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CONDANNA FAZIO

ERICE

PA C E C O

T R A PA N I

E’ LIBERO D’ACCANIRSI

PRATICHE AVANTI ADAGIO

PLAJA: ACCUSE AL MITTENTE

MAURO E’ MORTO!

Mensile di politica, cultura ed informazione su Trapani e dintorni - Anno II n. 2 - Ottobre 2006 - E.1,00

IL COMUNE VENDE UNO DEI SIMBOLI DELLA CITTA’

SCACCO ALLA ... TORRE d i C i c a l a G i u s e p p e e C . S . n . c . - C o s t r u z i o n i c i v i l i e r e s ta u r i - v i a B i s c o t ta i , 1 8 - Tr a pa n i


2 A VOLTE RITORNANO Dopo qualche mese di sospensione delle pubblicazioni – gli abbonati ce ne scusino -, infine, torniamo in edicola. Perché – dopo un entusiasmante cammino iniziato nel novembre 2004 – si eravamo fermati? Forse la stanchezza per aver fatto il passo più lungo della gamba (eravamo diventati settimanale), forse una sorta di … “auto” violenza privata che ci consigliava a non voler (poter) scrivere cose che sentivamo di voler scrivere. In effetti, giorni or sono, un impiegato del Comune ci ha detto “Ma cu giornali u nisciti chiù? Vi zittèro, ah?”. A proposito di violenza privata, giungono, le motivazioni del processo al sindaco di Trapani. Depurando la storia delle “giustificazioni” addotte dalla difesa (il presunto interesse “per la Città”) e che, crediamo, sono servite solo a confondere l’opinione pubblica ed a coprire la gravità d’un reato, abbiamo pensato d’offrire in questo numero un quadro, speriamo obbiettivo, della vicenda. Sempre violenza è anche l’omicidio. Un “collega”, Mauro Rostagno, è stato ucciso diciotto anni fa perché dava fastidio a qualcuno. Una folla di trapanesi e politici locali – il giorno del funerale – ne tessé le lodi. Oggi è stato dimenticato. Forse Mauro, ora,

è morto davvero. Ne parla un articolo di Francesco Paolo D’Amico. Potrebbe essere utile, per darne seguito all’opera, un assessorato all’antimafia, come quello proposto, da mesi, da Mimmo Scarcella. Oggi ne parliamo con l’assessore alla legalità della provincia, fresco di nomina, avv. Enzo Genna. In un territorio piano di violenza mafiosa, vuoto di proposte politiche, dove i partiti si interessano di vicende clientelari piuttosto che di governo, proviamo noi a lanciare delle idee, senza l’arroganza, ovviamente, di sapere tutto e avere ragione. Piuttosto lanciamo una sfida, con tre giovani laureati trapanesi Francesco Genovese, Vito Fiorino e Paolo Salone (quest’ultimo, per lavoro, purtroppo, vive a Milano). A proposito d’arroganza, chiudono questo numero le considerazioni dell’arch. Vito Maria Mancuso, sull’utilizzo sociale dell’ex-autorimessa dei tram (SAU), che trovano condivisione nella Città … ma non in chi comanda e decide di demolire tutto, sempre da solo, senza ascoltare nessuno. Quel qualcuno che, sempre da solo, senza discuterne con nessuno, decide di vendere uno dei simboli della Città … la Torre Carosio. Ma forse, Trapani, come dice qualcuno, merita questo, vuole questo: un uomo … come quello che si affacciava, una volta, da un certo balcone.

LA VOCE INDIPENDENTE Pubblicazione mensile Ottobre 2006 Anno II - N. 2 Registrazione Tribunale di Trapani n. 297 del 13 ottobre 2004 DIRETTORE RESPONSABILE Leonardo FONTE DIRETTORE EDITORIALE Natale SALVO HANNO COLLABORATO Salvatore ALTESE Nicola CAUSI Francesco Paolo D’AMICO Francesco GENOVESE Paolo GIAMBINO Vito FIORINO Rita LO SCIUTO Vito Maria MANCUSO Rino MARINO Fabrizia SALA Paolo SALONE Carlo SAMMARTANO Mimmo SCARCELLA PROPRIETARIO ed EDITORE DIREZIONE e REDAZIONE “Una Città per Tutti” Via G. Adragna, 107 - Trapani Tel. 388-114.57.41 Fax 178-227.29.98 e-mail: scrivi@altratrapani.it STAMPA “Grafiche Leo” Via G. De Luca, 20/26 - Trapani Tel. 0923-555.741 PROGETTO GRAFICO e FOTOGRAFIA Natale SALVO ABBONAMENTO 10 NUMERI Ordinario Euro10,00 Sostenitore Euro 50,00 Gli abbonomenti vanno sottoscritti esclusivamente tramite versamento sul c/c/p n. 58896754 intestato: “Una Città per Tutti” Via Adragna, 107 - Trapani.

Chiuso in Tipografia il 04.10.2006 IVA assolta dall’Editore


3 Il Comune vende uno dei simboli della città, la Torre Carosio

Scacc o a l l a . . . Tor r e TORRE VECCHIA (CAROSIO)

(particolare) A cura di: Natale SALVO

«Cu vinni scinni, cu accatta acchiana» recita un vecchio proverbio, forse, sconosciuto a Palazzo D’Alì. Al Comune, infatti, hanno deciso di ricorrere alla vendita (alienazione) di diversi beni per riequilibrare il bilancio, che deve veramente stare male per ricorrere ad entrate Una Tantum. In particolare, per 2006, sotto questa voce, sono previsti introiti per 4.109.014 euro. Il Comune di Trapani precisa che, nella prima tranche, erano «in tutto 47 i lotti immobili e porzioni di terreno - inseriti dall’Amministrazione tra i beni ritenuti improduttivi e posti, di conseguenza, in vendita» lo scorso 4 settembre, al fine di ricavare, nelle previsioni, almeno 1.857.000 euro. L’operazione, dal punto di vista finanziario, è sostanzialmente fallita, poiché sono stati aggiudicati solo otto immobili, per un incasso di appena 339.635 euro. Scorrendo l’elenco dei beni aggiudicati, giunge la sorpresa, se non lo sconcerto. Tra gli immobili aggiudicati figurano, infatti, due lotti

Un’immagine della Torre Carosio.

siti nella via Carosio angolo via delle Arti. Uno al secondo piano è stato aggiudicato provvisoriamente per 126.400 euro, l’altro, quello al terzo piano, per 94.000 euro. Al piano terra dell’edificio in questione ha sede una storica pasticceria del centro storico (Culicchia), ma, alzando gli occhi al cielo si rivela la sagoma di una torre merlata del XIII secolo, come riportato da una targa gialla a cura dell’A.P.T. La torre si presenta in cattivo stato di manutenzione e poco visibile per occhi non allenati a distinguere il patrimonio monumentale. Ebbene, trattasi della medioevale Torre Antica vincolata dalla Soprintendenza ai beni culturali sin dal 1913 (vedi sito internet), nonché una delle cinque torri dello stemma di Trapani, come riportato

nell’articolo 3 dello statuto della città. Nell’articolo dello statuto vengono citate le altre torri: Torre Pali al rione San Pietro non più esistente, la nostra Torre Vecchia, Torre di Porta Oscura al Palazzo Cavarretta di proprietà comunale, Torre Peliade nel Castello della Colombaia di recente acquisizione comunale dal Demanio marittimo, Torre del Castello di Terra (Questura) non più esistente. Sempre nello stesso articolo dello statuto è riportato: Sopra le torri una falce argentea simboleggia la fertilità e la forma della Città. Viene da chiedersi se la fertilità della Città è poi tanta se si vendono i gioielli famiglia? Altra considerazione riguarda lo stato di conservazione di un bene vincolato facente parte dello stemma cittadino: intonaci caduti, piastrelle in ceramica per rivestimento e una tettoia in cemento al piano terra. Anche questo fa parte della forma della Città?


4 PACECO: Il sindaco Plaja spedisce le accuse dei DS al mittente

Ho la coscienza a posto! Intervista esclusiva a: cap. Nino Plaja Sindaco di Paceco

LA REPLICA DEI DS: In merito alle accuse rivolte da Plaja ai DS abbiamo raccolto le seguenti repliche. Il segretario cittadino Vito Accardo «Il Sindaco, con questa ed altre illazioni, pretende di dirigere i partiti della coalizione; sarebbe meglio che si occupasse del suo partito che, a Paceco, non ha mai celebrato il congresso». Totò Pellegrino ha, inoltre, precisato «Non abbiamo mai parlato di atti illegali! Sullo sforamento del patto di stabilità abbiamo detto e ribadiamo che il Sindaco non ha avviato nessuna iniziativa per governarlo eppure alla fine del 2004 la questione era chiara ed i conteggi trimestrali del marzo 2005 segnalavano che senza interventi energici ed immediati lo sforamento sarebbe stato inevitabile».

Le accuse lanciate dai Diesse con l’uscita dalla Giunta comunale di Paceco, ci spingono ad ascoltare la voce del sindaco cap. Nino Plaja. Per cercare di comprendere le ragioni delle parti. «Il Partito dei Democratici di Sinistra mi accusa di inefficienza – riconosce Plaja -. Il loro documento non riproduce la verità dei fatti. La verità è che i diessini hanno dei problemi al loro interno, e li vorrebbero scaricare sull'amministrazione comunale e, soprattutto, sul sindaco. La Giunta, compreso i due assessori DS, sta realizzando il programma con impegno e professionalità. Ottenendo tanti miliardi per Paceco che permetteranno di realizzare diverse opere, cosa che nessuna altra Giunta in precedenza era riuscita a fare». «Non nego che possa esserci qualche problema, come quello della nettezza urbana, ma ciò è dovuto a carenza di personale. Non vi è dubbio, inoltre, che il servizio può migliorare se c'è una certa collaborazione da parte del cittadino». Quali sono queste opere programmate e finanziate? «Abbiamo avuto finanziati, ed in parte abbiamo già appaltato lavori, per diversi milioni di euro: per la scuola, dove all'ultimazione del primo stralcio funzionale trasferiremo nove aule dal Centro Diurno; per l'ampliamento del Palazzo Municipale; per l'urbanizzazione della zona PEP; per il mercato del pesce, abbandonato e chiuso da tantissimi anni; per le fognature, i cui lavori, già in corso, si concluderanno nei primi mesi

del 2007. Stiamo per far redigere la Valutazione di Impatto Ambientale per la riqualificazione del litorale di Nubia. Abbiamo già realizzato 64 loculi al cimitero comunale». «Tutti gli edifici scolastici del Comune, sia privati e pubblici, inoltre, sono stati messi a norma. Tenendo presente che la media nazionale è del 50%, e che quando ci siamo insediati nessun edificio era a norma». Lei ha pooc’anzi parlato di problemi interni ai DS. Quali sono, cosa vogliono? «Volevano cambiare gli assessori. Vito Accardo voleva entrare in Giunta. Mi avevano fatto pure una lettera con cui volevano che io togliessi la delega ai loro rappresentanti. Ho sempre risposto loro che devono essere i Partiti a far dimettere i propri assessori. I DS non riuscendoci, hanno escogitato questo mezzo di ritirare la delegazione, in modo da costringerli alle dimissioni per disciplina di Partito. Aggiungo che ho documentazione in cui tre dei cinque consiglieri comunali dei DS mi invitavano a non revocare le deleghe agli assessori». I DS l'accusano di essere troppo rispettoso delle leggi, tanto da applicarle in maniera pedissequa. La sua azione è da Loro definita come un vero e proprio sciopero bianco. Invece l'invitano a fare

delle forzature. «Io le responsabilità sono disponibile ad assumermele, ma nella legalità, nel rispetto delle regole. Se loro vogliono che io faccia cose illegali, io non ci sto. Su questo deroghe da parte mia non ce ne saranno». «Il fatto è che le amministrazioni precedenti ci hanno tramandato debiti fuori bilancio che ci mettono in difficoltà». «E' vero che abbiamo sforato il Patto di stabilità di 3 milioni di euro, ma per pagare debiti delle precedenti amministrazioni e per realizzare opere da tempo promesse e non realizzate: piazzetta di Nubia, fognature, ristrutturazione campo sportivo. I DS volevano che spostavamo al 2007 il pagamento di queste ultime somme. Ma noi avevamo deicontratti da rispettare». Questa diatriba non rischia di consegnare la Città al centro-destra? «Mancano due anni alla prossima campagna elettorale. C'è tempo per recuperare il rapporto coi DS ed il consenso popolare. Alla prossima scadenza elettorale il centro-sinistra si presenterà compatto e con in mano i risultati positivi di questa amministrazione». Pensa di avere fornito la dovuta informazione alla cittadinanza? «Uno dei difetti di questa amministrazione è la comunicazione. Tutte queste cose la gente non le sa. Altri sindaci precedenti hanno speso fior di quattrini per pagare anche tre consulenti. Noi abbiamo pensato di utilizzare le poche somme che ci sono per opere nell'interesse del paese».


5 Demolire o valorizzare le vecchie autorimesse dei tramway?

La C a s a d e l Tra m Dell’importanza degli antichi capannoni ex S.A.U. di Via degli Stabilimenti, l’associazione Ar’raìs aveva già accennato in queste pagine Arch. Vito Maria MANCUSO Ar’raìs - Associazione di molto prima del decisionismo dell’amministraarcheologia industriale del Mediterraneo

zione Fazio. Non volendo ripetere cose già dette, sintetizzo le differenti posizioni nel merito.

La Casa del Tram, un veicolo di conoscenza non più chiamato “desiderio”.

Locandina del film «Un tram chiamato desiderio» di Elia Kazan.

L’associazione difende il patrimonio rappresentato dalle vestigia materiali ed immateriali della storia industriale locale; il sindaco individua nella demolizione la strada più breve per capitalizzare un immobile improduttivo del Comune (con la motivazione del degrado ambientale e del pericolo di crolli) rimanendo insensibile alle motivazioni culturali presentategli che in molte città italiane hanno caratterizzato la valorizzazione degli antichi luoghi del lavoro. Il valore storico delle ex autorimesse, sede ai primi del Novecento dell’Anonima Società Tramway (vedi foto pagina accanto), non è dato dalle particolari opere monumentali ma dall’affermato concetto di bene culturale, poiché rimane tra gli ultimi testimoni architettonici del progresso industriale di una Trapani con la linea ferrata urbana che oggi non è più esistente. Il concetto storico è riportato nel vigente Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, che in questi casi tutela ope legis il patrimonio pubblico avente valore di civil-

tà, quindi la distruzione delle eredità materiali con più di cinquantanni può avvenire soltanto dopo una dettagliata relazione da parte degli uffici competenti. L’analisi sul loro valore contempla l’unicità, la testimonianza di cultura materiale, le caratteristiche delle tecniche costruttive. La città ha compreso la valenza culturale dell’azione intrapresa nel difendere la vecchia “Casa del Tram”, come è ricordata dagli anziani, aderendo con le segnalazioni di numerosi cittadini, di dodici consiglieri comunali di entrambi gli schieramenti, del Liceo artistico statale. I suggerimenti per la destinazione dei vecchi capannoni sono stati i più svariati: mercatino rionale, laboratori d’arte per il liceo, parco giochi per i bambini del quartiere. L’amministrazione comunale invece ha dato seguito alla gara a trattativa privata per demolire circa 6.000 metri cubi (quasi tutto), per poi realizzare un parcheggio provvisorio (ma non esiste un piano del traffico?), dopodiché decidere cosa fare dell’area libera dal consistente valore immobiliare stimabile in due milioni di euro. Ne deduciamo che gli erro-

ri di forma sono due: il primo è non considerare le ex autorimesse patrimonio storico della città così come è stato fatto per il Bastione dell’impossibile, il secondo non ricorrere allo strumento del Concorso di Idee per dar seguito ad un progetto di finanza o alle società di trasformazione urbana. Il Comune potrebbe essere partner azionario con la quota del valore dell’area. Quest’ultima opzione, ad esempio, sta avvenendo a Milano per la riqualificazione dell’ex area Falck su progetto di Renzo Piano, che prevede il mantenimento di alcuni manufatti delle vecchie acciaierie all’interno di una cittadella a forte connotazione tecnologica e con molto verde pubblico. Altro esempio di riuso a servizio della città sono le ex scuderie della Birreria Peroni di Roma destinate al Macrom, il museo d’arte contemporanea comunale: 30 posti di lavoro, spazi affittati per mostre internazionali, seminari delle università, ristorante, book shop, migliaia di visitatori, bilanci in attivo. Il recupero delle antiche autorimesse dei tramway (con i muri in pietra, le antiche capriate di legno e la gigantografia in anastatico blu del disegno di un tram conservato nell’archivio comunale), in conclusione, rappresenta una grande opportunità per Trapani.


6 Solidarietà a Barbara pesantemente accusato da Grimaldi

Divieto d’interrogare Peppe BARBARA

Consigliere comunale Forza Italia

Un consigliere di maggioranza e dello stesso Partito del Sindaco può e deve fare delle interrogazioni? Può e deve cercare di far chiarezza sulle situazioni per lui poco trasparenti? Può o deve poter criticare l’operato della sua maggioranza e del suo sindaco, quando ritiene che ci sia da criticare? O deve stare lì, sulla poltrona, a fare solo la comparsa, muto e plaudente? A giudicare il pesante intervento di Ignazio Grimaldi (piuttosto lui fa parte della maggioranza di centro-destra o dell'opposizione di centrosinistra?), editore di Trapaniok, no. Le polemiche giungono all’indomani di un’interrogazione presentata dal consigliere di Forza Italia, Peppe Barbara, un uomo, bisogna riconoscerlo, senza peli sulla lingua. Il 20 settembre, in merito all’organizzazione della Cento Cup, il consigliere interogava il Sindaco sui motivi, «per cui il Comune abbia ritenuto affidarsi anche ad un'associazione velistica [Trapani Yachting Club, ndr] locale che è stata costituita di recente e che non ha neppure una propria darsena e che per

di più non vanta esperienza idonea per eventi della specie». Come risposta Barabara riceva, anzichè il richiesto chiarimento, dei pesanti apprezzamenti. Il sindaco Girolamo Fazio, infatti, trovava spazio sulle colonne di TrapaniOk, il 22 settembre, per sostenere che «L'interrogazione del Consigliere Giuseppe Barbara sulla manifestazione "Trapani Cento Cup" è farneticante, assurda e scorretta». Per poi proseguire, accusando ancora Barbara di avere come propria fonte d’informazione «qualche chiacchiera da bar, come purtroppo spesso si usa fare dalle nostre parti». L’indomani le tesi di Fazio trovano sponda in un’intervento dell’editore di TrapaniOk, Ignazio Grimaldi, che sottolinea come «non si può non constatare che l'interrogazione è fuori luogo. Per i tempi. La manifestazione velica è in corso. Per il contenuto. Troppo allusivo ... una occa-

sione per indebolire questa città (!)». Secondo l'editore per Barbara non resta che una soluzione, ovvero le proprie dimissioni, anche se «'istituto delle dimissioni non è per nulla frequentato quando si sbaglia». Fuori dallo scambio di accuse, per la verità, entrando nel merito, anche noi non comprendiamo il criterio di trasparenza usato dal Comune, per affidare l'organizzazione di diversi eventi (spese per servizi, assunzioni di personale cd. Volontario) non più alla gestione diretta dell'Ente con relativi appalti, bensì a privati. Il Trapani Yacht Club di Piero Culcasi noto esponente di Forza Italia, nel caso del Trapani Gran Prix la gara dei trimarani; il Circolo Giovanile di Forza Italia (!) col suo presidente Cristian Salone, pure candidato allo provinciali, per la manifestazione del Beach Volley. E nonostante le smentite di Fazio («L'evento è organizzato dal Circolo Velico Gargnano che è quello di + 39») lo Yacht Club di Culcasi è risulta pure tra gli organizzatori della “Cento Cup”.

Interno delle ex-autorimesse dei Tram di Trapani.


7 ERICE: Disservizi negli uffici comunali. Sanges non interviene

Pratiche avanti adagio dalla relazione di: Carlo SAMMARTANO Difensore Civico Erice

“Nell’ultimo quinquennio non sono stati eseguiti controlli per censire gli alloggi popolari abusivamente occupati e tanto meno sono state adottate procedure di sgombero, salvo qualche rara eccezione sollecitata da questo Ufficio” - è la pesante denuncia dell'avv. Carlo Sammartano, il difensore civico di Erice. A questa manchevolezza dell'Amministrazione della Vetta va aggiunta, ricorda ancora Sammartano, “la mancata pubblicazione dei bandi integrativi annuali per l’aggiornamento della graduatoria di assegnazione degli alloggi di edilizia popolare. dal lontano 2002”.

“... Fumose ripartizioni di competenza, pareri e visti non previsti, aggravano i procedimenti ...”

Appare evidente che la colpa della “assoluta sospensione delle doverose incombenze comunali in materia di edilizia pubblica residenziale” prosegue il difensore civico - è da addebitare al sindaco Sanges ed alla sua Giunta – poiché i problemi si sono aggravati con “la riorganizzazione del servizio, deciso da parte della Giunta comunale, e che ha visto il trasferimento delle competenze dal settore lavori pubblici al settore urbanistica ed, infine, al settore servizi sociali”, settore, quest'ultimo che ha un organico dichiarato insufficiente. “L’amministrazione, pur prendendo atto di tale problema, non ha adottato nessun provvedimento funzionale al ripristino dell’importante servizio”. Ma i problemi del settore edilizio non si fermano a

questo addebito. “Si verifica con estrema frequenza che i procedimenti amministrativi per il rilascio di concessioni edilizie siano aggravati da “fumose” ripartizioni di competenza tra la sezione urbanistica e lavori pubblici nel rilascio di pareri e visti spesso non previsti da alcuna normativa e che si sostanziano in inutili aggravamenti del procedimento amministrativo”. “Lo scarso coordinamento delle due sezioni e la frequente divergenza di opinioni tra i funzionari responsabili in sede istruttoria costituisce motivo di ritardo nella definizione” delle pratiche di concessione edilizia, con richieste che vengono “sballottate da una sezione all’altra dell’ufficio tecnico”. Sin qui la denuncia. Resta da trovare la soluzione. Probabilmente – secondo noi - l'unificazione della direzione degli Uffici Urbanistica e Lavori Pubblici risolverebbe radicalmente i conflitti tra i dirigenti, pur se verrebbe meno una appetitosa poltrona. Per le carenze di personale, le strade da seguire sono pure evidenti: non potendo il Comune bandire concorsi per assumere personale la strada obbligata è quella del comando o della mobilità di personale da altri Comuni, così permettendo

– secondo parametri trasparenti e non clientelari l'avvicinamento di concittadini che vivono e lavorano fuori regione. Altra possibilità è potrebbe essere assicurata dalla esternalizzazione dei servizi. In tale ultimo caso, non sarebbe una soluzione da escludere quella di mettere in rete i servizi del Comune di Erice con quelli del capoluogo o con quelli dell’Unione dei Comuni. Per tutto ciò, è ovvio, bisogna recuperare risorse finanziarie, magari con un significativo taglio ai costi della politica, riducendo quindi prebende a consiglieri, assessori, sindaco, consulenti a vario titolo. Comprendiamo che la scelta che hanno difronte i nostri politici è difficile: dare efficienti servizi ai cittadini o continuare a gonfiare il proprio portafoglio? Su tale argomento abbiamo raccolto la testimonianza di un possibile contendente di Sanges alla carica di sindaco per le prossime elezioni di maggio 2007: Nicola Milana. Egli ha sostenuto che i fatti denunciati “dimostrano che l’amministrazione Sanges non è capace di organizzare la macchina burocratico-organizzativa interna, lasciando in declino alcuni fondamentali servizi come polizia municipale ed urbanistica” e che ora “occorre procedere subito al bando integrativo inerente gli alloggi popolari di cui la nostra popolazione ha tanta ed urgente necessità”.


8 SENTENZA - Il Sindaco condannato, ecco le motivazioni

E’ libero d’accanirsi A cura di: Natale SALVO

Lo scorso 4 settembre sono state pubblicate le motivazioni della sentenza nel procedimento che vedeva sul banco degli imputati il sindaco di Trapani. Una sentenza, apparsa a qualcuno “salomonica” ad altri contraddittoria, che comunque fa piena luce sulla vicenda che ha animato il dibattito politico cittadino. Lui, il sindaco di Trapani, l'avvocato Girolamo Fazio, li aveva designati, su indicazione politica della coalizione di centro-destra che lo sosteneva, alle cariche di presidente della SAU, la municipalizzata dei trasporti urbani, e amministratore delegato della Terra dei Fenici Spa, l'ATO rifiuti del capoluogo.

A fianco: Vito Dolce; più a destra: il sindaco Fazio. Loro, il rag. Vito Dolce e l'avv. Enzo Scontrino, stavano ottemperando al mandato ricevuto in autonomia. Forse troppa. Secondo l'in-

tendimento del sindaco, infatti, lo Scontrino doveva essere solo un semplice esecutore dei propri ordini. Fazio maturò, quindi, la decisione di cacciarlo. Ma la soluzione non appariva inizialmente praticabile. La legge non lo consentiva. Il sindaco scelse allora una strada alternativa, e più spiccia.

perché gli faccio un culo che se lo deve ricordare fino a quando vuole ...». Scontrino si dimetterà dalla carica di amministratore delegato ma non da quella di consigliere della Terra dei Fenici, non permettendo, quindi, la propria sostituzione con un nuovo nome di pieno gradimento del sindaco.

Chiamò Dolce, pure amico dello Scontrino, invitandolo ad intervenire per convincere quest'ultimo, a dimettersi. Vito Dolce, fiutando puzza di bruciato, però, registrò tutto sul proprio cellulare. Il sindaco Fazio – si sente nel breve audio – all'incontro chiarificatore urla «Le confermo al 100% che lei martedì mattina non sarà più presidente della SAU, faccia quel che cazzo vuole, questo [l'avv. Enzo Scontrino, ndr] si deve togliere dai coglioni. Io sono costretto a prendermela con lei nonostante non abbia nulla contro di lei, chiaro o no? Quindi o io ho lunedì mattina le dimissioni [di Scontrino, ndr] qua davanti, o lei martedì mattina .. e non solo, le ho detto che non mio fermo qui

Fazio revocherà, come minacciato, Dolce dalla carica di presidente della SAU. La registrazione finisce nelle aule di tribunale. Il sindaco, in consiglio comunale, ad una precisa domanda del consigliere De Caro, mostra tranquillità e promette: «Se mi condannano, mi dimetto». Il sindaco Fazio viene condannato, in primo grado, il 6 marzo, a sei mesi di reclusione ed a un anno dall'interdizione dei pubblici uffici per violenza privata. La pena viene sospesa.

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9 Il Sindaco pur non essendo incensurato, infatti, ha solo un precedente penale di poco conto (inquinamento ambientale). Viene assolto dall'altra accusa di abuso d'ufficio. Naturalmente non si dimette. Giungerà pure a negare la promessa di dimissioni.

A fianco: l’avv. Enzo Scontrino.

“Fazio ... sfruttando la carica intimidatoria connessa alla propria pubblica funzione ...”

Messo alle strette (da un'altra registrazione audio, quella della seduta di consiglio) affermerà che il nastro è manomesso o errato. Prometterà di dimostrarlo, spedendo il nastro a degli specialisti. Non si sentirà più niente neanche di questa promessa. Il tribunale, si legge nella sentenza, sostiene che «la coartazione effettuata dall'imputato nei confronti di Dolce integra gli estremi oggettivi e soggettivi della fattispecie del reato, essendosi risolta nel tentativo di coartare la libera determinazione del Dolce inducendolo ad intervenire su Scontrino affinché si dimettesse dal CdA dell'ATO Terra dei Fenici, sotto minaccia di un male ... (dalla carica di presidente dell'azienda SAU Dolce ricavava l'unica fonte di reddito) e sfruttando la carica intimidatoria connessa alla propria pubblica funzione». In merito, invece, all'accusa di abuso d'ufficio la Corte giustifica l'assoluzione con una singolare massima «non commette tale reato, il vigile urbano che per antipatia o altri sentimenti d'avversione, palesando un eccessivo accanimento,

contesti frequenti violazioni al codice della strada ad un automobilista che in effetti le abbia commesse». Questo principio è spiegato, dalla Corte, con la norma (L.R. 6/2001, all'art. 56 comma 38) che prevede che «il sindaco, con provvedimento motivato, può revocare o sostituire i rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ...».

A motivo della revoca, secondo lo Statuto del Comune (art. 78), può essere addotta la «comprovata inefficienza». Il Giudice afferma, però, che «non può intervenire sul punto una censura del giudice penale in ordine alla sufficienza o meno della motivazione ... perché su tale via si consentirebbe quel controllo sulla discrezionalità che, con la riforma dell'art. 323 c.p. [abolizione del caso dell'eccesso di potere per valutare l'eventuale abuso d'ufficio, ndr], il legislatore ha voluto evitare». «Non rilevano, invece, eventuali ulteriori motivi non esternati nella motivazione [del provvedimento di

revoca di Dolce, ndr] per cui anche se fosse provato l'intento del sindaco di punire il Dolce per l'esito della vicenda Scontrino-ATO, ciò non sarebbe da solo sufficiente a configurare a suo carico l’abuso d'ufficio». I Giudici, insomma, affermano che “tecnicamente” (formalmente) il Fazio non ha commesso l'abuso d'ufficio nel revocare l'incarico al Dolce. Certo è che forma non sempre si coniuga con sostanza. Il Tribunale, infatti, non giunge a valutare la contraddittorietà tra la giustificazione addotta a motivare l'inefficienza eventuale del Dolce e l'atteggiamento del sindaco nei confronti del successore dalla presidenza della SAU, il rag. Riccardo Saluto. Nessuno dei due ha risolto il problema dello non proporzionalità del contributo versato dal limitrofo Comune di Erice (ad amministrazione anch'essa di centro-destra) rispetto alle spese di gestione sostenute alla SAU per fornire il servizio. Eppure uno viene cacciato, l'altro no. Spiega, infine, il Tribunale che la «scelta discrezionale [il licenziamento del Dolce, ndr], poi, può essere censurata o meno, sotto profili del diritto processuale amministrativo, ma che esulano dall'ambito della violazione di legge o regolamento che soltanto può configurare l'abuso d'ufficio».

W W W . L AV O C E I N D I P E N D E N T E . I T L A

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10 Botteghe artigiane, rete wi-fi: uno scenario per Trapani

Location incantevole L’opinione di: Paolo SALONE

Da alcuni anni il centro storico è oggetto di piccoli e mirati interventi di recupero. Si è trattato per lo più di interventi di ripristino del basolato e di rifacimento degli impianti di illuminazione pubblica. In alcuni casi si è provveduto al restauro di qualche edificio storico e di alcune chiese che versavano in pessimo stato di conservazione. Grazie a questi lavori di “straordinaria” manutenzione, al visitatore/turista frettoloso, Trapani oggi appare come una città ricca di palazzi baronali e chiese opulente. Una città che in effetti comincia a mostrare le bellezze che ha accumulato durante la sua lunga storia. Tuttavia, nonostante gli interventi, la maggior parte dei quartieri che caratterizzano l’antico abitato continua a subire un lento e costante spopolamento. Un fenomeno “certificato” dai bassissimi prezzi delle abitazioni di tipo residenziale monitorati dall’Agenzia del Territorio (si va da un minimo di 370 euro ad un massimo di 710 per mq. quotazioni aggiornate al secondo semestre del 2005). Inoltre, fatta eccezione per le zone che sono state interessante dalle operazioni di restauro, le notizie di crol-

li di intere palazzine (o porzioni di esse) continuano a popolare periodicamente le colonne dei quotidiani locali. A versare nello stato peggiore sono soprattutto i due quartieri più antichi, il “Casalicchio” (l’odierno quartiere di San Pietro) ed il quartiere “Di mezzo” (oggi San Nicola). Eppure il nostro antico abitato rappresenta una grandissima opportunità di sviluppo ed un invidiabile “location” per stabilire la propria abitazione (a pochi passi dal mare e lontano dai rumori del traffico). Rappresenta un’ottima area di sviluppo per quelle imprese che vogliano investire nel settore turistico, dato che decine di abitazioni, a seguito di alcuni significativi interventi, si prestano splendidamente ad ospitare piccole e confortevoli strutture ricettive (nell’ottica compatibile e contemporanea dell’ “albergo diffuso”). Sotto questo aspetto, il grande evento ha sicuramente favorito l’incremento del numero dei posti letto (come si evince dalla guida all’ospitalità del 2006 pubblicata dall’APT di Trapani). Tuttavia l’offerta ricettiva è tuttora insufficiente a soddisfare le richieste dei grandi tour

operator (che potrebbero contribuire a destagionalizzare il flusso di presenze turistiche). Ciò che manca per recuperare davvero la nostra storia tangibile è un sano spirito di intraprendenza privata ed un sostegno più deciso e continuativo da parte delle amministrazioni. In questo senso, un ottima iniziativa potrebbe essere quella di installare in alcune aree delle reti pubbliche di trasmissione dati wi-fi (senza fili), con l’obiettivo di stimolare il ritorno delle aziende all’interno delle antiche mura. Il servizio in questione, offerto gratuitamente, potrebbe anche favorire la frequentazione più assidua, da parte dei cittadini e dei turisti, delle aree stesse. Sarebbe lodevole anche il tentativo di riportare in vita le antiche botteghe artigiane che un tempo popolavano le viuzze della città, lavorando a delle iniziative ad hoc che possano contribuire al loro reinserimento. Chi più di Trapani avrebbe il sacrosanto diritto dovere ad ospitare un laboratorio/museo di arte antica della lavorazione del corallo? Un luogo dove si possano organizzare periodicamente eventi legati a questo importante settore della vita economica dell’antica città. Il recupero del nostro centro storico passa obbligatoriamente dalla riscoperta delle proprie tradizioni.


11 Credere nei giovani: un’esigenza prioritaria per il futuro

Giovani, ma non vuoti L’opinione di: Francesco GENOVESE

La politica giovanile è forse uno dei temi più importanti che ogni amministrazione locale, che sia comune o provincia, dovrebbe tenere in considerazione; una politica in cui i giovani siano visti oltre che come delle risorse indispensabili, come coloro che rappresentano il domani, il nostro domani.

A livello europeo abbiamo visto nascere negli ultimi anni decine e decine di progetti per incentivare le amministrazioni locali a far nascere qualcosa di concreto per i giovani; purtroppo molto spesso, per mancanza di una effettiva volontà dei rappresentanti politici questi progetti sfumano pian piano oppure sono riconducibili a “eventi” unici che non si ripetono nel tempo e che quindi vengono dimenti“con la volontà cati. Purtroppo sono poche pian piano le amministrazioni si riesce che nel tempo hanno a realizzare aderito, e tra queste sono altrettanto poche tutto” quelle che hanno proseguito nel corso degli anni con altre iniziative similari o parallele. Trapani, pur essendo ormai una città “rinomata” per gli ultimi “eventi” velici non ha mai preso sul serio una vera politica per i giovani, anche se vorrei poter dire diversamente. Nel corso degli anni infatti, non ho visto nascere particolari iniziative, e direi anche che la nostra città è sempre stata un po’ indietro rispetto a tante altre

sparse in Italia; poco e niente a parte qualche concorso fotografico e altro copatrocinato insieme alle scuole … per il resto quasi un mortorio silenzioso. E’ evidente che la mancanza di iniziative per i giovani, non fa altro che creare un vuoto culturale ma anche etico specialmente per le nuove generazioni che vivono purtroppo in un contesto fatto di superficialità; sembrano solo parole, tra venti o trent’anni gli effetti saranno ancora più evidenti. Consideriamo poi che qui a Trapani non esiste un vero centro di aggregazione culturale, non esiste nemmeno un vero teatro e abbiamo un “Informa Giovani” che a mio avviso vegeta silenziosamente. La nostra città ha bisogno di VERE iniziative culturali, i giovani hanno bisogno di cultura poichè essa sta alla base di tutto: rapporti interpersonali, capacità di dialogo, capacità di affrontare temi sociali e non; la cultura è come una forte corazza capace di far superare gli ostacoli del mondo che è pieno di leoni pronti a sbranarti. Vorrei che si organizzassero innanzitutto dei cineforum su determinati temi sociali come la tolleranza, la legalità in modo che i

giovani possano, oltre che guardare dei film “impegnati”, discutere e scambiare opinioni a riguardo. Vorrei che si incentivasse la lettura ma anche la scrittura: sarebbe bello dare la possibilità a tutti di scrivere tutto ciò che vedono con i loro occhi; la stessa cosa si potrebbe fare anche con dei filmati: riprendere tutto ciò che un giovane vede attorno a sé in contesti come il proprio quartiere. Mi piacerebbe anche che i giovani si avvicinassero alla musica e agli strumenti musicali per poter comunicare con gli altri attraverso le note. In fondo questo è poco rispetto a tutto ciò che si potrebbe proporre considerando la grossa varietà di tematiche di questa era “globalizzata”. E’ evidente che iniziative come queste debbano essere finanziate in qualche modo e capisco perfettamente che la realizzazione di tutto sia quasi un’utopia, ma sono anche convinto che bisogna credere in ciò che si fa anche perchè con la volontà pian piano si riesce a realizzare tutto. Ecco, io vorrei che la mia città credesse fermamente nei giovani; vorrei che i nostri giovani non sappiano nemmeno cosa sia la superficialità e che Trapani venga considerata la città della cultura incentrata sui giovani, i pilastri di domani.


12 I trapanesi sentono più bisogno del trasporto pubblico

Eco- Fa n t a s t i c h e ri e L’opinione di: Vito FIORINO

Questa volta non si tratta di dati diffusi da Legambiente e quindi non si può essere tacciati di essere “ambientalisti” visto che oramai, esserlo, sembra essere una colpa. Pochi ma significativi dati, diffusi da uno studio fatto dall’ACI in collaborazione con

lo di inquinamento atmosferico e del disinteresse assoluto riguardo la realizzazione di piste ciclabili.

l’Eurispes, pongono Trapani al 98^ posto tra le 103 province italiane per quello che riguarda la qualità della mobilità.

Il dato che più di tutti fa pensare è quello che riguarda il servizio di trasporto pubblico: se da un lato, infatti, la ricerca ne sottolinea l'insufficienza dall’altro ne evidenzia una richiesta da parte del cittadino assolutamente in crescita.

“la mobilità pubblica rimpiazzi quella privata”

La politica sul traffico deve cambiare e per quanto impopolare possa sembrare, la soluzione non può passare attraverso la costruzione di nuovi parcheggi (come si intendeva fare per il deposito ex sau) ma disincentivando il traffico privato a vantaggio di quello pubblico: abbonamenti per famiglie, maggiore velocità di percorrenza, minori tempi di attesa, servizio più efficiente e quant'altro possa contribuire a spostare consistenti fette di traffico dal privato al pubblico. La pessima posizione di Trapani, infatti, è il frutto di un trasporto pubblico inadeguato, di una sicurezza stradale e una tutela per il cittadino assai sotto la sufficienza, di una totale assenza di controlli a livel-

Proprio perché è opportuno pensare a un rafforzamento della mobilità pubblica che rimpiazzi, quanto più possibile, quella privata si renderebbe necessario a nostro parere una riorganizzazione dell’ente, non tanto dal punto di vista gestionale o del rinnovo dei mezzi (che galleggiano intorno alla sufficienza), ma da un punto di vista dei percorsi in modo da ripensare i tragitti delle linee urbane: tratti più brevi che permettano tempi di percorrenza meno lunghi e attese più accettabili alle fermate, l’individuazione di almeno tre/quattro capolinea (piazza vittorio, via degli stabilimenti, villa mokarta) e una politica

degli abbonamenti fatta che per le famiglie. Oltre a questo la creazione, nel centro storico (per cominciare), di corsie preferenziali per gli autobus elettrici che senza l’impiccio degli autoveicoli privati, potrebbero risultare più appetibili dell'auto. Ad aggravare la situazione generale il totale disinteresse nei confronti del Piano Urbano del Traffico che, se pur approvato da due anni, non è stato utilizzato come strumento di razionalizzazione del traffico, anzi è scivolato ancora una volta nel dimenticatoio (che fine ha fatto la revisione prevista ogni due anni del Piano?). Intanto nelle altre città si comincia a guardare a soluzioni alternative che qui neanche lontanamente si prendono in considerazione come le bici, gli autobus aziendali (che intanto potrebbero essere inaugurati per i dipendenti di Comune, Provincia e Camera di Commercio), il car sharing. Naturalmente poi un servizio di trasporto pubblico per disabili rappresenta una pura fantasticheria, non lo proponiamo nemmeno....

Vi a N i n o B i x i o , 7 - Tr a pa n i Stampe digitali a colori Timbri - Partecipazioni


13 Pochi mezzi e personale, ma anche scarso senso civico

Si pulisce in due Paolo GIAMBINO

Da anni ormai si parla del problema dei rifiuti nella citta’ di Trapani e nelle frazioni limitrofe, ma quanto si è realmente fatto e quanto si sta’ facendo per trovare una soluzione al problema? Credo si sia fatto e si stia facendo ben poco cari amici, difatti qualche cassonetto e qual-

che cestino in piu’ non risolvono un bel niente nella nostra citta’, anzi allungano gli orari di “Per i rifiuti, cerchiamo un lavoro dei pochi operatori ecologici impiecassonetto o li gati dalle società a cui abbandoniamo è affidato il servizi di sulla prima raccolta e trasporto dei rifiuti dall’Amminicollinetta?” strazione Comunale.

C’è carenza di personale per la raccolta, carenza di mezzi per il trasporto e carenza di impianti per lo smaltimento o trasformazione dei rifiuti, poi natu-

ralmente c’è la carenza di educazione civica da parte nostra, i cittadini. Quanti di noi fanno il loro dovere di buon cittadino quando l’argomento trattato è la “spazzatura”? Credo ben pochi, difatti se un fumatore ha una cicca da buttare dove la butta se non per terra, (a Trapani città non vi sono posacenere per strada), se abbiamo fretta, siamo in auto e abbiamo con noi il fatidico “sacchetto” cerchiamo un cassonetto che abbia spazio (dimenticavo che i cassonetti sono pochi e male locati), o lo buttiamo sulla prima “collinetta” che troviamo, tanto poi c’è chi passa a raccogliere? Siamo sicuri che la sporcizia che vediamo in giro sia dovuta solo alla scarsa attenzione di chi ci amministra o siamo noi cittadini a non avere senso civico e rispetto per noi stessi e la nostra città? Tante le domande che dobbiamo porgere a noi stessi e a chi ci amministra, il problema è avere o trovare le

risposte. Di certo noi cittadini potremmo avere qualche lacuna sull’argomento ma di certo chi ci amministra non scherza mica. Occorre fare qualcosa per evitare che una passeggiata nel centro storico si trasformi in uno slalom fra mucchietti maleodoranti di spazzatura. E’ necessario fare qualcosa per evitare che durante la giornata, quando camminiamo per sbrigare le nostre faccende la nostra mente sia assorta dal problema di come evitare le deiezioni dei nostri amici cani sparse a più non posso per strada. Si deve fare qualcosa per evitare che una gitarella fuori porta non si trasformi in una visita al “Termovalorizzatore” mostrato in questa pagina. Una città pulita a Trapani è possibile basta volerlo: in primo luogo attraverso una presa di coscienza di noi cittadini, poi tramite un’Amministrazione Comunale che prenda atto della situazione e si adoperi onde trovare un modo per migliorarla. Vivere bene è possibile …. sì ma quando?

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14 MAFIA - Trapani, pochi negozi aperti e tante menti chiuse

Ma u ro è mort o! L’opinione di: Francesco Paolo D’AMICO

Il 26 settembre 1988 moriva assassinato nelle campagne di Lenzi Mauro Rostagno, sociologo, giornalista, leader di Lotta Continua e della comunità Saman. Un omicidio senza colpevoli - nonostante le indagini abbiano coinvolto Mafia, servizi deviati, ex compagni di Lotta

“... La verità è che ci si sta dimenticando di Mauro ...”

Mauro Rostagno

Continua, giovani e meno giovani di Saman , balordi di provincia - con indizi attribuiti a tutti ed a nessuno, coadiuvato dai vari contrasti tra le forze dell’ordine che pesantemente hanno contribuito al blocco dell’inchiesta. Un delitto misterioso, ancora oggi opaco e senza soluzione con indagini che si sovrappongono, si intrecciano, si confondono, ma che si potrebbero ancora approfondire poichè molteplici sono le varianti e le mezze verità abbandonate, dimenticate e alterate che alimentano un silenzio impetuoso e arrogante sorretto dall’indifferenza di chi preferisce dimenticare. La mattinata trapanese del diciottesimo anno dalla sua scomparsa è cominciata come le altre: frenetica, trafficata, affaticata di chi ha fretta di vivere solo un presente irrisorio, con un occhiata trasversale al futuro e un passato accantonato perché con garanzia scaduta. Un pomeriggio colorato di abitualità in bianco e nero con i sintomi di una sbron-

za post-velica, paragonabile a quella di un barbone ubriaco di vino perché assetato: ha chiesto dell’acqua ma gli hanno dato del vino. Trapani, una città che ha sete di bisogni primari, ma che viene ubriacata di eventi velici. In ricordo della scomparsa del grande comunicatore, solo accenni sommari nei media, la proiezione del film “Una voce del vento” del regista Alberto Castiglione (al cinema Diana, la sera del 26 settembre) e una manifestazione organizzata dai ragazzi dell’ARCI e Coordinamento per la Pace, il 30 settembre alla Casina delle Palme, che hanno visto una scarsa partecipazione da parte dei cittadini. Non omettendo l’incontro programmato da Saman, sabato 23 settembre, giorno in cui, purtroppo, i trapanesi erano troppo occupati a seguire le virate delle barche a vela, eseguite anche dall’ex-ministro leghista Castelli e poi tutti a tuffarsi dentro la notte bianca, con pochi negozi aperti e tante menti chiuse. La verità è che ci stiamo dimenticando di Mauro. Diversamente da quanto accade qui, a Cinisi per ricordare Peppino Impastato, la partecipazione della gente, alla marcia in

quelle terre dove il giovane ucciso dalla mafia è stato protagonista delle sue battaglie, risulta estremamente notevole, come quella al concerto allestito dopo la lunga camminata, che nel corso degli anni ha visto l’ intervento di gruppi musicali noti come i Modena City Ramblers. E allora perchè non organizzare anche qui a Trapani una marcia che parta dal centro della città e arrivi fino a Saman? Una passeggiata contro la Mafia, contro l’omertà assuefatta ad ogni buon provinciale ma soprattutto una sfilata di una aggregazione compatta e rigida contro chi custodisce la verità radicalmente fortificata del delitto da quasi vent’ anni. Si potrebbe pure progettare un incontro, per rammentare la dinamicità dell’essenza di Mauro, con tutte quelle persone che gli sono state vicino e che fino ad oggi non hanno perso la speranza di conoscere la soluzione della sua enigmatica morte. E poi magari un concerto con delle band locali, poiché troppi pochi eventi si organizzano per promuoverle; un modo anche per far avvicinare i giovani facendo conoscere loro quell’uomo che non era un Dio, ma semplicemente una persona eccezionale che voleva dare, esibendo pungente verità ed avvezzando ad una trasparente identità, un senso a questa egoista città. E anche per questo merita di non essere dimenticato.


15 ANTIMAFIA - Enzo Genna, l’assessore alla legalità

Solo un segnale? Intervista a: Avv. Enzo Genna

Sostanzialmente abbiamo ricevuto consensi e qualche critica. La più frequente era quella che poteva essere un Assessorato di facciata e di fatto vuoto di contenuti. In effetti, era e rimane un rischio reale che condividiamo. Ad evitare però che così fosse abbiamo cercato di riempirlo di contenuti e di precise regole da cui non si potesse derogare. Dopo le elezioni amministrative provinciali, con nostra gran sorpresa, abbiamo constatato che il Presidente D’Alì ha istituito un Assessorato simile (alla trasparenza ed alla legalità). La cosa ci ha rallegrato non solo da un punto di vista personale, ma anche politico. Ricordandoci, però, delle critiche, abbiamo voluto verificare se l’Assessorato della Provincia fosse riempito di contenuti o se, in effetti, è un assessorato senza poteri, andando ad intervistare l’Assessore al ramo Avv. Genna. La nomina di un Assessorato alla legalità e trasparenza, che in Sicilia significa lotta alla mafia, da parte di una Giunta di centro destra, secondo Lei può trovare possibilità reale di assolvere i propri compiti? «La lotta alla mafia non è un’esclusiva di uno schiera-

Da oltre un anno ci battiamo affinché nel programma d’ogni Giunta fosse previsto un Assessorato antimafia. Abbiamo avuto incontri con i Partiti, dibattiti, abbiamo sollecitato proposte e pareri. mento. La mafia e la criminalità si sconfiggono con un patto tra i partiti di tutti gli schieramenti, specialmente in un momento come questo di “crisi della politica” che ha portato uomini di sinistra (come me) in schieramenti di destra e viceversa». Trova fondata la critica che ci hanno fatto quando proponemmo l’Assessorato Antimafia che, per volontà della Politica, sarebbe stato un Assessorato fantasma e senza alcun ruolo reale? «Se non si danno contenuti all’Assessorato questo può diventare per la Giunta un boomerang. In atto pare che la volontà ci sia, anche se per ora stiamo in una piccola stanzetta in attesa di avere una sede più decente. Certo quest’ Assessorato può essere tutto e niente». Recenti fatti, ma anche passati, hanno dimostrato che la Mafia riesce anche nella nostra Provincia, ad aggiudicarsi appalti pubblici sia direttamente che con prestanomi o ricorrendo ai sub-appalti. «L’attuale Giunta ha assegnato solo due appalti. Le posso però dire che abbiamo recepito il protocollo d’intesa che la Regione Siciliana (Cuffaro). Ho poi suggerito la nomina di un Collegio d’esperti, composto dal segretario generale e dall’esperto giuridico del Presidente (avv. Mazzarese),

affinché dia un parere sugli schemi dei bandi di gara. In pratica vorremmo rilasciare alle imprese una specie di bollino di qualità». Non reputa opportuno che il direttore dei lavori vigili e controlli, assumendone la responsabilità che i lavoratori impiegati nei lavori siano messi in regola? Ed in casi d’accertata “trascuratezza” si possa punire anche non dando altri incarichi in seguito? «Allo studio c’è qualcosa per migliorare tale aspetto. Però non vogliamo complicare le cose. E’ anche questo un suggerimento che terremo presente». Cosa pensa di fare, questo Assessorato, per l’utilizzo dei beni confiscati alla mafia? «Noi certo possiamo fare un’azione di stimolo e di sostegno. Le dico, però, che abbiamo provveduto a mandare una lettera a tutti i 25 Comuni della Provincia, per sapere se avevano un Assessorato o una commissione alla legalità ed alla trasparenza, sinora abbiamo avuto una sola risposta dal Comune di Campobello di Mazara». Cosa pensa di fare per diffondere una cultura antimafia? «Ora come Assessore ho proposto un regolamento per il sostegno delle famiglie colpite

dal racket e dall’usura, che è stato approvato all’unanimità da tutto il Consiglio. Il Consiglio Provinciale ha previsto delle somme in bilancio, 25.000,00 euro. Insieme all’Università di Trapani, abbiamo presentato un progetto che, se sarà approvato dalla Regione, ci permetterà di disporre di somme per organizzare dibattiti nelle scuole, formare operatori alla legalità et. . In sostanza strumenti per diffondere una cultura antimafia. Speriamo che la Regione lo finanzi». In atto i revisori dei conti sono nominati direttamente dal Consiglio. Ci chiediamo è mai possibile che i controllori siano indicati dai controllori? Non sarebbe più opportuno che esistesse un regolamento che scelga i revisori secondo titoli e professionalità? Non Le pare? «In questo senso possiamo fare poco perché bisognerebbe cambiare la Legge. Possiamo dare solo degli indirizzi comportamentali». L’Assessore, salutandoci, ci ha dichiarato la sua disponibilità ad accettare ulteriori suggerimenti. Cosa che faremo. Intanto il bando per la nomina del difensore civico Provinciale è stato annullato per vizio di forma: mancata pubblicazione dell’avviso sulla stampa.

N 25 la voce indipendente dell'ottobre 2006