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«Dove lo portiamo?». «Dal pm Tommaseo. Mentre voi andate a Montelu-sa, io l'avverto del vostro arrivo». Tornò in commissariato. Trasì nella so càmmara. «Ci sono novità?». 258 «Ancora nenti. E lei?». «Abbiamo arrestato a Bellavia. Non ha fatto resistenza. Vado a telefonare a Tommaseo dalla càmmara di Mimi». Il pm era ancora in ufficio. Protestò pirchì il commissario non gli aviva ditto nenti di nenti. «Dottor Tommaseo, è tutto avvenuto in poche ore, non c'è stato assolutamente tempo di...». «E con quale accusa l'ha arrestato?». «Il furto di due cavalli». «Beh, per un personaggio come Bellavia è proprio una misera accusa». «Dottor Tommaseo, sa come si dice dalle mie parti? Che ogni cacatina di mosca fa sostanza. E poi sono certo che è stato lui ad ammazzare Gurreri. Se se lo lavora bene, ma badi che è un duro, qualcosa finirà per ammetterla». Tornò nel so ufficio e attrovò Fazio al telefono. «Sì... sì... Va bene. Riferisco subito al dottore». : Posò il ricevitore e disse al commissario: «Il dottor Augello m'ha detto che hanno visto trasire a Prestia dintra a 'na casa che allato ha una staddra. Ma siccome davanti alla casa ci sono ferme quattro machine, oltre a quella di Prestia, il dottor Augello pensa che ci sia 'na riunione. Siccome voli evitare sparatine, dice che è meglio aspittari che gli altri sinni vanno». «E fa bene». Passò un'orata abbunnanti senza che arrivasse ni-sciuna telefonata. Si vidi che la riunione era longa. Mon-talbano non arresistì. 259 «Chiama a Mimi e spiagli che succede». Fazio parlò con Augello. «Dice che ancora stanno riuniti e che dintra alla casa ci sono minimo otto pirsone. Conviene aspittari ancora». Montalbano taliò il ralogio e satò addritta. Erano già le otto e mezza. «Senti, Fazio, io devo assolutamente andare a Marinella. Appena hai notizie, telefonami». Arrivò di cursa, raprì la porta-finestra, conzò la tavola supra la verandina. Aviva appena finuto, che sonarono alla porta. Anno a rapriri. Erano Ingrid e Rachele carricate di tri but-tiglie di vino, dù di whisky e un pacco. «E una cassata» spiegò Ingrid. Dunque avi vano 'ntinzioni serie. Montalbano anno in cucina a stappati le buttiglie e sintì sonare il telefono. Di certo era Fazio. «Rispondete voi» disse. Sintì la voci di Rachele che faciva: «Pronto?». E po': «Sì, è la casa del commissario Montalbano. Ma chi parla?». 'Mproviso, gli vinni un dubbio che l'aggelò. Si precipitò nella càmmara di mangiare. Rachele aviva appena posato il ricevitore. «Chi era?». : ? «Non me l'ha detto. Ha riattaccato. Una donna». 260 Non sprufunnò suttaterra come le altre volte, ma sintì che il soffitto della càmmara gli cadiva 'n testa. A telefonati era stata sicuramente Livia! E ora come faciva a spiegarle che era 'na cosa 'nnuccenti ? Mallitto il momento che gli era vinuto 'n testa d'invitarle! Previde 'na nuttata amara, passata al telefono. Tornò am-maraggiato 'n cucina e il telefono sonò novamenti. «Vado io! Vado io!» gridò. Stavolta era Fazio. «Dottore ? Tutto fatto. Il dottor Augello ha arrestato a Prestia e lo sta portando dal pm. Hanno recuperato il cavallo della signora Esterman. Pare in ottime condizioni. L'hanno messo nel furgone». «Dove lo portano ?».

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