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News Press anno V n°10 - novembre 2011

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Anno V n. 10 - novembre 2011 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO - Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: Multiradio labs - Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe

59 54 43 60 60 68 51 38 di Roberto Scorcella

433:8=54,125 anni

Ad oggi sembra davvero difficile poter ipotizzare cosa accadrà da qui a qualche mese nella nostra città. La politica è in grande fermento: riunioni su riunioni si rincorrono da sinistra a destra alla ricerca delle alleanze possibili e dei migliori candidati. Ma tutto si svolge in un palpabile nervosismo che non giova oggi e lascia intravedere nuvole nere per domani. Se il cruccio del Partito Democratico è legato all’Udc e al ripetere le esperienze vincenti di regione e provincia (ovvero: accetterà la sinistra la presenza dello scudo crociato e viceversa), a destra la notizia delle dimissioni del coordinatore del Popolo della Libertà Gianluca Scattolini ha creato un certo sconquasso. Al di là delle rassicurazioni di circostanza, inevitabili e forse anche dovute, arrivate dal partito, la decisione di Scattolini lascia ampi margini di riflessione. La prima, comunque la si pensi, riguarda il progressivo allontanamento dei giovani dalla politica o la loro emarginazione quando provano a viverla in prima persona. La seconda considerazione è invece relativa al ruolo dei partiti (tutti) nella società e l’ennesima sconfitta della democrazia rappresentativa: come può esserci democrazia quando a decidere per tutti sono sempre i soliti pochi? Continuiamo a sperare nel vento di cambiamento, nel coraggio dei giovani di metterci la faccia e di esporsi in prima persona. Solo così potremo pensare a un futuro migliore. Post Scriptum: un pensiero finale lo devo a chi si ostina a guardare sempre la pagliuzza negli occhi altrui. Anche la gente, non solo i politici, dovrebbe cambiare un po’ atteggiamento. Troppe volte ci ostiniamo a ricoprire il ruolo di “scienziati tuttologhi” cui piace tanto rimarcare quello che fanno gli altri, non conoscendo a fondo le questioni e non sapendo magari il perché di un determinato comportamento che a volte potrebbe avere spiegazioni molto più serie della critica malevola che ci piace fare. Ecco: se si guardasse di meno agli altri e un po’ di più dentro casa propria, se si facessero meno chiacchiere e più fatti, probabilmente staremmo tutti meglio.

Lu spì Ciao Pè! Ciao Renà! Come t’adé jite le vacanze ? ‘compagneme a fa’ du’ passi, cuscì mentre discurrimo ‘prufitto pe fa’ ‘ffa li bisogni a la cagnetta. Ma certo! ‘ncrimintimo lo concime pe le strade! Guarda che io porto sempre co’ lu guinzaju li sacchitti per cole l’escrenti. Per me la predica è sbajata! A propositu, l’altru jornu stavo facenno una considerazio’... Un gorbu! Stai deventenno un considerature? Te ricordi, quanno eriamo vardasci, li “differentemente abili” (come se dice adesso) che facìa l’”operatori ecologici” (come se dice adesso) e che invece noandri chiamiamo “scupì”? Me li ricordo sci! Pillino, Mundì, Sirvio, Tito ... De quilli tempi lu centru storicu era sempre pulitu, anche lu primu dell’annu, dopo che li 31, la notte de San Silvestro,

più porvere de prima. Visto che adè ‘ncuminciati li lavori su la strada pe’ segnalà a li turistili percorsi da seguì pe’ vedè le bellezze de lu paese, sperimo che sia l’occasio’, pe’ l’addetti, de sintisse in dovere de non facce fa brutta figura con quilli de fori!! Sai che te dico Pe’, ammo’ te lo dico a modu mia: Tulintì fra li paesi è de quilli fra i più visti, non lo vedi? Do te jiri adè pieno de turisti!! Da Torino a jio’ a Potenza tu non troi tanta accojienza, anche se quistu è un paese do’ ce vo’ un pò de pazienza. Se un disabile, per casu, deve ji a lu gabinettu e ce deve ji d’urgenza solo qui non c’è problema perchè basta che s’adatta a nasconnese per falla solo dietro

aiano buttato dalle finestre un saccu de zozzo, compresi cocci vari e piatti rutti. Ma è passatu tantu tempu, la civirtà è jita avanti! Dici? Adesso, pe lu paese è tutto sporco tuttu l’annu! Pe le strade, li viculi, li jardì; ce stroi cartacce, varattuli, vuttijette, cocci de vuttije de ogni sorta, cacate varie, fazzulitti smoccolati, ecc... Per questo me ricordo che quanno nuandri vardasciacci buttiamo ‘che cosa pe la strada quilli più granni ce sgridava: “ragazzì rcoji sa robba chi vuttatu per terra, che sennò lo dico a paritu”. Capirai! Se lo fai adesso poesse che te ce piji quarghe denuncia da li genitori! A dì la verità, ‘gni tanto, passa una maghina co sotto du’ spazzulù che jira a che dà ‘na rrpulita a tirà via su li posti più larghi. Lo brutto è che se rmane a sicco d’acqua li spazzulù lascia ‘na scia de pappa che come se sciucca arza 1

quarche fratta! Però c’è il percorso d’arte che te porta da ogni parte: è segnatu co’ li sassi che duia da esse’ bianchi ma passannoce de sopre ade’ diventati neri tanto che per ritroalli da lu sforzu te ce sfianchi, e te se confonne tutto co’ li sampietrini veri! Non parlimo de lo sporco che se troa strada facenno e a la jiente jie fa schifo de dove’ ji evitenno dove ha da ji a pistà tra la cacca de li ca’, li sputacci, le civingomme, fazzulitti che è vuttati tutti quanti smoccolati! Quanno, invece c’era Sirvio, co’ Mundì e pure Tito, stu paese, e questo è vero, era un specchiu de pulito!! Ciao Pè! Ciao Renà, !

8.000 COPIE!

LARGO AI GIOVANI


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“L’EROE DEL 113” DI MILANO E’ UN TOLENTINATE Silvano Gattari, obiettivo delle Brigate Rosse negli anni di piombo, è ormai prossimo alla pensione Una delle figure più importanti della Questura di Milano è un tolentinate. Silvano Gattari, 60 anni, sostituto commissario, viene comunemente chiamato a Milano “L’eroe del 113” per aver combattuto la malavita e il terrorismo negli anni più bui della nostra Repubblica. Silvano Gattari nasce a Tolentino nel 1951 da una famiglia tolentinate doc. Inizia a lavorare giovanissimo alla Nazareno Gabrielli, ma in realtà non vede l’ora di arrivare a compiere diciotto anni per indossare la divisa della Polizia. “Da ragazzino sognavo di entrare nella Polizia Stradale, perchè da noi si vedeva solo quella e pensavo che fosse l’unica Polizia. Sono partito contro il volere dei miei genitori: avevo un buon lavoro, non mi mancava nulla, ma avevo questo grandissimo desiderio che sono riuscito a realizzare completamente. Compiuti i diciotto anni sono andato alla scuola di Nettuno, poi a Caserta dove ho raggiunto la nomina di agente. Poi un generale vide in me delle doti di comando che io non conoscevo e mi inviò al corso di istruttore militare: un’esperienza breve ma fondamentale perchè mi ha insegnato a trattare con le persone, a valorizzarle, a non farle sentire dei numeri, a comprendere gli stati d’animo anche nei momenti difficili. Successivamente ho fatto il concorso da sottufficiale nel 1972: mi lasciai crescere i baffi per far credere che fossi più maturo. In quegli anni nasceva il 113, un numero che è entrato nel mio Dna per diciassette anni. È stata la mia vita, un lavoro nel quale ho creduto e credo ciecamente, nonostante ormai sono prossimo alla pensione. Anche oggi continuo a lavorare con la stessa intensità. Ho avuto soddisfazioni e dolori. Dopo neanche un anno che ero stato trasferito a Milano, in piazza della Vetra, Renato Vallanzasca e la sua banda trucidarono il mio compagno di camera e amico, un corregionale di Altidona, il vicebrigadiere Giovanni Ripani, per

il quale avrei voluto che le istituzioni si ricordassero di più. Lui quel giorno era di pattuglia e fece un giro della piazza, quando vide alcune persone che si stavano allontanando. Sceso dalla Volante, si avvicinò ma uno di loro si girò improvvisamente e gli sparò. Nonostante fosse ferito, Ripani rispose al fuoco e uccise uno dei banditi. Gli altri, però, estrassero pistole e mitra e lo crivellarono di colpi. Io quel giorno ero di pattuglia in piazzale Loreto e attraverso la ricetrasmittente venni a sapere dell’agguato. Mi precipitai in piazza della Vetra, ma feci solo in tempo a vedere morire Giovanni che spirò fra le mie braccia. Lì mi sono sentito solo e questa è la mia ombra che mi porterò dietro per sempre”. Dopo gli anni della malavita sono arrivati gli anni del terrorismo. Silvano Gattari è già diventato l’uomo di punta della Questura milanese. “Diciamo che io ero l’ufficiale di Polizia Giudiziaria che correva un po’ da tutte le parti. Sicuramente è stata un’esperienza professionale fantastica, ma mi ha dato anche delle grandissime noie. Le Brigate Rosse mi avevano preso di mira e io dovevo essere un loro obiettivo, ma non perchè fossi una persona importante. A quei tempi in ogni intervento arrivava il brigadiere Gattari con la sua squadra e per le Brigate Rosse farmi fuori non significava ammazzare una persona importante ma uccidere un simbolo, un lavoratore, una persona apprezzata nel suo lavoro. Dovevamo essere uccisi io e l’avvocato Prisco: ci scherzavamo sopra. Se ci ammazzano, dicevamo, fanno fuori un milanista e un interista, quindi non facciamo danno a nessuno. Si viveva male, posso garantirlo. Di notte arrivavano telefonate con sospiri, silenzi. Furono mesi terribili in cui mi resi conto che in qualsiasi momento avrei potuto essere vittima di un agguato”.

Che rapporti ha mantenuto con Tolentino in questi anni? “Diciamo che la cosa peggiore fu quando le istituzioni comunicarono a mio padre che io ero un obiettivo del terrorismo. Ogni volta che succedeva qualcosa la mia famiglia tremava. Erano tempi drammatici. La mattina quando uscivamo, ci salutavamo fra noi poliziotti non sapendo se ci saremmo più rivisti”. Quali differenze ci sono fra la criminalità milanese e quella delle Marche? “E’ un paragone improponibile. Innanzitutto a Milano c’è un livello di immigrazione altissimo e un tasso delinquenziale enorme: scippi, rapine, omicidi. Anche fatte le debite proporzioni non c’è paragone. È una realtà completamente diversa. Premesso che non sono assolutamente razzista e che i miei migliori amici sono egiziani e stranieri, purtroppo fra gli immigrati ce ne sono alcuni per i quali la vita umana non ha

alcun valore. Molto spesso ammazzano per poco”. Ora, dopo 42 anni, è arrivato il momento del riposo. Come lo vivrà? “non farò assolutamente il pensionato! Ho delle richieste dal mondo della sicurezza: io voglio continuare a vivere in questo mondo dove ho sempre vissuto e ho sempre amato. Ritengo di amare le istituzioni come se fossero mie. Oggi sono responsabile di un gruppo di 80-90 uomini della centrale operativa della Questura di Milano, di tutti gli uomini che sono in perlustrazione a Milano e quindi rispondo della città intera. Nonostante le responsabilità amo questo lavoro. Rifarei tutto quello che ho fatto fino ad oggi perchè è stata un’esperienza di vita fantastica. Sono stati 42 anni unici: gioia, lacrime, soddisfazioni, dolori. Ma sono stati e sono la mia vita”.

LA CARRIERA

principale dopo aver superato un concorso interno riservato ai marescialli del disciolto Corpo della Guardie di Pubblica Sicurezza. Il primo febbraio 1993 è stato promosso al grado di Ispettore Capo, mentre il primo settembre 1995 diventa Ispettore Superiore Sostituto Ufficiale di Pubblica Sicurezza. Il 31 marzo 2001 viene promosso a Sostituto Commissario. Durante la sua lunga e brillante carriera ha ottenuto molti riconoscimenti, fra cui compiacimenti, premi in denaro e lodi. Nel 1994 gli viene conferita l’onorificenza di “Cavaliere al merito della Repubblica” e nel 2005 viene insignito dell’onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica”. Nel 2002 gli viene concessa la medaglia d’oro per meriti di servizio e nel 2004 la Croce d’Argento per anzianità di servizio.

Il sostituto commissario Silvano Gattari è nato a Tolentino il 26 ottobre 1951. Venne assunto nella Polizia di Stato il 19 aprile 1970 e ha prestato servizio prevalentemente alla Questura di Milano – Ufficio Prevenzione Generale Reparto Volanti dal 30 settembre 1975 al 31 ottobre 2011. La sua carriera professionale inizia il primo gennaio 1975: vincitore di un concorso interno, diviene vice brigadiere il primo gennaio 1977. Il 27 maggio 1982 viene promosso brigadiere e, a seguito di una importante operazione di Polizia Giudiziaria, viene promosso per meriti straordinari al grado di maresciallo di terza classe. Il 26 giugno 1982 (periodo in cui era subentrata la riforma di Polizia) viene inquadrato nella qualifica di Ispettore 3


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“IL CANCRO NON E’ INCURABILE LA PREVENZIONE E’ FONDAMENTALE”

Parla il prof. Luciano Latini, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia di Macerata di Ester De Troia Da qualche mese è operativo all’ospedale di Tolentino un distaccamento dell’unità operativa di Oncologia dell’ospedale di Macerata. A dirigerlo è stato chiamato uno stimatissimo professionista che si è sempre contraddistinto, oltre che per la preparazione e la competenza, anche per la grande umanità con cui è solito trattare i pazienti e i loro cari. Il professor Luciano Latini, direttore dell’unità operativa di Oncologia a Macerata dal 2002 è un Medico con la M maiuscola. Ha dedicato l’intera vita professionale ad informare ed informarsi sul cancro Ognuno di noi sa che cosa significa passare un periodo con questa brutta malattia. Anche se non coinvolti personalmente, abbiamo avuto o abbiamo un parente, un amico, un conoscente che sta soffrendo di cancro, una malattia che quando viene diagnosticata ti fa cadere il mondo addosso. Il professor Latini non è quel luminare che ci si aspetta, ma un uomo che mentre legge decine di cartelle appoggiate sulla sua scrivania chiama lui stesso i pazienti e i suoi parenti, per rassicurarli con parole cariche di speranza consigliando in modo professionale, la giusta terapia. Professor Latini, il reparto day ospital di oncologia di Macerata, e il distaccamento di Tolentino, aperto recentemente, registrano un crescente numero di pazienti anche da fuori regione. Cosa fa la differenza rispetto ad altre realtà? La nostra forza è quella di avere un gruppo di medici, infermieri e volontari Avulss che si occupano del malato a 360 gradi, quindi non pensiamo solo alla malattia ma anche alla persona, alla sua famiglia, perché quando c’è una diagnosi di cancro in qualche modo

di pubblicazioni. L’incidenza è aumentata, ma soprattutto perchè la popolazione è invecchiata, ed è anche vero che si è notevolmente ridotta la mortalità. Ogni due persone che si ammalano di cancro una guarisce definitivamente, mentre per l’altra possiamo garantire sopravvivenze più lunghe. Ma dobbiamo cambiare cultura, non si deve parlare di male incurabile, molti sono i pazienti che guariscono e la prevenzione è fondamentale. Entro la fine dell’anno vorremmo aprire due nuovi ambulatori, uno per le persone che sono guarite, perché anche se è clinicamente fuori pericolo psicologicamente teme sempre una ricaduta, quindi anche una semplice febbre fa subito pensare al cancro, e poi per valutare a distanza gli effetti della chemioterapia. L’altro ambulatorio sarà genetico, forse il primo in Italia mentre all’estero già esiste, per tutte le persone che hanno più casi di tumore in famiglia la cui malattia potrebbe avere una radice genetica. Analizziamo l’incidenza dal punto della familiarità.

cambiano i ruoli all’interno della famiglia stessa. E’ più faticoso della cura della malattia, ma porta maggiori risultati. Da qualche mese l’accoglienza del malato che si avvicina per la prima volta al nostro reparto viene fatta dallo psicologo, per rispondere alle domande più elementari poste dal paziente: “Quanto dovrò restare qui? Posso baciare la mia nipotina quando torno a casa? Quanto dura la terapia? Che tipi di problemi avrò?”. Sono domande alle quali rispondono gli psicologi che sono entrati a pieno titolo nell’unità operativa di oncologia e che stanno preparando un libro dal titolo “Come parlare ai nostri figli della malattia”. Lei ha definito confortanti i dati più recenti. Il dato statistico è positivo. Nel 2011 delle circa 29mila prestazioni della nostra Unità Operativa il 65% viene da altre Aziende ospedaliera diverse dalla ZT9 di Macerata e il 5% da fuori regione. Macerata da diversi anni fa ricerca clinica, partecipa a studi internazionali per farmaci sperimentali, ci confrontiamo costantemente con colleghi stranieri, un arricchimento culturale e umano. I ricercatori italiani sono secondi solo agli americani per numero

Le nuove frontiere della medicina portano spesso i pazienti ad affrontare i cosiddetti viaggi della speranza, come ad esempio Cuba, dove ci si cura con il veleno di scorpione. Cosa ne pensa? 4

Sono diversi i nostri pazienti che hanno tentato questa terapia e c’è chi l’ha fatta analizzare. Innanzitutto non contiene farmaci antitumorali, può fare tollerare meglio le terapie, far effetto sull’astenia e quant’altro, ma non contiene antitumorali. Ben vengano i viaggi della speranza perchè sappiamo quanto la forza di volontà influisca sulla guarigione, ma non si deve far leva sulla disperazione delle famiglie. Mi è capitato un paziente che era stato curato con clisteri a base di caffeina o un altro con punture di bicarbonato. Dove non ci sono basi scientifiche non si può giocare sulla salute delle persone. E’ vero che si è abbassata l’età media di chi scopre di essere affetto da tumore? E quanto incide uno stile di vita sano? L’età media si è leggermente abbassata perché sono aumentati i controlli preventivi. Se penso alle ragazze di oggi che si sottopongono a visite di controllo con regolarità mi viene da pensare a mia madre che ha 82 anni ed ha visto per l’ultima volta un ginecologo quando sono nato io. Anche sull’alimentazione e lo stile di vita c’è più cultura, fondamentale è combattere l’obesità e fare attività motoria. L’età si è abbassata perché le malattie tumorali si trovano prima ed è anche più facile curarle in modo radicale.


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HOTEL 77, QUALITA’ E PROFESSIONALITA’ IL DIRETTORE RENATO MARI PARLA DEL CATERING Renato Mari, direttore dell’Hotel 77. Da qualche anno vi siete specializzati nel catering. Di cosa si tratta? Il servizio catering viene da noi effettuato da oltre 25 anni, e ciò ci permette, oggi, di aver accumulato una grande esperienza nella gestione di ogni tipo di evento, specialmente nel campo della banchettistica. Si tratta di organizzare un banchetto, di qualsiasi genere, come se ci si trovasse in un

ristorante. Tutto deve essere perfetto in ogni particolare, dall’allestimento della sala alla cucina. Ogni piatto deve essere realizzato sul luogo, allestendo una cucina tale e quale a quelle del ristorante. Abbandoniamo i luoghi comuni: il cibo non viene cucinato al ristorante e poi trasportato cotto, il cibo viene preparato e cucinato direttamente nel luogo di realizzazione del banchetto. Questo è vero servizio catering. L’altro al massimo può essere

un

servizio

mensa.

Per celebrare il giorno più bello avete la possibilità di far scegliere location particolarmente s u g g e s t i v e . . . La nostra zona ci mette a disposizione innumerevoli luoghi ove poter allestire un bellissimo evento. Andiamo dall’Abbazia di Fiastra a Tolentino, alla Villa Collio a San Severino Marche, alla Rocca d’Ajello a Camerino, alla villa Boccolini a Numana, alla Badia di San Salvatore a Cingoli, tutti luoghi dove noi, dell’Hotel 77, possiamo allestire il vostro evento. Ma il nostro fiore all’occhiello sono e sempre saranno le Terme di Santa Lucia. Puntate molto sulle Terme Santa Lucia. Perchè? Perchè prima di tutto sono una stupenda terrazza fiorita che si affaccia sulle nostre colline, rappresentano un luogo dove tutti noi, abbiamo bellissimi ricordi di serate trascorse nella nostra gioventù, hanno uno stupendo parco dove è possibile, addirittura, allestire la cerimonia di nozze e poi, dulcis in fundo sono a costo zero. Infatti, noi dell’Hotel 77 offriamo ai nostri clienti l’utilizzo delle Terme in maniera gratuita a differenza

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delle altre location che hanno, purtroppo, un costo variabile dei 2000 ai 4000 euro per l’affitto. E, se si ha la fortuna di avere uno spazio privato? Per noi è la stessa cosa. Abbiamo delle specifiche autorizzazioni che ci permettono, nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie di cucinare e servire pasti al diretto domicilio del consumatore finale. Per poter coronare il sogno di sposarsi alle terme cosa bisogna fare? Per poter celebrare la cerimonia di nozze all’aperto, nel parco delle terme, bisogna ottenere l’autorizzazione dalla Curia. Poi a tutto il resto pensiamo noi! Tutto questo, naturalmente, sempre con il marchio Hotel 77 che da decenni è sinonimo di professionalità e qualità. Come dice il nostro motto: tu dicci dove, al resto pensiamo noi!


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LA TRAGICOMICA STORIA DI “AGENDA” Dopo sei mesi ancora nessuna traccia del numero due La situazione adesso diventa davvero preoccupante. Siamo arrivati a novembre e del secondo numero di “Agenda”, il periodico quadrimestrale dell’Assm, ancora non c’è traccia. E, oltre a questo, non c’è traccia neanche di qualche forza politica (ad eccezione della Lega Nord cui ne va dato oggettivamente atto) che abbia preso carta e penna per chiedere lumi su che fine abbia fatto quel periodico. Ricapitoliamo un attimo la cronistoria: a pochi giorni dalle elezioni provinciali del maggio scorso viene recapitato nelle abitazioni dei tolentinati il

periodico “Agenda”, descritto prima della sua uscita come un giornale tecnico e altamente specializzato. Casualmente in centinaia di numeri di “Agenda” finiscono anche dei santini elettorali del partito nel quale è candidato il direttore responsabile del giornale alle provinciali. Un paio di giorni dopo il presidente di Assm si dissocia dall’accaduto, precisando di aver dato disposizione al direttore di diffondere “Agenda” dopo il voto e contestualmente ritira l’incarico assegnato al direttore responsabile, peraltro

anche membro del consiglio di amministrazione (retribuito con 5497,20 euro l’anno). Da quel giorno sulla vicenda cala il sipario e tutto finisce in un silenzio assordante. Un silenzio rotto soltanto dalle richieste di chiarimenti arrivate dalla Lega (che non avendo rappresentanti in consiglio comunale non può presentare interrogazioni o mozioni) cui nessuno si è degnato di dare risposta. Allora le stesse domande le riprendiamo noi e continueremo a ripeterle fin quando non arriverà una risposta seria: quanto è costata e con quali

RIFIUTI ABBANDONATI IN MODO SCONSIDERATO RIMOSSI I CASSONETTI A PORTA DEI CAPPUCCINI Spesso ci lamentiamo che le cose non vanno come dovrebbero, ma in realtà a ben guardare i primi responsabili siamo noi stessi. La decisione che il Comune e il Cosmari si sono trovati costretti a prendere nei giorni scorsi ne è l’emblema. Infatti, sono stati rimossi tutti i cassonetti stradali per la raccolta differenziata che si trovavano nei pressi della Porta dei Cappuccini. Questa decisione è stata presa per la riprovevole abitudine da parte di

su tutta la comunità. I residenti della zona oggi possono comunque utilizzare tutti gli altri punti di raccolta situati nelle vicinanze della Porta del Ponte e cioè in via Montecavallo ed in piazza Porcelli. Intanto l’assessorato all’Ambiente e il Cosmari hanno avviato, in tutta la zona di Montecavallo, mediante i mediatori sociali, una campagna informativa specificatamente rivolta agli stranieri residenti.

qualcuno di abbandonare vicino a questi cassonetti rifiuti di tutti i tipi, tra cui diversi ingombranti. Infatti il punto di raccolta dei rifiuti umidi, del vetro e dei pannoloni, situato in cima alla rampa di accesso alla storica porta dei Cappuccini, specie di notte, veniva utilizzato in maniera poco civile da cittadini che abbandonavano, dopo una breve sosta con l’auto, in maniera sconsiderata, i propri rifiuti Un comportamento a dir poco osceno che, poi, ovviamente, va a ricadere

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soldi è stato pagata la realizzazione e la spedizione del primo numero di “Agenda”? Chi ha pagato l’iscrizione (temporanea) del direttore responsabile all’Ordine dei Giornalisti? Quale ruolo ha svolto da maggio ad oggi il direttore di “Agenda”, visto che continua a ricevere normalmente gli emolumenti previsti per i membri del consiglio di amministrazione? Aspettiamo risposte, nella speranza di non doverle leggere in un secondo numero di “Agenda” distribuito a ridosso delle prossime elezioni comunali.


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NO ALL’ANFITEATRO, SI’ AL VERDE PUBBLICO I residenti dell’area ex Buca Massi raccolgono firme e protestano C’è preoccupazione nei residenti dell’area ex Buca Massi (piazza Beato Angelico, via Don Luigi Sturzo, via Santa Rita da Cascia, via Giuseppe Dazi e zone limitrofe) per un paventato progetto che prevede in piazza Beato Angelico la realizzazione di un anfiteatro e di una struttura commerciale.  i residenti sulla questione hanno raccolto moltissime firme che sono poi state presentate in Comune, ma fino ad oggi senza risultato. Chi abita in quella zona chiede solamente di potersi esprimere in merito alla realizzazione progettuale definitiva della sistemazione di piazza Beato Angelico e del parco verde che la circonda, in modo tale che, d’accordo con la ditta costruttrice che si è dichiarata disponibile ad affrontare il problema e con i residenti stessi, si possa passare ad una immediata modifica dell’attuale progetto che prevede la realizzazione di un anfiteatro e di una struttura commerciale. Chi ci abita, e che lì ha investito il futuro proprio e dei suoi figli, invece, chiede con forza di lasciare il tutto a verde attrezzato, giochi per bambini e strutture di svago per il tempo libero. Non che una nuova area culturale stonerebbe nella nostra città, ma è altrettanto indiscutibile che le zone verdi sono sempre di meno e in una zona nuova e densamente popolata come quella dell’ex Buca Massi,

un bel giardino dove far giocare i bambini e trascorrere qualche momento di tranquillità sarebbe assolutamente necessaria. A questo, si deve aggiungere lo stato in cui vertono via San Francesco D’Assisi e via Don Sturzo. Il degrado è palpabile, ma l’Amministrazione Comunale addita a terzi le responsabilità di questa situazione. Secondo l’assessore ai Lavori Pubblici Marco Romagnoli “i rovi e le siepi che si trovano lungo la strada, con particolare riferimento a via San Francesco, ricadono all’interno di proprietà private; in merito alla situazione delle aree verdi, lo scorso

marzo le ditte lottizzanti hanno chiesto al Comune di prendersi in carico le medesime. Non vi è stato positivo risconto perché la convenzione prevede che tutti gli oneri relativi e conseguenti all’efficienza ed alla manutenzione delle opere dovranno essere assicurate dal lottizzante. Il Comune si obbliga a provvedere alla manutenzione ordinaria e straordinaria una volta acquisite alla sua proprietà, previo collaudo delle stesse da parte della Commissione di Collaudo, già nominata dall’Amministrazione comunale. Onde per cui tutti gli oneri a cui si fa riferimento sono

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di competenza al momento non dell’ente ma del lottizzante. Per quanto riguarda la situazione di via Don Sturzo, precisato che la delibera è stata approvata dal consiglio comunale soltanto il 28 luglio va detto che l’attesa è dovuta soltanto al ripensamento di alcuni proprietari che in passato si erano detti disponibili a cedere bonariamente le loro proprietà (al momento le situazioni che sembrano debbano concludersi bonariamente sono 4 sulle 6 complessive)”. L’importante, ora, è che comunque qualcuno se ne occupi e renda tutta la zona dell’ex Buca Massi più dignitosa.


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TOLENTIN TTOCENTO 1888. Per terre e mari L’idea unificatrice del Risorgimento vide nelle ferrovie il mezzo più potente, moderno, rivoluzionario per abbattere confini, dogane, steccati mentali e culturali del Paese. Così iniziò il processo di espansione della rete ferroviaria nazionale, che coinvolse idee, progetti, interessi d’ogni genere. Ma il treno mosse anche uomini, lavoro, merci, oltre i confini nazionali e continentali. Generazioni di nostri antenati emigrarono verso l’Europa, le Americhe, il mondo. Un paragrafo di questa storia fu scritto, per più di un secolo, anche a Tolentino. Vediamo come. Parola di Borgese: “l’Italia non aveva conquistato Roma, vi era semplicemente entrata. Forse, più esattamente, vi si era insinuata”. Infine, l’assalto da Porta Pia nel 1870, con Mazzini in galera a Gaeta e Garibaldi sotto stretta sorveglianza a Caprera, altro non fu che una questione tra diplomazie, politici, militari. Così la politica nazionale vi si trasferì con il suo carrozzone di affari e poteri. Le Marche erano già entrate nel grande gioco dal 1860, con il plebiscito del 4 e 5 novembre, il Governatore Lorenzo Valerio che le aveva “piemontesizzate”, le prime elezioni politiche del 27 novembre1861. A Tolentino votarono per l’annessione in 1801, un non disprezzabile sedici per cento su quasi 11000 abitanti. Gli aventi diritto al voto erano una cerchia molto ristretta, comprese le massicce astensioni di cattolici e contadini. I requisiti riguardavano il censo, l’istruzione, la professione. Gli analfabeti? Esclusi in partenza. Furono eletti nelle Marche in 18. La maggior parte proveniva dal blocco liberalmoderato e cavouriano. Quasi tutti avevano cospirato, qualcuno con esperienza nella Repubblica Romana del ‘49. I nobili erano la fetta più consistente, seguiti da possidenti e professionisti. Tolentino rispecchiò, nella sua compagine municipale, questi caratteri di élite illuminata, cui si aggiungeva una buona dose di pragmatismo, ambizione, spirito d’iniziativa, lungimiranza. Ma intanto la Storia stava accelerando sempre più. Il treno sembrò rappresentare al meglio questa aspirazione. Fuor di metafora, la realizzazione di una rete ferroviaria nazionale diventò uno degli obiettivi primari del nuovo Stato italiano. Erano in gioco interessi economici, ma anche il prestigio di un Paese costretto a rincorrere le nazioni più avanzate. Cavour, ancora in vita, aveva già ribadito il concetto: senza rotaie non si sarebbe potuto veramente unire la Nazione. Nel giro di quasi mezzo secolo, la rete passò dai 20 km del 1840 ai 9506 del 1881. Stato, capitali stranieri, compagnie estere e nazionali, investirono enormi risorse in quell’impresa. Nell’angolo d’Italia che c’interessa, questa storia era già iniziata da un pezzo. Il tronco ferroviario Civitanova – Albacina, unica linea nel territorio della provincia, aveva infatti radici antiche. Nel lontano 1846, Pio IX aveva autorizzato il passaggio di un ramo della Roma – Po, via Adriatico, per la valle del Potenza. Polemiche, proposte, controproposte, campanilismi, lungaggini burocratiche, l’avevano fatta abbandonare per quella dell’Esino.

Un’altra speranza era stata riaccesa nel 1860, col Regno Pontificio agli sgoccioli, per una deviazione da Ancona al Tronto. Nel 1862 ripartì, con una petizione firmata da moltissimi cittadini e inviata al Parlamento di Torino, la proposta di una ferrovia che collegasse Civitanova ad Albacina. Il Consiglio comunale di Tolentino si pronunciò apertamente a favore dell’iniziativa e sottolineò l’importanza, la funzionalità, l’utilità economica della strada ferrata per il futuro della città. Gli atti di Giunta di quegli anni, soprattutto dal 1864, documentano sforzi e mezzi impegnati per ottenere il risultato tanto atteso. Nel 1876 si arrivò a definire tracciato e spesa. I lavori, iniziati nel 1882, terminarono con l’inaugurazione della nuova linea il 23 ottobre 1888. La presenziò il sindaco Venanzo Santoncini, veterano delle guerre risorgimentali dal 1848.

Emigranti in armi, avanguardia di una moltitudine che dopo l’Unità avrebbe invaso Europa, America, Australia. Da migrazione politica nel periodo risorgimentale, il fenomeno degli italiani oltre i confini nazionali e continentali divenne infatti

Il 21 febbraio era morto a Roma un altro protagonista del Risorgimento che si era speso per quel risultato, Medoro Savini. Tra il 1876 e 1880 aveva rappresentato alla Camera il Collegio di Tolentino per ben tre legislature. Nato a Piacenza nel 1834, spirito irrequieto, cospirò fin da giovanissimo. Personalità eclettica, letterato, giornalista, romanziere, si divise tra la politica di tempi tormentati, i viaggi in Italia ed Europa, i campi di battaglia di Bezzecca e Mentana con i “rompicollo” di Garibaldi. Ma anche dai banchi del Parlamento non mancò di battersi per le questioni sociali, i diritti delle classi popolari, i bisogni degli assenti. Aveva persino fatto in tempo a partecipare alla guerra civile americana, militando nelle file unioniste. Fu con migliaia di altri italiani, schierati tra nordisti e sudisti su fronti contrapposti. Come a casa loro, negli stessi anni.

biblico a partire dagli anni Ottanta. Nel 1888 lo Stato italiano emanò una prima legge sull’emigrazione che sanciva la libertà di espatrio, tenendo d’occhio le rimesse dei lavoratori ma curandosi assai meno della loro sorte. Le Marche furono interessate soprattutto tra l’ultimo quarto di secolo e il primo Novecento. Dal 1896, oltre 11000 persone lasciarono la regione e l’Italia per Argentina, Stati Uniti, Brasile. Partivano soprattutto contadini, braccianti, manovali. Nell’ultimo decennio dell’ Ottocento, anche 2000 tolentinati traversarono l’oceano con la speranza di tornare entro pochi anni. Gran parte avrebbe invece messo radici nelle Americhe. La punta massima si ebbe nel 1905, con la partenza di 500 emigranti: 401 contadini e 99 operai, compresi diversi nuclei familiari. Per loro, come per molti altri, il treno rappresentava assai più che il mezzo di trasporto prima di salire su un transatlantico. Era solo il primo passo di un’avventura dove ignoto e futuro già si confondevano.

Enzo Calcaterra

Cèranoncè

Medoro Savini

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Caro Ottocento, avendolo fatto tu al passato, vorrei parlare della nostra ferrovia, con relativa Stazione, per tempi più recenti. Dopo gli anni della guerra e il ruolo di arteria nel trasporto merci, viaggiatori, turisti, la suddetta Stazione ha subìto una serie di traversìe. Negli ultimi decenni si è spesso parlato di “taglio dei rami secchi”. Poi si è chiusa la biglietteria, con la scomparsa del personale e disagi per gli utenti in cerca di informazioni, biglietti, servizi. Altri tagli sono seguiti per corse, orari, collegamenti con la rete regionale e nazionale. Ancora, l’eliminazione delle segnalazioni ai passaggi a livello ha aggiunto qualche rischio in più. Infine, il pur lodevole recupero dei locali della Stazione non ne ha rallentato la “vecchite” di cui comincia a soffrire. Al punto che il traffico si blocca ormai ogni estate per la manutenzione. Tolentino è ridotta al transito di pendolari, mentre ad ogni buona occasione (elettorale) si torna a parlare di “metropolitana di superficie”. Si tratterebbe (credo) di un tentativo di conciliare la riduzione del traffico ferroviario con il monopolio di quello su gomma. Periodicamente si assiste intanto a proteste di viaggiatori per ritardi, guasti, disservizi. Teniamoci stretto quel che resta, prima che l’ultimo treno parta per sempre. Si può però viaggiare ancora tra le immagini di ieri e di oggi sul sito: http://www.multiradio.it/ceranonce

A.R .


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PROSEGUE IL “TIROTARY” RAGAZZA GUARISCE GRAZIE AL PROGETTO DEL ROTARY DI TOLENTINO di Carla Passacantando Va avanti il progetto “Tirotary” del Rotary Club di Tolentino. L’attuale presidente Leonardo Compagnucci vuole proseguire l’iniziativa attuando anche quest’anno il progetto, avviato nel 2009 dal presidente Andrea Passacantando, con i ragazzi, circa settecento, delle scuole medie inferiori di Tolentino. Il progetto, inoltre, verrà realizzato da altri Rotary del Distretto 2090. Hanno già aderito i club dell’Alto Fermano, Ancona Conero, Civitanova Marche, Osimo, Porto San Giorgio. Il “Tirotary” era stato presentato ufficialmente nel dicembre di due anni fa ad Abbadia di Fiastra di Tolentino. Tante le autorità presenti e grandi personaggi del mondo dello spettacolo come l’attrice Maria Grazia Cucinotta, madrina del progetto. Progetto che è volto a uno screening sulla funzionalità della tiroide degli studenti. E’ stato attuato, dietro la direzione del medico tolentinate Stefano Gobbi, alla fine del 2009 coinvolgendo i ragazzi delle scuole superiori tolentinati. Il “Tirotary” è stato riproposto anche nei primi mesi di quest’anno con il presidente Gianluca Pesarini con gli studenti delle medie di San Severino Marche e Treia. Il club tolentinate ha messo a disposizione della comunità locale le proprie professionalità proponendo un progetto di

“service” nei confronti degli altri. Scopo dell’iniziativa è monitorare la funzionalità della tiroide tra i ragazzi delle scuole, in una fascia di età dove avvengono i maggiori cambiamenti ormonali e fisici e valutarli preventivamente. La tiroide è una ghiandola importantissima che regola molte funzioni dell’organismo umano. È evidente che il buon funzionamento della tiroide è alla base di una buona salute fisica e mentale. Purtroppo però il numero di individui che ha problemi alla tiroide è molto elevato - circa una persona su dieci soffre di alterazione della tiroide - e tale stima è sicuramente errata per difetto poiché non sempre i sintomi della malattia sono riconoscibili. Il progetto “Tirotary” mira ad effettuare una anamnesi, una visita e una ecografia della tiroide avvalendosi di una equipe di medici rotariani di alto livello senza nessun costo per i ragazzi che vivono in città iodio carente. I dati ottenuti vengono utilizzati esclusivamente per fini statistici e sono oggetto di convegni e dibattiti pubblici con relatori di elevato spessore, nonché di pubblicazioni. A breve ne verrà stampata una. Con l’iniziativa si vuol lanciare un messaggio. Usare sale iodato per compensare carenze dietetiche. Prevenire è meglio che curare. L’esito del progetto “Tirotary” conferma la

reale prevalenza della patologia tiroidea tra i ragazzi. Lo studio dimostra ancora di più quanto era emerso nella Giornata mondiale della tiroide ospitata nel giugno del 2011 in Ancona, alla Facoltà di medicina e chirurgia, durante la quale erano stati illustrati i dati del progetto “Tirotary”. Ben vengano così studi come quello attuato dal Rotary Club di Tolentino, tra l’altro a costo zero, diretto dal medico Stefano Gobbi. Grazie all’avvio del progetto, con il past president Andrea Passacantando, nelle scuole superiori di Tolentino alcuni ragazzi hanno scoperto di essere

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affetti da una particolare patologia alla tiroide, tra i quali Ilenia Vita, 20 anni di Belforte del Chienti, in provincia di Macerata, che all’epoca frequentava il Liceo Classico. Alla studentessa, dopo lo screening, le è stato diagnosticato un nodulo alla tiroide che, in seguito all’esame citologico, è risultato di natura maligna, un “C4”. La ragazza ha effettuato lo screening nel marzo 2010 e di seguito tutte le altre analisi, mentre il 20 luglio è stata sottoposta all’intervento chirurgico all’ospedale di Camerino dove è stata ricoverata per tre giorni. Ora la ventenne sta benissimo.


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istituto Don Bosco

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VALORIZZAZIONE DELLE ECCELLENZE

Premiati i 10 e i 10 con lode all’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Tolentino Sabato 22 Ottobre 2011 alle ore 11.00 presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” di Tolentino si è svolta la cerimonia di consegna degli attestati di merito agli studenti della Scuola Secondaria di I° Grado che hanno conseguito la votazione di 10 e 10 con lode agli esami di Stato nell’anno scolastico 2010/2011. Alla presenza delle autorità civili, scolastiche e religiose nonché dei componenti il Consiglio d’ Istituto, dei genitori e degli alunni delle classi III è stato conferito un “Attestato di Eccellenza” ai seguenti ragazzi/e: Casadidio Agnese, Mancioli Miriam, Palazzetti Mara, Passarini Sara, Corsetti Samanta, Amico Camilla, Sileoni Filippo, Bigotto Benedetta, Orfei Elisabetta, Vitali Maria, Bernacchini Camilla, Governatori Leonardo e Taddei Beatrice. L’ iniziativa è stata promossa, per il secondo anno consecutivo, dalla Dirigente Prof.ssa Lauretta Corridoni e da tutti i docenti dell’ Istituto, in attuazione delle indicazioni ministeriali sulla valorizzazione delle eccellenze. Questa cerimonia festosa ha rappresentato un doveroso riconoscimento ai brillanti risultati conseguiti dagli studenti , ma anche un incoraggiamento per affrontare le difficoltà che verranno e per trovare la strada più confacente alla loro identità, preparazione e cultura. “È proprio il risultato dell’esame di stato che ha sancito la loro eccellenza negli studi”, ha dichiarato

il Dirigente scolastico prof.ssa Lauretta Corridoni, sottolineando che l’ esame conclusivo del primo ciclo di Istruzione, che si sostiene al termine del terzo anno della scuola secondaria di I grado, è un esame che negli ultimi anni è diventato sempre più complesso perché vi si accede con un giudizio di ammissione che tiene conto di tutto il percorso scolastico ed è composto da diverse prove di cui una nazionale che viene preparata dall’ INVALSI. Valorizzare i risultati che i ragazzi hanno conquistato con un duro lavoro, con il supporto delle famiglie e la guida degli insegnanti, è utile non per ampliare le differenze, che comunque esistono nella comunità scolastica, ma piuttosto per motivare tutti gli alunni allo studio al fine di far assaporare la gioia di risultati raggiunti con impegno senza perdere di vista valori fondamentali come l’amicizia, la solidarietà e la collaborazione. Appare chiaro dunque l’ importante ruolo che la scuola svolge per contribuire a creare cittadini maturi, capaci e consapevoli, sia sotto il profilo cognitivo sia a livello affettivo e relazionale. Una cerimonia molto sentita e partecipata, vissuta con particolare intensità da tutti i presenti, ma soprattutto dagli alunni premiati, che con i loro interventi e messaggi significativi ai compagni hanno dato una grande dimostrazione di maturità. L’incontro di quest’anno, infine, si

è arricchito con la predisposizione di un “Albo d’oro delle eccellenze”,contenente le firme e le foto degli alunni premiati, che rimarrà agli atti dell’ Istituto “Don Bosco” come memoria storica

Si è trattato di una giornata emozionante perché il “10 e il 10 con lode”, oltre che una soddisfazione individuale, è anche un risultato prezioso che interessa tutta la comunità.

SALDI A NOVEMBRE: QUALE FUTURO PER IL CENTRO STORICO? Non era neanche metà settembre quando sulla passerella di piazza della Libertà sfilavano tanti negozi del centro di Tolentino. A distanza di due mesi, purtroppo, si corre seriamente il rischio che quelli siano stati gli ultimi fuochi per il nostro centro storico. Ad oltre quattro settimane dalle festività natalizie, con inusuale anticipo rispetto ai tempi soliti, sono già numerose le proposte di saldi da parte di diversi negozi, molti dei quali svendono per svuotare i magazzini e chiudere definitivamente i battenti. Tutto ciò, seppur in parte giustificato dalla dura crisi economica, finisce per svilire il lavoro dei commercianti che, costretti a comprimere il periodo di prezzi pieni, hanno sempre maggiori difficoltà a far quadrare il bilancio, già assottigliato da una stagnazione dei consumi che dura da diversi anni, con il rischio di lavorare solo per pagare i fornitori e le spese vive, senza conseguire alcun utile. E i saldi tolentinati sono arrivati proprio mentre la giunta regionale

delle Marche ha recepito il contenuto della decisione della Conferenza delle Regioni e Province Autonome che stabilisce criteri unitari su tutto il territorio nazionale riguardo alla data di inizio dei saldi. Per il 2012 potranno partire dal primo giorno feriale antecedente l’Epifania (5 gennaio) fino al 1 marzo e dal primo sabato del mese di luglio (7 luglio) fino al 1 settembre. Le imprese dovranno comunicare la data d’inizio e la durata delle vendite al Comune almeno 5 giorni prima. Chiaramente manca una regolamentazione chiara e oggettiva, ma di fronte a quella che si prospetta come una progressiva desertificazione del centro storico, qualche responsabilità se la dovrebbe assumere anche chi governa la città. Domanda semplice: cosa è stato fatto nel corso di questi ultimi anni per valorizzare il centro, per cercare di attirare le persone e farle vivere il cuore di Tolentino? Poco o nulla. Quel poco che è stato fatto è risultato essere quasi sempre iniziativa di privati o associazioni che hanno

organizzato manifestazioni con risultati incoraggianti cui però non è stato dato il seguito e il sostegno necessario da parte delle istituzioni. Se è vero che gli enti locali, i Comuni in primis, lamentano una sempre maggiore riduzione delle risorse, è altrettanto vero che spesso alcuni capitoli di spesa in bilancio potrebbero essere dirottati per valorizzare il centro storico e le

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attività che in esso insistono. Fermo restando che iniziare i saldi i primi di novembre segnala una distorsione nel meccanismo delle vendite: la stagione invernale è iniziata da poco meno di un mese e partire con uno sconto sul prodotto penalizza l’intero sistema del commercio. Ma ciò che più preoccupa è il destino di questo centro. Sempre che a qualcuno interessi ancora.


The Light of Life di Sabina Concettoni

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IL MARE DELL’INFINITO

Imparare il movimento delle gambe Il Mare dell’infinito si pratica da entrambe i lati. Al solito cominciare con il sinistro. Eseguire l’esercizio lentamente e in modo uniforme, come se ci si stesse muovendo attraverso un liquido denso, tipo miele. Seguire queste istruzioni passo per passo. Per iniziare, suddividere l’Esercizio, insegnando per primo il movimento della parte inferiore del corpo, un dondolio avanti e indietro. Poi passeremo all’esercizio completo, integrando il movimento della parte superiore del corpo.

sulla gamba posteriore e ripetere questo movimento oscillatorio avanti e indietro, mantenendola stabilità e respirando in modo naturale con l’addome. Quanto più si permette a corpo e mente di rilassarsi, tanto più si sarà radicati ed equilibrati.

integrando il movimento della parte superiore del corpo con quanto si è appena appreso nella pagina precedente. Lo stesso movimento, simile all’onda, si applica anche qui. Una volta imparate queste istruzioni passo per passo, eseguire l’esercizio in un movimento continuo e fluido.

movimento circolare verso l’interno. 6-7 ( Espirando ) Continuare il movimento riportando le mani verso la vita, con i gomiti in dentro, mentre la parte bassa del corpo continua il movimento oscillatorio indietro, portando il peso sulla gamba posteriore.

8 Ritornare alla Posizione Iniziale. 1 Cominciare con la Posizione Fare una breve pausa per trovare il Iniziale. proprio centro. 2 Girarsi a sinistra, in modo che 9 Eseguire il movimento sul il torso e le spalle siano paralleli lato destro così come si è fatto alla parete che si sta guardando. sul sinistro. Quando si finisce, Il peso è sulla gamba posteriore, il ritornare alla Posizione Iniziale. cui ginocchio è piegato. Guardare dritto in avanti.

8 ( Inspirando ) Mentre ci si sposta in avanti, le braccia si stendono come in una bracciata a rana, spingendo in fuori a livello del petto. Continuando il movimento delle braccia ( espirando 9, riportare le mani alla vita, mentre si sposta nuovamente il peso sulla gamba posteriore.

Integrare il movimento della parte superiore del corpo

3-4-5 ( Inspirando ) Spostando il peso in avanti sulla gamba Buon Lavoro ! anteriore, stendere lentamente Imparare ora l’esercizio completo, in fuori le braccia e compiere un

1 In piedi nella posizione iniziale, trovare il proprio equilibrio e radicamento, respirando in maniera naturale dall’addome. Posare le mani sui fianchi. Se ci si trova in una stanza, ci si può allineare con le pareti che in questo esercizio fungono da punto di riferimento per la direzione. 2 Girarsi a sinistra, in modo che le spalle e il busto siano paralleli alla parete che ci si trova di fronte. Il peso è sulla gamba posteriore, il cui ginocchio è piegato. 3-4-5 Con un fluido movimento in avanti, spostare il peso sulla gamba anteriore. 6-7

Spostare nuovamente il peso

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Sabina


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LA G ALL E R I A E U RO PA S I RI FA’ I L TRUCCO Dopo 40 anni prendono il via i lavori di riqualificazione. I dettagli nell’intervista all’assessore all’Urbanistica Bruno Prugni Chi realizzerà l’intervento?

Il trascorrere degli anni, l’incuria, spesso anche l’inciviltà di alcune persone l’avevano ridotta proprio male. Metterci mano era diventata ormai una priorità non più rimandabile. Così, da alcune settimane, sono iniziati i lavori di restyling della Galleria Europa. Che, fra l’altro, non dovrebbero costare nulla alle casse comunali. Ne abbiamo parlato con l’assessore all’Urbanistica, Bruno Prugni. Assessore Prugni, qualche giorno fa si è chiuso il bando pubblico per la sponsorizzazione della Galleria Europa che lei ha fortemente voluto; com’è andata? C’è stata partecipazione?

acquirente interessato, credo € l’anno di affitto, anche un che l’Amministrazione comunale importante risparmio per le spese Con la Delibera di Giunta del abbia fatto bene ad investire su energetiche. 18 ottobre, l’Amministrazione quei locali anziché svenderli. ha individuato i soggetti che Ci tengo a sottolineare che, così effettueranno materialmente In merito alla domanda, più come per la Galleria Europa, il l’intervento di riqualificazione e che qualche aggiornamento progetto è stato redatto dall’Ufficio sono: Ecosystem Group, Ciccioli posso dirvi che i lavori sono Urbanistica a costo zero. Anche Bruno e C., Tecnoimpianti, Crama, terminati nei tempi previsti (29 il trasloco non graverà di un BBC Siti Internet, Multiradio, ottobre). Attualmente stiamo solo euro sulle casse comunali. Andrea Cervigni, Gieffe Group, procedendo alle pulizie dei I funzionari, infatti, si sono resi Publiform ed il Geom. Giovanni nuovi locali ed al trasloco degli disponibili in prima persona al Francioni. uffici. L’inaugurazione dovrebbe trasferimento dei rispettivi uffici avvenire entro il mese di ed io, per questo, pubblicamente Oltre le ditte appena novembre. li voglio ringraziare. menzionate contribuiranno, con sponsorizzazioni economiche La ristrutturazione ha interessato Alcuni di recente l’hanno e tecniche, anche: ASSM Spa, oltre 550 mq di immobile, per un accusata di fare soltanto Consmari, Magazzini Gabrielli costo complessivo di circa mezzo “annunci”, cosa risponde? Spa, Rotary Club e la Ditta milione di euro e la quasi totalità Ciavaroli. delle ditte che hanno realizzato Cosa debbo rispondere … l’intervento sono di Tolentino. vengano alle inaugurazioni sia Quando vedremo i primi operai Quest’opera consentirà, oltre della nuova Urbanistica che della al lavoro? ad un risparmio di circa 45000 Galleria! Spero che per quando uscirà il prossimo numero del Press PRIMA News alcune lavorazioni siano già iniziate. Le imprese che si sono aggiudicate i lavori si sono addirittura rese disponibili ad effettuare le lavorazioni non rumorose durante le ore notturne, per intralciare il meno possibile le attività commerciali e professionali dell’area. Cosa prevede il progetto? Innanzitutto va ricordato che il progetto è stato redatto dall’architetto. Antonio Migliorisi, Dirigente dell’Area Urbanistica del Comune di Tolentino.

È andata molto bene. C’è stata una partecipazione che non mi sarei mai aspettato. Hanno partecipato Professionisti, Imprese e Associazioni. Un simile interesse sta a dimostrare che quando vengono coinvolti direttamente e si dà loro la possibilità di mettersi in mostra, i nostri imprenditori non si tirano indietro. C’è grande voglia di partecipare, anche in un momento complesso come questo.

Il progetto base del Bando di gara prevedeva la sostituzione dell’impianto di illuminazione, la tinteggiatura di tutte le superfici murarie verticali e del soffitto e la sostituzione della pavimentazione in gomma con granito antiscivolo. Il raggruppamento di imprese che si è aggiudicato la gara ha aggiunto nell’offerta numerose migliorie di tipo impiantistico e logistico. Saranno forniti ed installati, infatti, gli impianti WiFi, di filodiffusione Dopo 40 anni la riqualificazione e di videosorveglianza e saranno della Galleria Europa sembra anche sostituite tutte le grate perimetrali del Palazzo. ormai avviata, è così? Si, è così e ne sono soddisfatto. Si Nello stesso Palazzo Europa, mette finalmente mano ad uno dei appena un anno fa, lei luoghi più frequentati della città. ha dato il via ad un altro La Galleria Europa non è solo un importante progetto che è punto di riferimento urbano, negli la ristrutturazione dei locali anni è diventata anche luogo di dell’Ex-Liceo Scientifico che aggregazione giovanile e quindi saranno la nuova sede dell’Area meritava attenzione. È terminata Urbanistica del Comune di la fase più lunga e complessa per Tolentino. Ci può dare qualche noi amministratori e cioè quella aggiornamento? del reperimento delle risorse, Ricordo che l’Ex-Liceo doveva della pubblicazione di un Bando essere venduto per ricavare e dell’individuazione delle ditte parte delle risorse da destinare esecutrici delle opere. Da domani alla realizzazione della inizierà la fase operativa vera e Palazzina Tecnologica. Dopo propria. due anni di attesa e senza alcun 12

DOPO


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Confcommercio Tolentino - Imprese per l’Italia presenta la borsa shopper dei negozi del centro Nonostante il proliferare dei centri commerciali, dei bazar cinesi e dell’abusivismo, la piccola impresa commerciale rimane sempre un punto fermo dell’economia nazionale e soprattutto locale. Grazie a queste imprese la gente ha ancora il piacere di passeggiare per le vie della città illuminate dalle vetrine che espongono prodotti di qualità e soprattutto il made in Italy. Se poi si decide di entrare in un qualsiasi negozio per fare acquisti troviamo la cortesia, l’assistenza che solo la “bottega sotto casa” può offrire. Chiudiamo un attimo gli occhi e pensiamo al centro storico di Tolentino senza negozi; l’oscurità, il silenzio e l’abbandono totale la farebbero da padroni insieme a borseggiatori e spacciatori. Riapriamo gli occhi e guardiamoci intorno... Seppur con tante difficoltà dobbiamo ringraziare gli operatori commerciali che ogni giorno rendono vive le vie e le piazze della nostra città con il loro sorriso, la loro forza di volontà e la grande professionalità, aspettando un domani più roseo che non arriva mai. Organizzano notti

bianche, manifestazioni e accendono il Natale ogni anno al fine di rendere la città più accogliente e più viva. Non sono mai insistenti, sono discreti e con loro ci si trova come a casa. Che la piccola impresa commerciale sia insostituibile lo dicono tutti ma poi nei fatti non è così. Comunque c’è ancora qualcuno che ci crede molto, tanto che la CARIFAC si è fatta avanti al fine di rimarcare ulteriormente quella distinzione che c’e tra il negozio sotto casa e gli altri. Cosi CARIFAC e CONFCOMMERCIO che e l’associazione dei commercianti più rappresentativa del territorio hanno ideato una originale e comoda borsa in cotone che distingue ancor più la qualità della spesa effettuata nel negozio tradizionale. Non stiamo qui a descriverla, basta andare dai primi giorni di novembre nei negozi associati Confcommercio che espongono la relativa vetrofania. La Presidente di Delegazione Novella Pippa

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“ECCO PERCHE’ HO LASCIATO” Scattolini spiega le sue dimissioni da coordinatore del Pdl

A pochi mesi dalle elezioni comunali non deve essere stato facile prendere una decisione così. Eppure, Gianluca Scattolini ha preso il coraggio a quattro mani e si è dimesso dall’incarico di coordinatore del Popolo della Libertà di Tolentino. Per chi ha seguito un po’ la politica locale negli ultimi anni non è stata una sorpresa: in più occasioni Scattolini aveva manifestato pubblicamente delle perplessità sulla politica nazionale del partito.

Ma, alla �ine, perchè ha preso la decisione di dimettersi? Certamente non è stata una decisione facile da prendere in quanto ben grato e consapevole della �iducia ricevuta da parte di dirigenti, militanti e semplici simpatizzanti del PDL locale e provinciale. Ma, a mio avviso, l’azione politica

portata avanti a livello nazionale dal Governo non soddisfa quella volontà di cambiamento di cui il PDL si fa portavoce e utile per cambiare l’Italia. Questa situazione di stallo che si protrae da più di un anno, in un contesto economico e sociale delicatissimo, ha determinato in me la volontà di fare, seppur con dispiacere, un passo indietro. Sono sempre più convinto che la politica debba ritrovare credibilità per riconquistare l’entusiasmo e la partecipazione della gente, tornando alla discussione sui contenuti e lasciando da parte i tatticismi politici. I cittadini italiani sono indignati per l’atteggiamento della classe politica che impone pesanti sacri�ici e al tempo stesso non si mostra disposta a dare alcun segnale di partecipazione a questo sforzo. E’ stata sciupata secondo me, una importante occasione per dimostrare responsabilità ed intelligenza politica. La decisione di lasciare la guida del coordinamento però mi permetterà di dedicare più tempo alla cosa che ritengo più importante nella vita: la famiglia. Come ha vissuto il periodo in cui è stato coordinatore del Pdl di Tolentino? E’ stato un periodo intenso e pieno di soddisfazioni: il PDL �in dal primo appuntamento elettorale è stato sempre il primo partito a Tolentino,

riuscendo ad eleggere uno dei due candidati al consiglio provinciale con un ottimo 32% di consensi. L’ottimo risultato elettorale del partito sarà un punto di partenza importante per la prossima tornata elettorale per le comunali a Tolentino. Questi risultati sono stati raggiunti grazie al lavoro di un gruppo motivato e coeso. Un ringraziamento particolare lo rivolgo ai componenti del coordinamento per la stima e per il sostegno che mi hanno sempre trasmesso Potrà mai affermarsi il centrodestra a Tolentino o scon�iggere il centrosinistra resta un’utopia? Credo che il centro destra abbia tutte le carte in regola per affermarsi a Tolentino, non solo perchè i cittadini sono scontenti dell’attuale classe politica di centro sinistra, che governa il comune praticamente da sempre in modo assolutistico, ma perchè può veramente portare aria nuova nel palazzo comunale per dare alla città un governo ef�iciente e propositivo. Come giudica l’operato dell’Amministrazione Comunale in carica? In giro, parlando con la gente, è esplicito il malcontento riguardo l’operato dell’attuale amministrazione di centro sinistra. In primo luogo rimprovero l’aver

assistito all’impoverimento in termini economici del territorio senza aver fatto nulla per contrastarlo, anzi, con l’apertura del nuovo centro commerciale, ha addirittura peggiorato la situazione perchè le opportunità paventate non sono arrivate mentre sono aumentate le dif�icoltà per i negozianti del centro di Tolentino. Come non ricordare il tema ri�iuti: a Tolentino è da sempre presente il Cosmari e discariche di appoggio per le quali il comune percepisce ogni anno contributi dal consorzio. Nonostante tutto però i cittadini di Tolentino non hanno mai avuto nessun bene�icio sulla tassa che pagano per i ri�iuti, anzi, quest’anno per premio hanno avuto anche l’aumento. Nelle ultime settimane inoltre, diverse attività economiche si sono viste recapitare richieste di pagamento della tarsu con importi che in alcuni casi sono arrivati anche a 60.000 euro e accertamenti eseguiti da una società privata; in ordine di tempo inoltre ricorderei la pista ciclabile con tutte le criticità che si porta appresso e contro la quale sono state raccolte moltissime �irme a Tolentino. Resterà ancora in politica? Rimango a fare politica e resto a disposizione cercando di apportare il mio contributo di uomo di destra per provare a raggiungere un reale cambiamento.

La stagione dei sogni centro commerciale la rancia Tolentino 14


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MESSE IN LATINO NELLA CHIESA DEI SACCONI Carissimi, grazie all´interessamento del Parroco Don Andrea Leonesi, a cui dobbiamo la nostra riconoscenza, il Vescovo Mons. Claudio Giuliodori ha confermato che le celebrazioni della Santa Messa, nel rito antico, avranno luogo nella Chiesa del Sacro Cuore,  detta dei Sacconi, secondo il calendario festivo che trascrivo. Per la nostra Città e per Confraternita dei Sacconi è molto importante: dopo tanti lavori per restaurare la Chiesa finalmente potrà essere celebrata la Santa Messa festiva nella forma antica, come raccomandato dal Papa. Dobbiamo però “meritare” tanta bontà: cercando di far venire il più ampio numero di persone, anche da fuori città, perché non possiamo impegnare un Sacerdote quasi tutte le domeniche con la chiesa vuota... Ecco il calendario delle celebrazioni nella Chiesa del

“I NOSTRI ARTIGIANI DI PELLE E CUOIO NON HANNO RIVALI” Confartigianato fa emergere note positive

Sacro Cuore (dei Sacconi) fino al 6 gennaio 2012. Sul sito 25 imprese dei settori trainanti internet www.missaleromanum. l’economia tolentinate, hanno it tutti gli aggiornamenti risposto all’invito di Confartigianato partecipando all’incontro tenuto settimana per settimana.  Domenica 13 Novembre nella locale sede dell’associazione. ore 17,00 Santa Messa; Prestando attenzione alle vive Domenica 27 Novembre voci degli imprenditori presenti, è ore 17,00 Santa Messa; emersa da un lato preoccupazione - Giovedì 8 dicembre ore 17,00 per la congiuntura sfavorevole Santa Messa cantata per la solennità che sta coinvolgendo molti Paesi, dell’Immacolata Concezione; dall’altro consapevolezza di dover - Lunedì 26 Dicembre ore 17,00 guardare oltre con fiducia, anche Santa Messa cantata per la festa verso nuovi riposizionamenti grazie di Santo Stefano protomartire; alle capacità ed al senso di dignità - Venerdì 6 gennaio 2012 ore degli artigiani che riescono sempre 17,00 Santa Messa cantata ad emergere con rinnovate strategie sulla professionalità, per la Solennità dell´Epifania. basate Confidando nel Vostro aiuto, il altissima qualità e certezza di poter passa-parola spesso funziona più di esprimere eccellenza manifatturiera cento manifesti, vi ringrazio e vi 100% Made in Italy. Inevitabilmente si è parlato di saluto cordialmente delocalizzazione, poichè sempre più spesso grandi gruppi committenti Andrea Carradori esportano fasi produttive che hanno garantito per molto tempo sicurezza ai contoterzisti, ma i piccoli imprenditori sono altresì convinti che nell’era della globalizzazione non è più possibile lavorare esclusivamente per un solo richiedente, e stabilire o dettare tattiche alle “aziende madri” non può essere la soluzione; auspicabile invece sarebbe cercare di ottenere serena concertazione, per valutare possibili accordi che permettano di continuare collaborazioni storiche, altrimenti cercare diversi percorsi

confacenti, studiando potenzialità, prospettive, orientamenti di ogni singola impresa. Lamentele sono emerse nei confronti della politica e di alcune Associazioni di Categoria, anche se il Presidente Cicconi ha invitato tutti ad “usare” Istituzioni, Associazioni ed Enti preposti, poichè molto spesso gli artigiani non chiedono, impegnati esclusivamente a lavorare; lo stesso Cicconi ha ricordato ai presenti il recente contributo a fondo perduto di 800 euro + sconto 15% al metro quadro sulla superficie espositiva, elargito da Confartigianato per tutte le Imprese Artigiane partecipanti al MI.PEL. appena concluso, manifestando rammarico poichè nessuna azienda pellettiera di Tolentino ha usufruito di questa opportunità. Al termine è emersa ancora una volta positività dal nostro territorio, le imprese lavorano e danno lavoro, la pelletteria, anche in virtù delle evoluzioni produttive, è in netto recupero, tanto che potrebbe assorbire ancora addetti e realizzare intese con operatori degli imbottiti e dell’arredamento di pelle, poiché nel settore pelle e cuoio la manifattura tolentinate non ha rivali. Mario Cicconi

e r i r p o e! t c r s e f a f i o n i e l i i ...v re imperdib le nost

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TIRO CON L’ARCO prestigiosi risultati per gli Arcieri del Medio Chienti Ottimi risultati per gli Arcieri del Medio Chienti. La compagine belfortese, nella quale militano diversi atleti tolentinati, ha ottenuto il bronzo al campionato europeo Campagna svoltosi in provincia di Arezzo a settembre, battuti dalla Finlandia alle semifinali e la medaglia d’argento ai campionati italiani targa 2011 a Roma. Nella capitale il risultato è stato ottenuto dalla squadra seniores

RIFUGIO MONTI AZZURRI TOLENTINO:

Appello URGENTISSIMO per Batuffolo

maschile composta da Palmioli, Seri e Moschini mentre agli europei Palmioli e Seri sono arrivati in semifinale. Grande quindi la soddisfazione per la presenza sui podi degli arcieri belfortesi, sia ai campionati italiani che europei. Complimenti ed auguri agli Arcieri del Medio Chienti di continuare a tenere sempre alta la bandiera azzurra.

Batuffolo è un meticcio maschio di circa 2 anni, taglia medio piccola (10 kg circa ). Grazie al “senzacuore” che lo ha abbandonato ha subito multiple fratture al bacino, è stato operato, ha ripreso a camminare anche se un po’ barcollante. Sta reagendo alla terapia ma molto lentamente.

Batuffolo ha bisogno urgente di una persona che gli possa donare tutto l’amore e le cure necessarie ospitandolo in un luogo accogliente e confortevole. E’ un cagnolino dolcissimo e tranquillo, timoroso delle persone, ma con dolcezza si fa toccare e manipolare.

Batuffolo si trova al Rifugio per Cani Monti Azzurri di Tolentino (MC) Info: 338 9700596 o 0733 966523

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MPN novembre 2011