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di Carla Passacantando

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo dei giovani imprenditori di Tolentino. Conosciamo la cuoca Melania Moschini che, appassionata di cucina e di tutto ciò che è natura, si racconta facendo riferimento al passato ed al presente, puntando l’attenzione al futuro. Melania Moschini, che ha scelto di essere vegetariana e poi vegana, è titolare dell’agriturismo “Coroncina” di Belforte del Chienti, in via Fossa, dove ogni particolare del luogo e del rustico casale comunica serenità, relax e gran voglia di assorbire la natura circostante. Nella struttura si preparano piatti realizzati secondo la dieta che rifiuta alimenti provenienti dal regno animale.

editoriale

di Carla Passacantando

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I FURBETTI DEL SISMA: una triste storia si potrebbe aggiungere al dramma del terremoto. Ad oltre un anno e mezzo dalle forti scosse si è ancora nella fase di emergenza. Gli sfollati continuano ad usufruire del Cas, contributo di autonoma sistermazione, non avendo per ora una sistemazione definitiva. Furbetti i propretari di appartamenti che hanno concesso le loro case aumetando il canone di affitto, furbetti coloro che pagano l’affitto con molta calma o per niente, usufruendo del CAS, furbetti coloro che con abili raggiri hanno ottenuto il Cas quando non avrebbero dovuto usufruirne. E’ quanto si vocifera in città. Sarebbe una grande tristezza se queste voci fossero fondate. I furbetti, comunque, non mancano. In questi ultimi giorni nell’ambito di alcuni controlli gli agenti della Polizia locale hanno sanzionato tre automobilisti, uno di Tolentino, il secondo di Pollenza ed il terzo di San Severino Marche, perchè utilizzavano in città permessi per auto per diversamente abili intestati a familiari deceduti. Onestà, onesta, onestà. Buona lettura. MPN maggio 2018

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Anno XII n. 4 - maggio 2018 - numero chiuso in redazione 8/5/2018 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO - Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: dott.ssa Carla Passacantando - Stampa: Tipografia San Giuseppe - www.multiradiopressnews.it

MELANIA MOSCHINI: PIONIERA DEL BUON CIBO


...segue dalla prima

La cucina vegana caratterizza il locale. La sua ossessione è la materia prima e soprattutto marchigiana, l’osservanza indiscutibile della stagionalità. L’orto, gestito in prima persona, fornisce la quasi totalità degli ingredienti. Un’attività, quella dell’agriturismo, sulla quale ha molto puntato, ritagliandosi un piccolo grande mondo su misura e rinunciando agli agi, provenendo da una famiglia di industriali: il nonno è Nazareno Brandi, la madre Isabella Brandi Moschini ed il padre Franco Moschini. Com’è nata questa sua cultura verso un’alimentazione vegetariana che una quindicina di anni fa era un qualcosa di sconosciuto nel nostro territorio rispetto alle grandi città? «E’ nato tutto per una mia ripicca. Il dottore diceva che ero anemica e quindi avevo bisogno di mangiare carne per eliminare globuli bianchi in eccesso. Tutti i giorni così a tavola c’era carne ed il mio corpo ad un certo punto cominciava ad rifiutare questo cibo. Mi veniva un senso di nausea e di rigetto. Ed era il 23 dicembre 1993 quando ho mangiato l’ultimo piatto di carne. Da quel momento ho eliminato tale alimento. Allora non si parlava ancora di cucina vegetariana e vegana. A quell’epoca era nata la macrobiotica, ma era un mondo molto lontano dalla mia conoscenza. Sta di fatto che continuavo a non mangiare carne e la situazione di salute era migliorata così la scelta fatta per me stessa è stata quella giusta. Ho cercato, man mano, di trovare qualche libro. Anzi. Mio papà l’anno dopo, mi ha regalato una pubblicazione di cucina vegana, che ho ancora, con il suo autografo. Ho iniziato così ad avere un po’ di passione per la cucina, tema che sono andata ad approfondire nel 1997 quando mi sono trasferita in Kenia dove ho lavorato in un ristorante dove si cucinava di tutto. E li ho maturato l’idea di cosa fare da grande. Sperimentavo, leggevo, approfondivo e di seguito è arrivata la scelta di cambiare completamente l’alimentazio-

ne che non era più una ripicca, ma la volontà di non voler mangiare gli animali. Prima sono stata vegetariana e poi vegana. Dapprima ho eliminato la carne ed il pesce e successivamente anche gli alimenti di origine animale ovvero il formaggio, il miele, le uova. Se vogliamo essere più estremi non si usa neanche la pelle e la lana per vestirsi ed effettivamente non ho più acquistato capi di abbigliamento realizzati con tali prodotti. Se possiedo qualcosa a riguardo è perché sono vestiti che appartengono al passato».

dal cuore, dalle stagioni, per me è fondamentale che in ogni mese venga mangiato quello che la terra ci dà. Abbiamo un orto che seguiamo con amore in maniera biologica senza pesticidi. Abbiamo circa 500 piante di ulivo e da frutto. E con i prodotti del nostro orto realizziamo i piatti che poi andiamo a proporre ai nostri clienti. Dopo quattro anni di attività ho iniziato ad ipotizzare di aggiungere le camere ed è stata una scelta vincente perché chi viene ha la possibilità di godersi in pieno l’ambiente e la natura. Ci sono i cagnolini che accolgono il cliente. C’è un percorso nella proprietà. Chi ha piacere può fare una passeggiata, può andare a prendere qualche prodotto dall’orto, può raggiungere il laghetto. Più che filosofia è uno stile di vita».

Abbracciata questa nuova cultura di vita Melania Moschini è andata oltre ed ha voluto realizzare un sogno, avviare un agriturismo per far si che anche gli altri potessero conoscere ciò che aveva imparato sulla alimentazione e sul vivere sano con la natura. «Passando davanti ad un’agenzia immobiliare di Tolentino sono stata colpita da un locale che era in vendita e che si trovava a Belforte del Chienti. E così sono andata a visitarlo. Una volta li, ho sentito che era un locale che mi apparteneva e da quel momento ho maturato l’idea di realizzare un agriturismo dove vivere allo stesso tempo. Era il 2004. Nel giugno del 2007, dopo aver completato tutti i lavori di ristrutturazione, ho aperto l’agriturismo “Coroncina”. Nel frattempo mi sono formata partecipando a corsi di cucina vegetariana, di sommelier, di assaggiatore di olio. Non ci si può improvvisare, ma bisogna sapere, avere una professionalità che ti differenzia. E voglio anche che chi lavora per me sia altrettanto consapevole di quello che sta facendo. Ho poi scelto il nome Coroncina perché deriva da una varietà di oliva propria dei cinque comuni della nostra zona, Belforte del Chienti, Caldarola, Cessapalombo, Camporotondo di Fiastrone, Serrapetrona. Non avevamo le camere appena aperto, ma solo una ventina di posti per mangiare. Qualcuno mi guardava in modo scettico perché nel 2007 la gente non capiva la differenza tra macrobiotico e vegetariano. La mia è una cucina dettata

abbondante. Poi ci sono i clienti che hanno consapevolezza, che hanno un rapporto con il cibo, la natura, gli animali. Abbraccio diverse fasce di età di clientela, dal ragazzo di 18 anni all’anziano di 70. E ciò è bellissimo». Come si può abituare la gente a consumare prodotti sani, quelli ottenuti senza trattamenti? «Non si apprezzano tali prodotti perché non si ha la consapevolezza di quello a cui si andrà incontro mangiando prodotti conservati. E’ così la consapevolezza che fa la differenza. Ho lavorato due mesi in un’azienda agraria dove zappavo, seminavo, raccoglievo, ho così vissuto una esperienza che ha fatto nascere in me il rispetto per la terra. Questa consapevolezza deve arrivare fin quando si è piccoli. Ed io sono stata fortunata perché la mia famiglia mi ha fatto vivere la campagna, mi ha insegnato a riconoscere il canto di un uccello, quando mangiare una mela o un fico. L’amore verso la natura mi è stata trasmessa pur abitando prima in città e poi in campagna. Per alcuni ancor oggi vivere in campagna è sinonimo di povertà, invece è la ricchezza più grande che uno può avere perché nasciamo dalla terra e va rispettata».

E’ stata una scelta di vita intrapresa con umiltà perché poteva fare altro essendo figlia di una famiglia benestante. «Si, avviare questa mia attività è stata una soddisfazione grande. La mia famiglia è stata sempre sotto i riflettori e questo mi ha fatto sentire in secondo piano. Con la mia attività mi sono voluta distaccare dalla famiglia dimostrando di riuscire a gestire qualcosa di mio, fatto I progetti per il futuro? da me». «La vita continua, non mi fermo con la “Coroncina” che I clienti vengono alla “Co- rappresenta una scommessa roncina” principalmente per vinta. curiosità o perché amano la Voglio mettermi in gioco in alcampagna e l’alimentazione tre situazioni. vegana? Al centro di tutto quello che si «La clientela è selezionata fa, comunque, ci deve essere perché in agriturismo viene l’amore. Il mio motto “è l’ottimichi ama la cucina vegana o il smo dell’azione è meglio del curioso, quello che si affezio- pessimismo del pensiero”». na e poi ritorna, che parla con me, condivide, approfondisce La redazione di Multiradio ed è come se fosse un picco- Press News ringrazia Melania lo seme per un futuro raccolto Meschini per la disponibilità. 2


Donata all’US Tolentino un’apparecchiatura elettromedicale di ultima generazione. Gli oltre 350 ragazzi della Scuola Calcio Cremisi potranno cosi’ avvalersi della TECARTERAPIA e della crio-pressoterapia con GAME READY


Da un orgo a una otte Ci sono almeno quattro ottime ragioni per ricordare il “non-tolentinato” di questo mese meritevole di cittadinanza onoraria, sia pure postuma. Le ricordiamo in breve: l’essere trascorsi 10 anni esatti dalla morte; l’aver fornito per un trentennio ai tolentinati un contributo culturale, educativo e formativo di prim’ordine; l’aver accresciuto il prestigio della città nel suo insieme; l’aver fornito nel suo campo un esempio raro di professionalità e competenza. Ma ad esse vogliamo aggiungerne una quinta, non senza un filo di malcelato imbarazzo. Scopo di questa rievocazione è soprattutto risarcire, almeno in parte, con la memoria e il rispetto dovuti, un’immagine di Tolentino che non ci piace e da cui non si sentiamo affatto rappresentati. Né per ieri né per oggi. Il maestro Natale Airaghi arrivò a Tolentino nel 1955. Il suo percorso umano e artistico era iniziato a Rho (Mi), dov’ era nato nell’imminenza del Natale 1926. Da qui, il suo nome curioso quanto benaugurante. Famiglia numerosa ( 6 figli, tra maschi e femmine), condizioni economiche difficili come per molte dell’immediato dopoguerra. La vocazione che avrebbe dato un senso alla sua vita maturò fin dall’infanzia e adolescenza con il fascino per la musica sacra e per i suoi grandi autori, si consolidò con l’attività di organista e direttore del coro a Courmayeur (Aosta), cui univa quella di tecnico elettricista per arrotondare i magri guadagni. A perfezionare e qualificare la sua preparazione si aggiunse il periodo accademico presso i Conservatori di Parma e Milano, per concludersi al Santa Cecilia di Roma. Nella Capitale Airaghi ebbe modo di venire a contatto con i maggiori esponenti di un genere antico, illustre, nobile e nobilitante quanto arduo da coltivare. Si diplomò brillantemente in organo, composizione organistica

e direzione del coro. Durante la sua permanenza da studente, alloggiava presso una comunità di frati agostiniani. Il regime era estremamente rigido, quasi monastico. In cambio, forniva la sua opera per le funzioni religiose. Ma questo fu anche il primo passo che lo avrebbe portato a Tolentino. Infatti, proprio in seguito a contatti tra il convento di San Nicola e i confratelli romani, nel 1955 il giovane e promettente maestro avrebbe preso il treno per una cittadina a lui finora sconosciuta. Non immaginava certo che vi avrebbe trascorso il resto della sua vita. Da anni si stava cercando un direttore di talento per la Corale del santuario. Dopo un lungo periodo di difficoltà dovute agli eventi bellici, all’avvicendamento di maestri avventizi non sempre adeguati, a contrasti più o meno accesi, la Corale era vistosamente scaduta in qualità e stima. Gli Agostiniani di Tolentino – ormai lontano il periodo d’oro con il M° Luigi Renzi – avevano le idee ben chiare. Padre Nicola Eugenio Fusconi e il Priore padre Giuseppe Giuli furono espliciti. Si richiedevano due requisiti irrinunciabili: «Un maestro quadrato come uomo e come intendente di musica sacra». Fu Dante Ullu in persona, docente di composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, ad assicurare e garantire «la serietà della preparazione e la capacità del Maestro Natale Airaghi per averlo avuto come valentissimo allievo e collaboratore nell’istruire i cori per i concerti sinfonico corali». Il candidato direttore fu assunto in prova per un mese, ma ricavò da quella breve esperienza - che si augurava potesse prolungarsi un’impressione entusiastica. Trovò in Tolentino, piccolo borgo attivo e vivace, nella quiete di un luogo lontano dai tumulti della grande città, nel raccoglimento del convento, una sorta di terra promessa, un buen retiro in cui la sua sensibilità artistica si sarebbe potuta esprimere nell’ambiente ideale. Non ne fece mistero nello scrivere ai padri agostiniani, sperando in cuor suo che non si trattasse di un sogno passeggero. E tale non fu. Per buona sorte sua, del convento, della città adottiva, Airaghi fu assunto stabilmente e per trent’anni svolse con il massimo zelo il compito affidatogli. Disponeva di ottima preparazione tecnica e culturale, ma anche di un carattere determinato, avvezzo al rigore da esigere innanzitutto per sé, quindi da chi doveva essere guidato nella sua attività. Severo nell’esigere impegno e rispetto, quanto aperto alla generosità nel sostenere talenti

bisognosi impartendo gratuitamente lezioni, senza mai lesinare consigli a chiunque volesse apprendere o migliorarsi. Sotto la sua guida autorevole la Corale fu caratterizzata da disciplina, organizzazione, partecipazione, responsabilità. Vi furono inserite per la prima volta anche voci femminili. L’organico crebbe in quantità, qualità e prestigio fino a livelli sempre più riconosciuti ovunque. Intanto Airaghi svolgeva incarico di insegnamento nelle scuole medie della provincia, successivamente a Tolentino,

Ottanta e Novanta, cominciarono a spuntare tra gli stessi coristi dissensi, malumori, critiche interne. Intanto all’esterno rumoreggiava un sottobosco di aspiranti ( ma infidi) “maestri sostituti”, con trascorsi scolastici, titoli e curricula tutt’ altro che trasparenti, ambizioni covate nell’ombra, meschinità di bassa lega. Una marmaglia eterogenea, con in comune un unico bersaglio. Perché Airaghi era troppo oltre. Per troppi mediocri. Possedeva competenza, professionalità, esperienza, rigore, disciplina, schiettezza,

24 aprile 1975. Il Maestro Airaghi in concerto nella Basilica di san Nicola

impartendo in modo sistematico ai ragazzi in età scolare educazione e formazione musicale insieme. Così, mentre faceva emergere nuovi talenti, plasmava con cura la sensibilità di generazioni. Il Maestro e i suoi cantori ampliarono l’impegno musicale anno dopo anno, riscuotendo consensi e ammirazione in molte località, presenziando eventi significativi, ottenendo riconoscimenti e attestati di stima da sindaci, autorità ecclesiastiche e civili, conquistando un pubblico entusiasta ad ogni esibizione. Tre occasioni tra molte possono testimoniare efficacemente il livello raggiunto. Nel 1959 la Schola Cantorum partecipò ad una diretta televisiva RAI in prima serata; nel 1961 lo stesso organico si esibì in due memorabili concerti in occasione delle celebrazioni del Centenario dell’Unità d’Italia. Numerosi e impegnativi furono anche quelli tenuti in tutta la Regione. Tolentino ebbe così un altro vanto di cui fregiarsi come città della cultura e dei talenti costantemente valorizzati. Ma non tardarono ad arrivare i tempi bui, le invidie, i rancori, i risentimenti, i tradimenti consumati anno dopo anno. Soprattutto a partire dagli anni 4

unite ad un insopprimibile istinto per il relazionalmente scorretto. Ce n’era più che abbastanza per emarginarlo, isolarlo, raggirarlo, fare terra bruciata intorno a un uomo che rappresentava la cattiva coscienza di tanti nanetti vanitosi, subdoli, quanto più impazienti in cerca di gloria. Quando nel 2008 tolse il disturbo, arrivarono condoglianze alla famiglia da tutta Italia. Ma non va dimenticato che i suoi ultimi anni furono di amarezza, disillusione, solitudine, percezione di una ingiusta e immeritata ingratitudine. Peggio ancora, indifferenza. Proprio dalla città che era diventata la sua seconda patria. Con molta discrezione e signorilità – com’era suo stile – Airaghi non mancava di confidare agli intimi quanto si sentisse in una «botte chiusa tra le colline», elegante metafora di un ambiente fatto di grettezza, ignavia, arrivismo, campanilismo becero, piccineria. Ben diverso da quel “borgo” di cui s’era innamorato al primo incontro, ora diventato tristemente “selvaggio”. Senza neanche l’attenuante di essere stato almeno “natìo”.


CHE NE SARÀ DI NOI GIOVANI? Ore 17. Basilica di San Nicola. Io e i miei amici in pausa da uno studio matto e disperato. Si perché proprio a quell’ora, dopo aver recitato l’Angelus e soprattutto dopo aver impiegato le più produttive delle nostre energie sopra i libri, siamo soliti fare un pausa. Pausa che consiste nel fumarsi una sigaretta, fare merenda o, come spesso accade, scambiare opinioni su quelli che, ormai, sono definiti i “problemi dei giovani di oggi”. Le delusioni amorose, le punizioni in famiglia o i litigi fra compagni, che sembrerebbero andare per la maggiore, sono, invece, gli argomenti meno gettonati. Quello che più di tutti ci turba, avvilisce e innervosisce allo stesso tempo, e che soprattutto ha sempre un inizio ma mai un fine, è solo uno: cosa la nostra città ci offre. Ci definiscono come la “generazione 3.0”, disinteressata, indifferente, sempre connessa, ma mai con la realtà. Non è così. O per lo meno solo alcuni lo sono. C’è, infatti, chi, approfittando dei momenti liberi, non vede l’ora di fuggire dalla nostra città perché “tanto non c’è mai niente da fare”, o chi, per partito preso, non partecipa a qualsiasi iniziativa proposta.

C’è poi chi, spinto dalla volontà di vedersi realizzato in ambito lavorativo, preferisce, abbandonare la sua città natale e godere, così, delle tante opportunità e occasioni che il mondo estero offre. Ma c’è anche una buona parte di noi che lotta ancora per i propri sogni e ideali, che ha voglia di mettersi in gioco creando occasioni in cui mettere in campo le sue qualità e abilità, e di mostrare che dietro quella maschera da “superficiali”, c’è la sua parte migliore. Siamo i primi a comprendere quanto lo scorrere del tempo abbia modificato i veri valori di una volta, quando bastava soltanto qualche goccia di pioggia per ballare scalzi sulla strada e ridere di gusto. Ma ciò non toglie in noi il desiderio di avere un’opportunità in più. Anzi, pur essendo nativi digitali, noi giovani di oggi sentiamo il bisogno di ritornare alle origini, mettendo al primo posto il sano stare insieme. Ma come fare? Forse, basterebbe semplicemente ascoltare chi questa città l’ha vissuta prima di noi. Il racconto di mia madre, per esempio, inizia dai suoi jeans a vita alta e dalle domeniche pomeriggio all’Imagine, dove ballava come se non ci fosse un domani, la disco dance anni ’80. O quello di mio padre, che descri-

ve come magici i momenti trascorsi all’Acli di San Francesco, dove tra una partita e l’altra di biliardino, non gli si faceva mai ora di tornare a casa. Se solo avessimo anche noi una struttura che ci consenta di riunirci per ascoltare della buona musica, ballare, giocare a carte o fare giochi interattivi! Il tutto sempre senza creare disturbo a nessuno. Ora come ora, è bene anche ricordare che Tolentino vive una situazione di stallo a causa dei recenti eventi sismici e che proprio per questo, molti luoghi che prima potevano essere potenziali luoghi

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di incontro, ora non lo sono più. Basti pensare alla Biblioteca Filelfica dove ognuno di noi era libero di recarsi per studiare in tutta tranquillità, ora fortunatamente sostituita da alcuni locali della Basilica di San Nicola, che i frati agostiniani hanno messo a nostra disposizione. E come questa, tanti altri. Ma proprio in questo clima di ricostruzione, di ripartenze, noi giovani chiediamo di essere presi in considerazione, affinché una volta per tutte possiamo sentirci anche noi protagonisti della nostra città.

Ludovica Balloriani


SANITA’, TOLENTINO CHIEDE IL RITIRO DELLA 145/17 due sono stati i contrari, Gianni Corvatta del Laboratorio delle idee ed Anna Quercetti Approvato, recentemente in del Partito democratico. assise consiliare straordinaria, l’ordine del giorno urgente La votazione è avvenuta dopo presentato dai consiglieri Gian quasi quattro ore di discussioMario Mercorelli e Martina Cic- ne, all’auditorium della Biblioconetti del Movimento 5 stelle teca Filelfica, alla quale hanno sulla “Richiesta di ritiro della partecipato anche il deputato proposta di legge regionale Francesco Acquaroli di Fratelli n.145/17” che apre a speri- d’Italia; il senatore Sergio Romentazioni gestionali in sanità magnoli del M5s; l’assessore regionale Angelo Sciapichetti tra pubblico e privato. del Pd; il vice presidente del Il documento ha ottenuto tredi- Consiglio regionale Piero Ceci voti favorevoli, del M5s e del lani di Forza Italia; i consiglieri sindaco Giuseppe Pezzanesi regionali Francesco Micucci con la maggioranza, mentre del Pd componente della III

e IV Commissione regionale, Marzia Malaigia della Lega vice presidente della II Commissione consiliare permanente; Elena Leonardi di Fratelli d’Italia e Sandro Zaffiri della Lega componente della Commissione sanità. Nel corso del dibattito la Leonardi ha annunciato che la discussione della pdl in Consiglio regionale dal 17 è slittata al 24 aprile.

Obiettivo Trasparenza di Carla Passacantando

Il primo cittadino Giuseppe Pezzanesi ha ribadito che, non essendo chiaro il bando della gara, va rifatta la pdl con maggiore chiarezza e traspa-

renza per evitare il monopolio di un singolo privato. «Il Consiglio straordinario – ha detto Gianni Corvatta – si è tenuto in seguito ad una proposta dei sottoscritti consiglieri Pd e Laboratorio delle Idee al momento della discussione della mozione presentata dal M5s, su un argomento particolarmente sentito qual è la proposta di legge regionale n.145 sulle sperimentazioni in materia sanitaria. Facciamo presente che si sta montando una polemica assurda in quanto la normativa sulle sperimentazioni gestio-

SBIANCAMENTO DENTALE DAL DENTISTA O “FAI DA TE”? Avere denti sani ed esteticamente gradevoli a ogni età è importante non solo per la salute e il benessere di tutto l’organismo ma anche per indurre all’autostima; poter sorridere liberamente significa poter accrescere la sicurezza con cui quotidianamente si tenta di relazionarsi con gli altri senza remore o timidezza. Alimenti, bevande e soprattutto il fumo sono i nemici del colore dei vostri denti. Ma anche gli agenti atmosferici e l’invecchiamento comportano una discromia dentale (l’alterazione del colore dei vostri denti). In molti casi è possibile intervenire e ripristinare il più possibile il colore originale dei denti attraverso sedute professionali di sbiancamento. Sono molti i prodotti in commercio definiti come “automedicazione” venduti in farmacia o dalla grande distribuzione ma questi non sono in grado di combattere discromie importanti e la loro efficacia è mirata al mantenimento di quanto ottenuto con una seduta di sbiancamento professionale. I prodotti “fai da te” hanno infatti concentrazioni minime di perossido di idrogeno, l’agente che determina lo sbiancamento dentale. La normativa europea infatti vieta concentrazioni maggiore dello 0,1% e minore o uguale al 6% di perossido di idrogeno, concentrazioni superiori sono consentite solo per i prodotti ad uso professionale che devono essere prescritti dai soli abilitati all’odontoiatria. Lo sbiancamento è un atto medico e come tale è indispensabile una preliminare valutazione da parte del dentista della natura del difetto di colore del dente naturale oggetto del trattamento sbiancante e della propria situazione clinica. Non tutti i difetti di colore dei denti naturali possono essere risolti tramite lo sbiancamento, spesso essendo le discromie dentali dovute a difetti strutturali dello smalto dentale conseguenti a prolungata assunzione di farmaci in età infantile, a traumi dentali nonché ad ulteriori cause eziologiche non possono essere risolti. Bisogna poi sempre valutare lo stato di salute delle gengive, dei denti per valutare la situazione in termini di livello di posizione e per accertare se esistano condizioni infiammatorie. Inoltre la presenza di tartaro richiede una seduta di igiene orale prima del trattamento sbiancante. Sull’argomento bisogna anche specificare che una corretta igiene orale e periodiche sedute di igiene professionale possono evitare la discromia dentale e, comunque, i trattamenti sbiancanti non sono definitivi ma devono essere ripetuti con regolarità almeno ogni 18-24 mesi. Dentalcity grazie alla collaborazione dell’igienista dentale offre la gamma più completa di servizi con particolare attenzione all’estetica: innovativa la pratica di sbiancamento dentale che grazie a tecnologie sofisticate tipo Lampade UV e Laser di ultima generazione permette di ottenere dei risultati eccellenti.

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nali in sanità delinea un quadro più restrittivo di quello previsto, già da 25 anni, a livello nazionale. Quindi la pdl 145 “restringe le opportunità al privato già previste dalla normativa nazionale”. Con la proposta di legge 145 si mettono paletti più stretti, in modo che quando si avvierà una sperimentazione si dovrà essere più sicuri di ottenere maggiori servizi con costi più contenuti». Con questo ordine del giorno, il Consiglio comunale di Tolentino, approvando il documento presentato dai consiglieri del M5s, ha ribadito il proprio incondizionato sostegno alla

gestione pubblica del servizio tra l’altro, alcuna corsia prefesanitario regionale. renziale per le onlus. La legge, inoltre, conferisce E’ stato così deciso dall’assise alla sola Giunta regionale poconsiliare di chiedere il ritiro teri decisionali circa la modifidella proposta di legge 145/17 ca della progettazione del sersulle sperimentazioni gestio- vizio sanitario regionale traminali in sanità e la sospensione te l’inserimento di “innovazioni fino all’approvazione del nuo- progettuali” e la possibilità di vo Piano sanitario regionale di avviare convenzioni negoziaqualunque processo di priva- te. tizzazione dei servizi ospedalieri. A seguito di ciò, non essendo mai stati discussi i motivi La n.145/17 prevede l’utilizzo e i presunti vantaggi dell’affidi strutture sanitarie e stru- damento di servizi ospedaliementazioni pubbliche da par- ri ai privati in termini di costi, te di soggetti privati tanto da sicurezza, appropriatezza e prolungare fino a 5 o 6 anni la trattamento dei lavoratori, così durata della sperimentazione come non è stata mai discussa di progetti privati in strutture l’evenienza che vengano affipubbliche senza prevedere, dati al privato i servizi meno

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costosi e rischiosi, lasciando al pubblico le prestazioni più complesse e onerose, visto che si moltiplicano le azioni della Regione Marche tese a favorire la privatizzazione della sanità tramite il convenzionamento di servi sanitari negli ex ospedali e l’affidamento a privati di posti letto di lungodegenza ospedaliera, è stato deciso dal Consiglio comunale di chiedere il ritiro della proposta di legge 145/17. La delibera è stata trasmessa al presidente della Giunta e del Consiglio regionale, ai capigruppo dell’assise regionale, ai componenti della IV Commissione regionale permanente sanità e politiche sociali.


di Carla Passacantando

TANTE LE STRADE DA SISTEMARE I cittadini si lamentano per le numerose buche che caratterizzano le strade della città, in particolare nella zona dell’ex Fornace o al centro storico. Vorremmo così capire se c’è da parte dell’amministrazione comunale un programma, oppure no, per la sistemazione dei diversi tratti viari. E lo chiediamo al sindaco Giuseppe Pezzanesi, avendo lui anche la delega ai lavori pubblici. «Per le strade quest’anno ed i precedenti sono stati dei periodi negativi a causa del terremoto e del forte abbassamento della temperatura, della presenza del ghiaccio durante l’inverno. L’utilizzo dei mezzi con catene, in base alle disposizioni legislative, hanno contribuito a danneggiare i tratti viari. Una situazione, quindi, quella delle strade abbastanza pesante che riveste un problema che ci portiamo dietro da tantissimi anni. Ogni tanto ne asfaltiamo e depolverizziamo qualcuna, cerchiamo di mantenerle in maniera ordinaria il più possibile. Il problema però è che ci vogliono un sacco di soldi per fare simili interventi come meriterebbe la città e la periferia. Per cui dobbiamo valutare la consistenza delle risorse ed agire di conseguenza seguendo le priorità. Dove ci sono buche sono stati inseriti segnali e gli uffici in qualche modo intervengono. Ora stiamo attuando il terzo piano sulla sicurezza. Verranno spesi 300 mila euro nella zona de Le Grazie per realizzare

il marciapiede, l’asfaltatura della strada, la passerella pedonale sul fosso Cesolone. E’ poi previsto l’intervento in via Pertini ed anche questo è un intervento costoso, nonché lavori in alcuni incroci e qualche altra asfaltatura di strade. Ci sono, inoltre, gli interventi della quotidianità che si susseguono per coprire momentaneamente le buche che si aprono per pioggia o altro. L’Anas, comunque, sta riacquisendo strade ex provinciali ed ex statali per 541 chilometri riportandole sotto il suo controllo. Lo Stato in questo caso attraverso il suddetto ente interverrà su tali tratti viari perché purtroppo province e comuni non hanno i fondi sufficienti. Abbiamo già l’emergenza sisma, le casse vuote ed a volte dobbiamo anche anticipare, come abbiamo fatto, il contributo di autonoma sistemazione per farsi che i cittadini possano sopravvivere per pagare gli affitti visto che le case non le hanno più. Per fare gli interventi di cui avrebbe bisogno Tolentino ci vogliono milioni di euro che al momento non ci concede né la Regione, né lo Stato. Riusciamo quindi a partecipare con grande fatica ai bandi regionali o nazionali per realizzare piani di sicurezza per le strade. E’ tutto molto difficile. Ora faremo altri interventi finalizzati al sisma anche periferici come la strada Baroncia, la Corta del Colle in contrada Ancaiano. Guardando al futuro si fa fatica a

pensare che improvvisamente arrivino i soldi per farci sistemare tutte le strade.Cerchiamo così di tamponare la quotidianità.

Per rimettere a posto tutti i tratti viari disastrati ci vorrebbero decine di milioni di euro che al momento non sono previsti».

Nuova Edizione della 24 Ore di Nuoto Arena con la partecipazione della Nazionale Italiana femminile di Pallanuoto

Conto alla rovescia alla piscina comunale “G. Caporicci” per la nuova edizione della 24 ore di Nuoto Arena. Appuntamento a Tolentino, in zona Sticchi, venerdì 25 maggio per l’avvio della più famosa manifestazione natatoria non competitiva, promossa dall’Azienda Arena che richiama sempre il pubblico delle grandi occasioni. Ospiti d’eccezione quest’anno le ragazze del Setterosa, la Nazionale Italiana femminile, che si cimenteranno in un’amichevole di pallanuoto con una rappresentativa di atlete marchigiane a partire dalle 16.30. A dare il via alla edizione 2018, intorno alle ore 19, saranno il Sindaco Giuseppe Pezzanesi, il Presidente di ASSM spa, Stefano Gobbi, e l’Amministratore delegato di ASSM spa, Graziano Natali, le stesse rappresentanti della Nazionale di Pallanuoto e vari personaggi del mondo sportivo. Nel corso di tutta la manifestazione che, come si evince dal nome si protrae per tutte le 24 ore, animazione, interviste e collegamenti in diretta con Multiradio. L’ intero evento sarà ripreso e trasmesso sul canale 610 da VideoTolentino – Canale 14. Presentatori ufficiali i giornalisti Ester De Troia, Luca Romagnoli e Mario Sposetti. L’Edizione 2018 della 24 Ore di Nuoto Arena è promossa dall’ASSM spa, dall’Arena Italia, dall’Associazione Sportiva Pallanuoto Tolentino e dal Comune di Tolentino. Sport, spettacolo, animazione e tanto divertimento da vivere per un’ intera giornata alla piscina “G. Caporicci”, uno straordinario impianto natatorio che ha contribuito ad alimentare la passione per questa disciplina sportiva in un territorio pre-montano storicamente non affine al nuoto e che ha favorito la scoperta di magnifici talenti tra cui il campione mondiale della 25 km di fondo di nuoto, a Kazan 2015, Simone Ruffini e tante atlete che disputano campionati di serie A di pallanuoto in diverse società italiane. 8


di Carla Passacantando

LUCIA ROCCHETTI: GIOVANE DIRETTRICE DI BANCA Storie di donne. Il nostro viaggio dedicato al mondo femminile prosegue. Lucia Rocchetti è una giovane direttrice di banca di Castelraimondo. Ci accoglie nel suo ufficio di Banca Macerata, dove è sempre pronta a dare consigli ai suoi collaboratori. Conseguita la laurea nel 2008 si ritrova, nel giro di pochi anni, a dirigere una filiale. E’ la prova che passione, studio, duro lavoro e sacrifici ripagano sempre. Come è approdata nel settore bancario? «Ho iniziato a lavorare a Fabriano, all’Ariston Thermo, che opera nel settore del confort termico. Volevo però un impiego in banca, un’occupazione sicuramente che molti considerano monotona, statica, fredda. Ho, invece, sempre pensato che per me fosse la migliore esperienza: il settore bancario è un mondo dinamico ed effervescente, la finanza è in continuo movimento. La relazione con il cliente cambia tutti i giorni e così, nel fare consulenza, si assume anche un ruolo sociale. E’ un lavoro in continua evoluzione, bisogna essere sempre aggiornati. E poi è arrivato anche il sisma. Vivendo nell’entroterra macera-

tese conosco le problematiche dovute al terremoto in maniera forte. Sicuramente Banca Macerata con l’apertura della filiale a San Severino Marche, lo scorso 19 marzo, ha dato un forte segnale di vicinanza a questo tipo di realtà. E’ stata una sfida importante quella portata avanti da Banca Macerata perché ci si trova di fronte ad un territorio ferito. Gli imprenditori sono fermi in attesa di capire l’evolversi della situazione, le persone sono spaventate e quindi non sanno cosa fare nella gestione dei risparmi. Diversi clienti vengono a chiedere consulenze sulla ricostruzione in quanto Banca Macerata è convenzionata per le sovvenzioni in favore delle popolazioni colpite dal sisma. Credo fermamente che nella provincia di Macerata e nelle zone limitrofe si sviluppi una economia che, se opportunamente stimolata e sostenuta, può diventare ancora più dinamica e più ricca». Pensava di assumere la direzione della filiale della banca per la quale sta dedicando molto tempo? «Prima lavoravo in un’altra banca poi sono approdata a Banca Macerata dove si cerca di coniugare la freschezza dei giovani con l’esperienza dei più maturi.

Qui il cliente non si sente solo in quanto Banca Macerata, proponendosi come istituto del territorio, presta attenzione alle esigenze dell’individuo, della famiglia, del professionista e della piccola impresa. Al contempo il dipendente in una realtà come la nostra può essere un prezioso valore aggiunto per l’intera struttura organizzativa. Ho iniziato con il normale percorso con tutti i passaggi del caso, sportello, consulente, vice direttore e poi direttore. Volevo raggiungere l’obiettivo e ci sono riuscita con la determinazione che contraddistingue le donne. Occorre portare avanti parallelamente il lavoro e la famiglia. Con l’aumento delle responsabilità il tempo da dedicare al lavoro aumenta. I sacrifici vengono, però, ripagati dalle soddisfazioni». La veste di direttore di banca calza a pennello per una donna? «Sappiamo essere più diplomatiche. In Banca Macerata più del 50 per cento dei dipendenti sono donne. Si è dato, quindi, più spazio al gentil sesso. E’ stata così fatta dai responsabili una scelta coraggiosa e lungimirante. Le donne possono essere più

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precise e pragmatiche. Nel nostro lavoro siamo costrette “a dire parecchi no” che devono essere ben motivati, fatti comprendere al cliente». Com’è la gente di Tolentino «Sono a Tolentino da tre anni e mi sono trovata subito benissimo, le persone sono serie ed educate. E’ stata un’idea coraggiosa ed una grande intuizione del presidente onorario, Loris Tartuferi, fondare la banca del territorio. Lo ammiriamo per la sua determinazione e per l’entusiasmo che ci trasmette.


di Carla Passacantando

Tolentino per la gestione del Vaccaj vuole Saverio Marconi Tolentino per la gestione del teatro “Nicola Vaccaj” vuole Saverio Marconi, il re del musical che proprio in città ha creato la scuola di recitazione e nel 1983 la Compagnia della Rancia. In moltissimi, da quanto è emerso da un’indagine che abbiamo condotto a Tolentino, vogliono proprio l’attore e regista tolentinate a dirigere il teatro. Lo ha fatto in passato, dopo la riapertura del “Vaccaj”, dalla fine degli anni Ottanta fino alla chiusura della struttura a causa del rogo del 29 luglio 2008. Ed il suo lavoro ha dato notevoli frutti grazie anche alla sua compagnia teatrale italiana specializzata nel musical. “Greese”, “A Chorus line”, “La cage aux folles”, “Cabaret”, “West side story”, “Cantando sotto la pioggia”, “Sette spose per sette fratelli”, “Hello Dolly!”, “Pinocchio”: sono solo alcune delle produzioni che hanno portato alla ribalta la compagnia di Saverio Marconi. Spettacoli nati tutti a Tolentino, la città che da sempre ha vissuto in simbiosi con la Compagnia della Rancia. Il teatro è di casa a Tolentino tanto che la città è stata ribattezzata “la piccola Broadway d’Italia”. Marconi, che ha portato in tutti i teatri d’Italia il musical genere prima d’allora scarsamente diffuso nel nostro Paese, sarebbe l’uomo giusto per far tornare a vivere la

struttura e quindi la città, a riportare tanta gente a Tolentino, attori per le nuove produzioni della Compagnia della Rancia o spettatori da ogni parte della regione Marche, da tutta Italia e non solo. Era facile all’epoca incontrare attori famosi per le strade che giungevano per le prove degli spettacoli della Rancia, soggiornando per diverso tempo in città. Tolentino ha bisogno di ritornare alla sua grande vitalità culturale. C’è allora una grande attesa per la riapertura della struttura e la volontà di riassegnare la direzione a Saverio Marconi che attualmente è a Bologna, dove rimarrà per un mese, per collaborare in veste di docente alla “The Bernstein school of musical theater”, la più prestigiosa scuola di musical italiana. I lavori di recupero del teatro “Nicola Vaccaj” stanno andando spediti. La riapertura della struttura potrebbe avvenire il prossimo 30 giugno o al massimo il 15 luglio se tutto procederà nel verso giusto. E per l’inaugurazione si prevede una grande festa con la partecipazione di importanti personaggi del mondo dello spettacolo. I tolentinati tengono molto al loro teatro “Vaccaj”. Era il 29 luglio 2008 quando un incendio distrusse gran parte del teatro. Sono trascorsi dieci anni. Con il rogo andarono in fumo tet-

to, timpano, platea, palcoscenico, affreschi, sipario. I lavori in corso rientrano nell’ultimo stralcio, il secondo, per un importo pari a circa 3milioni di euro, il primo, invece, è stato pari a 2.600.000 euro. L’iter dell’intervento, comunque, è stato lungo. I lavori eseguiti negli ultimi mesi

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hanno interessato anche una parte degli affreschi storici. Il “Vaccaj”, rispetto al passato, è stato migliorato negli impianti meccanici e tecnologici ed è stato ripristinato a livello strutturale e nell’aspetto decorativo. Gli arredi sono stati creati da Poltrona Frau. Esteticamente sarà com’era.


di Carla Passacantando

MATERNITA’ PER LE LAVORATRICI: UN TEMA IMPORTANTE PER MARTINA BUCCOLINI Più attenzione al tema della Campagna amica a Civitanomaternità per le lavoratrici in va Marche e firmare questa raccolta di firme oppure si agricoltura. può fare tramite on-line nel A volerlo è Martina Bucco- sito di Coldiretti. lini, trentenne maceratese, che da qualche anno lavo- Si chiede così all’Europa di ra nell’azienda di famiglia la poter inserire obbligatoriaSi.gi e recentemente eletta mente sull’etichetta l’origine presidente di Donna impresa dei prodotti trasformati. Sta di fatto che in questo di Coldiretti di Macerata. momento se compriamo una Questo, comunque, è solo confettura non sappiamo da uno dei diversi temi che vuo- dove viene la frutta, ma posle affrontare la giovane per siamo conoscere al massimo risolvere i problemi delle che origine ha, se è prodotta donne nel quotidiano lavora- in Europa o no. Vorrei costruire, inoltre, una tivo. comunicazione più efficaQuali sono gli impegni del ce tra le imprese che passa soprattutto attraverso la rete nuovo presidente? «Cercherò di coordinare le per poterci sentire di più e donne che fanno parte di proporre soluzioni ai nostri Coldiretti Macerata impresa problemi». proponendo soluzioni alle diverse problematiche nel Da futura mamma Martina Buccolini tiene molto alla campo dell’impresa. maternità nel mondo del Mi riferisco alla burocrazia lavoro e nelle aziende. che affossa ovviamente ogni «La maternità deve essere vista non come un ostacolo, giorno le imprese. come spesso il mondo del laStiamo anche portando voro vuole interpretare. avanti una petizione di firme, Voglio far capire che la ma“Stop cibo falso”, che pre- ternità non lascia indietro, vede la richiesta all’Europa ma arricchisce. dell’inserimento dell’origine La maternità deve essere viItalia per prodotti a base di sta come un’opportunità di crescita personale ed aziencarne e di vegetali. Si può andare nei mercati di dale.

E’ importante far capire che sacrosanto. non è un problema, ma una Una donna che diventa mamrisorsa. ma sicuramente acquisterà delle competenze in più che Il diritto di maternità anche potranno essere trasferite per le lavoratrici autonome è nel lavoro».

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STAGIONE TEATRALE 2017/2018 Un bilancio finale molto positivo per la stagione teatrale 2017/2018. Abbiamo voluto offrire al pubblico un assortimento di opere teatrali di grande valore, puntando sulla qualità grazie a commedie brillanti e monologhi con grandi interpreti. Sette appuntamenti da novembre a marzo che hanno registrato il tutto esaurito. Una stagione dai grandi risultati con un incremento del 35% nella sottoscrizione degli abbonamenti e con l’introduzione della formula family che ha permesso anche agli under 14 di usufruire degli spettacoli teatrali dei grandi a prezzi ridotti. Quasi tremila spettatori, tra i quali anche mille bambini che si sono avvicinati quest’anno al program-

ma offerto con la rassegna “a teatro con mamma e papà” con un trend assolutamente positivo. Una stagione entusiasmante che ha visto il ritorno di “Grease” sul nostro palcoscenico nell’ambito del progetto “Marche in vita” e il grande successo del saggio di fine anno del nostro centro teatrale Sangallo con ”Cats la notte dei gatti Jellice”. Una programmazione quindi costruita con la volontà di andare incontro ai gusti del pubblico, nell’intento anche di creare momenti di svago, di socializzazione, di riflessione e di valorizzazione delle nostre eccellenze locali. Nonostante i difficili momenti vissuti dal nostro territorio e le ristrettezze economiche abbiamo infatti fortemente voluto dare un

segnale di ripartenza anche attraverso la cultura, consapevoli della forte necessità di legame tra territorio e arte. È stata sicuramente una scommessa vinta grazie all’impegno dell’amministrazione comunale, della Compagnia della Rancia e dell’Amat. Un doveroso ringraziamento va anche al cine teatro “Don Bosco” che in questi anni difficili ci ha ospitato con grande professionalità, garantendo la continuità degli spettacoli. Il ringraziamento più grande va però al nostro pubblico, che ci ha sempre seguito negli anni con affetto e dedizione e non ha mai fatto mancare il sostegno alle ini-

ziative proposte. Continueremo pertanto ad investire nella cultura e nel teatro che deve diventare sempre di più un luogo amico e un luogo per tutti, cercando il maggior coinvolgimento delle scuole. Ci lasciamo con la certezza di poter offrire a breve, grazie alla riapertura ormai prossima del prestigioso teatro “Vaccaj”, una più ampia e diversificata programmazione e un progetto culturale a più voci con una stagione musicale e di danza. Il 2018 è quindi l’anno del ritorno con un pensiero ad un futuro prossimo ricco di aspettative. Grazie quindi a tutti Voi. Ci vediamo a teatro!

di Carla Passacantando

LAVORI AL CIMITERO DOPO IL SISMA Lavori in corso al cimitero di Tolentino. Ci sono 250 salme tumulate nella vecchia Galleria di Ponente che, essendo questa inagibile, vengono trasferite nella nuova ala del camposanto oppure in loculi già liberi nelle restanti parti della struttura. Le forti scosse hanno provocato danni anche all’edicola Ciappi, agli ossari sotto la stessa, agli emicicli del campo Ponente e Levante compresi i loculi sul cancello di entrata dalla casa del custode. Quest’ultima parte del cimitero è agibile con provvedimento come del resto tutta la chiesa, le scalinate, i padiglioni a destra e sinistra della struttura monumentale. Sono stati così adottati provvedimenti che momentaneamente consentono di usufruire delle zone che dovranno essere restaurate. Dalla Galleria di Ponente, lo scorso anno, sono state trasferite le salme presenti da più di cinquanta anni e quelle per le quali sono stati acquistati loculi nuovi. Ed a riguardo sono state sentite

tutte le famiglie interessate per ottenere il nulla osta. Ora, ogni giovedì, si traslano una diecina di salme, dalla Galleria di Ponente vengono trasferite in destinazioni scelte dalle famiglie che quindi seguono le operazioni dopo le dovute comunicazioni da parte degli uffici comunali. Le salme presenti da più di cinquanta anni possono evitare la riduzione se la famiglia paga per altrettanti anni il canone di concessione di circa 2mila euro, al quale è stato applicato uno sconto del 30 per cento. Se si effettua la riduzione i resti mortali finiscono in un ossario fornito gratuitamente dal comune con la possibilità per la famiglia di scegliere le zone disponibili. C’è anche un’altra opzione: si possono depositare i resti mortali in una cassettina all’interno di altri loculi, come quello del coniuge o di un altro parente. L’operazione è gratuita, ma per il futuro si rischierà di pagare un ossario quando l’altra salma raggiungerà i cinquanta anni: per quest’ultima si fornirà l’ossario gratuito, mentre per la prima si

dovrà acquistarlo sostenendo un costo tra 500 o 600 euro. Una volta trasferite tutte le salme occorrerà risistemare le zone danneggiate dal sisma. «Ci vorranno diversi milioni di euro per la ricostruzione. Stiamo sollecitando – afferma il primo cittadino, Giuseppe Pezzanesi - i diretti responsabili degli uffici che gestiscono il sisma affinché finanzino questi lavori che sono urgenti. Ed una volta terminato l’intervento le salme verranno riportate dove erano. La priorità è stata quella di trasferire le salme, mettere in sicurezza le zone danneggiate dal sisma e comunicare le operazioni ai familiari dei defunti. Siamo pressando i responsabili per l’assunzione di fondi sul sisma per il riconoscimento dei danni causati dal terremoto perché vogliamo intervenire immediatamente in modo da ridare sicurezza all’area e la giusta dignità ai defunti. Più di questo non potevano fare. Dovevamo intervenire però quando lo si fa in questi casi c’è sempre il dispiacere dei cari, ma non pote-

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vamo fare diversamente. La comunicazione sul finanziamento non c’è stata ancora così ci si augura che nelle prossime riunioni tra i responsabili della Regione, quelli dell’Ufficio sisma, dei comuni ciò possa avvenire. Non abbiamo per ora risposte a riguardo».


ASSM S.P.A. RISPONDE ALLE DOMANDE DEI CITTADINI Quando verranno recapitate le bollette luce/gas e acqua, bloccate a seguito del sisma? Come i nostri cittadini sanno, l’ASSM è direttamente responsabile dell’emissione delle bollette “acqua” in quanto gestore del servizio idrico integrato nei Comuni di Tolentino, Belforte del Chienti, Caldarola, Camerino, Camporotondo di Fiastrone, Cessapalombo, Castelsantangelo sul Nera e Serrapetrona, mentre l’emissione delle bollette “luce/gas” è di competenza delle varie società di vendita scelte direttamente dall’utente. In base alle informazioni pervenute dalla società Prometeo - Estra S.p.a., che è l’operatore di riferimento per i servizi “luce/gas” nel Comune di Tolentino, abbiamo saputo che la fatturazione verrà ripresa nei prossimi giorni, quindi le bollette verranno recapitate verosimilmente tra la fine di maggio ed il mese di giugno 2018. Per quanto riguarda il servizio idrico, direttamente gestito dall’ASSM, la fatturazione verrà ripresa a partire dal mese di giugno 2018 e comprenderà tutti gli importi non fatturati fino all’emissione della fattura di conguaglio, compreso il ricalcolo di quelli già fatturati relativi al periodo successivo al sisma, con l’applicazione dell’agevolazione tariffaria (qualora questi importi fossero già stati pagati si troverà in bolletta la restituzione della parte soggetta ad agevolazione).

volazioni più volte menzionate riguardano esclusivamente gli oneri di sistema e i costi a copertura del servizio di distribuzione: quindi, se è vero che il meccanismo di applicazione è molto simile per i tre servizi (acqua luce e gas), non può dirsi altrettanto per lo sconto applicato in bolletta che avrà percentuali diverse: circa 20% gas, 40% energia, 100% acqua. Si ricorda che sono escluse dalle agevolazioni le NUOVE utenze, cioè quelle attivate dopo il sisma per cui non è stata presentata l’istanza di portabilità. Si sollecita chi non ha ancora presentato istanza di portabilità a provvedere quanto prima.

Come si pagheranno le fatture emesse o scadute a partire dalla data del sisma fino alla prossima emissione? Tutte le fatture emesse o scadute dopo il sisma saranno ricomprese nella fattura di conguaglio che sarà l’unica fattura di riferimento, se tali fatture sono già state pagate e comprendono un periodo successivo al sisma, si troverà nella fattura unica di conguaglio la restituzione della parte agevolata. Insieme alla fattura di conguaglio verranno quindi recapitati più bollettini: uno con l’importo complessivo per chi sceglierà di pagare tutto in unica soluzione e altri bollettini per chi aderirà invece al piano di rateizzazione senza interessi. Quale sarà la percentuale di Potranno verificarsi i seguenti casi: sconto applicata in bolletta? E’ importante precisare che le age- • Se l’importo complessivo do-

vuto è uguale o superiore ad singola rata andrà al di sotto degli euro 50,00, l’utente potrà utilizzare euro 20. per il pagamento i bollettini postali Piano di rateizzazione n. 0000000 allegati per il pagamento rateale, Scadenza Importo rata senza che venga applicato alcun 1 30.06.2018 20,00 interesse. Se, al contrario, l’utente 2 30.08.2018 20,00 preferisce effettuare il pagamento 3 30.10.2018 20,00 in unica soluzione, rinunciando di 4 30.12.2018 20,00 sua volontà alla possibilità di av30.02.2019 20,00 valersi della rateizzazione, allora 5 potrà utilizzare il bollettino con l’im- 6 30.04.2019 20,00 porto totale. 7 30.06.2019 20,00 8 30.08.2019 20,00 • Se l’importo complessivo do- 9 30.10.2019 20,00 vuto è inferiore ad euro 50, l’u10 30.12.2019 20,00 tente troverà solo ed unicamente 11 30.02.2020 20,00 un bollettino per pagare in un’unica 12 30.04.2020 20,00 soluzione l’intero importo. 13 30.06.2020 20,00 • Se l’importo complessivo do- 14 30.08.2020 26,47 vuto è nullo o negativo, significa Totale da pagare 286,47 che l’utente non deve pagare nulla e/o riceverà il rimborso se dovuto. Il sistema è molto pratico, le rate N.B.: Ricordiamo che per il pagagià per legge avranno la stessa mento della fattura di conguaglio, periodicità della normale fattura- verrà eccezionalmente sospeso zione e potranno estendersi fino l’addebito diretto su conto correnad un massimo di 36 mesi, che per te bancario o postale (ovviamente la maggior parte degli utenti signifi- solo per quei clienti che avevano cherebbe 18 rate bimestrali. scelto questa modalità) che coVa aggiunto che il numero delle munque sarà ripristinato per il parate dipende anche dal totale della gamento delle bollette successive. fattura unica, infatti se la singola rata avrà un ammontare inferiore a Si pagheranno anche gli interes20 euro, si ridurrà il numero delle si qualora non venga rispettato stesse fino al superamento di que- il piano di rateizzazione? sta soglia. Dopo l’emissione della fattura di conguaglio, qualora il pagamento Si porta un esempio in proposito: avvenga oltre la scadenza stabilita dal piano di rateizzazione, il L’importo della fattura di con- pagamento tardivo potrà generare guaglio è pari ad euro 286,00. In interessi e troveranno nuovamenquesto caso le rate non potranno te applicazione le discipline della essere 18 altrimenti l’importo della morosità.

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di Carla Passacantando

IL PUNTO SULLE DELIBERE DI GIUNTA MUNICIPALE DI TOLENTINO riportato nello schema seguente.

La Giunta municipale con delibera n.151 del 19 aprile 2018 ha conferito al professionista tolentinate Ubaldo Severini l’incarico per la predisposizione della variante al Piano particolareggiato in contrada Pace, approvato il 18 dicembre 2006, mentre il 25 luglio 2016 era stata apportata una variante. Al professionista andrà un corrispettivo complessivo di 30mila euro oltre Iva e oneri professionali per un totale di 38.064 euro. A distanza di diversi anni dall’adozione del suddetto piano oggi risulta non completamente attuato, fatta eccezione del comparto c1, avendo subito nel tempo un rallentamento dovuto alla crisi economica, ma anche al sisma che ha colpito il territorio perché il processo di ricostruzione impatta sulle precedenti previsioni urbanistiche ed in particolare su quelle del Piano Pace. Con la delibera n.148, visto il bando Programma operativo regionale, Por, è stato approvato il progetto definitivo relativo ai lavori di “interventi di efficienza energetica negli edifici pubblici” allo stabile denominato “Formaggino”, in viale delle Cartiere n.17, redatto dall’ingegnere Riccardo Capenti di Tolentino e ammontante ad un importo complessivo di 60.832,15 euro. Con la n.140 del 13 aprile 2018 si è deliberato di coorganizzare la manifestazione “Una pizza per Tolentino”, di beneficenza pro-ricostruzione, il 14 aprile in piazza della Libertà, unitamente alla Protezione civile associazione nazionale alpini Sezione Cadore, i comuni di Auronzo di Cadore e Vigo di Cadore, la Protezione civile delle Marche e del centro Cadore dalle tre cime delle Dolomiti - Auronzo, Misurina e oltre Piave, la Pro loco Tct di Tolentino. Con l’atto si assicura il supporto attraverso la stampa del materiale promozionale, la fornitura di attrezzature logistiche e del service, l’animazione, siae, ospitalità, per un importo preventivato in 1.400 euro. Il ricavato dell’iniziativa, al netto delle spese sostenute, sarà versato nel fondo pro-ricostruzione. Con la n.138 si è deliberato di determinare, a parziale modifica della deliberazione della Giunta municipale n.43 dello scorso 5 febbraio, la consistenza numerica delle risorse umane a tempo indeterminato da destinare alle aree del comune secondo come

Area staff segreteria Ragioneria Servizi Demografici e Informatici Manutenzioni Servizi Sociali Lavori Pubblici Servizi Amministrativi Pianificazione ed Edilizia Attività Produttive Polizia Locale TOTALI

B1

C

D1

D3

5 2 1

B3 1 2 1 1

2 6 3

4 2 1

1 1

15 14

5 1

1 12

2 2

4 1 9 38

2 1 1 1 16

1 38

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E’ stato determinato che, in conseguenza delle modifiche apportate con l’atto, il personale a tempo indeterminato sarà assegnato alle rispettive aree con provvedimento del segretario generale, ai sensi di quanto stabilito dal Regolamento per l’ordinamento generale degli uffici e dei servizi. Con la delibera n.137 il comune di Tolentino ha aderito alla terza giornata nazionale dei giochi della gentilezza. La richiesta è giunta dall’associazione “Cor et Amor”, con sede a Tossolo, in provincia di Torino, che si occupa di diffondere la conoscenza e la pratica della gentilezza attraverso il gioco. Quest’ultima ha invitato il comune ad aderire e concedere il patrocinio gratuito alla terza Giornata nazionale dei giochi della gentilezza che si svolgerà il 21 e 22 settembre prossimi con titolo “Giochiamo insieme per circondare i bambini di gratitudine”. La nuova edizione sarà dedicata ad apprendere e festeggiare la pratica della gentilezza attraverso giochi proposti dal sito Giocopediadellagentilezza.it oppure liberamente inventati e condivisi sullo stesso sito dagli aderenti. La partecipazione alla Giornata nazionale dei giochi della gentilezza è libera, gratuita e prevede il coinvolgimento da parte del comune delle scuole degli Istituti comprensivi e delle associazioni che lavorano con i bambini per decidere le modalità con cui partecipare. L’evolversi dell’iniziativa potrà essere monitorata sulla piattaforma web www.igiochidellagentilezza.it. Una volta avvenuta la manifestazione ci dovrà essere la condivisione della propria esperienza, tramite immagini, video, riflessioni scritte, al fine di creare una memoria comune di esperienze che sarà di libera consultazione sul web. Ci sarà poi il conferimento di un attestato di partecipazione a tutti. Si inviterà anche a raccontare l’esperienza ai media locali. Si è, allora, deliberato di affidare a Laura Mocchegiani, responsabile della Biblioteca, i provvedimenti di gestione.

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totale 1 14 12 6 23 29 1 2 6 3 10 107

Con la delibera n.136 si è revocato l’indirizzo indicato nella deliberazione di Giunta municipale n.50 dello scorso 9 febbraio per quanto concerne la volontà di procedere al riscatto dei moduli abitativi della ditta Edilsider in quanto l’onere che ne deriverebbe a carico del Bilancio comunale per i ripetuti interventi di manutenzione costantemente necessari sarebbe tale da non giustificarne l’acquisizione. Si è confermato, invece, l’indirizzo indicato nella deliberazione di Giunta municipale n.50 per quanto concerne la volontà di prorogare di sei mesi il noleggio dei container con i quali è realizzato il villaggio di via Colombo area 1, area 2 e area 3 dando atto che la relativa spesa viene finanziata con i fondi della Regione per il sisma. A breve verranno avviati i lavori di manutenzione straordinaria della strada comunale di via Sandro Pertini. La Giunta municipale ha approvato con delibera n.135 del 9 aprile 2018 il progetto esecutivo e di finanziamento. La suddetta infrastruttura, che è a servizio della zona industriale “Cisterna”, è in uno stato di manutenzione estremamente precario, presenta delle disconnessioni dovute principalmente all’usura dato l’intenso traffico giornaliero essendo anche transitata da numerosi mezzi pesanti. Il progetto esecutivo dell’intervento di manutenzione straordinaria della strada ammonta a 115mila euro. Con la n.134 è stato deliberato di organizzare la manifestazione “Giochi, briciole e favole”. Per curare l’evento occorre affrontare diversi costi: mille euro per magliette, 300 per stampa manifesti e pubblicità, 500 per pranzo e merenda, 200 per coppe, 500 per contributo associazione “Cavallo a Dondolo”, 100 per paglia. Si prevede, inoltre, un incasso indicativo di partecipazione essendo la quota di 3 euro per la merenda, pari ad 1.800 euro. Si è deliberato così di sostenere una spesa complessiva presunta di 2.600 euro. Con la n.124

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del 30 marzo 2018 si è deliberato di partecipare al bando del Programma operativo regionale, Por, Marche per “Interventi di efficienza energetica negli edifici pubblici”, avente scadenza il 23 aprile 2018, per i seguenti interventi: asilo nido il Cucciolo in via Vitale Vitali n.2; scuola Rodari in piazza Ugo La Malfa n.2/B; edificio denominato “Formaggino” in viale delle Cartiere n.17. Con l’atto n.116 è stata approvata la bozza degli atti di comodato d’uso gratuito da stipularsi tra l’amministrazione comunale e la società Rfi per la concessione dei locali siti nella Stazione ferroviaria di Tolentino che prevede: una durata di 5 anni rinnovabili solo se previsto almeno tre mesi prima; l’uso gratuito dell’immobile da destinare a sede della Protezione civile comunale; il rispetto delle prescrizioni impartite circa il mantenimento e utilizzo dell’immobile sia per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria e di quanto connesso al suo utilizzo. Con l’atto n.108 del 26 marzo 2018 è stato deliberato di confermare la direzione artistica della Biennale dell’umorismo nell’arte a Evio Ermas Ercoli per il triennio 2016/2018, nonché il rapporto di convenzione con l’associazione Popsophia per lo svolgimento della rassegna festival di fine agosto al Castello della Rancia sui linguaggi dell’umorismo contemporaneo. E’ stata stabilita, inoltre, la somma di 4mila euro quale compenso per la direzione artistica. E’ stato fissato all’associazione Popsophia, per lo svolgimento del suddetto programma, un contributo per il 2018 pari a 35mila euro e si è dato atto che la spesa prevista per quanto sopra espresso è pari a 42.788,88 euro. Con la n.107 è stato deliberato di classificare La Triveneta Cavi, con sede legale in Brendola (Vi) via Orna n.35, insediamento in Tolentino contrada Le Grazie n.42, quale industria insalubre di prima classe riconducibile al punto n.66 “gomma sintetica”. La Triveneta Cavi produce cavi elettrici per segnalamento o per trasporto di energia in bassa e media tensione, con conduttori di rame o di alluminio, isolati con mescole elastomeriche, in parte autoprodotte, o termoplastiche sotto guaine esterne di materiali elastomerici o termoplastici. Con la n.106 del 19 marzo 2018 è stato deliberato di provvedere all’organizzazione della Manifestazione per il 74^ Anniversario dei Martiri di Montalto, approvando il programma dell’evento e prevedendo una spesa complessiva di 1.380 euro.


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L’AMMINISTRAZIONE INFORMA Continuano gli interventi per il miglioramento della sicurezza stradale Continuano gli interventi infrastrutturali da realizzare finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale all’interno del centro urbano del Comune di Tolentino I progetti partono da studi approfonditi con l’acquisizione dei rilevamenti dei flussi veicolari e del numero di sinistri, dati rilevati dalla banca dati delle forze dell’ordine e della polizia locale. Infatti è stata effettuata un’analisi della situazione attuale, delle problematiche di riferimento e dei principali fattori di rischio per la sicurezza stradale. Questi interventi riguardano: formazione alla mobilità sicura e sostenibile della popolazione scolastica e una serie di lavori puntuali distribuiti su assi viari principali di attraversamento delle zone semiperiferiche del Comune di Tolentino, caratterizzati da indici di incidentalità importanti e finalizzati ad aumentare e conformare i livelli di sicurezza stradale veicolare/pedonale su tali strade. Questi indici sono rapportati ad una popolazione di circa 20.500 abitanti. In particolare gli interventi individuati sono la risoluzione di problematiche viarie a casi critici specifici. Gli assi viari principali coinvolti dall’analisi della mobilità e dell’incidentalità e fattori di rischio sono: via S. Pertini, intersezione v.le V. Veneto, via Don L. Sturzo, via Rovereto 3, via Madre Teresa di Calcutta primo tratto (zona Le Grazie)., via Madre Teresa di Calcutta secondo tratto (zona Le Grazie). Le zone interessate dagli interventi strutturali su assi viari principali sono: marciapiedi in via S. Pertini, riorganizzazione intersezione a raso v.le V. Veneto, via Don L. Sturzo, via Rovereto, realizzazione di passerella pedonale su fosso Cesolone, intervento previsto in una fase successiva (zona Le Grazie), marciapiedi in via Madre Teresa di Calcutta primo tratto (zona Le Grazie), marciapiedi in via Madre Teresa di Calcutta secondo tratto (zona Le Grazie). Gli interventi sono quindi finalizzati alla diminuzione dei punti di conflitto nelle intersezioni a raso mediante realizzazione di opere infrastrutturali, alla creazione di percorsi pedonali distinti dalla sede stradale viaria, al miglioramento del livello di illuminazione notturna delle strade, al rifacimento e razionalizzazione della segnaletica orizzontale e verticale. Tali assi viari, che si trovano all’interno dell’area urbana, sono caratterizzati da un flusso di traffico di circa 10.000 veicoli/giorno in ogni senso di marcia e si trova per la maggior parte del tempo congestionato. In particolare in via Sandro Pertini verranno realizzati tratti di marciapiedi, verrà istallata la una nuova illuminazione e sistemati gli scoli e la pavimentazione stradale. All’incrocio tra viale Vittorio veneto, via Don Sturzo e via Rovereto si provvederà alla realizzazione di una nuova rotatoria, di un nuovo marciapiede in via Rovereto e all’istallazione di una nuova illuminazione. In Via Madre Teresa di Calcutta, oltre alla sistemazione della pavimentazione stradale, verrà realizzato un marciapiede a verrà istallata la nuova illuminazione pedonale e stradale e inoltre nel secondo tratto verrà realizzata una passerella pedonale/ciclabile al lato del ponte stradale in muratura, una rotatoria e una nuova illuminazione.

UN GOL PER RIPARTIRE La realizzazione di un sogno! Inaugurato il nuovo Centro Sportivo Polivalente “Roberto Gattari” Non hanno tradito le attese i tanti eventi promossi da Fc internazionale Milano, Suning sport e Centro sportivo italiano, in collaborazione con il comune, in occasione dell’inaugurazione del Centro sportivo polivalente che è stato intitolato a Roberto Gattari - un grande appassionato di sport, tifoso dell’Inter, scomparso prematuramente - e che consentirà a tantissimi ragazzi e ragazze di tanti comuni colpiti dal sisma, di praticare diverse discipline sportive come il calcio a 5, il basket e la pallavolo. Grande apertura con l’amichevole di calcio disputata allo stadio Della Vittoria fra l’Inter Forever guidata da Francesco Toldo e la rappresentativa “Un gol per ripartire” allenata da Giovanni Pagliari. In pratica è stato l’atto finale di una partita lunga un anno, una intera stagione in cui il gioco di squadra, formata dal Suning, da Fc internazionale Milano con il supporto di ManpowerGroup e del Centro sportivo italiano si è ben collaudato grazie a numerose azioni gol. Fino alla gara di Tolentino, che va ben oltre il 6-0 registrato nel taccuino dell’arbitro ciessino Alessandro Di Marzio, in campo coadiuvato da Luca Cardarelli e Luigi Di Matteo, ma che ha regalato sorrisi nerazzurri ad una popolazione, colpita ma mai battuta, che ha voluto e saputo reagire. Allo stadio dei cremisi tolentinati è stato così bello riabbracciare Materazzi, in gol due volte, come il giovane Altobelli, figlio di Spillo; applaudire ancora il tiro a giro del sempiterno Beppe Baresi ed esultare alla progressione gol del capitano-mito Javier Zanetti. Presente un importante parterre di autorità, tra cui molti sindaci, per il taglio del nastro del nuovo centro polisportivo realizzato sul campetto di viale Vittorio Veneto, in uno dei quartieri più colpiti dal sisma. L’impianto è stato realizzato grazie al contributo di Suning, Fc internazionale Milano, Csi e comune di Tolentino. “Devo riconoscere – ha affermato il sindaco Giuseppe Pezzanesi - la grande serietà della società della FC Internazionale e dei partner che hanno permesso questo traitd’union con il nostro territorio. Continuiamo a lavorare per la ricostruzione. 15


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IL CENTRO STORICO ED IL COMMERCIO

Ciò in quanto i gravi danni subiti dalle abitazioni del centro storico, dalle strutture pubbliche, dalle chiese, ecc.. , avrebbero sicuramente tenuto lontano residenti e frequentatori, visti i tempi lunghissimi della ricostruzione. Oggi registriamo che il centro storico sta morendo e i commercianti che resistono sono da considerare quasi come degli “eroi”.

con il loro numero di occupati, rappresentano sicuramente una importante attività imprenditoriale nella nostra città e pertanto non possono essere abbandonati a se stessi e alle loro, ancorché lodevoli, iniziative. Ciò che chiede il comitato “Tolentino commercio centro storico”, cioè una politica per il centro storico, è una richiesta legittima e sopratutto urgente. I commercianti conoscono i problemi connessi alla ricostruzione per questo non chiedono interventi particolarmente onerosi, ma semplicemente una riqualificazione del centro storico attraverso interventi di abbellimento, di arredo urbano, di maggiore attenzione e pulizia, di sistemazione delle buche nelle strade; in poche parole chiedono che il centro storico assuma un aspetto gradevole, invitante e ben curato.

Il grido di aiuto del comitato “Tolentino commercio centro storico”, anche se molto garbato e pieno di proposte, fa comprendere, sia all’Amministrazione Comunale, sia a tutti noi, che la crisi del commercio locale, già in sofferenza da anni, si trova per molte attività in una fase di non ritorno. I commercianti di Tolentino,

In campagna elettorale, abbiamo lanciato l’idea di trasformare il commercio del centro storico di Tolentino in un grande CENTRO COMMERCIALE favorendo attività promozionali ed iniziative pubbliche coordinate e programmate unitamente all’Amministrazione Comunale, alla Pro Loco e alle numerose associazioni

Subito dopo il sisma del 2016, in particolare dopo la tremenda scossa del 30 ottobre, alcuni commercianti commentarono sulla stampa locale che il commercio, in particolare le attività commerciali del centro storico, già in crisi da anni, non avrebbero avuto un futuro.

locali. Iniziative per far tornare a vivere il centro storico tutti i giorni anche attraverso una diversa disciplina della viabilità e della sosta delle auto, prevedendo ad esempio la sosta gratis ad orario al centro, senza escludere in futuro, quando la ricostruzione sarà completata, anche la pedonalizzazione di alcune piazze e di alcune vie.

del centro come delle zone periferiche e, pertanto, mettiamo sin d’ ora il nostro contributo a disposizione dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco in qualità di assessore al commercio, per individuare ed intraprendere quelle iniziative che favoriscano il rilancio delle attività commerciali e che facciano nuovamente di Tolentino il punto di riferimento dell’intera provincia.

Noi consiglieri di minoranza, abbiamo particolarmente a I Consiglieri Comunali cuore queste problematiche Gianni Corvatta che, ovviamente, riguardano Anna Quercetti tutti i commercianti della città, Bruno Prugni

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SI NAVIGA A VISTA

Ci eravamo lasciati, il mese scorso, con una serie di domande che nel frattempo abbiamo rivolto direttamente all’Amministrazione in Consiglio Comunale. Ci eravamo chiesti come mai la Giunta avesse deciso di affittare, ai cittadini che ne avessero bisogno per ammassare i propri beni, spazi presso capannoni presi in locazione da privati a un prezzo praticamente doppio rispetto a quello di mercato e perché il Comune avesse firmato con la Diocesi di Macerata un contratto tanto sfavorevole per quanto riguarda la struttura di Colle Redentore. Per quanto riguarda il primo quesito, ci siamo sentiti rispondere che, proprio come temevamo, l’Amministrazione ha deciso di affittare ai cittadini gli spazi a 4 euro al m/q (il Comune versa 3 euro al m/q ai proprietari) perché non c’è certezza di quante richieste ci saranno e quindi si pensa di coprire i costi di eventuali spazi non affittati facendo “la cresta” sugli altri. Eppure, l’anno scorso, proponendo l’idea di cercare capannoni, avevamo chiaramente chiesto che prima si facesse una stima del bisogno reale. Invece ci troviamo nella situazione in cui il Comune dovrà pagare in ogni caso 94.000 euro all’anno senza avere la minima certezza di quanto potrà recuperare e quanto dovrà invece sborsare di tasca pro-

pria. Sia ben chiaro, per quanto ci riguarda i privati che hanno fornito i capannoni non hanno fatto nulla di male: è l’Amministrazione che, come al solito, non perde occasione di navigare a vista e di gestire “allegramente” i soldi dei cittadini. Circa la questione Colle Redentore, invece, le risposte sono state le solite: invece di spiegarci come mai il Comune abbia preso in affitto la struttura accettando senza colpo ferire clausole che risulterebbero pesantemente vessatorie anche nel più subdolo contratto di locazione, il Sindaco ci ha propinato il solito sermone sul fatto che siamo sempre lì a rompergli le scatole anziché ringraziarlo per tutto quello che sta facendo. Perché sembra che sia impegnatissimo (soprattutto a litigare con altri sindaci di comuni terremotati) anche se i risultati tardano un po’ a vedersi… Dei 23 appartamenti per i terremotati annunciati in pompa magna a novembre (con tanto di servizio in TV) non c’è ancora traccia. Come non c’è traccia dei lavori al secondo piano della scuola Don Bosco (“due mesi” ci dissero a inizio 2017) e del famoso campus per le scuole superiori annunciato in campagna elettorale come pronto in pochi mesi, poi rimandato all’autunno 2018 ed ora slittato a settembre 2019. Ma tanto è sempre colpa di qualcun altro ed è ormai partita da tempo la gara dello scaricabarile. Andrà a finire che la colpa della ricostruzione che non parte sarà dei terremotati, come ha già pro-

vato a far intendere il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Paola de Micheli secondo la quale i ritardi sono dovuti anche al fatto che i cittadini colpiti dal sisma non conoscono i propri diritti e non hanno capito come funzionano le procedure. Capito? Non sono loro a partorire normative cervellotiche, incomprensibili e contraddittorie: sono i cittadini che sono “tonti”! Stendiamo un velo pietoso su queste dichiarazioni e passiamo a tutt’altro argomento: durante l’ultimo Consiglio Comunale è stato approvato un ordine del giorno del MoVimento 5 Selle (contrario solo il PD) per chiedere al Presidente della Regione Marche Ceriscioli di ritirare la proposta di legge regionale 145/17 che prevede la possibilità di sperimentare la gestione privata del servizio sanitario pubblico (in sostanza la concessione dell’uso di strutture e strumentazioni pagate con soldi pubblici a privati). Esiste già una legge nazionale che permette (non obbliga) queste sperimentazioni ma la legge regionale consente, nonostante le affannose smentite del Presidente Ceriscioli e dei suoi sodali, una totale libertà di manovra alla Giunta Regionale per quanto riguarda le decisioni sugli appalti. Un altro passo verso la privatizzazione della sanità che invece riteniamo debba rimanere prevalentemente affidata a un servizio pubblico reso efficiente, competitivo e liberato dai tentacoli della politica.

Non vogliamo correre il rischio che l’ospedale di Tolentino, quando e se sarà ricostruito, possa essere “colonizzato” a scopo di lucro dai soliti noti che stanno facendo della sanità il business del secolo, soprattutto perché non sono mai stati dimostrati i presunti vantaggi dell’affidamento di servizi ospedalieri ai privati in termini di costi, sicurezza, appropriatezza e trattamento dei lavoratori, mentre è reale il rischio che vengano affidati al privato i servizi meno costosi e rischiosi, lasciando al pubblico le prestazioni più complesse e onerose come, ad esempio, l’emergenza. Tanto più che il nostro ospedale è ormai declassato a “Casa della Salute” e offrirà soprattutto servizi di lungodegenza, proprio quelli che sono nelle mire dei privati in quanto estremamente redditizi (è notizia recente l’ennesimo affidamento a privati di posti letto di lungodegenza ospedaliera a discapito delle strutture pubbliche del pesarese). La legge 145/17 doveva essere approvata in Consiglio Regionale alla fine di aprile ma, a seguito della pressione mediatica a cui pensiamo, nel nostro piccolo, di aver contribuito con la nostra iniziativa, l’Amministrazione regionale ha deciso di annullare la discussione e di rinviare il testo alla Commissione Sanità per valutare eventuali modifiche. Come cittadini abbiamo vinto una piccola battaglia, ma la strada per evitare la distruzione sistematica della sanità pubblica è ancora lunga: coloro che hanno grandi interessi non si arrenderanno tanto facilmente.

FESTA DEL QUARTIERE REPUBBLICA - venerdì primo giugno Giochi, musica e tanta allegria Venerdì 1 giugno ore 20 CENA negli Stand Gastronomici ore 21 SI BALLA con Orchestra Carpineti GIOCHI POPOLARI

Domenica 3 giugno

Sabato 2 giugno ore 9 MERCATINO viale Repubblica ore 9.30 BANDA MUSICALE dell’associazione Nazareno Gabrielli per le vie del quartiere ore 11.30 SANTA MESSA ore 16.30 BABY AMBULANTI per un giorno ore 17.30 I MAGNIFICI 5: parrucchieri in pedana ore 18 Multiradio e Mas flow musica e ANIMAZIONE fino a tarda notte ore 20 CENA negli Stand Gastronomici Giochi popolari

ore 9 ore ore ore ore

PASSEGGIAMO TUTTI INSIEME per le vie e giardini del quartiere insieme al nostro amico a 4 zampe 16.30 BABY AMBULANTI per un giorno 17.30 Esibizione palestra MEETING 20 CENA presso gli Stand Gastronomici 21 SERATA MUSICALE con i “Note Arcinote” GIOCHI POPOLARI

Si invitano i cittadini del quartiere ad esporre il tricolore su finestre e balconi. 17


Giovanni Gabrielli: potenziale e valori della nostra terra COMUNICARE di Solidea Vitali

Cinquanta anni compiuti da un paio di mesi e poco più, odontotecnico, e una carriera politica che inizia nel ’93. Giovanni Gabrielli è membro del Direttivo provinciale della Lega e responsabile del tesseramento, dal 2009 coordinatore Lega Tolentino, e Assessore alla Sicurezza, Viabilità, Vigili Urbani e Comitati di Quartiere. Accompagna la nostra chiacchierata il fluire di argomenti, i più disparati tra loro, diversi e ognuno importante. Perché con Giovanni è così: ti ritrovi a parlare di economia, turismo e strategie di tutela del territorio, sport, tecnologia e fenomeni sociali, anziani e disabili, natura, e animali. Il tutto in sole due ore di conversazione, con spunti di riflessione davvero importanti. Giovanni è parte attiva della politica cittadina dal ’93, da quando la stima nei confronti del suo allenatore di calcio, dei tornei estivi e della squadra de “Le Grazie”, nonché Sindaco di Tolentino, Francesco Massi, lo aveva fatto avvicinare a tematiche d’interesse locale. Il suo percorso politico, nel 2000, arriva a Forza Italia e, nel 2009 alla Lega. - Giovanni, oltre alla stima per Francesco Massi, cosa ti ha appassionato della politica? - « Sicuramente il fatto di mettersi a disposizione della città, ma nel vero senso della parola.

- Ho vissuto la politica che passava solo dai partiti, da ideologie definite e “prese di posizione”. E poi ho vissuto la svolta della politica moderna, quella che, in primo luogo, passa dalle persone, piuttosto che dai simboli». E questo è uno snodo essenziale nel modo di essere di Giovanni. Le persone, le loro storie, i valori, le esigenze, le problematiche, le domande. Quelle alle quali la politica dovrebbe essere in grado di dare risposte, ma concrete, leali. Proprio la lealtà caratterizza il suo comportamento. Una lealtà a tutti i costi, il proprio pensiero va espresso anche quando le opinioni sono divergenti. “A volte si rischia di apparire testardi e aggressivi, e un po’ forse lo sono… ma se devo dire una cosa in cui credo, lo devo fare e basta”. “In faccia”, aggiungo. Giovanni non sopporta le chiacchiere o le cose dette per vie traverse, si può sostenere anche una conversazione con toni accesi, l’importante è essere trasparenti. Nel suo profilo facebook, si descrive come Pragmatico. O sì o no. E questo racchiude un po’ tutta la sua essenza. Il contatto con le persone e l’ascolto sono elementi imprescindibili. “Quando posso, offro soluzioni e risposte. Ma se una cosa è impossibile da realizzare preferisco dichiararlo subito”. Sfugge alle polemiche pubbliche quando sono costruite solo per fare audience. Di solito, interviene in prima persona, contattando le persone interessate e cercando il confronto.

“La nostra terra ha un potenziale infinito che aspetta di essere utilizzato. Ce ne stiamo dimenticando, sottovalutiamo le tipicità, la natura, i tesori architettonici, l’ambiente e il valore delle persone”. Da nord a sud, anzi da sud a nord. Quel sud d’Italia che lui ama, che visita, che conosce e che desidera scoprire ogni volta. Come quando si ferma con gli agricoltori calabresi e cerca di capire il perché di quei frutti succosi lasciati marcire sugli alberi, come chiaro segnale di un’economia che sta sbagliando strada. E futuro. Molto legato alle tradizioni, alla famiglia e all’amicizia. Giuseppe Ruggeri, cugino, prima di tutto amico storico, mi dice: “Giovanni è strano, nel senso di particolare… se ti deve dire qualcosa, te lo dice, anche a costo di risultare duro. Ma su di lui ci puoi contare. E’ come un fratello maggiore”. E ci sono tanti ricordi di amicizie che sono rimaste nel tempo, amicizie che hanno vissuto gli anni del passeggio in città, fino quasi a consumare i marciapiedi. Ricordi di esperienze condivise e reali, di una diane rossa, di partite a calcio e di football americano. “Uno sport che t’insegna a conquistare, metro dopo metro, il terreno. A resistere e a non indietreggiare, a incassare i colpi e le fratture. A restare e dare il meglio di sé”. Uno sport che, oggi, resta in un cappellino degli Yankee, regalatogli da Pamela nell’ 86, e che fa rivivere Fabrizio Seri. Ed eccolo, Giovanni: una persona determinata e decisa, con una sfera emotiva ricca di ricordi ai quali è affezionato, ma dif-

ficilmente ne parla. Ammira l’amore per i bambini di sua nipote Erika, e ama e stima l’altra nipote, Ludovica, per l’amore verso i cavalli e gli studi di agraria. La terra, tutto richiama il rispetto verso la nostra terra, quella che non tradisce mai. Una personalità eclettica che spazia in tanti settori: dalla lettura alla necessità di esser sempre documentato, dallo studio di Gaudì alla sensibilità verso i deboli e le ingiustizie. Come il fermare qualcuno che sta abbandonando un cane, in agosto. La scoperta del volontariato, dopo il terremoto, ha arricchito il suo essere. Una sensibilità e senso di solidarietà di cui non parla in prima persona, perché le azioni si fanno per il piacere di farle e non per ottenere riconoscimenti, ma che scopro grazie a Margherita, sua compagna di vita insieme a Poldo, Gru e Cica, gatti salvati grazie alla generosità del suo cuore. “L’originalità consiste nel tornare alle origini”. Antoni Gaudì

SISMA: PEZZANESI BASTA CHIACCHIERE, PASSI AI FATTI! In riferimento all’articolo “In Risposta a Sandro Bisonni”, apparso sul numero di aprile di MPN desidero fare alcune precisazioni. Il mio intervento “Ritardi del Cas” è stato motivato esclusivamente dal fatto che non si può rimanere in silenzio quando la pubblica amministrazione non agisce, opera in ritardo, e soprattutto quando a rimetterci sono i cittadini. Assodato questo tengo a puntualizzare che non intendo, nel modo più assoluto, attribuire questo inefficiente comportamento ai dipendenti comunali, che con impegno e solerzia svolgono ogni giorno il proprio lavoro, ma a chi amministra la Città e quindi al Sindaco che decide, attraverso gli atti, le priorità e le scadenze. Lungi da me entrare nella sfera privata di addetti ai lavori, molti dei quali stimo e apprezzo per il loro operato, ma deve essere chiaro che chi mi accusa di questo lo fa solo in modo scorretto e pretestuoso facendosi scudo proprio di persone che nulla centrano; la mia denuncia semmai riguarda le mancate risposte del Sindaco, e del suo governo, alle esigenze dei propri concittadini.

Entrando nel merito, Giuseppe Pezzanesi si giustifica osservando che i ritardi del CAS sono attribuibili al fatto che la richiesta è stata “rifiutato(a) dalla Regione Marche per anomalie riscontrate sul programma imputabili a inserimento errato da parte di strutture ricettive”. Per accertare la correttezza di quanto dichiarato dal Sindaco, ho interrogato gli uffici regionali competenti i quali rispondono che: “…i report mensili di fabbisogno del CAS del Comune di Tolentino sono stati rifiutati perché da controlli effettuati da funzionari regionali in merito alla ricollocazione di alcuni cittadini risultava che in alcuni casi vi era una doppia presenza di cittadini sia in CAS che in struttura ricettiva. Tale anomala situazione è stata portata all’attenzione del Sindaco con la nota del 29 novembre 2017 prot.1198314... Il Comune ha il dovere di gestire e vigilare costantemente la presenza in CAS o in struttura ricettiva per i propri cittadini essendo attribuita direttamente al Sindaco la responsabilità della attribuzione delle misure di assistenza alla persona. I report sono stati quindi rifiutati al fine di far correggere al Comu-

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ne le anomalie su cui aveva dovere di vigilanza”. Da quanto sopra pertanto emerge senza alcun ombra di dubbio la precisa e indiscutibile responsabilità del Sindaco. Restando in tema “sisma” e senza andare tanto lontano, ci basti guardare ad esempio a San Severino Marche per vedere che lì, a parità di norme statali o regionali, tutti gli edifici pericolosi sono già stati completamente abbattuti, tutte le macerie completamente rimosse, tutte le casette consegnate e sono già iniziati i lavori di ricostruzione di alcuni edifici pubblici; questi fatti concreti, certi e inconfutabili, dimostrano la capacità organizzativa e amministrativa del Sindaco Rosa Piermattei. E a Tolentino? A Tolentino siamo ancora veramente in alto mare e questo è imputabile alla responsabilità amministrativa del Sindaco, in prima persona, sempre pronto alla polemica, sempre presente nei giornali e nelle TV, ma scarsamente concentrato sul processo di ricostruzione. Oggi però i Tolentinati non hanno bisogno di slogan o di polemiche

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da campagna elettorale ma di azioni rapide, concrete ed efficienti. Personalmente non sono interessato alla polemica perché ho cose più serie, importanti ed urgenti da fare; ugualmente mi auguro che il Sindaco comprenda che ai Tolentinati le chiacchiere non interessano, si rimbocchi le maniche per dare finalmente ai propri concittadini le risposte che già da troppo tempo attendono. La città ha bisogno di interventi urgenti e mentre il Sindaco continua a fare campagna elettorale e polemica con gli altri Sindaci, con il sottoscritto e con tutti, gli altri lavorano... e si vede. Sandro Bisonni


LA VITA CONTINUA Verso Sera dott.Franco Belluigi

Una persona che abbia fatto un percorso di lavoro dopo tanti anni di impegno gode della pensione; un traguardo giusto da raggiungere, quasi un premio a tutto quel fare che caratterizza la fine del periodo lavorativo. Benedetta pensione! Per quella che è la mia esperienza di lavoro ho notato che il desiderio più grande di ogni lavoratore è godere il prima possibile della pensione, che appare prima quasi un miraggio, poi un traguardo sempre più vicino. E’ un po’ un sentimento comune per chi va in pensione che può essere espresso con poche parole: “adesso si che sto bene”, “ ho tutto il tempo per me e a Dio piacendo, chissà quante cose posso fare”! Certamente questi pensieri spesso non trovano riscontro nella quotidianità per una serie di circostanze sfavorevoli, una pensione inadeguata da un punto di vista economico, una situazione familiare non proprio ideale, ma soprattutto il sopraggiungere di alcune malattie legate all’età. Comunque, guardando con un certo ottimismo, è naturale che ognuno di noi pensi alla pensione come ad un traguardo da taglia-

re, anche in sintonia con quanto afferma Cicerone nel suo trattato sulla vecchiaia:” Tutti desiderano raggiungere la vecchiaia, poi la biasimano quando l’hanno raggiunta” Potremmo aprire una parentesi su cosa si intende per vecchiaia oggi, anche alla luce dei progressi della medicina e del benessere economico, ma aldilà di avere una speranza di vita sempre maggiore, prima o poi la vecchiaia lambisce e poi modifica tutto il tuo essere. Quindi questa benedetta pensione che spesso coincide con le prime luci della vecchiaia è vissuta in modo contraddittorio a tal punto da viverla con uno stato d’animo non piacevole. Infatti la perdita dei ruoli, quei ruoli che gli avevano consentito di essere utile non solo a se stesso, ma a tutta la comunità, finisce per essere vissuta come una malattia che subdolamente ti trascina verso la depressione. Forse varrebbe la pena di fare riferimento a quanto afferma Cicerone:” Chi infatti non abbia dentro di sé risorse per vivere bene subisce il peso di tutte le età, chi invece trae da sé stesso ogni bene non può considerare un male, quel che di necessità natura impone”. A questo punto, sempre in relazione alla saggezza che esprime quanto afferma Cicerone, la vecchiaia non può essere disgiunta

da tutto il resto della vita, ma rappresenta la sintesi di un percorso di vita, a volte facile, a volte difficile, sintesi che esprime quanto hai creato di bello, di buono e che esprime il mondo delle tue pregresse esperienze, delle tue conoscenze, delle tue scelte. Ecco perché quella che sarà la vecchiaia di ognuno di noi molto spesso rispecchia il nostro comportamento e a nulla vale scaricare la responsabilità sugli altri cioè sulla società in generale, sulle istituzioni, sulla famiglia, sugli amici, sulle circostanze….. Io credo che la vecchiaia sarà sempre meno triste se riusciremo a viverla nel modo dovuto, cioè con un atteggiamento positivo non guardando solo alla cessazione di quelle che noi chiamiamo gioie, ma apprezzando tutto quello che ti porta alla serenità e alla saggezza. Queste qualità ti aiuteranno a sperare di essere ancora utile anche se non hai più un ruolo specifico. Ed allora perché chiudersi in se stessi quando si potrebbe essere utili agli altri, intesi non solo come famiglia o amici? Perché non aprirsi al mondo e a tutti quelli che potrebbero avere bisogno del tuo aiuto? Guardare oltre, vivere la cultura del “noi” rappresenta vivere la gioia che ogni giorno ti deriva dall’avere fatto ritrovare la speranza a chi l’aveva perduta. Pensare anche ai bisogni degli al-

tri, farsene carico ti farà uscire dai tuoi cupi pensieri dal tuo guardare al sorgere di un nuovo giorno non come ad una fatica da affrontare. Sarà la riscoperta dell’altro, della solidarietà e della condivisione un modo per vivere le tue lunghe giornate che a volta riescono a sembrarti anche inutili. Sarà questo impegno quotidiano di attenzione all’altro che non ti farà pensare alla vecchiaia come al compimento della vita, purtroppo inevitabile, ma come ad un periodo in cui si possono coniugare saggezza, serenità, riscoperta della bellezza del creato, non come il frutto di vecchie esperienze, ma come sentimenti inediti Esprimere quanto detto sopra nel mondo del volontariato non ti farà apparire quello che farai come un lavoro, ma come un servizio fatto ad un fratello meno fortunato. Sarà un incontro con l’altro, con l’altro persona portatrice di diritti, sarà un incontro fra due anime nella consapevolezza che il tuo gesto è solo un atto di restituzione, una ricerca di giustizia Scoprire e percorrere questa strada ci farà conoscere un altro tassello di questo grande puzzle che è la nostra vita. Ritornando alla vecchiaia permettetemi di chiudere tutto quanto sopra espresso con una frase spiritosa, non ricordo più di chi: ”La vecchiaia è bella, peccato che duri poco”. spazio autogestito

VERSO LA TARIP: progettare la tariffa puntuale nei Comuni della Provincia Se ne è discusso ampiamente al Cosmari, nel corso di un incontro convocato per illustrare lo stato dell’arte della sperimentazione in atto e il relativo cronoprogramma di Cosmari, in attuazione della normativa nazionale e della recente Legge Regionale in materia di Tariffa Puntuale dei rifiuti. In apertura di seduta il Presidente Marco Graziano Ciurlanti, presenti anche la Vicepresidente Rosalia Calcagnini e il Consigliere Paolo Gattafoni, ha sottolineato l’impegno di Cosmari verso questa naturale evoluzione del porta a porta e del sistema dei sacchetti dotati di microchip. Il Direttore generale di Cosmari srl, Giuseppe Giampaoli, nella parte tecnico-illustrativa ha ricordato i vari passaggi che sono stati compiuti proprio in previsione dell’applicazione della tariffa puntuale. La tecnologia alla base del sistema Riciclochip si fonda su una gestione integrata di sistemi che permettono la distribuzione, l’identificazione, il tracciamento Gps, la gestione della tariffa e delle anomalie. I sacchetti distribuiti sono dotati di Fides Code, un sistema all’avanguardia che impedisce la contraffazione dei dati e quindi la

loro attendibilità. Per la distribuzione dei kit vengono utilizzati tablet che, grazie al cloud, permettono uno scambio dati giornaliero con il software cosi da rendere le anagrafiche contribuenti sempre aggiornate. Un’opzione alternativa da valutare, prevede l’utilizzo di distributori automatici controllabili da remoto. I sistemi innovativi di raccolta sgravano l’operatore da qualsiasi azione, rendendolo partecipe e controllore visivo dell’attività. L’innovazione prevede, inoltre, l’allineamento automatico delle banche dati comunali con quelle Cosmari e l’evoluzione dei sistemi Green Point, progettati da Cosmari e realizzati come veri e propri punti di conferimento “intelligenti”. Ingegneri specializzati hanno illustrato il nuovo sistema di rilevazione chiarendo tutti gli aspetti legati all’interfaccia tra programmi comunali ed il software di gestione TARIP.

proprio dalla sperimentazione per giungere all’applicazione reale della nuova TARIP, con lo scopo di favorire una più equa applicazione della tariffa ai cittadini virtuosi ed una più attenta differenziazione. Infatti, la tariffazione puntuale, consentirà al cittadino di pagare in proporzione alla quantità di rifiuto indifferenziato conferito, vedendo premiati gli sforzi per un’ottimale raccolta differenziata. L’approvazione della legge è un risultato importante che valorizza il ruolo delle ATA e delle associazioni ambientaliste. Voluta dalla maggioranza e votata all’unanimità, attua le previsioni contenute nel Piano

Presente all’Incontro anche il Consigliere regionale Sandro Bisonni relatore della nuova normativa regionale, prima in Italia, che si è complimentato con Cosmari per il capillare lavoro svolto e per aver avviato un processo che passi 19

regionale di gestione dei rifiuti, dà seguito al decreto del Ministero dell’Ambiente del 20 aprile 2017, favorisce azioni finalizzate a politiche e percorsi amministrativi dei comuni diretti all’implementazione della tariffa puntuale. Il provvedimento è in linea con le direttive europee e perfettamente coerente con il principio “chi inquina paga”. Previste dotazioni informatiche per i Comuni, un tavolo tecnico e campagne di comunicazione. Anche il Comune di Tolentino, a breve, darà seguito ad un percorso virtuoso verso la Tariffa Puntuale informando nel dettaglio i cittadini.


di Carla Passacantando

E’ scomparso Lino Gentili, autore delle opere poste alla Galleria Europa

CIAO DON FRANCESCO

Grande è il dolore per la scomparsa di don Francesco Cocilova, già parroco dello Spirito Santo. Tutti lo ricordano per la sua generosità ed umiltà, per la sua stravaganza, per i suoi capelli lunghi e ricci e la barba bianca. Indossava sandali anche d’inverno ed era solito viaggiare a bordo di una vespetta verde mare o di un furgone blu. Era buono, impagabile, era vicino alla gente, ai suoi fedeli che ha accompagnato nei momenti più importanti della loro vita. La notizia della scomparsa del sa-

cerdote ha lasciato tutti di stucco. E’ con don Francesco Cocilova che è nata la parrocchia Spirito Santo. Il sacerdote iniziò a celebrare le messe in un garage di una casa in viale della Repubblica davanti alla palestra della scuola “Lucatelli” non essendoci all’epoca, in quel nuovo quartiere della città, una chiesa. Fece poi edificare grazie alle offerte dei parrocchiani la chiesa Spirito Santo, che durante le ultime forti scosse del sisma ha ospitato molti sfollati, l’oratorio ed infine il teatro. Se n’è andato un pezzo di storia della città di Tolentino. Per gli ex parrocchiani non doveva essere trasferito a Macerata, alla chiesa del Sacro Cuore. Da quel giorno don Francesco non è più tornato a Tolentino. Il trasferimento lo aveva addolorato. Il sacerdote rimarrà nel ricordo di tutti.

E’ morto Lino Gentili Lucertini Malaspina. Lo scultore, pittore ed ex docente di Storia dell’arte all’Accademia di Brera aveva settanta anni e una diecina di giorni fa aveva perso il fratello Giuseppe anche lui scultore. Lino, malato da qualche tempo, è deceduto all’ospedale di Camerino. Originario di Pollenza, l’artista da diversi anni abitava a Tolentino con la mo-

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glie Yaeko Kato. Dopo il diploma all’istituto Cantalamessa di Macerata, aveva conseguito la laurea all’università di Bologna. Alcune sue sculture le troviamo a Tolentino. E’ suo il monumento ai Caduti di Nassiriya collocato poco lontano dalla caserma dei carabinieri di Tolentino. Sono state, poi, recentemente sistemate nella Galleria Europa, in due teche distinte altrettante statue, “Uomo in draisine” e “Il grande burattinaio”, che precedentemente erano state collocate rispettivamente, la prima nell’atrio del palazzo comunale, ora inagibile, e la seconda nel foyer del teatro Vaccaj, chiuso dal 2008 a causa di un incendio. Le due opere, realizzate in ferro e saldatura, sono state trasferite nella nuova collocazione con l’intento di dare nuova immagine a tutta la zona di Palazzo Europa. Molte sue sculture, comunque, sono conservate in collezioni provate in Germania, Roma, Milano Torino, Francia, Svizzera.

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Multiradio Press News maggio 2018  

Mensile di attualità del territorio di Tolentino (Mc) e dintorni, edito da Multiradio.

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