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Notiziario tecnico commerciale

Caro cliente...

Quando un buon prodotto è anche bello da vedere

Marzo 2011

Sommario:  Quando un buon prodotto è anche bello da vedere

 A Maggio l’incontro con le aziende del settore Legno - Arredo

 Dal 431RA un aggrappaggio costante per la carta melaminica

 L’ossido ceramico di P976 per non bruciare le superfici

 Come scegliere la grana Cari lettori, benritrovati. La foto di apertura non è un quadro contemporaneo, ma la superficie del nostro abrasivo Stearata 200. La particolare regolarità del disegno in rilievo è data dal trattamento con speciali stearati, una sorta di lubrificanti atti a ridurre la frizione e quindi il surriscaldamento delle superfici termoplastiche, al fine di aumentare la durata del prodotto abrasivo e la qualità della finitura.

A Maggio l’incontro con le aziende del settore Legno - Arredo

Sono state intervistate aziende quali i produttori di vernici Akzo Nobel, Sayerlack, IVM e IVE; i produttori di macchine e impianti per la lavorazione del legno Costa, Viet e Cefla, oltre al Centro Studi della relativa associazione di categoria, Acimall. Sono stati sentiti anche i soggetti più

protesi al futuro, come l‟istituto di ricerca e prove Catas e la Nanofab, società di ricerca sulle nanotecnologie, oltre ad alcuni designers dell‟arredo. Infine hanno partecipato allo studio due tra le più grandi e qualificate aziende di componentistica del Nord Est. La ricerca ha evidenziato alcune criticità ed orientamenti precisi, riguardanti le produzioni a grande volume, il just in time, la verniciatura ad acqua e i materiali alternativi, tutti temi che saranno oggetto degli incontri in programma nel 2011. L‟indagine ha inoltre mostrato che c‟è bisogno di far crescere negli utilizzatori le conoscenze specifiche su vernici, macchine, colle, abrasivi e materiali; conoscenze necessarie ad acquistare

 Come nascono le nostre “soluzioni vincenti”

 “Perché a volte il nastro

Incontri con l’Industria

Come annunciato nel precedente numero, il primo incontro con gli utilizzatori del mondo industriale sarà rivolto agli operatori della filiera del legno-arredo e si terrà nel mese di Maggio. Per preparare questo incontro, la società di consulenza Modula ha realizzato per Nastroflex una ricerca a carattere qualitativo, coinvolgendo vari attori della filiera e scrutando con loro nell‟immediato futuro delle lavorazioni, dei materiali e delle finiture.

giusta per non avere problemi

bene, produrre bene e vendere bene, in Italia e all‟estero, esprimendo qualità e competitività per difendere concretamente la filiera dagli attacchi dei paesi emergenti. Riguardo all‟abrasivo, l‟esigenza di conoscenza espressa si riferisce al suo utilizzo e alle sue interazioni con altri materiali, quali, ad esempio, la diversa finitura del grezzo destinato alla verniciatura all‟acqua. Nastroflex, con questo primo incontro e con quelli che seguiranno, intende offrire ai propri clienti elementi di conoscenza dei prodotti per la levigatura, delle loro applicazioni sfumate in ogni microsettore e delle corrette correlazioni con macchine e vernici.

fa le grinze?”


Le applicazioni su superfici melaminiche

Dal 431RA un aggrappaggio costante per la carta melaminica Il 431RA è un prodotto su carta di peso E (235-245 gr/mq), largamente utilizzato per creare un aggrappaggio su superfici rivestite con carta melaminica e destinate ad essere verniciate principalmente con prodotti in poliestere o acrilico. Ha la particolarità di mantenere un grado di finitura costante dall'inizio alla fine del proprio ciclo di vita, grazie a una curva del decadimento che rimane sostanzialmente piatta fino

al termine della sua d u r a t a (Grafico 1). Questo aspetto consente di evitare le continue r e g ol az i on i della macchina e genera quindi un risparmio di tempo da parte dell'operatore. E‟ un prodotto molto diffuso nella moderna industria dell‟arredamento e che negli anni è stato sempre più perfezionato, per affinarne le caratteristiche tecniche. Un interessante approfondimento delle sue performance, nella preparazione delle superfici per le lavorazioni di finitura e verniciatura, è espresso dal Grafico 2

a pagina 3 dove si nota che, per tutta la durata della lavorazione effettuata con nastro alto di grana P400, montato su gruppo di levigatura a tampone, il 431RA ottiene dei picchi di rugosità nettamente inferiori al concorrente ed una conseguente più uniforme levigatura. A cura del Servizio Assistenza

Le applicazioni su acciai legati

L’ossido ceramico di P976 per non bruciare le superfici P976 è un prodotto a base di ossido di alluminio ceramico di ultima generazione spalmato su una robusta tela di poliestere, studiato soprattutto per sbavare o scordonare parti in acciaio particolarmente resistenti. E' utilizzato nelle aziende specializzate nella sbavatura e nella pulitura dei metalli e in quelle che lavorano l‟alluminio di pressofusione. L’ossido di alluminio ceramico è la più recente delle grane abrasive (Foto 1) : introdotto all‟inizio degli anni „80 del secolo scorso - l‟ossido di alluminio e il carburo di silicio sono stati invece inventati alla fine dell‟800 - sta

sostituendo i prodotti a base di ossido di zirconio, grazie alla sua superiore durata e velocità di taglio. Proprio questa velocità di taglio genera una grande quantità di calore; pertanto P976 viene “additivato”, cioè viene applicata sulla sua superficie una sostanza che assorbe il calore generato dall’attrito della lavorazione fra abrasivo e pezzo lavorato. Questa sostanza consente di evitare il rischio di rovinare le superfici trattate, come ad esempio accade negli acciai inox sui quali si forma il tipico alone blu da “bruciatura”, che rovina irrimediabilmente il pezzo.

Foto 1—Fratturazione dell’ossido ceramico A lato possiamo vedere al microscopio la macrostruttura dei granuli di ossido ceramico, in grana 36. La barra di scala della lunghezza di 500 micron (0,5 mm) evidenzia la loro dimensione.

Grazie a questa caratteristica e grazie al suo supporto in tela particolarmente resistente, i problemi dell’allungamento e della rottura del nastro sono pressoché azzerati, e P976 garantisce al tempo stesso una finitura di livello costante e una buona durata. A cura del Servizio Assistenza

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Consigli per l’uso

Come scegliere la grana giusta per non avere problemi PERCHE’ PARLARE DI GRANA Il numero di grana è uno degli elementi determinanti per la scelta di un prodotto abrasivo. Ogni responsabile di produzione sceglie tra diverse grane quella giusta per la propria lavorazione, confidando che il numero della grana indicato dal produttore sul supporto, sia determinato secondo un metodo universale.

Il numero di grana viene individuato, per le grane P220 e più grosse (macrograne), impiegando cinque particolari setacci e misurando la percentuale di abrasivo che rimane su ogni setaccio, mentre per le grane P240 e più fini (micrograne) si adotta un tubo di sedimentazione.

COME CERCARE L’EVIDENZA - A titolo di esempio, nel Grafico 2 riportiamo i risultati di una comparazione della rugosità ottenuta su un supporto di carta melaminica, con un ciclo di lavorazione in cui sono stati utilizzati il prodotto 431RA della Nastroflex e parallelamente un altro prodotto di grana nominalmente uguale, ma in realtà più grossa. La misura della rugosità viene espressa in micron di profondità dei solchi lasciati sulla superficie levigata; la sigla RA indica la misura media dei solchi, mentre RZ corrisponde alla misura dei solchi più profondi.

Purtroppo questo non è vero e l’utilizzatore corre un rischio: vediamo perché. L’ORIGINE - Le grane abrasive vengono di solito prodotte come blocchi di grandi dimensioni all‟interno di forni ad arco. Per ottenere la grana abrasiva tecnicamente utilizzabile è necessario quindi frantumare questi blocchi e successivamente selezionare la grana secondo la sua grandezza. LA MISURAZIONE - La definizione del numero di grana è stata definita dalla FEPA, Federazione Europea dei Produttori di Abrasivi. Quando un abrasivo, posto su carta o su tela, è di granulometria FEPA, ha la lettera P davanti al numero di grana, ad esempio P100. Una definizione grossolana delle dimensioni di un grano abrasivo, è quella secondo cui il numero di grana corrisponde al numero di aperture presenti in un setaccio per ogni pollice lineare; quindi, per conoscere il diametro di un grano in millimetri, basterà dividere 25,4 per il numero di grana, diminuendo poi il numero trovato del 35%, per tenere conto dello spessore dei fili del setaccio. Ad esempio una grana 50 avrà dimensione di circa 25,4:50x0,65  0,33 mm. (le dimensioni esatte sono fornite dalla Tabella 1)

L’UTILIZZATORE INGANNATO - Un produttore scorretto potrebbe ingannare l‟utilizzatore fornendogli un nastro abrasivo di grana più grossa rispetto al numero di grana stampato sul retro del supporto. Quando l‟utilizzatore comparerà questo prodotto “falso” con un altro “onesto”, il falso gli sembrerà avere una durata maggiore. Ma, anche se a occhio nudo e al tatto la superficie lavorata con il prodotto falso si presenterà della finitura attesa, misurandola scientificamente con un rugosimetro, l’utilizzatore noterà una rugosità decisamente maggiore. Questa causerà un aumento dei tempi della successiva spazzolatura e lucidatura, oppure renderà necessaria una maggiore quantità di vernice per ottenere l‟effetto estetico e di resistenza meccanica desiderati. In sostanza, l‟uso dell‟abrasivo di grana falsa caricherà il prodotto finale di un costo “occulto” e di una minore qualità.

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Nel prossimo numero, con l‟ausilio di alcune tabelle, spiegheremo più approfonditamente questo concetto, che impatta direttamente sulla qualità del prodotto finale che l’utilizzatore promette ai suoi clienti. A cura del Servizio Assistenza Tabella 1 – Diametro delle grane (1 micron = 1 millesimo di millimetro) MACROGRANI NUMERO DI DIAMETRO IN GRANA MICRON

MICROGRANI NUMERO DI GRANA

DIAMETRO IN MICRON

58.5 +/- 2

P12

1815

P240

P16

1324

P280

52.2 +/- 2

P20

1000

P320

46.2 +/- 1.5

P24

764

P360

40.5 +/- 1.5

P30

642

P400

35 +/- 1.5

P36

538

P500

30.2 +/- 1

P40

425

P600

25.8 +/- 1

P50 P60 P80

336 269 201

P800 P1000 P1200

21.8 +/- 1 18.3 +/- 1 15.3 +/- 1

P100

162

P1500

12.6 +/- 1

P120

125

P2000

10.3 +/- 0.8

P150

100

P2500

8.4 +/- 0.5

P180

82

P220

68

Fonte: FEPA Standard 43-1:2006


Il servizio e la soddisfazione

Come nascono le nostre “soluzioni vincenti” Possiamo senz‟altro dire che “Il Servizio si vede nel momento del bisogno” e per i nostri clienti dei settori industriali, questo bisogno coincide talvolta col non riuscire ad ottenere un preciso risultato da un ciclo di lavorazione, pur avendo già applicato tutte le proprie conoscenze. E‟ in questi frangenti che il Servizio Assistenza di Nastroflex, interviene per dare un supporto tecnico concreto. Marco Armellin, responsabile del Servizio Assistenza di Nastroflex: “Per trovare la soluzione giusta per noi è indispensabile avere delle informazioni precise dal cliente: che materia prima sta lavorando, con quali macchine e cicli e per ottenere quale risultato. Di sicuro avere migliaia di clienti di tanti settori industriali e in tutto il mondo, ci permette di avere tantissimi casi di riferimento per correggere un

errore o anche per introdurre un ciclo del tutto nuovo presso il nostro cliente. Una volta ottenuto il risultato atteso, l‟esperienza effettuata viene codificata in una scheda denominata Soluzione vincente,e utilizzata per l‟aggiornamento tecnico degli agenti. Eccovi un esempio. SCHEDA 01 Segmento: legno. Materiali: MDF. Destinazione d’uso: ante per cucine. Descrizione della produzione. Pannelli in MDF da rivestire con fogli sottili in PVC. Prodotti utilizzati. Naxomax / 621 Problema. Il cliente lamenta delle righe sui pannelli finiti. Richieste del cliente. Avere garanzia di una finitura ottima e allo stesso tempo ridurre gli scarti di produzione nelle fasi di lavoro successive, dato l’alto costo di recupero del materiale scartato.

Analisi del problema. Con l’attuale ciclo di lavoro – per il quale sono utilizzati i nastri della concorrenza - il salto delle grane è eccessivo, dato che sono usate la 320, la 500 e la 800 e non si sfruttano a pieno le potenzialità della macchina levigatrice. La macchina è composta da gruppo trasversale, rullo, tampone e superfinitore. Il gruppo rullo non è usato perche ritenuto inadatto al ciclo di lavoro. Risoluzione del problema. Da un test eseguito su una macchina gemella, si è rilevata la necessità di rettificare il rullo della levigatrice in oggetto. Una volta effettuata la manutenzione, si predispone l’utilizzo del ciclo sotto riportato. I pannelli risultano perfetti e privi dei graffi non omogenei dovuti al salto eccessivo di grana. CICLO DI LAVORAZIONE Gruppo di lavoro

Prodotto e Grana

TRASVERSALE

NAXOMAX P320

RULLO

NAXOMAX P400

TAMPONE

621 P600

SUPERFINITORE

621 P800

La parola al Cliente

“Perché a volte il nastro fa le grinze?” “Gentili Signori, talvolta abbiamo alcuni problemi sui nastroni, 1400x3250 che fanno le grinze e lasciano dei segni sul prodotto. Queste grinze non si presentano sempre nello stesso punto e possono riguardare grane diverse. Non riusciamo a capire perché i nastri fanno la grinza, a volte incolpiamo i trasportatori perché abbiamo trovato delle scatole rotte e umide, a volte pensiamo che sia la giunzione. Potete spiegarci il motivo di queste imperfezioni e suggerirci la soluzione? Grazie” (lettera firmata) Risponde Marco Armellin, responsabile del Servizio Assistenza. “Talvolta il grado di umidità ambientale genera una diversa tensione tra

le zone laterali del nastro e la sua a r e a c e n t r a l e , c a u s a nd o i n quest‟ultima una “freccia”, ovvero una leggera borsa verso il basso, che una volta pressata contro il rullo dal passaggio dei pezzi da lavorare, può generare una piega che rovina il nastro, c o m e nella foto a lato.

preparazione del nastro, che va lasciato in prossimità della macchina per alcuni giorni prima dell‟uso, in modo da agevolare una distribuzione omogenea dell‟umidità sulla sua superficie. Un‟ulteriore soluzione, consiste nel cospargere una manciata di talco o gesso sulle parti interne del nastro, per assorbire l‟umidità in eccesso.

La soluzione più affidabile consiste in una corretta

Per domande di carattere tecnico scrivete a assistenza@nastroflex.it, mentre per gli altri quesiti l‟indirizzo è informa@nastroflex.it.

Se il problema persiste raccomandiamo di condurre un‟analisi più approfondita dell‟insieme nastro-macchina.”

Arrivederci al prossimo numero.

Nastroflex Informa Nastroflex Spa Via delle Industrie, 17 31047 Levada di Ponte di Piave (Treviso) ITALY Tel. +39.0422.853018 Fax. +39.0422.853533 E-mail: nastroflex@nastroflex.it Web: www.nastroflex.it 4


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