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Alicia, Victor in 20 Marzo 2008


Cielo chiazzato di nuvole quello che sovrasta Milano, dove gli astri fanno capolino danzando attorno al viso candido della luna vicina alla completezza della sua figura. Presso Villa Scheibler il silenzio fa da padrone, interrotto solo dal suono delle foglie sui rami degli alberi del vivaio; tutto tace anche nei saloni interni, dove gli spiriti giocano a rincorrersi nella notte.

Alicia, in compagnia di suo padre, varca la soglia di quella villa sepolta nel parco di Quarto Oggiaro; il legno dell'edificio diroccato scricchiola sotto i suoi piedi, facendola titubare non poco sui motivi della sua presenza in questo luogo. “Cara... - Dice Radamanthis, cercando di tenersi in equilibrio, dato che stava per scivolare – Mamma mia, l'ultima volta che sono stato qui era messa meglio. Ma chi hanno assunto come architetto? si appoggia alla figlia – Non ti muovere, eh?! Abbiamo un grosso, enorme problema Lyra: sia Tenny che Bottiglietta non si sono fatti vivi. Non riesco a mettermi in comunicazione con loro... Temo il peggio: che cosa sarĂ  accaduto loro? Non sono neppure alla dimora dei Moros. E' successa


la stessa cosa anni fa, quando Tenny ed io eravamo giovani maghi e all'epoca non fu piacevole come esperienza, te lo posso garantire. E tu dirai: perché siamo qui?! - guarda con la coda dell'occhio la maga – Darty... Fu coinvolta anche lei in quell'episodio: vorrei sapere se sa qualcosa di questa sparizione e, nel caso, chiederle una collaborazione attiva temporanea.” Allunga una mano Radamanthis, nel tentativo di restare in piedi, quindi muove un passo verso il centro del salone d'ingresso. “Darty!” La voce si perde nell'androne, mentre Radamanthis cade rovinosamente per terra. “Che male! Ma chi ha dato la cera?!” Lyra percepisce forte la presenza degli spiriti nel luogo, che sente vorticare attorno al padre, come a prenderlo in giro; per la prima volta percepisce uno spirito molto potente vicino al mago, come mai ne avesse sentiti prima: che sia il famoso famiglio crepuscolare, lo spirito al servizio di un risvegliato, in questo caso di suo padre, di cui aveva sentito tanto parlare?


Victor è di turno per il controllo della villa e del piccolo locus custodito al centro di essa. Di Necromorphina non si hanno notizie, né tracce: pare come dispersa chissà dove e con lei Vanilla. Stone in questi giorni è parso molto perplesso, preoccupato e silenzioso, assorto nei suoi pensieri e doveri di guida; l'alpha raggiunge Victor nella sala del primo piano. “Ciao Ultimo, come stai? Sono duri i doveri che ti ho assegnato o procedono bene? - si lascia sfuggire un sorriso, cosa unica di questi giorni – Non ho ancora ricevuto messaggi da Necromorphina: devo mandare qualcuno, in collaborazione con il branco di Capotreno, a ricercare le nostre sorelle. Sono propenso per Kosmas: era con lei e sicuramente saprà cavarsela in Grecia, dato che è la sua terra natia. Spero che Capotreno lasci che uno dei suoi compagni affianchi Ares, altrimenti il nostro Rahu dovrà passare momenti difficili lì da solo. Non posso permettermi di mandare te, sei troppo prezioso ora qui e Lacrima Cremisi la devo condurre da un amico presso le Alpi, che la aiuterà nel suo cammino di Cahalith.” Sgrana gli occhi Stone e Victor sente nuovi odori provenire dal salone principale: intrusi. L'alpha porta l'indice alle labbra, per dire di fare silenzio, quindi si


abbassa, scomparendo alla vista di Victor. Ultimo Passo scorge, dall'alto della tromba delle scale, due figure all'ingresso: un uomo per terra intento a massaggiarsi il sedere, vestito in un completo leggero rosso, e una ragazzina minuta, dagli abiti sfarzosi e colorati. Nel loro odore non riconosce sentori di spiriti, ma nell'ambiente deve essercene uno molto potente a vegliare sui due.

Lyra procede, a piccoli passi, all’interno del salone, titubante davanti ai sinistri scricchiolii del legno, che la convincono a rimanere vicina alle pareti, dove ritiene che la struttura sia piÚ resistente. Sulla giovane maga sono attivi l’incantesimo difensivo Protezione della Sorte, perchÊ il Fato distolga da lei eventuali minacce, e Seconda Vista, per meglio percepire gli


spiriti di cui avverte la presenza. La scomparsa di Umbra e, ancor peggio, quella di Tenebra la preoccupano un poco, soprattutto perché un’analoga apprensione è percepibile sotto l’atteggiamento sempre scanzonato di suo padre. Molti misteri stanno tessendo le loro spire intorno a lei, nuove sfide che non vede l’ora di affrontare e che nello stesso tempo la pongono sempre più di fronte all’ignoto, provocando nella ragazza anche un certo smarrimento. Per ingannare l'attesa e scaricare la tensione, Lyra gioca con la catenina a cui sono appesi la carta del matto ed un piccolo ingranaggio, gli oggetti dedicati agli arcani di Fato e Tempo: il gesto le è divenuto ormai abituale. Vedendo Radamanthis cadere a terra, Alicia non può, però, fare a meno di sorridere e ringraziare la propria agilità che le permette un migliore equilibrio, mentre risponde ai suoi discorsi con curiosità. “Forse, papà, dovresti raccontarmi cosa è successo anni fa, soprattutto se ciò che è accaduto allora potrebbe ripetersi.” Intanto, la giovane maga si avvicina a Radamanthis tendendogli una mano, per aiutarlo a rialzarsi.


Victor cammina annoiato per le stanze di Villa Scheibler come se ormai fare il giro di ronda fosse uno dei tanti gesti quotidiani; le mani affondano nelle tasche del giubbotto di pelle, come a volersi rilassare, seppur carezzando il manico del pugnale, mentre con la mente fa il punto della situazione. Nessun rumore nelle sale; Victor si muove come un fantasma senza produrre alcun minimo rumore, grazie al dono Ombra che Corre attivato come di consueto per la ronda. Darty è ormai troppo che non si fa più sentire e sono tutti preoccupati. "Perché Kosmas le ha lasciate là da sole? Poteva andare anche lui e forse avrebbero risolto tutto prima. - un sospiro lo fa soffermare ed ammettere a se stesso che se anche Kosmas fosse rimasto in Grecia, probabilmente sarebbe stata solo una preoccupazione in più e non una soluzione." Cammina Victor per le sale, mentre Luna gli sorride materna dalle molteplici finestre che punteggiano le stanze della villa. "Oh... Ciao Stone. - salutando con un cenno della testa - Tutto a posto qui, stavo controllando se le solite palle di polvere stavano tutte bene. - riuscendo malamente a trattenere un sorriso, Victor tira via le mani dalla giacca: non vuole farsi vedere svogliato da Stone, anche se in effetti la situazione non sia molto eccitante. "Sai, stavo giusto pensando che forse sarebbe stato meglio se Kosmas fosse andato con loro... O forse no, boh?! Darty sa il fatto suo, ma d'altra parte, nessuno conosce quei luoghi meglio di lui: di certo è il più adatto per una spedizione di recupero." Victor si ferma vicino a Stone incrociando le braccia e continuando ad ascoltarlo


"E così partite anche voi? Beh, allora rimango solo io: dovrò organizzare un bel “party” selvaggio qua a Villa Scheibler! - ridendo serenamente per poi tornare ai pensieri del branco - Devo dire che mi piace avere delle responsabilità, almeno evito di addormentarmi con il solito tran tran!" Sorridendo nuovamente, come a voler stabilire il suo fare superiore, sapendo bene che Stone ormai sa il suo modo di pensare e di come ogni cosa sia per lui una attraente sfida. Un rumore proviene dal piano sottostante: una voce sta chiamando Darty. "Ma chi cavolo?!" Victor si sporge dal corrimano vedendo i due intrusi. "Chi sono questi due che girano con uno spirito così potente al guinzaglio? - pensa Victor - Maghi? E che cavolo ci fanno qui? Cercano Darty... Non mi piace questa situazione! Anche se col casino che stanno facendo non penso abbiano brutte intenzioni..." Si gira poi verso Stone, parlando sottovoce. "Una ragazza e un uomo, sono seguiti da un potente spirito. Potrebbero essere maghi? Perché cercano Darty?" Tornando poi a guardare verso il basso, cercando di usare la duplicazione sensoriale per vedere meglio lo spirito, mentre attiva Fondersi per evitare di essere visto.


Il mago si sdraia a terra, ancora dolorante. “Non ho più l'età per fare queste cose, mannaggia! Lyra, tutta colpa tua che mi hai battuto a Mortal Kombat Settantadue! - si interrompe bruscamente, fissando le scale: i suoi occhi si perdono in quelli di Victor, che nell'Hisil vede solo i piccoli spiriti vorticare attorno al locus, intuendo che lo spirito non si trovi effettivamente nell'Ombra, mentre Alicia scorge il ragazzo dai capelli ramati in cima alle scale, percependolo come un mannaro, grazie alla sua vista magica di Spirito – Non è proprio Darty... Gli mancano i capelli biondi e le tette. Eh no, non è lei... Pessimo affare, è un maschio pure! Fosse stata una ragazza carina, magari ci scappavano due battute, ma di che parlo con un uomo, di lamette da barba?” La figura di Stone si palesa alle spalle di Radamanthis; veloce una lama sibila verso il mago, tuttavia la potenza del colpo vibrato dal mannaro si spegne, come fosse priva di vigore. “Un altro passo lupacchiotto e questo posto diventa cenere... Non scherzo...” Per la prima volta Lyra assiste al potere terrificante di suo padre: nell'aria scintille, minuscole, impercettibili, vivaci, fiamme rosse zampillanti pronte per essere innescate. “Mi ci faccio il bagno nel fuoco ogni mattina, mago...” Attimi di silenzio e i due uomini si guardano negli occhi, quindi scoppiano in una fragorosa risata. “Rada, cretino! - dice Stone sorridendo – Sei tu! Pensavo fosse chissà chi... Siamo in tempi difficili, cerca di capire. Non mi avevi detto che saresti venuto a fare visita. Ultimo, scendi pure, tranquillo, sono amici di vecchia data.” Il mago si rialza da terra, aiutato dal mannaro e dalla figlia. “E' un piacere sapere che non hai perso nulla della


tua grinta, Black Stone. - si rivolge a Victor – Scusate l'intrusione: sono Radamanthis, Obrimos, signore del Mysterium, consigliere di Milano e lei è mia figlia Lyra, Acanthus, curatrice nel mio stesso ordine. Per rispondere anche a te Lyra, faccio un sunto: Tenebra è scomparso e con lui sua figlia Umbra. Mi sembra di rivivere la Milano di anni fa, quei terribili giorni. In quel periodo, la consorte di Tenebra, stava cercando di risvegliare un demone sepolto nel profondo della città: io e il Moros riuscimmo a fermala e a sedare la creatura. Non fu facile: fu lo stesso periodo in cui i cavalcati attaccarono in massa la mia famiglia, il periodo in cui persi... - abbassa lo sguardo – Mia moglie, tua madre Lyra. Ti ricordi quando te ne ho parlato? E' stato quando conobbi Darty. E come allora, ora, Tenebra è scomparso senza lasciarmi detto nulla. Temo il peggio, pensavo che Darty ci potesse dare delle risposte, invece...” Stone pare perplesso. “Non ho notizie di Darty, ma posso dirti che non è a Milano.” Il mago tira un profondo respiro, quindi osserva la figlia. “Lyra, tu che vedi oltre gli eventi, sai per caso dirmi dove si trova Umbra o Tenebra? Fai uno dei tuoi abracadabra, altrimenti brancoliamo nel buio.”

Tutto avviene in pochi istanti: la comparsa dei mannari, la scia della veloce lama diretta contro Radamathis che provoca un brivido di paura lungo la schiena di Alicia, il suo seguente stupore davanti alla potenza del


padre, sempre immaginata, ma mai manifesta davanti ai suoi occhi, infine il sollievo nel riconoscere Stone e la tensione ormai sciolta dalle presentazioni. Purtroppo però, dal racconto di Radamanthis emerge chiaramente come la situazione non sia affatto positiva e l’assenza di Darty sembri aggravarla. Nonostante il tentativo di mantenere il buonumore generale, è sempre più tangibile la tensione che normalmente attraversa l’aria prima dell’esplodere di una battaglia: la scomparsa dei Moros non evoca buoni ricordi e fa temere che il passato possa ripetersi. “Quindi Darty non è ancora tornata… - sussurra Lyra - Peccato… Se mai riuscirò a partire, mi sarebbe piaciuto riuscire a salutarla. - quindi guarda suo padre e commenta - Non sono Dice e sarebbe molto meglio se mi trovassi nel luogo da cui la loro scomparsa è cominciata, ma posso ugualmente provare. Datemi solo qualche secondo.” La giovane maga rilascia Seconda Vista, per attivare Divinazione e poter scoprire cosa accadrà a Tenebra nel prossimo futuro: innanzitutto converge la propria attenzione sull’arcano di Tempo, quindi utilizza ogni energia fisica e mentale nel pronunciare ed attivare l’incantesimo con l’usuale movimento delle dita poggiate alle labbra e pronunciando in Alto Linguaggio la magia. Desidera sapere se nei prossimi giorni Tenebra dovrà nuovamente cercare di sedare il demone sepolto nel cuore di Milano: potendo porre domande, limitate alle visioni, su di lui e dovendo circoscrivere la risposta, ha deciso di interrogarsi sull’eventualità peggiore tra quelle preventivate da suo padre.


Victor vede chiaramente le due persone al piano inferiore, ma non riesce a scorgere lo spirito: è sicuro che sia presente, ma non si trova, né nel mondo reale, né tanto meno nell'Hisil. "Cazzo, mi hanno visto! - pensa Victor alterato - Devo lavorarci su questo trucchetto." L'uratha avvicina le mani al fodero del pugnale a mezzaluna nascosto sotto la giacca, mentre vede Stone sbucare alle spalle degli intrusi. " Ottimo, ho attirato l'attenzione e ho permesso a Stone di coglierli di sorpresa. - pensa Victor, questa volta rivoltando il suo fallimento in un abile mossa tattica, come se tutto fosse stato pienamente voluto - E' inutile, non sbaglio mai!" Un attimo e le cose si volgono al meglio; la mano si allontana dal fodero e i nervi si rilassano: sono amici di Stone, questo basta per far tranquillizzare Victor, nonostante la presenza di persone sconosciute lo renda comunque leggermente irrequieto. Si siede sul corrimano, lasciandosi scivolare fino al piano di sotto con una innaturale silenziosità. "Piacere di conoscervi, sono Ultimo Passo, Irraka, scivolatore di corrimani. - ridendo leggermente – Ehi, dai scherzo, non prendetevela! - fissando con soggezione le scintille provenienti da Radamanthis – Stone, voglio anche io uno di quei titoli fighi per presentarmi! - scoppiando in una brevissima risata, guardando l'alpha - Ombra, Umbra... Tenebra... Che fantasia, voi maghi!" Victor salta letteralmente dal corrimano, poco prima di sbattere contro l'enorme pomello che segna l'inizio della rampa delle scale. Osserva i due arrivati, mentre i loro discorsi non fanno altro che aggiungere nuove


preoccupazioni; le mani sono tornate ancora nelle tasche, mentre si adagia nella calma della discussione. "Non ho capito granché, ma a quanto pare non sta succedendo nulla di buono, giusto? Cos'è questo demone? Ne ho già sentito parlare da Ombra." Stone non può fare a meno di sorridere nel vedere la presentazione di Victor. “Tra non molto potrai dire: “Ultimo Passo, Irraka, dei Padroni del Ferro” e sbeffeggiare i maghi a suon di pernacchie per via dei loro titoli altisonanti, assolutamente incomprensibili. Personalmente so solo che Rada spara fulmini quando scoreggia e che a quanto pare sua figlia sa fare le carte tanto bene, che vale la pena pagarla.” Il mago non può fare a meno di ridere e controbattere. “Eviterò le battute sulle pulci, dato che le lascio in riserva per Darty... - osserva Lyra, che intona una cantilena profonda ben udibile ed incomprensibile a Victor; si alza il vento, prima manifestato in una brezza, poi in un turbine potente, dal quale si materializzano, vorticando, carte dei tarocchi dai colori sfavillanti, che, scoppiettando, si disperdono in una pioggia multicolore allegra – Cosa vedi?” L'Arcadia, avvolta della sua semplicità fiabesca, lascia che le risposte giungano chiare alla mente della maga, in sei segni ben comprensibili: vede nella tasca dei pantaloni di Victor una croce in ferro nero, una chiave direbbe Alicia, quindi un cancello della medesima fattura, Umbra che attraversa quel portale, antiche sale in pietra lavorata dalle dimensioni ciclopiche percorse dalla maga dei Moros a quanto pare in


viaggio da giorni a piedi attraverso esse, il demone, una creatura che pare reincarnare l'oscurità stessa ed infine Tenebra divorato, assieme alla figlia e ad un altro mago a lui somigliante, proprio dallo spirito infernale. “Cosa hai visto, cosa?” Chiede Radamanthis, seguito da Stone. “Qualcosa mi dice che devo andare a prendere la moto...”

Alicia impallidisce a mano a mano che la visione prende forma nella sua mente, sconvolta dalla tragica conclusione, a seguito della quale crolla a terra. Il freddo della pavimentazione la riporta celermente in sé e, mentre si rimette in piedi, commenta con voce scossa. “I nostri presagi più funesti sembrano destinati a realizzarsi…” Solo mentre pronuncia queste parole, si accorge che una lacrima riga il suo volto. La ragazza asciuga veloce la scia della propria debolezza e riprendendo il consueto controllo prosegue. “Ho visto Tenebra, Umbra ed un altro mago divorati da un mostro oscuro, in un’immensa città di pietra… Dobbiamo fermarli, dobbiamo aiutarli, prima che sia troppo tardi!” Quindi, rivolgendo il suo sguardo su Stone e fermandosi ad incontrare quello di Victor, ricerca la sua collaborazione. “Non so in che modo siate coinvolti in questa storia, ma tu possiedi la chiave per raggiungerli: insieme possiamo salvarli.”

Victor sgrana gli occhi sentendo le parole di Lyra. "Chiave." Solo


quella parola si stampa nella testa e rievoca una e una sola immagine. Victor resta per un attimo fisso a guardare Lyra, ricambiato, poi passa velocemente a Radamanthis, fermandosi infine a fissare Stone negli occhi; poche parole escono dalla sua bocca, lentamente scandite, come un semplice memento. "La Fine del Mondo?!"


20 marzo 2008 alicia victor