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Leo Zelikowski, nato a Vilnius nel 1910, giunge in Italia nel 1937, soggiornando prima a Merano e successivamente ad Arco. Qui viene arrestato e deportato ad Auschwitz nel dicembre 1943. Rientrerà ad Arco il 9 agosto 1945 dove verrà assunto nel gennaio 1947 quale amministratore dei sanatori Forlanini e Villa delle Rose. Il 30 marzo 1951 sposerà Maria de Paoli. Nel febbraio 1960 entrerà a far parte dell’amministrazione della società CITRA, gestione alberghiera. Si ritirerà in pensione nel 1982 e nell’aprile 1991 si trasferirà a Montreal (Canada) dove tuttora risiede con la famiglia.

GRENZEN CONFINI

di Leo Zelikowski

MON TéMOIGNAGE LA MIA TESTIMONIANZA

«Tutto è cominciato a Vilnius, in Russia, il 15 aprile dell’anno 1910. Una giovane donna mette al mondo due gemelli, Leo e Israel (Ralla). Questo avvenimento diventerà paradossalmente la causa e la chiave di tutto quello che seguirà: infatti, il solo ‹delitto› di cui i miei futuri persecutori m’incolperanno si riassume in quattro parole: ‹Tu sei nato ebreo!›». Con queste parole si apre il racconto autobiografico di Leo Zelikowski che si snoda lungo un percorso esistenziale segnato da un’unica ma evocativa parola: Auschwitz. Il 21 dicembre 1943 l’ingegner Zelikowski viene arrestato ad Arco e trasferito nelle carceri di Trento. Due mesi dopo viene portato, con il convoglio 08, lo stesso con il quale partì Primo Levi, nel campo di Monowitz (Auschwitz III). Tutti i ricordi dell’Autore riconducono pertanto a questo momento impresso indelebilmente nella sua memoria come in quella dell’intera umanità del XX secolo. Il testo viene proposto nella versione originale francese e nella sua traduzione italiana a fronte.

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MON TéMOIGNAGE LA MIA TESTIMONIANZA di Leo Zelikowski

Sommario: Premessa; L’omaggio della città di Arco; Remerciements-Ringraziamenti; Prémices-Premessa; La Grande Guerre-La Grande Guerra; L’Entre deux guerres-Fra le due guerre; La deuxième guerre mondiale: Auschwitz-La seconda guerra mondiale: Auschwitz; L’évacuation-L’evacuazione; Une nouvelle vie-Una nuova vita; à la douce mémoire d’Ida-Alla dolce memoria di Ida; Maria; Epilogue-Epilogo.

ISBN 978-88-7197-096-7 E 13,50

Museo storico in Trento onlus www.museostorico.it – info@museostorico.it telefono 0461.230482 – fax 0461.237418

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grenzen confini


Leo Zelikowski

Mon tĂŠmoignage La mia testimonianza da Arco ad Auschwitz e ritorno

2007

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Premessa «Tutte le volte che sto per partire da Arco l’ultimo mio sguardo va alla rupe del castello, così da portare in me la sua immagine». Queste furono le parole pronunciate da Leo, l’ingegner Zelikowski o, per i più anziani di Arco, semplicemente «l’ingegnere», quando, nell’estate del 2003, venne ricevuto in Municipio in occasione di un suo rientro dal Canada. Quell’anno ricorreva anche il decimo anniversario dell’inaugurazione del monumento dedicato agli ebrei deportati da Arco e morti ad Auschwitz. Forse anche nel dicembre del 1943 a quella rupe si erano rivolti i suoi occhi, quando, assieme ad Eva Haas e ad Arturo Cassin aveva intrapreso la prima tappa di quel viaggio che per i suoi due compagni si sarebbe rivelato, come poco più tardi per Gino Tedeschi, senza ritorno. Solo a Leo, inspiegabilmente per la ragione umana, fu consentito tornare: a lui solo fra gli ebrei deportati da Arco e da tutto il Trentino e unico sopravvissuto della sua famiglia sterminata dai nazisti nel ghetto di Wilno, sua città natale. Leo Zelikowski dal 1991 vive in Canada: la nostalgia per Arco dove è approdato nel 1937 e in cui si è stabilito dopo il fortunoso e sofferto rientro da Auschwitz, è sempre cocente. Quasi ogni anno ritorna in quella che considera la sua Patria, e il tempo per trattenervisi è immancabilmente troppo breve. Leo è uno degli ultimi testimoni di «quanto, ad Auschwitz, è bastato animo all’uomo di fare dell’uomo», e la sua testimonianza è raccolta in questo libro al quale proprio la sua memoria ha permesso di vedere la luce. Leo per Arco, per il Trentino, è «il testimone»: i suoi ricordi sono nitidi, nel suo cuore non v’è odio o rancore, vi è solo immenso dolore, mai sopito, per i compagni rimasti in Polonia, o morti durante il viaggio o nei ghetti dell’Europa orientale; vi sono tante domande espresse o taciute cui non si può dare risposta – e quale risposta può esserci per il Male assoluto? Vi è gratitudine immensa per chi gli alleviò, anche di poco, le pene o per chi dimostrò comprensione e fornì aiuto: per molti abitanti di Arco, per il soldato della Wermacht che gli donò un paio di provvidenziali calzini, forse, con questo semplice gesto, stornando da lui la morte. Leo è la dimostrazione vivente che, nonostante tutto, la vittoria, contro

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ogni apparenza, non spetta al Male e che l’uomo può conservare fino all’ultimo la propria dignità, la propria umanità, anche nelle condizioni più estreme. Egli nella sua persona non ci dà solo una terribile testimonianza storica, ma con tutto il suo essere ci fa sperare che le ultime parole scritte da Anna Frank – «credo nell’intima bontà dell’uomo» –, potrebbero, forse, non essere un’utopia. Maria Luisa Crosina

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Premessa 1910 Tutto è cominciato a Vilnius, in Russia, il 15 aprile dell’anno 1910. Una giovane donna mette al mondo due gemelli, Leo e Israel (Ralla). Questo avvenimento diventerà paradossalmente la causa e la chiave di tutto quello che seguirà. Infatti, il solo «delitto» di cui i miei futuri persecutori m’incolperanno si riassume in quattro parole: «Tu sei nato ebreo!». Poco importa se il misfatto è stato commesso da un «minore». Poco importa se è stato un atto senza premeditazione. Poco importa se la fedina penale dell’imputato è senza macchia. Poco importa se è stato proposto per la Legione d’onore o per il premio Nobel… La sentenza è senza appello. Questo crimine non andrà mai in prescrizione. Guai a voi, Giudei! La soluzione finale1 vi attende.

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Vedi p. 35 (capitolo «La seconda guerra mondiale», 1942)

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Epilogo 11 gennaio 2001 Caro lettore, Sono in lutto. Il mio sistema nervoso è a pezzi. È venuto il momento di mettere fine al mio racconto. Questo manoscritto non è un’autobiografia, ma la testimonianza di un crimine contro l’umanità. Spero che malgrado le manchevolezze e le numerose lacune, il lettore arriverà alla mia stessa conclusione: L’assurdità e l’abiezione del razzismo hitleriano. Non lasciate cadere nell’oblìo quest’onta del XX secolo. Diffidate dai predicatori che urlano con la bava sulle labbra. Pensate al popolo ebreo – calunniato e perseguitato nel corso dei secoli – eterno capro espiatorio di tutti i mali del mondo, di nuovo calunniato, aggredito, decimato e martirizzato da una nazione ritenuta civile. Non dimenticate il testamento di Hitler, questo predicatore roso dalla rabbia, che «fino all’ultimo respiro» ha continuato a sputare il suo veleno antiebreo. Ecco le sue ultime parole: «Vor allem verpflichte ich die Führung der Nation und die Gefolgschaft zur peinlichen Einhaltung der Rassegesetze und zum unbarmherzigen Widerstand gegen den Weltvergifter aller Völker, das internationale Judentum»40. Leggete e fate leggere il pensiero dello scrittore Primo Levi, mio compagno di deportazione, sul dovere di ricordare (Se questo è un uomo). Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo

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Anzitutto, ordino a tutti i dirigenti dello Stato e ai loro successori, di mantenere inesorabilmente le leggi razziali e di combattere senza pietà gli avvelenatori universali di tutti i popoli, gli ebrei.

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Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza per ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.

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Indice

Premessa (Maria Luisa Crosina)

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L’omaggio della città di Arco (Renato Veronesi - Ruggero Morandi)

9

Remerciements – Ringraziamenti

10

Prémices – Premessa

14

La Grande Guerre – La Grande Guerra

18

L’entre deux guerres – Fra le due guerre

22

La deuxième guerre mondiale: Auschwitz – La seconda guerra mondiale: Auschwitz

30

L’évacuation – L’evacuazione

76

Une nouvelle vie – Una nuova vita

120

à la douce mémoire d’Ida – Alla dolce memoria di Ida

158

Maria

160

Epilogue – Epilogo

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Leo Zelikowski, nato a Vilnius nel 1910, giunge in Italia nel 1937, soggiornando prima a Merano e successivamente ad Arco. Qui viene arrestato e deportato ad Auschwitz nel dicembre 1943. Rientrerà ad Arco il 9 agosto 1945 dove verrà assunto nel gennaio 1947 quale amministratore dei sanatori Forlanini e Villa delle Rose. Il 30 marzo 1951 sposerà Maria de Paoli. Nel febbraio 1960 entrerà a far parte dell’amministrazione della società CITRA, gestione alberghiera. Si ritirerà in pensione nel 1982 e nell’aprile 1991 si trasferirà a Montreal (Canada) dove tuttora risiede con la famiglia.

GRENZEN CONFINI

di Leo Zelikowski

MON TéMOIGNAGE LA MIA TESTIMONIANZA

«Tutto è cominciato a Vilnius, in Russia, il 15 aprile dell’anno 1910. Una giovane donna mette al mondo due gemelli, Leo e Israel (Ralla). Questo avvenimento diventerà paradossalmente la causa e la chiave di tutto quello che seguirà: infatti, il solo ‹delitto› di cui i miei futuri persecutori m’incolperanno si riassume in quattro parole: ‹Tu sei nato ebreo!›». Con queste parole si apre il racconto autobiografico di Leo Zelikowski che si snoda lungo un percorso esistenziale segnato da un’unica ma evocativa parola: Auschwitz. Il 21 dicembre 1943 l’ingegner Zelikowski viene arrestato ad Arco e trasferito nelle carceri di Trento. Due mesi dopo viene portato, con il convoglio 08, lo stesso con il quale partì Primo Levi, nel campo di Monowitz (Auschwitz III). Tutti i ricordi dell’Autore riconducono pertanto a questo momento impresso indelebilmente nella sua memoria come in quella dell’intera umanità del XX secolo. Il testo viene proposto nella versione originale francese e nella sua traduzione italiana a fronte.

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MON TéMOIGNAGE LA MIA TESTIMONIANZA di Leo Zelikowski

Sommario: Premessa; L’omaggio della città di Arco; Remerciements-Ringraziamenti; Prémices-Premessa; La Grande Guerre-La Grande Guerra; L’Entre deux guerres-Fra le due guerre; La deuxième guerre mondiale: Auschwitz-La seconda guerra mondiale: Auschwitz; L’évacuation-L’evacuazione; Une nouvelle vie-Una nuova vita; à la douce mémoire d’Ida-Alla dolce memoria di Ida; Maria; Epilogue-Epilogo.

ISBN 978-88-7197-096-7 E 13,50

Museo storico in Trento onlus www.museostorico.it – info@museostorico.it telefono 0461.230482 – fax 0461.237418

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Mon témoignage, La mia testimonianza da Arco ad Auschwitz e ritorno  

Essere ebreo: ecco l’unica colpa di Leo Zelikowski, nato a Vilnius, in Russia, il 15 aprile 1910. L’autore ripercorre in questo libro tutta...