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LA REDAZIONE INTERVISTA :

A L ES SA N D R O PA L EST R I N I Coordinatore Sinistra Ecologia Libertà Porto Recanati

REDAZIONE: Inizia il percorso fondativo che si concluderà dopo le ele-

zioni regionali. A Porto Recanati siamo di fronte ad una esperienza avanzata. Cosa ci dici in proposito?

ALESSANDRO PALESTRINI: È tipico della politica di sinistra portorecanatese anticipare un po’ i tempi. In effetti anche a livello regionale e provinciale si prende spesso come riferimento l’esperienza di Porto Recanati per valutare determinati fenomeni politici. Mi piace sottolineare che i tentativi di dialogo a sinistra, nella nostra città, sono in atto già da alcuni anni. Proprio grazie a questi tentativi oggi Sinistra Ecologia Libertà è una realtà importante della scena politica portorecanatese. In questo caso l’importanza non deriva dalla percentuale dei voti, sulla quale bisognerà lavorare in futuro, ma dal grado di attività politica che SEL è riuscita a garantire in questi mesi. Da qualche anno, siamo tra i protagonisti del “fare” politico portorecanatese. Numerose iniziative lo dimostrano. Per esempio, siamo stati uno dei primi gruppi politici ad organizzare un’iniziativa pubblica sul rigassificatore nel 2008, oltre al PD. Stiamo pubblicando mensilmente un periodico che riscuote grande successo nei cittadini, che vuole essere uno strumento di approfondimento e di riflessione sui numerosi problemi che affliggono la quotidianità della nostra città. Questo strumento è cresciuto grazie anche al contributo dei numerosi lettori che ogni mese ci chiedono di poter pubblicare un loro pezzo nel giornale e che noi ospitiamo sempre con grande senso di democrazia e ben volentieri. Abbiamo promosso iniziative sulla questione dell’acqua all’Hotel House, grazie alle quali il problema è stato sollevato anche nel Parlamento Europeo con il contributo del Parlamentare Umberto Guidoni. Date queste premesse, non parlerei solo di un’esperienza avanzata ma anche di un’esperienza che continuerà ad avanzare. RED. Da poche settimane sei stato eletto Coordinatore Cittadino di SEL. Come intendi muo-

verti? Quali i rapporti e quali gli obiettivi politici?

A.P: Il primo obbiettivo che mi sono posto è quello di ricucire i rapporti con tutte le forze del centro sinistra locale. La speranza che molti cittadini nutrivano nelle scorse elezioni per una coalizione veramente unita, è stata colpevolmente disattesa e questo ha portato ad una sconfitta storica. L’epoca delle incomprensioni più o meno volute e dei pregiudizi personali deve finire. Oggi quello che conta sono i contenuti condivisi con le forze politiche e con le tutte le realtà associative del paese ovvero quelle realtà che costituiscono il tessuto sociale al quale la politica deve rivolgersi. Non voglio lavorare per una politica autoreferenziale e neanche per una politica che si rivolge solo a chi rappresenta qualcosa o qualcuno. Qualsiasi politico è disposto ad ascoltare le persone ma è molto difficile se non le si lascia parlare? Ecco, la politica oggi deve saper costruire spazi di discussione, abbandonando la propria claustrofobia decisionale e allargando gli orizzonti di confronto anche all’individuo che non rappresenta niente e nessuno, ma che esprime comunque un proprio senso di appartenenza al territorio e una propria coscienza e dignità politica.


Nei prossimi giorni inizierò un giro di consultazioni con i partiti della sinistra tra cui Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Verdi ai quali rivolgerò il mio invito a ritrovare il filo del dialogo e dell’unità a sinistra. Dobbiamo sollecitare noi stessi al cambiamento politico, un cambiamento che va ricercato nel rinnovamento della politica, che a questo punto non può più essere una filastrocca cantata a memoria ma un processo sociale e culturale da avviare urgentemente. Il lavoro, il disagio sociale, l’ambiente devono essere temi da inserire nuovamente nell’agenda politica. La sinistra ha la responsabilità etica e morale di confrontarsi su questi temi. Le risse del passato devono lasciare il posto al dialogo del futuro. Voglio lavorare per una sinistra che sia la casa dei diritti, che sappia accendere le luci sugli angoli del dolore sociale, che parli agli invisibili e alla gente smarrita. Voglio lavorare per la libertà, non quella che hanno sequestrato i potenti per fare ciò che credono, ma la libertà dalla paura, dalla precarietà della vita, dal pregiudizio e dalla miseria umana. Non serve una sinistra che è il museo del passato glorioso ma una sinistra capace di cogliere le trasformazioni della società. Chiederò, inoltre un incontro con tutte le altre forze politiche del centrosinistra con le quali vorrei verificare se ci sono le condizioni per iniziare a costruire una vera alternativa di governo all’amministrazione Ubaldi sin da ora.

RED.: Sul terreno programmatico, quali sono le priorità? A.P.: Direi Ambiente e Territorio, Lavoro e Integrazione. Oggi a Porto Recanati la prima battaglia da affrontare è quella del rigassificatore. Un’opera miope, utile solo alle tasche della Gaz de France alla quale non interessa né la difesa dell’ambiente né quella del territorio. La scelta che l’amministrazione Ubaldi sta facendo danneggerà il futuro economico e ambientale di Porto Recanati. La cosa incredibile è che in altre realtà dove sono proposti interventi così vasti, i primi ad opporsi sono proprio gli amministratori locali che tentano di difendere il proprio territorio. Nel nostro caso assistiamo ad un totale asservimento della maggioranza locale ai voleri dei potenti, nonostante sia inconfutabile che l’opera pensata è inutile dal punto di vista energetico, dato che già oggi l’Italia produce un’eccedenza di gas pari al 15%, ma soprattutto dal punto di vista ambientale/economico. Si pensi, per esempio, a come questa grande ferita in mezzo al mare, possa danneggiare lo sviluppo turistico locale e mettere a repentaglio tutta l’economia cittadina. D’altro canto, il rigassificatore è solo uno dei tanti colpi inferti al territorio. Anni e anni di speculazione edilizia hanno squarciato un paese che ora sta scoppiando, ingabbiato com’è nelle migliaia e migliaia di metri cubi costruiti senza logica amministrativa. Quando si parla di ambiente dovremmo iniziare a parlare di energie alternative, di risparmio energetico, di difesa e valorizzazione della costa. Quando si parla di territorio dovremmo pensare al rispetto verso un bene sul quale qualsiasi decisione è irreversibile. Bisognerebbe sviluppare il territorio assecondandone le connotazioni naturali e non forzandolo con soluzioni devastanti, occorre fare propria l’idea di uno sviluppo del territorio eco-compatibile. L’altro fronte aperto è quello del lavoro. Il diritto al lavoro come diritto alla dignità umana.


Dal 1 Gennaio al 15 gennaio 2010 ci sono stati 41 morti sul lavoro. Di quanti ne abbiamo sentito parlare sui tg nazionali? Però sentiamo parlare Brunetta che propone una legge che imporrebbe ai diciottenni bamboccioni di andarsene da casa. Gli stessi bamboccioni precari ai quali è stato cancellato il diritto al futuro per sempre, grazia alla legge 30 del 2003 che è stata condannata anche dall’ONU. Infine, l’integrazione umana. Ritrovare nei mille viaggi della speranza il volto umano delle persone che scappano dalla miseria, dai conflitti e dalla morte. Einstein disse: “L’unica razza che conosco è quella umana”. Dovremmo fare proprio questo pensiero. L’Italia tradizionalmente è un paese di emigranti, per questo è assolutamente impreparata a gestire il fenomeno inverso. Purtroppo la classe politica che ci governa tende a decifrarlo non come un diritto ma come un crimine, infatti è stato introdotto il reato di clandestinità. Se aggiungiamo il fatto che l’extracomunitario ci viene raffigurato come colui che violenta, ruba il lavoro e organizza attentati terroristici, sono presto spiegati fenomeni come Rosarno. RED.: Dopo i fatti di Rosarno, anche a Porto Recanati i cittadini si interrogano in merito alla

grande presenza di stranieri. Sinistra Ecologia Libertà cosa propone in merito?

A.P: Innanzitutto, vorrei sottolineare la grande confusione mediatica che è stata appositamente diffusa sul caso Rosarno. Una forza di sinistra deve saper affrontare il tema in modo complessivo. Rosarno è un esempio che ci ha fatto capire come l’immigrazione si scontra con la mafia, la sua violenza e il lavoro. Dunque, anche in questo caso il problema alla base del fenomeno è il lavoro, in particolare quello nero. Il sistema agricolo di raccolta della frutta e degli ortaggi è un sistema disumano e incivile. Spesso chi lavora in quel sistema è un clandestino e pertanto pagato in nero da qualcuno che però non è straniero ma italiano. Il secondo punto sul quale riflettere è lo stato di clandestinità difeso dalle mafie per i propri tornaconti. Perché chi conosceva questo sistema non lo ha denunciato o combattuto? Dov’è lo Stato? Ha deciso di criminalizzare il clandestino ma non riesce a criminalizzare chi si macchia di reati mafiosi. Per quanto riguarda la scena locale possiamo evidentemente affermare che Porto Recanati è un paese fortemente interessato da fenomeni migratori, ormai da decenni. Non credo che la situazione possa precipitare come a Rosarno perché, per il momento, la nostra zona non è interessata da fenomeni mafiosi come in Calabria. Comunque ci sono state situazioni in cui si è temuto il peggio, penso per esempio, alla esasperazione che intere famiglie che abitano l’Hotel House hanno vissuto nei giorni in cui si sono ritrovati senza acqua. Una situazione che avrebbe incattivito qualsiasi essere umano, ma che invece ci ha fatto scoprire un lato assolutamente civile e responsabile dei migranti, i quali hanno dimostrato un vero e proprio sentimento di rispetto e attaccamento alla nostra terra, protestando in maniera pacifica e civile. Credo che a chi vive nel nostro paese occorre garantire tutti i diritti e chiedere il rispetto dei doveri, ma solo sulla base dell’uguaglianza sarà possibile costruire una vera convivenza. Da questo punto di vista sia in Italia che a Porto Recanati c’è ancora molto da fare.


S A B AT O 6 F E B B R A I O A L L E O R E 17, 0 0 ALLA PALESTRA DIAZ CORSO MATTEOTTI PORTO RECANATI

Manifestazione pubblica

contro il rigassificatore della Gaz de France

Vogliono istallare davanti alla nostra costa una nave enorme lunga quanto tre campi di calcio, alta 12 piani piena di gas liquido. “ E’ un impianto a rischio di incidente rilevante” (come da classificazione direttiva Seveso)

Hanno garantito la loro partecipazione: AQUAROLI FRANCESCO Consigliere provinciale SEL ALTOMENI MICHELE Consigliere regionale PRC DI GIACOMO CARMINE Sindaco di Camerano FELICIOTTI PETRO Comitato rigassificatore NO grazie GIRI GIOVANNI Gruppo consiliare Uniti per Porto Recanati MONTALI MASSIMO Coordinamento SEL Porto Recanati PALESTRINI ALESSANDRO Coordinamento regionale SEL PIERONI MORENO Sindaco di Loreto QUARCHIONI LUIGI Legambiente Marche REBOLI CARLO Presidente quartiere Montarice RICCETTI LORENZO Capo gruppo consiliare Uniti per Porto Recanati SIMONETTI MATTEO Giornalista, Scrittore

PARTECIPA:

On. PAOLO CENTO

Già portavoce dei Verdi, del Coordinamento Nazionale di Sinistra Ecologia e Libertà

Hanno inoltre garantito la loro partecipazione:

Città verde di Civitanova Tuono verde Civitanova Città prestata Porto Potenza Picena Lega ambiente Marche e Provincia di MC Organizza “Sinistra Ecologia Libertà Porto Recanati”


LA REDAZIONE INTERVISTA: ALESSANDRO PALESTRINI