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Mentre sfoglio le pagine di questo libro, ripercorro mentalmente la strada che mi ha portata fin qui. Immagini e ricordi si susseguono... tante sono state le difficoltà, ma tanti altri i momenti di gioia nel vedere realizzate le mie idee. Un progetto nato da lontano, che è diventato realtà grazie al gruppo di lavoro che mi è stato accanto in tutti questi anni, e che ha sempre creduto in me come io in loro. Pagina dopo pagina, giorno dopo giorno il mio cuore va alla mia famiglia e al loro amore incondizionato che mi ha dato sempre la forza di continuare a credere in quello che stavo facendo... non so se riuscirò mai a ringraziarvi abbastanza... ma non smetterò mai di provarci. Questo libro come un diario, racconta questa grande avventura che è solo al suo inizio... molte sono ancora le pagine che andremo a scrivere in futuro tutti insieme ... molte sono ancora le idee e i sogni che spero di potervi presto raccontare. Paola

As I turn the pages of this book, I think of the path that has led me here. Images and memories come to mind... there have been many problems, but just as many joyful moments when my ideas took shape. It is a project thought of a long time ago, that has been achieved thanks to those who have worked with me for all these years, believing in me just as I believed in them. Page after page, day after day, my heart goes out to my family and to their unconditional love that has always given me the strength to continue to believe in what I was doing... I have no idea whether I will ever be able to thank you all enough... but I will never stop trying to. This book is like a diary, it is the story of this great adventure that has only just begun... there are many more pages that in the future we will write all together... There are still many ideas and dreams I hope to write to you about very soon. Paola


Matteo BasilĂŠ MAGDALENE 2012, digital print on plexiglass, cm. 100 x 150 2


LA CASA DEI SOGNI Gianluca Marziani

Siamo in via Margutta: la percorriamo con sguardo vigile, spiando vetrine e facciate, tra rampicanti arteriosi e crepe profonde, piccoli portoni e meravigliosi cortili che anticipano la sorpresa della collina sovrastante… camminiamo lenti in attesa che le strategie architettoniche lascino spiragli sul Pincio e il suo silenzio scenico da padrone maestoso… andiamo avanti e troviamo qualcosa di anomalo, non ovvio per la natura storica della via, una nuova pulsazione di meticolosa contemporaneità… eccoci davanti alla casa che fu per molto tempo di Luigi Ontani, anfratto poetico e surreale dove l’emozione del simbolismo ricreava viaggi da fermo, incroci di lingue misteriose, lampi in cui Oriente e Occidente vestivano geografie comuni… oggi tutto è cambiato ma non la natura profonda degli spazi: perché di Ontani rimane la densità inviolabile delle memorie ataviche, mentre una nuova visione, alchemica e misteriosa anche questa, ha preso forma sui tre livelli del palazzetto… ci blocchiamo davanti alla grande vetrina e la rivelazione assume il contorno della conoscenza: a sinistra un trittico con figure cardinalizie, in fondo una parete di piccoli ritratti, tutti dello stesso formato, mentre opere circolari e stranianti lampadari completano la prima visione di questo pianeta abitabile… 3


Matteo Basilé LANDING GIULIA 2013, lambda print on light box, cm.130ø 4


Matteo Basilé ha interpretato un luogo dalle memorie speciali e dai contorni altrettanto straordinari. Siamo nella nuovissima guesthouse che Marco Rettani e sua moglie Paola Di Bari hanno realizzato nei tre piani in cui dimorò Ontani. E dove oggi “suona” quell’arte visiva che rispecchia il sogno privato di Marco, la sua passione per le visioni di Matteo, la sua brama ossessiva con cui colleziona in modo avvolgente un singolo artista, quasi a volerne captare la natura profonda, la complessità dell’altrui sguardo. Adesso seguitemi nel nostro ideale cammino sul pavimento bianco del foglio; accompagnatemi mentre lo sguardo analitico incrocia le parole di Matteo, Marco e Paola; fate compagnia alle frasi che descriveranno una splendida avventura romana, le sue radici e ragioni, l’energia dietro ogni decisione, l’equilibrio tra cultura e imprenditoria…

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Reception Galleria

Sala riunioni

PIANO TERRA

Con Marco è scattato da subito il filo liscio del dialogo aperto, si coglie al volo la sua trascinante emozione, il suo slancio d’entusiasmo, la passione pura del collezionista sentimentale. Marco e Paola vivono in Svizzera, sempre di corsa ma con il piacere condiviso di raggiungere Roma appena gli impegni lo permettono, così da godersi l’anima speciale di una città che del termine “speciale” ha fatto la sua indole senza tempo. 6

Via Margutta

Ufficio


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Matteo BasilĂŠ PEOPLE NEED PROOF THAT GOD EXISTS 2006, lambda print on silver paper and aluminium, triptych, (each) cm. 120x180 8


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GM Caro Marco, mi piace il tuo approccio esagerato nei confronti di un artista, mi piace questa volontà di possedere un’ideale totalità dell’autore. Cosa ti spinge a farlo, stai seguendo un’esigenza interiore, è un modo che applichi anche alle vicende della tua vita? MR In realtà a me piace tutto ciò che fa Matteo, qualsiasi cosa io veda provo uno slancio emotivo e un desiderio di possesso, un assillo interiore che in realtà, come dicevi tu, applico a quanto ritengo importante nel mio cammino di crescita. GM Dove e come nasce questa spinta onnivora verso l’arte di Matteo? MR Una decina di anni fa mi stavo trasferendo a Roma in una sorta di rivoluzione della mia vita: compivo 40 anni, conoscevo la mia futura moglie Paola, compravo casa su Piazza di Santa Maria in Trastevere... Un appartamento dal fascino incredibile dove si percepiva il passaggio delle vite e delle storie che quelle mura avevano condiviso. Mi venne voglia di approfondire un artista che avevo scoperto a Genova da Chico Schoen, ero rimasto incantato davanti ad opere che fondevano l’approccio tecnologico e la simbologia metaforica dell’arte... Un contrasto forte con l’armonia della casa in cui da poco abitavo, ma anche un’alchimia mozzafiato. Comprai due grandi quadri che avrebbero troneggiato nei saloni sui due piani della casa... Si trattava di opere complesse dal montaggio impegnativo, per cui arrivarono ad aiutarmi Matteo e Chico. Era un giorno di aprile del 2004 quando ci incontrammo per la prima volta…

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Tommaso Cascella Mappa celeste 2013, Marble mosaics 12


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Nove anni da quel fatidico incontro che oggi culmina in una residenza spiazzante per quei turisti che desiderano eleganze silenziose, emozioni sensoriali da alchimisti del quotidiano. Proseguo con Marco, Matteo e Paola alla scoperta di ogni infinitesimale dettaglio, svisceriamo particolari evocativi, definiamo assieme un occhio olistico che colga le vite narrative del luogo, le energie nascoste e la disposizione al vivere ergonomico, onirico, energetico. Noto una particolare affinità tra gli spazi e le opere, come se facessero parte di una medesima costruzione mentale. Non è semplicemente una guesthouse arredata con opere d’arte contemporanea, questa è un’opera unica che connette architettura e design sotto il segno della visione veggente, poetica, senza compromessi estetici. E qui risiede la vera sfida: far dormire le persone dentro un’installazione totale, lasciandole galleggiare nel teatro fotografico di una rappresentazione abitativa tra sogno e realtà. MB Quando Marco e Paola mi fecero vedere per la prima volta il palazzo di Via Margutta, mi resi conto che il luogo doveva essere il contenitore per un progetto speciale. Doveva raccontare non solo una storia da me inventata, ma diventare l’ispirazione per altre persone, così che anche loro raccontassero altre storie, altri sogni, altre visioni. Da sempre amo attraversare le geografie umane e terrestri per narrare storie di persone e luoghi. E attraverso il lavoro ho dato vita alle mie visioni, riportandole dal punto ideale ai luoghi reali. Nel momento preciso in cui ho varcato la soglia di Via Margutta ho capito che il progetto LANDING sarebbe diventato parte integrante della creatura di Marco e Paola.

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Hall

Ariella

Cloe

Veronica

PIANO PRIMO

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Luigi Ontani AdrianAntinoo 1996, Ceramica dipinta

Luigi Ontani Casa Margutta 2013, penna su carta da lettere 17


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NELL’ATELIER DI LUIGI ONTANI 19


Mi piace la forza di questo titolo, LANDING, la sua sintesi comunicativa tra due significati complementari, atterraggio e approdo. Arrivare dall’alto del cielo o dall’orizzonte del mare, da una distanza che si trasforma in conoscenza, rompendo la gravità dello spostamento, creando una forza centrifuga interiore. Si approda oltre il canone, oltre la normalità, in una connessione unica tra luogo, corpo e mente. Adoro i posti in cui ogni dettaglio partecipa al medesimo obiettivo, dove gli ambienti vengono “dipinti” dai mobili e dai singoli elementi d’arredo, dove la parola “arredamento” si trasforma in “organismo”. Voglio capire da Matteo la genesi e la struttura di questo nuovo ciclo… MB LANDING è il tentativo di ricostruire il sogno altrui, quel momento di sospensione e stallo, l’ultimo paesaggio prima del prossimo “atterraggio”. Un sogno dentro il sogno in cui, seguendo le coordinate dei suoi protagonisti, cerco di raggiungere quei luoghi sognati come in un ultimo photofinish prima del risveglio. Non l’intero sogno ma l’ultima porzione di esso, per poi restituirla al suo autore in un estremo gesto di sfida nei confronti del reale. Non più una regia che inscena una mia visione, ma il racconto di sognatori viaggiatori ritratti due volte: prima quali protagonisti del reale e poi quali creatori dell’onirico. Come un passeggero che guarda fuori dal finestrino – da qui la scelta del formato circolare - io vedo scorrere davanti a me i landscape dei miei protagonisti durante quel galleggiamento tra la terra e il cielo, tra un emisfero e l’altro: la fase REM, dove in qualsiasi istante una brusca frenata porrà fine al viaggio.

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Matteo Basilé LANDING REMOTTI 2013, diptych, lambda print on plexiglass, cm.120ø 22


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Conosco Matteo da vent’anni e lavoriamo insieme da altrettanto tempo, posso quindi affermare di aver vissuto ogni fase di crescita, ogni passaggio figurativo, ogni cambiamento espressivo, tematico e linguistico nel suo lavoro. Oggi sento l’ingresso dell’opera nella prima maturità, dentro una definizione di tempo e spazio che si ricava un posto unico nel panorama artistico. Il tempo di cui parlo è quel frangente onirico in cui si condensano realtà e veggenza, plausibile e impossibile, mentre lo spazio rappresenta la geografia surreale dei suoi corpi instabili e indomiti. Tempo e spazio diventano ormai una stessa cosa, fusi in questi oblò figurativi che sono occhi e binocoli, lenti di concentrazione sentimentale, corridoi sensoriali che immettono nella vita parallela del viaggio individuale, in cui ognuno sceglie gli spazi di destinazione e le modalità di spostamento. Un doppio sguardo tra prima e dopo, dove si perdono le coordinate sequenziali tra passato e futuro, dove le associazioni diventano soggettive e inclassificabili, dove il mondo interiore combacia con le attitudini emotive della guesthouse. Torno indietro alla memoria recente del luogo. Voglio chiedere a Matteo cosa prova al pensiero che qui risiedeva Luigi Ontani, uno scrigno urbano dove molti elementi parlavano di sogno, alchimie surreali, apparizioni... Camminiamo e sento una speciale sintonia con la tua dimensione figurativa e concettuale, cosa mi dici a tal proposito? MB Era nel destino che il progetto nascesse nella casa-studio di Luigi Ontani. Amo da sempre il suo lavoro, lo considero uno dei grandi interpreti visivi degli ultimi cinquant’anni, un uomo che ha fatto del suo corpo un’opera d’arte totale, muovendosi con grazia sublime tra sacro e profano. E’ proprio quel legame tra sacro e profano che sento da sempre a via Margutta, al punto da evocarmi un approdo dove la gente potesse essere ispirata dalle mie opere, per poi continuare a sognare e a reinventare il viaggio appena intrapreso.

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Veronica 25


Matteo Basilé LANDING INDIA 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 26


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Cloe 28


GM Marco parlami delle emozioni che ti suscita un luogo costruito attorno e dentro l’arte contemporanea. Come già detto siamo nella casa che fu di Ontani, quindi anche le radici dello spazio emanano un’energia non comune, la strada è un pezzo di storia culturale, direi che siamo immersi in un sogno ad occhi aperti. Mentre Marco si appresta a rispondere mi piace pensare che Luigi Ontani stia tornando a via Margutta per un saluto: forse sta realmente accadendo, forse desideriamo immaginarlo, o forse arriva un foglio in cui l’artista ha mescolato disegno e scrittura, rispondendo ad alcune nostre domande su questo luogo dalle alchimie evocative… un frammento di carta esiste, non è una chimera, potete leggerlo coi vostri occhi, perimetrarlo per decodificarne forme e contenuti. Divertitevi a moltiplicare il senso di una sensuale vibrazione dialettica… Torno adesso alla risposta che Marco stava per darmi… MR Le stesse sensazioni che ho provato per la casa di Trastevere sono state percepite entrando nella casa di Ontani.... Quando la visitai per la prima volta c’era ancora la vita dell’artista in ogni metro quadro... La comprammo senza pensarci, immaginando di trasformarla in qualcosa da condividere con gli altri... E poi Via Margutta è sempre stata la stella cometa dei miei soggiorni romani, non ho mai dubitato che prima o poi saremmo arrivati a fare qualcosa qui... Il luogo mi sembra un ritratto del gusto di Marco, del suo modo di intendere l’arte e la vita stessa. Colgo un’attitudine al benessere fisico e mentale, una specie di SPA del dormire dove la veglia e il sonno vengono accompagnati da elementi visivi, stimoli cromatici dal cuore figurativo, narrazioni che ogni cliente potrà completare a suo piacimento, mescolando le proprie attitudini all’energia propulsiva delle camere. Tutto risponde a una logica definita, ad esempio la poltrona onirica nel foyer, un pezzo speciale di Carlo Colombo, architetto di larga fama e amico storico di Marco, che ha creato qualcosa di altrettanto magico e indefinibile. Ecco, mi piace pensare ad un luogo che sfugge alle categorie note, “diverso” ma senza forzature architettoniche, un organismo sensibile che ragiona come un corpo metabolico. 29


Matteo Basilé LANDING IZUMI 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 30


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MR Qui dentro ci sono molte cose che amo, ad esempio tutte le opere nel foyer rappresentano un pezzo importante della mia collezione. Non potrei mai separarmi da loro, sono già decine le persone che vorrebbero comprare questi lavori ma da qui non si muovono, saranno il desiderio impossibile per chiunque. Non ho alcun interesse a vendere pezzi di collezione per comprare altre cose, ho un legame viscerale con le mie opere e non è mai questione di prezzo. Mi piace dialogare con un collezionista che non è “vittima” del mercato con le sue dinamiche talvolta pericolose. Credo sia ancora questa la forma più limpida e costruttiva di mecenatismo, l’unica che ancora nasce da passioni private, da una “tattica del gusto” in cui gli innamoramenti diventano collezione. Paola è invece la parte più pragmatica del gruppo operativo, lei viene dal mondo immobiliare (fondatrice e proprietaria del progetto BDB) e si confronta con il mercato e la concretezza del progetto. La sua costante presenza assicura l’equilibrio ideale tra giorno e notte, una continuità che inserisce il business dentro la picchiata pindarica dell’installazione onirica. PDB Mentre loro hanno sempre vissuto lo spazio dal punto di vista artistico, io li ho riportati regolarmente alla razionalità, soprattutto nella distribuzione degli spazi da sfruttare. Ho cercato di gestire al meglio l’operatività quotidiana, unendo il senso pratico alla creatività pura. Bello il modo in cui Paola e Marco si completano fluidamente, è come se l’azione maschile attendesse quel completamento necessario che arriva dal controcampo femminile. Quando Marco si lancia nei suoi sogni ad occhi aperti, ecco Paola che aggiusta il tiro, tarando il peso specifico del sogno sulla bilancia del reale. Una coppia che si amalgama nel gioco dialettico tra differenze, così da rendere il collezionismo un motore di costruzioni visionarie, sogni liberatori, viaggi sconfinanti…

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Ariella 33


Matteo Basilé LANDING RED 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 34


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PDB Per Marco l’arte ha preso gran parte del tempo nella sua vita quotidiana e, devo ammetterlo, è stata una delle cose che mi ha colpito di più in lui sin dall’inizio. Con estrema delicatezza mi ha condotto per mano e fatto percorrere le varie tappe del suo mondo artistico. Attraverso l’arte ho imparato a conoscere le diverse sfumature della sua bellissima anima. Per una donna che ama la casa e vive ogni ambiente che la compone e definisce, l’arte è indubbiamente ciò che crea emozione e intensità...  E’ davvero esaltante scegliere l’opera insieme al tuo uomo, confrontarsi, ammirarla assieme. Ferma il momento non solo dell’artista ma anche il tuo.       MR In questi anni io e Matteo abbiamo condiviso una crescita che sotto certi aspetti ci lega molto... Matteo non è solo l’artista che conosco meglio ma è anche l’uomo con cui parlo di arte nella maniera più libera, appassionata, costruttiva... E sai bene quanto sia difficile tutto ciò in un campo dove spesso si gioca sulla difensiva, trasmettendo le informazioni in modo parziale, privando il collezionista di una libertà d’azione che sento necessaria per innamorarmi di un’opera... Mentre leggete il testo fate un salto tra le immagini del libro, attraversando lo spazio con il filo rosso dell’occhio intuitivo. Interpello ancora Matteo per farmi spiegare meglio le porte, le lampade e le altre presenze particolari create per questo luogo. Nulla sembra arrivato per caso, anche il mosaico sulle scale è studiato nei minimi dettagli. Lo ha realizzato Tommaso Cascella – papà di Matteo - ed è una lingua figurativa che connette la zona d’ingresso (la parte dentro il sogno ad occhi aperti) con la zona delle camere (quella parte in cui gli occhi iniziano a chiudersi per l’ingresso nel viaggio notturno). Se poi alzi gli occhi scopri un altro corridoio temporale, costituito dai lampadari circolari che sono opere di Matteo, realizzate con frammenti di antiche cupole viste dall’interno, seguendo le concavità architettoniche che avvolgono lo sguardo e lo attirano verso il cielo…

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PIANO SECONDO

Neverina

Viviana

Morgana

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Matteo Basilé LANDING HABER 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 38


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Viviana 40


MB Fondamentale è stato il dialogo con l’architetto Pasquale Piroso, autore del progetto d’insieme, bravo ad assemblare i vari elementi con un’armonia evocativa ma sempre funzionale. Con lui ho creato questi sottili led box presenti in ogni stanza. Abbiamo realizzato i mini oblò sulle porte d’ingresso delle camere, avvalendoci anche qui di una fotografia retroilluminata. L’obiettivo comune era di trovare una simbiosi tra il suo disegno degli spazi, la sua interpretazione dei volumi, con quello che per me doveva rimanere un luogo tra sogno e realtà. Da qualche minuto sono arrivati anche Pasquale e Tommaso. Li ho visti spuntare dagli angoli opposti della strada, come se avessero tirato due linee invisibili per annodare la guesthouse tra due piazze polarizzanti, Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, mentre via Margutta mi piace immaginarla come un’arteria che ossigena la storia dal suo archivio di memorie e simbologie. Penso all’arteria di raccordo e vado con lo sguardo verso la scala di Tommaso Cascella, legame speciale tra alto e basso, avvicinamento e tuffo, realtà e sogno. Anche la scala è un raccordo che porta il movimento fisico verso la catarsi, verso il viaggio interiore dell’intimità. TC La scala esisteva, io l’ho rivestita con una pietra intarsiata come facevano nel medioevo i Cosmati nelle chiese e regge. Se nel medioevo c’era una simbologia legata al Sacro, nel nostro tempo ho posto una numerazione progressiva su ogni gradino: un mantra, quello di numerare le scale, di infantile memoria e una rappresentazione della fisicità (con relativa perdita di calorie) del salire e scendere la scala. Per il pavimento dell’atrio l’idea è stata quella degli scogli appena scoperti dalla bassa marea: una visione inaspettata di una geologia e biologia marine che stupiscono fuori dall’acqua.

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Matteo Basilé LANDING FRANCESCA 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 42


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Neverina 44


GM E del progetto complessivo cosa puoi dirmi? TC La guesthouse è il luogo che prende identità in quelle ore della giornata che vanno tra la veglia e il sonno. La guesthouse è animata dai sogni e dagli amplessi reali o sognati. La guesthouse è un luogo altro dalla propria casa ma che, con essa, ne tiene la complicità. Questa “guesthouse” di via Margutta ha delle atmosfere che piacerebbero a David Lynch: l’arredamento, i marmi, i materiali, le stanze, i mosaici, gli oblò, la pelle, il vetro, il cotto, le foto di Matteo, tutto si fa complice di un erotismo vagamente dannunziano dove convivono San Francesco e Francesca Bertini. Un erotismo in accordo con i nostri giorni. GM Come ti trovi ad interagire coi lavori di Matteo? Siete cosi diversi nei linguaggi e nell’approccio, anche se riuscite ad amalgamarvi con fluida armonia. TC La fluidità armonica è data dall’elemento sogno, sotteso nell’opera di entrambi. Un modo diverso nel rappresentare un percorso sovrapponibile. Matteo “fotografa”, e non si tratta di fotografia ma di pittura, io “dipingo” ma, in questo caso, scrivo un percorso sulla pietra, un percorso che attraversa i secoli passando dai Cosmati sino a calpestare gli scogli scoperti dalla marea.

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Matteo Basilé LANDING RIVER 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 46


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Morgana 48


Devo chiedere a Matteo qualcosa in più su questa sinergia con Marco e Paola. Non è normale trovare diverse nature che si fondono, equilibrando l’anima imprenditoriale con l’anima del bello, la parte funzionale con la parte poetica, il pragmatismo con la massima qualità immaginabile. MB Conosco Paola e Marco da almeno dieci anni e li considero tra i miei più grandi collezionisti. Sono una coppia fantastica che mi è sempre stata a fianco, credendo nei miei progetti fino in fondo. Marco è un sognatore come me, un mecenate che ha voluto rinnovarsi seguendo in prima persona i progetti con gli artisti. Devo molto a una coppia che, rimanendo in disparte rispetto al rumoroso mondo dell’arte, ha dato modo ai miei sogni di trasformarsi in realtà. Spero che questo luogo diventi un prototipo da esportare nel mondo come sintesi di un “made in Italy” che sintonizza architettura, arte e design in un sogno realizzato e abitabile. GM Pasquale mi racconteresti la tua esperienza con Matteo? Mi interessa molto indagare la collaborazione tra un artista visivo e un architetto, alchimia complessa dove gli equilibri e le armonie camminano su fili sottili. PP L’incontro professionale con Matteo è stato improntato alla reciproca stima professionale, che si è riverberata in una fusione tra spazio e figura. Le sue opere accompagnano il percorso spaziale, diventandone parte integrante come se fossero gli occhi di un organismo vivente: attraverso di loro è possibile vedere l’anima dell’organismo architettonico che li accoglie. La linea curva si può considerare il leitmotiv dell’intero intervento: elemento dominante nelle opere di Matteo, nell’architettura diventa segno del dinamismo spaziale. Si ritrova nella forma della scala in acciaio e vetro, nei segni della scala firmata da Tommaso Cascella, così come nell’andamento curvilineo del rilievo sulle porte delle stanze e, per finire, anche nella poltrona di Carlo Colombo. Alla fine gli elementi architettonici e quelli figurativi si confrontano in un gioco di riflessi che sembrano svelare le diverse anime dello spazio. 49


Matteo Basilé LANDING RED 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 50


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Suite Lucente 52


Lucente

GM Paola cosa aggiungeresti parlando di un progetto così pindarico? Anche tu senti che sta nascendo qualcosa di speciale, non solamente una guesthouse ma uno spazio di magie? PDB Sono anni che vivo nel mondo del lusso immobiliare e via Margutta rimane una delle pochissime strade romane dove si può unire la commercializzazione di case importanti in relazione con l’arte. L’universo di Matteo è una miscela di luci ed ombre che suscita forti emozioni ma anche curiosità e fascinazione tra coloro che vengono a trovarci. Tutto ciò si amplifica nel contesto di via

SUITE

Margutta, rendendo la mia struttura una location unica, speriamo difficile da dimenticare.... PP Paola, forte della sua esperienza e professionalità, ha trasmesso al progetto la giusta dimensione, l’equilibrio tra colori e materiali e, soprattutto, il calore ed il lusso che una struttura del genere merita. Non si è trattato di un mero intervento di ristrutturazione edilizia, né della mera definizione di una funzione destinata alla ricettività, ma della creazione di un luogo che incarni anime e funzioni differenti: ora spazio ricettivo, ora sito espositivo, ora luogo di espressione architettonica, ora posto per perdersi nel sogno, ora ambiente da cui essere attratti e meravigliati. Non è stato facile far dialogare elementi eterogenei e apparentemente tanto diversi tra loro. Lo sforzo è passato attraverso momenti di estrema difficoltà che sono stati superati grazie ad una grande determinazione nel perseguire l’obiettivo finale, ovvero, la creazione di un’opera d’arte. 53


Matteo Basilé LANDING ALICE 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.120ø 54


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Matteo Basilé LANDING ROMANO 2012, diptych, digital print on plexiglass, cm.60ø 57


PP Il rischio di creare un insieme disordinato di elementi eterogenei non era escluso. Uno studio accurato delle possibilità di aggregazione, unitamente ad un attento studio dei tipi di opere ed interventi da affiancare, ha permesso di ottenere un risultato equilibrato ed unitario, in cui ciascun elemento si distingue dagli altri per la sua unicità e allo stesso tempo partecipa ad un racconto corale. Lo studio del progetto è passato attraverso la valutazione e la definizione di ogni singolo dettaglio: perfino nella fase di progettazione della curva che accoglie i tondi di Basilé sulle porte, il disegno ha subìto numerose variazioni fino a delineare il segno perfetto. Credo che, in fondo, sia proprio l’attenzione al dettaglio la chiave di lettura di questo intervento. E’ stato necessario un livello di approfondimento, di conoscenza e di sensibilità tale da arrivare all’essenza di ciascun apporto e compiere le scelte giuste. GM Paola cosa mi dici dell’arte di Matteo? Ormai sei circondata dalle sue opere, qui sul lavoro ma anche in casa ci sono quadri che aprono varchi continui sui mondi paralleli dell’artista, sulla sua idea di umanità, di corpo in trasformazione, di paesaggio connesso all’anima… PDB Mi sono innamorata dei lavori di Matteo fin da subito, dal mio primo incontro con le opere. Le sue donne mi danno emozioni indescrivibili, rappresentano l’unione di fascino, energia e vitalità femminile. Sento quei quadri così nel profondo da avergli chiesto di ideare l’immagine della mia società (ottobre 2007) per la campagna di lancio della BDB: immagini così giuste da essere ancora oggi la soluzione che non cambierei in alcuna maniera. Ormai sono anni che lo seguo, alcune volte lo trovo inquietante come deve essere l’arte visiva, quella che provoca riflessioni, dubbi, aperture della testa e del cuore. Sento che mi fa bene convivere con le sue immagini…

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Matteo Basilé LANDING ELISABETTA 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 60


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Matteo Basilé LANDING MARCO 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.130ø 62


Siamo di nuovo in via Margutta, stavolta per salutarci dopo il nostro viaggio da fermi, qui sul suolo storico di una strada che ospita anfratti di pura magia. Faccio a ritroso la via in direzione Piazza del Popolo, guardando verso l’alto, seguendo le scie sottili di alcune nubi che sembrano il respiro del cielo al tramonto. Mi lascio alle spalle una guesthouse dove sognare e dormire si fondono e ricreano la luce mistica dell’approdo misterioso. Quale posto migliore di via Margutta per inventarsi una casa dei sogni?

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Matteo Basilé LANDING FARANI 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 66


THE HOUSE OF DREAMS Gianluca Marziani

We are now on the one and only Via Margutta and we walk, looking attentively at shop windows and facades between the creepers and the deep cracks in the walls, small front doors and wonderful courtyards that anticipate the surprise of the hill above… We walk slowly, waiting for architectural strategies to allow us a glimpse of the Pincio and the scenic silence of this majestic master... We move on and discover something unexpected, not obvious considering the street’s historic nature. It is a new meticulous contemporary beat... Here we are in front of the house that for a long time belonged to Luigi Ontani, a poetic and surreal corner where the excitement of symbolism led to journeys of the imagination, a mix of mysterious languages, flashes in which East and West merged… Today everything has changed, but not the profound nature of these spaces. Ontani has left us the inviolable solidity of ancestral memories, while a new, mysterious and alchemical vision, has taken shape on the three levels of this small building…We stop in front of the big showcase and the revelation assumes the elements of knowledge. On the left a triptych with cardinal portraits, at the bottom a wall of small portraits all the same size, while round and alienating chandeliers complete our first view of this habitable planet... 67


Matteo Basilé has interpreted a place with special memories and in an extraordinary setting. We are in the new guesthouse that Marco Rettani and his wife Paola Di Bari have built on the three floors where Luigi Ontani lived, and that today reflects the visual art portraying Marco’s private dreams, his passion for the Matteo’s visions, the obsessive desire with which he collects the works of a single artist in a fascinating way, as he is wishing to seize the profound nature and complexity of another’s vision. Now follow me on our imaginary walk across the paper’s whiteness. Come with me while our analytical eyes meet the words of Matteo, Marco and Paola. Keep company to the words that describe a beautiful Roman adventure, its roots and reasons, the energy behind every decision, the balance between culture and business…

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Matteo Basilé LANDING PAGANO 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 69


Matteo Basilé LANDING NATHAN 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 70


With Marco there was immediately an open dialogue. One instantly perceives his exhilarating feelings, his enthusiasm, the pure passion of a sentimental collector. Marco and Paola live in Switzerland, always in a hurry but sharing the pleasure of enjoying Rome as often as possible, so as to relish the special soul of a city whose timeless nature is “special” indeed. GM Dear Marco, I like your excessive approach to artists, I like this overstated desire to possess the author as a whole. What makes you do this? Are you following an inner need? Is this a method you also apply to your personal life? MR Actually, I like everything Matteo creates; whatever I see I feel an emotional impulse and the desire to own it, like a nagging inner thought that, as you said, I apply to what I consider is important on my journey of growth. GM Where and how does this omnivorous impulse towards Matteo’s art come from? MR About ten years ago, I moved to Rome, it was a sort of revolution in my life. I was 40-years-old, I had met my future wife Paola, and I had bought a house in Piazza Santa Maria in Trastevere… It was an apartment with incredible charm where one could feel the passage of lives and stories that those walls had experienced. I wanted to know more about an artist that I had discovered in Genova, thanks to Chico Schoen. I was enchanted by works of art that merged a technological approach and the metaphorical symbolism of art... A strong contrast with the harmony of the house I had recently moved to and also a breathtaking alchemy. I bought two large paintings to tower over the salons on two floors of the house. These were complex paintings and difficult to hang, so Matteo and Chico came to help me. When we met for the first time, it was an April day in 2004.

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Nine years after that fateful meeting, we have a residence for tourists in search of quiet elegance and the sensory emotions of everyday alchemists. With Marco, Matteo and Paola I continue to discover each tiny detail, we discuss specific evocative elements and together define a holistic eye that might capture this location’s stories, its hidden energy and an inclination to live in an ergonomic, dreamlike and energetic state. I notice a particular affinity between spaces and the paintings, as if they were part of one same mental structure. It is not simply a guesthouse furnished with contemporary works of art, this is a unique work of art that links architecture and design under the sign of a visionary and poetic idea with no aesthetic compromise. Here lies the real challenge. How to make people sleep in a real installation, leaving them to float in a photographic portrayal of a home set between dreams and reality. MB When Marco and Paola showed me the palace in Via Margutta for the first time, I realized the place had to become the setting for a special project. It had to tell not just a story invented by me, but become an inspiration for others, so that they too would speak of other stories, other dreams, and other visions. I have always loved to cross human and geographical boundaries in order to narrate the stories of people and places. Through my work I gave birth to my visions, transforming them from ideas into reality. At the precise moment I crossed the threshold of Via Margutta, I realized that the “LANDING” project would become integrally part of Marco and Paola’s creation. I like the strength of this title, “LANDING”, its outgoing synthesis between two complementary meanings: landing and docking. Arriving from high in the sky or from the sea’s horizon, from distance that becomes knowledge, overcoming the seriousness of displacement, creating a centrifugal inner force. One lands beyond the norm, in a unique connection between place, body and mind. I love places where every detail contributes to the same objective, where the settings are “painted” with furniture and individual pieces of decor, where the word “furnishings” is transformed into “organism”. I want Matteo to explain the genesis and structure of this new cycle... 72


Matteo Basilé LANDING LAMA 2012, diptych, lambda print on lightbox, cm.70ø 73


Matteo Basilé LANDING TRANQUILLI 2012, diptych, lambda print, cm.100ø 74


MB “LANDING” is the attempt to recreate other people’s dream, that moment of suspension and stalling, the last landscape before the next “landing”. A dream within a dream in which, following the coordinates of its protagonists, I try to reach the places dreamed of as in a photo finish just before awakening. Not the whole dream, just the last part, and then returns it to its author in a final gesture of defiance against reality. No longer with a director staging my visions, but the story of dreamer travelers portrayed twice. First as the protagonists of reality and then as the creators of dreams. Like a passenger looking out of the window - hence the choice of round windows - I can see the landscapes of my protagonists rolled out in front of me, as I float the earth and the sky, between one hemisphere and another, between the REM stage, when, at any moment, a sudden screeching of brakes will end the journey. I have known Matteo for twenty years and we have worked together for just as long, so I can claim to have experienced every stage of his growth, each figurative step, all the expressive, thematic and linguistic changes in his work. Today I feel that his work is approaching maturity, within a definition of time and space leading to a unique place on the art scene. The time of which I speak is that dreamlike moment in which dream and reality, the plausible and the impossible merge, while the space is the surreal geography of his unstable and indomitable bodies. Time and space have now become the same thing, coming together in these figurative portholes that are eyes and binoculars, lenses of sentimental concentration, sensory corridors leading to the parallel lives of individual journeys, in which everyone chooses their destination and mode of travel. A double look between before and after, where one loses the sequential coordinates between the past and the future, where associations become subjective and unclassifiable, where the inner world fits with the guesthouse’s emotional moods.

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I return to the location’s recent history. I want to ask Matteo what he feels when thinking that Luigi Ontani lived here, an urban jewelry box in which many items spoke of dreams, surreal alchemies, visions... We walk and I feel in tune with your conceptual and figurative dimension, what do you say about that? MB It was fate that this project took shape in Luigi Ontani’s home. I have always loved his work, I consider him one of the greatest visual artist of the last fifty years, a man who made his body a complete work of art, moving with sublime grace between the sacred and the profane. It is precisely that bond between the sacred and the profane that I have always felt in Via Margutta, so much so that it reminds me of a landing place where people could be inspired by my work and then continue to dream and reinvent a journey that has just begun. GM Marco, tell me about the feeling awakened by this place built around and within contemporary art. As said, we are in the house that once belonged to Ontani, hence even the roots of the space exude an uncommon energy. This street is a piece of cultural history, I would say we are immersed in a daydream. While Marco is about to answer my question, I like to think that Luigi Ontani is coming back to Via Margutta to say hello. Perhaps this is really happening, perhaps we simply wish to imagine it or maybe we will receive a drawing in which the artist has blended drawing and writing, answering some of our questions about this place with evocative alchemies...A fragment of such a work of art exists, it is not a dream, you can read it with your own eyes and frame it to decode its shape and contents. Have fun multiplying the meaning of a dialectic sensual vibration ... I return now to the answer Marco was going to give me... Mimmo Rotella LOVE NIGHT (decollage), cm. 186 x 140 77


MR I experienced the same feelings I had for the house in Trastevere when I entered Ontani’s home... When I visited it for the first time, the artist’s life was present in every square meter... We bought it without thinking about it, imagining we would transform it into something to share with others... And then Via Margutta has always been the guiding star for my visits to Rome. I never doubted that sooner or later we would have managed to do something here... The place portrays Marco’s taste, his way of understanding art and life itself. I perceive an aptitude for physical and mental wellbeing, a kind of SPA for sleeping where wakefulness and sleep are accompanied by visual elements, color stimuli that contain figurative love, narratives that customers may complete as they wishes, mixing their own inclinations with the propulsive energy of these rooms. Everything responds to a defined logic, for example, the dream chair in the foyer is a special work of art by Carlo Colombo, a well-known architect and Marco’s longtime friend, who has created something that is both magical and indefinable. I like to think that this place escapes known categories, a place that is “different” but without architectural defiance, a sensitive organism that reasons like a metabolic body. MR Here there are many things that I love, for example, all the works of art in the foyer are an important part of my collection. I could never be separated from them. There are already many people who would buy these paintings, but here they remain, and will be an impossible dream for everyone. I have no interest in selling pieces of my collection to buy other things. I have a visceral relationship with my works of art and it is never a question of the price.

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Matteo Basilé CEILING_ROMELOVE_1 2012, digital print on lightbox, cm.120ø 79


Matteo Basilé CEILING_ROMELOVE_2 2012, digital print on lightbox, cm.120ø 80


I like to talk to collectors who are not “victims “of the market with its at times dangerous dynamics. I think that this is still the most clear and constructive form of patronage, the only one that still comes from a private passion, from a “ tactic of taste” in which the things we fall in love with must be collected. Paola is instead the most pragmatic person in the group. She comes from the world of real estate (founder and owner of the BDB project) and she deals with the market and the project’s feasibility. Her constant presence ensures the ideal balance between day and night, a continuity that puts the business into the Pindaric flight of a dreamlike installation. PDB While they have always lived in this house in an artistic sense, I have regularly returned them to rationality, especially in the distribution of space to be exploited. I tried to manage daily work in the best possible way, combining practicality to pure creativity. The way in which Paola and Marco complement one another is beautiful. It is as if the masculine awaits the necessary completion that come from the female universe. As Marco launches himself in his daydreams, Paola immediately rebalances matters, calibrating the importance of dreams with a level of reality. They are a couple that blends in a dialectical game between differences, so as to make collecting the engine for visionary construction, liberating dreams, and boundless travels... PDB Art has taken much of Marco’s time in daily life, and, I must admit, it was one of the things that struck me most about him from the beginning. Very gently he led me by the hand and took me through the various stages of his artistic world. Through art I learned about the different shades of his beautiful soul. For a woman who loves the home and every room in it, art is undoubtedly the thing that creates the greatest emotions and intensities... It is really exciting to choose works of art together with your partner, discussing them and admire them together. Time stands still, not only for the artist, but also for oneself.

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MR Over the years Matteo and I have shared a growth that in a sense binds us in different ways... Matteo is not only the artist that I know best, but also the man with which I talk about art in the most free, passionate and constructive way... And you know how hard that is in a field in which people are often defensive, providing only partial information, depriving the collector of the freedom of action I need to fall in love with a work of art... As you read these words look through the images in the book, crossing the space following the path of an intuitive eye. I ask Matteo to explain better the doors, lights and other special details created for this location. Nothing seems to happen by chance, even the mosaic on the stairs has been studied in detail. It was created by Tommaso Cascella – Matteo’s father - and it is in a figurative language connecting the entrance area (the part inside the daydream) with the rooms (where the eyes begin to close to start the night’s journey). If you look up, you will discover another corridor in time, consisting of the circular chandeliers that are Matteo’s work. They are made with fragments of ancient domes seen from the inside, following the architectural concavities surrounding and attracting the eyes towards the sky... MB It was the dialogue with the architect Pasquale Piroso, author of the overall project and clever in joining the various elements with evocative harmony but always in a functional way, that was fundamental. With him I created the thin LED box in every room. We made the small portholes on the front doors of the rooms, using backlit photographs. The shared objective was to find a symbiosis between his design for the space, his interpretation of volumes, with what for me must remain a place between dream and reality.

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Matteo Basilé CEILING_ROMELOVE_3 2012, digital print on lightbox, cm.120ø 83


Matteo Basilé CEILING_ROMELOVE_4 2012, digital print on lightbox, cm.120ø 84


Pasquale and Tommaso have also joined us. I watched them appear from opposite corners of the street, as if they had thrown two invisible lines to link the guesthouse to two polarizing squares, Piazza di Spagna and Piazza del Popolo, while I like to imagine Via Margutta as an artery that breathes life into history from its archives of remembrance and symbols. I think about the artery connection, and look at the staircase by Tommaso Cascella, a special bond between the upper and lower floor, the approach and the dive from reality to dreams. The stairway too is a link bringing physical movement towards catharsis, on an inner journey of intimacy. TC The stairway was already here, I tiled it with inlaid stone as Cosmati did in the Middle Ages in churches and royal palaces. While in the Middle Ages symbolism was related to the sacred, in our times I put a numbers on each step. A mantra, numbering the stairs, like a childhood memory and as a representation of what is physical (with relative loss of energy) in the ascending and descending of stairs. For the floor in the atrium, the idea came from an image of rocks discovered at low tide; the unexpected vision of marine geology and biology that surprise one out of the water. GM What can you tell me about the whole project? TC A guesthouse is a place that assumes an identity during those hours of the day between sleep and wakefulness. The guesthouse is inspired by dreams and by real or dreamt intimacy. The guesthouse is a place other than our homes, but with it becomes an accomplice. This “guesthouse” on Via Margutta has atmospheres David Lynch would like. The furniture, the marble, the materials used, the rooms, the mosaics, portholes, leather, glass, terracotta, photographs of Matteo, all become accomplices to a vague eroticism, in D’Annunzio’s style, where San Francesco and Francesca Bertini coexist. Eroticism in tune with our times.

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GM How do you feel you interact with Matteo’s work? Your language and approaches are so different, even if you manage to combine with fluid harmony. TC The harmonic flexibility is given by the element of dream that underlies in both our work. We have a different way of representing a similar process. Matteo takes photographs, although it is not photography but art. I paint but, in this case, I write a path on stone, a pathway that spans the centuries passing from the Cosmati to then step over the rocks uncovered by the tide. I must ask Matteo a little more about this synergy between Marco and Paola. It is not normal to find different natures that blend, balancing the soul of business with the soul of beauty, functionality and poetry, pragmatism with the highest quality imaginable. MB I have known Paola and Marco for at least ten years and I consider them among my best collectors. They are a great couple and have always supported me, believing in my projects. Marco is a dreamer like me, a patron who wanted to personally follow projects with artists. I owe a lot to a couple who, remaining distant from the noisy world of art, allowed my dreams to come true. I hope this place will become a prototype to be exported all over the world, the synthesis of a “Made in Italy� merging architecture, art and design in a dream that has come true and can be live in. GM Pasquale, would you tell me about your experience with Matteo? I am very interested in cooperation between a visual artist and an architect, the complex alchemy of balance and harmony in equilibrium.

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Matteo Basilé CEILING_ROMELOVE_5 2012, digital print on lightbox, cm.120ø 87


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PP The professional relationship with Matteo was marked by mutual professional respect, which was transformed into a fusion between space and shape. His works accompany the spatial path, becoming an integral part of it, as if they were the eyes of a living organism, and through them you can see the soul of the architectural system that contains them. The curved line can be considered the leitmotiv of the whole project. It is the dominant element in Matteo’s work, in architecture it becomes a mark of space’s dynamism. It can be found in the shape of the steel and glass stairway, in the signs on the steps signed by Tommaso Cascella, as well as in the curvilinear line of the relief on the doors of the rooms and, finally, even in the armchair by Carlo Colombo. In the end, the architectural and figurative elements confront one another in a game of reflections that seem to reveal the various souls of space. GM Paola, what would you add to such a Pindaric project? Do you also feel that something special has been created, not just a guesthouse but a magical place? PDB I have lived in the world of luxury real estate for years and Via Margutta remains one of the few Roman street where you can merge the business of buying and selling important houses with art. Matteo’s universe is a mixture of lights and shadows that arouses strong feelings, but also curiosity and fascination among those who come to visit this place. Everything is amplified in Via Margutta, making my building a unique location, hopefully one hard to forget...

Matteo Basilé CIRCLE OF SINNERS #1 2010, lambda print on alluminium, cm.120 x 200 89


PP Paola, thanks to her experience and professionalism, ensured this project achieved the correct dimension, a balance between colors and materials, and, above all, the warmth and luxury that such a structure deserves. It was not merely a renovation, nor the mere creation of a guesthouse, but the creation of a place that embodies souls and different functions, with a reception area, an exhibition area, at times a place of architectural expression, at times a place in which to get lost in dreams, at times a place one is attracted to and amazed by. It was not easy to create the dialogue between heterogeneous and apparently so different elements. The effort experienced moments of extreme difficulty overcome thanks to great determination to pursue the ultimate goal, namely, the creation of a work of art. PP The risk of creating a jumble of heterogeneous elements was not excluded. A careful study of aggregation possibilities, alongside a careful study of the kind of work and intervention needed, allowed us to achieve a balanced and unified project, in which each element is distinguished from others for its uniqueness and at the same time is a part of a choral narration. The study of the project involve an assessment and definition of every single detail. Even in the design phases of the curves that include the BasilÊ circles on the doors; the designs underwent many changes to achieve the perfect mark. I think that, after all, it was precisely attention to detail that characterized the work. A degree of assessment, knowledge and sensitivity was needed to achieve the essence of each contribution and make the right choices. GM Paola what about Matteo’s art? Now you are surrounded by his work, but at home too there are paintings that open windows on the parallel worlds of the artist, on his idea of humanity, of changing bodies, of landscapes connected to the soul... Matteo BasilÊ CIRCLE OF SINNERS #2 2010, lambda print on alluminium, cm.120 x 200 90


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PDB I have loved Matteo’s work since the first time I saw it. His women give me indescribable emotions, portraying the mix of feminine charm, energy and vitality. I feel those paintings so deeply that I asked him to design the logo for my company (October 2007) for BDB’s launch. His images are so perfect that still today I would not change them in any way. For years I have followed him, sometimes I find his work disquieting just as visual art should be, resulting in reflections, doubts, opening the mind and the heart. I feel that it is good for me to live with his images... We are once again back on Via Margutta, this time to say goodbye after our journey, here on a historic street filled with corners of pure magic. I retrace my steps towards Piazza del Popolo, looking upwards, following the trails of clouds that look like the breath of the sky at sunset. I leave behind a guesthouse where dream and sleep merge and recreate the mysterious mystical light of a landing. What better place than Via Margutta for creating a house of dreams?

Matteo Basilé CIRCLE OF SINNERS #3 2010, lambda print on alluminium, cm.120 x 200 93


Matteo BasilĂŠ CIRCLE OF SINNERS (MUSEUM EDITION) 2010 c-print on silver paper mountedon aluminum and framed 54 photographs, 40 x 30 cm each ed. 3 + 1AP


“Un ringraziamento speciale va alle persone che hanno sempre creduto in noi e nei nostri sogni, rendendoli reali attraverso il loro lavoro. A loro va tutta la nostra gratitudine.” Paola e Marco

Matteo Basilé, Tommaso Cascella, Susanna Cascella, Annamaria Cesarini Sforza, Gianluca Marziani, Davide Sebastian, Arch. Caterina La Cava, LOFT CANOVA nelle persone di Arch. Pasquale Piroso, Arch. Roberto Giglio, Arch. Guido Giglio, Arch. Aldo Sarago, Arch. Mariavittoria Squillacioti, Arch. Luana Roccetti.

“A special thank you to all those who always believed in us and in our dreams, making them come true through their work. They have all our gratitude.” Paola and Marco

Matteo Basilé, Tommaso Cascella, Susanna Cascella, Annamaria Cesarini Sforza, Gianluca Marziani, Davide Sebastian, the architect Caterina La Cava, LOFT CANOVA with its architects Pasquale Piroso, Roberto Giglio, Guido Giglio, Aldo Sarago, Mariavittoria Squillacioti, Luana Roccetti.

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Libro BdB Luxury Margutta