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dano l’attività dell’Alto Commissariato profughi dove – sostiene un suo scritto del 3 agosto 1918 – è «necessario rivendicare i nostri diritti» di trentini. Nelle lettere accompagnatorie informa la direzione del giornale di qualche decesso tra le file dei trentini a Roma, segnala offerte in denaro e accenna ad un equivoco, chiarito, con la vedova Battisti2. Per la Commissione dell’emigrazione trentina scrive il ricordato studio sulla beneficenza nel Trentino. Ma l’interesse prevalente, a quel che si può dedurre dagli atti conservati, è per il giornale La Libertà che era nato come settimanale a Milano nel 1917, legato al Circolo trentino di quella città e alla Commissione dell’emigrazione trentina. Anima del periodico il professor Luigi Granello che diverrà proprietario della testata sulla quale scrivono Oreste Ferrari, Italo Scotoni, Giovanni Oberziner, Livio Marchetti, Mario Manfroni, Antonio Piscel, Guglielmo Bertagnolli, Silvio Suster, Mario Scotoni, personalità di diversa estrazione, ma per lo più di ispirazione laica e liberale. La Libertà, che aveva avuto un largo successo internazionale per aver pubblicato la foto dell’impiccagione di Cesare Battisti, si trasferisce a Trento nel novembre del 1918 trasformandosi da «settimanale trentino» in «giornale del

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Volume Suster-1.p65

Trentino» dapprima trisettimanale e dal 18 dicembre quotidiano. Stampato dalla Scotoni e Vitti, dove troverà sede anche la redazione, il quotidiano sostiene di essere e voler essere un giornale apolitico. «Mancando però un organo degli altri partiti, mentre quello popolare ne ha uno, ufficiale o no, non può essere incoerente rifiutando l’ospitalità chiestale da un liberale» (17 dicembre 1918). Il quotidiano però insiste nel sostenere che il Trentino «ha bisogno che le fazioni dormano, almeno fino a quando non sarà veramente ricostruita la casa sconquassata dalla bufera. Questa parte d’Italia, ove la bufera ha imperversato di più e ove la realtà irradia da tutte le parti problemi complessi e questioni difficili, ha bisogno soprattutto di trentini» (23 gennaio 1919). 2. Alla direzione de La Libertà Questa tesi verrà sostenuta vigorosamente da Roberto Suster quando assume la direzione del giornale nel dicembre del 1919 dopo che Luigi Granello aveva lasciato, cedendo anche la comproprietà del giornale «ad un gruppo di amici del periodico, tutti trentini, volonterosi e animati da ottimi intendimenti», in realtà una fazione del fascismo trentino, un «trust personale e giornalistico» secondo una definizione di Alfredo

Museo storico in Trento, Archivio E, b. 39, fasc. 4.

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07/03/2006, 14.31

Per una storia d'Italia del 1943: la cronaca di Roberto Suster e altri scritti  

Il giornalismo al tempo del fascismo. Il diario di Roberto Suster, trentino di nascita e direttore dell’agenzia ufficiale del Regime, la Ste...

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