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Seleste, Victor in 8 Aprile 2008


Gli schiamazzi della Stazione Centrale sono ben udibili dai milanesi, che transitano per Via Tonale, adiacente strada illuminata dalle luci gialle di biechi lampioni, la quale oltrepassa il monumento storico percorrendolo al di sotto in una galleria. Questo percorso stradale, conosciuto come Circonvallazione, è gremito di negozi ed abitazioni, scuole e, persino, di una vecchia chiesa salesiana ristrutturata, indice che la vitalità della città si snoda proprio da queste linee guida, che delimitano il centro con la periferia.

Victor raggiunge il pianerottolo dell'appartamento di Blank; tempo di uscire dall'ascensore, suonare il campanello, che la vampira lo va ad accogliere con un abbraccio ed un bacio colmo di passione e speranze. “Vic, entra, presto!” Negli occhi di lei, il mannaro scorge un'ombra di paura,


come un mantello scuro che le opprime davvero il cuore: l'ha sempre vista amante del pericolo, ma questa volta deve essere piombata in un vicolo cieco nel quale è rimasta vittima.

Il piccolo Seleste siede sull'elegante divano in tessuto rosso del soggiorno della casa di Blank, l'infante di Claw; la giovanissima Gangrel sta armeggiando dietro il bancone del bar presente, restando in silenzio. “Dakruon, ho fatto contattare da Blank un aiuto esterno: non sono riuscita a racimolare altri, se non lui: speriamo in bene... Cazzo, come odio avere le mani legate!� Si pronuncia Claw, battendo il pugno sulla propria gamba per sfogare il nervosismo.


Victor fa il suo ingresso nel soggiorno: scorge un bambino, che non avrà più di otto anni, lo stesso fanciullo intravisto la notte in cui era stato morso dopo la caduta in moto in Via Senago; poco distante, Claw, la dannata che ha reso Blank immortale, la quale lascia la parola proprio alla scavezzacollo irlandese. “Dakruon, sire, vi presento Victor. - si perde negli occhi del mannaro – Vic, loro sono Claw e Seleste Dakruon, non due vampiri nella massa, ma dannati ai vertici della società.” Claw, scostando una ciocca di capelli blu, fissa l'uratha, muovendo un passo verso di lui, mentre Blank versa un bicchiere di liquore all'amante, porgendoglielo. “Sei sicura Blank che lui ha le palle sotto? - afferma Claw osservando l'infante – Ci stiamo giocando tutto, non briciole...”

Il ronzio dell'ascensore accompagna Victor su per i piani dell'edificio, mentre, nel silenzio, fissa il suo riflesso nel piccolo specchio adiacente alla pulsantiera. Si osserva e il vedersi lì solo nel silenzio, per un attimo, gli riporta alla mente l'insana divisione che i suoi fratelli stanno sopportando


in questi giorni. "Dov'è finita Darty? Starà bene? E Kosmas, sarà riuscito a trovarla? Helen avrà fatto progressi nel suo cammino? Quando diamine torneranno tutti?" Le porte si aprono; Victor, con un profondo sospiro, esce dall'ascensore. Le porte si chiudono pochi istanti dopo e lui le osserva con la coda dell'occhio, fino all'istante della completa chiusura, come a volersi assicurare che quei pensieri ansiosi restino chiusi lì dentro, nello stesso posto in cui sono stati generati: questa sera, è tempo di dedicarsi ai problemi di Blank, solo a lei. La porta si apre pochi istanti dopo aver suonato il campanello, come se Blank fosse stata proprio lì dietro ad attendere quel momento. "Ciao “baby”, è già iniziata la festa? - dice Victor, sorridendo: sorriso in parte infranto dalla preoccupazione che sfugge dallo sguardo e dalle parole di Blank - Dev'esserci qualcosa di grosso in ballo - medita Victor, mentre entra appoggiando giacca e casco su un tavolino nelle vicinanze dell'ingresso - Salve a tutti. Facce già note, eh? - si volta, poi, verso Blank, ascoltando le presentazioni – Caspita, hai portato in casa pezzi grossi!" Avanza nel salotto, avvicinandosi agli ospiti. "E' un piacere fare la vostra conoscenza - sfoggiando un'eleganza che neanche lui sapeva di avere, solo per far contenta Blank, che, a quanto pare, tiene molto a queste persone - Blank mi ha detto che avete bisogno di una mano - soffermandosi un attimo - Beh, che dire: gli amici di Blank sono miei amici quindi, parlate pure." Le parole di Claw fanno leggermente ribollire il sangue nelle vene di Victor, che ricorda come è avvenuto il primo incontro: rammenta la paura, il terrore in quella visione


innaturale. Quante cose sono cambiate: ora, di certo, non ha nulla da temere. Victor resta un attimo serio, ascoltando le parole quasi di sfregio della non morta, per poi sfoggiare un vistoso sorriso, come se quelle parole, di fatto, non scalfissero nemmeno l'autostima che ha di sĂŠ. "A quanto pare... - fissando Claw con lo sguardo di chi sa il fatto suo - D'altra parte, se non ti ho inquadrato male, a te piacciono i fatti. - si ferma un attimo per fiutare il “drinkâ€?, facendolo lentamente roteare, il quale risuona accompagnato dal tintinnio del ghiaccio - Quindi abbi pazienza e vedrai." Il tono di voce cambia ancora e ritorna squillante e allegro, mentre Victor si dirige verso la poltrona. "Ma Blank, non abbiamo niente da offrire ai nostri ospiti? Gradite del Whisky? Forse ci sono rimaste un paio di vergini da dissanguare in cantina..." Scoppia in una leggera risata, come a voler risollevare la pesante aria che aleggia in quella sala; si lascia affondare nella poltrona, tornando serio e fissando gli occhi, prima su Claw e, poi, su Seleste. "Ditemi tutto!"


Seleste lascia che gli occhino si perdano nell'ingresso del ragazzo dai capelli ramati; lo osserva senza fissarlo, seguendone le parole ed i gesti, le movenze, la postura. Apre la giacchetta color melone, sistemandosi la camicia in seta bianca, rischiarendosi la voce un paio di volte, sottolineando l'ilarità del mannaro. “Vergini in cantina? - salta in piedi e si perde negli occhi di Blank – Tu hai vergini fresche in cantina e non mi hai avvisato? Ma che ci stiamo a fare qui, se il banchetto è qualche piano più in basso?” Saltella felice, palesando entusiasmo ed un sorriso da ebete, quindi, sul divano, simula i movimenti di un tuffatore. “Nuovo sport dell'estate: il salto carpiato mortale all'indietro del nano! - si blocca, come inebetito – In poche parole dobbiamo violare un nostro luogo sacro e fare a pezzi quelli che vogliono fare a pezzi noi: roba da nulla... Non vorrai mica che accada qualcosa al Blank, vero? Non abbiamo strategie, se non il fatto che non ci stanno aspettando. Entriamo, li si gonfia di botte, si prende Vicolo Corto e si vince la partita a Monopoli! Alla domanda: chi? Beh, cattivoni, tanti cattivoni malvagi che rapiscono bambini dai paesi dell'Est Europa per rivenderli a gentaglia qui nell'Ovest. Ci diamo un taglio a questa gente?! Tu dimmi cosa desideri ed io te lo farò avere su un piatto di platino iridio!” Si getta nel vuoto, nel tentativo di finire in braccio al mannaro. Seleste cade rovinosamente in terra; i presenti lo osservano malamente. Claw si lascia sfuggire un commento. “Signore, ci ha appena fatto passare


per coglioni... - sospira, fingendo un pianto isterico; si rivolge a Victor – Vic?! Posso chiamarti così? Cerco io di spiegare meglio, sennò qui stiamo freschi... Abbiamo subito ripercussioni da altri membri della nostra società, dopo aver indagato a fondo su un traffico di fanciulli. Abbiamo piantato le mani in un terreno scottante, che ha attirato le attenzioni dei vertici a capo del “giro”. Purtroppo si tratta di figure importanti fra i vampiri, figure al nostro livello, fratelli alle strette oramai, ben coscienti che il “faccia a faccia” fra noi e loro è in arrivo. Non si aspettano una nostra visita di cortesia: questo gioca a nostro vantaggio. Il succo “dell'andiamo e sistemiamo il tutto” è azzeccato, ma non del tutto corretto: non hanno più tentacoli, dato che i loro seguaci sono caduti uno dopo l'altro per mano nostra. Ci resta il cuore: hanno paura ed proprio ora che possono risultare pericolosi. Fino ad ora abbiamo agito attirando a noi i vari “collaboratori”: decisione ultima, non c'è più un qualcuno in grado di sbarrarci porte, quindi si può accedere alle camere più segrete, le sale del Castello Sforzesco, il loro covo intimo.” Blank aggiunge. “Restano tre obiettivi, ma non sapiamo chi sia soggetto alle volontà di un altro. Posso inoltrarmi coi dettagli, Vic? Davvero, puoi chiedere qualunque cosa, il primogenito Dakruon non ha limiti di risorse. Forse può aiutarci per raggiungere la Fine del Mondo.”

Victor sbarra gli occhi, cercando di coprire un ghigno con il bicchiere.


"Bel tuffo, ti darei un sei e mezzo, giusto perché non hai fatto schizzi." Abbassa poi il bicchiere pensieroso, ascoltando i dettagli della faccenda. "Castello Sforzesco? - dice Victor sottovoce, facendo eco a Claw - Questi si nascondono nel castello?" Chiede Victor stupito, pensando immediatamente alla dama che aveva scorto poche settimane prima. "In parte torna... - pensa, ricordando le scene come tanti fotogrammi - chissà se sono collegati..." Lentamente si sporge oltre al bracciolo della poltrona appoggiando il bicchiere sul tavolino, per poi appoggiarsi sulle cosce, sporgendosi in avanti; le mani coprono parzialmente la bocca, ricordando la tipica posizione di chi sta pensando. "Tratta di bambini? Tutto ciò è disgustoso! Suppongo che siate nella cacca fino al naso se avete dovuto chiedere aiuto a qualcuno che non è "dei vostri". Direi che si può fare, ma non voglio una cosa campata in aria: voglio sapere quanti sono, dove si trovano esattamente e ogni informazione apparentemente più insulsa. Siete sicuri che non ci sia nessun altro invischiato nella faccenda? Questo metterà fine a tutto? I bambini sono tenuti anch'essi nel castello? - pensa preoccupato a che effetti potrebbero aver avuto quelle azioni e i sentimenti conseguenti sull'Hisil - Per il resto avete il mio aiuto... Avevo giusto un paio di serate libere e al cinema non c'è nessun film che mi ispiri!" Lasciandosi nuovamente sprofondare con la schiena nella poltrona, ride serenamente; la testa si appoggia al cuscino e Victor porta per un attimo lo sguardo al soffitto. "Castello Sforzesco, quel luogo è il centro nevralgico dei territori... Spero solo che non ci sia immischiata la gente sbagliata e che non si metta


in mezzo nessuno, altrimenti sono cazzi acidi." Pensa Victor leggermente preoccupato, poi, senza alzare la testa, ma solo scostandola di lato. "Per la ricompensa non preoccupatevi, mi dovrete un favore. I tempi non sono ancora maturi per avanzare richieste - porta lo sguardo su Blank, come a sostenere, nuovamente, la promessa fattale e l'impegno ad esaudirla nel più breve tempo possibile.

Si rialza il piccolo Daeva, inchinandosi più volte ai presenti. “Grazie, grazie! Per gli autografi, passate dopo. - flette le ginocchia, assumendo la sua tipica postura di quando pensa agli eventi in corso – La tratta dei bambini ha portato vittime e malumori, ma l'abbiamo fermata: sono tutti salvi, dal primo all'ultimo, non ti preoccupare. Il castello, oltre alle sale aperte al pubblico, private e non, vede luoghi, appartenenti a tempi passati, fare da padroni a vite immortali. I nostri obiettivi sono tre vampiri, ma temo che sia solo uno di essi a manovrare gli altri due. E' proprio lui il principale bersaglio, che deve finire presto a fare compagnia ai vermi. Una volta ridotto in un mucchio di polvere sono curioso di vedere se gli altri muteranno di corrente filosofica e di pensiero: temo che siamo marionette, niente di più. - osserva Victor, sorridendo soddisfatto – Non avrei chiesto aiuto esterno, se non stessi puntando ad un effetto sorpresa. Sono sicuro che non si aspettano un lupacchiotto fare il suo ingresso nel cuore del maniero. Domanda personale: le tue peculiarità? Personalmente


posso dirti che i tre “amiconi” saranno potenzialmente schiavi delle mie parole e voleri, ma non garantisco l'assoluta certezza dei miei poteri. Sicuramente confonderò molto le loro idee... Attenzione però: uno di loro sarà celato ai nostri occhi, temo. Egli è in grado di confondere la mente: tuttavia il suo cuore non potrà non obbedire ai miei comandi. Non dovrebbero esserci intrusi di altre società: chi era coinvolto, è stato già punito in passato da chi di dovere. Signor Victor, fai a pezzi chi ti indicherò e ti concederò un desiderio, oltre che l'ingresso alle nostre sale interne.” Blank si va a sedere vicino a Victor, mentre Claw si dirige alla finestra, perdendosi con lo sguardo sul traffico sottostante. “Il futuro della società dei vampiri è ora ad un passo dalla svolta. - afferma l'amante di Victor – Garantisco sui poteri di Dakruon, ma egli ha bisogno di protezione, perché lui è un bersaglio facile. Alla salvaguardia del primogenito penseranno due sorelle che saranno con noi, a noi Vic il compito di aprire il buco del culo al vampiro designato.” Claw aggiunge, sorridendo. “Lasciate a me “l'uomo invisibile”: prima o poi metterà fuori il naso e, in caso si dimostri non incline al dialogo, assaggerà le mie buone maniere persuasive. L'unica incognita è il terzo soggetto: Leone Dell'Orologio... Confido che sia solo una marionetta, un maledetto burattino soggiogato ai voleri del nostro caro non morto, da far diventare morto del tutto. Pezzi di merda, quanto ho voglia di spaccarvi le chiappe a calci!”


Victor è già proiettato con la testa in quelle sale, in quei cunicoli tetri e umidi: già si vede muovere i pesati passi sull'antica pietra verso il suo obiettivo. "Non conosco molto di voi vampiri: qualsiasi informazione sulle loro abilità mi sarà più che utile." Si ferma poi un attimo a fissare Seleste, chiedendosi come sia possibile che un bimbetto sia diventato così importante nella società vampirica e, soprattutto, cosa sia in grado di fare. A ripensarci, quello che sta facendo non gli va molto a genio: mettersi al servizio di qualcuno? Non è il tipo da stare secondo a nessuno, eccezione fatta per Stone. D'altra parte gli sbocchi positivi della vicenda sono molteplici: innanzitutto la garanzia per un futuro aiuto, poi ributtare in bocca a quella non morta sfacciata le sue parole diffidenti sulle sue capacità di uratha e, infine, forse la cosa più importante, evitare che Blank possa correre un serio pericolo. A lei va un intenso sguardo, mentre le parole continuano a scorrere nella sua testa; torna a parlare. "Le mie capacità? Beh, mettiamola così: sta a te scegliere se vuoi che apra le danze staccandogli la testa, prima ancora che possano capire cosa stia succedendo oppure lasciarmi in disparte, in modo da uscire dalla torta, cogliendoli di sorpresa nel momento più opportuno. Dò il meglio di me in coesione con i miei fratelli, ma anche da solo sono più che efficace. - si gonfia di orgoglio Del resto, non sarò lì da solo, quindi ditemi voi cosa preferite.” Un attimo di silenzio e una preoccupazione assale Victor dal nulla, un “flash”, un idea inaspettata. “E se anche loro avessero qualche sorpresa?” L'Irraka ha


sentito più volte parlare di Caronte e dei suoi affari sporchi: è una idea assurda, dato che un mannaro non dovrebbe avere alcun interesse nella faccenda, tuttavia quell'immagine plausibile si è stampata nella testa di Victor per un istante, come pochi fotogrammi di un “trailer” del cinema. "Dannazione, ma cosa vado a pensare? E' assurdo! - sospira - Darty, Kosmas, Helen, tornate presto." Victor si alza dalla poltrona scostando delicatamente Blank "Terrò d'occhio la zona. Quando pensavate di agire? Teniamoci in contatto, voglio tutte le informazioni possibili su questi individui, sulle loro capacità e qualsiasi altra cosa... E poi, piccolo genio della lampada, verrò presto a esprimere il desiderio!" Dice Victor sorridendo nuovamente, come se potesse in ogni momento affossare le sue preoccupazioni con una frase sarcastica. "Blank, i tuoi amici sono fortunati ad aver trovato me: assoldate qualcuno a proteggere questi tre tizi, altrimenti non hanno nessuna speranza con me nei paraggi." Scoppia in una fragorosa risata, additando poi Claw con un movimento lento della mano. " Poi ti rimangerai i tuoi dubbi infondati su me." Accennando ad un occhiolino, per poi tornare seduto a fianco di Blank. "Che si fa? Le strade sono inzuppate d'acqua... Andiamo a farci due derapate in moto per Milano?"

Seleste ascolta divertito le parole dei presenti, soprattutto il fatto della torta a sorpresa. “E sia! Claw, procurami una torta gigante dove


piazzeremo dentro il lupacchiotto... Blank, ti voglio più invisibile del trasparente, insomma, come la biancheria di Katrin e Flynn. Ultimo colpo di spugna alla mente malata del traffico dei fanciulli, ultimo colpo di spugna con 'ste faccende della Lancea, che mi sono strette oramai, ultimo colpo di spugna ai soprusi subiti e per finire, ultimo colpo di spugna al trio Nestlè, che sta rovinando Milano. I loro bagni di sangue devono finire: quel castello è vissuto troppo sulle spalle di poveri innocenti, troppo plasma è andato sprecato in quelle bocche insaziabili, troppo liquido rosso lorda le mura delle fondamenta. - si rimette in piedi sul divano, in posizione fiera ed austera – Cittadini, fratelli, non morti, mannari, la parola d'ordine è “vincere”... Vincere e vinceremo! - sgrana gli occhi – A Mussolini ha portato una caterva di sfiga... Per fortuna abbiamo noi la bomba atomica!” Si abbandona ad una risata, mentre osserva l'uratha. “Signor Victor, ci si aggiorna e ci si tiene in contatto; ora vi lascio al garino con gli “aquascooter”... Claw, torniamo da Dazio: controlliamo che la mummietta sia sana e non morta.”


8 aprile 2008 seleste victor