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Intervista a Ligabue

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Intervista a Luciano Ligabue di Mara Zatti. Foto di F. Cirri

in occasione del tour europeo di Luciano Ligabue ADESSO-online ha incontrato la grande rockstar prima del concerto del 20 aprile a Monaco di Baviera. Il cantante emiliano ci ha stupiti con il suo modo di fare alla mano e la sua prontezza di spirito, con i suoi pensieri profondi e il suo modo di esprimersi diretto. Il concerto che ne è seguito è stato energia pura che ha fatto cantare e ballare tutti i fan del Liga. altre riviste online

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ADESSO-online: Cominciamo con una domanda sul concerto che hai appena fatto ad Amburgo. Che tipo di pubblico era? Ligabue: Mah, Amburgo mi è piaciuta molto, è stata la prima serata di

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questo tour in cui non c’era il sold out, il locale non era pieno, quindi c’era una situazione un po’ particolare, di partenza. C’erano molti tedeschi e sembrava volessero dire “Adesso vediamo che cosa fa questo qua”… Ed è stato molto bello invece vedere che abbiamo chiuso Spotlight Business Spotlight Spot on

il concerto con la gente coinvolta, che ballava, che forse non capiva le parole ma era tirata dentro da un’emozione. E questo ci è piaciuto molto.

ECOS

Non si è ancora stanchi, dopo così tanti

écoute

anni di grandi concerti, di stadi, di

Deutsch perfekt

cantare in questi piccoli club, così a contatto con il pubblico? Io sono fortunatissimo a poter cantare. Il

Luciano Ligabue in pausa durante il concerto di Monaco

Incontri Percorsi narrativi italiani di fine millennio

mio problema è che non me lo fanno fare

Italienische

abbastanza! se fosse per me io canterei

Gegenwartsliteratur

tutte le sere. È un grande privilegio poter

steht im Mittelpunkt

dire le cose che penso esprimendomi con le

dieses Arbeitsbuchs für

canzoni, quindi sono tutt’altro che stufo. A proposito delle canzoni, cosa pensi del

fatto che queste raccolte dei tuoi brani rendano sempre i fan così

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entusiasti? Basta vedere il successo di Primo tempo, la prima parte della raccolta che è appena uscita…

Das aktuelle Heft

Questo è stato il mio primo Best of. In genere vedo che adesso si fanno

kommt zu Ihnen nach

uscire abbastanza facilmente, dopo 4-5 anni di carriera. Questo invece

Hause. Mehr

è venuto fuori dopo quasi 20 anni di canzoni, di dischi, per cui credo che rappresentasse un momento particolare. Penso anche che sia stato voluto dai fan…

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Io lo trovo anche giusto, nel senso che mi è piaciuto fare i conti con quelle che alla fine sono state le canzoni che la gente in qualche modo ha deciso che erano le migliori. Per me, che faccio musica che deve essere “popolare”, è molto importante sapere cosa pensa la gente. Inoltre nella raccolta ci sono, forse la cosa più divertente, tutti i videoclip. Allora io penso che se tu hai voglia di farti un paio di grasse risate, ti metti su la raccolta dei videoclip con Ligabue nel Novanta o nel Novantuno. E ora una domanda sulla band, che da questo tour è cambiata: com’è suonare con questa nuova formazione soprattutto con una nuova persona, Corrado Rustici, che ti organizza il lato sonoro? Mah, guarda, come sempre in ogni situazione in cui si cambia, c’è una parte che ti fa un po’ soffrire e una parte che porta altre cose… la parte che fa un po’ soffrire è il fatto che ovviamente per la prima volta quest’anno io devo fare a

Ligabue duetta con il chitarrista Federico Poggipollini

meno sul palco di due persone che sono state le uniche due che veramente hanno suonato sempre con me negli ultimi 14 anni, che erano basso e batteria, ed è ovvio, insomma, che è un’assenza che io noto. Per quello che riguarda il resto devo dire che è come se qualcuno mi avesse preparato una bellissima macchina, me l’avesse messa a puntino e avesse detto: “Adesso tu ti metti a sedere, l’unica cosa che devi fare è guidare”. Una domanda ora che interesserà i lettori in Germania. Una domanda sull’ambiente. Tu sei stato definito “eco-sostenibile”, perché hai piantato questi 150.000 metri quadri di foresta per compensare alle emissioni di anidride carbonica prodotte dal tuo concerto. E ora sei anche testimonial della campagna per la difesa dell’ambiente… Ho consentito al Ministero dell’Ambiente di usare la mia versione della canzone ecologista Eppure soffia, di Pierangelo Bertoli, per promuovere l’informazione sull’ambiente. Sai, io credo che sia un tema con cui tutti noi dobbiamo confrontarci. Il rischio altrimenti è quello di girarci indietro quando è veramente troppo tardi e poi di rimpiangere la mancanza di sensibilità. Secondo me il limite l’abbiamo già superato, però resta il fatto che sai, io ho una serie di comportamenti che sono miei, sono personali come abitante del mio paese, ho una serie di attenzioni come la raccolta differenziata, o che so, io ho la macchina ibrida. Questo è un discorso mio, personale, mentre invece un’altra cosa che io posso fare in qualità di personaggio pubblico è cercare di ricordare alla gente che il problema dell’ambiente è un tema che va calcolato sempre, costantemente. A proposito dell’Italia, una domanda sulla nuova canzone Buonanotte Italia. C’è una frase che mi ha colpito molto e che dice “Una bellezza senza navigatore”. È questa l’impressione che hai? Che la gente si senta lasciata a se stessa? No, io sento che non c’è un solo italiano che non ami il suo paese. Però è un amore che costa fatica, perché da un lato sei felice di vivere in un paese bellissimo, con Federico Poggipollini detto Capitan Fede

un’anarchia che ci permette di essere particolarmente creativi, unici, e d’altro

canto però ci sono tutto questi problemi, che sono tanti e non vengono mai risolti. È un paese che non riesce a funzionare, che non riesce ad avere i servizi, è un paese che non riesce ad essere moderno, è un paese che ha una classe dirigente che è quella che è…

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Mi sembra di cogliere un’evoluzione dai testi dei tuoi primi lavori rispetto ai nuovi. Per esempio nel film da te prodotto Radio freccia si trovavano i temi quotidiani dei ragazzi, del bar, mentre nel tuo nuovo libro E la neve se ne frega si parla di problemi del controllo esterno sul singolo che aumenta, del problema ambientale... Allora guarda, io ho sempre cercato di muovermi perseguendo un’intenzione e cioè raccontare solo quello che conosco. Quindi in realtà l’unica grande deroga a questa linea di condotta è stato proprio La neve se ne frega, che però è stata fatta pur sempre per dire le cose che interessano a me. A parte questo, sì, io credo di aver cambiato modo di scrivere e non so dirti da che cosa derivi. Quello che so è che nel tempo credo di avere avuto bisogno di essere un po’ più chiaro nel confessarmi sentimentale. Nelle prime canzoni la parola amore non poteva entrare perché sembrava un po’ una cosa che non c’entrava nella logica di chi fa rock, poi un bel giorno ho cominciato a fregarmene, ho voluto raccontare una parte di me che c’è sempre stata, che c’era anche nelle prime canzoni ma era un po’ nascosta. Un’ultimissima domanda, e poi ti lascio andare al tuo concerto: dopo i successi avuti in tutti i campi in cui ti sei cimentato resta ancora un posto per un piccolo sogno nel cassetto? Ho molti più sogni che calzini nel cassetto. Fa parte della mia natura. Sono uno che sogna costantemente. Mi piace pensare che il sogno sia il carburante più sano che abbiamo, anche se lo paghi sempre, perché un sogno crea una speranza, un’aspettativa, che se poi viene disillusa ti crea parte dell’infelicità di cui tutti soffriamo. Grazie di tutto e buon concerto! Home | Abonnement | Adressänderung | Lehrerservice | Anzeigen | Mediadaten | SprachenShop | Presse | Kontakt | Impressum E-Mail: adesso-online@spotlight-verlag.de Copyright 1999-2008 Spotlight Verlag GmbH All rights reserved Created by CoCo new media

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Intervista a Luciano Ligabue  

Intervista al re del rock italiano Luciano Ligabue.

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