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“ART IN MIND”

BRICK LANE GALLERY LONDRA

29 APRILE - 12 MAGGIO 2014 13-26 MAGGIO 2014

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APPUNTAMENTO CON BRIC LANE GALLERY ACAF-ARTEMISIA GALLERY ha rinnovato il suo appuntamento annuale con la prestigiosa galleria londinese -presentando sei artisti divisi in due periodi Il primo periodo ha come data 29 aprile-12 maggio 2014 Il secondo 13-26 maggio 2014. “ART IN MIND” PRIMO TURNO - 29 Aprile – 12 Maggio 2014 ARTISTI ARMATO VINCENZO NORIS PIERGIORGIO SALA ANDREA .


ARMATO VINCENZO Armato Vincenzo nasce a Mazara del Vallo il 19 maggio 1952 dove vive e lavora. Dopo un lungo viaggio nell’anima dell’Arte Moderna e Contemporanea, decide di vivere un’esperienza nuova, aggregandosi al progetto Fumo d’Artista. Cioè incollare pacchetti di sigarette, accendini, fiammiferi, cartine e mozziconi di sigarette. L’artista nelle sue opere intende trasmettere che il fumo è solo fumo, di tutto non rimane niente. Attraverso i suoi lavori comunica messaggi di interesse socio-culturale con coraggio, schiettezza e spontaneità. Ironia, aggressività e dissipazione, trasgressione e provocazione sono una sintesi del suo modo di essere nei confronti di un mondo che ritiene falso e ambiguo. Il concettualismo imperante, multimediale, qualunquistico ha portato l’homo abilis a innalzare volgari pacchetti di sigarette a fatto d’arte. Dai colori ottenuti con polveri di carbone, crete ed ocre, il tutto mescolato a grassi animali e succhi vegetali, le dita o rudimentali pennelli di piuma per stendere i colori, le pareti di una grotta come supporto, (questi i mezzi per le prime esperienze pittoriche dell’uomo-artista), siamo passati ai colori ottenuti industrialmente da particolari pigmenti acrilici, i pennelli hanno ben altra consistenza e duttilità e per dipingere possiamo fare a meno di entrare di un antro. Vincenzo Armato pare uscito da una moderna caverna di Lescaux. I suoi composti presentano decise caratteristiche, evolute in chiave contemporanea, della pittura che con un assioma definiamo di Neandhertal. Un pittore “neolitico” dei tempi moderni, dunque, che ripercorre iter e visioni dell’arte, rianalizzando con nuovi strumenti e concezioni quei concetti. La sua tavolozza è viva nei colori ed i suoi atteggiamenti nei confronti dell’arte sono ancora puri e “genuini” ancorché provocatori. Cerca di meravigliarci con effetti bizzarri, scatole di sigarette, soldi od apporti collagistici, ha bisogno di ricorrere ad enfatizzanti atmosfere informali e di trattare il mondo in modo diretto con “brevi cenni sulla vita”, attraverso simbologie reali, per mezzo di immagini ed oggetti reali, vedi “Patrimonio Unesco”, 2010 (probabilmente perché in estinzione), che hanno una proprietà evocatrice, magica e storica insieme. Soggetti che si riferiscono ad epoche vicine e lontane, Garibaldi e l’Afganistan, il fumo e il sesso, fatti di allusioni ed analogie, che conservano un certo significato (“Una vita fumata”, la sua) e si prestano a moniti univoci e che come ad Altamira, possono essere capiti in tutte le lingue. Non uccidersi col fumo. Non bruciare i soldi nelle armi e nelle guerre (straordinaria la serigrafia di “Tramonto afgano”) non inquinare. Al momento, di Terra ne abbiamo una sola. Il paradiso è vero come le sette vergini dell’aldilà musulmano. Armato Vincenzo, per dipingere dipinge. Ma come artista ha un pessimo vizio: pensa. D. C.

ARMATO VINCENZO - Vincent Armato-after a long journey of the soul of modern and contemporary art, decides to live a new experience and joins the project ‘ artist ‘ Paste Smoking packs of cigarettes, matches, cigarette papers. With his works the artist wants to convey ‘ smoking is just smoke, everything is nothing ARMATO VINCENZO - dopo un lungo viaggio dell’anima dell’Arte Moderna e Contemporanea, decide di vivere una nuova esperienza e si unisce la progetto “Fumo d’artista” Incolla pacchetti di sigarette, fiammiferi , cartine mozziconi. Con queste sue opere l’artista vuole trasmettere “Il fumo è solo fumo, di tutto non rimane niente”


ARMATO VINCENZO Quale può essere il divario fra pittore e artista? A questo quesito si può rispondere chiaramente attraverso le opere di Armato Vincenzo. Un giorno un mio maestro d’arte mi disse “pittore si diventa, artista si nasce” a voler così specificare che l’arte della pittura la si può apprendere attraverso le scuole apposite, la frequentazione degli studi d’arte, l’uso degli strumenti che servono per dipingere, quali pennelli, colori, tele e quant’altro. Tutto si può dipingere; da una parete, allo scafo di una nave, il tramonto del sole, l’alba, mari, monti ecc. ma come si può dipingere il pensiero che aleggia in ognuno di noi? Ed è qui se subentra l’artista. Esso non ha bisogno di strumenti classici per illustrare e promulgare al pubblico intero le sua visione del mondo, qualsiasi mezzo è lecito, qualsiasi forma anche la più strana è veicolo di informazione. Ed è appunto a questo che si attenuto l’artista Armato Vincenzo, che dopo aver sperimentato ogni forma di pittura ed espressione ha deciso di parlare al mondo attraverso simboli, e di questi simboli ha scelto quello più effimero, più inutile, più sacrificale e più deleterio come il fumo. Cosa ci può essere di più dissacrante del fumo? Una nuvola che appare e scompare con un alito di vento una nuvola che può essere micidiale e malefica a secondo di chi la produce. Armato la usa questa nuvola per gridare al mondo esterno che tutto quello che ci circonda e ormai fumato, dissolto nell’aria, lo specifica attraverso le sue tele. E qui riemerge il pittore, usa sempre la tela per i suoi messaggi, ma anziché usare gli strumenti usuali usa pacchetti di sigarette, di tutte le marche, per maggiormente evidenziare che non vi è nazionalità nel mandare in fumo le idee e le cose, usa fiammiferi, spenti, ormai fuori uso inutili ,come le cose e le idee che subito si accendono e poi vengono subito spente. Usa frasi simboliche, oggetti, nomi importanti derivanti dall’arte e dalla scienza,come quelli dei musei o diciture che riguardano la nostra patria,il nostro vivere quotidiano, facendo riferimento anche al mondo della musica. Per l’artista tutto quello che ci circonda è solo e sarà sempre un’onda che ci accompagna in questa vita fumata. Vi è comunque da notare che malgrado questo nuovo e antico significato, quasi primordiale, lascia sempre uno spiraglio alla speranza ed al cambiamento, attraverso le calde tonalità dei fondali che racchiudono le frasi formate dai pacchetti di sigarette. Ci si chiede, se ogni persona che ha consumato questi pacchetti potesse dire le proprie opinioni, quante idee verrebbero alla luce, verrebbe quasi voglia di aprire ad uno ad uno i pacchetti per capire se veramente siamo tutti fumati o se abbiamo ancora qualche barlume di vitalità Armato Vincenzo nasce a Mazara del Vallo il 19 maggio 1952 dove vive e lavora. Dopo un lungo viaggio nell’anima dell’Arte Moderna e Contemporanea, decide di vivere un’esperienza nuova, aggregandosi al progetto Fumo d’Artista. Cioè incollare pacchetti di sigarette, accendini, fiammiferi, cartine e mozziconi di sigarette. L’artista nelle sue opere intende trasmettere che il fumo è solo fumo, di tutto non rimane niente. Con i suoi lavori comunica messaggi di interesse socio-culturale con coraggio, schiettezza e spontaneità. Ironia, aggressività e dissipazione, trasgressione e provocazione sono una sintesi del suo modo di essere nei confronti di un mondo che ritiene falso e ambiguo. Pasqua dott.ssa Enrica – critico e storico dell’arte Bergamo 13 marzo 2014


“Made in iIaly”

tecnica mista, olio e scatle di sigarette cm 70x90


NORIS PIERGIORGIO Piergiorgio Noris è nato ad Albino (Bg) nel 1959. Dopo essersi diplomato al Liceo Artistico Statale di Bergamo, nel 1987 ottiene successo di critica e pubblico con la sua prima personale dal titolo «Corpo e spazio» dando inizio a una ricerca che tocca diverse tendenze dell’arte contemporanea. All’attività artistica affianca nuovi studi, fino a ottenere nel 1997 il Diploma di Laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, presentando una tesi sull’arte degli anni Sessanta. Numerosi i riconoscimenti e le sue presenze in esposizioni personali e collettive in Italia e all’estero, accompagnate dall’attenzione della critica. Sue opere figurano in molte e selezionate collezioni pubbliche e private. Nel 2010 ha realizzato una Via Crucis per la nuova chiesa parrocchiale di Grassobbio (Bergamo). E’ insegnante di discipline pittoriche. “Corpo e spazio, materiale e immateriale, immobilità e movimento: l’opera di Piergiorgio Noris incarna attraverso eteree forme in evoluzione un dialogo tra opposti che attrae e colpisce per ciò che sa dire al di là della sua personalità” 2000 Ristorante La Granseola “Arte a Cena” (Mi) 2000 Galleria Eustachi (Mi) 2000 Ex Ateneo - Città Alta (Bg) 2000 Palazzo Pretorio Chiavenna (So) 2000 Auditorium del Centro Culturale Gorle (Bg) 2002 Vilminore di Scalve (Bergamo), Palazzo Pretorio 2002 Boario Terme, sala mostre presso le terme 2003 Aosta, Torre dei Signori, «Aria» 2003 Selvino (Bergamo) 2004 Galleria Italia, Seriate (Bergamo) 2004 Torino, Galleria Area Arte 2005 Bottega del quadro di Seriate (Bergamo) 2006 Chapelle St Sébastien, Bessans (Francia) 2006 Bottega del quadro di Seriate (Bergamo) 2007 Bottega del quadro di Seriate (Bergamo) 2008 Galleria New Artemisia Bergamo 2009 Spazio espositivo Comune di Albino 2010 Realizzazione delle 14 tavole della Via Crucis nella nuova chiesa parrocchiale della Santa Famiglia di Nazareth a Grassobbio (Bergamo) COLLETTIVE 2000 Ex chiesa di Sant’Antonio Morbegno (So) 2001 Galleria “Enne Arte” Albino (Bg) 2001 “Artisti a Torino” Palazzo Nervi (To) 2001 Biennale d’arte contemporanea di Porto Ercole a Forte Stella 2001 Mostra “Italia-Germania” Museum Haus Martfeld di Wuppertal Barmen (Germania) 2001 Artexpo Polignano a Mare (Ba) 2002 Mostra del Premio Agazzi e mostre collettive collegate al premio in Italia e all’estero. 2002 Selezione artisti Comune di Bagnatica - Bergamo 2002 Arte fantastica – Galleria comunale Piombino 2002 Piccolo quadro – Galleria comunale Piombino 2002 Artisti a Torino – Torino esposizioni 2002 GAMC Bergamo “Qui” presentazione di alcune opere 2002 Galleria Ortarte, Orta S. Giulio (No) 2002 Clusone, Atelier d’arte di Franca Pezzoli 2002 Premio Vertova, centro culturale G. Testori, «La figura» 30 artisti invitati


2003 8ª mostra d’arte contemporanea Saluzzo 2003, 2004,2005, 2006, 2007 Atelier internazionale d’arte di Bessans (Francia) 2003 Collettiva Asav (opere acquistate ’98-’03) 2003 Selezione artisti Comune di Bagnatica - Bergamo 2003 Premio Vertova, centro culturale G. Testori 2004 9ª mostra d’arte contemporanea Saluzzo 2005 Mostra del Premio Agazzi e mostre collettive collegate al premio in Italia e all’estero. 2005 Fiera del mobile - Bergamo fiere 2005 10ª mostra d’arte contemporanea Saluzzo 2005 Celluloidee – Donne – Chiostro minore di Sant’Agostino (Città Alta – Bergamo) 2005 Pensare Verticale – Collettiva Asav 2005 34ª rassegna di pittura Comune di Vertova (Bergamo) 2006 Mostra del Premio Agazzi e mostre collegate al premio in Italia e all’estero 2006 Un dittico nel quadrato - Mostra sociale Asav 2006 Mostra benefica Opera Bonomelli - Bergamo 2006 Rintracciarti, diritti in cerca d’identità - Mantova 2006 Fiera del mobile - Bergamo fiere 2006 35ª rassegna di pittura Comune di Vertova (Bergamo) 2007 Mostra del Premio Agazzi e mostre collettive collegate al premio in Italia e all’estero. 2007 Premio Vertova, centro culturale G. Testori 2007 Fiera del mobile – Bergamo Fiere 2007 Mostra sociale Asav 2007 Arte Benefica – 25 artisti per la Fondazione Giovanni XXIII 2007 Artisti per Padre Pedro – Ex Ateneo Città Alta Bergamo 2008 Arte Fiera di Bergamo – Galleria New Artemisia 2008 “20 Fiori” – Galleria New Artemisia 2009 Nudi - Galleria New Artemisia 2009 Arte Sacra - Galleria New Artemisia 2009 Atelier d’artistes Bessans 2009 Collettiva della speranza a Boccaleone 2009 Asav Seriate Sala Carbonari Opere acquistate alla collezione pubblica 2010 Dieci artisti figurativi a confronto Mazzoleni art Gallery 2010 Arte in fier - Galleria New Artemisia 2010 Taormina Gallery a Taormina 2011 Galleria d’arte Stomeo “Colori in concerto dalla Lombardia un inno al colore” 2011 Atelier d’artistes Bessans RICONOSCIMENTI 2000 Etruriarte - Venturina (Li) Premio Acquisto 2000 A.S.A.V. Mostra Sociale - Premio Acquisto Comune di Seriate (BG) 2000 Santhià (Vc) Concorso Nazionale - Premio Acquisto 2001 Trivero (Biella) Concorso Nazionale - 6° Premio Assoluto 2001 Santhià (Vc) Concorso Nazionale - 6° Premio Assoluto 2002 Premio Agazzi, Mapello (Bg), Gran Premio comune di Brembate 2002 Arte a Martinengo (Bg), secondo premio assoluto 2003 Rassegna pittorica comune di Bagnatica (Bg), medaglia d’oro (terzo premio assoluto) 2003 Rassegna di pittura del comune di Vertova (Bg) Centro culturale G. Testori, medaglia d’oro (terzo premio assoluto)


RICONOSCIMENTI 2003 Rassegna pittorica comune di Bagnatica (Bg), medaglia d’oro (terzo premio assoluto) 2003 Rassegna di pittura del comune di Vertova (Bg) Centro culturale G. Testori, medaglia d’oro (terzo premio assoluto) 2004 Saluzzo, Premio di pittura Matteo Oliverio, premio della critica (terzo premio assoluto) 2005 Saluzzo, Premio di pittura Matteo Oliverio, premio della critica (terzo premio assoluto) 2005 Santhià (Vc) Concorso Nazionale – Premio acquisto a mostra aperta 2005 Premio Agazzi, Mapello (Bg), Premio acquisto comune di Orani 2006 Santhià (Vc) Concorso Nazionale, Premio acquisto a mostra aperta 2006 Premio Agazzi, Mapello (Bg), Premio acquisto Collezione Privata Policrom Screen’s 2006 A.S.A.V., Mostra Sociale — Premio Acquisto Falpa 2007 Premio Agazzi Mapello (Bg) Premio acquisto 2007 Premio di pittura estemporanea Casazza – Primo premio 2007 Premio di pittura estemporanea San Paolo d’Argon – Primo premio 2007 Fungolandia – Cusio, Valle Brembana – Secondo premio 2007 Trofeo Moroni – Galleria New Artemisia Bergamo – Primo premio della critica e del pubblico. . 2008 Premio Agazzi di Mapello (Bg) - Premio acquisto collezione privata Imex cornici 2008 Pro Loco Almenno San Bartolomeo (Bg) - nono premio acquisto 2008 Casazza (Bergamo) quarto premio assoluto 2008 Luzzana (Bergamo) primo premio assoluto 2008 Martinengo (Bg) secondo premio assoluto 2011 Breno (Bs) quarto premio assoluto 2011 Soncino (Cr) Premio acquisto a mostra aperta 2011 Martinengo (Bg) Primo premio assoluto 2011 Gandino (Bg) Terzo premio 2011 Trofeo Moroni - Galleria New Artemisia Bergamo - secondo premio.... NORIS PIERGIORGIO - Piergiorgio Noris was born Albino (Bg) in 1959. After graduating from the Liceo Artistico Statale of Bergamo, in 1987 gets critical acclaim and audience with his first solo show entitled ‘ body and space “initiating an investigation that touches different tendencies of contemporary art. Artistic activity with new studies, until in 1997 the degree in painting at the Accademia di Belle Arti di Brera in Milan, presenting a thesis on the art of the 1960s. Numerous awards and her appearances in personal and collective exhibitions in Italy and abroad, accompanied by the attention of critics. His works appear in many and select public and private collections. In 2010 has created a Via Crucis for the new parish church of Grassobbio (Bergamo). It is a teacher of painting subjects: NORIS PIERGIORGIO - è nato Albino (Bg) nel 1959. Dopo il diploma al Liceo Artistico Statale di Bergamo, nel 1987 ottiene successo di critica e pubblico con la sua prima mostra personale dal titolo ‘il corpo e lo spazio” che apre un’inchiesta che tocca diverse tendenze dell’arte contemporanea. Nel 1997 la laurea in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, presentando una tesi sull’arte degli anni 1960. Numerosi riconoscimenti e le sue apparizioni in mostre personali e collettive in Italia e all’estero, . accompagnato dall’attenzione dei critici le sue opere figurano in numerose e selezionate collezioni pubbliche e private .Nel 2010 ha creato una Via Crucis per la nuova chiesa parrocchiale di Grassobbio (Bergamo) E’ insegnante di discipline pittoriche..


“Soffio di vento” acrilico ed aerografo su tavola di legno cm 70x90


SALA ANDREA Andrea Sala nasce a Monza il 28 ottobre 1954 ed in questa città frequenta la scuola Paolo Borsa. Prosegue poi i suoi studi a Milano alla Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco. Qui si diploma col massimo dei voti nel 1981 sotto la guida del Maestro Ghino Baragatti, di cui diviene assistente per i cinque anni successivi. Contemporaneamente frequenta lo studio del Maestro Giulio Vito Musitelli, artista di profonda cultura e umanità che, trasmettendogli il suo inestimabile bagaglio di conoscenze, gli consente di acquisire una più consapevole padronanza delle tecniche relative alla pittura ad olio e all’incisione. Sempre negli stessi anni il giovane pittore frequenta la scuola di nudo ed anatomia dell’Accademia di Brera. Nel 1983 approda al campo professionistico, contribuendo alla fondazione di Continuazione, movimento che si propone di perpetuare i puri valori figurativi dell’arte pittorica. Andrea Sala non si limita, però, ad esporre le sue opere e, stimolato dai suoi stessi maestri, inizia ad insegnare, trovando nell’attività didattica una fonte preziosa di arricchimento umano ed artistico. Dal 1982 al 2007 dirige dunque, su incarico del Comune di Monza, il corso di pittura «Alessandro Conti» trasmettendo ai suoi numerosi allievi, con l’entusiasmo che lo contraddistingue, le conoscenze di molteplici tecniche pittoriche con particolare riguardo alla realizzazione del ritratto e della figura. Dal 1990 al 2007 con la consueta serietà e passione per la pittura e l’insegnamento dirige anche, presso la stessa sede, il corso di perfezionamento ed incisione. Nel 1994 la Uildm, sezione Giovanni Bergna di Monza, conoscendone le doti artistiche ed umane, lo chiama a collaborare come docente alla nascente scuola di pittura per ragazzi affetti da distrofia muscolare, ruolo che l’artista rivestirà fino al 2000. Nel 1995, con il patrocinio del Comune , Andrea Sala apre la Scuola di Affresco a Monza, permettendo alla città di riaccostarsi ad una disciplina negletta per oltre trent’anni. La scuola, sotto la sua sapiente direzione, è tuttora attiva e vitale e gli allievi che ne escono vantano una preparazione di sicuro valore artistico. Nel 2000, in collaborazione con il Comitato Maria Letizia Verga ed in concomitanza con l’annuale rievocazione storica realizza la copia a-fresco della lunetta di Matteo da Campione, bassorilievo sovrastante il portale d’ingresso del Duomo di Monza. Nel 2003 fonda l’Associazione Artistica «Scuola di Affresco», che tuttora presiede, prefiggendosi di promuovere iniziative volte a diffondere la conoscenza di quest’arte antica. A tale scopo organizza laboratori nelle scuole primarie, conferenze con relativi video nelle scuole superiori, presso i Rotary Club e in molti comuni della provincia di Milano. Nel 2004 realizza per il Comune di Monza una serie di incisioni raffiguranti significativi scorci della città. Nello stesso anno l’ artista è invitato dall’emittente televisiva Telenova alla trasmissione “Storie di Lombardia”, ideata e condotta da Roberto Marelli, per parlare della sua vita artistica. Nel 2005 viene chiamato dal vescovo del Santuario della Vergine Consolata di Marsabit (Kenya) per realizzare tre ritratti di religiosi beatificati in quegli anni. Nel 2008 dipinge una pala d’altare, olio su tela di 3 metri, per la Chiesa di Sant’Andrea di Fabbrica Durini ad Alzate B.za (CO). Particolare menzione meritano i suoi affreschi, segnatamente: “Le Beatitudini” - Chiostro del Conventino di Bergamo - 1982


“La Madonna del Carmelo” - Cappella votiva a Loita (Baveno) - 1989 “Deposizione” - Cappella funeraria a Casorate Primo (Pavia) - 1995 “Annunciazione” e “Natività” - Cappella votiva alla Madonna di Faieto a Cangelasio Maggiore (PR) - 2000 “Lezioni di Affresco” - Sala Consigliare del nuovo Centro Civico della Circoscrizione 3 a Monza - 2004 (L'opera è in visione permanente) Sue opere sono presenti in Italia e all’estero in collezioni prestigiose, accanto ad opere si noti pittori dell’800 e ‘900, tra i quali G. Fattori, Mosè Bianchi, E. Spreafico, G. Morandi, E. Gola, P. Mariani, A. Bucci. Oltre ai giornali locali, hanno scritto di lui testate nazionali e riviste del settore che lo hanno intervistato come rappresentante significativo della pittura italiana; in particolare la rivista “Orizzonte Italian Magazine” lo ha presentato in Russia, pubblicando alcune sue opere ed esponendo una riproduzione di un suo dipinto alla Fiera del lusso a Mosca nel 2008. Hanno scritto di lui critici d’ arte autorevoli tra i quali G. Casiraghi,. R. Tomasina, P.F. Bertazzini e A. Oberti. E’ inserito nei principali cataloghi d’ Arte: Comanducci 1983-84. C.E.L.I.T. ( Centro librario italiano di Torino ) 1986 con recensione critica del dott. A. Oberti Catalogo Alba Ferrara 1995. Elite 1999. Lions Clubs Monza Host 1999 con recensione critica del prof. P.F. Bertazzini D’ Arte 2009 con recensione critica del dott. Giuseppe Casiraghi D’Arte Web 2013. SALA ANDREA - Andrea Sala was born in October 28, 1954 Monza and this city school Paolo purse. Continues his studies in Milan at the Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco. Here he graduated with honors in 1981 under the guidance of Maestro Ghino Baragatti, of which he became an Assistant for the next five years. Andrea Sala is not limited, however, to exhibit his works and, spurred by his own masters, began teaching, finding in teaching a valuable source of human and artistic enrichment. From 1982 to 2007 he, on behalf of the Municipality of Monza, the course of painting and engraving “ALEXANDER CONTI” from 1995, he founded and still directs the school of fresco sending to his numerous pupils, the enthusiasm that characterizes it, the knowledge of various painting techniques. SALA ANDREA - è nato a 28 ott 1954 Monza frequenta scuola della città Paolo Borsa. Continua i suoi studi a Milano presso la Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco. Qui si laurea con lode nel 1981 sotto la guida del Maestro Ghino Baragatti, di cui divenne assistente per i prossimi cinque anni. Andrea Sala non si limita, però, ad esporre le sue opere e, spronato dai suoi maestri, iniziò a insegnare, trovando nell’insegnamento una preziosa fonte di arricchimento umano e artistico. Dal 1982 al 2007 dirige, per conto del Comune di Monza, il corso di pittura e incisione “ALESSANDRO CONTI” dal 1995 ha fondato e dirige tutt’ora la scuola di affresco inviando ai suoi numerosi allievi, l’entusiasmo che lo contraddistingue, la conoscenza di molteplici tecniche pittoriche .


“Ponte sul fiume Lambro�

olio su pannello di legno cm 30x40


“Riflessi sul canale Villoresi�

olio su pannello di legno cm 30x40


“Sentiero di Villandro�

olio su pannello di legno cm 30x40


“Natura morta� olio su pannello di legno - cm 30x40


ART IN MIND 30th April- 11th May 2014 Preview: Wednesday 30th April 6pm- 8.30pm The Brick Lane Gallery, 196 Brick Lane, E1 6SA

ANA PALLARES ANDREA SALA ARMATO VICENZO IOANNA KECHAGIA KATI ELM LINUS VON MOOS MIDULA DEY NORIS PIERGIORGIO OKOIMATSU ROGER BOTEMBE TADHG MCSWEENEY The Brick Lane Gallery is proud to present our seventh ART IN MIND exhibition for 2014, featuring a fantastic array of artists from across the globe including international representation from Japan, Germany, Russia, Italy and Switzerland to just across the water Irish and home-grown London artists. With beautiful classical landscape paintings by NORIS PIERGIORGIO, ARMATO VINCENZO and ANDREA SALA (all from Italy) through to modern graphic prints on unusual media by LINUS VON MOOS (from Switzerland) and decorative feminine figures by IOANNA KECHAGIA (from Greece). Coupled with the bright urban style drawings of ANA PALLARES (from Barcelona) to the strong social commentary orientated collages of KATI ELM (from Germany), along with the luminous evocative forms of expressionist ROGER BOTEMBE (from the Democratic Republic of Congo) contrasting with the beguiling simple yet deep naturalistic pieces of TADHG MCSWEENEY (from Ireland) along with the quiet fragmented cut-out compilations by OKOIMATSU (from Japan). The ART IN MIND exhibition is a celebration of all mediums and forms of artistic expression from painted pieces to drawn, sprayed, printed and cut-out works to naturalistic, abstract, expressionist and statement art. Our open any medium group exhibition aims to reveal new ways of looking at and interpreting art by juxtaposing contrasting styles and subjects together we can create new modes of understanding and feeling which are as varied and reflective as the modern world in which we live. We hope you enjoy the experience of visiting our exhibition and will keep our highly talented exhibitors in mind for your future enjoyment of their art. We cordially invite you to join us at the opening of ART IN MIND on Wednesday 14th May from 6pm – 8.30pm For more information on ART IN MIND or to become a future exhibitor, please email info@ thebricklanegallery.com


“ART IN MIND” SECONDO TURNO - 13-26 MAGGIO 2014 ARTISTI LAINO MAURO MAINETTI UGO PRANDI ANDREA


LAINO MAURO Autodidatta abita a Bergamo, è arrivato a dipingere dopo molti anni , il suo stile fatto di terre, minerali, si riconosce subito per la sua genuinità e semplicità. Ha vinto molti premi, fra i quali la Targa Menzione d’Onore alla 6 edizione del Trofeo G.B.Moroni Self-taught lives in Bergamo, has arrived to paint after many years, his style made of lands, minerals, it is recognised for its authenticity and simplicity. He has won many awards, including the Honorable mention to 6 edition of the Trofeo G.B.Moroni


“Terra di Luna “ tecnica mista cm 75x75


MAINETTI UGO “Paesaggi, situazioni,segreti del cuore si animavano attraverso figure che ne rivelavano il mistero dei corpi,

dei sogni, delle visioni, dei sentimenti.

Quei personaggi così “tondi” cioè estremamente sfaccettati e complessi, quell’esplorare l’io frammentato come energia dell’inconscio, quel rifiuto dell’oggettività del reale,immersi in un magma cromatico, volutamente violento e irreale, elevato allo stato puro. Oh! Quanti particolari!! Difficile ricordarli tutti... per cui la mattina seguente ricostruivo il sogno con penna su carta pronto per essere realizzato concretamente su tela. E fu così che “ I learned what every dreaming man needs to know, that no horizon is so far you cannot get above it or beyond it” “scoprii che ogni uomo che sogna deve sapere, non esiste un orizzonte tanto lontano che non si possa trascendere o superare”per cui armato di tanta forza di volontà e di determinazione iniziai a partecipare, a livello provinciale, a numerosi concorsi più o meno importanti, e a tutte quelle manifestazioni il cui fulcro dominante era l’arte nelle sue diverse sfumature. E subito...”eine Sache kommt ins rollen !”” si inizia a muovere qualcosa!” pensai....E così in un freddo giorno d’autunno del 1984 partii alla volta della città di Milano con una valigia colma di speranza e di decine decine di foto dei miei quadri. Girai tutte le gallerie d’arte della città con lo sguardo ora pieno di certezze ora perso nel nulla... in cuor mio credevo in quel che facevo. Me ne tornai nella mia Valtellina con un pizzico d’orgoglio in più...”La contatteremo e le faremo sapere...” mai parole così semplici e scontate mi parevano irraggiungibili!! E se è vero che “y hablaràn otros cosas con tu voz” “altre cose parleranno con la tua voce” fu così che ebbi il mio primo riconoscimento (“Premio Regione Lombardia” al Concorso Internazionale di pittura 1985 presso la Galleria ArteEuropa di Milano) in mezzo a tanti grandi nomi famosi spiccava anche il mio: Guttuso, Kodra, Fiume, Beltrame e ....Mainetti ; Finalmente “das Los ist gefallen, da haben wir’s!””il dado è tratto, ci siamo!” questa è la mia prima goccia nel grande mare dell’arte!!! Così negli anni ‘90 decisi di abbandonare definitivamente il mio lavoro per dedicarmi anima e corpo a quel mondo con cotanto carisma avanguardistico. Vennero allora mostre personali e collettive, premi, concorsi nazionali ed internazionali,ma anche incoraggiamenti e apprezzamenti da molti addetti ai lavori, tra cui quelli dell’illustre critico d’arte V.Sgarbi...Credetemi, se è vero che l’arte deve suscitare delle emozioni ritengo che la mia più grande trasmessa dalle mie creazioni sia quella di permettervi di vedere cose istintive, percettive, incisive,uniche, diverse, talvolta al di fuori di ogni umana razionalità; come unica è la realtà che nasce dal rapporto tra la nostra coscienza e l’incessante mutamento del mondo. “Espressionista, surreale, informale, astratto...” per conoscere più a fondo il mio “modus operandi” prosegui il tuo viaggio in questo mio mondo ... Ugo Mainetti


“Sogno� - personaggio del giappone olio su m.d.t. - cm 56x40 - anno 2013


“Sogno” - La vedova nera (ragno( olio su m.d.t. cm 25,6x26,8 - 2013


“Sogno� - Il pericolo della montagna olio su m.d.t. - cm 96x25,8 - 2013


“Sogno� - Passeggiata di pellegrini -- incontro con Dio olio su m.d.t. - cm 35x26 - 2013


CRITICA DI VITTORIO SGARBI AÒLMAESTRO UGO MAINETTI Forse ci troviamo alle soglie di quella “morte dell’arte” che già Hegel aveva profetizzato, argomento poi ripreso da Giulio Carlo Argan in tempi a noi più recenti. In realtà, se c’è qualcosa che sta agonizzando in maniera apparentemente irreversibile, questa non sembra essere l’arte in sé e per sé, ma piuttosto quella sua particolare manifestazione che viene chiamata “avanguardia”. C’è stata, è vero, l’avanguardia storica, quella che ha combattuto la tradizione dell’”accademia”, quella che ha inteso cambiare radicalmente il modo di concepire l’arte attraverso una serie continua di nuove proposte. Tutto, in qualche modo, ha funzionato fino a quando non si è inventato per il puro gusto di inventare, come se il nuovo fosse per definizione sempre meglio di quello che già esisteva Oggi che è stato inventato tutto e il contrario di tutto, all’avanguardia non è rimasto che imitare ciò che aveva già fatto in passato, mettendosi paradossalmente sullo stesso piano di quell’”accademia” dalla quale voleva distinguersi drasticamente. Oppure si cerca di In che modo l’arte può tornare a essere “illusione”? In tanti modi indubbiamente, ma sempre con un solo obbiettivo: deve essere un’esigenza, individuale o collettiva, qualcosa che venga sentita come necessaria. Deve ristabilire un rapporto fisico ed emotivo con la vita, libero dalla freddezza di eccessivi condizionamenti intellettuali. C’è stato un periodo nell’arte del Novecento in cui ci si è sforzati di creare un rapporto di reciproca dipendenza fra arte e vita: il primitivismo. Da Gauguin in poi, il primitivismo ha cercato di recuperare quell’espressività primordiale che la civiltà moderna, stava rinnegando come se fosse stata un retaggio del passato. Dapprima gli artisti hanno cercato quest’espressività primordiale nelle tradizioni di popoli lontani ( i polinesiani, gli africani, gli etruschi, gli antichi ispanici), popolari (i bretoni) o in quelle del nostro Medioevo; poi, con Jean Dubuffet, ci si è accorti che esisteva anche un primitivismo “interiore” che si dimostrava perfettamente moderno senza riferimenti a cose passate o esotiche. È il primitivismo che con Dubuffet è stato chiamato art brut, o “brutalismo”. Si manifesta non in “tribù” particolari, ma in esseri non acculturati e in particolari condizioni psichiche. Non a caso Dubuffet ha preso coscienza del “brutalismo” a contatto con i malati di mente, accorgendosi di quali impressionanti capacità espressive, al di fuori delle abitudini dell’arte “colta” anche più spontanea e istintiva, fossero dotati. L’Art Brut di Dubuffet ha estremizzato il Primitivismo e proposto una dimensione nuova all’arte del Novecento, affascinante ma anche inquietante: bisogna dipingere come veri “selvaggi”, come se non avessimo mai visto nessun altra opera d’arte, come se nessuno ci avesse mai insegnato a dipingere. Bisogna rinunciare alla storia, dimenticare i musei, i grandi maestri, la riflessione che finisca per condizionare i nostri istinti.Solo così si può instaurare un legame diretto con il nostro inconscio, le sue ossessioni, il suo modo di rielaborare la realtà creando un universo inedito e a suo modo sconvolgente. Ma posto in questi termini, anche il brutalismo non riuscirebbe a superare la contraddizione che era tipica di tutto il Primitivismo: si tratta di una forma colta e intellettualizzata, tipica dell’arte d’avanguardia che “gioca” a non esserlo. Gauguin non era un primitivo, era un primitivista che “giocava” a fare il polinesiano per ragioni che rientrano in tendenze particolari della civiltà intellettuale più evoluta. Ciò significa che il Primitivismo si è in effetti proposto di recuperare l’”espressività primordiale”, ma di non ripristinare le condizioni storiche, sociali e culturali che tale espressività hanno determinato. L’uomo moderno dell’occidente non poteva più essere un primitivo; poteva solo ispirarsi ad esso, ma niente di più. L’”espressività primordiale” era dunque un mito, il ricordo di uno stato dell’umanità che veniva immaginato “puro” e veniva mitizzato in contrapposizione alle degenerazioni della civiltà del progresso. E non a caso chi capisce il Primitivismo non capisce l’arte realmente primitiva, ritenuta “inferiore” e incapace di creare prodotti in grado di competere con la raffinatezza intellettuale dell’arte “colta”.Analogamente, dobbiamo distinguere fra “brutali” e “brutalisti”: i primi vivono la loro condizione come naturale, i secondi aspirano ad essa secondo motivazioni di carattere intellettuale. I primi si esprimono per quello che sono, i secondi rielaborano le loro espressioni in chiave “coltan qualunque modo si valuti Mainetti, sarebbe difficile non considerarlo un “brutale” autentico. Mainetti dipinge in modo “selvaggio”, contro i dettati più elementari della “buona pittura”, contro una tradizione del mestiere artistico che ha raggiunto esiti mirabolanti. Lo fa senza nessuno spirito di provocazione, anche se si potrebbe pensare al contrario: Mainetti dipinge con spontaneità e in lui non c’è spazio per la provocazione o per altri divertissement intellettualistici. La sua arte ci ”fa paura” perché è allo stesso modo lontana e vicina a noi; lontana dalle nostre abitudini visive, come se si trattasse di qualcosa di antico che abbiamo represso per sempre; vicina perché quel represso antico è ancora dentro di noi, dentro le nostre anime. In qualunque modo si valuti Mainetti, sarebbe difficile non considerarlo un “brutale” autentico. Mainetti dipinge in modo “selvaggio”, contro i dettati più elementari della “buona pittura”, contro una tradizione del mestiere artistico che ha raggiunto esiti mirabolanti. Lo fa senza nessuno spirito di provocazione, anche se si potrebbe pensare al contrario: Mainetti dipinge con spontaneità e in lui non c’è spazio per la provocazione o per altri divertissement intellettualistici. La sua arte ci ”fa paura” perché è allo stesso modo lontana e vicina a noi; lontana dalle nostre abitudini visive, come se si trattasse di qualcosa di antico che abbiamo represso per sempre; vicina perché quel represso antico è ancora dentro di noi, dentro le nostre anime.

VITTORIO SGARBI


PRANDI ANDREA Andrea Prandi, dopo essersi diplomato al liceo scientifico, ha iniziato la sua formazione artistica presso l’Accademia di Belle Arti di Verona concentrando i suoi studi sull’anatomia e la decorazione. Ha frequentato per molti anni lo studio del Prof. Giorgio Scarato, accademico della Cignaroli di Verona, famoso illustratore di fama internazionale. Gli anni accanto al maestro lo educano ai segreti dell’illustrazione e lo portano a padroneggiare la pittura su tela. La successiva amicizia con lo scultore Carlo Sirolla gli permette di apprendere la lavorazione della materia. Tutti tasselli fondamentali che gli consentiranno di dar vita alle opere della propria passione. L’arte di Andrea Prandi spazia dalla pittura su tela, all’illustrazione, alla fotografia, alla sceneggiatura, alla realizzazione di elementi d’arredo. Nei primi anni della sua produzione si è dedicato al tema del ricordo, sia esso cinematografico o reminiscenza degli anime giapponesi, con l’intento di cogliere l’attimo nella sua essenza emozionale realizzando opere in cui tele, cornici e innesti tridimensionali si fondono in uniche opere originali. La sua produzione si è successivamente concentrata su una profonda ed introspettiva analisi dei misteri dell’universo, in cui l’autore instaura un dialogo scientifico enigmatico col fruitore delle proprie opere. Nell’anno corrente, oltre alla propria produzione artistica, sta lavorando alla realizzazione di una storia a fumetti e di un cortometraggio, entrambi su proprie sceneggiature originali. Nel suo atelier Art-Space espone la personale permanente “Sognando un ricordo” dove le proprie opere e la collezione personale di statue a tiratura limitata e numerata su cinema e animazione giapponese si fondono in un unica installazione, dando vita ad un luogo onirico, unico nel proprio genere. “Andrea Prandi frequenta da diversi anni la mia officina; egli è persona dotata di irrefrenabile fantasia e di grande voglia di raccontare. Questa fervida attività intellettuale l’ha portato a frequentare universi diversi, voli pindarici, linguaggi artistico espressivi in apparente contraddizione. Mi è piaciuto e mi piace viaggiare con il giovane Skywalker”.

Giorgio Scarato

” L’arte di Andrea Prandi “ “Sono convinto che la vita sia molto più magica di quanto siamo abituati a pensare”. Queste le parole con le quali mi ha accolto il giovane artista eclettico nel suo atelier. Entrare nel suo studio è un’esperienza unica, da sperimentare, è come addentrarsi in un mondo di sogni. In tempi difficili come questi che stiamo vivendo, i sogni ci servono per ripartire e costruire il futuro che sta davanti a noi. Andrea è artefice dei propri sogni e per realizzarli fa uso di tutti i mezzi artistici di cui dispone, nonché della sua inesauribile fantasia, energia creativa e capacità comunicativa. La sua arte spazia dalla pittura su tela, al fumetto, alla sceneggiatura, alla fotografia, all’illustrazione, alla realizzazione di elementi d’arredo. Le sue opere, siano esse sculture o tele, sono completamente investite dallo spirito dell’artista, parlano un linguaggio profondo per suggerire sentimenti, emozioni e dialoghi tra l’autore e lo spettatore. La costruzione delle installazioni risponde ad un grado armonico e obbedisce ad una struttura precisa, equilibrata, coerente. Ogni dipinto, così come ogni cornice, sono progettati e lavorati alla ricerca della perfezione del dettaglio e della resa cromatica, tramite un linguaggio estetico tutto personale. Sa spaziare a suo piacimento da un genere d’arte ad un altro, mettendoli in relazione tra loro. Le sue opere, mai banali, fanno dell’innovazione la propria forza. Dipinti sono in grado di scandire il tempo fluttuando in assenza di gravità e immagini possono cambiare sembianza col semplice tocco di un dito. Una seduzione impossibile da descrivere solo con le parole. Attraverso questo sortilegio, che ci culla nell’illusione di essere quello che non siamo e di accedere a esistenze impossibili, la sua arte ci introduce, almeno per un breve spazio di tempo, in un mondo di sogni.

Stefania Zago Esposizioni:

Concorso d’illustrazione Giunchiglia Roma 2004 Concorso di fumetto, illustrazione, sceneggiatura Lanciano nel fumetto 2007 Esposizione Lucca Comics and games Lucca 2010 Vernisage Dogana Veneta Lazise 2011 Esposizione Galleria d’arte Pavanello San Giovanni Lupatoto 2012 Allestimento locale Nuova Speranza Verona 2012 Esposizione Bottega d’arte Chiesa di Pressana 2013 Evento Imaginary Lab Verona 2013 Esposizione Expo Games Bolzano 2014 Esposizione Ada Art Gallery Barcellona 2014 Esposizione The Brick Lane Gallery Londra 2014

Andrea Prandi

Info@arkart.it - www.arkart.ii Atelier Art-Space via Madonnina 16 37057 San Giovanni Lupatoto (VR) - Cell:327/5922002


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NELL’EMOZIONE DI UN ATTIMO” Anime, dipinti, installazioni, illustrazioni… tutto questo è Andrea Prandi, un vero e proprio Big Bang ed universo di capolavori partoriti da un’artista decisamente poliedrico ed eclettico che gioca ed abilmente inventa innumerevoli espressioni artistiche di natura diversa, sia nell’essenza che è pensiero puro, come nella forma che è linguaggio dell’arte. Formatosi presso l’Accademia di Belle Arti di Verona, dove approfondisce gli studi sulla decorazione e sull’anatomia, prosegue la sua ricerca e passione artistica presso lo studio del Prof. Giorgio Scarato, accademico ed illustratore di grande fama. Il suo approccio alla manipolazione della materia avviene nello studio dello scultore Carlo Sirolla. Queste le esperienze formative che hanno contribuito a far diventare ciò che è oggi Andrea Prandi, completo e talvolta visionario. Visioni “spaziali” e quasi magiche invadono il suo repertorio e la passione per il mistero, che ne è sottesa, costella quasi tutte le opere rendendole ancora più suggestive. L’importanza per l‘ignoto e il non detto prende il sopravvento nella serie “I misteri dell’universo” dedicata ad uno dei simboli e monumenti più importanti e studiati della storia, le piramidi, affiancati da opere scultoree e pittoriche che approfondiscono le grandi domande dell’uomo. Big Bang, Sistema, Origine, Angelo o Demone realizzati con materiali e tecniche profondamente diverse, parlano, tuttavia, lo stesso linguaggio, comunicano la stessa intenzione di svelare i grandi misteri della vita. L’universo è un luogo enigmatico e al tempo stesso magico e affascinante nella concezione artistica di Andrea Prandi che si affaccia alla realtà delle cose con positività ed ottimismo, con la stessa volontà di giocare e sperimentare che elabora nelle proprie opere, talvolta scomponendole, altre ricomponendo le loro parti come nel pazzle della vita. Anche il cinema prende il sopravvento in un determinato periodo della sua produzione in cui l’artista sente il bisogno di fermare i ricordi delle pellicole che in lui, poliedrico e instancabilmente curioso, hanno suscitato emozioni forti a partire da “2001: a space odyssey” fino a giungere ad opere dal titolo inequivocabile come “The Matrix”. Il suo estro, tuttavia, non finisce qui, ma continua in una serie tanto più attuale, ispirata agli Anime, celebri cartoni animati giapponesi conosciuti in tutto il mondo che egli riproduce rivelando un’ottima ed abile manualità nella precisione del segno, nella definizione delle forme, dei colori, delle espressioni dei volti, estremamente comunicativi ed esasperati nei gesti e nella concezione del dolore in linea con la tradizione pittorica nipponica. In questo susseguirsi di opere “profane” sorprende e stupisce la presenza di un classico “Cristo Crocifisso” sacro nella tematica e riprodotto da Velasquez seguendo i tradizionali canoni accademici. La fantasia, in tal caso, non è la protagonista dell’opera ma da voce e spazio alla fedeltà riproduttiva del soggetto ed è accompagnata da un accurato studio del passato e dei classici. L’ artista, nel suo evolversi, eredita inoltre spunti e suggerimenti creativi dalle principali correnti artistiche del ventesimo secolo. Ciò risulta in particolare in “Angelo o Demone” presente in Art in Mind (Londra maggio 2014) dove l’eco all‘espressionismo è evidente e forte. Tutto ciò dimostra che essere artista significa, ancora oggi, saper comunicare attraverso molteplici linguaggi e forme, e saper spaziare, con la stessa padronanza e abilità manuale e concettuale dalla scultura alla pittura, alla grafica, al disegno, reinterpretandoli continuamente a seconda del processo storico e del momento in cui l’autore sta vivendo con la consapevolezza che, nella vita, ogni istante di creazione e di ispirazione va fermato “Nell’ emozione di un attimo”. Emozione che scaturisce da schemi che improvvisamente diventano giochi antichi, intrecci di figure e segni che ruotano intorno ad un incastro modificabile e magico, rinnovabile giornalmente come gli antichi ludi artigianali che tanti bambini hanno avuto a disposizione per migliorare la capacità intuitiva e artistica, scatole di composizioni giocose, dove rimuovendo e sistemando diversamente i pezzi si veniva a creare di volta in volta nuovi disegni nuove emozioni. Il tutto al servizio dell’intelletto e della creatività, riportata ai giorni nostri con nuove tecniche per creare sempre nuove e antiche fantasie. Pasqua dott.ssa Enrica critico e storico dell’arte.


Alcuni momenti della serata inaugurale - ore 18,00 del 14 maggio 2014


ACAF-ARTEMISIA GALLERY via G.B.Moroni 124 - 24122 Bergamo Italia tel-+39035241481 - 3895563828 galleria.artemisia.bg@gmail.com www.galleryartemisia.com


"ART IN MIND" - LONDON COLLETTIVA