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. IT La prima non-rivista che sceglie il meglio della musica in circolazione - www.musicletter.it - Anno II - Update N. 44

MUSICA

Menomena, PJ H a r ve y, Stooges, Easterhouse, Rit m o Tr iba le , Roy H a r pe r , Sn e a k e r Pim ps, You n g Ja m e s Lon g, Dirtbombs, Sa n dy D illon , M ica h P. H in son , Cr a m ps, Gr inde r m a n , Sh in s,

ALTRI PERCORSI: POESIA

Arthur Rimbaud

Š ML 2007 - FREE

Cooper Temple Clause, Psychedelic Furs.


musicletter.it chi siamo Lu ca D Am br osio Domenico De Gasperis Nicola Guerra Jori Cherubini Massimo Bernardi Marco Archilletti Manuel Fiorelli Pier Angelo CantĂš Pasquale Boffoli

Tut t e

le

civilt Ă 

sono

st at e

illuse,

conquist at e e dist rut t e. Non vedo com e

Gianluca Lamberti Luigi Farina Francesco Bianchi

questa possa resistere ancora a lungo. Phil Hartnoll

Riccardo Di Vito Daniele Briganti Massimo Del Papa Lorenzo Marcelli Franco Dimauro Domenico Marcelli Massimo Imbrosciano

musicletter.it webmaster / progetto grafico Luca D Am br osio

musicletter.it informazioni e contatti www.musicletter.it redazione@musicletter.it

musicletter.it copertina update n. 44 / 2007- 0 3 - 24 Menomena ( foto di Alicia J. Rose) per gentile concessione di www.barsuk.com

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update n. 44

sommario

Special Interview 4

MENOMENA

by Luca D Am brosio

Recensioni 9 GRINDERMAN S.T.

(2007) by Jori Cherubini

10 YOUNG JAMES LONG You Ain t Th e M a n 11 PJ HARVEY To Bring You My Love

( 2007 ) by Franco Dimauro

( 1995) by Domenico De Gasperis

1 3 THE DIRTBOMBS Dangerous Magical Noise 1 4 THE PSYCHEDELIC FURS Talk Talk Talk 1 5 SNEAKER PIMPS Becoming X 1 6 RITMO TRIBALE Bahamas

( 1981) by Luca D Am brosio

( 1996) by Manuel Fiorelli

( 1999) by Nicola Guerra

1 7 THE STOOGES The Weirdness

( 2007) by Marco Archilletti

1 8 EASTERHOUSE The Contenders 2 0 ROY HARPER HQ

( 2003 ) by Marco Archilletti

( 1986) by Franco Dimauro

( 1986) by Massimo Bernardi

2 2 SANDY DILLON Electric Chair

( 1999) by Nicola Guerra

2 3 THE CRAMPS Friends Of Dope Island

( 2003) by Pasquale Boffoli

2 5 THE SHINS Wincing The Night Away

( 2007 ) by Lorenzo Marcelli

Live Review 2 6 THE COOPER TEMPLE CLAUSE Milano, Rainbow 2 7 MICAH P. HINSON Roma, Circolo degli Artisti

( 05.03.2007) by Nicola Guerra

( 08.02.2007) by Domenico De Gasperis

Altri Percorsi / Poesia 2 8 ARTHUR RIMBAUD Poesie e Prose

(2004 ) by Massimo Imbrosciano

© ML 2005-2007 BY L UCA D AMBROSI O ML non ha scopi di lucro, il suo unico obiettivo è la diffusione della buona musica www.musicletter.it non contiene informazioni aggiornate con cadenza periodica regolare, non può quindi essere considerato "giornale" o "periodico" ai sensi della legge 62/01

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special interview

MENOMENA © 2007 di

Lu ca D Am br osio Divert ent i e int ensi allo st esso m odo, i Menomena vengono da Port land, Oregon, una delle cit t à più at t ive m usicalm ent e degli ult im i anni. I l nom e della band scat urisce da una celebre e spensierat a com posizione del maestro

Pie r o

rinomata

Mah

Um ilia n i, Nà

Mah

la Nà

cont enut a nella colonna sonora del

film - documentario Svezia,

I nferno e Paradiso e che, alcuni anni

dopo,

sot t olineò

il

successo della serie t elevisiva Muppet s

Show.

In

occasione

dell uscit a di Fr ie n d An d Foe , int eressant e

t erzo

lavoro

in

st udio della form azione am ericana, abbiam o rivolt o qualche dom anda a D a nn y Se im ( bat t eria, voce) che ha dimostrato una disponibilità davvero inconsueta.

ML -

Fr ie n d And Foe

è u n ca le idoscopio di ge n e r i e u m or i dive r si da ll e ffe t t o

de cisa m e nt e st r e ga nt e . Un disco da i t oni qua si t e a t r a li, pie n o di r ife r im e n t i m usicali ( n e w w a ve , spir it ua l, r ock , e le t t r on ica , psich e de lia , fu n k , pr ogr e ssive im pa zzit e

) e con ca n zon i

ch e , pu r pr e nde ndo dir e zion i dive r se , si m u ovono a ll in t e r no di un cor po

pop. Ave t e u n pa r t icola r e se gr e t o pe r com por r e la vost r a m u sica ? Olt r e gli st rumenti t r a diziona li,

ho

le t t o

che

fa t e

u so

a nch e

de l

D e e le r ,

un

pa r t icola r e

conge gno

in for m a t ico

Wow, nem m eno io avrei pot ut o dare una descrizione m igliore del nost ro album . I l Deeler è probabilm ent e la differenza principale t ra noi e la m aggior part e delle alt re rock band, anche se è uno st rum ent o assai diffuso nell am bient e della m usica elet t ronica. E un congegno che ci perm et t e di com porre la nost ra m usica usando in m aniera spont anea loop regist rat i e t rat t are successivam ent e le nost re canzoni com e dei puzzle. Un alt ro fat t o rilevant e è che proveniam o da t re different i background m usicali, e credo che quest o

cont ribuisca a diversificare la nost ra

musica.

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special interview

ML - I l t it olo de ll a lbu m sca t ur isce da ll a spe t t o con t r a st a n t e de i br a n i oppu r e c è u n a a llu sion e be n pr e cisa ?

Friend and Foe

è m olt o più di un sem plice riferim ent o al

com plessivo processo at t raverso cui è st at o regist rat o il disco. Ment re st avam o regist rando abbiam o dovut o affront are anche problem i personali che sicuram ent e hanno influit o sul risult at o finale; il t it olo è proprio un riferim ent o alla dualit à di odiare ed amare allo stesso tempo qualcosa (o qualcuno).

ML - Sie t e u n a for m a zion e in con t in ua e volu zion e e n e lla vost r a m u sica si a vve r t ono se n sa zion i di pr e ca r ie t à e a git a zion e , e le m e n t i or a m a i t ipici di qu e st a nu ova e spa sm odica socie t à . Qu a n t o c è di ve r o in qu e st a conside r a zione ?

È possibile che qualcosa di vero ci sia. È infat t i im possibile est raniarsi da t ut t o ciò che t i sta succedendo int orno; non era nost ra int enzione regist rare un album che riflet t esse la societ à e l at t uale clim a polit ico, m a nem m eno ci siam o prefissat i di escludere o ignorare il m ondo est erno.

ML - Ra dioh e a d, Fla m in g Lips, Blu r , Pe t e r Ga br ie l, TV On The Ra dio e M ode st M ou se sono solt a n t o a lcu n i de i r ife r im e n t i ch e m i sono ba lza t i a lla m e n t e a scolt a n do qu e st o t e r zo a lbum . Si a vve r t e a n ch e u n a ce r t a ir on ia e st r a va ga nza a lla Fr a n k Za ppa . Qua n t o vi sentite legati ad essi?

Tutti questi artisti hanno avuto un profondo impatto su di me in differenti momenti della mia vita, m a non posso dire lo st esso per m iei com pagni. Ascolt iam o cose different i e ognuno di noi cont ribuisce alla produzione delle nost re canzoni nella st essa proporzione

(esattamente il

33.33333333%!) quindi è davvero difficile definire con esattezza le diverse influenze.

ML - Sie t e di Por t la n d, Or e gon , u n a cit t à m u sica lm e n t e m olt o a t t iva in qu e st i u lt im i anni. Pe n so a d Elliot t Sm it h , M . W a r d, The r m a ls, Qu a si, D e ce m be r ist s, Shin s

Pe r ca so

da qu e lle pa r t i st a su cce de n do qua lcosa di pa r t icola r m e n t e in t e r e ssa n t e così com e successe a Chicago nei primi anni Novanta?

Credo che il t uo paragone con Chicago sia perfet t o. Molt i cit ano di solit o la scena di Seat t le dei prim i anni 90, m a la scena post- punk di Chicago fu m olt o più influent e e m eno pubblicizzat a dai media, e ciò è esat t am ent e quello che st a accadendo oggi a Port land. Tut t i si conoscono, t ut t i suonano e collaborano con le alt re band e in qualche m odo siam o riuscit i a t enere i m edia lont ani dal sovresporre t roppo la nost ra bellissim a cit t à. Qui si respira un clim a davvero solidale ed affet t uoso t ant o che risult a difficile pot er im m aginare oggi di essere una band in un alt ro post o diverso da Portland. ML 5


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ML - È ve r o ch e il n om e de lla ba n d pr e nde spu n t o da lla ce le br e Mah Nà

Mah Nà

di Pie r o Um ilia n i?

Ah, vedo che sei ben inform at o! Allora m i puoi anche dire se è vero che la canzone fu originariam ent e usat a alla fine degli Sessanta per un documentario porno? Qua la gent e la conosce solt ant o com e

" La

canzone dei Muppet s " . Ne sanno davvero poco sonora

( il brano è incluso nella colonna del

film - docum ent ario

I nferno e Paradiso

Svezia,

del 1968 di Luigi

Scattini, n.d.r.)

ML - Qualcosa in più di una semplice infatuazione per una canzone?

Credo proprio di sì ne parlerò al m io analista.

ML - Chi sono i componenti dei Menomena ?

Brent è il " Nerd dei Com put er" del gruppo. Am a program m are e uscirsene con

invenzioni

veram ent e fuori di t est a. I l suo background m usicale è soprat t ut t o influenzat o dagli anni 90; è un vero pat it o delle radio pop com m erciali e i suoi gruppi preferit i saranno per sem pre Depeche Mode, Smashing Pumpkins e Tool.

Just in è il nost ro " Caldo Modello Svedese . Am a le cose odiose più popolari. Era solt ant o un bassist a quando lo incont rai per la prim a volt a circa quindici anni fa, m a ora suona il sax, la chit arra, le t ast iere e cant a, a volt e t ut t o nello st esso m om ent o! Adora T. Rex, Pulp e Led Zeppelin.

Ed infine ci sono io e credo di pot erm i definire il

Bat t erist a I nsicuro

dei Menom ena. Sono

l oppost o di Just in in fat t o di gust i m usicali. Mi piace t ut t o, e spendo davvero t roppi soldi per com prare album vecchi e

nuovi. At t ualm ent e i m iei preferit i sono Andrew W.K., Ween, e

Deerhoof ma con tutta probabilità cambierò idea fra una settimana.

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special interview

ML - Quando è nato il progetto?

Abbiamo iniziato a suonare insieme alla fine del 2000, e il nostro primo concerto è stato nel 2001.

ML - E.P. compresi, mi elenchi tutti i lavori ufficiali realizzati dai Menomena?

Ufficialmente abbiamo realizzato tre dischi: I am the Fun Blame Monster! (2003) Under An Hour (2005) Friend And Foe (2007)

Abbiam o poi realizzat o un paio di E.P. in giro per Port land prim a che uscisse il nost ro prim o album . Uno s int it olava più o m eno " The Rose EP" e cont eneva cinque pezzi, credo... l alt ro era un CD- R con sopra uno schelet ro, cont eneva circa una decina di dem o che alla fine divenne The Fun Blam e Monst er . Ne facem m o m eno di 100 copie di ent ram bi e li regalam m o in giro.

ML - Cor e t t i six t ie s, sot t ofon di di glock e n spie l e violon ce lli, gir i di ba sso t r a scina n t i, dr um s viva ci, la p- st e e l e ch it a r r e a cca t t iva nt i, m a lin conich e m e lodie

pia n ist ich e ,

pa ssa ggi di h a m m on d, e ffe t t i sin t e t izza t i, fisch ie t t ii pu n ge nt i, in cu r sion i di sa x a lla M or ph in e e in a spe t t a t i ca m bi di dir e zion e fa nn o di

Fr ie n d And Foe

u n la voro

com ple sso e a va ngu a r dist a m a da l ca r a t t e r e pop u n ive r sa le ( dicia m o, globa l- pop). Credo che non sia stato facile mettere insieme tutte queste parti con il giusto equilibrio. Quanto tempo ci avete lavorato sopra? È stato lungo il lavoro di ricerca?

Sì,

abbiam o im piegat o parecchio t em po per

finire quest o disco.

Credo ci siano volut i

com plessivam ent e due anni dall inizio alla fine, m olt o più t em po di qualsiasi nost ra alt ra at t ivit à com e band. Quest o è uno dei nost ri più grandi problem i, cioè il lent o rit m o con cui realizziam o le cose. Gruppi com e Deerhoof pubblicano alm eno un disco all anno e ho davvero m olt o rispet t o per quest o t ipo di approccio lavorat ivo. È davvero incredibilm ent e difficile per ognuno di noi t re riuscire ad essere d accordo su qualsiasi cosa, così ogni det t aglio nel nost ro processo produt t ivo impiega secoli prima di prendere forma.

ML - Mi dici qualcosa sui testi delle vostre canzoni?

Tut t i e t re scriviam o le canzoni individualm ent e, e solit am ent e nessuno di noi chiede agli alt ri quale sia il loro significat o. Forse perché preferiam o che l int erpret azione dei t est i sia lasciat a all ascolt at ore nel m odo che rit iene più adat t o.

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special interview

ML - Quali sono le formazioni che stimi particolarmente?

I m iei gust i cam biano in cont inuazione. È davvero difficile ridurli in pochi nom i anche se ho cercato di farlo in una domanda precedente.

ML - Avremo la possibilità di vedervi prossimamente in Italia?

Ah, davvero lo spero! Mi sent o così prot et t o qui. È davvero t rist e m a non ho m ai viaggiato olt reoceano. Ho vist o il vost ro paese solt ant o in fot o e nei film , e avrei davvero voglia di visit arlo, di persona! Speriam o di pot er suonare prest o la nost ra m usica da voi, m agari con un piccolo t our che tocchi qualche città italiana.

ML - Buona m u sica e

gr a zie de lla dispon ibilit à .

Grazie a voi, apprezziamo davvero quello che fate.

foto di Alicia J. Rose

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recensioni

ARTIST: GRINDERMAN TITLE:

S.T.

LABEL:

Mute

RELEASE: 2007 WEBSITE:

www.nickcaveandthebadseeds.com

MLVOTE: 7 /10 Archiviat i i Ba d Se e ds, il polium orale e neo- cinquantenne Cave riscopre il piacere di un rock prim ordiale e grezzo m a al cont em po carico di sfum at ure. Dei Grinderman fanno part e, olt re al suddet t o Re I nkiost ro, il t ut t ofare W a r r e n Ellis, il bassist a e chit arrist a M a r t yn Ca se y e, alle pelli, Jim Scla vu nos. Se ad un prim o ascolt o l opera dei quat t ro può apparire com e un com pit ino , scavando solt ant o un po in quest i solchi, al cont rario, sarà percepibile un suono privat o da qualsivoglia orpello e virat o all essenziale. I brani che com pongono quest o disco incorniciano abilm ent e un punk- blues m at uro m a

scazzat o

in cui non c è t em po per

m ast urbazioni o per senili cali di t ensione. Honey Bee ( Let s Fly To Mars) at t acca con t hree four..

One t wo

e schizza via com e un proiet t ile nello spazio: direzione Mart e. La Title- Track

cam m ina a passo lent o su scuri sent ieri post - atomici. Dept h Charge Et hel appare com e anello di congiunzione t ra il N ick Ca ve di Le t Love I n risalent e al 1994 e, grazie a cori fugaci, quello più recent e di Aba t t oir Blu e s ( 2004). Uno dei rari m om ent i di ( relat iva) calm a, invece, si ha con l andat ura scarna e ossessiva di Go Tell The Wom en. L int ensa Man I n The Moon pot rebbe appart enere alle Boa t m a n s Ca ll Sessions. No Pussy Blues è un m art ellare fragoroso e t aglient e che fa perdere let t eralm ent e i sensi. Elect ric Alice appare com e un invocazione, quasi disperat a, sot t o la luce elet t rica e dist ort a della luna. A cont i fat t i non si t rat t a propriam ent e di un rit orno alle origini. Siam o di front e ad una creat ura m et iccia e viscerale che aggiunge - ai prim i assalt i sonici dello spilungone aust raliano ( quelli creat i nei prim i anni '80 con la punk- band Birthday Party) - l esperienza acquisita come front- man dei Bad Seeds. Istintività e classe a favore di una formula, senza dubbio, vincente. Jori Cherubini

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recensioni

ARTIST: YOUNG JAMES LONG TITLE:

You Ain t Kn ow Th e M a n

LABEL:

Southern

RELEASE: 2007 WEBSITE:

www.southern.net/youngjameslong

MLVOTE: 8 /10 Sono sem pre dell idea che un grande pezzo lo riconosci dai suoi prim i dieci secondi. Se il pezzo com incia a

prendert i

solo dopo quella fat idica durat a, con m olt a probabilit à non sarà una di

quelle canzoni che port erai con t e per i t uoi viaggi ( non necessariam ent e per part ire alla volt a dell isola desert a, che t ant o non esist ono più, m a anche per andare a prendere la pupa, per dire, NdLYS) . Ecco, i 5 pezzi di You Ain t Kn ow Th e M a n hanno il dono di avere l at t acco giust o. E di non andare neanche m olt o olt re quello: siam o nei 7 m inut i e 32 secondi t ot ali. Se non è dono della sint esi quest o Ta ylor You ng, Kir k la nd Ja m e s e P.W . Lon g hanno deciso di riport are il blues alla sua dim ensione anim alesca, e per una volt a t ant o, dopo cent inaia di dischi di blues/punk schelet rico, eccoci di front e ad una forza d

im pat t o devast ant e. I l suono è

debordant e, gonfio com e una m olot ov a un secondo dallo scoppio, chitarre- basso- voce che prendono possesso dei canali st ereofonici, sat urandone le frequenze. Un disco che può piacere a t ant i. Da chi ha scopert o il blues solo dopo averlo vist o st rapazzare dai W h it e St r ipe s, a chi amava gli scempi di JSBX, Railroad Jerk, Surgery, fino a chi ha sempre capito che la chitarra di Angus Young era la stessa di Muddy Waters, soltanto iperamplificata. Formidabili. Franco Dimauro

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recensioni

ARTIST: PJ HARVEY TITLE:

To Bring You My Love

LABEL:

Island

RELEASE: 1995 WEBSITE:

www.pjharvey.net

MLVOTE: 9 /10 Dopo Dry (1992) e Rid Of M e (1993), due ottimi album intrisi di cultura punk e grunge, esce nel 1995 To Br in g You M y Love , disco della consacrazione art ist ica a livello m ondiale della vent iseienne inglese Polly Je a n H a r ve y. I cam biam ent i rispet t o al passat o sono sia di im m agine ( in copert ina appare sem pre cruda e aggressiva m a anche m olt o fem m inile ancorché quasi anoressica) che di contenuti musicali (approccio verso un blues quasi sperimentale). Le parole del giornalist a m usicale Bill Flanagan spiegano alla perfezione la port at a st orica di quest o lavoro :

In

Pulp Fict ion c erano innovazioni nel m ont aggio che t i facevano sent ire com e se non avessi m ai vist o prim a un gangst er m ovie . La st essa cosa fa PJ H a r ve y in To Br in g You M y Love . Se sei cresciut o a forza di blues e rock a t al punt o da non pot erne più, l ascolt o dell album t i farà passare quest a noia . La prim a canzone del disco To Bring You My Love inizia in m odo m olt o lent o e cadenzat o con at m osfere noir e una voce cavernicola che cresce sem pre di più. L am ore verrà dat o solo dopo un percorso t orm ent at o:

sono nat a nel desert o, sono rim ast a depressa per anni,

Gesù, vieni più vicino, penso che sia venut a la m ia ora, e ho viaggiat o sulla t erra arida e t ra alluvioni, dall inferno all alt a m area, per port art i il m io am ore . Con Meet Ze Monst a si cam bia com plet am ent e at m osfera, un rit m o che incalza quasi allo spasim o e una voce bassa e luciferina che seduce senza scam po l ascolt at ore. Working For The Man m et t e in evidenza una bat t eria che port a un t em po sem pre uguale dall inizio alla fine, m ent re la voce quasi sussurrat a di Harvey narra di una donna che, nel buio della not t e, alla guida della sua m acchina, cerca l uom o:

entra

bello, ent ra in m e, guarda bene dent ro la m ia m acchina d acciaio . Nell acust ica C Mon Billy, uscit a anche com e singolo, raccont a di una donna ancora innam orat a dell uom o che è andat o via. Lei, rim ast a sola lo supplica di t ornare anche perché:

non credi sia arrivat o il m om ent o di

incont rare il t uo unico figlio? L arrangiam ent o parco e la voce dim essa ed evocat iva di Teclo descrivono l at t esa esasperant e e int erm inabile dell am ore:

la not t e t rascorre lent a, il giorno

ancora più lent am ent e, riport am i il t uo am ore, riport am elo . I l blues lisergico, corrosivo e t ravolgent e di Long Snake Moan ci fa alzare in piedi con una voglia m at t a di urlare e cant are insiem e a Polly. Quest a canzone è un capolavoro assolut o da cust odire gelosam ent e per quei m om ent i in cui si ha il bisogno di far esplodere in m odo viscerale la rabbia e il dolore represso: t i affogo, in acqua profonda e salat a, nei m iei sogni, t u annegherai, dovrai sent ire il m io lungo lam ent o di serpent e, m i vedrai st risciare m ent re m i lam ent o . Down By The Wat er, alt ro singolo del disco, raccont a di una m adre squilibrat a che annega la propria figlia m ent re I Think I m A Mother ci regala una Harvey dal cant o m ascolino con una m elodia sem pre uguale m a allo st esso tempo accattivante. ( continua

Domenico De Gasperis)

ML 11


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recensioni Send His Love To Me, ancora un alt ro singolo, ci riport a alle at m osfere acust iche e alle tematiche di C Mon Billy con la prot agonist a fem m inile che cerca sem pre e disperat am ent e di riprendersi l am ore perdut o:

per quant o t em po ancora devo soffrire? Buon Dio, ho servit o il m io t em po,

questo amore diventa la mia tortura, questo amore, il mio unico crimine, amore ti prego liberami, le m ie braccia t roppo deboli per aggrapparsi, i m iei occhi t roppo asciut t i per piangere, le m ie labbra t roppo secche per baciare, invoco GesĂš, t i prego, fam m i avere il m io am ore . Con at m osfere alla N ick Ca ve si giunge all ult im a t raccia dell album , The Dancer, una m eravigliosa ballat a dom inat a m usicalm ent e dalle not e di un organo che t racciano la direzione m elodica del pezzo. I t est i della canzone sono ancora incent rat i sulla m ancanza d am ore e l invocazione anche divina:

per port are pace al m io cuore nero e vuot o . Siam o arrivat i alla fine, cosa rest a da

aggiungere? Per quant o m i riguarda To Br ing You M y Love è il m iglior disco blues, soprat t ut t o nello spirito ma anche nella lettera, dai tempi di Rain Dogs di Tom Waits del 1985, esattamente dieci anni dopo, che bella combinazione! Domenico De Gasperis

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recensioni

ARTIST: THE DIRTBOMBS TITLE:

Dangerous Magical Noise

LABEL:

In The Red

RELEASE: 2003 WEBSITE:

www.thedirtbombs.net

MLVOTE: 7 ,5/10 Pericolosa fin dal titolo, la musica dei Dirtbombs. Un ritornello assassino e una spirale di feedback danno il via alla festa del rock'n'roll perduto: è Start The Party ovviamente. La capacità di sistemare melodie prepotenti all'interno di un suono garage infernale porta la band di Detroit su un piano superiore a tutti gli esempi di revivalisti del suono sporco degli anni che furono. Basta come esempio Thunder In The Sky, spudorato omaggio all'Iguana, capostipite di una scena che non vuole morire. L'America si palesa in Motor City Baby, canzone che nasconde i Clash e i Soft Boys (due gruppi inglesi) dentro un'estetica troppo sporca e cinica per essere europea. Mi vengono in mente anche i Fuzztones e i Laughing Hyenas, dei quali il gruppo di Mick Collins è probabilmente la sintesi perfetta. Accenni per nulla timidi di blues (Stuck In Thee Garage) lanciano in orbita la distorsione malsana di I'm Through With White Girls, brutale danza circolare vagamente noir. La più singolare caratteristica dell'album è la mancanza di un qualsiasi momento rassicurante: il suono è omogeneo nella sua mancanza di equilibrio, la ritmica è un continuo incendio, le aperture soul (come quella, splendida, di F.I.D.O.) sono travolgenti. Il tutto appare lontano anni luce dalla furbizia dei Franz Ferdinand e degli Strokes, gruppi che stanno al rock'n'roll come Gigi D'Alessio sta a Bob Dylan. Mi piace far notare anche la qualità eccelsa delle due cover, King's Lead Hat di Brian Eno e Executioner Of Love di Robyn Hitchcock, presenti nella prima (ormai introvabile) stampa. La tradizione vuole che il punk americano sia invecchiato meglio di quello inglese per il semplice motivo che i gruppi d'oltreoceano sapessero suonare veramente. Bene, non c'è niente di meglio di una musica maledetta, indecente, perversa eppure suonata con stile: signore e signori, vi presento i Dirtbombs... Marco Archilletti

ML 13


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recensioni

ARTIST: THE PSYCHEDELIC FURS TITLE:

Talk Talk Talk

LABEL:

Columbia

RELEASE: 1981 WEBSITE:

www.sonymusic.com/artists/PsychedelicFurs

MLVOTE: 8 /10 Un lavoro esplosivo, m alinconico e sm isurat am ent e rom ant ico che i londinesi Psych e de lic Fu r s realizzarono nel 1981 sbriciolando nel loro m ood sonoro Rox y M u sic, D a vid Bow ie e Velvet Underground. Un suono che sem bra percorrere cert e t raiet t orie m usicali t racciat e da Ech o a nd the

Bu nnym e n , Wire e Th e

Sou n d,

con

la voce di Rich a r d

Bu t le r , sgraziat a m a

incredibilmente ipnot izzant e, a farla da padrone. L enigm at ico Richard palesa, infat t i, una t im brica dist accat a e t aglient e che a t rat t i pot rebbe ricordare t ant o il m odo di cant are di Shane MacGowan quant o quello di Billy Br a gg e Joe St r um m e r . Prodot t o da St e ve Lillyw h it e , l album ( il secondo delle Pellicce Psichedeliche ) si com pone di dieci inossidabili t racce, pungolate dall inconfondibile sax di D un ca n Kilbu r n , capaci di m ost rare il lat o m eno oscuro della newwave; un connubio sincero di punk, dark, psichedelia e barlum i di folk al lim it e di un synth- pop m elodico e com m erciale verso cui t raghet t erĂ  la band negli anni a venire. La rockeggiant e Pretty I n Pink, le lisergie fort ificat e di Mr. Jones, le dissonanze di Dum b Wait ers e l incedere riot t oso di I nt o You Like A Train e I t Goes On sono prove t angibili della bellezza di Ta lk Ta lk Ta lk . Per non parlare poi di She s Mine, una sfavillant e ballat a che vorrest i t enere sem pre st ret t a al pet t o. Credo che sia arrivato il momento di tornare a rovistare nel vecchio scaffale. Lu ca D Am br osio

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recensioni

ARTIST: SNEAKER PIMPS TITLE:

Becoming X

LABEL:

Clean Up / Virgin

RELEASE: 1996 WEBSITE:

www.sneakerpimps.com

MLVOTE: 8 /10 Quest a band provienient e da Reading ( I nghilt erra) ha esordit o int orno alla m et à degli anni novant a. I suoi m em bri fondat ori sono due ex dj Lia m H ow e e Chr is Cor ne r ai quali si è unita fin da subit o la cant ant e Ke lly D a yt on ( oggi più not a com e Ke lli Ali) . Lo st ile degli Sneaker Pimps, soprat t ut t o agli esordi era una sort a di British Electropop vagam ent e influenzat o dal t rip hop m a al t em po st esso anche piut t ost o ruvido e a volt e iniet t at o di insert i puram ent e rock. Be com in g X è l album di esordio realizzat o per la Clean Up nel 1996, una m iscela avvolgent e, un alchim ia t ra elet t ronica e st rum ent i acust ici con un unico ed ipnot izzant e t rait d union, la voce della Dayt on, a volt e sot t ile ed insinuant e ed alt re più calda e piena m a m ai sopra le righe. Spin, Spin Sugar è st at o il singolo che ha apert o loro le st rade del m ercat o U.S.A. m ent re in m adre pat ria e nel rest o d Europa i Pim ps hanno colpit o nel segno grazie a 6 Underground, sicuram ent e l episodio più

rappresent at ivo di quest a raccolt a,

im perniat o sul sam ple di Golden

Girl

direttamente tratto dalla colonna sonora di Agente 007 Missione Goldfinger. A dire il vero durante l ascolt o salt ano all orecchio anche alt ri cam pionam ent i ( D a vid Sylvia n , Lu cia no Be r io) t ut t avia quest i rappresent ano una com ponent e im port ant e m a non det erm inant e poiché la band denot a com unque una sua spiccat a personalit à. È sorprendent e com e una st rut t ura pret t am ent e im perniat a su support i elet t ronici possa risult are carat t erizzat a invece da insert i di chit arra acust ica che im preziosiscono gli arrangiam ent i di alt ri splendidi pezzi com e Post- Modern Sleaze, Roll On o l opener Low Place Like Hom e. L album si chiude con i cinque m inut i di How Do, una cover anche quest a at t int a da una original soundt rack, quella del cult m ovie The Wicker Man. La paura che quest a form ula vincent e pot esse far

ghet t izzare

gli Sn e a k e r Pim ps nel calderone

t rip hop com m erciale spinse il duo Howe/ Corner ad allont anare Kelly Dayt on ed a sost it uirla con lo st esso Corner: i nuovi S.P. avrebbero sensibilm ent e cam biat o pelle già a part ire dalla produzione successiva, cont inuando a realizzare lavori discret i lont ani dal fascino e dal flavour di cui Becoming X è impregnato in ogni solco. Manuel Fiorelli

ML 1 5


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update n. 44

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ARTIST: RITMO TRIBALE TITLE:

Bahamas

LABEL:

Eden

RELEASE: 1999 WEBSITE:

www.myspace.com/ritmotribale

MLVOTE: 7,5/10 Ci fosse giust izia nel m ondo, quest o non sarebbe un disco da recensire ora perché popolerebbe le orecchie delle persone che oggi ringraziano e osannano il rock it aliano, fans di Afterhours, M a r le n e Ku n t z e Ve r de na , che forse dim ent icano quant o i Rit m o Tr iba le siano st at i degli indiscussi apripist a. Bahamas è il disco che chiude e suggella la loro onorat a e sfort unat a carriera, fat t a di esordi rock- punk ( Kriminale) , personalissim o crossover ( Mantra) e hard rock ( Psychorsonica) facendo di St e fa no Ra m poldi, det t o Edda, una delle voci più belle e personali degli ult im i 15 anni. La sua dipart it a nel m om ent o di m aggiore splendore del gruppo m ilanese provocò non pochi dubbi sul proseguo della band, che però si fece coraggio e diede alle st am pe Bahamas con il chit arrist a An dr e a Sca glia alla voce. Un lavoro ingiust am ent e sot t ovalut at o e poco pubblicizzat o che sancisce, splendidam ent e, la fine di un epoca con un rock più riflessivo e poet ico, che cont em plava con senso crit ico la nuova civilt à del 2000 ( il singolo 2000 è un groove di chit arre funk su m ant o elet t ronico) , pieno di ballat e elet t ro acust iche ( su t ut t e Lumina) e brani più energici m a sem pre sospesi in plum bee e grigie at m osfere: Dipendenza,

Violento e la

notturna Bahamas che flut t ua leggera sulla chit arra slide e un violino appena accennat o. Un album che chiuse una carriera brillant issim a m a che probabilm ent e ne aprì alt re m ille, anzi duemila. Nicola Guerra

ML 1 6


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ARTIST: THE STOOGES TITLE:

The Weirdness

LABEL:

Virgin

RELEASE: 2007 WEBSITE:

www.iggypop.com

MLVOTE: 7 /10 Scrivo prim a di leggere una qualsiasi recensione o parere aut orevole sul più prest igioso disco dell'anno, quello concepit o e realizzat o dagli Stooges con M ik e W a t t al basso e con Steve Albini in cabina di regia. Scrivo dopo pochi ascolt i, consapevole che pot rei rom perm i le palle ben prest o del groove assat anat o m esso in scena ( nel 2007) da quat t ro vet erani più uno. Bollit i? Neanche per sogno, cari m iei. Bast a il garage voodoo di Mexican Guy per gridare al m iracolo, anche se at t endere la decim a t raccia per esult are pot rebbe sem brare un segno di infinit a pazienza. Ma se penso che quest i signori hanno già scrit t o alm eno due o t re coset t e che Dio ha cerchiat o sul calendario alla voce serie m inacce al m ant enim ent o dell'equilibrio sociale, allora non dobbiam o esagerare con le pret ese. Ho l'im pressione quindi che quest o The Weirdness sarà per il 2007 ciò che Rat her Ripped dei Son ic Yout h è st at o per l'anno passat o: una dim ost razione di im m ort alit à del rock'n'roll che sost it uisce l'innovazione con la forza espressiva del suono e delle idee. Quanto alla struttura stessa dell'album, direi che il meglio pascola in fondo, dalla oscura The End Of Christ ianit y alla conclusiva deriva noise di I 'm Fried. Det t o quest o, nient e è da but t are nel rit orno della più selvaggia band ( assiem e ai Gu n Clu b) che la st oria del rock abbia part orit o. Un rit orno abrasivo e m ovim ent at o com e quelli ( più o m eno recent i) degli W ir e e dei Radio Birdman, animali da palco che hanno bevuto alla fontana dell'eterna giovinezza... Marco Archilletti

ML 1 7


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ARTIST: EASTERHOUSE TITLE:

Contenders

LABEL:

Columbia / Rough Trade

RELEASE: 1986 WEBSITE: MLVOTE: 8,5/10 I l 1986 fu quello che io definisco l anno del socialism o a 33 giri . Un anno di grandissim i dischi, forse m ai più eguagliat o negli anni a seguire. Ma, soprat t ut t o, un anno di grandissim i dischi polit ici. Vere e proprie

port at e ideologiche

che avrebbero cont ribuit o allo schieram ent o

ideologico degli adolescent i di quegli anni, m e com preso: Th e W or ld By St or m dei Three Johns,

N e it h e r

W a sh ingt on

N or

M oscow

dei

Redskins,

Lon don

0 - H u ll

4

degli

Housemartins, Affinità- D ive r ge n ze Fr a I l Com pa gn o Toglia t t i e N oi dei CCCP, The Gh ost Of Ca in dei N e w M ode l Army, Ta lk in g W it h Th e Ta x m a n Abou t Poe t r y di Billy Br a gg, Infected di Th e Th e , le invet t ive ant i- m onarchiche di un Morrissey per la prim a volt a davvero incazzato su The Queen is Dead degli Smiths e poi uno dei dischi di combat- rock più belligeranti e robust i di sem pre: Contenders degli Easterhouse. Un album che ancora oggi conquist a per l irruenza e la poet ica che lo sporca. Era com e rit rovare sullo st esso disco l im pat t o polit ico dei Clash, lo slancio epico/ m ilit are degli U2 di War, il j ingle j angle nervoso degli Sm it hs. Prat icam ent e, perfet t o. Out On Your Own si apre con un rom bo, ed è un acceso invit o a non cadere nelle t agliole delle cam pagne elet t orali:

cosa ha fat t o il t uo lurido part it o per m e?

Sinceram ent e penso che se dovesse scom parire senza lasciare t raccia non perderei nem m eno un secondo del m io sonno . A seguire Whist ling I n The Dark, uno dei singoli più belli del gruppo dei frat elli Perry: chit arra m arziale in perfet t o London Calling- st yle e la voce di Andy calda e accorat a come quella dei sindacalisti che non ci sono più: Non c è nulla in quest o m ondo che t i viene dat o grat uit am ent e, la consapevolezza ha un prezzo e t e l

hanno già fat t o pagare, quindi non

sprecarla . A ruot a, ecco Ninet een Sixt y Nine, dove le chit arre sofficem ent e psichedeliche ricordano molt o lo st ile di Johnny Marr, creando quest a sort a di t appet o volant e sem iacust ico su cui le dichiarazioni, le accuse, le prese di posizione si fanno ancora più apert e e sfacciat e, port ando a galla l annosa quest ione I rlandese :

Mi pare di ricordare il selvaggio m art ellare dei

piedi dei soldat i su st rade copert e di cocci di vet ro, l idea di Giust izia che l I nghilt erra esport ava in t erre st raniere. Così t u cont inua pure a scrivere la t ua st oria, perché io scriverò la m ia . Cargo Of Souls incupisce m usicalm ent e il t ono del disco. I l suono è im pregnat o di una m arzialit à quasi got ica, con una st riscia di arm onica che ne perm ea la flebile im palcat ura chit arrist ica davvero vicina a cert e cose del The Edge dei prim i anni e il rullare della bat t eria di Ga r y Rost ock im placabile, solenne. I l t im bro di Andy è ancora più soffert o, in quest a sort a di preghiera che accoglie la nave della prim a generazione part it a per la libert à . ( continua

Franco Dimauro)

ML 1 8


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Lenin I n Zurich ( curiosit à: per errore di st am pa verrà ribat t ezzat a Lenin I n Europe nella successiva rist am pa Cherry Red cdm red 185, NdLYS) è anch essa scura, ovat t at a. Com e un presagio di inquiet udine.

L odio non m uore m ai. L am ore m uore, m a l odio riposa solt ant o .

L at t acco che segue è uno dei m igliori: accordi che si lacerano, com e schegge di vet ro che fendono l aria. Una chit arra che t aglia, com e quella di Billy Bragg. Decisa, apert a, fiera. Com e quella che uccideva i fascist i, appunt o. È l incipit di Get Back To Russia, apice di ideologia filosoviet ica del disco. L invit o a lasciar perdere t ut t o il nulla di cui l Occident e si nut re ( m a di cui ora si nut re anche l Orient e, m a quest o gli East erhouse non pot evano prevederlo ) per andare al

nocciolo

della lot t a polit ica:

non pot rai t rovare j eans Levi s ne post er di Jam es

Dean, m a in fondo ho capit o com e t ut t e quest e cazzat e non significano nulla per m e . A seguire To Llive Like This, l alienazione della working- class che si fa canzone, le corde vocali di Andy Perry che si assest ano su un t im bro m onocorde, quasi afono, m onot ono, piat t o. Proprio com e le giornat e di cui cant a: guarda in che m erda st iam o, noi corriam o per rim anere ferm i. Non ferm art i mai a pensare che tu stia sprecando il tuo t em po, pot rest i m orirne . Il clima resta acceso con The Boy Can Sing, voce splendidam ent e declam at oria, chit arre com bat t ive, rullant e preciso, ost inat o, inesorabile. Estates smorza apparentemente i toni in uno scampanellio di chitarre come faceva 40 su War degli U2. Ma se là era la speranza ad accendere i suoi fuochi fatui, qui siamo di fronte alla disfat t a, alle parole più am are del disco. È un gospel disperat o e t ragico da annoverare t ra i capolavori della m usica cont em poranea.

Siam o st at i fat t i per pascere in un pascolo di piet re,

vicino ad acque fet ide e binari abbandonat i. Poggio la m ia t est a al t uo fianco, form ando una cat ena su quest o let t o, forgiat a col calore del m io am ore. Per difendert i da quest a vit a che si guadagna solo lacrim e ed ansie. I l frut t o della passione è divent at o am aro di paure. Perché quale uom o vorrebbe m ai dar da m angiare al proprio figlio dei sassi, quando quest i piange per fam e? . Un disco di denuncia fort issim o e spint o da una forza esecut iva ed int erpret at iva esem plare, così inevit abilm ent e fondam ent ale t ant o quant o sarà da evit are il suo successore W a it ing For Th e Redbird

frut t o della scissione del gruppo e dell acquisizione ( e ahim è, della svendit a ) del

marchio Easterhouse da parte del solo Andy Perry. Franco Dimauro

ML 19


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ARTIST: ROY HARPER TITLE:

HQ

LABEL:

Science Friction / EMI

RELEASE: 1975 WEBSITE:

www.royharper.co.uk

MLVOTE: 7 ,5/10 I l frat ello del più fam oso Ben? Per carità, Roy H a r pe r , classe 1941, da Rusholm e ( Manchest er) , cit t adina che sarà poi ( m al) cant at a da Morrissey nella sua Rusholm e Ruffians è un eclet t ico m usicist a e cant ant e che ha at t raversat o 4 decenni di m usica rock inglese in com pagnia della crem a dei rockers di m ezzo m ondo m a che le luci della ribalt a le ha vissut e, t ut t o som m at o, davvero poco. E allora perché Roy H a r pe r lo conoscono t ut t i anche se lo sanno in pochi o m olt i se lo son dim ent icat o? Beh, innanzit ut t o perché è lui a cant are la celeberrim a Have A Cigar dei Pink Floyd su Wish You Were Here, disco che, assieme al suo predecessore Dark Side, è nella discografia di chiunque, anche dei più dist rat t i. E poi perché un alt ro disco assai celebre, il t erzo eponim o album dei Le d Ze ppe lin, ne celebre a suo m odo cert e gest a con il brano Hat s Off To Roy Harper, a firm a del suo am ico e m ent ore Jim m y Pa ge . È una st oria com plessa quella di Harper, fat t a di grandi canzoni e di m om ent i bui, com e quelli che in giovent ù lo videro dividersi t ra le arm i e l ist it ut o m anicom iale. Frastagliata, dispersa t ra m ille et ichet t e la sua discografia, che inizia nella seconda m et à dei 60 e che lo vede già in ot t im a com pagnia ( Jon i M it ch e ll e N ick D r a k e su t ut t i). I suoi dischi del periodo sono ot t im i e vedono l alt ernarsi di brani più decisi ad alt ri influenzat i dal cant aut orat o e dal folk inglese, all epoca un filone aureo ed assai im port ant e nell inaugurare la carriera di m olt issim e fut ure st elle del rock n roll. Alt ro eccellent e disco è Stormcock del 71,

realizzat o negli St at i Unit i, m ent re

Flashes From The Archives Of

Oblivion vede la part ecipazione cont em poranea di I a n An de r son dei Je t h r o Tu ll, di Page, di Ke it h M oon e di qualche Rollin g St on e in pect ore, olt re a Gilmour ed ai Le d Ze ppe lin t ut t i. Durant e t ut t o il decennio Harper guadagna st im a in crit ici e colleghi m a fa dischi che vendono com unque poco. H Q ha dalla sua un pugno di ballat e m eravigliose e st rat ificat e com e The Spirit Lives o Hallucinat ing Light, dove si incont rano in Harper il balladeer sognant e e psichedelico e il rocker più caratteristico ed un opening di grana grossa (The Game, oltre 8 minuti) che definisce il suono di quegli anni, con riffs ripet ut i e fughe im provvise verso lidi più int im ist i. È un gruppo il suo (anche se nella ristampa di 20 anni dopo di Trigger rimane poco) del quale fecero parte Bill Bruford ( Yes & King Crimson t ra gli alt ri) e l eccellent e chit arra di Ch r is Spe dding ( che sostituì D a vid Gilm our , im pegnat o in t our per Wish You W e r e H ere) , olt re alle collaborazioni est em poranee di Joh n Pa u l Jone s e di m olt i alt ri prim e m overs del periodo. I n realt à, per m ille m ot ivazioni e casualit à, il nost ro raggiunse un seguit o durat uro ed am orevole che non si allargherà m ai a fargli ot t enere vendit e m em orabili, nonost ant e t ant e uscit e di elegant e e pregnant e fat t ura ( Bullinamingvase, ad esem pio, era il dentro). ( continua

77, c è anche Pa u l M c Ca r t n e y

Massimo Bernardi)

ML 2 0


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Le poco consolant i vicende relat ive alle m ancat e vendit e non gli negheranno m ai l am ore e l am icizia di t ant i st raordinari m usicist i, neanche negli anni a venire, decenni che vedranno m olt i suoi rit orni, alcuni anche m olt o int eressant i dal punt o di vist a art ist ico. H Q si chiude con l eccellent e e dolcissim a When An Old Cricket er Leaves The Crease che da sola vale la candela, riproposta, in quest a rist am pa in una bella versione live, assiem e a versioni alt ernat ive di Spirit e Hallucinating. Nel cd il bel booklet raccont a la st oria di Roy, vecchio giocat ore di cricket , ed at t raverso il gioco dipana curiosam ent e un raccont o che è la st oria di un int ero irripet ibile periodo del rock n roll, im preziosit o dalle parole dei prot agonist i che son st at i più vicini ad Harper proprio in quel periodo. Per l equilibrio form ale e la qualit à del songwrit ing e per la popolarità raggiunta, i dischi del decennio 70 sono i suoi migliori. HQ è del 1975. Massimo Bernardi

ML 2 1


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ARTIST: SANDY DILLON TITLE:

Electric Chair

LABEL:

One Little Indian

RELEASE: 1999 WEBSITE:

www.sandydillon.com

MLVOTE: 7 /10 I l blues è una form a di com unicazione che non ha bisogno di orpelli per arrivare al cuore della gent e, è m usica affascinat e e spesso sconnessa che regala ai suoi aut ori un senso di inafferrabilit à fuori dal t em po. Sa n dy D illon è una cant aut rice Am ericana che dopo due dischi m ai pubblicat i in pat ria, si t rasferisce in I nghilt erra e debut t a con Ele ct r ic Cha ir , un disco blues originale e folle, che non solo è arrivat o al m io cuore, m a l ha anche t rapassat o e polverizzat o. Percussioni rudim ent ali e st rum ent i ipnot ici com e dobro,

t uba e il caro m andolino, vagano alla

ricerca di un anim a che ha perso il sent iero, m ent re una voce part icolarissim a, ora grezza che gioca a fare il Tom W a it s in gonnella, ora calda e t enera che ci fa pensare ad una Ja n is Joplin invischiat a in rit i voodoo, ci m ost ra quest a anim a nella sua form a più pura. La chit arra slide e un grido soffert o aprono il disco con Black Window, m a l orchest rina di Send Me To The Elect ric Chair, la dolcezza m alinconica di Float e gli sghem bi e divert ent i blues Too Much Fu e Shoes non fanno che cont inuare a farm i st ruggere per una donna che suona la m usica del diavolo. I l finale del disco è affidat o, guarda caso, ad una luciferina See You I n Hell; farem o i bravi ed arriverem o davant i a S. Piet ro per poi scoprire che Sally è all inferno a fare danzare Caront e e t ut t i i suoi dannati amici. Nicola Guerra

ML 2 2


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recensioni

ARTIST: THE CRAMPS TITLE:

Friends Of Dope Island

LABEL:

Vangeance

RELEASE: 2003 WEBSITE:

www.thecramps.com

MLVOTE: 8 /10 Quattro dischi ogni decade e questo lavoro a sei anni da Big Beat From Badsville, inciso nel 97 per la Epit aph che li aveva rilanciat i alla grande dopo un periodo piut t ost o oscuro. Non m i sembrano delle scadenze invadenti: si direbbe anzi che gli inventori dello psychobilly giochino con i loro fans a farsi desiderare. E l at t esa non è vana perché Fie nds Of D ope I sla n d è un grande album e conferm a alla grande il loro riacquist at o st at o di grazia. Un album Cramps a 360 gradi nel quale la band si riappropria delle più brillant i int uizioni soniche m esse a punt o in più di venticinque anni trascorsi a sputare sangue, rock&roll e caos sulle fredde assi di tutto il mondo ed in una decina di lavori in st udio: il loro rockabilly m inim ale e psicot ico t agliat o con il garage più puro dei sixties e con un grezzo approccio punk

ha fat t o scuola, m a l energia prim ordiale e

selvaggia della coppia Lu x I n t e r ior / Poison I vy cont inua a non t em ere rivali. Lo afferm o senza m ezze m isure, sono una delle ult im e bands rim ast e sulla faccia del pianet a a suonare aut ent ico rock&roll: vere icone viventi! Che Lux I nt erior e Poison I vy da sem pre se ne fot t ano alt am ent e delle m ode e dei t rends m usicali non è un m ist ero, im m ersi fino al collo sin dalla fine degli anni 70 in un m orboso im m aginario horror b- m ovies e di clichés fant ascient ifici calat i nella sem ant ica rockabilly più ribelle, oscura m a anche più t radizionale degli anni 50, di cui sono profondi conoscit ori... sino a divent are la parodia e l aut ocelebrazione di se st essi, un po la st essa cosa successa ai Ramones. Ma t ut t e quest e disquisizioni che sem brano quasi rit uali e doverose ogni qualvolt a si parli dei Cram ps si sciolgono com e neve al sole di front e alla lam pant e, ennesim a dim ost razione di pot enza ed im m ort alit à che è Fie nds Of D ope I sla nd, un rit orno alla grande a quel look horror- vampiresco che li aveva m archiat i a fuoco all epoca del loro diabolico debut t o Son gs The Lor d Ta ugh t Us, forse un po banalizzat o dagli accent uat i t oni grand- guignol delle fot o a corredo della confezione. Anche m usicalm ent e i cont i t ornano: la spirale deragliant e ed allucinat a di brani com e Dopefiend Boogie, Wrong Way Ticket , un vero e proprio bigliet t o senza rit orno per l inferno; il consolidat o m aest ro del m ale che è Lux I nt erior a risucchiarci in un vort ice senza fondo con le sue sfuriat e da m at uro licant ropo, la chit arra int rappolat a in un free t rip. E poi le m alefiche inelut t abili lent e cadenze chit arrist iche di Poison I vy in Color Me Black, ult eriore afferm azione di aut ent ica darkness esist enziale ( " is it st at e of m ind... black lace, black leat her, black vinyl" ) ; la superlat iva cover psicot ica del traditional Oowee Baby... t ut t o quest o riport a al 1980 di Songs The Lord Taught Us, a quel suono chit arrist ico spoglio, m inim ale ed ipnot ico con cui Alex Chilton annunciava al mondo la nascita di una leggenda musicale. ( continua

Pasquale Boffoli)

ML 2 3


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update n. 44

recensioni Cert o m anca la psichedelia delle corde di Br ia n Gr e gor y, e si sent e...m a ciò avvalora ancor di più l enorm e lavoro chit arrist ico di I vy Ror sch a ch, che passa con disinvolt ura dalle rit m iche alle divagazioni free più allucinat e, support at a benissim o dal fido Harry Drumdini alla bat t eria e dal nuovo bassist a Ch oppe r Fr a n k lin ( rim piazzo di Slim Chance) : i due sono ben in evidenza in quest o lavoro, scivolando in avvolgent i cadenze j azzat e ( Papa Sat an Sang Louie) o ardit e t ram e rit m iche ( Wrong Way Ticket) , assicurando gust ose sfum at ure di variazioni all inossidabile m inim alism o del Cramps- style. Alt ri episodi fondam ent ali della raccolt a sono la garagist ica Hang Up ( fuzz fant ast ico a farci l anim a a fet t ine) e Lux che t i seduce l inconscio, le fum et t istiche Big Black Wit chcraft Rock e la già cit at a Papa Sat an Sang Louie, eloquent i dichiarazioni d int ent i satanici. Pasquale Boffoli

ML 2 4


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recensioni

ARTIST: THE SHINS TITLE:

Wincing The Night Away

LABEL:

Sub Pop

RELEASE: 2007 WEBSITE:

www.theshins.com

MLVOTE: 8 /10 L'ultima traccia del terzo lavoro degli Shins s'intitola A Comet Appears, ed anche se non sentirete né t int innii né cam panelli t ipici del periodo nat alizio, è t ut t avia im possibile non cogliere qualcosa d'incant at o com e nei giorni in cui t ut t i vogliono essere felici. I l t erzo disco della form azione del New Mexico ( da qualche t em po t rasferit asi a Portland, Oregon) è proprio quest o; è disarm ant e il m odo in cui una m anciat a di canzoni possano irradiare felicit à e serenit à ad ogni episodio. I l m at t ino che gli Shins spalancano davant i ai nost ri occhi è davvero radioso, un carosello di delizie indie- pop (su tutte Phantom Limb, Red Rabits, Australia,...) che la penna molto ispirata di James Mercer con l'esperienza dell'ingegnere del suono Joe Chiccarelli ( già al lavoro con Beck ed U2) hanno ordinat o in un m odo t ale da rendere com plicat o ogni possibile paragone. Un album veramente maiuscolo, il primo degno di essere chiamato tale nel 2007. Lorenzo Marcelli

ML 2 5


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live review

ARTIST: THE COOPER TEMPLE CLAUSE LOCATION: Milano, Rainbow Club DATE: 05- 03- 2007 WEBSITE:

www.coopertempleclause.co.uk

Le recensioni negat ive let t e a riguardo del t erzo disco dei Coope r Te m ple Clause non hanno scoraggiat o il sot t oscrit t o che quat t ro anni fa venne let t eralm ent e st regat o dal secondo lavoro degli inglesi di Reading, l inquiet ant e Kick Up Th e Fir e , An d Le t Th e Fla m e s Br e a k Loose . Effettivamente il nuovo Make This Your Own non può competere con il suo predecessore, ma la m usica dal vivo è sem pre st at a la prova del nove per ogni m usicist a che si rispet t i, e così, incurant e delle ore di sonno da recuperare e num erosi acciacchi alla m ia bella carcassa, m i reco di lunedì sera in un Rainbow non part icolarm ent e grem it o. Pago e m i godo un concert o scuro, ipnot ico e a t rat t i affascinat e. Head apre le danze ( avrei ballat o, lo giuro, non fosse l et à) e m i im m ergo in un m agm a sonoro denso ed elet t rico dove i cinque inglesi dim ost rano capacit à di scrit t ura e crescendo em ot ivo non indifferent e. La perform ance si snoda at t raverso i brani dell ult im o disco che suonano sicuram ent e più diret t i e di facile presa ( il rock t irat o di Damage, il t urbine di chit arre di Hom o Sapiens e l elet t ronica da club di una apprezzat a Connect) m a è con i brani più datati che il gruppo si guadagna pane e stima. New Toys, A.I.M. e la famosa Blind Pilots denot ano quant o siano lont ani i Cooper da quella facile classificazione che nel pent olone della nuova new- wave cuoce da parecchi anni. E così fra rum ori, at t acchi sonori e m elodie urlat e dalla voce roca di Be n Ga u t r e y ( un Lia m Ga lla ghe r capace di cant are) e da quella sim ile a Brian Molko del chit arrist a D a n Fish e r , si arriva al finale im pazzit o di Writ t en Apologies, carillon di rock drogat o di rave part y e della conclusiva e Prim alscream iana Panzer At t ack. Ci sarà sem pre qualcuno che vi parlerà m ale di quest o gruppo perché il t erzo album non è all alt ezza dei precedent i, m a i concert i servono anche per concedere una possibilit à in più; condizione che i ragazzi questa sera si sono conquistati abbondantemente. E domani si potrà riposare, forse.

Nicola Guerra

ML 2 6


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live review

ARTIST: MICAH P. HINSON LOCATION: Roma, Circolo degli Artisti DATE: 08- 0 2 - 2007 WEBSITE:

www.myspace.com/micahphinson

Venut o a conoscenza del concert o al Circolo degli Art ist i ( locale di Rom a dove suonano spesso m usicist i apprezzat i m a che non sono ancora st ar, se non nei nost ri cuori) di Micah P. H in son e Califone, insiem e al m io am ico Luca ci siam o at t ivat i per pot er assist ere soprat t ut t o alla perform ance del Joh n n y Ca sh dei nost ri t em pi. Ero rim ast o let t eralm ent e fulm inat o da Micah P. Hinson and the Gospel of Progress, uno dei dischi del 2004 che ho am at o di più. La sera dell 8 febbraio verso le ore 21 il sot t oscrit t o, Luca e Manuel ci rit roviam o in una t rat t oria di S. Giovanni e dopo una frugale cena prendiam o la st rada per il Circolo degli Art ist i. Sopport iam o in religioso silenzio una discret a fila ed ent riam o; da quel m om ent o e per t ut t a la durat a del concert o non ho più vist o i m iei am ici, il m io unico pensiero era quello di avvicinarm i il più possibile al palco e ascolt are il concert o a una dist anza m assim a di due m et ri. Volevo cogliere t ut t i i part icolari di quest o loser t exano poco più che vent enne m a una vit a già segnat a dal carcere e alt re disavvent ure che adesso non st o qui a raccont are. La cosa che m i ha im pressionat o di più è vedere quest a figura m inut a e giovane con una voce barit onale raccont are le proprie st orie soffert e con una genuinit à d alt ri t em pi e un at t it udine punk che era poco riscont rabile nei dischi da st udio. Le canzoni eseguit e sono t rat t e dall album che ho cit at o prim a e dall ult im o M ica h P. Hinson and the Opera Circuit uscito nel 2006, storie che raccontano il mal di vivere come solo i grandi sanno fare, int erpret at e con un t rasport o viscerale quasi esagerat o m a di vera passione. I brani vengono st ravolt i con una furia punk im pressionant e, sem brerebbe volersi st rappare il cuore e l anim a per regalarla ad un pubblico che com plet am ent e conquist at o ha già im parat o ad am arlo. Chiude il concert o una versione elet t rica e dist ort a di Patience, con la plat ea fest ant e e allo st esso t em po convint a di aver assist it o ad una perform ance sicuram ent e non eccelsa sot t o l aspet t o t ecnico m a im pagabile per aut ent icit à, generosit à e perfet t am ent e il linea con quelle parole che noi, inguaribili rom ant ici del rock, port iam o sem pre appiccicat e sulla nost ra pelle: sangue, sudore e lacrim e. Esco dalla sala e rit rovo i m iei am ici, dopo un breve com m ent o al concerto appena concluso e nonostante che a breve si sarebbero esibiti i bravi Califone (era tardi e la mattina dopo bisognava svegliarsi presto per andare a lavoro) stanchi e soddisfatti decidiamo di tornare a casa. Domenico De Gasperis

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altri percorsi: poesia

ARTHUR RIMBAUD Poesie e Prose Oscar Mondadori, 2004

di Massimo Imbrosciano

Due pagine affrontate sono evidentemente 374 e 375 anche se la numerazione manca. Una riga di sedici punti mima testo mancante e segue Bruna, aveva sedici anni quando la m arit arono . e precede Poi che am a d am ore il figlio diciasset t enne. Leggo come picchetti i punti di sospensione, potrei chiamarli punti di assenza. Transennano m alam ent e l incavo in cui vino o cognac hanno som m erso una frase. Rim baud è il ragazzo di fine ot t ocent o di cui ho com prat o la raccolt a Poesie e prose degli Oscar Mondadori, 905 pagine. Sono in m aggioranza scrit t i di quando aveva t ra i sedici e i diciannove anni, e ora a pensare la mia presunzione nello scrivere mi vedo come un vecchio che ha appena imparato a dire mamma. Ai piè di oscuri m uri, picchiando cani m agri (sulla pagina una stella vuota marca l int erlinea) E diet ro t rasaliva in singult i grot t eschi Nel vent re del port iere una rosa inghiot t it a ( un alt ra st ella vuot a) . Alt ri 19 punt i fissano una riga che con la seguent e da 13 forse calcifica l im pront a di un alt ra m acchia, m a io st avolt a t raduco le righe com e una coppia di quelle vasche

che nei t orrent i cem ent at i frenano

l acqua dilavant e in una successione di bacini. ML 28


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altri percorsi: poesia Poi arriva allineat o a dest ra un

Avet e m ent it o : a front e lo scabro versant e francese riesce ad

ospitare solo un Vous avez . Il testo continua, ma io mordo altrove e trovo alla 191: Che io dorm a! Che io bolla Sugli altari di Salomone. Il brodo scorre sulla ruggine e si m ischia Col cedrone Della corrispondenza prendo morsi acidi: Pagina 474, 5/7/1873 Rimbaud scrive a Verlaine: «La sola parola vera è questa: torna, voglio stare con te, ti amo. Se l ascolt erai m ost rerai di avere coraggio, e d essere sincero. Diversamente ti compiango». Pagina 646 10/ 7/ 1875 giudice ist rut t ore chiede a Verlaine, che ha cercat o di sparare a Rim baud: «non esist ono fra voi e Rim baud rapport i diversi da quelli dell am icizia?» Pagina 652 12/12/1875 Verlaine scrive a Rimbaud «capirai perfet t am ent e com e io non possa m ant enert i. Dove se ne andrebbero i m iei soldi? A puttane, a osti!» Meglio, allora, t ra le seduzioni, quella del suono feroce di Om ina t er fudens, t er lauro t em pora cingens , era pagina 423 ma mi si chiude il volume, non ho visto la traduzione e resta solo suono. Il tomo è snello e ha peso lordo di 300 grammi circa. Latrati che asperdono mozzano strofe e alcuni titoli. Magari è solo perché l incom prensibile che divent a parola di oracolo, però quest a raccolt a dice forse che il tormento delle generazioni del novecento non era nuovo. Che poi a pensarsi primi non si giova dell esperienza. Forse avrem m o risparm iat o m olt o nost ro svent olare, scopert o poi inut ile com e t ut t i i m ovim ent i imperniati, e mutili per questo. Rim baud a 37 anni è già st at o com m erciant e in africa e orm ai a pagina 601 la sinovit e che ha ucciso sua sorella lo mutila veramente. Per quest o l agit azione è solo di una «forte nevralgia al posto della gamba amputata». Uno svent olio assai più t ronco di quello di pagina 281, di quando avrebbe ancora volut o scrivere Bonheur, e ha invece scritto Bonr, a fronte tradotto in Felctà. Quest o però ora, rit ornat o dal pub, m i ricorda solo alcune bevut e e la com une

abit udine a

mangiare vocali.

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altri percorsi: poesia In Minut e per «Una st agione in inferno»

i punt i non bast ano e appaiono parent esi int ere. Mi

pare pure che le parent esi accolgano parole solo iniziat e, o iniziat e due volt e, com e [R] Ricomincio. Com e vorrei capire t ut t o e anche parlare francese, anche per non dare t roppi m erit i. Le parole acum inat e nell it aliano erano infat t i rim e m olat e nel francese originario im paginat o a sinist ra. «A volte vedo nel cielo lidi sterminati, coperti da bianche nazioni giubilanti». Forse è una cit azione biblica rivist a grazie all assenzio, io non posso capire e m i accost o con ammirazione e basta. Per lo stesso motivo non mi sento presuntuoso a consigliarvi questo libro che ancora non ho finito io stesso. Non ho let t o t ut t o il libro perché lo apro a sondaggi ai quali il viziarsi della rilegat ura im m ola accanita sempre alcune frasi che ora quasi imparo. L at t ardarm i m i urt ica gli occhi e ora che sono le due e dieci m i inst illo la part e che credo ult im a: io vedrò il bosco giallo e la valle chiara, vedrò la sposa occhiazzurra, l uom o dalla front e rossa, oh, e il bianco pasquale agnello ai loro cari piedi . Poi quest a si rivela penult im a, a svant aggio dalla definit iva

Rint occano i sassi sot t o la cruda

schiera , che è di poco più alt a nella st essa pagina, e m i ricorda le com plicazioni del prossim o risveglio, dovuti al tempismo pessimo del mio scrivere questo che leggeste. Massimo Imbrosciano

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