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di Enzo Calcaterra

Tra Epicuro (Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza) e Paola Mastrocola (Lo studio fine a se stesso resta l’ultima possibilità di ribellione e libertà), passano circa ventitré secoli. Ma esiste uno spazio, oggi, per questa ribellione senza età? Forse sì, ed è targato UNITRE. La prof Mirella Valentini ci è vissuta e cresciuta negli ultimi 25 anni, insieme con Tolentino e qualche generazione di tolentinati. Dunque, ci è sembrata la testimone più adatta a parlarcene. segue...

editoriale

di Carla Passacantando

Volevamo riaccendere il dibattito su alcune problematiche della città e ci siamo riusciti. Il servizio sull’ex Cinema Teatro Piceno è stato molto apprezzato tanto da finire sui banchi del Consiglio comunale. Ha creato attenzione. Diverse le lettere che ci sono giunte sull’argomento e che pubblichiamo. E’ questa la funzione sociale del giornale. Multiradio Press News è sempre più apprezzato. Vuole affrontare le diverse problematiche che riguardano i tolentinati. Tolentinati che in questi giorni si trovano di fronte a molti cambiamenti. C’è Maria Cristina Ascolani che lascia il comando alla Polizia municipale per entrare a far parte dell’Ufficio di segretaria del comune. C’è poi il probabile trasferimento della sede dell’Assm, Azienda Specializzata Settore Multiservizi, dall’attuale all’ex caserma dove attualmente ci sono gli uffici comunali. Lo stabile è stato acquistato dall’Assm. C’è, inoltre, la possibilità di procedere alla fusione per incorporazione del comune di Camporotondo di Fiastrone in quello di Tolentino. In merito i cittadini saranno chiamati ad esprimere la loro volontà con un referendum. Tante novità per i tolentinati. Situazioni che cercheremo di approfondire. Auguri a tutti di buona Pasqua. MPN marzo 2016

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Anno X n. 2 - marzo 2016 - numero chiuso in redazione il 5/3/2016 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO - Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: dott.ssa Carla Passacantando - Stampa: Tipografia San Giuseppe - www.multiradiopressnews.it

MIRELLA VALENTINI: liberi di imparare


Mirella Valentini è maceratese per nascita, ma tolentinate a pieno titolo per vissuto. Laureatasi in Pedagogia all’Università Cattolica di Milano, ha insegnato materie letterarie nella Scuola Media, filosofia, pedagogia e storia nei Licei del capoluogo e della provincia. Tra i soci fondatori dell’Università delle Tre Età (poi UNITRE) di Tolentino, dal 1991 al 1997 ne è stata vicepresidente e direttrice dei corsi. Eletta presidente dal 1998, ha iniziato a incrementarne le attività didattiche e culturali, la programmazione, le relazioni col territorio. ...segue dalla prima

Prof Valentini, com’è questa strana università, un tempo “della terza età”, poi ribattezzata UNITRE? Un po’ come nel Medioevo, quando intorno a un maestro si adunavano studenti desiderosi di imparare e conoscere. Quello è lo spirito.

tutti: l’impegno dev’essere volontario, disinteressato. Poi è indispensabile rapportarsi alle relazioni con gli allievi, alle loro reali sensibilità, possibilità, richieste.

tore, cioè la guida saggia ed esperta per i primi passi di questa esperienza? A Tolentino, il suo apporto alla nascita e crescita dell’UNITRE ( di cui fu anche presidente per

Possiamo dunque dire che si tratta di una scuola fine a se stessa, cioè del modo migliore e più autentico di avvicinarsi alla conoscenza? Fine a se stessa, ma con l’intento di coltivare l’umanità. Questa è la base, la sostanza di tutto. Venticinque anni fa l’UNITRE mise radici anche a Tolentino. Qual è la prima immagine che le viene in mente ricordando quegli inizi? Vedo il prof Nicola Raponi, socio fondatore per eccellenza, attorniato dagli altri co-fondatori (me compresa) provenienti dal mondo della scuola, dall’ università, dall’associazionismo, dalla cultura e dal teatro. Personaggi noti ieri e ancora oggi, cui la storia dell’Associazione deve moltissimo. Nicola Raponi: tolentinate, per molti anni docente a Milano, studioso di alto profilo, promotore di studi storici, autore di numerose pubblicazioni. Fu dunque lui il mèn-

Parliamo ora degli allievi. Preferisco definirli allievi-associati. Hanno tratti comuni, a prescindere dalle diverse età, provenienze sociali e culturali. Com’è l’allievo- associato tipico dell’UNITRE? Lo definirei un “combattente”. Soprattutto se anziano. Cioè che non si arrende alla vecchiaia, alla malattia, agli acciacchi della vita. Gli piace soprattutto continuare a imparare, comprendere, scoprire nuove conoscenze, abilità che non pensava neppure lui di possedere. Un grande esempio per tutti. Ma, pur con le differenze di età, si condivide l’entusiasmo, sfumano le distinzioni tra chi arriva con un bagaglio culturale maggiore e chi no. Nel desiderio di apprendere sono tutti uguali.

Com’è nata nei nostri tempi, invece? Da università per anziani. Poi i fondatori di Torino si resero conto che gli anziani vivono quotidianamente a contatto con i giovani. E viceversa, ovviamente. Allora si è cominciato a parlare di tre età. Ma cosa differenzia questa dall’università propriamente detta? Non ci sono voti, interrogazioni, esami, diplomi o titoli ufficiali. Si può entrare in un corso, poi passare a un altro. Tutto si basa sulla volontà dei singoli, i loro interessi, le loro diverse capacità e curiosità.

Senza di loro, preziose tradizioni ed esperienze andrebbero perse per sempre.

1993. Nicola Raponi e Mirella Valentini

i primi sette anni) è stato senza In altre parole? Una riflessione dice tutto: «Avedubbio fondamentale. vo preparato una lezione, poi li Con la prof Valentini a dare ho guardati diritto negli occhi e una buona mano, aggiungia- ho fatto tutt’altra cosa». mo. All’università ero stata una del- Qualcuno magari non l’aveva le sue allieve predilette. Fu per mai fatto ed è stato “costretto” a farlo qui. Un apprendime un consigliere prezioso. stato prezioso anche per chi insegna. E’ questo che voIn che modo? Mantenendo il rigore appreso gliamo dire? alla Cattolica, Raponi mi lascia- Sicuro. Il nostro docente deve va anche innovare, assecon- fare un costante lavoro prima dava la mia propensione alla di tutto su se stesso, sul suo sperimentazione, alla ricerca di metodo, creare una relazione, attività collaterali e di nuovi sa- realizzare una comunicazione peri, all’ampliamento della pro- umana oltre che culturale e ingrammazione, delle iniziative. tellettuale. Beninteso, senza mai rinunciare alla serietà e scientificità del- All’UNITRE le categorie dei docenti sono due: i “cattele proposte. dratici” e i “maestri di laboParliamo dei due soggetti ratorio”. Chi sono questi ulprincipali che animano l’U- timi? NITRE. Senza ordine di im- L’inserimento dei laboratori è portanza, semmai di respon- stato un passo decisivo quanto sabilità. Dunque, partiamo positivo per la crescita. Abbiamo i migliori maestri artigiani dagli insegnanti. Il criterio di partecipazione e del territorio, che vogliono concollaborazione è unico per tinuare a dare qualcosa di sé.

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Sono o si sentono? Decisamente: sono e si sentono. Ciascuno trova uno spazio per sé. Un luogo in cui età diverse stanno bene insieme, si sentono libere di imparare, ciascuno con i propri mezzi e le proprie qualità, esperienze, aspettative. Senza limiti di tempo, passione, ricerca di occasioni per realizzarsi attraverso il sapere e il saper fare. Anche la prof Valentini ha un sogno nel cassetto? Ho sempre letto e studiato, condizionata prima dalla professione poi dal ruolo di programmatrice responsabile dell’UNITRE, mettendo in secondo piano il personale piacere e le preferenze. Quando il mio impegno finirà, anch’io potrò leggere e studiare senza fini specifici se non per me stessa e il piacere di farlo. Possiamo sapere cosa studierebbe in particolare? I classici latini, che da tanti anni desidero leggere e rileggere. Che ne dice di iscriversi all’UNITRE? Sarebbe il posto giusto.


TASSE ED IMPOSTE PESANTI PER I TOLENTINATI la situazione finanziaria del comune secondo Silvia Luconi di Carla Passacantando

Questi ultimi mesi sono stati duri per i cittadini tolentinati. Tra imposte e tasse hanno dovuto rimettere la mano nel portafoglio più volte. E con il trascorrere del tempo le somme da pagare diventano sempre più elevate. I mesi sembrano tutti uguali. C’è sempre qualcosa da pagare. Cerchiamo di fotografare la situazione finanziaria del comune di Tolentino con l’assessore al Bilancio, Silvia Luconi. Quando vi siete insediati, come avete sottolineato più volte, avete trovato molteplici difficoltà. Oramai con il trascorrere del tempo, sono passati quasi quattro anni da quando amministrate la città, la situazione è sicuramente migliorata... “In questo periodo il bilancio dell’ente si è basato su un equilibrio di parte corrente solamente apparente in quanto le entrate erano costituite per una parte importante da residui che con il passare del tempo erano sempre più difficili da realizzare. La nuova amministrazione insediatasi nel 2012 ha dovuto lavorare in profondità per chiarire tutti gli aspetti di questa vicenda ed avere un quadro sufficientemente completo e chiaro dello stato delle cose. Su questo percorso l’esercizio 2014, nonché quello del 2015, costituisce un anno di importanza fondamentale non tanto perché il consuntivo di questo esercizio porta ad evidenziare un disavanzo di 2.590.045,07 euro, ma perché l’operazione di riaccertamento dei residui evidenzia una massa di residui di parte corrente di dubbia esigibilità di 8.618.863,41 euro. Questa cifra evidenzia uno

squilibrio nei conti dell’ente che deriva da anni ed anni di gestione protesa quasi esclusivamente alla spesa senza curarsi della effettività delle entrate. Il fondo di 8.618.863,41 euro di entrate di dubbia esigibilità evidenzia che negli anni si sono accumulate registrazioni in entrata derivanti soprattutto dalle emissioni di ruoli per le sanzioni al Codice della strada e per il recupero tributario di cui poi non è stata curata la fase della effettiva acquisizione, senza di contro ridurre la previsione via via che ci si allontanava negli anni e la probabilità di riscossione diveniva sempre più remota. Una cifra così elevata di residui attivi difficilmente riscuotibili avrebbe causato all’ente i presupposti del dissesto qualora non fosse intervenuta la recente normativa che consente di far confluire tale somma in un fondo da risanare con una quota annuale in un arco di 30 anni. L’aver ottenuto la possibilità di recuperare questo fondo non esime però dallo stigmatizzare vari aspetti sopra citati. Innanzitutto un aspetto di non equità in quanto le amministrazioni che si sono susseguite prima della attuale hanno speso e si sono fatte quindi responsabili di un debito che hanno riversato sui successori. Altro aspetto importante è che da oggi ai prossimi 30 anni chi amministra la città di Tolentino deve accantonare quasi 300.000 euro l’anno, togliendoli dai vari servizi, per coprire questo fondo e questo squilibrio ad esse non dovuto. Tutto questo è tanto più significativo se si pensa che i circa 300.000 euro debbono essere ricavati da un bilancio la cui entrata di parte corrente, entrate titolo I-II-III,

hanno visto dal 2010 ad oggi tagli importantissimi sul lato dei trasferimenti dello Stato. Basta ricordare che nel 2010 lo Stato sotto varie forme ed attraverso la fiscalità generale, soprattutto Irpef e Iva, portava nelle casse del comune di Tolentino trasferimenti per oltre 3 milioni di euro e nel 2015 invece sarà il comune a fornire allo Stato una parte delle tasse ed imposte raccolte. In questo contesto di difficoltà in cui si è venuto a trovare il comune si ritiene che una delle operazioni più strategiche che hanno consentito di riavviare l’ente verso il risanamento sia il riordino della partecipata Assm, società di cui l’ente detiene oltre il 98% della quota. Dal 2013 questa società, dopo un’opera di riordino delle proprie finanze, è tornata a produrre utili e a riconoscere al comune canoni consistenti per la concessione dei beni e queste entrate hanno consentito di compensare in parte importante tagli dei trasferimenti statali. La seconda operazione strategica messa in atto dalla attuale amministrazione è consistita in un radicale riordino della macchina amministrativa. Con la delibera n.65 del 20.02.2015 la giunta ha approvato il riordino della struttura con l’eliminazione delle posizioni dirigenziali a partire da marzo 2015, salvo una da novembre 2015, nonché un piano di esuberi e prepensionamenti che coinvolgono 14 dipendenti, più del 10% dell’intero organico. Mai nella storia del comune di Tolentino era stata messa in atto un’operazione di revisione strutturale operativa di tale portata. Siamo arrivati a pagare le fatture ai nostri fornitori rispettando il termine di 60 giorni, come da normativa e al 31.12.2015 rimangono

NUOVO LOOK PER LE FONTI DI SAN GIOVANNI restaurato il manufatto caro ai tolentinati Nuovo look per le antiche Fonti di San Giovanni di via XXX Giugno. Sono belle e pulite. Fondamentale è stato l’ultimo ritocco dell’intervento. In un primo momento alla struttura sembrava che mancasse qualcosa, poi il tocco finale ha fatto la differenza facendo assumere al manufatto luminosità e bellezza. Oltre al restauro della struttura, e’ stata realizzata la ringhiera ed installato il nuovo impianto di illuminazione. L’intervento, che ha riguardato il primo stralcio, è stato realizzato sostenendo una spesa di 50mila euro di cui 30mila con il contributo ottenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata ed il restante dal comune di Tolentino. Le Fonti di San Giovanni erano in un avanzato stato di degrado. Era quindi necessario un interven-

solo 300.000 euro da soddisfare; dato molto importante se si considera che appena insediati le ditte aspettavano i pagamenti da almeno due anni”. I cittadini si lamentano non riescono più a far fronte alle tante imposte e tasse che continuano ad aumentare. Sono previsti ulteriori incrementi con il Bilancio preventivo? “Nessun ulteriore aumento nel prossimo Bilancio preventivo pertanto la tassazione è rimasta la stessa del 2015, gli anticipi della tassa rifiuti arrivata in questi giorni nelle abitazioni sono più alti rispetto allo scorso anno semplicemente perché il conguaglio giunto a novembre è stato ripartito equamente in tutte e tre le rate. Invito tutti a mettere a confronto le cartelle. Alla città posso finalmente dire che stiamo lavorando ad una possibile diminuzione della pressione fiscale. Non si tratta più di utopia, ma di concreta possibilità che ovviamente richiederà del tempo ragionevole per lo studio e per la messa in atto, ma che è il prossimo obiettivo che vorremmo centrare”.

to per ripristinarle evitando una fati- quentissime fino alla fine del XVIII concentriche, alternate a sottili corscenza inevitabile della struttura di secolo. Il fabbricato è composto da nici aggettanti sorrette da robusti grande significato artistico, cultura- quattro arcate di laterizio e ghiere pilastri squadrati. le ed affettivo. Il manufatto è tanto caro ai tolentinati. E’ una sorta di luogo magico, dai segreti passaggi sotterranei che lo collegavano al centro di Tolentino. I non giovanissimi rammenteranno quando le Fonti venivano usate dalle nonne per il bucato. Non è nota l’epoca della prima costruzione delle Fonti, né la data dell’attuale facciata. Nel XV secolo, comunque, sono stati realizzati i lavori di manutenzione dei condotti dell’acqua e di una fornace per laterizi retrostante. Intorno al 1560 sono stati eseguiti numerosi lavori di restauro ed abbellimento. Le opere di manutenzione delle condutture e di lavori per ripristinare l’afflusso dell’acqua sono state fre3


Insoliti Noti Enzo Calcaterra

I misteri di un cristo contadino Tanto per chiarire. Da subito. Il cristo in minuscolo nel titolo non vuole certo essere un guizzo di laicismo lessicale, ma solo mettere l’accento sul protagonista di questa storia. Il popolo spagnolo ha sempre raffigurato i crocifissi con i tratti sofferenti, i corpi sgraziati e contorti marchiati dalla miseria secolare dei suoi contadini. Una definizione vale per tutti: Cristo campesino (contadino). Da noi, con povero cristo (ancora in minuscolo!) si è sempre inteso un poveraccio tout court. Ma il cristo contadino di cui parleremo aveva in più un alone di mistero che a cinquant’anni esatti dalla sua morte merita di essere raccontato. Ormai pochi ricordano l’aneddoto. Enrico Pallorito, scultore di immagini sacre, soprattutto di Cristi, un giorno ne confezionò uno con sei dita ad un piede. Quando glielo fecero notare, si affrettò a correggere l’errore. Non senza un certo imbarazzo. Pare che da quel giorno, vuoi perché s’era permesso di «correggere il corpo di Cristo (!)», vuoi perché il soggetto sembrava ricorrere più frequentemente nella sua ispirazione, per il popolo divenne lu cristà. Fino alla fine dei suoi giorni, e oltre. Era nato in campagna, al tempo in cui per i contadini, da una generazione all’altra, c’erano solo fatica, miseria, troppe bocche da sfamare, lavori saltuari, stagioni sempre uguali quanto capricciose. Non di rado campava d’elemosina, oppure accettando servizi da garzone a giornata o guardiano di pecore. Tra fanciullezza e adolescenza, due o tre anni di “scuola di campagna”. Giusto per non restare analfabeti. Proprio allora, Pallorito scoprì di possedere una dote insospettata. Riempiva già i quaderni con disegni di visi, figure umane e animali in modo spontaneo. Novello Giotto, nei momenti di riposo all’aria aperta cominciò anche a modellare, soprattutto su legno. Un talento istintivo, il suo. Infatti non aveva (né avrebbe mai avuto in vita sua) maestri, scuole, modelli. «Sono un contadino arrivato ad essere artista. Un artista contadino», amava autodefinirsi. Più per vaga autoconsapevolezza che per vanità. Lo convinsero a trasferirsi a Tolentino per coltivare questa passione, soprattutto mettere a profitto un dono venuto da chissà dove, chissà come. Però nessuno lo accolse in palazzi per farne un artista di città, anzi. Con la famiglia di poveracci, moglie e tanti figli che s’era portato

appresso, finì in uno dei quartieri più poveri, il “Fondaccio”. Per casa (?) un tugurio stretto, scuro, umido, freddo d’inverno e rovente d’estate. Dalla campagna, lu cristà portava in dote anche la sua religiosità arcaica, genuina come quella contadina d’un tempo. Legata a riti semplici

aggressivo, insolente, irrispettoso verso il prossimo, malgrado raramente venisse ripagato con la stessa moneta. Ancor più stupefacente, lo stile con cui esternava le sue doti naturali di artista. Il disegno era accuratissimo, raffinato; i volti, i corpi scolpiti

Enrico Pallorito (1889 - 1966)

( il rosario serale, le preghiere in comune, la messa quando possibile…). Convinta, sincera, schietta, senza fronzoli, saldamente radicata alla vita e ai suoi mille bisogni quotidiani. Quel mondo si tradusse in un linguaggio fatto soprattutto di immagini, visi, corpi, scaturiti da un singolare miscuglio di contrasti. Tra l’apparire e l’essere, ad esempio. Per ovvii motivi, lu cristà si presentava trasandato nel vestire (ancorché pulito quanto basta), un look dimesso con la miseria cronica scritta in faccia e cucita addosso. Ma, al primo contatto, esprimeva garbo, bontà senza finzioni. Un modo di porgersi sorprendente, se paragonato al suo aspetto esteriore. Parlava lentamente, con fare forbito, quasi ricercato. Educato fino all’umiltà tuttavia dignitoso, mai

emanavano una grande dolcezza, espressività, trasparenza di emozioni, umanità, una bellezza da tutti immediatamente percepibile. Ma tale percezione era diversa a seconda di chi avvicinasse le sue opere, della sensibilità, dell’ottica personale con cui le misurava. Il popolino, lo stesso che lo aveva ribattezzato con ironia e meraviglia, era combattuto tra ammirazione spontanea, invidia per questo ( ai suoi occhi) immeritato talento in grado di farsi subito capire da tutti e l’inquietudine nel dover ammetterne la prodigiosa abilità di rappresentare i più intimi e delicati sentimenti di ciascuno. Gli “intellettuali” tentavano di incasellarlo nelle loro categorie di giudizio preconfezionate, senza tuttavia riuscire mai fino in fondo a sciogliere il dilemma se considerar4

lo un naïf di incerta classificazione o doverne riconoscere qualità che andavano ben oltre le loro capacità di decifrarlo. Infine, i committenti: privati, benestanti, nobili, religiosi, prelati. Più o meno tutti, ne coglievano i pregi e il valore, salvo cercare quasi sempre di deprezzare le sue opere, svalutarle a proprio vantaggio, giocare al ribasso senza scrupoli. Ma era lo stesso Pallorito a non avere una precisa cognizione dei propri meriti, mezzi e limiti. Insomma, non sapeva vendersi, privo oltretutto di appoggi, protezioni, mecenati disposti a puntare su di lui. Si puntava, questo sì, sulla sua miseria cronica, sul suo essere condannato a restare un povero cristo più bravo a confezionar Cristi che a farne commercio. Così finiva il più delle volte per abbassare il prezzo del compenso, magari accontentandosi di essere pagato in natura, pur di non tornare a mani vuote in una casa dove la fame contava assai più della fama. Eppure, nonostante tutto e tutti, Pallorito produsse moltissimo nei decenni compresi tra la metà dei Trenta e dei Sessanta del secolo scorso. Volle sempre fare ciò che sentiva di saper fare, pressato senza posa, fino all’ultimo dei suoi giorni da due committenti: il bisogno e la passione. Realizzò crocifissi, statue di santi e madonne, pannelli di argomento religioso, perfino tele a olio. Quasi tutte le chiese di Tolentino ed alcune dei dintorni accolsero i suoi lavori. Ma moltissimi altri finirono in case private, disseminati chissà dove, mai compiutamente raccolti, catalogati, inventariati. Qualche scritto su di lui, rari elogi, ma poco altro. A onor del vero, va detto che soltanto l’Accademia Filelfica, nel 1946 e nel 1976 (con una retrospettiva dedicatagli a dieci anni dalla morte), si premurò di ricordarlo e valorizzarlo. Ormai, con il trascorrere degli anni e lo sbiadire delle memorie legate a generazioni che si estinguono, perfino il soprannome un tempo popolare de lu cristà suscita ricordi sempre più vaghi. Mai c’era stato a Tolentino un artista come lui, vivente groviglio di ingenuità, candore, abilità nel dare corpo e visione ai moti più profondi dell’anima. Tanto incapace di esprimerli, quanto in grado di rappresentarli, trasmetterli e condividerli con chiunque. Altrettanto certo è che mai ci potrà più essere un simile cristo-contadinoartista. Questo è forse il mistero più grande, che infine li racchiude tutti.


PEZZI DELLA CITTA’ IN VENDITA “occorre coprire il disavanzo di bilancio” Obiettivo Trasparenza di Carla Passacantando

C’è anche il nido d’infanzia di piazza Ugo La Malfa, l’asilo Green, tra gli immobili compresi nel Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari 2016– 2018 del comune approvato recentemente in assise consiliare con i voti della maggioranza. Va avanti così l’operazione dell’Amministrazione comunale riguardo la vendita del nido d’infanzia per la ricostruzione di un altro in una zona adiacente. Ecco, allora, che dopo l’inattesa gara deserta per il nuovo asilo Green il comune potrebbe star predisponendo un secondo bando per la progettazione ed esecuzione dei lavori per la realizzazione del nuovo nido d’infanzia e per la riqualificazione dell’area circostante a verde pubblico. “Non molliamo – ha detto il sindaco Giuseppe Pezzanesi in assise consiliare – andiamo fino in fondo e se ci riusciremo sarà per il bene della città”. Nel piano delle alienazioni approvato ci sono anche l’ex scuola di contrada Paterno, l’ex centrale idroelettrica dell’Addolorata di Bruno Buozzi, i locali commerciali in via San Nicola, via Filelfo e via Napoleone delle ex carceri, il complesso sportivo dei campi da tennis, il fabbricato in via Giacconi, l’area di proprietà concessa in diritto di superfi-

cie per la realizzazione del bar in piazzale Europa, l’area dell’ex piscina in contrada Le Grazie, l’area ex Assm nella zona Flaminia, la cessione del lotto per la realizzazione di un edificio di culto a Stazione di Pollenza, i terreni agricoli in contrada Bura, Sant’Angelo, Santa Lucia per conto dell’ex Hotel Marche, la porzione di vicolo Nardi, l’area verde tra via Fratelli Rosselli e via Emunuela Lena, la porzione dell’ex canale del vallato in contrada San Martino. Il tutto è in vendita per far quadrare il bilancio. “Occorre – ha spiegato l’assessore al bilancio, Silvia Luconi coprire il disavanzo”. Il Piano delle alienazioni e delle valorizzazioni immobiliari per gli anni 2016/2018 è stato approvato con undici voti, mentre 5 sono stati i contrari, la minoranza. Sempre con undici voti favorevoli ed un contrario, del Movimento 5 stelle, Mercorelli, inoltre, in assise consiliare è stato modificato l’atto di indirizzo inerente la deliberazione del consiglio comunale n.71 del 26.11.2015 inerente il “Comparto edificatorio in contrada Pace - comparti C1, C2, C3. Parere favorevole anche all’affidamento in delega all’Unione Montana dei Monti Azzurri delle funzioni in materia agricola e forestale ed è stata approvata la relativa convenzione con quindici voti favorevoli ed un contrario di Mercorelli.

Con undici voti favorevoli ed un contrario di Mercorelli è stata anche conferita all’Unione Montana dei Monti Azzurri la funzione fondamentale dei servizi sociali. All’unanimità, infine, è stata

concessa alla società Un’Aquila di Luigi Mastroianni e compagni, l’autorizzazione a vendere un immobile sito a Tolentino all’interno del Pip intercomunale “Le Grazie”, comparto L9.

i campi da tennis

l’ex centrale idroelettrica di viale Buozzi

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RIFORMA DELLA SANITÀ: la situazione del nostro ospedale vista con due Medici di Medicina Generale COMUNICARE di Solidea Vitali

La riforma della sanità è in costante evoluzione. In questo articolo affrontiamo il tema con due Medici di Base del distretto di Tolentino: il Dottor Andrea Mosca e la Dottoressa Jacqueline Cesaretti.

Il dottor Andrea Mosca è anche il Coordinatore dell’equipe territoriale dei Medici di Base, organismo che raggruppa i medici di base di Tolentino e paesi limitrofi, e i Pediatri di Libera Scelta. Un organismo che periodicamente si riunisce per confrontarsi sulle problematiche relative al settore sanitario. - Dottor Mosca, in riferimento ai cambiamenti che subirà il nostro Ospedale, cosa pensa? La necessità di una ristrutturazione è sentita da tempo. Per noi Medici di Base non è una novità. Sono almeno dieci anni che ragioniamo su una evoluzione ottimale della sanità territoriale. Abbiamo anche fatto delle ipotesi di soluzione e proposte. - Quando abbiamo sentito parlare di un accordo mancato con la vostra categoria e quindi si paventava una chiusura del nostro Ospedale, cosa è successo esattamente? Oggettivamente noi non abbiamo rifiutato alcun accordo. La realtà è che non siamo mai stati coinvolti né ascoltati. E’ mancata la comunicazione più importante tra Regione, Asur e Medici di Base sia a livello formale che informale. Trovo che questo passaggio vada chiarito. Come medici non avvertiamo la responsabilità di aver determinato un’evoluzione rispetto ad un’altra. L’unico accordo che abbiamo fatto, e preciso che risale a diverso tempo fa ed è scollegato dalla situazione dell’Ospedale, è quello con la Regione e con tutti i sindacati della nostra categoria, finalizzato al reperimento di fondi con cui pagare gli eventuali Medici di Medicina Generale che partecipassero alle esperienze delle Case della Salute nella regione Marche. Dopo di questo evento, e per la realtà del nostro Ospedale, non siamo più stati contattati. - Dottor Mosca, il destino del San Salvatore pare sia quello di una Casa della Salute. Lei è favorevole a questo tipo di realtà? Sì, come Medici di Medicina Generale, riteniamo opportuna la creazione di una struttura intermedia tra Ospedale e domicilio del paziente che possiamo chiamare in vari modi, ma che fa riferimento alla Casa della Salute. Quello del nostro territorio non è nemmeno il primo caso. In Italia ci sono molte realtà che hanno formato queste strutture. Facciamo riferimento al caso di Forlimpopoli, territorio con presupposti simili a Tolentino e che, ad oggi, rappresenta un modello perfetto di Casa della Salute. Un esempio che poteva essere seguito in modo da garantire anche maggior presenza sanitaria ai cittadini.

In effetti la situazione, anche nel corso delle due interviste realizzate, si è evoluta. Lunedì 22 Febbraio, la Regione ha firmato una nuova delibera.

Quello che ci sta coinvolgendo è forse dettato dalla fretta. Per operare un cambiamento che mira ad evitare gli sprechi e riorganizzare in modo efficiente il settore sanitario, sono necessari una profonda comprensione del territorio, una comunicazione che mira al confronto tra i soggetti interessati in modo tale da costruire insieme la soluzione ideale. - Si è ipotizzata una vostra ritrosia alla Casa della Salute per motivi economici. In sostanza si è detto che voi guadagnate di più così che non come professionisti inseriti in una struttura condivisa con altri medici. Qual è il suo pensiero in merito? Questo è punto importante da chiarire. Penso che la Casa della Salute sia un modello da seguire, adattandolo certo al territorio. La collaborazione tra Medici di Base non spaventa nessuno. Basti pensare ai gruppi associati che abbiamo costruito. A Tolentino ci sono tre grandi raggruppamenti di medici associati. Questo dimostra la capacità collaborativa tra noi e amplia l’offerta al paziente con le diverse ore di apertura dello Studio, con un Medico sempre presente e con il servizio di frontdesk attraverso il personale di segreteria. Questo tipo di assetto è già un primo passo. La Casa della Salute è, ipoteticamente, il passo successivo. Noi siamo favorevoli e ne riconosciamo i vantaggi come quello di offrire ai cittadini i servizi essenziali, un laboratorio analisi e una strumentistica specialistica, mini ricoveri programmati. Come detto, nessuno ci ha contattati, la grande assente è stata l’Asur. Far parte di una Casa della Salute rappresenterebbe per noi un improvement professionale con la possibilità di seguire in prima persona il paziente. Significherebbe fare i Medici, quello che in realtà siamo, e non scrivere solo ricette. Abbiamo anche un nostro modello di riferimento che è quello di Alassio, cittadina poco più piccola di Tolentino che fece l’esperienza pilota. Certo, un nostro inserimento nella Casa della Salute dovrebbe coinvolgere anche la sfera economica, non sulla quantità ma sul tipo di contratto da applicare. Il Medico di Base non è un dipendente dell’Asur ma un Libero Professionista convenzionato. Si tratterebbe di trovare la formula di retribuzione migliore. Il problema è quello di trasformare la quota capitaria in oraria. Sulla base di Alassio, per esempio, in forme diverse, altre realtà hanno previsto per i Medici di Base un budget col quale gestire gli ambulatori, i Medici di Base, la Guardia Medica, i codici bianchi e verdi. Una sorta di cooperativa con ottimi risultati in termini di prestazioni e servizi. Per quanto riguarda il nostro reddito, tutto si basa sul numero dei mutuati. Ipotizzando un massimale di 1.500 mutuati, un Medico di Base può arrivare a 6.000 euro lordi mensili. A questi vanno tolti la Ritenuta d’Acconto, l’Irpef, le spese per lo Studio, come l’affitto, il personale di segreteria, le utenze. A grandi linee, il netto si aggira sui 3.000 euro. E non tutti i Medici di Base hanno il massimale di mutuati. - A Tolentino, per concludere, come verrà riorganizzato l’Ospedale? Difficile dirlo, vista la continua evoluzione. Credo comunque verrà realizzata una Casa della Saluta atipica, e diversa dalle centinaia sperimentate con successo e condivise dalle parti protagoniste, dove, forse, saranno coinvolti i medici ospedalieri, i medici del 118 e la Guardia Medica.

Affrontiamo questo passaggio con la Dottoressa Jacqueline Cesaretti, Medico di Base dal 1996, Psicoterapeuta Sistemico Relazionale e Consigliere Comunale Pd-Coalizione Centro Sinistra. - Dottoressa Cesaretti, ci aiuta a comprendere i nuovi cambiamenti? La delibera regionale n. 139 del 22.02 è importante perché offre dettagli alla precedente 735, considerata da molti un contenitore vuoto. Dal DGR si evince che avremo un potenziamento degli ambulatori specialistici, il mantenimento dell’ambulatorio di Oncologia, la Radiologia e un punto prelievo, un servizio di ambulatorio H24 che sostituirà il punto di primo intervento, e una ambulanza medicalizzata, dotata di rianimazione in modo da poter coprire le urgenze. Il nostro “Ospedale”, purtroppo, non è più idoneo a fornire una diagnosi e cura tale da garantire la salvaguardia della salute. Per questo necessitiamo di un servizio di emergenza efficiente che possa stabilizzare il paziente e trasportarlo in una struttura adatta. Inoltre, avremo una struttura in cui poter effettuare le cure intermedie cosicché i pazienti “fragili”, quelli cioè che hanno bisogno di ricoveri perché una terapia domiciliare metterebbe a rischio la loro salute, avranno una struttura importante con figure professionali a cui rivolgersi e avere una diagnosi e terapia in tempi utili. I Medici di Base potranno decidere e prescrivere direttamente il ricovero togliendo così al pronto soccorso un afflusso improprio. La possibilità che si offre è quella di coprire le richieste immediate con ambulatori operativi 24ore di pronta diagnosi, vedi codici bianchi e verdi . Questo rende concreta anche la necessità di eliminare i lunghi tempi di attesa in p. soccorso e per esami strumentali. In questa nuova delibera non si parla più di Casa della Salute ma di Ospedali di Comunità, orientati e centrali quindi al territorio. Cambia il termine ma la sostanza è la stessa. - Quindi avremo un Ospedale territoriale, cosa significa questo? Avremo un Ospedale basato sulle reali esigenze del territorio. Questo è un passaggio chiave. Sono tanti i fattori che, nel tempo, sono mutati. Dobbiamo essere consapevoli del fatto che è cambiata l’età media dei cittadini,la popolazione sta invecchiando, sono cambiate le patologie, i diritti dei malati e dei loro familiari. Una ristrutturazione è decisamente fondamentale. Di certo il passaggio dal Presidio Ospedaliero di oggi all’Ospedale di Comunità dovrà avvenire in modo graduale così da garantire una evoluzione senza stop radicali o assenza di servizi. Bisogna tener presente il cittadi-

no con il quale si rischia di generare relazioni difficili. La gente ha paura di star male e di non avere più i soccorsi sanitari. Anche questo aspetto va compreso, rispettato e approcciato con il giusto stile. - Come cittadini abbiamo visto tante e diverse reazioni alla Riforma, a volte abbiamo capito poco di ciò che si sta ristrutturando e come. Da Consigliere Comunale d’opposizione, come vede questo movimento di pensieri? In merito alla Ristrutturazione sanitaria non ho mai parlato proprio perché si sono alimentate tante polemiche. Il mio unico interventio c’è stato nel Consiglio comunale aperto indetto dal Sindaco di Tolentino. Sono partita da una semplice domanda: cosa serve realmente a Tolentino? Questo è stato il passo per presentare un documento, che sarebbe dovuto diventare condiviso, nel quale veniva proposto il modello di struttura sanitaria inserito oggi nella nuova delibera regionale. Anche senza la Riforma, non possiamo far finta che la nostra realtà sia in grado di tutelare e salvaguardare la salute del cittadini. Abbiamo bisogno di Presidi incentrati sulle vere esigenze dei nostri cittadini. Firmare un documento condiviso era assolutamente importante per focalizzare l’attenzione su cosa è necessario e cosa non lo è. Le reazioni, o polemiche, ad un certo punto, si sono incentrate sulla perdita del punto di primo intervento. Ma questo è solo un aspetto di tanti che andrebbero valutati. Credo che i toni alti, colorati, abbiano solo alimentato la paura, la confusione e generato un allarmismo eccessivo. In una Riforma così importante non si può mettere avanti la politica intesa come pensieri divisi, nessuno deve dimostrare di essere il “primo della classe”. C’è bisogno di maggiore comunicazione per trovare insieme le soluzioni. Il cittadino non va messo in stato d’allarme ma dobbiamo facilitare la comprensione di ciò che sta avvenendo. Far capire quali sono gli interventi necessari e agevolare un’educazione sanitaria. Tutti, medici, operatori specialistici, politici e cittadini dovremmo essere consapevolmente responsabili e trovare soluzioni condivise. La ristrutturazione dovrebbe investire più settori e responsabilità. La Medicina, in generale, è cambiata profondamente insieme alle patologie dei pazienti. Sarà necessario avviare un’educazione anche all’utilizzo dei farmaci, a quando chiamare il 118 o rivolgersi al Medico di Base o allo Specialista. Il Medico di Base, una volta chiamato di Famiglia, che, come il nome suggerisce, conosce non solo il paziente ma tutta la famiglia, e la sua storia, dovrebbe rappresentare un punto d’incontro con gli altri Medici Specialistici. L’isolamento, la non comunicazione, o peggio le polemiche, non sono funzionali e soprattutto fanno perdere di vista l’obiettivo. - Dottoressa Cesaretti, qual è il vero obiettivo? Il vero obiettivo è rassicurare il cittadino e il paziente, offrire loro servizi di prevenzione, cura e mantenimento. E migliorare la salvaguardia del diritto alla Salute, tenendo sempre alto l’Art. 32 della Costituzione italiana. Ricordiamoci che: a vincere deve essere sempre il paziente. E il cittadino.

Segnaliamo un refuso occorso nella rubrica Comunicare del numero scorso di Multiradio Press News nell’intervista al chirurgo dottor Massi: a causa di un disguido la dizione “...chirurgia a degenza breve” era stata erroneamente sostituita con il termine meno preciso e meno appropriato “effettua chirurgia approssimativa”.

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UNA PASQUA DI “FERITOIE E SPIRAGLI”

Carissimi lettori, siamo alle porte della Pasqua e in questo anno così speciale voluto dal Santo Padre abbiamo un’occasione eccezionale per sperimentare la misericordia del Risorto che ci strappa dalle nostre morti, che ci libera dalla schiavitù del peccato e che ci salva dalla tristezza. Questo Anno Santo della Miseri-

cordia, questa Pasqua è uno spiraglio attraverso il quale Dio può raggiungerci con la sua luce, vincere le nostre tenebre e il fitto buio, che a volte disorienta i nostri passi, che ci pone nel caos e ci fa credere bene e naturale ciò che in realtà non lo è per nulla! Papa Francesco, a più riprese, nel libro-intervista “Il nome di Dio è misericordia” parla di “spiraglio”. Sì, al Signore basta uno spiraglio per entrare nella nostra vita e rivoluzionarla, trasformarla e rinnovarla. Dio sta cercando in ciascuno di noi, anche in questo tempo, uno spiraglio per farci grazia, una feritoia attraverso la quale far passare il suo amore e la sua tenerezza di Padre. Non ci tiriamo indietro, non perdiamo questa opportunità di vedere la nostra vita illuminata da una luce nuova, che non è nostra ma divina. “Le feritoie” - diceva Il Vescovo Tonino Bello - “sono anche ferite”, le nostre ferite!

Dio passa anche attraverso queste per liberarci e salvarci, sono ferite che fanno male ma che possono diventare canali attraverso i quali passa la grazia, sono aperture che ci fanno gridare a Dio: Signore salvami! Signore abbia pietà di me! Attraverso le feritoie, trovandoci in un luogo buio, possiamo intravedere la luce, e attraverso queste feritoie un po’ di luce può filtrare nel nostro buio. Dobbiamo chiedere in questi giorni santi il dono della fede, la sapienza si saper leggere ciò che ci accade, di interpretare così le prove e le sofferenze come uno “spiraglio” dove Dio può operare la nostra guarigione! “Feritoie” e “spiragli” sono poi in modo speciale le ferite di Cristo. Il costato e il segno dei chiodi sono, per chi crede, sorgente da cui scaturisce il sangue prezioso di Cristo, prezzo del nostro riscatto, sangue che lava le colpe... Ma anche per chi non crede, queste ferite rap-

presentano il desiderio di Dio Padre, che supera il possibile dell’uomo, per realizzare l’impossibile e raggiungere anche chi è lontano, chi è scettico, chi è nel dubbio! In questa Pasqua, come nel cuore di Dio, c’è posto per tutti. A noi la scelta di lasciarci raggiungere, a noi la libertà di dire sì all’amore di Dio che sa rimettere ordine nel nostro caos, che ci fa amare ciò che è secondo natura, che ci fa desiderare il bene degli altri e soprattutto dei più indifesi, prima del nostro e dei nostri capricci. Stiamo perdendo la rotta, la nostra società a volte sembra un po’ impazzita dietro a mode oscene e voglie strane, rifissiamo lo sguardo sulle ferite di Cristo e queste ci indicheranno la via del bene, della pace, dell’eterno. Buona Pasqua! padre Gabriele Pedicino

CAMBIARE SI PUO’

Marco Francalancia: da legale a surfista Di Carla Passacantando

Marco Francalancia ora è felice. Il trentacinquenne camerte decide di mollare tutto trasformando un momento di crisi nell’occasione di cambiare vita. Decide di inseguire i propri sogni e di fare della sua più grande passione, il windsurf, un lavoro, il suo. Attualmente è istruttore di windsurf, barca a vela e catamarano. Chiude anche una relazione sentimentale ed ora sta vivendo il grande amore della sua vita. Dolore e sconforto, ma anche voglia di vive-

re e di libertà. Il tutto lo racconta in un libro, pubblicato dalla casa editrice Italic Pequod, che il prossimo 12 marzo, alle 17, verrà presentato alla Biblioteca Filelfica di Tolentino in via largo Fidi. Nel volume, dal titolo “Cambiare si può – Una vita da surfista”, l’autore racconta i cambiamenti avvenuti nella sua vita. Il giovane decide di appendere al chiodo la toga di avvocato e diventa istruttore di windsurf. Stronca anche una relazione sentimentale che andava avanti da tanti anni. Adesso è contento.

“Ho solo una vita – afferma Marco Francalancia - ed è tutta da vivere. A darmi forza la speranza ritrovata di farcela e di poter lottare per qualcosa in cui credo con tutto me stesso. Cambiando lavoro mi sono trovato inaspettatamente di fronte a scelte del tutto impreviste. Un percorso di crescita umana e professionale, che partendo dall’Italia, attraverso Stati Uniti, Germania ed Egitto, mi ha condotto alla ricerca di me stesso e non solo”. Un viaggio introspettivo fra molte avventure e qualche disavventura che

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ha messo a nudo idee e paure di un ragazzo come tanti. Molto spesso non si ha il coraggio di cambiare finché un soffio di vento spazza via i punti fermi della propria esistenza, allora ci si rende conto che è possibile rimescolare le carte e giocare una nuova partita.


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TANTO RUMORE PER NULLA… ORA BASTA PROPAGANDA!!! (l’amministrazione di Tolentino e la Sanità) Il 26 Febbraio il TAR Marche ha accolto la sospensiva richiesta dal Comune di Tolentino con ricorso contro L’ASUR e la Regione Marche nel merito del riordino della Sanità Regionale (che riguarda anche la Struttura Tolentinate). Trattasi dell’ennesimo decreto di sospensiva concesso “in automatico” dal TAR Marche, SENZA ENTRARE NEL MERITO, e rimandando ogni valutazione alla discussione in udienza, già fissata per il 18 Marzo. La cosa non significa affatto l’accoglimento del ricorso, infatti, come abbiamo già visto per i “Punti Nascita”, la concessione delle sospensive non ha poi significato nulla rispetto al merito delle questioni ed i RICORSI SONO STATI TUTTI RESPINTI. Nei fatti, con la DGR n.139 del 22.2.2016 per la struttura Tolentinate, così come per tutti gli altri Ospedali di Comunità NON SONO PREVISTI TAGLI SUI COSTI, ma, anzi, ulteriori risorse per oltre 4 MILIONI (precisamente €.4.649.483). Come ribadito dal Presidente Ceriscioli nell’incontro tenutosi Giovedì 25 Febbraio a Civitanova Marche, “NON SI CHIUDE UN BEL NIENTE..!!!”. Nessun taglio dunque, anche in termini di servizi, e Tolentino non fa eccezione, anzi “porta a casa” ben più del mero MANTENIMENTO DELL’ATTUALE, richiesto a gran voce da tutte le forze politiche di destra in maggioranza a Tolentino, unitamente al M5S ed ai “Comunisti”.

Inoltre, viene previsto per Tolentino: la permanenza del solo “Punto Prelievo”. - L’attivazione dell’unico Centro di Riferimento per l’AV3 relativa- Resteranno tutti gli ambulatomente ai Disturbi del Comporta- ri specialistici già previsti con mento Alimentare; possibilità di ulteriori incrementi per lo svolgimento di atti- L’attivazione del progetto “Dia- vità specialistica di Dermatologia, gnosi in 1 Giorno” per i tumori alla Psichiatria, Cardiologia, ORL, mammella: ciò vedrà il Centro On- Pediatria, Diagnostica per Immacologico di Tolentino assurgere a gini, Nefrologia e Dialisi, Analgepunto di riferimento all’avanguar- sia/Terapia del Dolore, Chirurgia, dia; il progetto, inoltre, comporterà Oculistica, Medicina, Ostetricia e la possibilità di acquisire nuova e Ginecologia, Oncologia, Fisiatria, migliore strumentazione diagno- Urologia, DCA. stica (es: mammografo); Alla luce di quanto detto è EVI- Il Potenziamenti dell’Ambulato- DENTE che all’Ospedale di Corio di VULNOLOGIA (Ferite Dif- munità di Tolentino NON VIENE ficili) che anch’esso diventerà di TOLTO NULLA ma, anzi, viene riferimento dell’AV3, con garanzia garantita una vocazione che apdi un’attività quotidiana che potrà pare decisamente più qualificananche fornire una risposta RAPI- te rispetto alla situazione attuale. DA e ADEGUATA alla necessità di PICCOLI PROBLEMI CHIRURGI- E in tale contesto l’AmministraCI (che, solo perché definiti “pic- zione Comunale che fa..?!? ricoli” non sono di certo percepiti corre al TAR contro la Regione come “meno importanti” da chi ne Marche!!! Chi pagherà le spese è affetto…!!!); legali di un ricorso temerario ed inutile?!? - Confermate TAC osteoarticolari a valenza di AV (a regime, supera- BASTA SEMINARE PAURA E DIte le attuali difficoltà a reperire Me- SINFORMAZIONE..!!! dici Anestesisti, anche con mezzo di contrasto), unitamente alle La MIOPIA di guardarsi “la punMAMMOGRAFIE PROGRAMMA- ta delle scarpe” e continuare a TE E ATTIVITA’ DI SCREENING; preoccuparsi solo dell’ OGGI, sta rischiando di penalizzare seria- Confermata la dotazione di mente il FUTURO della Sanità POCT (Point of Care Testing), Cittadina. contestualmente alla chiusura del Laboratorio Analisi, che prevede PD TOLENTINO

In linea con quanto contemplato nel documento presentato dal PD al Consiglio Comunale “aperto” sulla Sanità del 29.10.2015, integralmente accettato, a Tolentino avremo: - N.50 Posti Letto di un “Mix” di Lungodegenza/Cure Intermedie; - Centro Dialisi Assistenza Decentrata (CAD) presso i nuovi locali di recente inaugurati; - POTES H 24 con presenza, sempre H 24, di MSB e MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato), ovvero di una vera e propria postazione mobile di rianimazione in grado di garantire interventi molto più sicuri rispetto al PPI e, nel contempo, consentire il trasferimento del paziente nel posto giusto per la cura; - Presenza di n.2 Medici di Continuità Assistenziale Notturna/ Festiva; - Presenza di un ulteriore Medico Ospedaliero in orario NOTTURNO, che consentirà di poter attivare un AMBULATORIO MEDICO H 24 in sostituzione del PPI per l’erogazione dei Codici BIANCHI E VERDI: tale ambulatorio, consentirà nei fatti il mantenimento dell’attuale PPI con un “titolo” diverso anche oltre i termini previsti dalla legge per la chiusura!!!

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BILANCIO , SANITÁ, SICUREZZA: NESSUNA RISPOSTA BILANCIO - Si è tenuto di recente il Consiglio Comunale dedicato all’approvazione del Bilancio di Previsione 2016. Il MoVimento 5 Stelle ha ribadito, per l’ennesima volta, che non è con gli artifici contabili che si sistemano i conti, ma con una politica assennata che metta in secondo piano i progetti che possono attendere per realizzare quelli più urgenti e necessari alla popolazione. Non si può sistemare il bilancio vendendo all’ASSM uno stabile di cui non ha alcun bisogno privandola di soldi (sempre dei cittadini) necessari per investimenti che andrebbero a beneficio di tutti. E non si possono raccontare frottole dicendo che quanto ricavato dalla porzione di P.zza Martiri di Montalto che l’Amministrazione vuole vendere sarà utilizzato per la sistemazione delle strade quando, invece, nei documenti è scritto che anche il frutto di questa operazione scellerata sarà utilizzato per mettere una pezza al “buco”. Sembra che la striscia di piazza in questione interessi a qualcuno per motivi commerciali. Ma, allora, tutti gli altri esercenti di Tolentino che pagano ogni anno fior di quattrini per l’occupazione di suolo pubblico sono figli di nessuno? Abbiamo messo in evidenza come continui a mancare un fondo di riserva da cui attingere nel caso che il Comune si trovi a fronteggiare procedimenti legali (tipo quelli “Ruffini” o “Tassoni” per capirci) e anche

i Revisori dei Conti che certificano il bilancio hanno rimarcato questa carenza. Cosa ci inventeremo alla prossima causa persa? Venderemo un’altra piazza? Di fronte a queste contestazioni la risposta del Sindaco si è ridotta unicamente a uno spot sulle decine di opere pubbliche realizzate in questi anni. Ma quante di queste opere Voi cittadini ritenete indispensabili per la città? Dalla maggioranza ci siamo sentiti dire che non sono state aumentate le tasse, ma come si potevano aumentare se sono già tutte al massimo? La TARI, a fronte di una diminuzione dei rifiuti inviati alla COSMARI rispetto all’anno precedente, è rimasta invariata per il 2016 con una previsione di aumento di 200.000 euro complessivi per il 2017 e di ulteriori 100.000 euro per il 2018. E c’è stata l’ammissione da parte dell’Assessore al Bilancio che i cittadini che versano alle casse comunali più di quanto dovrebbero per coprire la quota di quelli che non pagano la TARI non rivedranno mai i soldi versati in eccedenza. Cittadini virtuosi e bastonati? E’ di questo che si vantano? Ci hanno rimproverato di ricordare solo le criticità ma non le cose positive, come per esempio i risparmi avuti grazie all’installazione dell’illuminazione pubblica a led. Forse noi non ricordiamo, ma i nostri governanti in quanto a poca memoria ci battono per distacco visto che l’utilizzo dell’illuminazione al led nelle vie cittadine l’aveva proposto nel marzo 2013 proprio il MoVimen-

to 5 Stelle con una mozione che fu approvata all’unanimità. SANITA’ - Avevamo chiesto al Sindaco di Tolentino Pezzanesi di convocare un Consiglio Comunale urgente per votare una delibera che impegnasse la Regione Marche a indire un referendum riguardante la riforma sanitaria in atto. Un referendum che avrebbe, innanzi tutto, restituito al Consiglio Regionale quei poteri decisionali sulla sanità che al momento sono in mano alla sola Giunta di Ceriscioli e avrebbe costretto ogni Consigliere ad assumersi la responsabilità delle decisioni di fronte ai propri elettori. Ma avrebbe avuto anche un’enorme valenza politica dando voce allo sdegno della popolazione marchigiana. Sembrava che l’idea fosse stata accolta positivamente qui a Tolentino, ma poi deve essere arrivato il dictat del Sindaco Pezzanesi in quanto i vari partiti si sono tirati tutti indietro. I soliti giochi politici a discapito dell’interesse della comunità: a chiacchiere Sindaco e maggioranza hanno fatto il diavolo a quattro contro la riforma e ora che si poteva passare ai fatti si sono defilati senza capire che non è cercando di coltivare il proprio orticello che si risolvono i problemi, ma perseguendo un obiettivo comune che abbia una visione d’insieme della sanità. Forse Pezzanesi ha preferito non urtare la “sensibilità” del Governatore Ceriscioli nel timore di inimicarselo e di perdere qualche finanziamento regionale, piuttosto che attivarsi per consentire ai cittadini di esprimersi sull’argomento? L’Amministrazione ha deciso, in-

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vece, di seguire altri Comuni sulla strada dei (costosi) ricorsi al TAR e al Consiglio di Stato. Strada che già si sta dimostrando un vicolo cieco visto che il TAR sta respingendo uno dopo l’altro tutti i ricorsi presentati. SICUREZZA - La nostra città sembra ormai indifesa di fronte all’ondata di criminalità che sta imperversando. Nonostante l’Amministrazione abbia più volte lanciato proclami sull’efficienza delle sfavillanti telecamere installate a presidio e difesa del territorio, furti e danneggiamenti si susseguono incessanti. Qualcuno le utilizza effettivamente quelle telecamere o sono solamente un costoso accessorio su cui può contare qualche malvivente malato di protagonismo ansioso di finire in tv? O, più semplicemente, forse non sono le telecamere la soluzione. Tutti siamo coscienti delle difficoltà in cui versano le forze dell’ordine, con organici e mezzi ridotti ormai da tempo all’osso. E proprio per questo vorremmo chiedere pubblicamente al Sig. Sindaco (che, ricordiamo, è l’autorità responsabile della sicurezza nel territorio comunale) per quale motivo nessun esponente dell’Amministrazione abbia ritenuto opportuno partecipare alla manifestazione organizzata a Macerata dal Sindaco di Cingoli per richiedere la Prefettura un maggiore sforzo e un maggior coordinamento nel controllo del territorio e nella prevenzione dei fenomeni di criminalità. Anche in questo caso paura di dar fastidio a qualcuno?


UNA NOTTE AL LICEO CLASSICO Ilaria Gobbi Il periodo del liceo è senza dubbio molto complesso. Memorie indimenticabili ci accompagnano oltre il tempo e varcare la soglia d’ingresso della scuola dopo anni fa riaffiorare ricordi dolci e amari. Nel mio caso, ad esempio, ancora mi sveglio nel cuore della notte pensando alla versione di Luciano della seconda prova. Allo stesso tempo, però, gli interessi e gli amori per le materie nati tra i banchi di scuola sono rimasti indelebili. Così, quando il caso, o meglio la fortuna (come dicono i latini), ha voluto che ricevessi l’invito del Liceo Classico “Francesco Filelfo” per la II edizione della Notte del Liceo Classico venerdì 15 gennaio, la passione ha preso il sopravvento. Scordandomi delle interrogazioni a sorpresa e dei tanti batticuore, sono rientrata nella mia scuola, sentendomi ancora una volta una liceale. Platea affollatissima di pubblico, tra cui ex alunni di ogni età, che forse come me non hanno mai dimenticato i primi amori letterari nati durante gli anni del liceo. L’auditorium come un palcoscenico pieno di luci, microfoni, scenografie e costumi, attendeva i suoi attori. Tutto pronto per dare l’inizio. Un vero e proprio spettacolo è stato portato in scena dagli alunni e dai professori del liceo classico di Tolentino. Dopo i saluti della Dirigente, la Prof. ssa Canestrini ha introdotto la serata puntando l’attenzione sul perché

ancora oggi le materie umanistiche “servono” a formare le giovani menti, addestrandole al pensiero critico, e su quanto sia necessaria la resistenza del liceo classico per preservare l’imprescindibile patrimonio dei valori culturali fondativi della nostra civiltà occidentale. Si sono susseguiti interventi inusuali, come quello sui mille utilizzi delle piante citate nella mitologia classica curato dalla Prof.ssa Boldorini e dai suoi studenti. All’evento ha preso parte anche un ex alunno “Filelfiano” d’eccezione, il Prof. Pellegrino, il quale nel suo intervento ha innestato la contemporaneità nella civiltà greca e nelle sue strutture civili e politiche. Nulla è mancato, neppure il cinema, grazie all’approfondimento “Ciak si gira… il mito va al cinema” a cura del Prof. Rascioni. Gli alunni coordinati dai docenti Borgiani, Giuli, Zampera, Zoccari, hanno portato in scena una piece teatrale, intitolata “A scuola con Pitagora”. Il palcoscenico d’eccezione, ha ospitato, inoltre, la divertentissima versione del “Miles Gloriosus”, interpretata da alunni ed ex alunni del liceo con la regia di Damiano Bruè, Iacopo Cicconofri, Alessandro Nalli e il coordinamento della Prof.ssa Dionisi. La serata si è conclusa con un interessante excursus sul tema del sogno della Prof.ssa Pietrella e delle sue classi. La buonanotte, infine, è stata data dalla lettura del Notturno dell’Iliade della Prof.ssa Dionisi accompagnata al piano dal talentuoso Giacomo Vicomandi.

RITRATTI

via XXX giugno 36a

Tolentino

Risate, riflessioni ed emozioni hanno riempito l’evento e senza rendermi conto se la campanella avesse suonato o meno, per la prima volta sono rimasta incollata alla

PARRUCCHIERIA

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sedia della scuola per sei ore, dalle 18.00 alle 24.00, gustandomi ancora un po’ la compagnia dei grandi maestri del passato con cui ho avuto la fortuna di dialogare di nuovo.


TI PRESENTO LA CREAZIONE estetica e benessere Ti trovi sempre al solito punto... Cerchi relax e tempo esclusivo, invece, sei di nuovo in un centro anonimo, freddo e caotico. Sei all’ennesimo ciclo di trattamenti corpo, attaccata ad un macchinario, al termine del quale, raggiungi anche un buon modellamento, ma questo risultato, non si mantiene nel tempo. Sei amareggiata e diffidente... Ti capisco! Sono Laura Cavarischia da 12 anni titolare del centro estetico La Creazione. Da 16 anni sono nel fantastico mondo dell’estetica, e mi sono subito orientata nel mondo del massaggio, del corpo e del suo modellamento. Ti spiego un pò come: 5 anni circa di continua formazione ayurvedica, 20 giorni di Master in India, 3 anni di percorso emozionale sul corpo, ho letto e studio valanghe di libri sull’ anatomia, sull’ alimentazione e frequento costantemente corsi di aggiornamento sulle evoluzioni delle tecniche di modellamento del corpo. Con il mio Centro ho soddisfatto in 12 anni quasi un migliaglio di clienti che mi hanno seguito costantemente nei lavori sul corpo. Certo che l’esperienza conta e poi tanto, soprattutto se nella tua carriera hai sempre seguito solo ed esclusivamente un’unica direzione. Il CORPO. La mia missione NON è SOLO modellare le tue curve, o esaltare ciò che di più bello c’è in te. La mia missione è farti sentire VERAMENTE UNICA e farti tornare ad amare Te stessa.

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Andrea Zenobi parla dell’associazione Il mio Labrador Come spesso capita nella vita, dalle brutte esperienze, nascono le favole più belle; è quello che è capitato a me due anni fa quando, dopo 8 anni di “militanza” in un centro cinofilo della provincia (con il quale doveva vedere la luce il mio progetto), la poca serietà e la scarsa sincerità di chi lo gestiva, mi hanno spinto a intraprendere (avendone i titoli per farlo) questa avventura con persone diverse. Grazie infatti ai miei amici Paolo Morresi e Francesca Marucci, è nata l’associazione “Il Mio Labrador” che ha come finalità, l’educazione di cani da assistenza per disabili motori e/o persone afflitte da crisi epilettiche ed in ultimo, ma non di certo per importanza, cani da allerta per persone con diabete.

a rotelle, aprire e chiudere la lavatrice, tirare fuori i panni dalla lavatrice, riportare oggetti caduti a terra, ecc. Nel caso di persone con epilessia o con diabete, segnalare in anticipo l’inizio di una crisi epilettica o glicemica. Facendo tutto questo gratuitamente, abbiamo sempre bisogno di risorse economiche che ci permettano di proseguire in questa nostra missione. Sul nostro sito www.ilmiolabrador.it, potete trovare tutti gli estremi per effettuare una donazione. Ogni vostro piccolo gesto, può… AIUTARCI AD AIUTARE.

La particolarità della nostra associazione, è che dopo 24 mesi di addestramento, il cane viene ceduto in maniera del tutto GRATUITA a chi ne ha fatto richiesta. Il cane inizia il suo percorso da cucciolo, a 2 mesi e al termine del suo percorso educativo, il nostro amico a quattro zampe, sarà in grado di eseguire svariati comandi come ad esempio: aprire e chiudere le porte, aprire e chiudere cassetti e/o sportelli, prelevare e riportare oggetti all’interno di cassetti e sportelli, camminare senza tirare al fianco della sedia

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COMUNICAZIONE DISEGUALE Verso Sera

dott. Franco Belluigi

Dopo questi primi articoli dedicati alle molteplici patologie della vecchiaia vorrei fare una considerazione su quella che si chiama comunicazione diseguale. La chiamano così i linguisti. Mi corre l’obbligo, prima di entrare nel tema, di dire che questa, ormai da tempo, è l’epoca dell’ageismo, termine coniato da Robert Budler per indicare la discriminazione dell’anziano basata sull’età. Scrive Palmore: ”assieme al razzismo e al sessismo l’ ageismo è uno dei tre ismi della nostra epoca”. Tuttavia l’ageismo differisce dagli altri due per due ordini di motivi: tutti noi saremo potenzialmente vittime dell’ageismo se vivremo sufficientemente a lungo; L’ageismo spesso è meno ovvio e più sottili sono le maniere con cui esso si esprime”. La comunicazione diseguale rappresenta un aspetto dell’ageismo e si verifica spesso nella vita di un anziano sia in famiglia sia, in modo più frequente, quando l’anziano è malato e deve ri-

correre alle cure ospedaliere. Da subito l’anziano si trova in una posizione marginale per una serie di motivi legati alla sua psicologia e al trattamento che riceve. Si realizza un confronto fra due persone che non hanno lo stesso “potere”, naturalmente il potere di chi vuole essere ascoltato e di chi ascolta. L’anziano spesso viene poco ascoltato perché lo si ritiene quasi pretenzioso, quasi non in diritto di relazione perché la malattia è il frutto dell’età avanzata raggiunta .

accoglienza che ha, si sente defraudato dei suoi diritti, diritti propri di ogni persona e la sua dignità viene mortificata.

ascoltato e di essere curato nel modo migliore. Mi ascolta, si vuole prendere cura di me. Spesso per rendere felice l’anziano e farlo sentire titolare di una eguale comunicazione basta un piccolo gesto: un sorriso spontaneo, oserei dire sottocorticale, e non un sorriso di maniera che lascia intendere il suo poco interesse per lui. Una carezza, una pacca sulle spalle, un abbraccio realizzano quello che in greco si chiama aptonomia( scienza dell’affettività espressa attraverso il contatto) Realizzare una comunicazione eguale nasce dalla cultura di rispetto per l’uomo, qualunque sia la sua età, il suo grado, la sua estrazione culturale, la sua razza. Chiudo queste mie riflessioni con una breve considerazione che prende corpo dalla lettura di un articolo e che si riduce a poche righe: ”ma io, anziano, non meriterei maggiore rispetto in famiglia, nelle relazioni pubbliche, ma soprattutto quando sono ospite in strutture residenziali o ricoverato in ospedale? Io malato non dovrei essere la ragione di essere del personale sanitario?”

E’ qui che inizia una comunicazione diseguale fra il personale sanitario che conosce il territorio dove si muove, che sta bene, che parla con un linguaggio a lui incomprensibile e il paziente anziano spesso solo, spaventato, preoccupato, non considerato. Questa comunicazione diseguale si verifica spesso non La risposta di fronte ad una solo in famiglia, ma anche in situazione di malattia dell’an- altri ambiti della vita di tutti i ziano che cerca conforto, giorni quasi per allontanare la sua paura, e per ritornare a spe- L’anziano spesso fragile e rare si quantifica spesso con: vulnerabile viene relegato in ”alla sua età cosa pretende”. una posizione marginale sofQuando l’anziano si amma- frendo ancora di più per quela spesso subisce una tale sta mancata attenzione. trasformazione da cadere in Perché non ci interroghiamo, depressione; la malattia lo quando avviciniamo una perrende debole fisicamente e sona avanti con gli anni, se gli crea uno stato psicologico non sia il caso di mettere una caratterizzato da incertezza. particolare cura nel colloquio, Si sente senza futuro. nella relazione. Ed allora di fronte a questo Una buona accoglienza per cambiamento la terapia più tutti, in particolare modo per importante è il sentirsi consi- l’anziano ha un grande effetderato. to placebo, rappresenta metà Non di certo lo aiuta la posi- della cura. A volte è l’unica zione in sottordine rispetto al cura possibile. Essere messo personale sanitario e di fron- sullo stesso piano lo fa sentite all’atteggiamento di poca re soggetto degno di essere A voi lettori le risposte!

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FUSIONE TRA IL COMUNE DI CAMPOROTONDO E QUELLO DI TOLENTINO?

i tolentinati si esprimeranno con un referendum di Carla Passacantando

Fusione per incorporazione tra il comune di Campotondo di Fiastrone e di Tolentino? L’iter è già avviato. Il Consiglio comunale modifica il regolamento sulle proposte di iniziativa popolare e poi si indice il referendum. I cittadini dovranno rispondere al quesito “Siete voi favorevoli alla fusione per incorporazione del comune di Camporotondo di Fiastrone nel comune di Tolentino?”. Il comune di Tolentino risultante dalla fusione riceverà maggiori contributi dallo Stato e dalla Regione e sarà escluso per cinque anni dai vincoli in materia di pat-

to di stabilità interno con conseguente possibilità di effettuare gli investimenti necessari a livello territoriale. Sull’ipotesi di fusione resa nota dall’Amministrazione comunale in questi ultimissimi giorni è già polemica tra le forze di minoranza perché sull’argomento è mancato il dibattito politico e nella città. “Nel mutato contesto generale si evince dalla delibera del comune di Tolentino - l’esiguità dimensionale del comune di Camporotondo di Fiastrone non consente a tale ente di continuare ad offrire i giusti servizi, di qualità elevata ed a costi accessibili, ai suoi cittadini.

Ecco, allora, che l’incentivazione alle fusioni inserita in varie leggi recenti potrebbe tradursi in ampliamento dei servizi e/o in una contenimento della pressione fiscale locale. Tra i comuni contermini, con cui avrebbe potuto pensare di fondersi, il comune di Camporotondo di Fiastrone ha individuato per motivi storico, stratigrafici, per oggettiva connessione geografico, economica, per la maggior dimensione, il comune di Tolentino, confinante a nord-nord est e collegato con strada comunale di Sant’Andrea”. Il comune incorporante conserva la propria personalità, succede

in tutti i rapporti giuridici al comune incorporato e gli organi di quest’ultimo decadono alla data di entrata in vigore della legge regionale di incorporazione. Lo statuto del comune incorporante prevede che alle comunità dell’ente cessato siano assicurate adeguate forme di partecipazione e di decentramento dei servizi. Ultimamente sono intercorsi incontri tra il comune di Camporotondo e quello di Tolentino per condividere un accordo di fusione contenente precise garanzie di partecipazione a favore del comune di Camporotondo di Fiastrone.

IL SINDACO PEZZANESI PREMIA FORZA ITALIA

a Carmelo Ceselli le deleghe al commercio ed attivita’ produttive Il sindaco Giuseppe Pezzanesi premia Forza Italia. Sono state assegnate le deleghe al commercio ed alle attività produttive al consigliere comunale di Fi Carmelo Ceselli, capogruppo consiliare e componente della commissione affari istituzionali. Le due funzioni passano così dall’assessore Orietta Leonori al consigliere forzista. A Leonori ora rimangono le deleghe inerenti il turismo, la formazione, i rapporti con l’università, l’agricoltura e l’organizzazione di TolentinoExpo. “Abbiamo chiesto all’assessore – dice il primo cittadino – di fare un passo indietro. Con le deleghe a Fi il gruppo si ricompatta. ” Ceselli è stato manager per una

multinazionale del settore alimentare. Attualmente in pensione, ha ricoperto la carica di consigliere comunale anche nel periodo in cui erano sindaci Giuseppe Foglia e Luciano Ruffini. Da sempre impegnato nel volontariato e nel sociale ha fondato l’associazione “Pier Giorgio Frassati, di cui è presidente, che cura l’organizzazione del Banco alimentare e della raccolta farmaci per la città. “Era da molto – afferma - che si chiedeva una partecipazione molto più attiva all’interno dell’amministrazione e ciò è stato recepito. Accetto queste deleghe con grande senso di responsabilità. Ora ascolteremo tutti i rappresentanti di categoria per recepire le istanze che ci sono e poi le va-

luteremo”. Soddisfazione è stata espressa da Roberto Lombardelli coordinatore locale di Forza Italia, dalla vice Francesca Marsili e dal vice coordinatore provinciale Alessia Pupo.

“La nuova delega – sottolinea Lombardelli – sarà nel segno della continuità con la Leonori. Ciò che ci è stato tolto nella tornata elettorale, ce lo darà nella prossima il sindaco.”

su strade secondarie poco trafficate e con alcuni tratti imbrecciate. Non ci sono ordini di arrivo ne classifiche, conta solo terminare il percorso in una sfida con se stessi. Un modo per riscoprire la bellezza e la durezza di un ciclismo d’altri tempi unito al piacere di pedalare attraverso paesaggi e suggestivi borghi dell’entroterra maceratese. Il tracciato, con partenza e arrivo a Tolentino, attraverserà i comuni

di Belforte del Chienti, Camporotondo, Caldarola, Camerino, Serrapetrona, e San Severino. La cittadinanza tutta è invitata a partecipare all’evento.

Ciclocolli, storica edizione 2016 E’ in preparazione l’edizione 2016 della “CicloColli Storica” (CCS) che si svolgerà il 2 e il 3 aprile a Tolentino, manifestazione non competitiva, definita “passeggiata in libera escursione con biciclette d’epoca”, cioe bici da corsa costruite prima del 1987. L’evento è un revival storico per tirare a lucido e risalire in sella a biciclette d’epoca. Due i percorsi previsti, uno di 57 e l’altro di 102 km, che si sviluppano

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Per informazioni: Alberto Marinelli, telefono 338 1503448 www.ciclocolli.it facebook: ciclocollistorica.it e-mail: ciclocolli@gmail.com


BRILLANO GLI OCCHI SULLA CANTERA CREMISI Lorenzo Tizi in maglia azzurra LO SPORT di Mario Sposetti

Se nelle ultime due stagioni l’Unione Sportiva Tolentino si è fregiata della Coppa Disciplina nel massimo campionato dilettantistico regionale, quasi sicuramente nel corso di questa annata agonistica potrà ambire all’ottenimento di un altro record decisamente lusinghiero: quello di squadra con l’età media più bassa dell’intero campionato d’Eccellenza Marche. I numeri parlano decisamente chiaro in tal senso e se si va a spulciare, con dovizia di particolare, le varie distinte delle formazioni che scendono in campo di domenica in domenica i conti sono nettamente a favore della formazione del Tolentino: nelle ultime settimane sulla rosa dei 18 giocatori a disposizione di norma la metà dei componenti evidenzia un numero di Under elevatissimo (giocatori nati dal 1996 in poi con punte apici per quelli tra il 1998 e 99 ed anche un giovane del 2000 come nel caso della gara interna contro il Montegiorgio). “Sono molto conten-

to della valorizzazione dei ragazzi che mi sono stati messi a disposizione – è la constatazione di mister Matteo Possanzini – cresciuti sotto l’aspetto sia umano che tecnicoagonistico. In questa fase del campionato i giovani saranno fondamentali. Al di là del risultato, che può venire o meno, la soddisfazione più grossa è quella di toccare con mano i progressivi miglioramenti che i ragazzini hanno fatto denotare nel vederli giocare alla pari degli over più esperti. Probabilmente ad inizio stagione, non eravamo pronti a gettare nella mischia così tanti under contemporaneamente. Nelle ultime settimane, nonostante l’assenza di qualche giocatore più esperto, ho potuto contare enormemente sulla loro disponibilità e sono decisamente fiero nel vederli giocare alla pari con le altre avversarie. Come allenatore non ho alcun problema ad utilizzare più giovani di quelli previsti dal regolamento federale. Oramai, d’intesa con la società e visti anche i tempi che corrono questa sarà sicuramente la nostra missione”. Il frutto di tale filosofia, dapprima sposata dal settore giovanile dell’U. S. Tolentino e oramai da qualche stagione della dirigenza della prima squadra, è più che mai tangibile anche fuori dall’ambito della nostra regione. Vedere degli osservatori di categorie superiori visionare i promettenti giovani calciatori cremisi è diventata una cosa ordinaria. Non solo le società professionistiche hanno iniziato a mettere gli occhi sui giovanissimi della “cantera cremisi” ma anche i selezionatori della rappresentativa nazionale dilettanti

Under 17 guidati dal tecnico Fausto Silipo. E’ proprio come ciliegina sulla torta è giunta la convocazione del giovane tolentinate Lorenzo Tizi (classe 1999) in nazionale dilettanti under 17 per prendere parte al torneo Beppe Viola ad Arco di Trento in programma nel mese di marzo. Occasione davvero speciale per

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Lorenzo che potrà affrontare nella prima fase del torneo i pari età del Verona del Milan e della Juventus ed uno stimolo in più per tutti gli altri compagni di squadra affinché possano incidere in maniera sempre più considerevole e positivamente determinante in questa parte finale del campionato regionale dell’eccellenza.


POLITEAMA PICENO…. NON VORREMMO PERDERE LA STORIA Su PRESS NEWS dello scorso mese (gennaio-febbraio 2016) è apparso in copertina un servizio dal titolo “LA PASSIONE DEL BELLO… avviati i lavori di restauro dell’ex cinema Politeama Piceno”, per ora ci soffermiamo solo su una delle domande rivolte al Presidente dell­a Fondazione, Franco Moschini: “Chi dirigerà la struttura? risposta si accenna ad un concorso per individuare la figura chiave per la parte artistica e più avanti si parla dell’importanza IO CITTADINO Nella di affidare la gestione a persone di fiducia. Traendo spunto da questa domanda, a noi interessa proprio la gestione, proprio perché come riferito dal Presidente, “dopo la spinta iniziale, la leadership all’interno della Fondazione Moschini, toccherà al Comune, con tutte le conseguenti responsabilità gestionali, economiche e finanziarie.” Siamo fiduciosi nelle capacità manageriali del Presidente e lo ringraziamo per essersi prodigato per restituire alla città un luogo di cultura e aggregazione, siamo invece un po’ meno convinti delle alternative che ha l’Amministrazione, per garantire il mantenimento della struttura. Non vogliamo sminuire o confondere la validità potenziale del progetto con la sua convenienza economica, sarebbe un confronto riduttivo e fuori luogo, se utilizzato per stimare il significato di un’iniziativa culturale, tuttavia ci chiediamo con quali entrate, sarà sostenibile il progetto (ammesso che ce ne sia uno), nel medio-lungo termine per garantire un’attività continuativa. Tralasciamo di ripercorrere i fatti di come si sia arrivati fin qua, ma visto che l’intero Consiglio Comunale ha approvato la trasformazione della Politeama Piceno Srl in Fondazione Franco Moschini, a noi interessa seguirne il cammino, perché la Fondazione appartiene al Comune di Tolentino per il 95,45%., nonostante nell’articolo citato non ci sia alcun accenno. Questo significa che proprietari della Fondazione sono i cittadini di Tolentino. I nomi indicati alla fine dell’articolo sono solo gli amministratori, le obbligazioni che assumono impegneranno in futuro la Fondazione stessa, quindi indirettamente anche noi cittadini “economicamente e finanziariamente”. Già dal marzo 2014 la stessa Amministrazione nel comunicato stampa di presentazione del progetto accennava: “Dopo la fase di avviamento, necessaria per rendere la gestione sostenibile e compatibile con i limiti della finanza pubblica, la governance della Fondazione passerà al Comune.” Siamo curiosi di capire se e quanto durerà la spinta iniziale del Presidente, per poi passare la conduzione al Comune o quanto durerà l’avviamento, per rendere la gestione sostenibile e compatibile con i limiti della finanza pubblica e ultimamente anche con le norme modificative sulle partecipazioni pubbliche, emanate, o in via di emanazione dall’attuale governo. A tal proposito ricordiamo come la Legge Madia preveda per le Società strumentali, criteri per la scelta del modello societario e limiti e condizioni per l’assunzione, la conservazione e la razionalizzazione di partecipazioni. Nella bozza di Decreto del testo unico in materia di società a partecipazione pubblica all’ Art. 3 (Tipi di società in cui è ammessa la partecipazione pubblica) Viene previsto che 1. Le amministrazioni pubbliche possono partecipare esclusivamente a società costituite in forma di società per azioni o di società a responsabilità limitata. All’Art 11 (Organo amministrativo delle società a controllo pubblico) 3. L’organo amministrativo delle società a controllo pubblico è costituito, di norma, da un amministratore unico. Leggiamo che si conta di completare i lavori di ristrutturazione entro fine anno, forse è giunto il momento di coinvolgere tutti i portatori d’interessi per provare a decidere insieme e predisporre o se già c’è, a condividere il progetto gestionale. Intanto l’Amministrazione provveda a pubblicare i bilanci consuntivo e preventivo della Fondazione, come previsto dallo Statuto. Vorremmo essere informati, capire, per distinguere e poter scegliere. Speriamo con questo modesto contributo di aver stimolato la curiosità di qualcuno e ravvivato il dibattito oramai in letargo. CITTADINI IN MOVIMENTO - TOLENTINO

ALUNNI E GENITORI SUL PALCO PER UNO SCOPO BENEFICO il ricavato andrà a sostenere le spese per il palco alla scuola King Alunni e genitori in scena alla scuola “Giuseppe Lucatelli” per uno scopo benefico ed è stato un grande successo. Riuscitissima la nuova esperienza teatrale di bambini e genitori proposta nei giorni scorsi con replica all’Aula magna della “Lucatelli”. Applausi a scena aperta per i protagonisti della commedia comico dialettale in tre brevi atti: il primo in dialetto napoletano “Natale in casa Cupiello”, mentre il secondo e il terzo in dialetto tolentinate “Natà glio casa de Catè”. Il tutto a favore di un’ottima iniziativa. Le offerte ricavate durante entrambe le serate contribuiscono a sostenere i lavori per la siste-

mazione e l’ammodernamento del vo “Lucatelli” Mara Amico, mentre riferito che il comune si sta impepalcoscenico della scuola King, di nella prima c’era anche il sindaco gnando affinché venga sistemato il cui godranno gli alunni dei plessi Giuseppe Pezzanesi il quale ha palcoscenico della scuola King. Rodari King. E sono stati ricavati circa 2mila euro. Sono saliti sul palco alcuni bambini della scuola primaria e tra gli attori adulti il presidente d’Istituto comprensivo “Giuseppe Lucatelli” Simone Tiranti, il consigliere Andrea Migliorelli, Federica Mattioli, Antonella Ruffini, Barbara Salcocci, Paolo De Angelis autore della commedia, Roberto Gullini, Renato Pagliari, Moreno Passarini, Massimo Seghetta. La regia è di Giuseppe Gesuelli. In entrambe le serate era presente il dirigente dell’Istituto comprensi-

TORNA ALLA BURA LA RAPPRESENTAZIONE DELLA PASSIONE l’appuntamento è per il 19 marzo Torna la “Passione di Cristo” alla Bura per lanciare un messaggio evangelico di forte coinvolgimento popolare, di speranza e di fede volto a sottolineare l’atmosfera della Settimana Santa. L’appuntamento con la tradizionale rappresentazione artistico-religiosa è per il prossimo 19 marzo alle 21 con rinvio, in caso di maltempo, al 20 marzo. Centocinquanta figuranti in costume narrano l’evento centrale della fede cristiana, la morte e resurrezione di Gesù, con mezzi espressivi moderni senza alterarne l’eterna percezione dell’animo umano. Anzi. La rafforzano rendendola ancor più viva ed attuale. Regista della sacra rappresentazione, a cura dell’associazione don Primo Minnoni, è Ada Borgiani. La voce narrante è dell’attore e regista Saverio Marconi, men-

tre i costumi di Carla Accaramboni, le musiche di Aldo Passarini. Ingredienti importanti che conducono gli spettatori in una dimensione particolarmente intima, in un percorso, in una sorta di cammino ideale, lungo un palcoscenico naturale di circa un chilometro, per immedesimarsi nei momenti cruciali della Passione. I figuranti risalgono il pendìo della collina e gli spettatori, seguendo la scena in movimento, sono parte integrante della narrazione mentre accompagnano Gesù fino al Calvario ed esprimono, pur non recitando, tutta la loro emozione. Con molta probabilità tra il pubblico ci sarà anche il vescovo di Macerata, Recanati, Tolentino, Cingoli e Treia, mons. Nazzareno Marconi. “Lo scorso anno ho potuto presenziare – dice - la sacra rappresenta-

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zione della Passione di Gesù Cristo alla Bura. E’ stata un’esperienza dello spirito particolarmente significativa. Nella cornice naturale ideale per meditare e sentirci vicini a ciò che avvenne 2000 anni fa e che sostiene la nostra fede, le parole del vangelo diventano immagini, suoni, emozioni profonde. L’impegno di tutta l’associazione che condivide una grande passione credente ed artistica è davvero degno di lode. Incoraggio tanti a vivere questo momento che mescola così significativamente fede e bellezza”. Un servizio gratuito di navette, a partire dalle 19.30, consentirà di raggiungere agevolmente la zona della rappresentazione. I punti di raccolta sono il parcheggio delle Terme Santa Lucia e piazza dell’ex-consorzio in via Roma di Tolentino.

Multiradio Press News marzo 2016  

Mensile di attualità del territorio di Tolentino e dintorni edito da Multiradio.

Multiradio Press News marzo 2016  

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