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LUXURY MAGAZINE Periodico Trimestrale N° 18 - EURO 9,50

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FERZAN OZPETEC

Il confine tra vita e finzione

LUXURY CATS

Gatto, tra vizi e lusso

EXCLUSIVE PARTY

Parola d’ordine: “stupire”

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cinema

le Specdiiacina

Me iatria to e Odon 2 014 APRIL

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w w w . m y l i f e s t y l e . i t


sommario FERZAN OZPETEK il confine sottile tra la vita e la finzione

cinema

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luxury

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exclusive party per essere indimenticabile deve stupire

lifestyle

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luxury cats il gatto, padrone dei vizi e del lusso

orologi

30

jaeger-lecoultre dal 1833, passione e tecnologia all’avanguardia

economia top selection

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LA BANCA SMART bpp e il connubio tra tradizione e digitalizzazione

arte top selection

42

multipli d’autore con art&co gallerie per creare la propria collezione di opere d’arte

economia top selection

46

un NUOVO ponte sul mediterraneo meeting istituzionale camera euromediterranea - confindustria

wine

48

il nettare degli dei top wines, il lusso di gustare il meglio

alta cucina top restaurant

56

gourmet tour: trentino i ristoranti di alta cucina alla prova degli esperti di passionegourmet.it

photographer

64

michele coccioli

luxury

72

giramondo di lusso in stile “upper class”

automobili speciale porsche

80

porsche macan

automobili speciale porsche

88

un classico...di domani nuova porsche 911 targa

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6


cinema

FERZAN OZPE TEK

Il confine sottile tra la vita e la finzione L’amore, quello in senso più universale e sfaccettato è uno dei temi predominanti e caratterizzanti della filmografia di Ferzan Ozptek, raccontato anche nel suo ultimo film, dal titolo Allacciate le cinture, uscito in tutte le sale il 6 marzo scorso, scritto con Gianni Romoli. Un suggerimento a proteggersi dalle turbolenze della vita, dai suoi improvvisi scossoni. Non sono mai amori qualunque, quelli di Ferzan Ozpetek, sono sempre sceneggiati sullo sfondo di grandi passioni, grandi contrasti e l’incombere del tempo, inesorabile e portatore di cambiamenti. Del resto il tempo è un flusso, inevitabilmente connesso alla vita e all’avvicendarsi delle cose. Chi non ne ha paura? Chi, almeno una volta nella vita, non si è fermato a chiedersi come sarebbe stato chiudere un attimo gli occhi e risvegliarsi qualche anno più tardi, per capire che corso avesse preso la propria strada? E di queste suggestioni semplici e intime è maestro Ozpetek, non solo per la sua innata e particolare capacità di raccontare attraverso le immagini, ma anche per una sorta di sospetto che si genera in chiunque lo segua dagli esordi (è del 1997 il debutto con Hamam – Il bagno turco, a cui segue Harem Suarè nel 1999, del 2001 Le fate

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ignoranti, del 2003 La finestra di fronte, del 2005 Cuore Sacro, del 2007 Saturno Contro, del 2008 Un giorno perfetto, del 2010 Mine Vaganti, primo dei suoi film girato a Lecce, del 2012 Magnifica Presenza): quanta vita personale c’è nei suoi film, quanto racconto di sé, quanta ispirazione a persone reali? Alla seconda opera girata a Lecce, il regista turco naturalizzato italiano, riporta i riflettori su una città del sud assolata e bianca - Lecce - per raccontare la storia di Elena e Antonio, il cui amore sboccia con un’irrefrenabile passione e deve attraversare negli anni delle turbolenze inattese; da questo il titolo. Tornano anche in quest’ultimo film i grandi temi su cui ruotano le sue storie: l’amicizia, la cucina, l’amore, i segni del destino ed il modo in cui si reagisce, e non manca la carovana rappresentata dalla famiglia, che trova il suo prediletto posto in case affollate da donne colorate e spumeggianti. Una sorellanza che si manifesta nel modo più spontaneo tra amanti, amiche e perfino tra rivali,

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cinema

tra “moglie” e “amante”, che riescono ad andare oltre le barriere imposte dalla competizione e ritrovare qualcosa l’una nell’altra. Così accadde tra Isabella Ferrari e Margherita Buy in Saturno Contro, così accade in Allacciate le cinture tra Kasia Smutniak e Luisa Ranieri. Ritorna il tema profondo e misterioso della malattia, come in Le fate ignoranti, a segnare il percorso di una maturazione dei sentimenti ed una presa di coscienza consapevole. Una crescita umana che racconta l’universalità dei sentimenti, che mai sono categorizzati o indirizzati nel genere. L’amore e la passione omosessuale si mescola a quella eterosessuale, valicando i confini incomprensibili della ragione e approdando ai sensi ed al cuore. Si fondono dramma e commedia, proprio come accade nella vita, come lo stesso regista afferma: «Ho sentito l’esigenza di raccontare una storia d’amore potente, la passione, le frustrazioni sentimentali, il bisogno a volte inespresso di tenerezza e l’elemento perturbante che sconvolge le vite dei protagonisti, mettendoli di fronte a scelte che cambiano il loro destino e quello di chi

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li circonda. La storia in un primo momento sembra essere leggera, poi a distanza di tredici anni le cose cambiano, da una parte migliorano, dall’altra peggiorano. Avvenimenti sorprendenti metteranno in discussione tutte le certezze per arrivare a un finale in cui tutti i nodi si scioglieranno». Un finale alla sua maniera, in cui allo spettatore è lasciata una sorta di consegna da svolgere a casa, una sorta di elaborazione di contenuti. Perché in quei personaggi ciascuno ha potuto rintracciare un po’ di se stesso. Ciascuno ha passeggiato nelle musiche, sempre accuratamente scelte (come il recupero di A mano a mano di Riccardo Cocciante, cantata e mai incisa dall’indimenticato Rino Gaetano), ciascuno ha vissuto un pezzo di storia, ha inventato una nuova reazione, un nuovo finale. Il regista torna a girare a Lecce, dopo Mine Vaganti, perché è la sua città preferita assieme a Roma e Istanbul, definita un palcoscenico all’azione filmica: «Amo le persone che la abitano, mi sento a casa, ho coltivato nel tempo rapporti e amicizie molto profonde».

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cinema

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Ozpetek ha scelto ed avuto molte muse, personaggi costruiti su misura che sono diventati indimenticabili, come Serra Ylmaz, suo talismano ed attrice in ben cinque dei suoi film. Kasia Smutniak è protagonista di “Allacciate le cinture”, interpreta Elena, ruolo pensato e cucito per lei. Sue le parole che raccontano dell’empatia del regista sul set: «Ferzan è un regista in grado di coinvolgere e motivare tutte le persone del set, anche se alla fine è sempre lui a decidere chiede spesso il parere di tutti, dai protagonisti ai macchinisti e tutti sono attenti a quello che succede e si sentono stimolati. È un metodo di lavoro intimo e inconsueto, Ferzan non vuole sentire parlare di preparazione per il personaggio ma preferisce sempre seguire l’istinto, quel qualcosa di misterioso che riguarda la creatività di un artista». È questa la magia, che arriva oltre gli attori fino allo spettatore, quella particolare dote che si chiama coinvolgimento emotivo, supera il tempo e racconta l’amore, nel senso più universale e colorato che si possa immaginare.

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cartier.it Copertino - Via C. Mariano, 280 - Tel. 0832 947344 Lecce - Via Oberdan, 19 - Tel. 0832 453095

cinema


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luxury

E XC LU S I V E PA R T Y PER ESSERE INDIMENTICABILE DEVE “STUPIRE”

La festa come evento esclusivo, unico nel suo genere. Che sia un party intimo od una cerimonia ben presenziata la parola d’ordine è, per chi se lo può permettere, “stupire” con effetti speciali ed invenzioni raffinate. Da molto tempo ormai il trend degli eventi si è inserito nel solco della personalizzazione e gli eventi di lusso rappresentano un business in continua ascesa. In Italia, come all’estero. Accantonato, quindi, lo schema classico ed un po’ banale della solita festa costruita sulla buona musica e sui cibi sofisticati, la direzione vincente è quella di coccolare i propri ospiti, servendoli da testa a piedi, e facendoli calare in un contesto unico ed emozionante. La tappa obbligata per un’organizzazione di successo è quella di affidarsi ad un’agenzia di eventi. E la scelta tra gli esperti del settore è notevole. Ciò che conta è scegliere un professionista inteso come figura a metà strada tra il performer teatrale ed il Pr, capace di cucire un evento su misura, stupendo innanzitutto il padrone di casa. Elisa Mocci, la famosa wedding planner della Costa Smeralda da noi intervistata, ne è un perfetto esempio. La sua scelta della location balneare per l’organizzazione del tradizionale matrimonio all’italiana si è rivelata brillante, fino a spopolare anche all’estero. Da lì, la creativa delle feste ha preso il volo, lanciandosi nell’esperienza del party a tutto tondo, senza disdegnare gli appuntamenti istituzionali, secondo un metodo che unisce la fantasia dello sceneggiatore alla disciplina di stampo militare. Una formula sopra le righe, che sta facendo scuola.

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luxury

Elisa, un decennio di successi per la sua agenzia capace

l’impulso

irrefrenabile

di

disegnarlo,

so

che

devo

di sbarcare dalla Sardegna fino in Francia ed Inghilterra.

realizzarlo. Se anche il cliente è dello stesso avviso,

Come è nata la passione per il business degli eventi?

l’Office si occupa della parte contrattuale, parte la

«Da una coraggiosa intuizione. Durante l’università

ricerca dei gusti partner e lo staff logistico inizia a

studiavo regia ed organizzazione teatrale e pensavo a

reperire le attrezzature necessarie per il progetto.

quale settore potesse essere fertile per fare delle mie

Durante il planning & design amo viaggiare per captare

passioni un vero lavoro. Mentre preparavo un esame

l’essenza della cultura del cliente, o alla ricerca di

vidi alla televisione il numero dei casting per “Chi vuol

piccoli dettagli unici da inserire nell’allestimento, che

essere milionario?”. Un mese dopo uscivo da quegli

curo personalmente e viene realizzato dall’Event Staff.

studi con 15mila euro, che investii nel creare le basi per

Il team è fondamentale soprattutto nella realizzazione

la prima azienda di wedding planning & event design di

dell’evento, si prende cura dell’ospite mentre io sono

lusso in Sardegna».

impegnata nel seguire il cliente».

Il party, la cerimonia o l’evento istituzionale rappresentano

Immagino che ogni situazione sia costruita intorno alla

la punta dell’iceberg di un lungo lavoro svolto in team.

“personalità” del cliente, sia esso un privato od un ente

Qual è il processo creativo che ama seguire?

istituzionale. Come si riescono a soddisfare i bisogni più

«Spesso l’evento si materializza della mia mente anche

sofisticati?

solo dopo le prime parole con il cliente. Quando provo

«Con una continua formazione, che è fondamentale per

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luxury

essere sempre aggiornati. Con una rete di suppliers e partners dalla comprovata esperienza e professionalità, che sappiano affrontare dall’evento intimo ed esclusivo alla grande convention aziendale. E per ciò che mi riguarda, mantenendo un’”integrità” artistica e personale che mantenga me ed il cliente sullo stesso livello di rispetto e di professionalità durate tutto il processo. Accettiamo un limitato numero di eventi esclusivi al mese per garantire il massimo risultato ed attenzione ad ogni cliente». Cosa è per lei l’esperienza di un evento? «“The event experience” in realtà è ciò che vorrei vivesse il cliente. Un’esperienza totalizzante, entusiasmante e creativa, costruita su misura e sulle necessità reali di ogni committente. Un’esperienza che sappia sorprendere con idee innovative e con una realizzazione senza stress, dal design all’evento stesso». Ci racconti la novità più glamour ed esclusiva che ha avuto il piacere d’inventare, o che le è stata commissionata da un cliente particolarmente originale. «Nel mio piccolo, in Sardegna ho “inventato” i weddings on the beach, ed è incredibile che con le nostre meravigliose spiagge nessuno li realizzasse prima! Ad oggi sono la meta più ambita per il destination wedding, ne abbiamo realizzati già sessanta. Da tre anni, invece, proponiamo alle aziende particolarmente attente alla tematica “green” grandi eventi da svolgere in setting totalmente naturali, oltre le spiagge siti archeologici e boschi, seguendo la filiera dell’ecosostenibile. Sulle novità, sto lavorando ad un grandioso evento a tema per il prossimo anno, Gatsby style, ed è molto stimolante realizzare tutti quei dettagli in attesa di vivere l’atmosfera retrò». Lunch, matrimoni, meeting, feste, green events. Quale tipo di evento le regala maggiori soddisfazioni? «Ogni evento è unico e dai risvolti inimmaginabili. Forse i party di lusso sono gli eventi maggiormente “rilassanti”, perché seguono il processo di design dei weddings ma senza le implicazioni emozionali della coppia». La sua agenzia è leader in Costa Smeralda nel settore dei matrimoni di lusso. Cosa distingue, secondo lei, l’organizzazione di una cerimonia italiana da quella internazionale? «L’italiano è legato alla tradizione, ad un galateo che fa parte della nostra cultura e nei matrimoni esclusivi è una colonna portante. Gli italiani amano ancora sposarsi in Chiesa, percorrere la navata in un tripudio floreale. Ed, ovviamente, prestano la massima attenzione al cibo. Gli sposi internazionali di alto livello desiderano una location spettacolare, allestimenti scenografici ricercati e sono molto concentrati sul party. È fondamentale selezionare ottimi musicisti live, e che gli ospiti siano intrattenuti e coccolati in ogni momento. Nonostante l’opulenza di alcuni eventi, la riservatezza assoluta è la prima richiesta». ‘Nemo profeta in patria’, si usa dire. La sua scelta di allargare gli orizzonti lavorativi fino a Parigi e Londra è stata premiata?

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«È una frase che mi capita spesso di pronunciare,

Se non avesse scelto questa professione, quale sarebbe

purtroppo. La scelta di indirizzare il business verso il

stata la sua strada alternativa?

“destination wedding” è risultata vincente. L’80% dei

«Ho iniziato la mia carriera artistica come pianista, e

miei clienti proviene da tutto il mondo, in particolare da

successivamente come performer nei musical, fino

America, Asia e Medio-Oriente, la restante parte dall’Italia.

a quando ho scelto di stare “dietro le quinte”. Avrei

Nonostante la maggior parte degli eventi vengano

sicuramente

realizzati in Sardegna ed oramai la società sia molto

da ragazzina non avessi proseguito la formazione

conosciuta, non otteniamo lo stesso tipo di riscontro.

artistica, mi sarebbe piaciuto entrare in criminologia o

Credo che nell’isola ancora questo tipo di professione

nell’esercito. Sono sicura che avrei operato in un ambito

non sia così riconosciuta come in altri contesti».

sfidante e totalizzante, amo il lavoro intenso e mettermi

In quale Paese o Capitale europea il business degli

continuamente alla prova».

eventi è più radicato?

Apriamo il suo cassetto dei sogni. Cosa vi è rimasto

«In Europa, Londra e Milano sono le città che offrono

ancora all’interno?

un’immensa varietà di eventi e di grandi professionisti del

«Un grande sogno, ancora irrealizzato, rimane pubblicare

settore, per cui è molto stimolante lavorare a contatto

un mio libro che racconti questa vita incredibile “behind

con queste realtà in continua evoluzione, ricche di

the scenes”. Sono certa sarebbe la sceneggiatura di un

inspirazioni ed eccellenze».

film perfetto!».

continuato

questa

strada.

Se

invece


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lifestyle

Non è solo al secondo posto nella ipotetica hit-parade degli amanti degli animali. È proprio la personalizzazione dell’eleganza, della raffinatezza e del buon gusto nell’intero regno animale, in versione ovviamente domestica. Il gatto riempie ancora gli appartamenti (e la vita) dei suoi adoranti padroni, con la stessa padronanza di sé con cui presenzia agli shoot fotografici dell’alta moda. Scelto, non a caso, come ideale compagno di una modella vestita con abiti firmati e di classe. Inteso come un accessorio di lusso, maledettamente bello, enigmatico e quasi inafferrabile. Se le più strampalate ricerche sulle preferenze dei proprietari benestanti (vedi l’ultimo studio condotto da Spectrem Group negli Stati Uniti sulla condizione economica dei padroni) collocano ancora il cane in vetta alla classifica degli amici domestici più amati, in virtù della sua fedeltà ed assoluta devozione, il gatto continua a farsi scegliere per qualità speculari. È l’abitante disinvolto delle ville extralusso. Il principale ospite dei divani in pelle. Il perfetto padrone di casa che accoglie gli invitati senza invadenza e con quel pizzico di selvaggia ritrosia che lo rende irresistibile. Così una buona fetta dei signori della finanza, della politica e dell’imprenditoria mondiale rinnova il suo amore per i gatti che sceglie come coinquilini ideali, in virtù della loro versatilità e naturale indipendenza. Instaurando un rapporto quasi alla pari, in cui l’affetto reciproco è dispensato con gradevole riservatezza.

L U X U R Y

C A T S

IL GATTO, PADRONE DEI VIZI E DEL LUSSO

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© Timeinbox

E poi il cugino della tigre non ha rivali in quanto a coccole e vizi. Stravizi, per dirla tutta. Cominciando dagli accessori di lusso (vestire Felix con un collare-gioiello è sempre un piacere), per finire con i trattamenti anti-stress in SPA dedicate. E chi può non bada certo a spese, specie quando si tratta di affidare il piccolo felino ad una struttura ricettiva capace di farlo sentire “a casa” anche durante il più esotico dei viaggi. Da qualche anno a questa parte le pensioni per gatti hanno subito, infatti, una fortunata evoluzione nella scala del lusso. In Italia come all’estero per i gatti si possono prenotare intere suite in alberghi a cinque stelle. Dotati di tutti i confort necessari e miriadi di optional, tanto superflui quanto accattivanti. Così per i felini più esigenti è nato l’Ings Luxury Cat Hotel, nello Yorkshire. Una residenza esclusiva, unica in tutta la Gran Bretagna, che promette tv al plasma, massaggi e trattamenti termali, pasto con menù esclusivo, comodi letti a baldacchino. Il costo è tra i più alti: si parte da 50 euro a notte per il proprio micio.

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lifestyle

L’hotel è stato ovviamente progettato da un vero amante del lusso, Jo Ounsley, che ha voluto creare un luogo ideale per ogni gatto, al netto delle stravaganze. Il primo hotel è sorto a Dewsbury e comprende 11 suite a tema, per un costo che parte da 15 sterline a notte per arrivare anche a 40 per i servizi più ricercati. Ovviamente i padroni durante la loro assenza sono continuamente aggiornati sui loro cuccioli tramite e-mail e cartoline. Non sono da meno i Cat’s Dream hotel di Mosca: si tratta di una catena di alberghi intesi come veri e propri paradisi felini. Lusso allo stato puro a soli 16 km dalla capitale, in cui ogni dettaglio è studiato accuratamente: pavimenti riscaldati, cucce morbide e lussuose, ampi spazi per la ricreazione ed il riposino, giochi ed attività ludiche e persino un acquario pieno di pesciolini. Un occhio di attenzione anche per l’alimentazione ed il cibo, ricercato e studiato per soddisfare anche i palati più delicati. I costi del soggiorno non sono proibitivi, affittare una stanza accessoriata va dai 9 ai 20 euro. Un’occasione irripetibile per i proprietari costretti a viaggiare

Una “Pet Suite Home”© all’interno del Grand Hotel Villa Torretta

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© Timeinbox

per lunghi periodi, l’unica necessità è quella di scalare la lunghissima lista d’attesa. In Italia il luogo più rinomato è il Grand Hotel Villa Torretta di Sesto San Giovanni, in provincia di Milano in cui, all’interno di una villa del Seicento, sono state ricavate delle prestigiose suite per soli animali: simili a case di bambola, sono provviste di cuccia di lusso con cuscini vari e ripiani per rilassarsi o fare palestra. Ma i servizi non finiscono qui: è previsto anche il servizio toelettatura, cat&dog limousine ed il cat&dog sitter a domicilio. Uno dei modi più interessanti di coccolare un gatto rimane, senz’altro, la preparazione del pasto. Anni luce dopo i croccanti, sono nati i primi ristoranti e bar dedicati che propongono un menù da leccarsi i baffi. Con la moderna ed eclettica Berlino a fare da apripista: qui è nata la prima gastronomia di lusso, Pets Deli, che propone prelibatezze per quadrupedi nel quartiere chic di Grunewald, a prezzi compresi fra i 3 euro del pasticcino ed i 9 euro dell’olio di salmone. Il ristorante fornisce un servizio di take away, ma dispone

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lifestyle

anche di alcune zone ad hoc dove i fortunati felini possono consumare il pasto con la dovuta calma e serenità. Il servizio propone spuntini, piatti, prelibatezze di ogni tipo. La varietà è ampia: esiste, infatti, una linea di proposte adatte per animali con intolleranze particolari. Oppure piatti freschi creati sul momento, a seconda della richiesta. Anche a Parigi è stato aperto un bar per gli amanti dei gatti. Un locale originale, dove tè e pasticcini sono degustati in compagnia di una decina di mici che vivono sul posto. Si chiama Cafè des Chats e tra le novità è previsto un check-up settimanale per i gatti ed una visita trimestrale dal veterinario. Il cibo più lussuoso in assoluto porta la firma dello chef Simon Rimmer che utilizza ingredienti come l’anatra arrosto, il sushi di astice ed il caviale. Il costo di una porzione si aggira intorno alle 30 euro e le richieste sono state talmente tante che le porzioni disponibili sono andate esaurite in meno di un’ora, già al primo colpo. Ma non sono solo le strutture ricettive ad aprire la propria porta agli animali

© Timeinbox

Gli spazi arredati da Timeinbox per la compagnia aerea LIvejet

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La razza Ashera

domestici. Da qualche tempo a questa parte i felini più fortunati possono viaggiare sulla prima classe degli aerei come veri ‘vip pet’. Ha pensato a tutto l’azienda Timeinbox, già forte sul mercato con la sua linea di prodotti di lusso dedicati alla cura del gatto. Ora, grazie alla collaborazione con l’azienda di voli privati Livejet, l’eleganza del ‘made in Italy’ è sbarcata ad alta quota: sugli aerei di linea sono disponibili spazi arredati con cucce dalle linee sofisticate, rivestite in pregiati tessuti o morbide ecopelli, ciotole decorate con cristalli Swarovski e soffici copertine in cashmere. Un trattamento così esclusivo può essere senz’altro riservato a qualsiasi

amico

domestico. Ma anche nella selezione della razza, si può strizzare l’occhio alla rarità. A patto di poter spendere 29.950 dollari americani per aggiudicarsi un felino di razza Ashera e di riuscire ad ottenere le necessarie autorizzazioni. Si tratta del gatto più costoso del mondo, un ibrido nato dall’incrocio tra il servalo africano e il leopardo asiatico di cui, ogni anno, vengono fatti nascere solo un centinaio di esemplari. Un amico geneticamente modificato, dunque, più simile ad una tigre che ad un micio indifeso, ma sicuramente unico al mondo.

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* * * I G I A R D I N I D I AT E N A * * *

A 5 minuti da Lecce, tra alberi d’ulivo secolari e muretti a secco, nasce “I Giardini di Atena”, un moderno residence con numerosi servizi, situato a pochi chilometri dalle meravigliose coste del Salento. La posizione strategica lo ha reso una location vissuta 12 mesi all’anno, attirando sia clientela locale, che lo ha scelto come investimento immobiliare grazie all’ottima rendita data dalla locazione (eventualmente a cura della società di gestione), che clientela nazionale ed estera che lo vive ad uso turistico, come seconda casa per le proprie vacanze. DISPONIBILI MONOLOCALI, BILOCALI JUNIOR E BILOCALI GRANDI, A PARTIRE DA 63MILA EURO.

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Grande Reverso Night & Day

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orologi

Jaeger- LeCoultre dal 1833, passione e tecnologia all’avanguardia Nel 1903 Edmond Jaeger, orologiaio parigino che lavorava per la Marine Nationale francese, propose ai produttori svizzeri di realizzare e produrre i movimenti ultrasottili da lui inventati. Jacques-David LeCoultre, nipote di Antoine, responsabile della produzione alla LeCoultre & Cie., raccolse la sfida e creò una collezione di orologi da tasca ultrasottili, fra cui il più sottile al mondo nel 1907, dotato di Calibro LeCoultre 145. In quello stesso anno, il gioielliere francese Cartier, uno dei clienti di Jaeger, firmò un contratto con l’orologiaio parigino in base al quale per quindici anni tutti i movimenti Jaeger sarebbero stati prodotti in esclusiva per Cartier. I movimenti erano prodotti da LeCoultre. Nel 1937 la collaborazione fra Jaeger e LeCoultre diede origine al nuovo nome ufficiale dell’azienda: Jaeger-LeCoultre. Tuttavia, dal 1932 fino al 1985 circa, gli orologi in America del Nord furono venduti con il nome LeCoultre, dopodiché il nome Jaeger-LeCoultre fu adottato in tutto il mondo. Grande Reverso Night & Day: Uno sguardo è sufficiente per riconoscere lo stile iconico dell’orologio con cassa reversibile: il quadrante argentato, impreziosito dalla tradizionale godronatura, ed i numeri arabi applicati di colore nero, ad eccezione del 6, sostituito da un’indicazione aggiuntiva di grande utilità. Le lancette delle ore e dei minuti sono a bastone, sfaccettate e di colore blu, mentre la lancetta che indica il giorno e la notte, anch’essa blu, presenta un’originale forma triangolare. Riflesso dell’abilità

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Grande Reverso Ultra Thin 1931

e dell’ingegno dei designer di Jaeger-LeCoultre nel coniugare il senso estetico con una perfetta lettura delle informazioni, il quadrante della funzione giorno/notte presenta al centro una linea orizzontale che, oltre a delimitare la parte inferiore del motivo Clous de Paris guilloché, collega il 6 e il 18 per separare visivamente le ore del giorno da quelle della notte. Da sempre, infatti, semplicità e raffinatezza sono per Jaeger-LeCoultre una cosa sola. Grande Reverso Ultra Thin 1931: Con quadrante cioccolato, proseguimento di una rigorosa tradizione storica, rievoca alcune delle forme espressive più belle dell’Art Déco. Le linee, i colori ed i materiali riflettono appieno una corrente artistica che ha saputo gettare le basi del design industriale, privilegiando esecuzioni artigianali elevate alla perfezione. Incantevole la combinazione di colori, con un affascinante contrasto tra la calda nuance cioccolato e l’oro rosa della cassa, ornata dalle tradizionali godronature che impreziosiscono le due estremità opposte

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orologi

del quadrante. Espressione della raffinatezza più pura, questo esclusivo esemplare non sarebbe completo senza l’iscrizione “Reverso”, realizzata con la stessa grafica del modello originale. Master Ultra Thin: Possiede tutte le qualità tradizionali della collezione più raffinata della Manifattura e lo squisito classicismo che ne caratterizza il design, esprime appieno un equilibrio la cui forza risiede nell’impossibilità di aggiungere o togliere il benché minimo particolare. Una purezza enfatizzata dalla presenza di indicazioni essenziali: le ore, i minuti e i secondi. E siccome il gusto è una questione del tutto personale, il Master Ultra Thin è disponibile in due versioni, una in oro rosa e l’altra in acciaio. Entrambe le versioni sono abbinate ad un cinturino in alligatore, con fibbia ad ardiglione in oro rosa per la prima e fibbia déployante in acciaio per la seconda. Master Ultra Thin Date: Grazie all’eleganza classica che lo contraddistingue, il

Master Ultra Thin

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Master Ultra Thin Date

Master Ultra Thin Date è destinato a sopravvivere al tempo che passa. Ogni volta che la lancetta delle ore compie un giro completo del quadrante, infatti, la finestrella della data fornisce instancabilmente nuove indicazioni, giorno dopo giorno, anno dopo anno. La purezza del design, tuttavia, non è l’unico aspetto in grado di determinare lo stile di questo modello: la missione, infatti, è condivisa con il calibro automatico JaegerLeCoultre899, movimento dall’affidabilità e dalla precisione leggendarie. Il bilanciere effettua 28.800 alternanze all’ora, mentre la massa in oro 22 carati che rimonta il meccanismo a ogni movimento dell’avambraccio, risplende grazie ai bagliori dell’oro attraverso il fondello trasparente in vetro zaffiro. Rendez-Vous DATE: Incredibilmente classico e, nel contempo, decisamente contemporaneo, il Rendez-Vous Date nasconde dietro le forme minute un cuore orologiero d’eccezione. La nuova cassa in oro rosa del diametro di 27,5 mm

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orologi

presenta al suo interno il Calibro Jaeger-LeCoultre 966, uno dei movimenti meccanici a carica manuale più piccoli del panorama orologiero. Espressione delle straordinarie capacità della Maison in materia di miniaturizzazione meccanica, è destinato a lasciare una traccia nella storia dell’orologeria, proprio come i calibri 101 e Duoplan. Visibile dal fondello in vetro zaffiro, il meccanismo indica la data a ore 6 con una regolarità e una precisione ineccepibili. Il quadrante è vivacizzato da un trio di lancette azzurrate e presenta eleganti finiture guilloché dalle sottili venature che rievocano la delicata trama della seta. Queste decorazioni, abbinate a numeri ispirati ai mitici anni Trenta, sono messe ulteriormente in risalto dalla lunetta tempestata di diamanti. Abbinato ad un cinturino in pelle naturale o ad un bracciale con maglie in oro rosa, il Rendez-Vous Date vanta uno stile senza tempo, la cui eleganza racchiude la più pura tradizione estetica e tecnica dell’Alta Orologeria.

Rendez-Vous Date

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Rendez-Vous Night & Day

Rendez-Vous NIGHT & DAY: L’apparente sobrietà del modello cela una raffinatezza che si estende ad ogni singolo dettaglio. Il nuovo Rendez-Vous Night & Day lascia che il tempo scorra placidamente su un quadrante di madreperla, impreziosito da diamanti incastonati che ornano i numeri delle ore. L’indicazione giorno/notte a ore 6 rivela un astro dall’aria poetica, mentre i punti dorati poudré al centro sottolineano la graziosa femminilità del modello. La cassa del diametro di 29 mm è abbinata ad una nuova lunetta dalla forma concava, in grado di donare al segnatempo uno stile urbano esclusivo e di catturare la luce per poi rifletterla in tutto il suo splendore. Il fondello in vetro zaffiro consente di ammirare il calibro di manifattura JaegerLeCoultre 967A a carica automatica, unitamente alla platina e ai ponti smussati, allungati e perlati per rendere omaggio all’espressione più raffinata dell’Alta Orologeria. Il modello è disponibile in oro rosa e acciaio.

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UNCONVENTIONAL CHARME


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Se l’equazione tra il tempo ed il denaro è vera, possiamo affermare che quando impatta sull’uso di una Banca essa diventa, se fosse possibile, anche più vera. In questo concetto riassumiamo le ragioni che hanno sollecitato l’evoluzione digitale dei sistemi di accesso e di distribuzione delle Banche, una trasformazione a tutto tondo che riguarda sia l’organizzazione dell’Azienda che il rapporto con il Cliente. Uno dei punti di partenza è lo sviluppo dell’Internet Banking, iniziato dieci anni fa e giunto oggi a rappresentare un modo di usare la Banca non più rinunciabile; Banca Popolare Pugliese in un decennio ha visto quintuplicare il numero dei Clienti titolari di un rapporto di Internet Banking e incrementare di ben 20 volte il numero delle transazioni - informative e dispositive eseguite tramite questo canale. Immaginando, come un divertissement, di compiere quelle stesse operazioni nel modo tradizionale, e quindi di dover percorrere il tragitto tra la propria abitazione e la Banca, parcheggiare, attendere in coda e quindi eseguire la transazione, scopriremmo che in questi dieci anni della nuova era digitale, Internet ed il nuovo modo di fare Banca hanno permesso a ciascuno di quei Clienti di risparmiare un tempo equivalente a tre mesi di vita! Il vantaggio della Banca Digitale è anche nei costi; rispetto al canale fisico le operazioni compiute a distanza hanno un costo inferiore, e in molti casi addirittura nullo. Ma questa è solo la prima tappa di un percorso win-win!

la banca smart BPP e il connubio tra tradizione e digitalizzazione

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economia

Lâ&#x20AC;&#x2122;App BPP scaricabile da Google Play o da App Store

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Top Selection

Banca Popolare Pugliese ed il connubio tra tradizione e digitalizzazione

ritrovare l’amato connubio tra ecologia e risparmio. In diciotto mesi la sensibilità dei Clienti BPP verso questi temi ha visto triplicare il numero delle adesioni alla rendicontazione digitale ed ora ogni rapporto aperto con la Banca nasce già con l’opzione di rendicontazione smaterializzata. La ricerca dell’efficienza e del risparmio resa possibile dalla tecnologia, non fa tuttavia abbandonare il concetto di vicinanza al Territorio e all’Individuo che ha caratterizzato, sin dalla sua nascita, il servizio erogato da Banca Popolare Pugliese. La spinta verso la digitalizzazione è accompagnata dal rafforzamento della Contact Unit, un presidio a distanza che permette a ciascun Cliente, tramite numero verde gratuito, di avere

assistenza

nell’effettuazione

di

operazioni, segnalare disservizi e chiedere informazioni commerciali sui numerosi prodotti offerti.

La dott.ssa VALERIA LUPO, Responsabile Marketing & Sviluppo di Bpp

Le persone dedicate al presidio della Contact Unit BPP sono preparate negli aspetti tecnici ma skillate

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La seconda tappa, in corso in questi ultimi mesi,

negli aspetti relazionali; nel tempo assisteremo infatti

è l’estensione del Digital Banking al canale Mobile,

alla demarcazione sempre più netta tra le transazioni

gli Italiani più che di computer sono utilizzatori di

operative, svolte tramite i canali digitali, e quelle

smartphone e tablet.

relazionali, che troveranno nel rapporto a distanza

Ecco quindi la nuova opportunità, sfruttare il potenziale

con gli Agenti Telefonici un punto di riferimento dal

dei moderni

device e far entrare la Banca nella

punto di vista consulenziale sino ad arrivare alla vera

quotidianità del Cliente tramite una semplice APP che

e propria vendita, per la quale non è sufficiente la

permetta l’agevole accesso ai propri dati, guidare

sola tecnologia: vendere o comprare è anche una

l’esecuzione delle operazioni e, in una prospettiva molto

questione di empatia.

prossima, proporre prodotti profilati e più convenienti.

Potrebbe sembrare una contraddizione: mantenere la

È il concetto di Banca a portata di mano: addirittura

relazione con il Territorio e al contempo ricercare la

sul proprio telefonino.

digitalizzazione dei rapporti.

L’APP BPP può essere scaricata da Google Play o

Eppure accade proprio questo; il trasferimento di

da App Store.

attività operative dalle Filiali verso il Digitale già sta

Il terzo appuntamento con la digitalizzazione passa

portando i suoi frutti e i Clienti trovano nell’esperienza

per l’eliminazione della carta.

multicanale con BPP - tramite Rete Filiali, Rete di

Iniziato con la contrazione della circolazione del

Agenti, Internet, ATM, Mobile, Telefono - una migliore

principale fattore cartaceo bancario, la carta-moneta

soddisfazione alle proprie esigenze.

e quindi sostenuto dagli strumenti di “moneta virtuale”,

Lo attesta anche la consueta indagine di Customer

oggi prosegue con la riconversione di quelle azioni

Satisfaction rivolta ai Clienti BPP; il percorso di

che

digitalizzazione

richiedono

una

rendicontazione

periodica:

non

pregiudica

l’uso

della

Filiale

l’invio di estratti conto, ad esempio, o di ricevute

che continua a mantenere un ruolo di primo piano

contabili. La guerra alla carta cerca di canalizzare

ma come punto d’incontro per

queste

consulenza.

comunicazioni

sul

percorso

digitale,

per

l’orientamento e la


economia


Top Selection

MULTI PLO D’AUTORE

CON ART&CO GALLERIE, PER CREARE LA PROPRIA COLLEZIONE DI OPERE D’ARTE NUMERATE E CERTIFICATE, IN TIRATURA LIMITATA Questa particolare forma d’arte, il multiplo, consente agli artisti di comunicare, attraverso una loro immagine, il proprio mondo poetico ad un numero di persone sempre maggiore, con un investimento contenuto. I multipli d’arte vantano una lunga tradizione e sono spesso opere di bellezza pari ai dipinti ed alle sculture; in passato, multipli di Warhol, Picasso, Fiume, Sassu, De Chirico ed altri noti ed importanti artisti sono stati battuti all’asta con quotazioni di centinaia di migliaia di euro. COS’È UN MULTIPLO: Quando si parla di multiplo o di opere moltiplicate si intende un’opera d’arte pensata e progettata dall’artista per essere realizzata in più esemplari. I multipli, quindi, non sono copie o riproduzioni ma esemplari d’autore, con una loro validità espressiva ed originalità, solitamente realizzati in una tiratura predeterminata, numerata e firmata. La trasformazione dell’idea dell’unicità dell’opera d’arte in un’esigenza di diffusione nel quotidiano è un sogno perseguito da tutti i principali movimenti artistici del Novecento. Futuristi, Avanguardie Russe, Dadaisti, Bauhaus sono i movimenti che hanno immediatamente recepito il nuovo contesto teorico, sfruttando tutte le innovazioni e le invenzioni del tempo. Ma è con la Pop Art americana che il multiplo diviene linguaggio pienamente autonomo, in grado di soddisfare le necessità di un’arte popolare che arrivi in tutte le case. Nei decenni successivi non si potrà più prescindere dall’eredità culturale della Pop Art. Dal Minimalismo alla Transavanguardia il multiplo diviene un’esistenza narrativa irrinunciabile, capace non solo di rompere gli schemi della tradizione artistica, bensì di riorganizzare il senso stesso del fare Arte. Andy Warhol rappresenta la fine dell’opera d’arte come pezzo unico ed irripetibile e diventa simbolo di un’arte concepita, almeno inizialmente, per tutti. Numerosi sono gli artisti pop inglesi ed americani: si pensi a Tilson, Lichentenstein, Oldenburg e, tra gli italiani, Bruno Munari, fondatore dell’Arte Programmata che negli anni ‘60 si dedica alla realizzazione di opere seriali. Oggi il multiplo sta vivendo una fase positiva di interesse da parte del grande pubblico. Le aste dedicate al multiplo registrano l’attenzione del collezionismo, segnando cifre record e facendo intuire le grandi possibilità del mercato attuale. I maestri contemporanei sono quelli che riescono a spuntare le cifre più alte: Miró è stato battuto all’asta a 12 milioni di sterline, Picasso a 13 milioni di sterline e Warhol, che detiene il record d’asta, ha superato i 16 milioni di euro.

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arte

Nellâ&#x20AC;&#x2122;immagine, alcuni particolari dei Multipli di: Salvatore Fiume Giovan Francesco Gonzaga Michele Cascella Valentino Marra mimmo rotella Meloniski Nella pagina a fianco, particolari dei Multipli di: ugo nespolo FRANCESCO MESSINA giuseppe ajmone gianna stomeo

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Top Selection

Fra i grandi maestri dell’antichità è, senza dubbio, Rembrandt a riscuotere le battute d’asta più cospicue, ma per il momento ancora sotto il milione di euro. Il mercato internazionale sostiene e promuove il multiplo; anche in Italia si nota una nuova fase di attenzione da parte delle istituzioni e delle gallerie, laddove la tiratura sia chiara, certificata e l’opera sia un prodotto significativo del linguaggio artistico e poetico dell’autore. Le gallerie Art&Co: I collezionisti e gli appassionati trovano da tempo in Art&Co e nei suoi Consulenti d’Arte un punto di riferimento qualificato per i loro acquisti. Con le proprie sedi di Milano, Caserta, Parma e Lecce, le gallerie Art&Co rappresentano una realtà nel campo dell’arte moderna e contemporanea che unisce le tradizionali attività della galleria d’arte come luogo di cultura, di associazione ed aggregazione di idee, con una moderna visione di marketing, proponendosi come azienda orientata al mercato. ArtevitA: Nasce come progetto d’arte trasversale. In questo progetto c’è anche la volontà di divulgare l’opera d’arte attraverso la diffusione del multiplo d’autore, un privilegio che si vuole offrire ad un pubblico sempre più vasto di appassionati d’arte. Alcuni tra i più grandi maestri del panorama artistico contemporaneo sono stati coinvolti affinché si possano confrontare con il multiplo e lo rendano il luogo dove sintetizzare idealmente la propria ricerca

Tiziano Giurin, Titolare di Art&Co Gallerie insieme a MIRELLA CORICCIATI, Direttore della sede di Lecce.

attuale. Per ArtevitA è un’altra straordinaria esperienza artistica per esaltare stile e poetica contemporanea da condividere con il collezionista. La Mission di Art&Co è racchiusa nel Progetto ArtevitA che pone al suo centro i valori dell’uomo, la bellezza dell’Umanità attraverso un ciclo di mostre ed eventi con i più noti e meno noti protagonisti dell’arte visiva e plastica contemporanea. Nelle parole di Tiziano Giurin, titolare di Art&Co, troviamo un’efficace descrizione dell’attività svolta nelle sue gallerie: «Particolare è l’attenzione agli artisti, ai quali dedichiamo mostre personali e collettive, l’ inserimento nei circuiti delle fiere dell’arte italiane ed estere, una visibilità in location istituzionali, pubbliche e private, con il solo fine di porre una lente di ingrandimento sull’evidente talento. Ma è nostro obiettivo anche sottoporre al pubblico il lavoro di artisti stranieri e, viceversa, di artisti italiani ad un pubblico straniero con il fine di dare una visione senza confini geografici e culturali attraverso il linguaggio universale dell’arte. ArtevitA accoglie artisti diversi per stile e formazione, emergenti ed affermati, uniti dalla volontà di “ fare arte nel contemporaneo”, sempre alla ricerca di un’arte che vivifichi chi la realizza e chi la fruisce». Il multiplo d’autore: “Un segno nell’Arte”.

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arte

L’ARTE... A CASA TUA! SEI UN COLLEZIONISTA O UN APPASSIONATO D’ARTE? Contattaci telefonicamente per fissare un appuntamento: un nostro consulente sarà a tua disposizione, anche a casa, per informarti dettagliatamente sulle opere disponibili.

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MILANO . CASERTA . PARMA - www.artcogallerie.it GALLERIA ART&CO LECCE - Via S. Nahi, 27

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un nuovo ponte sul mediterraneo meeting ISTITUZIONALE CAMERA EUROMEDITERRANEA - CONFINDUSTRIA

Lo sguardo oltre i confini dell’orizzonte mare e la forza delle relazioni internazionali per ridare un vigoroso impulso alle attività commerciali dell’Area Med. Sulla base di questi presupposti antichi come i popoli del Mediterraneo ma sempre significativamente attuali si è svolto nel mese di marzo a Lecce un importante incontro istituzionale tra i vertici della Camera EuroMediterranea per l’Industria e l’Impresa, con delegazione di giornalisti al seguito, ed esponenti di Confindustria Puglia. L’incontro è stato dettato appunto dall’interesse crescente che il mondo imprenditoriale africano rivolge all’attività della Camera EuroMediterranea. Questa associazione spinge infatti sull’esigenza di un partenariato intellettuale ed economico tra gli stati di maggiore prospettiva evolutiva, quali per esempio Marocco e Tunisia, e tutti i paesi operanti nel bacino del Mediterraneo. L’obiettivo è creare una rete di connessione sinergica nel campo del know how come in quello industriale. Al seguito della delegazione della Camera EuroMediterranea e del suo presidente Badreddine Toukabri c’erano infatti le troupes della televisione di stato tunisina El Watanya TV e dell’emittente nazionale Ettounissia TV con gli inviati Chefai Halaouet e Inass Lajnef. A ricevere la delegazione straniera il presidente della Piccola e Media Industria di Confindustria Puglia, nonché nominato di recente coordinatore nazionale del Patrimonio Storico e Turismo, Vito Ruggieri Fazzi, il Segretario Generale della Camera Emanuele Caruso con il componente Massimo Moretti e Paolo Fortunato, la Prof.ssa Luciana Dini dell’Università del Salento. L’incontro leccese si è svolto in un clima di cordialità e fattiva collaborazione, al termine del quale Badreddine Toukabri ha consegnato in dono a Vito Ruggieri Fazzi ed al senatore Francesco Amoruso, presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, una preziosa copia della nuova Costituzione della Tunisia. Un incontro istituzionale di alto profilo, ma la presenza della delegazione estera in Puglia non ha avuto solo questo significato. Infatti Vito Ruggieri Fazzi ha voluto nell’occasione ringraziare ufficialmente Alì Saadaoui, direttore generale di IZ TRADING TUNIS, per l’accordo internazionale sancito con VRF Green che porterà l’azienda italiana all’installazione di tetti fotovoltaici ad uso domestico residenziale in territorio tunisino insieme ad impianti di pompaggio agricolo. E in giorni di agenda ricca di impegni sono stati numerosi gli incontri di lavoro con molti altri rappresentanti dell’imprenditoria salentina, tra cui il presidente regionale ANCE Puglia Nicola Delle Donne affiancato da componenti del suo consiglio, ed il dott. Riccardo Miggiano, figura di dimensione nazionale di INA-Generali in qualità di esperto del sistema assicurativo per le imprese. Incontri in grado di aprire

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economia

interessanti scenari per molte aziende del Sud Est italiano sulla sponda africana del Mediterraneo, in particolare nel campo edile e tecnologico. In questo contesto non sono mancate diverse visite a realtà economiche ed attività locali con l’obiettivo di stabilire una sinergia efficace di interessi reciproci. La Camera EuroMediterranea per l’Industria e l’Impresa nasce infatti e fonda la propria mission sulla cooperazione all’interno dell’antico Mare Nostrum e non a caso è, ad oggi, l’unico ente di categoria patrocinato dalla Assemblea Parlamentare del Mediterraneo, organismo istituzionale e diplomatico incaricato dalle Nazioni Unite per svolgere ruolo di cooperazione e mediazione fra gli Stati aderenti. «Siamo qui perché riteniamo fondamentale nell’epoca di internet non scollegare le popolazioni che vivono sul Mediterraneo, contribuendo ad avvicinarle realmente e per sempre - è il pensiero del presidente della Camera, il tunisino Badreddine Toukabri -. Ci piace perciò immaginarci nel ruolo di “ponte” tra le realtà del Nord Africa e Sud Europa, avviare una connessione diretta tra i soggetti operanti nel panorama industriale ed imprenditoriale ed il tessuto produttivo dei Paesi di tutta l’Area. Insieme a ciò, di concerto con le istituzioni, gli Enti di cooperazione, le Associazioni e Confederazioni di categoria, creare le condizioni per un interscambio tecnico, politico, culturale ed economico».

Badreddine Toukabri insieme a Vito Ruggeri Fazzi - L’incontro istituzionale

Infatti, riconoscendo il Bacino del Mediterraneo come Area leader per lo sviluppo dei Paesi d’Europa, Nord Africa e Vicino Oriente, la Camera EuroMediterranea si pone diversi obiettivi. Dallo sviluppo degli investimenti tra i paesi del MED, promuovendo le opportunità offerte dai rispettivi mercati, al rafforzamento di relazioni tra le imprese europee e quelle del Bacino del Mediterraneo, al sostegno alle attività delle imprese dell’area sviluppo e la promozione delle attività che agevolano e sostengono i percorsi imprenditoriali degli associati, fino a proporsi come garanzia di un legame permanente con gli Organismi Istituzionali dei Paesi attori degli scambi internazionali e dell’insediamento delle imprese. Ne è convinto anche Vito Ruggieri Fazzi, presidente pugliese della piccola e media impresa, che immagina il mare interno dell’Europa come un corridoio commerciale privilegiato che non ha binari e asfalto ma moltissimi porti dove arrivare. «L’ internazionalizzazione delle imprese pugliesi e meridionali più in generale deve svilupparsi attraverso buone prassi di collaborazione e partenariato. Prassi utili a creare i giusti presupposti legali, amministrativi, burocratici e logistici che consentano alle aziende italiane di progettare una permanenza ed un’attività duratura a sud del nostro mare, forti di una qualificata competenza a livello europeo, sempre apprezzata all’estero, e del desiderio di far ripartire la storica tradizione dell’ imprenditorialità italiana».

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[ top wines, il lusso di gustare il meglio ] La crisi c’è ma non si annida ovunque. Di certo non intacca il business enologico: quando si tratta di soddisfare il palato più raffinato, c’è ancora chi è ben disposto a spendere fino a settemila euro per una bottiglia Chateau Margaux annata 2008. Oppure novemila euro per un eccellente rosso Romanée Conti. Volendo esagerare, per restare nel solo circuito del ‘nettare degli dei’ che ha incoronato l’Italia quale produttore mondiale, c’è l’imbarazzo della scelta. Si, perché sarà pur vero che, come rivela una ricerca condotta dall’Università del Hertfordshire, il consumatore medio non possiede gli strumenti culturali o fisiologici (vedi “papille gustative”) per definire il livello e la qualità della bevanda servita, ma ad un palato attento e colto non sfugge l’eccellenza. E poi una bottiglia di vino si serve con la stessa eleganza in cui si dovrebbe indossare un abito da sera: l’etichetta

prestigiosa di una riserva esclusiva “fa il

monaco”. Eccome. Sarà per questo che il mercato del vino di lusso non ha ancora conosciuto un freno. Ma prosegue nella sua opera di colonizzazione internazionale. Soprattutto grazie all’Asia, che

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wine

colma ampiamente il calo di quotazioni e vendite in mercati come Stati Uniti ed Europa. Da una parte i vini di lusso, i “fine wines” come Bordeaux, Borgogna e gli Champagne, dall’altra i “super-vini” di ogni regione del mondo, che stanno andando molto bene. In vetta alle aspirazioni dei collezionisti ci sono sempre i francesi: in primis quelli prodotti a Bordeaux, prestigiosi rossi dalle incredibili possibilità di invecchiamento. In una prima, nota classificazione, promossa da Napoleone III nel lontano 1855, troviamo Chateau Margaux, Chateau Latour, Chateau Lafite Rotschild e Chateau Haut Brion. Volendo ricostruire la storia, il successo dei bordolesi ebbe inizio nel XII secolo, quando Eleonora d’Aquitania sposò il Re d’Inghilterra, Enrico II, facendo passare la regione di Bordeaux sotto il controllo degli inglesi che iniziarono a fare abbondante uso di questi vini pregiati e longevi. I migliori di queste cantine sono oggi venduti all’asta, disponibili solo per pochi e selezionati compratori, che se li potranno aggiudicare dopo qualche anno di bottiglia in vista della loro commercializzazione. Del resto gli estimatori ed i collezionisti notoriamente non badano a spese. Sanno bene che

IL NETTARE DEGLI DEI


la degustazione è legata alle caratteristiche organolettiche della bevanda almeno quanto al mondo di emozioni che svela. Perché alle spalle di un’importante etichetta vi è sempre una storia che aspetta di essere raccontata: così unendo il piacere della degustazione a quello della narrazione, un vino si svela appieno a chi sa riconoscerlo. Altro fattore fondamentale per la selezione è la capacità di poter rispecchiare fedelmente le tipicità del territorio di provenienza. E sono proprio le caratteristiche delle uve coltivate nei vigneti della campagna italiana o francese che collocano la bevanda su una fascia altissima. Restando in casa nostra, dalla zona del Chianti a quella del Pomino Doc, da Montalcino alla Maremma, dal Mugello fino alla provincia di Livorno, vivono settecento anni di passione dediti alla creazione di vini. Ma anche le cantine romane non se la passano male. Non a caso in Cina sta spopolando il Fiorano, un vino blasonato noto per essere stato il primo di taglio bordolese. Un ‘’vino da tavola’’ ma da collezione, perché prodotto da Alessandrojacopo Boncompagni Ludovisi in circa 5.000 bottiglie per i bianchi e 4.000 per i rossi. Il successo della Tenuta di Fiorano dipende,

© Foto Vinitaly

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wine

probabilmente, da un insolito mix tra l’impulso alla globalizzazione e conferma di un’inossidabile tradizione, fatta di etichette firmate a mano e della fermentazione malolattica in grotta. L’ipotetica classifica di un sommelier non può comunque trascurare il Piemonte capace di produrre oltre 50 tipologie Doc e Dogc, tra nobili rossi (in particolare nelle Langhe) e delicati bianchi, bollicine e vini da dessert, in cui il Barolo la fa ancora da padrone. La radicata tradizione enologica dello Stivale rende quindi i vini italiani tra i più quotati a livello mondiale. Laddove la partita si gioca tutta sul fattore dell’altissima qualità. ‘Nemo profeta in patria’ verrebbe, però, da dire: se è vero che gli italiani appaiono ancora restii nello spendere cifre record per una bottiglia prestigiosa, all’estero il tricolore è il più ricercato nelle cene di lusso, come complemento alle portate più pregiate. Così ben sedici vini italiani sono comparsi nell’ultima ‘Top 100’ della rivista americana Wine Spectator. A portare alta la bandiera ci pensano, neanche a dirlo, i vini toscani (sei) e piemontesi (cinque), mentre si è aggiudicato il podio il vino spagnolo Rioja Imperial Gran Reserva 2004 prodotto da Cuna (Compañìa Vinìcola del Norte de España).

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wine

Primo fra gli italiani il Barolo Monprivato 2008 Giuseppe Mascarello & Figlio piazzatosi al 6° posto, poi arrivano il Barolo Albe 2008 di G.D. Vajra al n° 16 ed il Chianti Classico 2010 di Poggerino al n° 18 posto. La classifica prosegue col Bolgheri 2011 de Le Macchiole al n° 21, e con il Brunello di Montalcino Pertimali 2008 di Livio Sassetti al n° 24. Al n° 50 c’è il siciliano Cerasuolo di Vittoria Classico 2010 di Cos, seguito, al n° 58, dal Vino Nobile di Montepulciano 2010 di Avignonesi. Al 61° posto troviamo il Barbaresco 2007 di Produttori del Barbaresco ed, al n° 66, il lucano Aglianico del Vulture Macari’ 2007 di Macarico. Chiudono questa ambita classifica al n° 80 il Maremma Toscana Mongrana 2010 di Querciabella, il Valtellina Superiore Sassella 2009 di Mamete Prevostini al n° 82, il Barolo La Rosa 2008 di Fontanafredda (new entry) al n° 86, il Taurasi Radici Riserva 2006 di Mastroberardino al n° 91, il Barolo Prapò 2009 di Schiavenza al n° 94, il Brunello di Montalcino Montosoli 2008 di Altesino al n° 96 e, al n° 100, il Toscana Cancelli 2011 di Badia a Coltibuono. Considerato che uno dei nuovi trend è il collezionismo dei vini di lusso, gli estimatori più all’avanguardia non possono ignorare il nome di Michael Mondavi: si tratta del responsabile

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© Foto Vinitaly

del marketing dell’azienda che sta dietro al marchio ‘Robert Mondavi ’ oltre ad essere il fondatore di un club molto esclusivo, il ‘Private Cellers’. L’accesso agli invitati è rigorosamente limitato ed selezionato: pochi intimi hanno la possibilità di degustare vini non banalmente pregiati, ma rarissimi e confezionati in edizioni limitate. Al momento questo luxury club è tra i pochi ad offrire la possibilità di visitare le più prestigiose cantine del mondo, partecipare agli eventi più esclusivi ed incontrare intenditori alla pari. Una nuova dimensione insomma, che elegge l’amore per il vino ad assoluto protagonista, e favorisce coloro i quali possono permettersi percorsi enogastronomici veramente unici. Infine, per chi non può rinunciare alla propria passione neppure durante un viaggio, è bene ricordare che all’aeroporto di Dubai è nata una “boutique” di lusso in cui sono disponibili alcune tra le etichette più rare del mondo. Il punto vendita di “Le Clos” si trova al Terminal 3 ed offre un assortimento di oltre 400 differenti varietà come lo Château Petrus del 1947 (7.625 sterline), lo Château Cheval Blanc magnum del 1961 (9.607 sterline) e il Domaine de la Romanée-Conti del 2005 (16.945 sterline).

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wine

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Via Cesare Battisti 1, Lecce - Tel. +39 389 3408108 www.fugurestaurant.it - info@fugurestaurant.it


Top RESTAURANT

LOCANDA MARGON: Il salmerino alpino, relitto glaciale

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alta cucina

Racchiuso tra le montagne e cullato nelle valli, anche grazie a questa disposizione geografica il Trentino ha preservato negli anni la sua identità, la sua storia, le sue antiche tradizioni. Non fa eccezione il settore gastronomico, che, a parte l’influenza della cucina tedesca, da cui ha mutuato un gran numero di ricette, continua a dare il meglio di sé nella produzione e nella rivisitazione di antichi piatti della tradizione contadina, caratterizzati dalla varietà dei sapori, soprattutto dei frutti della terra o dei formaggi prodotti tutt’oggi in modo tradizionale nelle malghe di alta montagna. Nella rubrica dedicata alla ristorazione di alto livello, in questo numero Passione Gourmet ci presenta la Locanda Margon, con lo chef Alfio Ghezzi, El Molin, chef Alessandro Gilmozzi, e l’Osteria de L’Acquarol, chef Alessandro Bellingeri, tre esempi di cucina trentina di ottima qualità ed importanti prospettive. Locanda Margon (Trento) - La Locanda Margon è il ristorante che la famiglia Lunelli ha voluto come trait d’union del “percorso del Bello e del Buono”, che parte dalle Cantine Ferrari, loro quartier generale, e culmina a Villa Margon, splendida dimora cinquecentesca da cui la locanda prende il nome grazie alla breve distanza che le divide. Sarebbe stato facilissimo, come del resto spesso accade in realtà vitivinicole di peso, aprire un ristorante semplice, senza particolari pretese gastronomiche, dove far confluire gli ospiti delle cantine ed arrotondare così il fatturato delle visite. Ma il perfezionismo e la passione dei Lunelli hanno dato i natali all’esatto opposto: un ristorante di alto livello, che sublima il valore dei prodotti di casa con una cucina ancor di più di qualità, concepita e messa in atto in Trentino da uno chef che qui è nato, ma che ha fatto tesoro di esperienze, concetti ed ispirazioni ad ampio raggio. Coprotagonisti gli spumanti Ferrari, indubbiamente i più noti del belpaese,

I ristoranti di alta cucina alla prova degli esperti di passionegourmet.it

GOURMET TOUR: TRENTINO

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Top RESTAURANT

con una gamma tale da arrivare a toccare le giuste corde dell’appassionato ed allo stesso tempo capace di ottenere i favori del grande pubblico, grazie alla costanza qualitativa di tutti i prodotti ed in ogni fascia di prezzo. Per fortuna lo chef non cade nella trappola di blindarsi dietro la qualità delle bolle di casa, né di dormire sugli allori godendo della loro fama. Alfio Ghezzi concepisce ed esegue ogni singolo piatto in maniera da celebrarle quelle bollicine ed esaltandosi con esse crea una perfetta commistione dove lo spumante è considerato il lussuoso completamento di un piatto già di per sé riuscito e bilanciato: facendo un parallelo gourmet, potremmo arrivare a considerarlo alla stregua della preziosa “grattata di tartufo” a noi cara. In sostanza la Locanda Margon risulterebbe perfettamente contestualizzata in qualsiasi angolo di Trentino, con o senza metodo classico. Il tratto distintivo della sua cucina è la particolare cura al dettaglio tanto nell’assemblaggio delle portate quanto della costruzione del piatto nella sua interezza, con fastose ludiche trovate che passano dalla bottiglia di Giulio tagliata a metà, all’imponente trespolo (impossibile chiamarlo semplicemente “piatto”) per ricreare anche visivamente l’altimetria dell’insalata, o ancora al servizio del Relitto glaciale, strutturato in maniera da ricreare il lago alpino, habitat del salmerino. Ovviamente oltre

LOCANDA MARGON

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alta cucina

EL MOLIN

all’aspetto scenografico c’è tanta sostanza, che rende questi piatti davvero convincenti, e capaci di assecondare in primis l’occhio, ma mantenendo come fine ultimo la soddisfazione del palato. Dato che la perfezione non è di questo mondo, lo scotto da pagare è una marcata staticità del menù suggestione bollicine, in buona parte simile a quello dello scorso anno con ben tre portate pressoché identiche. Certamente abbinamenti così ben concepiti non sono di facile rimpiazzo, da qui probabilmente la volontà di mantenere delle portate lungamente pensate e realizzate in funzione del calice che le accompagna. Forse è questo l’unico difetto, ma resta il fatto che in poco tempo Ghezzi è riuscito nell’intento di conquistare critica e pubblico attraverso una macchina che, girando costantemente ad alti regimi, continua a raccogliere consensi e vittorie. Insomma, una vera Ferrari… El Molin (Cavalese, TN) - Possono bastare pochi piatti per capire la mano di un cuoco. Certe cose le hai o non le hai, non servono quindici piatti per capirsi, buoni forse di più a confondere le idee. Poi è anche vero che ci sono ristoranti che hanno il lungo degustazione cucito addosso e che a fatica riescono a proporti alla carta un piatto presente nel menu più innovativo: 90% dei casi sarà identico, la variazione sarà solo nel prezzo. In questo dai

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Top RESTAURANT

EL MOLIN

francesi abbiamo ancora qualche cosina da imparare. Sono riflessioni libere dopo una cena in questo bellissimo ristorante di Cavalese, e il superlativo non è sprecato perché questa è davvero una delle più belle sale montane: un autentico mulino del 1600 perfettamente conservato, un gioiellino. Alessandro Gilmozzi ha il manico, senza se e senza ma. Ha personalità e talento. Senza queste doti non avrebbe mai potuto ideare un dessert come il “Border Line”: sono questi i piatti che rendono i nostri km di peregrinazioni brevi passeggiate. Che i suoi maestri siano Alain Ducasse e Ferran Adrià fa capire molto della sua cucina: materia prima al top ma anche spazio alle idee e all’immaginazione. Così nasce lo studio sui licheni, sulle resine, sull’affumicatura: è la sua terra che viene catapultata nel piatto! È un modo personale di usare tecniche di altri, una versione innovativa della cucina di territorio. Anche se alcuni temi sono già visti (vedi le terre...), l’interpretazione si vede e si sente e l’immersione nel territorio è tangibile. Il tentativo è quello di far mangiare il bosco, visivamente e gustativamente. Di assaporare il fumo che a queste latitudini va a braccetto con lo speck. Di innovare con senso. Il tagliolino con i porcini non è l’unico modo di rendere omaggio a un territorio. Le linee di cucina sono chiaramente distinte tra tradizione e innovazione: il mio

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alta cucina

consiglio è di dedicarsi alla seconda, decisamente più soddisfacente; l’unico passaggio non pienamente convincente è infatti stato il più “moderato” raviolo di cipolla, stucchevole nella sua dolcezza. Sono piatti da percorso, è fuori discussione. Quindi, potendo, dedicate a Gilmozzi qualche ora del vostro prezioso tempo e fatevi gingillare i recettori dal suo menu essenze. Io lo farò senza dubbio in una prossima visita. Chiudete gli occhi, mettete in bocca, assaporate: non c’è dubbio, siete in Trentino. Verdure cotte con foglie di betulla: giusto per capire dove siamo. La versione montana del Pinzimonio firmato Ducasse? Osteria de l’Acquarol (Panchià, TN) - Arrivati a Panchià, in Val di Fiemme, l’A cquarol è il ristorante di un tipico alberghetto tre stelle di montagna, il Rio Bianco, dall’aspetto esteriore abbastanza anonimo, al punto che la prima idea è stata “…ci siamo fatti 300km per questo?”. Per fortuna l’impressione era ingannevole, dopo aver apprezzato il valore della nuova creatura di Alessandro che per scelte, location e ubicazione geografica appare semplice e soprattutto completamente “no frills”. La quasi totalità della clientela passa di qui tra una pausa sciistica o una camminata, quindi decidere di proporre una cucina d’impostazione prettamente gourmet sarebbe risultato un pauroso autogol. Semplicità fa

OSTERIA DE L’ACQUAROL

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Top RESTAURANT

rima solo grammaticalmente con banalità: tutti i piatti che abbiamo provato hanno un aspetto volutamente “easy”, per mettere a proprio agio qualsiasi avventore, ma in realtà nascondono uno stile di livello superiore. La tecnica si palesa nelle cotture, tutte rigorose e precise (il risotto parla da sé), e l’estro trova spazio con piccoli colpi ben assestati come il crudo di Rendena (una razza bovina del luogo) o il galletto che, grazie a una superba qualità della materia, si riveleranno piatti convincenti e appaganti. Anche un’apparente “banalità” come il fritto misto cela un’esecuzione magistrale, con una frittura croccante, asciutta e capace di non sovrastare ma conservare il sapore e la consistenza di ogni singola verdura. Complimenti quindi a Bellingeri ed alla moglie Perla, in sala, che sono riusciti a portare una cucina di qualità in un contesto umile e la offrono a un rapporto qualità/prezzo encomiabile. In una cucina certamente attuale ma mai tanto distante dai moderni paradigmi, dove il trend è estrapolare ed esaltare l’apparenza a scapito della sostanza, trovare due giovani che lavorano in maniera assolutamente controcorrente è un fatto da segnalare. In questo senso la nostra valutazione valga da stimolo per il futuro, confidando in un traguardo anche superiore certamente alla portata, per tecnica e capacità, dello chef.

OSTERIA DE L’ACQUAROL

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plusadv.it

alta cucina

_CENTRO BENESSERE _TRATTAMENTI VISO-CORPO _SAUNA E BAGNO TURCO _MASSAGGI

Centro di estetica e benessere eubiotico

c/o Hotel Aurora e del Benessere - SANTA CESAREA TERME (Le) - Via Pola, 33 - tel. 347.0159757 www.hotelaurorabenessere.it


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photographer

M I C H E L E C O C C I O L I Michele Coccioli si laurea in Architettura a Firenze nel 1982, vive a Casarano (Lecce). I primi reportage in Italia ed all’estero confermano la sua propensione per una fotografia d’indagine sociale legata a importanti eventi storico-letterari. Spiccano di questo periodo i lavori sulla Puglia, sulla Basilicata, sull’Italia dei paesi dipinti, sui siti dell’Unesco, sul Polesine, sui luoghi dei Promessi Sposi e del conflitto serbo-croato-bosniaco e infine sulla vita di Giovanni Paolo II in Polonia. È l’unico fotografo italiano a documentare le condizioni di vita del Centro di Accoglienza Permanente per gli immigrati “Regina Pacis” di San Foca di Melendugno. La pittura, il cinema e la psicoanalisi ne influenzano alla fine degli anni Novanta l’approccio stilistico e sono spinta propulsiva per un viaggio dell’anima. L’universo immaginifico, il sogno, la dimensione irrazionale dell’essere diventano, in un continuo sovrapporsi di messaggi, di allusioni e di illusioni per immagini, sempre più oggetto di analisi e di riflessione. Significativa nel 2013 la grande mostra personale a Roma presso il CASC-Banca d’Italia e le due fotografie premiate con i Fiof Bronze Award Nikon Contest esposte al 15th China International Photographic Art Exhibition. Nel 2013 riceve a Montecarlo il Premio Biennale delle Arti Visive, organizzato dalla Artexpò Gallery. Recensito su Fotologie - pagine scelte della fotografia contemporanea e in riviste e cataloghi d’arte, ha inoltre pubblicato nel 2012 Volare d’ infinito canto con Vianello Libri, Puglia. I borghi più belli d’Italia con Adda Editore e nel 2002 PugliaLucania con Electa Napoli. Oggi è uno degli artisti di ProgettoLab della Orler. Così Mariangela Mutti descrive l’arte di Michele Coccioli in una sua nota critica: «Il tratto distintivo di Coccioli è un sorprendente e originale concetto di sintesi. Perfettamente aderente ai suoi tempi, utilizza la macchina fotografica al massimo delle possibilità che tale strumento offre, attraverso rielaborazioni complesse e raffinate la usa come un pennello restituendo una riscrittura del visibile composta da colori e forme astratte e informali tipici di un quadro. Ciò che provoca una virata emotiva e, addirittura, lascia spiazzati, però, è il fatto di avvertire il punto esatto in cui si incontrano tutti gli opposti, passato e presente, interiorità ed esteriorità, amore e morte, gioia e malinconia, sogno e realtà… Là, nel “ luogo” dell’ incontro, per chi guarda, ci sono tutte le componenti delle quali nessuno è completamente privo. Le figure evanescenti, nei loro movimenti cristallizzati, ci ricordano che tutto è vacuità, ma nello stesso tempo ci mostrano la loro intimità. Le figure collegate a momenti di grande tragedia ci dicono che non bisogna dimenticare, ma anche che una dose di malvagità è in ogni essere umano. L’arte del passato ci sovrasta e ci guarda benevola, ma anche guardinga, forse ci fa vergognare di non esserne degni custodi. Luci e lucori ci conducono là dove sogno e realtà, reale e irreale catturano la nostra essenza. Attraverso immagini apparentemente affastellate, disposte con un virtuosismo per nulla statico, racconta la contemporaneità dando origine ad un dialogo aperto che permette libere incursioni nel mondo onirico. Non ci da risposte Coccioli, ci lancia nei meandri del cervello e nei grovigli del cuore, in una direzione nella quale non c’ è inversione di marcia, ciò che ci è stato disvelato non è più edulcorato, questo sguardo interiore richiede una conclusione che, necessariamente, diventa soggettiva. L’ importante è la consapevolezza e l’assunzione di responsabilità, bisogna accettare questa proposta di indagine e seguire la direzione dei sogni per poter vivere momenti edificanti, ieratici, e raggiungere, finalmente, “ la città sognata”. Le sue fotografie sono dei “ deja vu” perché quel “già visto” è dentro di noi, siamo noi».

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photographer

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photographer

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michele coccioli (Photo: Alessia Coccioli)

«Un’immagine intesa non solo come mezzo informativo ma come canale per smuovere l’anima, sempre contesa tra la tendenza alla realtà e un “assoluto atto spirituale”, tra il tempo della memoria e la dimensione della contemporaneità. Un percorso che mi porta ad esplorare reale e immaginario, un mondo onirico permeato da ricordi ed emozioni che diventano porta di accesso ai moti più profondi dell’anima. Le città sognate, il mare, la campagna, in un dilatarsi di spazio e tempo sono paesaggi dell’inconscio attraverso i quali l’anima viaggia ricordandosi i cammini della vita alla ricerca di serenità. Le immagini sono l’invito ad un viaggio interiore, viaggio nei lontani paesi della propria psiche che porterà sia in zone oscure ed inquietanti che in bellissimi campi quieti ed idillici. Ciò che voglio esprimere nelle opere è la volontà di rappresentare il “luogo” attraverso percorsi diversi, sfruttando aspetti sensoriali ed immaginifici. Elementi del passato, del presente e del futuro si mescolano in maniera assolutamente univoca scardinando tutte le categorie di spazio e tempo a cui siamo abituati. Qui, reale, mito e leggenda coesistono in un connubio inscindibile di suggestioni ed evocazioni liriche, e tutto alimenta quell’idea di armonia e bellezza che da sempre costituisce la risposta alla sete di infinito che anima lo spirito degli uomini». (Michele Coccioli)

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photographer


Š Immagini eleMMent: www.marchi-mobile.com


luxury

giramondo di lusso in stile “upper class” Puro relax, paesaggi incontaminati, luoghi esclusivi,

vera seconda casa. Più simile ad un hotel di fascia alta,

città dense di arte. Con tutta la più grande libertà di

probabilmente, ma sempre utile a rigenerarsi e ripartire

movimento che si possa desiderare. E senza restrizione

alla volta di un nuovo tour intorno al mondo.

alcuna nella programmazione (anche improvvisata) e

Qualunque sia lo stile di vita che vi caratterizza, l’esigenza

nella gestione della vacanza.

di una famiglia vivace o il capriccio del momento, la

Se il mito del viaggio in camper è rimasto per molto,

vacanza in camper rimane infatti un mito intramontabile.

troppo tempo, un’opzione low cost riservata a famiglie

E le soluzioni su misura di viaggiatore non mancano:

numerose ed esploratori dal budget limitato, la nuova

il mercato offre un ampio assortimento di misure e

frontiera del lusso ha abbattuto anche quest’ultimo tabù.

modelli veramente chic. Tra veicolo classico, caravan

Così la vacanza in camper diventa di moda anche

od integrato (detto anche motorhome) la scelta tra i tanti

per la fascia luxury, a patto di saper coniugare spirito

modelli di prestigio può essere persino difficile.

d’avventura, confort e ricerca dei dettagli nella scelta

Puntare in alto è possibile, a patto di disporre di una

del veicolo giusto.

cifra non inferiore ai 2,2 milioni di euro. È questo il prezzo

Oltre alla comodità, un camper o un caravan, a

base del modello più esclusivo al mondo: l’EleMMent

seconda di quello che piace di più, può diventare una

Palazzo,

realizzato

dalla

società

austriaca

Marchi


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luxury

Mobile. Gli optional, una lista praticamente infinita,

non finisce qui: il concept di lusso prevede anche una

possono far lievitare ulteriormente l’esborso. Ma ne vale

camera letto con bagno principale, un enorme camino,

certamente la pena per assicurarsi un vero “palazzo”

pavimentazione riscaldata, doccia a pioggia come nelle

viaggiante lungo 12,192 metri, comprensivo di terrazza

migliori delle SPA e cabina di guida completa con letto

panoramica e capace di espandersi fino a raggiungere

a castello.

una superficie abitabile di 40 metri. Chiamarlo camper

Se questo si presenta come il modello più caro al

sembra, dunque, riduttivo: costa quanto un castello ed

mondo, la concorrenza non manca. E le altre case

ha più confort di un albergo a cinque stelle.

automobilistiche non sono rimaste di certo a guardare.

Il design si ispira a quello dei più moderni motoscafi

L’azienda Volkner Mobil, ad esempio, ha realizzato

ed è stato curato da uno degli studi di architettura più

un meraviglioso veicolo con garage incorporato in

famosi, l’A-Cero di Joaquin Torres che ha abbandonato

cui è possibile parcheggiare una Ferrari od una

le case e gli interni fissi per dedicarsi al progetto mobile.

Lamborghini: basta premere un pulsante e la vettura è

Anche gli interni sono luminosi, vivibili e spaziosi, e si

immediatamente disponibile per una corsa su strada.

possono raggiungere la sala riunioni, l’area lounge ed

‘Performance’, questo il suo nome di battesimo, è

il bar semplicemente premendo un interruttore. Ma

stato presentato dall’azienda tedesca al Salone del

L’eleMMent di MARCHI MOBILE (pag. 70/73)

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Il Centurion di CONCORDE (pag. 74/75)

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Caravan di Dusseldorf, in Germania ed il ‘Sun’ lo ha

Ma la possibilità di scelta all’interno dell’attraente mondo

recentemente incoronato come uno dei camper più

del camping di lusso è quasi imbarazzante.

costosi del mondo. E non a caso. I suoi numeri, infatti,

Tanto per orientarsi, si può puntare sui grandi classici

sono davvero imponenti: lungo 14 metri, per acquistarlo

delle case costruttrici, come il nuovo caravan di lusso

bisogna staccare un assegno da 1,2 milioni di euro.

Serie 2 International 684 di Airstream. L’azienda che

Ferrari esclusa, ovviamente.

ha già realizzato delle vere ’icone di stile’, ha voluto

E siccome ragioniamo della massima espressione

rinnovare il modello precedente, riuscendo ad aumentare

tecnica del lusso, al suo interno non possono mancare

lo spazio interno e creando uno spazio per la tv lcd

accessori come il frigorifero americano e l’enorme

e zona salotto, una cucina più grande, ampio spazio

freezer, lavastoviglie e forno a microonde, televisore

doccia ed un guardaroba aggiuntivo, oltre all’aggiunta

widescreen. Gli interni sono bellissimi e raffinati: il salotto

di nuovi ripiani ed alla creazione di una zona pc. Pur

bianco in pelle che diventa letto, l’area bagno con

non raggiungendo il lusso dei caravan usati dalle

l’idromassaggio, la cucina in legno pregiato, e l’area

star di Hollywood, il nuovo modello permette di vivere

guida annessa a quella relax sono soltanto alcuni dei

l’esperienza del campeggio senza dover rinunciare a

principali confort in dotazione.

nulla.


Š Immagini CENTURION: www.concorde.eu/it/

luxury

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Se la ricerca si orienta su un camper più ‘contenuto’ (ma

con il lusso degli interni. Anche se il modello non è

solo dal punto di vista delle dimensioni) si può puntare

propriamente a portata di “tasca” considerato il prezzo

su Alkoven della Vario, azienda tedesca specializzata

base di 265mila euro.

nel settore. Qui le dimensioni sono più “piccole”, ma il

Un vero must per gli amanti dei camper di lusso

camper rimane tra i più grandi ed esclusivi. Il telaio può

rimane, poi, il Centurion proposto da Concorde. Questa

essere richiesto in varie lunghezze, da sette a dodici

gigantesca ammiraglia propone tre diverse camere da

metri: a distinguerlo è la divisione di due aree da letto

letto, locale wc, sauna, maxi doccia con idromassaggio,

separate.

garage per l’auto. Quanto costa? il prezzo è di circa

Full optional, il camper può essere completato con un

450mila euro, senza considerare le moltissime persona-

garage dove riporre moto, scooter o biciclette. Ed ecco

lizzazioni.

accontentate, quindi, anche le famiglie che non vogliono

Il camper di lusso Made in Italy, invece, è targato Vas.

rinunciare al lusso o i gruppi di amici che non rinunciano

L’azienda cura i dettagli in misura maniacale: tessuti di

alle lunghe vacanze in giro per il mondo. Rigorosamente

elevata qualità, bagni con doccia idromassaggio, tv e

insieme. La versione ancora più esclusiva, datata

sistemi audio integrati, arredi in legno massello, tra i suoi

2011, è il Vario Star 800: qui l’alta tecnologia si fonde

modelli piace molto l’Overside Estraibile caratterizzato

Il Palace di MORELO (pag. 76/77)

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luxury

da una zona living in cui è stato realizzato uno slide out per poter variare gli ambienti interni, mentre la fiancata lato guida si trasforma in un letto matrimoniale grazie ad un divano a movimentazione elettrica. E se ancora non dovesse bastare, si può sempre prendere spunto dalle grandi star di Hollywood: capofila la speciale “roulotte” di Will Smith che ha intasato le strade di New York durante le riprese di “Men in Black III”. L’attore ha scelto un vero e proprio gigante della strada (lungo 16 metri), senza badare a spese per assicurarsi due camere da letto con pavimenti in granito, due bagni, uno studio di registrazione, un cinema privato con uno schermo da cento pollici, uffici e una cucina con mobili di ciliegio. Più di così, cosa

© Immagini MORELO: www.morelo-reisemobile.de/

desiderare?

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SPECIALE PORSCHE

Porsche MACAN

Porsche amplia la propria gamma con la Macan, il suo primo modello ad entrare nel segmento dei SUV compatti, stabilendo nuovi standard in termini di dinamica e di piacere di guida, su strada ed in fuoristrada

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automobili

È prodotta nello stabilimento di Lipsia, capace di produrre circa 50.000 vetture l’anno nel segno del più alto livello di qualità. Il nome Macan deriva dalla parola indonesiana attribuita alla tigre

Porsche MACAN

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SPECIALE PORSCHE

Il Design Il design della Macan rivela in molti dettagli il codice

tetto che fluisce verso la parte posteriore, il cosiddetto

genetico della vettura sportiva. Il risultato può essere

Porsche Flyline o i passaruota posteriori evocano le

riassunto in due parole tipiche di una vettura sportiva:

forme armoniose della 911. Lo stile dei fari richiama

“larga” e “piatta”. Sportività, dinamica e precisione, ma

quello della 918 Spyder. I sideblade, inseriti nella parte

anche di eleganza e leggerezza. Linee arrotondate si

inferiore delle porte anteriori e posteriori, richiamano i

alternano a bordi precisi e spigolosi. Grazie all’armonia

caratteristici tratti della supersportiva ibrida.

delle proporzioni, la Macan appare compatta, possente

La silhouette laterale, con la linea sportiva del tetto che

e molto vicina alla strada.

fluisce verso la parte posteriore, accentua i profili netti vettura

sottolineando il carattere dinamico della vettura. Nello

ferma. Come il profilo laterale dei cristalli e la linea del

stesso tempo, le linee che scorrono verso la parte

Il tipico design Porsche è evidente anche a

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automobili

posteriore accentuano i passaruota scultorei e possenti.

La parte posteriore, con profili morbidi e linee arrotondate

Sideblade in carbonio, disponibili come optional per tutti

ed armoniose, coniuga sportività ed eleganza.

i modelli, accentuano ulteriormente il carattere sportivo

Le luci posteriori con tecnologia a LED, grazie all’incisivo

della Macan.

design tridimensionale, creano un effetto di profondità

Le minigonne laterali, assieme alle linee prolungate dello

e rappresentano un ulteriore omaggio alla 918 Spyder.

spoiler del tetto verniciato in colore nero, sottolineano

Due doppi terminali di scarico, a sinistra ed a destra,

l’armonia del design.

affiancano in tutti i modelli il diffusore posteriore: nella

Anche gli pneumatici differenziati con larghezza fino a

Macan S e nella Macan S Diesel i terminali sono rotondi,

265 mm all’asse anteriore e 295 mm all’asse posteriore,

nella Turbo rettangolari. Per tutti i modelli sono disponibili

enfatizzano il design sportivo della Macan.

terminali di scarico sportivi in acciaio cromato.

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SPECIALE PORSCHE

GLI INTERNI

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L’accento posto su agilità e potenza prosegue anche

visualizza il rapporto inserito del cambio a doppia frizione

negli interni. Le linee sofisticate e la lavorazione pregiata,

Porsche-Doppelkupplung (PDK).

compongono un mix di sportività, qualità ed eleganza.

Lo strumento circolare destro include uno schermo a

Il cruscotto esprime il tipico carattere di una vettura spor-

colori da 4,8 pollici ad alta risoluzione che visualizza,

tiva. Un importante elemento di richiamo è il volante

oltre alle principali funzioni del computer di bordo, anche

sportivo multifunzione, di serie, il cui design completamente

le mappe del Porsche Communication Management

rinnovato è ripreso dalla 918 Spyder.

(PCM) opzionale con modulo di navigazione.

Anche la strumentazione è tipicamente Porsche: tre

Tasti multifunzione supplementari di serie, per telefono,

classici strumenti circolari con contagiri centrale.

radio e computer di bordo nonché i paddle per i cambi

Nel contagiri è incluso l’indicatore di marcia inserita, che

marcia collocati in posizione ergonomica, permettono di


automobili

tenere le mani sul volante e di concentrarsi sulla strada.

gibili. Il blocchetto di accensione è posizionato a sinistra

L’ergonomia è al servizio della guida sportiva: la parte

del volante, nella tipica collocazione Porsche.

ascendente del tunnel centrale con la leva selettrice

Per la prima volta in una vettura di questa categoria è

rialzata nella tipica collocazione da gara e la posizione

presente anche il Burmester High-End Surround Sound-

del sedile lato guidatore accorciano la distanza tra

System.

volante e leva selettrice, integrando perfettamente il gui-

L’equipaggiamento speciale comprende l’assistente al

datore nell’abitacolo.

mantenimento di corsia e l’assistente per i cambi di

Tutte le funzioni e le impostazioni principali sono riunite

corsia.

in gruppi logici sulla consolle centrale e sono gestibili in

L’A daptive Cruise Control (ACC) con Porsche Active Safe

modo rapido e intuitivo grazie ai tasti facilmente raggiun-

(PAS) assicura maggiore comfort e sicurezza.

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SPECIALE PORSCHE

LA TECNICA Al momento del lancio sul mercato la Macan sarà

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km/h in 5,4 secondi. La vettura raggiunge una velocità

disponibile in tre modelli.

massima di 254 km/h mentre i consumi medi nel NEDC

La Macan S è spinta da un motore biturbo V6 da 3,0

si attestano tra 9,0 e 8,7 l/100 km, corrispondenti a livelli

litri che sviluppa 340 CV (250 kW) e dispone di trazione

di emissioni di CO 2 tra 212 e 204 g/km.

integrale attiva con frizione a lamelle a gestione elettronica.

Dei tre modelli, la Macan S Diesel è la più economica sui

Il cambio a doppia frizione Porsche Doppelkupplung

lunghi tragitti: il motore turbo diesel V6 da 3,0 litri ottiene

(PDK) a 7 rapporti trasferisce la potenza assecondando

valori dei consumi molto contenuti e compresi tra 6,3 e

le richieste del guidatore quasi senza interruzione della

6,1 l/100 km pari a valori di CO 2 tra 164 e 159 g/km.

trazione e permette alla vettura di accelerare da 0 a 100

Eppure, la Macan S Diesel accelera da 0 a 100 km/h in


automobili

soli 6,3 secondi e grazie al propulsore da 250 CV (185

comprese tra 216 e 208 g/km.

kW) raggiunge la velocità massima di 230 km/h.

Tutte le varianti sono equipaggiate di serie con il cambio

Come modello di punta, la Macan Turbo è la vettura

a doppia frizione Porsche Doppelkupplung (PDK) a 7

più potente nel segmento dei SUV compatti. ll motore

rapporti e con la trazione integrale attiva, parte integrante

biturbo V6 da 3,6 litri eroga ben 400 CV (294 kW) e

del Porsche Traction Management (PTM). Assieme agli

consente alla vettura di effettuare lo sprint da 0 a 100

altri componenti del sistema, quali la frizione a lamelle

km/h in 4,8 secondi. Nonostante una velocità massima

a gestione elettronica, il differenziale autobloccante a

di 266 km/h, la Macan Turbo registra valori dei consumi

controllo elettronico (ABD) e il dispositivo antipattinamento

tra soli 9,2 e 8,9 l/100 km, a fronte di emissioni di CO 2

(ASR), garantisce trazione e sicurezza.

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SPECIALE PORSCHE

uN CLASSICO...DI DOMANI Nato nel lontano 1965, il mito Porsche 911 Targa trova oggi una sorprendente evoluzione con i nuovi modelli Nel settembre del 1965, Porsche presentò la 911 Targa al Salone dell'automobile di Francoforte come primo "cabriolet sicuro" al mondo. Con il suo roll-bar fisso, il tetto pieghevole rimovibile e il lunotto ribaltabile, la nuova variante teneva soprattutto conto delle accresciute esigenze di sicurezza della clientela americana. Il nome "Targa" deriva dalla celebre corsa su strada Targa Florio. Alla fine del 1966 ebbe inizio la produzione e nel 1967 la 911 Targa venne lanciata sul mercato. Questo concetto di tetto è stato costantemente sviluppato per 27 anni da una generazione di 911 all'altra. In tutto questo periodo, la variante semiscoperta ha assunto lo status di vettura a sé stante nella gamma dei modelli Porsche, e viene preferita in media da un acquirente su dieci. Nel 1996 Porsche ha presentato una versione totalmente rielaborata della 911 Targa. L'intera copertura era realizzata come un'unica superficie di vetro, in cui il tettuccio in vetro scorrevole anteriore poteva essere abbassato e riposto sotto il lunotto ribaltabile. Esattamente 20 anni dopo l'uscita di scena dell'ultima 911 Targa, con il classico roll bar, la nuova generazione prosegue oggi questa concezione originaria della carrozzeria. I nuovi modelli 911 Targa, già ordinabili, saranno in vendita il prossimo maggio ed in Italia costeranno: € 113.111,01 la 911 Targa ed € 128.239,01 la 911 Targa S.

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automobili

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Il Design Porsche presenta al pubblico l'ultima generazione della

trazione integrale (PTM di serie), evidenziata dal design

straordinaria serie 911, che per la prima volta coniuga

della parte posteriore, garantisce anche in quest’ultima

il classico concetto "Targa" al più avanzato sistema di

versione della 911 una dinamica di guida elevata su

apertura/chiusura del tetto.

diversi fondi stradali e in qualsiasi condizione atmosferica.

Proprio come la leggendaria Targa originale, il nuovo

Grazie a queste caratteristiche, la nuova 911 Targa si

modello presenta il caratteristico ed ampio rollbar al posto

presenta come un remake di alta qualità della storica

dei montanti centrali, una sezione di tetto scorrevole

Porsche del 1965 ed, al tempo stesso, mantiene una

sopra i sedili anteriori ed un lunotto arrotondato privo

grande affinità con i modelli 911 Carrera 4 Cabriolet.

di montante posteriore. Ma, a differenza del modello

La tecnologia e la carrozzeria di queste vetture, fino

storico, il tetto della nuova Targa può essere aperto e

alla linea dei finestrini laterali, sono molto simili. La

chiuso premendo semplicemente un tasto che attiva il

combinazione dell'ampia parte posteriore, tipica dei

sistema completamente automatico che lo ripone dietro i

modelli a trazione integrale, con il rollbar Targa e il lunotto

sedili posteriori.

a cupola conferiscono all’ultima 911 un aspetto partico-

La tipica configurazione Porsche delle vetture con

larmente sportivo ed un profilo ancor più slanciato.


automobili Il TETTO targa Una caratteristica di questa 911 è, da sempre, il sistema

tasti di comando nel tunnel centrale. Con il tetto aperto

per il tetto tipo Targa, reinterpretato in modo innovativo.

è possibile estrarre manualmente un deflettore integrato

È formato da due parti mobili: da un lato un softtop e

nel telaio del parabrezza che riduce significativamente

dall'altro il lunotto di vetro. Premendo un semplice tasto,

l'afflusso d'aria all'abitacolo. L'ossatura della capote e

il lunotto, collegato al coperchio del comparto capote,

l'arco al magnesio mantengono tesa la capote in tessuto

viene aperto e ribaltato all'indietro. Contemporaneamente

di alta qualità.

si aprono anche due sportelli ribaltabili nel roll bar,

Un'ulteriore insonorizzazione sotto il rivestimento interno

abilitando il movimento del soft-top. L'elemento capote

della capote funge anche da isolante termico. Il bordo

si sblocca, e durante l'apertura viene ripiegato a zeta e

posteriore del softtop si connette al roll bar fisso.

quindi riposto dietro i sedili posteriori.

Quest'ultimo è formato internamente da una protezione

Una finitura trasversale dietro i sedili posteriori integra

con roll bar in acciaio ed esternamente da elementi in

l'elemento capote. Dopodiché gli sportelli ribaltabili del roll

alluminio pressofuso verniciato.

bar ed il lunotto si richiudono. A vettura ferma, il tetto può

Un omaggio alla Targa originale del 1965 sono le tre

essere aperto e richiuso in circa 19 secondi utilizzando i

feritoie e la scritta "targa" sui due lati del roll bar.


GLI INTERNI Come su tutte le 911, gli interni sono dotati di

L'elemento anteriore del tetto è foderato internamente di

equipaggiamenti confortevoli e di pregio. La postazione

tessuto nero che si intona con il rivestimento interno in

è caratterizzata dai classici cinque strumenti rotondi con

Alcantara nera del roll bar tipo Targa.

contagiri centrale e schermo a colori da 4,6 pollici ad

Lo spazio dietro il sedile posteriore serve a riporre la

alta risoluzione.

capote. Con il longherone trasversale a vista, integra

Il tunnel centrale rialzato rappresenta l'elemento principale

armoniosamente nell'interno la copertura ripiegata.

nella parte anteriore. Qui trovano posto anche i comandi

L'ampio lunotto a cupola lascia entrare molta luce anche

del sistema di movimentazione del tetto.

col tetto chiuso, creando un'atmosfera unica all'interno.


automobili


I MOTORI La nuova generazione Targa è disponibile in due versioni, esclusivamente a trazione integrale. La 911 Targa 4 è spinta da un motore boxer da 3,4 litri che eroga 350 CV (257 kW). Con il cambio a doppia frizione PDK ed il pacchetto Sport Chrono, accelera da 0 a 100 km/h in soli 4,8" e raggiunge una velocità massima di 282 km/h. I consumi oscillano tra 9,5 e 8,7 litri per 100 km, in base al tipo di cambio. Il modello di punta 911 Targa 4S eroga una potenza di 400 CV (294 kW) con una cilindrata di 3,8 litri e raggiunge una velocità massima di 296 km/h. Con PDK e pacchetto Sport Chrono, accelera da 0 a 100 km/h in 4,4". I consumi oscillano tra 10,0 e 9,2 litri per 100 km, in base al tipo di cambio.


automobili LA TECNICA La potenza dei motori è trasmessa dal cambio manuale

sversale, e come PTV Plus per le vetture con PDK, con

a 7 marce; il cambio automatico a 7 rapporti a doppia

differenziale elettronico a controllo elettronico variabile

frizione PDK è disponibile su richiesta.

che migliora l'agilità e la precisione di sterzata mediante

A ripartire la forza sulle ruote pensa il sistema di comando

una serie di frenate mirate della ruota posteriore interna

intelligente della trazione integrale PTM, costituito da una

alla curva.

trazione integrale attiva con frizione a lamelle a comando

Con il sistema di stabilizzazione variabile Porsche Dynamic

elettronico, dal differenziale frenante automatico ABD e

Chassis Control PDCC, disponibile a richiesta sulla 911

dal sistema di controllo della trazione ASR.

Targa 4S, la vettura raggiunge un impressionante grado

La 911 Targa 4 monta ammortizzatori passivi di serie.

di accelerazione laterale. L'inclinazione laterale viene

Le nuove 911 vantano un'agilità maggiore grazie al

compensata quasi interamente fino all'accelerazione

Porsche Torque Vectoring PTV, di serie sulla 911 Targa

laterale massima. La riduzione dell'angolo di rollio

4S ed a richiesta sulla 911 Targa 4. Il sistema è disponibile

consente agli pneumatici di rimanere posizionati in ma-

in due varianti: come PTV in combinazione con il cambio

niera ottimale e di trasmettere il massimo delle forze,

manuale, con differenziale meccanico a bloccaggio tra-

aumentando le velocità possibili in curva.


EDITORE Giovanni Colella editore@mylifestyle.it DIRETTORE RESPONSABILE Vincenzo Paticchio CAPOREDATTORE Annalisa Nastrini redazione@mylifestyle.it ARTICOLI REDAZIONALI Marina Schirinzi Jessica Niglio Aldo Mea Si ringraziano per la gentile collaborazione: Maria Cristina Pettine Mirella Ariata Simona Bastioni Alberto Garbo Barbara Ballardini Rosanna Ferraro Chiara Bertola Anna Bertolini Magda Schiff Bruno Petronilli Juliane Rönisch Jochen Reimann Marco Piccoli IMPAGINAZIONE E GRAFICA PLUS Adv www.plusadv.it info@plusadv.it FOTOLITO, ALLESTIMENTO E STAMPA Arti Grafiche Panico

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MY LIFESTYLE N. 18 Spring 2014 Autorizzazione del Tribunale di Lecce: n. 1003 del 24/10/2008 Immagine accanto: Anteprima del nuovo SUV di Bentley Gli articoli “Top Selection” sono da considerarsi pubblicitari È vietata la riproduzione parziale o totale di articoli e immagini senza la preventiva autorizzazione scritta da parte dell’editore

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