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PAESAGGIO2OOO dalla natura alla città

EDIZIONI ARTE SGARRO


Comune di Monselice Assessorato alla Cultura

PAESAGGIO2OOO - dalla natura alla cittĂ  COMPLESSO MONUMENTALE SAN PAOLO - Piazza Mazzini - Monselice (PD) 03 OTTOBRE 2008 - 16 OTTOBRE 2008 Organizzazione Comune di Monselice - Assessorato alla Cultura in collaborazione con Arte Sgarro - Lonigo (VI) Coordinamento Alberto Sgarro Matteo Vanzan Progetti grafici Matteo Vanzan Videoimpaginazione Arte Sgarro - Lonigo (VI) Editore Arte Sgarro Edizioni

per informazioni maggiori sulle opere in catalogo: ARTE SGARRO - Via Scortegagna, 14 36045 Lonigo - VI Tel/Fax 0444 439537 artesgarro@gmail.com www.artesgarro.com


PAESAGGIO2OOO Dal sentimento della natura al «sentire» dell’uomo: il paesaggio contemporaneo tra natura e città a cura di Federica Stevanin


Dal sentimento della natura al «sentire» dell’uomo: il genere del paesaggio è stato affrontato dagli artisti nelle epoche più diverse ed interpretato o come registrazione di una veduta di un luogo nei suoi aspetti caratteristici o come possibilità di manifestazione di un tracciato interiore. Le modificazioni prodotte nel paesaggio riflettono inevitabilmente i cambiamenti avvenuti nella vita dell’uomo: dalle visioni dei Romantici, passando per le opere degli Impressionisti fino alle ricerche contemporanee, il tema del paesaggio non ha mai smesso di raccontare il dialogo uomo-natura in virtù della particolare relazione che lega ANDREA GIORDANO (a cura di), Paesaggio con figure, Padova, Cortina, 2003. 1

da sempre l’individuo al territorio abitato1. L’epoca attuale ci vede testimoni degli effetti causati da una globalizzazione che ha portato all’ampliarsi, fino al collasso, delle megalopoli ed alla creazione di nuovi spazi urbani senza memoria né storica né

Il termine «non luogo» è stato coniato dall’antropologo e sociologo Marc Augé per indicare sia le infrastrutture per il trasporto veloce (autostrade, stazioni, aeroporti) sia i mezzi stessi di trasporto ma anche gli alberghi, i centri commerciali, i parchi divertimento ed i supermercati, tutti luoghi caratterizzati dal fatto di essere né identitari, né storici, né relazionali ma simboli della cultura postmoderna dell’effimero e del divertimento. Si veda: MARC AUGÉ, Nonluoghi. Introduzione a una antropologia della surmodernità, Milano, Eleuthera Editrice, 2005 e MARCO TORRES, Luoghi magnetici. Spazi pubblici nella città moderna e contemporanea, Milano, Franco Angeli, 2000, p. 17. 2

sociale: i cosiddetti «non luoghi»2, tra i quali i centri commerciali ed i parchi divertimento, sorti come risposta alle esigenze commerciali e di svago della società di massa. In un mondo in una fase di progressiva urbanizzazione è ancora possibile per l’uomo instaurare una relazione col paesaggio e sintetizzarla in un’immagine? All’entrata nel nuovo millennio i confini tra città e natura si sono fatti sempre più labili. L’ambiente conosciuto e vissuto dall’uomo contemporaneo è artificiale: ha le dimensioni dei grattacieli e l’estensione degli agglomerati urbani, dato che le logiche del profitto a tutti i costi strappano sempre più terreni alla campagna delle periferie urbane per


convertirle all’edilizia civile ed industriale. Il territorio è ormai esperito in modo funzionale ai bisogni dell’economia e della collettività, nel suo insieme di strade di scorrimento e di linee ferroviarie ad alta velocità sulle quali circolano individui, merci, immagini, suoni e simboli3. Anche la tecnologia4 ha contribuito a trasformare la nostra percezione dello spazio imponendole la velocità accelerata dei moderni strumenti di comunicazione: la conoscenza del paesaggio trascende ormai la dimensione dell’esperienza fisica per trasformarsi piuttosto in una rete di connessioni tra un mittente ed un destinatario, che fluisce lungo i cavi della linea telefonica e dell’elettricità. In bilico tra la sua preservazione in quanto bene culturale ed il pericolo di una sua fagocitazione nell’intrico dell’ambiente metropolitano, l’immagine del paesaggio appare oggi ricca di contraddizioni, capaci di stimolare le interessanti riflessioni all’origine del percorso espositivo di Paesaggio 2000. Gli artisti presenti in mostra danno vita, ciascuno secondo il proprio personale linguaggio, ad una panoramica aggiornata del sentire contemporaneo sul tema del paesaggio, vissuto inevitabilmente tra natura e città. Sul versante della natura la ricerca di numerosi artisti trasfigura l’esperienza del paesaggio in un incontro con il colore e con il sentimento: il rapporto con l’ambiente emerge come bisogno biologico di dialogare con la natura, percepita come microcosmo ribollente e dai mutevoli volti, della quale è possibile ricostruire

I3 M.TORRES, Luoghi magnetici. Spazi pubblici nella città moderna e contemporanea...cit., pp. 14-18 e M. TORRES, Geografie della città. Teorie e metodologie degli studi urbani dal 1820 ad oggi, Venezia, Cafoscarina, 1996, pp. 329-42 e pp. 365-81. 3

Da ricordare le tesi del sociologo McLuhan si veda MARSHALL MCLUHAN, Gli strumenti del comunicare, Milano, Il Saggiatore, 1967 e quelle del critico Barilli che si ricollega al pensiero del sociologo americano si veda RENATO BARILLI, L’alba del contemporaneo, Milano, Feltrinelli, 1996 e R. BARILLI, Informale, Oggetto e Comportamento, Milano, Feltrinelli, 1979. 4


un’immagine filtrandola attraverso il ricordo e la memoria. Gli elementi del contesto naturale divengono tracce funzionali alla trascrizione di un paesaggio interiorizzato che segue solamente le leggi dettate dal volere del suo creatore. Altri artisti in mostra, invece, documentano un interesse nei confronti dell’ambiente artificiale della città: la natura è già ghermita dalle forze dirompenti della modernità e dell’evoluzione tecnologica poiché l’incalzare del progresso sacrifica, per realizzarsi, sempre più vaste zone di natura. Da questo scontro tra il naturale e l’artificiale l’immagine del paesaggio che ne risulta diventa frammentata, per cogliere la caratteristica principale della civiltà contemporanea: il ritmo frenetico della metropoli, governato dal continuo avvicendarsi di stili e tendenze imposto dal mondo del consumo veloce delle immagini della moda e della pubblicità. Ecco quindi che il paesaggio urbano si mostra dominato da architetture monumentali indagate nei minimi dettagli: nitidi e spietati reportage di edilizia urbana, nei quali l’appeal del soggetto è garantito dal colore. Tra gli artisti che si relazionano con l’aspetto artificiale del paesaggio contemporaneo meritano una particolare attenzione gli esponenti della Street Art italiana, tra i più impegnati nel recupero di un dialogo con lo scenario Per una panoramica sulla Street Art: ALESSANDRO RIVA, DAVIDE ATOMO TINELLI (a cura di), Stret Art Sweet Art. Dalla cultura hip hop alla generazione «pop up», catalogo della mostra, Milano, Skira, 2007.

urbano5: nel descriverlo e nell’interpretarlo gli artisti Street han-

5

no ripreso proprio le immagini ed i soggetti caratteristici del vivere quotidiano nella metropoli. Nasce quindi un’estetica che si nutre di tutto quello che trova nella strada e che trova proprio


nelle vie e sui muri della città la propria vetrina. Se all’origine di questa ricerca stava il gesto di apporre una tag con una bomboletta spray su una superficie d’arredo urbano situata in una posizione di massima visibilità, ora questa nuova generazione di artisti ha realizzato il passaggio dall’intervento clandestino in spazi pubblici all’atto performativo sulla tela di grande formato. Si tratta di opere che nascono da un gesto artistico che vuole raccontare la concezione moderna del paesaggio altamente artificiale della città ed imbevuto nella realtà stessa della metropoli: lavori nei quali si fondono astrattismo, lettering e cultura hip hop e che si avvalgono dell’utilizzo dei media più diversi come bombolette spray, stickers, mascherine ed anche pittura su tela; una comunicazione che si fa non solo artistica ma diffusa perché dilaga nelle strade di tutto il mondo per incontrare l’occhio del passante. Sia che si affronti il polo della natura che quello della città le opere in mostra testimoniano la necessità avvertita dall’artista contemporaneo di relazionarsi con l’ambiente che quotidianamente lo circonda e di raccontarlo, invitando a riflettere sugli effetti delle modificazioni che i processi di modernizzazione tecnologica provocano sia al territorio stesso, sia alla percezione individuale del paesaggio.


ASVERI CANE CANO CAROTTI CAVALLI FIORESI FONTANA FRANCHI FRANGI GALIMBERTI GUAITAMACCHI LED LEO LINARDI MINELLI OSSOLA PEDRETTI PETRUS PHO MARTINI PIGNATELLI PUSOLE RAPETTI VALENTE VELASCO VERBO WANY


didascalie delle opere


Pag. 16

GIANFRANCO ASVERI, “Dalla finestra”, 1985, Olio e polvere di marmo su tela, cm. 100x100

Pag. 17

GIANFRANCO ASVERI, “Paesaggio”, 1985, Olio e polvere di marmo su tela, cm. 100x100

Pag. 18

CARLO CANE, “Cupole di Shel Mandala”, acrilico su tela, cm 110x70

Pag. 19

CARLO CANE, “Tower Boston”, acrilico su tela, cm 80x120

Pag. 20

FABRIZIO CAROTTI, “Interazione con animali”, 2008, Stampa fotografica su alluminio, cm. 100x70

Pag. 21

FABRIZIO CAROTTI, “La lanterna”, 2008, Stampa fotografica su alluminio, cm. 70x100

Pag. 22

ROBERTO CAVALLI, “Regarde moi ca #vl18”, 2008, Stampa su carta fotografica, cm. 120x75

pag. 23

ROBERTO CAVALLI, “Regarde moi ca #vl16”, 2008, Stampa su carta fotografica, cm. 75x50

Pag. 24

STEFANO FIORESI, “Nyc-Building”, 2008, Smalto su tela emulsionata, cm. 100x150

Pag. 25

STEFANO FIORESI, “Nye-The Lion King”, Smalto su tela, cm 100x120

Pag. 26

PAOLO FIORENTINO, “Paesaggio urbano”, 2004, Olio su tela, cm. 50x50

Pag. 27

FRANCO FONTANA, “People”, 1999, Stampa lambda su alluminio, cm. 70x100

Pag. 28

MASSIMO FRANCHI, “Senza titolo”, Acrilico su tela, cm 120x40

Pag. 29

MASSIMO FRANCHI, “Senza titolo”, acrilico su tela, cm 150x40

Pag. 30

GIOVANNI FRANGI, “Di notte a Procida”, 2003, Olio su tela, cm. 40x50

Pag. 31

GIOVANNI FRANGI, “Nobu” , 2004, Olio su carta intelata, cm. 59x81

Pag. 32

GIANFRANCO GENTILE, “Shadow Box#2”, 2005, Pastelli su cartone ondulato, cm. 115x40x13

Pag. 33

GIANFRANCO GENTILE, “Verso ...”, 2003, Pastelli su cartone ondulato, cm. 74x112

Pag. 34

LEONARDO GRECO, “Never let mego”, 2005, Olio su tela, cm. 80x80

Pag. 35

JONATAN GUAITAMACCHI, “Città”, 2001, Olio e acrilico su tela, cm. 60x80

Pag. 36

JONATAN GUAITAMACCHI, “Senza titolo”, 2004, Tecnica mista su carta intelata, cm. 60x80

Pag. 37

KAYONE, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 100x100

Pag. 38

KAYONE, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 70x100


pag. 49

LEO, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 100x120

Pag. 40

GIUSEPPE LINARDI, “Senza titolo, acrilico su tela, cm 150x130

Pag. 41

GIUSEPPE LINARDI, “Senza titolo”, acrilico su tela, cm 150x150

Pag. 42

MINELLI, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 100x100

Pag. 43

MINELLI, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 100x100

Pag. 44

MARCO NERI, “Paesaggio”, 2001, Olio su tela, cm. 30x40

Pag. 45

RAFFAELLO OSSOLA, “Lo scorrere del tempo”, acrilico su tela, cm 120x130

Pag. 46

RAFFAELLO OSSOLA, “Discesa verso la luce”, acrilico su tela, cm 130x110

Pag. 47

MARCO PETRUS, “Città d’Italia”, 2006, Olio su tela, cm. 80x120

Pag. 48

MARCO PETRUS, “Udine”, 2003, Olio su tela, cm. 60x80

Pag. 49

PHO, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su legno, cm 80x100

Pag. 50

PHO, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su legno, cm 80x90

Pag. 51

LUCA PIGNATELLI, “Aereo e montagne”, 2005, Olio e Tecnica mista su tela ferroviaria, cm. 80x60

Pag. 52

LUCA PIGNATELLI, “Aerei e montagne”, 2005, Olio e Tecnica mista su tela ferroviaria, cm. 110x110

Pag. 53

PIER LUIGI PUSOLE, “Paesaggio”, 1989, Olio e acrilico su tela, cm. 50x70

Pag. 54

BERNARDO SICILIANO, “New York”, 2006, Olio su tela, cm. 70x48

pag. 55

BERNARDO SICILIANO, “Lungo Tevere”, 2003, Olio su tela, cm. 40x56

Pag. 56

POGLIAGHI, “Senza titolo”, 2007, Smalto e tecnica mista su tela, cm 100x100

Pag. 57

POGLIAGHI, “Senza titolo”, 2007, Smalto e tecnica mista su tela, cm 100x100

Pag. 58

PAOLO VALENTE, “Paesaggio”, 2001, Olio e Tecnica mista su tela, cm. 80x140

Pag. 59

VELASCO, “10-10-2005”, 2005, Olio su tela, cm. 100x100

Pag. 60

WANY, “Senza titolo”, smalto e tecnica mista su tela, cm 100x70


CATALOGO DELLA MOSTRA ”PAESAGGIO2OOO” realizzato nel mese di Ottobre 2008


Paesaggio 2000