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«Con chi?». Bih, chi grannissima camurria! «Come con chi? Coi miei uomini». «Che facevate?». Si scassò definitivamente i cabasisi. «Abbiamo fatto una gara». «Una gara?!». «A chi sparava le cazzate piiì grosse». «Hai vinto tu, naturalmente. Tu non hai rivali in queSei ;». 3 campo!». E accomenzò la solita, rilassante sciarrìatina notturna. La telefonata gli fici passare la gana di annare a corcarsi subito. Tornò ad assittarisi nella verandina, avi-va bisogno di sbariarisi pinsanno a qualichi cosa che non arriguardava né Livia né la facenna del cavaddro. La notti era calma ma scurusa assà, a stento si distin-guiva la linea cchiìi chiara del mari. Propio all'altizza della verandina, al largo, c'era la luci d'una lampara che l'oscurità faciva pariri pili vicina di quant'era. 'Mproviso, tra palato e lingua, gli acchianò il sapore di una linguata appena fritta. Agliuttì a vacante. Aviva deci anni quanno so zio se l'era portato per la prima e ultima volta a piscari con la lampara dopo avi-ri dovuto prigare la mogliere per una sirata sana sana. «E se 'u picciliddro cadi a mari?». «Ma che ti veni 'n testa? Se cadi a mari lo ripeschiamo. Siamo in due, io e Ciccino, figurati!». «E se senti friddo?». «Dammi un maglioncino, se senti friddo glielo metto». «E se gli veni sonno?». «S'addrummisci 'n funno alla varca». *E tu, Salvuzzu, ci vuoi annate?». 77 76 «Beh...». Non aviva disidirato altro, tutte le volte che lo zio era nisciuto per annate a piscari. Finalmente so zia aviva consentito facennogli milli raccomannazioni. La notti, arricordava, era pricisa a questa, senza luna. Si vidivano tutte le luci della costa. A un certo punto Ciccino, il marinaro sissantino che 1 portava a remi la varca, aviva ditto: «Addrumasse». E lo zio aviva addrumato la lampara. 'Na luci squa-j si azzurrina, potentissima. Aviva avuto la 'mpressione che il funno sabbioso dei mari, di colpo, fosse acchianato a pelo d'acqua, completamente illuminato, e aviva viduto un banco di pi-sciteddri che, 'ngiarmati dalla luci, si erano di colpo fermati e taliavano verso la lampara. C'erano miduse trasparenti, dia pisci che pativano serpenti, 'na speci di grancio che strisciava... «Se ti sporgi accussì, cadi a mari» disse Ciccino a vo ci vascia. Af fatato, non si era manco reso conto che si era tan to calato fora dalla varca che a momenti toccava l'ac qua con la facci. So zio stava addritta a puppa, con li traffinera a deci punte in cima a tri metri di maniccj a sua volta legato al polso con tri metri di spaco. «Perché» aviva spiato a Ciccino semprì a voci vasca per non fari scappare i pisci «ci sono altre due traff| nere nella barca?». «Una è traffinera di scoglio e l'autra di mari apertq Una avi le punte cchiìi resistenti e l'altra cchiìi affilate».! 78 <E quella che lo zio ha in mano cos'è?».

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