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Vento e nuvole

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Dell’amare cattivo Si dice dell'amare cattivo di quello che quando ti prende vorresti nasconderlo nei meandri della cantina della tua mente, al buio, al riparo da tutti, quello in cui ami in modo malvagio sapendo che ti farai lasciare prima o poi, ti lasci baciare e l'altro riscopre invece un amore diverso di cui tu hai perso memoria, godendoti l’attimo. Ami e odi senza confinii mentre di baci ne vorresti ancora all’infinito, le sue mani fra le tue non riescono mai a dirsi addio eppure, non riesci a scoparci solamente, qualcosa va storto, ci cadi dentro e quell’amare cattivo si scioglie nel sorriso bellissimo di una nuvola in balia del vento chiusa dentro una stanza senza un valido motivo.

2


Gli occhi di Venere Nei sogni non ci si perde mai non c'è terra nè cielo ci sono le nuvole, il vento i baci che ci scambiamo ed i tuoi occhi di Venere che mi fanno compagnia per dirmi sempre dove sei.

3


Insomnia Quando le stelle si dispongono nel cielo dandoti la schiena è il momento propizio per prenderle, trascinarle sul tuo letto, cercare quella più silenziosa baciarle i seni poi la linea sottile che congiunge le labbra e farla brillare sulle tue coi capelli spettinati. Dopo averla inondata del tuo desiderio, si spoglia e bendata dischiude il suo scrigno di sogni, dilaga sulle lenzuola stille di rugiada. Con i polsi legati vola nella volta celeste a disegnare nuovi firmamenti, sorride, protende il collo a mille baci, si brucia, inarca la schiena come un’orsa maggiore mai vista e disperde la scia in queste notti d’insonnia dove m’aggrappo, la raggiungo, la stringo, la copro di baci per non farla sfuggire, ammutolisco i suoi perché, per sempre, solo per me.

4


Ecco chi sei Però, cavolo mi piaci, meno fai, meno dici, meno ti conosco e piÚ mi piaci, come i baci che mi dai. Tu mi fai venire poesia, ma di quella marcia e maledetta, quella che non si può dire, ed allora la scrivo, adorabile stronza.

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Dritti all’inferno Cosa ci porti dritti all'inferno non possiamo chiederlo a nessuno, chi ci consegni le chiavi per un’ora di sesso e d’amore, chi ci spinga, ci leghi e ci fotte la pancia, ci dice che un bacio è troppo poco e mille son tanti per questo saliamo le scale facendoci sentire come farfalle. Andiamo dritti all'inferno sapendo soltanto che il piacere risiede nell'argine rosso delle labbra che dilagano a dismisura sotto un cielo di stelle chiuso dentro un portone. Tutto s'acquieta e rivedi le sue forme perfette avvinghiate a quella ringhiera come nuvole pioverti addosso la sua rugiada di sera mentre leggera riveste la sua pelle di seta.

6


Ardite corolle L’ape al mormorio dei petali che la scrutavano mentre suggeva il nettare dai seni dei fiori rallentò il respiro. Si giustificarono i papaveri, erano solo increduli della concessione di tanto ardire.

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Senza parole All’inizio tutte le cose non hanno un nome, un senso, ed hai voglia di batterci il muso ma non ne capisci il perchÊ se ti ritrovi le sue labbra di sera a travolgerle di baci come non hai fatto mai, disegnando asterischi improbabili con la punta della lingua nel cielo. Tutto ti prende, ti avvolge come in un gioco indecente, ogni respiro è prezioso, le mani sui seni scoprono brividi di piacere uno ad uno mentre i suoi occhi ti mangiano cercando centimetri di pelle sul collo da conquistare, le dita seguono i contorni del viso proteso ancora nell’ultimo bacio che non vorrebbe finire mai.

8


I suoi occhi hanno un’anima di cristallo Come una nuvola si lascia trascinare dal vento essendo già divenuta poesia, - o è la nuvola che trascina il vento? presuntuosa nuvola potrebbe accadere di tutto sotto questo cielo: occhi di ghiaccio! Talvolta le scrivo sulla pelle, altre le verso il caffè sui seni, altre volte ancora le sollevo i capelli e le bacio il collo. Lei si ritrae perché non vuole piovere tutta in una notte poi s’abbandona, mi prende per il bavero e mi bacia ad occhi chiusi. Tutto torna, le mie dita percorrono il profilo del suo viso, ha la pelle chiara, incrocio le sue labbra e finalmente si sfiorano senza aprirsi come le foglie s’adagiano sulla terra bagnata. Di nuovo mi tuffo sul collo cesellando baci a modo mio, lo mordo, la sua pelle freme, i fianchi sono finalmente fra le mie mani ed i corpi fino a poco fa sconosciuti si dipingono l’uno nell’altro.

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Sementi Non ti ho baciata bensÏ ho semplicemente sfiorato una nuvola non una, non due non solo tre volte ma per una interminabile manciata di secondi d’eternità.

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Versi di Nando Taccogna

Vento e nuvole

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Vento e nuvole