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«Non faccio conteggi. Ma mi sto spianno pirchì i latri, dato che c'erano, non hanno arrubbato tutti i cavalli». «Forse pirchì non avivano un numero bastevole di camion». «Lo stai dicenno per sgherzo?». «Ci dubiti? Sai che ti dico? Che per oggi parlai assai. Ti saluto». Si susì. «Mimi, ma una montatura non dico diversa, dato che questa piace a Beba, ma tanticchia cchiù chiara...». Mimi sinni niscì santianno e sbattenno la porta. Che senso aviva la storia di quei cavaddri ? Da qua-lisisiasi parte la si pigliava c'era sempre qualichi cosa che non quatrava. Pri sempio; il cavaddro della Ester-man era stato arrubbato per essere ammazzato. Ma pirchì non l'avivano ammazzato sul posto e inveci se l'erano portato fino alla spiaggia di Marinella per farlo ? E l'altro cavaddro, quello di Lo Duca, l'avivano arrubbato macari a lui per ammazzarlo? E indove l'avivano fatto ? Supra la spiaggia di Santoli o nei dintor-, ni della scuderia? E se inveci uno era stato ammazza- to e l'altro no, che viniva a significare? »> j Sonò il telefono. sis «Dottori, ci sarebbi che c'è la signui?*i Striom striommi». ;tt bO E che voleva Ingrid ? «Al telefono?». «Sissi, dottori». «Passamela». «Ciao, Salvo. Scusami se stamattina non ti ho salutato ma mi sono ricordata che avevo un impegno». «Figurati». «Senti, mi ha telefonato Rachele da Fiacca, stanotte è rimasta lì. Ha accettato di correre con un cavallo di Lo Duca, oggi pomeriggio cercherà di pigliarci confidenza e perciò resterà ancora a Fiacca. Mi ha detto e ripetuto diverse volte che sarebbe molto contenta se venissi anche tu a vederla». «Tu ci andresti lo stesso senza di me?». «Col cuore straziato, ma ci andrei. Ci vado sempre quando corre Rachele». Si tirò il paro e lo sparo. Certamente quel bell'am-bientino gli avrebbe fatto firriare vorticosamente i ca-basisi, ma d'altra parte era un'occasione unica per ca-piricci qualichi cosa di pili del giro d'amicizie, e probabili inimicizie, della signora Esterman. «A che ora è la corsa ?». «Domani pomeriggio alle cinque. Se sei d'accordo, passo a prenderti a Marinella alle tre». Il che viniva a significare mittirisi in machina subito appresso aviri mangiato, con la panza pisanti. «Ma tu ci metti due ore da Vigàta a Fiacca ?». «No, ma dobbiamo arrivare almeno un'ora prima. Sarebbe scortese presentarci al momento del via». «Va bene». 61 «Davvero? Lo vedi che avevo ragione io?». «Su cosa?». «Che la mia amica Rachele aveva fatto colpo su di te». «Ma no, ho accettato per stare qualche ora di piià con te». «Sei pili falso di... di...». «Ah, senti. Come devo vestirird?». «Nudo. Il nudo ti dona». Cinque 62 Fazio, che non si era visto per tutta la matinata, s'ar-ricatnpò in commissariato che erano squasi le ciuco. «Porti carrico?». «Bastevole». «prima che rapri vucca, ti voglio dire che Mimi, sta-matina presto, è annato alla scuderia di Lo Duca e ha saputo cose interessanti». E gli riferì quello che a viva scoperto Augello. Alla fine, Fazio pigliò un'ariata dubitativa.

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