Page 92

Durmì malamente ed ebbe macari un incubo che lo fici arrisbigliare a mità nuttata. A ripinsarlo, gli vinni da ridiri. Ma com'era possibile che sinni era stato per anni e anni senza pinsari minimamenti ai cavaddri, alle curse, alle scuderie e ora macari se l'insognava? S'attrovava in un ippodromo che aviva tre piste che procedevano parallele. Con lui c'era il questore Bonetti-Alderighi impeccabilmente vistuto da cavaleri. Lui, con la varba longa e i capilli spittinati, invece aviva un vistitazzo, con una manica della giacchetta strazzata. Pativa un povirazzo che addimannava la limosina. La tribuna era china china di pirsone che facivano voci e si sbracciavano. «Augello, si metta gli occhiali prima di montare! » gli ordinava Bonetti-Alderighi. «Non sono Augello, Montalbano sono». «Non ha importanza, se li metta lo stesso! Non vede che è cieco come una talpa?». «Non li pozzo mittiri, li persi vinenno qua, aiu la sacchetta sfunnata» arrispunniva lui vrigugnuso. «Penalizzato! Ha parlato in dialetto! » diciva 'na vu-ci da un altoparlante. «Lo vede che mi combina ?» lo rimproverava il questore. «Mi scusi». «Prenda il cavallo!». Si voltava per pigliarlo ma s'addunava che il cavad-dro era di bronzo e sinni stava mezzo sgonocchiato pri-ciso 'ntifico a quello della Rai. «Come faccio?». 208 «Lo tiri per la criniera!». Appena le so mano toccavano la criniera, il cavad-dro 'nfilava la testa 'n mezzo alle so gambe, la isava con lui supra, lo sollevava, lo faciva sciddricare lungo il collo, se lo carricava e lui s'attrovava a montarlo arriver-sa, con la facci verso il culu della vestia. Sintiva arridiri dalle tribune. Allura, affruntato, si rigirava faticanno e s'agguantava alla criniera cchiù forti che potiva pirchì il cavaddro, ora addivintato di carni e sangue, non era sellato e non aviva manco retini. Qualichiduno sparava 'na speci di cannonata e il cavaddro partiva di cursa dirigennosi verso la pista che stava 'mezzo alle altre dù. «No! No!» faciva voci Bonetti-Alderighi. «No! No!» arripitiva la genti in tribuna. «E la pista sbagliata! » gli vociava Bonetti-Alderighi. E tutti gli facivano gesti che non distingueva pirchì vidiva sulo confuse macchie di colore dato che s'era perso l'occhiali. Capiva che il cavaddro stava facenno qualichi cosa di sbagliato, ma come si fa a diri a un cavaddro che stava sbaglianno? E po': pirchì quella pista era sbagliata ? L'accapì un attimo appresso, quanno la vestia acco-menzò a caminare faticanno. Il funno della pista era fatto di rina, di sabbia come a quella di una pilaja. Ma fina fina e profunna, tanto che le zampe del cavaddro, a ogni passo, ci sprufunnavano dintra completamenti. Era 'na pista di sabbia. Propio a lui doviva capitare? Allura tentava di spostare la testa della vestia a mano manca, in modo che pigliava l'altra pista. Ma in quel 209 momento s'addunava che le dia piste parallele non c'erano cchiù, era scomparso l'ippodromo con i recinti e la tribuna e macari la pista supra alla quali s'attrovava lui non c'era cchiù pirchì tutto era addivintato di colpo un oceano di sabbia. Ora, a ogni stentato passo che faciva, l'armalo af-funnava chiossà, e di conseguenzia a lui la rina prima gli cummigliava le gammi, po' la panza e po' ancora il petto. Po', sutta di lui, sintiva che il cavaddro non si cataminava cchiù, morto assufficato dalla sabbia. Tentava di scinniri dalla vestia, ma la rina lo tiniva 'mprigionato. AUura accapiva che sarebbi morto in quel deserto e mentri accomenzava a chiangiri, a qua-lichi passo da lui si materializzava un omo del quali, sempri a causa della mancanza d'occhiali, non arrini-sciva a vidiri la facci. «Tu lo sai come nesciri fora da 'sta situazioni» gli diciva l'omo. Lui voliva arrispunniri, ma appena rapruta la vucca la rina gli trasiva dintra, accomenzanno ad assufficarlo. Nel dispirato tentativo di tirare sciato, s'arrisbigliò. Aviva fatto 'na speci di marmellata di fantasia e di fatti che gli erano capitati. Ma che viniva a significati che lui curriva supra a una pista sbagliata ?

Ebook ita la pista di sabbia