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La circ. 42 chiarisce ad Uffici e contribuenti le modalità di presentazione e di trattazione delle richieste, e le differenze rispetto all’interpello La circolare n. 42/2011, emanata il 5 agosto dall’Agenzia delle Entrate e disponibile da ieri, fornisce le istruzioni per la presentazione delle richieste di consulenza giuridica da parte dei contribuenti e per la relativa trattazione da parte degli Uffici. Innanzitutto, la circolare precisa che la consulenza giuridica rientra tra gli strumenti di supporto per il contribuente, insieme all’attività di informazione – caratterizzata da un intento divulgativo degli atti normativi e di prassi e di ogni altra informazione che agevola la conoscenza delle modalità di adempimento degli obblighi tributari –, all’attività di assistenza – caratterizzata dal supporto personalizzato e individuale fornito al singolo contribuente per agevolare l’adempimento tempestivo – e all’interpello. Rispetto all’interpello, la consulenza giuridica riguarda l’attività interpretativa finalizzata al corretto trattamento fiscale di fattispecie di rilevanza generale, non immediatamente riferibili a una fattispecie concreta e imputata puntualmente a uno specifico soggetto, ma ad una più ampia platea di potenziali destinatari, presentata: - dagli Uffici dell’Amministrazione finanziaria, inclusa Equitalia (“consulenza interna”); - dalle Associazioni sindacali e di categoria e dagli Ordini professionali (“consulenza esterna”); - da Amministrazioni dello Stato, da enti pubblici, enti pubblici territoriali e assimilati e da altri enti istituzionali operanti con finalità di interesse pubblico (“consulenza esterna”). Il primo livello di trattazione è attribuito alle Direzioni Regionali; il secondo alla Direzione Centrale Normativa. I quesiti che presentano particolare complessità ovvero sono riferiti a norme sulle quali l’Agenzia non si è ancora pronunciata o che incidono su chiarimenti forniti in precedenti atti di prassi o, ancora, che presuppongono la soluzione di questioni relative a interessi diffusi su tutto il territorio nazionale, devono essere trasmessi alla Direzione Centrale Normativa entro quaranta giorni dalla data di ricezione, corredati da un parere motivato sottoscritto dal Direttore regionale in cui è prospettata la soluzione interpretativa ritenuta corretta. La Direzione Centrale Normativa risponde esclusivamente ai quesiti inoltrati: - dalle Direzioni Regionali dell’Agenzia delle Entrate e dalle strutture centrali dell’Amministrazione finanziaria; - dalle rappresentanze nazionali delle Associazioni sindacali e di categoria e degli Ordini professionali; - dalle Amministrazioni centrali dello Stato, dagli enti pubblici e assimilati aventi rilevanza nazionale e da altri enti istituzionali operanti con finalità di interesse pubblico. La richiesta, redatta in carta libera e non soggetta al pagamento dell’imposta di bollo, può essere presentata mediante consegna a mano o spedizione in plico raccomandato con avviso di ricevimento, e deve contenere: - la qualificazione del tipo di istanza (“consulenza giuridica”); - i dati identificativi dell’istante, con la sottoscrizione del rappresentante legale o del suo delegato e l’indicazione del domicilio fiscale, del codice fiscale o della partita IVA; - l’indirizzo presso il quale si desidera ricevere le comunicazioni dell’Agenzia, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax. In particolare, le richieste di consulenze esterne (come sopra individuate) devono contenere: - una descrizione chiara ed esaustiva della questione; - ogni elemento rilevante ai fini dell’inquadramento e della definizione della questione stessa; - la soluzione ritenuta corretta. Stante il carattere generale delle istanze, la circ. n. 42/2011 chiarisce che non verrà fornita risposta a richieste volte al riesame di atti in precedenza emessi dall’Amministrazione finanziaria. La trattazione del quesito non è, invece, inibita in caso di emanazione di atti di accertamento o di attività di controllo in corso qualora sussista l’interesse dell’istante a conoscere il parere dell’Amministrazione al fine di orientare il futuro comportamento dei propri associati o rappresentati. Per contro, nei confronti del responsabile del relativo procedimento, la richiesta di parere non sospende l’azione di controllo, non sposta le competenze e non giustifica il mancato rispetto dei termini di decadenza.


Quanto alla tempistica per l’ottenimento del parere, la circolare si limita a precisare che le strutture interpellate si impegnano a rispondere “entro un termine normalmente non superiore a 120 giorni dalla data di ricezione della richiesta”, ferma restando la possibilità di richiedere ulteriore documentazione a integrazione dell’istanza. Da ultimo, vale la pena segnalare che, nei confronti dei contribuenti che si adeguano al parere reso in risposta alla consulenza giuridica, non sono irrogabili sanzioni, né richiesti interessi moratori ai sensi dell’art. 10 comma 2 dello Statuto dei diritti del contribuente.


La Consulenza Giuridica