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Dahlia in 21 Marzo 2008


La notte cala sulla fredda New York: le infinite luci si accendono ritmiche, seguendo una sinfonia di colori, danzando fra i flutti dei suoi fiumi. A Manhattan non si respira aria di primavera o forse non si respira affatto: ogni attività è frenetica, sempre in movimento, mai assopita, dispersa fra l'inquinamento e le maniere poco garbate della gente che vi abita.

Dahlia osserva la città dall'alto del suo appartamento, situato ad uno degli ultimi piani di un grattacielo dell'isola newyorchese. Nel silenzio e nel buio, che tanto ama, la voce di Stella, l'anziana signora che le commissiona sempre nuove taglie, la sua “datrice di lavoro”, si palesa, mentre Dahlia la vede entrare dalla porta di ingresso attraverso il riflesso del vetro. “Ciao bambolina. - da come si esprime, deve aver bevuto anche oggi – Hai finito le tue vacanze? Ci sarebbe un lavoretto, sempre che ti interessi... Che mi dici?” La vecchia si siede sul divano in pelle nera, rigirando fra le dita una busta, probabilmente contenente una taglia. “Sempre qui da sola... Non vedi mai nessuno, non ti svaghi, sempre al buio poi... Avresti bisogno di passare le tue vacanze in altri posti, darti degli obiettivi, bambina mia.”


Dahlia si pronuncia. “Ancora con questa storia, vecchia? Lo sai che quando sono in vacanza, voglio stare in santa pace, senza rotture!” Si alza lentamente dal davanzale, dove un momento prima guardava annoiata il ritmo frenetico della città. In questo periodo, quel paesaggio, non fa altro che darle noia: una volta si divertiva a guardare le persone che correvano da un posto all’altro, lavorando come tante piccole formiche, ma ora, quella stupida gente, che è brava solo a badare ai propri affari, quasi la infastidisce. Si avvicina al tavolo della stanza, afferra la bottiglia quasi vuota di Brandy e ne versa il rimanente in un bicchiere. Accosta il bicchiere alle labbra e ne beve un sorso; si gira dando le spalle al tavolo e va verso la poltrona di pelle nera, quindi si lascia cadere di peso, sprofondando tra i cuscini e stiracchiandosi. Appoggia le gambe sulle ginocchia di Stella,


sbadigliando sonoramente. Beve un altro sorso di Brandy, per poi posare il bicchiere a terra; incrocia le braccia dietro la testa fissando l'anziana, pensando. “Vediamo un po’ dove si trova la fregatura questa volta.” Quella vecchia si è sempre dimostra buona con lei, ma spesso sembra quasi che si diverta a metterla in difficoltà con lavori sempre più complicati. Sorride Dahlia e, alzando un sopracciglio, le dice. “Allora vecchia, di chi si tratta questa volta?” Stella ride, mostrando la sua dentiera traballante. “Su, su, piccola mia. – la accarezza gli stinchi dolcemente – Qui c'è un buon lavoro per te. Un noto ladro Irlandese, tale Victor Mac Mannor – apre la busta, leggendo a fatica i dettagli – a quanto pare ha lasciato il suo paese d'origine. Le forze di investigazioni segrete inglesi, quelle della corona per intenderci, sospettano che il furfante rubasse preziosi per finanziare l'esercito terrorista locale. Il giovinotto è scomparso ed ora ha una bella taglia sulla zucca. Testimoni dicono di averlo visto in Italia... Guarda caso è stato rapito durante una rapina in banca: praticamente faceva il palo. E' considerato un terrorista a livello mondiale: la sua cattura vale tanto da farti sistemare per una vita, se non due. Ma che ci farai con tutti quei soldi? Ben inteso che tu lo riesca ad acciuffare... - sorride, rinfoderando la documentazione e porgendola a Dahlia – Sei interessata allo scassinatore o passi? Non abbiamo altro da offrirti, se non lui. Dicono sia inafferrabile: lo chiamavano Tre Secondi, per la velocità nell'aprire casseforti, per


l'appunto in tre secondi.”

Scatta a sedersi sulla poltrona, prende il fascicolo in mano strappandolo dalle mani rovinate di Stella e, con estremo interesse, rilegge attentamente tutti i dati, cercando di memorizzare ogni più piccolo particolare. “E brava vecchia, certo che accetto! Finalmente sei riuscita a trovare qualcosa che mi susciti interesse!” Si alza dalla poltrona, sentendo che l’adrenalina incomincia ad entrarle in circolo. “E' da tanto che non mi proponevi una caccia che valesse veramente la pena di accettare!” Riprende a leggere il contenuto della busta, girando per la stanza, non riuscendo più a stare ferma; in quel momento, sicuramente i suoi occhi le brillano, come quando un bambino trova a Natale, per regalo, il giocattolo tanto desiderato. Inizia a ridere. “Tre Minuti, eh? Ah, ah, ah, ah, carina questa! Tanto bravo e veloce e poi si fa rapire così facilmente durante un colpo?” Lancia il fascicolo sul tavolo, si avvicina al frigorifero, lo apre e ne tira fuori una birra, richiude il frigorifero con un calcio e cerca di stappare la bottiglia fresca, con le mani, poi, alzando la birra verso Stella, come per fare un brindisi, dice. “Ok, vecchia, prenota il volo aereo, vado a prendere un po’ di sole in Italia! Ah, ah, ah, ah, ah! - si attacca alla bottiglia e beve tutto d’un fiato – Ah, ah, ah, ah, ah, diventeremo ricche!” Sorride Stella, commentando. “Hai già un biglietto di prima classe


prenotato per il Bel Paese. Ma che ci farai con tutti quei soldi, tu?! osserva Dahlia intenta a cercare di aprire la bottiglia – Tre Secondi, non Tre Minuti... E' davvero veloce, stai in guardia, va bene? Non si è fatto rapire per nulla: era un messa in scena bella e buona. Hanno fregato tutto l'incasso di una banca. Non solo, entro pochi giorni sono scomparsi un quadro famoso dalla Pinacoteca della città dove l'hanno visto e un medaglione dal valore inestimabile. E' un dritto quello, non farti fregare. Ti fornirò di un contatto in Italia che ti potrà procurare l'equipaggiamento pulito con la licenza. Niente colpi di testa, piccola, e se vedi che la situazione scotta, torna a casa. Meglio senza assegno, che senza vita. A far soldi c'è sempre tempo, giusto, no?! Brindo a te, brutta scema, sperando che il destino tuo si compia.”

21 marzo 2008 dahlia  

21 marzo 2008 dahlia