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«In che senso?». «Nel senso che non sappialo se era un cavallo da tiro, d'allevamento, da monta, da corsa...». «I cavalli si macchiano» fici a mezza voci Catarella che, dato che il commissario non gli gyiva ditto di trasire, era restato davanti alla porta con Ig buste in mano. Montalbano, Fazio e Galluzzo lo taliarono 'ntordo-nuti. «Che hai detto?» spiò Montalbano. «Io?! Io nenti dissi» fici Catarella scantato di aviti sbagliato a parlare. «Ma se parlasti ora ora! Ch hai detto che fanno i cavalli?». «Dissi che si macchiano, dottori». «E di che si macchiano?». 3 Catarella parse dubitoso. «Quanno si macchiano di che cosa è che si macchiano io non lo saccio di che si maccfìiano, dottori». 24 «Va bene, lascia la posta e vattene». ]V[ortificato, Catarella posò le buste supra la scriva-- e niscì con l'occhi vasci. E suUa porta squasi si scon-y-j-ò con Mimi Augello che arrivava di cursa. < Scusate il ritardo, ma ho dovuto dare adenzia al pic-ciliddroche...». «Sei scusato». «E quei reperti che sono?» spiò Mimi videnno suora la scrivania la corda e i muzzuna di sicarette. «Hanno ammazzato a sprangate a un cavaddro» disse Montalbano. E gli contò tutta la storia. «Tu te ne intendi di cavalli?» gli spiò alla fine. Mimi arridi. «Basta che mi taliano e a me mi fanno scantare, figurati!». «Ma in tutto il commissariato c'è qualcuno che ne capisce ?». «Mi pare proprio di no» disse Fazio. «Allora per il momento lasciamo perdere. Com'è finita la facenna con Pepe Rizzo?». Era 'na storia alla quali stava appresso Mimi. Si sospettava che Pepe Rizzo era il fornitore all'ingrosso di tutti i vocumprà della provincia, che da lui attrovava-no tutto quello che al munno era possibile falsificare, dai Rolex alle magliette col caimano, dai CVD ai DVD. Mimi aveva individuato il deposito e il jorno avanti era arrinisciuto ad aviri il mandato di perquisizione dal pm. 'dia dimanna, Augello si misi a ridiri. «Abbiamo trovato il viriviri, Salvo! C'erano certe 25 cammise col marchio preciso 'ntifico all'originale che ci ho lasciato il cori e... ». «Fermo!» gli intimò il commissario. Tutti lo taliarono strammati. «Catarella!». La vociata che fici fu accussì forte che a Fazio cadi-rono 'n terra i reperti che si stava piglianno. Catarella arrivò di cursa, davanti alla porta aperta scid-dricò novamenti, arriniscì ad affirrarisi allo stipite. «Catarella, stammi a sintiri bono». «Agli ordini, dottori». «Quanno hai detto che i cavalli si macchiano, volivi diri che ai cavalli si fa la macchiatura?». «Chisto priciso 'ntifico, dottori». Ecco pirchì era stato accussì 'mportanti per gli aguzzini ricuperare la carcassa! «Grazie, puoi andare. Avete capito?». «No» disse Augello. «Catarella ci ha ricordato, a modo so, che i cavalli vengono marchiati a fuoco con le iniziali o del proprietario o della scuderia. Il nostro cavallo dev'essere caduto sul fianco indove c'era la marchiatura e perciò io non l'ho vista. E se devo essiri sincero, manco mi passò per la testa, la marchiatura». Fazio si fici tanticchia pinsoso. « Accomenzo a cridiri che forsi gli extracomunitari... ». «... non c'entrano nenti» completò Montalbano. «Stamatina, quanno ve ne siete andati via, me ne sono fatto convinto. Le tracce del carretto non arrivano fino alle baracche, ma doppo 'na cinquantina di metri 26 deviano verso la provinciale. Dove ci sarà stato sicumente un camioncino ad aspittarli». «Mi pare di capire» intervinni Mimi «che hanno fatto scomparii l'unica traccia che avivamo». «E accussì arrivare al nome del proprietario non sarà facili» concluse Fazio. «A meno di non avere un colpo di fortuna» disse Augello.

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