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. IT La prima non-rivista che sceglie il meglio della musica in circolazione - www.musicletter.it - Anno II - Update N. 42

Š ML 2007 - FREE

O Okkaayy M MiicceeC Caarrss TToom mW W aaiittss P Poopp G Grroouupp G Gaallaaxxiiee 550000 TTiinn M Maacchhiinnee S Sooddaassttrreeaam m JJoohhnn LLeeggeenndd JJaam m eess B Brroow w nn B Beesstt O Off 22000066


musicletter.it chi siamo Lu ca D Am br osio Domenico De Gasperis Nicola Guerra Jori Cherubini Massimo Bernardi Marco Archilletti Manuel Fiorelli Pier Angelo Cant첫 Pasquale Boffoli Gianluca Lamberti Luigi Farina

Non so nient e di m usica. Nel m io cam po

Francesco Bianchi Riccardo Di Vito

non occorre.

Daniele Briganti

Elvis Presley, 1960

Massimo Del Papa Lorenzo Marcelli Francesco Di Mauro Filippo Leonardi

musicletter.it webmaster / progetto grafico Lu ca D Am br osio

musicletter.it informazioni e contatti www.musicletter.it redazione@musicletter.it

musicletter.it copertina update n. 42 / 2007- 01- 2 3 photo of Elvis Presley in 1957 Source: Library of Congress [http://www.loc.gov/rr/print/list/235_pop.html P page] Note: No copyright found; checked by staff December 2000

Okay / Marty Anderson per gentile concessione di www.ruminance.com ML 2


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update n. 42

sommario

Special Interview

4

OKAY

8

MICECARS

by Luca D Am brosio

by Nicola Guerra

Recensioni

11 TOM WAITS Orphans

(2006) by Pasquale Boffoli

13 JAMES BROWN Live At The Apollo

14 POP GROUP Y

(1963) by Domenico De Gasperis

( 1979) by Massimo Bernardi

14 POP GROUP For How Much Longer Do We Tolerate Mass Murder? ( 1980)

16 GALAXIE 500 Today

by Massimo Bernardi

( 1988) by Marco Archilletti

1 7 TIN MACHINE Live - Oy Vey, Baby

18 SODASTREAM Reservations

19 JOHN LEGEND Get Lifted

( 1992 ) by Manuel Fiorelli

( 2006) by Nicola Guerra

(2004 ) by Massimo Bernardi

2 0 JOHN LEGEND Once Again

(2006) by Massimo Bernardi

2 1 BEST OF 2006 Top 25 by ML

© ML 2005-2007 BY L UCA D AMBROSIO ML non ha scopi di lucro, il suo unico obiettivo è la diffusione della buona musica www.musicletter.it non contiene informazioni aggiornate con cadenza periodica regolare, non può quindi essere considerato "giornale" o "periodico" ai sensi della legge 62/01

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update n. 42

special interview

OKAY © 2007 di

Lu ca D Am br osio

Originario di Frem ont , California,

Mart y

Anderson Okay)

è

( in un

dalle

art e ragazzo

indiscutibili

capacit à creat ive.

Low

Road ( updat e n. 41) è la prim a part e di un doppio

lavoro

canzoncine

di

indie- pop

uscit o nel 2005 negli St at i

Uniti

ma

pubblicat o

in

soltanto

nel

Europa

d Am erica

2006. Un delizioso m iscuglio di t ast iere, chit arre, bat t erie sint et izzat e, brusii e strepiti di fondo dall effetto m alinconico m a st ranam ent e elet t rizzant e .

ML - Ad e sse r e sin ce r o pr im a di Low Roa d n on a ve vo m a i se n t it o pa r la r e di M a r t y Anderson. Mi racconti brevemente la tua evoluzione artistica ? Quando ero piccolo suonavo m olt o il piano. Mia m adre com prò un vecchio Dresden e verso i 12 anni com inciai a scrivere canzoni. Poco t em po dopo iniziai a scriverle col com put er ut ilizzando un vecchio program m a MI DI ( chiam at o Trax ) che m i prese m io padre. Alle superiori, poi, incont rai Jay Pellicci e com inciam m o a suonare m usica rock nel garage di casa sua con suo frat ello I an. Con l inserim ent o del nost ro am ico Craig Colla al basso divent am m o i Dilut e, form azione con cui abbiam o inciso 2 dischi in st udio e 2cd live ( split ) condivisi con Hella. Nel periodo della band cont inuavo ugualm ent e ad incidere dischi per cont o m io: 3 dischi aut oprodot t i raggruppat i inizialmente sotto il nome di Pomographic Dye e, successivamente, col nome Jacques Kopstein col quale uscì a su Frenet ic Records. Quest o m at eriale diede vit a al proget t o Okay . I nfat t i, quando i Dilut e fecero una pausa nel 2002 - pausa che cont inua ancora oggi - m i concent rai sull idea di creare una band im post at a solo su di m e o che includesse persone che fossero present i nella m ia vit a e volessero suonare. Nacque così il m oniker Okay , un nom e da m et t ere su qualsiasi m usica st ia creando al m om ent o, che sia un lavoro solist a o con un collet t ivo di 9 amici (il massimo delle persone con cui finora mi sono esibito).

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special interview

ML - Ok a y è u na t ipica e spr e ssion e a m e r ica na che in dica con se n so, in t e sa Una de lle pa r ole più diffu se a l m ondo com e de l r e st o Cia o . C è u n m ot ivo be n pr e ciso pe r cu i ha i scelto questo nome? Ho pensat o molto al nom e. Ho fat t o dei t est m ent re alt re persone hanno realizzat o delle ricerche con st at ist iche e grafici abbiam o fat t o di t ut t o. Credo che non abbiam o dorm it o per due set t im ane. I n quel periodo una persona com inciò perfino a fare uso di droghe per rim anere concent rat o, un alt ro fu ricoverat o per un at t acco di ansia ed alt ri quat t ro invece lasciarono perdere. Nonost ant e t ut t o, non t rovam m o un nom e! Solo quando rimanemmo senza speranza, perché non sapevamo più dove cercare, venne fuori il nome. Fu davvero molto semplice.

ML - Con quali riferimenti musicali sei cresciuto? Christ m as m usic, Top 40, Beat les, Bob Dylan, Neil Young, Velvet Underground, John Frusciant e, Merzbow.

ML - N on h o a n cor a a scolt a t o H igh Roa d , t u t t a via , t r ovo da vve r o int e r e ssa n t e Low Road . Se il disco n on fosse u scit o ne l 2 0 0 5 n e gli St a t i Un it i sa r e bbe e nt r a t o, sicuramente, n e lla m ia Top Te n de l 2 0 0 6 . Com e m a i è st a t a r it a r da t a la dist r ibuzione in Eu r opa ? Eppu r e in t e r n e t dovr e bbe ga r a n t ir e u na diffu sion e globa le e d im m e dia t a , qu a si in t e m po r e a le Non conosco il m ot ivo del rit ardo. A dire il vero non ho fat t o m olt a at t enzione a quest a part e del processo, a mio discapito credo. Mi rendo conto che internet avrà un ruolo fondamentale sulle mie produzioni a venire e spero che in fut uro l uscit a europea sia più im m ediat a.

ML - Pe n si ch e qu e st a e nor m e qua n t it à di m u sica a ut opr odot t a , in cir cola zion e su in t e r n e t , in qu a lch e m odo pe na lizzi o r a lle n t i l a ffe r m a zione di ce r t i m u sicist i di talento? Quest a è una dom anda alquant o com plessa, m a risponderò com unque. Solo quando hai uno scopo che prevede una ricom pensa o il raggiungim ent o di qualche livello di consenso, l idea di penalizzazione rient ra nel quadro. Qualsiasi gioia derivant e da t ale elogio del t alent o t i andrebbe inevit abilm ent e cont ro, non credi? Det t o ciò, in un m ercat o sat uro com e quello della m usica cont em poranea, c è una m ancanza di chiarezza e quest a m ancanza nat uralm ent e alt era i param et ri di ciò che si crede vera art e . Non è sem pre facile individuare la differenza tra arte che sost iene l inganno ed art e che, invece, t ent a di rivelarlo. A volt e la differenza è sot t ile, m a m olt o im port ant e. A volt e, alle persone con le quali suono, dico: se ascolt i bene non st iam o suonando delle canzoni... ma qualcosa di m olt o sim ile .

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ML - M i spie gh i pe r ché h a i de ciso di e sor dir e con du e la vor i dist in t i e se pa r a t i e n on con un doppio cd? L idea dei 2 cd era prat ica. Non volevo far uscire un cd di 80 m inut i o ignorare il fat t o che il proget t o era di una t ale grandezza. Così, Cory di Absolut ely Kosher Records ed io abbiam o deciso di fare uscire 2 dischi separati ma collegati concettualmente.

ML - Pa r lia m o di Low Roa d , u n disco sost a n zia lm e n t e pop, pie no di de t t a gli son or i Un la vor o su ona t o, ca n t a t o e a r r a ngia t o sple ndida m e n t e con r ich ia m i da r k , r ock , folk , post Un disco m a lincon ico e poe t ico m a da ll e ffe t t o fin a le de cisa m e n t e e le t t r izza nt e . Sono cont ent o che t u sia in sint onia con la m usica. Sono st at e det t e m olt e cose sulle m ie regist razioni. Sono abbast anza soddisfat t o della reazione. Ancor prim a che uscissero i dischi, dissi che mi sarebbe piaciuto ricevere qualsiasi tipo di critica, nel bene o nel male per quanto possibile. Sono cont ent o sia che il disco venga definit o capolavoro che disast ro . Sono com unque d accordo con ent ram bi i giudizi!

ML - Sono st a t i t a n t i i r ife r im e n t i ch e m i sono ba lza t i a lla m e n t e : N e il You ng, M e r cu r y Re v, D a n ie l John st on, Pa ve m e nt Ho ascolt at o t ut t i quelli che hai elencat o eccet t o Mercury Rev. Ascolt o ancora spesso il vecchio Neil Young. Il nuovo documentario di Daniel Johnston è interessante.

ML - A pa r t e l in t e r ve n t o di Ja y Pe llicci, h o le t t o che h a i fa t t o t u t t o da solo. H a i pe r sin o creato la copertina Sì è vero. In particolare per quei dischi (Low Road e High Road,n.d.r.), ho fatto il 98% di essi, ma non è stato pianificato. È semplicemente successo.

ML - I n vist a di u n e ve n t ua le t ou r , t i st a i or ga n izza n do con un a ve r a ba n d oppu r e pe n si di andare in giro da solo? Non penso affat t o di andare in giro. Forse un giorno, quando avrò la giust a com binazione di elem ent i, andrò di nuovo in t our. Sicuram ent e non ora. Ciò però non significa che io non st ia scrivendo o suonando occasionalmente, significa semplicemente che per vedermi devi venire nella Bay Area. ML - So ch e ha i r e a lizza t o il disco in u n m om e nt o n on pa r t icola r m e n t e fe lice de lla t ua vita. Vuoi raccontarci qualcosa a proposito? Non penso che la m ia esperienza sia st at a più difficile di alt re. Sono passat o at t raverso alcune forme acute di malattia e pazzia mentre registravo quei dischi, ma ci sono forme acute di malattia e pazzia ovunque tu guardi. ML 6


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special interview

ML - Ti va di dire qualcosa sui temi trattati e da cui hai tratto ispirazione? I t em i t rat t at i sono com plessi e sfaccet t at i. L idea di se st esso si sovrappone all idea di paese e viceversa. Questo è stato fatto per renderlo universale. I dischi sono due reazioni diverse verso lo stesso stimolo. È una questione di prospettiva, sia del narratore che di colui che ascolta. Una delle idee originali era di avere una sot t ile differenza nello st ile e nella dinam ica dei dischi. I n quest o m odo, quando qualcuno preferisce un disco piut t ost o che l alt ro, si capisce da che part e st a l ascolt at ore.

ML - Quanto ti aiuta la musica nella vita di tutti i giorni? Quest a è una bella dom anda. Non saprei rispondert i. Quant o ha bisogno il t uo piede del calzino ogni giorno?

ML - N e ll a t t e sa di a scolt a r e

H igh Roa d , ci sono a lt r i pr oge t t i o disch i in vist a ?

I n quest o m om ent o ho circa 168 canzoni ancora da regist rare. L anno scorso ho m esso su una grande band, abbiam o im parat o 10- 20 canzoni e suonat o nelle fest e locali durant e il 2005 con Joanna Newsom , Xiu- Xiu e St ereolab. Da allora la band si è sciolt a. Non siam o arrivat i a regist rarle in st udio con quel gruppo di persone quindi, per ora, non so quale sarà il dest ino di quel m at eriale. Sono felice di lasciarlo così. Com unque prossim am ent e ho un uscit a online per la Absolut ely Kosher che docum ent a quel periodo. Per quant o riguarda le produzioni fut ure per Okay, c è un disco di vecchie canzoni d am ore, Huggable Dust , che uscirà con Absolut ely Kosher nel 2007. Al momento sto lavorando su alcuni nuovi dischi nel mio appartamento di Berkeley.

ML - Beh, è tempo di classifiche. La tua top ten del 2006 ? Non penso neanche di pot er nom inare 10 album uscit i nel 2006. Davvero, non conosco abbastanza la musica attuale per rispondere a questa domanda.

ML - Prima di salutarci, possiamo affermare che la musica di Marty Anderson è OKAY? Puoi, ma non sei il primo.

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MICECARS © 2007 di

Nicola Guerra

I m

t he

Creat ure

discografico MiceCars; avvolgente,

della un

è

il

debut t o

band

rom ana

disco

sognant e,

malinconico

e

m ost ruosam ent e bello. Lit t le P. e Peter T., chit arre e voci di quest o proget t o, hanno raccont at o cosa si cela

diet ro

quest a

m eravigliosa

opera prima. ML - Ecco fina lm e n t e il sogn o di ogn i m u sicist a , il de bu t t o discogr a fico. I n n a nzit ut t o ch i sono i MiceCars e come sono giunti a I m t he Creature . Pe t e r T. - I MiceCars nascono nell'agost o 2004 dal casuale incont ro t ra m e, Lit t le P. e P.L. in Val D'Aost a nel rifugio Oriondé alle pendici del Cervino. I 'm The Creat ure è il risult at o di un paio d'anni di regist razioni e ult im o capit olo ( alm eno per il m om ent o) della nost ra st oria, iniziat a con il fortunato dem o Gewgaw Tunes, passando per Benicassim e alcune buone recensioni su cart a stampata, blog e webzines. ML - Pr im a ch e il disco r a ggiu nge sse i n e gozi, si e r a cr e a t o ne i vost r i con fr on t i u n a lon e di m ist e r o, a vva lla t o da a spe t t a t ive for se e cce ssive . N on st a r e m o dive n t a n do com e l'Inghilterra... ( ch e a ppioppa il n om e di n u ova pr om e ssa a qua lsia si gruppo ch e si affaccia sul mercato!) Lit t le P. - Magari fossim o com e in I nghilt erra, dove grazie ad un cost ant e int eresse verso i gruppi nuovi c'è una scena sicuram ent e più viva che in I t alia ( nonost ant e spesso ci propinino autentiche bufale). Ma è proprio una cultura diversa: qui parlando di hype ti puoi riferire al passaparola di una rist ret t a nicchia di individui. Per quel che riguarda noi, l'at t esa era st at a creat a da qualche decina di addet t i ai lavori che avendo sent it o il dem o era curiosa di ascolt are il disco. Nell'opinione però dei più ( alt ra nicchia rist ret t a) quest a cosa si è t rasform at a in alone di mistero come dici tu, avvallato da aspettative consistenti. ML - Er a da t e m po ch e non m i ca pit a va di t r ova r e in u n e sor dio t a n t a cr e a t ivit à , m a non fin e a se st e ssa e t e sa a st upir e , m a in ca se lla t a in bin a r i di folle r a ziocin io. Ch i t ie n e le redini del gruppo? Little P. - La scrit t ura delle canzoni è opera m ia e di Pet er T. m a t ut t o il gruppo concorre all'arrangiam ent o e ad alt re scelt e fondam ent ali per i pezzi. I n generale t ut t a quest a nost ra creat ivit à non è che la sublim azione plat onica della nost ra carenza di incont ri con l'alt ro sesso: per quest o la nost ra prolificit à art ist ica è inversam ent e proporzionale alla nost ra at t ivit à onanistica (un altro modo in cui avviene la sublimazione di cui prima)

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ML - I t it oli su r r e a li ( H u lk H oga n , I n t r odu cin g t h e Liqu id Pe t s, Th e Ba t t le Aga in st N im e su lide ) r ispe cch ia no a ppie n o lo spir it o che si r e spir a n e ll'a lbu m . Com e a ve t e con cilia t o parole e musica? Lit t le P - Dei t est i ce ne occupiam o io e Pet er T. I m iei nascono in una specie di linguaggio invent at o m odellat o diret t am ent e sull'inglese dai quali Pet er T., m odificando alle volt e sint assi e a volt e lasciando parole che già avevano senso com piut o, t rae qualcosa che sembri avere un significato. ML - Qua nt o è st a t o im por t a n t e l'a ppor t o di M a t t e o Agost in e lli e Fr a n ce sco D on a de llo? Sie t e e n t r a t i in cont a t t o con lor o t r a m it e Homesleep o sono m u sicist i con la qu a le avreste voluto lavorare a priori? Pe t e r T. - Siam o ent rat i in cont at t o con loro at t raverso la Hom esleep e sono st at i ent ram bi due preziosissim i collaborat ori che, in un m odo o nell'alt ro, sono riuscit i ad avere la pazienza e la costanza per seguirci in questo percorso. Se alludi alla fase della 'produzione', chiaramente le loro conoscenze t ecniche sono st at e fondam ent ali per fare in m odo che noi riuscissim o a ferm are le nostre idee e, magari, rivederle o perfezionarle. ML - N e l disco colla bor a n o a n ch e Pa olo I occa e M a r ce lla Ricca r di de i Fr a n k lin D e la no. Qu a li a lt r i m u sicist i it a lia n i vi pia cciono e con qua li vi pia ce r e bbe r e a lizza r e qua lcosa in futuro. Pe t e r T. - Paolo e Marcella hanno cont ribuit o con ot t im e part i di chit arra, m a non sono i soli ad averci dat o una m ano: Christ ian Lisi ha im provvisat o una splendida part e di cont rabbasso in Devil, m ent re Lavinia dei Cat Claws ha aggiunt o la sua voce in Nim esulide. Persino Burro ha suonat o qualcosa in giro per il disco... Senza poi considerare l'aiut o di alt re persone, prevalent em ent e am ici, per la realizzazione di cori e am enit à del genere... Per chiudere la t ua dom anda, se parli di m usicist i it aliani del circuit o indie, personalm ent e m i piacerebbe t ant issim o lavorare con i Fat her Murphy, se invece alludi a personalit à dello spet t acolo afferm at e, la sparo enorme, senza dubbio Franco Battiato. ML - La sce n a it a lia na st a ca m bia ndo, ci sono se m pr e più gr uppi ch e vogliono suon a r e n onost a n t e m a n ch ino gli spa zi. Se gn o ine vit a bile de lla volont à di fa r se n t ir e la pr opr ia voce. Avete mai trovato difficoltà nel proporre la vostra musica? Lit t le P. - Noi in verit à non siam o uno di quei gruppi che inizialm ent e t rova la sua piena realizzazione nel live. Più che alt ro siam o m aniaci della fase com posit iva e forse t ut t i quest i spazi all'inizio non ce li siam o neppure cercat i. I n quest o senso non abbiam o aneddot i part icolari anche se com e spet t at ore di concert i e am ico di gent e che suona sono sem pre t est im one della difficolt à che le persone incont rano a suonare. C'è poca offert a e poca dom anda di band che fanno m usica originale: è un dato di fatto.

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ML - Or a la pr ova de l n ove sa r à por t a r e il ca le idoscopico m ondo di nei club di tutta Italia. Cosa vi aspettate da questo tour?

I m t h e Cr e a t u r e

Pe t e r T. - Guarda, noi dal t our non ci aspet t iam o null'alt ro che st are bene con le persone che verranno a vederci e fare le cose con serenit à, com e abbiam o sem pre cercat o di fare. Port are dal vivo I 'm The Creat ure è un'im presa ardua, com e credo t i sarai accort o ascolt andolo, m a noi ci st iam o im pegnando il più possibile per avere una resa live non dico sim ile, m a alm eno parallela a quella del disco. Ci sono m olt e cose che non possiam o gest ire dal vivo, pur avendo un palco complicato e con 6 elementi! ML - Qu a li son o st a t i i gr u ppi ch e vi ha n n o influ e n za t o da piccoli, que lli ch e ha n no for m a t o la vost r a a t t it udin e m u sica le e qu e lli ch e pr oba bilm e n t e in u n fu t u r o potrebbero diventare degli spunti interessanti. Lit t le P. - Se dovessi cit are i m iei più grandi am ori farei il nom e dei R.E.M. e dei Pixies su t ut t i. Anche se sono un ascolt at ore che am a la form a canzone in generale. C'è t ant a roba int eressant e in giro e le nostre influenze sono abbastanza palesi, è chiaro che in fut uro sarebbe bello riuscire a sviluppare sem pre di più la direzione di una " propria" via. Ma nel far quest o concorrono t ant i elementi oltre alla semplice scrittura. ML - Oggi la vostra creatura è nata. Come la farete crescere, di cosa siete più soddisfatti e cosa, col senno di poi, avreste cambiato. Lit t le P. - Consapevoli che la creat ura è nat a in provincia e da genit ori non ricchi t ent erem o di fare il possibile perché vada avant i facendo valere le sue qualit à ( se ci sono) . Per st avolta abbiam o accant onat o l'idea di com prare da noi 100 m ila copie del disco per fargli scalare la t op t en. Sicuram ent e è un disco im perfet t o, sicuram ent e pot eva essere m igliore m a non saprei proprio in che modo. In fondo gli vogliamo bene e forse ci siamo affezionati anche a tutti i difetti. ML - Ult im a dom a nda . Cosa r a ppr e se n t a la cope r t in a de l disco? Se vi dice sse r o ch e a ve t e a disposizione t u t t e le cope r t in e fin o a d oggi pubblica t e ne l m ondo, qu a le spiegherebbe - oltre alla vostra- "I'm the Creature"? Pe t e r T. - I n t eoria i disegni all int erno del cd sono 8 copert ine diverse ; sono t ut t i dipint i del nost ro am ico Kawam ura Gun ( www.kawamuragun.com) e ci sono sem brat i subit o adat t i a descrivere l'um ore di quest o disco... non so... personalm ent e t rovo che il concet t o di 'Creat ure' ( che non significa bam bino...) si sposi perfet t am ent e con le figure deform i dipint e da Gun... C'è nella deform it à delle sue figure qualcosa di profondam ent e com ico e ironico, olt re che selvaggio, che a m e piace m olt issim o. Non credo che un'alt ra copert ina avrebbe reso m eglio... non so... forse la prima pagina di 'Gente'!

ML 10


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recensioni

ARTIST: TOM WAITS TITLE:

Orphans:

LABEL:

Anti

Brawlers, Bawlers And Bastards

RELEASE: 2 006 WEBSITE:

www.tom- waits.com

MLVOTE: 9 /10 Tom W a it s ha pensat o bene di farci passare delle felici fest e di fine anno producendo e pubblicando per la Ant i Rec. Orphans: Br a w le r s, Ba w le r s & Ba st a r ds, un t riplo cd di brani est rat t i da un cat alogo credo privat o pressocché inesauribile ( forse ora esaurit o?) , quello suo e di sua m oglie Ka t h le e n Br e n na n .Difficile credere che quest o ghiot t o flusso di coscienza ispirat ivo, 56 songs di cui 30 new recordings, veda la luce per la prim a volt a. Occorre dirlo? Si t rat t a di brani che neanche per un at t im o segnano un calo d ispirazione e d int eresse per l ascolt at ore e che sublim ano volt i diversi della sfaccet t at a art e am ericana di Wait s: chi lo am a li conosce bene! I l blues prim a di t ut t o: Brawlers, il prim o cd è int riso di blues sino al m idollo, blues com e solo Tom sa cant are, rabbiosi, st izzosi, colm i di m alinconia cosm ica e faringit e cronica! Blues che dist ruggono qualsiasi est et ica scolast ica del com e si dovrebbe cant arlo, blues cat arrosi e scheletrici com e Ain t Goin Down To The Well firm at o Leadbelly e Ala n Lom a x ( m alt rat t at o e trashizzato), Low Down o il t radit ional Lord I ve Been Changed nei quali l arm onica sussult ant e e palpit ant e del vet erano Ch a r lie M u sse lw h it e e la chit arra aguzza del solit o insost it uibile stregone M a r c Ribot disdicono t ut t i gli im pegni : hanno appunt am ent o con Tom ed il diavolo presso fat idici crossroads per ricalcare con lui le orm e di uno che il blues del delt a del Mississippi e di H ow lin W olf lo st ravolse com e m ai nessuno prim a, rendendolo polt iglia inudibile ed ululant e, quel D on Va n Vlie t m eglio conosciut o com e Ca pt a in Be e fh e a r t ! Com e il capit ano il Wait s di Orphans è un lupo allo st at o brado, libero di dilaniarci l anim a com e e quando vuole! Quelli di Br a w le r s sono incazzam ent i blues che ignorano la fredda logica t ecnica accadem ico/ borghese dei m ast ers che a cant arli vorrebbero insegnare ( che Dio perdoni coloro che ne sono convint i! ) . Gent e! Waits ci ha insegnat o dai suoi esordi che se non si inseguono con masochismo per m at erializzarli i propri fant asm i esist enziali, se non si svuot a l anim a dalla zavorra quot idiana con la st essa urgenza di un defecam ent o da diarrea nel prim o cesso a port at a di m ano, se non si sanno t rasform are i lim it i delle corde vocali in paurosi rant oli fuligginosi, il blues rim ane una chim era. Godet evi perciò sino allo sfinim ent o il prim o dischet t o zeppo di stomp- blues cat acom bali, rachit ici, sghem bi com e 2:19, Fish I n The Jailhouse, m a anche del rockabilly malato di Lie To Me e All The Time, dello sgraziato folk- hip hop (ebbene sì!) di Lucinda, del banj ou paludoso di Put t in On The Dog, del desolat o boulevard di Road To Peace, del raw spirit ual di Walk Away. Bawlers secondo cd, è florilegio di ballat e rassegnat e m a st izzose, claudicant i, a t em po di valzer, com m ovent i, crudeli che fanno della povert à st rum ent ale e del t rionfo del lo- fi le loro arm i vincent i, com e del rest o anche gli alt ri due cd. Un violino, poche parche percussioni, fiat i accorat i, e a farci piangere il t im bro perennem ent e arrocchit o del signor Waits; il suo vocione scostante e colmo di tenero pathos è come una pellicola cinematografica: vi scorrono mille vite, mille grandi e piccoli sentimenti e risentimenti, mille storie di ordinaria miseria quotidiana. (continua)

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Nat uralm ent e alcune ballat e m i fanno piangere di più: Widow s Grove, dal m ood irish- folk, la minimale I f I Have To Go, Fannin St reet ( che pare una rom ant ica out t ake dei prim issim i acerbi lavori di Tom ) , la disperat a e ruggent e Down There By The Train. I l t erzo cd Bastards invece t ravolge con gli esperim ent i bast ardi del passat o a com inciare dagli innam oram ent i m it t eleuropei d annat a della m arziale What Keep Mankind Alive di Weill/Brecht, rudi e sgraziati poet ry m inim ali t rat t i da Bukowsky ( Nirvana), Ja ck Ke r oua c ( Hom e I ll Never Be), Children s Story dal Woyzeck di Ge or g Bu ck n e r sino alle m ist eriose disquisizioni sugli inset t i di Arm y Ant s t rat t e dalla World Book Enciclopedia; om aggi a lapalissiane icone let t erario/ esist enziali di Tom , sproloqui appoggiat i su larvat i e deragliant i t essut i sonori dal sent ore di fet idi underground ferroviari/ m et ropolit ani, m agari concepit i con quei m usicist i bast ardi che lo seguono com e cani sot t o la pioggia proprio in quella officina m eccanica che Tom am a più di sua m oglie e della sua m usica, e dalla quale Kat hleen è riuscit a ( per nost ra fort una! ) a dist oglierlo : se Tom avesse, com e voleva, abbandonare per essa la scena avrem m o perso uno dei pochi aut ent ici perversi genii m usicali ancora in circolazione. Ed ancora, a sorpresa, in ordine sparso; due om aggi ai fratellini Ramones : il punkaccio anom alo e sporchissim o di The Ret urn Of Jackie And Judy su Brawlers, l agrodolce Danny Says, colm a di rom ant icism o suburbano su Bawlers. L epica e st ruggent e ballat a Sea Of Love ( Khour / Bapt ist e) , gli anni 50 m alt rat t at i ed iniet t at i di vet riolo, On The Road con parole di Kerouac, ennesim a genuflessione alla beat nick generat ion di cui è figlio legit t im o sin dagli inizi della sua carriera ( Closin g Tim e , H e a r t Of Sa t u r da y N igh t , N igh t ha w k s At Th e D in e r ) , la fangosa e t orbida Buzz Fledderj ohn ( sem bra regist rat a in una pausa di lavoro nei cam pi nel cort ile di una vecchia fat t oria del Sud degli St at es t ra arm onica, dobro e cani che abbaiono) , il gospel et ilico Rains On Me com post a insiem e al vecchio com pagno di sbronze Ch u ck W e iss: ...everywhere i go it rains on m e! . Che ci vuoi fare Tom la vit a non è facile per nessuno! I t re dischi di Orphans sono un m onum ent o alla sporcizia e all aut ent icit à di un art ist a/ aut ore unico cui bast erebbe per essere felice arm eggiare con chiavi inglesi, pist oni ed olio m ot ore ; una palude insidiosa dissem inat a di sporchi e m aleodorant i acquit rini e di sabbie m obili, m a sarà un vero piacere per noi appuzzolirci e sporcarci gli st ivali sino a scom parirci nel 2007, nel 2008, nel 2009, nel 2010 Pasquale Boffoli

ML 12


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ARTIST: JAMES BROWN TITLE:

Live At The Apollo

LABEL:

Polydor

RELEASE: 1963 WEBSITE:

www.godfatherofsoul.com

MLVOTE: 10/10 Mr. Dynam it e, Sex Machine, Mr. Funk e The Godfat her sono alcuni dei soprannom i con cui veniva chiamato Ja m e s Br ow n , il cant ant e nero più sem inale dell ult im o m ezzo secolo di m usica popolare nera e forse anche bianca ( a chi è debit rice la m usica house?) . I l Padrino del soul ci ha lasciat i il giorno di nat ale ad At lant a, causa una polm onit e, all et à pare di 73 anni ( si era sem pre rifiutato di dichiarare la sua data di nascita), quale giorno migliore per un inguaribile megalomane com e lui! Per l occasione il m io Capo m i ha propost o di parlare del suo disco più celebrat o, mi riferisco a quel Live At t h e Apollo del lont ano 1963 che rappresent ò soprat t ut t o una scom m essa ( vint a) di

Brown

nei confront i dei m anager della sua casa discografica che si rifiut avano di

produrre un disco che riport asse la sua esibizione dal vivo. Per nient e scoraggiat o da t ale diniego Mr. Dynam it e finanziò personalm ent e l operazione e il live venne pubblicat o riscuot endo un successo clam oroso. I l disco riprende un concert o t enut o da Jam es e i suoi Fa m ou s Fla m e s la sera del 24 ot t obre 1962 all Apollo Theat er di Harlem davant i a 1500 persone fest ant i e ipnot izzat e da una esibizione adrenalinica e t raboccant e di blues e soul fino all ult im o respiro. Lo spet t acolo m esso in scena, preparat o alla perfezione, cont eneva t ut t i gli hit s che fino a quel m om ent o lo avevano reso fam oso non solo verso il popolo black m a anche presso i giovani bianchi, t ut t i st regat i da quell anim ale da palcoscenico che si dim enava, sculet t ava, urlava e si abbandonava in languide prom esse d am ore che spezzavano il cuore. Si part e con una presentazione musicata di quasi due minuti per iniziare con lo sfavillante Rhythm & Blues di I ll Go Crazy tra break fiatistici e cori da favola. Segue la dolcissima Try Me che incanta il pubblico e lo fa sognare at t raverso un com binat o dispost o di voce e sax che am m aliano senza scam po. Un brevissim o

int erm ezzo

st rum ent ale

e

parte

Think,

pezzo

nervosissim o

e

adrenalinico,

l int erpret azione di J.B. è pura anfet am ina. Ancora uno st acco di alcuni secondi e veniam o invest it i da I Dont t Mind un blues lent o e suonat o quasi in sordina, infram ezzat o dagli acut i del Nost ro che com unque non cam biano l at m osfera quasi int im ist a del pezzo. Rest ano da commentare le ultime tre tracce da antologia, la prima è lost Someone dilatata oltre 10 minuti, un soul soffert o dove il pubblico ( at t raverso urli e ed esclam azioni) accom pagna la prest azione canora di Brown in una cat arsi collet t iva di celebrazione della m usica dell anim a. Appena il t em po di riprendere fiat o che arriva un m icidiale m edley di 6 m inut i e m ezzo com post o da pezzi com e Please please please, You ve Got t he Power e I Found Som eone. Com e ult im a canzone Mr. Dynam it e ci propone una t ravolgent e versione di Night Train, un rit m o im placabile t ra funk prim ordiale e ska che regala all ascolt at ore 3 m inut i abbondant i di frenet ica eccit azione. Negli anni a venire Jam es farà uscire alt ri grandi live ( irrinunciabile è Se x M a ch in e del 1970) m a questo rimarrà unico e indimenticabile.

Domenico De Gasperis

ML 13


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update n. 42

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ARTIST: THE POP GROUP TITLE:

Y

LABEL:

Radar

RELEASE: 1979 WEBSITE:

www.myspace.com/thepopgroup

MLVOTE: 9 /10 ARTIST: THE POP GROUP TITLE:

For How Much Do We Tolerate Mass Murder?

LABEL:

Raugh Trade

RELEASE: 1980 WEBSITE:

www.myspace.com/thepopgroup

MLVOTE: 9 /10 Un rapido volo verso il passat o ed eccom i al Piper di Rom a per un concert o, in m ezzo a pochi coscient i ast ant i e ad un nugolo di John Travolt as dei Parioli, con cam icia a collo alt o e classico aplom b Rom a- bene del periodo, versione st upro al Circeo 1975 . Tut t avia siam o nel 1980 e io m i chiedo cosa ci facciano M a r k St e w a r t e com pagni lì sul palco che fu dei Rokes e di Patti Pravo e che ora è di quest i coglioncelli del sabat o sera. A ruot a m i chiedo cosa ci faccia io. Non ricordo più se qualche sera dopo ( o prim a) m i sarei ( o m i ero ) post o la st essa dom anda m ent re alcune ragazzet t e, dalla t ecnica un po approssim at iva m a con una verve davvero incoercibile, si davano da fare a provocare un pubblico ogget t ivam ent e m ezzo rincoglionit o. Si chiam avano The Slits. Posseggo ancora qualche scat t o, court esy Faust o Rist ori, all epoca fot ografo del Mucchio e di alt re rivist e di rock, dove Ari si dim ena al m icrofono, provocantissima. I o sono lì perché sono st at o st regat o dalla violenza verbale di M a r k st e w a r t , dall approccio irriducibile e dalla sfrenat a fant asia polirit m ia, polifonica, anarcoide e t erzom ondist a del suo gruppo, il Pop Gr ou p. Quei due dischi, indubbiam ent e fat icosi da program m are persino per le allora neonat e radio alternative/politiche, sono quanto di più scardinanti le porte della percezione e della coscienza che fin lì ho potuto assaporare nella mia già lunga militanza di vorace ascoltatore di musica e curioso insaziabile di varie e nuove form e di art e applicat e alla m usica. Se in quest a m esse ci infiliam o pure qualche nom e com e Material, Ja m e s Ch a n ce , Ta lk in g H e a ds, t ant o per fare qualche nome, capirete perché ero part icolarm ent e eccit at o. Anni dopo, precisam ent e lo scorso anno in ot t obre, dal palco di un club rom ano dove st a suonando con i suo Maffia un set ad alt o grado di adrenalina ed alcool, Stewart ricorderà quel concerto. (continua)

ML 14


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Anni prim a, all uscit a di Con t r ol D a t a ( 1996) avevo passat o una delle serat e più im pegnat ive della m ia vit a da discografico con l om one di Brist ol, carat t ere difficilissim o da sopport are, cont inuam ent e in polem ica con t ut t i, t ut t o ed anche olt re e seriam ent e int enzionat o a discut ere con m e ogni singolo aspet t o della vit a polit ica int erna ed int ernazionale, la presenza del Vat icano nella vit a polit ica, la m afia, la dem ocrazia crist iana, Berlusconi, il com unism o, la discografia, il pot ere della com unicazione, il cibo al rist orant e e quant alt ro vi possa passare nella t est a sia degno di essere discusso da un punt o di vist a polit ico di aggressivit à asfissiant e, pur se, debbo am m et t erlo, anche st im olant e. Nella not t e ero t ornat o a casa devast at o ( se, disgraziat am ent e, devi fare il discografico m eglio uno st aff di st olidi am ericani con la st arlet t e di t urno che non un Blix a Ba r ge ld o un Re ne ga de Sou ndw a ve anche da soli, ah! Gli alt ernat ivi! ) , ora capisco m eglio perché ho sm esso da anni. Il Pop Gr ou p. Le copert ine, quei t it oli, quelle urla lacerant i, quella m usica convulsa ove converge di t ut t o, dal rum orism o all avanguardia, dal Capitano Cuor- Di- Bue ad un Ja m e s Br ow n st raziat o col vet riolo di st rat ificazioni noise su cit azioni freej azz m alat e di suoni da j ungla, al funk che sfigura il punk sguaiat o com e un blues int eriore, t ut t o si fondeva con una pot enza st raziant e a disegnare l incubo urbano che prefigurava gli anni 80. E passat o un quart o di secolo da allora, la Thief of fire di Y diviene nel concerto romano di 25 anni dopo un funk claust rofobico che fai fat ica a riconoscere m ent re la We re All Prostitutes ( prat icam ent e un inno di una pot enza che sbrana a dist anza di 28 anni) del più anarchico art ist a inglese diviene un m uro di rit m o ( ci sono Sk ip M c D on a ld e Doug Wimbish a incollare m at t oni su m at t oni con perizia ineccepibile) urlat o, oggi com e allora, da un uom o invecchiat o, forse anche un po m alat o m a non ancora dom o. Il Pop Gr ou p fu una esperienza. Per pochi, forse, m a dubit o che chi sia ent rat o volontariamente e realm ent e dent ro quel m ondo di segni / gesti / rumorisuoni ne sia uscit o esat t am ent e com era prim a. Non se hai 17 anni. Ogni t ant o faccio una prova e rimango qualche tempo senza mettere mano ai dischi del PG tanto per vedere se, tutto sommato, fu solo la concom it anza di un periodo st orico di t opica im port anza per una int era generazione e di quell et à in cui decidi che devi rom pere il cazzo al m ondo a renderm i t ant o euforico ed a darm i una direzione nella vit a, sbagliat a o m eno che fosse. Poi, riascolt ando quei dischi a volum e adeguato, penso che ci sono stati avvenimenti nella musica che hanno quella statura che nessuno al m ondo pot rà m ai abbat t ere com e la st at ua di un dit t at ore oram i andat o chessò, Frank Zappa oppure i Joy D ivision , i Funkadelic, Fe la Ku t i e una dozzina di alt ri nom i che hanno rivolt at o com e un calzino all est erno budella, m em bra e sinapsi int ellet t ive e sono riuscit i a non morire di dissanguamento nè di setticemie non della violenza che hanno ricevuto in cambio. Il Pop Group era tra questi. Il Pop Group è morto, viva il Pop Group. Massimo Bernardi

ML 15


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ARTIST: GALAXIE 500 TITLE:

Today

LABEL:

Rykodisc

RELEASE: 1988 WEBSITE:

www.damonandnaomi.com/about/g500.html

MLVOTE: 10/10 Com e a voler esem plificare il significat o della parola seminale, i Ve lve t Unde r gr ou nd hanno generat o nel corso dei decenni ( spesso a scoppio m olt o rit ardat o) decine e decine di eredi che ne hanno ripropost o l'at t it udine aggiungendo elem ent i e sot t raendone alt ri in m odo da non essere mai palesemente derivativi. I Modern Lovers negli anni Settanta furono la variabile garage con il loro spum eggiant e ed effim ero rock'n'roll. I Pavement si dist insero nei Novant a per l' indole m irabilm ent e confusa e svogliat a dando origine al sot t ogenere slacker della m usica indipendent e. I D r e a m Syn dica t e , in quei favolosi anni Ot t ant a dell' underground am ericano, posero l' accent o sulle radici sepolt e da una colt re di chit arre drogat e e abrasive. Nella t erra di nessuno che va dal 1986 al 1990 st anno, sospesi nel t em po e in una gloria m ai arrivat a, i Ga la x ie 5 0 0 : m elodram m at ici, poet ici, rallent at i, invernali, essenziali. Tocca le corde del cuore ancora oggi, la m usica della band di D e a n W a r e h a m , sem pre che si abbia un cuore da dedicare all' ascolt o di canzoni che ( sem plicem ent e) incant ano: Tugboat, per esem pio, è un' em ozione senza fine di chitarre che ospitano una voce che sembra arrivare da lontano fino a diventare un urlo d' amore e di int enzioni più o m eno sognat e. Today, disco d' esordio del t rio di base a Bost on ( Massachuset t s) con frequent i punt at e a New York Cit y, si chiude proprio con quella t raccia t ant o bella quant o insost enibile. Tugboat è una di quelle canzoni che cost ringono l' ascolt at ore a non voler sent ire alt ro per un po' di t em po, ecco perché è la perfet t a t raccia di chiusura di un lavoro che com incia con Flowers, un inno per quant o sia non innodica la m usica della band, un m anifest o del chit arrism o inondat o di pat hos che percorre anche le canzoni mediane della scaletta. Pictures, la sublime Parking Lot e la catartica It's Getting Late non fanno prigionieri ma è t ut t o l' insiem e a guadagnarsi il m assim o dei vot i. L'inquiet udine e la depressione si arrendono m iracolosam ent e a quest e not e, a un ret rogust o di leggerezza psichedelica e incant evole che solo gli insensibili ( e sono t ant i) non sanno am are. St ruggent e com e l' alba, Today è un episodio che Dean Wareham e soci non avvicineranno m ai più. On Fire, t ant o decant at o dalla crit ica, è un t ent at ivo di evoluzione che non t iene cont o della m agìa, è una ninnananna senza poesia, è un piant o che divent a fuga. Poi arriverà un alt ro album , poi ci saranno i m eravigliosi Luna a scrivere un'altra favola ma Today è un miracolo che non concede repliche... Marco Archilletti

ML 16


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ARTIST: TIN MACHINE TITLE:

Live - Oy Vey, Baby

LABEL:

London

RELEASE: 1992 WEBSITE:

www.davidbowie.com

MLVOTE: 7,5/10 Regist rat o durant e il t our m ondiale I t 's My Life 91/ 92 Oy Ve y, Ba by è un album che ha il grande pregio di fot ografare alla perfezione l at t it udine selvaggia, l esuberanza sopra le righe e la raw energy sprigionat a da un gruppo decisam ent e a proprio agio nella dim ensione live. Bowie è lont ano anni luce dalla sbornia pop di Le t s D a n ce e si sent e, la sezione rit m ica dei frat elli Sales (ex I ggy Pop) e la chit arra incont enibile di Re e ve s Ga br e ls sono il support o adeguat o alla sua voglia di riappropriarsi di quelle radici rock che sem bravano orm ai irrim ediabilm ent e accant onat e. I f There I s Som et hing con un piglio che fa im pallidire la versione originale dei Rox y M usic e Under The God, eseguit a ad una velocit à quasi doppia rispet t o a quella in st udio, rappresent ano i m om ent i più infuocat i del lot t o bilanciat i com unque da episodi più rilassat i com e Amazing e Goodbye Mr.Ed; una produzione cruda ed essenziale fuga il sospet t o di event uali sovraincisioni e le canzoni ( regist rat e t ra Bost on, New York, Chicago, Tokyo e Sapporo) suonano veram ent e live. Quest o disco ha subit o feroci crit iche dalla st am pa, ha pat it o un deciso flop com m erciale e ha diviso gli st essi fans del Duca Bianco m a poiché così discusso, e in qualche m odo spiazzant e, penso che valga la pena riscoprirlo. I l vot o finale è influenzat o da due difet t i; una scalet t a che pot eva com prendere più brani e la scelt a degli odiosi fade t ra le canzoni che ot t engono il solo scopo di t ogliere cont inuit à ad un disco già di per se non m olt o lungo. La versione video ( int egrale) regist rat a ad Am burgo nel 1991 rende decisam ent e più giust izia a quest o che a t ut t i gli effetti rappresenta il testamento dei Tin Machine. Manuel Fiorelli

ML 17


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ARTIST: SODASTREAM TITLE:

Reservations

LABEL:

Homesleep

RELEASE: 2006 WEBSITE:

www.sodastream.net.au

MLVOTE: 6 ,5/10 Verrebbe da chiedersi quant o il fenom eno del Nuovo Movim ent o Acust ico abbia influit o sulla carriera artistica dei Sodastream, duo australiano che torna a tre anni di distanza dal precedente M in or Re via l ( 2003) . La rispost a la abbiam o proprio ascolt ando il nuovo Reservations; il m ovim ent o acust ico in quest ione, probabilm ent e, è sem pre esist it o, perché m et t ere in m usica le em ozioni e le st orie di t ut t i i giorni è l'obbiet t ivo principale di ogni m usicist a. Che poi Ka r l Sm it h e Pete Cohen, i due ragazzi di Peth, decidano di farlo nuovamente con l'ausilio di pochi strumenti e affidandosi alla loro int ensa e delicat a vena poet ica, non fa alt ro che renderceli ancora più simpatici. Il disco infatti si allontana leggermente dal suo predecessore, abbandona le sporadiche apparizioni di sole, per t uffarsi in un folk di rarefat t e at m osfere ( im m aginat e i Be lle & Se ba st ia n più acust ici) , canzoni che abbracciano le st orie della capit ale aust raliana, una Melbourne che diventa una qualsiasi città del mondo, con le sue storie d'amore finite, che parlano di solitudine e di chi am a cam m inare per st rada con il bavero alzat o, lasciandosi conquist are dai caldi colori aut unnali. I l cont rabbasso di Warm July, l'arm onica a bocca di Reservations, il pianofort e di Anniversary fino alla chit arra acust ica spensierat a e briosa di Twin Lake ricam ano a perfezione quest e rom ant iche canzoni, m olt o vicine alla delicat ezza di D a m ie n Rice e ai già cit at i Be lle & Sebastian. Un album di st agione, quindi, ricco di vit am ina T e M ( t rist ezza e m alinconia) , che dona immediato benessere all'anima. Nicola Guerra

ML 18


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ARTIST: JOHN LEGEND TITLE:

Get Lifted

LABEL:

Sony

RELEASE: 2004 WEBSITE:

www.johnlegend.com

MLVOTE: 7,5/10 ARTIST: JOHN LEGEND TITLE:

Once Again

LABEL:

Sony

RELEASE: 2006 WEBSITE:

www.johnlegend.com

MLVOTE: 7 /10

C è del sorprendent e nei dischi di John Legend, pianista e compositore, al secolo John Stephens. La produzione di Ka n ye W e st , le fot o raffinat e, i vest it i elegant i e le m acchine, le am bient azioni urbane di una Los Angeles che sem bra un t eat ro di posa di una cit t à di neri. E l airplay cost ant e in m ezzo m ondo dei suoi singoli, che sia Number One ( proprio con Kanye) da Ge t Lift e d oppure la oram ai celebre Save Room dal suo ult im o On ce Aga in. Insomma, t ut t o sem bra fat t o appost a ( persino il nom e d art e?) per levigare secondo un m odello di pop song m t v point ed che non può che irrit are un pochino chi cerca una qualche em ozione dalla m usica. E poi il nost ro viene dall aver fat t o il session m an d oro per gent e com e Alicia Ke ys e se non erro anche per Lauryn Hill. Eppure nonost ant e t ut t o quest o superm ercat o faccia da sfondo e non sia dunque affat t o est raneo all art ist a, i suoi dischi non puzzano m ai t roppo di art ifizio. I l suo m odo di rileggere il soul at t raverso 40 buoni anni di black m usic e pop è al cont em po colt o e popolare, di carne al fuoco c è, le canzoni sono sem pre di pregevole livello, t alvolt a dei piccoli riuscit i m iracoli pop. St ephens è furbo e il produt t ore sa il fat t o suo in fat t o di m est iere e chart s, t ut t avia è la seconda volt a in due anni che fat ico a m et t er via il suo disco dopo t ant i ascolt i e non m i sono ancora stancato. Cert am ent e il nost ro non ha né la voglia di spingere sull accellerat ore per dire qualcosa di nuovo in un am bit o per cert i versi st racot t o com e il pop soul com unque la si veda, in m ezzo a tanti epigoni del genere, bianchi e neri, che sia affacciano da decenni negli studi di registrazione degli St at es e a seguire nei nost ri ipod, Joh n Le ge n d fa la sua figura m igliore. Sarà perché conosce la m at eria e non sbaglia m ai quando si get t a ( si fa per dire) alla rincorsa di capisaldi come Cu r t is M a yfie ld ( la già cit at a Num ber One m a anche Slow Dance nel nuovo) o Marvin Gaye (Heaven) oppure cerca un numero di philly sound (Each Day Gets Better) o introduce Show Me con una chitarra bluesy che rimanda ad un Hendrix rilassato e malinconico. (continua)

ML 19


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E in Let s Get Lift ed non si int rasent e il fant asm a di Marley anche se la scansione non è così accent uat a? E ancora H a r old M e lvin con t ut t e le sue not e blu, quando int ona ballat e gospel al piano t endent i al zuccheroso che quasi rim andano a Ch r is M a r t in dei Coldplay ( giuro, a m e P.d.a. fa venire in mente lui) o a tre decenni di lagne melodiche da torch song (Again) e che sono lì lì per dare la st ura d un bel ( ca va sans dire) m al di dent i per, m iracolo! , redim ersi in t em po. Det t o che cose prescindibilissim e ( Maxine) ci sono in ent ram bi i dischi e che però sono poche, che Bu r t Ba cha r a ch e Qu in cy Jon e s a braccet t o s affacciano qualche volt a a benedire ed a impreziosire il tutto (Another Again) concludiamo brindando quietamente con un buon bicchiere di rosso che il nost ro pianist a apprezzerebbe sicuram ent e. Più che alla ricerca di procaci m ignot t one da caricare in m acchine provvist e di bar e pist ole di cart one il Joh n Le ge nd di On ce Again si apprezza m aggiorm ent e in int im it à m ent re Ge t Lifted, per più accent uat a qualit à com posit iva ( Used To Love You, Ordinary People, davvero belle) e m aggior brio com plessivo ( c è anche Snoop Dogg e altri del giro) si fa preferire, alla fine, tra i due dischi. Due dischi comunque belli. Massimo Bernardi

ML 2 0


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best of 2006

JOANNA NEWSOM

TV ON THE RADIO

VINICIO CAPOSSELA

THOM YORKE

CAT POWER

TOM WAITS

LIARS

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MOGWAI

BONNI E PRI NCE BI LLY

JOHNNY CASH

BUILT TO SPILL

BOB DYLAN

THE RACOUNTERS

MIDLAKE

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