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Verso l'una, quanno niscì dalla càmmara per annare alla trattoria, Catarella lo chiamò. «Dottori, mi scusasse, ma vossia c'è o non c'è?». «Chi è al telefono?». «Il pim dottori Giarrazzo». 159 «Passamelo». «Buongiorno, Montalbano, sono Giarrizzo, mi vo;». leva?». «Sì, grazie. Ho bisogno di parlarle) «Può passare da me... aspetti... alle diciassette e trenta?». Visto e considerato che il jorno avanti aviva squasi digiunato, addecise di rifarisi. «Enzo, ho molto pititto». «Minni compiaccio, dottore. Che ci porto?». «Sai che ti dico? Non saprei scegliere». «Lassasse fari a mia». A un certo momento, mangia ca ti mangia, si fici capace che abbastava l'aggiunta di 'na mentina per farlo scoppiare, come quel pirsonaggio di 'na pellicola che si chiamava II senso della vita e che l'aviva addi-virtuto assà assà. Ma accapì macari che era stato il nirbù-so a farlo mangiari tanto. Doppo 'na mezzorata abbunnanti di passiata supra al molo, tornò in ufficio, ma si sintiva la stiva ancora troppo carrica. Fazio l'aspittava. «Novità, stanotte?» fu la prima cosa che spiò al commissario. «Nessuna. E tu che hai fatto?». «Sono annato allo spitale di Montelusa. Ci ho perso la marinata sana sana. Nisciuno mi voliva diri nenti». «Perché?». «La privacy, dottore. D'altra parte io non avevo nessuna autorizzazione scritta». 160 «Quindi non hai combinato niente?». «Chi gliel'ha detto ?» fici Fazio tiranno fora dalla sacchetta un foglietto. «Chi ti ha dato le informazioni?». «Un cugino dello zio di un mio cugino che ho scoperto che travaglia là». Le parentele, macari quelle tanto lontane da non essiri cchiù tali in qualisisiasi altra parte d'Italia, in Sicilia erano spisso l'unico sistema per aviri 'nformazio-ni, accelerare 'na pratica, scopriri indove era annata a finiri 'na pirsona scomparsa, trovare un posto a un figlio disoccupato, pagati meno tasse, aviri gratis i biglietti del cinema e tantissime altre cose che macari non era prudente fari sapiri a chi non era parente. 161 Dodici «Dunque, Gurreri Gerlando, nato a Vigàta il...» principiò Fazio liggenno il foglietto. Montalbano santiò, satò addritta, si calò in avanti traverso la scrivania, gli strappò il foglietto dalle mano. E mentri Fazio restava 'ngiarmato, l'appallottolò e lo ghittò nel cestino. Non riggiva a sintiri quelle litanie anagrafiche che inveci a Fazio pìacivano assà e che gli arricordavano le 'ntricate genealogie della Bibbia, Japhet figlio di Joseph ebbe quattordici figli, Rachel, Ibrahim, Lot, Assanagor... «E ora come faccio?» spiò Fazio. «Mi dici quello che ti ricordi». «Ma, doppo, il foglietto, me lo posso ripigliare?». «Va bene». Fazio parse rassicurato. «Gurreri ha quarantasei anni ed è maritato con... non mi ricordo, ce l'avivo scritto sul foglietto. Abita a Vigàta in via Nicotera 38... ». «Fazio, te lo dico per l'ultima volta: lascia perdere i dati anagrafici». «Va bene, va bene. Gurreri è stato ricoverato allo spitale di Montelusa ai primi di frivaro del 2003,

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