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EDITORIALE E PERISCOPIO

4 Ripartiamo dai piccoli centri 5 Un’Italia che non esiste più 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18

ATTUALITA’

La legge sulle intercettazioni La truffa è in linea Un tesoro da tutelare Frittura: bye bye È finita la scuola! La vacanza senza differenze Una situazione insostenibile Tutti al mare! Lazio segreto Non solo mare pulito Laghi di qualità Scelgo il camping? Una vacanza fuori dal comune

LA NOSTRA PROPOSTA

19 Mai più a piedi!

LEGALMENTE

20 In vacanza con i propri animali 21 22 23 24

A TU PER TU

Quando la musica è solidale Scelta da questo mestiere Il gioco oggi, quale cultura? Il serpente dei Velvet

FOCUS

25 A spasso per Casape 27 Cosa vedere 28 Curiosità casapesi

ARTI & CULTURE

29 Estate al Macro 30 Fasto verulano Est film festival IV 31 Luglio a ritmo di fiction 32 Festival Paganiniano 2010 Rossomalpelo show 34 Design, a strati 35 Il medico volante 36 Parola allo scrittore 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47

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16 21

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MODI & MODE

I grattamare Specchio delle mie brame... Montiamoci la testa! Il mare in cucina Il surf prende il volo I titanic awards Rifrazioni made in Lazio

48 SCRIVI E TI DIRÒ CHI SEI BACHECA 49 GIOCHI AUGURI 50 OROSCOPO

direzione editoriale Borgia Edizioni borgia@nuove-proposte.com www.nuove-proposte.com direttore responsabile Luigino Borgia direttore@nuove-proposte.com direttore Andrea Riccio ariccio@nuove-proposte.com vicedirettore Mario Russo mrusso@nuove-proposte.com assistente editoriale Pierpaolo Polcaro ppolcaro@nuove-proposte.com art director Germana Bartoli, Alessandro Borgia capiredattori Francesca Carli, Andrea Vitale fcarli@nuove-proposte.com avitale@nuove-proposte.com segreteria di redazione Lina Borgia redazione@nuove-proposte.com lettori@nuove-proposte.com hanno collaborato a questo numero: Rosalba Abozzi, Fernanda Annichiarico, Rosita Aurelio, Angela Abozzi Cecchetto, Barbara Braghin, Lucia Braico, Beatrice De Sanctis, Arianna Di Rubba, Selene Favuzzi, Claudio Forleo, Marco Martinelli, Stefania Panetta, Priscilla Rucco Buzzantro, Ilaria Rotondi pubblicità in proprio tel. 06 43598964/43683672 mobile: 3356611311 direzione e amministrazione Via V. L. Bertarelli, 29/i - 00159 Roma Tel. 06 43598964/43683672 Fax 06 43566719 abbonamento (spedizione postale) annuo ordinario euro 30,00 annuo sostenitore euro 60,00 per abbonarsi versare l’importo sul Codice IBAN: IT93 N054 1803 2011 1857 0266 387 VENETO BANCA Fil. Roma Tiburtina Nuove Proposte Via V. L. Bertarelli, 29/i - 00159 Roma

TECH & BUSINES

La manovra di Tremonti Il quartiere sostenibile Inizia l’innovazione 3D Gli spioni del web

NUOVE PROPOSTE

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iscrizione nel registro stampa del tribunale di Roma n. 660/92 del 19/12/1992 stampa C.S.R. La riproduzione di testi e immagini deve essere autorizzata per iscritto dall’editore. La responsabilità dei contenuti dei testi è esclusivamente degli autori. Salvo accordi scritti o contratti di cessione copyright, la collaborazione è da considerarsi del tutto gratuita e non retribuita. Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non si restituiscono. Finito di stampare settembre 2010 Si ringraziano gli inserzionisti pubblicitari per il loro contributo che consente la pubblicazione e la diffusione di questo periodico Associato all’USPI Unione Stampa Periodica Italiana


RIPARTIAMO DAI PICCOLI CENTRI

EDITORIALE

Capire il valore delle realtà locali

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sono iniziati i lavori per creare un ascensore che consenta l 72% dei comuni italiani ha meno di 5000 abitanti e in anche alla popolazione disabile o anziana di accedere al essi risiede circa la metà della nostra popolazione. Ma, centro storico evitando una faticosa gradinata, si sta mia dispetto dei numeri, i quasi 35 milioni di italiani che gliorando la piscina comunale, stanno sorgendo strutture abitano piccole realtà sono una minoranza silenziosa e sportive pubbliche ed è al vaglio la realizzazione di un ignorata a totale appannaggio delle grandi città. Bisogneparco botanico che ospiti le specie autoctone. Ma tutti querebbe rendersi conto, invece, che il paese vero non è sti sforzi rischiano di non venir premiati se al potere - e sorappresentato né da Roma, né da Milano, ma dai tanti prattutto alle possibilità economiche - del Comune non si piccoli centri che costellano la penisola. Siamo inaffiancano quelle delle Istituzioni di grado più elevato e somma un paese “di comuni e campanili” e piuttosto dei privati. I comuni così piccoli hanno un budget alche negarlo dovremmo pensare a come rilanciare trettanto ridotto e Casape, una realtà che vivo quoquella che è una nostra peculiarità e risorsa. Puntidianamente e che conosco da vicino, può tando sul paesaggio, sulla soft economy, sul patrifacilmente assurgere a metafora di un problema monio culturale, sui sapori tipici, sul turismo, sulla diffuso a livello nazionale. Un problema che sostenibilità. Proprio perché credo fermamente in passa per la difficoltà di non poter partecipare ai tutto questo, da anni cerco di favorire, anche atLuigino Borgia bandi per ottenere finanziamenti pubblici perché traverso le pagine di questo giornale, il rilancio di Direttore Responsabile sovente non si hanno le risorse per pagare In antiCasape, il piccolo comune in cui sono nato. Casape cipo lo staff che dovrà occuparsi del progetto, ma anche è un piccolo, delizioso borgo medievale arroccato sul verper la difficoltà di trovare investitori privati che “popolino” sante occidentale dei Monti Prenestini, a due passi da Tivoli le strutture realizzate dal comune e talvolta di vincere l’oe a circa 40 km da Roma. A dispetto della sua vicinanza stilità o l’indifferenza dei cittadini nei confronti dei camcon la Capitale e - ancor di più - della bellezza del centro biamenti che si stanno portando avanti. Questa situazione, storico, della magia delle piccole stradine acciottolate, questa concezione diffusa di una nazione esclusivamente delle chiese antiche ed austere, questo piccolo comune che cittadina, sta determinando la scomparsa dell’Italia vera, non arriva agli 800 abitanti ha vissuto a lungo in uno stato autentica. Un’Italia che potrebbe trarre forza, ricchezza e di incuria e di abbandono. Uso il passato perché oggi si represtigio dalle sue piccole ed eterogenee realtà, che pospira finalmente aria di cambiamento, come testimoniato trebbe investire sul turismo, sulla cultura, sulla sostenibilità. dalla lunga intervista al Sindaco Luigino Testi pubblicata in E che invece, per il 72% dei suoi comuni, ha scelto di inquesto numero. Un edificio in evidente stato di decadenza vestire sull’abbandono. è stato abbattuto regalando al paese una nuova piazza,

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UN’ITALIA CHE NON ESISTE PIÙ

PERISCOPIO

La deriva etica di una nazione

D

nifesta il suo potere anche in molti altri modi. Ad esempio nei tagli ov’è finita la Dolce Vita? Che ne è stato del Bel Paese? L’Ialla cultura (numerose fondazioni, enti museali e culturali si sono talia sembra oggi immersa in un terreno paludoso, priva visti azzerare o decurtare in maniera determinante i finanziamenti di orientamento. E a dispetto di quanto si possa pensare, pubblici) previsti dalla “super-manovra” del Ministro Tremonti. In la responsabilità principale non è della crisi economica che negli Italia rinunciare alla cultura significa rinunciare alla nostra più ultimi mesi ha colpito l’Europa - Italia compresa - con inaudita viogrande risorsa economica, a quel tratto peculiare che ci ha da lenza. Il problema reale, il più intimo, e perciò il più subdolo e sempre contraddistinto e ci ha consentito, seppur piccoli e privi difficile da combattere, è la deriva etica che schiaccia e mordi risorse naturali, di sedere ai tavoli delle trattative. Non puntifica, con pignoleria e costanza, la nostra nazione. Una tare sul nostro patrimonio, sulla nostra radicata tradizione culderiva che ormai permea ogni settore, che è ormai la returale - certi che l’Italia debba puntare sull’industria “pesante”gola, che ci assuefa a poco a poco. Tra i segnali più lamcontribuisce al potere di chi, come l’amministratore depanti di questa profonda crisi valoriale c’è l’inquietante legato della Fiat, prova a negare ai suoi lavoratori didato secondo il quale il 49% degli italiani (sondaggio Paritti sanciti dalla Costituzione quali lo sciopero e i giorni gnoncelli)non percepisce il preoccupante effetto del dedi malattia retribuiti. Non si tratta banalmente di valucreto legge sulle intercettazioni, la Legge Bavaglio, sulla tare l’agire dell’esecutivo. Non si tratta nemmeno di un vita stessa dei cittadini. Poco meno della metà dei nostri Andrea Riccio commento dettato da una particolare appartenenza poconnazionali non sembra rendersi conto che, se il decreto Direttore litica, poiché il senso civico e l’idea di bene comune non venisse approvato alla Camera senza modifiche sostanhanno (o quantomeno non dovrebbero avere) colore. Non è solziali rispetto al testo passato al Senato, l’entità del danno sarebbe tanto la preoccupazione di una giovane giornalista che vede le incommensurabile: una decisa battuta d’arresto a tutte le indagini sue possibilità limitate ancor prima di aver cominciato la professulla criminalità organizzata, sulla corruzione e sulle malversasione. Si tratta piuttosto dell’indignazione di una cittadina che non zioni dei poteri forti; uno svilimento e, per certi versi, un annullasi sente tutelata né rispettata da coloro che dovrebbero rappremento del ruolo dei giornalisti; la negazione per i cittadini di un sentarla. Che pensa che questa mancanza di “amor proprio”ci principio sancito dalla Costituzione: il diritto di essere informati e trascinerà tutti - inesorabilmente- verso il fondo. Ci aspettano tempi di costituirsi, pertanto, come opinione pubblica consapevole e caduri e purtroppo non basterà fare un altro buco alla cinta… pace di influenzare le scelte della politica. Ma questa deriva ma-

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LA LEGGE SULLE INTERCETTAZIONI

ATTUALITÀ

Roma & Co

Ecco cosa prevede nel dettaglio

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l disegno di legge sulle intercettazioni presentato dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano è una legge avversata tanto dai magistrati quanto dai giornalisti, che l’hanno ribattezzata “Legge Bavaglio”. Ecco cosa prevede:

- Le intercettazioni sono possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni di carcere. Passa il presupposto dei gravi indizi di colpevolezza, al posto dei gravi indizi di reato, per avviare le intercettazioni nelle indagini che non siano per terrorismo o mafia. - Per le indagini su terrorismo e mafia le intercettazioni sono possibili per 40

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giorni, più altri venti prorogabili. Per le altre indagini è prevista una durata massima di 75 giorni. Se c’è necessità, motivata dal pm e riconosciuta dal giudice, è possibile un periodo aggiuntivo di tre giorni, prorogabili di volta in volta con provvedimento del pm controfirmato dal giudice fino a che ne esista la necessità. Le nuove regole si applicano anche ai processi in corso. Quindi, anche se erano già state autorizzate intercettazioni con le vecchie regole, dovrà essere applicato il tetto dei 75 giorni. - Per intercettare un sacerdote bisogna avvertire la diocesi e, se si stratta di un vescovo, il pm è obbligato ad avvertire la segreteria di Stato vaticana. - Il tetto di spesa per le intercettazioni è fissato annualmente con decreto del Ministro, che dà al procuratore generale presso le Corti d'Appello il compito di distribuire la somma fra le Procure del distretto. - Le intercettazioni ambientali saranno consentite per un massimo di tre giorni, prorogabili di tre in tre con provvedimento del pm controfirmato dal giudice. - Divieto per i cronisti di pubblicare le intercettazioni agli atti di un'inchiesta fino alla fine delle indagini preliminari, anche quando non sussista più il segreto. Vietata la pubblica-

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zione testuale degli atti di un’indagine. Possono essere pubblicati solo dei “riassunti”. - Vietato pubblicare i nomi e le immagini dei magistrati in relazione ai processi che sono stati loro assegnati. Divieto per il magistrato di rilasciare dichiarazioni inerenti al processo affidatogli anche se non più coperti dal segreto. - Per gli editori, multe che vanno dai 300mila euro (per la pubblicazione testuale di atti) fino ai 450mia euro (per la pubblicazione di intercettazioni prima della conclusione delle indagini o riferite a persone estranee alle indagini). - Per i giornalisti fino a 30 giorni di carcere o una multa di un massimo di 10mila euro se pubblicano intercettazioni durante le indagini. Claudio Forleo

Angelino Alfano Ministro della Giustizia


ATTUALITÀ

LA TRUFFA È IN LINEA

Roma & Co

Le pratica diffusa dei numeri verdi…a pagamento

S

i trovano un po’ovunque, dalle etichette dei prodotti al web, ma non tutti sono gratuiti, anche se accompagnati dalla famosa cornetta verde. Sono i cosiddetti “numeri verdi”, servizi di telefonia nazionale messi a disposizione da società e aziende, al fine di essere contattate e fornire informazioni o servizi, addebitando il costo della telefonata a carico del destinatario. Basati sul concetto di "numero unico", diretto ad una qualsiasi linea telefonica fissa o mobile, sia nazionale che internazionale, offrono la possibilità di modificare l'addebito di ogni telefonata in funzione delle prime tre cifre del numero. Occorre prestare molta attenzione, in quanto non tutti i numeri che iniziano per 8 sono verdi e dunque gratuiti. Tutti quelli che presentano fra le prime cifre 800 o 803 garantiscono sempre costo zero. C’è però tutta una serie di numeri ingannevoli, presentati, tanto da aziende private quanto da enti pubblici, come verdi, che iniziano per 84 e 89 e che nascondono una tariffazione ripartita o aggiunta. Basta dunque chiamare per vedersi addebitare sulla bolletta 0,12 centesimi di euro per lo scatto alla rispo-

sta se si è fortunati o, a seconda del tempo di durata della telefonata e di casuali (si fa per dire) interminabili attese “per non perdere la priorità acquisita”, vere e proprie cifre da capogiro. A farne le spese spesso gli anziani o i più giovani, quasi sempre ignari del tranello. Per non parlare di quei numeri riservati a subdoli concorsi e campagne promozionali, in cui si invita l'utente che acquista un prodotto a partecipare a giochi telefonici spesso con prospettive di vincita immediata, con lunghi tempi di attesa, frequenti cadute della linea, ma costi salatissimi e a percentuale di guadagno direttamente sul fatturato delle società destinatarie della telefonata. Quale tutela dunque per i consumatori? L’Agcom stabilisce, con il Piano di Numerazione Nazionale, che i numeri che iniziano per 840 e 841 sono a tariffazione forfettaria, mentre gli 847 e gli 848 costano quanto le chiamate geografiche locali a seconda del piano tariffario applicato all’utente. L'Autorità stabilisce inoltre come l'utente debba essere informato del costo all'atto della chiamata, con modalità di tariffazione trasparenti e proporzionali all'effettiva erogazione del ser-

vizio. Modalità cui non tutti si attengono, considerando che è recentemente scattata la multa per ben 40 società. Meglio dunque informarsi preventivamente, la prossima volta che si compone un numero, se non si vuole correre il rischio di rimanere, è il caso di dirlo, al verde! Pierpaolo Polcaro 800-803: numeri verdi sempre gratuiti 840-841: numero ad addebito ripartito fisso. Viene cioè addebitata una parte fissa della telefonata 847-848: numero ad addebito ripartito variabile. Viene addebitata una parte della telefonata in funzione della durata 892-899: numero a tariffa speciale. La telefonata viene addebitata con costi elevati, anche di qualche euro al minuto 199 numero a tariffa speciale. La telefonata viene addebitata con costi quasi sempre molto alti, spesso molto più di un’ interurbana, mentre al destinatario viene data una percentuale su quanto speso dall'utente 700-701-702...709 numeri a tariffa speciale variabile, dedicati ai servizi internet con addebito in funzione della durata

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ATTUALITÀ

UN TESORO DA TUTELARE

Roma & Co

Pronto il piano italiano salva-natura

C’

è una minaccia che incombe sul patrimonio ambientale della nostra Penisola. L'industria turistica, per accontentare una domanda in perenne aumento, è divenuta una delle principali cause di distruzione della biodiversità, provocando danni ambientali inestimabili. Gli effetti di questo sviluppo, se non controllato, potrebbero alla lunga risultare ancor più devastanti, se si considera che l’Italia è uno dei paesi più ricchi d’Europa e del Mediterraneo in termini di biodiversità. Fra 8.750 specie infatti, il 10% è nota esclusivamente nei mari italiani; le nostre foreste sono tra le più ricche a livello europeo, ospitando 117 specie differenti soltanto nello strato arboreo. Tutto ciò è solo una parte di quanto si può leggere nella “Strategia Nazionale per la Biodiversità”, presentata dal Ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, alla conferenza “Difendere la biodiversità”, svoltasi nel mese di maggio all’Università “La Sapienza” di Roma. Un testo di 102 pagine, che prende le mosse dalle conclusioni della Carta di Siracusa sulla biodiversità, già approvata al G8 Ambiente del 2009, con 21 ministri concordi. Considerato ancora una “piattaforma programmatica”, è pronto per venir presentato entro fine anno, dopo il vaglio della

Il Ministro Stefania Prestigiacomo

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Conferenza Stato-Regioni, a Nagoya, in Giappone, per la decima conferenza della Convenzione Internazionale sulla biodiversità. L’attuazione dunque nel periodo 2011-2020. Tre gli obiettivi fondamentali delineati e tredici diverse aree di lavoro per raggiungerli. Si parla di servizi ecosistemici, al fine di garantire il ruolo chiave per la vita sulla Terra e il benessere umano; si cercano inoltre strategie per favorire l'adattamento delle specie e degli ecosistemi naturali e semi-naturali ai cambiamenti climatici. Infine vengono individuate politiche economiche e di settore finalizzate alla conservazione della biodiversità. «Il 5% delle nostre specie animali è minacciato da estinzione e il 19% presenta elementi di vulnerabilità», ha commentato la Prestigiacomo, notando come «sia venuto il momento di elaborare una legge quadro che, partendo dalla tutela generale della biodiversità, ridefinisca

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anche il sistema delle aree protette». L’area attualmente tutelata nel nostro Paese copre oltre il 10% del territorio: 31.000 chilometri quadrati di verde, tra parchi e riserve, e 28.000 km quadrati di aree a mare, oltre ai 650 km di costa protetta. Per coordinare e monitorare l'efficacia della Strategia nazionale è stato inoltre istituito il Comitato nazionale per la biodiversità. Un passo avanti per far fronte all’alto tasso di perdita del nostro tesoro naturale. Difenderlo significa in primo luogo difendere noi stessi. Pierpaolo Polcaro


ATTUALITÀ

FRITTURA: BYE BYE

Roma & Co

Dopo il divieto Ue, siamo sicuri del pesce che mangiamo?

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oglia d’estate, voglia di mare e magari di una buona frittura di pesce. Quest’anno tuttavia sembra che dovremo dire addio a questo piatto tanto amato della tradizione italiana. Con l'entrata in vigore del Regolamento Mediterraneo, la Commissione Europea ha infatti stabilito dal 1° giugno nuove regole per la pesca. La decisione è nata per tutelare il patrimonio ittico comune e così tutelare le specie a rischio e il nutrimento dei pesci adulti. Obbligatorio l’utilizzo di reti con maglie più larghe, che rendono impossibile la cattura degli esemplari più piccoli. Non meno di 1,5 miglia la distanza per le reti gettate sotto costa, che diventa 0,3 per le draghe usate per la cattura di alcuni molluschi. Banditi dunque dalle tavole degli italiani calamaretti, seppie, telline, oltre che rossetti, bianchetti, latterini, cicerelli e zerri. In Italia penalizzato il 5% della flotta, dedito alla piccola pesca, con mille pescherecci e oltre tremila addetti su tutto il territorio nazionale. Mentre non si placano le proteste dei pescatori (Marinerie d’Italia ha chiesto ad esempio misure economiche di

tutela) c’è già chi grida ad un nuovo proibizionismo, all’invasione dei prodotti made in China o, peggio ancora, al mercato nero. Il Ministro delle Politiche Agricole, Giancarlo Galan, in un’intervista a “La Stampa” ha dichiarato «Da appassionato pescatore e da veneto concordo con la filosofia che sta dietro a queste scelte della Ue. Il mare è patrimonio da tutelare nella sua biodiversità. I pescatori devono saper gestire ciò che il mare possiede», e ancora «prima di alzare gli scudi contro la Ue dobbiamo rafforzare la nostra coscienza nell’utilizzo del mare». In effetti oltre alla pesca incontrollata, l’attività umana ha fatto del mare un ambiente non meno inquinato della superficie terrestre e dell’aria. Uno studio dell’U.S. Geological Survey ha rilevato la correlazione tra le emissioni di mercurio, in particolare di metilmercurio, prodotto dalle lavorazioni industriali e dalla flora batterica durante la decomposizione delle alghe, e la contaminazione di alcune specie marine. Ingerita dal plancton, la sostanza non avrebbe difficoltà a risalire la catena alimentare, in concentrazioni pro-

porzionali alla massa degli organismi contaminati. I grossi pesci arriverebbero dunque ad avere una concentrazione di mercurio fino a 27000 volte maggiore di quella dell’acqua in cui vivono. Stessa sorte toccherebbe all’uomo che si ciba di tali pesci (soprattutto di grossa taglia come tonno o pesce spada), con effetti sul sistema nervoso, soggetto a quello che viene definito bioaccumulo. Anche in Italia Nicola Pirrone, direttore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Cnr, ha incentrato il suo studio sui livelli di contaminazione da mercurio nel Mediterraneo. Il rimedio? Solo una sana e attenta dieta: per il consumo di acidi grassi essenziali è sufficiente nutrirsi dei pesci che non sono al vertice della catena marina (salmone, sgombro, sardine). Una volta si diceva che mangiare pesce facesse bene. Tenendo conto di questi scenari, ne saremmo oggi ancora così sicuri? Lucia Braico Pierpaolo Polcaro

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ATTUALITÀ

È FINITA LA SCUOLA!

Roma & Co

Grande festa nel quartiere di Colli Aniene

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o scorso 11 giugno un migliaio di persone hanno invaso il parco Baden Powell di Colli Aniene. Questa volta non per protestare, non per far caciara, ma per festeggiare. Per celebrare insieme la chiusura delle scuole. Una festa, patrocinata dal V municipio e dal Comitato Nazionale del

Fair Play del CONI, giunta ormai alla sua terza edizione. Un appuntamento per il quartiere. La sera prima, il parco aveva già offerto uno spettacolo quanto meno insolito: decine di personaggi con magliette giallooro si aggiravano trafelate nell’ombra. Erano i papà dell’associazione “I nostri figli al centro della sQuola” (la sgrammaticata

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“Q” sta per Qualità nella scuola) che si adoperavano per preparare ogni cosa. E, visti i risultati, sono stati davvero bravi! Il tema della festa di quest’anno era “La fattoria in città”. E una vera e propria fattoria, con grande stupore di tutti, è stata notte tempo ri-costruita tra i pini del quartiere. I ragazzi, dai più piccoli ai più grandi, hanno potuto giocare con gli animali: mucche, pecore, papere e caprette. Emozioni e visioni ormai dimenticate o addirittura sconosciute ai “piccoli cittadini”. Molti si sono cimentati nel “tiro al barattolo” e in altre gare, vincendo a man bassa premi e regali, per gran parte offerti dai commercianti della zona. Corse, risate e sano divertimento. Ma anche tante cose buone da mangiare, preparate e distribuite dalle mamme presso gli stand, letteralmente presi d’assalto. I partecipanti hanno avuto anche la possibilità di improvvisarsi cow-boy. Nei festeggiamenti sono stati coinvolti, infatti, anche i cavalieri del centro ippico “Le Cerque” che si sono esibiti in evoluzioni equestri. Ma, soprattutto, hanno consentito a tutti i bambini presenti

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di diventare fantini per un giorno. Ai più piccoli è stata data la possibilità di godersi una tranquilla passeggiata su un calesse trainato

da un simpatico somarello. Una giornata sicuramente diversa dalle altre. Un modo originale di stare insieme e di far festa dopo un anno di fatiche scolastiche. Alle fine della giornata, come ormai tradizione dell’Associazione, sono stati fatti volare, dagli stessi bambini, centinaia di palloncini colorati. Un augurio per il loro futuro e per una “sQuola” di maggiore qualità. L’appuntamento è per il prossimo anno. Mario Russo


LA VACANZA SENZA DIFFERENZE

ATTUALITÀ

Roma & Co

Onlus per i diversamente abili

L

e persone con determinate esigenze, quali anziani, diversamente abili o con necessità particolari in campo medico o alimentare, spesso si trovano a dover rinunciare a viaggiare o ad organizzare delle "ferie serene" per mancanza di informazione; proprio per dare una risposta alle continue e purtroppo sempre in aumento domande della nostra società sono venute a crearsi delle associazioni benefiche chiamate ONLUS. Il CO.IN. "Cooperative Integrate Onlus", racchiude in essa ben 48 cooperative integrate e, dal 1984, si occupa assiduamente e senza scopo di lucro di inserire, anche nell' ambito lavorativo, diversamente abili, fornendo informazioni e progetti formativi a livello sia nazionale che internazionale. Il lavoro delle Istituzioni, affiancato a quello dei volontari, nonché dei sostenitori, cerca di colmare le numerose necessità di tutti coloro che non possono portare autonomamente avanti la propria vita, fornendo altresì anche servizi per il turismo accessibile a tutti coloro che sono colpiti da handicap.

La preoccupazione del CO.IN. è stata da sempre l' attivazione di una rete di servizi che permettesse di far conoscere gli itinerarie di fornire guide sulla mobilità mettendo a disposizione del cittadino sportelli informativi e numeri verdi, per turisti italiani e non, incrementando in questo modo anche nella Capitale il turismo internazionale.

I numerosi volontari che accompagnano quotidianamente in strutture organizzate pronte ad accogliere ogni necessità le persone con handicap spesso regalano a queste persone attimi di spensieratezza, rompendo gli argini della "diversità" e della "differenza".

Il diritto di viaggiare in piena sicurezza e tranquillità è un diritto di ogni cittadino anche e soprattutto con determinate patologie, ciò che si richiede alle strutture presenti e soprattutto alle Istituzioni è un maggiore controllo nel nostro paese e un adeguamento delle strutture ospitanti, che dovrebbero essere pronte ad accogliere le necessità che si evolvono in rapporto con le Associazioni dei disabili (dal 2000 ad oggi ben 5000 strutture si sono regolarizzate sotto questo aspetto). Altri aspetti assolutamente da non trascurare sono le modifiche apportate nei percorsi pedonali ed urbani realizzati a Roma dall' Azienda Tranviaria A.T.A.C. in collaborazione con la Facoltà di Ingegneria dell' Università di Tor Vergata anche se, non di , capita ancora di vedere persone diversamente abili alla fermata dell'autobus in attesa di autobus "speciali" pronti ad accoglierli. Priscilla Rucco Buzzantro

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UNA SITUAZIONE INSOSTENIBILE

ATTUALITÀ

Roma & co

Il dissesto sulla strada provinciale Casape - S. Gregorio da Sassola

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uò nel 2010 una strada alle porte di Roma trovarsi in uno stato di semi impraticabilità, risultare troppo stretta per due sensi opposti di marcia, accogliere una frana non sistemata da ormai troppo tempo, il tutto sotto l'indifferenza della Provincia? È questo l’interrogativo che balena nella mente percorrendo il ponte della strada provinciale che collega i comuni di Casape e S.Gregorio da Sassola. In questo tratto sono anni che si cerca di risolvere il problema del dissesto stradale. Lo sanno bene cittadini e amministratori politici locali, che più volte si sono mobilitati cercando di richiamare all’ordine e sollecitare l’ente Provincia di Roma ad iniziare lavori di ripristino. Conoscono la situazione anche alcuni politici nostrani che troppe volte hanno voltato le spalle anche al proprio territorio di appartenenza. Era intanto il 18 maggio dello scorso anno, quando su questo stesso tratto di strada il signor Paolo Tomei trovava la morte a 69

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anni, precipitando con la sua Fiat Panda nella scarpata sottostante, da un tratto in frana e privo di guardrail, facendo un volo di circa 50 metri. Da allora la Provincia è intervenuta allungando semplicemente il guardrail; ma tutto ciò non basta. Occorrerebbe provvedere con urgenza ad arginare una frana che risale a ormai 5 anni fa e che rende la viabilità

La strada provinciale Casape San Gregorio estremamente insicura e pericolosa. Una situazione insostenibile, se si pensa che

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il tratto è uno snodo nevralgico di percorrenza per gli abitanti della zona e che inoltre sulla stessa via transitano quotidianamente, durante il periodo scolastico, gli scuolabus in cui viaggiano i bambini. Bisogna inoltre considerare che con l’arrivo del maltempo la situazione diventa ancora più difficile. Tuttora basta una pioggia abbondante per assistere a copiosi allagamenti. C’è da dire che gran parte della responsabilità deriva dalla struttura della strada, il cui manto appare dissestato e la cui ampiezza è chiaramente limitata e impervia per ospitare due sensi di marcia. Intanto aumentano sempre più le voci di malcontento e le manifestazioni di protesta fra i cittadini del luogo, sempre più stanchi dell’indifferenza generale. Al primo interrogativo se ne aggiunge a questo punto un altro: occorre aspettare la notizia di un’ulteriore tragedia affinché le cose realmente cambino? Luigino Borgia


ATTUALITÀ

TUTTI AL MARE!

Roma & Co

Il promemoria del bagnante “fai da te”

C’

è chi ha bisogno di programmare le vacanze in maniera dettagliata, chi invece lascia i preparativi al caso. In estate, nonostante le tendenze personali, sono utili a tutti certi accorgimenti, soprattutto se la destinazione è il mare. Dove il sole, il vento e il piacere di starsene liberi in costume fanno sì che si dimentichino certe buone abitudini. Il primo pericolo in cui si incorre, infatti, è di trascurare i possibili effetti di un’errata esposizione solare. Basta una sola volta a creare danni irreversibili per la salute. Responsabilità nostra è dunque evitare che la vacanza si trasformi in un incubo. Sarà opportuno usare creme protettive (spf) ogni qualvolta ci si esporrà al sole, anche con un’abbronzatura già collaudata. Altra questione, troppo spesso sottovalutata, quando il solleone batte cocente sulle teste

dei vacanzieri, è il consumo di vivande acquistate sulla spiaggia. Che si tratti di pezzi di cocco, o di granite distribuite dai venditori ambulanti, il rischio di servirsi di cibi contraffatti è altissimo. Questo è dato dall’eccessivo numero di ore cui i “venditori improvvisati” espongono le pietanze al sole. Se nel più innocuo dei casi si tratta solo di una perdita di proprietà nutritive degli alimenti, in molti altri si può rischiare addirittura un’intossicazione alimentare, con chissà quali altre conseguenze. È perciò sempre meglio affidarsi ai venditori autorizzati. Con solo qualche accorgimento si potrà realizzare la riuscita di una splendida giornata al mare. Nel caso in cui avessimo scelto di raggiungere una spiaggia libera anziché uno stabilimento balneare sarà necessario: • fare scorta preferibilmente di frutta e

verdura; • non impacchettare i cibi ancora caldi qualora si facesse ricorso a pietanze cotte; • refrigerare, in tal caso, le vivande per almeno dodici ore prima, anche se si tratta di panini e insalate; • preparare le porzioni in modo da evitare di dover manipolare le pietanze in assenza di acqua per lavarsi le mani; • servirsi di una borsa frigo per proteggere gli alimenti dall’aria aperta, dalla sabbia e mantenerne la composizione originaria; • portare dei sacchetti per raccogliere la spazzatura come scarti, plastica, mozziconi di sigaretta etc. di cui liberarsi solo al ritorno dalla spiaggia; • munirsi di ombrellone per ripararsi dal sole nelle ore più calde; • esporsi al sole prima delle 11 del mattino e dopo le 15 del pomeriggio e proteggersi in ogni caso con creme solari ad alto fattore protettivo. Ora bisogna solo godersi l’agognata vacanza! Stefania Panetta

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ATTUALITÀ

LAZIO SEGRETO

Vacanze

I resti del Castrum Marcellini

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a nostra Regione nasconde dei tesori che spesso non conosciamo. Ne è un meraviglioso esempio il Comune di Marcellina, dove si svelano ruderi isolati risalenti al IX secolo d.C., un complesso di rovine di mura e di un Castrum. Per raggiungere la località si prende la strada statale 636 che collega Marcellina a Palombara Sabina, al Km 21,700 si stacca una sterrata che si percorre per circa 300 metri fino ad incontrare un cancello in ferro. Dal cancello inizia un’altra sterrata che dopo pochissimi minuti di cammino conduce alle rovine del Castrum Marcellini adagiate sulle alture al margine meridionale dei Monti Lucretili. Sorto probabilmente sui resti della romana Regillum, il Castrum Marcellini era uno dei numerosi accampamenti edificati in quella zona durante il periodo dell’incastellamento. Così, in seguito alle scorrerie di saraceni e normanni che imperversarono nel corso del IX secolo, nei possedimenti di un nobile latifondista romano, Gregorio de’ Marcellini, sorse questo borgo fortificato che, per la sua posizione geografica, si espanse in modo repentino di-

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ventando in poco tempo il centro più importante della zona. Intorno all’anno 1000 la famiglia de’ Marcellini cedette la sua proprietà al vicino Monastero di Santa Maria M. Dominici con cui però entrò subito in contrasto. Con il passare degli anni, l’intensificarsi dei contrasti portò ben presto alla fine della breve vita del Castrum Marcellini. Infatti, nel 1220 i Monaci di San Paolo Fuori le Mura che controllavano il Monastero di Santa Maria distrussero completamente sia l’abitato che le fortificazioni. Alcune tracce di croci Templari fanno ritenere che la distruzione avvenne proprio per opera di questo ordine di cavalieri. Gli abitanti scampati al pericolo si rifugiarono a San Polo o presso il Monastero di Santa Maria M. Dominici. Nel 1278 il feudo passò temporaneamente ai Savelli per passare di nuovo alla famiglia de’ Marcellini che ricostruirono il castello fa-

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cendo diventare il castrum una grande tenuta agricola. Nel 1508 diventò proprietà degli Orsini e nel 1558 gli stessi la vendettero alla famiglia Cesi. Il completo abbandono e la decadenza definitiva del castrum si ebbero quindi nel 1656 a causa di una pestilenza. Purtroppo, proprio per il fatto di essere stato completamente distrutto e depredato, il Castrum Marcellini ci appare povero di elementi architettonici e versa in condizioni di quasi completo abbandono e disfacimento. Dell’antico insediamento sono arrivate a noi solo alcune malinconiche mura che si stagliano sul terreno circostante disseminato di pietre. Ma anche questi trascurati resti meritano una visita ed offrono uno spettacolo di indubbio fascino. Andrea Vitale


ATTUALITÀ

NON SOLO MARE PULITO

Vacanze

Soft economy e bandiere blu

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uone notizie per gli amanti del mare. Sono aumentate le spiagge dove sventolerà la Bandiera Blu, il simbolo che indica non solo mare pulito, ma anche servizi eco, come raccolta differenziata, piste ciclabili e facile accessibilità per tutti. Sono 231 le spiagge doc per queste vacanze, quattro in più rispetto allo scorso anno, distribuite su 117 comuni italiani e corrispondenti circa al 10% delle spiagge premiate a livello internazionale. Legambiente e Touring club, nello stilare la loro classifica, hanno messo a fuoco il modello Italia, che punta non solo ai servizi offerti, ma anche e soprattutto a un bilanciamento tra qualità dell’ambiente e proposta turistica. È il modello della soft economy, l’economia in cui la tutela del territorio e della coesione sociale fa da traino al fatturato. La condizione base per un paese di mare che vuole attirare turisti non sarà più quindi solo acqua pulita, ma fondamentale sarà l’attenzione alla gestione dei rifiuti, alla qualità dell’aria, alla valorizzazione del paesaggio, dei centri

storici e delle produzioni tipiche. Ecco quindi le spiagge di “alta qualità”: a dominare la classifica la Campania con Pollica (Sa), Pioppi e Acciaroli, grazie al lavoro svolto per la salvaguardia del paesaggio e numerosi progetti di sostenibilità. Al secondo posto le Cinque Terre con Riomaggiore, Vernazza e Monterosso, a seguire la pugliese Ostuni (Br), che ha promosso iniziative di mobilità sostenibile

scaia, per il continuo lavoro di tutela dell’area costiera e del territorio aperto e per le iniziative di valorizzazione dei prodotti tipici locali. Al sesto posto troviamo di nuovo la Puglia con Nardò (Le), e al settimo ritorna la Toscana con l’Isola di Capraia (Li). L’ottavo e il nono posto sono riservati a due spiagge siciliane: l’Isola di Salina (Me) e San Vito lo Capo (Tp), dove il comune ha investito molto sulla sostenibilità ambientale e sui temi della pianificazione. Decima la sarda Bosa (Or), che persegue da anni una politica di salvaguardia del territorio costiero. Undicesima Baunei (Og); dodicesima Noto (Sr), che ha aumentato l’offerta culturale della città; al tredicesimo posto invece Posada, in provincia di Nuoro, e a chiudere la classifica delle cinque vele Otranto (Le), che ha avviato politiche di sostenibilità sul fronte dei rifiuti con la raccolta differene ha ottimizzato il ciclo dell’acqua. La ziata porta a porta e ha migliorato il siquarta e la quinta posizione spettano a stema di depurazione e mobilità locale. due città toscane della provincia di Grosseto, Capalbio e Castiglione della PeArianna Di Rubba

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ATTUALITÀ

LAGHI DI QUALITÀ

Vacanze

Bracciano e Martignano, pregio laziale

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utti al mare, tutti al mare! Oppure no? Se siete stanchi della solita vacanza in spiaggia e avete voglia di cambiare, il Lazio offre diverse possibilità per soddisfare la voglia di fare il bagno e rilassarsi. Ricca di specchi d’acqua, dalla provincia di Rieti a quella di Latina, la regione si concede generosa all’esplorazione. Neanche troppo lontani dalle città o dalle solite mete balneari, esistono luoghi tuttora avvolti da una patina romantica, ispiratori di antichi poeti. Oggi fra una nuotata e un bagno di sole, è possibile fare escursioni in bicicletta, in vela o andare in giro per monumenti, musei, siti storico-archeologici, orti botanici e boschi incantevoli. Questo è il contesto nel quale è inserito il lago di Bracciano, uno dei più grandi laghi vulcanici d’Italia e secondo nel Lazio solo a quello di Bolsena. Per gli appassionati dell’arte e della cultura,

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il comune di Bracciano, oltre alle bellezze del lago, offre attrattive architettoniche come il Castello rinascimentale costruito alla fine del Quattrocento, antica residenza degli Orsini. All’interno della struttura sono conservate opere d’arte di pregio, dagli affreschi alle sculture marmoree e bronzee, dagli arredi ai soffitti lignei. E tra la tortuosa trama di stradine e botteghe del borgo medievale è possibile gustare le specialità gastronomiche della zona: anguille e filetti di pesce persico, coregone e funghi. Il lago di Martignano, tra i più piccoli laghi vulcanici, invece, è immerso in uno scenario ancora più particolare: un luogo incontaminato e solitario, lontano da centri abitati. Secondo la Guida Blu 2010 di Legambiente risulta in testa nella classifica regionale dei laghi per la qualità delle acque. Con ben 4 “vele” di apprezzamento supera

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le 3 “vele” di Bracciano. Forse il lago di Martignano resta poco conosciuto perché raggiungere le cristalline acque del suo bacino è una specie di impresa, seppur piacevole: nessuna strada asfaltata, quindi nessun mezzo per scendere a riva (il divieto tuttavia è interdetto nell’esclusivo caso di persone disabili) ma solo la forza delle proprie gambe per almeno quindici minuti di discesa. Ad accogliervi ci sono, secondo i gusti, spiagge libere o piccoli stabilimenti, prati o sabbia. E di certo non mancano le attività: trekking, canoa, passeggiate a cavallo, jogging, bicicletta. Avendo a disposizione un paio di ore è inoltre possibile circumnavigare il lago con un pedalò e godersi la tranquillità delle sue sponde. Luoghi quasi irreali a due passi da casa, meraviglie della natura preservate all'interno del Parco regionale di Bracciano e Martignano: ottime mete per chi vuol trascorrere una vacanza diversa. Lucia Braico Beatrice De Sanctis


ATTUALITÀ

SCELGO IL CAMPING?

Vacanze

Consigli per il buon campeggiatore

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aranno vacanze spartane ma sicuramente il contatto con la natura e l’aria aperta le rende uniche. Molti italiani scelgono infatti il campeggio per risparmiare sui soggiorni estivi, non avere orari e stare in mezzo agli altri. Pochi sanno che i campeggi sono ormai ovunque e con qualche accortezza è possibile guadagnarne in comodità. Anche la regione Lazio ne offre in ogni sua provincia. Vicino a località di mare come Terracina o Sperlonga, ma anche Anzio, Ladispoli e Nettuno o nei pressi dei laghi di Bolsena o Bracciano; presso uno dei più antichi insediamenti etruschi come Tarquinia nella provincia di Viterbo o presso il centro termale di Fiuggi in provincia di Frosinone. Ma anche a Fondi, Latina, Sabaudia, Formia, Pomezia, Ardea, Fiano Romano e Fiumicino. Per chi è interessato a Roma è anche possibile campeggiare sulle Vie Aurelia, Cassia o Tiberina. A differenza di roulotte e camper, la tenda offre meno comodità, ma con i giusti accorgimenti è possibile non rimpiangere materasso e soffitto. Esistono tende di ogni

forma e dimensione, peso e robustezza. Il nostro consiglio è di sceglierla con zanzariera che isoli il vano notte da “ospiti” indesiderati. Quasi ogni tenda inoltre è provvista di ganci al “soffitto” per appendere una lampada o una torcia, oggetto indispensabile per chi vuole risparmiare sull’attacco della corrente. Molto utili risultano all’esterno anche le candele alla citronella. Prima di piantarla bisognerebbe capire dove sorge il sole per evitare di svegliarsi alle 6:00 di mattina grondanti di sudore. Se non si ha un materasso gonfiabile su cui dormire si può rimediare con materassini isolanti dall’umidità, sacco a pelo e cuscino. È opportuno mettere una stuoia sotto la tenda per evitare di avere troppa terra in giro e filtrare l’umidità. Quasi indispensabile per risparmiare sul ristorante risulta il fornello a gas, che può tuttavia farvi penare per un piatto di pasta. Ricordate quindi pentola, coperchio, presine e piatti di

plastica. Anche i campeggi hanno le “stelle” che ne indicano la qualità, quindi saper scegliere quello idoneo alle proprie esigenze è fondamentale. Il panorama passa in secondo piano rispetto all’ampiezza delle piazzole e soprattutto alle condizioni igieniche dei bagni. Importante inoltre l’ubicazione lontana da strade trafficate (che può anche essere superata con dei tappi per le orecchie) e la vicinanza a un market. Tutti possono e devono portare con sé dei rotoli di carta igienica, un bene raro nei campeggi. Ad ogni modo tutte le dimenticanze possono essere superate dall’aiuto dei vicini di tenda che sono quasi sempre disponibili alla condivisione e soprattutto all’interazione. La cosa più facile del campeggio è fare nuove amicizie. E magari conoscere i campeggiatori giusti con cui condividere una successiva vacanza. Beatrice De Sanctis

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UNA VACANZA FUORI DAL COMUNE

ATTUALITÀ

Vacanze

Gli hotel più strani del mondo

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iete stanchi delle solite camere d’albergo? Volete provare nuove emozioni in ambienti insoliti? Se per le prossime vacanze volete sperimentare un soggiorno originale andate sul sito www.unusualhotelsoftheworld.com. La scelta è ampia: si va dal resort subacqueo agli alloggi ricavati da un aereo, dalla struttura realizzata con ghiaccio e neve agli appartamenti costruiti sugli alberi. Partendo dall’Europa settentrionale, in Svezia troviamo le maggiori stranezze: chi non teme gli spazi chiusi può dormire a 115 metri sotto terra tra caverne e gallerie. Andando a Stoccolma troverete l’ostello più cool del pianeta, ricavato all’interno di un jumbo degli anni ’70; ci sono venticinque camere più una splendida suite situata nella cabina di pilotaggio. Chi non ha mai sognato fin da piccolo di dormire in una casa di legno su un albero? In un parco vicino Stoccolma potete esaudire il vostro desiderio: la casa albero, a 13 metri di altezza, è dotata di ogni confort, tra cui riscaldamento, bagno e fornelli per cucinare. Per raggiun-

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gere la sommità della casetta niente di me- bile solo con pinne, maschera e respiratore. glio che una robusta scala di corda! Gli Negli Usa si trova anche un altro hotel paramanti delle vacanze più tranquille e ro- ticolare: un edificio a forma di cane. Nella mantiche, invece, possono spostarsi verso pancia dell’animale ci sono una camera da le coste olandesi della letto, un bagno e una Frisia per usufruire di piccola cucina, menun’unica suite, dispotre nella testa un loft, sta su tre piani con con tanto di angolo vista sul mare, realizlettura. Dedicato agli zata all’interno di un amanti delle tempefaro. Per chi volesse rature polari, in CaL'hotel di ghiaccio in Canada provare l’ebbrezza di nada c’è l’albergo di soggiornare in carcere, senza sporcarsi la ghiaccio, realizzato con circa sedicimila fedina penale, in Slovenia una prigione è tonnellate di ghiaccio e neve che, per motivi stata trasformata in struttura turistica: gli climatici, è aperto solo da gennaio a ospiti hanno a disposizione venti camere, marzo. In Cile è stata invece edificata una che fino a qualche tempo fa erano altret- struttura riservata ai veri fan della natura seltante celle, trasformate in bizzarre stanze vaggia: una sorta di montagna, con una cad’albergo da artisti locali e internazionali. scata che sgorga dal tetto e scorre lungo Per gli amanti del mare, al di là dell’oceano, l’esterno delle pareti. in Florida, a sei metri sotto la superficie del C’è solo l’imbarazzo della scelta, e ovviamare, in un luogo popolato da pesci tropi- mente occhio al portafoglio, si va dai 200 cali, si può godere di due camere da letto a molte migliaia di euro per notte! matrimoniali e uno spazio attrezzato con comodità varie. La struttura però è accessiArianna Di Rubba

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LA NOSTRA PROPOSTA

MAI PIÙ A PIEDI!

Il redazionale

BL Rent Service per ogni esigenza.

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eppur favorevoli al potenziamento del trasporto pubblico, esistono circostanze in cui un mezzo disponibile in ogni momento e per qualsiasi funzione è una necessità. L’autonomia non viene garantita esclusivamente dalla proprietà. Nel caso non si disponga di veicoli propri, o di mezzi adeguati alle occorrenze, c’è chi li mette in circolo per voi. Sulla via Tiburtina, al civico 912, la BL Rent Service mette a disposizione della clientela un parco di oltre cinquanta mezzi. “Mantenere un veicolo, oggigiorno, ha raggiunto costi, se non proibitivi, comunque consistenti. Utilizzare un mezzo esclusivamente quando e quanto serve, contenendo così le spese, è una strategia sempre più seguita” sostiene Lorenzo Bertolucci, titolare dell’attività. Il servizio offerto dalla BL Rent Service, continua, “garantisce oltre alla convenienza, che è il punto focale della nostra offerta, anche un elevato livello qualitativo”. Ed è per questo che “l’attenzione alle esigenze e la cura del cliente sono fattori imprescindibili”. Per ogni necessità c’è un

mezzo adatto a voi: dalle comode utilitarie, alle vivaci Smart, fino alle ammiraglie, come l’elegante Maserati o la impetuosa Jaguar S-Type; o ancora il Maggiolone d’epoca o l’elegante Bentley bianca, o la più moderna PT CRUISER CABRIO, per matrimoni e cerimonie. Naturalmente non mancano BMW, Mercedes, Audi, dai modelli sempre aggiornati e comprensive di tutti i comfort. “L’offerta della categoria di veicoli commerciali e minibus è altrettanto ricca di mezzi, di diverse dimensioni e modelli, eleganti e attuali”, precisa ancora Bertolucci. Inoltre, per vacanze totalmente autonome e indipendenti, la BL Rent Service offre, forte dell’esclusiva affiliazione alla BLU RENT, il noleggio di camper confortevoli e affidabili, a prezzi davvero allettanti. Grazie alla vasta gamma di veicoli proposta, la società si posiziona sul mercato in modo

competitivo e vantaggioso. Attiva dal 2004, la BL Rent Service propone offerte sempre favorevoli. La differenziazione delle formule di noleggio rappresenta il punto forte della società: dal noleggio a lungo termine a quello quotidiano, dal noleggio sporadico a quello con autista, dal chilometraggio illimitato a quello formula cerimonia, comprensiva di brindisi speciale. I prezzi fortemente competitivi e le formule flessibili sono infatti il valore aggiunto alla qualità strutturale, funzionale ed estetica dei veicoli disponibili, sempre garantita. Nessun timore, allora: per ogni tipo di esigenza, dal trasporto di persone a quello di merci, dai traslochi ai matrimoni, la BL Rent Service è in grado soddisfare, tutti i target, con cortesia e affidabilità. Garantito! Lucia Braico

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IN VACANZA CON I PROPRI ANIMALI

LEGALMENTE

Come trasportare gli amici a quattro zampe

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ell’approssimarsi delle vacanze estive si intensificano le campagne volte a sensibilizzare la tutela degli animali. L'abbandono degli animali

domestici, oltre che moralmente riprovevole, in Italia è penalmente sanzionato dall'art. 727 del codice penale, il quale recita testualmente: "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro. Alla stesa pena soggiace chiunque detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di sofferenze”.

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Esistono poi delle regole precise per il trasporto degli animali, stabilite dal Decreto Ministeriale del 10 aprile 1969 sulla "Disciplina sanitaria per l'importazione, l'esportazione ed il transito degli animali a seguito dei viaggiatori". In linea di massima, cani e i gatti in importazione e transito al seguito dei viaggiatori devono essere muniti di un certificato di origine e di sanità, ove debbono essere indicati i dati segnaletici per l'identificazione dell'animale e le generalità del detentore. Inoltre, il certificato predetto deve contenere la dichiarazione che l'animale sia clinicamente sano e adeguatamente vaccinato. A seconda del mezzo di trasporto utilizzato occorre adottare alcune cautele al fine di consentire un confortevole viaggio per l’animale stesso, nella tutela del decoro e dell’incolumità dei passeggeri, e per non incorrere in sanzioni. In linea di massima, in tutti i veicoli il conducente deve avere la più ampia libertà di movimento per effettuare le manovre necessarie per la guida. In auto, per trasportare un solo animale (cane o gatto) occorre sistemarlo nella parte posteriore della vettura anche senza la rete

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divisoria, che in questo caso non è obbligatoria ma è sempre consigliabile. Se si trasportano due o più animali, invece, questa si deve installare oppure occorre tenere gli animali negli appositi "trasportini"; la rete o altro analogo mezzo idoneo, se installati in via permanente,

devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione Generale della M.C.T.C. In treno, in nave ed in aereo i regolamenti per il trasporto degli animali ed il costo relativo variano a seconda delle tipologie e delle compagnie, per cui prima di affrontare un viaggio con il proprio animale è opportuno informarsi adeguatamente per non incorrere in sanzioni morali prima e pecuniarie poi. Rosita Aurelio


QUANDO LA MUSICA È SOLIDALE

A TU PER TU

Intervista a Max De Angelis

Max De Angelis a due anni ha iniziato ad avvicinarsi al mondo della musica, a 4 anni ha cominciato a prendere lezioni di pianoforte (frequentando il conservatorio da privatista fino all'età di 11 anni), a 18 è stata la volta delle prime esibizioni nei pianobar della capitale. Nel 1992 Max ha dato vita al suo primo gruppo, i "Noisy Night", con cui hai tenuto più di mille concerti, mentre dal 1999 al 2002 è stato impegnato come personaggio principale in una tournee teatrale che ripercorreva cinquant'anni di musica, partendo dal Teatro Parioli di Roma per poi accarezzare tutta Italia. Il vero e proprio esordio musicale del cantante romano avviene nel 2004 con il singolo "La Soluzione",da cui prenderà il nome l’album uscito nel 2005 . Max nel 2004 sei stato uno degli artisti esordienti più venduti e trasmessi in radio, cosa si prova ad arrivare dritti al cuore delle persone, restando però umili? Io ancora non mi rendo conto di tutto questo, me ne accorgo quando vengo fermato per strada o ricevo lettere dei fans. L'impegno che mi sono prefissato nella vita è di cercare di mantenere

una linea di correttezza con tutte le persone. la mia voce e la musica. Nel mondo dello spettacolo non è semplice ri- Prima di lasciarti vorremmo che tu ci manere con i piedi per terra, ma io non faccio parlassi di un progetto molto imporaltro che restare me stesso e forse questo è il tante che per il secondo anno consegiusto compromesso. cutivo hai deciso di presentarci. Come nascono le tue canzoni? Il prossimo autunno,nel Teatro di Villa Pamphili I testi delle mie canzoni sono attimi di vita vissuti a Roma, si terrà il II atto di "Max & Friends in primis da me o da chi mi sta accanto, io mi 2010" un' operazione benefica che ha come lascio guidare dalle emozioni del scopo quello di aiutare Sebamomento, mi siedo al piano e tutto stian Palmieri, un ragazzo di viene da sé. Castel Nuovo di Porto, affetto Il tuo ultimo album, "37 Mida una grave forma di menuti", risale al giugno del gaencefalia, una malattia molto 2007, quando uscirà il tuo rara. Durante la serata l' incasso nuovo progetto? verrà donato alla famiglia del Max De Angelis Mi sono imposto una "tregua firagazzo per far sì che possa siologica" di tre/quattro anni per rientrare con fare il suo secondo ciclo di delfinoterapia in un progetto assolutamente originale. Nel pros- Spagna, una cura rivelatasi miracolosa per la simo album verrà messa da parte l'elettronica sua malattia Nel Teatro di Villa Pamphili potrete per registrare con un metodo degli anni '70 de- assistere ad un mio concerto accompagnato nominato "in presa diretta", con la mia sola da miei amici artisti per passare assieme una sevoce e i musicisti, quasi fosse un concerto live, rata in allegria donando una speranza a Sesenza aiuto alcuno da parte della tecnologia batian e alla sua famiglia. avanzata. Quindi senza sovrapposizioni di voci o altre cose che possano interferire tra Priscilla Rucco Buzzantro

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SCELTA DA QUESTO MESTIERE

A TU PER TU

L’intenso percorso di Miriam Leone Mi sento…strana, perché tutto è successo molto in fretta. Il mio è stato un cammino assurdo, in quanto ancora non mi sono fermata dall’elezione di Miss Italia. La mia prima pausa sarà a partire da giugno. Sono veramente stati due anni incredibili in cui ho coltivato tanto me stessa, ho messo tutta quanta la passione che porto dentro per questo mestiere, che mi ha scelto per farmi da strada del mio destino.

Miriam Leone

C

hi l’ha detto che la bellezza non può andare di pari passo con l’intelligenza e la cultura? Miriam Leone ne è testimonianza lampante. Sguardo magnetico, fisico longilineo e bellezza folgorante, sostenuti da disinvoltura, scioltezza e ottima dialettica, perfezionatesi sempre più nel corso del tempo. Modella, conduttrice televisiva e attrice, dopo l’elezione di Miss Italia 2008 è stata tempestivamente scelta come volto giovane della Rai, prima al timone di “Uno Mattina Estate”, poi di “Mattina in famiglia”, assieme a Tiberio Timperi, infine come presidente della giuria tecnica di “Ciak si canta”. Intervistiamo Miriam alla premiazione del concorso di idee per le scuole “Leggere è il cibo della mente. Passaparola”, in occasione della “Prima giornata nazionale per la promozione della lettura”.

Oggi sei qui in veste di conduttrice per testimoniare l’importanza del libro e della diffusione della cultura, soprattutto fra i più giovani. Qual è invece il tuo rapporto con la lettura? Ho un rapporto viscerale innato, istintivo e spontaneo. Ho imparato a leggere da sola a 4 anni e mezzo con la fiaba di “Cappuccetto rosso” in libro e audiocassetta. Tutti i miei parenti credevano che sapessi leggere, in quanto avendo imparato la storia a memoria e conoscendone il ritmo, bluffavo palesemente,

Dal titolo di Miss Italia ad oggi per te sono cambiate tante cose. Come ti senti?

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cambiando pagina al momento giusto. In seguito però ho cominciato ad attribuire il segno grafico al suono ascoltato. Oggi non posso vivere senza leggere. Leggo qualsiasi cosa: giornali, riviste, manifesti pubblicitari…

Hai un genere preferito? Sono una studentessa di lettere e leggo dunque un po’ tutti i generi, però quando si tratta di compagnia, di evasione, di fantasia preferisco il romanzo. Inoltre sono legatissima alle fiabe, come “Cappuccetto rosso”, “Barbablù”, “Cenerentola”, “La bella addormentata nel bosco”. Un modo per ritornare ai tempi dell’audiocassetta? Non solo. Dietro ogni fiaba in realtà c’è tutta una simbologia: la psiche della crescita, del percorso di formazione, le difficoltà che incontrerai lungo la tua strada, come Cappuccetto rosso che attraversa il bosco… non solo la ricerca del principe azzurro, ma anche un percorso di crescita di se stessi. Il tuo è stato innegabilmente un percorso di crescita. Cosa ti aspetti dal futuro? Spero di non diventare mai personaggio ma di rimanere sempre persona. Pierpaolo Polcaro


IL GIOCO OGGI, QUALE CULTURA?

A TU PER TU

Intervista al sociologo Roberto Cipriani

I

l gioco fa parte dell’ essenza della nostra vita. Capire quale importanza abbia nella crescita della persona e nel suo sviluppo rientra nelle responsabilità della famiglia, della scuola e della società nel suo complesso. Abbiamo chiesto una lettura del concetto di Gioco al Prof. Roberto Cipriani, docente di sociologia all’Università Tre di Roma. Che cosa rappresenta il gioco nella nostra vita? La dimensione del gioco rientra nella consuetudine, nella prassi, nell’abitudine umana. Basta riandare all’espressione del bambino nel rapporto con la madre. Il sorriso è il gioco per eccellenza, è un messaggio a cui si attende risposta, una mossa in cui si esprime la volontà di essere collegato. Non a caso Internet, i siti web o facebook sono tutte modalità di relazione volte ad allacciare rapporti nuovi, collegamenti con possibili interlocutori. Quando questo tentativo fallisce si ricorre allo strumento informatico in sostituzione della persona. Come mai giovani e adulti sono affascinati dai giochi al computer e da tanti altri diffusi strumenti elettronici a portata di mano in ogni momento, anche a scuola?

La macchina è sempre pronta e disponibile a dare risposte, risoluzioni, simboli e sfide che sono provocazioni per il giocatore, il quale, quanto più è coinvolto, tanto più mette da parte le relazioni interpersonali. Quindi si gioca con un altro inesistente, ma soprattutto si gioca con se stessi. Il risultato finale è che il giocatore si prende in giro, fingendo di relazionarsi con un’altra persona che non è presente fisicamente. Che cosa riceve il giocatore: un passatempo, un diversivo rispetto alla fatica, alla routine, attrattive simpatiche? Il rischio è restare irretiti in un sistema in cui, anziché controllare qualcosa, si è gestiti da un automa che, privo di anima, prosegue all’infinito un rapporto fatuo che non ha la consistenza né la dimensione affettiva di un rapporto umano. Si tratta di una nuova forma di schiavitù da cui non ci si riesce a liberare, perché soggiogati dall’abitudine e dall’attrattiva di una possibile ma effimera soddisfazione. Questo significa che, non avendo capacità critica e decisionale, viene inseguita qualche chimera. Ma alla fine l’illusione si trasforma in delusione. Che cosa c’è di nuovo rispetto ai

giochi tradizionali? La nuova tecnologia appare affascinante,convincente, attraente, e quasi non lascia spazio per il pensiero autonomo e libero. Soprattutto se non si conosce come funziona effettivamente il gioco della macchina, non ci si rende conto di quanto avviene realmente. Quali sono le conseguenze educative di questa nuova moda? Il bambino resta ammaliato dallo scintillio di luci e dai movimenti rapidi dei meccanismi di gioco attivati da strumenti tecnologicamente avanzati. Il fatto di non essere il solito giocattolo diventa elemento di originalità apparente. In verità, dietro la maschera si cela l’inganno di un legame indissolubile con un gioco troppo meccanico per essere umano. Purtroppo, oggi, il gioco d’azzardo rientra tra i più gravi e inquietanti problemi sociali del nostro tempo. Da un’indagine del Rapporto della Nomisma 2009 risulta che il gioco a rischio è in aumento, e questo non può che aggravare la crisi politica, sociale ed economica che ci colpisce inesorabilmente. Angela Abozzi Cecchetto

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A TU PER TU

IL SERPENTE DEI VELVET A tu per tu con Pier, leader della band

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oco ma buono. Questo il succo del nuovo ep (estende play) digitale “Il Serpente” della band romana dei Velvet. Un assaggio delle nuove sonorità che conterrà l’album in uscita il prossimo autunno. Dopo la svolta artistica del 2009, avvenuta anche grazie all’approdo alla casa di produzione torinese Casasonica, i Velvet hanno dato ampio spazio alla creatività e alla ricerca sonora, nutrita dai ritmi frenetici della realtà. Il brit pop degli esordi di 10 anni fa si confonde oggi in altri generi musicali, esaltati da sintetizzatori e filtri elettronici. Risponde alle nostre domande Pier, cantante della band. Perchè la scelta del lancio dell’ep “Il Serpente”? Vogliamo proporre ai nostri fan e a tutti quelli che sono incuriositi dalla musica dei Velvet la possibilità di entrare in contatto con le nuove canzoni, anticipando l’uscita del cd prevista intorno alla fine di settembre. Quale aspetto di questo lp vi soddisfa di più? Il fatto che contenga 4 canzoni scritte in un

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arco di tempo molto ampio e che nonostante questo sembrano scritte tutte nel 2010. ”Luciano Ti Odio” e “Ti Direi” nella loro versione originale, infatti, facevano parte di 10 Motivi, album uscito nel 2004, e le abbiamo riproposte in questa nuova versione assieme a due inediti, uno dei quali è appunto “Il Serpente”. Il Serpente è il titolo, Eva la protagonista del vostro nuovo singolo. Ci motivate questa scelta? L'Eva che tutti conosciamo in qualche maniera era spaventata da quello che rappresentava il serpente. L'Eva che ho immaginato protagonista di questa canzone è un po' il simbolo dell’assoluta mancanza di valori che stiamo vivendo in questi ultimi anni e che non solo non teme il serpente ma addirittura lo uccide. Perché fare in questo momento una rivisitazione dei vostri successi? Volete forse lasciare un ricordo migliore del vostro passato? Perché nel 2010 cade il decennale della prima uscita discografica dei Velvet e volevamo celebrarla in qualche maniera. Pubblicare un “best of” con le versioni originali dei

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brani ci sembrava una scelta banale quindi abbiamo deciso di realizzare delle nuove versioni delle nostre canzoni preferite. Per quanto riguarda il nostro passato posso dirti che ne conserviamo un ricordo esaltante, non

Velvet by Chiara Mirelli abbiamo nulla da migliorare. Tuttavia volevamo mettere alla prova le nostre canzoni più datate per vedere cosa potesse succedere nel momento in cui le avessimo lavorate con l'attitudine e le capacità che abbiamo nel 2010 e siamo davvero entusiasti dal risultato. Nel vostro tour estivo nessuna data prevista per Roma? Per il momento no ma anche se non dovessimo suonare a Roma durante l'estate sicuramente ci suoneremo appena esce il disco ad ottobre! Beatrice De Sanctis


FOCUS

A SPASSO PER CASAPE

Casape Work in Progress

A tu per tu con il sindaco del paese

L

uigino Testi è un uomo deciso e motivato, che ama il suo paese in maniera viscerale. Sindaco, ma soprattutto cittadino di Casape, come lui stesso ama definirsi, in una calda domenica di giugno, ci ha accompagnato per le caratteristiche strade del “suo” bel paese, illustrando in un’amabile chiacchierata i lavori eseguiti dall’attuale amministrazione comunale e i futuri progetti in cantiere. Sindaco, allo stato attuale Casape è interessato da diversi lavori di riassetto urbano. Fra questi che ruolo ha avuto la tanto attesa demolizione della casa in condizioni di rudere a ridosso del Palazzo Baronale? Partendo da un semplice crocevia finalmente siamo riusciti a creare una piazza. Presto la popolazione avrà un ulteriore spazio per socializzare, ammirando allo stesso tempo la meritata maestosità che il Palazzo Baronale ha recuperato con la demolizione. Si è anche cercato di dare maggiore sicu-

rezza anche nella viabilità, in quanto prima i pullman, la cui fermata era presso i portici poco distanti, facendo manovra finivano sovente per urtare l’abitazione. Per adesso si continua dunque con l’ampliamento del marciapiede. L’opera di ammodernamento rientrava nei programmi elettorali, ed era un intervento che la popolazione aspettava da circa 70 anni. Come mai un’attesa così lunga? Le difficoltà forse erano legate al fatto che la casa abbattuta, costituita da due piani fuori terra e uno seminterrato, era in passato abitata, anche se a mio parere già dagli anni ‘60 in poi si sarebbe potuto fare un altro tipo di programma, legato a finanziamenti di case popolari. Com’è stata la risposta della cittadinanza? Pressoché positiva. Posso solo dire che mi sono dedicato a questa iniziativa con anima e corpo, avendo capito l’importanza delle necessità della popolazione

Il Sindaco, Luigino Testi, intervistato da Pier Polcaro e del paese. Non l’ho fatto per fini elettorali, ma fondamentalmente poiché ci tenevo in prima persona. Credo nella realtà di Casape, essendone prima di tutto cittadino. Quali sono le opere compiute dall’attuale amministrazione? Molte e difficili da ricordare tutte, volendo fare un excursus di questi anni passati. Fra le tante cose abbiamo realizzato unitamente alla Provincia di Roma il parcheggio su un versante del cimitero. Per migliorare la qualità della vita è stato inoltre istallato un sistema di

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FOCUS

Casape Work in Progress

videosorveglianza con circa trenta videocamere istallate in tutto il paese. Tutto questo è importante perché dà sicurezza a giovani e anziani, tutela e fa sentire protetti, pur non violando la privacy. Ci può illustrare gli altri lavori previsti? Una serie di interventi complementari è volta a riqualificare e dare un nuovo aspetto al borgo antico. Completamente costruito e scavato sul tufo, è abitato principalmente da persone anziane, che spesso incontrano ostacoli nel camminare, come ad esempio le troppe scalinate presenti. I professori Antonino Gallo Curcio e Giovanni Carbonara della facoltà di Architettura “Valle Giulia” della Università “La Sapienza”, intervenuti grazie ai buoni uffici, hanno offerto un parere tecnico e si sono messi a disposizione per le opere di recupero e di restauro. Verrà dunque realizzato a breve nel centro un ascensore esterno. È un importante abbattimento delle barriere architettoniche. La struttura non sarà per nulla invasiva per l’ambiente in quanto incassata. Solo la parte superiore verrà edificata utilizzando materiali del posto, in particolare tufo. Sulla struttura a sbalzo, verranno ricavati anche dei posti macchina. Procederemo poi con la ripavimentazione in porfido del borgo, come in Piazza della Madonna. È inoltre prevista la creazione della “passeggiata” che gira intorno a tutto il centro storico. Mi auguro che sia uno stimolo affinché i proprietari intervengano anche per il rifacimento delle facciate delle abitazioni private. Verrà inoltre rifatta tutta la pubblica illuminazione, utilizzando dispositivi a led. Per il fotovoltaico siamo in attesa di intercettare i fondi regionali. A settembre inizieranno poi i lavori di copertura della piscina comunale, tuttora funzionante. Nel complesso un bel biglietto da visita per il nostro comune. Quanto si punta al turismo in questa idea di riqualificazione? Molto, anche se per adesso ci stiamo dedicando alle strutture. Solo in seguito penseremo a tutta una serie di attività economiche come artigianato, gastronomia, prodotti tipici, aspettando magari la spinta dei privati. Quando è prevista la fine dei lavori in corso?

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Un'immagine di Casape prima della demolizione I lavori, iniziati da qualche mese, sono a buon punto. Sono già stati fatti i carotaggi per inserire i tiranti dell’ascensore. Si prevede un anno di durata, ma cercheremo di anticipare. È per me una cosa scontata fare di tutto per impegnarmi a farlo. Purtroppo la Regione Lazio non concede fondi a stato d’avanzamento e spesso le società vanno “in sofferenza”. A volte poi c’è la volontà di aderire a progetti che devono essere cantierabili già al momento dell’approvazione: ma come si fa a partecipare se non si ha la sicurezza di avere il finanziamento? Rilievi e consulenze tecniche sono spese che a fine anno influiscono comunque sul bilancio di un piccolo comune. Ci vorrebbero per cui altri tipi di soluzioni maggiormente accessibili come ripartizioni di quota. Cosa significa essere sindaco di una realtà come Casape? Sono tre anni e mezzo che faccio il sindaco qui, provenendo già da un’esperienza amministrativa come consigliere. Per me è un onore, un’esperienza importante e positiva, che travolge a pieno regime, fa maturare e forma. Sono ben lieto di essermi assunto questa responsabilità. C’è stato un salto di qualità, devo prenderne merito…anche se i miei concittadini sono ancora un po’ restii quando si parla di cambiamenti. Spesso occorre impegnarsi solo per far perce-

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pire la modifica, con un’operazione di sensibilizzazione, naturalmente con le risorse a disposizione. In questo tipo di realtà è lo stesso sindaco a farla in piazza. La comunicazione viene però spesso intesa come fatto politico, e non volto a divulgare la dinamicità del paese. La stessa mentalità di informarsi dovrebbe poi essere intesa come un dovere di ogni singolo cittadino. È difficile non immaginare l’amministrazione già a lavoro per il futuro… Abbiamo in effetti in previsione alcuni lavori per far diventare botanico il parco della nostra comunità montana ,“porta d’ingresso ai Monti Prenestini”. Lo faremo piantando una serie di specie botaniche già a partire da quest’anno. Stiamo provando inoltre a ottenere il D.O.P. “Terre Tiburtine”, per la produzione del nostro olio, che è qualitativamente alto. Ci può anticipare cosa prevedrà il cartellone estivo? Le feste patronali faranno la parte del leone per tutto il mese di agosto, essendo molto sentite dalla popolazione locale. Una serie di manifestazioni socio culturali, ridimensionate rispetto agli scorsi anni, un po’ per la crisi, un po’ per scelta, faranno poi da contorno e sono in via di definizione. Pierpaolo Polcaro


FOCUS

COSA VEDERE

Casape Work in Progress

Le principali attrazioni storiche e artistiche di Casape

C

asape è tutto da esplorare. Il borgo antico è caratterizzato da un aspetto tipicamente medievale, arroccato compatto su un banco tufaceo. Sulla piazza principale è situato il Palazzo Baronale, risalente al X secolo. Con planimetria a quadrilatero, presenta la tipologia del castello medievale. Prima semplice torre di difesa, fu poi trasformato in castello fortificato e successivamente in palazzo. Appartenuto ai Colonna nel 1300, ai Barberini a partire dal 1632, fu poi ceduto da questi ultimi a Pio da Carpi (1655). In seguito passò alla famiglia spagnola Perez-Pastor (1755), per divenire infine proprietà dei Brancaccio. Gli spazi oggi identificabili restano l’appartamento residenziale al primo piano dove in passato risiedevano, saltuariamente, i signori di Casape e l’antica chiesa parrocchiale, attualmente adibita a magazzino. Nel cuore del paese si trova la Chiesa di San Pietro Apostolo, santo patrono dei

casapesi. Costruita negli anni Cin- panna con tetto spiovente a due falde. quanta del XX secolo, ha sostituito l’altra Al suo interno è possibile vedere una macchina processionale del XVIII secolo, in cui è inserita una tavola del XII secolo raffigurante il Cristo benedicente, restaurata nel 1967. Inoltre vi è la Croce di Casape, un antico crocefisso di scuola romana risalente al XII o XIII secolo. Infine, veramente suggestivo è l’affresco della Madonna della Porta. Molto venerata dalle genti locali; la raffigurazione veniva portata in processione in momenti particolarmente critici come il diffondersi di epidemie e carestie. Datata XV-XVI secolo e inizialmente custodita in una cappella nelle vicinanze del Castello di Sant’Angelo, fu in seguito trasferita in una nicchia situata presso la porta meridionale di Casape (ecco dunque spiegato il nome). Oggi a causa delle intemperie l’origiUno scorcio di Casape nale è andato perduto, ma se ne può cochiesa dedicata al Santo, che in passato munque ammirare una copia. si trovava all’interno del Palazzo Baronale. Si presenta con una facciata a caAndrea Vitale

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FOCUS

CURIOSITÀ CASAPESI

Casape Work in Progress

S

ono state formulate diverse ipotesi sull'etimologia del curioso nome “Casape”. Secondo alcuni deriverebbe da “Casa dei Pio” in onore della potente famiglia dei Pio. Feudatari del paese dal 1665 al 1775, vi fecero costruire case e strade. Secondo altri il nome deriverebbe da “Casa Ape”, con evidente richiamo alle api sullo stemma dei Barberini. Questa teoria sarebbe da ricercare in documenti e lettere del principe Luigi Pio di Savoia datate 1655. Ad ogni modo Casape fa oggi parte della Comunità Montana "Monti Sabini-Tiburtini-Prenestini". Situato in una vallata delimitata dai dei rilievi calcarei del versante occidentale dei Monti Prenestini, è collocato su uno sperone che scende verso il fosso di San Vittorino, affluente del fiume Aniene. Entrando nel paese ci si sorprende immedia-

La Madonnina della piazzetta di Casape tamente ammirandone l’aspetto pittoresco e ameno. Le case più antiche si trovano nell’antico borgo medievale, addossate al vecchio castello, in passato innalzate sui precipizi sottostanti per ragioni difensive. È facile imbattersi in vicoli stretti e dai nomi ricercati come “Istmo di Suez”, attribuito in occasione della costruzione dell’omonimo canale, o “Caccialepre”, connesso alla caccia della lepre, molto diffusa in passato nella zona. Tuttavia vari edifici di nuovissima costruzione stanno attualmente estendendo l’urbanistica del paese lungo la strada che lo collega a Poli e a San Gregorio da Sassola. A Casape non manca neppure la buona cucina. Numerosi sono infatti i piatti tipici della tradizione culinaria locale. Fra di essi la polenta con le lumache e la “ramiccia”, ossia tagliatelle condite con ottimo sugo di carne. Gustosissimi anche i ciambelloni all’anice e le “mosciarelle”, una qualità di castagne, piccole e deliziose, la cui sagra cade nel mese di ottobre. Pregiatissimo l’olio extravergine d’oliva, ricavato rigorosamente dagli uliveti del posto. Andrea Vitale Beatrice De Sanctis Casape in cifre

Via Regina Margherita, Casape

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475: i metri di altezza sul livello del mare 48: i km di distanza da roma 5,3: i Km quadrati di superficie 746: gli abitanti (al 2001) 314: le famiglie 11,39%: la percentuale di occupazione complessiva 00010: il C.A.P. 0774: il prefisso telefonico


ARTI & CULTURE

ESTATE AL MACRO

Mostre

Creatività e cambiamento

I

l Museo d’arte Contemporanea di Roma rilegge lo spazio, e lo fa tramite opere inedite prodotte appositamente per la programmazione estiva del 2010. In attesa dell’apertura ufficiale dei nuovi spazi espositivi, fino al 22 agosto verranno esposte opere che anticiperanno il passaggio tra il presente e il futuro del Macro. Per una struttura “mai ferma, mai imprigionata in un’architettura troppo formale”, come dice l’architetto Odile Decq che nel 2001 ricevette l’incarico di realizzare l’espansione del Macro, viene inaugurato il nuovo spazio di congiunzione tra la nuova ala del museo e l’area di Via Reggio Emilia. Al suo interno “Silence Still Governs Our Consciousness”, la fluttuante opera dell’artista americano Jacob Hashimoto. Nella dialettica tra vuoto e pieno, forma e contenuto, artificio e natura, si compone di circa 7000 aquiloni attraverso cui camminare e perdersi. Ogni sala espositiva è dedicata a un singolo artista e al suo particolare linguaggio espressivo: universi artistici diversi sorprendono lo spettatore e ne stimolano la curiosità. Gilberto Zorio ripensa uno spazio del Macro creando un luogo di energia pulsante e

coinvolgendo il pubblico in un’esperienza fisica e psichica insieme. Trasforma totalmente la percezione visiva dello spazio e dei simboli atavici che fanno parte del suo passato artistico, alternando luce e buio, suono a rumore. Lo spettatore percepisce l’opera “X Y Zorio” non come un oggetto statico ma un processo in divenire. Dalla Spagna Jorge Peris ha invece ricreato, appositamente per gli spazi del Macro, un ecosistema che richiama l’ambiente di una salina. L’opera “Micro, Aureo, Adela” è viva e crea una finestra su un passato ancestrale. Forme di vita primordiale entrano in stretto contatto con il fruitore dell’opera, che non può che rimanerne affascinato. Una delle sale del museo ospita invece la mostra personale “My dark placet” dell’artista portoghese João Louro, curata da Luca Massimo Barbero. Il minimalismo del colore, accentuato da superfici di plexiglass riflettente, bilancia l’irruenza delle frasi tratte da James Ellroy e dal Marchese de Sade riportate nella parte inferiore dell’opera. Colore puro e contenuti inattesi bagnati di ironia. Un viaggio attraverso video, scultura e istallazione ci accompagna nell’universo espressivo del gio-

vane artista statunitense Aaron Young. Unisce il mondo formale dell’Espressionismo astratto con quello attuale, vitale e dinamico della strada. I quattro video in mostra, realizzati in diversi luoghi, mescolano immagini a suoni rovesciando a sorpresa i punti di vista. Appositamente per il Macro è stata realizzata una nuova visione del volto classico di Roma, il Colosseo. Da far girare la testa! Beatrice De Sanctis Selene Favuzzi Il progetto del NUOVO MACRO, realizzato su disegno dell’architetto Odile Decq, intende integrare la nuova struttura con l’intero isolato urbano. Dall’esterno appare un rettangolo di vetro e cristallo che all’interno si rivela ricchissimo di sorprese. Dopo l’estate l’apertura del secondo ingresso tra Via Nizza e Via Cagliari prevederà 2.500 metri quadri di terrazza-giardino adibito a mostre all'aperto e spazio di sosta, 6.400 metri quadri di parcheggio e 10.000 metri quadri di nuovi spazi: spazi espositivi, spazi eventi, spazi art-video, foyer, ristorante, art cafè, book shop, sala didattica, sala lettura. Una sfida a tutti gli artisti che esporranno nelle sue sale, dalle cui finestre entra prepotente la città.

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ARTI & CULTURE

FASTO VERULANO

Festival

L’arte di strada arriva a Veroli

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ella piccola città di Veroli anche quest’anno si ospiteranno I Fasti Verulani, il Festival Internazionale delle arti di strada, ormai giunto alla sua un-

dell’antico calendario romano su cui erano riportate le date delle fiere, delle ricorrenze religiose, civili e delle feste. Gli artisti sono attesi per il 29 luglio e saranno protagonisti dell’antico scenario ciociaro fino al primo agosto. Come per le stagioni precedenti, anche quest’anno l’accesso al Festival sarà gratuito. La nuova direzione artistica di Alessandro Gigli e Alberto Masoni ha puntato sulla scelta accurata delle strade, dei vicoli e delle piazze diverse per ogni tipologioa di artisti, al fine di valorizzare i luoghi e le esibizioni. In tutto saranno 80 gli interpreti, divisi in 22 compagnie, che dicesima edizione. Il nome del festival, ce- presenteranno le proprie performance. lebrando i “fasti”, tiene in vita la tradizione Ospiti d’eccezione lo spettacolo Milon Mela

(La Festa degli Incontri) dall’India, che unisce il lavoro di 19 artisti tra attori, musicisti e maestri di arti marziali in un numero spettacolare votato a sorprendere il pubblico di Veroli, pur avvezzo alla visione dell’arte di strada; e i marionettisti russi dell’Accademia di San Pietroburgo: i Mini- Dlin, capaci di rendere possibile l’impossibile. Come ogni anno sarà data l’opportunità di seguire laboratori musicali, di giocoleria e acrobatica. Tra le novità l’utilizzo di nuovi spazi come l’Olivella e la piazza di Sant’ Erasmo. Un’ulteriore occasione di trasmissione della cultura dello splendido borgo è data dalle mostre d’arte che si svolgeranno all’interno della galleria La Catena e del Palazzo Comunale. Un evento che sottolinea l’interesse culturale della provincia garantendo un sano divertimento per vacanzieri e residenti.

EST FILM FESTIVAL IV

Stefania Panetta

Estate di grande cinema a Montefiascone

“U

na formidabile opportunità di crescita culturale e di sviluppo economico per Montefiascone”. Così Leonardo Breccola, fotografo ufficiale dell’evento, definisce l’Est Film Festival. Un appuntamento con il grande cinema giunto ormai alla sua IV edizione che, quest’anno, si svolgerà dal 24 luglio al 1 agosto. Sulla spinta e il successo degli anni passati, gli organizzatori stanno lavorando attivamente per coinvolgere sempre più la città di Montefiascone e il suo intero territorio. Sono convinti che la crescita di questo progetto sia anche legata alle sinergie che si instaurano con gli enti e soprattutto con le persone del luogo. L’obiettivo è quello di offrire un’atmosfera di grande prestigio e di calorosa accoglienza, forti anche di un’invidiabile cornice paesaggistica. “La possibilità di sfruttare la Rocca dei Papi e Piazzale Frigo come luoghi d’incontro con il pubblico è un’esperienza indescrivibile”, afferma Fortunato Licandro, studente dell’Università della Tuscia, coinvolto nell’organizzazione del Festival fin dalla sua prima edizione. L’antica Rocca, infatti, con le

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sue tre sale, i giardini e l’enoteca, si riconfer- nore de “Il Postino” di Luis Bacalov e merà il fulcro della Manifestazione cinemato- “Schindler’s List” di John Williams. Nella segrafica e ospiterà le tre sezioni competitive del conda parte verranno presentati gli arranFestival (Concorso, Documentari e Cortome- giamenti ideati con Antonella Ruggiero su traggi) e molti eventi extra. Gli incontri Élite, e alcuni classici dei Matia Bazar come “Solo alcuni eventi speciali, si svolgeranno, invece, tu”, “Stasera che sera”, “Vacanze romane”, nel centralissimo Piazzale Frigo; insieme a brani tratti dal progetto discogramentre Largo Plebiscito, la nuova fico “Souvenir d’Italie”. location della quarta Edizione, Una raccolta di pezzi storici della canzone ospiterà la sezione Dopo Festival, italiana tra le due guerre, come “Parlami per contribuire a mantenere vivo d’amore Mariù”, “Il pinguino innamorato”, lo spirito culturale con proposte di incontri mu- “Tu musica divina”, “Ti parlerò d’amor”. sicali, letture e perforUn modo per ribadire mance di spettacolo dal lo stretto legame tra civivo fino a tarda notte. nema e musica che si Una grande interprete è rivelato “una carta della musica italiana vincente nelle passate chiuderà questa IV ediedizioni della ManifePiazzale Frigo - Montefiascone zione del Festival. Do- Il pubblico di Est Film Festival 2009 stazione e un ottimo (Foto Leonardo Breccola) menica 1 agosto, alle esempio di coproduore 22.30, è previsto, infatti, il concerto del zione tra due grandi realtà culturali del CenTrio jazz Paolo Di Sabatino con la partecipa- tro Italia” - come affermano i rispettivi zione straordinaria di Antonella Ruggiero. produttori Vaniel Maestosi (Est Film Festival) Nella prima parte del Concerto il Trio omag- e Giancarlo Necciari (Viterbo JazzUp). gerà il cinema italiano ed internazionale con due particolari rivisitazioni delle colonne soMario Russo

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LUGLIO A RITMO DI FICTION

ARTI & CULTURE

Festival

Lo spazio riservato al piccolo schermo

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er il quarto anno consecutivo la Capitale vivrà a stretto contatto con le serie televisive più amate dagli italiani. Ad ospitare il Roma Fiction Fest, dal 5 al 10 luglio, saranno l’Auditorium Conciliazione, il Multisala Adriano, l’Università della Lumsa e il Villaggio della Fiction (i giardini di Castel Sant’Angelo). Madrina di eccezione, quest’anno, l’attrice Veronica Pivetti. La festa sarà inaugurata con la proiezione dell’episodio pilota e inedito di “Body of Proof”, con la “casalinga disperata” Dana Delany. Come anteprime nostrane, invece, sono attese: “Il sorteggio”, con Beppe Fiorello e Giorgio Faletti, che racconta la storia della prima giuria popolare in Italia, istituita nel corso del processo alle Brigate Rosse; “Le ragazze dello swing”, con Andrea Osvart, per parlare anche delle leggi razziali; “Il peccato e la vergogna”, con l’interpretazione di Gabriel Garko e Manuela Arcuri. Suddiviso nelle sezioni tv drama, tv co-

medy e tv factual, l’evento offre l’opportunità di assistere, inoltre, alle proiezioni di alcuni documentari dedicati alle grandi figure del panorama musicale internazionale, come Viva Coldplay, il racconto del tour della band in Giappone, Stone in Exile, sull’esperienza francese dei Rolling Stones, My Friend Michael Jackson e Worried about the Boy, sul trascorso artistico di Boy George. Particolare attenzione sarà riservata poi al mondo del web con la sezione Noon@night, dedicata ai personaggi che su internet hanno trovato il loro successo e la loro consacrazione, come il caso di Maccio Capatonda. Nell’area dedicata ai premi il conferimento del Fiction Festival Award of Industry Excellence all’Abc Studios, da sempre produttore di lavori di risonante valore commerciale; e premi ancora da

assegnare, come il Gran Premio della Fiction Italiana 2009-2010 di Tv Sorrisi e Canzoni e il Premio L.A.R.A., per il miglior attore e la migliore attrice dell’anno. Tra i numerosi ospiti che attraverseranno l’Orange Carpet, Andy Garcia, LL Cool J, già presente in occasione della conferenza stampa, Simon Mirren, Sebastian Koch, Christian De Sica e Claudia Mori, cui è dedicato il premio speciale Roma Fiction Festival per la produzione televisiva italiana. Nel Villaggio della Fiction gli appassionati potranno esplorare i processi di lavorazione di un set, dalla recitazione al trucco, dai provini al montaggio e al doppiaggio. Tra masterclass, convegni e retrospettive di vario genere l’appuntamento si preannuncia carico di sorprese. Buona visione. Arianna Di Rubba Stefania Panetta

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FESTIVAL PAGANINIANO 2010

ARTI & CULTURE

Festival

Carro celebra la musica classica

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l Festival Paganiniano di Carro è arrivato alla sua 9° edizione e si svolgerà nella splendida cornice della Val di Vara dal 15 luglio al 14 agosto. Promosso dalla storica Società dei Concerti della Spezia, guidata dal nuovo Presidente Francesco Masinelli, il Festival si aprirà con un “Omaggio a Paganini” con i Solisti Veneti, l’ensamble diretto da Claudio Scimone. Il concerto si terrà a La Spezia al Teatro Civico con la direzione artistica del maestro

Leticia Moreno

Bruno Fiorentini. punto, Sean Lee e Inoltre, dal 15 al 17 luglio, tanti altri. si terrà il 2° Convegno InPer questa manifestaternazionale “Nicolò Pagazione la Società dei nini: Diabolus in musica” al Concerti di La Spezia CAMeC (Centro Arte Moha coinvolto numederna e Contemporanea) rose istituzioni, ricedella Spezia e il tema sarà vendo il sostegno del “Oltre le note: l’improvvisaMibac, della Regione zione nella musica occiLiguria, della Provindentale tra ‘700 e ‘800”. Il cia della Spezia, dei programma musicale comuni della Val di prevede, oltre al conVara, e il patrocinio certo dei Solisti Veneti, Touring Club Italiano. numerose proposte di L’iniziativa si avvale Mercelli e Tassini elevato talento e di del contributo dello fama internazionale come Philippe sponsor Isagro S.p.A. Graffin, Marco Rizzi, Leticia Munoz Un nuovo appuntamento per poter apprezMoreno, il Quartetto di Fiesole, i Filar- zare la buona cultura e la buona musica. monici di Torino, il flautista Massimo Marcelli, l’Ensamble Nuovo ContrapBarbara Braghin

ROSSOMALPELO SHOW

ARTI & CULTURE

Teatro

Quando le arti si uniscono

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l trillo di un telefono. Una conversazione con l’amata. Poche battute, un breve sfogo e qualche sospiro. È quanto basta per scoprire il tormento di Piero, il protagonista di “Entro in questo show” andato in scena, dal primo al tre giugno, al teatro dell’Orologio. Una commedia brillante in due atti firmata Rossomalpelo, Alessandro Laureti e Paolo Nanna (in arte Pesce). Una storia dal sapore romano in cui gli artisti, diretti dalla saggia e composta regia di Maurizio Limongi, si sono espressi ciascuno attraverso la propria arte e il proprio talento. Sergio Gaggiotti, leader dei Rossomalpelo, con la sua voce e la sua chitarra, ha accompagnato e “commentato” le vicende attraverso le quali si è sviluppata la storia. Laureti, con qualità e spessore, ha interpretato Piero, confermando il suo innato talento di attore sensibile e attento. Pesce, cabarettista sempre più esuberante e versatile, con le

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sue storie della Roma di oggi e di ieri, ha suscitato risate e risvegliato, di tanto in tanto, qualche sopito ricordo. Un’atmosfera quasi da concerto ha fatto da sfondo alla storia: quella di uno scrittore alle prese con il suo editore che cerca di imporgli il volere del mercato, mortificando il suo talento e la sua creatività. Ne deriva una lotta interiore che raggiunge il suo punto più alto nell’ultima notte di lavoro, quando l’equilibrio mentale dell’autore vacilla e accade l’imprevisto: i personaggi da lui stesso creati prendono vita. L’intreccio che ne nasce è l’occasione per denunciare un mondo in cui l’arte, troppo spesso, deve rinunciare a se stessa. Solo alla fine, quando sulla scena ir-

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rompe il regista Limongi gridando “stop!”, si scopre che la commedia altro non era che un soggetto cinematografico. È sulla formula del “teatro nel teatro”, di matrice pirandelliana che, con sommo stupore del pubblico, la vicenda si conclude. Una vivace e ben riuscita miscela di canzoni, teatro e cabaret interamente autoprodotta. Una scelta coraggiosa, dettata dalla passione e dall’amore per l’arte libera da condizionamenti. Una scelta e un gruppo di artisti “sanguigni”, premiati dal consenso del pubblico che, attraverso il passaparola e il tam tam sui social network, di sera in sera, ha riempito il teatro. Mario Russo e Stefania Panetta


ARTI & CULTURE

DESIGN, A STRATI

Nuovi modi di concepire “vecchi” materiali

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egno e alluminio. Legno e carta. A strati. Elementi semplici e naturali, che insieme, grazie all'inventiva dei giovani designer si trasformano in materiali d'avanguardia. Lo studio giapponese Drill Design ha “inventato” il paper-wood: legno e carta uniti per un nuovo materiale sostenibile. Yusuke Hayashi e Yoko Yasunishi sono due giovani designer con la passione per la grafica, il packaging e le soluzioni d’arredo. Paperwood è realizzato alternando strati di legno a strati di carta riciclata; il materiale è leggero, ma resistente, ed è possibile caratterizzare i progetti finali con fantasia e tocchi di colore. Ma cosa hanno creato finora con il paper-wood i progettisti di Drill Design? Sgabelli, tavoli, sedie e librerie: elementi d’arredo sostenibili e funzionali, caratterizzati da un packaging ridotto e da un montaggio a incastro (per la costruzione dello sgabello, per esempio, è sufficiente unire le due gambe e incastrare la seduta alla sommità). Strati di legno e alluminio, invece, per un oggetto inaspettato: Matteo Ragni - in collaborazione con la MA-wood, Doriano Mattellone e Antonio Stella - disegna eccentrici occhiali. Nessuna giunzione, ma un unico pezzo realizzato in fogli di legno multistrato curvato. Sette strati lignei (dello spessore di 0,5 mm) e due di alluminio si intercalano disponendo le fibre a intervalli longitudinali

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e trasversali per rendere il tutto resistente ed elastico allo stesso tempo. Una volta uniti i vari livelli, gli occhiali W-Eye vengono stampati, intagliati e rifiniti manualmente in un processo industriale con finitura artigianale per pezzi unici, che dà origine a una montatura di appena 10 grammi, ma estremamente resistente. Poi è la volta della colla e l’occhiale rimane sotto la pressa per 40 minuti, dopo di che se ne lavorano i profili su di una fresatrice che taglia la montatura sulla base del disegno. In seguito si procede manualmente alla levigatura e al collaudo. La lavorazione si chiude con marcatura e verniciatura. La collezione è disponibile in sei differenti texture (mogano, ebano, zebrano, ciliegio, frassino e noce). Insomma, a quanto pare anche nel design, l'unione fa la forza.

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Francesca Carli

Design


ARTI & CULTURE

IL MEDICO VOLANTE

Teatro

Intrighi e sotterfugi per amore

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n un clima intimo e quasi familiare, al Teatro Francese di Roma, va in scena Molière. La proposta è della compagnia “La Chambre Magique” che, in lingua originale francese, propone l’ironia e il sarcasmo de “Le médecin Volant” (Il medico volante). Una farsa in prosa in un atto unico, ispirata al teatro italiano e alla commedia dell’arte. La trama si sviluppa sul dissidio genitore-figlia per il futuro matrimonio. Intrighi, scambi concitati, mimiche canzonatorie sono gli ingredienti che porteranno i due protagonisti, Lucile e Valère, a coronare il loro sogno d’amore. Arricchita da musiche e balletti, che hanno sottolineato svolte narrative e accompagnato cambi scenici, la rappresentazione ha divertito e coinvolto i presenti. Il regista Michele Suozzo, fondatore della compagnia, con cura e misura, ha saputo combinare i diversi ingredienti, “servendo” un prodotto di

classe. La sua passione e la sua competenza nel campo del teatro francese sono emersi soprattutto nel ritmo e nella caratterizzazione dei personaggi. Abili gli attori che, tra salti e piroette, hanno dato prova di grande scuola di recitazione. La cornice secentesca è stata abilmente ricreata dalle scene e dai costumi ideati da Fabrizio Maria Garzi Malusardi, lo scenografo e costumista che cura tutti gli allestimenti presentati dalla compagnia. Un contrasto di chiaro-scuri in cui spiccano i colori sgargianti di abiti e parrucche. Un misto di grazia e praticità, frutto di sensibilità e cura dei particolari. Ancora una volta Suazzo e Malusardi, che da anni lavorano insieme, hanno dato prova della loro arte, regalando, a un pubblico affezionato, un nuovo piccolo gioiello. Mario Russo

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PAROLA ALLO SCRITTORE

ARTI & CULTURE

Incontri

Passato e futuro di Amara Lakhous

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e civiltà non si scontrano, si amano. Sono le ignoranze che si scontrano”. Queste le parole dell’algerino Amara Lakhous, scrittore dell’ironico romanzo “Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio”, da cui è stato tratto l’omonimo film, uscito a giugno nelle sale italiane. Lo abbiamo incontrato a Bracciano dove si è recentemente trasferito da Roma, città da lui amata e resa protagonista nel suo libro. Quanto c’è di autobiografico in Scontro di civiltà per un ascensore a piazza Vittorio? Il romanzo nasce prima di tutto come un’esperienza personale. Ho vissuto veramente a piazza Vittorio, dal 1995 al 2001, e sono entrato in contatto diretto col territorio e con le storie della gente. Ogni personaggio del romanzo è come la somma di tanti personaggi che ho visto e conosciuto. Mi riconosco in molti di loro, anche in quelli femminili, e li sento molto vicini alla mia sensibilità umana. Poi c’è tutto un lavoro di ispirazione. Ad esempio per la portiera napoletana mi sono ispirato molto a mia nonna, perché anche in Algeria c’è un forte legame con il mondo dei Santi. Dal libro emerge l’importanza dell’identità di un uomo. Che significa per te? Vivo l’identità come un percorso aperto non come una gabbia, una costruzione definitiva. Sarebbe utile uscire da questa gabbia e confrontarsi con i diversi da sé sul piano religioso, linguistico e culturale, come ho fatto io da immigrato, giovane uomo e intellettuale. Giochi con l’identità attraverso lo scambio dei punti di vista? Sì, questo romanzo ricalca la commedia all’italiana che vorrei portare dal cinema alla letteratura. Quindi gioco molto sulle contraddizioni, sui pregiudizi e sugli stereotipi. Il titolo originale arabo era “Come farti allattare dalla lupa senza che ti morda”. Perché lo hai cambiato per la versione italiana? I titoli sono importanti come i nomi delle

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Amara Lakhous - scrittore persone: ogni nome è una storia. Inizialmente volevo un chiaro riferimento a Roma, perché amo questa città e la voglio continuare ad amare. Poi ho trovato un titolo più ironico. Si sente parlare spesso di scontro di civiltà, ma mai per un’ ascensore. Qualcuno ti ha aiutato per il dialetto? Io seguo il metodo del mio grande maestro Carlo Emilio Gadda che scrivendo “Quer Pasticciaccio” si è fatto aiutare da un poeta che scriveva in romanesco. Per me la scrittura è collettiva: sulla copertina c’è il nome dell’autore ma bisogna sempre ringraziare tante persone. Anche gli altri autori con cui ti sei confrontato. Spiegaci la citazione “La gente felice non ha né età né memoria, non ha bisogno del passato”. Tutta la sfida dell’immigrazione sta nel modo in cui ci poniamo di fronte alla memoria. Chi si rifugia nel passato e ha paura di fronteggiare il futuro è ostaggio della propria memoria. Chi invece la cancella compie una violenza contro se stesso. Bisognerebbe fare i conti con la memoria senza esserne ostaggio e guardare anche al futuro. Un personaggio del romanzo insegna italiano agli stranieri. Cosa pensi di questa realtà? Quando un immigrato impara una lingua ha la possibilità di vivere meglio. Io mi sento fortunato ad aver imparato l’italiano

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subito venendo da un paese francofono. Prima di diventare cittadino italiano (2 anni fa) sono stato per 13 anni immigrato con permesso di soggiorno ma mi sentivo tutelato dalla lingua italiana, anche nelle cose della vita quotidiana. Purtroppo non vengono finanziate le associazioni di volontariato che si occupano di insegnamento. Cosa pensi del film di Isotta Toso tratto dal tuo romanzo? Non ho partecipato al progetto ma apprezzo il lavoro che è stato fatto. Tuttavia il film è un adattamento frutto di un accordo tra regia, produzione, montaggio, fotografia e recitazione. È qualcosa di diverso dal libro. A fine settembre uscirà il tuo nuovo romanzo. Qualche anticipazione? Si intitolerà “Divorzio all’islamica a Viale Marconi”, un’altra commedia all’italiana legata al territorio e al tema dell’identità. Ambientato vicino la stazione Trastevere nel 2005, racconta la storia di una comunità immigrata musulmana a Roma che deve confrontarsi con un contesto diverso pieno di paura, di allarmismi e di diffidenza. La diversità può essere una minaccia? È una minaccia solo per le persone deboli. Una persona fragile culturalmente ha difficoltà a confrontarsi culturalmente con gli altri. Beatrice De Sanctis


LA MANOVRA DI TREMONTI

TECH & BUSINESS

Economia

Misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria

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agli del 10-15 per cento agli stipendi dei politici e dei manager della pubblica amministrazione, blocco degli scatti d’anzianità per i dipendenti pubblici, ma anche rafforzamento degli incentivi alla produttività sul lavoro e proroga delle sospensioni delle tasse per i terremotati dell’Abruzzo. Fa molto discutere la manovra finanziaria di Giulio Tremonti. Si va dalle proteste dei Consiglieri Municipali (il cui rimborso spese sarebbe stato azzerato) a quelle di chi sostiene (come ha fatto Formigoni) che quanto stabilito finora dal Ministro dell’economia metta in crisi il federalismo fiscale. La manovra da 24 miliardi, che ha come obiettivo quello di scongiurare il rischio Grecia, portando il rapporto deficit-pil al di sotto del 3 per cento entro il 2012 (come stabilito nel trattato di Maastricht), ha riscosso anche il parere negativo di Pierluigi Bersani; “Questa è una manovra depressiva. Non si affronta nulla di strutturale, tagli indiscriminati e nessuna crescita”. Secondo Silvio Berlusconi “questa manovra non è la tradizionale opera-

zione di aggiustamento dei conti pubblici, si inquadra nella crisi dell’euro scatenata dalla speculazione e ha come obiettivo la riduzione del peso dello Stato nella società”. Ma vediamo, con occhio giustamente imparziale, di esaminarne alcuni degli aspetti salienti. Per quanto riguarda, in primis, lo stop agli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici, il provvedimento ha un valore di quattro anni, fino al 2013, a partire da quest’anno. Oltre ad un giro di vite sulle auto blu con diminuzioni del 20 per cento, anche per quanto riguarda i rimborsi per l’uso dei taxi (fanno eccezione i vigili del fuoco ed il comparto sicurezza), sono previsti dei tagli ai ministeri pari al 10 per cento, mentre, si arriva al 50 per la formazione o le missioni. E’ stato anche dimezzato il contributo per le spese elettorali, mentre il taglio alle spese per i rimborsi ai partiti è sceso dal 50 al 20 per cento così come per il contributo alle spese elettorali. Sono anche previsti degli interventi di tipo fiscale a favore delle imprese e per la prima volta il mezzogiorno dovrebbe beneficiare

di un regime fiscale vantaggioso. Verrà infatti trasferito alle regioni del Sud il potere impositivo in materia di Irap per le nuove imprese. Le regioni potranno determinare l’aliquota dell’imposta fino ad azzerarla. Ci sono anche delle novità per quanto riguarda le norme inerenti alle procedure fallimentari ed il Fondo Infrastrutture verrà rifinanziato. Un’altra importante novità riguarderà le pensioni. Sempre che il testo di legge non subisca variazioni durante l’iter attuativo, si andrà in pensione dopo 41 anni di contributi e non più dopo 40. Raggiunti questi ultimi i contributi previdenziali successivi contribuiranno in maniera minima ad aumentare la propria pensione. Le pensioni d’anzianità salgono a 66 anni per gli uomini e a 61 per le donne. Nell’attesa di vedere quali saranno le reazioni degli elettori alla manovra e i suoi effetti sull’economia nostrana, non resta che tenersi aggiornati sulla questione per meglio valutare l’operato del Ministro e dei suoi uomini. Marco Martinelli

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IL QUARTIERE SOSTENIBILE

TECH & BUSINESS

Bandi

Roma coinvolta in un progetto europeo di cooperazione

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asal Bertone diventerà presto modello europeo di quartiere sostenibile. È proprio qui che sarà realizzata la prima isola ambientale della città, mentre all'interno del parco energetico nell'area dell'ex Snia Viscosa sorgerà la futura sede dell'Osservatorio permanente sui cambiamenti climatici del Comune di Roma. È quanto previsto dall’adesione della Capitale al progetto CatMed, Change Mediterranean Metropolises Around Time. Promosso dalla Comunità Europea, il progetto riunisce. col supporto tecnico dell'Istituto per il Mediterraneo, le città di Malaga, Atene, Salonicco, Barcellona, Aix en Provence, Valencia, Siviglia, Marsiglia, Genova, Torino e Roma. Queste 11 metropoli dell’area del Mediterraneo stanno già unendo i loro sforzi (si è partiti da Malaga nel 2009), offrendo risposte concrete per prevenire, attraverso un profondo cambiamento dei comportamenti urbani, i rischi che provengono dal cambia-

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servizi pubblici, agenzie di pianificazione urbana, associazioni di abitanti del luogo e Camere di Commercio) che possono contribuire al progetto, trovando le opportune soluzioni alle problematiche emergenti e rendendo possibile la costruzione di un modello europeo comune, che faccia tesoro anche delle esperienze altrui attraverso la successiva creazione di una guida metodologica sul quartiere sostenibile sperimentato. CatMed va dal 2009 al 2011, con durata di 30 mesi, ed è a sua volta finanziato attraverso il programma Med per la cooperazione territoriale europea. Fra i progetti in vista per il quartiere di Casal Bertone, la costruzione di un immobile con caratteristiche di sostenibilità energetica certificata e del primo teatro polifunzionale energeticamente sostenibile della città, dal tetto con rivestimento fotovoltaico. Non resta dunque che aspettare la risposta della popolazione, certi Casal Bertone ancora una volta che sviluppo e rispetto aminteressate dal territorio in gruppi di lavoro bientale possano andare di pari passo. metropolitani. Ogni gruppo mette a sua volta insieme tutti gli attori chiave (come fornitori di Pierpaolo Polcaro

mento climatico in atto. Catmed cerca di individuare metodologie in grado di ridurre l'impatto dell'urbanizzazione sull'ambiente e delle emissioni che causano l'effetto serra. Ogni Paese che aderisce utilizza una serie di indicatori relativi a tutti i pilastri di sviluppo (ambiente, economia, sociale, territorio) con lo scopo di giungere ad una serie di obiettivi condivisi a livello internazionale. È previsto che ogni città presenti un progetto pilota di quartiere sostenibile, coinvolgendo le parti

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TECH & BUSINESS

INIZIA L’INNOVAZIONE 3D

Tech

Nuove televisioni ma anche nuovi rischi per la salute

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nizia l’era dei televisori 3D, i colossi del settore (come Sony, Samsung, Lg e Panasonic) hanno già annunciato l’inizio della produzione di questi apparecchi. Ma accanto all’eccitazione dell’innovazione, gli esperti invitano alla prudenza per la salute. La Samsung, uno dei maggiori produttori di monitor all'avanguardia, che pur volendo aggredire il mercato che promette di crescere dai 902 milioni di dollari del 2008 ai 22 miliardi di dollari stimati per il 2018, ha diramato un documento in cui vengono sottolineate alcune precauzioni da prendere prima e dopo l'esposizione al 3D. L'azienda co-

sensibili, come chi soffre di epilessia o patologie cardiache, per finire con le donne in gravidanza e chi ha problemi con l'alcol. Inoltre i giovani più degli adulti correrebbero il rischio di manifestare sintomi come mal di testa, convulsioni, crampi, nausea, disorientamento e alterazioni della vista. Tra le altre controindicazioni si legge anche che "la televisione 3D può causare chinetosi, disidratazione dei bulbi oculari e difficoltà nel mantenere l'equilibrio posturale", inoltre una visione eccessivamente ravvicinata "può danneggiare la vista" per cui si consiglia di assistere allo spettacolo a una distanza almeno tre volte superiore alla diagonale dello schermo. L’Italia è stata scelta come base di parreana arriva persino a sconsigliare la frui- tenza di un canale test per la televisione in zione a quei soggetti particolarmente 3D stereo. Secondo Paolo Dalla Chiara,

presidente di Sat Expo, il 3D-HD rappresenta un cambiamento confrontabile con il passaggio dal cinema muto al sonoro. I primi dispositivi necessari per fruire della nuova tecnologia, ovvero televisori 3D-HD in abbinamento a un decoder HD, arriveranno sul mercato tra settembre e ottobre, pronti per il debutto di 3D Sat Tv, il primo canale televisivo a trasmettere in 3D.Tra i primi a commercializzare prodotti 3D c'è appunto Samsung, che in un evento a New York ha presentato i nuovi televisori "LED" (LCD dotati di retroilluminazione con un alto livello di luminosità): il modello base da 40 pollici sarà disponibile al prezzo "popolare" di 1.999 dollari e quello extra-lusso da 55 pollici al prezzo di 6.999 dollari. Andrea Vitale

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TECH & BUSINESS

GLI SPIONI DEL WEB

Tech

Fanno soldi raccogliendo “chiacchiere”

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e piazze sono il fulcro del commercio, il campo di battaglia dei mercanti. E “piazza web” non fa eccezione. Il popolo che la anima ha attirato nuovi interessi, trasformando i Social Network da community a volani di nuove attività e opportunità per le aziende. Molte hanno cominciato a guardare a questi luoghi di incontro con appetito, sguinzagliando spioni di ogni sorta per coglierne gli umori e le tendenze, con l’obbiettivo di interpretarli e addomesticarli. Per sapere cosa vuole il grande pubblico basta sfogliare il web. Nelle piazze virtuali, come accade in quelle paesane, si sviluppano incontri, commerci, trattative, conversazioni. Al fiuto delle aziende tutto questo non è sfuggito. Tutte, anche se in diversa misura, sono coinvolte, perché di loro, dei loro prodotti, si parla, si discute e, ovviamente, si critica. Sapere cosa pensa il popolo del web è divenuta una questione vitale. Frequentare le piazze virtuali, spiare chi le frequenta, origliare i loro discorsi è per le aziende d’importanza strategica. È nell’ambito dei Social Network ormai che si genera il moderno passaparola. I giganti del web, fiutando l’affare, si sono prontamente attrezzati e travestiti da spioni per monetizzare questa esi-

genza. Google, da tempo, fornisce strumenti “fai da te” come “Google Reader” e “Google Blog Search”. Poi c’è “Technorati” capace di tracciare i post sui blog e di monitorare i tweets di Twitter.

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Mentre per i palati più fini ci sono gli strumenti di analisi semantica – come “Buzzer” – che riescono ad analizzare addirittura il “sentimento” di un utente verso un prodotto, e a classificare, di conseguenza, il suo commento secondo precise categorie. Nell’impresa, vista la posta in gioco, si sono lanciati anche Nielsen, Adobe e lo stesso Facebook. Nella lista degli spioni, ovviamente, non poteva mancare Microsoft, il gigante per eccellenza. “LookingGlass” è la sua spia. Una soluzione proprietaria, capace di tracciare le conversazioni e ascoltare il web, con la quale il colosso americano spera di attrarre nuovi clienti al proprio comparto advertising. Scopo delle imprese è il profitto. Ma per vincere la concorrenza occorre fidelizzare il cliente e il modo migliore per farlo è sicuramente soddisfarlo. E’ fondamentale identificare e rispondere al coro delle voci che si diffonde online evitando conseguenze per la reputazione e l’immagine dell’azienda. I consumatori scontenti, se ignorati, possono facilmente aggregarsi e realizzare siti di protesta che possono diventare in breve più popolari e visibili del sito istituzionale della stessa azienda, alla quale non resta che

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spiarci. Sono tanti gli spioni su commissione, pronti a fare soldi raccogliendo chiacchiere sul web. Stavolta il Grande Fratello ha proprio posto gli occhi , o meglio le orecchie, su di noi. Ma queste operazioni di spionaggio, quest’orda di segugi che scorrazzano sul web sono davvero un pericolo per noi? È il caso di allarmarci e di gridare: “Taci! Il nemico ti ascolta.”? O non è piuttosto il caso di approfittarne, consapevoli del fatto che ogni giorno nascono 160 mila nuovi blog e che il passaparola online si diffonde in modo rapido e capillare? In fondo, quando acquistiamo beni o servizi, ciò che vogliamo è esser soddisfatti e, quando ci affibbiano un “pacco”, la prima cosa che vorremmo è essere ascoltati. Parliamo allora, esprimiamoci, critichiamo, condividiamo il nostro malcontento e, perché no, anche la nostra soddisfazione in “piazza web”. Ad ascoltarci non ci sono solo gli amici, ma anche e soprattutto i “nemici”, che hanno tutto l’interesse a mantenere sulla piazza una buona reputazione. Come dice il vecchio saggio: più siamo e più contiamo. Un coro fa più rumore di un solista. Cantiamo allora in tanti, per contare, e per fare un po’ paura ai “mostri” del mercato. Mario Russo


MODI & MODE

I GRATTAMARE

Ecologia

Inquinamento addio

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entre nella Capitale si pensa alla costruzione nel pieno centro dell' Eur di grattacieli, nel resto del mondo si pensa a come scampare da pericoli come il riscaldamento globale con il conseguente innalzamento degli oceani. Da questa necessità nascono i grattamare: costruzioni tutte ecologiche che prendono energia dalla natura Il grattamare è alto 380m e, al contrario dei grattacieli, si sviluppa in profondità ricavando l'energia dal sole, dal vento e dalle onde marine. L'idea di costruire delle strutture nel mare è dell'architetto malese Sarly Adre Bin Sarkume il progetto prevede che queste strutture si reggano con dei lunghissimi tentacoli che permettono ai grattamare di restare in equilibrio. Nei progetti si possono ammirare degli appartamenti dotati di ogni confort, fino ad arrivare ai piani inferiori in cui possiamo trovare palestre sottomarine attrezzatissime, mentre nell' unico piano non sommerso dal mare ci sono coltivazioni agricole di ogni genere che permettereb-

bero agli ipotetici inquilini dello stabile diprovvedere ai propri fabbisogni.. Per quanto concerne la progettazione dell' impianto elettrico e del riscaldamento, si

un progetto dei grattamare sfrutterebbe, oltre all' energia e al calore proveniente dal sole, anche un altro metodo rivoluzionario di cui però l'architetto malese non ha ancora parlato. Immediata la risposta scettica di scienziati e architetti di tutto il mondo, i quali avrebbero bocciato senza ricorso l'idea, seppur bella, di Sarly Adre Bin Sarkum.

L'architetto malese non sembra però essere il primo a pensare a nuove "forme di vita" nel ben mezzo dell' oceano, infatti numerosi studiosi degli oceani si sono riunisti negli studi Zigloo di Victoria per cercare di dare vita ad un progetto denominato Gyre Seascraper che vedrebbe la costruzione di strutture in cui vivere, alte fino a 400m, e immerse completamente nel mare. Anche in questi mega palazzi ci sarebbero ristoranti, centri commerciali e tanto altro. A fare da cavia per primi sarebbero gli studiosi stessi, ma non mancano volontari provenienti da tutto il mondo Le domande a cui il malese e gli studiosi dovranno rispondere sono innumerevoli, le prime che vengono spontanee sono; con quali materali verranno costruiti i grattamare? E come potremmo difenderci dalle onde anomale (tsunami) che arrivano fino a 30 metri di altezza? Domande a cui solo il futuro potrà rispondere. Priscilla Rucco Buzzantro

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SPECCHIO DELLE MIE BRAME...

MODI & MODE

Beauty

La vanità diventa fai-da-te

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on possiamo fare a meno di lui, ma non sempre ci capisce fino in fondo. Per tutta la vita, è da lui che andiamo prima di ogni occasione importante. Abituate a dividerlo con tante altre donne, cadiamo sempre nell'errore di sopravvalutarlo. Ma prima o poi l'idillio si rompe. Noi usciamo dal salone con un'acconciatura orribile e non vediamo l'ora di correre a casa per metterci le mani. Da quel momento il rapporto con lui non sarà più lo stesso. Il parrucchiere, croce e delizia di ogni donna. Ma ora c'è la soluzione: complice la crisi, il coiffeur diventa “fai da te”. Neanche a dirlo, la moda nasce nella Grande Mela qualche mese fa. New York è ormai invasa dai saloni self-service che consentono alle clienti di farsi piega, taglio o colore

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con le proprie mani. Con una riduzione dei costi non indifferente. E la soddisfazione di un look e-sat-ta-mente come lo vogliamo noi! Il parrucchiere fà lo shampoo, poi, se le clienti vogliono, possono asciugare e tagliare i capelli da sole. Lo staff è sempre a disposizione della cliente, per consigli e suggerimenti. Le parrucchiere-fai-date possono prepararsi anche il colore da sole e in quel caso vengono forniti loro tutti gli strumenti professionali e i prodotti più all'avanguardia. Roma non vuole essere da meno di NY City: in centro è aperto il primo salone sef-service di trucco e parrucco. Metà salone di un noto coiffeur romano è infatti da poco stato adibito a questo servizio. Il target della clientela, in America come in Italia, va

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dai 25 ai 60 anni e accomuna donne manager come casalinghe, studentesse e impiegate. Ma non finisce qui: la mania del fai-da-te impazza anche sul web. Ormai è una star di youtube la truccatrice Clio, italiana trapiantata a New York che ha pensato di mettere online i suoi filmati dove insegna i trucchi delle dive, dimostra come fare un ottimo make-up in casa con pochi semplici gesti e consiglia prodotti di bellezza per tutte le tasche. Tale è stato il successo tra le fan italiane che dal web Clio è approdata anche in libreria con una manuale di trucco adatto a tutte le donne. La bellezza, ora, è di casa! Beatrice de Sanctis Francesca Carli


MODI & MODE

MONTIAMOCI LA TESTA!

Moda

Il must di stagione: cappelli, fasce e cerchietti

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aura delle insolazioni? La moda mare vi viene in aiuto. In questa stagione, più che mai, il vero trend da spiaggia è quello dei cappelli. Resiste l'intramontabile panama, ritorna il cappellino da baseball anni '80, spicca il modello a tesa larghissima e si impone anche il turbante Moira-style. Antonio Marras e Rochas rendono romantico il classico cappellino in paglia con pizzi, nastri e applicazioni bon-ton. Hermès e Lowe, invece, rivisitano quello che un tempo era un accessorio prettamente sportivo, ma oggi è un must per le più modaiole: la visiera, bianca e in pvc fluo. Kenzo, Malandrino e Pin Up Star propongono un accessorio da mille e una notte come il turbante, per esaltare un bel viso abbronzato, o nascondere una chioma rovinata da sole e mare! Per giocare alla diva

come nella sfilata di Lorenzo Riva e Christian Siriano, invece, ci viene incontro il cappello a tesa larga: unico requisito indispensabile, avere un ottimo portamento. Les Copains, Anna Sui e Gaetano Navarra giocano con pennacchi e mostrine, ispirati da un allure militarchic. Monique Lhullier, ed Elena Mirò restano sul classico (e che classico!) e propongono sulle passerelle deliziosi panama total black o total white, per uno stile deciso e adatto anche chi l'estate la passa in città. Chanel e Anna Sui immaginano una donna moderna che guarda al passato, dando un tocco romantico e lussuoso al semplice fazzoletto legato dietro la nuca. Un po' svisto e rivisto, ma non ancora tramontato resiste da molte stagioni anche lo

stile cowgirl (con Parah Noir e Paul & Joe). Perfetto per chi ama le vacanze in campagna, ma per favore: non se ne può più di cavallerizze sulla spiaggia o in giro per le torride città d'agosto. Il cappellino da baseball perfetto per l'easywear torna invece prepotentemente, con portavoci di tutto rispetto nell'alta moda, come Costume National, Dsqaured2 e Jean Paul Gaultier. Non temete le insolazioni, ma non volete comunque rinunciare ad ornare la vostra chioma con un must di stagione? Sonia Rykiel e Moschino divertono con cerchietti colorati e ironici, mentre Marni propone fasce per capelli in stile gipsy e Agnes B le rivisita in chiave figlia dei fiori. Ebbene sì: in questa estate 2010 si rischia davvero di montarsi la testa! Francesca Carli

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IL MARE IN CUCINA

Cucina

Tutte le ricette per una gustosa cena di pesce

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a caldo e l’ultimo pensiero che salta alla mente è quello di mettersi ai fornelli. E se invece ne valesse la pena? In estate esistono diverse alternative al pranzo tradizionale: insalate, gelati, yogurt, e naturalmente tanta frutta. Ma se la voglia di un piatto classico dovesse affacciarsi improvvisa, quale migliore occasione di una serata estiva per gustare un’ottima cena a base di pesce? Prepararla da sé poi è il modo più efficace per soddisfarvi e contenere la spesa. Un piccolo antipasto può essere l’ideale per iniziare. Dunque seppie e calamari bolliti, tagliati e conditi con olio d’oliva, aglio, prezzemolo (in più carote, sedano e limone per i più esigenti). Diretti al primo, che per restare fedeli alla tradizione mediterranea non può che essere il classico piatto di linguine allo scoglio. Cozze, vongole, moscardini, scampi, gamberi gli ingredienti base, prezzemolo, olio, vino bianco, aglio e pomodorini per dar vita alla cottura. Questa, dolce, deve iniziare con la lenta apertura dei gusci dei molluschi e proseguire con l’aggiunta degli altri ingredienti. Dopo un paio di minuti, a fuoco un po’ più vivo, bisogna aggiungere il vino, il cui alcool evaporerà dopo aver insaporito il tutto. L’aggiunta dei pomodorini tagliati termina la preparazione del sughetto che dovrà cuocere ancora per un po’, ancora dolcemente. Si potrebbe poi proseguire con dei calamari ripieni che, proprio perché tali, dovrebbero appagarvi in modo da concludere le portate, non prima naturalmente di un refrigerante sorbetto. Per la preparazione dei calamari

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bisogna avere solo un po’ di pazienza. Dopo averli puliti e aver tagliuzzato e conservato i tentacoli, si procede con la preparazione del ripieno. In realtà questo può essere realizzato a piacimento, ma in questo caso viene suggerita una preparazione a base degli stessi calamari, o per essere più precisi, dei loro tentacoli. Preparare con questi un impasto fatto anche di pane grattato (preventivamente tostato), olio, olive nere, prezzemolo e, se gradito, una spolverata di formaggio pecorino. Riempiti i calamari, adagiati su una teglia e

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bagnati con un miscuglio di acqua, olio, prezzemolo e succo di pomodori fre-

schi, non resta che infornarli a 160 gradi per circa mezz’ora. È d’obbligo ricordare che sarebbe preferibile accompagnare il pasto con del vino bianco, naturalmente servito freddo. Un Traminer friulano o un Pecorino marchigiano potrebbero essere appropriati, seppure anche un Pinot grigio risulta altrettanto gradito. A tutti, buona cena! Lucia Braico


MODI & MODE

IL SURF PRENDE IL VOLO

Sport

Ampia offerta di spiagge da kitesurf nel Lazio

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l vento estivo porterà sul litorale laziale gli sport acquatici più in voga del momento. La sovrana indiscussa delle spiagge dai fondali bassi e sabbiosi rimane la tavola da surf ma, già da qualche anno, gode della compagnia di una sorta di aquilone chiamato kite o ala. Il vento necessario a metterlo in movimento può essere debole e non sono necessarie le onde per dare il via al divertimento. Per questo motivo sono nate diverse scuole di kitesurf nel Lazio che, tramite corsi di una decina di ore, insegnano a pilotare il kite ma anche a conoscere i venti, l’equipaggiamento adeguato e i sistemi di sicurezza. Per accostarsi a questa attività bisogna possedere ottime qualità di equilibrio, necessarie a confrontarsi con un appoggio precario e in continuo movimento. Tuttavia, anche senza molta pratica, è possibile raggiungere una forte sensazione di libertà. Il kite viene manovrato tramite un boma, una sorta di barra di controllo, legato alla

vela da due o quattro lunghi e sottili cavi di dyneema. Dopo aver imparato a pilotarlo sarà possibile planare sull’acqua, compiere salti ed evoluzioni senza sforzi eccessivi e anche col mare completamente calmo. Naturalmente non tutte le spiagge possono essere messe a disposizione di questo sport, ma solo quelle senza bagnanti e alcun tipo di imbarcazione. La Kite School Focene Roma, in zona Focene Nord, ha a disposizione un tratto di 500 metri di spiaggia autorizzata dalla Capitaneria di Porto di Roma. Propone corsi di nove ore con massimo quattro allievi per gruppo. Dieci anni di scuola assicurano invece la professionalità alla Kite Surf Foce Verde di Latina, gestita dal pioniere Antonio Gaudini, che collabora anche per le scuole di Anzio, Lido dei Pini e Torvajanica. Dieci ore di corso sono offerte da La Caravella di Sabaudia, sulla splendida spiaggia del Parco Nazionale del Circeo. La Scuola è affiliata alla International Kitesurf University e collabora con il Centro federale di Talamone, di cui ne è

sede distaccata. Nei pressi di Terracina è presente poi il Centro di Salto di Fondi, uno dei più importanti della Regione. A Ostia vengono offerti corsi di sei ore divisi in tre giorni presso la Ostia Surf School, sul Lungomare Lutazio. Anche l’Associazione Sportiva Dilettantistica Point Break di Fregene offre corsi di kitesurf, con due lezioni a terra e due in mare. Per coloro che scelgono la provincia di Viterbo è invece possibile andare presso il KiteClub di Tarquinia Lido. In ogni corso è prevista prima una pratica delle manovre con kite a terra, per acquistare confidenza col mezzo. Poi bisogna provare a farsi trascinare, puntando i talloni nella sabbia e contrastando la forza del kite con il peso del proprio corpo. Solo in seguito sarà possibile tentare il decollo e l’atterraggio su acqua. Tutti devono conoscere le regole di sicurezza di uno sport estremo come il kite, proprio perché i rischi sono molti, anche e soprattutto per gli altri. Beatrice De Sanctis

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MODI & MODE

I TITANIC AWARDS

Curiosità

Il peggio del peggio in materia di viaggi

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nche se vivo a New York, le strade di Dublino e Roma mi terrorizzano” dichiara Andrew Hockey, reporter di viaggio per USA Today e giornalista del New York Times. Chuck Thompson, suo collega e collaboratore di National Geographic Adventure e del Los Angeles Times. accusa il dedalo senza via di scampo delle viuzze e dei sensi unici di Roma d’aver messo a rischio il rapporto con la sua ragazza: “Vedevamo il nostro hotel, ma per più di un'ora non siamo riusciti a raggiungerlo”. Il giornalista americano Doug Lansky nel suo libro “The Titanic Awards – Celebrating the Worst of Travel”, che ha già tutti i caratteri e i numeri d’un fenomeno letterario, ha raccolto alcune fra le innumerevoli testimonianze di disastri e/o delusioni capitate ai turisti all’estero, disperse nella rete su community di viaggio e blog. Ha anche riportato numerosissime testimonianze di suoi colleghi ed esperti del settore viaggi, giornalisti e professionisti, e realizzato sondaggi su internet con un campionario di “recensori” di oltre 80 paesi. L’autore ha rivelato a Repubblica.it che l’idea per scrivere il libro è maturata nel tempo:”Quando incontravo altri viag-

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giatori, mi rendevo conto che le storie più interessanti erano ricche di aneddoti tragicomici!” L'Italia, ebbene sì, proprio in nostro Belpaese, occupa una posizione vicinissima al podio in molte top ten, ma essendo una delle mete più visitate è abbastanza normale. Sapevate, ad esempio, che siamo considerati i peggiori guidatori del mondo? Grant Thatcher di Vanity Fair ci descrive così: “Nessuno guida peggio degli italiani, a parte i tassisti di Istanbul che sono dei demoni al volante”. La nostra segnaletica stradale è al quarto posto, le ferrovie sono al quinto. Numerosissime le testimonianze di chi ha fatto il peggiore dei suoi viaggi in treno dalla Sicilia al Centro-Nord Italia, inconsapevole dell’incubo in cui si sarebbe trovato nel salire su un vagone senza posti liberi, il caldo di un’estate nello Stivale, urla e pianti di bambini, borseggiatori e servizi igienici pessimi e tanti, troppi chilometri ancora davanti alla locomotiva! Quarto posto anche per i camerieri più scortesi: sarà

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perché da noi è quasi inesistente, rispetto agli altri paesi, l’abitudine di lasciare una sostanziosa mancia? Sconvolgente il secondo premio per “la cucina più sopravvalutata”…No comment! Ancora una volta quarti, dopo Francia Cina e India, per i peggiori servizi igienici di luoghi pubblici, bar, aeroporti, ristoranti. Leggere il libro, insieme a tutte queste testimonianze negative su un paese come il nostro e su una città unica al mondo come Roma, in un primo momento, a dir la verità, fa salire rabbia, amarezza, fastidio forse. Molti però, dopo l’iniziale smarrimento, penseranno sorridendo: “È perché non ce sò abituati, noi c’abbiamo fatto’r callo, in Italia se vive bene!” Selene Favuzzi


RIFRAZIONI MADE IN LAZIO

MODI & MODE

Fuoriporta

Anzio e Nettuno tra performance e arti visive

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iunto alla sua quinta edizione, il Festival Rifrazioni, Festival Internazionale di Performance e Arti Visive di Anzio e Nettuno, in programma dal 29 luglio al 1 agosto, è uno fra gli appuntamenti estivi più attesi nella provincia di Roma. Gli artisti che animeranno le strade e le piazze delle due cittadine, trasformandole in luoghi di arte creativa, arrivano da tutto il mondo. La rifrazione, si insegna a scuola, è la deviazione subita da un'onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo ad un altro nel quale la sua velocità di propagazione cambia. La rifrazione della luce è l'esempio più comunemente osservato, ma ogni tipo di onda può essere rifratta, per esempio quando onde sonore passano da un mezzo ad un altro o quando le onde dell'acqua si spostano a zone con diversa profondità. La rifrazione, nel contesto del festival, viene utilizzata come metafora, proponendo un insieme eterogeneo di linguaggi espressivi, nelle diverse forme che si manifestano attraverso la musica, le luci e i colori che verranno elaborati dagli artisti attraverso la loro personale visione, rifrazione appunto, che mettono a disposizione dei visitatori. L’artista più atteso è il famoso writer Blu, ex studente dell'Accademia delle Belle Arti di Bologna, artista di fama internazionale e firma molto am-

bita tra i writers, ha realizzato diverse opere tra cui un messaggio di pace durante una performance in Terra Santa. Blu compone un disegno su un muro, lo fotografa, lo modifica, lo cancella, lo fotografa di nuovo fino a che il lavoro viene trasferito in video e dà l’illusione del movimento sulla parete. Durante le giornate del Festival verrà proiettata l’opera realizzata dal writer nelle Eurodistillerie in Via Tre Cancelli a Nettuno, di cui attualmente non rimane altro che un colore bianco. I luoghi del Festival saranno fonte di ispirazione per tutti i creativi che partecipe-

ranno che, calandosi nella realtà locale, daranno vita a opere inedite che raccontano il territorio. All’interno della manifestazione si svolgerà inoltre, il 31 luglio a Nettuno, il primo raduno poetico itinerante in Italia che ha per oggetto le “suppliche d’amore”: AMARO AMMORE. Se vuoi contribuire con una personale testimonianza avente il tema struggente dell’amore, puoi lasciare la tua supplica presso i “banchetti delle suppliche d’amore” dal 12 giugno all’11 luglio 2010 tutti i week end nelle principali piazze di Anzio e Nettuno, oppure inviare una email a amaroammore@gmail.com. Ilaria Rotondi

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SCRIVI E TI DIRÒ CHI SEI

La Posta

Ciao Redazione, ho bisogno di confidarmi con qualcuno ma non ho il coraggio di affrontare questo argomento con nessuna delle mie amiche. Quindi ho deciso di affidare i miei pensieri a questa lettera. Ho 28 anni, fidanzata da 3, ho preso una cotta per un collega, anche lui impegnato. Non è mai successo niente ma tra noi c’è un’atmosfera particolare, tesa talvolta, perché sentiamo di non poter trasgredire. E così, tra sguardi, messaggi, momenti di finta indifferenza e litigate (non riusciamo a vivere serenamente questa attrazione ma nemmeno a fare finta che non esista) la mia situazione emotiva sta diventando insostenibile. Se da un lato la voglia di trasgressione è fortissima, dall’altro non credo che il mio ragazzo meriti un tale trattamento. Ma, ancora, mi domando: se per la prima volta dall’inizio della nostra storia penso concretamente a tradirlo, non vuol dire forse che devo rimettere in discussione la coppia?? Eppure tra me e lui, seppur con qualche momento di stanchezza, le cose vanno bene e lui è un uomo meraviglioso. Insomma, sono immersa fino al collo nella confusione e ho bisogno di un salvagente e di un buon consiglio. Cosa devo fare? Lady C Cara Lady C, partiamo dal presupposto che è difficilissimo (impossibile!) dare consigli su faccende così personali e delicate. Quindi, l’unico consiglio che mi sento di darti è di fermarti un po’ a riflettere e ad ascoltarti per bene. Fallo senza pregiudizi e senza sensi di colpa, senza condizionamenti di alcun tipo. E’ banale voglia di trasgredire?? E’ un sentimento forte? Il tuo ragazzo è la persona giusta? E’un momento di paura per una storia che inizia a diventare “importante”? Solo tu puoi avere la risposta. E sono certa che se guardi bene nel tuo cuore la troverai prestissimo. Buona Fortuna!

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1 proposte, 6 senza euguali, 11 ossia, 13 povero inglese, 14 il salone di Genova, 16 New Technology, 17 nato senza vocali, 18 Lionello, 21 quantistico, 23 tozzo e robusto, 25 al centro della erre, 26 iacta est, 27 tutti, 29 Napoli, 30 al telefono, 31 al centro dell’atto, 32 le estremità del tir, 33 in etnologia non è “sacro”, 35 isole, 37 Brescia, 38 Ascoli Piceno, 39 chiarlo spagnolo, 42 Falchi, 43 aria…antica

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Verticali

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22 luglio A Luigi, Tanti auguri al nostro carissimo editore!!! La redazione

29 settembre A Roxana, anni 17

16 luglio A Barbara, Auguri per il tuo compleanno biondissima!!! La redazione

www.nuove-proposte.com

1 malgrado, 2 raggi, 3 dappertutto, 4 auto, 5 io ero, tu…, 7 nettunio, 8 ego, 9 può essere di pomodori, 10 si mette da parte, 12 Sinead, 15 proiezione, 19 Esercito Italiano, 20 osservare con attenzione, 22 Artificial Intelligence, 24 con le ali, 28 l’anno senza inizio, 30 prima di post, 32 tizia, 34 Sassari, 36 Local Area Network, 37 Bologna, 39 Cagliari, 40 Arezzo, 41 Juan Carlos

23 luglio A Sara, Sghiiii tantissimi auguri!!! Ormai hai 30 anni!!! non si gioca più!!! Germana

28 luglio A Valerio, Tanti auguri nipotino mio! Che tu possa vivere la tua vita in serenità e felicità! Nonno

25 luglio A Ester e Antonio, Auguri per il vostro matrimonio! Tanta, tanta felicità!!! La damigella d’onore NUOVE PROPOSTE LUGLIO-AGOSTO 2010

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OROSCOPO

Ariete

Agosto vi vedrà dinamici e al meglio della vostra forma fisica, complice Marte nel vostro segno. Trascorrerete per cui un’estate sorprendente, con piacevoli momenti di sensualità e svago. Anche Venere sarà con voi, facendovi sentire maggiormente apprezzati dal partner o favorendo nuovi incontri. In ambito familiare saprete valutare scelte con responsabilità.

Periodo di intense emozioni, soprattutto in amore. Marte vi renderà forti e vigorosi, nonché combattivi nel versante lavorativo, dove sono previste interessanti opportunità. Riuscirete finalmente a godere del meritato relax, in particolare a partire dalla prima metà del mese di luglio, quando Venere vi donerà una forma strepitosa.

I vostri interessi punteranno in particolar modo alla carriera, dove avrete a che fare con contraddizioni e gelosie. State attenti a chi non vi conosce e vuole solo sfruttare le vostre potenzialità. In amore vivrete i sentimenti con maggiore serietà, magari riuscendo a scorgere una storia importante da un semplice incontro.

Anche con l’arrivo dell’estate sarete alle prese con tutta una serie di difficoltà lavorative che appesantiranno la vostra routine. Non disperate: a luglio riuscirete a superare gli ostacoli per poi farvi valere e ottenere i meritati riconoscimenti. Agosto sarà poi tutto per voi, con Venere e Marte dalla vostra parte e con piacevoli distrazioni in vista.

Giove e Urano vi rendono inarrestabili, immersi a capofitto in mille attività. Periodo non molto positivo in amore, a parte per i single del segno, che andranno incontro a possibili flirt estivi nel mese di agosto. Prendete le cose con maggiore leggerezza, non pretendendo troppo da voi stessi. Cercate infine di ascoltare sempre i consigli di chi vi circonda.

In amore vi sentirete particolarmente romantici e sarete portati a rivalutare rapporti interrotti in passato. Agli occhi degli altri sprizzerete armonia e benessere interiore. Gli impegni professionali potrebbero far slittare le meritate ferie, ma tenete duro e sarete ripagati. Urano sconvolgerà le vostre certezze, siate pure pronti a lasciarvi stupire...

Sta per arrivare un momento positivo di rinnovamento, in cui avrete finalmente la possibilità di impegnarvi seriamente in ciò in cui credete. Lottate dunque concretamente per la realizzazione dei vostri sogni. Non mancheranno momenti estivi di divertimento e relax, con note di sensualità e passione. Attenti ai colpi di fulmine!

Una valanga di divertimento vi travolgerà in un’estate frizzante. Tante le energie fisiche e tanta la voglia di conoscere persone nuove. Venere non vi lascerà scampo, presentandovi l’amore tanto atteso. Sarete al centro dell’attenzione per amici e parenti: cercate di non deludere le loro aspettative e di rispettare sempre i punti di vista altrui.

Quest’estate sarà per voi indimenticabile, d’altronde le stelle sono dalla vostra parte. Non abbiate per cui paura di lasciarvi andare, soprattutto in amore. Energici e volenterosi, vi troverete ad affrontare ritmi di lavoro intensi per poter soddisfare le vostre aspettative. Tuttavia di non strafate e, di conseguenza, non trascurate gli affetti.

Acquisterete particolare sicurezza in voi stessi. Dopo un periodo di fastidioso malessere, troverete finalmente la forza per credere fermamente nei vostri ideali e realizzare qualche piccolo progetto in cantiere da tempo. In campo affettivo non lasciatevi distrarre dalla gelosia, ma vivete al meglio tutto ciò che una storia vi può offrire.

L’estate è il periodo giusto per dedicarsi con maggiore attenzione ai rapporti affettivi trascurati a causa dei troppi impegni degli ultimi tempi. Vi sentite stanchi e privi di energie e la pausa estiva vi permetterà di ricaricarvi. Ritroverete finalmente quell'equilibrio che tanto cercate, in attesa di poter raccogliere presto i frutti del vostro lavoro.

Toro

Gemelli

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Bilancia

Le vacanze tanto attese vi vedranno energici e in ottima forma. Ricettivi ai tanti stimoli esterni, vi mostrerete disponibili verso gli altri. Periodo particolarmente positivo per i single. È in arrivo tanto divertimento spensierato nel mese di luglio, mentre ci penserà agosto a portarvi con i piedi per terra, con Venere e Marte in opposizione.

NUOVE PROPOSTE LUGLIO-AGOSTO 2010

Scorpione

Sagittario

Capricorno

Acquario

Pesci


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