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Sonò il telefono. Era Rachele. «È caduta la linea» disse subito il commissario. «Senti, a che ora vuoi che veniamo?». «Vi andrebbe bene alle nove?». «Benissimo. A stasera». Riattaccò e il telefono risonò. 243 «Sono Fazio». «Ah, no, ho cambiato idea. Sto venendo lì. Aspettami». Cantò per tutta la strata, oramà quelle note e quelle paroli non gli niscivano cchiù dalla testa. E al punto indove non se l'arricordava cchiù, ripigliava daccapo. «Se la lasci riscaldaare...». Arrivò, parcheggiò, passò davanti a Catarella che s'affato a vucca aperta sintennolo cantari. «Cercar che giova...». «Catare, dì a Fazio di viniri subito da mia». « Se al buio non si troova... ». Trasì nella so càmmara, s'assittò, s'appuiò allo schienale. «Ma per fortunaaa...». «Che fu, dottore?» «Fazio, chiudi la porta e assettati». Cavò dalla sacchetta il ferro di cavallo e lo posò su-pra alla scrivania. «Talialo bene». -= ' «Lo posso pigliare in mano?». «Sì». ' Mentri Fazio osservava il ferro, continuò a canticchiare a voci vascia. «E una notte di luuuna...». ; ; .; Fazio lo taliò interrogativo. v «È un comunissimo ferro». «Appunto, per questo hanno fatto le umane e divine cose per averlo, sono trasuti in casa mia, hanno 244 tentato d'abbrusciari la casa, Gurreri ci ha lassato la peddri...». Fazio sgriddrò l'occhi. «Era per questo ferro che?...». «Sissignore». «L'aviva vossia?». «Sissignore. E me l'ero scordato completamente». «Ma è un ferro senza nisciuna particolarità!». «Appunto questa è la sua particolarità: di non averne nessuna». «Ma che viene a significari?». «Viene a significari che il cavaddro ammazzato non era quello di Rachele Esterman». E ripigliò a voci vascia: «Vivo in pooverta mia lieta... ». 245 Diciotto I Mimi Augello arrivò tardo e il commissario dovitti ripetiri a lui quello che aviva già contato a Fazio. «Tutto sommato» fu l'unico commento di Augello «il ferro di cavallo ti ha portato fortuna. Ti ha fatto capire come stavano le cose». Doppo, Montalbano espose ai dù la pinsata che gli era vinuta: fabbricare uno sfunnapiedi complesso, un sal-tafosso, che però doviva funzionare a orologeria. Se funzionava, avrebbero fatto 'na rizzagliata piena di pisci. «Siete d'accordo?».

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