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Volume II, Numero 7

SETTEMBRE 2011

Navicelli News Trimestrale Informativo su Canale dei Navicelli e Nautica Pisana

Reg. Tribunale di Pisa Numero 8/09

ALL’INTERNO LAVORI IN CORSO SUI NAVICELLI NEWS SUL PORTO DI BOCCADARNO LA NASCITA DELLA SEA RACE ELETTRICA RACEFISH05: 1 DERIVA A VELA MODULARE EVENTI PRESSO IL 51 ° SALONE NAUTICO DI GENOVA AA


Navicelli News

NAVICELLI NEWS - SETTEMBRE 2011 SOMMARIO

NEWS IN RILIEVO:  EVENTI

AL

51° GENOVA

EDITORIALE

3

UCINA: DOPO DUE ANNI DI CRISI STIME 2011 INCORAGGIANTI

4

EVENTI PRESSO LO STAND NAVICELLI AL 51° GENOVA BOAT SHOW

5

A GENOVA TUTTE LE NOVITA’ DEL PORTO DI BOCCADARNO

6

APERTURA INCILE D’ARNO

7

ULTIMAZIONE DEI LAVORI DRAGAGGIO 2011

7

PROGETTO SERENA: RISULTATI EMERSI (FASE 2)

8

CRISI, COME DIFENDERSI: PROGETTO SOMAIN

9

BOAT SHOW  NOVITÀ SUL PORTO DI BOCCADARNO

 LAVORI SUI NAVICELLI: INCILE BARCARNO: CONSIDERAZIONI DI FINE RASSEGNA

10

E DRAGAGGIO

 LA NASCITA DELLA SEA-RACE

LA NASCITA DELLA SEA RACE ELETTRICA

11 - 12

ELETTRICA  RACEFISCH05:

LA

PRIMA

DERIVA A VELA MODULARE

RACEFISH05: LA PRIMA DERIVA A VELA MODULARE

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IL SALONE DI GENOVA E PARCHISCRITTI

15

LE OPPORTUNITA’ DELLE RETI DI IMPRESA

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IN BATTELLO SUI NAVICELLI

16

CITTADINANZA DI GENERE: SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE IL PROGETTO SMART

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IN BARCA DA ST. TROPEZ A PISA, ALLA SCOPERTA DEL CANALE DEI NAVICELLI

18

SUL BATTELLO CON GARIBALDI AI NAVICELLI

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RECENSIONE LIBRI & PUBBLICAZIONI: “IN VIAGGIO” DI F.DONATINI

20

SVILUPPO DI UN MODELLO DI OTTIMIZZAZIONE DI UN CRM NELL’AMBITO DELLA CANTIERISTICA NAUTICA

20

 SERATA DI DANZA:“LA STORIA DI

COLAPESCE”

SERATA DI DANZA PRESSO I NAVICELLI: “LA STORIA DI COLAPESCE”, ‘’NA TARANTELLAMARA” RUBRICA: CUCINARE A BORDO

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Volume II, Numero 7

EDITORIALE È l’evento più atteso da tutti gli operatori e gli appassionati del settore, capace di attirare folle di visitatori da tutto il mondo per ammirare le ultime novità e intercettare le tendenze del mercato: il 51° Salone internazionale della Nautica che si apre venerdì prossimo alla fiera di Genova saprà sicuramente mantenere le aspettative e alimentare la passione per il mare dei tanti visitatori che attirerà. I Navicelli, ovviamente, saranno presenti anche quest’anno con uno stand che rappresenterà tutto il comparIl Presidente della Navi- to nautico pisano, con il supporcelli Spa, Giovandomeni- to e la partecipazione dei responsabili degli enti locali pisaco Caridi ni, a dimostrazione della rilevanza che il nostro settore assume per tutto il territorio pisano. È un appuntamento a cui diamo la giusta importanza che merita, consapevoli che far conoscere quanto di buono siamo “Sarebbe folle riusciti a fare nell’ultimo anno sia il miglior biglietto da visita coltivare per tutte le aziende che operal’illusione che in no nel nostro comparto. Al Samomenti di lone parleremo soprattutto dei tempesta come grandi investimenti che abbiaquesto si possa mo messo in cantiere per la migliore navigabilità del nostro sopravvivere canale, aprendolo da rimanendo quest’anno alla fruizione turistiancorati nel ca con il battello che da ottobre proprio porto”. comincerà il servizio di navigazione, aperto a tutti coloro che vogliono ammirare il paesaggio della pianura pisana a ridosso del Parco di San Rossore, in un viaggio affascinante in cui si alternano il silenzio di angoli incontaminati del nostro canale e operosità dei cantieri navali che vi si affacciano. È questo il primo tassello di un progetto che, una volta completati i lavori di apertura dell’Incile sull’Arno, permetterà la navigazione completa dal porto di Pagina 3

Livorno fino al centro storico di Pisa, un percorso che saprà intercettare un’enorme potenzialità turistica. Altro tassello fondamentale sarà l’integrazione con il porto turistico di Marina, ormai in fase di ultimazione e che, quando entrerà a pieno regime, costituirà un volano formidabile per tutta l’economia del nostro territorio, attirando maggiori flussi di turismo e incentivando la domanda nella cantieristica. Siamo tutti consapevoli della delicatezza del momento che stiamo attraversando, con una crisi che mette a dura prova la tenuta delle nostre aziende. Ma sarebbe folle coltivare l’illusione che in momenti di tempesta come questo si possa sopravvivere rimanendo ancorati nel proprio porto. Al contrario, solo accettando la sfida dell’innovazione si può sperare di mantenere la propria posizione su un mercato sempre più globalizzato, carico di insidie ma anche di nuove opportunità che bisogna avere il coraggio e la prontezza di saper cogliere. Essenziale è, in ogni caso, riuscire a razionalizzare le risorse, indirizzandole a migliorare le eccellenze del nostro settore: è questa la stella polare che abbiamo sempre tenuto presente in questi anni. Soltanto investendo nella ricerca e, soprattutto, mettendo in rete le migliori energie produttive dei nostri cantieri con la grande potenzialità scientifica e tecnologica dell’Università pisana e dei tanti centri di ricerca pubblica che operano sul nostro territorio, saremo in grado di restare ancora da protagonisti in un mercato in continua evoluzione e sottoposto ad una concorrenza internazionale che non lascia ormai più alcuna

rendita di posizione di cui, fino a pochi anni fa, il nostro settore poteva ancora godere. Rispetto ad un mercato italiano ed europeo che fa fatica ad assorbire la capacità produttiva della cantieristica navale, selezionando spietatamente le aziende in grado di resistere alla sfida competitiva, si affacciano sulla scena mondiale con sempre più aggressività le economie dei paesi emergenti, come il Brasile, Cina ed India, che riescono a competere ormai anche in quei settori del lusso che fino a pochi anni fa ritenevamo una prerogativa solo occidentale, ed europea in particolare. Non è però temeraria presunzione ritenere che, in questo scenario, la cantieristica pisana ha molto da guadagnare, se riesce a potenziare quelle che sono, da sempre, i suoi punti di forza: competenza e precisione artigianale nella rifinitura del prodotto, eleganza del design e capacità progettuale e tecnologica in grado di produrre imbarcazioni per un mercato di nicchia. Si tratta di eccellenze che non temono la sfida di economie competitive sui volumi produttivi e sulla disponibilità di manodopera e risorse prime, ma ancora ben lontani dall’insidiare il nostro combinato di sapienza artigianale, cura dei particolari e capacità progettuale che è il nostro patrimonio più prezioso, in grado di permetterci di considerare questi nuovi mercati più un’opportunità che una minaccia, un enorme mercato di sbocco pronto ad assorbire quanto di meglio e di unico i nostri cantieri sono ancora in grado di produrre. Giovandomenico Caridi


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UCINA – CONFINDUSTRIA NAUTICA: DOPO DUE ANNI DI CRISI LE STIME DEL 2011 SONO INCORAGGIANTI

Presidente di UCINA, Francesco Albertoni

Anton

“I risultati positivi sono imputabili prevalentemente alla produzione destinata all’export che oggi costituisce oltre i due terzi del fatturato globale.”

Il Genova Boat Show visto dall’alto.

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Ad annunciarlo è stato il Presidente UCINA Confindustria Nautica Anton Francesco Albertoni alla presentazione del 51° Salone Nautico Internazionale di Genova nel luglio scorso. “Il biennio 2008-2010 – ha dichiarato Albertoni - è stato sicuramente il peggior momento della storia dell’industria nautica, che ha generato una contrazione del fatturato globale di circa il 45%. Sulla base dei dati raccolti dall’Ufficio studi UCINA in collaborazione con l’Università di Genova il comparto vale oggi poco più di 3,4 miliardi di euro contro i circa 6,2 miliardi di euro del 2008. Fortunatamente le stime relative al primo trimestre del 2011 mostrano alcuni segnali incoraggianti, indicando che l’emorragia si è arrestata.

In un mercato che si sta stabilizzando sui numeri del 2010, si può quindi auspicare che l’industria nautica italiana abbia superato la fase più drammatica della crisi. Si tratta, in altri termini, di segnali di una prima inversione di tendenza, alla quale le imprese del comparto devono guardare con fiducia ma anche con grande pragmatismo. E’ infatti opportuno sottolineare che questi risultati positivi sono imputabili prevalentemente alla produzione destinata all’export che oggi costituisce oltre i due terzi del fatturato globale. Ciò significa che la crescita evidenziata è in larga misura frutto della forte spinta all’internazionalizzazione intrapresa dalle imprese del comparto, che hanno cerca-

to nei mercati emergenti la via d’uscita per compensare lo stallo del mercato interno, che oggi rappresenta solo il 20% del totale”. Ma il mercato interno continua a soffrire. “Da un lato – ha spiegato il Presidente UCINA – questo riflette una status diffuso in tutto il paese e comune anche ad altri settori industriali, dall’altro costituisce uno sprone a continuare ad adoperarsi perché anche le vendite locali possano trovare nuova linfa. Per questo l’Associazione intende proseguire nel percorso di sensibilizzazione del mondo politico e delle Istituzioni rispetto alle numerose esigenze del comparto”.

Daniela Salvestroni


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EVENTI PRESSO LO STAND NAVICELLI AL 51 째GENOVA BOAT SHOW EVENTI 4 OTTOBRE

EVENTO 8 OTTOBRE

STAND NAVICELLI: PADIGLIONE S, PRIMA GALLERIA, STAND E38

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A GENOVA TUTTE LE NOVITÀ DEL PORTO DI BOCCADARNO Una nuova destinazione per il grande edificio che sorgerà al centro del bacino di ormeggio. Lavori conclusi nell’estate del 2012

La “Promenade” del nuovo Porto di Boccadarno, a Marina di Pisa

“il porto sarà agibile per le prime imbarcazioni nell’estate del 2012”

Il porto di Boccadarno, sempre più emblema e fiore all’occhiello dell’intero comprensorio nautico pisano, si presenta anche quest’anno al Salone Internazionale di Genova con tutte le caratteristiche per ottenere il ruolo del protagonista sullo scenario della grande kermesse del mare. Innanzitutto il cronoprogramma, che dopo un anno di lavoro è arrivato al primo importante giro di boa e alla ripresa dei lavori dopo le ferie estive è stato puntualmente confermato da progettisti e impresa (la Cmc di Ravenna): il porto sarà agibile per le prime imbarcazioni nell’estate del 2012. Non è davvero poco se si considera che i lavori veri e proprio iniziarono a Boccadarno soltanto nel mese di maggio del 2010. Già ora, entrando nell’area del cantiere o poten-

Ingresso della nuova darsena portuale

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do osservarla dall’alto, si vedono tutte le strutture fondamentali del futuro porto già pronte: ci sono i pontili, i moli di attracco e di perimetrazione dell’area portuale ed è in via di realizzazione quello che sarà uno dei motivi di attrazione dell’intero complesso: il grande molo nord destinato ad ospitare una passeggiata panoramica mozzafiato, che delimiterà la riva sinistra dell’Arno e consentirà una visuale spalancata da una parte fino sulle Apuane e dall’altra fino sulle prime isole dell’Arcipelago Toscano. Ma c’è anche una novità importante che per la prima volta sarà illustrata a Genova e riguarda il grande fabbricato che i progettisti hanno collocato proprio al centro del bacino portuale, lì dove fino agli anni Trenta sorgeva il grande fortino costruito in epoca lorenese poi abbattuto per far posto alla fabbrica di idrovolanti. In quella posizione, anche per rispondere a una esigenza ben presente a Marina e sul Litorale, era previsto di realizzare un albergo, ma una pronuncia del Tar della Toscana, sollecitato da un gruppo di ambientalisti, ha escluso che l’edificio, di cui per altro sono state confermate forme e volumetrie, potesse accogliere una struttura ricettiva. Tutto ma non un albergo. In sostanza il Tar ha ritenuto perfettamente legittima l’intera previsione urbanistica che ha consentito la nascita del porto e ha respinto tutte le eccezioni proposte dagli ambientalisti con-

tro il progetto approvato dal Comune dal Parco Naturale e dalla Soprintendenza. Con una sola eccezione. In quell’edificio previsto al centro del bacino di ormeggio di cui si confermava l’esistenza non poteva essere realizzato un albergo. A questo punto la società “Boccadarno Porto di Pisa” guidata da Stefano Bottai e il gruppo di progettazione non potevano fare altro che adeguarsi. Ed ecco che è spuntata fuori la nuova destinazione d’uso del fabbricato, di cui è stata confermata la destinazione pubblica e fruibile dall’intero litorale. L’edificio, che avrà una forma esagonale come quella del vecchio fortino, ospiterà un club nautico, un ristorante, esercizi commerciali qualificati, servizi e una grande piscina panoramica sul tetto che sarà dotata di una copertura telescopica per essere usata anche durante i mesi invernali. Un vero “gioiello” che farà del porto di Boccadarno una delle infrastrutture destinate alla nautica da diporto più interessanti dell’intera costa tirrenica. E questo lo dimostra anche il buon andamento della campagna di vendita dei posti barca i cui acquirenti mostrano di apprezzare e non poco la continuità del porto con le città d’arte, la Versilia, le mete più interessanti dell’Arcipelago Toscano e, non ultimo, la vicinanza con l’aeroporto internazionale “Galileo Galilei”. Giuseppe Meucci


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APERTURA DELL’ INCILE D’ARNO

“L´apertura dell´incile consente il collegamento tra il Canale dei Navicelli e l´Arno”

A partire da Gennaio 2012 avranno inizio i lavori che prevedono l’apertura del collegamento diretto tra il fiume Arno e il Canale dei Navicelli. L'opera di Porta a Mare dovrà quindi favorire il passaggio delle imbarcazioni dal fiume al canale e incrementerà l’insediamento di piccole e medie realtà operanti nel campo della nautica da diporto. L'investimento necessario, circa 12 milioni di euro, è interamente a carico della Olt, la società che costruisce la piattaforma galleggiante per la rigassificazione del metano liquido, ancorata ad una dozzina di miglia al largo del nostro litorale. L´apertura dell´incile consente il collegamento tra il canale dei Navicelli e l´Arno.

Gli interventi di progetto che integrano e completano l´esistente, prevedono l´esecuzione di un muro arginale dall´Arno fino al ponte girevole. La conca di navigazione prevede porte del tipo a saracinesca scorrevole, consentendo la demolizione dell´esistente paratia. Il ponte sulla via Livornese verrà rialzato per consentire il passaggio sul canale senza interrompere il flusso viario, la

pista ciclabile e i marciapiedi. L’opera rappresenta un tassello determinante del circuito delle "vie d'acqua" ed è ritenuta estremamente strategica dal punto di vista logistico poiché renderà possibile una serie di servizi relativi alla nautica e alle attrattive di carattere turistico della Toscana.

Nicola D’Andretta

L’attuale paratia presso l’incile, realizzata negli anni settanta, di prossima demolizione.

ULTIMAZIONE DEI LAVORI DI DRAGAGGIO [2011] A partire dallo scorso Agosto si sono conclusi i lavori di dragaggio del Canale dei Navicelli. I lavori sono stato affidati alla ditta TESECO S.p.A. di Pisa ed eseguiti dalla draga di proprietà della ditta Italo NORDIO di Chioggia (VE). L’enorme sforzo progettuale, che ha visto coinvolti numerosi professionisti del settore Draga in azione sul canale dei ambientale ed ingegneristico, Navicelli è stato ricompensato dai risultati raggiunti, ritenuti ampiamente positivi e che “Sono stati rimossi rappresentano una “boccata dall’alveo del canale d’ossigeno” alla navigabilità circa 50.000 mc di dell’idrovia. Riassumendo, in termini consedimento” creti, sono stati rimossi dall’alveo del canale circa Pagina 7

50.000 mc di sedimento, è stato assicurato un pescaggio di circa 3,00 m, lungo l’asse centrale, per tutti i 17 Km dell’idrovia ed è stata “ripulita” la nuova darsena in cui è insediato il consorzio Sviluppo Navicelli e le darsene già esistenti lungo l’alveo. Il materiale dragato è stato prelevato con un sistema a benna e deposto in apposite vasche costruite ad hoc, qui i fanghi subiranno un processo di abbattimento dei principali agenti inquinanti di origine organica mediante tecniche di fitorimediazione. Successivamente il monitoraggio chimico-fisico del materiale avrà lo scopo di definire, a

processo avvenuto, le modalità più idonee al riuso dei sedimenti dragati. Nel frattempo hanno preso il via i lavori di progettazione e di ripristino della vasca 7, che avrà il compito di accogliere i fanghi di dragaggio dell’incile. Quest’ultimo tratto rappresenta la via di raccordo che collegherà il Canale dei Navicelli al fiume Arno e subirà quindi, a partire dal 2012, una serie di lavori di riadattamento e di escavazione del fondale affinché l’idrovia abbia in quel tratto un pescaggio minimo di 3 m. N.D.


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PROGETTO SE.RE.NA: RISULTATI EMERSI [FASE 2]

“Le due parole chiave del progetto sono cooperazione e rafforzamento di rete.”

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Prima di entrare nel merito dei risultati fin qui ottenuti dal progetto Se.Re.Na., progetto di cui abbiamo già parlato nel III° numero di “Navicelli News”, riepiloghiamo che cos’è il Progetto Se.Re.Na. SE.RE.NA. è un progetto europeo, finanziato dal Programma comunitario di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo, e si occupa principalmente di tre ambiti tematici mettendoli in relazione tra loro: la nautica, i servizi per il lavoro e la formazione professionale. Il principale obiettivo del progetto è quello di analizzare approfonditamente il settore nautico e la sua filiera in un contesto di cooperazione transnazionale italofrancese. Sono stati presi in considerazione vari aspetti appartenenti al settore nautico: l’attuale stato di sviluppo, gli sviluppo futuri, l’individuazione delle opportunità lavorative, il rafforzamento delle capacità di attrarre le maestranze appartenenti al settore. Tutti questi aspetti passano attraverso il potenziamento dei servizi per il lavoro e attraverso la creazione di standard formativi condivisi. Il progetto coinvolge sia enti ed agenzie italiane che francesi (Corsica) dell’area Alto Tirrenica: la Provincia di La Spezia, l’Agenzia Liguria La-voro, l’Agenzia Regionale per il Lavoro della Regione Sardegna, la Provincia di Lucca, l’AFPA, la Pole Emploi e la Provincia di Sassari con l’obiettivo generale di migliorare e qualificare la collaborazione fra queste aree transfrontaliere in termini di accessibilità e potenziamento del Mercato del Lavoro in particolare nel settore nautico e della sua filiera. Le due parole chiave del progetto sono cooperazione e rafforzamento di rete. Con la prima si intende di migliorare, qualificare e coordinare congiuntamente i

FIG U R E P R O F E S SIO N A L I servizi. P R O G E TT O S E R E N A La seconda fase del 1 . Ag g iu st at or e m e cc an ic o n a u tico progetto ha 2 . Alle st ito r e na u tic o 3 . Ca p o b a r ca l’obiettivo di svilup4 . Ca r pe n tie r e in le g no p e r la n au tic a pare ed applicare 5 . Ca r pe n tie r e in m et allo a dd e tt o al metodi congiunti di m o n ta g g io sca fo 6 . Co or d in at o re d ei s er v iz i d i p or t o monitoraggio e anat ur is tico lisi continuativa dei 7 . D ise gn a to r e di int er n i d i im b a r ca z ion i fabbisogni profes8 . D ise gn a to r e na u tic o e n a va le 9 . Fa leg n a m e m o n ta to r e di bo r do sionali. 1 0. H os te ss e st ew ar d d el dip o r to Le Regioni coinvolte 1 1. Ins ta lla to r e/ m a n ut en t or e d i im p ia n ti nello spazio di cooe let tr ici na u tic i 1 2. Ins ta lla to r e/ m a n ut en t or e d i im p ia n ti perazione del proe let tr o m e cca n ici e e let tr o n ici n a ut ici getto SERENA si 1 3. Ins ta lla to r e/ m a n ut en t or e d i im p ia n ti caratterizzano per id r au lic i e di co n diz io n am en to n a ut ici 1 4. M ar in a io di im b ar c az io ni da d ip o rt o l’importanza 1 5. M ar in a io di p or t o ad d et to a i se rviz i dell’economia del lo g isti ci mare nel proprio 1 6. M ec ca ni co m o to r ist a na va le 1 7. M on t at or e m e cc an ic o na u tic o apparato produtti1 8. Op e r at or e p o liva le n te p er la n au t ica vo, ogni territorio 1 9. Op e r at or e su b a qu e o ha però le proprie 2 0. Pr o ge tt ist a di pa r tic ola r i n a ut ici 2 1. Ser vic es m a n a ge r d el d ip o rt o peculiarità. Per 2 2. Te cn ico d i a g en z ia n au t ica quanto riguarda la 2 3. Te cn ico t u ri stic o de l d ip or t o Regione Toscana, 2 4. U ffic iale d i m a c ch in a de l d ip or to 2 5. U ffic iale d i n a viga z io ne d el dip o r to con una forte voca2 6. Te cn ico e sp er t o d ell’o r g an iz z az io n e zione cantieristica e a z ien d ale d e lla na u tic a da d ip or t o portuale, si registra un basso tasso di crescita di posti getto (Toscana, Sardegna, Ligubarca, infatti dal 2001 al 2005 ria, Corsica). Le 26 figure, riporla crescita registrata è pari tate nella tabella sottostante, all’1%. In totale si contano 63 sono state ottenute attraverso porti, di cui 28 porti turistici, un’analisi delle attività e delle oltre 23.000 posti barca in operazioni in cui si articolano i grado di ospitare imbarcazioni processi organizzativi della filiefino a 90 metri. Il settore della ra nautica. cantieristica navale toscana si contraddistingue per la presenA ciascuna figura corrisponde za di una vera e propria filiera un percorso formativo al quale nautica nella quale sono presenè possibile accedere attraverso ti una variegata tipologia di imi canali dell’istruzione, della forprese. Da un’analisi svolta dalla mazione professionale o Provincia di Lucca, risultano un dall’alternanza formazionenumero complessivo di imprese lavoro al fine di giungere ai livelli pari a 2.815 e un numero di di preparazione necessari per addetti diretti pari a 14.923. Le svolgere la professione in quenuove tendenze del settore hanstione. no registrato un forte rallentaPer avere maggiori informazioni mento della domanda di barche sul repertorio condiviso delle medio-piccole, l’ingresso di nuoprofessioni del mare e i relativi vi paesi nella produzione di impercorsi formativi è possibile barcazioni, e la crescita del consultare il sito ufficiale del mercato dell’accoglienza megaprogetto SE.RE.NA. yachts, dei servizi e refitting. Sono inoltre stati elaborati i www.progettoserana.eu profili relativi alle 26 figure professionali risultate di comune Andrea Bruscoli interesse all’intera area transfrontaliera coinvolta nel pro-


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CRISI, COME DIFENDERSI: IL PROGETTO SOMAIN - SOTTOSISTEMI E MATERIALI INNOVATIVI PER LA GESTIONE INTEGRATA DEL CICLO DI VITA DELLE UNITÀ DA DIPORTO

La crisi, unita alla mancanza di investimenti tecnologici e di prodotto fatti negli anni scorsi, sono alla base delle motivazioni del calo produttivo di prodotto giunto, forse, per alcuni aspetti, a maturazione. Nell’ultimo ventennio si è assistito ad una proliferazione di superyachts curati minuziosamente negli aspetti estetici piuttosto che in quelli funzionali e sempre più simili a ville galleggianti con a bordo qualsiasi tipo di comfort, in grado a consumare fino a un litro di carburante al secondo. Oggi, nella nautica, come negli altri settori, l’attenzione all’ambiente è in forte crescita, sia da parte dei principali attori produttivi della filiera, sia da parte dei clienti. Il comparto ha logiche ambientali dettate da leggi sempre più severe e da motivazioni etiche individuali. L'eco-sostenibilità può rappresentare la nuova frontiera del lusso e per questa motivazione ci si attende che le scelte d’acquisto saranno sempre più influenzate dalle caratteristiche ecologiche.

Da questa riflessione nasce l’intento della Navicelli SpA e del Network dei Centri Servizi Toscani di scommettere e di investire su progetti in cui la sostenibilità del prodotto e della produzione, la sicurezza e la qualità, e l’attenzione al refitting siano il tema centrale di ricerca e rappresentino il vero valore aggiunto in cui credere per un’azione di rafforzamento competitivo sul mercato da parte delle aziende. In questo ambito si colloca il progetto SOMAIN - Sottosistemi e Materiali Innovativi per la gestione integrata del ciclo di vita delle unità da diporto - in cui si mira ad un’innovazione dei processi produttivi, organizzativi e gestionali della filiera, per garantire, alla nautica da diporto toscana, maggiori livelli di standard qualitativi. Il progetto vuol dimostrare come, attraverso l’innovazione tecnica e le nuove tecnologie adottate durante tutte le fasi dei principali processi che compongono il ciclo di vita di una imbarcazione (dalla progettazione allo smaltimento dello yacht), sia possibile ridurre in maniera significativa gli impatti sull’ambiente evidenziando i vantaggi che ciò comporta. Il rafforzamento della competitività delle imprese è possibile

attraverso azioni mirate sulla: ricerca in ambito di processi tecnologici, organizzativi e gestionali; tutela ambientale e ricerca di nuovi standard e la loro sperimentazione; ricerca e sperimentazione di nuovi materiali e impianti; sperimentazione di modalità di governance nel segmento del refit e dei servizi diportistici. Il programma di investimento, dal costo di 1,8 mln di euro, vede coinvolto un partenariato molto ampio di imprese della filiera nautica e di Il ciclo di vita ecosostenibile, alla organismi di ricerca base del progetto SOMAIN appartenenti a tutte e cinque le province costiere toscane: Navigo Scarl Centro per l’innovazione e lo sviluppo della nautica toscana - capofila del progetto, Agenzia Marittima De Felice srl, Ambiente s.c., Cala De’ Medici Servizi srl, Daxo srl, Dedalo “Si mira ad Solutions srl, Studio Sgro srl, Vismara Marine srl, Consorzio un’innovazione dei Polo Tecnologico Magona processi produttivi, (CPTM), Dipartimento Scienze organizzativi e per l’Architettura (DSA) Unigestionali della versità di Genova, International filiera per Consortium for Advanced Design (ICAD) e Istituto di Sciengarantire, alla za e Tecnologia nautica da diporto dell’Informazione (ISTI-CNR). toscana, maggiori La messa a sistema, da parte livelli di standard degli attori della filiera e dei qualitativi.” soggetti portatori d’innovazione, di competenze specifiche, su un tema di fondamentale importanza come quello della sostenibilità in campo nautico, può dare una nuova linfa vitale allo sviluppo del comparto poiché crea un momento di incontro e di confronto utile a favorire la diffusione di know-how e l’arricchimento delle competenze al fine di raggiungere la massima espressione dell’eccellenza nel settore. Simone Pistolesi

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BARCARNO: CONSIDERAZIONI DI FINE RASSEGNA

Locandina della seconda edizione di Barcarno, svoltasi a settembre a Pisa

“L’iniziativa è servita a ricordare la cultura marinara di Pisa e la presenza nella città di un porto di nuova costruzione e del porto naturale della Golena d’Arno “

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Dal 10 al 18 settembre, si è svolta a Pisa la seconda edizione di “Barcarno”, la Mostra del Mercato Nautico organizzata dall’Associazione Arno. La manifestazione è stata allestita sul Lungarno Mediceo, all’altezza dello scalo Roncioni. Molto bello e significativo lo scenario: in Arno, erano ormeggiate imbarcazioni moderne e d’epoca mentre, sulle sponde del fiume, erano presenti gli stand dedicati alla filiera nautica e alle attività di settore. Notevole è stato anche il coinvolgimento della cittadinanza: molti hanno visitato l’esposizione delle barche e partecipato alle interessanti iniziative, organizzate nell’ambito della manifestazione, pensate per valorizzare il fiume e i suoi splendidi Lungarni per far rivivere Pisa come città di antichissime e documentate tradizioni marinare. Tra le iniziative, particolarmente suggestive, per la cittadinanza, sono state le gare veliche e la sfida tra le fazioni di Mezzogiorno e di Tramontana, ma sono stati suggestivi e coinvolgenti anche i percorsi col battello lungo il fiume, la musica e i concerti. Lunedì 12 settembre si è tenuto il dibattito “Riviviamo L’Arno”: le acque interne intuite non solo come un modo per incrementare lo sviluppo del turismo e dei servizi, ma anche come vie

da percorrere perché il fiume non può essere considerato solo come una realtà che divide in due la città, ma come un’occasione di vita. L’incontro è stato coordinato dal responsabile CNA dell’area pisana, Maurizio Bandecchi e ha visto la partecipazione, come relatori, dell’Assessore all’Ambiente della Provincia di Pisa, Walter Picchi; del responsabile della Direzione Urbanistica del Comune di Pisa, Gabriele Berti; del presidente di Toscana Energia, Lorenzo Becattini; del Presidente della Spa Navicelli di Pisa, Giovandomenico Caridi; del presidente della cooperativa Il Navicello, Antonio Veronese e il presidente dell’Associazione Arno, Gustavo Elmi. L’iniziativa, come abbiamo già detto, è servita a ricordare la cultura marinara di Pisa e la presenza nella città di un porto di nuova costruzione e del porto naturale della Golena d’Arno che è inserito nel programma di riqualificazione dell’area; i corsi d’acqua

visti, come abbiamo già detto, come possibilità di sviluppo sia per il turismo fluviale (realtà diffusa nelle città del nord Europa) sia per la mobilità (come mezzo di trasporto pubblico). Questi progetti saranno realizzabili grazie anche ai lavori di ristrutturazione e di riapertura dell’Incile che permetterà un collegamento diretto tra l’Arno, il Canale dei Navicelli e i porti di Livorno e Marina di Pisa. La rassegna si è conclusa presso la sede della Navicelli con una serata denominata Arno DiVino durante la quale, oltre a degustare interessanti vini pisani e prodotti gastronomici del territorio, si è realizzato un incontro di grande interesse tra dirigenti, esperti del settore e cittadini venuti numerosi per riscoprire vecchi ricordi e apprendere nuove opportunità. Viola Luti

L’esposizione di Barcarno sui lungarni di Pisa


Volume II, Numero 7

LA NASCITA DELLA “SEA - RACE ELETTRICA” L'acqua quel giorno era cristallina, il vento di scirocco dei giorni precedenti aveva fatto risalire la corrente di profondità il termoclino era più superficiale e pungente e la visibilità oltre i 20 metri rendeva l'immersione paragonabile ad un tuffo in un acquario. Arrivammo sulla baia ad est di Molara in Sardegna verso le 8:00 del mattino prima che il traffico dei natanti potesse disturbare la quiete dell'ambiente e soprattutto innervosire il pesce. Il contrasto dei colori era magnifico, la parete a sud ovest di Tavolara rifletteva la luce del sole come una lastra di marmo, ed il blu intenso era la tonalità dominante intorno a noi, eravamo pronti all'immersione. Pochi instanti per mettere la muta da 5mm, la maschera, impugnare la torcia, e ci tuffammo dal gommone. I suoni ed i colori divennero immediatamente attutiti e sfumati, eravamo pervasi da un rumore di fondo uno scricchiolio costante che trasmette la frenesia della vita dei milioni di microorganismi e pesci indaffarati nella dura lotta per la sopravvivenza, eravamo in acqua. Quel giorno ci siamo immersi più volte ben oltre i 30 metri dove i colori si appiattiscono alla ricerca di cernie e dentici a caccia , purtroppo in apnea la visita del mondo marino è sempre troppo corta, siamo solo degli ospiti molto spesso indesiderati... Finita l'immersione, ci siamo andati a riparare, causa forte vento di maestrale, sul lato sud est di Molara una caletta con acqua turchese che alimenta il sogno di terre lontane ed inesplorate. Mi sono messo la Pagina 11

maschera di nuovo per curiosare fra gli anfratti delle rocce granitiche tipiche di queste zone: nella fascia di marea ci sono sempre invertebrati e piccoli pesci, che nessuno nota mai, ma importantissimi per la biocenosi e l'ecologia delle coste e sono ricchi di livree colorate e comportamenti strani che mi diverto ad osservare come per meditare.

Zooplancton al microscopio

D'improvviso mi accorsi che una macchia oleosa si stava materializzando davanti ai miei occhi, mi tolsi la maschera e l'odore acre di benzina misto ad olio pervase i miei turbinati. Che cosa stava succedendo? C'era poco da fare: il tubo della benzina si era rotto e dal fuoribordo 40 cv del nostro gommone usciva di tutto; la marea ed il vento fecero il resto. E' stato in quel momento che ci siamo chiesti quale poteva essere l'impatto nel lungo termine delle numerose imbarcazioni che solcano i mari delle aree protette. La conversazione sull'accaduto ci ha impegnato praticamente tutto il pomeriggio seguente, abbiamo cercato di immaginare come rendere questo problema visibile a tutti e trovare una soluzione. E’ un nemico subdolo questo tipo di inquinamento perché è lento, invisibile ai nostri occhi ma non agli

organismi marini. La sera stessa, nonostante una ricerca avanzata su internet, non siamo stati in grado di trovare informazioni dettagliate sull'impatto a lungo temine di una tale forma di inquinamento nascosto: solo alcuni articoli dove organismi bentonici e fitoplancton (Inhibition of phytoplankton photosynthesis by the WSF of used lubricating oil G.C. Batea and Stephanie D. Crafford* ) erano stati sottoposti a stress fisiologico attraverso gli idrocarburi incombusti. I risultati della ricerca erano alquanto sconcertanti: inibizione della maturazione, gravi modificazioni delle membrane cellulari e rallentamento del processo fotosintetico di alcune specie di fitoplancton. E' stato proprio in quel momento che ci siamo detti, perché non organizzare un evento mediatico, una "Searace elettrica", usando una imbarcazione totalmente convertita in elettrico e quindi ad impatto zero come emissioni di Anidride carbonica ma anche di inquinamento dovuto a perdite di idrocarburi: l'adrenalina dell'idea stessa si fece sentire sulla spina dorsale. Un evento dove poter raccogliere tutti gli esperti del settore turistico, portuale, amministrazioni pubbliche, investitori, scienziati e ricercatori ed utilizzare proprio il mare come anfiteatro per un simposio che affronti il problema e cerchi di trovare una soluzione! Così è nata L'elettric searace, due amici, la passione per il mare, una giornata speciale. (continua pag. successiva)

“E' stato proprio in quel momento che ci siamo detti, perché non organizzare un evento mediatico, una "Searace elettrica", usando una imbarcazione totalmente convertita in elettrico e quindi ad impatto zero”


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LA NASCITA DELLA “SEA - RACE ELETTRICA”

Esempio di Catboat

“Durante il tragitto sono previste delle tappe intermedie per ricaricare il pacco batterie ed organizzare eventi presso le marine ed i porti che vorranno partecipare all'evento”

(Continua da pag precedente). Ad oggi l'imbarcazione scelta per la conversione in Full Electric è un catboat imbarcazione a vela classica, caratterizzata da armo con albero all’estrema prua, randa aurica con picco, grande timone a forma di “pinna” e deriva mobile in metallo. Lo scafo è in lamellare di mogano appena restaurato trattato con epossidica, l’albero e tuga in mogano. La lunghezza è di 6 metri. La barca ha un’attrezzatura minima con wc a prua, serbatoio acqua dolce, impianto elettrico per luci servizio in cabina e pompa di sentina elettrica (il pozzetto non è autosvuotatante) e due posti letto sulle cuccette interne. I cat sono abbastanza rari in Italia, c’è un’associazione a Venezia che ne raduna alcuni, la loro storia è antica e affascinante: nati a Cape Cod nel Maine sul finire dell’800 come barche da pesca, poi divennero barche da competizione e poi da turismo. Oggi sono apprezzati daycruiser.

Kit Elettrificazione imbarcazione
Il kit sarà il PropEL inboard light i, cioè una versione “alleggerita” e semplificata del PropEL inboard 25, ideato e ingegnerizzato dalla EVE, Elettro Vehicles Europe, partner tecnologico di Ecarsnow che ha creato un dipartimento di ricerca e sviluppo del settore marino con l'obiettivo di proiettare l'elettrificazione anche nel mondo nautico.
Con medesima logica costruttiva del Pro-

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pEL inboard 25, sarà dotato di un motore raffreddato ad aria a magenti permanenti, in modo da evitare complesse e costose riduzioni all'asse dell'elica.
 Sarà dotato di una elettronica MOSFET semplice anch'essa raffreddata ad aria.
Tutto il sistema raffreddato ad aria (tramite ventilazione forzata con condotti di areazione, che garantiscono al contempo l'impermeabilità del PropEL) eviterà così pure il costo del sistema di raffreddamento a liquido con scambiatore di calore e pompa del liquido.
Tensione prevista, 48-72Vdc, con pacco batterie Litio Ferro Fosfato (tipo Thundersky) capacità da definire in base alle tappe decise durante il percorso. La sea race partirà da Genova verso Livorno e poi attraverso i Navicelli attraccherà definitivamente a Pisa nella darsena pisana presso la sede generale dei Navicelli SPA. Le tappe del previste sono:

1) Portofino - Rapallo - Sestri levante (in alternativa: Porto di Genova - Portofino Sestri) 2) Sestri levante - Monterosso al mare - Porto venere 3) Portovenere - Forte dei marmi 4) Forte dei marmi - Marina di Pisa (Navicelli)

Durante il tragitto sono previste delle tappe intermedie per

ricaricare il pacco batterie ed organizzare eventi presso le marine ed i porti che vorranno partecipare all'evento. Verrà predisposta una zona di ricarica ed un box all'interno del quale saranno organizzati incontri tecnici con gli addetti ai lavori, Università, centri di ricerca, Autorità portuali, delegazioni provinciali. Lo scopo è quello di creare una tavola rotonda itinerante per infondere e far crescere in tutti noi la consapevolezza di un problema e della necessita di trovare una soluzione al più presto. Durante il tragitto in mare aperto, in base alle condizioni meteo, la navigazione verrà mantenuta ibrida con vento e motore elettrico testando anche varie tipologie di ricarica del pacco batterie come eliche di superficie, pannelli solari , un laboratorio scientifico a 360 gradi in movimento al fine di ottenere dei dati empirici sulla reale applicazione di tale progetto su larga scala. Inoltre, durante la traversata verranno organizzate due immersioni subacquee in apnea all'interno delle riserve di Porto Venere e della Meloria, facenti parte del grande santuario dei cetacei. All'interno di questa finestra a bordo del cabota verrano ospitati biologi marini dell'università di Genova e di Pisa per affrontare da un punto di vista scientifico la problematica dell'inquinamento indotto dalle imbarcazioni aventi accesso alle riserve per motivi ricreativi, turistici e di pesca per capire meglio come ricerche scientifiche possano evidenziare e valutare l'impatto di tale attività a lungo termine. Jacopo Querci, PhD, Marine Molecular Ecology, Consulente scientifico Ecarsnow Italy


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RACEFISH05 L'UNICA DERIVA A VELA MODULARE SUL MERCATO INTERVISTA ALL’ING. CORBINELLI, DIRETTORE TECNICO DELLA 2BFAST 2BFAST e' una start-up che punta ad innovare il settore nautico. L'azienda propone, tramite i suoi prodotti, soluzioni uniche e rivoluzionarie - nel mercato delle derive - con il chiaro intento di soddisfare tutti gli appassionati della vela, partendo dagli amatori per arrivare fino ai professionisti più esigenti. Che cos’è RaceFish05? RaceFish05 è una deriva a vela innovativa che garantisce prestazioni superiori in termini di velocità, planata, stabilità e sicurezza offrendo, allo stesso tempo, un’invidiabile spazio sulla coperta che e' stata pensata e disegnata per permettere all'equipaggio di manovrare comodamente l'imbarcazione indipendentemente dalle condizioni meteo. Come nasce l’idea di realizzare questo tipo di deriva? L’evoluzione delle derive a vela, nell’ultimo mezzo secolo, ha riguardato in modo quasi esclusivo i processi di lavorazione ed i materiali. Sia per le vele che per gli scafi, vengono utilizzate nuove tecniche costruttive e nuovi materiali che coniugano leggerezza e prestazioni. Non sono stati, però, proposti modelli di barca innovativi. Parlando con amatori e professionisti della vela e raccogliendo le loro opinioni ed esigenze, 2BFAST ha deciso di progettare una deriva completamente nuova, originale ed unica nel suo genere, del tutto Pagina 13

alternativa e diversa dai prodotti che si possono trovare sul mercato. Perché RaceFish05 è una deriva innovativa? RaceFish05 ha uno scafo di 5.15 m, realizzato completamente in vetroresina, caratterizzato da una particolare distribuzione di volumi e pesi appositamente studiata e progettata nel centro di ricerca 2BFast - per offrire una modularità unica nel suo tipo. Lo scafo può essere equipaggiato con varie combinazioni di rig/ vele garantendo sempre le massime prestazioni, un perfetto bilanciamento e permettendo di navigare in piena sicurezza. Quali sono i vantaggi per gli appassionati della vela? Gli appassionati – fino ad un massimo di 4 persone di equipaggio – potranno godersi RaceFish05 allestito nella sua versione “FUN” per alcuni indimenticabili momenti da passare in mare con famigliari o amici. Allo stesso tempo avranno la possibilità di trasformare il proprio RaceFish05 “FUN” in RaceFish05 “SPORT” per provare l'ebbrezza di una navigazione sportiva sia da soli che in coppia. Infine, per i più esigenti, 2BFast ha sviluppato un ulteriore versione “EXTREME”, per competizioni a vela di massimo livello, sempre sfruttando la modularità dello scafo. Il Layout originale ed innovativo

di RaceFish05 offre una sensazione di planata unica nel suo tipo, indipendentemente dalla versione scelta. Alta velocità e divertimento sono dunque garantiti - il tutto in completa sicurezza - salendo a bordo di RaceFish05. Dove è possibile provare o acquistare RaceFish05? Per provare RaceFish05, conoscere meglio le nostre proposte ed entrare in contatto con il mondo 2BFAST basta semplicemente navigare sul nostro sito www.2bfast.net e riempire il formato elettronico presente nella pagina contatti o semplicemente inviare una mail a info@2bfast.net. Vi aspettiamo a bordo.

RaceFish05 FUN

“RaceFish05 è una deriva a vela innovativa che garantisce prestazioni superiori in termini di velocità, planata, stabilità e sicurezza, offrendo, allo stesso tempo, un’invidiabile spazio sulla coperta”

A. B.

RaceFish05 SPORT


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SALONE DI GENOVA E PARCHISCRITTI

Renzo Moschini

Al Salone di Genova i Parchi, e in particolare le Aree Marine Protette, non sono mai stati assenti. E’ accaduto anzi, in più di un caso, c h e , p r o p r i o dall’appuntamento di Genova, siano stati riproposti e rilanciati delicati aspetti che avrebbero poi meritato di essere ripresi con grande attenzione in sede parlamentare e di governo. Questa attenzione è invece quasi sempre mancata. Pensiamo in particolare al Santuario dei Cetacei che a Genova ha la sua prestigiosa sede. A giudizio degli amici francesi, però, negli ultimi tempi, tale istituzione non svolge il ruolo che gli competerebbe e recentemente ne avrebbero chiesto il trasferimento a Montecarlo. Va aggiunto che, nelle poche volte in cui certe sollecitazioni critiche sono state recepite, i risultati sono apparsi deludenti, come per esempio è accaduto al Senato con una legge che aggraverebbe irrimediabilmente le cose proprio per quanto riguarda la gestione delle coste e delle aree marine protette, estromettendo addirittura le

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Regioni da qualsiasi ruolo e competenza. E’ sicuramente un fatto positivo che a questa edizione del Salone ci si possa presentare avendo da poco concluso, proprio a Pisa, con il coinvolgimento del Consorzio dei Navicelli, un evento europeo dedicato ai Parchi, che ha riservato alle aree marine protette, non soltanto italiane, un particolare approfondimento attraverso l’inaugurazione ufficiale dell’iniziativa “ParchiScritti”. ParchiScritti, quale strumento di approfondimento, analisi e proposta sui temi delle aree protette, avrà la sua sede proprio al Canale dei Navicelli. Già nel recente passato, come avevamo già avuto modo di parlare su questo notiziario e sulle riviste Cosmonautica e Toscanaparchi, di questi temi si occupò “Parcolibri”, un evento, sempre pisano, dedicato all’editoria sui parchi, nel quale avemmo modo di presentare, tra le altre cose, un interessante volume sulla Nautica sostenibile. Oggi abbiamo voluto dedicare, anche alla luce di quella positiva esperienza, un premio giornalistico, specifico sulla cultura e sulla tutela del mare, da intitolare a Lischi, un importante editore pisano recentemente scomparso che a questi problemi ha dedicato impor-

tantissimi contributi. Questo premio sarà organizzato nell’ambito di ParchiScritti, ossia in un’iniziativa a cui aderiscono il Gruppo di San Rossore - Per il rilancio dei parchi ( s i t o w e b www.grupposanrossore.it), il Parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli, il Centro studi sulle aree protette fluviali di Montemarcello-Magra, la Lega delle Autonomie Locali, il Centro universitario IRTA, la Casa editrice ETS e le riviste Cosmonautica, Toscanaparchi e Navicelli News. In questo contesto intendiamo coinvolgere anche soggetti privati e in particolar modo quelli ad oggi maggiormente impegnati nella gestione d’importanti attività connesse al mare e alle coste -penso al porto di Boccadarno - che operano in ambienti delicatissimi e di grandissimo pregio. Il 10 settembre ParchiScritti è stato inaugurato nella Tenuta di San Rossore in Sala Gronchi. Qui sono stati presentati e discussi i due volumi “Le Aree Marine protette italiane. Stato, politiche, governance” a cura di Davide Marini (Edizioni Franco Angeli) e ‘Le Aree marine protette’ a cura di Fabio Vallarola (Edizioni ETS). Se chi ben comincia è a metà dell’opera, la partenza fa davvero ben sperare. Renzo Moschini

Uno dei volumi (edizioni ETS) presentati a ParchiScritti il 10 settembre scorso presso la Tenuta di San Rossore

“ParchiScritti, quale strumento di approfondimento, analisi e proposta sui temi delle aree protette, avrà la sua sede proprio al Canale dei Navicelli”


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LE OPPORTUNITA’ DELLE “RETI DI IMPRESA”

“Mettersi in Rete rappresenta per le imprese l’unica via da seguire per affrontare la profonda crisi e per aggredire con maggiore sostanza i mercati internazionali”

Il settore della nautica è un settore complesso, composto da una moltitudine di attori e professionalità che nel processo di realizzazione di una imbarcazione si interfacciano, dando vita a sinergie produttive che permettono la realizzazione del prodotto finale. Spesso quindi all’interno di un cantiere, che funge da fulcro nel processo di realizzazione, convergono vari settori professionali (arredo, impiantistica, domotica). Una serie di attori che singolarmente mettono in campo le proprie professionalità coordinate dal cantiere. Il settore della nautica quindi, disunito per modalità di operato, soffre maggiormente la crisi che ha messo in ginocchio tutti i suoi attori. E’ di rilevante importanza quindi stravolgere il modus operandi fin qui attuato dalle imprese del settore abituate da sempre ad affrontare il

mercato in maniera chiusa, con un’ottica di forte territorialità. Mettersi in Rete dunque rappresenta per le imprese l’unica via da seguire per affrontare la profonda crisi e per aggredire con maggiore sostanza i mercati internazionali. La realizzazione di reti, permette alle imprese di condividere il proprio know-how , aumentare la propria capacità dimensionale e superare il concetto di territorialità pur mantenendo la loro identità. In sostanza, le Reti di Impresa rappresentano forme di coordinamento di natura contrattuale tra quelle imprese, che vogliono aumentare la loro massa critica e avere maggiore forza sul mercato senza doversi fondere o unirsi sotto il controllo di un unico soggetto. Quindi un insieme di unità operative che agiscono in modo integrato e organico nell'ambito di un sistema a

rete per perseguire le opportunità di business che il mercato presenta. La realizzazione di Reti di Imprese nei settori produttivi e nello specifico nel settore della nautica rappresenta soprattutto per le PMI un’opportunità molto interessante e innovativa in quanto la condivisione degli obiettivi e delle risorse umane ed economiche permette di ampliare le prospettive di crescita e, al contempo, di distribuire meglio le componenti di rischio legate ad una progettualità comune. Piero Pagliaro

IN BATTELLO SUI NAVICELLI

Due battelli fluviali in ingresso alla Darsena Pisana

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La Spa Navicelli di Pisa, nell’ambito del progetto di riqualificazione turistica del canale dei Navicelli, ha affidato, tramite bando di gara pubblico, la gestione del servizio per l’effettuazione delle gite in battello lungo il Canale dei Navicelli alla Società Cooperativa Il Navicello. La Soc. Coop. Il Navicello garantisce un servizio di informazione, centro prenotazione delle visite organizzate in battello, di iniziative correlate ed informazioni ge-

nerali. Il servizio sarà attivo, su prenotazione, dal prossimo mese di Novembre. Le gite in battello partiranno dalla Darsena pisana (in via della Darsena) e avranno la durata di circa 1 ora e 15 minuti. Durante il tragitto sarà possibile osservare da un lato le peculiarità della flora e della fauna tipiche del nostro territorio, grazie alla contiguità del Canale con il Parco regionale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli, dall’altro i megayachts di lusso prodotti dai cantieri navali che sorgono nell’area dei Navicelli e che rappresentano il fiore all’occhiello del made in Italy nel mondo. Inoltre, una volta effettuati i lavori per la riapertura dell’Incile nel quartiere di Porta a Mare, il canale dei Navicelli si unirà nuovamente al fiume Arno, rendendo possibile così la realizzazione di un importante percorso d’acqua

interamente navigabile, che permetterà di raggiungere il centro di Pisa partendo dal porto di Livorno, e viceversa. In tale prospettiva risulta strategico e interessante il progetto studiato dalla Spa Navicelli di Pisa di offrire questo servizio anche e soprattutto ai passeggeri delle navi crociera che approdano a Livorno, e che possono raggiungere Pisa attraverso una piacevole gita in battello tra storia, natura e tradizione. Per prenotazioni e ulteriori informazioni, contattare: Centro Visite San Rossore Tel. 050/530101 Fax 050/3836908 e-mail : info@ilnavicello.it

Andrea Pecori


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CITTADINANZA DI GENERE: SI AVVIA ALLA CONCLUSIONE IL PROGETTO “ SMART” Provincia e Comune di Pisa, Ufficio di Piano strategico dei comuni dell’Area pisana, Confservizi Cispel Toscana insieme agli altri soggetti partner (Conferenza Sindaci Area Pisana, Società della Salute Zona Pisana , USL 5 Pisa, Comitato PPOO dell’Università di Pisa, Comitato PPOO della Scuola Superiore Sant'Anna, SAT Società Aeroporto Toscano Galileo Galilei S.p.A, Gruppo ACQUE spa, CPT – Compagnia Pisana Trasporti, GEOFOR spa, PUBLICOM spa, AGESCOM spa, PISAMO, Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR Area della Ricerca Pisa), Comitato PPOO del Consiglio Ordine degli Avvocati e NAVICELLI di Pisa hanno condiviso, a partire da ottobre 2010, un progetto pilota per la conciliazione vita-lavoro, il progetto “SMART” Servizi di conciliazione, un percorso partecipato. Dai primi risultati del progetto che è stato finanziato dalla Regione Toscana (legge 16/2009 “Cittadinanza di genere”) e proposto dall’assessorato alle Pari Opportunità della Provincia di

Pisa con il Patto territoriale di Genere - sono già emerse alcune indicazioni utili per una migliore organizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese private partner. Queste hanno partecipato a un percorso e ad alcune indagini per conoscere le necessità più urgenti delle loro lavoratrici e dei loro lavoratori. E’ stata condivisa la necessità di avere servizi comuni per migliorare le condizioni di vita di chi ha difficoltà nel conciliare famiglia e lavoro. Si è individuato, ad esempio, il problema dell’organizzazione del trasporto pubblico e del collegamento della rete come uno dei problemi che incidono notevolmente nella gestione del tempo e della propria vita familiare al di fuori del orario di lavoro. Si è proposto anche di utilizzare al meglio le strutture educative già esistenti (asili nido e scuole), facendo conoscere di più la loro offerta e ampliando la gamma delle possibilità di accoglienza (maggiore flessibilità e articolazione dell’orario di accoglienza, creazione di nuove strutture o sezioni nido, migliore collocazio-

ne sul territorio dei servizi educativi). Le aziende che hanno partecipato all’indagine mostrano grande interesse a investire sulla conciliazione vita-lavoro e ad impegnarsi nelle politiche di genere sia a livello delle singole imprese che a livello territoriale. L’analisi delle informazioni ottenute con il percorso e con le indagini partecipate realizzati nel progetto SMART costituirà il primo elemento di base per la realizzazione di un futuro del bilancio di genere all’interno del Piano strategico dei Comuni dell’area Pisana, che insieme al Comune di Pisa e a Confservizi Cispel Toscana ha voluto il progetto con l’intento di compiere azioni innovative che possano sostenere ed affermare pari opportunità di cittadinanza sia per le donne che per gli uomini.

Pari Opportunità 2011 Progetto SMART

“Dai primi risultati del progetto, sono già emerse alcune indicazioni utili per una migliore organizzazione della pubblica amministrazione e delle imprese private partner.”

Silvia Leon

INFOBOX La realizzazione del bilancio di genere è stata diffusa dopo la Quarta Conferenza mondiale sulle donne delle Nazioni Unite, che ebbe luogo a Pechino nel 1995, in quell’occasione venne fatto riferimento al gender sensitive budget, e fu sostenuta la necessità di una strategia di gender mainstreaming in tutte le politiche al fine di perseguire la parità tra uomini e donne, indicando alcuni obiettivi strategici per i governi, tra i quali: a) b)

la ristrutturazione e ridefinizione della spesa pubblica per promuovere le opportunità economiche delle donne ed il loro accesso alle risorse produttive; l’avviamento ai vari livelli di processi di bilancio più trasparenti e adeguati che integrino la prospettiva di genere nelle programmazioni e nelle politiche con il finanziamento di programmi per le pari opportunità tra uomini e donne.

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IN BARCA DA ST. TROPEZ A PISA, ALLA SCOPERTA DEL CANALE DEI NAVICELLI pore dal fascino retrò. Nata come barca da pesca, è stata poi adattata per le crociere turistiche in grande tranquillità”. Nella darsena pisana sono stati accolti dai responsabili della Navicelli di Pisa spa che hanno provveduto a tutti i servizi necessari, comprese le biciclette in uso gratuito. Visitatori francesi presso la Darsena Pisana

“La meta del nostro viaggio era proprio il canale dei Navicelli per le sue bellezze naturali ancora sconosciute. “

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Quattro imbarcazioni francesi sono giunte a Pisa nel luglio scorso per navigare lungo il canale dei Navicelli e sono rimaste ormeggiate nella darsena pisana per due giorni. Il gruppo di turisti, composto da quattro coppie provenienti dalla zona di Cannes e di Nizza, aveva preso accordi nell’inverno scorso con la Navicelli di Pisa spa. L’idea della navigazione lungo il canale risale in realtà a quattro anni fa: Patrice e Diana Breuils con la loro imbarcazione Grand banks di 13 metri erano approdati per caso in un rimessaggio della golena d’Arno e lì avevano saputo dell’esistenza del canale dei Navicelli. “Quest’anno – ha raccontato Diana – abbiamo organizzato un viaggio con gli amici da St. Tropez a Pisa facendo tappa in Corsica e all’isola d’Elba. Siamo soci dell’associazione francese dei proprietari di Grand Banks, un’imbarcazione americana costruita a Singa-

“In realtà – ha spiegato Patrice - l’imbarcazione ha una grande autonomia d’acqua e carburante, ma avevamo bisogno di elettricità. Da qui ci spostiamo in taxi per raggiungere il centro storico: conosciamo già la città, ma vogliamo vedere la torre pendente dopo il restauro, fare una passeggiata di shopping e cenare in un ristorante di cucina toscana. La meta del nostro viaggio era proprio il canale dei Navicelli per le sue bellezze naturali ancora sconosciute. Infatti, nella nostra guida “Italian water pilot” non è indi-

cato, per cui abbiamo chiesto tutte le informazioni ai responsabili della Navicelli di Pisa spa e poi trovato su google la mappa per arrivarci. Il luogo è bellissimo e contiamo di ritornare. Tra due giorni riprenderemo il viaggio per fare rientro in Francia, facendo prima una tappa a La Spezia”. Le quattro imbarcazioni di vetroresina e teak spiccavano nella darsena pisana per lo stile particolare,ben diverso dai superyacht prodotti nei cantieri navali pisani: fascino retrò e interni in teak della Birmania. Tre barche erano lunghe 13 metri e una 11 metri: a bordo c’è spazio per la zona pranzo e cucina, due cabine e due bagni. In cima c’è il flying bridge da cui è anche possibile pilotare l’imbarcazione.

D.S.

Le quattro imbarcazioni attraccate presso la Darsena Pisana


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SUL BATTELLO CON GARIBALDI AI NAVICELLI Le prenotazioni hanno superato di gran lunga i posti disponibili per l’iniziativa “Sul battello con Garibaldi” organizzata da Navicelli di Pisa spa e Felici Editore il 24 giugno scorso. Settantaquattro persone hanno partecipato alla singolare presentazione del libro “Una pallottola per Garibaldi” di Paola Pisani Paganelli a bordo di due battelli in navigazione lungo il canale dei Navicelli. Nell’occasione il presidente della Navicelli di Pisa Spa Giovandomenico Caridi ha illustrato ai partecipanti lo sviluppo della nautica e i progetti della società pubblica che gestisce la darsena pisana e il canale. “Dopo la sperimentazione di due anni fa – dichiara Caridi – siamo passati al bando pubblico, vinto dalla Cooperativa Il navicello. A partire dal mese di ottobre sarà operativo il servizio del battello dalla darsena pisana al Calambrone rivolto al pubblico e alle scuole. Il nostro obiettivo è il trasporto dei turi-

Il volume dedicato al soggiorno pisano dell’eroe dei due mondi

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sti che sbarcano nel porto di Livorno dalle navi da crociera”. Nei due chilometri di navigazione sono intervenuti, oltre all’autrice, anche il consigliere comunale Maria Chiara De Neri, il giornalista Giuseppe Meucci e l’editore Fabrizio Felici. Il volume è dedicato al soggiorno pisano dell’eroe dei due mondi. “Venne portato a Pisa l’8 novembre 1862, dopo lo scontro in Aspromonte – spiega Meucci – per far estrarre la pallottola dalla gamba. Una volta approdato sull’Arno agli scali del carbone e alloggiato all’albergo Tre donzelle, Garibaldi fu visitato dai medici. Un chirurgo francese vide con uno strumento che la palla di piombo era nella caviglia e il 23 novembre venne eseguito l’intervento. Era prevista una lunga convalescenza in città. Invece il 20 dicembre Garibaldi deve partire precipitosamente: pare che il conto dell’albergo fosse esorbitante. L’eroe acclamato a Londra da 500 mila persone probabilmente non si aspettava neppure di ricevere il conto. Il percorso del viaggio di ritorno non fu da Boccadarno, ma dal porto di Livorno, dopo aver navigato lungo il canale a bordo di un navicello sulla barella speciale, dono delle ammiratrici inglesi”. In occasione della permanenza di Garibaldi, Pisa fu al centro di un viavai di garibaldini in attesa di notizie e di medici europei. “A quell’epoca – racconta Paola Pisani Paganelli – per salvare gli arti in cui era penetrato un proiettile, era prevista l’amputazione. Per l’estrazione lui volle un medico patriota. Nel libro ho voluto descrivere come era la città allora, con l’Arno al centro delle attività commerciali: le famiglie pisane vivevano del

Le imbarcazioni in ingresso alla Darsena Pisana

fiume”. Tra le letture di Adriana Pazzini anche il brano dedicato alla partenza precipitosa di Garibaldi: “Di mezzo si mise l’oste, Ferdinando Peverada. Un giorno visto che l’intervento era andato a buon fine si presentò in camera del malato. Fra le mani il conto. Vitto e alloggio per il ferito, vitto e alloggio per il suo seguito: figlioli, tre medici personali, ufficiali, annessi e connessi. L’occhio del cliente volò alla cifra finale, cercò la faccia abbassata dell’oste. S’incupì, Garibaldi serrò le labbra. L’oste comprese e scantonò all’uscita. Garibaldi si sfogò con Giovanni Basso. Non era quella la cifra pattuita con il gestore al momento del suo arrivo alle Tre donzelle. Comunque avrebbe onorato il debito e subito avrebbe lasciato l’albergo. Via da Pisa”.

“[Garibaldi] venne portato a Pisa l’8 novembre 1862, dopo lo scontro in Aspromonte, per far estrarre la pallottola dalla gamba. “

D.S. Il Presidente Caridi illustra i progetti di sviluppo per la nautica e l’area dei Navicelli


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RECENSIONE LIBRI & PUBBLICAZIONI: “IN VIAGGIO” DI F. DONATINI

“Il viaggio, quello con la V maiuscola, ha da sempre rappresentato una metafora della “Ricerca”.”

Franco Donatini, autore del libro “In Viaggio”, è un ingegnere del settore ricerche di Enel e docente presso l’Università di Pisa nel settore energetico. E’ lo stereotipo di persona per il quale non ti aspetteresti, come legittimamente ha scritto il “velista per caso” Patrizio Roversi nella prefazione del libro, uno scrittore da “letteratura di viaggio”. Invece i brevi racconti autobiografici, talvolta surreali, ambientati in giro per il mondo nell’arco dell’ultimo decennio, colpiscono fin da subito il lettore per la loro intensità e la grande emo-

zione che suscitano, tralasciando l’aspetto meramente “turistico” del viaggio e aprendo così piccole-grandi “finestre” su mondi e vissuti apparentemente così vicini, in quest’epoca così globalizzata, ma mai alla fine tra loro eguali. Argentina, Cina, Russia, Francia, USA, Turchia, Grecia, Cile, Ecuador, Israele: questi alcuni dei paesi nei quali si ambientano i racconti, dando occasione all’autore di poter dare sfogo a vicende il più possibile comprensive di tutte le potenzialità espressive della vita e dell’animo umano.

Il viaggio, quello con la “V” maiuscola, ha da sempre rappresentato una metafora della “Ricerca”, in particolare quella di sé stessi attraverso il confronto e l’esperienza dell’altro, del diverso e della casualità: tutti aspetti che Franco Donatini riesce a far emergere con bravura, ed in maniera mai banale, attraverso la sua scrittura.

Marco Sammataro

SVILUPPO DI UN MODELLO DI OTTIMIZZAZIONE DI UN CRM NELL’AMBITO DELLA CANTIERISTICA NAUTICA

Autore: Franco Donatini Editore: Felici Editore Anno di pubblicazione: 2008 Genere: racconto autobiografico Formato: 12x17 Legatura: brossura Pagine: 165

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Il 28 settembre Valeria Fragale ha conseguito la laurea specialistica in Ingegneria Gestionale con una tesi frutto di un periodo di stage svolto presso Navicelli S.p.A di Pisa, finalizzato allo sviluppo di un modello di ottimizzazione di un sistema gestionale CRM (Customer Relationship Management) esistente di supporto al settore della cantieristica nautica. L’attività si colloca nell’ambito del progetto Mistral, che prevede la realizzazione di una piattaforma tecnologica collaborativa web based ed open source rivolta alla Nautica da Diporto dell'Alto Mediterraneo. L'obiettivo è stato quel-

lo di offrire ai cantieri una soluzione software che permetta loro di migliorare il processo di gestione delle relazioni con i loro clienti reali e potenziali. Il lavoro svolto in collaborazione con il cantiere Società Navale Pisa si è articolato principalmente in tre fasi: analisi della struttura organizzativa del cantiere e rappresentazione dei processi riguardanti la gestione di una commessa navale semi -custom; individuazione dei bisogni informativi del cantiere e studio delle problematiche legate allo strumento di gestione reso disponibile da Navicelli S.p.A nei confronti delle aziende

sul canale dei Navicelli; traduzione dei bisogni identificati in requisiti funzionali attraverso lo sviluppo di un modello concettuale di reingegnerizzazione del sistema creato utilizzando lo standard internazionale UML (Unified Modeling Language). Le specifiche elaborate con UML saranno consegnate ad una softwarehouse per l'implementazione delle modifiche attuate al CRM.


Volume II, Numero 7

SERATA DI DANZA PRESSO I NAVICELLI: STORIA DI COLAPESCE, ‘NA TARANTELLAMARA spazi in cui si è svolta (Corte Sanac, Museo Piaggio, Area Navicelli) ha inteso sottolineare l’importanza di riconnettersi con la storia di Pisa, il legame con le vie dell’acqua, la tradizione dei commerci, degli scambi, della costruzione delle navi, ponendosi, attraverso l’arte, in Una delle protagoniste dello spettacolo di danza sintonia, al tempo stesso, con la contemporaneità, individuanDomenica 18 settembre, per do possibilità di relazioni e sinertre repliche (alle 20 e 30, 21 e gie tra un mondo operoso della 30, 22 e 30) è stata presenta- produzione e la creazione artistita, presso il Palazzo Onda della ca fra danza, musica, arti visive. Navicelli Spa, in prima naziona- La Rassegna che è iniziata nel le, l’installazione musicale coreo- luglio scorso, è stata sostenuta grafica “Storia di Colapesce, ‘na dal Comune di Pisa, l’Azienda Retarantellamara” della compa- gionale per il Diritto allo Studio , il gnia Movimentoinactor Consorzio Con.Cor.D.A., la FondaTeatrodanza/Consorzio Coreo- zione Piaggio, la Navicelli Spa, la grafi Danza d’Autore Panchetti srl. (www.movimentoinactor.it). La Lo spettacolo, costruito su una regia e coreografia dello spetta- storia che ha origini popolari orali colo sono di Flavia Bucciero, la e scritte molto antiche, recuperamusica di Antonello Paliotti te e rielaborate da Giuseppe Pi(compositore che ha collabora- trè, Italo Calvino, Benedetto Croce to con Roberto De Simone e e che si innesta su un immaginascrive arrangiamenti e orche- rio proveniente dal nostro Medistrazioni musicali per Eugenio terraneo, con echi e influenze del Bennato, Gianni Lamagna, i Ze- mondo iberico, ha come protagozi) è stata eseguita dal vivo da nista Colapesce ( interpretato dal Antonello Paliotti (chitarra e bravissimo Franco Corsi che riechitarra battente), Michele De sce a restituirne tutte le sfumatuMartino (mandolino e mandola), re espressive e psicologiche) un Mauro Fagiani (violoncello), bambino che ama trastullarsi Maddalena Abbate tutto il giorno nell’acqua del mare. (castagnette). I danzatori inter- La madre, esasperata, gli scaglia preti: Franco Corsi (nel ruolo di contro una maledizione “che tu Colapesce), Sabrina Davini, Lau- possa diventare un pesce!” . E ra Feresin, Marta Sbranti. La produzione è stata realizzata grazie al sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e di Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, con la collaborazione della Navicelli Spa. Lo spettacolo che era l’ultimo della Rassegna “NavigArte. NavigAzoni per le vie dell’Arte fra danza e musica “, nei diversi Pagina 21

così avviene, Colapesce si trova immerso in un’altra dimensione, quella del fondo del mare, dove sono percepibili cose che sul mondo terrestre sono inaccessibili. Conosce, così, una fauna marina costituita da una medusa (interpretata in maniera flessuosa e intensa da Laura Feresin) un cavalluccio marino ritmico , lineare, geometrico ( la brava Sabrina Davini) un pesce di origine Particolare dello spettacolo, regia e coreoe s o t i c a , grafie di Flavia Buccero dalle sfumature cangianti che intrappolano lo sguardo (Marta Sbranti). La relazione che stabilisce con questo mondo è gioiosa e entusiasta, viene sedotto dalla sensualità e “Lo spettacolo è fluidità degli abitanti marini, ma quando meno se costruito su una storia l’aspetta, viene messo in che ha origini popolari orali e scritte molto rete, a dimostrare che ciò antiche, recuperate e che apparentemente è affarielaborate da scinante e seducente, può Giuseppe Pitrè, Italo Calvino, Benedetto rivelarsi pericoloso. Croce”

(Continua a pag. seguente)

Lo spettacolo è stato allestito all’interno dello Yachting Lab Navicelli


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SERATA DI DANZA PRESSO I NAVICELLI: STORIA DI COLAPESCE, ‘NA TARANTELLAMARA (Continua da pag. precedente). Colapesce riuscirà a ribaltare la situazione , liberandosi e imprigionando a sua volta i pesci. Il suo percorso nel fondo del mare continuerà, ma adesso Colapesce è più e consapevole Danzatrici e ballerini hanno emozionato riflessivo delle insidie che si possono con maestria la platea in tre repliche nascondere e lo spettacolo si chiude in maniera aperta: come proseguirà il viaggio di Colapesce? Cosa gli accadrà ancora in questo mondo affascinante e incognito al tempo stesso? “Le musiche di Infine i saluti danzati sul Antonello Paliotti di brano irresistibile di Tarangrande impatto emotivo tella storta. I costumi creati per lo spete di grande tacolo da Lucia Castellana, coinvolgimento, si hanno sottolineato in mamuovono tra tradizione niera originale le carattericolta e popolare, stiche del movimento di reinterpretata ciascun personaggio. attraverso una Lo spettacolo e il tema su sensibilità cui questo si è incentrato, si contemporanea” sono rivelati molto adatti anche per un pubblico infantile, come aveva sottolineato con intuito e sensibilità la Prof.ssa Carolyn Gianturco, durante la conferenza stampa di presentazione dell’evento. Le musiche di Antonello Paliotti di grande impatto emotivo e di grande coinvolgimento, si muovono tra tradizione colta e popolare, reinterpretata attraverso una sensibilità contemporaParticolare di uno dei costumi utilizzati nea, sono state eseguite da dalle danzatrici, creati da Lucia Castellana strumentisti virtuosi come Michele De Martino e Mauro Fagiani, oltre che dallo stesso Paliotti, tutti musicisti di livello internazionale che lavorano tra l’Orchestra del San Carlo di Napoli e collaborazioni con

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artisti, ensemble musicali, stante ci trovassimo in un orchestre italiane e stra- luogo chiuso. niere. Erano presenti l’assessore La collocazione originaria alla cultura del Comune di dello spettacolo era sul Pisa, Silvia Panichi, il presipiazzale antistante il cantie- dente della Navicelli Spa , re navale dell’Ecolgy Group, Giovandomenico Caridi, che con la nave in costruzione hanno introdotto lo spettadi 70 metri che avrebbe colo insieme alla regista e fatto da scenografia, con coreografa e che hanno luci , pedana e palcosceni- espresso un auspicio e un co già installati dalla matti- impegno verso il pubblico: na . Purtroppo , il maltem- l’intenzione di presentare po e le abbondanti piogge, l’Opera “Storia di Colapehanno necessitato , sce”, nella sua versione inteall’ultimo momento, un grale, il prossimo anno, proimprovviso e radicale cam- prio nella collocazione origibio di location, appunto nariamente pensata, quella nella Sala auditorium del di un cantiere navale. Palazzo Onda. In poco tempo Riccardo Tonelli, responsabile del disegno luci dello spettacolo è riuscito ad attribuire alla sala una dimensione teatrale, utilizzando , tra Un mirabile gioco di luci ha accompagnato la l’altro, un gioco rappresentazione teatrale di luci che evidenziavano la copertura Numerosissimo il pubblico, traforata e metallica accorso, nonostante il temdell’edificio. Le immagini po inclemente, che ha moriprese da Fabio Malfatti la strato di apprezzare molto mattina stessa, in previsio- lo spettacolo e ha risposto ne del maltempo (fuse con nel finale con lunghi e entuil video di Massimiliano siastici applausi. Presenti Turini) e proiettate durante tra il pubblico rappresentanlo spettacolo, hanno resti- ti di Fondazione Cassa di tui to la dimensi one Risparmio di Pisa e Fondadell’area dei Navicelli, con i zione Toscana Spettacolo. suoi scorci e dimensioni O t t i m o il buffet acquatiche, con le sue bar- “Arnodivino” , degustazione che in costruzione. Elemen- di sapori e vini pisani , offerto che è riuscito a conte- ta da BarcArno, che ha instualizzare nell’ambiente lo trattenuto, in maniera assai spettacolo e a recuperare, piacevole e conviviale, il pubin parte, la visione della blico tra una replica e collocazione che era stata l’altra. pensata in origine, nono-


Volume II, Numero 7

CUCINARE A BORDO: DAL MEGAYACHT ALLA PICCOLA IMBARCAZIONE di Daniela Salvestroni

Anche a bordo di un peschereccio è possibile cucinare piatti gustosi sia pur caratterizzati da una presentazione più semplice e dall’utilizzo di pesce meno conosciuto ma buonissimo. Parola del pescatore pisano Mauro Renzetti che ogni giorno all’alba esce in mare con il fratello Giovanni a bordo del peschereccio “Raffaello” per far rientro nel pomeriggio. Renzetti, oggi cinquantenne, ha lasciato gli studi all’età di 14 anni per aiutare il padre pescatore e da allora non ha mai abbandonato questo mestiere difficile. Con grande soddisfazione ha potuto così garantire un buon tenore di vita alla sua famiglia. “La vita del pescatore – racconta Renzetti – comporta tanti sacrifici, ma ha anche i suoi momenti piacevoli. Dalla vista del mare aper-

to ai momenti dedicati alla cucina. Insieme a mio fratello Giovanni posso controllare la direzione della barca e nel frattempo cucinare la pasta, il brodetto oppure il pesce arrosto. La cucina a bordo è semplice, ma sana, in quanto è basata sul pesce di stagione. Spesso si tratta di una qualità di pesce che in genere non è ricercata dalla gente. Infatti utilizzo anche i pesci meno conosciuti che però sono altrettanto buoni. I piatti che cucino abitualmente sono la pasta con le triglie, il riso con le seppie, il brodetto di pesce in bianco e il pesce arrosto”. La giornata del pescatore inizia molto presto. Alle 5 bisogna levare gli ormeggi per uscire in mare. I fratelli Renzetti navigano con il loro peschereccio fino a 20 miglia dalla costa. Il rientro è intorno alle 16 per la vendita del pesce a Boccadarno. Per quanto riguarda la cucina a bordo, tra le priorità dell’alba c’è la cambusa. “L’organizzazione della cambusa – spiega Mauro Renzetti - è semplice: ogni mattina è sufficiente ricordarsi di aglio, cipolla, prezzemolo e pomodori. A bordo, infatti, c’è sempre il necessario, come l’olio, il sale, il pepe, la pasta, l’acqua minerale e il caffè. In genere cucino per il pranzo e solo occasionalmente per la cena: la pesca notturna avviene quando il momento è favorevole, ad esempio per le sogliole e le seppie”.

LA RICETTA DI MAURO RENZETTI IL BRODETTO DI PESCE IN BIANCO Si parte dal soffritto di aglio e cipolla. Una volta rosolato, si aggiunge il pesce: polpi e seppie oppure naselli e triglie. Si versano un bicchiere d’acqua e uno di vino. Si aggiungono limone e prezzemolo. Cottura: 10 minuti con il coperchio. Nel frattempo si preparano le fette di pane casalingo arrostito, che andranno poi strusciate con l’aglio. Quando il pesce è pronto, le fette di pane dovranno essere disposte sul vassoio e immerse nel brodo di cottura. Si aggiunge infine olio a crudo. Pagina 23

“La vita del pescatore – racconta Renzetti – comporta tanti sacrifici, ma ha anche i suoi momenti piacevoli. “


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Redattori Andrea Bruscoli Nicola D’Andretta Daniela Gennusa Silvia Leon

Hanno collaborato a questo numero:

Ilaria Lotti

Giovanni Corbinelli

Viola Luti

Giuseppe Meucci

Marco Magnarosa

Renzo Moschini Premuda Pistoia (Fotografie Serata Danza) Jacopo Querci

Piero Pagliaro Andrea Pecori Gaetano Petrizzo Simone Pistolesi Daniela Salvestroni Marco Sammataro

Chiuso in redazione il 30/09/2011 Pagina 24

Reg. Tribunale di Pisa Numero 8/09


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