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Tutta colpa di Facebook Cinema, Amore & Fantasia

Oggi ti amo, domani ti lascio

E tu, di che amore sei?


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SOMMARIO

Anno II - n.° 2 FEBBRAIO 2011 www.neapolisroma.it Invia una mail con scritto “Ok” o lascia la tua mail dal sito e riceverai la rivista on line

EDITORIALE

L’amore è il frutto di un gioco di squadra anche nel lavoro 5

NOTIZIE DALLA CAPITALE Roma Capitale

Esercizi pubblici: tempi lunghi ed incertezza degli esiti 6

Al via la raccolta firme: il PD si mobilita contro la privatizzazione di ATAC 7 Municipio XVI

Forte Bravetta: un progetto unico in Italia

Municipio XVI

8

Procede spedito il Piano di ottimizzazione delle edicole a Prati 9

Gli uffici protagonisti della lotta per il decoro 9 Municipio XVIII L'area fitness del parco del Pineto cade a pezzi

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Proposte sul lavoro: al via iniziative per studiare nuove soluzioni 10 ROMA REDAZIONE Editore: Claudio Napoli Direttore Responsabile Elio Tomassetti Direttore Commerciale Carlo Famiglietti Comitato scientifico:

Prof. B.Amoroso, Prof. G. Chinnici, Edy Viola, A. Tancredi, F. Napoli, P. Torti

NOTIZIE DALLA CAPITALE

Intervista a Fabio Benedetti, Presidente del Consiglio Municipale 18

La nuova Casalotti-Boccea Municipio XV Il Rugby allena la vita e lo spirito di squadra

Dove lo trovo

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11

12

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FOCUS: AMORE

Tutta colpa di facebook

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Gli assassini sposi

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Il Carnevale ed il suo significato simbolico 21

Romeo e Giulietta: la coppia androgina E tu, di che amore sei?

Storie di sapori ed alchimie

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Una mostra per San Valentino a 360° sull’amore 13

Tradizioni carnevalesche romane 25

Il carnevale di Ronciglione (VT) dal 1878 15

Perché finiscono i matrimoni 26 L’amministratore risponde 26

Sesso, film & sexy shop: l’industria erotica non conosce crisi

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Il marketing dell’amore ai nostri tempi 27

Meeting: il modo giusto per incontrarsi

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NOTIZIE DALLA REGIONE

FOCUS: AMORE

Distributori automatici di...forti emozioni 17

Oggi ti amo, domani ti lascio La copertina è di Xenograffik xenograffic@gmail.com Grafico: Daniele Palone Collaboratori:

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Enrico Gandolfi, Luca Iacolina, Marco Senzacqua, Massimo Minnetti, Laura Napoli, Valeria Pucci, Sabrina Numini, Jessica Giaconi, Viviana Vannucci, Federico Monti, Lorenzo Sigillò, Paolo Migotto Salvo accordi scritti, la collaborazione con il mensile Nea Polis Roma è da considerarsi a titolo gratuito

PROFESSIONISTI

SOCIETÀ & RELAZIONI

NEA CULTURA

La radionica Corto-circuiti mentali

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NEL PROSSIMO NUMERO 30

DOVE TROVO NEA POLIS 30 Tipografia: Spedalgrafstampa s.r.l. v. Cupra, 23 00157 Roma Registrazione Tribunale di Roma: n. 360/2010 del 17 settembre 2010 N° iscrizione ROC: 20384

PER INFORMAZIONI E PUBBLICITÀ

06.39.36.64.49 320.22.84.368 Email:nea-polis@libero.it


EDITORIALE

Febbraio 2011

L’AMORE E’ IL FRUTTO DI UN GIOCO DI SQUADRA ANCHE NEL LAVORO

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di Claudio Napoli

L’Italia è famosa in tutto il mondo con il nome di Bel Paese, appellativo meritato dalla vastità e varietà delle sue bellezze storiche e culturali, frutto del gioco di squadra da un lato, del duro lavoro e della passione di uomini straordinari e dall’altro, di committentI (responsabili) altrettanto attenti e lungimiranti. Ma qual è la situazione dell’Italia di oggi?

La Scala im(mobile)

A Roma, parlando con la gente, emerge soprattutto tra i giovani un forte disagio in quanto spesso l’idea che si ha del lavoro non corrisponde alla situazione che poi effettivamente si trova. Non intendo dal punto di vista salariale dove siamo tra gli ultimi in Europa ma dal punto di vista motivazionale. Spesso anche quando si entra in luoghi di lavoro eccellenti (studi professionali, uffici istituzionali o grandi imprese) dove ci si aspetterebbe di trovare il massimo della serietà, organizzazione e chiarezza, si trova al contrario, un ambiente chiuso in se stesso senza obiettivi, caratterizzato dalla disorganizzazione, mancanza di leaderhip e governato dall’emotività e dalla distrazione. Con questo non si intende dire che il lavoratore deve essere rigidamente inquadrato ma piuttosto che quando il lavoro è ben impostato tutti trovano soddisfazione alle proprie aspirazioni e il risultato è migliore anche dal punto di vista produttivo. Iil sistema clientelare nostrano dove chi viene pagato per dirigere non dirige certo non ci aiuterà. In altri paesi, come ad esempio l’Inghilterra, la parola chiave sul lavoro è Passion, ossia passione. Ciò indica un sistema basato su motivazioni, iniziativa e cooperazione dove i dirigenti dirigono il gruppo e conoscono la convenienza e l’opportunità nel dar cre-

dito ed ascolto a chi sente di poter dare, proporre, organizzare e rischiare. Al contrario, la situazione lavorativa italiana è più simile ad una scala im(mobile) dove siamo tutti fermi ed in fila in attesa di un qualcosa che non succede finché demotivati finiamo per adeguarci al sistema abbracciando destino e vizi più che sviluppare capacità e valore. La politica in questo ha molte responsabilità, quindi non attendiamoci nulla ma rimbocchiamoci le maniche.

IN QUESTO NUMERO: abbiamo voluto ricordare quanto sia prezioso l’amore, una forza nell’Universo, e per questo affrontato temi di attualità come il ruolo della donna, la precarietà affettiva e le tensioni economiche che certo non aiutano il formarsi di nuove coppie e l’industria che ruota intorno all’Eros. Naturalmente quando si parla di amore si parla anche di divertimento e quindi di Carnevale a Roma e nel suo significato storico ed universale Di assoluta rilevanza il Cimema che a partire da Febraio e nel corso del 2011 vedrà numerosi film impegnati su questo tema. Continuano le notizie dai Municipi per informare i cittadini su quanto avviene. Buona lettura ed iscrivetevi alle news letters!


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N O T I Z I E D A L L A C A P I T A L E Febbraio 2011

ESERCIZI PUBBLICI: TEMPI LUNGHI ED INCERTEZZA DEGLI ESITI Intervista ad Alessandro Riem Segretario generale della Fipe-Confcommercio Roma

Aprire un bar, un ristorante o un pub non è un’impresa facile. Non basta essere in possesso di tutti i requisiti necessari, stampare la modulistica che il Comune mette a disposizione on-line, compilarla e consegnarla. Serve anche una risposta istituzionale che spesso, come lamenta chi ne fa richiesta, arriva in tempi troppo lunghi, a discapito del cittadino che si ritrova magari a pagare multe invece di essere premiato per la propria iniziativa. Abbiamo intervistato Alessandro Riem, Segretario generale della Fipe-Confcommercio Roma.

Dott. Riem, molti imprenditori che cercano di avviare un’attività a Roma lamentano l’inefficienza comunale nel fornire loro una risposta adeguata e in tempi accettabili. Lei ci conferma questo quadro? Certamente è un problema, ma innanzitutto c’è da fare una premessa: il 30% dei pubblici esercizi di Roma si concentra nel solo Municipio I, che giusto per dare un’idea delle sue dimensioni è grande come l’intera Firenze. Il Comune, perciò, soprattutto in queste zone del centro si trova a dover gestire una quantità enorme di domande per l’apertura di nuove attività; fatto che comporta un’altrettanto enorme dilatazione dei tempi necessari per l’approvazione delle richieste, soprattutto considerata la mancanza di organico accusata dal Comune.

Non ci sono dei tempi certi, stabiliti, entro cui il Comune deve fornire una risposta? Sì, ci sarebbero. In teoria chi accerta di essere in possesso dei requisiti stabiliti dalla Deliberazione 35/2010 e presenta domanda dovrebbe ricevere una risposta entro 60 giorni. E in pratica? In pratica i tempi non vengono sempre rispettati, e in questi casi non vale la regola del “silenzio assenso”. Cosa si può fare? Noi della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi ndr) proponiamo che il Comune di Roma riscriva un Testo Unico che contenga le regole d’accesso, quelle sanitarie e quelle dell’occupazione del suolo pubblico in modo chiaro e trasparente, non soggetto a interpretazioni personali. E che si stabiliscano dei meccanismi tariffari stabili per gli esercenti, anche questi in modo chiaro e trasparente, così che l’esercente possa sapere fin da subito quali saranno i suoi oneri fiscali. Giorgio Zussini

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Febbraio 2011 Gennaio 2011

NOTIZIE DALLA FOCUS DELCAPITALE MESE

AL VIA LA RACCOLTA FIRME: IL PD SI MOBILITA CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DI ATAC

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Parentopoli: le assunzioni fatte dalla Giunta Alemanno peseranno sulle tasche dei cittadini per i prossimi 15 anni ed i prestiti bancari saranno più cari per il Comune No a “questa” privatizzazione! Questa è la parola d’ordine adottata nel convegno organizzato il 26 gennaio 2011 dall’Associazione Autoferrotranvierifreemind alla quale aderiscono numerosi lavoratori di Atac e Cotral (www.autoferrotranvierifreemind.org). All’incontro sono stati inviati il Consigliere Regionale del PD Mario Di Carlo (ex Assessore alla mobilità del Comune di Roma), il Consigliere Comunale PD Athos De Luca (membro Commissione Mobilità del Comune di Roma), il Consigliere di Amministrazione di Cotral Danilo Granaroli, il Presidente del PD Roma Eugenio Patanè ed il Presidente del Circolo PD di Atac Ruggero Piccolo. Il tema principale dell’incontro riguardava la proposta di delibera sulla privatizzazione di Atac e Ama che a breve sarà discussa sia in Commissione Mobilità che in Consiglio Comunale. A coordinare l’incontro il Presidente dell’Associazione Claudio Calderan che prima di dare la parola agli invitati ha illustrato la disastrosa situazione in cui versa il Trasporto Pubblico Locale.

“L’attuale amministrazione si vanta di aver diminuito le spese per il trasporto pubblico locale senza però dire ai cittadini di aver assunto circa 890 persone, molti in posizioni dirigenziali, e al contempo aver diminuito il servizio di 4 milioni di km percorsi in meno. Questo ha comportato meno mezzi in circolazione, meno manutenzione e meno autisti e tecnici di cui un sistema efficiente avrebbe prioritariamente bisogno” questo è quanto affermato da Mario di Carlo che continua affermando che “lo scandalo di Parentopoli peserà sulle tasche dei cittadini per i prossimi 15 anni in quanto le assunzioni sono a tempo indeterminato” e prosegue sottolineando che “il Comune non poteva permettersi tale incremento di spesa considerato che i trasferimenti statali sono sempre minori e che il margine operativo era negativo (differenza tra entrate ed uscite). Inoltre, che dire di questa vicenda

agli autisti che aspettano ancora di essere assunti, o ai giovani senza lavoro e a quelli che si confrontano a migliaia in un concorso per pochi posti?”

Per quanto riguarda la privatizzazione di Atac, AMA, inserite come l’Acqua nel Decreto Ronchi, è scaturito da tutti i presenti un “No” deciso e convinto, motivato da proposte alternative per rendere i trasporti pubblici efficienti pari a quelli offerti da altre regioni d’Italia. In particolare, il Consigliere comunale Athos De Luca ha affermato che chi sostiene che la privatizzazione è un obbligo dettato dal Decreto Ronchi, dichiara il falso (in quanto si tratta di una scelta) e che la privatizzazione del trasporto produrrebbe un aumento dei costi per i cittadini al quale potrebbe non corrispondere, visto come sono state gestite le privatizzazioni in altri settori, un miglioramento del servizio.

Inoltre, sempre secondo De Luca, la politica deve riuscire a dare regole certe per la Aziende comunali, per esempio, non permettendo loro la ricapitalizzazione in quanto la legge impone che servizi come i rifiuti ed i trasporti debbano reggersi sulle imposte pagate dai cittadini (per questo è importante una gestione efficiente) e non sovvenzionati da risorse comunali!” Dal punto di vista finanziario, l’Agenzia americana Fitch rating ha declassato la posizione finanziaria del Comune di Roma da AA- all’attuale A+, il che significa che i prestiti che questo contrarrà verranno accordati ad interessi bancari più alti di quelli finora concessi. Tradotto in altri termini: più debiti.

Il Presidente del PD Roma, Eugenio Patanè conclude l’incontro affermando che il PD che ha risolto i problemi passati e si è dotato di un nuovo gruppo dirigente si mobiliterà a Roma per organizzare la raccolta firme per bloccare questo processo che massimizza gli interessi privati e socializza le perdite. Laura Napoli


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

FORTE BRAVETTA: UN PROGETTO UNICO IN ITALIA Municipio XVI

di Elio Tomassetti

La collaborazione tra cittadini, Comune e Municipio dovrebbe portare all’ apertura dell’ area verde ed alla creazione di un polo della Memoria

Il Forte Bravetta venne costruito tra il 1877 e il 1883, e costituiva il vertice sud-occidentale della cintura dei Forti voluta per controllare la città di Roma a seguito della unificazione. Sorge in un’ area di oltre 10 ettari, la quale ricade all’ interno della stupenda riserva naturale della Valle dei Casali. Tra il 1940 e il 1943 vi si eseguivano le sentenze di morte emesse dal Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato e dal Tribunale ordinario. Questa triste tradizione continuò con l’ occupazione tedesca della città, che portò il Forte tra il 1943 e il 1944 ad essere teatro delle fucilazioni ordinate dal Tribunale Militare di Guerra germanico. Anche dopo la liberazione le fucilazioni continuarono, stavolta ordinate dalla temporanea Alta Corte di Giustizia. Qui trovarono la loro morte circa cento persone, tra cui don Morosini ed il questore Caruso. Il Forte fu adibito a deposito militare durante la seconda metà del Novecento e non è mai stato aperto al pubblico. Una svolta importante si è avuta il 29 aprile 2009, quando l’ area è stata acquisita dal Comune di Roma. Da questa data però poco si è mosso, e i cittadini del Municipio XVI chiedono di poter godere per lo meno dell’ area verde.

Febbraio 2011

In realtà la storia recente al riguardo è un po’ complessa. Nel maggio del 2009 si parlava addirittura di una possibilità per la quale il Forte fosse adibito a deposito AMA, cosa che ha portato i cittadini ad organizzare un volantinaggio ed un presidio a cui parteciparono oltre cento persone. Ricordiamo infatti che dal 2008 è attivo un Comitato organizzato dai cittadini del quartiere che ha raccolto circa mille firme (depositate in Comune) per l’ apertura dell’ area verde e la valorizzazione del monumento. Dopo l’ estate 2009 sembrò esserci la svolta. Infatti il 9 settembre il Sindaco inaugurò ufficialmente il Parco dei Martiri di Forte Bravetta. Di fatto il cancello continua ad essere chiuso, con dentro una vigilanza continua giorno e notte che apre le porte solo a visite guidate prenotate con anticipo. Il progetto che l’ Amministrazione comunale ha dichiarato di voler realizzare richiede un grande dispiego di fondi. Si vuole fare del Forte un polo unico in Italia, con un Museo della Memoria, spazi per le associazioni locali ed iniziative per sfruttare al meglio gli ettari di verde. Tali idee richiedono tempo per essere messe in pratica; per ora comunque i cittadini ed il Municipio XVI chiedono di aprire l’ area verde dall’ alba al tramonto e continueranno a vigilare e a collaborare riguardo l’ ottenimento degli obiettivi comuni. Proprio di recente, a testimonianza dell’ attenzione che suscita l’ argomento, il Consiglio del Municipio XVI ha votato una mozione che impegna la Giunta a chiedere al Sindaco di far inserire nella delibera Roma Capitale i fondi necessari all’ attuazione del progetto.

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. Febbraio 2011

Gennaio 2011.9 NOTIZIE FOCUS DALLA DEL M CAPITALE ESE

PROCEDE SPEDITO IL PIANO DI OTTIMIZZAZIONE DELLE EDICOLE A PRATI

Municipio XVII

“Ottimizzazione” è una brutta parola in burocratese che indica lo sforzo economico (degli operatori) e organizzativo (del Municipio) di rendere le edicole presenti sul territorio conformi al Codice della Strada e alle delibere comunali. Ma è anche una parola che diventa molto bella se pensiamo da un lato ai suoi effetti sul decoro urbano, di solito infatti oltre ai chioschi vengono migliorati anche i marciapiedi circostanti, dall’altro a quelli sulla sicurezza sul luogo di lavoro dal punto di vista di chi all’interno dei chioschi ci passa gran parte della sua giornata. Il piano, partito dal Primo Municipio nel 2001, prevede, tra l’altro, l’installazione del cosiddetto “chiosco tipo”, quello verde, normalmente ottagonale che ormai vediamo in quasi tutto il Centro Storico, eliminando così i chioschi delle forme e strutture più disparate, qualche volta fatiscenti, che incontriamo oggi in giro per il resto della città. Grazie all’installazione del “chiosco tipo” si cerca anche di eliminare l’occupazione spesso indiscriminata del suolo pubblico adiacente l’edicola, con espositori e altro, considerata anche la possibilità concessa negli ultimi tempi agli edicolanti di ampliare le merci poste in vendita (libri, gadget, accessori vari…). “La tipologia dei chioschi è concordata con le Sovraintendenze, comunale e di Stato,” ci ha detto l’assessore alle

Attività produttive del Municipio Mauro Caliste, che ha già ricoperto lo stesso incarico al Centro Storico “dal canto nostro noi amministratori siamo pronti a rendere più semplici le procedure e a collaborare con tutti gli interessati, cittadini e operatori, per cercare di armonizzare tutte le esigenze”. Nel corso del 2010 nel Municipio sono state ottimizzate quattro edicole: in piazza Mazzini, via Leone IV, via della Giuliana, via Ferrari; mentre sono in corso di completamento le procedure per quelle di viale Mazzini, di piazza Prati degli Strozzi e di piazza Bainsizza. Giovanni Giusti

XVII MUNICIPIO, ANCHE GLI UFFICI PROTAGONISTI DELLA LOTTA PER IL DECORO

La radicale riorganizzazione dell’Ufficio Commercio del XVII Municipio, iniziata nel 2010 e portata a compimento a gennaio di quest’anno, ha avuto come ricaduta più tangibile per la cittadinanza, oltre a una più efficiente gestione del lavoro interno, il miglioramento del decoro del territorio. Grazie alla riorganizzazione dei compiti del personale l’ufficio può infatti procedere, tra le altre cose, a una più celere lavorazione dei verbali di abusivismo commerciale provenienti dalla Polizia Municipale, con particolare riguardo a quelli connessi alle infrazioni relative alle occupazioni di suolo pubblico. Per capire meglio la situazione, vediamo come si svolge il cammino di questo tipo di pratiche. Quando la Polizia Municipale rileva un’occupazione di suolo pubblico abusiva, o difforme da quanto autorizzato, oltre alla multa all’esercente, invia un verbale al Municipio che deve disporre, attraverso l’Ufficio Commercio, ed eseguire, attraverso l’Ufficio Tecnico, la rimozione degli abusi rilevati dai vigili. È evidente che le rimozioni non possono avvenire in maniera puntuale se l’Ufficio Commercio è intasato dalle pratiche, vanificando in questo modo il lavoro sul territorio della Polizia Municipale e

irritando, quanto meno, i cittadini che, magari nonostante le prot e s t e , continuano a vedere le strade invase da arredi fuorilegge. “Nel corso del 2011 l’Ufficio Commercio smaltirà tutto l’arretrato, accumulatosi sin dal 2003” ci ha assicurato l’assessore alle Attività produttive del Municipio Mauro Caliste, evidenziando, sempre a proposito di occupazioni suolo pubblico abusive, come la Giunta del Municipio XVII abbia approvato una delibera, unica in tutta Roma, in base alla quale viene superato il criterio cronologico per effettuare le rimozioni a favore del criterio del maggiore impatto sul decoro urbano delle installazioni abusive (gazebo, strutture fisse e mobili, arredi abbandonati…). Giovanni Giusti


.10 Municipio XVIII

NOTIZIE DALLA CAPITALE

Febbraio 2011

L'AREA FITNESS DEL PARCO DEL PINETO CADE A PEZZI. Ecco come poteva essere salvata… di Daniele Paolone

Inaugurata non molti mesi fa presso i casali Torlonia nel Parco regionale urbano del Pineto che costeggia via della Pineta Sacchetti, l'area fitness era stata accolta dal plauso dei cittadini, riscuotendo grande successo tra quanti abitualmente si dedicano a esercizi ginnici “en plein air”. Già da qualche mese però versa in condizioni di grave abbandono. Infatti, dopo un primo eroico intervento manutentivo, le incursioni vandaliche e l'incuria hanno avuto la meglio sul comune profitto degli utenti del Parco: la staccionata che la delimita è ora in parte divelta e in parte transennata, gli attrezzi ginnici sono asportati o danneggiati irreparabilmente e quindi inutilizzabili. Come questo bene comune avrebbe potuto essere preservato? Coprendola con una struttura prefabbricata tipo baita alpina o chalet, del tutto simile a quella che di via G.B. Soria adibita a centro ricreativo per anziani con pista di bocce e tavoli per il

gioco delle carte, della dama, degli scacchi... Il meccanismo è semplice: chiudere la struttura al tramonto da un addetto, magari il custode della limitrofa biblioteca e il problema sarebbe stato risolto! Stesso dicasi per l'area ludica che, dotata di apposita infrastruttura si trasformerebbe in una vera ludoteca, struttura utlizzabile quindi anche in caso di maltempo, con la possibilità d'introdurre giochi da tavola e di ruolo. La baita potrebbe essere dotata di allarme antieffrazione e sistema di videosorveglianza da remoto. In futuro si auspica una maggiore attenzione in fase di progettazione approfondendo le fasi di gestione anche perché spendere all’inizio qualcosa di più (prefabbricato) significa risparmiare soldi pubblici successivamente.

Il 17 Gennaio si é svolta al “Teatro Aurelio” di largo San Pio V una Convetion intitolata “Il lavoro prima di tutto”, organizzata dai circoli “PD Aurelio” e “PD Casalotti” e condotta dal nuovo segretario Claudio Blasi. Sono intervenuti Marianna Madia (Deputato PD commissione lavoro), Salvatore Porrello (rappresentate ISPRA e Segretario PD Casalotti), Emilio Gabaglio (Presidente del Forum Nazionale del Lavoro). La convention è stata seguita con molto interesse dai numerosi cittadini. Il primo intervento è stato quello di Porrello, rappresentante dell’ISPRA (azienda che si occupa di protezione e ricerca ambientale), che ha ringraziato il PD e tutte le forze politiche che hanno sostenuto la lotta contro i licenziamenti dei precari. Altro intervento è stato quello di Gabaglio, il quale ha esposto l’idea in base alle quale nel mondo del lavoro oltre alla flessibilità ci deve essere la giusta dose di sicurezza, e ciò probabilmente facendo riferimento alla flex-sicurity teorizzata dal giuslavorista e Senatore del PD Pietro Ichino. Ospite d’eccellenza, Marianna Madia che ha presentato le proposte sul lavoro elaborate in questi anni, come la maggiore

tassazione delle rendite finanziarie (oggi al 12,5% molto al di sotto della media europea) e quella finalizzata a rendere meno conveniente il lavoro precario detassando chi assume in pianta stabile. Tra questi interventi vi è stato l’intervento di Mario Castagna, responsabile nazionale dei Giovani Democratici (GD), che ha ricordato la mobilitazione contro la riforma universitaria e il grave disagio in cui verte il settore della ricerca in Italia. Massimo Minnetti

PROPOSTE SUL LAVORO: AL VIA LA PRIMA DI UNA SERIE DI INIZIATIVE PER STUDIARE NUOVE SOLUZIONI


Febbraio 2011

NOTIZIE DALLA CAPITALE

INTERVISTA A FABIO BENEDETTI (PDL) PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEL MUNICIPIO XVIII

Municipio XVIII

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di Viviana Vannucci

I tagli al bilancio comunale hanno danneggiato cittadini e soprattutto manutenzione stradale, ambientale e servizi AMA

Come è stato il bilancio complessivo del 2010? “Complessivamente la situazione economica è stata positiva, anche se sono stati effettuati dei forti tagli che hanno danneggiato soprattutto i cittadini e il funzionamento di alcuni servizi interni al Municipio, come la manutenzione stradale, ambientale e i servizi AMA .” Sono stati presi dei provvedimenti per il miglioramento delle strade urbane? “Per la questione della viabilità è stato pubblicato il bando di gara che prevede lo stanziamento di 6.500.000 Euro per l'allargamento di via Boccea. Il progetto prevede la costruzione di rotatorie stradali in corrispondenza dei principali collegamenti della nuova infrastruttura con la viabilità esistente, presso l'incrocio tra via Casalotti e via Boccea.” Quanto tempo dureranno i lavori? “La durata dei lavori prevista è di circa un anno a partire dall'apertura del cantiere. In questa fase si provvederà al raddoppiamento della carreggiata di via Boccea che sarà allargata lungo il tratto che parte da via Mingazzini fino a via di Selva Candida.” Per il miglioramento di alcune zone urbane cosa verrà attuato?

“ Al momento è stata acquisita l'area militare di Forte Boccea e siamo in attesa del cambio di destinazione d'uso. Una volta divenuta area civile, vi potremo trasferire il mercato di via Urbano, realizzare dei parcheggi e un parco verde di utilizzo pubblico.” Quali sono le aspettative per il 2011? “Per quest'anno si spera in una rivisitazione in positivo delle singole voci di spesa e in un incremento dei fondi, alcuni dei quali sono già stati stanziati. Infatti dopo quattro anni di stallo il Comune, con il contributo dell'attività politica municipale, ha messo a disposizione 3,5 milioni di Euro per realizzare il completamento dell'Auditorium di via Albergotti e la recinzione dell'intera area.” Che progetti avete per l’ Auditorium? “Una volta ultimati i lavori la struttura verrà utilizzata per la rappresentazione di spettacoli di vario genere: manifestazioni sportive, teatrali, musicali e soprattutto sociali. Questi eventi serviranno ad incrementare la crescita culturale del quartiere e della città. Pertanto, i progetti non soltanto abbracceranno tematiche legate alla realtà municipale, ma si cercherà di offrire al pubblico un intrattenimento coinvolgente e poliedrico, aperto alle iniziative extraterritoriali.”

LA NUOVA CASALOTTI-BOCCEA

Pubblicato il bando per lʼampliamento della strada Casalotti-Boccea

Sarà effettuato per quasi tre chilometri di strada l’ampliamento di un tratto nel quale le macchine sono ingoiate. Il bando per l’affidamento dei lavori è stato infatti pubblicato, con scadenza 7 febbraio 2011. Il disegno interessa il tratto compreso tra l’incrocio con via Mingazzini e l’intersezione con via Selva Candida, in entrata al Grande raccordo anulare. Presso l’incrocio tra via di Casalotti e via Boccea invece, si procederà con la costruzione di rotatorie stradali in corrispondenza dei principali collegamenti della nuova infrastruttura con la viabilità esistente. Via Boccea, il vero elemento centrale della questione connessa al traffico, sarà ampliata a due carreggiate, ciascuna con due corsie per senso di marcia, per un totale di 660 metri. Soddisfatto, ovviamente, il presidente del Municipio XVIII Daniele Gian-

nini, che spiega felice lo storico risultato: “L’allargamento di via Boccea è l’opera più importante degli ultimi trent’anni per questo quadrante di città e rappresenta il risultato di gran lunga più clamoroso della nostra amministrazione municipale. È effettivamente, una vera e propria svolta decisiva considerando che si trattava di un progetto in sospeso dal 1997 e caratterizzato da una serie interminabile di rinvii e ricorsi. La durata dei lavori prevista è di circa un anno a partire dall’apertura del cantiere, mentre gli esiti del bando di gara saranno noti nel prossimo mese di febbraio. Tuttavia, rimangono alcuni interrogativi legati alla necessità di procedere con acquisizioni di spazi pubblici che potrebbero rallentare di molto l’iter amministrativo. Laura Napoli


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NOTIZIE DALLA CAPITALE

IL RUGBY ALLENA LA VITA E LO SPIRITO DI QUADRA di Laura Napoli

Febbraio 2011

Municipio XV

L’Ar valia Villa Pamphili festeggia i suoi 30 anni di storia ed il completamento dello Stadio di Rugby al Corviale. Tuttavia, la società è in attesa del rinnovo della concessione dal Comune di Roma.

Nata nel 1980 la società di rugby “Arvalia Villa Pamphili” festeggia trent’anni dalla sua fondazione. La sua nascita e la sua crescita come società sportiva è frutto della passione del Presidente Salvatore Gallo e dei ragazzi che con lui condividono l’amore per questo sport.

Il campo sul quale si allenano i ragazzi, a Corviale, è stato dato in concessione dal comune di Roma nel gennaio 2007 e la società, che conta più di 400 iscritti, è in attesa del rinnovo per continuare la sua partita. Un luogo dedicato allo sport che prima non era presente nel quartiere e che, ci auguriamo tutti, possa continuare a svolgere la sua funzione di collante sociale, soprattutto considerando che i soldi investiti nella realizzazione di aree dedicate alle attività sportive sono sempre troppo pochi in Italia, ed in sostanza sono contributi investiti proficuamente per il ruolo fondamentale che lo sport ha nella vita di un individuo. Lo sport, infatti, è una ricchezza inestimabile. La zona di Corviale, inoltre, cade all’interno di un quartiere periferico di Roma che è stato spesso sinonimo di disagio e degrado, ma che a piccoli passi sta conoscendo un notevole sviluppo. Grazie anche alla realizzazione di questo spazio che è diventato punto di riferimento per giovani e famiglie si è contribuito alla rivalutazione del quartiere.

La società Arvalia Villa Pamphili Rugby ha interamente coperto i costi per la costruzione del nuovo campo, tramite l’autofinanziamento e la richiesta di un mutuo al credito sportivo. Un caso raro di una società privata che finanzia e migliora un bene pubblico con la realizzazione dello “Stadio del Rugby. Il rugby poi in particolare è uno sport di squadra diffuso, nelle sue varianti, in buona parte del mondo: specialmente nel

Salvartore Gallo, Presidente Arvalia Villa Pamphili

Regno Unito e negli Stati dell'ex impero britannico come Irlanda, Australia, Nuova Zelanda, e in USA, ma ancora troppo poco diffuso in Italia dove si preferisce il calcio. Il rugby non è solo uno sport sano e bello ma anche, data l’origine “nobile” del gioco, uno sport nel quale si presuppone un ferreo rispetto delle regole e nel quale c’è il massimo riguardo per l’altro. Difatti, è consigliato per la crescita di un bambino o di un ragazzo e adatto per preparare ad affrontare con uno spirito migliore la vita e soprattutto con un forte senso di squadra. A differenza di molti altri sport, sugli spalti è sempre una festa, i tifosi delle rispettive squadre a fine partita s’incontrano e festeggiano insieme. E se oggi la società in cui viviamo tende sempre più spesso alla violenza e nello sport manca spesso lo spirito giusto, è proprio vero che tutti dovremmo imparare a giocare a rugby.

Come disse Henry Blaha, giocatore e giornalista americano:

« Il rugby è un gioco bestiale giocato da gentiluomini, il calcio è uno sport da gentiluomini giocato da bestie, il football (americano) è uno sport bestiale giocato da bestie »

Che aggiungere? « la vita è più facile se affrontata con spirito di squadra».


Febbraio 2011 Dicembre 2010

NOTIZIE DALLA FOCUS DELCAPITALE MESE

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360˚ LOVE è una mostra che avrà luogo a Roma dal 14 al 24 febbraio, presso la Coronari ArtGallery 11. L’evento, che sarà inaugurato alle 17,00 del giorno di San Valentino, propone il tema dell’amore in tutte le sue forme ed espressioni. Per l’occasione, la curatrice Vita Valeria Minacori, ha suggerito agli artisti di dedicare le loro opere all’Eros e di interpretarlo secondo differenti chiavi di lettura. Emergenti di talento, come Alessandro Scannella, Sabrina Rizzo, Francesco Longo, Silvia Tuccimei ed altri ancora realizzeranno dipinti ispirati alla passione nella sua pluralità espressiva. Il pubblico potrà contemplare quadri consacrati all’amore platonico, sublime ed incessante forma di elevazione spirituale, oppure potrà commuoversi di fronte ad altri, plasmati da un tenero e soave romanticismo. In altre tele i pittori si inoltreranno negli abissi dell’Eros, dando vita ad interpretazioni estreme che andranno dalle bassezze del piacere carnale, con le sue trasgressive e travolgenti pulsioni, sino alle vette più alte del desiderio: inesauribile fonte di ispirazione o struggente sentimento di dolore. L’iniziativa nasce per offrire agli artisti la possibilità di confrontarsi con uno dei temi più amati dal pubblico. Sono ancora in tanti, infatti, a subire la seduzione delle immagini con le quali si cerca di dare forma e colore a quella misteriosa forza interiore chiamata amore. Viviana Vannucci


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Febbraio 2011

NOTIZIE DALLA REGIONE

IL CARNEVALE DI RONCIGLIONE (VT), DAL 1878

Il Carnevale di Ronciglione (VT) nasce dalla tradizione del carnevale romano rinascimentale e barocco ed esistono documenti ufficiali che ne attestano l'esistenza da oltre 130 anni. La manifestazione presenta diversi spettacoli legati alla storia del paese: dalle cavalcate degli Ussari alla corsa dei Berberi, dai "Nasi Rossi" al "Corso di Gala". Simbolo del carnevale di Ronciglione, le Corse a Vuoto sono dette anche "Corse dei Berberi", e si svolgono tra cavalli senza fantino, come quelle che in passato si svolgevano a Roma, lungo via del Corso, e a Siena, lungo via di Città, oggi scomparse. Le origini di questa tradizione risalgono ai tempi di Papa Paolo III Farnese (1465). La città è divisa in 9 contrade con colori e drappi diversi, che si contendono il "Palio della Manna". La cavalcata degli Ussari è messa in scena da un gruppo di cavalieri, vestiti con costumi del XIX secolo, che si lanciano in una cavalcata per le vie del paese, rievocando il periodo del dominio francese. La leggenda narra infatti che un capitano degli ussari francesi, di stanza a Ronciglione in difesa dello Stato Pontificio, innamoratosi di una bella dama, per pavoneggiarsi davanti ai suoi occhi sfilò più volte alla testa dei suoi dragoni, dando così origine alla tradizione. I Nasi Rossi rappresentano gli adoratori di Bacco, una maschera che il lunedì di carnevale dà vita al rituale detto "la pitalata". Vestiti con un bianco camicione, i Nasi Rossi si radunano sulla piazza, cantano un inno al vino, rincorrono gli spettatori, salgono con scale sui balconi ed entrano nelle case, per offrire i maccheroni che tengono caldi in un vaso da notte. Al termine, il Re di Carnevale, condannato a morte, viene dato alle fiamme. Gli appartenenti alla Compagnia della Penitenza sfilano incappucciati il martedì grasso, per catturare e cacciare il "Re Carnevale" e sono incappucciati perché sono gli stessi che lo inviteranno nuovamente l'anno successivo. Rappresentano i guardiani della moralità del paese. Daniele Palone

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PROGRAMMA MANIFESTAZIONI CARNEVALE 2011

DOMENICA 27 FEBR 312 GRANDIOSO CORSO DI GALA Maschere, carri allegorici, gruppi mascherati e bande folcloristiche...Tutti in Piazza della Nave a ballare "il Saltarello" GIOVEDI’ 03 MARZO Ore14.30 Il Campanone suona a distesa. Dalle ore 15.00 la Banda cittadina e Majorettes per le vie rinascimentali del paese annunciano il ritorno di RE Carnevale. Ore 15.30 Parata Storica degli Ussari. Ore 16.00 Il Sindaco consegna le chiavi della Città a RE Carnevale e alla sua corte HA INIZIO LA FOLLIA...Ore 16.00 Grande sfilata dei più piccoli ore 17.30 Saltarello in Piazza SABATO 05 MARZO Dalle ore 15.00 Banda Cittadina e Majorettes Ore 15.30 Parata Storica degli Ussari Ore 15.30 CORSE A VUOTO (carriere di qualificazione). Ore 17.30 Saltarello e sorprese in Piazza Ore 22.30 Gran Veglione delle maschere al Palasport DOMENICA 06 MARZO Passeggiata ed esibizione della banda cittadina "Alceo Cantiani" e Majorettes. Ore 15.30 Parata Storica degli Ussari Dalle ore 16.00 Bande folcloristiche per le vie rinascimentali del paese 313° GRANDIOSO CORSO DI GALA Maschere, carri allegorici, gruppi mascherati e bande folcloristiche. Tutti in Piazza della Nave a ballare "il Saltarello" MARTEDI’ 08 MARZO Ore 14.30 il Campanone suona a distesa. Ore 15.00 Parata Storica degli Ussari. Ore 15.30 CORSE A VUOTO (Corse di cavalli senza fantino) Batteria di Consolazione – Finalissima e assegnazione del Palio alla Scuderie vincitrice. Ore 19.30 In Piazza del Comune morte e testamento di Re Carnevale corteo funebre con la “ FIACCOLATA della Compagnia della Penitenza. Ore 20.00 Partenza di “Re Carnevale “ con il “GLOBO AEROSTATICO” ore 22.30 Veglionissimo di chiusura del Carnevale al Palasport


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FOCUS: AMORE

S E S S O, F I L M & SEXY SHOP:

L’INDUSTRIA EROTICA NON CONOSCE CRISI di Giorgio Zussini

Immaginate che vostro fratello – single da sempre – vi dica di aver trovato finalmente una ragazza e di volervela presentare; e che alla cena per farvi conoscere si presenti con una certa Bianca: bella donna, indubbiamente, ma… di plastica!

È quanto accade in Lars e una ragazza tutta sua, ottimo film di Craig Gillespie di qualche anno fa. Ma la cosa più curiosa non è tanto che il film sviluppi l’intera trama sull’assurda storia tra un uomo e una bambola di silicone a grandezza d’uomo (di donna, pardon!); quanto piuttosto che il sito in cui Lars “incontra” Bianca esiste veramente. La “RealDoll” dal ’96 procura agli americani donne per tutti i tipi: si possono scegliere i lineamenti tra sedici diversi modelli di viso, poi il colore della pelle (ben cinque gradazioni), degli occhi e dei capelli, se la si vuole con o senza french, con quale rossetto, e così via (volendo tacere il resto). Il tutto per un modello base da circa 4.500 euro o uno “super-accessoriato” da quasi 9.000, che per amor dell’uguaglianza tra i sessi si possono avere anche in versione maschile. L’industria erotica secondo le stime produce In Italia un fatturato che sfiora il miliardo e mezzo di euro, e da anni la cifra cresce del 5% circa, indifferente a qualsiasi crisi. La parte dal leone la fanno ormai il web e il mondo dei film. Chi non ha mai notato, passeggiando tra Termini e

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Piazza Esedra, quelle bancarelle che espongono – tra un classico e l’altro della letteratura – file e file di dvd erotici? Certo anche loro un giorno, difficile dire quanto lontano, scompariranno come le vecchie videocassette. Per ora, sui film hard per la distribuzione ancora si investe: proprio lo scorso settembre è uscito in commercio il rifacimento pornografico del celebre Avatar, che è il primo porno in 3D e vanta oltretutto il più oneroso budget per un film del genere, almeno stando a quanto dichiarato dalla casa produttrice Hustler.

Parlando del web, pare che noi italiani abbiamo ormai imparato a usarlo senza difficoltà: i dati Alexa rilevano che Youporn – fratello degenere di Youtube – è al 22° posto tra i siti più visitati in Italia. Non male, considerando che il sito Ansa, per fare un esempio, è al 39°, e che Youporn non è certo l’unico sito per maggiorenni a comparire nella top 100. Tempi bui, oltre che per le riviste, sono certamente per i cinema a luci rosse: se fino a qualche anno fa i cartelli “V.M. 18” erano frequenti – magari la mattina, o un solo giorno a settimana – oggi a Roma i cinema per adulti ancora funzionanti si contano su una mano – e qualche dito avanza pure. Senza contare che ormai più che luoghi per “cineamatori” sono luoghi di incontro per scambi fugaci. Per i sexy-shop invece la situazione sembra positiva: in Italia se ne contano intorno ai 400, molti di più se si considerano anche quelli on-line. Si va da quelli più modesti, per tutte le tasche, a quelli di lusso, raffinati ed eleganti come lo ZouZou di Roma. Ma per quanto ci potremo impegnare, mai potremo competere con il lusso che giunge dalla Francia: a Parigi si producono e vendono vibratori da 40 mila euro: “E che li fanno, con l’oro?”, si chiederà qualcuno; ebbene sì: quasi un etto e mezzo d’oro 18 carati, impreziosito, giusto per gradire, da 117 diamanti.


Febbraio 2011

FOCUS: AMORE

DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI... FORTI EMOZIONI di Valeria Pucci

Quello che fino a ieri sembrava impossibile e inimmaginabile nel nostro Paese, oggi è realtà. L’idea proviene dall’America dove tutto è automatizzato, sono piccoli, fucsia, di marca, semplicemente deliziosi. Impossibile non notarli: sono i distributori automatici di Sex toys.

La novità più assoluta è che puoi trovarli nelle toilette per signore all’interno dei ristoranti più trendy, locali fashion, wine bar, ma anche nei centri benessere, centri fitness, istituti di bellezza, coiffeur per signora. E se il colore, la forma, il packaging ingannano, sono tutt’altro che innocenti. E stanno invadendo tutti i ritrovi più glamour del Belpaese. Appena nati sono già gettonatissimi. Non solo dai gestori dei locali più fashion in tutta Italia, ma soprattutto dai consumatori. Dai distributori di spazzolini da denti si passa oggi ai distributori di Sex toys: divertenti, nati per le donne e mai volgari. L’iniziativa è nata da un brand italiano che ha preso ispirazione dai ‘cugini americani’. E’ un’azienda che già si occupa della produzione di tali articoli dedicati alla seduzione, al piacere e alla sessualità della donna o della coppia, e che ha deciso di affiancare ai suoi prodotti anche una linea "griffata" di distributori automatici di gadget erotici, dispensatori di “benessere e piccoli piaceri quotidiani”. Secondo gli esperti è stato il successo di programmi televisivi come "Sex and the City" a far cambiare atteggiamento alle donne. Ed è proprio tra le sostenitrici del noto serial televisivo il target privilegiato: principalmente donne con una buona cultura, tra i 25 e i 50 anni d’età, con una buona posizione sociale e una vita sentimentale soddisfacente.

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Donne consapevoli, sicure, che vivono con naturalezza il proprio corpo e che rivendicano il loro ruolo da protagonista all’interno della propria sessualità. Un successo della marca che mostra una sorta di ribellione delle donne al modello maschile che, troppe volte, ha dato all’erotismo un’accezione pornografica, relegando spesso la donna a uno stato passivo di semplice oggetto di piacere. I distributori funzionano come un normalissimo distributore automatico di tabacchi. Basta inserire la tessera sanitaria o il codice fiscale(a dimostrazione della maggiore età), e si apre una tendina che mostra gli oggetti in vendita, si può selezionare il prodotto che più piace, si passa all’introduzione dei soldi ed ecco scendere una deliziosa scatoletta fucsia un po’ più grande di un pacchetto di sigarette. È possibile scegliere tra diverse tipologie di prodotto: i dadi dell’amore, un elegante vibratore satinato in formato “travel”, l’anello vibrante fucsia, il gel lubrificante massaggio corpo, le geisha balls e una deliziosa, nonché stimolante, paperella vibrante waterproof con tanto di boa e swarovski® sul becco.

Per adesso i distributori sono posizionati nelle toilette di alcuni locali e in zone strategiche della città. Certo è che con l’avvento della distribuzione automatica il sex toys arriva alla portata anche di chi non avrebbe mai messo piede in un sexy shop e finalmente cade un preconcetto legato a tali oggetti che li ammantava di un’aura misteriosa ad esclusivo uso di chissà quali ‘fenomeni da film’ promuovendoli a pieni voti al rango di “accessori per il benessere” e aprendo di fatto una breccia nella sessualità femminile ancora adesso troppo piena di tabù.…per tutte le donne è giunto il momento di tornare a giocare… (Fonte: sito www.my-yoyo.it)


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FOCUS: AMORE

MEETING: IL MODO GIUSTO PER INCONTRARSI

L'AGENZIA MEETING è l'unica a fornire un servizio serio, innovativo, volto soprattutto a far incontrare e conoscere persone con interessi, gusti e affinità in comune.

MEETING si rivolge a gente intraprendente, professionalmente impegnata e con sensibilità straordinaria che mira ad un rapporto di qualità e non si accontenta di incontri futili e banali, ma di qualcosa di più! Alla base del lavoro del team Meeting esiste serietà, disponibilità e tanto cuore che aiutano a valutare le esigenze e caratteristiche di ogni persona per poter selezionare tra i numerosissimi iscritti quelli più idonei per la ricerca del partner ideale. L'agenzia fa parte di un net-work di agenzie affiliate distribuite in tutta Italia che ha a disposizione una banca dati immensa, quindi la possibilità di fornire numerosissimi incontri anche a livello nazionale. Il numero degli incontri non è prefissato. Non bisogna cadere nella trappola di pensare che molti incontri generano automaticamente unioni, né farsi

Gennaio 2011 Febbraio

prendere dalla sindrome del “ho pagato quindi voglio molti incontri”. Ciò per cui ci si iscrive deve essere la ricerca di incontri veramente selezionati, che possono anche essere molti ma non necessariamente. Dal punto di vista tecnico, l’Agenzia potrebbe organizzare anche un incontro al giorno per ciascuno, questo dipende anche dalla disponibilità di tempo libero del singolo. In una società nella quale si va sempre di corsa e nella quale non si ha più tempo per le relazioni sociali, l’agenzia Meeting diventa lo strumento ideale per fare amicizia e magari trovare l’amore. Coloro che decidono d’iscriversi all’agenzia Meeting non entrano in una fredda fabbrica di incontri, come possono essere quelli fatti su Internet ma viene a rapportarsi con persone come lui/lei, trova persone con i suoi stessi desideri e aspirazioni. Terminiamo dunque nell’ottimismo della frase finale che ha contraddistinto i nostri articoli: la famosa canzone “Everybody need somebody…(to love)”, ciascuno di noi ha bisogno di qualcuno (da amare). Dunque, perché aspettare ancora? Una semplice telefonata o una visita nella nostra agenzia non costa nulla e potrebbe cambiare il vostro futuro! Per informazioni:Meeting - Agenzia per Single - Roma, Via Veneto 116 - Tel. 06.69922398 Viviana Vannucci

SAN VALENTINO: TRA STORIA E LEGGENDA

Per gli antichi Romani Febbraio era considerato il mese in cui ci si preparava all'arrivo della primavera (ritenuta la stagione della rinascita), un momento di passaggio dal vecchio al nuovo. In effetti sembra proprio che la stessa etimologia di “Febbraio” sia in correlazione con il verbo “februare” che indica il “purificare” e l’”espiare”. Si iniziavano i riti della purificazione: le case venivano pulite e vi si spargeva del sale ed una particolare farina. Verso la metà del mese iniziavano le celebrazioni dei Lupercali (dèi che tenevano i lupi lontano dai campi coltivati). I Luperici, l'ordine di sacerdoti addetti a questo culto, si recavano alla grotta in cui, secondo la leggenda, la lupa aveva allattato Romolo e Remo e qui compivano i sacrifici propiziatori. Il sangue degli animali veniva poi sparso lungo le strade della città, come segno di fertilità. Il vero "evento" per la gioventù romana di allora era però una specie di lotteria dell'amore. I nomi delle donne e degli uomini che adoravano questo Dio venivano messi in un'urna e opportunamente mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per un intero anno avrebbero vissuto in intimità affinché il rito della fertilità fosse concluso. L'anno successivo sarebbe poi ricominciato nuovamente con altre coppie. Nel 496 d.C Papa Gelasio annullò questa festa pagana sostituendola con quella di san Valentino vescovo, martirizzato dall'imperatore Claudio II in quanto univa in matrimonio giovani coppie alle quali l'imperatore aveva negato il consenso. Prima della sua esecuzione, Valentino, che si era innamorato della figlia del suo carceriere, le scrisse una ultima lettera firmandola "dal tuo Valentino", frase che è arrivata fino ai nostri giorni. Nonostante siano passati tanti secoli, questa festa ha sempre mantenuto il significato di celebrare il Vero Amore. Le vicende riguardanti San Valentino sono abbastanza confuse, ma intorno alla sua figura ruotano molte leggende, che hanno senz'altro uno sfondo di verità, e che riguardano tutte episodi d'amore. E chissà se oggi Valentino fosse compiaciuto o dispiaciuto di quello che oggi è diventato il 14 Febbraio dove il consumismo imperante fa da padrone. E allora via a cenette a lume di candela, a weekend di relax, oppure la classica, ma sempre ben accetta, seratina artigianale in casa tra film e tanti baci. E i single? In questo giorno d’amore i single sotto sotto fantasticano su una serata romantica con un lui o una lei che non ci sono. Ed ecco che si esce con amiche anche loro rigorosamente single per riderci su o piangersi addosso al ricerca di un nuovo batticuori. Federica De Angelis


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FOCUS: AMORE

OGGI TI AMO, DOMANI TI LASCIO

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di Laura Napoli

In una società dove tutto è precario anche l’amore diventa precario. Se il matrimonio non è più di moda e se ci si sposa sempre più tardi è anche perché non c’è lavoro o perché la società in cui viviamo non ci permette di costruire un rapporto serio e duraturo. I dati parlano chiaro. Nel 2008 le separazioni sono state 84.165 e i divorzi 54.351. Rispetto al 1995 le separazioni sono aumentate del 61% e i divorzi sono praticamente raddoppiati (+100%). Tali incrementi si sono osservati in un contesto in cui i matrimoni diminuiscono e quindi sono imputabili ad un effettivo aumento della propensione alla rottura dell’unione coniugale. Ma il fenomeno dell’instabilità coniugale presenta situazioni molto diverse a seconda del territorio: nel 2008 si va dal valore minimo di 186,3 separazioni per 1.000 matrimoni che caratterizza il Sud, al massimo osservato nel Nord-ovest (363,3 separazioni per 1.000 matrimoni). La durata media del matrimonio al momento dell’iscrizione a ruolo del procedimento di separazione è risultata nel 2008 pari a 15 anni. Circa un quarto delle separazioni, tuttavia, proviene da matrimoni di durata pari o inferiore ai sei anni. Considerando per lo stesso anno i soli provvedimenti di divorzio, il matrimonio dura mediamente 18 anni da quando ci si sposa. Nel 1995 solo in Valle d’Aosta si registravano più di 300 separazioni per 1.000 matrimoni, mentre nel 2008 si sono collocate addirittura al di sopra di questa soglia. Quasi tutte le regioni del Nord risentono fortemente di questo fenomeno. Un po’ meno al Sud dove i matrimoni durano di più. La crisi coniugale coinvolge sempre più frequentemente anche le unioni di lunga durata. Le separazioni oltre i 10 anni di matrimonio sono più che raddoppiate dal 1995 ad oggi, quelle oltre i 25 anni sono quasi triplicate. Questo fa sì che in termini relativi sia diminuita la quota delle separazioni prima del quinto anno di matrimonio (dal 24% del 1995 al 17% del 2008). Se si fa presto a dire “ti amo” si fa presto anche a dire “arrivederci, caro…”. Molti ritengono che l’amore sia sinonimo del più insipido volere bene, altri lo confondono con la paura di rimanere soli, ma come dice Paul Valery “ l’assoluto dell’amore si riconosce dall’inquietudine incessante

di chi ama”. Amare qualcuno significa concedersi e mettersi in discussione. Significa fidarsi e costruire un rapporto sul dialogo e sulla sincerità.

Nella nostra società i rapporti di amore (ed anche quelli d’amicizia) sono duramente messi in crisi. Tutto viene spesso vissuto con molta superficialità, non rendendosi conto che l’altro ha dei sentimenti e che l’altro è anche il Noi. Prevale l’Io rispetto al Noi. Ad esempio è molto frequente dire bugie. Custodire gelosamente un segreto, tenerlo tutto per sé senza condividerlo con chi è più vicino, può essere considerato un tradimento. Nascondere parti di sé e della propria vita viene percepito all’interno di una relazione, come un modo per sottrarsi, come un segno di sfiducia verso gli altri. Questo atteggiamento può provocare in alcuni casi la fine di una relazione, o in altri, il mantenimento di una relazione costruita su bugie e tradimenti ed anche, al fine, il circondarsi di relazioni superficiali.

Molti aspetti sono tipici di una società moderna basata sul consumismo e sull’estetismo. Rapporti inclusi.

In una società dove tutto è precario anche l’amore diventa precario. E se il lavoro non c’è non è possibile costruirsi una vita matrimoniale. Ma a questo punto è meglio farsi un esame di coscienza e chiedersi se forse non sarebbe meglio mettere da parte quell’egoismo che ci rende così incessantemente in cerca di qualcosa che non esiste e chiedersi se per amare dobbiamo prima essere più altruisti.


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FOCUS: AMORE

TUTTA COLPA DI FACEBOOK di Viviana Vannucci

L'esibizionismo mediatico, con la sua messa in vetrina del privato, è solo il sintomo di una crisi già in atto. Coppie in crisi per colpa di facebook...! E' difficile a crederci, ma si tratta di un fenomeno in crescita sia in Italia che all'estero. Il social network più famoso del pianeta sta giocando brutti scherzi a molti dei suoi utenti più attivi. Quello che sarebbe dovuto essere un gioco o un efficace strumento di comunicazione, si sta rivelando una mina vagante per le relazioni private. Proprio in questi giorni stiamo apprendendo dai giornali che alcune unioni sono in caduta libera, perché uno dei due partner è troppo immerso nel suo spazio virtuale e troppo assente nella vita di coppia. In altri casi, sono i mille contatti di uno a scatenare attacchi di gelosia nell'altro. La domanda che ci dovremo porre è come mai basta così poco per rovinare una storia d'amore? Basta davvero aggiungere qualche amicizia sull'account, per mandare in tilt un legame affettivo? E poi, perché è necessario costruirsi una realtà parallela, dove il più delle volte gli amici e gli incontri appartengono ad un mondo virtuale?

Alcuni psicoterapeuti dicono che il social network rappresenta uno specchio su cui si riflette gran parte dei disagi delle nuove generazioni, come l'esibizionismo sfrenato. Basta dare un'occhiata ai profili on line ed ecco spuntare immagini che sembrano raccontare la sceneggiatura di "Laguna blu": baci rubati al tramonto, serate al chiaro di luna, caldi abbracci al sole... Tutto ciò che andrebbe custodito negli "andri" più segreti del privato, finisce per diventare materiale d'accesso pubblico. Le vite diventano una specie di reality a puntate raccontati da album fotografici, video clip e poster d'ogni sorta. Tutto è alla portata di tutti, persino i sentimenti, le emozioni e l'intimità. Certo che Facebook non sarà il paladino della privacy, ma quando una relazione finisce non gli si può addossare la colpa! La rete può diventare dannosa quando si permette all'apparire di prendere il sopravvento sull'essere, quando si passa dall'uso all'abuso, mettendo a rischio tutto ciò che andrebbe protetto. Ma anche in questo caso, la vera responsabile andrebbe cercata altrove, nell'incomunicabilità per esempio: la mancanza di comunicazione, con quei rumorosissimi silenzi che scandiscono le giornate della vita di coppia, provoca spesso distanze incolmabili tra i partners. Grazie al social network molti possono aprire quel dialogo che era mancato nel rapporto a due. Ed ecco, che al primo sconosciuto vengono mostrate foto, fornite informazioni e la vita viene descritta come se fosse la romantica trama di un film

IL MATRIMONIO: UNA SCOMMESSA! Dopo qualche anno di fidanzamento o di convivenza molte coppie decidono di sposarsi per coronare un amore che si spera possa durare in eterno. Dopo qualche tempo, invece, per alcuni pochi mesi, per altri pochi anni, ecco che questo amore sembra spegnersi ed ecco la fine! Perché si arriva a questo? Perché la persona con la quale si voleva condividere felicemente la vita diventa addirittura un nemico da distruggere? Il problema va individuato nell’immaturità con cui spesso si affronta il matrimonio che molti non capiscono essere una vera e propria vocazione che richiede impegno reciproco e accettazione dell’altro. Si confonde l’amore con la passione che in alcuni momenti può venir meno, soprattutto quando la vita presenta prove molto dure per i coniugi che proprio in quei momenti dovrebbero sostenersi

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a vicenda. Sono tanti i motivi per i quali si decide di separarsi: relazioni extraconiugali, intromissioni da parte dei suoceri, problematiche di tipo economico etc.. Di fronte a tutto ciò ci si accusa e nessuno dei due si ferma un attimo per capire che è arrivato il momento di fare un salto di qualità che consiste nel guardare dentro sé stessi, vedere i propri limiti, l’egoismo presente nel proprio cuore dove ormai regna una sola legge: “E’ tutta colpa sua!” Il primo passo che andrebbe fatto sarebbe proprio quello di individuare le proprie colpe e cercare di rimediarvi, in quanto è facile vedere quelle dell’altro partner ma questo atteggiamento non aiuta a crescere. Il segreto per avere un matrimonio felice è il saper donare sé stessi all’altro, amandolo così com’è, rispettando il suo essere senza troppe pretese perché in caso contrario verrebbe violata la legge dell’amore. Sabrina Numini


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FOCUS: AMORE

CARNEVALE ED IL SUO SIGNIFICATO SIMBOLICO

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di Federico Monti

“Mascherarsi; antico rito contadino scaramantico per allontanare gli spiriti maligni” Siamo giunti nel periodo del Carnevale e con esso la gioia dei bambini di potersi finalmente mascherare con le icone più amate e seguite. Al momento da protagonista sul mercato la fanno quelle dei cartoon made in Japan, i vari Power ranger, Dragon ball, Pocke moon, ma sembrano dare ancora segni di presenza e resistenza figure eterne, come la classica Super man, Batman e Zorro, insomma quelle, mi permetto di dire, di altri tempi. Secondo i vari luoghi del mondo, il carnevale ha inizio in periodi diversi. In alcune zone dopo il natale, in altre dopo il capodanno, o dopo l’epifania, ma finisce sempre e per tutti, nei cosiddetti giorni grassi, e cioè tra il martedì e il giovedì prima delle “ceneri”. Forse però, non tutti ne conoscono il significato simbolico, l’usanza di festeggiarne la ricorrenza. L’etimologia del termine è ancora oggi tra i studiosi abbastanza discusso e controverso. Alcuni studiosi ritengono, e sembra essere l’ipotesi più accreditata, la parola “carnevale” possa derivare dal volgare della nostra lingua, quindi abbastanza recente (XI- XII sec d.C.), dall’espressione: “carne levare”, ad esprimere appunto, il primo giorno della quaresima, nel quale il consumo di carne viene vietato dai dogmi religiosi della tradizione cristiana, cosa che nel tempo si è poi esteso gradatamente all’intero periodo precedente la quaresima, che oggi consideriamo essere il carnevale. Per altri l’origine del termine sembra poter essere latina, mutuata da antiche commemorazioni dell’antica Roma, nelle quali era usanza sfilare con carri allegorici, i cosiddetti carrum novalis (carro navale). Alcuni fanno invece risalire all’era paleolitica (circa10 mila anni fa) la pratica di travestimenti primitivi, per festeggiare l’arrivo della primavera, durante le quali era uso ubriacarsi e lasciarsi andare a comportamenti orgiastici. Per altri ancora l’origine sembra affondare le sue radici, in antiche feste pagane dell’antica Grecia in onore del dio Saturno (Saturnali) o del dio Luperco (Lupercali), o ancora ad antiche feste egiziane in onore della dea Isis (2000 A.C.). Il carnevale ha sicuramente origini contadine, e l’uso della

maschera aveva lo scopo simbolico di allontanare gli spiriti maligni, probabilmente un rito scaramantico per garantire una buona annata di raccolto e scongiurarne invece i climi non propizi all’agricoltura. Il ballo in maschera invece fu introdotto da papa Paolo II e acquistò forza nei secoli XV e XVI per influenza della Commedia dell'Arte. Le città europee dove è più sentita la festività sono Nizza, Monaco e Venezia, quest’ultima in particolare, vanta la più alta e lunghissima tradizione, essendo datato 2 maggio 1268 il più antico documento riguardante le maschere a Venezia. Abbiamo poi famoso in tutto il mondo, il carnevale di Rio de Janeiro, dove purtroppo si registrano anche numerosi incidenti a causa degli eccessi comportamentali adoperati in quei giorni. Fattore comune che caratterizza la festività del Carnevale è comunque il suo tenore d’allegria, di leggerezza e divertimento, una sorta di pausa dal tran tran quotidiano, uno spezzare le solite abitudini, abbandonarsi al piacere del travestimento, come a simboleggiare un desiderio di uscire fuori dal ruolo che in qualche modo ci siamo…e ci hanno costruito addosso, poter allentare le tensioni…anche se solo per un breve magico periodo


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Febbraio 2011 Dicembre 2010

GLI ASSASSINI SPOSI ROMEO E GIULIETTA:

LA COPPIA ANDROGINA

di Giorgio Zussini

Secondo il settimanale Chi nei mesi scorsi Pietro Maso si sarebbe sposato con rito religioso; ma don Guido Todeschini, che da anni segue il ragazzo, smentisce la voce. In ogni caso, sposato o solo fidanzato, Pietro Maso dal 2008, dopo 17 anni di carcere, è in semilibertà e porta avanti la sua relazione.

Pochi non ricorderanno il suo nome: Maso nel ’91, all’età di diciannove anni, uccise entrambi i genitori colpendoli per quasi un’ora con padelle e spranghe, assieme a due amici complici. Un omicidio efferato commesso per questioni di denaro ed eredità, di cui colpì soprattutto l’ indifferenza con cui il giovane sembrò affrontare il processo. Un omicidio a sangue freddo, come dichiarava lo stesso Maso quindici anni dopo: “Non è vero che quando commetti un'atrocità non sei cosciente. Sei razionale, eccome, ti rendi conto perfettamente di quello che stai facendo. Anche a 19 anni. Dall'inizio alla fine … Non ho mai cercato alibi. Ho sbagliato, ho fatto una cosa atroce”; ma poi continua: ”Oggi cerco di guardare al futuro, penso a costruire una vita quando sarò fuori di qui”. Per Don Todeschini Maso oggi è realmente cambiato. Non è la prima volta che per un omicida si parla di nozze. Molte donne pare siano attratte da chi commette delitti del genere, tanto che è stato coniato un termine apposito per indicare questa condizione patologica: ibristofilia. Nel marzo scorso si sono sposati Angelo Izzo e Donatella Papi: lei giornalista, lui l’autore della strage del Circeo. Era il ’75 quando nella cittadina costiera Izzo violentava e uccideva due ragazze di 17 e 19 anni, delle quali una riuscì a salvarsi fingendosi morta. Nel 2005 gli viene concessa, come per Maso, la semilibertà, ma subito torna dentro per l’assassinio di altre due donne. Non è facile per i giudici stabilire quando sia il caso e quando no di reintrodurre nella società individui che hanno commesso delitti così gravi; di certo, come dimostra il caso Izzo, non sono questioni da trattare con leggerezza.

L’amore è un mistero. Può vedere mondi segreti agli altri negati. È la vibrazione che genera la vita nella sua perfezione. Ogni giorno cerchiamo l’amore, in ogni gesto, in ciascun desiderio. Nel suo emblematico compimento, la storia di Romeo e Giulietta è una favola eterna che si tramanda come un insegnamento prezioso da una generazione all’altra. Forse Shakespeare era davvero un uomo illuminato. Forse aveva compreso l’eterno senso di mancanza che spinge l’uomo, nella sua natura interiore ed esteriore, a ricercare l’altra metà. Un movimento che ci conduce al ritrovamento dell’unità, possibile solo attraverso la fusione con l’altro. L’uomo, nella sua natura incompleta, ricerca la complementarietà, il risanamento di quella sofferenza che trae origine dalla nostalgia della perfezione. Romeo, giovane sole radioso, incarna il principio maschile che si proietta verso l’alto scalando il muro che lo separa dalla dolce Giulietta, candido principio lunare femminile. Ma nel fuoco del sole, risiede il malinconico raggio lunare che spinge Romeo a cercare in Giulietta il suo sole, in un equilibrio perfetto di luce ed ombra. Il buio inizia dove finisce la luce e nella luce esso risplende. In questo contatto mistico l’amplesso carnale rappresenta il culmine di un’iniziazione spirituale. Ora congiunti da un laccio invisibile, i due principi finalmente riuniti riflettono le due polarità dell’androgino. L’antica e mitica perfezione umana è così ripristinata e si corrobora attraverso l’estremo sacrificio. Romeo muore con un bacio, come il sole che si dissolve nel buio rinascendo a nuova luce. Giulietta, risvegliata da una falsa morte, si trafigge il corpo con un pugnale, metafora di quel principio maschile che rappresenta ormai l’altra metà del suo essere. Romeo e Giulietta sono destinati alla morte, una morte del singolo che rinasce nella fusione, un ricongiungimento primordiale che tende, con un impeto sublime, alla morte dell’io individuale, compiendo così una rigenerazione spirituale dell’essere, nel mistico e profondo accordo dell’ unità divina. L’amore ci salverà, come via di conoscenza suprema, di risanamento e accettazione della diversità, dissolvendo la nostra pervicace resistenza al cambiamento. Nell’accoglienza completa dell’altro si compiono la fusione e il rinnovamento di noi stessi, il ricongiungimento con il doppio, con l’ombra che riflette il nostro buio. Un abbraccio che si consuma nel fuoco eterno dello spirito. Beatrice Chiapponi


Febbraio 2011

E TU, DI CHE AMORE SEI?

FOCUS: AMORE

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di Ersilia Crisci

Guida ai film d’amore in uscita a febbraio Il mese dell’amore è arrivato, e il cinema risponde con una vasta gamma di pellicole sentimentali per tutti i gusti. Nea Polis offre in questo numero un breve viaggio alla scoperta dei film d’amore in uscita, per scoprire quale vi rappresenta di più. Per quelli che vivono un amore non corrisposto c’è Febbre da fieno di Laura Luchetti in cui, in una Roma accarezzata dalla brezza del Ponentino, Camilla (Diane Fleri) cerca di conquistare Marco (Andrea Bosca), commesso in un negozio vintage, ancora innamorato della sua ex che lo ha lasciato un anno prima per una donna. Scoprirà però amaramente che la vita può cambiare da un momento all’altro come per un colpo di vento.

Per quanti invece preferiscono fare un tuffo nell’amore vissuto a tutte le età arriva Manuale d’amore 3 di Giovanni Veronesi, in cui Roberto (Riccardo Scamarcio) a pochi giorni dal matrimonio tradisce la promessa sposa Laura (Valeria Solarino) con Micol (Laura Chiatti). Invece Fabio (Carlo Verdone), marito fedele e premuroso, per la prima volta in 25 anni viene travolto dall’incontro imprevisto e fatale con Eliana (Donatella Finocchiaro), mentre il malinconico e solitario professore d’arte Adrian (Robert De Niro), vive una passione con la ben più giovane Viola (Monica Bellucci).

Per quelli che pensano che “l’amore non è bello se non è litigarello” ecco Femmine contro maschi di Fausto Brizzi, in cui Anna

(Luciana Littizzetto) cerca di “formattare” il marito (Emilio Solfrizzi) e trasformarlo nell’uomo dei suoi sogni, approfittando di un incidente che gli ha fatto perdere la memoria. Rocco e Michele (Ficarra e Picone) suonano in una cover band travestiti da Beatles all’ insaputa delle mogli, e Marcello e Paola (Claudio Bisio e Nancy Brilli), separati da anni, fingono di essere una famiglia felice a causa dell’improvvisa malattia terminale della madre di lui.

Per chi vive l’amore osteggiato dalla famiglia, dalla Francia arriva L’arnacoeur di Pascal Chaumeil, in cui Alex (Romain Duris), che per lavoro fa “scoppiare le coppie”, viene assunto da un uomo facoltoso perché entro una settimana faccia saltare il matrimonio della figlia (Vanessa Paradis).

Se il vostro sogno è invecchiare insieme, dall’Inghilterra arriva Another Year di Mike Leigh, il racconto dell’amore inossidabile degli ormai anziani Gerri e Tom (Leslie Manville e Jim Broadbent) alle prese con i problemi e le difficoltà della vita quotidiana.

Per le eterne indecise in amore, dagli Stati Uniti arriva Come lo sai di James L. Brook, in cui Lisa (Reese Witherspoon) non sa se consolarsi per la fine della sua carriera sportiva tra le braccia del giocatore di baseball Manny (Owen Wilson), o del dolce ma goffo uomo d’affari George (Paul Rudd). Infine, per chi crede che l’amore sia la più potente di tutte le droghe, capace di superare ogni avversità, il film da non perdere è Amore e altri rimedi, di Edward Zwick, in cui l’affascinante Maggie (Anne Hathaway), affetta dal Parkinson, e Jamie (Jake Gyllenhaal), rappresentante farmaceutico, sono travolti da un amore denso di erotismo.


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FOCUS: AMORE

STORIE DI SAPORI ED ALCHIMIE di Federico Raimondi (Chef e Scrittore)

L’ANTIPASTO

C’è chi usa la sua avvenenza, chi usa il suo fascino, chi le proprie reali o apparenti ricchezze. Lui, nulla di tutto ciò. E pur sapendo di possedere qualcosa di speciale scelse come da patto stabilito con il Superiore di dedicare a Lei tutte le sue conoscenze culinarie afrodisiache. Tutto sarebbe stato per lei e esclusivamente per lei. Il patto era questo: in cambio dell’amore richiesto lui le avrebbe donato tutto il suo mondo fatto di mille sapori. Ella che aveva accettato il gioco dell’amore, il più bello dell’universo, sembrava essere così insaziabile e mai doma nel provare inesauribili e sempre nuove sensazioni al palato che davano ogni volta un gusto nuovo ai loro incontri, prima e poi. Lui era uno chef affermato e tra spezie e milioni di odori che fluttuavano nella sua casa aveva immortalato quei momenti agrodolci e piccanti. Tutto era in armonia, gli ingredienti si legavano bene fra loro formavano sempre una sinfonia diversa ed io nel vivere sotto il suo regno rimanevo inebriato e stordito da qualunque nota emettesse. Un giorno dopo tanti, nei quali avevo pregato di conoscerlo, ritornando dalla pesca di acciughe lo incontrai fuori il mio uscio. Di colpo lui si fermò guardandomi e sbarrando gli occhi verso la cesta di acciughe fresche e mi disse: “sa, lei possiede una fortuna in mano” ed io stupito gli risposi “quale?” Indicando la cesta che tenevo e poi interra il mio piccolo orto compresi che stava facendo riferimento all’acciughe ed ai peperoncini. Io non ero che felice nel poter offrire allo chef ciò di cui era rimasto incantato e lo invitati a prendere senza indugi tutto di quello di cui avesse bisogno nella cesta e dal mio orto. Lo pregai di farlo perché per me sarebbe stato un onore contribuire in parte ad una delle sue sinfonie culinarie. Accettò ed al contempo mi disse come potesse contraccambiare, io risposi: “mi basta sapere la sua storia e due ricette”.

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Con un sorriso mi accordò la richiesta e fu così che seppi di lui e delle sue ricette afrodisiache che ora svelerò: CARPACCIO DI SALMONE ALLO ZENZERO

Ingredienti (2 persone): 200gr di salmone fresco, senza pelle né lische, 2 cucchiai di zenzero fresco grattugiato, 2 cucchiai di salsa di soia shoyu, foglie di menta fresca Preparazione: Tagliare il salmone a striscioline e disporlo sul piatto da portata. Raccogliere la polpa di zenzero nel cavo della mano e spremerlo con forza per estrarne il succo. Mescolare il succo di zenzero con la salsa si soia e versare il tutto sul salmone. Decorare con le foglie di menta.

ZUPPA DI GAMBERI IN SALSO DI COCCO E ZAFFERANO

Ingredienti (4 persone) 200 gr di riso basmati, 100gr di latte di cocco, 5gr di zenzero tagliato fino, una bustina di zafferano, 5gr di carry, 1 peperoncino, ¼ di aglio spremuto, ¼ scalogno spremuto, olio, sale e pepe quanto basta, 8 gamberoni, prezzemolo e lime, 4 fettine d’arancio. Preparazione Cuocere in una vaporiera riso con all’interno peperoncino, latte di cocco, carry, zenzero, zafferano, lime, aglio e scalogno per 35 min. In una padella cuocere i gamberoni con olio per 20 minuti. Prima della fine della cottura del riso inserire i gamberoni senza olio nella vaporiera. Impiattare e con l’olio della padella rimasto condire il piatto. Adornare con prezzemolo e fetta d’arancio.


Febbraio 2011

FOCUS: AMORE

TRADIZIONI CARNEVALESCHE ROMANE: IL MONDO A L L A ROV E S C I A di Massimo Minnetti

La maschera era il mezzo che permetteva sia agli uomini che alle donne di ribaltare i ceti sociali e manifestare un altro sé stesso.

Il carnevale romano si svolgeva in tempi e luoghi rigorosamente determinati. L’esibizione delle maschere, gli scherzi, le battaglie dei confetti, le corse dei cavalli, i“ moccoletti”, tutta la festa si svolgeva principalmente nella zona di Via del Corso e strade circostanti e tutto questo accadeva nella settimana precedente la Quaresima. La maschera era, ovviamente, il cuore della festa ed era il mezzo che permetteva a tutti il ribaltamento dei ruoli quotidiani. Era dunque, il carnevale, un contesto dove ognuno poteva manifestare un altro sé stesso, sotto il velo della recita sguaiata poteva parlare di morte, di piaceri carnali e questo poteva essere fatto da ricchi e da poveri, da potenti e da reietti. La maschera di Pulcinella aveva conservato, nella tradizione romana, tutti i suoi tratti caratteristici: la maschera nera col becco, il lungo vestito bianco che copre l’enorme ventre e la gobba (simbolo di una gravidanza avanzata, come osservato da Annabella Rossi e Roberto de Simone in “Il Carnevale si chiamava Vincenzo”) ed il corno ed il campanaccio legati alla cintura, questi ultimi considerati attributi fallici la cui cavità interna è anche simbolo femminile e di fecondità, associato spesso a divinità femminili primaverili. Il tema dell’ambiguità sessuale non si riscontrava solo nella figura di Pulcinella ma anche nei giovanotti che erano soliti vestirsi da donna. Nel carnevale romano non solo si manifestava “l’ambiguità sessuale” ma anche l’ambiguità sociale: gente che camminava con i piedi in aria, che marciavano all’indietro, il servo che comandava il padrone, i poveri che prendevano a nolo i vestiti dai ricchi e viceversa, in pratica il Carnevale a Roma dava vita ad un vero e proprio mondo alla rovescia. Oltre alle maschere tradizionali affollavano le vie diverse figure caratteristiche: il medico, il musico, il filosofo, il pittore, il brigante, il nobile decaduto, ecc. Altra usanza carnevalesca romana consisteva nelle bat-

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taglie di tutti contro tutti! Le armi erano mazzetti di fiori, confetti, e palline di gesso. Le corse dei cavalli rappresentavano un altro evento importante del carnevale. Era chiamata “la corsa dei barberi”, ovvero dei cavalli senza il fantino che correvano lungo via del Corso in mezzo a due ali di folla urlante. La corsa dei cavalli si svolgeva quasi tutti i giorni del Carnevale. Inizialmente erano delle gare dove si sfidavano le varie famiglie: i Barberini, gli Orsini , i Colonna, i Gabrielli, i Santacroce e i Chigi, successivamente la corsa venne estesa a tutto il popolo. Le richieste di partecipazione erano talmente tante che si rendeva necessario un sorteggio per decidere quali sarebbero stati i cavalli che avrebbero potuto gareggiare. Le differenze di classe (nobili ricchi e popolo) riaffiorava la sera, dove le persone benestanti partecipano a feste sontuose oppure andavano a vedere commedie importanti nei teatri. Con l’usanza dei “moccoletti” terminava il carnevale romano. I moccoletti erano dei lumini o fiaccole, o torce, o candele, che venivano accese l’ultima notte di Carnevale. Si vedeva gente girare con in mano queste torce e si sentivano delle voci che dicevano: “Sia ammazzato! Sia ammazzato chi non porta il moccolo!” Ed ognuno cercava di spegnere il moccolo dell’altro. La tradizione dei “moccoletti” non era altro che un modo burlesco per celebrare il lutto per la morte del carnevale (Fonte: “Carnevale di popolo a Roma”).


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FOCUS: AMORE

Febbraio 2011

L'AMORE TERAPEUTICO di Alessandro Panebianco

www.paneshiatsu.it

L'amore è una realtà molto vasta. In termini assoluti equivarrebbe all'universo.

gno e nutrimento ricevuto dal campo di amore materno nel quale si è venuto a formare.

E quando si sviluppa con reciprocità possiamo assistere a una ulteriore particolarizzazione. Ciò nonostante, due soggetti immersi in questo stato psicofisico, anche se non sanno nulla l'uno dell'altro, condividono intensamente uno spazio particolare, possono provare una confortevole solidarietà, simile al trovarsi nello stesso bagno termale. La potenza dell'amore a volte è addirittura sconvolgente, quindi è desiderata e temuta dagli esseri umani nel corso della loro vita.

La differenza fondamentale sta in un ingrediente in più, che automaticamente dischiude ulteriori possibilità, proprio chiarendo ben definiti limiti. Nella craniosacrale biodinamica lo si chiama equanimità. Essa stabilizza gli altri ingredienti e produce le reazioni desiderabili: l'accesso alle risorse, alla potenza, in maniera discreta. Dissolvendo la dipendenza e amplificando la fiducia e il coraggio.

Anche se stringiamo il campo limitandoci all'attrazione fisica e sentimentale tra esseri umani, ci accorgiamo che questa esperienza può essere vissuto con tante sfumature quante quelle che l'unicità e l'originalità di ogni individuo possono esprimere.

Credo che questo dipenda dal forte vincolo di possessività a cui siamo portati mentre proviamo amore intenso verso un'altra persona. Il senso di trasporto è assolutizzante. Da questo grande senso di nutrimento, si può facilmente innescare una dipendenza e quindi una necessità di controllo molto insidiosa, in quanto il controllo altrui è profondamente inconciliabile con la naturale alterità. L'alterità che definisce i confini e quindi l'originale forma di ogni essere vivente, garantisce un altro pilastro della vita: la libertà. Nell'essere umano esiste una forma di fusione, e confusione, tra la possibilità di provare e ricevere amore dall'altro, e il senso di comprensione, calore, soste-

La memoria e l'esperienza dell'amore primordiale orientano il vissuto di ogni essere. Nell'ambito terapeutico, in qualsiasi tipo di rapporto definibile come TERAPIA, è necessaria la presenza degli stessi ingredienti.

L'operatore infonde calore, sostegno, riconoscimento, comprensione e nutrimento, ma a partire da una assoluta accettazione dell'originalità espressa da chi riceve la terapia, nel presente di un circoscritto ambito temporale, negoziato preventivamente tra i due e sancito da uno scambio economico, non necessariamente monetario. L'equanimità è retta dalla neutralità con la quale l'operatore si dispone all'ascolto. Egli mantiene una postura quieta, equilibrata, sveglia e distesa. A una distanza tale da comprendere col campo di orientamento del proprio cuore verso l'orizzonte, anche la biosfera del ricevente, la sua linea mediana (cranio, colonna, sacro) e quindi tutto il suo essere. Poi semplicemente, con tutto il proprio essere, ascolta ciò che emerge. Così un leggero contatto delle mani RI-COR-DA amore.


TI INVITA ALL A FESTA DI

CARNEVALE VENERDI 4 MARZO h. 21.30 al

In via Portuense, 47 (zona Portaportese) Roma

ENTRATA LIBERA MASCHERA OBBLIGATORIA


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Rubrica

PROFESSIONISTI

NOVITAʼ LEGISLATIVE

Febbraio 2011

PERCHE’ FINISCONO I MATRIMONI

Tante coppie si separano, sono in aumento esponenziale i divorzi. Cos’è, non ci si ama più come una volta? Unico problema: l’amore è la base principale del matrimonio…e si sa: non c’è sentimento più ingovernabile dell’amore!

Le rilevazioni ISTAT riferite al 2000 riportano 71.969 separazioni e 37.573 divorzi, con un aumento – per quanto riguarda le separazioni – del 12.82% rispetto al 1998 e del 37.5% rispetto al 1995. Nell’86.4% dei casi si è trattato di una separazione consensuale, mentre nel restante 13.6% di separazioni giudiziali (solo nel 19.4% delle quali è stato dichiarato l’addebito ad uno dei coniugi); il 69.3% delle coppie che hanno divorziato ha presentato una domanda congiunta, preferendo quindi un divorzio non contenzioso. Nel 2000, la durata media del matrimonio risulta pari a 13 anni al momento della richiesta di separazione; circa il 21% delle istanze di separazione proviene da coniugi sposati da meno di cinque anni. All’atto della separazione i mariti hanno mediamente 42 anni e le mogli 38.

sabrina.numini@libero.it

I motivi per cui ci si separa sono diversi e sono determinati soprattutto dal cambiamento culturale e sociale degli ultimi anni. La donna ha smesso di sottostare alla volontà del marito, se una cosa non le va bene chiede il divorzio, lo stesso fa il marito. Si confonde la passione con l’amore vero…quello che comporta stima, rispetto e onestà reciproca. Credere che gli ormoni si possano smuovere per tutta la vita per un’unica persona è sintomo di immaturità…presto ci si sveglia dal sogno e si cerca la scappatoia. C’è poi l’aspetto economico, oggi i giovani che decidono di sposarsi non sanno rinunciare ai capi firmati, ai telefonini d’avanguardia, alle uscite serali, alle vacanze, mentre il matrimonio richiede rinunce e si sa, due cuori e una capanna non reggono se non c’è l’amore vero. Ecco perché i matrimoni naufragano. Inoltre, oggi la vita è anche piena di tentazioni che 20 anni fa non erano così forti, c’è un’alta possibilità di tradire. Il matrimonio è una scelta di vita che si basa sull’amore e regge anche le prove più dure, la verità è che oggi al 90% quell’amore solido non c’è più o comunque è raro

Paolo Migotto email: paolomigotto@gmail.com cell. 3317077542

L’AMMINISTRATORE RISPONDE

Si deve tener conto della volontà del condomino che, inizialmente presente alla riunione, si allontani dichiarando di accettare quanto venga deliberato dalla maggioranza su argomenti ancora da trattare?

Quando un condomino si allontana da un'assemblea prima della sua chiusura, questa deve considerarsi, comunque, validamente costituita in quanto la validità della stessa si basa su un solo momento: quello della sua apertura. Di conseguenza è ininfluente per la validità della costituzione d’assemblea il fatto che nel corso della discussione venga a diminuire il numero dei presenti. Per quanto invece attiene la validità delle delibere successive all'allontanamento del condomino, occorre sempre la presenza della maggioranza millesimale e dei condomini come richiesto dalla legge (art. 1136 del Cod. Civ.): non si dovrà, quindi, tener conto della volontà espressa dal condomino che si è precedentemente allontanato.

Se un condomino subisce un danno causato dal proprietario dell’appartamento soprastante, quali sono le responsabilità dell’amministratore? Trattandosi di un pri-

vato che danneggia un altro privato, l’amministratore può solamente tentare una mediazione amichevole tra danneggiante e danneggiato. Qualora le due parti non giungano ad un accordo amichevole, il danneggiato dovrà agire in sede giudiziaria contro il danneggiante tramite un proprio legale. L’amministratore potrà eventualmente essere chiamato a testimoniare dal giudice.Viceversa, se il danneggiato o il danneggiante, è il condominio, l’amministratore potrà agire direttamente per risolvere il problema o, se necessario, su mandato dell’assemblea.


Febbraio Dicembre 2011 2010

S O C I FOCUS E T À E DEL R E LMESE AZIONI

IL MARK ETING D E L L’ A M O R E A I N OSTRI TEMPI

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di Lorenzo Sigillò, sociologo ANS

zione e la coppia allo stesso modo diventa un guscio duro che vuole essere una fortezza contro le difficoltà della vita soprattutto in riferimento a chi reagisce rispetto alla moria di matrimoni e coppie ormai quotidiana.

La parola Marketing è molto abusata, al pari di ‘Amore’, ma forse i termini sono così vicini, tanto da poter essere affiancati.

Glocale In sociologia c’è un concetto molto caro che è quello del cosiddetto glocale, sintesi tra il pensiero globale e l’agire locale, facilmente adattato alle dinamiche di marketing, ad esempio, delle multinazionali, che portano un prodotto planetario in un contesto locale, adattandolo culturalmente. State pensando che cosa c’entra con l’amore? Vi rispondo subito: questo tipo di marketing non è forse un tentativo di presentare qualcosa a qualcuno senza ‘traumi’ ma in maniera “vincente”? E l’amore non è forse un medesimo tentativo di preservare la propria identità nel sistema complesso di una coppia senza ledere gli altri? Costruire un amore ed una famiglia è tutto questo, entrare in punta di piedi nel mondo senza trascurare sé stessi, formando una nuova identità di coppia cercando di essere in armonia con la società e la cultura che ci circonda.

La Globalizzazione La glocalizzazione porta a delle nicchie ed alla fidelizza-

Il Target Altro punto fondamentale di questo tipo di marketing è il target: quante volte non avete capito o non vi siete sentiti colpiti da una pubblicità? Sarà accaduto tutte quelle volte che voi non eravate il target, ovvero l’obiettivo di quel prodotto: ad un anziano non interessa uno smartphone, un adulto non sarà attratto da un giocattolo, un bambino non sa cosa farsene di un profumo e così via.

Il Marketing Traducendo l’argomento nel mondo sentimentale viene da pensare che non potete pretendere di trovare un partner in discoteca a cui non piaccia ballare o una persona sedentaria in palestra. Qualcuno obietterà che alcune azioni si fanno per “socializzare” (alcune volte per disperazione!) e che poi il compagno\a cambia e non è più quello di una volta…già proprio come un acquisto sbagliato che viene cambiato o uno vecchio che dopo un po’ deve essere riparato o addirittura sostituito! E poi quando si conosce un nuovo possibile partner non si racconta sempre una realtà più bella di quella vera? Ci si “vende” meglio possibile, proprio come in una pubblicità studiata a tavolino! Niente di male, per carità, tanto poi viene tutto a galla, ma solo un classico consiglio: alla lunga il prodotto che vende di più è quello che mantiene le promesse, gli altri vengono soppiantati! La logica del marketing glocale è vincente solo con manutenzione, cura e assistenza post-vendita, il vostro amore di coppia non è così differente! Ricordatelo!


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F ON CE UA S C DU E L TM UE RSAE

RADIONICA La scienza dell'invisibile di Carlo Famiglietti

Negli ultimi mesi della seconda guerra mondiale i comandi alleati, ma anche la Gestapo e la polizia segreta russa, ricercavano un uomo che si aggirava per le strade di Parigi, sotto mentite spoglie. Il suo nome, Fulcanelli, nascondeva una falsa identità. Era, e forse lo è ancora, il più grande alchimista di tutti i tempi, uno dei pochi ad aver compiuto la “Grande Opera”, cioè la trasmutazione dei metalli e di se stesso. Nel 1937, durante un incontro nascosto che si tenne nella saletta del laboratorio di prove della Società del Gas di Parigi, aveva concesso un'intervista a Jacques Bergier, a quel tempo giovane studioso di fisica nucleare, poi divenuto un singolare scienziato e quindi testimone credibile. “Esplosivi atomici possono essere costruiti con pochi grammi di metalli,” disse Fulcanelli nel corso del colloquio, “e voi, caro signore, siete sulla buona strada, ma permettetemi di mettervi in guardia: bastano semplici manipolazioni di questa sostanza per radere al suolo tutta Parigi in pochi secondi. Gli alchimisti conoscono questo segreto da tempo.” Il giovane studioso ebbe un sobbalzo. “Cosa c'entra l'alchimia con la fisica moderna” esclamò. “Il segreto è molto più avanzato,” rispose Fulcanelli. “Combinazioni geometriche di materiali estremamente puri possono scatenare energia atomica, senza bisogno di altro.” “Occorre pazienza, manipolazione, tempo. Sono linee geometriche, semplice geometria, e null'altro. Un modo per ottenere la polvere di proiezione, che gli antichi già conoscevano”. Quella fu l'ultima volta che qualcuno vide Fulcanelli che, prevenendo i tempi, conscio del pericolo rappresentato dalle sue conoscenze, decise volontariamente di scomparire. Intanto la scienza ufficiale, studiando la geometria sacra, aveva già scoperto che la materia emette una vibrazione dovuta alla sua forma, detta appunto “emissione ad onde di forma”. I principali studi sull'argomento sono del secolo scorso ed appartengono a due scienziati francesi, De Belizal e Chaumery ed al belga Malcom Rae, che riuscirono ad identificare una particolare radiazione, un'onda di forma, compresa tra il colore nero e quello bianco, una vibrazione considerata canale specifico tra la vita e la morte. Questa vibrazione di colore verde negativo, e quindi invisibile, era conosciuta dagli egiziani che l'utilizzavano, attraverso le forme piramidali, anche per disidratare i morti. La scienza che studia le proprietà di queste onde di forma è chiamata “RADIONICA”. I principi di questa scienza furono scoperti da un medico americano, Albert Abrams, nato a San Francisco nel 1863, che visitando un paziente affetto da cancro scoprì differenti risonanze tra organi sani e organi colpiti dal male. Da ciò pervenne all'idea che tutta la materia emette radiazioni che possono essere rilevate at-

Gennaio Dicembre Febbraio 2011 2010 2011

traverso apparecchiature elettric h e . Ideò, quindi, un sistema di cure bas a t o sulle frequenze tra le diverse forme di malattia. Sembrava la strada per una nuova scienza. Purtroppo l'ambiente accademico ritenne di radiarlo dall'ordine dei medici finendo con l'annullare ogni sua positiva sperimentazione e ogni spettacolare risultato. In realtà l'assunto di base di questa scienza si basa sulla considerazione che “tutti noi viviamo immersi in un grande campo di energia che circonda e permea la Terra, quindi, tramite esso, siamo tutti connessi l'uno all'altro.” Si tratta di milioni e milioni di atomi, microparticelle invisibili che interagiscono tra di loro per creare ogni forma che esiste nello spazio visibile. Queste forme interagiscono, poi, con i loro opposti, e così di seguito, finendo col creare quello che noi chiamiamo Universo. La conseguenza di tale scoperta, secondo gli studiosi di tale materia, è che con la radionica, poiché tutte le forme fisiche sono collegate tra loro, risulta possibile effettuare guarigioni a distanza utilizzando un semplice “testimone” (una goccia di sangue, un frammento di unghia, un capello, ecc.) del paziente, in quanto in esso è contenuta l'intera memoria dell'individuo. E' anche possibile diagnosticare e curare le malattie delle piante, come dimostrato ampiamente dai pionieri della radionica William Knuth e Howard Armstrong. Partendo da Paracelso, importanti uomini di scienza hanno discusso di questo fenomeno (Kant, Newton), e Francis Bacon nel 1672 scrisse: “E' garantito che ungere la lama che provocò una ferita, la guarirà.” Cosa aggiungere? La materia sicuramente merita attenzione: numerosi sono gli studi, le prove su disegni geometrici, su foto. Sicuri i risultati positivi accertati attraverso appositi strumenti fotografici (un nome per tutti:Ruth Drown). Ma forse per continuare questa esplorazione occorre ancora una volta uno sforzo creativo e di fede nella Scienza pura, priva di interessi, e nell'Uomo.


Febbraio 2011

NEA CINEMA

IL NOSTRO CINEMA NON SMETTE MAI DI SCOMMETTERE SU CORTOCIRCUITI MENTALI DI GIGANTESCHI PETER PAN di Laura Andina (Responsabile Produzione Cinematografica)

Dal famoso “Ultimo bacio” di Gabriele Muccino alla escort Paola Cortellesi di “Quella che non sei”, prossimamente nelle sale, da “Femmine contro maschi” di Fausto Brizzi, sequel in 3D di “Maschi contro femmine”, a “Il giorno in più” con Fabio Volo, fino a “Che bella giornata” di Checco Zalone, maggiore incasso nella storia del cinema italiano, appare evidente che al nostro botteghino non si smette mai di scommettere sulle gesta e sui cortocircuiti mentali di giganteschi bambini trenta/quarantenni, darwinianamente inutili alla sopravvivenza della specie italica - peraltro già in via di estinzione - alle prese con bellezze tagliate con l’accetta (se latine ed esotiche) o mediamente isteriche (se nordiche e algide), comunque vestite da stilisti che economizzano sulla metratura delle stoffe. Come spettatrice, confesso che la visione di queste commedie sentimentali dai dialoghi tanto nervosi quanto tragicomici, all’uscita dalla sala innesca nella mia intimità sempre lo stesso “loop” argomentativo. Infatti, se il corpo di un individuo di genere femminile si sviluppa all’incirca dai tredici ai sedici anni e non ai trentacinque, ergo forse la natura ha i suoi giusti motivi per infondere desiderio di stabilità e maternità e relative ansie nelle trentenni italiane… che tuttavia, se provano a instaurare un legame serio, risultano demodé e pericolose.

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Il loro sogno di sicurezza ed eventuale figliolanza può arrivare anche a sembrare un goffo ripiego da accumulo di stanchezza e/o pigrizia lavorativa… o forse in generale si fanno figli perché in coppia a un certo punto ci si annoia, o non si ha nulla di più intelligente da fare? E con ciò? Bando agli indugi! Bisogna investire sui richiami primordiali… gonfiare le labbra e il decolté! e impegnarsi a diventare bella, ricca e str****a, per porre fine ai San Valentini trascorsi all’insegna di moti ironici rancorosi, di patetici sondaggi tra amiche e malinconiche spazzolature di gatti. Fortunatamente, è facile spezzare le geometrie di questo pensiero da succube della mentalità massmediatica imperante. Offrono conforto e speranza i film indipendenti e stranieri, o anche certi titoli italiani sottovalutati e non sostenuti da una strategia di marketing alla loro altezza come “Io sono l’amore” di Luca Guadagnino, che ha incassato 5 milioni di euro in America ma è passato quasi inosservato in Italia.

E dal prossimo San Valentino in poi, arriveranno sugli schermi tanti film che mostrano donne sole ma determinate a trovare la persona giusta (e seria): “Amici, amanti e…” con Natalie Portman e Ashton Kutcher, “Il dilemma” di Ron Howard, “Tutti amano le balene” con Drew Barrymore, “Come lo sai” con Reese Witherspoon, “Easy Girl” (una versione moderna e ironica tratta da “La lettera scarlatta”) “Mia moglie per finta” con Jennifer Aniston, “Bad Teacher” con Cameron Diaz e Justin Timberlake, “Zookeper” (dove gli animali insegnano all’uomo le loro tecniche di corteggiamento), “Amici di letto, istruzioni per l’uso”, con Justine Timberlake, “The Extra Man” con Kevin Kline, i francesi “Les Beaux Gosses” (pluripremiato) e “Il rompicoppie” con Vanessa Paradis (20 milioni di euro al botteghino francese), e infine il trasgressivo “Kaboom” di Gregg Araki.


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Febbraio Gennaio 2011 2011

nel Focus di Marzo si parlerà di... C R E AT I V I TA’

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