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. IT La prima non-rivista che sceglie il meglio della musica in circolazione - www.musicletter.it - Anno V - Update N. 63

F AT HE R MURP HY E T RE AL L E GRI RAGAZ Z I MORT I

MUSICA M. WARD, FANFARLO, MUSICANOVA, AMUTE, AKIMBO, ZERO BOYS, DM STITH, ATARI TEENAGE RIOT, ENON, THE LEISURE SOCIETY, SHEMEKIA COPELAND, ULVER, AC/DC, FUZZ ORCHESTRA, LILI AÑEL, MISFITS, THEE JONES BONES, THE HOUSEMARTINS, BILLIE THE VISION AND THE DANCERS, LOTAR2, WILFRIED*, MIDNIGHT CHOIR, RAMONES, AA.VV.

(IL

CANTO

DI

MALAVITA),

DESOLATION

WILDERNESS,

THE

LIBRI ALINA REYES FILM THE LAST WALTZ, FRAMMENTI DI CINEMA RIMOSSO.

WHO

(DVD)


musicletter.it chi siamo Lu ca D Am br osio Domenico De Gasperis Nicola Guerra Jori Cherubin i Massimo Bernardi Marco Archilletti Manuel Fiorelli Pier Angelo Cantù Pasquale Boffoli Franco Dimauro Gianluca Lamberti Luigi Farina Luca Mezzone Daniele Briganti Domenico Marcelli Costanza Savio Michele Camillò

Le preghiere non cureranno l'AIDS.

Luca Rea Claudia De Luca

La ricerca sì. amfAR for AIDS RESEARCH

Alessandro Busi Nicola Pice Massimo Megale Antonio Anigello Valerio Granieri Stefano Sciortino Luigi Lozzi Gaia Menchicchi Andrea Dusio

musicletter.it webmaster / progetto grafico Lu ca D Am br osio

musicletter.it informazioni e contatti www.musicletter.it redazione@musicletter.it

musicletter.it copertina update n. 6 2 / 2009 - 0 3 - 2 1 FATHER MURPHY+TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI

photos by Viridiana Casara + Marcella De Gregoriis © by L. Colucci

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update n. 6 3

sommario

MUSICA | SPECIALE INTERVISTE 0 4 TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI 0 7 FATHER MURPHY by Nicola Guerra

by Antonio Anigello

MUSICA | RECENSIONI 12 DM STITH Heavy Ghost (2009 ) by Domenico De Gasperis 1 3 SHEMEKIA COPELAND Never Going Back (2009 ) by Luigi Lozzi 1 4 FANFARLO Reservoir (2009 ) by Nicola Pice 1 5 M. WARD Hold Time ( 2009 ) by Luca D Am br osio 1 6 BILLIE THE VISION & THE DANCERS I Used To Wander These Streets ( 2009 ) by Franco Dimauro 1 7 LOTAR2 Favole e Cicorie ( 2009) by Nicola Pice 1 8 THE LEISURE SOCIETY The Sleeper (2009 ) by Luca D Am brosio 1 9 FUZZ ORCHESTRA Comunicato n. 2 ( 2009) by Franco Dimauro 20 LILI AÑEL Life or Death ( 2008) by Luigi Lozzi 2 1 WILFRIED* D'Ailleurs ( 2008) by Nicola Pice 2 2 DESOLATION WILDERNESS White Light Strobing (2008) by Luca D Am brosio 2 3 THEE JONES BONES Sticks & Stones (2008) by Nicola Guerra 2 4 ENON Grass Geysers... Carbon Clouds (2007) by Claudia De Luca 2 5 AMUTE The Sea Horse Limbo (2006 ) by Claudia De Luca 2 6 MIDNIGHT CHOIR Waiting For The Bricks To Fall (2003 ) by Luigi Lozzi 2 7 ULVER Perdition city ( music to an interior film) (2000 ) by Valerio Granieri 2 8 AA.VV. Canzoni di Malavita (Le Canzoni Della Mafia) (2006 ) by Franco Dimauro 29 ATARI TEENAGE RIOT Delete Yourself! ( 1995 ) by Antonio Anigello 3 0 THE HOUSEMARTINS London 0- Hull 4 ( 1986) by Franco Dimauro 3 1 RAMONES Animal Boy ( 1985) by Costanza Savo 32 RAMONES Halfway to Sanity ( 1987) by Costanza Savo 33 MISFITS Walk Among Us ( 1982) by Manuel Fiorelli 34 ZERO BOYS Vicious Circle ( 1982) by Antonio Anigello 3 5 AC/DC Highway to Hell ( 1979) by Manuel Fiorelli 3 6 MUSICANOVA Garofano d'ammore | Brigante Se More | Festa Festa ( 7 6 - 7 9 - 8 1 ) by Franco Dimauro MUSICA | DVD 38 THE WHO At Kilburn 1977

( 2008) by Luigi Lozzi

ALTRI PERCORSI | LIBRI 39 ALINA REYES La polit ica de ll a m or e ALTRI PERCORSI | FILM 4 1 THE LAST WALTZ Martin Scorsese

( 2008) by Luca D Am brosio

( 1978) by Stefano Sciortino

ALTRI PERCORSI | FRAMMENTI DI CINEMA RIMOSSO | TERZA PARTE 4 6 DEUS E O DIABO NA TERRA DO SOL Glauber Rocha ( 1964) 4 7 FILM Samuel Beckett ( 1965) by Nicola Pice 4 8 MOUCHETTE Robert Bresson (196 7 ) by Nicola Pice

by Nicola Pice

© ML 2005-2009 BY L UCA D AMBROSI O ML non ha scopi di lucro, il suo unico obiettivo è la diffusione della buona musica www.musicletter.it non contiene informazioni aggiornate con cadenza periodica regolare, non può quindi essere considerato "giornale" o "periodico" ai sensi della legge 62/01. Non esiste un editore e il webmaster non è responsabile di quanto scritto, pubblicato e contenuto nel sito e in ciascun pdf (vedi privacy e note legali su www.muscletter.it)

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update n. 6 3

speciale intervista

TRE ALLEGRI RAGAZZI M ORTI Intervista © 2009 di

Antonio Anigello

A due anni dall uscit a dell ult im o album dei Tr e Alle gr i

Ra ga zzi M orti, siam o andat i a curiosare per vedere cosa

bolle nella pent ola della band più adolescent e d Italia

tra

fum et t i, m usica e la loro ot t im a et ichet t a La Te m pe st a ,

En r ico M olt e n i, bassist a, si prest a a un int ervist a flash

con qualche piccola ant icipazione sul fut uro del t rio e una

riflessione sul festival della città dei fiori

Dopo l apprezzato e maturo La Seconda Rivoluzione Sessuale, i Tre Allegri Ragazzi Morti si se n t on o a n cor a de gli e t e r n i a dole sce n t i o qua lcosa è ca m bia t o ( non ost a n t e l età a na gr a fica ) n e l m odo di in t e r pr e t a r e il sa n t o r ock ? Qu a n t o il vost r o im m a gin a r io fumettistico, si discosta dalla vita reale di tutti i giorni? Tre allegri raccont ano spesso e volent ieri il periodo più m ist erioso, affascinant e e brufoloso dell'uom o: l'adolescenza. Non solo quello, sia chiaro. Ne La seconda Rivoluzione Sessuale forse questo tema è messo da parte, ma non escludiamo che torni fuori. Insomma, c'è sempre qualcosa da dire sull'adolescenza, quando le em ozioni e i sogni sem brano ancora reali. L'im m aginario fumettistico si discosta parecchio dalla nostra vita quotidiana.

Ch e cosa a ve t e in ca n t ie r e pe r qu e st a nn o? Con side r a n do la vostra instancabile logorrea musicale, ci possiamo attendere n e w s r igua r da n t i il n u ovo a lbu m ? St a t e la vor a ndo a d a lt r i progetti paralleli? St iam o

per

com inciare

il

nuovo

disco,

direi

uscirà

per

gennaio/ febbraio 2010. Sarà il più bello perché, a differenza di alt ri, m iglioriam o col t em po. Proget t i paralleli ce ne sono, m a sono segreti!

ML 04


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update n. 63

speciale intervista: tre allegri ragazzi morti Da Piccolo in t e r ve n t o a vivo a oggi di cose n e a ve t e fa t t e pa r e cch ie , cosa è r im a st o di qu e gli a n ni e cosa t r ova t e di sost a n zia lm e n t e diffe r e n t e oggi? Com è m u t a t o il vost r o pubblico? Beh, di cose ne sono cam biate

int ernet , il t elefonino, il Tom

Tom... il pubblico che ci segue invece è sem pre sim ile, giovane, appassionato e affettuoso.

Con il senno di poi, cosa non avreste mai dato alle stampe? C è qualcosa di cui non siete particolarmente fieri o, perlomeno, che modifichereste volentieri? Personalmente avrei dedicato più attenzione a La testa Indipendente. È un disco pieno di bei pezzi ma registrati live e saturissimi. Mi piace ma l'avrei laccato un po' di più.

Qu a n t o influ isce , n e l m odo di in t e n de r e la m u sica de i Tr e Alle gr i Ra ga zzi M orti, il fa t t o di autogestirvi con la vostra etichetta La Tempesta? Beh, siam o m anager di noi st essi, olt re che discografici di noi st essi. Quindi siam o liberi m a autocritici. È bello e impegnativo, servono passione e distacco.

Davide Toffolo, olt r e a e sse r e il ca n t a n t e de lla ba nd, è u n a ffe r m a t issim o dise gna t or e di fumetti. Come si trova l equilibrio tra le due professioni e qual è il punto di contatto? Diciam o che Tre allegri e fum et t i sono frut t o dello st esso albero. Le sim ilit udini sono m olt e, m a con matita e plettro ci si esprime in modo diverso.

La Te m pe st a è , se nza dubbio, u n a de lle m iglior i e t ich e t t e it a lia n e . Olt r e a voi sono fa n n o

pa r t e

de l

team ,

in nu m e r e voli or m a i i n om i ch e qu a l

è

st a t a

la

m ot iva zion e

a

intra pr e nde r e que st o pe r cor so? Qua li sono i pr oposit i pe r il fu t u r o de ll etichetta? Pr ossim e u scit e ? Qu a le a r t ist a sie t e particolarmente orgogliosi di ospitare presso La Tempesta? La Tem pest a Dischi ci riem pie di gioia e soddisfazioni, olt re che di lavoro. Le prossim e uscit e sono Uochi Toki e Sick Tam buro. Ne sent iret e parlare. Siam o fieri di ogni disco, quindi non vorrei fare differenze. Le Luci Della Cent rale Elettrica è indubbiam ent e quello che ha avut o più riscont ro sul grande pubblico.

D obbia m o a spe t t a r ci qua lch e a lt r a cove r

Treallegrimortizzata

n e l pr ossim o a lbu m ?

Posso chiedervi qualche anticipazione? Mm m . Sì, forse ce ne sarà una, forse due. Ma non ant iciperei nient e, ancora non ne siam o sicuri. Si tratta di due gruppi "amici".

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update n. 63

speciale intervista: tre allegri ragazzi morti M olt i son o i gr u ppi it a lia n i ch e sono nati negli ultimi anni, quali sono quelli che sentite più vicini a lla vost r a a t t it u din e m u sica le ? Ave t e

qu a lche

n om e

da

suggerire in proposito? Oltre ai gruppi de La Tempesta direi Dente, che ci piace molto.

Qu a n t a polit ica c è n e lla vit a de i Tr e Alle gr i Ra ga zzi M orti? Ch e cosa pu ò fa r e u n a dole sce n t e pe r non se n t ir si solo un in gr a na ggio sost it u ibile di u n sist e m a ? Cosa pe n sa t e de llo sgom be r o de l glor ioso Cox18 e de lle de m ocr a t ich e

polit ich e socia li

de l

Comune di Milano? Beh, il Cox18 è st at o rioccupat o e noi siam o andat i pront am ent e a suonarci, di prim o pom eriggio. La politica (o almeno le sue dinamiche) ci affascina molto. Crediamo ancora sia possibile cambiare le cose che non vanno grazie a basso- chitarra- batteria e alle parole.

Quale album vi sentireste di consigliare come rimedio di qualsiasi male? Il sacro Graal del RNR: la banana dei Velvet Underground, che di male è piena.

Elvis è vivo, qu e st o è ovvio, m a se r it or na sse a fa r si ve de r e da l pubblico ( u n po com e Mina a ll u lt im o fe st iva l di Sa nr e m o) com e ve dr e bbe le n uove le ve in t e r na ziona li de l rock? O Gesù, non ne ho idea! Le vedrebbe dall'alto? Se è vivo, meglio che rimanga nascosto!

A pr oposit o di Sa n r e m o, ch e cosa pe n sa t e de lla pa r t e cipa zion e di m ost r i sa cr i de lla m u sica indipe n de n t e it a lia na com e gli Afterhours? Ci dobbia m o a t t e n de r e , t r a qu a lche anno, di vedere tra Al Bano e Iva Zanicchi anche il nome dei Tre Allegri Ra gazzi Morti? Personalm ent e, non disdegnerei un invit o. Vedrem o, secondo m e gli Afterhours hanno fat t o bene ad andare.

Com è st a t a l e spe r ie n za di Davide Toffolo a l fe st iva l Mona Foma in Ta sm a n ia con il Pasolini Project? Davide è tornato carico dall'Oceania, continuava a dire: "figata!".

TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI: www.myspace.com/treallegriragazzimorti Foto Marcella De Gregoriis (pag. 03) e Olivier Cimenti (pag. 06) Intervista di Antonio Anigello www.musicletter.it

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speciale intervista

FATH ER M URPH Y Intervista © 2009 di

Nicola Guerra

Mist eriosi, geniali, ironici e sorprendent i. I l percorso m usicale dei t revigiani Fat her Murphy, che già in passato aveva toccato t em i religiosi, si concret ezza in

And He

Told Us To Turn To The Sun, un concept sull eresia. Siam o st at i inginocchiat i per un oret t a nel confessionale ad ascolt are le dichiarazioni

del

reverendo

Federico

Zanat t a, voce e chit arra del t rio. Ecco di seguit o le rivelazioni

Pa r t ia m o da l n uovo disco in t it ola t o

And H e Told Us To t u r n To The Su n ( r e ce nsion e

ML 61). Come è stato pensato, concepito e realizzato? Per la prim a volt a abbiam o lavorat o su un'unica idea di circa 30 m inut i, per poi dividerla in 9 m ovim ent i e quindi nove brani. Alcuni sono più vicini alla form a canzone, alt ri addirit t ura non pot rebbero essere ascolt at i se st accat i dalla t raccia precedent e o seguent e... Ora però che il disco è finalm ent e regist rat o e uscit o preferiam o lasciare la parola a chi lo ascolt a. Lo abbiam o realizzat o ancora una volt a con il grande aiut o di Re Davide Crist iani del Bom banella St udio, in un periodo in cui lui st ava provando e sperim ent ando t ut t a una serie di m acchine cust om izzat e per il suo st udio, il che di sicuro ha cont ribuit o a dare un part icolare suono al disco. Non abbiam o ut ilizzat o am pli nem m eno in st udio, abbiam o m icrofonat o a dist anze diverse, a seconda dello strumento o della parte del pezzo, le casse della regia. Quindi tutto si è svolto nel più religioso dei silenzi.

Ch i e r a n o ie r i i Fa t h e r M u r ph y e cosa sono diventati oggi? I Fat her Murphy di ieri erano un duo, un t rio, un

non gruppo , una cerchia di am ici che, a

seconda di dove

risiedeva, sapeva di pot er

cont are su fidi m usici per im bast ire quest o o quel concert o e provare a regist rare qualcosa. Oggi invece i Fat her Murphy sono in 3 ( forse c'è

st at o

addirit t ura

un

processo

di

canonizzazione) cont raddist int i da un proget t o e dalla consapevolezza di sapere com e port arlo a t erm ine. Anche quest a versione è com unque ovviamente a scadenza. ML 07


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speciale intervista: father murphy Ch e r a ppor t o a ve t e con la r e ligion e ? Pe r ch è u n con ce pt su ll e r e sia ? Com e la vive t e ? Non riesco a rispondere alla prim a dom anda né per m e né per gli alt ri due com ponent i del gruppo. Siam o effet t ivam ent e t ut t i e t re bat t ezzat i, quest o è un dat o di fat t o, m a sicuram ent e cerchiam o di relazionarci con la religione a m odo nost ro e, quindi, in m aniera com plet am ent e diversa e perciò anche m olt o personale. I l nost ro disco è un concept sull'eresia int esa com e capacit à, anzi, necessit à di scegliere. Noi l'abbiam o fat t o diret t am ent e nel disco, abbiam o cercat o, dopo uno sforzo apost olico e dopo essere cadut i nel dubbio, di andare il più giù possibile, sia in senso m et aforico m a anche come ricerca di un qualcosa di più profondo. Ecco, abbiamo completamente eliminato lo stadio dell'essere pensierosi per propendere per una sana scelta mistica e apocalittica...

Rispe t t o

al

pr e ce de n t e

Six

M u sicia ns Ge t t in g Un k n ow n , il su ono si è

a llon t a na t o da lle

fila st r ocche sghe m be de i primi Pin k

Floyd

ed

è

diventato

qu a lcosa di in de fin it o, eppure r icon du cibile

solo

a

voi,

al

vost r o m on do e a l vost r o m odo di in t e n de r e la m u sica . Com e ci sie t e a r r iva t i, qu a li sono st a t i, olt r e a i Pin k Floyd, i gr uppi che vi

ha n no

a ccom pa gna t o

in

qu e st a con sa pe vole zza e qua li or a vi st a n no da ndo st im oli pe r in t r a pr e nde r e a lt r e direzioni? Syd Barret t , com e gli Os Mut ant es, si è sem pre cont raddist int o per avere due facce, m olt e volt e anche cont em poraneam ent e:

lo sberleffo fanciullesco che cant icchia una filast rocca e la

consapevolezza di qualcos'alt ro di cui viene però descrit t a solo l'at m osfera, non la verit à che con sé port a. Qualcosa di pesant e, oscuro, m a com unque sincero. Qualche anno fa, e com unque prim a dell'uscit a di Six Musicians, i Liars hanno fat t o uscire il loro secondo disco, " The Were Wrong So We Drowned" , che penso sia uno dei dischi più puri e sinceri, quant om eno degli ult im i 20 anni. Grazie a quel disco abbiam o scopert o i This Heat , o m eglio, grazie a Egle ( Massim o Volum e) e Marcella ( Blake/e/ e/ e) che ce li hanno indicat i com e nat urali genit ori dei Liars. I nsom m a, quest a m usica che ci st a accom pagnando nasce dalla voglia di sperim ent are nonost ant e esist a una concat enazione con il passat o. Vidi gli st essi Liars parecchi anni fa cim ent arsi dal vivo in Territ orial Pissings dei Nirvana e quindi credo che la m usica non segua schem i predefinit i. Gli st im oli ci vengono dat i proprio dai gruppi capaci di rielaborare anche il passato senza che questo risulti vecchio. ML 08


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speciale intervista: father murphy Il vost r o m on do! Ra ccon t a t e ci cos è il la bor a t or io M a dca p, cosa fa t e o cosa cercherete di fare per il futuro. Madcap è un collet t ivo. Abbiam o delle affinit à, soprat t ut t o a livello at t it udinale, e diverse propensioni per ciò che riguarda il nost ro m odo di int endere la m usica. Ecco quindi il m ot ivo per cui non possiam o essere definit i o definirci solo una et ichet t a discografica. Più che alt ro ci consideriam o un bacino all'int erno del quale far succedere delle cose, siam o delle persone che hanno un im post azione m ent ale sim ile e che vorrebbero usare l et ichet t a com e luogo dove far nascere proget t i che in alt ri luoghi non avrebbero la possibilit à di sbocciare e di seguire un loro personale percorso art ist ico. Per il fut uro abbiam o in program m a alcune uscit e in vinile t ra cui Wolt her goes St ranger e anche il nost ro disco ( ora uscit o solo in cd e m usicasset t a) e forse anche due DVD, Gom m a Workshop e Figliot ucano. Molt o probabilm ent e riuscirem o anche a fest eggiare il nost ro sest o com pleanno con una sort a di m ini fest ival, in cui present erem o

le prossim e

produzioni, proprio come abbiamo fatto lo scorso anno! A pr oposit o de lla vost r a e t iche t t a , due a n n i fa son o st a t o colpito da l be llissim o t r ibu t o a i br a silia n i Os M u t a n t e s. Un pr oge t t o de l ge n e r e pot r à r ifa r si in fu t u r o, m a ga r i con u n 'a lt r a ba n d da om a ggia r e ? Com e a ve t e fa t t o a coin volge r e così t a nt e pe r son e pe r u n gr u ppo a ppa r e nt e m e nt e poco conosciuto? Non lo so. È st at a una cosa nat a quasi per caso quella di organizzare

un

t ribut o

agli

Os

Mut ant es,

ma

com unque

spont aneam ent e, senza pensarci t roppo. Penso che sia uno di quei pochissim i gruppi che ci m et t e t ut t i d'accordo. Alt re band da om aggiare ce ne sono, cert o, m a se dovessim o ripet erci m i sem brerebbe di t ogliere im port anza alla prim a esperienza. Per quant o riguarda il lavoro fat t o per coinvolgere i vari part ecipant i, abbiam o avut o varie persone che ci hanno aiut at o, in prim is Marco Dam iani di Silly Boy Ent , poi Susanno Mot t a, m anager di Whit e Flag. Abbiam o passat o giornat e int ere a scrivere e- m ail e let t ere ai gruppi che rit enevam o pot er essere int eressat i al proget t o. E poi t i assicuro che, si, in I t alia non sono m olt o conosciut i, m a all'Estero è un'altra cosa, soprattutto in Inghilterra e Stati Uniti. Poi di certo ha aiutato il fatto che i Mut ant i st essi fossero coinvolt i nel proget t o, Arnaldo ha disegnat o il post er, Sergio ha regist rat o e m ixat o una delle t racce del t ribut o, e quando hanno fat t o l'unica dat a in I t alia due anni fa ci hanno chiest o di essere present i per present are il disco. Da idoli adolescenziali sono divent at i a tutti gli effetti dei maestri.

Se qu a lcun o in fu t ur o vor r à fa r e un t r ibu t o a i Fa t h e r M u r ph y, ch i vor r e st e ca n t a sse le vostre canzoni? Mah, così a caldo t i direi gruppi o proget t i che devono ancora venire. Ci sono t alm ent e t ant i gruppi fondam ent ali da om aggiare che se uno pensasse ai Fat her Murphy non m i t roverebbe d'accordo. Ecco, forse una cosa t ipo quella successa ai Met allica con degli scandinavi che hanno rifatto con archi i loro pezzi (Ndr: rido mentre scrivo questo...) ML 09


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update n. 63

speciale intervista: father murphy Ovviamen t e vie ne da r ide r e a nch e a m e . Qu a li sono i gr u ppi che secondo voi lasceranno qualcosa fra 20 anni? Non lo so. Più che a gruppi m i viene da pensare a esperienze professionali e di " vit a" che m agari anche t ra 20 anni pot ranno essere d'esem pio a chi si accingerà ad ent rare nel m ondo della m usica, com e m usicist a o com e produt t ore et c et c

Mi auguro che

siano com unque gruppi, persone capaci di conciliare la qualit à della loro propost a m usicale con una passione che resist a nel t em po, non im port a la quant it à m a la capacit à di fot ografare anche solo un m om ent o Tor n ia m o a l disco; uscit o pe r un 'a lt r a e t ich e t t a ( pe r ch è n on la M a dCa p?) , r e gist r a t o in u n a ch ie sa e r a cch iu so in un pa ck a gin g st u pe ndo. Sie t e soddisfa t t i di t u t t o o a con t i fa t t i qua lcosa si pot e va fa r e a n cor a ? È ve r o che i disch i non si ve n dono? Sie t e a n cor a le ga t i a ll ogge t t o che racchiude la magia della musica? Madcap è un m archio, una volt a " sposat o" non t e lo t oglie più nessuno. Boring Machines per noi rappresent a t ut t o quello che un'et ichet t a dovrebbe avere, e quindi, alla propost a di far uscire per loro il nost ro nuovo disco, la rispost a è st at a ovviam ent e afferm at iva da part e di t ut t i! E ce ne siam o st upit i! Era da t em po che dicevam o che si, volevam o t rovare qualcuno che pot esse credere in noi all'est ero, m a che in I t alia non sent ivam o assolut am ent e il bisogno di guardarci at t orno. Ed eccoci quindi qui, felici del nost ro esserci cont raddet t i, e felici per com e le cose st iano andando. Fare di più? Si può, anzi, si deve sem pre fare di più! Boring Machines ci rappresent a, olt re che in Italia, anche molto in Europa. Stiamo avendo numerosi passaggi anche in radio americane, grazie al lavoro di prom ozione, coadiuvat o ancora una volt a da Marco Dam iani, e, grazie a quest o e all'ult im o t our fat t o in USA, il disco uscirà in prim avera in una diversa versione st am pat o da un'etichetta americana. Non ti dico nome o di più per scaramanzia, non avendo ancora "concluso" l'accordo. Cont em poraneam ent e la No- fi Recordings di Rom a st a lavorando ad un form at o in cassetta limitato a 70 copie, mentre una piccola etichetta di Portland farà uscire un'altra cassetta, quest a volt a con t irat ura di 100 copie, cont enent e solo pezzi live e due/ t re spunt i regist rat i qui e là. E poi a breve avrem o pront o anche il vinile, st iam o giust o cercando di incast rare il t ut to... Non si vende t ant o dici? Sì, è vero. Ma noi facciam o t irat ure m olt o lim it at e, così quando vedi lo scatolone finalmente vuoto ti senti soddisfatto... Poi ovviamente bisogna suonare molto e sempre, dal vivo intendo. E, per fortuna, è una cosa che ci piace tuttora fare. Com e concilia t e il vost r o la t o

oscu r o

con l ir on ia ? Ovve r o, la vost r a m u sica influ isce

su l vost r o m odo di com por t a r vi? N on fosse così u n gior n o vi t r ove r ò a sgozza r e ca pr e t t i a dor a n do qu a lch e de m on e

( r isa t a )

L'ironia, meglio se autoironia, è fondamentale, nella vita di tutti i giorni. E risulta fondamentale se non vuoi ridurt i a fare il m aest ro o il sapient e di t urno, declam ando sent enze, giudizi o m assim e di vit a. Noi abbiam o la fort una di essere in t re, quindi generalm ent e quando uno se ne va in giro a sacrificare esseri um ani per quest o o quel dem one, c è sem pre qualcun alt ro che rende il t ut t o sim pat ico e m eno colpevole grazie all'aut o ironia, m ent re il t erzo ha il ruolo ingrat o di nascondere il tutto agli occhi della gente... (risata satanica) ML 10


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update n. 63

speciale intervista: father murphy I l t ou r com e si svilu ppe r à ? Cosa dovr à a spe t t a r si ch i verrà a sentirvi dal vivo? I l t our in realt à è part it o dagli St at i Unit i, nel set t em bre dello scorso anno, prim a e dopo ci sono st at e una decina di dat e in Italia per rodare e iniziare a presentare i pezzi, poi siamo stati in Germ ania e Olanda. Adesso, fino alm eno a Pasqua, sarem o solo in I t alia, poi a giugno 3 set t im ane di nuovo negli St at i Unit i, e, nel m ezzo, o forse a est at e inolt rat a, finalm ent e l'I nghilt erra, anche se

qui devo st are

nuovam ent e zit t o per scaram anzia, alt rim ent i dopo è colpa m ia se le cose non si avverano. Dal vivo present iam o uno spet t acolo m ediam ent e di 35- 40 m inut i. Rispecchiam o abbast anza fedelm ent e il disco, quello nuovo int endo. Quest a t endenza però forse cam bierà, quant om eno per le cose nuove. Un caro am ico, Ezra Buchla dei Gowns, ripet e spesso che forse è più divert ent e rivedere i pezzi, ripensarli per il live. Ma per adesso noi abbiam o una nost ra lit urgia da seguire, cerchiamo di essere coerenti all'interno della nostra eresia...

FATHER MURPHY: www.myspace.com/reverendmurphy Foto Viridiana Casara Intervista di Nicola Guerra www.musicletter.it

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update n. 62

musica

ARTIST: DM STITH TITLE: LABEL:

Heavy Ghost Asthmatic Kitty

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/dmstith

MLVOTE: 8 / 10 D a vid M ich a e l St it h è un personaggio veram ent e sui generis. Nat o a Buffalo, da una fam iglia m olt o religiosa e t ut t a dedit a alla m usica, si t rasferisce successivam ent e a Brooklyn. I l nonno era diret t ore d orchest ra e preside della facolt à di m usica alla Cornell Universit y, suo padre è un diret t ore di banda e sua m adre una pianist a m ent re le sue due sorelle sono cant ant i liriche. Da giovanissim o im para a suonare il pianofort e, la t rom ba e la chit arra m a dat a la sua incredibile t im idezza non riesce a esibirsi in pubblico e abbandona la m usica ( com e at t ivit à espressiva m a non com e passione e ascolt i) per abbracciare l art e visiva. I l disegno e la poesia divent ano i suoi strument i di com unicazione art ist ica. Successivam ent e l incont ro con Shara Worden ( My Br igh t e st D ia m on d) lo riavvicina all at t ivit à di m usicist a e aut ore di canzoni. È innegabile che Stith sia cresciut o in un am bient e fam iliare vot at o alla sola m usica accadem ica. Tut t avia quest o non ha im pedit o al Nost ro di appassionarsi anche alla m usica popolare benché quella classica ( Gu st a v M a h le r ) e soprat t ut t o cont em poranea ( Ph ilip Gla ss) rappresent ino un int eresse m olt o fort e e radicat o. Ecco allora i suoi am ori giovanili per i Son ic You t h, Ta lk in g H e a ds e Bjork, quelli recent i per N in a Sim on e e Ga e t a n o Ve loso. Tut t o quest o per afferm are che David è un art ist a veram ent e onnivoro e senza palet t i: conciliare le orchest razioni sinfoniche di Mahler con le dissonanze dei Son ic You t h non è cosa da t ut t i i giorni. A ciò si aggiunge il grande conflit t o interiore che scat urisce per un verso dalla fort e educazione religiosa subit a in am bit o fam iliare e dall alt ro dal desiderio che Stith ha sem pre m anifest at o fin da giovanissim o di svincolarsi da t ali im posizioni senza com unque abbandonare la grande spirit ualit à t ut t ora present e nel suo anim o t orm ent at o. Precedut o dall Ep Cu r t a in Spe e ch ( 2008) è in uscit a in quest i giorni di m arzo con la ragione sociale D M St it h il prim o album H e a vy Gh ost e m ai t it olo fu così appropriat o. Le dodici canzoni cost it uiscono un cont inuo saliscendi t ra l inferno e il paradiso, i fant asm i appaiono e scom paiono com e negli incubi cinem at ografici di David Lyn ch. I nt roduce la spet t rale e biblica I saac s Song, segue la st upenda Pit y Dance con il cant at o sat uro di pat hos di Stith e di cori celest iali provenient i da un alt ro m ondo. I rit m i africani di Creekmouth e Spirit Parade fanno pensare a rit i t ribali propiziat ori e lugubri m ent re la com m ovent e Pigs pot rebbe essere una canzone m ai pubblicat a di An t on y a n d t he Joh n sons. I l m eglio arriva con l int im ist a e cantautoriale Thanksgiving Moon seguit a dai m eravigliosi rit ornelli di Fire of Birds. Non sono da meno Morning Glory Cloud e Braid of Voices con la voce in falset t o di Stith: un seducente canto delle sirene che ci port a in paradiso. H e a vy Gh ost è un grande album che riesce a m et t ere insiem e la sensibilit à classica accadem ica con il sent ire proprio di t ant i art ist i di cult ura popolare: il t ut t o t rasfigurat o nell at t it udine psichedelica sim ile a quella di un gruppo com e gli Animal Collective. Complimenti Mr. Stith. Domenico De Gasperis ML 12


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ARTIST: SHEMEKIA COPELAND TITLE:

Never Going Back

LABEL:

Telarc Blues | EGEA

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.shemekiacopeland.com

MLVOTE: 8 / 10 Assai giovane per cant are il blues ( a quasi 30 anni ha già alle spalle quat t ro dischi piuttosto anonim i in verit à) , Shemekia Cope la n d - cresciut a all om bra del padre, il leggendario chit arrist a John n y Clyde Cope la n d, e abbeverat asi alla scuola delle varie Et t a Ja m e s e Kok o Ta ylor appart iene alla seconda generazione di art ist i della m usica del diavolo . Nel corso di un num ero congruo di anni ha curat o al m eglio l indubbio t alent o vocale in suo possesso e m esso a punt o il repert orio at t raverso cui esprim ere le sue qualit à, e oggi può rit enersi a ragion vedut a una delle m igliori vocalist sulla scena. Che le cose siano convogliat e nel giust o alveo è t est im oniat o dalla scelt a della Telarc Records di m et t erla sot t o cont rat t o per quest o suo quint o disco. Che rim anda con vigore al corposo ret aggio blues & soul dei padri, alla variet à degli st ili cont em plat i, alla m odalit à gioiosa e assolut am ent e nat urale di int erpret are quest a m usica. Va det t o cert am ent e che a rendere il risult at o più fluido e accat t ivant e concorre un gruppo di session- m an di gran qualit à, con in t est a Olive r W ood ( dei W ood Br ot he r s) , che è anche produt t ore dell album ed aut ore della m aggior part e dei brani present i. Tra gli alt ri anche M a r c Ribot alla chit arra e il frat ello di Oliver, Chris, al basso. La cant ant e, con il suo vocalism o, dona subit o in apert ura, a un pezzo com e Sounds like t he Devil - un working- class blues - , un m agnifico abbrivio soul, sost enut o da un eccellent e lavoro della chit arra e delle t ast iere ( Ham m ond e Wurlit zer insiem e) . Dirt y Wat er è uno swam p- blues su cui si erge la voce pot ent e di Shemekia, Black Crow è una ispirata cover del brano di Joni Mitchell, che però vive di t ut t alt re at m osfere ( da j azz club aft erm idnight ) com e è facile int uire dal nom e della sua aut rice, m a che aggiunge com unque un t assello al m osaico offert o dall album . Never Going Back To Mem phis part e in sordina con un ironico incedere calypso e grazie all efficace sost egno shuff delle chit arre di Wood e Ribot ( vagam ent e im parent at e con lo st ile t rem olant e alla Roy Or bison ) si t rasform a in un sublim e fiore all occhiello per la cant ant e. Born A Penny guarda in direzione dei rit m i funky e della St ax Soul, con le t ast iere ad om aggiat e Book e r T e l int erpret azione gospel di Shem ekia infervorat a e gioiosa.

Luigi Lozzi

ML 1 3


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ARTIST: FANFARLO TITLE: LABEL:

Reservoir Fandango | Fortuna Pop

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/fanfarlo

MLVOTE: 9 / 10 Tutti noi che amiamo la musica e cerchiamo con tutte le forze di diffonderne il culto, comunicando agli alt ri le profonde em ozioni che essa ci fornisce e l indispensabile sost egno nelle asperit à quot idiane, siam o i prim i a capire la lim it at ezza del linguaggio nella com prensione prim a e nella descrizione, poi, di un fenom eno ( quello m usicale

appunt o) che, invece, andrebbe percepit o

soprat t ut t o nella sfera lim bica, laddove ragione e sent im ent o non si sono ancora divisi. Parlare di m usica divent a inut ile senza equilibrio e appaiono, pert ant o, sem pre più st rident i le forzat ure di cert a st am pa specializzat a che s affanna

nell approccio a un nuovo

sogget t o

m usicale - a

trovare punt i di t angenza con alt ri sogget t i e fenom eni in un aut oreferenziale cort ocircuit o crit ico. Anche i Fanfarlo sono passat i nel t rit acarne di quant i nell anno passat o

alla com parsa di qualche singolo

volevano farne epigoni dei ben più not i Ar ca de Fir e solo perché la band

inglese guidat a dal leader svedese Sim on Au r e ll annovera t ra le proprie m at rici sonore t ut t o l arm am ent ario di fisarm oniche, t rom be, violini, organi, clarinet t i e m andolini cari al pop- rock- folk del gruppo canadese. Al cont rario il cd- debut t o aut oprodot t o, Reservoir, spazza via i dubbi di t ut t i coloro che avevano pensat o di t rovarsi di front e all ennesim o prodot t o derivat ivo. La m usica che si sviluppa nel corso degli undici brani del disco, infat t i, ci sorprende per m at urit à, int ensit à e pluralit à di font i sonore a cui at t inge. I l punt o di forza della band risiede proprio nel caleidoscopio di apport i st rum ent ali che arricchiscono il form at o - da sem pre - un po schem at ico della canzone pop. Nel corso di uno st esso brano, pert ant o, il m ood segue una t raiet t oria che oscilla t ra l energia sorrident e di cert o indie pop scandinavo e la m alinconia brum osa di m arca più propriam ent e brit ( Coldplay e Be lle & Se ba st ia n) t enut a insiem e dal collant e della vocalit à di Aurell. I Fanfarlo, dunque, ci colpiscono per l enorm e capacit à di evocare

senza scadere nella

banalit à plagiat oria - m ondi sonori in cui s int ersecano il raffinat o folk dei Decemberists con lo st ruggent e rom ant icism o dei Coldplay, la nost algia int rospet t iva dei Be lle & Se ba st ia n con il pop colorat o degli I m fr om Ba r ce lona e il m inim alism o cant aut orale di Je n s Le k m a n . Ci conquist ano le suggest ive linee m elodiche così im m ediat e e arrangiat e in m aniera ariosa, avvolgent e e, al cont em po, sofist icat a e, soprat t ut t o, l aut ent icit à nel raccont are la dura realt à di una vit a che è riscat t at a dalla poesia e dalla m usica. Quest o disco cert am ent e occuperà, a fine anno, un post o di rilevo nelle classifiche di m olt i appassionat i e della st am pa specializzat a e sono cert o che se lo ascolt eret e rim arrà saldament e ancorat o alla vost ra anim a: il luogo in cui abit a la musica che più ci piace. Nicola Pice ML 1 4


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ARTIST: M. WARD TITLE: LABEL:

Hold Time Merge Records | 4 AD

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/mward

MLVOTE: 8 / 10 Che M a t t W a r d fosse uno dei m igliori songwrit er am ericani in circolazione lo si era capit o già da diverso t em po. Non a caso il prim o num ero di ML vedeva com e recensione d esordio proprio Tr a n sist or Ra dio del 2005, un lavoro folk rock che conferm ava il t alent o di un personaggio capace di incast rare alla perfezione l ant ico con il moderno, l int im it à con il pudore, m a anche la fragilit à dell uom o con il suo vigore. Un album che allineava il recent e passat o dell art ist a americano al fut uro prossim o sbrigliando, at t raverso un pugno di not e e una voce a dir poco emozionante, canzoni che

così come scrivevamo allora - si m uovevano sull asse Johnny Cash -

Ku r t W a gne r - W ill Oldh a m m a allo st esso t em po in grado di esibire sot t ili vivacit à alla Jerry Le e Le w is, profum i di tex- m ex e passaggi st rum ent ali sospesi t ra Bu r t Bu ch a r a ch e John Fahey. Un disco che, di lì a poco, avrebbe apert o le port e a Post- War, fat ica del 2006 che lasciava alle spalle un t rascorso ben più polveroso e indolent e rispet t o al present e, dove i m ot ivi sghem bi e st ecchit i cedevano il passo a un efficace quant o, a volt e, im palpabile rit m icit à. Rim andi di old- t im e m usic e piacevolissim e apert ure pop che nel 2008 si rovesciano com plet am ent e nel Volum e Uno del progetto She & H im ( condiviso con la bella e brava Zooe y D e sch a n e l) e che, oggi, t ornano a rapirci anim a e cuore con H old Tim e , un alt ra ent usiasm ant e uscit a discografica che, con eleganza e leggerezza, sfoggia t ut t o l incant o di quel folclore post bellico già suggerit o qualche anno fa e che in quest o nuovo disco t rova conferm a nelle splendide arm onie di For Beginners e di Jailbird. Solchi d infint a delicat ezza ( Oh Lonesom e Me e la t it le t rack Hold Tim e), cedevoli int em peranze ( St ars Of Leo e To Save Me) , passaggi bucolici ( One Hundred Million Years) e sonorità dalle visioni cinematografiche (Outro) fanno di questa nuova fatica del musicista di Port land una sort a di gram m ofono a get t one dei nost ri t em pi. Ecco quindi che, laddove gli alt ri st anno correndo il rischio di ripet ersi con i solit i st ilem i alt . country, M . W a r d riesce invece, con pazienza, lungim iranza e con inconfut abile at t ualit à a essere uno degli aut ori/ produt t ori più prolifici e innovat ivi della

nuova t radizione am ericana . Merit o di una voce st raordinariam ent e

vellutata, di una scrittura attenta e mai mediocre ma soprattutto di un suono autentico e popolare da cui st illano perle di assolut o fascino capaci di m ischiare sapient em ent e innocenza, lealt à, am ore e dolore. Canzoni old st yle , sem pre in bilico t ra Dio ed Elvis, che m olt o probabilm ent e avrebbero fat t o invidia anche all uom o in nero di Kingsland ( Arkansas) . Su tutte citiamo: Never Had Nobody Like You, Epistemology e la spettacolare Fisher Of Men dal coinvolgent e incedere rockabilly. Cont ribuiscono a dare un valore aggiunt o a H old Tim e Lu cin da W illia m s e Jason Lytle, olt re che l inseparabile Zooey Deschanel. Lu ca D Am br osio

ML 1 5


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ARTIST: BI LLI E TH E VI SI ON & TH E D AN CERS TITLE:

I Used To Wander These Streets

LABEL:

Tea Kettle

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/billiethevisionandthedancers

MLVOTE: 7,5/ 10 La Tea Ket t le t ent a il suicidio adot t ando uno dei nom i più chiacchierat i del pop art ico ovvero Lars Lindquists e la sua com briccola di svit at i, e dando un support o fisico al loro quart o album , com e i precedent i int eram ent e scaricabile dal loro sit o. Chi pensa che prem iare l int raprendenza sia un operazione più gratificante che finanziare le stamperie della Verbatim saprà da che parte stare. Ent ram bi, gli uni e gli alt ri, dat e una chance a Billie Th e Vision e alle sue canzoni sovrarrangiate! I Use d To W ander Th e se Streets è un disco che conquist a com e fece l esordio di quegli alt ri gourm et della canzone popolare che sono gli I m fr om Ba r ce lona . Con l unica differenza che m ent re i ragazzi di Barcellona hanno floppat o già al secondo disco, per i Dancers l ispirazione è in crescit a. Ma nei loro dischi c è l ident ica frivolezza m elodica, lo st esso gust o per l orchestrazione ricca m a addom est icat a e un innat o senso della m elodia che cat t ura com e cart a moschicida. È come prendere un disco dei Guided by Voices e farlo orchestrare dalla filarmonica svedese. Provat e a prendere As you go up, we go down da Alien Lanes e, dopo un oret t a di forno nelle cucine dei Dancers pot rest e vederla lievit are in You re not giving up on m e. E che dire di Som eday Som ehow? Se avet e orecchio ci sent iret e il dolce gongolare degli Azt e c Ca m e r a , alt ra gent e che suonava il pop com e se avesse avut o davant i la part it ura de La Traviat a riuscendo t ut t avia a farla apparire leggera com e un operet t a. E ancora St ut t ering Duckling, la prim a bossa nova dedicata a Copenaghen e non a Rio in cui io ricordi di essermi mai imbattuto. E poi ci sono le vette sublimi di I miss you e della scattante Lily from the Middleway Street o i gonfiori mariachi di Groovy

I Use d To W ander Th e se Streets è com e le fragole che com inciano a fare la loro

inquiet ant e apparizione sui banco- frut t a dei discount a febbraio e, m ent re guardi la neve fioccare diet ro le vet rat e dell I perst anda, t i pare di sent ire in bocca quel dolce gust o dell est at e fuori stagione. Strawberry fields forever. Franco Dimauro

ML 1 6


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ARTIST: LOTAR2 TITLE: LABEL:

Favole e Cicorie Flowers & Country Records

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/vastaxgroup

MLVOTE: 9 / 10 Sat ura quidem t ot a nost ra est ! La sat ira è un genere let t erario t ipicam ent e rom ano, ebbe a dire Quint iliano: dunque - generalizzando con piacere - un genere it aliano. Quando la realt à divent a soffocante: è quello il m om ent o in cui si sent e più il bisogno di st igm at izzarla ridendoci su. I Lotar2 - Fr a n co Ca m pa gna ( voce e t est i) e Le ona r do Ce n t ola ( m usiche)

rit ornano ot t o anni

dopo Copiaincolla con Fa vole e Cicor ie per sferzare con l'arm a del sarcasm o m usicale le m iserie um ane, la vanit à e i luoghi com uni della societ as m at erana ( Mat era sei un grande cortile... tua madre s'affaccia al balcone e t i chiam a da Piccola città). I ricordi personali, filtrati da un gust oso surrealism o linguist ico, sono l'ausilio per osservare

novelli ent om ologi

i vizi e le

(poche) virtù di un luogo - la città di Matera - che è soprattutto la proiezione inconscia del disagio m eridionale e più universalist icam ent e dell'inadeguat ezza dello sfat t um e giovanile post moderno: inaspet t at o è un am ore incont rat o per caso... inaspet t at o è un lavoro se nessuno t i ha raccom andat o , ... ho paura dei biscot t i nel lat t e... sponsorizzat i... e m i giro nel let t o, m i rigiro nel let t o, piovono dal cielo sul t et t o, nel let t o, nel lat t e . Sbaglierebbero, però, t ut t i coloro che pensassero di t rovarsi di front e a una prolusione m oraleggiant e: i Lotar2 t rat t ano la m at eria con ironico distacco permeati come sono di un genio goliardico e divertito che rimanda alla poesia dei fabliaux . I brani, infat t i, alla scorza espressionist a di un Rabelais di grana grossa uniscono le raffinat e sfum at ure di un Boileau:

pancia e t est a insom m a si danno la m ano, come

probabilm ent e direbbero loro. Quest a la m ia cit t à pot rebbe riassum ere il senso di una cifra stilistico- let t eraria che solo in apparenza sem bra sgangherat am ent e nonsense m a, al cont rario, delinea gli am bit i di una sofist icat a e pungent e crit ica di cost um e:

... la m ia è la cit t à della

cult ura, la m ia cit t à affoga nel t erziario, nulla ho da scrivere e vist o che è pure la cit t à dell'UNESCO, io allora st asero non esco... . Con i Lotar2, però, gli intellettualismi critici corrono il rischio d'essere uno st ucchevole esercizio di st ile. Per loro vale il principio più che per alt ri della full im m ersion e, dunque, l'invit o personale è quello di procedere im m ediat am ent e all'ascolt o di quest a energica m ist ura di elect ro- house in sapida salsa pop che cont iene più d'un rim ando a un universo sonoro decisam ent e Eight es. Se lo faret e, sono sicuro che non ve ne st accheret e t ant o facilm ent e e che, parafrasando uno dei loro brani, diret e

i Lot ar2 ho ascolt at o, l'anim o s'è

sollevato e un amor musicale è sbocciat o . Nicola Pice

ML 1 7


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ARTIST: THE LEISURE SOCIETY TITLE: LABEL:

The Sleeper Willkommen Records

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/theleisuresociety

MLVOTE: 7,5/ 10 Adorat e i Be a ch Boys? Siet e fan nost algici dei Beatles, dei Kinks, dei Love o della Band? Vi siete innamorati delle melodie dei Fleet Foxes? Oppure, siete ancora lì ad aspettare che il grande Elliott Sm it h possa regalarvi un alt ro disco? Bene, se la rispost a a t ut t e quest e dom ande è sì, non perdet e t em po e procurat evi im m ediat am ent e The Sle e pe r degli inglesi Le isu r e Socie t y. Un esordio davvero incant evole sospeso t ra il folk rock degli Shoreline e l indie pop di m at rice sixt ies degli Shins. Un lavoro pieno zeppo di splendide m elodie, dolci e m alinconiche, eppure m ai così fast idiose e st ucchevoli da volerle abbandonare a se st esse. Forse il m ot ivo st a nel fat t o che Th e Sle e pe r - not a dopo not a - scopre t ut t a la sua m inuziosa bellezza fat t a di rit m i blandi, di arrangiam ent i precisi e ricchi di st rum ent i ( archi, fiat i, banj o, t ast iere, glockenspiel e chitarre acustiche) m a soprat t ut t o di cant i e di cori davvero rassicurant i. Guidat i da N ick H e m m ing, che in passat o ha preso part e anche dei più fam osi Telescopes, la form azione brit annica

com post a

t ra l alt ro da un num ero abbast anza nut rit o di m usicist i - ci consegna un album dalla classicit à disarm ant e che t rova in A Short Weekend Begins Wit h Longing e in Give Yourself A Fight ing Chance gli episodi più alti: canzoni lasciate a metà strada tra la campagna e il mare, e che proprio lì sem brano aver t rovat o il loro m icroclim a ideale. Undici brani d alt issim a qualit à pubblicat i dalla piccola m a coraggiosa Willkom m en Records, di cui consigliam o vivam ent e di scoprire l int ero cat alogo a disposizione. Un'alt ra piacevole sorpresa su cui ci piace scom m et t ere, se non alt ro per perdere il nostro tempo libero nel miglior modo possibile. Lu ca D Am br osio

ML 1 8


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ARTIST: FUZZ ORCHESTRA TITLE: LABEL:

Comunicato n. 2 Wallace Records | Bar La Muerte

RELEASE: 2009 WEBSITE:

www.myspace.com/fuzzorchestra

MLVOTE: 7 / 10 Tornano i t em pi bui e si riat t ualizza il linguaggio eversivo e radicale. Gli elet t ori si t rasform ano in elet t i e preparano lo scont ro. Che è innanzit ut t o concet t uale. E speriam o anche di azione. Questo è il paese reale. Una N a k e d Cit y t ut t a it aliana. Fu zz Or ch e st r a è una

t est a calda

( cfr. Il

Potere, dall album om onim o) che alim ent a lo scont ro ideologico con bollet t ini di rivendicazione polit ica che non possiam o non collegare all im pat t o dest abilizzant e del t errorism o brigat ist a e t orna con quest o Com u n ica t o n . 2 a fare m ale. E a far m ale davvero. Più ancora che il debut t o di due anni fa, dove il riferim ent o più prossim o sem bravano essere i Disciplinatha di Abbiamo pazientato 40 anni e Crisi di valori, questo secondo comunicato suona esasperato ed estremo, com e i t em pi richiedono. Una chit arra che t aglia la carne e un sax che vom it a sangue. Dent ro questa eucaristia pagana vengono t rit urat i i fram m ent i di un Italia lontana che torna a farsi vicina, inquiet ant e, m inacciosa, angosciant e. Non c è nessun com piacim ent o nella riform ulazione dei dialoghi cinem at ografici che em ergono nel m are chiassoso di quest a orchest ra delirant e. Nessuna posa chic da m odernariat o eccent rico m a piut t ost o m usica concret a nell era del disast ro globale. Solo carne cruda. Abbiam o perso la m em oria del vent esim o secolo vent i, vent esim o il, abbiam o secolo perso abbiam o perso la pappet t a, pappina, pappona abbiamo... Ventesimo secolo Ladies and gent lem en abbiam o perso il vent esim o secolo. E così il prim at e scopre la clava, com e dicono loro. Dio salvi la Wallace e il suo t eat ro degli orrori. Com e asserivano gli Starfuckers: grazie per non sostenere la pace sociale. Franco Dimauro

ps Io ne ho spedito una copia a Montecitorio. Non serve a un cazzo. Ma dà la stessa adrenalina che lanciare un sasso sui vetri di quella camera a gas.

ML 19


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ARTIST: LILI AÑEL TITLE: LABEL:

Life or Death Esc Records | Family Affair

RELEASE: 2008 WEBSITE:

www.myspace.com/lilianel

MLVOTE: 8 / 10 È sulla breccia già da ben olt re due decenni, Lili Añ e l, 33 anni; com e cant aut rice si è fat t a conoscere nei circuit i del Greenwich Village a New York al pari di t ant i alt ri quali Cliff Ebe r ha r dt , Ca r olyn M a s, le Roches e St e ve For be r t , giust o per indicarne alcuni. È st at a t ra i prim i nom i a inaugurare all inizio degli 80 l at t ivit à live del Cornelia St reet Café. La sensibilit à della scrit t ura si accom pagna alla decisa personalit à vocale e a un eccellent e incedere rit m ico e m elodico; qualcuno ha descrit t o la sua m usica com e un incrocio t ra Joa n Ar m a t r a din g, N ina Sim on e e Jon i M it che ll. A Joan l avvicina senz alt ro il t im bro alt o della voce, quella sua capacit à di far vibrare con forza cristallina le corde vocali, alla divina Nina l orgoglio black , alla Mitchell invece il songwrit ing. Eppure Lili ci t iene a precisare che alt re sono le influenze ricevut e ( Garland Jeffreys, Ja n is I a n , N a t Kin g Cole , Sa r a h Va ugh n, Joh n Colt r a n e , Beatles, Ce lia Cr u z, Pa t a t o Y Tot ico) , alcune delle quali riconducibili, sebbene sia nat a a New York, alle sue origini cubane. Tant è che t ra le righe si coglie nei suoi pezzi qualcosa che rievoca rit m i caraibici. Ce ne ha m esso però di t em po per farsi conoscere più a fondo. La u ghe d La st il suo prim o album risale solo al 1994 ( su et ichet t a Palm et t o Records) m a solo dieci anni dopo, esibendosi in diversi club di Filadelfia, ha com inciat o a m et t ersi realm ent e in evidenza e a crearsi una cerchia consist ent e di fan. L album Hi- Oct ane Coffee è del 2001 ed è di cinque anni dopo una nuova pubblicazione indipendent e di Laughed Last ( con l aggiunt a di 3 bonus- t rack dal vivo) . I l t erzo album ( Dream Again) arriva nel 2007 e Lili ne è anche co- produttrice. Life or D e a t h, pubblicat o per la t edesca ESC Records, è disco che assem bla canzoni t rat t e da Hi- Oct ane Coffee e Dream Again e m ost ra una nuova anim a: la cant aut rice m ost ra il m eglio del suo personalissim o st ile. Tut t i i brani sono stati scrit t i dalla t it olare a eccezione di una cover ( ecco ribadit o uno dei fondam ent i iniziali) di Down To Zero di Joa n Ar m a t r a din g. Grande t essit ura arm onica, accat t ivant e fraseggio chit arrist ico, ot t im a scrit t ura, arrangiam ent i essenziali m a m ai banali, splendida voce che si m uove su un am pio raggio di t onalit à e che si im prim e nella m em oria com e poche. Thin Line ha il tipico groove funky degli Steely Dan, altri suoi beniamini. Luigi Lozzi

ML 20


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ARTIST: WILFRIED* TITLE: LABEL:

D'Ailleurs Honey It's me | Abeille Musique

RELEASE: 2008 WEBSITE:

www.myspace.com/wilfriedparis

MLVOTE: 9 / 10 I cugini d olt ralpe a part ire dagli anni 90 in poi hanno saput o con argut a int elligenza rinnovare i frust i cliché che im prigionavano il

pop francese

in un im m aginario m usicale cost it uit o

soprat t ut t o da snobist iche pose - soffert e o pseudo int ellet t uali - quando non proprio da at m osfere m orbosam ent e viziose. La cosiddet t a

nouvelle vague

ha ancora m olt o da dire agli

appassionat i eppure il debut t o del barbut o Wilfried* ( avet e let t o bene

l ast erisco è part e

integrante del nome) D Aille u r s appare davvero poco catalogabile, diverso da quanto ascoltato in quelle lande. Et erogeneit à è la parola chiave per decodificare in m odo esaust ivo - fino a un cert o punt o però - il variegat o e bizzarro universo sonoro di quest o aut ore fat t o di un im past o gradevolissim o di sonorit à prot o- gainsbourghiane, di psichedelia naïve, di vocalizzazioni che rim andano a Ph ilippe Ka t e r in e e che si avvit ano di t ant o in t ant o in narcisist ici quant o com piaciut i arzigogoli. I l paragone, però, regge fino a un cert o punt o, fino a quando, cioè, Wilfried* non decide di st raniarci m odulando una dolcezza di t oni che appart iene in t ot o a quella dei cant ant i brasiliani che sem brerebbero non est ranei alla form azione m usicale del nost ro quando, cioè, fa capolino nei brani in m aniera obliqua, t alvolt a, anche l ipnot ico rit m o della bossa nova. Quest o aut ore sem bra voler giocare con gli ascolt at ori dipingendo una t avolozza sonora multi- crom at ica su cui sia possibile qualsiasi accost am ent o: il pop divert it o che part e yè- yè e si dilat a progressive fino ad indurirsi in episodi indie rock o accart occiarsi, al cont rario, in raffinat i m inim alism i elet t ronici. I n siffat t o vort ice sonoro alfine t ut t o sem bra essere ricondot t o, però, ad una m at rice elet t ro- synth- pop- so- eight ies: una cifra st ilist ica che non dim ent ica gli

I ndocine ,

padri nobili dell elect ro m ade in France, e il classicism o dei più recent i Phoenix. Dopo anni passat i t ra il giornalism o m usicale ed una serie di concert i, Wilfried* pubblica un disco che si avvale di im port ant i collaborazioni: la più im port ant e quella di Ar n a u d Fle u r e n t - Didier m a non è possibile dim enticare An n e La pla n t ine , D or in e M u r a ille , H e r m a n D un e , Flop

t ra gli alt ri.

L opera si dispiega ora ironica in alt ri casi m alinconica, m orbida m a com plessa, giocat a t ut t o sul t em a della dualit à, della diversit à e delle scherm aglie am orose ( su t ut t e la splendida Le ping pong) ruffiana e colt a, colm a di cit azionism i che abbracciano t ut t o quant o il pop d'aut ore francese ( gli st essi H e r m a n D u n e e Ar na u d Fle u r e n t - Didier m a soprat t ut t o Be r t r a n d Bu r ga la t ) . Una delizia irrinunciabile. Nicola Pice

ML 21


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ARTIST: DESOLATION WILDERNESS TITLE: LABEL:

White Light Strobing K Records

RELEASE: 2008 WEBSITE:

www.myspace.com/desolationwilderness

MLVOTE: 7,5/ 10 È un viaggio ipnot ico e visionario quello realizzat o dai D e sola t ion W ilde r ne ss con W h it e Ligh t Strobing. Un t rip fat t o di chit arre elet t riche dilat at e, quisquilie m elodiche e voci echeggiant i che si rincorrono dent ro un caleidoscopio di im m agini colorat e, paesaggi prim it ivi e sonorit à m ai assordant i. Si ha quasi l im pressione di at t raversare una nuova st agione d am ore, appassionat a e piena d im pulsi em ot ivi, pront i a inneggiare a

Peace and Love , alla purezza dell anim a e al

rit orno alla nat ura com e un hippie est asiat o da chissà quale droga, anche se poi in realt à si è abbast anza lont ani dal

flower power

e dal ricordo di Ja n is Joplin , dei Gr a t e fu l D e a d o dei

Je ffe r son Air pla ne . Con W h it e Ligh t St r obin g infat t i non siam o nel 68, bensì nel 2008, ci si m uove con dinam iche m usicali assai different i dove a farla da padrone è soprat t ut t o l um ore indolent e e m alinconico dei Ga la x ie 5 0 0 che pervade l int ero album già a part ire dall iniziale USA Highway. Un m ood et ereo e abulico che si am plifica con le cadenze allucinat e di Com e Over in Your Silver Car e di And All The Boys Looked che, lent am ent e, si disperdono nelle at m osfere rarefat t e di Horizon St ar e nei solchi cosm ici di Forget Everyt hing. Un viaggio di velvettiana m em oria capace di cust odire il t epore degli Yo La Te n go, l inezia slowcore di gruppi com e Bedhead e Slowdive e persino cert i riverberi m inim alist i e neo psichedelici degli Spa ce m e n 3 . Dopo diverse aut oproduzioni la form azione di Olym pia ( Washingt on) ha saput o m et t ere insiem e ballat e languide e candide percezioni illusorie in m aniera decisam ent e personale grazie anche all apport o della K Records dell infat icabile Ca lvin Joh n son . Paris t o New York, Jupiter e Turquoise and Gold sono le part i m igliori di un disco suggest ivo com post o, com plessivam ent e, da dieci splendidi fram m ent i che s insinuano nel subconscio dell ascolt at ore. Provat e a chiudere gli occhi e im m aginat e di perdervi t ra le m ont agne della Sierra Nevada e il lago Tahoe: olt re il rum ore delle fronde degli alberi, lo zam pillare dei ruscelli e il brusio del vent o della California pot rest e sent ire anche lo scricchiolio della neve appena calpest at a. Benvenut i a Desolat ion Wilderness. Lu ca D Am br osio

ML 22


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ARTIST: THEE JONES BONES TITLE: LABEL:

Sticks & Stones Autoprodotto

RELEASE: 2008 WEBSITE:

www.myspace.com/theejonesbones

MLVOTE: 7,5/ 10 Dopo l esordio aut oprodotto Rock n Roll is a Life st yle del 2006, sent ivo che per i Th e e Jon e s Bones la strada del successo sarebbe stata particolarmente sgombra e priva di imprevisti; questo perché il duo aveva avviat o una rivisit azione di st am po Blu e s Ex plosion m iscelando r n r sanguigno con il garage più t rascinant e ed esplosivo. Purt roppo però il nuovo St ick s & St on e s esce ancora senza l appoggio di alcuna et ichet t a, il vecchio bat t erist a M a u r o Ga m ba r de lla ha abbandonat o il proget t o lasciando il post o a Fr e de r ick M ich e li, m a dopo un ascolt o com plet o del disco possiam o cert am ent e const at are un not evole passo in avant i. Ancora t radizione, legat a al rock am ericano che va dagli anni 50 fino a oggi, m a affront at a in m aniera più personale e variegat a. La voce di Lu ca D u coli si è fat t a ancora più calda, capace di aggredire m a anche di int erpret are st ili diversi che vedono passare in rassegna il funky di Too Much Confusion, il boogie di Bobby Perù, il rock & roll devast ant e nell apert ura di Gravit y Kills e di Super Cockt ail, quello m ischiat o al blues più t radizionale di st am po Ch u ck Be r r y/ Stones con t ant o di ballat a acust ica per chit arra voce e arm onica nella delicat a Baby Blue ( ripresa poi in chiave rock nella t raccia fant asm a del disco) fino ad arrivare al count ry gioioso e st rappa balli ( t ant o count ry qui dent ro, ascolt at e per esem pio Eclipse Allright , I ll be back t o You e Wait in

for a Train, pot rebbero

benissimo essere scam biat i per alcuni pezzi dei nost ri am at i Mojomatics) . Un disco ricco anche negli arrangiam ent i, pieno di st rum ent i com e banj o, chit arre elet t riche/ acust iche e pianofort i suonat i vert iginosam ent e, che innalzano solide im palcat ure su canzoni piene di

scint ille che

continuano a diffondere luce sulla via m ai dom a del rock n roll. Voi che pot et e, godet eveli. Etichette di tutto il mondo, accendete la luce! Nicola Guerra

ML 23


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ARTIST: ENON TITLE: LABEL:

Grass Geysers... Carbon Clouds Touch And Go

RELEASE: 2007 WEBSITE:

www.myspace.com/enonmusic

MLVOTE: 8 / 10 I l rum ore delle unghie sulla lavagna fa rabbrividire chiunque m a è un fast idio m ist o a piacere. Gr a ss Ge yse r s... Ca r bon Clouds provoca più o m eno la st essa sensazione. A quat t ro anni di dist anza da H ocu s Pocu s, Joh n Sch m e r sa l ( chit arra, t ast iere e voce) , Tok o Ya suda ( basso e voce) e M a t t Schu lz ( bat t eria) , t ornano a incidere per la Touch And Go e sono più agguerrit i e det erm inat i che m ai. Com e un t reno, gli Enon st avolt a sanno esat t am ent e qual è la loro direzione, si m uovono su binari ben t racciat i e, senza sbandam ent i o esit azioni, vanno drit t i al bersaglio. I 12 brani sono quasi tutti brevissimi e colpiscono come uno schizzo di acido sulla pelle: una m iscela urt icant e e rugginosa fat t a di voci e chit arre alt am ent e corrosive ( Dr. Freeze) .

Un

disco asciut t o e senza sbavat ure che m ant iene quello che prom et t e: le m elodie dei brani pop vengono scosse da cacofonie im provvise e il m uro si suono di sgret ola appena prim a di t rasform arsi in rum ore. Tok o Ya su da m odula la sua voce in m odo incredibilm ent e vibrant e passando dai t oni seducent i di lolit a giapponese ai graffiant i duet t i con Joh n Sch m e r sa l, nei brani in cui i 2 cant ano insiem e: nella m art ellant e Mr. Rat at at at at o nella fulm inea Those Who Don t Blink che non lascia un at t im o di respiro. Electro- punk e noise- pop per una scarica di adrenalina pura, diret t am ent e in vena. Chi si aspet t a energia e divert im ent o non rim arrà cert o deluso! Claudia De Luca

ML 24


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ARTIST: AMUTE TITLE: LABEL:

The Sea Horse Limbo Intr_version

RELEASE: 2006 WEBSITE:

www.myspace.com/amute

MLVOTE: 7 ,5/ 10 L art ist a belga Jé r ôm e D e u son, dopo aver pubblicat o il suo splendido album di debut t o A H u n dr e d D r y Tr e e s per la I nt r_version, t orna con una nuova release dal t it olo Th e Se a H or se Limbo, sem pre per la st essa et ichet t a. Un com prom esso fra la passione di Deuson per il postrock con le sue m elodie t ipicam ent e m alinconiche e il suo gust o personale per i glit ch e i t rat t am ent i soft ware del suono. I

nove brani vengono progressivam ent e dest rut t urat i e

trasformati in creature elettroniche per mezzo di sovrapposizioni di suoni sintetici; un brano dietro l alt ro, le m elodie sono decost ruit e e dilat at e m a all im provviso schegge di diversi frammenti m usicali si ricom pongono per assum ere una form a più riconoscibile, perfet t am ent e cesellat i in m elodie pop, sot t olineat e dal suono di voce e chit arra. Un t ipo di m usica che richiam a in un cert o senso Desormais o il Fennesz di En dle ss Su m m e r m a che si sviluppa in uno st ile assolut am ent e personale. L album part e con Why do I Run Seasons so Fast in cui prendono vit a at m osfere m inim ali creat e per m ezzo di chit arre acust iche, cam panelli, suoni elet t ronici, glit ch, dist orsioni e voci sussurrat e che sem brano venire da m olt o lont ano. La bellissim a Hit m y Count ry è forse il pezzo più pop dell int ero album : part e con una m elodia t rascinant e di archi che si sviluppa, soffocat a lent am ent e da crepit ii e dist orsioni elet t roniche, fino a spegnersi quasi del t ut t o per poi ripart ire con più vigore e t rasform arsi in una bellissim a ballat a con voce e chit arre acustiche. Oh! Le Zeppelin con i suoi 12 m inut i è a t ut t i gli effet t i un pezzo post - rock che part e lent am ent e per poi crescere di t ono e t rasform arsi in un pot ent e int reccio di chit arre, bat t eria e suoni elet t ronici. L album si chiude con la dolcissim a ( H) and in t he Sand che con i suoi suoni appena accennati ci trasporta in un paesaggio marino al tramonto, con i riflessi del sole sulle onde e i gabbiani all'orizzonte. Insomma, un album per immergersi in un mondo incantato. Claudia De Luca

ML 25


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ARTIST: MIDNIGHT CHOIR TITLE: LABEL:

Waiting For The Bricks To Fall Glitterhouse | Venus

RELEASE: 2003 WEBSITE:

www.myspace.com/midnightchoir

MLVOTE: 8 / 10 Nell esplorare il panoram a delle em ergent i band di rock

alt ernat ivo,

sia am ericane che

nordeuropee, ci si convince sem pre più dell im port anza che per quest e ha avut o Th e Fu t u r e , il disco che Le ona r d Coh e n incise nel 1992 e che lo riport ò in auge ( invero anche I m You r M a n dell 88 fu ut ile alla causa) dopo un lungo e t orm ent at o silenzio discografico. Un aut ent ico lavoro seminale che deve aver affascinat o una m iriade di giovani art ist i ( vogliam o includervi anche Jeff Buckley?) che agli inizi dei Novant a andavano m at urando i loro indirizzi m usicali. Prendet e ad esem pio i norvegesi M idn igh t Ch oir , insiem e dal 1992 ( inizialm ent e com e Hashbrowns) , che hanno m ut uat o il loro nom e proprio da un brano del canadese, Bird On t he Wire. La loro passione per Cohen si coglie t ut t a in Will You Carry Me Across The Wat er?, il singolo est rat t o dal nuovo album , sul quale le at m osfere dark di quel disco m ost rano di aver at t ecchit o m agnificam ent e. Hanno passat o m om ent i difficili nei prim i anni di at t ivit à, sull orlo di uno scioglim ent o quasi inevitabili alla luce degli scarsi risultati ottenuti anche dopo essersi trasferiti a Seattle, capitale del grunge, per regist rare il 2° album . Li ha salvat i Ch r is Eck m a n , leader dei Walkabouts, che essi avevano conosciut o nel backst age di un concert o t enut o dal gruppo am ericano nel 1996 a Oslo, e che si è assunt o l im pegno di produrli e m unirli di un ident it à. E Wait ing For , giunt o dopo una t rilogia di album iniziat a con Olsen's Lot , proseguit a con Am st erdam St randed ( un Norwegian Gram m y) e t erm inat a con Unsung Heroine, conferm ava nel 2003 t ut t o il bene che di loro si andava dicendo in Europa, Gran Bret agna com presa; un lavoro asciut t o e persuasivo, ben bilanciat o t ra la voce scura di Paal Flaata e un tappeto sonoro ipnotico prodotto dalle chitarre e sostenuto dal buon lavoro delle tastiere. Ascoltare la lunga Long Time Ago per convincersene.

Luigi Lozzi

ML 27


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ARTIST: ULVER TITLE:

Perdition city (music to an interior film)

LABEL:

Jester Records

RELEASE: 2000 WEBSITE:

www.jester- records.com/ulver/ulver.html

MLVOTE: 10/ 10 Cit t à veloci, cit t à conseguenza, cit t à bat t it o. Cit t à ( non) governo dello spazio, cit t à flusso, cit t à essenza e rit m o. Lo sguardo- uom o spaurit o, di front e a colori senza colore, odori senza odore, rit m iche scansioni di im m agini aberrat e, di prospet t ive a scala divina. I l passo in form a ant ropica è un inezia, pura insignificanza, l uom om acchina inst radat o del flusso m orde chilom et ri e chilom et ri d asfalt o grigio e duro, lucido com e una lam a. Ai lat i di art erie pulsant i benzene e velocit à, con la loro aureola di polveri sot t ili, si m uovono serpent i, um ane fium ane: ent om ologia dove sei? C è spazio per t e, in quest i cent ricit t à m ort i e sepolt i, all int erno e int orno ai quali si m uovono blat t e senza socialit à, prive di coscienza collet t iva, prive di vit a. Guardano il selciat o lucido di pioggia acida, im m ersi nei loro non pensieri, i loro lineam ent i scom paiono passo dopo passo. Corde vocali recise, orecchie avvezze alle t it aniche esplosioni dell at t ivit à, m ani incast rat e nei soprabit i, piedi che m art ellano a t em po il fondo, che conducono in non luoghi, abit at i da non fam iglie, scenografie di non vit e. Babeliche inform i m ost ruosit à che schiacciano l essere vivent e, succube della t ecnologia, da creat ore precipit at o ad accessorio, com pendio, inut ile orpello. I n piccole celle di enorm i alveari di cem ent o arm at o, acciaio, vet ro, alcuni scherm i lum inescent i conducono la vit a per m ano, dopo averla resa st upida m a concepibile, dopo averle donat o un senso. L evoluzione deve essere accet t at a, in t ut t e le sue conseguenze più nefast e, com e invariabile epilogo di un percorso segnat o, quando un devast ant e cam bio di prospet t iva riduce il Tut t o al Nient e, e, girando int orno alla Luna, se ne vede il lat o oscuro. La velocit à est rem a, la perdit a di cont rollo, lo schiant o, e prim a dello schiant o il t errore e il silenzio. Un lungo, int erm inabile, at t im o di silenzio. La m usica del fut uro ipot et ico, la m usica del dom ani di cui non v è cert ezza è il silenzio. La m usica del present e è la m acchina, il dist urbo, la ripet izione. Pochi rumori, collazionati in lunghi quadri grigi di non vita, bassi come profondità abissali, suoni sintetici come respiri di grandi macchine non identificate, dalla non chiara funzione. Svolgimento di un film int eriore freddo, che dice poche cose, e t ut t e orribili. Poche t racce di um ana m elodia ( un sassofono, voci lont ane) com e ult im e, disperat e pennellat e su uno sfondo m onocrom o e impenetrabile: qualcuno è ancora vivo, in fondo. Valerio Granieri

ML 26


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ARTIST: AA.VV. TITLE:

Canzoni di Malavita (Le Canzoni Della Mafia)

LABEL:

Amiata

RELEASE: 2000 WEBSITE:

www.malavita.com

MLVOTE: 6 ,5/ 10 Disco insolit o e curioso quest o licenziat o in I t alia dalla Am iat a e paradossalm ent e arrivat o da noi dopo aver già vendut o un congruo num ero di copie nel rest o dell Europa per cont o della Play it again, Sam . Per i cit t adini che non m ast icano la

lingua della m afia

quest o disco deve un po

suonare come certe produzioni di musica tibetana esportate in tutto il mondo dalla Real World. Ma per noi che cert e inflessioni le viviam o quot idianam ent e, il gust o esot ico un po kit sch lascia il post o all at t enzione per il t em a concet t uale at t orno cui gira il disco. Il Cant o D i M a la vit a non è infatti un semplice souvenir del Sud Italia anche se immagino che qualcuno lo possa spacciare con facilit à per quest o ( del rest o la m afia, com e gli spaghet t i, sono la cosa più facilm ent e associat a all I t alia nel com une im m aginario st raniero) , m a un docum ent o pregno di un significat o m eno didascalico. Sbagliat o sarebbe del rest o pensare che qui si faccia l apologia della m alavit a, dei suoi cost um i e delle sue leggi: il cant o di m alavit a è un docum ent o st orico/ sociale dal valore incredibile che fa luce su un fenom eno ancora oggi non del t ut t o com preso perché sradicat o dalle due origini fort em ent e int rise nel t essut o sociale in cui esso nasce ( la Sicilia, la Calabria, la Cam pania) e che appare oggi esso st esso lont ano dalle sue connot azioni di riscat t o popolare. Lo scandaglio della ricerca operat a da D om e n ico Siclari scava nelle leggi ( im ?) m orali ( Omertà, Appart egnu all Onorat a) nella ricerca linguist ica ( sia negli int erm ezzi parlat i che in m olt i brani si usa il rinom at o baccagghiu, lo

slang

parlat o t ra gli Uom ini d Onore, NdLYS) , nella t ragica

ineluttabilità delle punizioni allo

sgarro

( I cunfirent i, Cu sgarra paga, Sangu chiam a sangu),

nelle m ille sfaccet t at ure e nel percorso quasi obbligat o ( Cant o di carcerat o, Ergastulanu) m a vissut o con dignit à e orgoglio che segnano le t appe della vit a dei Malavita è dunque qualcosa che st a una spanna sopra il

galant uom ini . I l Cant o Di

prodot t o m usicale

( del rest o, i

m afioset t i da quat t ro soldi che riem piono le st rade oggi si rivolgeranno ad alt ra roba più banalm ent e

out

e m usicalm ent e più popolare e disim pegnat a, da Fr a n co St a co a Gianni

Celeste ) , è un support o educat ivo da port are in giro nelle scuole e negli am bient i più ricet t ivi per aiutare a studiare il fenomeno mafioso trattandolo non solo con il piglio da cronaca nera cui siamo orm ai abit uat i da alm eno un vent ennio m a com e t appa fondant e di un insurrezione ideologica, di un riscat t o sociale nelle t erre da sem pre vessat e dai padroni ( i Borboni di allora non erano m olt o diversi dallo St at o Dem ocrat ico di oggi) e che sbat t e il m uso, allora com e oggi, sulle st esse ingiust izie

e

discrim inazioni

sociali,

sulle

piaghe

dello

sfrut t am ent o

delle

risorse,

della

m anovalanza nera, del m ordi e fuggi dell im prendit oria nordist a. Com prat elo e diffondet elo più che pot et e ora, prim a che quell alt ro m ost ro di cem ent o del Pont e sullo St ret t o divent i l ennesim a usurpazione del nostro orgoglio isolano. Franco Dimauro ML 28


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ARTIST: ATARI TEENAGE RIOT TITLE: LABEL:

Delete Yourself! Digital hardcore recording

RELEASE: 1995 WEBSITE:

www.digitalhardcore.com

MLVOTE: 7 ,5/ 10 Tredici anni sono passat i dal debut t o dei berlinesi At a r i t e e na ge r iot a oggi, t ant a acqua è defluit a sot t o i pont i. Ale c Em pir e , Carl Cr a ck e H a n in Elia s ( N ic En do, whit e noise producer, all epoca non era della part it a) hanno preso alt re st rade; Carl, m ort o nel 2000 dopo anni di pesant i eccessi e problem i psichici, Hanin e Alec con carriere solist e piene di alt i e bassi, m a è grazie ai t re album del com bo t edesco che ce li ricordiam o più volent ieri, t errorist i sonori nel vero senso del t erm ine, at t ivist i con passam ont agna sul volt o e colonna sonora di prot est e cont ro il sist em a fat t e in piazza con m olot ov alla m ano. I l loro sound, esat t am ent e a m et à st rada t ra la rave culture di quegli anni e il punk radicale di matrice Crass, ha riunito a perfezione la tradizione figlia del 77 con gli anni bui della generazione Trainspotting. Mente pensante e padre del progetto il dj Ale c Em pir e che, dopo esperienze adolescenziali in gruppi punk in st ile D e a d Boys ( uno dei gruppi favorit i dal nost ro) , si but t a a capofit t o nell elet t ronica, dando alle st am pe m iriadi di collaborazioni, proget t i collat erali e dischi a suo nom e ( t ra i più int eressant i l am bient isolazionist a di Low on ice e l hardcore j ungle di The destroyer). Così, con l aiut o del fedele am ico M c Cr a ck e della dark lady vocalist H a n in Elia s, inizia l avvent ura di quest i rivoluzionari cyberpunkers dei sam ples. Allora St art t he riot ! , la voce graffiant e di Alec scandisce slogan cont ro il sist em a, sot t o una base violent issim a, un m ant ra di bassi hardcore digit ali e m arxism o puro. Tra le chit arre campionate degli Slayer di Into the death e una classica ATR song come Speed, prende forma un genere nuovo che, lo stesso teutonico Alec, ha denominato digital hardcore e che, nel corso degli anni, è stato scopiazzato da moltissimi gruppi industrial contemporanei. Figli di una vera e propria aut oproduzione ( la casa discografica DHR è st at a creat a dallo st esso Empire proprio per aut ogest irsi e produrre gruppi che fossero nello st esso spirit o dei suoi ATR) , il t rio viveva di esibizioni live fisiche e d im pat t o assolut am ent e rock, qui im m ort alat e in Delete yourself! You got no change t o win ( live in Glasgow 17.10.1993) e Hetzjagd auf nazis ( live in Berlin 25.02.1994) , unico pezzo in lingua m adre. Cert o, com e quasi t ut t i i gruppi anarco- punk, pieni di ret orica e frasi fat t e, m a sinceri e ant icost it uzionali fino al m idollo ( guardat e su You t ube il loro concert o sopra a un carro in sfilat a durant e una m anifest azione a Berlino nel 1999, con relat ivi scont ri e arrest i annessi) . Così si alt ernano gli ant hem At ari t eenage riot , ripropost a anche con un nuovo abit o nel loro ult im o album in st udio 60 second wipe out del 1999, Cyberpunk are dead ( gli Exploited del 2000?) e la t echno cover degli Sha m 6 9 Kids are unit ed, st ravolt a e riconcet t ualizzat a. Le chit arre punk, avvolt e da un plaid di noise e sam ples cam pionat i sulla sensualissim a voce di Hanin, si am algam ano alla perfezione nella conclusiva Riot 1995. Gli At a r i t e e na ge r iot , con il successivo ( dest abilizzant e) The fut ure of war e il bellissim o ( e forse più accessibile) 60 second wipe out , sono st at i la rispost a alla pacchianit à di gruppi com e Prodigy & Co. che con il punk ( eccezion fat t a per crest e e spille di facciat a) non hanno m ai avut o nient e da spart ire. I l disco più acerbo ma sinceramente estremo. Antonio Anigello ML 29


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ARTIST: THE HOUSEMARTINS TITLE: LABEL:

London 0- Hull 4 Go! Discs

RELEASE: 1986 WEBSITE:

www.myspace.com/housemartins121

MLVOTE: 7,5/ 10 Quello che st rabiliava in quest o debut t o degli Housemartins era la capacit à ( credo m ai più eguagliat a da nessuno) di dire cose im port ant i, addirit t ura fort i ( prova a fare l elem osina di front e alla Regina, vist o che la sua borsa è bella grassa e scoppia dalla chiusura ,

non sparare

dom ani a qualcuno cui pot rest i sparare oggi , t ant o per cit arne un paio, NdLYS) con una leggerezza da pubblicit à dei corn flakes. Avet e present e? Fam iglie sorrident i che si siedono a tavola a banchet t are prim a di dileguarsi ognuno per le proprie at t ivit à si suppone ben rem unerat e, a giudicare dal disegno snob delle loro cucine, dai pigiam ini firm at i, dai sorrisi giubilant i con cui salut ano un alt ra giornat a di lavoro. E sot t o, il prolet ariat o m alconcio che si agit a nei t est i di Pa u l H e a t on. Com e quello descrit t o da We re not deep dove il disoccupat o di t urno si sveglia punt uale alle set t e di ogni m at t ina. Eppure t ut t o, at t orno agli Housemartins, era di una sem plicit à disarm ant e: nessuna t est a rasat a com e nei Re dsk in s ( ML # 54) , nessuna chit arra che am m azzava i fascist i com e per Billy Br a gg, nessun t ono barricadero com e per gli Easterhouse ( ML # 44) , nessun annuncio di m ondi in t em pest a com e per i Th r e e Johns ( ML # 61) , nessun vezzo da let t erat o com e per gli Sm it h s che proprio in quegli anni aprivano la port a della cam eret t a di Morrissey per infilare il naso nelle lordure della scuola inglese, della Monarchia, e dei m alt rat t am ent i casalinghi. C erano invece quest e quat t ro facce da chierichet t i provenient i dal buco del culo dell I nghilt erra ( e che si perm et t eva di bat t ere 4 a 0 la capit ale) e un bat t age pubblicit ario che li present ava com e più grandi dei Beat les e una copert ina che, nella successiva rist am pa in digit ale, st rillava

16 canzoni

17 successi! , com e se ci st essim o

portando a casa una raccolta di Brenda Lee o di Chubby Checker. Concerti promossi con lo slogan adot t a un Housem art in

e che si chiudevano con una sparat issim a Garageland rubat a ai Clash.

Orset t i di peluche chiusi dent ro un panzer da guerra. E poi c era la m usica: frizzant e pop con le m ani infilat e nel beat ( il t rit t ico Anxious, Reverends Revenge, Sit t in on a fence) , nel soul ( Lean on m e dove Paul da un saggio incredibile di vocalit à splendent e degna di Gladys Knight )

e nel

rhyt hm n blues ( l apot eosi di Freedom) , fat t a di chit arre scint illant i e di un uso delle voci che i nost ri avrebbero perfezionat o fino ad arrivare alla pubblicazione di un int ero disco di canzoni gospel che, in pochi lo sanno, si sente ancora ogni anno sotto le feste di Natale, accanto ai classici di Bin g Cr osby, Sinatra, Lennon e Edw in H a w k in s Sin ge r s.

Un disco dalla forza

grandissim a, che t i faceva cant are di rivoluzione e libert à con la st essa gioia di uno spirit ual, senza pugni alzati ma mano nella mano. Un derby vinto per 4 a 0. E Londra aspetta ancora la sua rivincit a Franco Dimauro

ML 3 0


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update n. 63

musica

ARTIST: RAMONES TITLE:

Animal Boy

LABEL:

Sire records

RELEASE: 1985 WEBSITE:

www.ramonestory.it

MLVOTE: 10/ 10 Ora, m ent re la Happy Fam ily è decim at a, la m oda, i m edia e schiere di piccoli avvolt oi ne squassano la carcassa, posso finalm ent e t oglierm i qualche sassolino dalle scarpe: com e num ber one fan e crit ica m usicale dell ult im a ora , dando a Cesare quel che è di Cesare vale a dire dando ai Ramones la giust a gloria che veniva negat a loro in vit a Sarò quindi un po polem ica e t ot alm ent e di part e. Voglio recensire due album che sono st at i largam ent e sot t ovalut at i per non dire ignorat i: Animal Boy del 1985 e H a lfw a y To Sa n it y del 1987. Sì, lo so, ce ne sarebbero anche alt ri com e Su bt e r r e a n Ju ngle per esem pio m a sim ili banalit à le lascio ai solit i crit ici che hanno regolarm ent e affondat o la produzione dei Frat elli quando erano in vit a osannandoli adesso senza cognizione di causa No, voglio proprio parlare dei prim i due album che ho com prat o quando sono uscit i negli anni della m ia prim a adolescenza, consum at i nel giradischi della m ia cam eret t a. An im a l Boy è il nono dei Ramones, regist rat o nel dicem bre 1985 e pubblicat o nel m aggio 1986, è un album ruvido, punk rock nelle barbe. Apre con la st upenda Som ebody Put Som et hing I n My Drink scrit t a dal bat t erist a di allora, Richie, in om aggio alla sim pat ica t radizione di offrire uno speciale drink di benvenut o agli iniziat i com e accoglienza backst age da part e dei Ramones Trasm essa fino alla nausea in serat e punk in discot eca, era una canzone che non veniva m ai m enzionat a com e apert ura di un grandissim o album , pietra miliare ramonsiana, contenente aut ent iche perle a part ire dalla t it le- track Animal: you don t know what it s like, you don t know how I feel, I don t have a m onkey s brain, I m not an Anim al... L album con la produzione di Je a n Be a uviou r è quasi int eram ent e com post o da D e e D e e Ramone: Love Kills dedicat a a Sid Vicious, che doveva far part e dell allora int it olat o in quest o m odo film su Sid & Nancy. Apem an Hop, sot t ost im at o inno prim it ivo. She Belongs To Me, st upenda ballat a che sem bra com post a da Joey com e Something To Believe I n alt ro lent o , un po lunga per i m iei gust i, m a calzant e per la colonna sonora del m it ico Ra m on e s Aid, sana canzonat ura dell ipocrisia Band Aid/ Usa for Africa. Crum m y people, crum m y TV Che dire poi dell ant hem Crum m y St uff: un sint et ico capolavoro così com e la secca Eat The Rat che rivela la vena più hardcore punk di Dee Dee. Arriviam o alla sot t ovalut at issim a Freak Of Nature scrit t a da Dee Dee insiem e a Johnny probabilm ent e appost a per Joey! Joey Ram one dal cant o suo ribat t e con la bellissim a Ment al Hell e con Hair Of The Dog, un pezzo m eno rilevant e m a sem pre hard . Finora non ho volut am ent e parlat o del capolavoro assolut o dell album , Bonzo Goes To Bit sburg solo perché è un brano già largamente sviscerato dai media: Dee Dee lo compose indignato dalla visit a del President e Reagan a un cim it ero nazist a ( Dee Dee era figlio di un m ilit are am ericano di stanza a Berlino alla fine della Seconda Guerra m ondiale...). È il prim o disco ( uscit o EP in Gran Bret agna) che ho acquist at o dei Ram ones, il reaganiano. Joh n ny Ra m one nell album poi im pose il t it olo My Brain s Hanging Upside Down m a la forza dirom pent e e il rit m o rim angono int at t i: un gioiello assolut o. Dopo che vi ho sciorinat o t ut t i quest i t it oli ancora m i chiedo che cavolo di rocchettari siete se non correte ad ascoltare Animal Boy. Gabba gabba hey! Costanza Savio ML 3 1


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ARTIST: RAMONES TITLE: LABEL:

Halfway to Sanity Sire records

RELEASE: 1987 WEBSITE:

www.ramonestory.it

MLVOTE: 10/ 10 Eccom i a rivalut are l album forse più sot t ost im at o dei Ram ones: l LP del 1987 H a lfw a y To Sanity. Appena uscì nel set t em bre 1987 andai a coda rit t a a com prarlo e appena lo m isi sul piat t o m i si illum inarono t ut t e le lam padine ( già surriscaldat e dal neon fucsia della fot o di copertina): era bellissimo! Iniziava intanto con un inno di speranza I wanna live che predisponeva m agnificam ent e all ascolt o di un album art icolat o e m aest oso. Anche quest o quasi int eram ent e scrit t o da D e e D e e se si eccet t ua Deat h Of Me e la classica ballata Bye Bye Baby com post e da Joey, I Know Bet t er Now e la m it ica I m Not Jesus quest e due ult im e scrit t ure di Richie grande ( sot t ovalut at o anch egli) bat t erist a / com posit ore di lì a poco sost it uit o nuovam ent e da Marky Ramone. Da giovincella sgam bet t avo in cont inuazione sulle not e di Bop Til You Drop, Go Lil cam aro Go ( con i cori della deliziosa D e bbie H a r r y) e Real Cool Tim e: t re brani che avrebbero fat t o shake, rat t le and roll anche i sassi, canzoncine pop dei nost ri Fab Four Punk da far invidia a chiunque - eppure all epoca ignorat e - perché non erano abbast anza pop così com e non erano abbast anza punk pezzi quali Weasel Face, I Lost My Mind e la lacerant e Worm Man! Ricordo che ero ent usiast a di quest i album , li consigliavo ai m iei am ici m ent re leggevo recensioni che li st roncavano pront am ent e senza appello e com m ent i m alevoli di

aut orevoli

m usicologi

Beh,

che vi devo dire, spero di aver illum inat o qualche coscienza, di front e all ant ica ignoranza m i dileguo e vado a sentire i Ramones! Costanza Savio

ML 3 2


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ARTIST: MISFITS TITLE: LABEL:

Walk Among Us Ruby | Slash Records

RELEASE: 1982 WEBSITE:

www.misfits.com

MLVOTE: 7,5/ 10 Sebbene con un lust ro di rit ardo rispet t o alla sua esplosione, nel 1982 il punk avrebbe assest at o un form idabile colpo di coda grazie a due dischi dest inat i a lasciare una pesant issim a eredit à: lo sconvolgente H e a r N ot h in g, Se e N ot h in g, Sa y N ot h ing dei Discharge e W a lk Am ong Us dei Misfits. Quest i ult im i sono st at i creat ura dell int uit o di Gle n n D a n zig; nat i a Lodi ( New Jersey) nel 1977, si sarebbero però sensibilm ent e dist int i dalla band di Ke lvin

Ca l

M or r is per via di

una propost a m eno int ransigent e, visivam ent e più curat a e arricchit a da una ricerca m elodica sem pre ben definit a e carat t erist ica. I l prim o a credere nella bont à del proget t o di Danzig sarebbe st at o il bassist a Je r r y Only: nella loro passione com une per gli horror b- m ovies dim ora saldam ent e la radice di look, t em at iche e di quell at t it udine ancora oggi indiscut ibilm ent e font e di ispirazione. Nel corso degli anni, la line- up dei Misfits avrebbe soffert o dolorose defezioni ( prim a t ra t ut t e quella del vocalist , leader nonché principale com posit ore) m a quella che ha realizzat o le incisioni di W a lk Am on g Us viene universalm ent e riconosciut a com e alla voce, Only al basso, suo frat ello D oyle

st orica : Gle n n D a nzig

W olfga n g von Fr a n k e n st e in

alla chit arra e

Ar t h ur Googy alla bat t eria. Pur t rat t andosi a t ut t i gli effet t i di un full lenght , considerando che raram ent e le com posizioni raggiungono la m isura di cent ovent i secondi, non sorprende più di t ant o che l int ero lavoro sia condensat o in vent iquat t ro int ensissim i m inut i com plessivi. Più font i si sono ingegnat e nel definirlo horror punk, punkabilly o quant alt ro m a al di là di ogni et ichet t a, quello che cont a è che le t redici canzoni in scalet t a rappresent ino una vera e propria iniezione di energia, st ringat e e diret t e nella loro sem plicit à e alt ret t ant o coinvolgent i nei loro cori ant hem ici; Vampira, Night of the living death, Hatebreeders, I turned into a Martian sono solo alcuni dei titoli che vengono subit o in m ent e anche se, a m io parere, due grezzi gioiellini com e Astrozombies e Skulls svet t ano di un palm o su t ut t e le alt re. La voce di Danzig, inconfondibile già all epoca, rappresent a non solo il principale aspet t o peculiare dell ent it à Misfits ma anche il trait d union t ra le t em at iche m orbose, orrorifiche e grandguignolesche delle liriche e la dinam icit à delle com posizioni. I l loro inconfondibile logo, l iconografia e il cult o che ne circonda le ant iche scorribande, sanno di st oria del punk rock; poco im port a che Je r r y On ly abbia volut o t enere in vit a un nom e che, allo st at o at t uale, ha ben poco a che spart ire col suo glorioso passat o, nulla può compromettere il fascino meravigliosamente marcio di questi vecchi e storici Misfits, quelli di Walk Among Us! Manuel Fiorelli

ML 33


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ARTIST: ZERO BOYS TITLE: LABEL:

Vicious Circle Secretly Canadian

RELEASE: 1982 WEBSITE:

www.zeroboys.com

MLVOTE: 8 / 10 N e ga t ive Approach, Husker Dü, Articles Of Faith, Tox ic Reasons, Necros, Meatmen: se si pensa alla scena hardcore punk del Midwest U.S.A. all inizio degli anni Ot t ant a, quest i sono sicuram ent e i primi nomi che vengono alla m ent e. Nel ferm ent o di quel periodo, anche un alt ra piccola leggenda diede fuoco a palchi e sfondò t im pani con una m iscela incendiaria di Ramones im bast ardit i dai Germs: gli Zero Boys. Provenient i da I ndianapolis, dopo l EP Living in t he 80 s del gennaio 1980, diedero alle st am pe, nell anno di grazia 1982, il loro prim o album dal t it olo Vicious circle per la piccola et ichet t a locale Nimrod. A vent iset t e anni di dist anza, la Secretly Canadian ristampa il disco della band di Paul Mahern e Terry Howe con l aggiunt a di due bonus track, Slam and worm e She said goodbye, e finalm ent e è fat t a giust izia a un gruppo che, obiet t ivam ent e, avrebbe m erit at o più considerazione di quella che ha poi ricevut o nel corso degli anni. E allora volum e al m assim o, Vicious circle, Am phet am ine addict ion e l inno New generat ion ( don t wanna grow no long hair, don t dance like Fred Ast aire, don t wear no designer j eans i m hip don t know what it m eans) sono bellissim e schegge im pazzit e, hardcore old school suonat o a 300 km all ora. Livin in t he 80 s, present e anche nell EP om ologo, di m at rice più t ipicam ent e rock and roll, fa venire in m ent e risse t ra bulli im pom at at i e Harley Davidson luccicant i m ent re t ra Down the drain, la tiratissima Outta style, Forced entry e la minacciosa Charlie s Place si riprende t ra rit m i serrat issim i, st op and go e m elodie killer che t ant o ricordano l I nghilt erra punket t ona degli anni set t ant a. I n chiusura di quest o divert ent issim o circolo vizioso ( escludendo le già cit ate bonus t rack) la bellissim a e ram onesiana Trying harder

recuperat e i vecchi giubbini di pelle e le

logore All star nere, tutti in pista con gli Zero Boys! Antonio Anigello

ML 34


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ARTIST: AC/DC TITLE: LABEL:

Highway to Hell Albert | Atlantic

RELEASE: 1979 WEBSITE:

www.acdc.com

MLVOTE: 10/ 10 Set t e secondi, set t e fot t ut issim i e det erm inant i secondi

Nel 1979 An gu s You ng li ha im piegat i

per incidere uno dei riff più celebri della st oria del rock m ent re ancora oggi, a noi com uni m ort ali bast a ascolt arli per cadere fat alm ent e nelle m eravigliose spire della leggenda. Vorrei m et t ere il punt o e ferm arm i qui; le parole non renderebbero com unque giust izia e non faccio fat ica né m i vergogno nel confessare quant o m i sent a piccolo e inadeguat o di front e a un capolavoro la cui t racklist da sola chiuderebbe ogni discorso. H ighw a y To H e ll è per chi scrive un fram m ent o di anim a e credo che raccont are senza art ifici le em ozioni che punt ualm ent e scat ena, sarà altrettanto onesto e forse meno tedioso di una sequenza di noiosi dettagli e nozioni. Per tradizione dovrei assegnare un vot o a quest album m a preferisco dare i num eri o m eglio, il num ero, sem pre lo st esso: dieci, com e le perle incast onat e nella scalet t a, dieci per t ut t e le volt e che ha cam biat o volt o a una giornat a di m erda, dieci per la carica, l energia e soprat t ut t o per il divert im ent o e la capacit à di scat enare innum erevoli sessioni di air guit ar . Lo zam pino, anzi, la coda del diavolo non com pare solt ant o sulla copert ina m a sem bra anim are di furore incandescent e ogni riff o assolo vibrat o dalla sei corde st raripant e di Angus; qui non esist e fraseggio poco ispirat o né alcuna svisat a st erile, lo st at o di grazia del chit arrist a vest it o da scolaret t o al pari della com pat t ezza di t ut t a la band rinvigorisce ogni passaggio, concret izzando di fat t o il palcoscenico ideale per l ist rionism o, il carism a e l irripet ibile personalit à di uno dei front m an a cui il rock t ut t o deve riconoscenza et erna, Ronald Be lfor d

Bon

Scot t . E le canzoni? Dovrei forse cit arne

qualcuna a discapit o di alt re? Nient e affat t o, non lo farò, H ighw a y To H e ll è un corpo um ano i cui brani rappresent ano ognuno un prezioso organo vit ale, elencarne i singoli t it oli divent a un esercizio st erile e riem pit ivo quando è l int ero lot t o a raggiungere pinnacoli pazzeschi. I n quest o cont est o dove t ut t o coinvolge per solidit à e sem plicit à, divent a un piacere anche ascolt are il lavoro pulit o, lineare e t rem endam ent e efficace sia della chit arra rit m ica di M a lcolm Youn g che del duo Cliff W illia m s e Ph il Rudd, una sezione rit m ica quadrat a e senza fronzoli, com e cert i st opper del calcio di una volt a. A soli set t e m esi dalla pubblicazione di Highw a y To H e ll, la voce degli AC/DC sarebbe dram m at icam ent e e prem at uram ent e scom parsa da quest o m ondo, probabilm ent e

inconsapevole

d aver

t ram andat o

un

t est am ent o

quint essenza del rock n roll da ogni solco, da ogni poro

elet t rico

che

t rasuda

la

Cert am ent e t e ne sarai reso cont o

nell aldilà, caro Bon, e ne avrai riso col t uo indim ent icabile ghigno m ent re i t uoi com pagni facevano rint occare le cam pane dell inferno in tuo onore. Dieci su dieci. Punto! Manuel Fiorelli ML 35


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update n. 62

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ARTIST: MUSICANOVA TITLE:

Garofano d'amm ore | Brigante Se More | Festa Festa

LABEL:

Lucky Planets

RELEASE: 1976 | 1979 | 1981 WEBSITE:

www.myspace.com/eugeniobennato

MLVOTE: 6 ,5/ 10 | 8/ 10 | 6,5/ 10

Era una sort a di crim ine im punit o, in una st agione in cui la m usica et nica e t radizionale è st ata rivist a, riciclat a, rest aurat a, filt rat a e m anom essa in ogni sua form a non pot er avere t ra le m ani una ristampa completa della discografia dei Musicanova. Dopo aver accusat o il frat ello Edoardo di essere un

rinnegat o

( buon per lui che non im m aginava ancora a quali scem pi il frat ello si

sarebbe dedicat o in dischi com e Ok I t a lia o Kaiwanna e che il giudizio t ut t o som m at o gent ile si riferisse alle prim e, peralt ro dignit osissim e prove di Edo, ancora vincolat e a un concet t o t ut t o som m at o popolare anche se suonat o col piglio da folksinger post - Dylaniano, int riso di blues e folk am ericano quindi lont ano dalle nost re radici t radizionali, NdLYS) e aver lanciat o il proget t o della Nuova Compagnia di Canto Popolare com e uno dei più affidabili gruppi di lavoro e studio delle m usiche di est razione popolare ( pizzica, t arant a, t arant ella, fronne, ecc. ecc.) Eugenio avrebbe dato il via ai Musicanova, ensam ble apert o che, con nom i e com parsat e diverse com e d alt ronde rient rava nei piani program m at ici, cont inua il suo lavoro all int erno del proget t o Tarant a Power. Ovviam ent e i t em pi dell ost racism o verso t ut t o ciò che era cont am inazione di cui allora Eugenio era alfiere assiem e ai suoi colleghi D e Sim on e o D Angiò sono un ricordo lont ano e la Tarant a Power di oggi non fa che affiancarsi, sem pre con grande classe, al carrozzone della m usica t radizionale

rivisit at a

e pot enziat a, m odernizzat a da un different e, dinam ico, m alleabile

approccio allo st udio di regist razione. È grazie alla m ilanese Lucky Planet s se oggi la discografia dei Musicanova t orna nuovam ent e fruibile a una generazione che probabilm ent e allora non era ancora nat a m a che ora, t rainat a dal carrozzone alt ernat ivo che rivalut a la t radizione popolare collegandola a un discorso più globale di rispet t o e riscopert a delle radici, si t rova a rim ast icare canzoni che sono dei veri e propri inni al riscat t o popolare com e Brigante se m ore o Vulesse addevent are nu brigant e rivalut at e nel corso degli anni da una m iriade di gruppi dal respiro popolare ( dai Ve n t u N ovu ai M e r ca n t i di Liqu or e ) nonché da una serpent ina di buskers che da Triest e a Ragusa affolla e colora le st rade con le sue t reccine variopint e e spesso m al lavat e e i pantaloni verdi militari, teatrino itinerante di piccoli eroi del vivere libero, sparate a zero sulla folla quasi com e m anifest i di m ilit anza ideologica. I l pezzo fort e della collana è ovviam ent e il disco delle m usiche com m issionat e al gruppo di Bennato da An t on Giu lio M a j a n o per lo sceneggiat o (allora si chiamavano così le fiction televisive) L eredità della Priora. ML 36


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update n. 62

musica

È la vicenda rom anzat a del brigant aggio del Sud I t alia vist o dagli occhi fieri e m ilit ant i dei Brigant i, una st oria di riscat t o polit ico e m orale cont ro i padroni che hanno infest at o ( e infest ano tuttora, sotto altri nomi ma sempre con il principio dello sfruttamento, o delle risorse o della forza lavoro o di qualsiasi alt ra schifezza si possa st rappare al Sud) il Regno delle Due Sicilie, dai Norm anni fino ai Savoia ovvero gli avi degli Agnelli che hanno sfrut t at o e poi defenest rat o i lavorat ori di Term ini I m erese, olt re ai deport at i alla Mirafiori piem ont ese) . I l disco, Brigante Se More, contiene i pezzi più popolari del gruppo, tanto da essere assurti a sorta di brani di pubblico dom inio, seppure non lo siano nei fat t i. Musicalm ent e si pesca a piene m ani dalla t radizione m usicale del Sud, rielaborat a in chiave st ret t am ent e acust ica m a con un im pat t o devast ant e per forza evocat iva e scelt a dei suoni. Ga r ofa n o d Am m or e , che segna di fat t o la nascit a di Musicanova è soprat t ut t o un lavoro di ricerca vocale, nat uralm ent e applicat a alla m usica t radizionale m eridionale. I pezzi sono infat t i int eram ent e ripescat i dal repert orio popolare st orico ( com e le celebri Montanara o la Pizzica Tarant at a che t ra l alt ro rivive perpet uam ent e nelle esecuzioni

solist e

della De Sio, coinvolt a nell incisione del disco assiem e a gent e com e Toni

Esposit o e Robert Fix) e ripropost i con gioiosa part ecipazione em ot iva. Fe st a Fe st a , alt ro albo famoso del collet t ivo che si avvale a quell epoca ( siam o ai prim i anni Ot t ant a) delle t am m orre del grande Alfio Antico nonché della produzione di Sh e l Sh a pir o ( a m io avviso fin t roppo lam biccat a per un gruppo che faceva com unque leva sull im pat t o nat urale, quasi sciamanico della propria m usica acust ica e com unque a risent ire adesso, decisam ent e dat at o e innat urale) cont iene alt ri piccoli classici del repert orio di Be n na t o e D Angiò com e la già not a Canzone per Iuzella, Vent o del Sud, L acqua e la rosa. Le t em at iche rim angono quelle care al gruppo part enopeo e che sono poi quelle condivise dal popolo del Sud di cui Musicanova si fa voce: l am ore, l em igrazione, la m iseria, il riscat t o m orale dei più deboli, la ricerca disperat a m a rom ant ica della fort una. A part e quell eccesso di iperproduzione di cui vi dicevo, pezzi com e Ex Voto o A La Fest a si st agliano nel cielo com e due dei m om ent i più alt i della m usica popolare nazionale di quegli anni. A voi invece non rest a che m et t ervi sot t o quel cielo e aspet t are che meteoriti come queste vi piovano addosso. Franco Dimauro


ML 37

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musica: dvd

ARTIST: THE WHO TITLE: LABEL:

At Kilburn 1977 [2 DVD] Sony BMG

RELEASE: 2008 WEBSITE:

www.thewho.com

MLVOTE: 8 / 10 Anno crit ico il 77 per gli Who. Le sirene del punk si fanno sem pre più st rident i e la band di Daltrey & Townshend deve front eggiare qualcosa di più di una sem plice m inaccia alla leadership nel rock brit annico. I cont rast i int erni sono accesi, l ascesa del nuovo rock accelera la volontà in Pet e di abbandonare il vecchio rock n roll adolescenziale per bat t ere st rade più in linea con i t em pi, m a lo st esso Townshend ha problem i di udit o che rischiano di farlo rim anere sordo, Moon ha grossi problem i fisici dopo il collasso avut o a San Francisco e la voce di Daltrey com incia a dare segni di cedim ent o. I nsom m a l inizio di una discesa cui si cerca di porre rim edio con un diverso approccio m usicale; non più proclam i generazionali m a un t ent at ivo di collocarsi a m et à st rada t ra i rigurgit i del progressive, invecchiat o fret t olosam ent e, e i nuovi anelit i del punk. I l frutto, non del tutto condivisibile, sarà Who Are You nel 78. I nt ant o però il gruppo è capace di un guizzo di gran classe, nonost ant e sia un anno che non si esibisce, quando, il 15 dicem bre 1977, con l int ent o di fornire m at eriale live a Je ff St e in che st a realizzando il film

The Kids Are

Alright , raduna ospit i selezionat i e t iene un concert o al Gaum ont St at e Theat re a Kilburn, nel nord di Londra, in cui esegue t ut t i, m a proprio t ut t i, i classici in repert orio. Un docum ent o affascinant e e im pedibile: l aut ent ico

cant o del cigno

degli Who, perché da quel m om ent o,

causa anche la scom parsa di Ke it h M oon ( m orirà l 8 set t em bre 78) , non sarebbero più st at i la st essa cosa. I l concert o film at o in 35m m della durat a di olt re due ore è st at o rim ast erizzat o e riversato in alta definizione; il che dona un ulteriore sound spettacolare alla loro performance. Tra gli ext ra im m agini ( olt re 70 ) risalent i al 1969 ( al London Coliseum ) , con la prim a lunga esecuzione del concept Tommy e altre rarità. Luigi Lozzi

ML 38


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update n. 6 3

altri percorsi: libri

ALINA REYES

La polit ica de ll a m or e Guanda, 2 008

di Lu ca D Am br osio

Un libro per le donne m a soprat t ut t o un libro per capire le donne. Alina Re ye s, aut rice francese not a al grande pubblico per il best seller

I l m acellaio

- di cui abbiam o avut o anche una

rappresent azione cinem at ografica da part e di Au r e lio Gr im a ldi con la nost ra Alba Pa r ie t t i nel ruolo della prot agonist a, una donna brillant e m a insoddisfat t a

ci regala con

La Polit ica

dell am ore un volum e assai divert ent e che parla, con il solit o spirit o ant iconform ist a, dissacrant e m a allo st esso t em po sent im ent ale che cont raddist ingue la scrit t rice, d am ore e di eros, di libert à e di ribellione. Una raccolt a di scrit t i divisi in vent iquat t ro brevi capit oli, m olt i dei quali già pubblicat i su giornali e rivist e, che analizza e t ent a di sovvert ire i principi di una societ à e di una cult ura che, ancora oggi, hanno com e ideale com une

una donna algida e priva di voce,

espressione di un m ondo sciocco, il quale, più che am ore sem bra offrire un sesso surgelat o . La Reyes non si perde m ai in st upide e rom ant iche ast razioni, t ipiche di un at avico st ereot ipo maschilista, che vogliono appunt o la fem m ina illibat a, sdolcinat a, fedele, devot a e alla disperat a ricerca del principe azzurro, anzi. I l rit rat t o che ne esce fuori, al cont rario, è quello di una donna che chiede passione, serenit à, fant asia, m ist ero, coinvolgim ent o, rispet t o e al cont em po in grado di offrire il fascino, l innocenza e l int elligenza di Marilyn M on r oe . Un opera che ha com e filo condut t ore quel

desiderio

lat ent e ed essenziale che spesso viene a m ancare nei rapport i di

coppia, e che qui rivendica ad alt a voce il dirit t o all orgasm o. Un piacere, dunque, non solt ant o di buoni sent im ent i, di discrezione e di com prensibile gelosia ma anche più liberam ent e edonist ico, fatto di mutandine rosse, di autoerotismo e di condivisa trasgressione. Quello che chiede la nostra scrittrice è un am ore ist int ivo e nat urale, com e lo è l odore di due corpi avvinghiat i e appiccicosi; un am ore rispet t oso di ogni scelt a sessuale, gay o lesbica che sia; un am ore non ipocrit a, che sappia esalt are il m aschio ( talvolta Barbablù

alt re volt e

Pom piere ) e

Quel bell ogget t o del

desiderio . ML 39


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update n. 6 3

libri: alina reyes

Un am ore che riesce a essere crit ico anche verso le donne e verso un m ondo in cui la m usa ha perso il ruolo fondam ent ale d ispirat rice: La m usa di oggi è priva di voce. Si chiam a t op m odel, è un essere ideale che non m angia e non beve, esibisce un vit ino e una linea di dea, non ha né vit a né cuore, o pochissim o, è senza capo né coda ( com e spesso, d'alt ronde, i creat ori che lei ispira) , un essere t ut t avia ricco sfondat o, profondam ent e legat o alla realt à di quest o m ondo dal peso dei dollari che accum ula. Per Alina Re ye s - infat t i -

la m usa è cadut a davvero in basso . Addio a

personaggi com e Br igit t e Ba r dot , M a r le ne D ie t r ich, Gr a ce Ke lly, Ava Ga r dne r e Rita Hayworth che, invece, seppero essere font e d ispirazione e di desiderio di grandi art ist i. Un lavoro che ci ent usiasm a davvero, per la sua abilit à di saper giust ificare cert e

im m oralit à

affet t ive m a anche per il coraggio di unire il concet t o di am ore a quello di polit ica perché, com e diceva M ile n a Je se nk a , Un art icolo polit ico dovrebbe essere scrit t o com e una let t era d am ore . La polit ica dell am ore

pot rebbe essere, inolt re, una delle t ant e possibili rispost e int elligent i e

poco im pegnat ive alla t eoria del sociologo polacco Zygm u n t Ba um a n che, nel passaggio della nost ra collet t ivit à dallo st at o moderno ( solido) a quello post m oderno ( liquido) , ha vist o svanire ( o m eglio liquefarsi) ideali, fiducia, sicurezza econom ica e sent im ent ale. I n conclusione: un libro brillant e, divert ent e e agevole che pot rebbe fare coppia con l ent usiasm ant e opera t eat rale de I m onologhi della vagina

della bravissim a Eve En sle r . Cent ovent uno pagine la cui let t ura, di

questi tempi, andrebbe consigliata a molti scellerati.

ML 40


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update n. 63

altri percorsi: film

THE LAST WALTZ

Un film di Martin Scorsese Regia di Martin Scorsese

MGM 1978 (USA)

di Stefano Sciortino

È la prim a dom enica di febbraio, m at t ina, e fuori st a nevicando. I m iei ragazzi guardano fuori dalla finest ra, incant at i dai fiocchi bianchi che scendono pigram ent e dal cielo. Se ne st anno lì, col naso appiccicat o alla finest ra, covando la segret a speranza di passare il pom eriggio a t irarsi palle di neve fino a infradiciarsi, m olt o olt re a quello che m am m a e papà considerano am m issibile . Consapevole dei loro pensieri, decido di avvisarli che la t em perat ura non è t ale da conservare int at t a quella colt re bianca, incant evole m at eria prim a per le loro fant asie. Si allont anano sbuffando, delusi, lungo il corridoio, dirigendosi verso le loro cam ere per finire i com pit i; si spingono, scherzano, ridono. Proprio bravi i m iei ragazzi. La delusione è già dim ent icat a e ciò m i convince che la loro et à ha t ut t e le cart e in regola per essere m agica e che è un peccat o che gli adult i facciano di t ut t o, seppur in buona fede, per int errom perla prim a possibile. Do un occhiata alla libreria e inevit abilm ent e, dat a la loro posizione, m i rit rovo il naso a pochi cent im et ri dai volumi su Bob Dylan: la celebre biografia di A. Scaduto, quella meno celebre ma molto concreta e det t agliat a di H . Soun e s, lo splendido prim o volum e dell aut obiografia Chronicles, La Repubblica I nvisibile di Gr e il M a r cu s ecc... Dylan- The Band- The Last Walt z è, per m e, un associazione di idee quasi aut om at ica. Decido allora di approfit t are della m ezz ora che m i rimane, prim a di uscire, per guardare e ascolt are un paio di pezzi dal film di M a r t in Scor se se e, com e spesso accade, m i rit rovo scaravent at o nel 1978. Frequent avo la scuola m edia, e t ra i vari am ici ce n era uno che seguiva la m usica con una spiccat a passione, il che m i incuriosiva considerati i m iei passat em pi preferit i di allora, le figurine e i fum et t i dei Supereroi. I n effet t i non era un granché come amico, anzi, si distingueva per la sua slealtà (con punte di perfidia tipiche di quella et à) m a t ant è che condividevo con lui parecchie ore del m io t em po libero. Ebbe, se non alt ro, il pregio di prest arm i una bella ant ologia dei Be a ch Boys e di invit arm i a vedere un film concerto. The Last Waltz, appunto. Accettai, pur non conoscendo affatto questo gruppo rock che allora rit enevo avesse scelt o un m odo alquant o originale per dare l addio alle scene e che, olt ret ut t o pensavo, non ci aveva m esso un granché di im pegno per cercarsi un nom e decent e. Ci andai, soprat t ut t o per il richiam o di alcuni nom i piut t ost o not i, invit at i per l occasione: Bob Dylan, N e il You ng, Er ic Cla pt on, ecc

m a non ne uscii part icolarm ent e colpit o, eccet t o per un

paio di cose: la perform ance di M u ddy W a t e r s, innanzit ut t o, una cosa di un int ensit à m ai vist a. Non cant ava il Blues, quell uom o era il Blues, in persona. E lo credo ancora oggi. ML 41


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film: the last waltz La seconda cosa che m i t occò profondam ent e fu il ricordo - narrat o da quello che sem brava essere il leader della Band, il chit arrist a Robbie Robe r t son - di una j am serale in com pagnia del bluesman Sonn y Boy W illia m son I I , all epoca concit t adino del bat t erist a Le von H e lm e ricordat o da un alt ro m em bro della Band ( Rich a r d M a n u e l) com e il più grande suonat ore di arm onica che avesse m ai sent it o. Quella sera, m ent re suonavano, Robbie not ò che Son ny Boy sput ava con insist enza in un vaso. Alla fine, si avvicinò al recipient e e scoprì che si t rat t ava di sangue; fecero m olt i program m i sul fut uro, ricorda Robbie, m a qualche giorno dopo arrivò una let t era, probabilm ent e da un agent e o un discografico, con la quale si annunciava la m ort e di Sonn y Boy. L irrim ediabilit à di quel fat t o, definitivo, la scomparsa, e la m alinconia dello sguardo con cui i cinque m usicist i ricordavano quei m om ent i divennero da allora, e per un lungo periodo, frequenti ospiti della mia memoria e mi portarono a concludere che, inaspettatamente, c era nella Musica qualcosa di più serio delle classifiche di vendit a pubblicat e dalle rivist e che m i capit ava di sfogliare ed era m olt o m eno pat inat o di quant o il buongust o e il buonsenso da cui ero accerchiato fossero dispost i ad accet t are. C era, in definit iva, qualcosa di m olt o più vicino alla m ia vit a di quant o pot essi lont anam ent e credere o, in quel m om ent o, sperare. Com e già det t o, nel com plesso non rim asi folgorat o da quello che vidi e sent ii, m a ciò non rappresent ò un ost acolo per prendere in considerazione l acquist o del cost osissim o album t riplo, alla cui spesa feci probabilm ent e part ecipare, suppongo all insaput a della legit t im a propriet aria, il port afoglio di m ia madre. Per il film - concert o ( nonché docum ent ario) Th e La st W a lt z, esordio di M a r t in Scor se se in quest o specifico am bit o cinem at ografico

lo riuscirà infat t i a replicare m agnificam ent e con No

D ir e ct ion H om e del 2005 e Sh in e a Ligh t del 2008 - è lecit o, e una volt a t ant o a proposit o se non addirit t ura obbligat orio, usare l aggettivo leggendario . Lo scenario è quello del Wint erland di S. Francisco, t eat ro splendidam ent e adibit o per l occasione, gest it o dallo st orico prom ot er Bill Graham ( 8 gennaio 1931 - 25 ot t obre 1991) , presenza occult a del film , verosim ilm ent e svelat a dall euforica esclam azione

Big t im e, Bill! Big t im e!

dell esuberant e Ron n ie

Th e H a w k

Hawkins diret t a alle quint e del palco, sui prim i riffs di Who do you love, suscit ando così l ilarità generale. Su quest o palco si erano negli anni esibit i: Rollin g St on e s, Doors, Jim i H e n dr ix , Ja n is Joplin , Le d Ze ppe lin , Lyn yr d Sk ynyr d, Gr a t e fu l D e a d, Je ffe r son Air pla ne e m olt i altri. Robbie Robe r t son ( chit arra, voce, piano) , Le von H e lm ( bat t eria, m andolino, chit arra, basso, voce) , Ga r t h H u dson ( piano, organo, sassofono, sint et izzat ore, clavinet , fisarm onica) , Richa r d M a n ue l ( piano, arm onica, bat t eria, sassofono, organo, voce) e Rick D a n k o ( basso, violino, t rom bone, voce) lo avevano invece calcat o da poco più che sconosciut i, present andosi al pubblico per la prim a volt a con il nom e che da lì a poco li avrebbe port at i definit ivam ent e alla fama: Th e Ba nd. Al Wint erland, il 14 gennaio del 1978, i Se x Pist ols avrebbero suonat o assiem e per l ult im a volt a: st ava calando il sipario su un periodo incredibilm ent e ricco del rock and roll, iniziat o nei prim i anni Sessant a e giunt o a quel t em po in uno st at o di rigor m ort is, provocat o, t ra le alt re cose, dalle m ort ali ferit e dello scioglim ent o dei Beatles ( al corpo) e dell om icidio di Alt am ont ( all anim a) . Un periodo m usicalm ent e approdat o agli inolt rat i anni set t ant a grazie a un inim m aginabile int rinseca forza dinam ica accom pagnat a a un insist ent e accanim ent o t erapeut ico da part e dell est ablishm ent ; punk e new wave ne ult im arono l epit affio, senza alcun rit o, addio o lacrim a. Si t rat t ava della fine di un epoca che le generazioni successive non avrebbero invece esit at o a definire

classica . Com e un valzer, appunt o. Un ult im o giro,

prima di calare definitivamente il sipario. ML 42


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film: the last waltz Ciò che la Ba n d volle port are sulla scena non fu solam ent e un concert o m a, com e Robbie Robertson afferm a in una della prim e bat t ut e del film ,

a celebrat ion , una celebrazione che si

sarebbe svolt a il 25 di novem bre ( 1976) , il giorno del Ringraziam ent o. Due aspet t i di richiam o mistico, rievocat ivi di una religiosit à per così dire pagana , forse inconsapevole m et afora dei rit i di ringraziam ent o a favore di un dio part icolarm ent e benevolo, quali avrebbero pot ut o essere i beni offerti alla fine di una generosa stagione. Similmente a quegli usi ancestrali vennero chiamati a raccolt a non solt ant o degli ospit i, o un gruppo di am ici, per condividere un m om ent o part icolarm ent e gioioso, m a

probably som e of t he great est influences on m usic of a whole

generat ion . La Band decise così di saldare il cont o e di pagare il debit o di riconoscenza nei confront i della Musica, e in part icolare di una Tradizione Musicale, ( quella am ericana, of course: rythm & blues, folk, soul, country, ecc ) cost ant e ispirazione per un gruppo che il caso volle fosse per quat t ro quint i canadese. La veste di profet a, capace di leggere corret t am ent e i propri t em pi e di int erpret arne esat t am ent e i segni, passò

in quest a occasione

al gruppo che del

profet a per ant onom asia era st at o fedele discepolo. Assiem e a Bob D yla n, la Band aveva infat t i spesso diviso sia palco ( a part ire dalla dram m at ica t ournée inglese del 65, t ant o cont est at a da indurre Le von H e lm ad abbandonarla) che scant inat o ( del cot t age bat t ezzat o Big Pin k dalle cui j am session verranno t rat t i i fam osissim i Ba se m e n t Ta pe s) e probabilm ent e i cinque ne erano st at i a sufficienza influenzat i da recepire, in quel m om ent o, che

i t em pi st avano cam biando

nuovam ent e e, com e solo pochi riescono o trovano il coraggio di fare, opt arono per un uscit a di scena alla grande, in una form a ancora st repit osa, per non dire all apice. È lo st esso Robbie Robertson, nelle bat t ut e finali del film , a fare però luce sulla probabile presa di coscienza e causa prim a di quest o epilogo:

The road has t aken a lot of t he great ones. H a nk W illia m s,

Bu ddy H olly, Ot is Re dding, Janis, Jim i H e n dr ix , Elvis. I t 's a goddam n im possible way of life. No quest ion about it . La vit a sulla st rada, quindi, non lasciava scam po a nessuno e la Ba nd sem brava in quel m om ent o cercare di sopravvivere a essa. Non andò purtroppo così: evident em ent e il richiam o della vit a

on t he road era t ale e t alm ent e radicat o che, a part e

Robbie Robe r t son ( forse l unico veram ent e convint o a lasciare) , t ra reunion e collaborazioni, il rest o della Band vi fece spesso rit orno. I n pochi alt ri art ist i, d alt ronde, era così spiccat a la sim biosi con lo spirit o della t radizione cult urale am ericana e perciò con un DNA com post o da incessant e m ovim ent o, viaggio, avvent ura verso mete ignote. La st rada non eccelle per la sua m isericordia e, alla fine, pret ese il suo t ribut o: Richa r d M a n ue l prim a ( 4 m arzo 1986) e Rick Danko poi ( 10 dicem bre 1999) abbandonarono per sem pre le dist ese a perdit a d occhio, le prat erie e gli sconfinat i orizzont i che avevano celebrat o con la loro m usica, per alt ri paesaggi: et erni e infinit am ent e più sereni. La serat a fu replicat a, la scalet t a originale m odificat a per esigenze cinem at ografiche per cui è manca la corrispondenza t ra film e relat ivo album . Alcune sequenze del film furono evident em ent e degli innest i di riprese in st udio ( Em m ylou H a r r is e St a ple s Sin ge r s) e m olt i i pezzi scart at i ( il box quadruplo del 2002 è di per sé esplicat ivo della quant it à di m at eriale disponibile) . La voce int rodut t iva di Robbie Robe r t son chiarisce chi fu l art ist a incaricat o ad aprire il carosello degli ospit i:

16 anni fa quando abbiam o iniziato, abbiamo

iniziato con uno di cui avete probabilmente sentito parlare. Vorremmo ancora iniziare con lui: The Hawk! Ronnie Hawkins! .

ML 43


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film: the last waltz I l Falco , rocker dell Arkansas e prim o art ist a di fam a a collaborare con la Band, riceve, per i m ot ivi cit at i, l onore di inaugurare la scalet t a degli ospit i: lo fa eccellentemente, t rascinando il gruppo ( o forse è vero il cont rario) in una pregevole cover del classico di Bo D iddle y, Who do you love: un navigat o ist rione, che gioca con i nom i degli am ici della Band, Robbie, Rick e Gart h introducendoli nel t est o della canzone, cont ribuendo così non poco all at m osfera int im a e fest osa del m om ent o. Traspare inolt re la consapevolezza di essere part e di un m om ent o cruciale della st oria del rock e forse anche il com piacim ent o di aver reso solenne un m om ent o im port ant e della propria st oria, im m ort alandolo con un epico capit olo finale. Nell esprim ere grat it udine per quello che giudica uno dei più grandi piaceri della sua vit a ( t o be on t he st age wit h t hese people t onight ) , N e il Youn g - int rodot t o sul palco da Robbie Robe r t son con uno scarno e affet t uoso You know t his guy

si accinge a int erpret are Helpless. Pur non suscitando part icolari em ozioni,

rim ane una presenza ricca di fascino. New Orleans, culla del rock and roll ( ben rappresent at a anche da Alan Tou ssa in t , arrangiat ore della sezione fiat i e probabile ispirat ore della splendida int roduzione di The night t hey drove old dixie down ) , viene evocat a dagli accat t ivant i accordi Dixieland della classica - e bellissim a - Such a night ( t it olo appropriat o alla circost anza) di Mac Rebennack, alias D r . John . La Dry your eyes di N e il D ia m on d è un om aggio ad un songwrit ing vicino a Tin Pan Alley, nulla di più e forse un po t roppo al di fuori del cont est o, non fosse per la produzione da part e di Robbie Robe r t son dell album da cui è t rat t a, l allora disco di plat ino Be a t ifu l N oise . Jon i M it ch e ll, la signora del Canyon, diafana e radiosa com e sem pre, offre alla plat ea le t enui, et eree e irrequiet e arm onie j azz di Coyote, con la consuet a arm oniosa voce. Mistery t rain, della st orica Sun Records di Sa m Ph illips, riapre una delle pagine celeberrim e del R&B, sost enut a nel rit m o t rascinant e dalla indim ent icabile arm onica di Pa u l Bu t t e r fie ld ( 17 dicem bre 1942

4 m aggio 1987) . The Blues at his m ost , M u ddy W a t e r s: occhi chiusi e una

voce grave che proviene da profondit à inesplorabili, da t em pi e luoghi sconosciut i. È una figura solenne, nobile, e suscit a rispet t o con la sola presenza. Eric Clapton non è in splendida form a m a dà una volt a t ant o m odo a Robbie Robe r t son, con la frenet ica Furt her on up t he road, di am pliare l abit uale geom et rico ( personalissim o e molto bello) fraseggio della sua Fender. Il set del coinvolgent e e int enso Va n M or r ison ( Tura lura lural - t hat 's an irish lullaby e Caravan) è giustamente t ra i più acclamati, almeno fino al m om ent o in cui si present a sul palco Un nost ro amico

Bob D yla n . La reciproca collaborazione t ra Dylan e Band è st at a qualcosa di più che

una sem plice cooperazione: è st at a una com unione di int ent i e una condivisione di m om ent i cruciali delle reciproche esist enze ( carriere suona, in quest o caso, ridut t ivo) : il già cit at o t our inglese del 65; il rit iro di Dylan dalle scene, successivo all incident e in m ot o ( una splendida Trium ph ) del 66; la ripresa e la rilet t ura delle radici folk am ericane ( t raccia nei Basement Tapes) ecc... Eseguono assiem e alcuni pezzi ( uno dei quali, Hazel, bellissim o nella versione da st udio, è com parso solam ent e nel box quadruplo) che ho personalm ent e considerat o un occasione perduta: un po lont ani dalle coinvolgenti cast- iron songs and t orch ballads cit at e sulla copert ina del riuscit o e forse sot t ovalut at o Pla n e t W a ve s. H e m m ylou H a r r is, present e con Evangeline, regist rat a in st udio, fa la sua dignit osa figura in rappresent anza di un count ry disim pegnat o. Ma dietro - e questa sera al di sopra (in una particolare forma di ubiquità) - di tutti, ci sono loro.

ML 44


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film: the last waltz Dopo 16 anni di t our, t eat ri, st adi e scant inat i, la Band ha raggiunt o un ineccepibile int esa, una capacit à di svolgere il ruolo di backing band per qualunque art ist a, senza perdere una briciola della propria ident it à né farla perdere al front ( wo) m an di t urno e capace, anzi, di ricreare con il suo support o, qualcosa di nuovo; t ut t o ciò per una sincera passione e un profondo rispet t o per quello che fino ad allora avevano fat t o: musica. Tecnicamente eccelsi ( capaci, in cinque, di suonare con padronanza quasi una vent ina di st rum ent i, per quant o possa cont are in un am bit o in cui il feeling ha un peso m olt o superiore alla dest rezza) e per cert i aspet t i sovversivi: vest it i come dei beccamorti - o m orm oni - nel t em po dei figli dei fiori e convint i t radizionalist i ( anche nella st rum ent azione) nell era dell Acquario e della Sum m er of Love. I ncredibilm ent e com pat t i, capaci di alt ernarsi liberam ent e nel cant o, pot endo cont are su quat t ro validissim e voci, m olt o belle nel caso di Le von H e lm e Richa r d M a n ue l. Non ci sono svist e m acroscopiche nella scelt a della loro scalet t a, ant ecedent e nel concerto a quella degli ospit i, e la versione di alcuni loro capolavori del rock ( m anca solo The weight, per qualche addet t o ai lavori La Canzone del Rock) The night t hey drove old dixie down e Stage fright sono quant o di m eglio ci si pot esse aspet t are: due pezzi che non stancano mai. Unico rammarico, la scelta di utilizzare The weight nella versione da st udio ( con gli St a ple s Sin ge r s: bravi e bella l int erpret azione anche se un po anem ica) . L album originale si conclude con una Suit e classicheggiant e com post a per l occasione da Robbie Robertson. Di pregio. L album , oggi nella confezione doppio CD, t rat t o dalla colonna sonora si t rova al prezzo di un singolo in serie econom ica, così com e il DVD, mentre una dignit osa Collection e i loro due album m igliori ( The Ba n d e M u sic fr om Big Pin k , im m ancabili in una discografia rock di base) rim ast erizzat i e con bonus t racks si t rovano a cinque euro. Un inezia, per una fetta di America: quella che non smetterò mai di amare. Per chi non li conoscesse, non posso garantire un amore a prima vista ma posso tranquillamente scommettere su una lunga e duratura am icizia, per quant o qualcuno

probabilm ent e a ragione - asserisca che oram ai siam o rim ast i in

quat t ro ad ascolt arli. I l film si apre st ranam ent e con il bis, la conclusione del concert o, e Robbie Robertson, salendo sul palco chiede al m icrofono: -

You re st ill t here, uh? Sì, Robbie, siam o

ancora qui.

ML 4 5


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framme nti di cinema rimosso: terza parte

DEUS E O DIABO NA TERRA DO SOL

Un film di Glauber Rocha Regia di Glauber Rocha

Capocabana Films 1964 (Brasile)

di Nicola Pice

Glauber Rocha ha avut o senza dubbio il m erit o di em ancipare il cinem a sudam ericano in generale e quello brasiliano in part icolare

dalla t irannia audio- visiva hollywoodiana e dal bozzet t ism o

m anierist ico spicciolo, rest it uendogli la dignit à e l orgoglio di una diversit à che è soprat t ut t o una m aniera different e di percepire i processi sociali ed econom ici.

I l dio nero e il diavolo biondo ,

uscit o nel 1964 dopo un lungo t ravaglio produt t ivo ed enorm i difficolt à

censorie , ut ilizza i

m eccanism i narrat ivi della fiaba per fornire allo spet t at ore una chiave int erpret at iva della st oria del popolo brasiliano che è t est im onianza e analisi rigorosa. I l cant ast orie che narra della cont rapposizione fra Dio e il Diavolo nel sert ão parlandoci delle dram m at iche vicende di Manuel e Rosa che s int recciano con quelle alt ret t ant o dure di Sebast ião e del cangaceiro Corisco è la metafora lucida della st oria di un paese bellissim o m a st raziat o dalla m iseria e oppresso da varie form e di alienazione che di

se

st esso.

La

forza

alla st regua di ogni alt ro paese sot t osviluppat o di

Rocha

consist e

nell evit are

l im piego

di

è alla fat icosa ricerca qualsiasi

st rum ent o

int ellet t ualist ico per concent rarsi sugli elem ent i più significat ivi e realist ici ( al di là del m ezzo favolist ico) che possano essere recepit i da un pubblico che sia il più vast o possibile. Viene alla luce nel Brasile poverissim o degli anni 60 il cinem a novo : il t ent at ivo di fare, cioè, un cinem a storico- polit ico at t ingendo non al consuet o folclore m a alle radici più profonde e salde della cult ura e del pat rim onio sim bolico di un int era nazione m ediant e quel linguaggio favolist ico che suggest iona il pubblico e gli fa prendere coscienza della propria difficile realt à. Rocha è im m aginifico m a di una durezza spiet at a nella rappresent azione di un um anit à sofferent e che si agit a in un desert o che è soprat t ut t o luogo e condizione infelice dell anim a di un popolo. I l film t ant o ost eggiat o

pur nella sua fort una popolare

ha assunt o, proprio per quest o m ot ivo, nel

corso degli anni lo status di un culto sotterraneo ma questo non ne condiziona un giudizio che non può essere m eno che eccellent e. L opera, infat t i, è un capolavoro anche regist ico: realizzat o in povert à assolut a ( verrebbe da dire conform e quasi per necessit à ont ologica al clim a generale) probabilm ent e proprio per quest e ragioni è ricco di invenzioni ( è sconvolgent e l uso quasi sist em at ico e virt uosist ico della m acchina a m ano) , d int ensit à em ot iva ( Rocha t rat t eggia in m aniera sublim e il personaggio fem m inile di Rosa) e, al cont em po, rispet t oso dei più im port ant i precet t i linguist ici cinem at ografici nell evident e riproposizione della lezione di m aest ri com e Ej zen t ej n e Rossellini e

alla fine anche ci associam o alle parole del cant ast orie nel dire che il

m ondo non è né di Dio né del Diavolo, m a dell uom o che deve prendere in m ano le redini del proprio destino. ML 4 6


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framme nti di cinema rimosso: terza parte

FILM

Un film di Samuel Beckett Regia di Samuel Beckett e Alan Schneide

Evergreen Theatre Inc. 1965 (USA)

di Nicola Pice

24 m inut i di im m agini m ut e, film at e in un agghiacciant e bianco e nero cost it uiscono l inquiet ant e suggest ione di Film t he Eye

opera m inuscola port at a sullo scherm o nel 65 nat a da un t est o t eat rale -

( l occhio) - scrit t o in precedenza, nel 1963, da Sam uel Becket t . Con l aiut o di Alan

Schneider viene rappresent at o un allucinat o e

sconvolgent e Bust er Keat on che si aggira

nervosam ent e prim a per st rada e, poi, in casa alla ricerca e alla scopert a del sé m ediant e il riconoscim ent o alt rui perché percepit i

fedele alla form ula filosofica di Berkeley

essere è essere

in qualche m odo. Purt roppo si com prende che il personaggio becket t iano

O ( ossia obj ect )

chiam at o

ha fallit o nel proget t o nascondendosi anziché svelarsi, cancellando, dunque,

ogni possibilit à di sguardo int orno alla sua figura. I nfat t i, chiunque s im bat t a in lui st rada o la donna con il m azzo di fiori

i vecchi per

ne rim ane disgust at o, orripilat o. Appare, alfine,

incom pat ibile con il m ondo e, persino, im possibilit at o a conoscere la sua vera nat ura se - dopo aver cacciat o dalla port a di casa un grosso gat t o e un piccolo cane e aver st rappat o le fot o che lo ritraevano - apre gli occhi ( uno è bendat o) , guarda nell'obiet t ivo della m acchina e ha un m ot o d orrore che prelude il successivo gest o di ricoprire con le m ani il volt o spavent at o. Si può discut ere all infinit o sui sim boli che si celano in

Film , sulla m et afora dell occhio - che apre e

chiude le sequenze di cui esso si com pone - e su che cosa veda O guardando se st esso. L opera di Becket t probabilm ent e è una m edit azione sullo sguardo e sull essere giocat a t ut t a su un alt ernanza di inquadrat ure ora a fuoco ora sfuocat e che sono m edit azione sul senso st esso dell art e e del cinem a ed art icolat a su un rit m o che, sem pre più angoscioso, giunge alla dram m at ica rivelazione/ non rivelazione finale. Nonost ant e sia asciugat o da ogni art ificio regist ico, depauperato della (possibile) magniloquenza di cui è capace il cinema stesso, compresso brevità

in un m ont aggio rapido e raggelat o dalla fot ografia di Kaufm an,

Film

data la

riesce ad

em ozionare con il suo um orism o t et ro ed orrorifico e, persino, a com m uoverci con l int rinseca nat urale

poesia del corpo dram m at urgico di Keat on, vecchio clown, st ravagant e, asessuat o e

st anco, che nella sua decrepit a finit udine sim boleggia esso st esso l im possibilit à um ana, nell im possibilit à di conoscere se st essa, di sondare e com prendere il senso ult im o della realt à in cui annaspa spavent at a e confusa. Con Film Becket t rinnega la funzione st essa del cinem a com e st rum ent o conoscit ivo, a dispet t o dell ovvia t aut ologia del t it olo, coerent e col proprio personale disegno di dissoluzione della form a caro al

t eat ro dell assurdo

che per l aut ore è

t eat ro

dell assurda vit a . ML 4 7


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framme nti di cinema rimosso: terza parte

MOUCHETTE

Un film di Robert Bresson Regia di Robert Bresson

Argos Films | Parc Film 1967 (Francia)

di Nicola Pice

Nouvelle hist oire de Mouchet t e

- il rom anzo del visionario Georges Bernanos - è il sost rat o

narrat ivo di cui Robert Bresson si serve nella prosecuzione della propria personale indagine sulla desolazione universale . La piccola Mouchet t e subisce la ferocia furent e della vit a fra boschi che sem brano fuori dallo spazio e dal t em po. È coinvolt a nelle m eschinit à m iserabili degli adult i: è cost ret t a a lavorare in un bar per consent ire al padre ( cont rabbandiere com e il frat ello) di ubriacarsi, la m adre è inchiodat a al let t o da una m alat t ia incurabile. I nt orno solo m enzogne e raggiri e violenza che scandiscono all'inizio ed im placabilm ent e la sua em arginazione dal corpus fam iliare e scolast ico ( il padre le im pedisce di avere am ici perchè deve accudire la m adre m orent e, i com pagni di classe sopport ano a m alapena la sua povert à cont adina) e, poi, la sua esclusione da quello sociale ( m ediant e il t erribile st upro ed il conseguent e ludibrio a cui verrà sot t opost a) fino al liberat orio suicidio finale. Com e già nell'at roce Au hasard Balt hazar in

Mouchet t e - realizzat o un anno dopo nel 1967

anche

la vit a riserva agli uom ini più deboli, agli

ult im i ( Balt hazar era un asino e gli anim ali, se possibile, sono ancor più indifesi) solo sofferenza, de- privazione( i) , um iliazioni. La regia del m aest ro francese è asciut t a e d'un est rem o rigore form ale: un bianco e nero spoglio ( la bellissim a fot ogafia è di Cloquet ) che, di t ant o in t ant o, s'accende d'una im prossiva livida luce

per cont rast o violent o

ad evidenziare la brut alit à

irrim ediabile e non pacificabile di un'esist enza senza possibilit à di sbocchi. La presenza negli episodi culm inant i del

Magnificat

di Mont everdi ( il suicidio di Mouchet t e) è il cont rappunt o

dolent e ad una conclusione inevit abile racchiusa del t ut t o nat uralm ent e nell'affresco di una disperazione che è il frut t o di un'at roce condanna: l'essere venut i al m ondo. Non solo la felicit à m a la

norm alit à

st essa sem bra bandit a in quest o desert o um ano di figure grezze ed aspre

( appesant it e da una recit azione alt ret t ant o dura, senza fronzoli, realist ica sino all'osso) . Bresson, ormai, s'è allontanato da quella religiosità giansenista che aveva caratterizzato le sue prime opere verso una singolare form a ( che apparirà in un cert o senso nichilism o t out court alla fine della sua vit a di aut ore) definit a da Adelio Ferrero di crist ianesim o at eo senza riscat t o in cui l'unico gesto coerent e e libero che l'uom o sem bra pot er com piere è quello di m orire lasciandosi anche m orire. La m acchina da presa del regist a che accom pagna il corpo di Mouchet t e lasciandolo defluire fuoricam po senza inseguirlo, rappresent a non solo la m ort e m a anche il m anifest o del cinem a bressoniano disperat o, piet rificat o dal dolore e insost enibile allo sguardo. E, per quest o m ot ivo, rimosso dalle coscienze a dispetto di una fama universalmente consolidata.

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