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T hbisognavano per la simana li pigliava al bancomat S Y jjj iva 'n sacchetta. Anno a controllare, la busta n ci nosto so con tutti i soldi dintra. stava di F . . . . , Ti cafè era passato, smm vippi du tazze una appres-U'altra e ripigliò a taliare casa casa se mancava qua-lichi cosa. . ,. . . Doppo 'na mezzorata, si tici pirsuaso che apparen-gjjte non ammancava nenti. Apparentemente. Pirrhì dintra alla so testa c'era un pinsero che lo disagiava che gli diciva che c'era 'na cosa che ammancava e che non aviva notato. Anno in bagno, si fici la doccia e la varba, si visti. Pigliò la pistola, chini la porta, raprì la machina, tra-sì, 'nfilò la pistola nel cascione del cruscotto, mise in moto e restò fermo. Tutto 'nzemmula, gli era vinuto a menti cos'era che ammancava. Ne volle conferma, Ritrasì 'n casa, anno nella càmmara di letto, raprì novamenti il cascione del commodino. I latri si erano arrubbato il ralogio d'oro di so patre, avivano lassato la busta che c'era supra non pinsanno che dintra ci stavano soldi. Non avivano potuto arrubbare altro pirchì avivano sintuto arrivare a Ingrid. Allura provò dù sentimenti contrastanti. Raggia e sollievo. Raggia pirchì a quel ralogio c'era affezionato, era uno dei pochi ricordi che si portava appresso. Sollievo pirchì questa era la prova che i dù che erano trasuti nel-Ja so casa erano solamente dù latri dilettanti, che di cer50 51 to manco sapivano che erano ghiuti ad arrubbare in casa di un commissario di polizia. Siccome che quella matina non aviva tanto chiffare in ufficio, passò dalla libreria e fici rifornimento. Quan-no anno a pagare, s'addunò che gli autori erano tutti svidisi: Enquist, SjòwallWahlòò e Mankell. Un omaggio inconscio a Ingrid? Po' s'arricordò che aviva bisogno di almeno dia cammise nove. E aviri 'n'antri para di mutanne non guastava. E anno ad accattarisille. Arrivò in commissariato che era squasi mezzojorno. « Ah dottori dottori! ». «Che fu. Catare?». «Ci stavo per telefonando, dottori! ». «Perché?». «Datosi che non lo vidiva arrivare, mi pigliai dì prioccupazione. Mi scantai che erasi malato». «Sto benissimo. Catare. Ci sono novità?». «Nisciuna, dottori. Ma il dottori Augello che vinni ora ora mi disse di f aricci avvertenzia appena che se vos-sia s'arricampava in loco». «Digli che sono arrivato». Mimi apparse sbadiglianno. «Hai sonno? Hai dormito fino a tardo e ti sei sco: dato che dovevi andare a villaggio Columba... ». Augello isò 'na mano a fermarlo, sbadigliò di nov rumorosamente e s'assittò. « Siccome che il picciliddro stanotte non ci ha f att chiudere occhio... ». «Mimi, questa scusa comincia a rompermi i cabasi si. Ora telefono a Beba e sento se è vero» Paresti 'na gran malafiura. Beba confermerebbe. Se nasci finire di parlare...». «Paria» Alle cinco di stamatma, visto che ero perrettante vigilante, me ne sono partito per villaggio Co-1 rnba Ho pinsato che lì devono accomenzare a traeliare la matina presto. La scuderia è stato difficile ffrovarla. Ci s'arriva piglianno la strata per Montelusa. Doppo tti chilometri, a manca, c'è 'na sterrata, 'na strafa privata che porta alla scuderia la quale è tutta recintata. C'era un varco con una sbarra di ferro calata e allato un palo con un pulsante. Ho pinsato di scavalcare la sbarra». «Minchiata». «E infatti ho premuto il pulsante e doppo tanticchia è comparso un omo da una baracca di ligno che mi ha spiato chi ero». «E tu?».

Ebook ita la pista di sabbia