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anno IV n°8 - settembre 2010

Tolentino - Centro Comm.le “La Rancia” Tel. 0733 968002

8.000 COPIE!

Anno IV n. 8 - Settembre 2010 - spedizione A. P. Art. 2 Comma 20/C Legge 662/96 - Filiale di Macerata - Taxe Perçue - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO- Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: K-Brush Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe

Tolentino - Centro Comm.le “La Rancia” Tel. 0733 968002

Editoriale

di Roberto Scorcella Chi ad agosto è rimasto in città, per scelta o soprattutto per necessità, oltre ai film di Totò, Franco e Ciccio e Lassie, ha avuto facendo zapping anche la fortuna di imbattersi in un lungo filmato dove il Sindaco di Tolentino veniva immortalato a passeggio per la città mentre veniva sottoposto a un tremendo fuoco di fila di domande palesemente poste al momento, senza alcuna preparazione, che non lo hanno minimamente posto in difficoltà. Tapperemo qualche buca, il Vaccaj tornerà presto al suo antico splendore, del centro commerciale ne parliamo in altro apposito articolo, e tanto ancora. Per tornare su di una locuzione che aveva fatto anche discutere, sembrava di vedere Ruffini a spasso per la città del Mulino Bianco. È un vero peccato che il nostro Sindaco (dovrebbe essere di tutti i tolentinati, anche di chi scrive su Press News) continui a scegliere altri mezzi per rispondere alle domande dei cittadini che, invece, vengono poste proprio da queste colonne (volente o nolente chi dice che le lettere ce le scriviamo da soli, n.d.r.). Ci piacerebbe sapere se la passeggiata per la Città ha avuto un costo a carico di tutti (anche nostro) i cittadini, perché altrimenti noi continuiamo a suggerire al Sindaco la vera possibilità di comunicare con la sua gente. Noi continuiamo a renderci disponibili ad offrire i nostri spazi se e quando vorrà rispondere alle domande che la gente gli pone esclusivamente attraverso la nostra testata. Con una particolarità: qui potrà farlo gratuitamente, senza alcuna convenzione onerosa né alcun costo a carico della collettività ma magari dovendo rispondere a qualche domandina scomoda da parte di giornalisti qualificati. E questo è il bello di essere liberi.

Bentornati! BOLLETTE A RAFFICA

RINNOVATO IL CdA DELL’ASSM

UN PATRIMONIO CHE SCOMPARE

Ci risiamo. Per gli utenticontribuenti tolentinati il bimestre agosto-settembre è di quelli da dimenticare. 31 luglio, 20 agosto, 10 settembre, 28 settembre, 30 settembre: queste in rapida sequenza le scadenze che sono arrivate a raffica nelle cassette delle poste dei cittadini in meno di un mese.

Nomine ferragostane che sanno tanto di restaurazione all'Assm dove l'unica “testa” che cade è quella del presidente Sandro Feliziani. A un paio di giorni da Ferragosto, il Sindaco ha rinnovato il consiglio di amministrazione della nostra (nel senso di tutti i tolentinati) municipalizzata tornando all'antico ...

Chiese di campagna: un patrimonio che tende a scomparire con il tempo. Tante sono le chiese delle frazioni di Tolentino che continuano ad ospitare residenti e fedeli nelle attività religiose.

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Lu Spì Ciao Pè! Ciao Renà! Oh, finalmente s'adè decisi, dopo tanto sbraità nostru, a 'ncumincià a 'rpulì e disinfettà un po' de chiaviche… Sperimo che non sia lu principiu de la fine… Che vurristi dì? Che c'agghio paura che s'iniziu de pulizia non ce possa avè un seguitu! Starimo a vedè. Intanto ha anche 'ncuminciato a pulì li jardì

ridotta Porta Adriana! Casca e non casca! E gnisciù provvede… Oltre tutto adè rmastu l'unicu puntu da do se pole 'nquadrà la vallata de Chienti che però adè ruvinata dalla vista delle cappannette dell'urtulà 'mprontate come la case de li baraccati de Roma Capirai, pè falle adè stato doprati li materiali più strani (e gnisciù provvede)! Bastirìa sostituì tutto llo zozzo con picculi ripustiji tutti uguali, magari prefabbricati

E Porta Marina allora credi che sta mejo? Adè tutta 'rcoperta de lastre de eternit roscie che però lascia passà lo pioe lo stesso, tanto adè vero che c'adè cresciute le piante su li muri Non parlimo po' de la Porta de li cappuccì e de li resti (c'è 'rmasta solo la facciata) della casa natale de Francesco Filelfo che se ce passa n'andru po' de tempu ce la putimo scordà (e gnisciù moe 'na paja)! Che dici, sarà il caso de pijà in consideraziò anche le Fonti de San Giovanni? Lascimo jì per carità de Dio! Che vulimo 'vvelennacce lo sangue ancò de più?

Scì, questo me sta vè, ma jimo a fa du passi che te devo fa vedè in che statu de abbandonu sta le antiche porte de lu paese

Non parlimo po' de la porta jò in fonno a la discesa de San Nicola che sta caschenno letteralmente a pezzi (e gnisciù pija provvedimenti)

Ciao Pè!

C'hai rajò, guarda un po' come adè

Che sta a spettà, che ce scappa lu mortu?

Ciao Renà!

Che decadenza…


SAPORE DI MARE: è partita da Tolentino UN’IDEA VINCENTE IN TUTTA ITALIA

Sapore di Mare nasce agli inizi degli anni '90 a Tolentino (MC), da una felice intuizione di Giorgio Longhi: un nuovo concetto che in quel momento, in un grazioso quanto piccolo centro delle Marche, appare come un azzardo. Ma entusiasma i tre soci: Massimo Mucci, Giovanni Cuoghi, Andreina Mucci. Il 1992 segna il passaggio da azienda locale a realtà imprenditoriale: con il primo stabilimento di Corridonia, infatti, si determina un cambiamento dell'approccio che, da quel momento, si porrà in una prospettiva di più ampio respiro. L'anno successivo inizia la sfida del

franchising con la realizzazione dei primi punti vendita a marchio Sapore di Mare. Ai primi negozi nella regione, se ne aggiungono altri che, via via, portano il marchio all'attenzione di un pubblico sempre più ampio in ambito nazionale ed internazionale. Nel 2001 l'espansione dell'azienda determina la necessità di nuovi spazi e viene realizzata una nuova e più ampia struttura capace di rispondere alla crescente domanda del mercato. Si moltiplicano i punti vendita e il marchio colleziona successi nel corso degli anni. Il 4 Dicembre 2006 si inaugura la nuova sede. Ad oggi in Italia sono oltre 50 i punti vendita in franchising. Il Mare come ispirazione ed elemento principale dell'attività della D.I.MAR., ma non solo, vista l'ampia gamma di carni, verdure e pastellati che, nel corso degli anni, si è costantemente arricchita di prodotti e specialità gastronomiche.

Fiore all'occhiello dell'offerta di Sapore di Mare, è, infatti, una ricca scelta di piatti pronti, preparati con cura e materie prime selezionate, di semplice e veloce ''messa in tavola''. Anche questi ultimi, come tutti gli altri prodotti a marchio Sapore di Mare, rispondono a rigidi criteri di qualità e riportano nel dettaglio componenti e modalità di preparazione. L'azienda ha costantemente incrementato le fasi di lavorazione curate internamente con l'acquisto di sofisticate apparecchiature: come il tunnel all'azoto per la congelazione del fresco che in pochi minuti porta il prodotto a -80°C. L'azienda si è dotata, inoltre, di una efficiente infrastruttura tecnologica per il controllo e l'organizzazione logistica.

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Ma il vero patrimonio restano le persone che ne fanno parte con passione, impegno e lealtà.


VIA PARISANI, 38 - 0733.968392

TOLENTINO

VIA ROMA, 23 - 0733.967014


RINNOVATO IL CdA DELL’ASSM Quando la politica è anche dignità: gli esempi di Voce alla Città e Gianluca Scattolini Nomine ferragostane che sanno tanto di restaurazione all'Assm dove l'unica “testa” che cade è quella del presidente Sandro Feliziani. A un paio di giorni da Ferragosto, il Sindaco ha rinnovato il consiglio di amministrazione della nostra (nel senso di tutti i tolentinati) municipalizzata tornando all'antico: resta qualche “tecnico” ma ritornano in sella, e alla grande, i politici. Così, il “nuovo” presidente dell'Assm è il dottor Gianni Corvatta, persona stimabilissima e competente (non a caso gli abbiamo dedicato una copertina del nostro giornale) che, però, ha già ricoperto tale incarico dal 1998 al 2005 quando era Sindaco, indovinate un po', quel Giuseppe Foglia che solo un paio d'anni più tardi sarà il candidato della coalizione di centrodestra. Non si può, quindi, certamente parlare di “nuovo che avanza”. Ma non basta. Nel rinnovato consiglio di amministrazione dell'Assm trova finalmente una collocazione anche l'avvocato Vania Longhi, espressione dell'Italia dei Valori, partito che ha sempre appoggiato la candidatura di Ruffini ricevendo in cambio solo promesse e un pugno di mosche.

La memoria ci riporta alle elezioni comunali del 2007, quando proprio il neo consigliere dell'Assm denunciò pubblicamente il fatto che le fosse stato promesso l'assessorato alla Cultura, promessa poi non mantenuta in quanto il suo partito non riuscì neanche a conquistare un consigliere comunale. Strali su strali contro Ruffini e la sua Giunta, fino alla redenzione ferragostana quando, con titoloni a sei colonne (sic!) su un quotidiano locale l'avvocato Longhi annuncia trionfalmente il suo ingresso nel CdA dell'Assm. Ah, un particolare insignificante: un consigliere Assm prende intorno ai 6000 euro annui di indennità. Chissà se l'avvocato Longhi proverà a cambiare la città grazie a questo suo nuovo incarico. Dall'altra parte, un posto è stato offerto anche alla minoranza di centrodestra che, però, ha avuto la dignità di dire “no, grazie” e di andarsene sbattendo la porta. Il Pdl aveva indicato quale nominativo per il CdA dell'Assm quello di Gianluca Scattolini. Il Sindaco lo aveva relegato a consigliere della Gestione Reti, quindi di un organismo esterno al consiglio di amministrazione, quasi a dire “nel CdA non ti vogliamo, ma

prenditi questo contentino comunque remunerato”. Scattolini e il suo partito non sono caduti in questa “trappola” che li avrebbe resi per così dire ricattabili e vulnerabili a poco più di un anno dalle elezioni e hanno rinunciato. Anche se nel CdA vero e proprio sarebbero entrati, a loro dire, per svolgere il ruolo di “grilli parlanti”. Chi esce meglio da questo teatrino è, anche stavolta, Voce alla Città. Dopo essere stati cacciati dalla Giunta e dalla maggioranza, gli esponenti del movimento civico hanno avuto il coraggio e la dignità di denunciare pubblicamente il tentativo del Sindaco di offrire loro una posizione nel CdA dell'Assm in cambio di una opposizione “morbida”. Voce alla Città ha rifiutato seduta stante ogni compromesso, dimostrando una dignità e una morale fuori dal comune nella politica odierna. Intanto si torna a parlare di fusione con San Severino (e probabilmente con altre realtà limitrofe): sarà un passo obbligato perché il ministro Tremonti taglierà le aziende con un bacino di utenza inferiore ai trentamila abitanti. Il presidente Feliziani, allora, non aveva tutti i torti nel perseguire una fusione bocciata poi dalla politica. Quella

Gianni Corvatta

Sandro Feliziani

Gianluca Scattolini

fusione che aveva indotto il Sindaco ad affermare che se non fosse andata in porto si sarebbe dimesso. Ma, si sa, verba volant… Un'ultima considerazione proprio su Feliziani. Non spetta a noi dire se abbia lavorato bene o male. Sicuramente i problemi che ci sono stati durante la sua gestione (inquinamento idrico in via del Carmelo di cui aspettiamo ancora di conoscere le responsabilità malgrado fosse stata istituita anche una apposita commissione consiliare d'inchiesta, bollette in ritardo) riguardano l'aspetto tecnico dell'Assm piuttosto che quello politico. Feliziani è altrettanto sicuramente persona di alto spessore umano (potremmo dire dove andava a finire la sua indennità da presidente, ma sappiamo che lui non vorrebbe) e professionale che non ha necessità di mangiare con la politica. Professore universitario e imprenditore di successo ha dedicato il suo tempo all'Assm per poi essere l'unico ad andarsene al momento del rinnovo del CdA. Paradossalmente, forse, vuol dire che allora aveva lavorato proprio bene…

Vania Longhi

AD OTTOBRE TORNANO I CORSI DEL CENTRO TEATRALE SANGALLO Riprendono il 6 settembre le iscrizioni ai corsi per adulti e bambini del Centro Teatrale Sangallo, la scuola comunale di recitazione del Comune di Tolentino. È possibile iscriversi ai corsi di Recitazione e dizione, Teatro musicale, Canto , Danza classica, Danza moderna, Corsi speciali di danza moderna e Tango argentino. Le iscrizioni si ricevono tutti i giorni dalle 16 alle 20 presso la segreteria del Centro teatrale Sangallo in piazza della Libertà 18. Per informazioni è possibile contattare lo 0733 974632. I corsi prenderanno il via ad ottobre.

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BOLLETTE A RAFFICA La via crucis augustana dei tolentinati Ci risiamo. Per gli utenticontribuenti tolentinati il bimestre agosto-settembre è di quelli da dimenticare. 31 luglio, 20 agosto, 10 settembre, 28 settembre, 30 settembre: queste in rapida sequenza le scadenze che sono arrivate a raffica nelle cassette delle poste dei cittadini in meno di un mese. Troppe. Nessuno mette in discussione gli importi e nessuno vuol dire di non pagare, ma la vicinanza temporale delle scadenze non può non mettere in difficoltà chi ha problemi ad arrivare alla fine del mese. Infatti, chi ci rimette da questa situazione sono sempre le fasce più deboli, quelle con il conto corrente perennemente al limite se non in rosso e non certamente chi il conto ce l'ha bello gonfio. Vediamo come sono andate le cose. Il 31 luglio scade la bolletta del metano. Dopo due-tre giorni, neanche il tempo di respirare, apri la cassetta della posta e ti ritrovi un'altra bella bolletta del metano con scadenza 10 settembre.

Quaranta giorni di distanza fra una bolletta e l'altra: ma una volta, le fatture non erano bimestrali? E ti incazzi. Ma non fai neanche in tempo a far sbollire l'incazzatura che la buca della posta ti riserva un'altra sorpresa: la bolletta della luce. Attenzione: malgrado la

solerzia degli incaricati alla consegna, le fatture (con stampata sulla busta la data 11 agosto 2010) vengono recapitate fra il 9 e il 10 agosto con scadenza 20 agosto! Insomma, i più fortunati hanno avuto una decina di giorni per pagare, gli sfigati forse 5-6 giorni

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appena. Senza contare che chi (un anziano, ad esempio) non ha la domiciliazione in banca e magari si trovava in ferie per tutto agosto si è trovato inconsapevolmente moroso, semplicemente perché non era a casa. La domanda sorge spontanea: ma la legge non dice che fra l'emissione della fattura e la data di scadenza devono passare almeno venti giorni? Anche in questo caso, come spesso accade nella nostra città, piomba l'assordante silenzio della politica, impegnata in quei giorni a scavarsi un posto, ma guarda il caso!, all'interno del CdA dell'Assm. La via crucis delle bollette prosegue appena dopo Ferragosto con il recapito della fattura dell'acqua (ma almeno in questo caso la scadenza è al 28 settembre) e, dulcis in fundo, con la letterina di Equitalia che ci dice che è tempo di pagare la tassa rifiuti. Ma che importa? Nessuno protesta, tutti zitti. A parte noi. Come sempre.


BIOGRAFIE INEDITE “Pacì” ribelle senza lode di Enzo Calcaterra

Almeno nel Novecento, Tolentino ha avuto un solo, autentico ribelle. Parliamo di quel tipo che Jünger definisce “il singolo, l'uomo concreto”. Perché “per sapere cosa sia giusto, non gli servono teorie, né leggi escogitate da qualche giurista di partito”. Ebbene, quest'uomo è esistito. Con le sue qualità, poche ma essenziali: schietto, sincero, coraggioso, coerente. I difetti, fin troppo rimarcati: rissoso, scostante, polemico, settario. Un nome, Pacifico Nerpiti, più noto ai tolentinati come “Pacì de Piccinì”. Senza di lui, con ogni probabilità, non sarebbe mai nata una Resistenza armata tolentinate genuinamente popolare e operaia, eredità delle lotte sociali tra Ottocento e Novecento. “Pacì” è restato troppo a lungo senza lode, ma non glien'è mai importato un granché. Non possiamo però permettere che la sua storia resti senza memoria. Perché questo ci riguarda, eccome. Ci piaccia o no.

Sempre Pacifico Nerpiti nasce a Tolentino nel 1908 da Giuseppe e Domenica Compagnucci, in una famiglia che in pochi anni conta 8 figli. L'attività di macellai impegna tutti, tra lavorazione e commercio di carni. Le condizioni economiche potrebbero essere discrete, ma con tante bocche da sfamare, in tempi difficili come quelli, si può vivere appena dignitosamente. “Pacì” cresce presto, imparando giovanissimo il mestiere. Altrettanto precocemente la sua indole ribelle individua nel fascismo l'avversario, nel comunismo le ragioni per combatterlo. Quando inizia il Ventennio è ancora adolescente, ma la sua città vanta già un passato di roccaforte operaia. A Tolentino socialisti e comunisti (dal 1921) esprimono appieno le lotte, la storia, la coscienza delle classi subalterne. Il nucleo comunista, che conta tra fondatori e “primoristi” una trentina di affiliati, è formato da piccoli artigiani e operai. L'età va dai quarantenni (in parte ex socialisti) ad alcuni poco più che ragazzi. “Pacì” è uno di questi. Molti anni dopo, ricorderà: “Mi considero antifascista praticamente da sempre: per estrazione sociale e familiare, temperamento, mentalità”. In lui, ribelle, comunista e antifascista fanno insomma tutt'uno. Svolge la sua militanza soprattutto mantenendo contatti, diffondendo stampa clandestina. Fuori è rude, ombroso, impulsivo. Ma ha nell'intimo sensibilità, generosità coraggio da vendere. Affioreranno nelle prove decisive. Tiene con forza alle sue idee, semplici, mai astratte, di onestà, libertà, giustizia sociale, uguaglianza, che ritrova nel comunismo. Valori essenziali sono per lui la famiglia (per la quale correrà non pochi rischi), la lealtà, la lotta al sopruso. Possiede l'intelligenza pronta, vivace e vissuta del popolano, i modi bruschi e spicci del plebeo. Non teme lo scontro fisico, anzi. La gente sa bene che “li Piccinì” non si fanno saltare la mosca al naso da nessuno, se c’è da menar le mani. Anche il fascismo e i suoi compari, naturalmente. Perciò controllano il giovane, lo boicottano nel lavoro (in alcuni periodi dovrà vivere di pesca), lo considerano un sovversivo testardo, un ribelle indomabile. Subisce anche violenze, come la volta in cui viene condotto alla Casa del Fascio e picchiato a sangue per aver aggredito in strada una camicia nera che l’ha offeso. Dopo un primo matrimonio, rimasto vedovo, conosce e sposa nel 1939 Elisa Zamponi (“Lisetta”). Di nove anni più giovane, sarà la sua Anita. Battagliera,

caserme dei carabinieri: Belforte, Tolentino, Caldarola. A questi assalti spericolati si aggiunge l'opera dei GAP, che ne procurano e trasportano altre da varie località della provincia. Ma il gruppo è troppo eterogeneo, sempre più difficile da governare. Per gli slavi quel comandante è un ostacolo. Hanno in mente una banda a modo loro e le armi, sempre più numerose, fanno gola. Il 22 dicembre '43, a Villa di Montalto si consuma il tradimento. “Pacì” e il commissario politico Umberto Biaggi vengono attirati in un agguato. Sotto una tempesta di proiettili Biaggi muore sul colpo, Nerpiti resta quasi moribondo. Il gruppo si sbanda, dissolvendosi in poche ore. All'ospedale di Tolentino viene piantonato dai fascisti. Un colpo di mano ben coordinato di gappisti e partigiani lo strappa alle grinfie di chi considera (non a torto) quell'uomo ormai un simbolo troppo importante. Trasportato in montagna, vi trascorrerà una sofferta, rischiosa convalescenza, fatta di continui spostamenti, rischi di cattura, cure lunghe e difficili. “Lisetta” non lo lascia mai. Condivide i disagi della latitanza, i pericoli, le angosce quotidiane. Intanto il CLN ha ricostituito il Gruppo, ora denominato “201”, affidandone il comando al tenente siciliano Emanuele Lena, il futuro leggendario “Acciaio”. Gli affiancano un ufficiale di Serrapetrona, Antonio (“Tòto”) Claudi. Anche se “Pacì” non è più il capo, non perde stima e ammirazione di tutti. “Acciaio” lo rispetta, ascolta i suoi consigli, lo circonda di premure come un figlio. Con “Tòto”, invece, non si prenderanno mai. Nerpiti lo detesta, ampiamente cambiato. Troppo simili e diversi per non odiarsi.

tenace, impavida: la compagna ideale per un tipo difficile come lui.

Subito Non si comprende l'importanza storica del personaggio senza qualche considerazione preliminare. Non ha ruoli importanti nel PC clandestino, né è ideologizzato se non molto semplicisticamente. Ma è ben radicato nel popolo, di cui incarna pregi e difetti. Inoltre rappresenta al meglio la vena combattiva della sinistra, l'elemento aggregante per passare subito all'azione. Malgrado età e situazione (nel '42 ha 34 anni, moglie e figli), il regime lo punisce con l'arruolamento forzato. Spedito al 422° Regg.to territoriale di Messina, ha già in mente la diserzione. Si allontana il 12 maggio '43, risalendo perigliosamente la penisola fino a Roma. Il 20 è a Tolentino. Evitata la cattura con una fuga rocambolesca da casa dopo una spiata, ripara nelle campagne circostanti. Già sa cosa fare. Non l'attendista o l'imboscato, come altri al suo posto. Combatterà finalmente il vero nemico, stavolta con le armi. Dopo l'8 settembre avvicina diversi giovani, incerti tra presentarsi in caserma o nascondersi: “Dove volete andare?! Facciamolo qui il fronte!”. Non ci sono montagne, da queste parti. Solo colline, piccole frazioni come San Giuseppe, Carpignano, San Maroto. Ma da qui, da ora, inizia la lotta armata. Tra ottobre e novembre '43 si raduna intorno a “Pacì” una sorta di legione straniera: 25 italiani, 2 disertori tedeschi, 4 slavi, 2 inglesi. Vengono da paesi, provincie, regioni, nazioni diverse. L'età è altrettanto varia, le generazioni si confondono. Lui non ha esperienza di comando, ma si gioca tutto il suo carisma con dedizione assoluta, entusiasmo, coraggio senza pari. Per i giovani è il condottiero, la guida, il padre che consiglia, frena, rimprovera, cura, incoraggia. Soprattutto li forma informandoli, senza volerli mai indottrinare, raccontandogli la vera storia di tempi che molti conoscono appena. Per capire perché stanno lì, perché fanno quel che fanno, come farlo, a che scopo. Tre sono i problemi urgenti da affrontare: nutrirsi, armarsi, difendersi. Solo in un secondo momento si metterà in moto il neocostituito Comitato di Liberazione (CLN) cittadino, con la sua rete di dirigenti, gappisti, collaboratori. All'inizio i contadini forniscono carne che sottraggono volentieri alle requisizioni fasciste. Metà va per nutrire gli uomini, l'altra per la vendita, risarcendo così i benefattori. Le prime armi si prendono dove sono, cioè nelle

Senza Dopo i rastrellamenti del marzo '44, culminati con l'eccidio di Montalto, il “201” si scioglie per riformarsi, solo pochi giorni più tardi, al comando di “Acciaio” e “Tòto”. Sono in tutto una quindicina, con alcuni superstiti del gruppo precedente e giovanissime leve. Nasce il “201 Volante”. “Pacì”, ormai guarito, riprende le armi. Ora si scende in pianura, nell'abitato, con un commando mobile che batte le periferie, le campagne, a caccia di fascisti da giustiziare. In pochi giorni si susseguono azioni di sabotaggio, eliminazioni di spie e complici. Tra l'1 e il 15 aprile vengono uccisi 7 fascisti. Nessuno con la coscienza poco pulita si sente più al sicuro. Il 15 aprile '44 arriva il fatale scontro del Casone, alle porte di Tolentino. Bilancio

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della giornata: 2 partigiani (Livio Cicalè e “Guido” Biagiotti) catturati, poi fucilati; 2 fascisti giustiziati; la misteriosa scomparsa di “Acciaio”. Infine la dispersione del gruppo. L'ennesima, l'ultima. “Pacì” torna alla latitanza. Vi resterà per circa due mesi, braccato anche dalle SS italiane. Rientra a Tolentino il 30 giugno '44, giorno della Liberazione. In una città inebriata di folla, sole e libertà, il vecchio guerrigliero arriva con figli al seguito, “Lisetta” al fianco e Libera, nata giusto il I° maggio. Ma quell'atmosfera dura poco. Mentre cerca di fermare le vendette deve vedersela con gli alleati, che si preoccupano subito di mettere sotto controllo i resistenti. Per loro (Polacchi, in particolare), sono tutti comunisti, poco di buono, dunque pericolosi. Casa Nerpiti viene messa a soqquadro. Cominciano a circolare voci di rapine, violenze, loschi traffici su di lui e i partigiani, ridiventati in breve banditi da strada, volgari grassatori. Proprio come ai bei tempi di Salò. Eppure molti sanno, con tanto di nomi e cognomi, che per mesi c'è chi si è spacciato per partigiano (talvolta per lo stesso Nerpiti!) commettendo furti, estorsioni, illegalità. Agli avversari fa comodo politicamente identificare in “Pacì” e quelli come lui il capro espiatorio. Ma anche molti “compagni di strada”, troppo presto rinsaviti, poco si curano di smentire ufficialmente quelle calunnie. Accuse immeritate quanto offensive per uno con il suo senso morale, lo feriscono sicuramente. Ma se le tiene dentro con amarezza, orgoglio, senza mai perdere la grinta. Nei difficili anni del dopoguerra è ancora in prima fila: nelle piazze, nelle dispute politiche, nelle competizioni elettorali. Il partito (almeno la sua parte migliore) lo stima, lo sostiene, lo rispetta. Ma c'è anche chi ne sopporta con crescente disagio e imbarazzo le intemperanze, quell'essere cattiva coscienza per idee politiche, uomini che stanno (troppo) rapidamente cambiando. Ha sempre dato assai più di quanto abbia ricevuto. I fatti parlano per lui. Non si è mai arricchito, anzi. Non vuole (né mai avrà) cariche di partito, pensioni speciali, medaglie, encomi solenni per meriti resistenziali, che altri potranno invece vantare ad ogni occasione, La vecchiaia lo rende un po’ meno ostico, senza spegnerne mai del tutto la scintilla del contestatore, l'innata “vis polemica”. Tra il 1997 e il 1998 se ne vanno senza clamori, prima lui poi la sua “Lisetta”. Con “Pacì”, di cui restano poche tracce anche nelle storie della lotta partigiana, scompare l'ultimo ribelle meritevole di questo titolo. E senza aggettivi inutili.


QUARTIERI E CONTRADE

VIAGGIO NEL MONDO DEI QUARTIERI E CONTRADE di Carla Passacantando Iniziamo con questo numero un viaggio nel mondo dei quartieri e delle contrade della città di Tolentino per conoscere le problematiche che assillano il territorio. E chi meglio dei rappresentanti dei Consigli di quartiere e contrada può illustrarceli conoscendo nei minimi dettagli il loro comprensorio. I Consigli sono tredici, sei di quartiere e sette di contrada. Sono stati istituiti nel 1992 e svolgono una funzione consultiva, propulsiva. Propongono all'Amministrazione comunale la soluzione delle problematiche del loro territorio. Alla fine degli anni novanta presidenti e vice dell'epoca decisero di creare il Coordinamento consigli di quartiere e contrada con lo scopo di sollecitare il Comune alla soluzione di problemi di interesse generale, che riguardano tutti i cittadini di Tolentino. Ed alla fine qualche anno fa, grazie alla proposta dei componenti dell'organismo, il Coordinamento è stato riconosciuto dal Comune ed ora è un'istituzione a tutti gli effetti di legge. Da qualche anno nel Regolamento di partecipazione democratica del Comune di Tolentino è stato inserito un articolo che regola le funzioni del Coordinamento. Coordinamento che è composto da presidenti e vice dei tredici Consigli. Il viaggio nel mondo dei quartieri e contrade inizia con il Consiglio di quartiere Repubblica - Nenni - Giovanni XXIII - Brodolini - Pace

Strade da sistemare nel comprensorio del Consiglio di Quartiere Repubblica

Franco Severini guida il Consiglio di quartiere Repubblica dal settembre dello scorso anno. Diverse le proposte sollecitate all'Amministrazione comunale, tra queste la sistemazione di via Romita, diventata ormai impraticabile per la presenza di larghe e

Repubblica. Nella nuova zona Pace c'è poi da accordare la segnaletica e il traffico. Bisogna collegare le vie vicine al ponte Berlinguer con la nuova zona. Occorre una maggior considerazione verso il quartiere che si sta espandendo. Rimanendo in tema di lavori pubblici bisogna al più presto sistemare il selciato, sempre più sconnesso, di piazza Togliatti che tra l'altro ospita diversi esercizi commerciali, nonché una pizzeria. Non è certo un bel biglietto da visita per i turisti che vi transitano. Oltretutto camminare in alcuni punti della piazza è alquanto pericoloso. “La pavimentazione afferma Severini - è da anni che deve essere sistemata. Credo che sia importante la manutenzione ordinaria, anziché intervenire in un unico intervento dopo anni.” Il Consiglio di quartiere da tempo chiede la sistemazione del parco

profonde buche. “E dopo tante sollecitazioni - dice il presidente Franco Severini - nei giorni scorsi sono stati effettuati i lavori lungo la via”. Ora occorre intervenire in via Colsalvatico asfaltando la strada e creando parcheggi. E' questa una priorità del Consiglio di quartiere

Pace che nel tempo ha subito atti vandali. “Nei parchi Isola d'Istria e Pace - aggiunge - si potrebbero installare delle telecamere”. Secondo il presidente del Consiglio di quartiere sarebbe il caso di rivedere anche i nuovi parcheggi in viale della Repubblica. Nel comprensorio ci sono scuole, chiesa ed ospedale. “Riguardo la struttura sanitaria proporrò - dichiara nell'ambito del Consiglio di richiedere al comune la destinazione di risorse per installare l'impianto di aria condizionata nelle camere dei pazienti”. Residenti e fedeli del zona perdono, infine, il loro parroco da circa quarant'anni, don Francesco Cocilova, che a breve sarà trasferito al Sacro Cuore di Macerata. “Un saluto ed un ringraziamento a don Francesco Cocilova - conclude - per l'opera svolta e le innumerevoli realizzazioni.”

SEVERINI È IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI QUARTIERE REPUBBLICA Dallo scorso settembre il nuovo presidente del Consiglio di quartiere Repubblica è Franco Severini, mentre Sante Pascucci è il vice presidente. Compongono il Consiglio Franco Giammarini, Luciana Renna, Catervo Raponi, Gianni Salvatori, Stefano Salvatori, Giuseppe Mario Parlangeli, Gloria Cappelletti, Fabio Forconi, Bruno Cappellacci.

INIZIATI I LAVORI DEL CAMPETTO DELL’ORATORIO DON BOSCO DI TOLENTINO Lo scorso 23 agosto sono iniziati i lavori per la sistemazione del campetto dell'oratorio “don Bosco” grazie al Rotary Club di Tolentino. Una notizia che la città e quanti sono cresciuti all'oratorio aspettavano da circa venti anni. Tutto è iniziato lo scorso maggio quando su iniziativa del Rotary Club Tolentino, del presidente Andrea Passacantando, in collaborazione con la Pro-loco TCT, il comune di Tolentino, la Provincia di Macerata, la Diocesi di Macerata è stato organizzato un evento sportivo con la “Calciattori team” in favore del campetto dell'oratorio per la ristrutturazione. La manifestazione all'insegna della solidarietà ha

avuto un grande successo ed ha portato nelle Marche tanti volti noti del cinema e della tv. L'incasso dell'incontro di calcio tra la “Calciattori team” e la squadra dei Rotariani and friends è stato di 10mila euro. Il progetto del Rotary di Tolentino di sistemare il campetto dell'oratorio è stato sposato da subito dalla Provincia di Macerata che ha così deliberato, con la giunta Franco Capponi, di destinare 70mila euro all'intervento, mentre 60mila euro saranno finanziate dalla Parrocchia del Santissimo Crocifisso di Tolentino. E' di 140mila euro l'importo complessivo dei lavori la cui direzione è stata affidata ai professionisti Massimo Valpiani di

Tolentino e Luca Fraticelli dell'Ufficio tecnico della Provincia di Macerata i quali hanno già garantito l'ultimazione dei lavori per la fine del prossimo mese di ottobre. “Un ringraziamento a tutti coloro che si sono impegnati - dice Andrea Passacantando - e che hanno subito creduto in questo progetto. Non era né semplice e né scontato realizzarlo. Ciò che mi ha maggiormente colpito è il gioco di squadra che c'è stato tra tutti i protagonisti per raggiungere il risultato che è arrivato.”

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I NOSTRI FIGLI

L���abito fa il monaco?

a d o m a l e i z z I ragscaa Capradossi, 13 anni

di Luciana Zengarini

di France

ente perdendo iano completam parte di noi è st gi og di i zz or Penso che i raga ente perché per la maggi ; ad esempio È una pietosa bugia quella detta dal celebre proverbio, che per sopravvivere ha dovuto em guersi in st di di testa, semplic e la ar spiegare il suo significato metaforico e generico. L'abito infatti è indice di certi bassa attillati, uarsi che cerc più facile adeg dossare pantaloni a vita certa marca atteggiamenti e dell'accattazione di valori che contraddistinguono l'uomo nella sua in a arpe di un tutti devono e abbinate e sc epoca. Il fenomeno della moda è in realtà un modo di porsi di fronte a certi valori di un come dire ch portare maglie stare in quel gruppo? È ci n no tà al re momento storico, è espressione di una data cultura e di un atteggiamento della società, e . In altrimenti com e tutti alla stessa maniera ci fino al punto di avvalersi di sociologi e psicologi per indirizzare le proprie proposte. nsar a coloro che lo so re te po dobbiamo pe i o tt tu am di no e io gl ch vo o L'industria dell'abbigliamento si è organizzata così da intervenire in modo mirato nella rendiamo cont ire e come comportarci, ci a diventa un vest società, senza affidarsi a improvvisazioni, ma fornendo risposte precise alle esigenze che re, la mod dicono come iamo a sceglie o sbizzarrirci in tanti sc riu n nascono dai caratteri della storia e spesso condizionandone i tratti. no se uguali e, i amiam to. Noi ragazz la moda non è Di frequente però l'apparire si confonde con "TESSERE" e l'acccttazione di certe mode condizionamen sempre il fatto che vestire al e diventa inevitabile e obiettivi da raggiungere per l'appartenenza al "gruppo". La nostra è in modi ma riman acere. e pi un ri genitori ch a m effetti un'epoca difficile, che sottopone i nostri ragazzi a un'alternativa confusa e stressante re un valo i sono i nost di rc za lte en vo flu te in ol m ad di tendenze, di mode, di valori e pseudovalori. È una società che non favorisce chi ragiona pio è capitato ma di non Spesso però i. A me ad esem rini, con la propria testa e dimostra sempre la propria UNICITÀ. Oggi i mass-media producono scelgono per no i vestiti, anche molto ca de o at pr una cultura frammentaria e poco consistente, una cultura di immagini attraenti ed m aver co ndomi che ssati. evanescenti, una cultura di basso livello che porta soltanto ad una massificazione, senza riprende, dice i m averli mai indo a e m am m i che la vo anche farn alternative. Modelli di vita da spendere in immagini ed esteriorità impazzano intorno ai Ed è proprio qu ta di fare quella spesa, pote a si to ul ad in un nostri ragazzi, che a volte si sentono confusi e a disagio. Molti di essi, attratti da miti se non ero conv credo che il consiglio di per noi e con iò ne inconsistenti sprecano pensieri ed energie in una vita continuamente improvvisata, dove a meno, perc genitori sanno ciò che è be i i sbagliato farc : le è , bi re sa lia anche gli usi ed i costumi del proprio ambiente vengono dispersi con grande facilità, indispen non sbag di ri cu si o perdendo di vista se stessi, la propria personalità ed i valori più veri. loro vicini siam esia dello spendere... . moda e fare fren Il pericolo c'è ed è enorme: la vita può diventare un vortice di attrattive, che, quando rivelano la arte, io amo la nto a mio prendere dalla d' a rm fo a un i se aè loro inconsistenza, lasciano frustrazioni e depressioni. L'ostentazione superficiale al cui centro carine in cui m Per me la mod piacciono cose bitanti. i m , ng pi ci sono i cosiddetti status-symbol finisce per costituire per molti ragazzi il dato fondamentale op sh or a soprattutto costino cifre es dell'esistenza, rispetto a cui misurare il proprio andamento di vita, così ancora una volta agio e che non o e di moda m la indosso ic at pr o od m in ace l'apparire confonde l'essere, perciò la personalità non cresce e non si forma, ma si annulla. Il Mi piace vestire e stessa e se una cosa mi pi glio. m vo e fenomeno della moda ha un indiscutibile aspetto positivo: è motivo di riflessione sulla società essere sempr nde a ciò che io ra perché rispo stessa e termometro della tendenza di questa. con disinvoltu

TOM TOM nuova generazione

di Ilaria Del Dotto

Pro e contro di un piccolo centro

Tolentino: moderna Versailles?

Molti sono i pro del vivere in una piccola città come Tolentino: la sicurezza del paesello che ti permette di andartene a spasso anche la sera, senza troppe preoccupazioni; la tranquillità generale data dalla familiare atmosfera casereccia che pervade ogni dove. Questi – almeno in teoria – dovrebbero essere i tratti distintivi di un centro di circa 20.000 abitanti, in cui in un modo o nell'altro tutti si conoscono, almeno di vista. Eppure non è così scontato, banale; vivere in una piccola città non significa necessariamente sentirsi protetti e accettati. Anzi spesso è come essere imprigionati in una gabbia

di cristallo: non puoi muoverti né tanto meno fuggire, sei ostaggio dell'altrui giudizio e opinione. Non è facile essere se stessi, se conta solo l'apparenza; non è facile essere se stessi in un luogo in cui tutti sanno, o meglio pretendono di sapere, chi sei, che cosa fai e perché lo fai. Siamo troppo abituati a giudicare gli altri sulla base delle nostre riduttive e incomplete informazioni, siamo superbi e sciocchi perché etichettiamo con ciarle insulse le persone che ci circondano senza tuttavia conoscerle affatto. Vivere in una piccola città significa anche questo. Tutti ti conoscono, o meglio pensano di conoscerti; tutti parlano e osservano, aspettano impazienti con la mannaia in mano di darti il colpo di grazia. Sembrerebbe drastico – detto a questo modo – eppure se ci pensate bene, dovrete ammettere che in fondo è così che vanno le cose. Siamo troppo occupati a

cogliere l'altro con il piede in fallo, ma non per aiutarlo. Con questo non voglio dire che i meriti non vengano affatto riconosciuti, tuttavia c'è sempre un velo d'invidia dietro ogni complimento, un'invidia nascosta certo, ma percepibile, che ricopre d'ipocrisia tutto ciò che tocca. Tutti commettiamo errori, semplicemente per il fatto che siamo uomini, e sapete qual è la cosa divertente ? Quando sbaglio, più che l'errore in sé, mi terrorizza la possibilità che già dall'indomani mezza città ne sia al corrente, pronta a commentare e a meravigliarsi. Ho il terrore di venire giudicata ed etichettata per ciò che non sono; tutti facciamo cavolate nella vita, ma non per questo una banale stupidaggine deve condizionare le nostre esistenze. Noi non siamo i nostri errori, le nostre mancanze, tuttavia gli altri possono, o meglio vogliono, vedere e cogliere solo ciò che non siamo, dimenticandosi

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della nostra umanità e degli infiniti meccanismi che regolano le nostre vite. Non tutti fortunatamente sono così, ho incontrato anche qualche rara eccezione, che in momenti di difficoltà e incertezza mi ha dato la forza e il coraggio di sperare che le cose sarebbero andate per il verso giusto, che la vita è ben diversa da ciò che sembra. D'altronde dopo ogni caduta c'è una risalita: siamo noi i padroni del nostro destino, siamo noi che dobbiamo ricostruire e al diavolo chi dice il contrario!


QUANDO LE PROTESTE SMUOVONO LA BUROCRAZIA: Il caso della strada Pianibianchi Ricordate quel simpaticissimo bambino sarawi che insieme a Giobbe Covatta era protagonista dello spot per l'Amref pronunciando la famosa frase “basta poco, che ce vò!”? Beh, questa frase si addice perfettamente a quanto recentemente successo nell'ultimo tratto della strada che dai Pianibianchi porta verso il lago delle Grazie. Come un po' tutti i tolentinati ricorderanno, percorrere quella porzione di strada era diventata una sorta di ruolette russa, con larghissime possibilità di arrivare a destinazione con minimo la convergenza da rifare ma non era esclusa anche la rottura delle sospensioni dell'auto. Quasi superfluo aggiungere che in bicicletta ci si trovava ad affrontare un percorso di guerra. Una strada simile a quelle di Beirut dopo un bombardamento rimasta in quello stato indecente per tanti lunghi anni. E siccome alla pazienza c'è sempre un limite, un giorno qualcuno ha voluto ricordare ai nostri amministratori la pericolosità

di quella strada con striscioni e scritte forti, pungenti, inequivocabili. Tanto pungenti che hanno toccato nel vivo il neo assessore ai Lavori Pubblici, Marco Romagnoli, il quale, dopo una infinita serie di “non c'abbiamo i soldi”, è riuscito a trovare le risorse per ridare dignità a quella strada e permettere di percorrerla senza dover rifare gli ammortizzatori della macchina. Il problema, è evidente, è a monte e riguarda la grossa frana che incombe sul lato sinistro della carreggiata (venendo da Pianibianchi), ma per sistemare quella occorrono diversi milioni di euro e per ora non se ne parla. Intanto, però, niente non è…

XX ANNO ACCADEMICO

2010/2011

UNIVERSITÀ DELLE TRE ETÀ di TOLENTINO ASSOCIAZIONE DI PROMOZIONE SOCIALE

PROGRAMMA DEI CORSI

SEGRETERIA

• INGLESE 1

• PITTURA (40 posti)

• INGLESE 2

• CERAMICA 1 e 2 (20 posti)

• INGLESE 3

• DECORAZIONE (20 posti)

• SPAGNOLO 1

• MOSAICO (8 posti)

• SPAGNOLO 2

• LAVORAZIONE ARTISTICA DELLA PELLE (8 posti)

• L'ORIENTE TRA PRESENTE E PASSATO

LABORATORI

• SCULTURA LIGNEA (6 posti)

• ANTROPOLOGIA

• COMPUTER 1

• ARTE DEL '900

• COMPUTER 2

• UNCINETTO e CHIACCHERINO (10+10 posti)

• DI LETTERATURA

• COMPUTER 3

• MACRAMÈ (10 posti)

• LATINO

• LETTURA ESPRESSIVA

• MAGLIA (20 posti)

• SECONDO NATURA: FUTURO E TRADIZIONE

• GRAFOLOGIA 1 (20 posti)

• BIGIOTTERIA E MONILI (8 posti)

• GRAFOLOGIA 2 (20 posti)

• GASTRONOMIA (20 posti)

• MANGIA MARCHE MANGIA MONDO

• FOTOGRAFIA (20 posti)

• GINNASTICA DOLCE

CORSI ACCADEMICI • TRE ESEMPI DI CIVILTÀ URBANA: PESARO, CAMERINO, FABRIANO • DIMORE STORICHE, TEATRI, MUSEO DIFFUSO DELLA NOSTRA PROVINCIA

• RESTAURO LIGNEO (10 posti)

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Traversa San Catervo, 3 TOLENTINO Tel. e Fax 0733.966056 La Segreteria riceve le iscrizioni dal 20 al 24 settembre 2010 presso la Sala Nerpiti e dal 27 settembre all’8 ottobre nella Segreteria di Traversa San Catervo, 3 tutti i giorni feriali, tranne il Sabato, dalle ore 17 alle 19.30 Quota associativa € 60,00 Non sono richiesti titoli di studio Età minima 25 anni


TUTTI TRANQUILLI! Il nuovo parco commerciale è solo “complementare” alle altre attività State tutti tranquilli. Soprattutto voi commercianti del centro storico e del centro commerciale La Rancia. Il nuovo “parco commerciale” in procinto di essere inaugurato in zona Pace non solo non creerà alcun tipo di problema, ma immetterà linfa vitale al commercio tolentinate. Che sciocchi siamo stati a non capirlo prima. Eppure qualsiasi tipo di dubbio ci è stato

sciolto con una invidiabile sicumera dal nostro primo cittadino che, dialogando in una sorta di colloquio paragiornalistico naturalmente senza contraddittorio, ha affermato testualmente che “il nuovo parco commerciale sarà complementare con il centro commerciale La Rancia”. Insomma, ci è stato assicurato che la gente farà un po' di spesa qui e un po' di spesa

là. Meno male. Ma non basta. L'attento interlocutore del primo cittadino ha voluto far stare tutti ancora più tranquilli dicendoci che “è naturale che ci sia una differenziazione fra la clientela del nuovo parco commerciale e quella del centro storico. E poi, dopo una naturale curiosità iniziale, non cambierà niente rispetto a prima”. Avete capito tutti bene? Siete tutti

più tranquilli e sereni? Cosa importerà se il centro commerciale La Rancia sarà tagliato fuori logisticamente in quanto chi proviene da Civitanova si fermerà a Piediripa e chi arriva dall'entroterra uscirà direttamente in zona Pace? Tanto le due strutture sono complementari! Ne torneremo a parlare, amaramente, fra qualche mese.

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UN PATRIMONIO CHE SCOMPARE Della chiesa di Sant’Angelo non rimane più nulla di Carla Passacantando

Come era Chiese di campagna: un patrimonio che tende a scomparire con il tempo. Tante sono le chiese delle frazioni di Tolentino che continuano ad ospitare residenti e fedeli nelle attività religiose. Alcune in questi anni si sono rifatte anche il look grazie all'impegno dei sacerdoti, nonché dei fedeli, che in alcuni casi hanno portato il loro contributo non solo con offerte di denaro, ma

anche con il lavoro. Diverse però, con il trascorrere degli anni, sono le chiese rimaste nel massimo degrado con il trascorrere del tempo. C'è quella della parrocchia di Sant'Angelo, una volta di San Michele arcangelo e un tempo fiorente con il titolo di arcipretura, della quale ora rimangono malinconicamente solo i ruderi. La chiesa è crollata ed è rimasta ben visibile la torre senza campane. In contrada Sant'Angelo sono rimasti pochi residenti, anche se ultimamente sono giunte alcune famiglie inglesi che hanno restaurato vecchie case per poi trascorrerci le vacanze estive. A causa dello spopolamento, nel 1986, la parrocchia è stata di nuovo inserita in quella di Santa Maria Maddalena di Paterno. Nel 1902 la parrocchia contava 630 abitanti, nel 1940 vi erano 77 case abitate, 110 nuclei familiari, 486 residenti. Fino ad una trentina di anni fa i defunti venivano tutti tumulati nel cimitero che si trova a circa un chilometro dalla chiesa, sulla strada che conduce a Paterno. Attualmente ciò avviene in casi del tutto eccezionali. Il cimitero è fatiscente. E' mancata la manutenzione negli anni. Sarebbe opportuno di effettuare degli interventi per un maggior decoro ai defunti. Nel tempo la chiesa di Sant'Angelo poteva essere restaurata, ma ciò non è stato fatto e con il trascorrere degli anni è crollato completamente il tetto e l'interno della chiesa è stato invaso dalla vegetazione. Solo la torre è rimasta intatta ecco allora che potrebbe essere previsto un investimento per mantenerla. A volerlo è anche don Attilio Feroci, delegato vescovile alla Curia di Tolentino e amministratore parrocchiale della Comunità Santa Maria Maddalena di Paterno che comprende anche le chiese di Regnano, Colle Redentore,

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Sant'Angelo. Il sacerdote ha anche scritto un libro che ripercorre la storia della chiesa di Sant'Angelo e delle tre che facevano parte della stessa congregazione. La chiesa di Sant'Angelo aveva una sola navata e sull'altare maggiore era collocata la tela raffigurante l'arcangelo San Michele che in seguito al crollo è stata recuperata, ma non è al museo diocesano di San Catervo. L'opera dovrebbe essere ospitata altrove, in un'altra chiesa della provincia. Sotto l'altare maggiore c'erano le reliquie di San Felice, donate da Tobia Del Balzo Ruiti in ricordo della sua prima messa.

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IO CITTADINO Carissimo Press News, rispondo con poche righe a Giulia e sul tema dell'amicizia bisogna dire che sono d'accordo con lei, ma con la mia esperienza devo aggiungere che: l'amicizia non è approfittarsi degli altri; l'amicizia non è “per piacere fammi questo o fammi quello” se il piacere è solo tuo! L'amicizia non è parlare alle spalle degli altri, poi quando li incontri diventa tutto “amore”. L'amicizia è verità, ma soprattutto libertà di pensiero, di parola, di fare, di decidere insieme. L'amicizia finisce, anzi non c'è mai stata, se non c'è il rispetto dell'amico. Dice un vecchio saggio “meglio soli che male accompagnati” dai nemici mi guardi Dio che dagli amici mi guardo io!”.

L'inutilità della puntualità: 16 agosto, tardo pomeriggio, Tolentino ovviamente vuota, vuoi per le vacanze vuoi per le zero offerte turistiche/culturali offerte dalla nostra amata città. Zero negozi aperti se non per qualche gelaterie e bar. Arrivo in centro e parcheggio lungo viale Massi dove metto il disco orario (max 30 minuti) di arrivo alle 18. vorrei prendere un aperitivo con la mia ragazza ma dato che il 90% dei bar sono chiusi ritorno all'auto posteggiata. incontro un'amica e chiacchieriamo un pò torno all'auto (ore 19) e sono passati i 30 minuti del parcheggio e la bella multa per disco orario scaduto di 38 euro mi aspetta (EFFETTUATA ALLE 18,59 --SARCASTICA!). Vorrei sottolineare la mancanza di buon senso e onestà nel lavoro dei vigili urbani emettendo tale multa: i parcheggi in quella via erano tutti vuoti, la mia auto non arrecava nessun fastidio e per aver sforato di pochi minuti l'orario di posteggio mi trovo una multa inutile. Io mi chiedo e invito tutti i lettori a fare tale riflessione: dove sono i vigili quando i motorini truccati sfrecciano intorno piazzale Europa? dove sono i vigili quando i numerosi cani vengono portati al pascolo nei parchi cittadini dove lasciano bellissimi e dolcissimi regali? dove sono quando nelle ore notturne i cittadini si sgolano per far rispettare i decibel notturni? chiedo più onestà nell'operato e soprattutto buon senso nel lavoro che eseguono: non se ne può più delle multe per fare cassa. Fate venire tristezza.

Ciao! Carla Gabrielli

Innanzitutto un grazie calorosissimo a tutta la redazione di “Press News”: con la pubblicazione del vostro giornale date la possibilità a noi cittadini di sfogarci e denunciare le tante “cavolate” che fanno i signori che siedono nel nostro Comune e governano la nostra città. Sono anni che si sente parlare di valorizzare il centro storico di Tolentino e che cosa accade? Si continua a parlarne ma si fanno cose che non sono prioritarie, molte iniziative restano a metà e intanto il centro muore! Ma cosa importa? L'importante è mandare avanti il grande “scatolone” del nuovo centro commerciale! Quando iniziarono i lavori di ristrutturazione delle mura della città che arrivano alla Porta del Ponte pensai “che bello!” e i grandi del Comune dissero “Ripristiniamo anche l'antico passaggio che era una volta attraversato dai somari accompagnati dai loro padroni quando arrivavano a Tolentino”. Iniziati i lavori, il Comune si è riappropriato del suolo di sua proprietà che alcuni privati avevano occupato abusivamente negli anni. Che bel lavoro! Si iniziano a fare delle belle cose! Ma il sogno è finito presto: i lavori si sono fermati. Erano rimaste due abitazioni da attraversare. Perché non si finisce ciò che è stato iniziato? Un rappresentante dei Lavori Pubblici ad una riunione del centro storico disse che era questione di giorni e tutto si sarebbe risolto. Sono passati anni! Non finendo i lavori, l'illuminazione non è stata messa e così i residenti si sono lamentati dicendo che di notte ci gira brutta gente e così via. È stato recintato di nuovo un pezzo di terra di proprietà del Comune ed è stato chiuso con un cancello un pezzo del viottolo che era stato ripristinato. Ci siamo di nuovo costruiti una proprietà privata? Vi pare possibile tutto questo? È uno scandalo! A Tolentino ci sono cittadini di serie A e cittadini di serie B e questo in base al colore politico di appartenenza. Tutto questo nel 2010 è intollerabile! Dopo questo mio sfogo spero proprio che chi ci amministra e ha il dovere di risolvere i problemi della nostra città si faccia un esame di coscienza! Consiglierei anche ai nostri amministratori di farsi una bella passeggiata, uscendo dalla Porta del Ponte che è molto malandata, girare a sinistra, guardare in alto e osservare le mura. Vedranno così che si sono aperte tante fessure che col tempo diventeranno finestre! Nessuno le ha mai viste? Allora! Osserviamo questa nostra città, il cuore della nostra città, amiamo Tolentino, la nostra cultura, il nostro passato! Riportiamo Tolentino al suo splendore! Lettera firmata

L.V.

Una segnalazione ci arriva da una residente nei pressi della Cartiera e riguarda un problema che ha riguardato la rete idrica.“Intorno a giovedì 19 agosto un residente nel nostro quartiere si è ritrovato la cantina mezza allagata. Dopo qualche ora ci si è resi conto che il problema riguardava un tubo della condotta idrica cittadina che si era rotto. Un primo intervento non è stato sufficiente a risolvere il problema che, poco dopo, si è ripresentato in quanto il guasto era più a monte. Abbiamo chiamato l'Assm al numero delle emergenze, ma l'intervento si è limitato al posizionamento di una pompa, mentre poi ci è stato risposto che fino al lunedì successivo non c'era personale per poter aggiustare il guasto. Durante tutto questo tempo quintali e quintali di acqua potabile sono finiti inesorabilmente dentro le fogne. Quello che chiedo è: è normale che in una città come Tolentino, dotata di una propria azienda municipalizzata, si verifichi un problema come questo e nel fine settimana non si sia potuto risolvere?”

Gentile redazione, vi leggo sempre con un vivo interesse. Siete la nostra voce alla città. Vi scrivo in merito all'articolo “Dissesto e incuria”. Sono d'accordo con voi, ma forse il fotografo non si è accorto che lì vicino c'è una specie di box per attendere l'autobus cittadino. È veramente una cosa vergognosa, obbrobriosa per tutti i cittadini. La gente uscendo dall'ospedale si trova davanti a questo box di attesa dove c'è di tutto: sporcizia, panchina rotta e arrugginita, siringhe varie, scritte di tutti i tipi. Vi prego di andare a controllare, poiché ci sono tante persone che prendrebbero più volentieri l'autobus. Vi domando: a chi spetta aggiustarlo? Che si deve fare? Un saluto carissimo

Lettera firmata

Marisa Calcaterra

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SEGNALETICA SEMINASCOSTA O INESISTENTE Attenzione in piazza Martiri di Montalto Segnaletica verticale occulta fra via Pacifico Massi e piazza Martiri di Montalto. Per chi non conosce Tolentino, infatti, è facile imboccare piazza Martiri di Montalto contromano e rischiare seriamente un frontale. Infatti, scendendo da via Pacifico Massi è praticamente impossibile vedere il segnale verticale che segnala lo stop e la direzione obbligatoria con divieto di svolta a destra in quanto lo stesso si trova seminascosto dietro un palazzo. Capita, così, come testimoniano le fotografie che abbiamo scattato, che ignari automobilisti svoltino a destra e arrivino fino in via Filelfo fra lo sguardo attonito e sbigottito di chi sa che da quella parte non si può andare, così come può capitare che venendo da piazza Martiri di Montalto si rischi di girare verso via Pacifico Massi perché non c'è nessun segnale che indichi il contrario. E, ovviamente, oltre all'incidente, si rischia anche una salata multa se ci si imbatte nella Polizia Municipale o nei Carabinieri. Vista la morbosa attenzione che da qualche mese c'è verso i divieti di sosta, magari rendere la segnaletica più chiara e fruibile per gli automobilisti potrebbe essere un'idea non proprio malsana. Che ne pensano i nostri amministratori?

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Per le FEMMINE si prevede un incontro il giorno MARTEDÌ 7 SETTEMBRE alle ore 17:30 presso la palestra della scuola “LUCATELLI”. I ragazzi che frequentano i nostri corsi potranno vivere lo spettacolo della serie A1 (presso palasport Fontescodella) GRATUITAMENTE

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RODOLFO PAGLIALUNGA in visita al Canile Comprensoriale Il noto stilista tolentinate Rodolfo Paglialunga, nel corso di un breve periodo di ferie trascorso nella sua città natale, si è recato in visita al Canile comprensoriale dei Monti Azzurri. Recentemente diventato direttore creativo della prestigiosa griffe Vionnet, dopo dodici anni trascorsi al fianco di Miuccia Prada, Paglialunga ha visitato attentamente il canile, dimostrando una grande e sincera sensibilità verso gli animali. Lo stilista è rimasto profondamente colpito dalle storie di alcuni cani che gli sono state raccontate dalle volontarie che operano nel canile e, prima di congedarsi, ha voluto manifestare concretamente la sua vicinanza a questa istituzione con una generosa donazione che, certamente, contribuirà a rendere migliore la vita degli animali che vivono nel canile. Rodolfo Paglialunga ha anche promesso che presto, non appena gli intensi impegni di lavoro che lo trattengono a Parigi glielo consentiranno, tornerà a visitare il canile dove ha certamente lasciato un pezzo di cuore.

Questi gli studenti del “Filelfo” che hanno ottenuto 100 alla maturità

Sono aumentati i “centini” al “Filelfo”. Ben 10 studenti hanno ottenuto 100 su cento agli esami di stato. Sono al Liceo Classico: Alfei Giulia, Falaschini Giulia, Gratani Federica, Ciarpella Giulia, Paolucci Alessandro; al Liceo Scientifico: Ciciliani Enrico, Cipolletta Edoardo, Cetoretta Valeria, Lambertucci Alice, Rossiello Ilaria. Continuare l’impegno dell IIS Filelfo (LS, LC, ITC) per il merito e per la formazione integrale della persona al servizio del territorio.


MPN settembre 2010