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LA PITTURA DI GIUSEPPE NARDI: UN TUFFO FELICE NELL’ARMONIA DEL MONDO L’appuntamento l’avevamo a Palazzo Grassi. Era forse il luogo più adatto per parlare di Nardi e della sua pittura: un luogo di contatti d’Arte e di antinomie anche dure. Quando c’incontrammo, salimmo le scale per avviarci nel salone delle opere di pittura, entrati, gli feci una domanda: “Quale di queste opere preferisce?”Nardi posò lo sguardo sull’opera “Stati d’Animo” di Boccioni. Naturalmente gli chiesi il perché di questa scelta. Lui rispose “Ho scelto questa opera per l’ armonia del colore, non per il soggetto che rappresenta; dico questo perché nella mia pittura il soggetto è sempre un pretesto”. Andammo in un’altra ala della mostra, egli si soffermò su un Kandinskij del 1912: quadro di avvio dell’astrazione; Nardi disse: “Sembra un’opera di Chagall. Del resto, sono Russi tutti e due. Quel che mi colpisce è quella grande macchia nera, il nero potrebbe essere la negazione della pittura, invece no, per me quel nero è tutto il quadro”. Vedevo Nardi che tra tutte queste opere si sentiva in paradiso. Davanti al piccolo autoritratto di Gaugin del 1902, disse: “ Questo sì sapeva dipingere”. Paolo Rizzi

“L’occhio e la figura”

tecnica mista 80x80

…e ti spiego subito perché; perché anche tu come tutti noi, hai subito quel processo di derealizzazione, di svuotamento della realtà delle convenzioni, che è la scintilla, il fuoco dell’intelletto moderno. Hai ciò è compiuto quel passo, quella magica traversata, che porta all’immaginazione pura”. Queste parole che Goffredo Parise scrisse per un suo amico astrattista, oltre che piacermi, mi sembrano calzanti anche per quanto riguarda Giuseppe Nardi. I suoi dipinti malgrado indaghino a fondo la realtà circostante contengono una tale forza di sublimazione che egli consente di realizzare quell’immaginario che è invece realtà e verità più profonda ma che, sul piano prettamente formale, sono tali da provocare nel fruitore, un impatto simile a quello che si trova dinanzi ad un’opera di pura astrazione. Se è vero che il pittore rende visibile l’invisibile Nardi ci riesce perfettamente. Gianni Ambrogio

“Pedemontana asolana”

olio su tela 70x80

Quadri di Giuseppe Nardi pittore  

Opere di pittura

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