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«Ma pirchì l'hanno chiamato Angelo?». ; «I genitori, quann'è nato, non sapivano della bella arrinisciuta che avrebbi fatto il frugoletto». «Continua ad annare a scola?». «No, ho consigliato alla matte di farlo cridiri malato». «Hai fatto bene». «Buongiorno, dottori» fici Fazio trasenno. Vitti le fotografie del morto. 213 «Me ne posso pigliar! una ? Voglio farla vidiri in giro». «Pigliatilla. Che hai fatto aieri doppopranzo?». «Ho continuato a spiare informazioni su Gurreri». «Sei stato a parlare con la mogliere?». «Non ancora. Ma ci vado in jornata». « Che hai saputo ? ». : «Dottore, quello che le ha contato Lo Duca in parte torna». «E cioè?». «Che Gurreri ha lassato la casa da tri misi e passa. L'hanno sintuto tutti i vicini». «Pirchì.?». «Faciva voci a so mogliere chiamannola troia e but-tana e dicenno che non sarebbi mai cchiù tornato in quella casa». «Ha detto che voleva vendicarsi di Lo Duca.?». «Non gliel'hanno sentito dire. Ma non possono manco giurare che non l'abbia detto». «La vicina ti ha contato altro.?». «La vicina no, ma don Minicuzzu sì». «E chi è don Minicuzzu?». «Uno che vinni frutta e virdura proprio di fronti al portoni della casa di Gurreri e vidi chi trasi e chi ne-sci». «Che ti ha detto?». «Dottore, secunno Minicuzzu, Liceo non è mai tra-suto in quel portoni. E quindi come faciva ad essiri l'a-miante della mogliere di Gurreri?». «Ma lui a Liceo Io conosce bene ?». 214 «Bene? Era a lui che pagava il pizzo! E mi ha detto macari un'altra cosa 'mportante. 'Na notti gli vinni il pinsero che non aviva chiuiuta bona la saracmesca. Al-lura si Susi, niscì di casa e anno a controllare. Quanno arrivò davanti al negozio, la porta di Gurreri si raprì e niscì Ciccio Bellavia che lui accanosceva beni». E figurati se non assumava dalla fogna Ciccio Bel-lavia! «E quanno capitò?». «Chiossà di tri misi fa». „ «E perciò la nostra ipotesi funziona. Bellavia va da Gurreri e gli propone un patto. Se so mogliere form-sce l'aHbi a Liceo, dicenno che è la so amanti, Gurreri veni assunto in pianta stabile dai Cuffaro. Gurreri se la pensa tanticchia e po' accetta, facenno il tiatro che lassa per sempri la casa dato che so mogliere gh mette le corna». «Bisogna riconoscere che l'hanno architettata bona» commentò Mimi. «Ma Minicuzzu è disposto a testimoniare?». «Manco a pinsaricci» disse Fazio. «Allura non abbiamo concluso nenti» fici Augello. «Però c'è 'na cosa che bisognerebbe approfondire» disse Montalbano. «Cioè?» spiò Fazio «Non sappiamo nenti della mogliere di Gurreri. Si è convinta subito pirchì le avranno offerto dinari? O l'hanno minazzata? E come reagirebbe di fronte alla possibilità d'annare a finiri in càrzaro per falsa testimonianza? Lo sapi che corre questo rischio?». 215 «Dottore» disse Fazio «secunno mia, Concetta Si-ragusa è 'na fìmmina onesta che ha avuto la disgrazia di maritatisi con uno sdilinquenti. Dal punto di vista di come si comporta, non ho sintuto voci malevole. Sono certo che l'hanno costretta. Tra i pugni, i càvuci, i pagnittuna di so marito e quello che le avrà detto Ciccio Bellavia, la mischina non potiva che consentiri». «Lo sai che ti dico, Fazio ? Forse è stata 'na fortuna che ancora non le hai parlato».

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