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«Di fari aggiustare la porta-finestra» disse il commissario frisco come un quarto di pollo. «Se vuole, in un'orata gliela aggiusto io» disse Galluzzo. «Ci l'avi li strumenti?». «Vai a taliare nello stanzino». «Dottore» ripigliò Fazio «dobbiamo concordare una spiegazione». «Perché?». «Capace che tra ciuco minuti qua arrivano i nostri 0 i carrabbineri». «Perché?» arripitì il commissario. «Un conflitto a fuoco c'è stato, sì o no ? Quattro colpi sono stati sparati! E qualichiduno delle vicinanze avrà avvertito la polizia o i... ». «Quanto ci scommetti?». «Supra a cosa?». «Che nisciuno ha chiamato a nisciuno. La maggioranza di quelli che hanno sintuto i colpi, data l'ora, o avranno pinsato allo scappamento di 'na motocicletta o a qua-lichi joco di picciottazzi. I dù o tri che hanno capito che si trattava di colpi di pistola, essenno pirsone competenti e sperte, avranno continuato a farisi i cazzi loro». 143 «C'è tutto» fici Galluzzo tornanno con la cassetta degli attrezzi. E principiò a travagliare. Doppo tanticchia che mar-telliava, il commissario disse a Fazio: «Andiamo in cucina. Lo vuoi un cafè?». «Sissi». «E tu, Gallù?». «Nonsi, dottore, masannò stanotti non dormo». Fazio era mutanghero e soprapinsero. «Sei preoccupato?». «Sissi, dottore. La varca, l'automobile, la sorveglianza continua, almeno tri omini impegnati, questa non è cosa arrangiata. Sento feto di mafia, se proprio la voli sapiri tutta. Forsi quanno pinsò al processo di Giacomo Liceo, non si sbagliò». «Fazio, io qua non ho carte che riguardano Liceo. E di questo se ne sono resi conto quando hanno fatto la lunga perquisizione. Se oggi sono tornati per dare foco alla casa, veni a dire che mi vogliono intimidire». «Le sto dicenno la stissa cosa». «Ma sei convinto che lo fanno per Liceo?». «E che altro avi di grosso per le mano al momento?». «Di grosso, nenti». «E allura? Sintissi a mia, darre a 'sta storia sicura-menti ci stanno i Cuffaro. Liceo è uno dei loro». «E tu pensi che possono arrivare a tanto per uno come Liceo che è un omo da dìi soldi?». «Dottore, dù soldi o quattro soidi, sempri un loro omo è. Non lo possono abbannunari. Se non l'addifennino, possono perdiri la fiducia e il rispetto dei gregari». 144 I «Ma come fanno a immaginare che io, scantato, vado in tribunale e dico che mi sono sbagliato, che Liceo non ci trase?». «Ma non vogliono questo! Vogliono che lei, al processo, s'addimostra tanticchia incerto. Abbasta questo. A smontare i so indizi, ci penseranno gli avvocati dei Cuffaro. E se voli un consiglio, stanotti vinissi a dormiri in commissariato». «Quelli non tornano cchiù, Fazio. La me vita non è in pericolo». «E come fa a sapirlo?». «Per il semplici fatto che sono venuti a dari foco alla casa doppo che io ero nisciuto. Se volivano ammazzarmi, a parte il fatto che potivano spararmi in quali-sisiasi momento dalla varca con un fucile di precisione, davano foco alla benzina di notte, mentri ero din-tra e dormivo». Fazio ci pinsò supra tanticchia. «Forse ha ragione. A loro serve vivo». Ma parse cchiù dubitoso di prima.

Ebook ita la pista di sabbia  
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