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Anno 2013 • N. 5

Econotizie per gli amanti della natura e del bello

ITINERARI DI

Bretagna da ammirare e da gustare RECEPTION

Un passo avanti. Al Sipac, il salone dell open air

SFIDE & SPORT

La fantastica storia di HK

natural-mind.it Magazine prodotto con energia certiďŹ cata

in collaborazione con FAITA


Tornano le nuvole Cari lettori, l’estate appena passata ci aveva portato un bagliore di quella famosa luce che da anni, ormai, aspettiamo in fondo all’altrettanto famoso tunnel. Il turismo, soprattutto quello straniero, si era affacciato in maniera apprezzabile ai nostri mari e la congiuntura economica sembrava riscaldarsi al lungo sole che ha accompagnato gli ultimi mesi. Ed anche i nostri politici avevano trovato un’unità d’intenti che non aveva prodotto granché ma che, comunque, lasciava sperare. Poi è arrivato l’autunno ed è cominciato a piovere di nuovo sul bagnato della rissa politica. Tramontato il sole, sono ritornate le nuvole. Ma natural mind® non si deprime e continua a lavorare. In questo numero, la Bretagna da visitare e da gustare, un panorama sul turismo, in particolare su quello all’aria aperta che offre sempre più value for money, due storie diverse ma entrambe di grande successo, quella fantastica di HK e quella della Honda, una riflessione sulla missione dei genitori oggi, il racconto per i junior di casa e molto altro. Buona lettura. La redazione

GRADIREMMO CONOSCERE LA TUA OPINIONE SU ® natural mind . PER FORNIRCELA, CLICCA QUI.

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natural mind®

Econotizie per gli amanti della natura e del bello

Periodico online del Club natural mind Anno 2013 • N. 5

REDAZIONE, COORDINAMENTO E PUBBLICITÀ Dall esperienza ultraventennale di marketing, comunicazione ed edizione di Make Tailored Advertising Srl info@maketa.it

FOTOGRAFIE

ITINERARI DI

BRETAGNA Una regione da ammirare e da gustare

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PROGETTO GRAFICO

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RECEPTION • C’ERANO UNA VOLTA LE VACANZE • UN PASSO AVANTI

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Al Sipac, il salone dell’open air

• V4A

Il marchio qualità internazionale dell’ospitalità accessibile

• CAMPING-ELITE.COM

Il nuovo sito per gli amanti dell’open air

SALUTE & BENESSERE OBIETTIVO NUTRIZIONE

JUNIOR CLUB LA STATUA DI SETTIMIO SEVERO Le avventure di Luc, Lazo e Full

E-SHOPPING

L’ETA’ DEL NONNO Ciao Lorenzo: come nasce un libro

IL CLUB NATURAL MIND LA POSTA DEI LETTORI

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STILI DI VITA

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LA MISSIONE DEL GENITORE Accumulare crediti che non verranno mai estinti

PASSIONI

A GUSTO MIO

RICETTE BRETONI Le crêpes di grano saraceno

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PICCOLA STORIA DELL’AUTO Il marchio HONDA

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SFIDE & SPORT

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LA FANTASTICA STORIA DI HK Star di Hollywood e genio della matematica

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ITINERARI DI

I

n un’ottica di turismo ‘campingoriented’ una regione francese ci pare particolarmente degna di menzione: la Bretagna. Si può accedervi dalla porta principale, il celeberrimo Mont Saint Michel, anche se a rigore fa parte della Normandia... Trattandosi di uno dei luoghi più visitati dell’intera nazione, è consigliabile approdarvi sul far della sera, quando la gran

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parte dei turisti sta abbandonando l’unica via che percorre il caratteristico sperone roccioso e si può ammirare dall’alto della magnifica abbazia il fenomeno dell’alta marea, che ricopre con cadenza quotidiana e immutabile la baia circostante. La mattina successiva potrà essere dedicata ad una passeggiata sui bastioni che circondano la cittadina, avendo cura di


ITINERARI DI

allontanarsi dal Monte prima che la consueta seppur pacifica invasione di visitatori renda impraticabile ogni tipo di spostamento. L’ingresso vero e proprio in Bretagna può avvenire passando da Dol de Bretagne, antica città episcopale dominata dalla mole della cattedrale gotica di Saint-Samson, eretta nei secoli XII e

XIII e poi completata alla fine del XVI. Concedendosi una passeggiata nel centro cittadino, i visitatori potranno fare la conoscenza delle caratteristiche case a graticcio bretoni, che rimandano all’atmosfera medievale nel cui ambito furono erette. La presenza di questo modello architettonico ricorrente si fa più insisten-

Vannes, mura

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ITINERARI DI te nella meravigliosa e poco distante cittadina medievale di Dinan, che consigliamo di eleggere come base di partenza per le successive scorribande nella parte setu Raz Pointe d tentrionale della Bretagna. Si tratta di un vero e

Costa di il faro Granito Ro s di Plo uman a, ach

proprio ‘gioiellino’, cinto da mura e dominato dalla sagoma imponente del castello e da quella svettante della Torre dell’Orologio. Dinan sorge in una posizione particolarmente suggestiva, sul bordo sco-

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sceso di un’altura posta a guardia del fiume Rance. S

e

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bile la visita alla città corsara d i

guendo il corso della Rance, più a Nord, si giunge su un tratto di costa tanto suggestivo quanto noto e, di conseguenza, frequentato. Imperdi-


ITINERARI DI Saint-Malo, sorta di Gallipoli bretone. La costa vicina a Saint-Malo offre la possibilità di assaporare le ostriche e svariati altri tipi di frutti di mare, dalle vongole alle capesante, alle cozze. Capitale regionale delle ‘huitres’ è unanimemente considerato il porto di Cancale, dove questo delizioso mollusco potrà essere degustato appena pescato, servito con un goccio di limone direttamente dalle mani dei pescatori. Molto belle sono poi le spiagge su cui affaccia la cittadina di Dinard, meta di elezione per i turisti britannici del secolo scorso, che presenta numerosi esem-

pi di ville costruite secondo i dettami architettonici dell’Art Nouveau. Le coste di questa parte della Bretagna offrono un’enorDinan, me vacasa a graticcio rietà di paesaggi mozzafiato da ammirare. Su tutti svettano le scoscese scogliere di Cap Fréhel a un’ora circa di auto da Dinard, in direzione ovest, sovrastate dal classico faro, sulle quali si infrangono le onde dell’oceano. Ancora

Mont Saint Michel

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ITINERARI DI più a occidente, assolutamente imperdibili si rivelano i molto meno ripidi scenari della Costa di Granito Rosa. A Ploumanach, una passeggiata intorno al faro consentirà di ammirare queste peculiari formazioni rocciose, che a causa del millenario fenomeno dell’erosione assumono sagome tra le più disparate. Elemento che accomuna dal punto di vista floreale i due tratti di costa è la presenza dell’erica, un arbusto dalle belle colorazioni violacee. Proseguendo il viaggio verso occidente ci si addentrerà nella Bretagna più profonda. Potrete osservare cartelli bilingue, in france- se ed in bretone, per indicare le lo- calità. Oltre che dalla presenza di v a - ste foreste, tra c u i

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quella di Paimpont (o Brocéliande) ricca di richiami leggendari (tra cui la mitica tomba del mago Merlino) la zona centrale della Bretagna è caratterizzata da numerosi ‘enclos paroissiaux’, letteralmente ‘recinti parrocchiali’, una peculiarità cristiana tutta locale. Si tratta di complessi architettonici costruiti in granito solitamente attorno a cimiteri, tra il XVI ed il XVIII secolo, i cui elementi ricorrenti sono un arco di trionfo, una chiesa, un ossario e un calvario. Tra i complessi parrocchiali più noti della Bretagna si segnalano quelli di Pleyben e Saint Thégonnec.

Beaune, Hotel Dieu


ITINERARI DI Zona sicuramente degna di un soggiorno prolungato è la Cornovaglia che sorge nella parte meridionale del cosiddetto Finistère. Capitale della Cornovaglia francese è Quimper, città celebre per le Faiences (maioliche) e per l’imponente Cattedrale gotica di Saint Corentin, un capolavoro nel quale non mancherete di notare la deviazione dell’asse della navata centrale. Da qui potrete partire per esplorare la suggestiva Pointe du Raz, un promontorio che rappresenta il lembo di terra più occidentale della Francia continentale sul quale sorge l’immancabile faro, la Penisola di Crozon, con la Pointe du Pen-Hir e la Pointe de Dinan, oltre al minuscolo Locronan, uno dei paesini più carini di tutta la Francia, con dimore cinque-seicentesche addossate alla piazzetta centrale. Anche nel tratto di costa che collega Quimper a Nantes sono numerosi i centri che meritano un détour. Ci limitiamo a segnalare Pont-Aven, incantevole paesino che tra XIX e XX secolo ospitò numerosi artisti tra i quali Gauguin, Concarneau, uno dei più importanti porti pescherecci di Francia, che si sviluppa attorno ad una cittadella fortificata (la ville close), Vannes, una splendida

città medievale posta in fondo al Golfo di Morbihan e Carnac, celebre per la presenza di uno dei complessi megalitici più grandi del mondo: allineamenti di menhir (uno dei quali alto ben 6 metri) oggi recintati si alternano a dolmen. È presente inoltre il Tumulo di Kercado, risalente al 6.500 a.C., che costituisce la più antica costruzione europea di pietra, ed è anteriore finanche alle piramidi egizie! Dalla Bretagna consigliamo di portare a casa almeno alcuni dei numerosi prodotti enogastronomici tipici: i Petits Beurre, gustosi biscotti al burro, una bottiglia di sidro, bevanda ottenuta dalla fermentazione alcolica delle mele, ed una cassa dell’ottima birra bretone (cervoise). Ulisse INFO UTILI Mont Saint Michel Camping Saint Michel - 50220 Courtils Dinan Campsite La Hallerais - Taden, 22100 Dinan Quimper Camping Domaine de l'Horangerie de Lanniron - Allée de Lanniron, 29000 Quimper

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STILI DI VITA

La missione del genitore Accumulare crediti che non verranno mai estinti “Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo“ (Luca 15, 31-32)

P

rendiamo ad esempio la vita animale, quella più vicina agli istinti ed ai dettami della natura. Posto che abbiate avuto in casa una famiglia di animali domestici, cani, gatti o canarini, avete mai visto il figlio ormai adulto prendersi cura della madre o del padre? L’avete mai visto restituire ai genitori le coccole, il cibo, la protezione che ha ricevuto da loro quando era piccolo? Ci meraviglieremmo molto se qualcuno rispondesse di sì. In realtà, il disegno predisposto dalla natura prevede che sia il genitore a fornire al figlio il kit basilare di sopravvivenza

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STILI DI VITA per raggiungere l’età adulta e divenire indipendente. Dopodiché, la stessa natura non prevede che ci sia un rendiconto familiare fra il dare e l’avere. “Chi ha avuto, ha avuto. Chi ha dato, ha dato”. E quello che ha dato di più è nella stragrande maggioranza dei casi il genitore che, di conseguenza, è anche quello che ha ricevuto di meno indietro. Le cose non vanno diversamente fra gli umani, pur se con sfumature diverse dovute al loro maggiore accumulo di sentimenti e di evoluzione. Ricordate la parabola del figliol prodigo? Aveva voluto dal padre la sua parte di eredità e l’aveva dissipata senza farsi più vedere. Ma il padre fu pronto ad accoglierlo di nuovo, uccidendo per lui il vitello grasso. Il conto del dare e dell’avere fra padre e figlio si è evoluto nel tempo. Nella famiglia contadina, il figlio dava un maggior contributo alla comunità retta dal padre-patriarca. Sin da piccolo lavorava nei campi, faceva il garzone, si occupava, se femmina, dei fratelli minori, sacrificando i suoi momenti di

svago e, addirittura, la sua istruzione. Molto spesso rimaneva all’interno della cascina anche dopo sposato e forniva cibo ed assistenza ai genitori divenuti anziani. Oggi le cose sono cambiate diametralmente. La grande famiglia patriarcale si è andata sempre più disgregando, lasciando spazio a nuclei che vivono, ristretti, in città o in grossi agglomerati. Nella maggior parte dei casi, i genitori lavorano entrambi ed il rapporto con il figlio è in parte delegato ad altre istituzioni o persone: la scuola, la baby sitter, gli amici, il circolo sportivo. Nel contempo, è aumentato il benessere ed il genitore ha inteso espiare la colpa di vivere più lontano dai figli compensandoli con una quantità crescente di beni materiali, una maggiore istruzione, una vita al riparo dalle intemperie. Pian piano, tutto ciò è diventato quello che gli antichi greci chiamavano diaita, una maniera di vivere, e le generazioni recenti si sono abituate a

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vivere in un ambiente con crescente sproporzione fra diritti e doveri, beninteso a sfavore di questi ultimi. Fra l’I-pod di ultima generazione a dieci anni ed il sei garantito nella scuola dell’obbligo, sin dall’infanzia si sviluppa nei ragazzi il sentimento che la vita sia un automatismo dove ognuno riceve gratis gran parte di ciò che desidera. Ed i genitori sono il motore che deve far girare questa macchina. A dieci, ma anche a venti anni, o a trenta o, ormai, anche a quaranta. La loro vita, fortunatamente più lunga che in passato, è quasi interamente

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assorbita da un compito di assistenza nei confronti dei figli che, oggi, quasi mai ha un ritorno paragonabile a quello antico. E quando, per ragioni naturali, l’assistenza cessa o si affievolisce, c’è la casa di riposo per anziani o, nelle situazioni migliori, una convivenza non priva di ingenerosi accenti sui danni prodotti dal tempo che passa. Ciò nonostante, la missione del genitore verso il figlio rimane quella, felicissima, di accumulare crediti che non verranno mai interamente estinti. Tiffany


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RECEPTION

C’erano una volta le vacanze

C

’erano una volta le vacanze del fine scuola, quando la famiglia con i figli piccoli a fine giugno partiva per la campagna, il mare o il paesello d’origine e ci rimaneva fino ai primi di settembre. La mamma non lavorava ed il papà faceva il pendolare avanti e indietro dal sabato alla domenica, finché non andava in vacanza anche lui. Erano i tempi che la Fiat chiudeva per tutto il mese di agosto e, dietro di lei, abbassavano le saracinesche le altre aziende, i negozi, i bar, interi agglomerati urbani. Negozi chiusi e sparuti turisti stranieri, soprattutto tedeschi, avvezzi ad una bruta sopravvivenza a base di wurstel e pane nero portati da casa. Se, per un caso fortuito, eri costretto a restare in città dovevi farti per tempo la riserva di pasta e di pane, altrimenti morivi di fame. E se, non sia mai, ci fosse stata un’e-

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mergenza! Niente idraulici, niente elettricisti, niente di niente. Anche gli ospedali si svuotavano. I malati meno gravi venivano mandati a casa e, da lì, direttamente in vacanza. Dove, per altro, se avevano bisogno di un medico non lo trovavano perché era in vacanza anche lui. Magari nello stesso paese, ma in vacanza. Perché gli altri sì e lui no? C’erano i bollini rossi delle


RECEPTION partenze. Proibito mettersi in moto il venerdì sera o il sabato mattina, pena file chilometriche in autostrada con la polizia che riforniva di acqua minerale gli automobilisti asfittici. Impossibile muoversi la domenica. L’Italia è tutta una spiaggia o una montagna e d’estate i circa cinquanta milioni dell’allora popolazione nazionale erano tutti lì ad aspettarti. In compenso, ti muovevi benissimo laddove tribolavi per il resto dell’anno, in città. Non c’era

nessuno. Poi venne la settimana bianca. Gli italiani scoprirono che faceva figo andare a sciare, anche a costo di qualche ingessatura. E, così, il mese di agosto cominciò a perdere il primo pezzo. Ben presto si scoprì pure che il Mar Rosso era tanto figo quanto Cortina e costava meno. Meno ancora, in proporzione, se ci si andava per una decina di giorni insieme a parenti e amici. Lo scoprirono anche le aziende e fecero a gara per mandarci i clienti che avevano raggiunto il target di acquisto ed i loro venditori che aveva raggiunto quello di vendita. E, così, fra un viaggio pagato di tasca propria ed uno “incentive”, agosto perse un altro pezzo. Poi, un giorno, mentre dormivamo stanchi delle vacanze appena terminate, avemmo un incubo: un animale sconosciuto stava divorando i nostri soldi. Ci svegliammo di soprassalto e quell’animale c’era davvero. Si chiamava spread. Ben presto, andando in banca o a fare la spesa, ci accorgemmo che i nostri soldi stavano vera-

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RECEPTION mente sparendo. E quando, a febbraio, arrivò il momento di scegliere fra la settimana bianca e/o i dieci giorni sul Mar Rosso, ebbe la prevalenza il rosso. Che, però, non era quello marino, ma quello più anemico del conto corrente. Lo stesso rosso che ci si presentò nel resto dei mesi fino a luglio, quando cercammo di prenotare il solito posto per la solita vacanza al mare e/o il solito viaggio “culturale” in Italia o all’estero.

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La pacchia era finita e meno male che, nel frattempo, era arrivato il salvifico “last minute”. Qualche giorno di vacanza avremmo potuto permettercelo ancora, magari con lo sconto 30% del dopo ferragosto. Meglio così. Tanto quelle vacanze così lunghe, alla fine, diventavano noiose. Chaperon


HELIOS, la nuova casa mobile per i disabili costruita in base alla consolidata esperienza e ai consigli dell’associazione francese per i portatori di handicap. Un mercato da considerare sempre di piÚ per ragioni etiche ma anche economiche. 2,76 m

8,64 m

ABBIAMO TANTE COSE DA CONDIVIDERE

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RECEPTION

U n p a s s o ava n t i

Al Sipac, il salone dell’open air

E

ntra nella sua fase esecutiva l’accordo di partnership esclusiva fra FAITA FederCamping (Federazione delle Associazioni Italiane Turistico-ricettive dell’Aria aperta) e la società francese Code Events, che già cura il Salon Sett di Montpellier, il più grande salone europeo interamente ed esclusivamente dedicato al turismo all’aria aperta. Obiettivo, l’organizzazione della terza edizione del Sipac, il Salone Internazionale e Professionale di Attrezzature per Campeggio, che si svolgerà a PadovaFiere il prossimo 20 e 21 novembre 2013. L’evento interessa tutti gli operatori del turismo open air, dai campeggi, alle aziende produttrici di beni e/o servizi adatti al segmento, ai tour operator coinvolti in questa forma di vacanza che costituisce ormai il 20% del turismo in Italia. Indiretta-

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mente, essendo la fiera orientata solamente al B2B, interessa anche la crescente platea delle famiglie che passano la loro vacanza in camping, sempre più attratta dalla nuova forma di comodità delle case mobili, dalle mille attrazioni offerte dalle strutture e, last but not least, dai prezzi decisamente competitivi rispetto alla normale hotellerie. L’edizione del Sipac di novembre segna un passo avanti rispetto a quelle precedenti perché, nel programma, unisce i tradizionali motivi di aggiornamento professionale all’opportunità di sviluppare business attraverso la nuova sezione “Buy Camping”, dedicata agli incontri fra titolari di campeggio e tour operator. Da qui il titolo “Un passo avanti” del programma che, in via preliminare, svilupperà i seguenti contenuti:


RECEPTION ORA

PROGRAMMA PRELIMINARE 1a GIORNATA – mercoledì 20 novembre 2013

11.00

Cocktail di benvenuto: incontro dei partecipanti c/o Area Ospitalità FAITA

11.30

Visita degli stand

13.00

Lunch buffet offerto dall’organizzazione

14.30-16.00

Convegno: “Estimi e case mobili”

16.15-18.00

“Buy Camping”: incontro con 4 Tour Operator internazionali

2a GIORNATA – giovedì 21 novembre 2013 10.00

Cocktail “Happy Camping”: incontro dei partecipanti c/o Area Ospitalità FAITA

10.30-11.00 “Buy Camping”: incontro con 2 Tour Operator internazionali 11.00-12.00 Seminar “Case mobili: project financing” 12.00-13.00 Visita stand & contatti con Tour Operator 13.00

Lunch

14.00-14.30 Workshop “Sicurezza & ambiente” 14.30-15.30 “Buy Camping”: incontro con 2 Tour Operator internazionali 15.30-16.30 Contatti con Tour Operator 16.30

Conclusioni

La sede del SIPAC rimarrà quella della Fiera di Padova, una località molto vicina sia al core business del turismo all’aria aperta italiano, che vede nel triangolo Veneto-Laghi-Romagna la sua punta di diamante, sia a paesi limitrofi come Germania, Svizzera, Austria, Olanda, Croazia, Slovenia altamente interessati al comparto.

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RECEPTION

Village for all – V4A® Il Marchio Qualità Internazionale dell’Ospitalità Accessibile

La nostra Mission è di garantire “A ciascuno la sua vacanza”.

Q

uesto è il motto di V4A®. Come riferisce il sito dell’associazione, in un’epoca in cui il mondo è diventato un Villaggio Globale, è molto difficile per turisti con bisogni specifici o disabilità, trovare informazioni affidabili che consentano loro di programmarsi una vacanza, un viaggio o semplicemente un week end adeguato alle proprie esigenze. V4A® garantisce, attraverso le proprie informazioni, alle persone con disabilità permanente o temporanea, motoria, limitazioni sensoriali (ciechi e/o sordi), allergie e intolleranze alimentari, agli anziani, diabetici, dializzati, persone obese e alle famiglie con bambini piccoli, di poter scegliere un Hotel, un Agriturismo, un Campeggio, uno Stabilimento Balneare, un Museo, ecc… dove troveranno una Ospitalità Accessibile, una Ospitalità per tutti! Le strutture che si fregiano del Marchio V4A® sono state visitate

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dagli ispettori dell’organizzazione che hanno raccolto personalmente le informazioni pubblicate dal sito. Queste informazioni sono liberamente fruibili, non è necessario registrarsi o lasciare dati e, se interessati, ci si può iscrivere alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti e conoscere tutte le opportunità di vacanza e le offerte speciali disponibili nelle strutture V4A®. Da segnalare, in particolare, lo sviluppo da parte della IRM, società appartenente al gruppo francese Beneteau e leader nella fabbricazione di case mobili per campeggi, di unità abitative appositamente attrezzate per rispondere ai bisogni dei disabili. Ulteriori informazioni www.villageforall.net

sul

sito


RECEPTION

I campeggi preferiti di Trento Aosta

CAMPING CA’ SAVIO Cavallino Treporti (VE)

Trieste

Milano

Venezia

VILLAGGIO DEL SOLE Marina Romea (RA)

Torino Genova

PARCO VACANZE RIVAVERDE Marina di Ravenna (RA)

Bologna

VILLAGGIO DEI PINI Punta Marina Terme (RA) HOLIDAY VILLAGE FLORENZ Lido degli Scacchi (FE)

Firenze Ancona

VILLAGGIO CAMPING LIDO Maccagno (VA)

VILLAGGIO PINETA Milano Marittima Cervia (RA)

VILLAGGIO CAMPING BOSCO Cannobio (VB)

Perugia

CAMPING VILLE DEGLI ULIVI Marina di Campo (LI)

CENTRO TURISTICO ECOCHIOCCIOLA Maserno di Montese (MO)

CAMPING CANAPAI Rio Marina (LI)

Roma

VILLAGE HOTEL GREEN ASSISI Assisi (PG)

Campobasso

CAMPING RESIDENCE AMIATA Casteldelpiano (GR)

CAMPING VILLAGE PUNTA NAVACCIA Tuoro sul Trasimeno (PG)

VILLAGGIO CAMPING LE MARZE Marina di Grosseto (GR)

Bari

Napoli

CAMPING EUCALIPTUS Alba Adriatica (TE)

Potenza

CAMPEGGIO SUMMERLAND Viterbo HAPPY VILLAGE & CAMPING Roma

CAMPING VILLAGE DON DIEGO Grottammare (AP)

L’Aquila

Cagliari

VILLAGGIO CAMPING TESONIS Marina di Tertenia (OG)

Catanzaro

CAMPING MIRAGE Barano d’Ischia (NA) CAMPEGGIO EUROPA Terracina (LT) LE PALME VILLAGE Terracina (LT) GREEN VILLAGE Marina di Camerota (SA)

Palermo

VILLAGGIO CAMPING COSTA DEL MITO Caprioli - Pisciotta (SA)

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RECEPTION

c mping-elite.com

Successo del nuovo sito per gli amanti dell’open air

E

’ operativo da alcuni mesi www. il nuovo sito

camping-elite.com

il cui obiettivo è quello di aiutare la scelta della propria vacanza all’aria aperta, facilitando la ricerca della località e del camping attraverso una serie di facili clic. I siti internet che trattano di viaggio o di vacanza in genere sono ormai una quantità e non è facile orientarsi nel ginepraio delle loro pagine ed immagini. La difficoltà riguarda anche chi si orienta verso quella forma di turismo sempre più emergente che è la vacanza all’aria aperta o, detta in termini tradizionali, il campeggio. Sempre più persone si avvicinano a questa formula, sollecitate dalle nuove modalità residenziali che hanno trasformato il camping da vacanza naif a contatto con la rude terra in una forma di turismo confortevole e stimolante come e più di quella offerta da un buon hotel a tre o quattro stelle. E,

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cosa non trascurabile di questi tempi, ad un prezzo altamente competitivo! Ecco, quindi, il nuovo sito Camping Elite® che offre tre vantaggi fondamentali a chi sta cercando un campeggio per la propria vacanza: 1. una selezione facile e comparata di località, camping, attrezzature ed attività disponibili, in modo da arrivare rapidamente a compiere la propria scelta; 2. una dettagliata scheda informativa sui camping presenti nel sito, tutti associati a FAITA FederCamping, la Federazione che cura gli interessi del settore. In un solo colpo d’occhio, la scheda permette una visione d’assieme del campeggio e facilita il confronto con gli altri; 3. il link fra Camping Elite ed il sito di ogni camping, per consentire ulteriori approfondimenti e, se si arriva ad una scelta, la prenotazione della vacanza.


RECEPTION

PER VISITARE IL SITO, CLICCA SU

www. camping-elite .com

e... buona vacanza! 25


A GUSTO MIO

Le crêpes di grano saraceno

Ancora ricette. Non ci stanchiamo di proporvene perché riteniamo che il patrimonio gastronomico di un popolo o di una regione ne racconti l’inclinazione molto meglio di tante parole. Ricetta straniera, stavolta. Proveniente da una terra dai paesaggi sconfinati e dalle scogliere mozzafiato come la Bretagna. Epicuro Chiamate localmente galettes de sarrasin, le crêpes di grano saraceno sono diffuse specialmente in Bretagna, dove vengono utilizzate per fantasiose preparazioni salate mentre le crêpes di farina 00 sono farcite per lo più con ingredienti dolci. La preparazione salata più classica si chiama crêpe complète, con prosciutto, groviera e uovo. Ma ci si può sbizzarrire scegliendo tantissimi ripieni, come ad esempio formaggio roquefort e noci, salmone affumicato e formaggio fresco, funghi etc.

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A GUSTO MIO

Ingredienti per 12 crêpes • • • • • • • •

180 g di farina di grano saraceno 100 g di farina 00 250 ml di latte 250 ml di acqua 2 uova 1 cucchiaio di olio e.v.o. ½ cucchiaino di sale burro q.b. per ungere la padella

Preparazione Ponete in una ciotola i due tipi di farina e il sale. Mescolate con un cucchiaio di legno e incorporate poi il latte e l’acqua a filo. Amalgamate bene gli ingredienti, senza formare grumi. Aggiungete infine l’olio e le due uova sbattute. Lasciate riposare per 2 ore in frigorifero coprendo l’impasto con una pellicola. Fate scaldare una padella antiaderente e scioglietevi del burro per ungerla. Quando sarà calda, ponetevi al centro un mestolino di pastella. Inclinate e ruotate subito la padella per distribuire la pastella. Lasciate cuocere per un minuto circa e poi girate la crêpe. Quando avrà preso colore da entrambi i lati, fatela scivolare su un piatto, in attesa di guarnirla con gli ingredienti che preferite.

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PASSIONI

Piccola storia dell’auto

Il marchio HONDA

“Il successo si ottiene solo tramite ripetuti fallimenti e introspezioni”. (Soichiro Honda)

C

ontinua su natural mind® la nostra piccola storia dell’automobile. Siamo alla decima puntata, avendo trattato nella prima della introduzione generale a questa innovazione che ha cambiato il mondo. Poi, specificamente e via via in ordine alfabetico, dei singoli marchi: Alfa Romeo, Audi, BMW, Ferrari, Citroën, DAF, Fiat, Ford. Giova ripetere che protagonista del nostro racconto è la storia del marchio e dell’azienda, più che il

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dettaglio dei suoi elementi meccanici. In termini tecnici, il marchio è l’associazione fra il nome che contraddistingue il prodotto/ azienda e la rappresentazione grafica che lo racchiude. Il marchio del quale trattiamo oggi, dunque, è quello della Honda, fondata nel 1937 da Soichiro Honda per produrre pistoni a favore della Toyota. Sfruttando la creatività del fondatore - Soichiro Honda assurse da subito a grande notorietà per aver equi-


PASSIONI

paggiato un’auto da gara con un motore di aereo da 8 cilindri/8 litri – la Honda allargò velocemente l’attività ad altri settori della meccanica. In particolare, a partire dal 1948, Soichiro ebbe un’altra geniale intuizione che cambiò le sorti della sua azienda. Il Giappone era uscito molto malconcio dalla seconda guerra mondiale ed aveva bisogno di mezzi economici ma dinamici per riprendersi rapidamente. Soichiro, allora, montò un semplicissimo motore sul telaio di bicicletta creando, così, il primo ciclomotore. Introducendo via via numerosi altri modelli ed approfittando della lentezza delle aziende concorrenti più grandi sul mercato, Honda cominciò anche a produrre motociclette e ad esportarle. Già negli anni ’70 era il maggior

costruttore mondiale di veicoli a due ruote, avendo spodestato marche fino ad allora dominatrici, le italiane, come MV e Guzzi, e le inglesi, come Triumph. A caccia di una continua diversificazione, nel 1960 Honda cominciò anche a produrre auto, inizialmente solo per il mercato interno giapponese. La ragione era ovvia. I modelli Honda erano troppo diversi per concezione e dimensioni da quelli del mercato

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PASSIONI

di primo riferimento, quello americano. E l’Europa, a seguito dei successi Honda nelle moto, aveva alzato barriere doganali per proteggere la produzione locale. Ma Honda non s’intimorì. Sfruttando la propria capacità di adattamento, cominciò a produrre auto un po’ più grandi per il mercato americano, partendo dalla Civic Stretch del 1972 per arrivare alla Accord, la berlina più venduta in USA negli anni novanta. In questo percorso, un impensato e controverso aiuto gli venne offerto dalla prima crisi petrolife-

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ra e dal conseguente incremento dei prezzi del carburante che dirottò gli automobilisti USA verso auto più piccole. Un capitolo a parte merita la storia Honda nel mondo delle corse motoristiche. Ancora una volta, seguendo il proprio istinto creativo, l’azienda intuì che le corse potevano essere il trampolino di lancio pubblicitario definitivo dell’azienda, oltre che un valido mezzo di test. Così, a partire dal 1959, cominciò a frequentare con le sue motociclette il famoso Tourist Trophy


PASSIONI dell’isola di Man, dove ottenne con Mike Hailwood vittorie in tutte le classi. Nel 1962 inaugurò la sua pista privata, il circuito di Suzuka, tuttora sede del Moto GP del Giappone. Seguì, nel 1964, l’impegno con le auto in F1, fino alla fondazione nel 2006 della propria scuderia Honda Racing F1 Team, non trascurando la fornitura di motori agli altri team. A seguito della crisi economica, la scuderia fu poi venduta per 100 milioni di sterline alla Brawn GP, che esordì nel 2009 con la doppietta di Button e Barrichello nel GP di Australia. Una continuità di successi impressionante che ha portato il marchio Honda sulla vetta del mercato dei motori. Prima con le moto, più recentemente con le auto. Per il futuro è aperto un altro capitolo, quello della robotica dove, guarda caso, Honda già

produce Asimo, il miglior robot umanoide del mondo. Leonardo

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SALUTE & BENESSERE

OBIETTIVO NUTRIZIONE

N

ell’immaginario comune “metter-

Ecco, io vorrei smentire questo luogo

si a dieta” significa privarsi delle

comune! L’alimentazione equilibrata e

gioie del cibo. Tanti pensano che

corretta è un comportamento talmente

per dimagrire serva digiunare e passare le

importante ed essenziale che va sempli-

pene dell’inferno per qualche mese così

cemente vissuta tutti i giorni,

da potersi rimettere quei pantaloni tanto

esattamente come respirare.

amati. Ogni volta che sono a cena con

Il tanto sperato dimagrimen-

amici, c’è n’è sempre qualcuno deluso

to sarà un effetto collaterale

dalla dieta che ammiccando mi dice: “ma

e non lo sentirete nemmeno

dai! È inutile che ci giriamo attorno, l’unica

arrivare. Sarà solo evidente

dieta che funziona è quella della cerniera

quando dovrete rifarvi il guardaroba con

alla bocca“.

due taglie di meno. Per poter arrivare a questo risultato avrete bisogno di conoscere a fondo il vostro organismo, il metabolismo, le proprietà degli alimenti e come abbinare tutto nel modo più corretto. Vediamo passo, passo come poter fare:

1. Consultare un dietologo/nutrizionista (non lo dico per portare l’acqua al mio mulino ma non ci si improvvisa professionisti, in nessun lavoro).

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SALUTE & BENESSERE 2. Individuare il punto di partenza. Quanto pesate, quali sono le vostre misure, come vi sentite, come vi vedete, cosa vi dite. 3. Individuare insieme un obiettivo. Quanto volete pesare (prendendo in considerazione i valori di massa grasse e massa magra), la circonferenza addominale, come vi sentirete, come vi vedrete, cosa vi direte.

4. Elaborare un piano alimentare PERSONALIZZATO e calato all’interno delle vostre abitudini, dei vostri gusti, che preveda SEMPRE momenti di svago e attimi di libertà. 5. E, per finire, AZIONE! Agire con normalità, mettendo al centro del vostro mondo questo nuovo comportamento funzionale al benessere. Questo programma alimentare non avrà una fine, ma diventerà

un’abitudine, la normalità, imparerete a capire quando potervi prendere delle libertà e quando sarà opportuno trattenersi. Diventerete dunque il vero e proprio NUTRIZIONISTA di VOI STESSI. Questa filosofia (che porto sempre nel mio lavoro) è l’unica vera scoperta rivoluzionaria. Il comportamento che farà la differenza fra un obiettivo raggiunto ed uno fallito è la responsabilità. Voi sarete il nutrizionista, il guru, il genitore di voi stessi e sarete anche responsabili quando vi darete il permesso di chiedere aiuto a chi ne sa più di voi, in modo adulto ed efficace. Sembra difficile? Beh, forse è impegnativo, ma si comincia sempre allo stesso modo. Facendo il primo passo. Dott. Luca Di Russo Biologo nutrizionista Life coach nutrizionale 328 3769181 - www.nutriblog.it dottlucadirusso@nutriblog.it nutriblog su Facebook

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SFIDE & SPORT

L a fa n t a s t i c a stori a di HK

Star di Hollywood e genio della matematica

N

el 1933 una bellissima ragazza austriaca si spogliò per un regista cinematografico, corse nuda fra i boschi e, sempre nuda, nuotò in un laghetto. Ce ne fu abbastanza per la bigotta ed ipocrita società dell’epoca per mettere al bando il film

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“Estasi“ che esibiva tanta spudorata bellezza. Il movie di quell’anno ad Hollywood era “King Kong“, ma la “donna più bella del mondo“, come la definì Louis B. Mayer il fondatore dell’MGM, gli rubò la scena ed il suo bagno nel lago, malgrado il bando, divenne un cult delle pellicole proibite. Si narra che Mussolini rifiutò di vendere la sua copia, qualsiasi fosse il prezzo offerto. La star di “Estasi“ all’anagrafe si chiamava Hedwig Kiesler ed era nata in Austria, unica figlia di un importante banchiere ebreo e di una pianista. Il segreto della sua bellezza - usava dire - era “stare


SFIDE & SPORT

lì e sembrare stupida“, come pretendeva certa iconografia femminile dell’epoca rinnovata, più tardi, da Marylin. In realtà, Hedwig era tutt’altro che stupida. Era un genio della matematica e lasciò gli studi di ingegneria, dove era ritenuta un’allieva intelligentissima, per la precoce chiamata del teatro, prima, e del cinema, poi. Crescendo, imparò ad usare implacabilmente la combinazione esplosiva del suo corpo e del suo intelletto, riuscendo a confondere sei mariti, due dei più spietati dittatori del XX secolo ed uno dei più grandi produttori nella storia di Hollywood. Riuscì anche a di-

ventare ricca, al punto di poter dichiarare di aver avuto e speso nella sua vita trenta milioni di dollari, una fortuna enorme all’epoca. Ma il maggior risultato lo raggiunse attraverso il suo intelletto, rubando sotto il naso di Hitler quella che poi divenne una sua invenzione tecnologica, tuttora applicata. Al tempo di “Estasi“ Hedwig, meno che ventenne, era già sposata con uno degli uomini più ricchi d’Austria, il fabbricante d’armi Friedrich Mandl. Il marito la esibiva in importanti cene d’affari per fare colpo sui gerarchi austriaci, tedeschi e italiani. Attratti dall’avvenenza di Hedwig, non di rado

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SFIDE & SPORT a queste cene intervenivano Hitler e Mussolini in persona. L’argomento di conversazione favorito era quasi sempre lo stesso: lo sviluppo della tecnologia dei missili e dei siluri radio-guidati, le micidiali armi in grado di assicurare una indiscussa supremazia militare alla nazione che li avesse posseduti per prima. La star austriaca faceva la bella statuina, ma immagazzinava ogni dettaglio di quanto si discuteva. Finché nel 1937, giusto in tempo prima dell’anschluss dell’Austria da parte di Hitler, decise di scappare dallo Schloss Schwarzenau, il castello dove il marito nel frattempo l’aveva confinata, sempre più geloso della sua bellezza e del suo talento. Vendette i propri gioielli, drogò la cameriera e, ve-

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stita dei suoi abiti, si rifugiò a Londra. Lì riuscì ad incontrare Louis B. Mayer ed a firmare un lungo contratto con la MGM che la portò ad interpretare più di 20 film con le altre stelle dell’epoca: Clark Gable, Judy Garland, Spencer Tracy, James Stewart, Bob Hope. Ma Hedwig teneva più a contrastare i nazisti che a fare film. Così si concentrò sul progetto che era andata man mano

definendo a seguito delle sue cene in Austria e, nel 1942, mise a punto un nuovo sistema di comunicazione basato su una singola


SFIDE & SPORT frequenza che permetteva di guidare via radio siluri e bombe verso l’obiettivo. Ma i nazisti trovarono il modo di disturbare questa singola frequenza e l’invenzione di Hedwig perse il suo valore. Ma lei non si perse d’animo.

Nell’ambito delle sue conoscenze hollywoodiane, si ricordò di George Antheil, noto per aver creato delle intricate composizioni musicali dove sincronizzava il suono di dodici pianoforti, ottenendo i primi esempi di musica stereo. Hedwig incorporò la tecnica di Antheil nel suo progetto e riuscì a sviluppare un sistema di “cambio canale” che consentiva la variazione automatica della frequenza in un’altra al momento in cui questa fos-

se disturbata. L’11 agosto 1942 fu rilasciata la U.S. Patent No. 2,292,387 ad “Antheil and Hedy Kiesler Markey”, che era il nome da sposata di Hedwig in quel momento. Oggi, quando si usa il cellulare o Internet super veloce, si usa un’evoluzione della tecnologia concepita da quell’attrice ventenne che sfidò Hitler. Il suo nome d’arte? Quello che le dette il mentore Mayer: Hedy Lamarr, notissimo ai cultori del cinema.

Olimpia

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JUNIOR CLUB Le storie che raccontiamo hanno due scopi: divertire i junior di casa e presentare situazioni e località interessanti, così da stimolare la loro curiosità ed apprendimento. In questo caso, la storia riguarda Leptis Magna, un’antica città dell’odierna Libia fondata dai Fenici circa mille anni avanti Cristo. Il racconto è adatto ai ragazzi dagli 8 ai 10 anni.

La statua di

Settimio Severo

Le avventure di Luc, Lazo e Full

Q

uesto viaggio di Luc, Lazo (il nonno paterno di Luc) e Full (il suo cane) era molto interessante. Dovevano andare a recuperare una statua dell’imperatore romano Settimio Severo scoperta dai genitori di Luc, che erano degli scienziati, durante una campagna di scavi nell’antica città di Leptis Magna, fondata dai Fenici circa mille anni prima di Cristo. Settimio Severo era nato a Leptis e vi era ritornato da imperatore nell’anno 205 d.C. Gli abitanti lo avevano ricevuto con grandi onori e gli avevano addirittura eretto un

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arco, scavando sotto il quale, i genitori di Luc avevano trovato una bellissima statua a lui dedicata. Poi erano dovuti partire in fretta e non avevano potuto portarla con loro per restaurarla, come d’accordo con le autorità libiche. Luc e Lazo presero, quindi, l’aereo per Tripoli e Full li seguì nella sua solita gabbia alloggiata nella stiva. Dall’aeroporto si trasferirono, poi, con una jeep a Leptis Magna. Il loro bagaglio era abbastanza scarno ma, ad ogni buon conto, si erano portati dietro un po’ dei marchingegni che li seguivano ovunque, giusto in caso si verificasse un contrattempo. La strada correva


JUNIOR CLUB a tratti nel deserto ed era molto pittoresca. Le dune di sabbia si susseguivano l’una all’altra ed un leggero venticello le spolverava, sollevando un pulviscolo abbastanza noioso per gli occhi. Il traffico non era intenso ma, girandosi per cercare un paio di occhiali nel retro della jeep, Luc notò un’altra jeep rossa che li seguiva. Non ci fece caso più di tanto. La loro destinazione, secondo le indicazioni dei genitori di Luc, era un magazzino isolato nell’aperta campagna che circonda i resti ben conservati dell’antica città. La statua era lì, protetta da un complicato sistema d’allarme frutto dell’inventiva di Luc. Finalmente arrivarono, tolsero l’allarme ed entrarono. La luce fioca che penetrava da un piccolo finestrino ad altezza uomo illuminava a mala pena la statua ma, già così, sembrava un capolavoro. Cominciarono ad imballarla nella cassa che trovarono pronta nel magazzino. Ma, mentre si muovevano, Luc scorse attraverso il finestrino la jeep rossa

che li seguiva per strada. A fianco c’erano tre uomini armati di fucile con l’evidente intento di rubare la statua appena fosse stata portata fuori. La situazione si metteva male, ma i nostri non si persero d’animo. Luc tirò fuori dalla sua sacca una strana girandola, aprì di colpo la porta del magazzino e la buttò verso i tre individui. La girandola si frantumò in mille scoppi e da ognuno di questi scaturì una nuvola di gas che paralizzò i malcapitati. Quando la nuvola cominciò a diradarsi, entrarono in azione Full, che li terrorizzò con il suo ringhio cattivo, e nonno Lazo che li li acchiappò con le sue funi e li legò come salami prima che potessero reagire. Ci volle un po’ di tempo per caricarli sulla loro jeep rossa e portarli dalla polizia, ma ne valse la pena. La polizia scoprì che erano i tre ladri di reperti antichi che andava cercando da tempo. Un’altra avventura era finita felicemente. Fedro

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E-SHOPPING

L’ETA’ DEL NONNO Come nasce un libro

L

’età del nonno, dopo quella del figlio e del padre, è l’età definitiva. Un’età che, molto più delle altre, marca il tempo e che, al suo inizio, può creare sgomento. Un’età che, oggi più che mai, segna il trapasso dai lenti e naturali ritmi millenari della vita dell’uomo a quelli frenetici e sempre più artificiali dell’età moderna. L’annuncio del primo nipote in arrivo spalanca d’improvviso la prospettiva della vecchiaia. Risuona come la tromba del silenzio dopo una lunghissima giornata di marcia, esaltante e faticosa. Così, l’idea di diventare nonno può istintivamente far puntare i piedi nel tentativo di fermare il tempo o rallentarlo. Invece, quando ci si accomoda dentro, si scopre che un nipote regala nuovi scopi e traiettorie alla vita,

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offrendo l’occasione per un viaggio nella memoria alla ricerca di ciò che è stato e di ciò che potrà ancora essere. Un fil rouge che ha stimolato Luciano Lupi a scrivere “Ciao Lorenzo”, un libro, bello e tenero, ottimamente recensito da stampa e lettori, una lettera d’amore da nonno a nipote, dall’ultima generazione della terra alla prima delle stelle. Il dialogo del nonno con Lorenzo, il nipote nascituro, affronta temi importanti diventando, pagina dopo pagina, una sorta di vademecum rigoroso ma senza pregiudizi, affettuoso e delicato, intelligente e moderno, in grado di aiutare futuri neo genitori o nonni a fornire risposte concrete ai tanti perché di figli e nipoti. Friendly


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natural mind® è il magazine online che rispetta l’ambiente natural mind®, il magazine per chi ama l’aria, i viaggi e la natura edito da Make Tailored Advertising in collaborazione con FAITA FederCamping, è prodotto e distribuito nel rispetto dell’ambiente. I consumi di energia elettrica legati alla produzione/invio delle newsletter di natural mind® del 2012 sono stati, infatti, certificati con “100% energia pulita Multiutility”. Certificare i propri consumi energetici equivale ad utilizzare energia elettrica interamente prodotta da fonte rinnovabile: la certificazione "100% energia pulita” è basata sull'immissione in rete (tramite l'annullamento di certificati RECS) di un quantitativo di energia rinnovabile pari al consumo di energia legato alla produzione/invio del magazine, che dà diritto all'ottenimento di status "100% energia pulita” a favore dello stesso. Grazie a questa iniziativa è stata evitata l’emissione in atmosfera di 700 Kg di CO2 e sono stati risparmiati 250 Kg di petrolio. Il marchio "100% energia pulita Multiutility" che appare sulla newsletter, marchio di proprietà di Multiutility S.p.A. registrato a livello europeo e che viene concesso solamente a chi rispetta l’ambiente, è l’attestazione della scelta etica che ha effettuato l’editore di natural mind®. I certificati RECS (Renewable Energy Certificate System) sono titoli che attestano la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile per una taglia minima pari a 1 MWh e favoriscono la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile dagli impianti che altrimenti non avrebbero le condizioni economiche per continuare a produrre energia "verde". I certificati RECS sono distinti dall'erogazione fisica dell'elettricità e la loro emissione consente la commercializzazione dei certificati stessi anche separatamente dall'energia elettrica cui fanno riferimento. Mediante il loro consumo, l'acquirente finanzia l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili testimoniando, pertanto, il suo impegno a favore dell'ambiente.

natural mind n.5 2013  

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