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una mostra a cura di Giuliana Tammaro e Francesco L iggieri

dall’11 al 25 aprile 2009 Galleria Spazio Paraggi Treviso


una mostra a cura di Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri dall’11 al 25 aprile 2009 galleria Spazio Paraggi, Treviso


My World è un nuovo progetto di mostra trasparente curato dagli artisti Francesco Liggieri e Giuliana Tammaro. 17 artisti ed uno spazio, per mostrare e coinvolgere tutti all’interno del proprio mondo!

Catalogo Interviste a cura di Giuliana Tammaro

Curatori Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri

Editing, grafica e impaginazione a cura di Benedetta Crippa http://www.benecrippa.com

Produzione Fauno

In copertina Elaborazione grafica di Benedetta Crippa Stampa a cura di Pixart.it, Marghera (VE) http://www.pixart.it

Hanno partecipato alla esposizione Manusch Badaracco, Silvia Bortot, Andrea Cerruto, Lia Cecchin, Roberto Cesaro, Ryts Monet, Gianmaria Giannetti, Francesco Liggieri, Luca Macauda, Sara Spoladore, Giuliana Tammaro, Lise e Talami, Giorgia Tesser, Vito Pavia, Francesca Perani, en rico en i cola e Collettivo R.A.M. Ha collaborato alla esposizione Ivan Calza a.k.a. dj Muto

Ufficio Stampa Ufficio Stampa Dasler Contatti myworld.staff@gmail.com http://www.myworldproject.blogspot.com Marchio My World, flyer e locandine a cura di Giuliana Tammaro


indice My World ha inizio presentazione di Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri

Artisti Andrea Cerruto Francesco Liggieri Francesca Perani Gianmaria Giannetti Lia Cecchin Lise e Talami Luca Macauda Manusch Badaracco Sara Spoladore Ryts Monet Collettivo R.A.M. Vito Pavia Giuliana Tammaro Silvia Bortot

Contributors Giorgia Tesser Roberto Cesaro en rico en i cola

Sponsor Ringraziamenti


My World ha inizio

Quando ci siamo incontrati la prima volta ci siamo detti che avremmo prima o poi collaborato a qualche progetto... Poi, davanti ad un caffè, le idee sono diventate molto più chiare, abbiamo capito che quello che ci interessava fare era una mostra diversa, che rompesse gli schemi tradizionali, che fosse basata su stima e rispetto reciproci: niente “temino” da sviluppare, niente titolo dunque, niente curatori, niente curriculum; solo buona volontà e qualità delle opere. Ma una mostra senza titolo come si può fare? Ecco dunque la scelta di My World, consapevoli del fatto che ogni gesto artistico non è altro che il riflesso di un pensiero personale, del mondo visto e filtrato che diventa il Proprio Mondo, soggettivo ed introspettivo. My World non è solo una mostra, è la volontà di due persone di non arrendersi di fronte ai meccanismi banali e scontati che infestano il mondo dell’arte: noi desideriamo che sia la qualità dell’opera a parlare per l’artista, non il suo curriculum vitae né il fatto che sia un amico o meno. Niente curatori, ma due artisti desiderosi di sviluppare un progetto comune, senza sotterfugi e con la massima sincerità, che è poi quella che ci aiuta a rimanere uniti anche di fronte alle difficoltà ovvie che si incontrano intraprendendo un percorso del genere… Poche chiacchiere dunque, My World ha inizio e siamo convinti che parlerà da sé. Giuliana Tammaro e Francesco Liggieri


artisti


quando e dove produci la tua arte?

andrea cerruto nato nel 1979 lavora a Como-Modica andata e ritorno web a.cerruto@libero.it

Quando? Dalle ore 8 alle 13 e dalle 15 alle 19 tutti i giorni esclusa la domenica e i festivi… sarebbe tutto molto semplice, purtroppo nel mio processo creativo non c’è un quando e ancora mi sfugge il concetto di tempo. Dove? Dipende, influisce molto il mio “nomadismo razionale”, ma preferisco sempre una casa/studio. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Se sapessi qual è l’opera più rappresentativa della mia ricerca avrei risolto quasi tutto del mio lavoro. Posso rispondere in seguito? condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Mi ritengo un solista che condivide la ricerca con “Qualcuno” e credo fermamente nel confronto.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Il periodo più difficile può essere sempre dietro l’angolo, meglio non disturbarlo. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Ogni volta che intenzionalmente o per casualità mi sono spostato geograficamente, ma è ciò che penso io, anche qui il concetto di crescita mi sfugge come quello del tempo.


Senza titolo (Da Grammichele) olio su tela 52 x 42 cm 2009


quando e dove produci la tua arte?

francesco liggieri nato il 30 luglio 1981 lavora a Venezia web www.collettivorapido.com liggieri.francesco@gmail.com

Dipingo la notte prima di dormire o di mattina presto, non riesco a farlo nel resto della giornata. Il giorno mi serve per fare le cose normali, la notte e le prime ore del giorno per fare pittura, generalmente mi basta solo un cavalletto che sposto a seconda della luce che c’è nelle stanze di casa. La luce nei miei quadri è molto importante. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Con molta probabilità quella che preferisco è a style for anabolic life; con quel lavoro ho sterzato verso un altro tipo di pittura e di modo di vedere la pittura, da lì in poi sono diventato uno scrittore di immagini, un pittore. La più rappresentativa, quella che facilmente si può dire “l’ha fatta Francesco” è la serie Acquiescence (che comprende 30 acquarelli monocromi di un viso che si cancella e si ricostruisce in serie e i due quadri finali dove mostro a chi appartiene il viso degli acquarelli); scelgo quello perché l’ho realizzato in un paio di ore circa, in uno sgabuzzino dove lavoravo allora come portinaio di albergo. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Lavoro da tre anni con sei artisti con i quali condivido l’avventura del Collettivo Rapido, gruppo di cui sono fondatore. L’amicizia

e il rispetto che nutro nei confronti dei colleghi del Collettivo mi permette comunque di mandare avanti le mie mostre in maniera autonoma. qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Non ho avuto momenti difficili, per me la pittura è un modo di essere, di esprimermi. Fino a quando mi divertirò a dipingere difficilmente vivrò momenti di difficoltà artistica. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Il dopo accademia mi ha svincolato da molti accademismi stupidi e inutili che mi hanno bloccato per troppo tempo. Dopo la tesi mi sono sentito un pittore nuovo.

Good Morning, Mister President! tecnica mista su tela 50 x 50 cm 2009


quando e dove produci la tua arte? Ognidove e ogniquando, di giorno con la mia Canon, di notte al pc. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci?

francesca perani nata il 26 ottobre 1972 lavora a Bergamo web me@francescaperani.com www.francescaperani.com

Generalmente sono attratta dalla straordinarietà dell’ordinario. Ritraggo piccole storie a dimostrazione di quanto la quotidianità sempre più aspra sia ricca di immagini vincenti. Da qualche anno il mio interesse si rivolge al mondo distruttivo costruttivo dei cantieri edili. Una dimensione ricca di contrasti, luci naturali e corpi in movimento, sofferenza e rinascita. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Senza dubbio una solista.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Tutte le volte che il mio superego mi abbandona. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Certamente la fotografia si è dimostrata negli anni lo strumento più diretto e naturale per esprimere quell’esigenza di arte che aveva bisogno di manifestarsi, ma il punto di svolta è avvenuto due anni fa attraverso il confronto sempre più dinamico con altri artisti in rete.


Le Gemelle stampa fotografica, lastra dibond, perspex 100 x 70 cm 2008

Momento Settico stampa fotografica, lastra dibond, perspex 100 x 70 cm 2008


quando e dove produci la tua arte? In una ex macelleria di Bari dopo una soddisfacente colazione. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? È difficile rispondere, forse l’opera che non farò mai.

gianmaria giannetti nato il 24 luglio 1974 lavora a Bari e Finale Ligure

condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Sono un solista che dialoga coi propri fantasmi colorati.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Sicuramente all’inizio avevo troppa energia che non riuscivo a trattenere. Ora trattengo un po’ il respiro, ma non troppo, non voglio morire adesso rischiando di alimentare il mito dell’artista che scompare giovane. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Tre cose: 1. un arcobaleno infinito… 2. L’apparizione della madonna. 3. Un tentativo di suicidio finito bene.


Dimensioni non universali con contaminazioni gravitazionali al fine di non avere fine capovolgo il mondo tecnica mista su tela e legno 2008

la verità è un po’ nascosta in una scatola rossa tecnica mista su tela e legno 2008

Senza titolo (1+1+1+1) tecnica mista su tela e legno 2008


quando e dove produci la tua arte? Dipende da cosa devo produrre e dipende da quando ho tempo per farlo. Potendo porre questo quesito a Piero Manzoni, sarebbe stato divertente ascoltarne la risposta poiché me la immagino più o meno così: dipende, una delle mie opere l’ho prodotta nel gabinetto.

lia cecchin nata il 21 luglio 1987 a Feltre (BL) lavora a Venezia web www.liacecchin.com liacecchin@gmail.com

quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Ahimè la mia giovane età ancora non mi concede il privilegio di avere un’opera più rappresentativa della mia produzione. Potrei dire di averne una preferita, ma non sarebbe giusto nei confronti degli altri lavori. Poi gli prende il complesso di inferiorità e non svolgono più bene il loro lavoro. Meglio rimanere nel silenzio. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Sempre che io abbia capito nel modo corretto la domanda, direi che condivido la mia ricerca quando mi sento pronta per farlo. Mi fa ridere pensare a un Piero Manzoni che condivide il suo wc con qualcuno mentre “crea”. In ogni caso, mi scuso per la divagazione, dicevo, in alcuni casi il lavoro è solo mio finché non è finito, incelophanato

e infiocchettato (anche se, in verità, nessun mio lavoro è mai ultimato totalmente, c’è sempre qualcosa che non va e magari, a volte, è proprio il fiocco), in altri casi sento il bisogno di confronto con gli altri da subito, da quando ho una parola, un materiale, una forma, una frase, un qualcosa in testa da cui decido di voler ricavare un’opera. qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Il periodo più difficile? A 21 anni forse direi che il periodo più difficile è stato quando, cioè, nel senso, no, forse non ho capito bene, periodo difficile, mmm, sì! Il mio periodo difficile è stato quando no boh, alla fine potrei dire che, ma invece non avrebbe senso che io lo dicessi perché non sarebbe poi così vero che io e quindi, se solo io, no. Forse non ce l’ho avuto, ma non ne sono sicura sicura. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Due i miei punti di svolta. 1°: alle superiori, quando la mia prof. di arte, anziché farci studiare libri polverosi, ci faceva leggere e guardare patinati FlashArt, Juliet, Tema Celeste… e poi durante le gite ci portava ai più rinomati centri per l’arte contemporanea, il più delle volte mentendo al preside su cosa andassimo a visitare.

2°: il laboratorio di arte con Alberto Garutti. Lui è stato autore di ciò che mi porta ora a fare quello che faccio e a farlo come lo faccio. A pensare.


Il lavoro nasce dal desiderio di trovare una connessione tra arte e intimitĂ . Questo progetto mette in scena la relazione tra galleria e casa: il visitatore indossa le ciabatte prima di entrare e vedere le opere. Le ciabatte vengono normalmente calzate in un contesto domestico, intimo, in cui di norma, si sta a proprio agio.

In questo senso, il lavoro vuole riportare la fruizione dell’arte alla sfera intima, ripulendo i contesti istituzionali della loro sovrastruttura fatta di burocrazia e apparenza, le quali risultano esser parte integrante delle logiche del mondo dell’arte, logiche su cui esso pare basarsi.


quando e dove producete la vostra arte? Alberto (disegni): tutti i giorni, ho uno studio ricavato da un garage. Alessandro (testi): all’ultimo minuto disponibile, in salotto, al computer. Entrambi: tutti i sabati pomeriggio ci troviamo per progettare il lavoro.

lise e talami nati il Alessandro Lise: 3 Giugno 1975 Alberto Talami: 11 Maggio 1973 lavorano a Padova web www.blizzblogblog.blogspot.com blizzblog@gmail.com

quale ritenete sia l’opera più rappresentativa della vostra produzione o che preferite? L’ultimo progetto è sempre il migliore! condividete la vostra ricerca con qualcuno o vi ritenete solisti? Be’, siamo in due e portiamo avanti assieme quasi tutti i nostri progetti legati al fumetto. Tutto il lavoro poi passa attraverso diverse mani di amici che lo commentano prima che sia definitivo.

qual è stato, se l’avete vissuto, il periodo più difficile del vostro percorso fino ad ora? Forse l’inizio, quando tutti ci ripetevano che ciò che facciamo non era (è?) vendibile. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la vostra arte? Quando abbiamo conosciuto Marco Corona e ci ha definito zozzoni.


ULMER matita, china e computer 14 x 19 cm 2008


quando e dove produci la tua arte? Potrei rispondere all’interno di uno spazio, con la musica o il silenzio; penso però che le idee possano prendere forma anche sul treno per Brescia dopo un pomeriggio passato a girovagare per le gallerie di Milano.

luca macauda nato il 24 gennaio 1979 lavora a Brescia web lucap79@hotmail.com

quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Ogni opera può essere la più rappresentativa, perché è testimone del periodo che l’ha generata. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Mi ritengo un solista per tutto ciò che ha bisogno di solitudine e intimità. Non riesco ad immaginare amici (artisti o no) che entrano ed escono dal mio studio/casa durante la creazione di un mio lavoro. Per il resto penso che gli artisti abbiano sempre bisogno di condivisione, confronto e scambi di idee.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Ogni momento che precede il buon esito di un lavoro. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? La mostra di Chuck Close all’American Accademy di Roma nel 2002 rivoluzionò il mio modo di lavorare. Ovviamente con i suoi vantaggi e svantaggi.


Senza titolo olio su tela 80 x 100 cm 2008


quando e dove produci la tua arte? Mi metto a dipingere appena posso e mi ritaglio settimane d’isolamento se il quadro lo richiede… Dipingo su di una piccolissima veranda in Milano Lambrate (è un balcone chiuso da vetrate) ma è molto romantica.

manusch badaracco nata il 5 ottobre 1982 web www.manuschbadaracco.com snafulz@hotmail.it

quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Gli occhi di Edo è un’opera molto

vecchia ma è stata la prima che mi ha fatto distaccare dalla rappresentazione in senso stretto. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Mi piace condividere, anche perché mi affascinano le ricerche e i pensieri altrui, anche se poi vado avanti un po’ a mulo per la mia strada. qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Ne ho vissuti un paio: il primo è stato il quarto anno di accademia; ho avuto un blocco assoluto e stavo malissimo. Il secondo è stato un anno fa quando ho deciso di intraprendere un percorso un po’ diverso rispetto a quello che facevo, comunque più o meno ogni tre

quadri c’è sempre un momento di crisi, soprattutto se uno di questi tre piace particolarmente. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Capire serenamente che l’unica cosa che mi fa stare veramente bene è continuare la mia ricerca al di là di tutto e abbandonare una vita per inseguire questa convinzione.

Il bel paese olio, smalto, foglia d’oro su tela 150 x 100 cm 2009


quando e dove produci la tua arte?

sara spoladore nata il 6 ottobre 1984 viene da Venezia web hamilton_111@hotmail.it

Il luogo non ha importanza, direi ovunque io vada trovo elementi e spunti per le mie fotografie in quanto la maggior parte del mio lavoro fino ad ora si svolge per lo più all’aperto piuttosto che in studio, i periodi di produzione variano abbastanza, posso passare anche mesi nel buio totale senza produrre e momenti di lavoro continuo. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Difficile decidere quale sia la mia opera più rappresentativa, in quanto il mio lavoro si divide in periodi completamente differenti l’uno dall’ altro, che variano dal soggetto stesso della foto al tipo di stampa. Posso comunque dire che il lavoro a cui sono più affezionata è quello che ho portato alla Biennale di Alessandria. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Mi ritengo completamente solista. A partire dall’idea iniziale di un progetto, tendo a non seguire suggerimenti, per quanto possano migliorare il mio lavoro; non lo sentirei più del tutto mio, quindi posso considerarmi del tutto solitaria.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Non ho incontrato (almeno finora) momenti difficili nel mio breve percorso di lavoro; le difficoltà, ad essere sincera, più che nel produrre le incontro nel momento in cui mi trovo a spiegare e raccontare la mia opera. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Il punto, più che di svolta direi di stimolo, che mi ha fatto crescere e soprattutto maturare, è stata alla mia prima mostra fotografica dove sono stata messa a confronto con fotografi professionisti e giudicata dagli stessi.


Senza titolo fotografia, 50 x 70 cm 2008


quando e dove produci la tua arte? Mi capita di produrre cose di cui sono soddisfatto in qualunque posto e a qualunque ora del giorno o della notte. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci?

ryts monet nato il 5 maggio 1982 vive e lavora tra Venezia e Lignano Sabbiadoro web rytsdesign@gmail.com

Sicuramente l’elefante rappresenta e riassume molto bene quale sia il mio approccio all’arte.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Non lo so, non credo che ci sia un periodo preciso, piuttosto tanti momenti difficili ogni giorno alternati ad attimi di tregua e ad intensi istanti sereni. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Smettere di ascoltare musica hip hop ed iscrivermi all’università!

condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Mi ritengo decisamente “solista” anche se, quando creo qualcosa di nuovo, sento sempre il bisogno di mostrarlo a qualcuno di fidato.

Il mio diavolo illustrazione vettoriale su carte variabili 2008


quando e dove producete la vostra arte? Non consideriamo il nostro lavoro una produzione, quanto una proposta condivisa di convergenza e incontro con il pubblico e il suo essere in ascolto. Nell’attimo più rilassante, distaccatamente.

collettivo r.a.m. nato nel 2008 lavora a Brescia web www.collettivo-ram.it info@collettivo-ram.it

quale ritenete sia l’opera più rappresentativa della vostra produzione o che preferite? Per ora nessuna. condividete la vostra ricerca con qualcuno o vi ritenete solisti? R.a.m. (random access memory) qual è stato, se l’avete vissuto, il periodo più difficile del vostro percorso fino ad ora? Sempre “questo”. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la vostra arte? (sempre questo)

DSC_5774 performance sonora scultura centripeta 150 cubi di legno, live electronics dimensioni variabili 2009


quando e dove produci la tua arte?

vito pavia nato il 7 novembre 1983 lavora a Valencia (Spagna) web www.vitopavia.com creative@vitopavia.com

Non c’è uno spazio fisico piuttosto che un altro che stimoli la mia creatività, tutto il processo di creazione si svolge nella mente e non c’è un quando, a volte in una collina, a volte sulla tazza del water, per la strada, al lavoro o quando non posso dormire la notte. L’intuizione creativa anche se “razionale” avviene per casualità, ci si ritrova nel momento x, nel posto y pensando a qualcosa, l’insieme delle variabili mista all’esperienza umana dell’individuo dà l’idea per la creazione. Una volta che la mente sa esattamente qual è l’immagine, cerco un setting, faccio la foto e poi passo diverse ore davanti al computer perché il risultato finale si avvicini il più possibile a quello che ho pensato. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? È difficile stabilire quale sia la “migliore” opera prodotta, penso che ce ne sia una per ogni periodo. Per l’esposizione di MyWorld ho selezionato le foto più rappresentative di questo determinato momento della mia vita e della mia produzione attuale. Allego una collezione di ritratti che significano un periodo rappresentativo della mia produzione.

condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? La mia ricerca è il frutto delle connessioni che le persone e il mondo esterno creano con me, cerco di rappresentare quello che sento, il risultato di un’esperienza. Condivido la ricerca con il mondo che mi circonda, anche se la fase di creazione e produzione preferisco farla da solo; andare a fare foto è come andare a pescare, sedersi solo su una roccia e stare lì ore a pensare, solo tu e il mare. qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Anche se le foto che presento in MyWorld sembrano tristi, sofferenti o violente, non vivo l’arte come sofferenza, anzi è uno spazio di evasione dalla mia realtà che permette di unire la mia capacità visiva con la sensibilità della foto. Il periodo più difficile è quello che vivo con il mio lavoro quando devo mettere in pratica le mie capacità per vendere qualcosa di moralmente sbagliato. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? L’incontro con altre persone, non per forza artisti, a volte più artisti di quello che pensano, gente che stimo molto. Uno di questi

è un pittore valenciano schivo e con molta esperienza, Carlos Casamayor; il punto di vista del suo realismo pittorico ha stimolato un grande cambiamento nella mia visione della fotografia.


Uccidendosi fotografia, 30 x 20 cm 2008

Spiandosi fotografia, 30 x 20 cm 2008

Compiacendosi fotografia, 50 x 70 cm 2008


quando e dove produci la tua arte?

giuliana tammaro nata il 22 marzo 1985 lavora a Treviso e Venezia web http://giulianatammaro.blogspot.com www.flickr.com/photos/ giulianatammaro giuliana.tammaro@gmail.com

Dipingo quando ho la testa sufficientemente libera dai pensieri della vita quotidiana (università soprattutto)... Dove? Fino a prima di trasferirmi a Venezia, nel salotto di casa mia, sotto lo sguardo ricco di giudizi degli altri abitanti della casa (i genitori)... Ora che sto a Venezia ho da poco ritrovato l’energia per usare pennello e colori e dipingo nel salotto/entrata di casa, o sul divano o in piedi appoggiata alla libreria e sempre sotto lo sguardo ricco di giudizi degli altri abitanti della casa (le coinquiline). Ora come ora, per sopportare l’impossibilità di dipingere con frequenza, fotografo con la mia Canon, la porto ovunque posso, per non perdermi nessun istante prezioso. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Di pittura sicuramente Sometimes Dreams Are So Heavy, opera che mi ha aperto molte porte e che riassume in un’unica immagine ciò che sta dietro la mia produzione artistica: il sogno. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Condivido più che posso con chi riesce a darmi qualcosa, anche

quello che può sembrare più insignificante ad uno sguardo disattento per me ha valore. Discuto dei massimi sistemi dell’arte e delle cose più inutili che costellano l’esistenza di ognuno di noi con tutte le persone che ritengo intelligenti e stimolanti... questo mi aiuta a tenere sempre in movimento la mente, perchè non si atrofizzi e non s’incastri nei ritmi banali legati alle necessità quotidiane.

mai, di rinnovare ogni giorno il mio pensiero; le persone di cui ci si circonda credo siano fondamentali, sono loro i veri e propri punti di svolta.

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Le prime porte in faccia mi hanno fatto stare male... il vedere come il sistema dell’arte sia viziato mi fa sempre stare male ed è anche per questo che con Francesco abbiamo creato My World, per portare qualcosa di nuovo, dove le raccomandazioni non funzionano ma solo la qualità nel lavoro di ognuno. I momenti più difficili in assoluto sono quelli in cui sento l’impossibilità di esprimermi come vorrei. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Il periodo che ho passato a Milano a cavallo tra il 2006 e il 2007 è stato importantissimo... ho scoperto il mio mondo interiore e gli ho dato il giusto peso. Inoltre il confronto con il mio ragazzo è ciò che mi permette di non annoiarmi

Autoritratto olio su tela 50 x 50 cm 2009


quando e dove produci la tua arte?

silvia bortot nati nel 28 dicembre 1984 lavora a Treviso e Venezia web sibyfly@libero.it

Parto dal concetto che la mia arte per me è anche lavoro, fatto con passione, fatto da notti insonni, fatto da curiosità, fatto con tutto e da tutto ciò che mi circonda. Quindi devo sempre trovare un compromesso tra ciò che creo e l’utente finale a cui è destinata la creazione in quanto tale. Produco in qualsiasi posto che mi trasmetta un senso di appartenenza, dove sto bene, solitamente in uno spazio ampio e più vuoto possibile, ma non per forza deserto, a volte circondata dal silenzio e altre avvolta da buoni suoni.

Osservo, percepisco, respiro ogni cosa, apprendo e soprattutto faccio tesoro d’influenze e consigli altrui, tutto mi forma. Sono la prima a cercare confronti e scontri con colleghi, artisti, addetti ai lavori, ma anche con persone che fanno completamente altre arti e mestieri, credo sia molto più costruttivo un confronto con gente che non usa il “tuo linguaggio”, non m’interessa solo ricevere pareri tecnici o quant’altro, in primis voglio sapere se il mio creare riesce a comunicare nell’immediato in modo semplice, emozionando, provocando qualcosa che catturi attenzione, o solamente una sensazione di piacere. Se ciò accade, ho fatto bingo.

quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci?

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora?

Non ho una creazione a cui sono particolartmente legata, io spazio dalla grafica alla fotografia, a creare con il pongo, con i lego, con la carta, fino a giocare con i colori della frutta e della verdura. Ogni cosa che mi “parla”, io la prendo in considerazione. Mi piace pensare alla semplicità prima di tutto, a quelle cose essenziali, belle e basta, o ai dettagli piccoli quasi invisibili, ma che un buon occhio sa notare e capire.

Costantemente il mio percorso è difficile, ho una responsabilità sociale nel comunicare, essere una creativa comporta costantemente compromessi, devo sempre trovare soluzioni ai problemi, e come se non bastasse le devo trovare con un’etica, con il mio stile e soprattutto con una regola estetica indiscutibile. Fare grafica non è un gioco, non è un passatempo, è un lavoro progettuale a 360°, come un ingegnere quando progetta un ponte. Non tutti possono fare grafica come non tutti possono fare ponti. Difficile è far capire a terzi che la figura del grafico è una vera e propria professione, che deve avere il suo giusto compenso e rispetto. Io sono una grafica, un po’ artista, ma sono una grafica. La mia creatività non è solo per me

condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Credo sia molto importante lavorare in gruppo, anche se mi ritengo una solitaria, ma allo stesso tempo socievole e ingorda di energie altrui.

stessa o fine a se stessa, è al servizio altrui, quindi ogni giorno è una guerriglia costante, in una società dove non ci sono più spazi vuoti e dove la cultura visiva è paragonabile allo smoking con il calzino di spugna bianco. Senza nulla togliere al calzino di spugna bianco! quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Ogni giorno incontro “puntini”, che non mi fermano e per “l’appunto” mi fanno svoltare. Un puntino, anzi puntone è stato un “incontro del terzo tipo” con la stampa tipografica e i caratteri mobili (semplicemente stupendi… da mangiare), con la fotografia in pellicola dopo, ed infine aver scoperto un’etica del creare, così da far mio un modo di creare. Il mio interesse per il sociale ha contribuito molto al mio modo di fare e produrre grafica. Oltre al bello ci deve essere il rispetto per tutto, per la carta, per i materiali, per i colori e per l’ambiente. Sempre. Ottenere il massimo con poco. È uno stile di vita e una scelta, è ciò che più ci appartiene perché intimamente nostra.

Abbraccio di un attimo stampa su tela da negativo originale 60 x 60 cm 2009


contributors


quando e dove produci la tua arte?

giorgia tesser nata il 10 novembre 1986 viene da Venezia web www.myspace.com/polpa conneyo@gmail.com

qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora?

Quando ho tempo, nei ritagli, anche di spazio qualsiasi.

quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci?

quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte?

Non mi piace definire opere i miei lavori. Solitamente preferisco le ultime cose sfornate, le altre diventano passi di un percorso. In questo momento dunque potrei dire: un libricino di illustrazioni realizzato con Enrico Lucchese.

Ogni incontro che si è poi trasformato in una collaborazione.

condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni una solista? Disegno e progetto da sola, ma collaboro con altre persone. Ho creato un progetto che si chiama polp!, con Monica Netto, per dare forma ai miei scarabocchi: produciamo spille e ultimamente piccoli manufatti in stoffa e libricini illustrati autoprodotti. Collaboro poi con il gruppo en rico en i cola nei loro live, proiettando in diretta i miei disegni (videoillustrazioni).


texture (manualetto per rappresentazioni) fotocopia su carta uso mano e stampa laser su carta da lucido, rilegatura cucita a macchina 14,8 x 21 cm 2009


quando e dove produci la tua arte?

roberto cesaro nato il 11 marzo 1975 lavora a Quarto d’Altino (VE) web http://robycesaro.blogspot.com

pubblicazioni Racconti e articoli vari su 6:00AM Skateboard Culture Magazine (www.6am.it). Condominio Frontemare (Auteditori, 2004) – racconto lungo Skate or die! (Auteditori, 2006) – racconto illustrato Isabelle Huppert più arrotondata (Subway letteratura, 2007) – racconto

Scrivo appunti a penna su quaderni e notes vari, ovunque mi trovi. Spesso scrivo a letto prima di dormire, o anche tra sonno e veglia, nel senso che mi addormento un po’ e poi mi sveglio e scrivo le idee concepite mentre mi stavo per addormentare… Tutto ciò è un po’ faticoso e scomodo perché spengo e riaccendo la luce molte volte, fin che crollo definitivamente. Poi comunque lavoro sugli appunti davanti al pc, nel mio studio. quale ritieni sia l’opera più rappresentativa della tua produzione o che preferisci? Sono particolarmente affezionato al racconto lungo Condominio Frontemare, perché è forse la cosa su cui ho lavorato e investito di più, sia dal punto di vista artistico-creativo che da quello “promozionale”. È il primo libretto che ho pubblicato con il gruppo di autoproduzione editoriale Auteditori, e mi ricorda il primo intenso periodo di lavoro nel gruppo e tutte le energie impiegate per scrivere, produrre i libretti e cercare di farli arrivare al maggior numero possibile di lettori, attraverso pubbliche letture e altri canali di distribuzione e promozione. condividi la tua ricerca con qualcuno o ti ritieni un solista? Scrivo da solo ma trovo indispensabile il confronto con la mia compagna e alcuni amici.

Per me poi è molto importante sentire le opinioni di tutti i lettori, per capire cosa gli ha trasmesso il mio lavoro. Trovo inoltre indispensabile poter parlare di letteratura e arte in generale con tutte le persone che condividono queste mie passioni, a cominciare da chi mi sta più vicino. Infine non potrei scrivere se non fossi ispirato dagli scrittori, musicisti, artisti in generale che amo, ma anche da tutte le persone sulla faccia della terra che fanno qualcosa che io ritengo particolarmente importante, innovativo ed interessante. qual è stato, se l’hai vissuto, il periodo più difficile del tuo percorso fino ad ora? Nel mio percorso artistico ho superato molti momenti difficili, ma non saprei stilare una graduatoria. Posso però sicuramente dire che trovo molto difficile anche il momento che sto vivendo ora, perché sto faticosamente cercando un equilibrio tra il lavoro che devo svolgere per mantenermi e le mie passioni per la letteratura e lo skateboarding, che sono per me, in qualche strano modo, complementari. quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la tua arte? Siccome scrivere è il modo che ho trovato per stare al mondo, tutte le svolte della mia vita hanno influito sulla mia scrittura, quindi anche solo tentare di raccontare tutto sarebbe impossibile in questa sede.

In ogni caso, alcuni punti di svolta più strettamente artistici, sono stati sicuramente: pubblicare le mie prime cose sul giornale della scuola superiore e su una fanzine che producevo con alcuni amici skaters, ed avere quindi un primo rapporto con un pubblico di lettori; il contatto con alcuni gruppi impegnati sul piano politico-sociale: nel piccolo paese dove ho sempre vissuto, ma anche alla scuola superiore e poi all’università; il passaggio da una scuola tecnica, come la tanto sofferta ragioneria, alla Facoltà di Lettere a Venezia, che credevo fosse un toccasana, mentre invece si è rivelato per molti aspetti una delusione: il primo approccio con la cultura letteraria accademica è stato molto difficile e per terminare gli studi ho dovuto per forza e con grande fatica elaborare una “strategia di convivenza” con quel mondo così distante dal mio approccio creativo alla letteratura; la fine degli studi e la scelta di dedicare le mie migliori energie alla scrittura, senza mai smettere di skateare; la fondazione del gruppo Auteditori con cui ho condiviso anni di confronto sulla scrittura, lavoro editoriale e attività artistica più ampia per la divulgazione delle nostre opere attraverso reading che coinvolgevano anche la dimensione musicale e visiva; infine il mio lavoro in biblioteca e la ricerca di un nuovo equilibrio in cui riuscire a scrivere e skateare oltre che stare in piedi economicamente…


Condominio Frontemare Auteditori, 2004 Skate or Die! 2006


quando e dove producete la vostra arte? Spazio Sputnik o casa camera nostra. Orario indefinito. quale ritenete sia l’opera più rappresentativa della vostra produzione o che preferite?

en rico en i cola nati nel Enrico Lucchese: 4 gennaio 1981 Nicola Lucchese: 29 maggio 1978 En rico en i cola: 2006 lavorano a Venezia web www.myspace.com/enricoenicola www.auteditori.it www.spaziosputnik.it enricoenicola@gmail.com

Un po’ tutti i pezzi che abbiamo messo in circolazione ci rappresentano. Anche nella loro imperfezione. Ci interessa ottenere un bel equilibrio tra le parti. Parte 1, parte 2 e parte 3. Le 3 parti in ballo. Non dico quali, ma se vi sentite coinvolti in 3 punti, ci siamo. :)

quali sono stati i punti di svolta che hanno fatto crescere la vostra arte? Il suono della voce e il suono delle macchine e continuare a scoprirli. Ecco, ci risiamo! Ma è colpa di Nicola. Guardandosi indietro sembra ci siano dei chiari momenti di svolta (anche troppi da elencare) tutti belli impacchettati e pronti per essere detti; ma se poi ci concentriamo capiamo che ogni giorno puntini e puntini. In generale, conoscere cose e persone di volta in volta importanti. I nostri amici. I loop. I rapporti.

condividete la vostra ricerca con qualcuno o vi ritenete solisti? Una coppia solista. Condividiamo la ricerca / con tanta brava gente / ma però privatamente. qual è stato, se l’avete vissuto, il periodo più difficile del vostro percorso fino ad ora? Si susseguono periodi facili e difficili. Ci sono stadi sterili passivi che però sono fasi di ascolto, di assorbimento fondamentali e poi momenti fertili, produttivi… e così via. Non ne veniamo fuori, rispondere a queste domande è difficilissimo.

Press the pul santino Elettronica / Techno / Pop Auteditori, 2007


Via Cesare Battisti 11 30027 San DonĂ  di Piave Venezia mail: info@diy-interni.it


Iniziativa realizzata grazie al contributo ed alla collaborazione di

Partner tecnico D. I. Y.

Spazio Paraggi http://www.spazioparaggi.it

Fotocopisteria dello studente

L’evento è sponsorizzato da

Con il patrocinio del Comune di Treviso Fauno

Con il supporto di Blogger

Media sponsor L’Arengo del Viaggiatore


ringraziamo I curatori di My World, Francesco Liggieri e Giuliana Tammaro, desiderano ringraziare tutte le persone che si sono impegnate al massimo per far sÏ che la mostra potesse avere luogo: gli artisti, lo staff dello Spazio Paraggi, Barbara Congiu, Benedetta Crippa e chi, durante tutti questi mesi, ci è stato vicino e ci ha aiutato a portare a compimento quest’importante esperienza.


My World  

My World, nasce dal desiderio di rivolgere ad altri artisti, oltre che a se stessi, le domande: che mondo sei/siamo? Come ci rappresentiamo?...

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