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VIAGGI NEL MONDO DELLA MUTUALITÀ

PERIODICO DELLA SOCIETÀ NAZIONALE DI MUTUO SOCCORSO CESARE POZZO

ANNO XLI (241) N. 5 - DICEMBRE

STRUTTURE SANITARIE CONVENZIONATE Come fare la presa in carico on-line CESAREPOZZO: MUTUALITÀ E PREVENZIONE A favore dei cittadini e delle donne

40 ANNI DEL GIORNALE IL TRENO Storia, valori e identità collettiva FONDAZIONE CESARE POZZO PER LA MUTUALITÀ Il 5x1000 per valorizzare la cultura del mutuo soccorso


le nostre sedi ☎ telefono ☎ telefono FS  orari

di apertura al pubblico

SEDE NAZIONALE

20124 MILANO Via S. Gregorio, 48 0266726.1 Fax 0266726313  da lunedì a giovedì 9-13/13.30-17 venerdì 9-13/13.30-15

www.mutuacesarepozzo.org

ABRUZZO

65124 PESCARA Via Grotta del Cavallone, 11 0854212152 Fax 0854226442  lunedì e giovedì 14-17.30 martedì e mercoledì 9-13 venerdì 9-12.30

66034 LANCIANO (CH) Viale Cappuccini, 32/B c/o CNA 3280925092  giovedì 16.30-18.30

67039 SULMONA (AQ) Via Alessandro Volta, 2b c/o Dlf 086431191 Fax 086431191 970834367  giovedì 16-18

☎ ☎

66054 VASTO (CH) Via Bengasi c/o CNA 087369000 330919330 Fax 0873370357  giovedì 16.30-18.30

☎ ☎

BASILICATA

85100 POTENZA Viale Unicef c/o Centro Comm. Galassia 097158791 Fax 097158914  lunedì 9-13/14-17 martedì 14-17 giovedì e venerdì 9-13/13.30-14

75100 MATERA Via Nazionale c/o Stazione Fal Villalongo  martedì e giovedì 9-11

CALABRIA

89127 REGGIO CALABRIA Via Caprera, 8 0965331960 Fax 0965814305  lunedì, martedì e giovedì 9-12/14-17 mercoledì 14-17 venerdì 9-12

88100 CATANZARO Via Monsignor Armando Fares, 83  mercoledì 9.30-12 87100 COSENZA Via Giacomo Mancini, 343 098432925 3409169938 Fax 0266726568  martedì, mercoledì e venerdì 9.30-12

☎ ☎

CAMPANIA

80142 NAPOLI Via Enrico Cosenz, 13 081261568 Fax 081289535  da lunedì a venerdì 9-13 lunedì e mercoledì 13.30-17

82100 BENEVENTO Via Mariano Russo, 26 082450398  martedì e venerdì 9-13

81100 CASERTA Via Verdi, 23 c/o Dlf 0823356646 3349699669  mercoledì 9-11

☎ ☎

80057 SANT’ANTONIO ABATE (NA) Zona Stabiese Via Stabia, 170 3351398209  martedì 16-18 venerdì 10-12

84123 SALERNO Via Giovanni Santoro, 12 e Fax 089250740  lunedì 16-18 giovedì 11-13

EMILIA ROMAGNA

40121 BOLOGNA Via Boldrini, 18/2 0516390850 Fax 0516393659  lunedì 9-13/14-16 da martedì a venerdì 9-12

29100 PIACENZA Via Musso, 5 c/o la Casa delle Associazioni 0516390850  1° e 3° martedì di ogni mese 10-11.30

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42100 REGGIO EMILIA Piazzale Europa, 1 Stazione autocorriere sala attesa S.E.T.A. fronte Stazione di Reggio Emilia 0516390850  3° martedì di ogni mese solo su appuntamento

47900 RIMINI Via Roma, 70 0541703400  martedì 9.30-12 giovedì 15.30-17.30

FRIULI VENEZIA GIULIA

34133 TRIESTE Via Giustiniano, 8 040367811 Fax 0403726001  lunedì 15-18.30 martedì, mercoledì e venerdì 9-12.30 giovedì 15-18.30

33052 CERVIGNANO DEL FRIULI (UD) Stazione di Cervignano Aquileia Grado c/o sede Fast ConfsalCesarePozzo primo binario direzione Venezia Per appuntamenti: 3386037553  2° e 4° sabato del mese 10-12

34074 MONFALCONE Via Re Teodorico, 1 c/o Dlf 3450824594  lunedì 11-12 giovedì 17-18

33170 PORDENONE Via San Francesco, 1/c c/o l’Isola di Itaca 040367811 Fax 0403726001  1° e 3° lunedì di ogni mese 15-17

Viale Grigoletti, 72/E c/o Consorzio Coop. Sociale Leonardo 0434378725  2° e 4° lunedì di ogni mese 14.30-16.30

33100 UDINE Viale XXIII Marzo, 26 c/o Dlf 0432522131 (chiedere dell’interno 207)  lunedì 15-17 mercoledì e venerdì 10-12

LAZIO

00184 ROMA Via Cavour, 47 0647886742 064815887 Fax 0647886743  da lunedì a giovedì 9-13/13.30-17 Vedi gli orari provvisori riportati alla pag. 21

☎ ☎

03043 CASSINO (FR) c/o Dopolavoro ferroviario (adiacente alla stazione ferroviaria)  2° e 4° giovedì di ogni mese 10-12 00053 CIVITAVECCHIA Viale Baccelli, 204 c/o Dlf 0766506442  2° mercoledì e 3° martedì di ogni mese 15-17 Vedi gli orari provvisori riportati a pag. 22

03100 FROSINONE (FR) Via Fontana Del Melo, snc c/o Azienda Cotral 3397128891  su appuntamento

00189 GROTTAROSSA (RM) c/o rimessa ATAC Grottarossa 3382451593  mercoledì 9-12

03039 SORA (FR) c/o Azienda Cotral 3316128880  su appuntamento

01100 VITERBO Via Trento, 1 c/o Dlf 0761342750  martedì e venerdì 9.30-11.30

LIGURIA

16122 GENOVA Via E. De Amicis, 6/2 0105702787 Fax 0105452134  lunedì, mercoledì e venerdì 9-12.30 martedì e giovedì 14-17

17031 ALBENGA Stazione Fs - c/o Dlf 0182541996 821361  giovedì 16-18

☎ ☎

19100 LA SPEZIA Via F.lli Rosselli, 8 c/o Sms Unione Fraterna 0187778481  martedì 16.30-18

17100 SAVONA Piazza delle Nazioni, 7/R 019807865  martedì 16.30-18.30 venerdì 10-12

16043 SESTRI LEVANTE Via Eraldo Fico, 55 c/o Punto incontro Coop 018543206  mercoledì 9.30-11.30

18039 VENTIMIGLIA Piazza Cesare Battisti, 23 c/o Dlf 3450849106  mercoledì 9.30-11.30

LOMBARDIA

20127 MILANO Via Venini, 1 0266726410 Fax 0266726414  lunedì, martedì e giovedì 9-12.30/13.30-17 mercoledì 9-12.30 venerdì 9-12.30/13.30-15

24126 BERGAMO Piazza Marconi, 12 stazione Fs c/o Dlf 0266726410 Fax 0266726414  lunedì 15-17

25122 BRESCIA Via Solferino, 6/D 0266726419 Fax 0299371059  lunedì e mercoledì 10-12.30/13-15

22100 COMO Via Carloni c/o Staz. Borghi F.N.M. 3468837420  lunedì e mercoledì 15-17

26100 CREMONA Via Della Vecchia Dogana, 4 c/o Anmic 0372450681 Fax 0372800364  martedì e giovedì 10-12

21013 GALLARATE Via Beccaria, 3 c/o Dlf 0331771627 841328428  giovedì 15.30-17.30

☎ ☎

27100 PAVIA (PV) Piazzale della Stazione c/o la stazione FS adiacente a Metropark 0266726410 fax 0266726414  lunedì 10-12

23100 SONDRIO Via Lavizzari, 4 c/o Soc. Operaja Sondrio 3477123733 Fax 0266726414  lunedì 16-18


Pe r iod ico del ion ale utu di m c o so cor

VIAGGI NEL MONDO DELLA MUTUALITÀ

Siamo pronti per fare “rete” di Armando Messineo

Equità e solidarietà dei fondi sanitari integrativi

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di Placido Putzolu

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pagina VERSO LA MU TUA DEL FUTURO

Cesare Pozzo

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Strutture sanitarie convenzionate Come fare la presa in carico on-line a cura dell’Ufficio Comunicazione CesarePozzo pagina

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CesarePozzoXte: scopri l’area riservata di CesarePozzo!

MUTUA E

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L’area web personale che la Mutua sanitaria Cesare Pozzo offre ai suoi associati consente l’accesso a numerosi servizi utili per snellire le procedure e usufruire di tutti i vantaggi previsti dal piano sanitario integrativo comodamente da casa. Dalla consultazione delle pratiche alla modifica in tempo

dei dati anagrafici e delle coordinate bancarie fino alla Prevenire il tumore reale del colon retto prenotazione online di una prestazione sanitaria in forma

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di Antonino Zumbo

N I T À

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Servizi web

diretta e alla compilazione di una richiesta di rimborso vera e propria... tutto è a portata di click! L’area web personale CesarePozzoXte è disponibile da qualsiasi PC in modalità desktop tramite l’indirizzo https://secure.cesarepozzoperte.it. A tutela degli utenti, la piattaforma è protetta dal certificato di sicurezza SSL. Ogni assistito riceve username e password per poter accedere alla piattaforma: le credenziali di accesso univoche sono personali e gestite in toto dall’utente. L’applicazione web è conforme alla normativa nazionale vigente in materia di protezione dei dati personali ai sensi del Regolamento UE 2016/679 (d.l. GDPR). Nell’immagine sottostante è possibile notare la facilità di gestione della Home Page di CesarePozzoXte. L’area web è inoltre personalizzabile nei loghi, nei colori e in particolare nei servizi offerti dal menu.

Una canoa per la salute delle donne di Mirella Fava pagina

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R A C E E E R C R S I

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dicembre duemiladiciannove

I significati della mutualità a cura dell’Ufficio Comunicazione CesarePozzo pagina

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Valorizzare la cultura del mutuo soccorso Storia, valori e identità di Mario Giaccone pagina

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Mogol: il mutuo soccorso conviene a tutti di Alessio Arpaia pagina

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di Stefano Maggi pagina

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La Bacheca pagina

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CasaMutua di Sara Pigliapoco pagina

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T C P O

R A C E E E R C R S I

Siamo pronti per fare “rete” di Armando Messineo

U na delle più interessanti indicazioni che sono emerse dal convegno “I significati della mutualità”, organizzato a Bologna a fine ottobre scorso dalla Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, del quale diamo un’ampia informazione in questo giornale, riguarda l’importanza della costruzione in Italia di una rete per un nuovo welfare inclusivo e solidale, in grado di ridare un significato concreto al termine mutualità, quale strumento per rispondere ai bisogni di chi è in difficoltà. Tale visione della mutualità, scaturita dal contributo di esperti e docenti di varie università e discipline intervenute al convegno di Bologna, non trova impreparata la nostra Società di mutuo soccorso. Sono già alcuni anni che la CesarePozzo ha iniziato a dare risposte concrete in materia di costruzione di una “rete, mettendo insieme attori diversi per un welfare sempre più integrativo e territoriale”. Nel 2017 abbiamo proposto e affrontato all’assemblea nazionale di Bari il tema “Andare oltre, insieme agli altri”. Condivisa, però, tale prospettiva, bisognava sapere cosa e come fare, quali percorsi intraprendere e insieme a chi percorrere questo cammino. La risposta a tali quesiti è stata data nella mia relazione tenuta all’assemblea nazionale del 2018 nella quale ho sostenuto la creazione di “Una rete di mutualità e no profit per costruire il welfare del futuro”. Ed è proprio in questa direzione che stiamo andando avanti con diverse iniziative che vedono la CesarePozzo “ancora di più protagonista sociale per combattere le carenze e i ritardi del welfare pubblico, le ingiustizie e le diseguaglianze sociali e sanitarie… e per offrire sostegno a chi non ce la fa da solo”. Prosegue, altresì, il nostro impegno per l’innovazione tecnologica che rappresenta la base principale per la crescita, la competitività, l’efficienza organizzativa e produttiva della CesarePozzo e per la soddisfazione dei bisogni dei soci. L’innovazione è stata, in quest’ultimi anni, un nostro cavallo di battaglia vincente e ne abbiamo ricevuto importanti benefici. L’area web riservata ai soci, denominata CesarepozzoXte, ne è l’esempio più importante che ci consente di fornire servizi in modo diretto, facile e veloce; ed è proprio al riguardo che presentiamo in questo numero de Il Treno l’ultima iniziativa e cioè come i soci possono fare la presa in carico on-line per le oltre 3mila strutture sanitarie convenzionate con la CesarePozzo. Il “nastro rosa” raffigurato in copertina ricorda, invece, l’impegno della CesarePozzo, ed in particolare del suo Coordinamento Donne, nella lotta contro il tumore al seno. Il nostro contributo all’acquisto nelle Marche di un nuovo “Dragon boat” per la riabilitazione oncologica delle donne operate al seno ne è una prova che raccontiamo a pagina 11. Pubblichiamo inoltre l’intervista ad un nostro illustre socio e cioè Giulio Rapetti, il famoso Mogol, autore di canzoni e attualmente presidente della SIAE, il quale racconta come la CesarePozzo si è guadagnata la sua stima e la sua fiducia e come ha contribuito a sviluppare la collaborazione nata nel 2016 fra il nostro Sodalizio e la stessa SIAE. Con la pubblicazione di un articolo del sociologo Mario Giaccone sulla “Storia, valori ed identità” de Il Treno chiudiamo la celebrazione del 40° anniversario del nostro giornale sociale che oggi è sempre più impegnato a “reagire alla crisi della carta stampata per tornare ad essere il luogo di costruzione dell’identità collettiva della CesarePozzo nel suo continuo confronto con le trasformazioni sociali sempre più veloci”. Infine, colgo l’occasione per manifestare la mia preoccupazione per il clima di odio che sta caratterizzando il vivere civile del nostro Paese: un motivo in più per impegnarci personalmente nella divulgazione e affermazione, in tutte le nostre attività e con tutti i nostri interlocutori, dei valori che come CesarePozzo portiamo avanti da oltre 142 anni: il mutuo soccorso e la solidarietà umana. Il mio augurio e quello del Consiglio di amministrazione, ai soci e ai loro familiari, è che nel prossimo anno si possa invertire questa inquietante tendenza e vivere tutti insieme, invece, in un clima di fraternità, un sereno anno 2020.

VIAGGI NEL MONDO D E L L A M U T UA L I TÀ

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Periodico della Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo aderente alla Fimiv (Federazione italiana mutualità integrativa volontaria) e alla Lega nazionale cooperative e mutue

Giornale fondato da Giuseppe De Lorenzo Direzione Redazione Amministrazione 20124 Milano Via San Gregorio, 48 Tel. 02/66726.1 Fax 02/66726313 email: iltreno@mutuacesarepozzo.it

Registrazione del Tribunale di Milano al n. 159 del 13 aprile 1979 Direttore editoriale Armando Messineo Direttore responsabile Leonardo Cordone

Segretaria di redazione Mara Albertini Impaginazione Impression s.r.l. Concorezzo (MB)

Stampa Ciscra S.p.A. Via Belvedere, 42 Arcore (MB)


T C P O

R A C E E E R C R S I

Equità e solidarietà dei fondi sanitari integrativi di Placido Putzolu, presidente della Mutualità Italiana Fimiv

L a sanità integrativa è diventata una componente importante e diffusa della spesa sanitaria, soprattutto nella contrattazione del lavoro, dove coinvolge milioni di lavoratori dipendenti. La recente bozza del "Patto per la salute", predisposta dal Ministero, prevede una revisione della disciplina sui fondi sanitari integrativi, al fine di incrementare l’erogazione di prestazioni integrative rispetto al Ssn e la relativa quota di risorse vincolate. I Fondi sanitari integrativi sono uno strumento importante di sostegno alla spesa sanitaria privata, in grado di intercettare risorse economiche ingenti, particolarmente dalle imprese, per restituirle ai lavoratori sotto forma di rimborsi. La proposta di revisione muove dalla consapevolezza che i fondi sanitari convivono e si pongono in stretta relazione con un Servizio pubblico connotato dai principi di universalità, uguaglianza, equità nell’accesso alle prestazioni ed ai servizi, centralità della persona e globalità della copertura assistenziale. Per la loro vocazione solidaristica, i fondi sanitari integrativi gestiti dalle società di mutuo soccorso (mutue sanitarie) presentano le caratteristiche idonee per sviluppare un sostanziale ruolo di complementarietà in diversi ambiti, quali la prevenzione, soprattutto per le malattie croniche degenerative, l’implementazione della Long Term Care, e la compartecipazione della spesa sanitaria da parte dei cittadini, nell’odontoiatria compresa la prevenzione in ambito odontoiatrico. Attraverso la contribuzione volontaria o contrattuale degli associati, essi adempiono una funzione sociale aperta e dunque pubblica, aiutando il sistema sanitario a realizzare compiutamente l’universalismo delle assistenze con riguardo sia alle prestazioni escluse dai livelli essenziali (che incidono cioè sui bisogni scoperti: odontoiatria, assistenza socio-sanitaria, riabilitazione, non autosufficienza), sia alle prestazioni incluse ma inevase per inadeguata tempistica o flessibilità (personalizzazione, prossimità di intervento) rispetto ai bisogni. Inoltre, le mutue assolvono, come previsto dalla legge speciale di settore che le governa, una funzione educativa e culturale di prevenzione sanitaria nonché di promozione di stili di vita sana e in salute. La mutualità aperta intreccia il welfare contrattuale con il welfare di comunità e aggrega risorse ed energie per affrontare le sfide delle spese crescenti e i bisogni in aumento in ambito sanitario e socio-sanitario. Va tuttavia posta attenzione a che i fondi non assumano carattere prevalentemente sostitutivo del finanziamento pubblico, mettendo così a forte rischio il modello universalistico che si intende salvaguardare e non consentano l’effettuazione di prestazioni inappropriate. La circostanza che l’assistenza sanitaria integrativa (ad oggi circa 12 milioni di persone interessate) sia garantita da fondi affidati in gestione a compagnie di assicurazione rappresenta una anomalia. Il legislatore, infatti, ha disposto l’incentivazione fiscale dei contributi versati solo in capo agli enti con esclusiva finalità assistenziale, cioè casse, società di mutuo soccorso e fondi integrativi, valorizzando così la loro capacità di restituire la maggior quota di risorse ai propri iscritti in assenza di scopo lucrativo, di discriminazione nei confronti dei cittadini, a prescindere dall’età e dalle condizioni di salute, e con la garanzia dell’assistenza a vita intera. Le mutue, quali corpi intermedi tra istituzioni e cittadini richiamati anche dal recente Codice del Terzo settore, sono soggetti che, senza scopo di lucro, perseguono finalità di interesse generale sulla base del principio costituzionale della sussidiarietà, attraverso lo svolgimento di attività assistenziali in ambito sanitario e socio-sanitario, in modo aperto ed inclusivo.

5 – Dicembre 2019 (241) Tiratura 47.500 copie Chiuso in redazione Il 19 novembre 2019

Hanno collaborato: Mara Albertini Alessio Arpaia Sebastiano Baudo Mirella Fava Alberto Gaffuri Mario Giaccone

Stefano Maggi Cinzia Quaranta Sara Pigliapoco Antonino Zumbo

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La responsabilità sui contenuti dei testi firmati è lasciata agli autori

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a cura dell’Ufficio Comunicazione CesarePozzo

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CONTINUANO A REGGIO CALABRIA GLI INCONTRI DELLA CESAREPOZZO SULLA PREVENZIONE SANITARIA

Prevenire il tumore del colon retto C ontinuano a Reggio Calabria gli incontri sulla prevenzione sanitaria organizzati dal Consiglio regionale della CesarePozzo aperti non solo ai soci, ma anche a tutti i cittadini. “L’importanza dello screening per prevenire il tumore del colon-retto” è stato l’argomento affrontato dal dottor Filippo Bova, gastroenterologo, e dal dottor Giuseppe Chindemi, biologo nutrizionista, nel corso del convegno del 12 ottobre scorso che ha registrato l’interesse e l’apprezzamento dei tantissimi partecipanti. Nell’introduzione dei lavori il presidente regionale della Occorre fare prevenzione di base CesarePozzo Antonino Zume primaria per eliminare o correggere bo ha spiegato gli scopi dell’ii fattori di rischio ed evitare l’evoluzione niziativa: “la Mutua sanitaria delle patologie tumorali Cesare Pozzo è impegnata a sviluppare la cultura della salute e il benessere fisico e psicologico dei soci. La CesarePozzo - ha aggiunto Antonino Zumbo - mette al centro delle scelte la persona e la sua salute e chiede alle istituzioni governative di porre la giusta attenzione alle politiche sanitarie per garantire il diritto universale alla cura, ma anche alle politiche industriali, ambientali, sociali, perché lo stato di salute dei cittadini dipende non solo dallo stile di vita, ma anche dalla globalità delle politiche che interessano il territorio”. Ad affrontare le questioni specifiche relative del tumore al colon retto è stato il dottor Filippo Bova che ha preliminarmente illustrato alcuni dati allarmanti della patologia: “Il cancro colorettale è la neoplasia più frequente dell’apparato digerente e occupa il terzo posto tra tutte le malattie neoplastiche. Ogni anno in Italia sono diagnosticati 30-35.000 casi di cancro colorettale e si registrano 15-18.000 decessi”. Quindi il dottor Filippo Bova ha spiegato che il cancro di solito non sorge su un colon normale, ma su lesioni benigne preesistenti (adenomi) per le quali l’evoluzione a carcinoma si realizza in genere in 10-12 anni. Ancor oggi, purtroppo, la diagnosi viene fatta in uno stadio avanzato della malattia. Il cancro colorettale è un tumore prevedibile con programmi specifici. Il riconoscimento e l’asportazione di lesioni pre-neoplastiche previene la formazione del

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cancro. Una diagnosi in fase precoce comporta oggi una elevata sopravvivenza. Secondo il dottor Bova bisogna innanzitutto valutare correttamente i sintomi di allarme come le improvvise e durature alterazioni dell’alvo, i sanguinamenti rettali palesi o occulti, l’anemia sideropenia o i dimagrimenti non spiegabili, o la preesistenza di patologie predisponenti, come la colite ulcerosa o la malattia di Crohn, ed ancora la familiarità. La metodica più sensibile e specifica per lo studio del colon è la colonscopia che deve essere effettuata dopo opportuna preparazione intestinale e deve essere completa. Infine il dottor Filippo Bova ha affermato che al di là dei pazienti sintomatici o ad alto rischio vi sono solide evidenze che lo screening su popolazioni asintomatiche e a rischio medio di cancro del colon, può identificare i tumori del colon in fase precoce, ad uno stadio curabile e per ciò capace di ridurne la mortalità. La presenza di sangue occulto nelle feci, da ricercare a partire dai 4045 anni, implica l’indicazione ad effettuare una sorveglianza endoscopica che, si è visto, attraverso l’individuazione e la rimozione di lesioni pre-neoplastiche (polipi) riduce nettamente la mortalità. Il dottor Giuseppe Chindemi, invece, ha chiarito l’importanza dello stile di vita e della alimentazione per limitare i rischi delle patologie al colon-retto. Il primo connubio da evitare è di non accoppiare la sedentarietà all’obesità, specie addominale. L’esercizio fisico svolge una funzione importante fortemente protettiva e di solito la persona obesa e anche sedentaria. Il dottor Chindemi ha affermato, altresì, che uno dei rischi più importanti è il consumo di carni rosse e conservate come gli insaccati. Quest’ultimi contengono nitriti e nitrati che nell’intestino possono dare luogo alla formazione di composti cancerogeni. Evitare assolutamente anche l’eccessivo uso di alcol e consumare con moderazione il vino durante i pasti. Ridurre notevolmente l’uso delle patate e favorire il consumo di fibre come i cibi integrali, frutta, cereali in genere tutti i vegetali. Le fibre aiutano molto l’intestino a mantenere l’equilibrio della mucosa e a evacuare totalmente le feci.


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ANCHE IL CONTRIBUTO DELLA CESAREPOZZO PER LA RIABILITAZIONE ONCOLOGICA DELLE DONNE OPERATE AL SENO

Una canoa per la salute delle donne U sato normalmente per fare sport il Dragon boat (una canoa di origine cinese con a prua una testa di drago) si è rilevato uno straordinario mezzo per la riabilitazione oncologica delle donne operate al seno. Per questa ragione la CesarePozzo e il suo Coordinamento Donne hanno voluto contribuire all’acquisto di un nuovo Dragon boat, snello, leggero, di dimensioni più piccole di quelle normalmente in uso che è stato inaugurato il 15 settembre scorso a Falconara Marittima presso la sede della locale sezione della Lega Navale Un’importante iniziativa sociale Italiana. Coinvolte nell’iniziatirealizzata nelle Marche a favore va oltre alla Lega Navale e alla sia della salute delle donne CesarePozzo anche l’Università operate di tumore al seno Politecnica delle Marche che e sia dei giovani che vogliono praticare hanno partecipato al progetto, un’attività sportiva partito un anno fa, voluto ed elaborato dalla Lega Navale in sinergia con la Fondazione Ospedali Riuniti di Ancona Onlus, la Clinica Oncologica degli Ospedali riuniti di Ancona per agevolare gli allenamenti delle “dragonesse” anche quando la presenza delle partecipanti non è sufficiente a completare l’equipaggio (venti posti) e nello stesso tempo permettere alla squadra sportiva universitaria di potersi allenare in un luogo vicino alla loro sede (Ancona). Il 22 luglio 2018 infatti era nata la prima squadra di “dragonesse” della regione Marche dal nome evocativo “A dragon for life” formata da un gruppo di donne coraggiose, con un percorso oncologico per tumore al seno, volenterose di rinnovarsi, riamarsi e confrontarsi per cercare una rinascita sia fisica che psicologica remando fianco a fianco, ognuna con una pagaia guidate da un timoniere e accompagnate dal ritmo di un tamburo.

di Mirella Fava

Il Coordinamento Donne della CesarePozzo, da sempre sensibile al coinvolgimento sociale e vicino alle problematiche femminili che affliggono questa nostra società, è impegnato in un programma itinerante su scala nazionale volto alla divulgazione e al sostegno non solo della prevenzione, ma anche della cura e della riabilitazione in ambito oncologico e non solo; è in questo contesto che il Coordinamento ha fortemente sostenuto il progetto della Lega Navale di Falconara che è stato appoggiato senza indugio alcuno dal Consiglio di amministrazione della CesarePozzo. Come ha spiegato, nel corso dell’inaugurazione, il presidente della Lega Navale di Falconara Stefano Cherri, “questo Dragon boat a 10 posti, più piccolo rispetto a quello già in dotazione, ha anche un altro obiettivo ambizioso: quello di avvicinare a questo sport ragazzi disabili affiancati ciascuno dal proprio educatore”. Armando Messineo, presidente della CesarePozzo, ha evidenziato, invece, l’importanza sociale dell’iniziativa realizzata a favore sia della salute delle donne operate di tumore al seno e sia dei giovani che vogliono praticare un’attività sportiva e sottolineato come la CesarePozzo sia sempre attenta e presente dove si opera a favore dei più deboli. “Questo è soltanto l’inizio di un percorso” ha concluso Messineo. Il progetto “Abreast in a Boat” (In barca fianco a fianco), per la riabilitazione delle donne operate al seno, nasce nel 1996 in Canada ed è stato ideato dal dottor Don McKenzie, che andò contro le teorie in uso fino a quel tempo secondo cui, dopo il trattamento chirurgico del tumore al seno, la parte superiore del busto doveva essere tenuta a riposo, altrimenti ogni sforzo o esercizio fisico avrebbe causato l'insorgere di linfedema. Per provare la validità della sua diversa teoria, il dottor Don McKenzie scelse il Dragonboating, una disciplina sportiva a pagaia che mette sotto duro allenamento la parte superiore del corpo. Chiese a 24 donne, tutte operate di tumore al seno, di far parte di questo suo progetto di ricerca. Con loro grande soddisfazione, ognuna di queste donne si sentì più in salute ed in forma, e nessuna sviluppò il temuto linfedema. dicembre

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I 40 ANNI DELLA RIVISTA IL TRENO: COSTRUZIONE DI UNA CULTURA DELLA MUTUALITÀ E DELLA MUTUA DEI CITTADINI

Storia, valori e identità E ntrato nel mondo del mutuo soccorso da non molti anni, la rivista Il Treno è stata per me una guida preziosa per comprendere l’originalità della CesarePozzo: in particolare, mi ha permesso di capire come sono maturate le diverse trasformazioni avvenute negli ultimi 40 anni. L’allora gruppo dirigente attribuì alla rivista “Il Treno” due funzioni. La prima, Oggi Il Treno ci chiama a una sfida esplicita, di carattere identitache permetta di reagire alla crisi rio, proseguendo con il recudella carta stampata per tornare pero della storia e dei valori ad essere il luogo di costruzione del mutuo soccorso avviato dell’identità collettiva della CesarePozzo con le celebrazioni del centenel suo continuo confronto nario della Mutua nel 1977 e con trasformazioni sociali con il recupero della denomisempre più accellerate nazione di “società di mutuo soccorso”: questo appare evidente fin dal titolo, della gloriosa rivista dei ferrovieri pubblicata a partire dall’8 ottobre 1898 presso la Casa dei ferrovieri a Milano che, come ricorda l’editoriale del numero zero, fu “la bandiera attorno alla quale la spezzacategoria seppe riannodare il filo spezza to dell’organizzazione … partendo ancora una volta dalle esigenze nuove e reali dei rilavoratori, per trovare insieme a loro la ri sposta più giusta”. baIl recupero di una storia gloriosa non ba nell’agistava come strumento di dialettica nell’agi re quotidiano e per questo occorreva uno strumento in cui le diverse componenti culturali e della vita associativa ritrasformassero irreversibilmente la mutua in società di mutuo traspasoccorso “per rendere sempre meglio traspa rente ogni momento associativo della sua vita e sollecitare la partecipazione ad essa”, come nell’editoaffermò il presidente Gabriele Ferri nell’edito Ririale scritto in occasione dell’assemblea di Ri mini del 1981. Questa scelta “di metodo” era in realtà a sostegno di una funzione ben più obbligatoimportante: con la fine delle mutue obbligato rie in favore di un sistema sanitario nazionale universalistico operata con la riforma sanitaria del 1978, si poneva la necessità di ridefinire mutanto la radice culturale del solidarismo mu tualistico quanto la strategia stessa del sodalizio. Il giornale Il Treno, pertanto, ha giocato un ruo-

di Mario Giaccone, docente università di Torino e vice presidente Fondazione Cesare Pozzo

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lo decisivo in questo riposizionamento “tenendo assieme” e “facendo crescere” una consapevolezza condivisa, svolgendo pertanto una funzione di pedagogia di massa fondamentale. Basti pensare all’evoluzione dei temi affrontati. I temi iniziali (1979-80) si focalizzavano su quattro aree: la vita associativa, con un rendiconto esteso del dibattito interno, in particolare le assemblee annuali, l’andamento dei soci e delle prestazioni, oltre alle borse di studio per i soci e i figli dei soci; le discussioni nel mondo della mutualità e nella cooperazione, in cui il nostro Sodalizio si poneva e in rapporto al quale definiva la propria identità; il mondo delle ferrovie a cui gran parte dei soci apparteneva, tanto come storia delle ferrovie quanto come dibattito sull’evoluzione della tecnologia ferroviaria, non solo in Italia; la riforma sanitaria, l’economia e la questione sociale (curata dal noto giornalista Stefano Cingolani). Presto si aggiunsero altri temi. Nel 1983, quando si pone l’obiettivo ambizioso di giungere nelle case di tutti i soci, si aggiungono le rubriche “questa volta parliamo di…” per “affrontare argomenti che ci coinvolgono come cittadini che vogliono vivere il loro tempo con consapevolezza” e “il lavoratore si racconta” in cui un socio racconta le proprie esperienze lavorative. Nel 1984 si introducono argomenti di medicina, tanto sul lavoro con il servizio sanitario delle FS, quanto su centri medici di eccellenza, mentre la rubrica “viaggio nella solidarietà” prende il posto de “la questione sociale”, presentando esperienze della società civile che completano e integrano la prestazione del bisogno sanitario, come le misericordie, associazioni del Terzo settore e, più tardi, altre Soms. Nel 1985 l’allargamento del Sodalizio ai lavoratori del trasporto pubblico locale si riflette nell’inclusione delle tematiche del trasporto pubblico; sul piano della vita interna si dà notizia delle attività dei neocostituiti comitati regionali, inclusi i gemellaggi con le mutue dei ferrovieri francesi, che diventano la leva per allargare lo sguardo alla mutualità in altri paesi europei. Infine, con l’introduzione di una rubrica legale si incorpora in modo compiuto l’area tematica della tutela dei diritti di cittadinanza e dei consumatori, allora agli esordi. Dopo l’assemblea di Siena del 1987, in cui Gabriele Ferri avvia il percorso che porterà alla mutua dei cittadini, varata nel 1992 e attuata nel 1994, la rivista introduce nuove rubriche: per un versante, sulle ferrovie minori, per l’altro, per la prima volta si affronta il tema “mutualità e alleanze”, come logica conseguenza dell’esplorazione degli altri attori compiuta con “viaggio nella solidarietà” negli anni precedenti, e “il cammino


della democrazia” curata da Giorgio Checcozzo. Dopo essere stato lo strumento di promozione e di diffusione dei risultati fra i soci della Mutua della ricerca “Quale solidarietà?”, affidata dall’Istituto di Studi Sociali dell’Università di Milano, il “doppio binario” cultura dei trasporti pubblici e cultura mutualistica evolve nel primo caso nella prospettiva ecologica, nel secondo con biografie sui pionieri della mutualità e i sistemi di welfare nei vari paesi europei. Si può pertanto affermare che Il Treno è stato qualcosa di più di una semplice rivista del nostro Sodalizio, svolgendo una funzione fondamentale nel configurare il mutuo soccorso come un “movimento lobby” ma, a differenza di quanto colto da Luigi Manconi (1990) nelle trasformazioni del conflitto sociale in Italia dove le mobiidentità si fanno “estremamente mobi li e fluide”, forgiando una cultura della dalmutualità come identità autonoma dal le identità professionali dei ferrovieri e del trasporto pubblico in generale. Negli anni della privatizzazione ha saputo coco struire una cultura della mutualità inteinte grativa del Ssn con estese campagne di promozione della salute, includendovi stili di vita e di consumo che, se da un lato apparivano inserirsi in un certo filone di ambientalismo, dall’altro costituivano una azione di prevenzione sistematica rendenrenden do le persone consapevoli e credendo nel senso di responsabilità dei soci. Ne risultava un dibattito davvero ricco che operava su diversi registri comunicazionali, particopartico larmente interessante in un’epoca in cui alle accellerazioni della “Milano da bere” si contrapponeva un “tempo lento” che rifletteva non sulle contingenze, ma sul sulle trasformazioni di lungo periodo, dove già era evidente che l’imperante slogan “meno stato più mercato” avrebbe ristretto ancora di più lo spazio per il mutuo soccorso, come già Gabriele Ferri aveva ben chiaro, ed era purtroppo già accettato anche dalle grandi oror ganizzazioni di massa a cui la Società era più legata in nome di una malinmalin tesa “modernità” che a noi fu sempre negata. Compiuta questa missione, sostanzialmente in coincidenza con la morte di Giuseppe De Lorenzo, fondafonda tore de Il Treno, la rivista ha mantenuto il suo taglio per tutti gli anni Novanta, in bilico fra l’house organ e il magazimagazi ne, con contributi di importanti studiosi dei movimenti sociali e del Terzo settore,

come Stefano Zamagni e Marco Revelli: il dibattito si sposta verso come si situa la Mutua nel mutato contesto istituzionale con il disegno di un sistema di welfare multipilastro. Negli anni 2000 l’equilibrio fra queste due istanze appare sempre più problematico da mantenere per almeno due ragioni. La prima è la pervasività della “società della comunicazione” che depotenzia la dimensione riflessiva e i “tempi lenti” che avevano contraddistinto i primi venti anni de Il Treno, portando anche nel nostro giornale quella scissione fra “comunicare” e “fare cultura”, tenute assieme dalla stampa dei grandi organismi associativi del “secolo breve”. La seconda è la delicata posizione del mutuo soccorso, che ha la necessità di utilizzare gli strumenti della comunicazione come parte di una strategia dell’influenza, per far mantenere al mutuo soccorso la sua specificità associativa e non appiattirlo su logiche più classicamente assicurative in un mondo, quello della sanità integrativa, che è visto sempre più come un’opportunità di mercato: questo spiega come la Fimiv sia diventata una presenza fissa nel nostro giornale. La moltiplicazione dei canali comunicativi, dove l’imperativo è la copertura estensiva, è diventata lo strumento per influenzare il mondo esterno nel quale la CesarePozzo si muove affinché non venga appiattita a una forma arcaica di assicurazione sanitaria. Il nostro giornale si è pertanto trovato schiacciato dalla “comunicazione veloce” del web, assumendo sempre più il carattere di un house organ, necessario per la tenuta di comunicazioni “rapide”, dalla Fondazione Cesare Pozzo che ha promosso importanti attività culturali nel tenere vivo due filoni chiave che la animavano, la storia ferroviaria e il mutuo soccorso, e vari siti web. Sono processi di specializzazione inevitabili quando l’ambito della comunicazione cresce di rilevanza, dimensioni e complessità, che hanno imposto un riposizionamento de Il Treno, a partire dal medium utilizzato, dove alla carta si è giustamente affiancata la diffusione online. Proprio per questa sua storia straordinaria e funzione strategica, oggi Il Treno ci chiama a una sfida, una “terza rifondazione” dopo quella del 1898 e del 1979, che permetta di reagire alla crisi non solo della carta stampata, ma più in generale dei tradizionali formati comunicativi di massa, quotidiani e periodici, affinché possa tornare ad essere il luogo di costruzione dell’identità collettiva della CesarePozzo nel suo continuo confronto con trasformazioni sociali sempre più accellerate. Operazione, questa, che per avere successo richiede il contributo di tutti i suoi soci, oggi come 40 anni fa. dicembre

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INTERVISTA AL SOCIO GIULIO RAPETTI CHE RACCONTA IL SUO LEGAME CON LA CESAREPOZZO

Mogol: il mutuo soccorso conviene a tutti “ Si chiama mutuo soccorso: conviene a tutti”. Si conclude così l’intervista che Giulio Rapetti, il grande Mogol, ci ha rilasciato nei primi giorni di ottobre nel giardino della sua tenuta ad Avignano Umbro: il CET (Centro Europeo di Tuscolano), fondato dallo stesso Mogol, che da oltre dieci anni si prende cura della formazione di giovani talenti e a breve diventerà un centro sanitario d’eccellenza. “Sto sviluppando progetti dedicati alla prevenzione che ci consentiranno di rilevare le patologie esistenti e prevenire quelle a venire”: non stupiGiulio Rapetti, in veste di presidente sce la grande preparazione della SIAE (Società italiana autori ed editori), di Mogol in ambito sociale e ha contribuito a sviluppare e incrementare la sanitario; del resto, i riconocollaborazione nata nel 2016 scimenti ricevuti negli anni fra il nostro Sodalizio e la stessa SIAE da importanti istituti di cura della Capitale ne testimoniano ufficialmente il valore. “È ora di spostare il fronte dell’attenzione sulla persona sana così da prevenire le malattie del futuro”, continua. Mogol, socio della CesarePozzo, ha potuto toccare con mano la qualità dei servizi offerti dalla Mutua in un momento di particolare difficoltà di salute e, in veste di presidente SIAE (Società italiana autori ed editori), ha contribuito a sviluppare e incrementare la collaborazione nata nel 2016 fra il nostro Sodalizio e la stessa SIAE: “L’accordo, in vigore già prima della mia nomina a presidente di SIAE, è im-

di Alessio Arpaia

Giulio Rapetti Mogol nel corso dell’intervista dicembre

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portante proprio perché la CesarePozzo, non avendo fini di lucro, ha il semplice scopo di tutelare la salute di tutti i cittadini. La Mutua – continua Mogol pensando ai suoi trascorsi da paziente – ha agito prontamente nel momento in cui ho avuto bisogno di essere operato al Gemelli dal prof. Massimo Massetti, chirurgo di fama mondiale”. Il più grande paroliere della canzone italiana, 83 anni lo scorso agosto e una carriera lunga oltre 50 anni, con estrema energia dedica la sua vita alla scoperta della medicina proponendo allo Stato soluzioni integrative per la cura dei cittadini: “Incontrerò il nuovo sottosegretario alla Salute per impostare un discorso dedicato alla mia proposta di tutela della salute basata sulla prevenzione in centri di eccellenza accessibili a tutti”. Mogol, nei fatti, mostra di aver colto a pieno il lavoro della Mutua Cesare Pozzo la quale, con oltre 3.300 strutture sanitarie convenzionate in tutta Italia, ha dimostrato di saper attualizzare la sua storica funzione di integrazione sanitaria: i soci e i familiari hanno infatti la possibilità di ridurre i tempi di attesa e accedere alla cure a prezzi contenuti per far fronte alle difficoltà in cui versano attualmente le strutture sanitarie pubbliche. Lungimirante, su questo tema, il pensiero di Mogol: “Un servizio di questo tipo va aperto a tutti: le forme di prevenzione sono molteplici e sul lungo periodo contribuiscono a ridurre drasticamente le spese per le cure”. Conviene davvero a tutti, dunque, il mutuo soccorso: l’unica vera soluzione in grado di integrare e supportare le garanzie offerte dal servizio sanitario nazionale nell’interesse della collettività. Una risposta, quella della CesarePozzo, che funziona da 142 anni anche e soprattutto per la sua capacità di rinnovar-si. Riportiamo qui a fianco il QRcode collegato all’intera intervista in formato video.


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Centro Europeo Tuscolano

CHI È MOGOL Giulio Rapetti Mogol è il più grande e importante autore italiano di testi di canzoni. È da tutti conosciuto semplicemente come Mogol, ed è un uomo che vive a fondo la propria vita e che poi la racconta nei suoi testi come ad un amico, svelando verità umane e pensieri intimi. Mogol è spesso ricordato per il lungo e fortunato sodalizio con Lucio Battisti, ma il suo contributo alla cultura italiana attraverso la musica pop è stato decisamente molto più ampio. Infatti, dai primissimi anni '60 a tutt'oggi, vanta oltre millecinquecento canzoni pubblicate e grandissime collaborazioni. Dal primo Festival di Sanremo vinto con la sua "Al di là" da Luciano Tajoli fino al recente evergreen "L'emozione non ha voce" (una delle più grandi hit di Adriano Celentano), Mogol ha da poco festeggiato 50 anni

di successi (oggi, spettacolo itinerante). Mogol ha condiviso la sua creatività con moltissimi artisti, fra cui Tony Renis, Gianni Bella, Morandi, Cocciante, Mango, Mina, Vanoni, Minghi; ma anche, Patty Pravo, Bruno Lauzi, Equipe 84, Dik Dik, PFM, Bobby Solo, Umberto Tozzi e persino Luigi Tenco, Renato Zero, Gigi D'Alessio, Rino Gaetano. Oltre ad aver in passato fondato una propria casa discografica - la mitica Numero Uno di Battisti, Formula 3 e tanti altri - è anche il primo e unico autore nella storia a firmare un album in copertina insieme agli interpreti (Mogol/Audio 2), nonché l'unico autore ad avere avuto il piacere e l'onore di consegnare un premio che porta il suo nome, da lui stesso presieduto e istituito - in collaborazione con la Regione Val d'Aosta - dedicato ai migliori testi per canzoni pop. Premio vinto, fra gli altri, da Jovanotti. Quella di Mogol è una storia che sembra ormai leggenda, ma che continua ogni volta nella semplice e sincera fotografia di una canzone, fatta di emozioni, pensieri e parole. (Testo tratto da Cetmusic.it)

CHE COS’È LA SIAE La missione della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è quella di assicurare ad autori ed editori la remunerazione del loro lavoro. Ogni opera dell’ingegno infatti è frutto di un’attività intellettuale, che la legge tutela come ogni altro lavoro riconoscendo in favore di autori ed editori il diritto a un compenso per i vari tipi di sua utilizzazione, dai concerti alla radio e televisione, dai teatri alle sale ballo, dal cinema ai bar, nell’Internet, nella telefonia mobile e così via. Ogni opera dell’ingegno è unica ed il proprio creatore vanta su di essa un diritto riconosciuto e protetto, non solo in Italia ma anche negli altri Paesi, da trattati internazionali, norme europee e ancor prima dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'Uomo: “Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produ-

zione scientifica letteraria e artistica di cui egli sia autore” (art. 27). Alla SIAE è affidato il compito di autorizzare le utilizzazioni delle opere, ricevere da chi le utilizza i compensi dovuti e distribuirli agli aventi diritto (autori ed editori). E ciò lo fa per tutti i generi artistici: musica, lirica, cinema, teatro, letteratura, arte visiva, radiotelevisione (è società “generalista”). Per ognuno di questi generi all’estero esiste di solito una corrispondente società. Nell’offline tutto questo avviene attraverso una rete capillare di uffici dislocati su tutto il territorio nazionale, rilasciando ogni giorno migliaia di autorizzazioni, raccogliendo compensi per oltre 91.000 associati e mandanti, allo scopo di tutelare più di 62 milioni di opere italiane e straniere, queste ultime attraverso accordi di reciproca rappresentanza con circa 150 Società di autori di tutto

il mondo. Per quanto riguarda l’online, la SIAE rilascia diversi tipi di licenze, per consentire agli operatori del web di avere pieno titolo per la diffusione delle opere via Internet. L’attività della SIAE riguarda l’intero settore dell’industria culturale e dello spettacolo. In questo modo, nel tutelare i diritti del singolo associato, promuove il diritto alla crescita culturale dell’intera comunità dei cittadini e svolge un’azione fondamentale per il settore. (Testo tratto da www.siae.it)

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ORGANIZZATO DALLA FONDAZIONE CESAREPOZZO A BOLOGNA IL CONVEGNO “I SIGNIFICATI DELLA MUTUALITÀ”

La mutualità in rete per un nuovo welfare “ Si è aperto con i saluti di Raffaele Donini, vice presidente della Regione Emilia Romagna, e di Ezio Spigarelli, vice presidente nazionale della Mutua sanitaria Cesare Pozzo, il convegno “I significati della mutualità”, organizzato dalla Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, che si è tenuto il 22 ottobre scorso a Bologna. Il convegno ha posto al centro della Dal contributo di docenti di varie università riflessione la mutualità, proe discipline è emersa una pluralità tagonista nella costruzione di visioni e prospettive, in grado di ridare di una rete per un nuovo un significato concreto al termine mutualità, welfare inclusivo e solidale. quale strumento per rispondere Il vice presidente Ezio Spiai bisogni di chi è in difficoltà garelli, nel corso del suo saluto iniziale, ha sottolineato che “parlare oggi di mutualità vuol dire parlare di sanità”. “Le mutue sanitarie – ha aggiunto – non fanno profitto e riescono a fornire, a costi accessibili, un sostegno sanitario ed economico ai lavoratori e alle famiglie”. Il vice presidente della Regione Emilia Romagna, Raffaele Donini, ha premesso che l’Emilia Romagna è una delle Regioni che non ha arretrato nelle prestazioni pubbliche e nei diritti, “una fra le prime regioni in Europa per welfare e prestazioni sanitarie”. “Il pubblico deve fare fino in fondo il suo mestiere – ha aggiunto – ma per l’ampliamento dell’offerta si pone il tema dell’integrazione pubblico-privato. Integrazione che non deve però intendersi come rinuncia dello Stato e delle Regioni agli investimenti in camEzio Spigarelli po sanitario”. Secondo quanto affermato da Donini, l’Emilia Romagna intende valorizzare le “migliori esperienze della mutualità per allargare ed estendere i diritti dei cittadini”. Quindi Donini ha messo in rilievo come la mutualità sia nata da una radice etica: grazie alla mutualità “il cittadino non è lasciato solo al momento del bisogno”. “La mutualità – ha poi aggiunto – è un antidoto naturale contro a cura dell’Ufficio Comunicazione CesarePozzo

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l’individualismo e ogni tipo di discriminazione”. La mutualità, ha concluso Donini, è le- Raffaele Donini gata all’idea stessa di comunità e potrà essere coniugata anche nella rigenerazione delle città e dei territori, da perseguire attraverso “la costruzione di forme di interazioni fra i cittadini, in ottica mutualistica”: in questo modo essa diventa “un tratto distintivo del futuro”. Quindi il convegno è proseguito mettendo a confronto e facendo dialogare studiosi di diverse discipline e università, sul tema della mutualità, oggi tornato di grande attualità in un contesto di contrazione delle protezioni e dei perimetri del welfare pubblico. La mutualità integrativa volontaria, basata sull’aiuto reciproco fra i cittadini, è infatti uno strumento, alternativo a soluzioni esclusivamente privatistiche, capace di estendere le tutele e affiancare il servizio sanitario nazionale per garantire il diritto universale alla salute. Gli interventi degli studiosi sono stati aperti dal presidente della Fondazione Cesare Pozzo per la mutualità, lo storico Stefano Maggi (Università di Siena), che ha ricordato l’origine ottocentesca delle società di mutuo soccorso, associazioni di scopo che fornivano aiuti di varia natura ai propri soci. Le società di mutuo soccorso si formarono su base territoriale o professionale ed erano basate sul principio della fratellanza operaia – termine proveniente dalla “fraternité” della Rivoluzione francese – e sulla volontà di “organizzarsi da soli e dal basso” un modo di pensare, ha ricordato Maggi “diverso da quello di oggi e che andrebbe riscoperto. Siamo troppo abituati ad aspettarci che le soluzioni ai problemi debbano arrivare dall’alto”. Maggi ha poi effettuato un excursus sui significati che i termini mutualismo, mutualità e mutuo soccorso hanno assunto nel corso del tempo, confrontandoli e contestualizzandoli nella storia contemporanea. Franca Maino (Università di Milano), direttore del laboratorio di ricerca “Percorsi di se-


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condo welfare”, ha invece messo in relazione il mutualismo e il welfare, essendo il primo una delle risposte alle criticità mostrate dal sistema di welfare pubblico italiano (bassa natalità, elevati tassi di invecchiamento, bassa partecipazione delle donne al mercato del lavoro, prestazioni sbilanciate su previdenza e sanità e pochi servizi per anziani e infanzia, rischio elevato di povertà e assenza di mobilità sociale). Il risultato, secondo Maino, sono categorie a rischio (giovani, donne, anziani, immigrati) e bisogni non tutelati dal welfare tradizionale (conciliazione vita-lavoro, non autosufficienza, Franca Maino nuove povertà, solitudine). Il welfare tradizionale è basato sulla domanda individuale che non viene aggregata e i suoi costi sono spesso riversati sulle famiglie. Le risposte devono essere “l’innovazione e la rete fra i vari soggetti attori pubblici e privati e i destinatari delle prestazioni”. In altre parole, ha sostenuto Maino, “occorre cambiare il paradigma, grazie a una ridefinizione dei rapporti pubblico-privato, l’innovazione e l’investimento sociale, il rafforzamento dei destinatari delle misure e dei soggetti erogatori”, fra i quali figurano le società di mutuo soccorso. In sostanza è necessario “fare rete, mettendo insieme attori diversi per un welfare sempre più integrativo e territoriale”. Le reti rispondono ai bisogni e sono di stimolo allo sviluppo sociale e territoriale. È que-

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sto un modo di “riattualizzare il concetto di mutualità e di mutualismo”. Nello specifico le società di mutuo soccorso, come la Mutua sanitaria Cesare Pozzo, sono protagoniste di questa rete per un nuovo welfare e possono svolgere un importante ruolo in diverse aree: sanità integrativa, assistenza per le persone non autosufficienti, collaborazioni col mondo dell’associazionismo, incontro tra domanda e offerta nell’assistenza familiare, creazione di connessioni tra bisogni (aggregazione della domanda) e connessioni tra servizi. Il giurista del lavoro Luca Nogler (Università di Trento) ha invece illustrato come la mutualità sia stata declinata nel settore artigiano, attraverso gli enti bilaterali, organismi paritetici fra associazioni datoriali e sindacali, sorti per fornire servizi e sostegni a imprese e lavoratori, non solo in senso strettamente sanitario. Nogler ha comunque messo in luce un'importante criticità dei fondi sanitari costruiti a partire dai contratti collettivi, vale a dire il fatto che essi “accompagnino il lavoratore solo fino al pensionamento”. “Questa parte della rete – ha aggiunto – può pensare di sopravvivere solo se entrerà in relazione con gli altri attori, vincendo le resistenze corporative che spesso esistono”. Le società di mutuo soccorso possono offrire infatti una risposta ai limiti evidenziati per i fondi sanitari contrattuali. Vera Negri Zamagni (Università di Bologna), storica dell’economia, ha ragionato su come l’assunto antropologico “Homo homini natura amicus” (l’uomo è per natura amico degli altri

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uomini) presente alla nascita dell’economia di mercato moderna nelle città stato-medievali, si sia trasformato nel suo contrario “Homo homini lupus” (l’uomo è un lupo per l’uomo) dell’economia del capitalismo avanzato. Per tornare all’assunto originario, distintività dell’economia occidentale, “mutualismo e cooperativismo possono tornare a svolgere un ruolo fondamentale”. Zamagni è partita dalla considerazione che “il welfare è nato insieme all’economia moderna e non è nato statale. Era un welfare civile che coinvolgeva tutti gli attori sociali”. “L’Uomo è un giano bifronte” ha affermato Zamagni, è cruciale però capire su che lato dell’Uomo si vuole fare leva. Il capitalismo è andato nella direzione dell’Homo homini lupus, verso “l’idea che la ricerca

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dell’utile proprio sia vantaggio all’intera società”, un’impostazione che ha avuto un grandissimo sviluppo con la deregolamentazione dell’economia. “In un sistema deregolamentato vince il più forte”, un tale sistema però crea danni sempre più grandi: distruzione di comunità, distruzione dell’ambiente, crisi economiche acute. Tanto che, anche all’interno dello stesso mondo capitalistico, si è incominciato ad ammettere che l’obiettivo non può essere la massimizzazione del profitto. Per Zamagni oggi è “il momento buono per agire per chi ha sempre portato avanti un altro modo di fare economia”. In passato mutue e cooperative erano diventate marginali perché lo Stato, attraverso la regolamentazione, si era assunto il compito di bilanciare il sistema capitalistico. Oggi però lo Stato non è più in grado di farlo, “sia per mancanza di risorse, sia perché le vere decisioni sono spesso prese dagli stessi poteri capitalistici”. “La società civile deve quindi attivarsi. Società di mutuo soccorso, cooperativismo e sindacalismo sono stati gli strumenti più efficaci messi in campo per impedire l’asservimento delle persone alle logiche del profitto”. È una sfida che va raccolta e che necessita anche di competenze manageriali. Nella seconda parte della giornata ha presieduto i lavori Placido Putzolu, presidente della Federazione italiana della mutualità integrativa volontaria (Fimiv), il quale ha ricordato i limiti dei fondi sanitari integrativi originati dai contratti collettivi: spesso essi hanno una logica sostitutiva del Servizio sanitario nazionale e le protezioni terminano con la vita lavorativa.


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“In ciò – ha aggiunto – le società di mutuo soccorso si distinguono, in chiave prevalentemente integrativa e coinvolgendo i dipendenti anche al momento del pensionamento”. Nella sua relazione, Guido Bonfante (Università di Torino), avvocato esperto di diritto cooperativo e presidente della Fondazione Centro per lo studio e la documentazione delle Società di Mutuo Soccorso, ha rilevato le “difficoltà di coniugare principi mutualistici ed efficienza dell’impresa” e le differenze di mutualità fra cooperative e mutue sanitarie. Partendo dalle modifiche normative introdotte dal Codice del Terzo settore e dalla gerarchia delle fonti normative per le mutue, secondo Bonfante “anche le mutue possono svolgere attività in forma imprenditoriale”. L’espresso divieto della legge di riferimento va letto nel senso che “le mutue non possono svolgere attività di impresa in forma lucrativa”. Si apre perciò per le mutue sanitarie la possibilità di un ampliamento indiretto delle aree di intervento, grazie a “rapporti sinergici con altri enti del Terzo settore”, come le imprese sociali o le cooperative sociali. In sostanza, la mutualità in rete per un nuovo welfare. Bonfante ha concluso il suo intervento sottolineando il ruolo della mutualità mediata per lo sviluppo del movimento mutualistico, consentendo anche alle piccole mutue di “aumentare le prestazioni ai propri soci e di ampliare la base sociale. Per favorire la crescita del mutuo

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soccorso – ha dichiarato – è importante coinvolgere i giovani e ampliare le attività, senza stravolgere le caratteristiche distintive del mutuo soccorso”. Ha chiuso il convegno il vice presidente della Fondazione Cesare Pozzo, il sociologo Mario Giaccone (Università di Torino), che è partito dall’assunto che “definire i concetti di mutualità, aiuta a fare chiarezza su chi siamo e sulle prospettive”. “Le definizioni di mutualismo – ha proseguito Giaccone – sono talmente eterogenee che rivelano un’assenza di definizione”. Secondo Giaccone è importante partire dal lessico perché il mutualismo cambia di significato a seconda delle discipline e delle pratiche (cooperative, società di mutuo soccorso). Seguendo l’impostazione metodologica del sociologo Max Weber, Giaccone ha voluto da un lato mostrare come il mutualismo sia un principio molto ampio che informa una vasta gamma di organizzazioni con finalità economica e sociale, e dall’altro proporre alcuni criteri di demarcazione rispetto a operatori spuri. Per far questo ha voluto identificare una serie di “ingredienti” del mutualismo: “la sua natura (le persone), il fine (fronteggiare le incertezze legate a risorse economiche chiave), il metodo (una combinazione di azione economica e attività associativa)”. I valori “sono quelli della solidarietà condivisa” e l’organizzazione è “incentrata sulla persona e non sull’apporto di capitale (una testa, un voto)”.

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LE ATTIVITÀ E L’IMPEGNO DELLA FONDAZIONE CESARE POZZO PER LA MUTUALITÀ NELL’ANNO 2019

Valorizzare la cultura del mutuo soccorso C on il 2019 è entrato a regime l’impegno della Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità relativo alla cultura del mutuo soccorso. Grazie al sostegno dei soci della Mutua e dei simpatizzanti, la Fondazione ha ricevuto, ad agosto scorso, Grazie al contributo dei sostenitori quale contributo del 5x1000 quest’anno la Fondazione ha ricevuto con il la somma di 62 mila euro, che 5x1000 la somma di 62mila euro si aggiunge all’analogo contributo ricevuto lo scorso anno. In particolare, durante il 2019, si è proseguita, grazie all’impegno delle strutture regionali della CesarePozzo, l’iniziativa “A scuola di Mutualità”, con il coinvolgimento di scolaresche in diverse regioni italiane: gli studenti analizzano il mutuo soccorso dal punto di vista storico, sotto la guida dei docenti, comprendendone i valori e applicandoli al mondo di oggi. Durante il 2019, si è inoltre avviata la progettazione del Museo virtuale della Mutualità, in collaborazione con il Museo del mutuo soccorso di Pinerolo, con il CNR e con altre professionalità, per avere uno strumento in grado di aumentare la conoscenza del movimento mutualistico. Il Museo virtuale, che partirà dalle origini per arrivare ai giorni nostri, potrà inoltre essere utilizzato per l’iniziativa “A scuola di Mutualità”, in modo da fare rete vafra le va rie attività Fondella Fon dazione. I musei virtuali ensono en tità digitali che hanno contenuti simili ai musei “tradizionali”, ma hanno lo scopo di aumentare l’esperienza museale con interazioni e arricchimento dei contenuti. 20

di Stefano Maggi

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I musei virtuali possono essere il riferimento digitale dei musei reali, oppure possono essere realizzati in maniera indipendente. Il compito del museo virtuale è di accrescere il pubblico di riferimento grazie alle nuove tecnologie informatiche, organizzando inoltre con sistematicità le informazioni e i contenuti, in modo da renderli fruibili da più utilizzatori. La Fondazione ha sostenuto, altresì, il “Festival del mutuo soccorso” di Pinerolo, durato ben quattro giorni, dall’11 al 14 ottobre, con una partecipazione finanziaria e con l’intervento del presidente Stefano Maggi su “La comunità, l’impresa, il mutualismo, la solidarietà” e del vice presidente Mario Giaccone sui “Fondamenti etici ed economici per un nuovo mutualismo”. Pinerolo è sede del già ricordato museo del mutuo soccorso, per il fatto che nella cittadina piemontese nacque nel 1848 la prima società di mutuo soccorso. Grande rilievo ha avuto, inoltre, il convegno dal tema “I significati della Mutualità”, che si è tenuto il 22 ottobre a Bologna, con l’intervento di illustri docenti universitari, i quali si sono confrontati su cosa è stato e che cosa rappresenta oggi il mutuo soccorso. Gli atti del convegno saranno pubblicati a cura della Fondazione nel 2020. Infine, fra le attività della Fondazione, vi è stata l’elaborazione di un “position paper” sul mutuo soccorso, affidato al centro di ricerca “Secondo Welfare”, per mettere a punto e comunicare all’esterno i valori del mutuo soccorso, che sarà pubblicato nella primavera del 2020. La Fondazione opera, quindi, per dare testimonianza attiva di una presenza sociale consolidata attraverso una grande attuale, vitale e insostituibile operatività solidaristica e per valorizzare la storia, le idee, le radici etiche di tutte le espressioni del mutualismo oggi presenti e operanti nel panorama dell’economia sociale, promuovendo ricerche, studi e convegni sugli aspetti del passato e del presente. Le attività e gli eventi culturali incentrati su un formidabile strumento culturale come la Biblioteca Cesare Pozzo inoltre assicurano l’attenzione del mondo accademico e della istituzioni culturali pubbliche su storia, modelli e organismi del mutuo soccorso.


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PREMIO ALLA CESAREPOZZO PER LA SOLIDARIETÀ MUTUALISTICA “Per la capacità di aver saputo innovare nel tempo il proprio ruolo nella solidarietà mutualistica”. Questa la motivazione con la quale, il 7 ottobre scorso, la Società nazionale di mutuo soccorso Cesare Pozzo è stata insignita dell’Health & Medmal Insurance Adwards 2019, riconoscimento che, nell’edizione di quest’anno, è stato assegnato alla nostra Mutua all’interno di un contesto prettamente assicurativo riconoscendo nella CesarePozzo una realtà di assoluto primo piano nel panorama dell’assistenza sanitaria integrativa italiana. La cerimonia, cui ha partecipato il direttore generale Ferdinando Matera, si è svolta all’Hotel Principe di Savoia di Milano. Ad assegnare gli Awards è stata

la business intelligence di EMFgroup, che ha individuato i vincitori delle singole categorie attraverso apposite indagini effettuate a campione in numerose strutture sanitarie nazionali volte a giudicare i loro partner assicurativi e, nello specifico caso della Mutua, mutualistici. L’evento di Milano non s’è fermato alla sola cerimonia di premiazione di lunedì sera: il giorno successivo, infatti, il direttore generale della CesarePozzo è stato tra i protagonisti di una partecipata tavola rotonda dedicata al tema “L’evoluzione del ruolo delle Mutue nel Welfare”. Moderato da Paolo Magnani, all'incontro hanno partecipato anche Reciproca società di mutuo soccorso, Fab e Insieme Salute Milano. A.G.

Ferdinando Matera

FITEL SCEGLIE CESAREPOZZO PER LA TUTELA DEI SUOI ASSOCIATI

Armando Messineo e Aldo Albano Un accordo importante per la tutela dei soci e delle loro famiglie quello firmato tra la FITeL, Federazione Italiana Tempo Libero, e la

CesarePozzo a conferma della professionalità e del buon operato della Mutua. L’intesa è stata firmata da Armando Messineo, presidente nazionale della CesarePozzo, e da Aldo Albano, presidente del Consiglio Direttivo FITeL. Costituita nel 1993 per iniziativa delle Confederazioni sindacali CGIL, CISL e UIL al fine di valorizzare le esperienze associative dei circoli ricreativi aziendali e di altre associazioni ed enti che hanno come finalità la promozione delle attività del tempo libero, la FITeL associa oltre 800 cral, crt (circoli ricreativi territoriali) e associazioni per circa un milione di soci. Come la CesarePozzo, la FITeL è un ente senza fini di lucro che si propone di promuovere lo sviluppo delle attività

artistiche, culturali, sportive e del turismo sociale e di valorizzare tutte le esperienze associative nelle aree dei circoli aziendali e di ogni ente, anche associativo, che ha lo scopo di perseguire attività del tempo libero con particolare riferimento a quelle turistiche, dello spettacolo, dello sport, della cultura. FITeL (www.fitel.it) è presente in ogni regione italiana e in 70 province; organizza manifestazioni sportive e culturali, rappresenta i cral nei confronti degli enti pubblici e delle istituzioni ed è riconosciuta dal Ministero dell’Interno come ente assistenziale nazionale. È associata all’OITS (Organizzazione Internazionale Turismo Sociale) e al Forum del Terzo settore. Cinzia Quaranta

NUOVO PRESIDENTE PER “MUTUA TRINACRIA” Eletto un nuovo presidente della Mutua Trinacria Società di Mutuo soccorso di Marsala. Si tratta di Paolo Pumilia che ha già collaborato personalmente a diverse iniziative sociali della Mutua sanitaria Cesare Pozzo. Un rapporto positivo che è destinato a crescere considerato che la Mutua Trinacria ha aderito, in regime di “mutualità mediata”, alla CesarePozzo. “Rafforzeremo i legami che già ci uniscono alla CesarePozzo - afferma il presidente di Mutua Trinacria

del loro know how Paolo Pumilia - e che ci consentiransvilupperemo le no di conseguire nostre potenzialità risultati che noi sul territorio sicicome piccola muliano con iniziative tua non potremmo che riguarderanno mai realizzare da non solo il settore soli senza il sostesanitario, ma angno di una granche quello sociale de mutua come la a favore delle perCesarePozzo. sone più deboli e più fragili. Grazie Ovviamente - agalla CesarePozzo giunge il presiPaolo Pumilia dente Paolo Pupotremo usufruire del supporto tecnico, opera- milia - prioritario sarà il nostro tivo ed informatico, ma anche impegno per la promozione del

mutuo soccorso nelle diverse categorie di cittadini e di lavoratori come in atto stiamo facendo con il Sindacato Militare Arma dei Carabinieri anche con prestazioni elaborate appositamente per loro. Grazie alla collaborazione con la CesarePozzo - conclude il presidente di Mutua Trinacria – contiamo altresì di svolgere iniziative educative e culturali per far conoscere e sviluppare nel territorio i valori del mutuo soccorso e della solidarietà”. Sebastiano Baudo

NOTIZIE DALLE SEDI ORARI PROVVISORI SEDE DI ROMA

Fino a nuovo avviso la sede è aperta solo nei giorni: lunedì, martedì, giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 13,30 alle 17. dicembre

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di Sara Pigliapoco

IMPORTI E VARIE MODALITÀ DI PAGAMENTO DEI CONTRIBUTI ASSOCIATIVI DA VERSARE ALLA CESAREPOZZO In vista dell’imminente arrivo dell’anno 2020, cogliamo come ogni anno l’occasione per ricordare le modalità e le frequenze di pagamento dei contributi associativi alla CesarePozzo, ricordando agli assistiti che a partire dal 1° luglio 2019 alcune forme di assistenza hanno subito un piccolo aumento. In questa pagina potrete trovare un prospetto riepilogativo degli importi e delle dilazioni, nonché gli estremi dei conti correnti bancario e postale da utilizzare.

Pagamento a mezzo POS Questo metodo di pagamento è possibile solo nelle sedi di Palermo, Messina e Catania.

Pagamento a mezzo bollettino di c/c postale Agli assistiti che hanno scelto il bollettino postale come mezzo di pagamento, verranno inviati al proprio domicilio, entro le scadenze stabilite, i bollettini premarcati con l’indicazione dell’importo, della causale, delle forme di assistenza e del periodo da pagare. Preghiamo vivamente tutti i soci di utilizzare esclusivamente questi modelli prestampati, che ci permettono di acquisire in automatico i singoli pagamenti. Qualora, per qualsiasi motivo, l’assistito non dovesse ricevere il bollettino, potrà richiederne un duplicato tramite la sua sede territoriale o l’infocenter. Il bollettino verrà recapitato a mezzo mail o posta ordinaria da parte degli uffici centrali di Milano.

Forme di Assistenza Annuale Semestrale Trimestrale Mensile (*)

NUMERO DI CONTO CORRENTE POSTALE DI CESAREPOZZO Numero c/c postale

36252203

Pagamento a mezzo SDD (ex RID) bancario o postale Gli assistiti che hanno optato per questo metodo di pagamento, troveranno l’addebito delle somme dovute direttamente sul proprio conto corrente bancario o postale. Chi lo volesse invece scegliere ex novo, potrà contattare le nostre sedi territoriali, l’infocenter oppure scaricare direttamente l’apposito modulo dal nostro sito www.mutuacesarepozzo.org. Chiediamo sempre ai soci di compilare con chiarezza e per intero il modulo, per evitare eventuali disguidi. Pagamento con bonifico bancario o postale È possibile versare i contributi anche a mezzo bonifico bancario o postale. In questo caso raccomandiamo ai soci di indicare sempre il proprio codice fiscale, la forma di assistenza e il relativo periodo che si intende coprire. In questo modo potremo registrare velocemente e senza margine di errore, il pagamento effettuato.

NUMERI DI IBAN PER I PAGAMENTI ALLA CESAREPOZZO Iban c/c bancario

IT18A0306909606100000124565

Iban c/c postale

IT77O0760101600000036252203

Trattenuta sulla busta paga Questa modalità di pagamento può essere utilizzata solo dai soci dipendenti di aziende che hanno sottoscritto un apposito verbale di accordo per la trattenuta a ruolo con la nostra Società. In questo caso ogni assistito avrà direttamente l’addebito mensile del contributo associativo sulla propria busta paga. L’azienda provvederà poi ad effettuare il versamento cumulativo dei contributi alla CesarePozzo a mezzo bonifico bancario, secondo le modalità e le scadenze previste dall’accordo, per far sì che i soci risultino in regola coi pagamenti. dicembre

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FORME DI ASSISTENZA-FREQUENZE PAGAMENTO-IMPORTI IN EURO

BASE Tutela globale

252,00

126,00

63,00

21,00

Prima tutela

180,00

90,00

45,00

15,00

A4

144,00 non prevista non prevista non prevista

AGGIUNTIVE Salute più

228,00

114,00

57,00

19,00

Salute single

108,00

54,00

27,00

9,00

Partner

72,00

36,00

18,00

6,00

Tutela figli

90,00

45,00

22,50

7,50

Tutela inidoneità

60,00

30,00

15,00

5,00

Tutela inidoneità partner

60,00

30,00

15,00

5,00

Tutela serenità

24,00 non prevista non prevista non prevista

(*) Il pagamento mensile è possibile solo per gli assistiti che pagano a mezzo trattenuta in busta paga

Tutte le modalità di pagamento sopra descritte sono ammesse e riconosciute dalla legge, quindi tracciabili. Questo permette agli assistiti la detrazione, nei limiti previsti dalla normativa vigente, del contributo associativo dalla propria dichiarazione dei redditi. Ci preme sottolineare che, per poter usufruire della detrazione, il versamento deve essere fatto direttamente dall’assistito. Pertanto, nel caso in cui sia una persona diversa dal socio ad effettuare il pagamento per suo conto, il socio stesso non avrà diritto alla detrazione, né tanto meno chi effettua il pagamento. Si ricorda inoltre che i pagamenti sono, come da Regolamento applicativo, annuali e anticipati; la Cesare Pozzo ha scelto, per agevolare i soci, di concedere la possibilità di dilazionare i versamenti in semestri o trimestri, sempre anticipati; il pagamento mensile è possibile soltanto per chi ha la trattenuta del contributo in busta paga. Agli assistiti con un ritardo nei pagamenti superiore a 30 giorni, non verranno riconosciuti eventuali sussidi maturati sin dal mese in cui diventano morosi; questi soci avranno diritto solo al rimborso delle prestazioni verificatesi dopo aver sanato lo scoperto contributivo. Dopo 180 giorni di morosità, l’assistito decade e verrà cessato perdendo ogni diritto.


60125 ANCONA Via G. Marconi, 227 07143437 Fax 0712149015  lunedì e giovedì 15-18 martedì, mercoledì e venerdì 8.30-12.30

60019 SENIGALLIA Via Bonopera, 55 3333446461  giovedì 16.30-18.30

MOLISE

86100 CAMPOBASSO Via Garibaldi, 67/69 0874482004 Fax 0874494098  da lunedì a venerdì 8.30-13 martedì e giovedì 15-16.30

PIEMONTE VALLE D’AOSTA

10128 TORINO Via Sacchi, 2 bis 011545651 Fax 0115189449  lunedì, martedì e giovedì 9-12.30/14.30-17 venerdì 9-12.30

28845 DOMODOSSOLA (VB) Piazza Matteotti, 20 3348475377 3387504467  martedì 10-13 gli altri giorni su appuntamento telefonico

74100 TARANTO Via Lago di Como, 9 c/o Comitato UNICEF 3397012878  martedì e giovedì 16-18 venerdì 9.30-12

98123 MESSINA Via La Farina, isol. 278 090770119 Fax 0266726636  lunedì e venerdì 9-13 mercoledì 11-12.30/ 14-17

28100 NOVARA Corso Trieste, 6/A 0321612583  martedì e venerdì 9.30-11.30

SARDEGNA

91100 TRAPANI Piazza Ciaccio Montalto c/o Autostazione Ast Stazione Fs 092323222 3200131500  lunedì, mercoledì e venerdì 10-12

☎ ☎

10043 ORBASSANO Via Giolitti, 6 3381927025  martedì 16-18

PUGLIA

70122 BARI Via Beata Elia di San Clemente, 223 0805243662 0805730206 Fax 0805211661  lunedì, martedì, giovedì e venerdì 9-13 mercoledì 15-17

☎ ☎

70051 BARLETTA Via Monfalcone, 62 0883534139  martedì e giovedì 10-12

15121 ALESSANDRIA Viale Brigata Ravenna, 8 c/o Dlf 0131252079 3497229033  lunedì 17.30-19 venerdì 9-10.30

72100 BRINDISI Via San Giovanni Bosco, 6/A 3387369045  martedì e mercoledì 17-19 giovedì 10-12

11100 AOSTA Via Xavier de Maistre, 36 c/o Il Focolare Congregazione Suore San Giuseppe 3756242945 3200462242 3475469064  martedì 9-12 giovedì 15-18

71121 FOGGIA Via Campanile, 11 0266726558 Fax 0266726559  martedì, mercoledì e giovedì 10-12.30 mercoledì 15.30-17.30

28041 ARONA Via Largo Duca di Aosta, 1 c/o Dlf e Fax 0322240270 3395073994  martedì e venerdì 10-12

☎ ☎

☎ ☎ ☎

☎ ☎

12100 CUNEO Via XXIV Maggio c/o Dlf 0171690458 3202842935  martedì e venerdì 10-12

☎ ☎

73013 GALATINA (LE) Via Michele La Porta, 8 bis c/o Caaf Cgil 3332423085  giovedì 17-18 73100 LECCE Via Delle Anime, 16/A 0832244865  mercoledì e venerdì 10-12 giovedì 16-18

07100 SASSARI Corso Vico, 2 079236394 Fax 0792010241  lunedì, martedì e giovedì 9-12 mercoledì 15-18 venerdì solo su appuntamento

09100 CAGLIARI Via Mameli, 47 e Fax 070658418  lunedì 15-18 da martedì a giovedì 9-12 venerdì solo su appuntamento

09013 CARBONIA Via Roma c/o Craal Arst ex Fms  martedì e venerdì 9-12 07026 OLBIA Via Salvatore Fera, 3/A 07891840854  lunedì e venerdì 16-18

SICILIA

90133 PALERMO Via Torino, 27/D 0916167012 Fax 0916177524  da lunedì a giovedì 9-12.30/15-17 venerdì 9-12.30

92021 ARAGONA (AG) Via Giacco Calleja, 14 3450814320  su appuntamento

93100 CALTANISSETTA Piazza Roma, 28 3683746676 Fax 0934554850  martedì e giovedì 10-12

95131 CATANIA Via Pietro Mascagni, 45/B (a fianco della sede INPS) 095530113  lunedì e mercoledì 9-12 martedì 9-13 giovedì 14-17

☎ ☎

TOSCANA

50123 FIRENZE Via degli Orti Oricellari, 34 055211806 Fax 055296981  lunedì e mercoledì 9-12.45/14-17.45 martedì, giovedì e venerdì 9-12.45

52100 AREZZO Piazza della Repubblica, 2c c/o Dlf 0575401054  lunedì 10.30-12.30 mercoledì 16-18

57023 CECINA

☎ 3403458061 53043 CHIUSI Piazza Dante Interno stazione FS 3466318128  venerdì 9-11

57021 LIVORNO

☎ 3403458061

55100 LUCCA Viale Camillo Benso Cavour, 123 c/o Dlf 0583999923 3477663120  giovedì 16-17.30

☎ ☎

54100 MASSA CARRARA 3288699905  su appuntamento

56100 PISA c/o Binario 1 stazione Pisa Centrale lato tronco Ovest 0583999923 3477663120  martedì 9.30-12

☎ ☎

51100 PISTOIA Piazza Dante Alighieri, 1 c/o Dlf 057322637  martedì 16.30-18.30

TRENTINO ALTO ADIGE

39100 BOLZANO Piazza Verdi, 15 int. 4 0471300189 Fax 0471309589  lunedì 13.30-17.30 da martedì a venerdì 9-12

39012 MERANO SINIGO Via Nazionale Sinigo, 59 c/o Memc 3472303868  mercoledì 16-18

38100 TRENTO Via Andrea Pozzo, 4 c/o Atrio Stazione Autocorriere 0461233437  lunedì e venerdì 9-12 mercoledì 14.30-17

UMBRIA

06034 FOLIGNO Via Nazario Sauro, 4/B 0742342086 Fax 0742349043  lunedì 15.30-18 mercoledì e giovedì 9-12

le nostre sedi

MARCHE

VENETO

30175 MARGHERA (VE) Via Ulloa, 5 041926751 Fax 0415387659  lunedì 14.30-17.30 da martedì a venerdì 9-12

☎ telefono ☎ telefono FS  orari

di apertura al pubblico

35100 PADOVA Via Jacopo D’Avanzo, 4 c/o Dlf e Fax 0498763815  lunedì e mercoledì 9-13

31100 TREVISO Piazzale Duca d’Aosta presso CRA ACTT (edificio biglietteria ACTT c/o Bar 1° piano) 041926751 Fax 0415387659  secondo martedì di ogni mese 8-11

37138 VERONA Via Adriano Cristofoli, 35 3889357771 3346734663  lunedì 8.30-12.30 martedì 14-18

☎ ☎

36100 VICENZA Viale Venezia, 14/B Stazione Fs c/o Sala Rsu 3400766881  su appuntamento

53100 SIENA Piazzale F.lli Rosselli, 17 3492629275  lunedì 15.30-17.30

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Profile for Mutua Cesare Pozzo

IL TRENO 5 2019  

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