tempo ave- zando il mercato non crede che questa pecuvamo chiesto all’amministrazione comunale, senza liarità possa venir meno? ottenere risposta, un chiarimento riguardo le regolarizzazioni. Dopo il censimento del mercato del 2007 In un’Italia dove spesso la legalità è considerata un (operato dalla giunta Alemanno) ci trovavamo in una accessorio, io amo la legalità. Il punto è che la sisituazione d’incertezza per cui, ai 750 banchi rego- tuazione nel mercato era diventata insostenibile. lari se ne aggiungevano circa 600 definiti “frequen- Non c’entrano niente con il folklore fenomeni come tatori abituali”. Questi ultimi non pagavano tasse, ed la prostituzione in pieno giorno, spaccio e vendita di erano paradossalmente in una situazione di comodo merce palesemente rubata. Quelli che sui mass rispetto ai regolari. A giugno la comandante della Po- media appaiono come fenomeni simpatici in realtà lizia Municipale del XVI Gruppo ha così deciso di in- nascondono un allarme sociale e una forte frustratervenire drasticamente per sollecitare una reazione zione dei residenti. Da parte delle amministrazioni dell’amministrazione comunale e porre fine a questa comunali che si sono succedute dal dopoguerra ad ambiguità. Abbiamo inoltre deciso di costituire un oggi, questo nodo non è mai stato preso seriamente gruppo di lavoro (assente ormai da tre anni) per in considerazione. Ciò si è tradotto in una lettura Porta Portese che ha come obiettivo il ridimensiona- sbagliata della questione che non prende in consimento del mercato e lo spostamento di una parte derazione il degrado in cui versa l’area. Un’amminidei banchi in spazi paralleli, non per forza nello strazione attenta deve saper conciliare la realtà di stesso quartiere. un mercato grande come Porta Portese con il diritto al quieto vivere dei cittadini residenti. La soluzione Quanti sono gli effettivi della municipale ad- è nella riqualificazione dell’intera area, nonché del detti al controllo dell’area? ridimensionamento del mercato stesso. Secondo i comandanti della Polizia Municipale il nuValerio Pelliccia


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FOCUS: NATALE E BILANCI

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Gerontocrazia e mediocrazia: una storia tutta italiana. di Valerio Pelliccia - redazione@neapolisroma.it

L' opinione comune vuole che le persone anziane o che comunque vantano sulle spalle un discreto numero di anni siano contraddistinte da profonda saggezza. Non si può dire la stessa cosa della nostra classe politica e dirigente. Dov'é il nesso? Sotto accusa l'età media dei nostri rappresentanti che dalla prima legislatura (1946) intorno ai 45,8 anni é cresciuta costantemente fino al 2006 attestandosi a circa 50 anni, riflesso della nostra società (siamo infatti la popolazione più vecchia al mondo). Senza contare che il 60% dei politici del "bel paese", secondo uno studio della Luiss, ha visto più di 70 primavere. Diverso é l' andamento relativo all'età media che si registra in una democrazia d'oltroceano: gli Stati Uniti. Al Congresso infatti, dalla legislatura del 1948 ad oggi la media si è mantenuta costante, 47,5 anni. Il nostro ex Presidente del Consiglio come ben sappiamo ha da poco compiuto il 75esimo anno di vita. Auguri! Ma questo segna un primato negativo tra le

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democrazie occidentali: Tony Blair é diventato primo ministro a 44 anni, Cameron a 45 (30 anni in meno rispetto a Berlusconi... in pratica una generazione), Sarkozy di anni ne ha 56, la Merkel 57 e Obama 50. Negli atenei e nei consigli di amministrazione la situazione non é differente. Tra i professori ordinari la media é di 60 anni, il confronto con altri paesi é imbarazzante: 44 per Germania e Spagna, 38 per la Turchia. Nei CdA gli over 70 aumentano mentre sono sempre meno gli under 30. Il numero delle quote rosa é assolutamente risibile ed é solo di qualche mese fa la legge, approvata in via definitiva alla Camera, che impone una presenza di donne pari ad almeno un quinto nel 2012 e di un terzo nel 2015. Ma il dato più scandaloso è la percentuale di laureati tra i nostri politicanti. Dalla prima legislatura ad oggi tale percentuale é passata da 91,4% a 64,4%, mentre in America, solo per citare un esempio, é aumentata dall'88% al 93,9%. In una società come la nostra, nella quale risulta sempre piu difficile trovare un'occupazione, anche con un elevato grado d'istruzione, la professione politica rappresenta un' eccezione. Un habitat a parte nel quale si moltiplicano e riproducono individui di dubbio spessore morale, visto l'elevato numero di indagati (in Europa deteniamo un record anche per questo) e di scarsa preparazione, come le statistiche dimostrano. Dati che riguardano tutta la politica, nessuno escluso. Dallo schieramento sinistro del parlamento a quello destro la sensazione che si avverte é sempre la stessa: bisogno di un cambiamento, volti nuovi e menti giovani, che in un tempo buio come quello che stiamo vivendo, sappiano sostituire il coraggio alla conservazione, il bene comune al tornaconto personale. Come si puó affidare la soluzione del problema alla stessa 0694368579 classe dirigente che ne é l'artefice?


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FOCUS: NATALE E BILANCI

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NATALE: TUTTI PIU’ BUONI O SOLO SPENDACCIONI? di Vanessa Pinato, - redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

Quest’anno spenderemo meno, ma questo ci aiuterà a riscoprire davvero le tradizioni?

Il Natale si avvicina, puntuale come sempre. Per strada cominciano a vedersi le prime decorazioni nonché le prime file di macchine dirette al centro commerciale più vicino per fare acquisti; i bambini iniziano a preparare le loro liste di regali e gli adulti a pensare alle ferie dal lavoro ormai vicine. Quasi tutto è pronto dunque eppure qualcuno non può fare a meno di chiedersi: ma che ne è stato delle tradizioni natalizie? Un tempo, non troppo lontano, a dare l’annuncio del Natale erano un bell’albero di Natale, un Presepio, la gente per strada che cominciava a organizzare riunioni di famiglia chilometriche fatte di cibo, giochi da tavola e tante tante risate; forse c’erano meno soldi per i regali, ma c’era molto di più. Pian piano, la società del progresso e della tecnologia, non ha più avuto tempo per perdersi nello spirito natalizio e così ha finito per barattare valori e buoni sentimenti con regali costosi. E quando finiranno i soldi? C’è chi dice che forse, a quel punto, si riuscirà a tornare indietro ripercorrendo la strada del passato e fermandosi a raccogliere ciò che si è perso. Ma a farlo saranno le nuove generazioni che non avranno

mai conosciuto cos’è il vero Natale e quindi non sapranno nemmeno dove cercare. In effetti sembra che il momento della resa dei conti stia giusto arrivando. In questi giorni, non si fa altro che parlare della caduta del Governo, della crisi economica e delle ripercussioni di questa sul futuro e sul Natale in arrivo. Con l’ Analisi della Coldiretti sulla base dell'indagine 'Xmas Survey 2011' di Deloitte è stata stimata una spesa media per famiglia da 625 euro (-2,3% rispetto allo scorso anno). L'Italia continua a piazzarsi sopra la media Ue dei 587 euro per famiglia, ma sicuramente si nota un cambiamento, specie considerando che la maggior parte di questi soldi sembrano destinati al cibo più che ai regali. Dopotutto, forse questo particolare e sfortunato periodo storico dal punto di vista politico ed economico, potrà portare anche qualcosa di buono: riscoprire le cose davvero importanti prima che sia troppo tardi, e quale momento migliore per sperarlo se non a Natale.

IL 2012 SI AVVICINa...TEMPO DI BILANCI: Cosa abbiamo ricevuto e cosa a bbimo dato? Dicembre si sà, è tempo di bilanci, di somme da tirare, di pensieri e riflessioni di un anno che se ne va. Ed ecco che affiora il turbine di ricordi, momenti, gesti e situazioni in cui noi c’eravamo. Nella maggior parte dei casi, i flashback della memoria hanno un comune punto di partenza e allora ci chiediamo: “Ma come ho festeggiato lo scorso 31 Dicembre?”. A distanza di un anno siamo di nuovo alle prese con brochure, depliant di viaggio, ristoranti, liste della spesa…dunque a programmare nel migliore dei modi questo fatidico giorno dell’anno che porta sulle spalle la responsabilità di ben 12 mesi. Puntualmente, al brindisi del 31 ci auguriamo che il nuovo anno sia migliore del precedente, ma perché? Semplice augurio per noi stessi e i nostri cari o perenne inquietudine? Raramente ci sentiamo appagati, soddisfatti di quello che abbiamo ricevuto dal precedente anno e allora riempiamo bicchieri di champagne, degustiamo tartine ricoperte dalle più strane salse e mandiamo giù piatti di lenticchie con l’illusione

di “fare tanti soldi”. Chiamiamole tradizioni! Tra un candito e l’altro, la tavola si accende di discorsi. Dalla politica al calcio, dalla crisi finanziaria all’ultimo vincitore del Grande Fratello, dal panettone artigianale alle catastrofi naturali tutto sembra ben impastato nella farina delle parole. I discorsi di ogni anno sembrano sempre gli stessi, le aspettative per l’anno che verrà una fotocopia di sempre, tutti siamo alla ricerca di un quid che sempre ci sfugge. Eppure basterebbe chiedersi per una volta non “cosa ho ricevuto da quest’anno”, ma “cosa, Io ho dato” a quest’anno che ci lascia. L’interrogativo è più semplice del previsto, ma per rispondere non serve solo ricordare vittorie, gioie e congratulazioni raccolte, bisogna analizzare per un attimo dove abbiamo sbagliato, dove siamo venuti meno ed è proprio da lì, dal bilancio dei nostri errori che bisogna partire. Una ricetta vincente per iniziare il nuovo anno e con una maggior consapevolezza di noi stessi, Federica De Angelis il ché non è poco.


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FOCUS: NATALE E BILANCI

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Il piacere della lentezza di Giorgio Zussini - redazione@neapolisroma.it

Dopo decenni di industrializzazione la sensazione è che la società sia davvero diventata un tutt’uno con quel dinamismo e quella velocità che le avanguardie del primo Novecento guardavano con favore. Abbiamo corso così tanto che il mondo ha cambiato volto e mostra ogni giorno nuovi lineamenti. Ma dove vogliamo arrivare? Anzi, dove siamo arrivati? Il tempo è denaro, a volte anche tiranno, e il food non è più buono se non è fast, e il traffico è infernale, e pure le stagioni si sono messe ad andar di fretta (povera primavera, povero autunno)… Siamo arrivati alla frutta, come si suol dire… ma ci siamo persi il pasto! Non sarà il momento di fare un passo indietro? Era il 1986 quando nasceva il movimento Slow Food, alla lettera “Cibo Lento”, che opponendosi alla diffusione del concetto imperante di Fast Food chiedeva di ritrovare il piacere della lentezza, del gesto quotidiano vissuto con pienezza. Così scrivevano nel Manifesto i tredici padri fondatori: «Contro coloro, e sono i più, che confon-

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dono l’efficienza con la frenesia, proponiamo il vaccino di una adeguata porzione di piaceri sensuali assicurati, da praticarsi in lento e prolungato godimento». In altri termini, il Movimento proponeva e propone ancora oggi, dopo 25 anni, di rivalutare il pasto come momento di piacere, anzi goduria, da celebrare con la lentezza che merita: mai affrettare i pasti, e alla qualità non preferire mai la quantità; non dimenticarsi dell’importanza di una masticazione «giustamente» lenta, e non mischiare tutto, meglio un sapore per volta. Tutte cose che, tra l’altro, suggerirebbe qualsiasi bravo dietologo.

SQUILIBRI ALIMENTARI: Cosa fare se si verificano?

Cosa vediamo quando saliamo sulla bilancia? Raramente il peso che indica è quello che vorremmo, solitamente è troppo o troppo poco. Talvolta questo scontento è normale ma altre volte è legato a quelli che vengono definiti “Disturbi dell’alimentazione” (DCA). Anoressia, bulimia sono termini che ormai tutti conoscono, ma cosa sono davvero? I disturbi dell'alimentazione possono essere definiti come “persistenti disturbi del comportamento alimentare o di comportamenti finalizzati al controllo del peso corporeo che danneggiano, in modo significativo, la salute fisica o il funzionamento psicologico”. Vari disturbi fanno parte dei DCA, ad esempio l’anoressia, caratterizzata da forte perdita di peso, paura di ingrassare, preoccupazione estrema per il peso e le forme del corpo. Vi è poi la bulimia che si manifesta con abbuffate ricorrenti e comportamenti di compenso (vomito, uso di lassativi, esercizio fisico eccessivo, etc.) oltre che con preoccupazione estrema per il peso e per le forme del corpo. Le abbuffate frequenti e incontrollate senza comportamenti di compenso caratterizzano quello che viene definito “disturbo di alimentazione incontrollata”. Anche l’obesità,

valutabile con il calcolo dell’indice di massa corporea, fa parte dei DCA. E’ importante sottolineare che non sono solamente le donne ad essere interessate a questi squilibri alimentari, sempre più uomini infatti ne sono affetti, anche se, a differenza delle donne, sono meno ossessionati dal peso men-

tre è più diffuso il ricorso a esercizi fisici estenuanti. Cosa fare se ci si accorge di avere uno di questi squilibri alimentari? Necessario sicuramente è chiedere sostegno ad uno psicologo o psicoterapeuta che possa aiutare a comprendere quali sono le cause di questo cattivo rapporto con il cibo e con il proprio corpo, aiutando quindi a ristabilire un reale benessere psicofisico. Dott. Stella Luongo stella.luongo@libero.it cell. 3356034085


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CULTURA ENERGETICA

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PASSO ANCH’IO ALL’ENERGIA LIBERA Le novità e le convenienze per i consumatori

In molti neanche se ne sono accorti, ma da ormai più di quattro anni il mercato dell’energia è stato liberalizzato. Come già è stato per le telecomunicazioni, con la liberalizzazione dell’energia si dà al cliente la possibilità di scegliere il proprio fornitore di servizi, incentivando in tal modo le aziende energetiche a proporre tariffe più vantaggiose; è la famosa legge del mercato libero che crea concorrenza e, di conseguenza, risparmio nelle tasche dei consumatori. Le aziende che forniscono energia per il mercato libero sono molte, ma può risultare molto vantaggioso per il consumatore scegliere le piccole società di energia poiché queste, a differenza di quelle maggiori, riescono a offrire un servizio clienti più efficiente e semplice per l’utente. Queste piccole società offrono solitamente tariffe competitive e con qualche euro in piu anche “energia “verde”, prodotta esclusivamente da fonti rinnovabili (così si fa qualcosa concretamente per l’ambiente!). Questa inoltre, rappresenta un utile strumento di marketing per i commercianti che posso così stramettere ai propri un’immagine etica e pulita. I risparmi sono garantiti, non solo per i privati ma anche per le imprese e per gli esercenti, per i quali bollette più basse possono fare davvero una bella differenza nei conti di fine mese – soprattutto in questi tempi. Per garantire l’efficienza del libero mercato dell’energia e del gas, l’Autorità per l’Energia ha aperto uno “Sportello per la tutela dei consumatori energetici”, che accoglie segnalazioni e può fornire informazioni in più per capire meglio questa

nuova realtà; si può contattare chiamando da rete fissa (dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18) il numero gratuito 800 166 654. Inoltre, cambiare società non ha nessun costo, ne prevede alcun tipo di intervento ne alcuna interruzione del servizio. Basta mettere a confronto le offerte, scegliere la propria (magari integrandola con l’opzione “Verde”) e compilare il modulo predefinito. Provare per credere! G. Zussini

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ROMA CAMBIA COLORE. Ma spende di meno e splende di più

Come previsto dal Piano Luce approvato lo scorso anno, entro il 2020 – anno delle Olimpiadi – le strade di Roma saranno illuminate da 52.594 nuovi punti luci, frutto di un investimento da oltre 180 milioni di euro. L’obiettivo è quello di trasformare la capitale in una città meglio illuminata e perciò più sicura, non solo nelle zone del centro ma anche in quelle aree che più soffrono per la mancanza di illuminazione adeguata, soprattutto in periferia. Seppure vi è un certo ritardo sul piano di marcia, al momento sono già stati installati più di 2.500 lampioni, la maggior parte dei quali a LED – che è proprio la novità più interessante: la tecnologia LED, infatti, si dimostra nettamente vincente sulla luce tradizionale ai vapori di sodio, quella giallo-

gnola per intenderci: permette risparmi sui consumi fino al 51%, maggiore luminosità, non ha i tempi di accensione dell’altra ed essendo direzionabile può essere sfruttata al meglio; infine, cosa più importante, non inquina a livello di emissioni e i materiali sono meglio riciclabili. Dunque maggiore efficienza nella resa luminosa e riduzione dei costi di spesa e gestione. Gli svantaggi? Uno soltanto, e cioè che il LED produce quella tipica luce bianca così fredda che a primo impatto non si può non rimpiangere quella gialla, soffusa e calda a cui da decenni siamo abituati. Ma proprio perché di abitudine si tratta, non passerà molto che a questa luce… ci faremo l’occhio. Giorgio Zussini


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ECONOMIA

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La legge di stabilità e lo sviluppo economico di Francesco Grasselli (Economista)-

redazione@neapolisroma.it

Molti ricorderanno gli eterni ed accesi dibattiti sulla "finanziaria", che si riproponevano ogni anno e non di rado hanno fatto cadere interi governi; mentre di sicuro il termine "legge di stabilità" dirà ben poco ai non addetti ai lavori anche se il cambiamento che porta è ben più che semantico.

Anzitutto, è bene fare un pò di chiarezza: l'uso della legge finanziaria fu istituito dalla vecchia legge di contabilità e finanza pubblica (che quindi non è la finanziaria!), la n°468 del 1978, che per un trentennio è stata il principale riferimento normativo in materia. Ogni anno, quindi, doveva essere promulgata una legge finanziaria, con lo scopo di adeguare la legislazione vigente alle necessità della programmazione economica e finanziaria, cioè al programma di governo. Questo serviva anche per aggirare il divieto costituzionale di istituire nuove entrate o spese nella legge di bilancio: la necessità di chiudere il dibattito parlamentare entro il 31 dicembre, per evitare l'esercizio provvisorio, consentiva al Governo di calcare un po' la mano sulle deliberazioni per far passare i provvedimenti voluti (è anche il caso dei famosi maxi-emendamenti).

La legge di stabilità nasce, proprio in sostituzione della legge finanziaria, con la riforma della contabilità e della finanza pubblica, avviata con le leggi n°196 del 2009 e n°39 del 2011: questa riforma modifica gran parte della disciplina in materia, per adeguarla alle nuove esigenze di coordinamento delle politiche economiche e fiscali dei Paesi membri dell'Unione Europea. Il termine “legge di stabilità”, in particolare, evidenzia il parallelo con il Programma di stabilità, che in primavera ogni Stato dell'UE deve presentare alle istituzioni comunitarie per illustrare la serie di provvedimenti che intende prendere per rispettare il Patto di stabilità e crescita (per intenderci, quello dei famosi parametri di Maastricht). A chi voglia, carte alla mano, confrontare la formu-

lazione di legge finanziaria contenuta nella L. n°468 del 1978 con quella di legge di stabilità fornita dalla L. n°196 del 2009, balzerà subito all'occhio che il grosso della differenza si gioca sulle norme per il sostegno e il rilancio dell'economia: prima c'erano, ora non più! Questo vuol dire che lo sviluppo è completamente uscito dall'agenda dei nostri governanti? Sì e no. La vicenda di queste norme è lunga e tortuosa: all'epoca furono inserite raccogliendo parte dell'eredità della stagione del centrosinistra (1963-1974), ma ben presto l'intento programmatico naufragò in una proliferazione di autorizzazioni di stanziamenti disorganici in favore degli interessi più disparati (andiamo nell'ordine delle centinaia di commi), che ci diede le ben note “finanziarie abnormi” nella definizione di Giorgio Napolitano, oltre che una buona parte della spesa pubblica.

Nella nuova architettura della finanza pubblica disegnata dalla riforma, i provvedimenti per lo sviluppo sono confluiti nel DEF, il Documento di Economia e Finanza, che sostituisce il DPEF aggiungendogli la parte del Programma nazionale di riforma: questo indica i provvedimenti che ogni Stato dell'UE ha in cantiere per concorrere al raggiungimento degli obiettivi della strategia “Europa 2020” su occupazione, ricerca e sviluppo, clima ed energia, educazione, povertà ed esclusione sociale.

Questo significa che adesso non saranno più possibili “finanziarie abnormi” poiché ogni provvedimento dovrà essere formulato in un disegno di legge separato, ma soprattutto che gli interventi in molte aree chiave sono ora decisi nella loro sostanza a livello europeo, e soltanto attuati a livello nazionale. Un'ennesima conferma che la realtà politica ed economica nazionale non può più prescindere da quella europea, e non solo nelle situazioni critiche come quella in cui ci troviamo adesso.


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MODA & BELLEZZA

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L e z i o n i d i m o da da L o n d r a “Londra è una delle città più internazionali al mondo, se non forse la più cosmopolita” di Laura Napoli spec. in Comunicazione

Può sembrare scontato ma quando si cammina per le vie londinesi si scoprono mondi diversi: è difficile trovare inglesi d.o.c. ma ci sono stili da tutte le parti del mondo. Ogni persona quindi ha un suo stile di vita, un suo modo di parlare l'inglese ed una sua concezione della moda. Nessuno guarda male l’altro per come si è vestito. E questa è la prima differenza con l’Italia. Altro punto fondamentale è che qui, al contrario dell'Italia, non si da assolutamente importanza alle GRIFFE della moda. Laura Napoli

shopping a londra...chi veste come... Solo le ragazze che hanno una vita agiata sfoggiano accessori Louis Vuitton, Gucci, Fendi, etc. gli altri sembrano disinteressati rispetto ai capi firmati pur mantenendo un loro stile ed una certa creatività. Capi spesso monocolore che seguono la stagione però abbinati con eleganza ed a volte con eccentricità perché a Londra si può essere come si vuole. Diciamo che se si entra nella metropolitana di Roma si osserva come lo stile delle persone sia un pochino anonimo a volte come se le persone avessero paura di osare o di essere

giudicate. Forse si tende in Italia a seguire la massa. A Londra non essendoci un vero file comune tra il modo di vestire di ragazze e ragazzi ognuno è libero di interpretare la moda ed il suo senso di appartenenza come preferisce. Se volessimo definire uno stile comune è il casual a fare da padrone. Ci sono varie catene di negozi di abbigliamento che puntano tutta la loro linea sul casual ed è qui dove la maggior parte dei ragazzi/e londinesi acquista i propri capi. L. Napoli

i nostri consigli... PRIMARK: Veramente un luogo di perdizione per le persone che possiedono la voglia di creare e pochi soldini a disposizione. Qui si trova di tutto dai cappotti colorati alle scarpe, stile maschio e anni 70ʼ anche a 10 sterline!!! Si può osare con stile; ci sono anche prodotti per bambini, un intero reparto dedicato allʼintimo ed ai pigiami di tutti i tipi!!! Lʼunico inconveniente è che la fila arriva fuori dal negozio!!! Purtroppo questo negozio in Italia non cʼè. NEXT:

Next è sicuramente la marca che punta di più sull'eleganza classica. I prezzi hanno una media leggermente superiore degli altri negozi che si aggira sulle 150 sterline! (circa 230 euro).

FCUK:

FCUK è l'abbreviazione di French Connection Uk ed è quindi uno stile di moda francese improntato in particolare sul modo di vivere della capitale londinese. E' sicuramente uno dei negozi più gettonato dai giovani per le sue linee vivaci che prendono spunto dalla moda continentale e quindi


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MODA & BELLEZZA

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…continuano in alcuni casi più simile alla nostra. I prezzi sono sempre abbastanza contenuti.

H&M:

E' sicuramente la marca più famosa in Italia visto che anche da noi ci sono parecchi negozi di questa catena d'abbigliamento. Forse è qui che il vero londinese sceglie con cura i propri capi visti gli ottimi prezzi e le linee molto giovanili. Comprare un accessorio da H&M è quasi un rito di ogni sabato pomeriggio visti i prezzi bassi e l'ottima scelta. I prezzi sono contenuti e molto difficilmente troverete capi che costano più di 70 sterline! (circa 100 euro). Laura Napoli

redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

Non ti butto ma ti rivendo…

Se ci si pensa bene, è una cosa veramente intelligente!!! Ma in Italia non prende piede…

È usanza quando una persona cambia casa ed è in fase di trasloco o anche semplicemente se non ha bisogno di alcune cose venderle per la strada!!! Ci si mette davanti alla propria abitazione con un tavolino. E si fanno dei veri e propri affari!!! Questa pratica è effettivamente molto utile sia per chi deve traslocare ed ha bisogno di liberarsi di alcune cose, sia per chi deve acquistare in quanto risparmia…. L. Napoli

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PROFESSIONISTI

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LAVORO e NUOVI DIRITTI

La Corte d’appello di Firenze riconosce la “Maternità” al padre Maternità e lavoro: un tema da sempre dibattuto, vecchio come il mondo ma sempre attuale. E che parte da un dato di fatto, che almeno per il momento non è cambiato: è solo la donna a poter generare, e grazie a questa sua prerogativa il genere umano non si estingue. Ma, nella società in cui viviamo, la donna non si occupa solo dei figli, ma nella maggioranza dei casi deve anche lavorare. Come conciliare, allora, il ruolo fondamentale di madre con quello di lavoratrice? Poi, quando la maternità diventa motivo di discriminazione, che strumenti ha per difendersi? E qual è il ruolo del padre? Nel caso sia lui a volersi occupare dei figli, gli si può riconoscere l’indennità di maternità? Come sappiamo, la legge fornisce tutela alle lavoratrici madri, prevedendo in forza del Testo Unico 151/2001, 5 mesi di congedo retribuito.

La Giurisprudenza fa perno su questo principio e declina il diritto della lavoratrice ad avere figli senza esser pregiudicata lavorativamente. Non è un segreto che spesso nelle assunzioni si tende a preferire gli uomini alle donne per timore che queste siano costrette ad allontanarsi dal lavoro nel caso di una o più gravidanze. Sappiamo che alle lavoratrici costrette ad assentarsi dal lavoro a causa dello stato di gravidanza spetta l'indennità di maternità. Secondo la Cassazione, il periodo di tutela si deve estendere anche ai casi in cui, nel periodo di attesa, intervengano delle complicazioni.

qualche mese, per una gravidanza a rischio.

Ma più singolare appare la pronuncia della Corte d’Appello di Firenze, in cui il Giudice ha accolto il ricorso contro l'INPS di un lavoratore dipendente, la cui moglie non aveva richiesto il congedo all’INPS perché gravemente malata. E' il primo caso, stabilito in primo grado e poi confermato in appello, in cui viene riconosciuto il diritto autonomo del padre ad ottenere l'intero periodo di astensione obbligatoria previsto dal Testo Unico 151/2001. La sentenza ha stabilito, infatti, che anche il padre ha diritto al congedo per maternità per tutti i cinque mesi cui ha diritto la madre, ha condannato l'INPS a versare un'indennità di maternità pari all'80% della retribuzione, calcolata sulla durata dei cinque mesi di astensione obbligatoria per maternità.

Per info: Avv. Valentina Sanzone Via in Arcione n.98 - 00187 Roma E’ accaduto nella decisione n. 3954/2001, La Sezione Tel 06-45444639 – Lavoro della Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso Cell. 338-1351579

di una dipendente costretta a rimanere a casa per Email: valentinasanzone@gmail.com


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professionisti

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COME APPLICARE IL NUOVO PIANO CASA La legge regionale 10/2011 è in vigore dall’8 novembre: a che punto siamo?

La Legge regionale n. 10/2011, approvata lo scorso agosto dal Consiglio Regionale, ha integrato e modificato la Legge regionale n. 21/09 identificando in modo più semplice e concreto il "Piano Casa della Regione Lazio". Con il provvedimento si è, in primo luogo, ampliata la possibilità offerta ai cittadini e alle imprese di intervenire sull'edilizia esistente a favore dell'offerta abitativa applicabile sia agli edifici realizzati legittimamente, sia a quelli che hanno acquisito il titolo abitativo in un secondo momento mediante sanatoria. La legge ha, altresì, offerto possibilità di ampliamento anche alle abitazioni esistenti in zone agricole e, con alcune prescrizioni, a quelle ricomprese nelle aree naturali protette, non ponendo più il limite dei 1.000 mq del fabbricato esistente su cui applicare l'ampliamento del 20%, che comunque è rimasto fissato ad un massimo di 70 mq. Particolare attenzione è stata poi rivolta agli aspetti paesaggistici e ambientali. A tale scopo sono state vietate le trasformazioni all'interno degli insediamenti urbani storici (come individuati dal Piano Paesistico Regionale), nelle aree a rischio idrogeologico e nei complessi rurali realizzati prima del 1930, oltre che nelle aree di demanio marittimo. Infine sono stati previsti

diversi interventi di iniziativa pubblica e/o privata, destinati al recupero di edifici dismessi o non completati, con la finalità di convertire tali volumetrie ai fini residenziali, riservando un quota compresa fra il 30 ed il 35% da destinare a locazione a canone concordato (housing sociale). La Regione Lazio ha assegnato un ruolo ai Comuni nel definire le aree su cui è possibile la "riqualificazione incentivata". Di fatto, il nuovo piano casa regionale è ormai in vigore dall’8 Novembre 2011. A Roma il Consiglio comunale ha approvato una delibera relativa all’applicazione di diversi strumenti ivi previsti, tra cui: una riduzione del 30% degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria per gli interventi di ampliamento degli edifici esistenti, qualora afferiscono alla prima casa, e per interventi di demolizione; l’individuazione di edifici che per ragione di particolari qualità di carattere storico, artistico, urbanistico ed architettonico sono meritevoli di tutela all’interno della variante urbanistica di attuazione del piano regolatore, già individuati con una delibera del 1997. Si è dato inoltre mandato agli uffici di predisporre gli atti necessari per avviare una seconda fase di disciplina del piano casa, relativamente ad interventi di più ampio interesse generale: recupero dei nuclei abusivi, realizzazione di nuove aree da destinare a edilizia residenziale pubblica, interventi di riqualificazione urbana. Vanessa Pinato


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S O C I E TA ’ & R E L A Z I O N I

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CHI DISPREZZA COMPRA: LA STORIA SI RIPETE di Federico Monti (Sociologo) redazione@neapolisroma.it www.neapolisroma.it

Dato che la politica, almeno sulla carta, rappresenta la volontà del popolo sovrano, seguiamone allora l’evoluzione socio-politica in una sintetica analisi storica degli ultimi 30 anni, necessaria a comprendere la situazione socio-culturale odierna.

Negli anni ’80 si fa strada l’ideologia del neo-liberalismo reganiano (Regan era un attore!), con alla base baluardi quali il disimpegno, l’edonismo e l’apparire, andando così a sostituire la concezione generosa del mondo dei figli dei fiori, che non aveva trovato risposte risolutive e concrete per i problemi ideologici e socio-economici del tempo. La risposta delle generazioni degli anni 80 rigetta la concezione del mondo degli anni 60/70 e propone una visione edonistica della vita che interessa a 360 gradi ogni espressione artistica e letteraria, comprendendo la tv e la moda, centrata su modelli di stile basati sull’evasione, sul divertimento e sull’apparenza. La scena degli anni novanta viene dominata da un trionfo narcisistico a danno delle idee e del pensiero, modelli ancora tutt’oggi esistenti ed esasperati e ben espressi dal “berloscunismo”, in perfetta linea con la visione della logica utilitaristica e legata all’immagine a scapito dei contenuti.

Per quanto riguarda la Sinistra già dagli anni 80, non riuscendo ad innovarsi e tendendo al di la delle parole ad occupare posizioni conservatrici, probabilmente in modo inconsapevole, architettava un processo di ideazione di valori per molti aspetti simile al

modello edonistico dominante, anche se mascherato da idee demagogiche. Sconfitta la sinistra nel 1994 con l’ascesa trionfale di Berlusconi e la sua successiva sconfitta nel 1996, il governo Prodi di centro sinistra tentava di correggere le anomalie costituzionali, nello specifico promuovendo la legge sul conflitto d’interesse, senza però riuscirvi.

Il centro sinistra di oggi, il PD, nonostante la decadenza del governo Berlusconi, continua a perdere consensi, fattore certamente legato anche al tradimento storico della classe operaia, in riferimento al piano Marchionne, dove pur di mantenersi un lavoro per vivere, gli operai si sono trovati costretti ad accettare condizioni estremamente negative di lavoro, vedendosi negare tutti i diritti sindacali precedentemente acquisiti. Recentemente si sta manifestando un singolare fenomeno sociologico: il sottoculturalismo berlusconiano che sembra ormai aver fatto presa un pò ovunque nel popolo italiano, compreso l’elettorato e la dirigenza politica della Sinistra. Non si spiegherebbe altrimenti infatti come importanti dirigenti della sinistra facciano affermazioni in linea con il tanto criticato quanto osteggiato sottoculturalismo berlusconiano.

E’ certo che l’antico proverbio “chi disprezza compra”, si rivela sempre più attuale, soprattutto se questo serva a perseguire favorevoli tornate elettorali.

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n e a l e t t e r at u r a

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YADRO: STORIA DI UN VAMPIRO ALIENO di Tanja von Pressentin, scrittrice

- redazione@neapolisroma.it

Scrivi racconti, storie, poesie? Inviaci una mail e la pubblicheremo.

Finalmente sono giunto a destinazione. Per me, mio fratello Zedrian non esiste più. Per troppo tempo ha controllato le mie azioni. Non posso dire di essere mai stato generoso o benevolo. In fin dei conti sono un Antico o come direbbero i terrestri, un vampiro. Abbiamo sempre cercato di dominare gli umani. In principio come divinità, poi come demoni e infine come consiglieri occulti dei sovrani. In ogni momento storico, per soddisfare il nostro bisogno di sangue, è sempre stato necessario indurli alle guerre. Con i mortali è sempre stato così facile. Sono stupidi e bellicosi. E Zedrian è un vero artista nel condizionarli. In un certo senso è riuscito a influenzare anche me, servendosi della mia sete distruttiva. Ma ora basta! Devo conquistare la mia libertà. E per farlo devo incontrare il sarcedote Masamune, conosciuto come l’artista delle spade o meglio il forgiatore della katana più famosa della storia. Si dice che il maestro Masamune e le sue spade non esistano veramente. Ma che ho da perdere? Niente. Sono un immortale annoiato bisognoso di conoscere un essere mortale unico nel suo genere. Dopo aver perlustrato la presunta area in cui opera il magnifico maestro, l’ho finalmente trovato. Vive in una minuscola casa in mezzo a un bosco. So che predilige una vita da eremita, ma presumo che sia dovuto al bisogno di pace spirituale. Ad ogni modo, busso alla sua porta e attendo impaziente che venga ad aprirmi. Appena lo vedo, rimango interdetto. Masamune, il grande maestro, sembra un uomo come tanti altri in questo Pianeta. È piuttosto basso con un pò di pancia. I capelli e i baffi sono brizzolati. Tuttavia, il suo sguardo non è quello di un uomo ordinario. I suoi occhi scuri sono alquanto vigili e profondi. Sento che mi osserva con interesse come se cercasse di leggermi dentro.

«Chi sei? Cosa sei?» domanda con tono curioso e sereno. «Mortale, io sono Yadro! E sono qui per sfruttare la tua nobile arte e il tuo sapere. Mi devi costruire una spada unica.» rispondo con decisione. «E perché dovrei farlo?» chiede con uno strano sorriso che scuote la mia suscettibilità. «Perché io ho questo!» rispondo estraendo una grossa sfera scura con riflessi dorati. Per diversi minuti Masamune osserva l’oggetto e poi me. «Va bene straniero! Sappi che questa è la prima volta che acconsento alla richiesta di un “Senza Tempo”. Costruirò una katana che rispecchi la tua passionalità e unicità, nonché ahimè ferocia. Tuttavia, questa lega misteriosa a forma di sfera non è sufficiente. Ho bisogno di qualcosa che unisca la spada a te.» Annuisco soddisfatto. Masamune rientra in casa, ma prima di chiudere la porta aggiunge con tono risoluto. «Sia chiaro! Mia l’opera, mio il nome! Sarò io a battezzare la tua spada!»

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NEA CULTURA

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IL CODICE VOYNICH L'enigma di un manoscritto misterioso di Carlo Famiglietti (Studioso)

Non è stato ancora decifrato, alcuni studiosi lo attribuiscono a Ruggero Bacone e ne esiste una sola copia al mondo.

La storia del manoscritto risale al 1912 quando venne acquistato da un mercante di testi antichi, Wilfred Woynich, dalla Scuola dei Gesuiti di Villa Mondragone, presso Frascati, ove giaceva dimenticato da oltre tre secoli. Una lettera incollata nel libro consentì di retrodatare il testo all'anno 1665, quando Johannes Marcus Marci, medico dell'imperatore Rodolfo II di Boemia, lo inviò a Roma, al famoso poligrafo Athanasius Kircher perchè lo decifrasse. Successivamente, alcune righe tracciate sulla prima pagina, esaminate all'infrarosso, rivelarono la firma “Jacobi a Tepenece” ossia Jacobus Horcicky, grande esperto di libri esoterici, ma anche direttore del giardino botanico e del laboratorio alchemico dell'imperatore, deceduto nel 1622.

In realtà la datazione del manoscritto è tuttora controversa, comunque ricompresa tra il XIII ed il XIV secolo. Tuttavia, alcuni disegni contenuti nel testo e catalogati come girasoli lo fanno datare al XV secolo visto che i semi di tale fiore vennero portati in Europa da Colombo. In tal caso il testo non può più essere attribuito a Bacone, morto alla fine del XIII secolo. Il codice si compone di 250000 caratteri con 4182 parole e numerose illustrazioni convenzionalmente suddivise in base alle forme prevalenti dei segni. Il piccolo misterioso manoscritto racconta di strani alberi con le loro contorte radici piene di strani occhi. Mescola segni indecifrabili con vegetali sconosciuti accompagnati da un drago che divora una pianta. Riporta strani cerchi ricoperti da simboli ignoti, cui si accompagnano figure femminili. Al suo interno, un grande foglio è ripiegato sei volte e riporta i disegni di nove medaglioni circolari

redazione@neapolisroma.it

pieni di cellule o stelle, all'epoca sconosciute. Numerosi esperti hanno tentato di decifrarlo ma l'ipotesi più fantastica è quella che collega il manoscritto ai Catari. Sarebbe il loro unico testo, legato a doppio filo alla lingua segreta con cui i “Perfetti” trasmettevano insegnamenti ed al mistero del Santo Graal e di Santa Maria Maddalena. Altri lo hanno collegato alle prime elaborazioni di un bambino prodigio il cui nome era Leonardo da Vinci. Per altri studiosi forse contiene le chiavi della Cabala. L'ipotesi più accreditata e quella che vede il suo autore nel celebre mago John Dee, astrologo e filosofo ermetico, che lo compose per consegnarlo all'imperatore e spillargli 600 ducati. In proposito Arthur, il figlio di Dee, anni dopo scrisse che il padre possedeva “un libro che riportava solo geroglifici”. Ma, anche in questo caso, non vi è alcun riscontro. Resta una sola certezza: dopo numerosi anni di ricerche, studi ed approfondimenti il codice continua ad essere “il manoscritto più misterioso della terra” e nessuno è riuscito a carpirne il vero significato, sia esso magico ed esoterico, testo cioè destinato a circolare nei secoli per inviare messaggi a pochi eletti, o semplicemente un libro di appunti di un artigiano geloso del proprio mestiere. Per amore di verità, recentemente, - la notizia è del novembre scorso - un sito americano ha pubblicato le dichiarazioni di un uomo, Richard Rogers, che ritiene di aver decrittato il codice. Conterrebbe, su una griglia simile a quella delle scacchiere, importanti segreti commerciali nascosti nelle figure, la cui chiave sarebbe proprio legata al giardino della Villa Mondragone di Frascati. Rogers forse sta per ultimare il suo lavoro. Non ci resta che attendere i risultati. Intanto il mistero permane.


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NEA CINEMA

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I film natalizi: una tradizione

nella tradizione a partire dalla 2° Guerra Mondiale di Laura Andina (Responsabile Produzione Cinematografica)

Il cinema è diventato per tante famiglie uno dei riti del Natale: le immagini dei film natalizi aleggiano nei ricordi delle feste di quasi ogni bambino, accompagnate dalla nostalgia per quei tempi lontani, quando i buoni sentimenti sotto la neve ancora non erano immagini.

A partire dalla seconda guerra mondiale (un titolo su tutti? La vita è meravigliosa di Frank Capra, 1946) questa categoria di film è diventata un vero e proprio genere che ha consolidato le sue convenzioni per poi superarle, consentendo a Babbo Natale una carriera cinematografica di grande dinamicità. Da classico benefattore in salotti caldi e luminosi, portatore di pace in terra agli uomini di buona volontà (ad esempio, La vera storia di Babbo Natale, 1985, Miracolo nella 34ma strada, 1994, Santa Claus, 1994, Chi sono? Babbo Natale? 2000, Babbo Natale cercasi, 2001, Polar Express, 2004…) a furfante psicotico, se non assassino (Racconti dalla tomba, 1972, Silent Night Bloody Night, 1974, Black Christmas- Un Natale rosso sangue, 1974, To All a Goodnight, 1980, Christmas Evil, 1980, Non aprite prima di Natale, 1984, Un minuto a mezzanotte, 1990, Satan Claus, 1996, Psycho Santa, 1996, Babbo Bastardo, 2003, Santa s’ Slay, 2005). Il fascino perenne del Natale al cinema è senz’altro dovuto alla capacità delle sue componenti narrative di adattarsi nei decenni ai cambiamenti sociali e ai gusti degli spettatori.

Da miracolosi happy end epifanici in case dolci case, a ritratti di famiglie sovvertite, le celebrazioni del Natale nei film non ne hanno certo escluso le critiche. Ovviamente, la popolarità planetaria di tali celebrazioni non può essere attribuita solo all’abilità creativa dei professionisti dell’industria cinematografica.

La solennità liturgica più famosa al mondo, nonostante sia “seconda” per importanza alla commemorazione del superamento della morte, la Pasqua della Resurrezione, il Natale arriva a toccare anche paesi la cui religione principale non è quella cristiana. Ormai è un festival internazionale. La sottoscritta, comunque, non è la persona adatta

per sviscerare le cause storiche che hanno portato a una così smisurata popolarità del Natale: di certo non può essere attribuita solo alla distruzione dei culti pagani da parte dei romani, né all’invenzione del presepe da parte di San Francesco d'Assisi…

In definitiva, Hollywood ha ben compreso la forza di questo rito, e l’ha colonizzato trasformandolo in una strategia di marketing, esportandone alcuni elementi visivi - luci, alberi addobbati etc – senza i quali, purtroppo, ormai non sarebbe più Natale. D’altronde, un’audience con tempo libero a disposizione in un periodo di vacanza, è un target perfetto. Come già accennato, le circostanze della seconda grande guerra sono state la chiave di questa consapevolezza.

Milioni di americani lasciarono le loro case per la prima volta nella loro vita: oltre a chi prestava servizio militare in Europa, vanno ricordati tutti i civili chiamati a lavorare nell’apparato produttivo finalizzato a rifornire il fronte, in viveri, armi, materiali. Soli e alienati in città sconosciute, il cinema era il loro conforto. E lo schermo su cui apparivano famiglie riunite nelle loro case, regni idealizzati di affetto e pace, era il loro sogno.


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