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anno V n°6 - giugno 2011

Anno V n. 6 - Giugno 2011 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO- Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: Multiradio labs - Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe

LA PROVINCIA HA SCELTO ANTONIO PETTINARI

Editoriale

di Roberto Scorcella

Gli elettori si sono espressi: Antonio Pettinari è il nuovo presidente della provincia di Macerata. Una vittoria netta, chiara, legittima che non ammette discussioni. E, per prima cosa, al neo presidente Pettinari vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro per un mandato proficuo. Ma, andando ad analizzare il voto provinciale, ci sono altri dati che meritano attenzione. Innanzitutto, senza alcuna dietrolo-

gia, va rimarcato come si sia registrata una affluenza alle urne molto bassa. Più di un elettore su due della provincia di Macerata ha scelto di non scegliere e non è andato a votare. È un segnale forte di come la politica si stia sempre di più staccando dai cittadini, di come i partiti non siano in grado di dare risposte concrete alle esigenze della gente comune. E questo distacco deve far riflettere soprattut-

to i due partiti più rappresentativi, i primi due partiti di Tolentino: Partito Democratico e Popolo della Libertà. Entrambi, infatti, arretrano e perdono consensi rispetto alle provinciali del 2009. Il Popolo della Libertà, che pure conferma Giuseppe Pezzanesi in provincia nel ruolo di consigliere, rimane il primo partito cittadino ma perde quasi 5 punti percentuali e oltre 900 voti. Se Sparta piange, Atene

certo non ride. Il Partito Democratico, infatti, elegge Massimo Marco Seri ma arretra di oltre due punti percentuali lasciando sul campo più di 600 voti. Un cambio di rotta, visti i risultati, si impone ai due partiti più votati. Ma un cambio di rotta deve farlo anche il cittadino che non scegliendo lascia sempre più nelle mani di pochi la possibilità di scegliere per lui.

Ciao Pè! Ciao Renà! Che novità me porti ogghi? Che duìmo da comprà la vricicretta! Come sarìa quessa? Sarìa che, dal momento che "chi capisce" ha fatto lu progettu de un circuitu cittadinu pè le vriciclette, duìmo per forza combracce lu … velocipede! Velo... che? Velocippicu? Ma che capisci minchiò? Velocipede adè lu nome che anticamente se dacìa alla vricicletta! Gorbi, se sì struttu! Dall'alto della tua stupefacente cultura, me sapristi dì perchè avrìano 'ssassinatu tuttu lu paese pè facce jirà un po' de jente in vricicletta? Che voli che te dico, spero solo che non va a finì come quella che adè stata comenzata jò li Piani Vianchi e lì adè morta! Secondo me, adera mejo che aessero proseguito dalli Piani Vianchi fino allu lagu

delle Grazie e ritorno. E certo, e pù non putìa seguità dall'altra parte e 'rrià fino a lu rifornimentu de metano e potè pù proseguì fino all'Abbadia de Fiastra? Quessa scì che sarìa 'na bella passegghiata in vricicletta! E pù, non purtirìa disappuntu a gnisciù drento lu paese, se penzi che duvrìa da passà perfino drento li parchi do joca le creature! Ma non adera mejo che prima de tutto se 'rmittìa a postu tutte le strade e li marciapiedi ridutti un pintu e che costituisce un periculu per tutti li pedoni, soprattutto anziani, e per le machine e li muturì? Tanto più che per fa la pista cicrabile, la Comunità Europea che dà solo un po' de sordi e lu Cumune ce ne deve 'rmette ancora altri! Dici vè, ma dopo come farìa, quanno che c'è l'eleziò, a vantasse li pulitici per quello che la loro "genialità e lungimiranza" adè stata capace de parturì?

Lo faccio o no lo faccio? Quissu adè lu problema, come dicìa Scekspir! Adè porbio cuscì! E sai che te dico? Che come al solito te risponno a modu mia: Tulintì che bel paese è da poco più de un mese che c'è quilli assai "geniali" che pretenne che pedali: li pedali adè 'na manna a sintì chi ce comanna! Perchè poli jirà in fretta solo se vai in vricicletta e perchè sia realizzato la circolaziò ha cambiato e tu dopo che te crucci pè jì in viale Benaducci do se jiava pè l'inzù non ce poli jire più ma la cosa è prestu intesa devi da jì jò, in discesa; mentre ammò vai solo jò

pe lu vià de la stazziò! Pe non dì de li passaggi quasci in tutti li jiardini porbio do adè sempre pieno sia de matri che bambini e ve lascio immajinà, e scusateme se oso, quanto porbio stu passaggiu adè assai pericoloso: le criature joca a palla, 'cchiapparella e nascundì e non vede, pori cocchi, dove pole jì a finì perchè presi dalla fretta pole esse anche invistiti da qualcuno in vricicletta!

Lu Spì

Perciò a vù che comannete cò lu core su le mà ve dicimo tutti quanti "ce dovete da rpenzà" Ciao Pè Ciao Renà

8.000 COPIE!

Wal Toush di Feliziani via Bezzecca, 3 Tolentino via E. Betti, 2 Belforte Del Chienti

Wal Toush di Feliziani via Bezzecca, 3 Tolentino via E. Betti, 2 Belforte Del Chienti


Di seguito la composizione del nuovo Consiglio provinciale (22 candidati consiglieri e i candidati presidenti Acquaroli e Capponi) dopo la vittoria al ballottaggio di Antonio Pettinari. Rispetto al Consiglio eletto due anni fa, dieci sono i consiglieri che ne facevano giĂ  parte e 14 gli eletti per la prima volta. Tre le donne elette, due nella

maggioranza e una nei gruppi di opposizione.

Giacomino Piergentili 2 Udc: Leonardo Lippi, Rosalba Ubaldi 1 La nostra provincia: Massimiliano Sport Bianchini

9 Pd: Giorgio Palombini, Paolo Cartechini, Alessandro Biagiola, Gustavo Postacchini, Daniele Salvi, Giuseppina Bruno, Massimo Montesi, Marco Massimo Seri, Roberto Broccolo

Il candidato presidente Franco Capponi 6 Pdl: Patrizio Gagliardi, Nazareno

2 Idv: Giovanni Battista Torresi,

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Agostini, Pietro Cruciani, Noemi Tartabini, Giuseppe Pezzanesi, Luigi Bonifazi, 1 Lega Nord: Luigi Zura Puntaroni Il candidato presidente Francesco Acquaroli 1 Sel: Esildo Candria.


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VIAGGIO NEL MONDO DEI QUARTIERI E CONTRADE di Carla Passacantando

Prosegue il viaggio nel mondo dei quartieri e contrade della città di Tolentino. Dopo il Consiglio di quartiere Repubblica, quello di Benadduci, di Foro Boario, di contrada Le Grazie e Bura in questo numero diamo spazio a quello di contrada Divina Pastora – Abbadia di Fiastra – Pianarucci. il Consiglio di contrada. “Chiediamo un uscire dalla carreggiata con pericolo per a u t o m o b i l i s t i . intervento quanto prima – dice Pierino g l i Cesolari, presidente del Consiglio di contrada Divina Pastora – onde evitare CARLA PASSACANTANDO che la situazione peggiori”. Sono trascorsi solo pochi anni da quell’11 giugno 2006 quando fu inaugurata la chiesa dopo i lavori di restauro. L’edifico fu totalmente ristrutturato, consolidato ed abbellito. Il terremoto del 1997 mise a dura prova la struttura debole e provvisoria. I lavori iniziarono l’8 marzo 2005 e si conclusero all’inizio del 2006. Ci fu una grande festa il giorno dell’inaugurazione della chiesa che si era rifatta il look. Una data importante per la comunità della Divina Pastora. L’auspicio è che si possa al più presto ripetere quella festa in seguito alla sistemazione delle diverse crepe che fanno bella mostra sulle pareti dell’edificio. E’ questa una delle problematiche che il Consiglio di contrada sta sottoponendo alla parrocchia di San Catervo ed al comune di Tolentino per la soluzione. Lo stesso vorrebbe anche che venissero sistemate le cunette in entrambi i lati della strada di Piane di Chienti. Il Consiglio chiede di ridurre, mettendo della breccia, il dislivello che si è creato tra la cunetta e la strada in seguito al rialzo di quest’ultima dopo l’asfalto. Il tratto viario è stretto così due veicoli che transitano insieme provenienti da corsie opposte devono

post terremoto, la chiesa della Divina PIERINO CESOLARI E’ IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI Pastora mostra già i segni del tempo che C O N T R A D A D I V I N A PA S T O R A trascorre. All’esterno dell’edifico regnano delle evidenti crepe emerse negli ultimi anni che sarebbe proprio il caso di sistemare onde evitare che il danno diventi più consistente.

Pierino Cesolari è il presidente del Consiglio di contrada Divina Pastora Abbadia di Fiastra – Pianarucci. Silvano Piangatello è il vice presidente. Compongono il consiglio Maurizio Merlini, Giancarlo Pettinari, Filippo Merlini, Stefania Luconi, Luca Alfei, Graziella Mercuri, Enio Biagiola, Celestino Del Bello, Luigi Mogetta. Restaurata nel 2006 con un intervento

Crepe sono sorte anche nella parete dietro all’altare e nel muro esterno della chiesa. Chiesa che fa parte della parrocchia di San Catervo. Le diverse fessure che si sono create in questi ultimi anni stanno preoccupando

Buongiorno… mettiamo che ci sia una gran bella famiglia, mettiamo che ci siano quattro uomini e una donna al timone di due aziende locali che danno lavoro diretto e indiretto a quasi trenta persone, cosa si può dire di più? Chiaramente è una battuta, il fatto è che essendo orgoglioso di avere al fianco tutta la mia famiglia, mi porta a pavoneggiarmi un po'. Abbiamo iniziato il 2011 nella certezza che sarebbe stato un anno di svolta per noi e per la nostra azienda e ad oggi i fatti ci rendono giustizia, stiamo programmando lo sviluppo non senza considerare le difficoltà del caso. Il nostro obiettivo primario non è soltanto quello di incrementare le vendite ma anche quello di consolidare i risultati ad oggi ottenuti e di proiettarci nel futuro espandendoci verso zone ancora scoperte che sembrano invitarci ad essere presenti. Una delle opportunità su cui puntiamo maggiormente, per offrire un esperienza completa e nuova, è il nostro progetto “food”. Questo nasce da uno studio fatto in maniera accurata che ci ha permesso di programmare lo sviluppo portando la nostra competenza nei territori del centro Italia. Il progetto “food” prevede la formazione di uno staff specializzato nel settore delle spezie e degli aromi alimentari che realizzerà veri e propri corsi per gli utilizzatori al fine di creare un confronto ed un accrescimento culturale nei settori interessati. I nostri corsi di formazione sono rivolti a tutti coloro che hanno a che fare con le carni e con il pesce, ma non vendiamo soltanto spezie e prodotti per l'insaccatura, la nostra missione è quella di suggerire modi diversi di presentare i prodotti sul banco alimentare. Stiamo investendo molto nella specializzazione dei settori ed essendo il nostro un lavoro complesso abbiamo deciso, non potendo essere dei “tuttologi”, di mettere a disposizione dei nostri clienti personale qualificato, per questo stiamo formando figure professionali specializzate nei settori: 1 - imballaggio alimentare: carta, sacchetti e shoppers, vassoi, vaschette e contenitori, pellicole 2 - imballaggio regalo: carta, buste, nastri, cordonetti, stelle, coccarde, etichette chiudi pacco 3 - imballaggio industriale: nastri adesivi, reggetta, film estensibili e attrezzatura per confezionamento 4 - attrezzature da banco: coltelleria professionale e vassoi espositivi 5 - comunicazione visiva: cartellonistica, cartellini prezzi, lavagne e cornici 6 - pulizia professionale: attrezzature detergenti, bobine industriali, carta igienica ecc. 7 - linea consumer: monouso - piatti, bicchieri, tovaglioli, vassoi alluminio ecc. 8 - linea ho.re.ca.: attrezzatura per la ristorazione, pentole, stoviglie, coltelleria, tovagliati monouso ed inoltre prodotti minidose per hotel, shampoo, cuffie, saponettine ecc. 9 - rotoli registratore di cassa e bilance, etichette, prezzatrici, elimina code completi di visore elettronico. Per quanto riguarda quest'ultimo settore siamo da poco proprietari di una nuova azienda, la Alfa Rotoli, con sede a Tolentino, erede di una realtà che nel settore della trasformazione della carta vantava 25 anni di esperienza e di leadership. L'azienda si occupa della produzione di rotoli per bilance, per registratori di cassa e di etichette autoadesive di ogni tipo e formato con possibilità di stampa fino a tre colori. Ci proponiamo al mercato con una grande disponibilità e professionalità, abbiamo l'obiettivo di diventare i migliori nel nostro campo. Le forze lavoro sono giovani, credo che l'età media non superi i 30 anni, quindi se non siamo ancora i migliori abbiamo tanto tempo per diventarlo!!! Ivano Lancioni

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L'UNICO LICEO COREUTICO DELLE MARCHE ATOLENTINO A colloquio con il dirigente scolastico Silvio Minnetti C'è grande interesse in tutta la regione (e anche oltre) intorno a quella che sarà una delle più importanti novità del prossimo anno scolastico: il liceo coreutico, unico nelle Marche e fra i soli dieci in Italia autorizzati dal ministero dell'Istruzione. Molto soddisfatto il dirigente scolastico dell'istituto di istruzione superiore "Francesco Filelfo", professor Silvio Minnetti. "E' uno dei sei licei esistenti. Il ministero ne ha autorizzati soltanto dieci in tutta Italia fra quelli statali, quindi per Tolentino è un'occasione storica di riferimento per tutta la realtà delle Marche. Si tratta di un liceo come il classico o lo scientifico: il nostro è sezione coreutica. Le materie caratteristiche sono quattordici su trentadue: otto ore di tecnica della danza classica e moderna, quattro ore di laboratorio coreutico e due ore di teoria e pratica musicale per la danza. Questo è l'indirizzo specifico. Le altre diciotto ore sono comuni a tutti i licei.: italiano, storia, geografia, inglese, matematica, scienze e religione. Tutti i licei hanno queste materie comuni. Lo studente in questo modo può unire il vantaggio di conseguire un diploma liceale alla possibilità di iscriversi a

qualsiasi facoltà universitaria. Lo sbocco naturale è quello dell'Accademia Nazionale di Danza di Roma, l'università della danza, ma nulla vieta che al termine del corso di studi si scelga un altro tipo di facoltà". Ma è una scuola alla quale chiunque può iscriversi? "Teoricamente sì. Praticamente c'è un esame di ammissione. Il messaggio quindi è rivolto, in particolare, a tutti coloro che praticano già danza o ginnastica artistica per avere la possibilità, intorno al 15 luglio, di superare l'esame di ammissione che prevede soprattutto la verifica delle attitudini fisiche e di qualche elementare conoscenza tecnica" Chi ha già fatto la preiscrizione in altre scuole può iscriversi al liceo coreutico? "Il decreto è arrivato solo a fine aprile. Una volta superato l'esame di terza media non c'è alcun problema per iscriversi al coreutico: il dirigente scolastico della scuola scelta nella preiscrizione è obbligato a rilasciare il nulla osta. Stiamo parlando di una sola classe per ogni anno scolastico. Le diciotto ore saranno tenute nella sede dei licei, mentre le altre quattordici ore si svolgeranno nella sala di danza che attualmente è disponibile a Palazzo

Sangallo in collaborazione con il Centro Teatrale Sangallo". Per chi arriverà a frequentare il liceo coreutico da fuori provincia, ci saranno ben quattro possibilità di alloggio: il convitto nazionale di Macerata, le Maestre Pie Venerini e il Convento di San Nicola a Tolentino. L'altra possibilità è quella di alloggiare presso famiglie che sono convenzionate con il "Filelfo". Sono già stati allacciati dei contatti con lo Sferisterio di Macerata e con Civitanova Danza per dare la possibilità agli studenti di svolgere degli stage estivi. Le domande per poter partecipare all'esame di ammissione previsto per metà luglio vanno presentate entro il 10 luglio. Il modulo per presentare la domanda si può scaricare sul sito del "Filelfo", www.iisfilelfotolentino.it, e per ogni ulteriore informazione ci si può rivolgere alla segreteria della scuola. Con il liceo coreutico e l'Accademia per il Teatro Musicale di Saverio Marconi per Tolentino annunciata poche settimane fa, si presenta un'opportunità unica, una combinazione che può vedere in strettissima collaborazione realtà diverse tra loro ma, al tempo stesso, in forte

sinergia: Compagnia della Rancia, Centro Teatrale Sangallo e liceo coreutico, di cui l'Accademia può costituire il naturale proseguimento. Va sottolineato come Saverio Marconi in persona abbia svolto un ruolo determinante per ottenere la convenzione con l'Accademia Nazionale di Danza di Roma che ha dato lo slancio decisivo perché Tolentino potesse ottenere una delle sedi del nuovo liceo coreutico.

AGENDA ASSM: IN ATTESA DI COMUNICAZIONE UFFICIALI... Non eravamo dei visionari. Il mondo della politica, da sinistra a destra, ha pubblicamente manifestato unanimemente il proprio dissenso quando nelle case dei tolentinati, a pochi giorni dal voto per le provinciali, è stato recapitato il periodico

precisato "di aver dato chiare indicazioni al direttore responsabile del periodico di rinviare la pubblicazione del primo numero a data successiva alla tornata elettorale allo scopo di evitare qualsiasi strumentalizzazione al

dell'Assm, diretto da una candidata alla stessa tornata elettorale. Una distribuzione quantomeno inopportuna, sulla quale lo stesso consiglio di amministrazione della municipalizzata si è espresso attraverso il presidente che ha

CIAO IVANA... A maggio se n’è andata serenamente, così come era vissuta, Ivana Ippoliti. Forse non tutti la conoscevano con il suo vero cognome, perché per tutti era Ivana Borse, soprattutto per noi di Multiradio. Ivana, infatti, è stata la prima cliente di quella che un tempo si chiamava Rct e oggi è Multiradio, tanto che la

premiammo proprio per la sua fedeltà, per la sua voglia di credere nella forza di uno strumento importante come la radio. Ivana, al di là di ogni retorica, era una persona solare, molto buona. Aiutava chiunque potesse grazie alla sua grande generosità e aveva sempre una parola di ottimismo per tutti.

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Quando acquistare una borsa era quasi un lusso, Ivana cercava di venire incontro alle clienti, dando loro la possibilità di pagare un po’ alla volta. Ciao Ivana, Tolentino non ti dimenticherà e in queste poche righe abbiamo voluto renderti omaggio e dirti che resterai sempre nei nostri cuori.

riguardo". E con la revoca dell'incarico al direttore, si chiude il primo capitolo di una vicenda paradossale, in attesa di ulteriori sviluppi.


TOM TOM

nuova generazione di Ilaria Del Dotto

ARRIVA L'ESTATE…

TRA STRESS E DIVERTIMENTO L'estate è alle porte, nonostante gli sbalzi di temperatura e le piogge insistenti sembrino volerla accompagnare a braccetto. Finalmente si avvicinano le tanto sognate ferie! Tutti, stanchi lavoratori, giovani avventurieri, iniziano a programmare le loro vacanze: esotiche, rilassanti… insomma mix diversi, ma con un unico scopo – staccare la spina dalla routine quotidiana. Ha dunque inizio la corsa alla prenotazione e alle mete migliori, facendo attenzione a non spendere troppo, ma cercando anche di non privarsi dei giusti lussi. Si scatena l'ansia da preparativo: bisogna sbrigarsi, decidere, valutare i costi, le mete etc etc… ma soprattutto è assolutamente indispensabile essere in perfetta forma! È inconcepibile l'idea di andare al mare mostrando un filo di pancetta…che

esasperante, trascorriamo il periodo che precede le nostre amate vacanze, riducendoci – se mi permettete – come stracci. Arriviamo alle ferie con un livello di stress, ansia e tensione tali che sono convinta potrebbero utilizzarci come ordigni esplosivi in attentati terroristici: fumo alle orecchie, testa in subbuglio, caos totale. Poi fortunatamente arriva quel primo giorno di seria vacanza, desiderato, sognato, progettato… relax totale, più o meno. Infatti l'imprevisto non manca mai, come anche qualche noiosa seccatura, senza considerare il tempo che guarda caso non è dei migliori…e che cavolo, dopo tutta la fatica che abbiamo fatto affinchè ogni cosa fosse perfetta, ma dico io, ci si doveva mettere anche la iella di mezzo? Certo che noi esseri umani siamo

vergogna! Ma il dato interessante è che la stragrande maggioranza delle persone sembra accorgersene solamente attorno al mese di maggio. Conseguenza logica? Palestre strapiene e centri estetici strabordanti di disperati clienti. "Come faccio a presentarmi così? Non mi vedi sono grassa!" – se esiste una donna che non abbia mai pronunciato nella sua vita una frase del genere, la prego di farsi avanti perché la voglio conoscere. È un pallino tipico e pressante di ogni essere femminile e non solo…anche gli uomini negli ultimi tempi si stanno dando da fare in tal senso: muscoli, cerette, gite alle «lampados»; insomma non siamo solo noi donne a dare di matto nel periodo estivo. Fra diete drastiche, che rasentano la follia, esercizio fisico esasperato ed

proprio strani, riusciamo a complicare qualsiasi cosa: rendere stressante un periodo di riposo non è da tutti. Ci vuole fantasia per trasformare una giornata al mare in una sfilata di bellezza; ci vuole fantasia per rendere la scelta di una città o di un hotel una specie di competizione al lusso migliore. Dovremmo dimenticare le nostre abitudini, gli impegni, le difficoltà; il segreto è spegnere il cervello, non ascoltare gli altri e le loro strampalate idee, evitando così ossessioni inutili e malate – la vita è solo nostra, solo noi possiamo giudicare e decidere…perché la maggior parte delle volte ciò che dall'esterno sembra scialbo e noioso, in realtà è una miniera di tesori e opportunità.

Viaggio nell’Istituto Comprensivo Don Bosco Tanto divertimento nel cortile del Villaggio scolastico “Don Bosco” ma… la scuola non va certo in vacanza! Alla fine dell’ anno scolastico finalmente lo splendido cortile del Villaggio Scolastico “Don Bosco” è tornato a fare da cor nice e a vivere dell’ entusiasmo di centinaia di bambini e della partecipazione delle famiglie attraverso “La magia dello spettacolo tra suoni e rumori”. Questo è il titolo dell’ eccezionale kermesse di spettacoli musicali e teatrali che si sono svolti dal 24 al 27 Maggio e che hanno visto come protagonisti gli alunni di tutte le sezioni e classi dei vari plessi dell’Istituto. Per l’ occasione sono stati messi in scena i saggi finali dei progetti “Musica a scuola” e “Teatrando” durante quella che era stata programmata come una Settimana della Musica. Nella consapevolezza, difatti, che la musica contribuisce in modo rilevante ed indispensabile ad una migliore e più completa crescita dell’ individuo, sono ormai otto anni che nelle scuole dell’ Infanzia e Primaria del nostro Istituto, in continuità con la Scuola Secondaria di I° grado, ove si può seguire il corso ad indirizzo musicale, si attua il progetto “Musica a scuola”, avvalendosi da sempre della

preziosa collaborazione di esperti delle varie Associazioni musicali presenti nel territorio, nonchè del contributo dei professori di strumento della nostra scuola “Dante Alighieri”. Anche l’attività teatrale, settore privilegiato per l’ espressione in tutte le sue forme ed accezioni, ha costantemente pervaso l’ attività educativo didattica in tutti gli ordini di scuola dell’ Istituto, consentendo agli alunni di poter esprimere se stessi e di confrontarsi in modo produttivo con gli altri. Quale migliore occasione di questa dunque, per i docenti, i bambini e i ragazzi delle varie scuole di rendere partecipi della vita scolastica i genitori, le autorità e la cittadinanza tutta? E così è stato: l’ impegno nella manifestazione finale profuso da parte del personale scolastico e l’entusiasmo degli studenti hanno permesso a tutti di poter condividere deliziosi momenti musicali e di intrattenimento nel cortile della scuola. Gli emozionanti saluti finali non sono stati certo un addio, ma un arrivederci ai giorni successivi. Sì proprio così! Il nostro Istituto nonostante l’ anno scolastico sia al termine, rimarrà aperto

ancora per tutto il mese di giugno grazie all’iniziativa “Scuola Aperta d’Estate” che da tre anni coinvolge e impegna i ragazzi che scelgono di parteciparvi, al fine di realizzare un potenziamento delle loro competenze espressive ed operative. Questa proposta di attività estiva viene incontro anche alle aspettative delle famiglie, interessate ad offrire ai propri figli l’opportunità di continuare a trascorrere con i compagni un periodo divertente ed istruttivo. E’ un’esperienza in cui la scuola mostra di non andare in vacanza, continuando anche nel periodo estivo ad essere comunità

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educativa aperta all’accoglienza dei più giovani. Oltre allo “star bene” l’iniziativa si propone, attraverso attività coinvolgenti, di favorire lo sviluppo relazionale e di sollecitare le capacità psicofisiche e la creatività che possono valorizzare l’autostima e l’autonomia di ciascuno. Le esperienze laboratoriali che si andranno a proporre stimoleranno come sempre lo sviluppo delle singole identità ma anche la capacità di fare gruppo: un percorso di sperimentazioni e scoperte che i partecipanti stessi ci racconteranno nel prossimo numero…


UOMO - DONNA

via Parisani, 22 - TOLENTINO 7


TOLENTIN TTOCENTO 1849. Giovani e forti per Garibaldi Uno dei momenti in cui il Risorgimento fu più genuino ed epico è la Repubblica Romana del 1849. Vissuta appena cinque mesi, ma forse la migliore che il nostro Paese abbia avuto. Con Garibaldi andò, combatté, morì la “meglio gioventù” ribelle, paragonabile soltanto a quella che poco meno di un secolo dopo avrebbe fatto la Resistenza. Perché il Risorgimento fu soprattutto giovane. Per età, spirito, ideali, incoscienza, coraggio all'estremo, schietta generosità quasi sempre mal ripagata. A Roma “giovani e forti” d'ogni regione (compresa la nostra) sfidarono cinque eserciti, spesso li respinsero. Tra loro c'erano anche tolentinati. Non dimentichiamoli per non dimenticarci. Soprattutto di questi tempi, in cui c'è un dannato bisogno di esempi più che di maestri. Un passaggio decisamente particolare, dal 31 dicembre 1848 al primo gennaio 1849. Perfino per uno come Garibaldi, che avevamo lasciato a Tolentino ospite nel palazzo dei nobili Silverj. L'ultimo giorno dell'anno il conte Silverio e il Generale uscirono per un breve “giro turistico” della città, conclusosi con l'incontro tra l'illustre ospite e le autorità comunali. La sera si festeggiò come in tutte le case del mondo. Suonarono le campane, si brindò al futuro della neonata Repubblica. La mattina dopo, come sua abitudine, Garibaldi si levò presto per recarsi a Macerata. Presenziò alle elezioni dei 16 deputati da inviare alla Costituente della Repubblica Romana in rappresentanza dei territori passati sotto la sua giurisdizione. Il 21 gennaio andò con i suoi a votare, aggiungendo 500 elettori per il Collegio di Macerata. A parte qualche tumulto presto sedato, tutto filò abbastanza liscio. Il 23, in una bufera di pioggia mista a neve, l'armata partì verso i Sibillini con un consistente numero di volontari raccolti da diverse località della provincia. Il neodeputato Garibaldi portava con sé anche i 2.069 voti ottenuti nel c a p o l u o g o . Torniamo per un momento ai Silverj. Ben piazzati nella nobiltà pontificia ma tutt'altro che insensibili alle nuove idee del cattolicesimo liberale, avevano già partecipato alla campagna del Lombardo - Veneto con ventiquattrenne ufficiale di Pacifico , artiglieria agli ordini di Durando. Vero protagonista sarebbe però stato il futuro capofamiglia Domenico. Sulla sua figura, alla quale ho dedicato un ampio quanto documentato studio, mi limiterò a ricordare l'essenziale. Nato nel 1818, una vocazione per la musica, arruolato di diritto nella Guardia Nobile (un corpo speciale destinato alla persona del Papa) , amicizie prestigiose. Ben introdotto nella “nobiltà nera” , non disdegnava la compagnia di menti sveglie che nella Capitale certo non mancavano . Una carriera da musicista già ben avviata, assiduo nei caffè e salotti, si era fatto un nome componendo per Pio IX la celebre melodia detta “delle Trombe d'Argento”. Eppure Domenico si schierò con la Repubblica come molti cattolici, credenti ma altrettanto convinti che per la Chiesa il potere temporale fosse più un impaccio che un vantaggio. Non ne conosciamo a fondo l'attività da combattente. Certo è che il suo “tradimento” non passò inosservato. Uscito rocambolescamente dalla città nei giorni dell'occupazione francese, fu processato da un tribunale di nobili. Ne ebbe clemenza, ma non gli furono risparmiate pesanti sanzioni, col rischio di perdere titoli e diritti nobiliari. Fu espulso dalla Guardia Nobile, dovette fare ammenda, fu riaccolto tra i suoi pari. La musica occupò sempre più gli anni della maturità, ma la politica non lo avrebbe mai perso del tutto. Nominato Gonfaloniere poi Sindaco di Tolentino, ebbe la non rara sorte di essere l'ultima autorità di un regno che finiva e la prima di un altro che lo aveva seppellito. Tra febbraio e giugno 1849 si consumò la breve stagione della Repubblica Romana. Furono mesi di entusiasmi, discussioni accese, progetti, aspri contrasti, errori, illusioni.

Soprattutto di lotte, innumerevoli eroismi spesso destinati all'oblìo. Nel momento più aspro della guerra, Roma era circondata da cinque eserciti: austriaco, borbonico, pontificio, francese, spagnolo. Il Generale Oudinot , che avrebbe dovuto presto rimangiarsi il suo “gli italiani non si battono” , arrivò con 35.000 uomini e 74 cannoni. A fronteggiarlo anche i circa 7.000 volontari tra romani e giovani provenienti da tutta Italia col ritrarsi della marea rivoluzionaria. Il Gianicolo, i Parioli, Villa Pamphili, Villa Corsini (“Quattro Venti”) , il “Vascello” : qui combatté con le unghie e i denti la gioventù garibaldina. Uomini dalle divise (quando le avevano) più strane e diverse, spesso adolescenti, d'ogni ceto, idea, fede. Molti i marchigiani, parte dei quali aveva seguìto il Generale dal suo viaggio nelle Marche in gennaio. Di 134 loro caduti si hanno dati certi, per molti altri sarà difficile sapere. Vi figura anche un tolentinate, Antonio Pierdominici, morto per Roma e l'Italia a soli 21 anni. Conosciamo pochissimo di lui: era muratore, analfabeta, di famiglia operaia, già presente nelle liste della Guardia Civica da febbraio 1848. Partito con Garibaldi, viene incluso tra i caduti del 3 giugno 1849 (altre fonti riportano il 29-30) nei combattimenti al “Vascello”. Villa Giraud, così ribattezzata per la sua forma a prua di nave, fu uno dei punti più contesi nella difesa di Roma. Ridotta a un cumulo di macerie, vide morire centinaia di valorosi. Gli scontri del 3 e 30 giugno furono tra i più cruenti dell'intera campagna. Costarono agli italiani moltissime giovani vite, con nomi da epopea: Mameli, Manara, D a n d o l o , M o r o s i n i . . .

Enzo Calcaterra

Cèranoncè

s’ erano imbarcati a Cesenatico su 13 “bragozzi” (barche da pesca tondeggianti) per eludere l'accerchiamento. Intercettati da un brigantino austriaco, parte erano caduti prigionieri mentre altri cercavano scampo nelle paludi di Comacchio. A Cesenatico e Massenzatico erano stati catturati anche alcuni marchigiani. Angelai e un ascolano, tale Emilio Cipollari, dopo essersi messi in salvo decisero di costituirsi a Lugo. Cominciò una lunga trafila nelle carceri romagnole e marchigiane fino al trasferimento a Tolentino. Il capo di imputazione era inequivocabile: “aver appartenuto alla Banda Garibaldi”. Per Angelai seguirono anni da sorvegliato speciale, interrogatori, minacce, restrizioni.

Il “Vascello”

Ma dall'archivio storico tolentinate è emerso anche un elenco, datato 5 agosto 1849, di reduci della “disciolta Armata Romana”. Dovevano essere schedati, su ordine del “Comando Imperiale e Reale delle Truppe Austriache negli Stati Pontifici”, in ogni località e piccolo borgo. Diciannove in tutto, due dei quali coniugati, un'età variante dai 17 ai 36 anni. Vi ritroviamo un po' tutti i mestieri: 4 “possidenti”, 2 “villici” (contadini), facchini, un fornaio, un muratore, un barbiere, un vasaio. Alcuni risultavano “nullafacenti”, altri “in cerca di professione”. Per un bel po’ la loro esistenza sarebbe stata comunque tutta in salita. Come e più di prima. Iniziava un altro “dopo”. Già dal maggio 1849 gli Austriaci mettevano mano all'ennesima, e ultima, restaurazione pontificia nelle Marche. La loro presenza sarebbe durata almeno dieci anni, a tutela di un papato sempre più distante dai suoi sudditi. Il Generale Franz Wimpffen assunse il ruolo di “normalizzatore” per conto di Pio IX. Il 22 maggio gli Austriaci entrarono a Pesaro, il 24 intimarono la resa ad Ancona. Bombardata da terra e dal mare, la città capitolò solo il 19 giugno dopo una fiera resistenza. Il 31 maggio quasi 500 austriaci erano arrivati a Macerata per mettere ordine anche in provincia. Ritornarono i vecchi padroni, ma la maggior parte della gente li accolse con freddezza più che rassegnazione. Ormai vinti e vincitori avevano in comune una sola certezza: i tempi stavano inesorabilmente cambiando.

Domenico Silverj Il 2 luglio Garibaldi uscì da Roma con circa 4.000 reduci. Tra quanti lo seguirono nella sua odissea verso Venezia c'erano marchigiani e… un tolentinate! Gli archivi ci hanno restituito parte della sua storia. Si chiamava Giuseppe Angelai (o Ancillai). Nelle carte della polizia risulta “ di anni 30, nubile, colono ”; fisicamente di “statura giusta, fronte bassa, naso piccolo, mento corto”. Garibaldi e i suoi

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Caro Ottocento, ho scoperto un luogo dove sono conservati ancora preziosi documenti alla memoria di nostri concittadini che parteciparono alle tappe più importanti del Risorgimento. Sono di pietra, con su notizie essenziali, nomi, date, qualche ritratto che ci scruta da tempi lontani. E' il nostro Cimitero urbano, ampliato e migliorato a fine secolo. Si volle infatti sostituire il piccolo spazio, preesistente dal primo Ottocento vicino alla chiesetta della Maestà, con un luogo più confacente alla Tolentino post unitaria. L’Amministrazione guidata dal Sindaco Giovanni Benadduci lo realizzò tra il 1879 e il 1890, affidando il progetto al valente architetto e artista Luigi Fontana. Della parte antica resta ben poco, così come delle stele dedicate ai nostri patrioti, ma vale la pena di farci due passi. Altri “testimoni di marmo” li ho fotografati in giro per il centro storico. E' un archivio che tutti possono consultare. Esorto dunque il lettore a c l i c c a r e s u l s i t o http://multiradio.podzone.org /ceranonce. Vi troverà tracce di una storia che tutti dovremmo tornare a sentire nostra.

A.R.


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RECUPERARE GLI ANTICHI MESTIERIPER COMBATTERE LA DISOCCUPAZIONE

Il progetto Casale delle Noci nasce da un'idea di Franco Moschini Sempre particolarmente vicino al mondo della cultura e dei giovani, Franco Moschini, presidente di Poltrona Frau e dell’Accademia di Belle Arti di Macerata, ha tirato fuori dal cilindro un’altra idea particolarmente innovativa e, perchè no, anche stuzzicante per contrastare la disoccupazione giovanile e rilanciare quei vecchi mestieri che oggi nessuno si sogna più di fare. Un’idea che si concretizza con il progetto dell’associazione Casale delle Noci, da lui stesso presieduto e sostenuto, presentato ufficialmente nella sede della Camera di Commercio di Macerata. Un progetto che ha simpaticamente provocato la “gelosia” di Giuliano Bianchi che nell’introdurre l’idea del Casale delle Noci rivolgendosi a Moschini ha affermato “Avrei dovuto pensarci io… invece c’ha pensato Franco Moschini”. Rivalutare il lavoro manuale, quello dove il grembiule bianco porta i segni del lavoro e che oggi si sporca poco: questo l’obiettivo principe di Moschini che ha sottolineato come “perdere le capacità del nostro

artigianato è come perdere un pezzo della nostra storia”. Partendo da una indagine del 2009 secondo cui 8091 giovani fra i 15 e i 29 anni in provincia di Macerata non studiano, non lavorano e non fanno formazione, unita alla congiuntura economica negativa e alla sempre più penetrante globalizzazione, Moschini ha pensato ad un progetto che ha per missione il “valorizzare, salvaguardare e promuovere l’artigianato di eccellenza che fa grande il made in Italy nel mondo, per orientare i giovani alla cultura del ‘saper fare’ e per sviluppare un circolo virtuoso fra passato, presente e futuro, tra mercato, arte e società”. L’intento è quello di sviluppare attività continuative, con lo scopo di diventare un punto di riferimento per il territorio. A questo scopo vengono organizzati degli incontri su “Cultura e sperimentazione per l’artigianato di eccellenza” strutturati in lezioni “frontali” e dimostrazioni pratiche di lavorazioni. Sono previste lezioni con un artista della ceramica, interior designer, un esperto di arti

decorative e visual art, un produttore di accessori moda e cappelli, un liutaio, un producer pre e post produzione video, un esperto di arte musiva, un pellettiere – accessori moda e arredo, un esperto di calzature e accessori moda, un maestro cartaio, un esperto di tecniche pittoriche, uno scultore, un maestro di incisione e stampa d’arte, un fotografo e illustratore, un esperto di arte dei metalli e uno di arti grafiche ed editoriali. I docenti sono quindi professionisti

provenienti da disparati campi del sapere e delle attività. In programma, poi, anche una serie di incontri, conferenze e tavole rotonde, visite in fabbrica e nei laboratori. Le attività sono iniziate a maggio e si concluderanno entro l’anno. La partecipazione è completamente gratuita: basta compilare il modulo di iscrizione sul sito www.casaledellenoci.it


RICOSTRUZIONE DEL VACCAJ: I DUBBI DEGLI "AMICI DEL TEATRO" E LE RISPOSTE Sembra non esserci pace per i lavori di ricostruzione del teatro Nicola Vaccaj. Iniziati poche settimane fa, infatti, i lavori si sarebbero già arenati per una questione burocratica legata a zone che non sarebbero di proprietà comunale ma apparterrebbero a privati. A sollevare la questione è l'associazione "Amici del teatro Vaccaj", sorta proprio all'indomani dell'incendio che il 29 luglio 2008 aveva semidistrutto la storica struttura tolentinate. L'associazione, attraverso il suo presidente Renato Pagliari, afferma infatti di essere venuta a conoscenza del fatto che "i lavori per la ricostruzione dello storico teatro cittadino avrebbero subito una battuta d´arresto. Se ciò venisse confermato, l'associazione "chiede di sapere se risponde al vero che tale provvedimento sia dipeso dal fatto che i lavori avrebbero interessato zone non appartenenti alla proprietà comunale bensì ai privati". In questo caso l'associazione presieduta da Renato Pagliari chiede alle autorità competenti di conoscere "chi è l´autore o gli autori del progetto e chi pagherà l´errore qualora questo venisse confermato". In particolare, si chiede di sapere "chi risponderà per eventuali danni procurati a proprietà di terzi, per il ritardo dei lavori, per il prolungamento dei disagi provocati alle attività commerciali in prossimità del teatro

Vaccaj". Infine l´associazione "Amici del teatro" chiede di conoscere con esattezza "a quanto ammontano gli impegni finanziari per la ricostruzione del Vaccaj stanziati dal ministero dei

ai Lavori Pubblici Marco Romagnoli. Assessore, quanto affermato dal presidente di "Amici del Teatro" Renato Pagliari trova riscontri oggettivi? "Rassicuro l'associazione "Amici del

Beni Culturali, dall'assicurazione sugli incendi, dalla donazione della Fondazione Carima e dalla Regione Marche e se questi contributi sono attualmente nella disponibilità del comune di Tolentino" Anche se i lavori sono sotto l'ala del sindaco Luciano Ruffini, abbiamo cercato di trovare qualche risposta ai dubbi sollevati dall'associazione "Amici del Teatro" chiedendo lumi all'assessore

Teatro". I lavori per la ricostruzione del Vaccaj" spiega Romagnoli "non hanno subito alcuna clamorosa battuta d'arresto. Questi non sono ufficialmente iniziati perché - data la complessità del medesimo - è ancora in corso la validazione del progetto. Si tratta di un lavoro assai delicato per il quale i tecnici stanno facendo un lavoro scrupoloso. Meglio partire con qualche settimana o mese di ritardo, ma partire

Bonfiglimetano

bene nella certezza che il progetto esecutivo sia conforme, completo ed adeguato rispetto ai precedenti livelli di progettazione ed alle norme di settore. Se tutto va come nelle previsioni dei tecnici entro giugno avremmo finalmente il via". L'associazione sembra parlare di errori progettuali che potrebbero portare a ritardi e di eventuali responsabilità. Parla anche di danni ad attività commerciali. "Ho già risposto. Sono in corso normali verifiche. Con i se e con i ma non si fa la storia né si ricostruiscono teatri. Se verranno rilevati errori si agirà di conseguenza. Danni ad attività c o m m e rc i a l i ? N o n n e s o n o a conoscenza. Mi sfugge davvero il senso del quesito posto da gli amici del teatro". A quanto ammontano i finanziamenti di cui dispone il Comune per la ricostruzione? "Abbiamo quali fondi ad oggi disponibile 660 mila euro provenienti dalla Regione Marche, 2 milioni di euro di finanziamento tramite la protezione civile, 1,5 milioni di euro dell'acconto sul risarcimento dall'assicurazione, 500 mila euro della Fondazione Carima ed uno storno di 90 mila euro derivante dal precedente intervento. Resta da definire – siamo in fase di trattativa stragiudiziale con l'Ina Assitalia – l'ammontare residuo del risarcimento".

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TOLENTINO OSPITA LE OLIMPIADI PROVINCIALI

E' in piena fase organizzativa la macchina della "Olimpiade Provinciale" che si svolgerà a Tolentino quale sede centrale, e presso le strutture sportive dei comuni della Provincia di Macerata che si rendessero necessarie, dal 24 giugno al 3 luglio prossimi con il concorso di Provincia di Macerata, comitato provinciale Coni, comitati provinciali delle federazioni sportive, comuni della Provincia, con i diversi livelli di impegno e competenze. I comuni sono i primi destinatari della manifestazione e costituiscono i comitati locali di organizzazione mentre la gestione tecnica (modalità di partecipazione, calendari, regolamenti) spetta al comitato provinciale del Coni e alle federazioni sportive. La manifestazione è riservata ai dilettanti,

suddivisi in diverse categorie, coerentemente alla finalità promozionale dell'evento. I "Giochi Olimpici della Provincia di Macerata" si disputano tra rappresentative comunali e intendono concorrere ad affermare i principi di cooperazione tra enti nell'ambito territoriale provinciale e ad affermare momenti di crescita e aggregazione sociale fra i cittadini, secondo lo spirito e la lettera degli statuti comunali. L'amministrazione comunale ha provveduto ad aderire e a convocare il movimento sportivo tolentinate allo scopo di dare vita alla rappresentativa del Comune di Tolentino nelle varie discipline sportive. La città di Tolentino parteciperà nelle seguenti discipline, per complessivi 335 atleti, salvo ulteriori adesioni, di cui 244 atleti in discipline individuali e 91 atleti suddivisi in 5 squadre: pallavolo; bocce; tiro con l'arco; tennis; freccette; beach volley; nuoto; judo; calcio; karate; sport paralimpico; basket; atletica leggera; ginnastica artistica; bridge; sport equestri. Per la partecipazione della rappresentativa cittadina, è stata prevista una spesa complessiva di 13mila euro di cui 1.724 euro per le iscrizioni per le squadre partecipanti, 6.480 euro per le divise della rappresentativa della

città di Tolentino e 4.760 euro per la comunicazione e promozione. E' da tenere presente che il comune di Tolentino, in qualità di ospite della IV Olimpiade della Provincia di Macerata, spetta anche il compito di organizzare l'arrivo della fiaccola per il 23 giugno prossimo. Ad accendere la fiaccola in piazza della Libertà sarà la pluri decorata campionessa olimpionica Valentina Vezzali. La cerimonia inaugurale, che si terrà allo stadio Della Vittoria, vedrà, invece, la partecipazione di oltre tremila fra bambini e ragazzi provenienti da tutta la provincia. La spesa viene finanziata con gli introiti del Castello della Rancia.

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EMISSIONI OLTRE I LIMITI SIGILLI ALLA FIORETTI Ancora problemi per la Metallurgica Fioretti, da anni al centro di numerose polemiche per via della sua collocazione in pieno centro. L'azienda da martedì 31 maggio ha dovuto forzatamente chiudere i battenti, essendo stata posta sotto sequestro dalla magistratura. La decisione, che ha lasciato momentaneamente senza lavoro i quasi quaranta dipendenti della fonderia, è stata presa a seguito di alcune rilevazione effettuate dall'Arpam. L'Agenzia Regionale per l'Ambiente, oltre un mese e mezzo fa ha effettuato dei rilievi che hanno interessato in maniera particolare il camino e il forno della Metallurgica Fioretti. I risultati dell'esame non sarebbero stati confortanti per l'azienda, in quanto l'Arpam avrebbe riscontrato uno sforamento dei limiti di emissioni consentiti dalla legge. Un mancato rispetto dei parametri che ha comportato di conseguenza la chiusura della fonderia. Che, però, attraverso il suo legale, avvocato Giuseppe Bommarito, contesta questa decisione e ha già presentato una richiesta di immediata riapertura dell'azienda. "A nostro avviso" ha detto l'avvocato Bommarito "si tratta di un provvedimento non corretto, in

quanto crediamo ci sia stato un difetto di comunicazione fra le parti interessate". La versione dell'azienda, infatti, punta sul fatto che, a seguito dei rilevamenti svolti dall'Arpam il 13 aprile scorso, aveva già effettuato degli interventi per la riduzione delle emissioni in atmosfera prescritte dall'Arpam stessa. "Prima del provvedimento di chiusura" ha aggiunto Bommarito "ci saremmo aspettati un nuovo controllo da parte della Provincia e, qualora l'azienda non avesse adempiuto alle richieste dell'Arpam, una eventuale diffida. Fermo restando che la Metallurgica Fioretti contesta i risultati dei rilievi effettuati ad aprile dall'Arpam". Insomma, nulla di nuovo sotto il sole: i problemi di sempre. D'altronde, l'unica

possibilità di poter chiudere una volta per tutte questo capitolo è esclusivamente quella della delocalizzazione dell'azienda. Se ne era parlato diversi mesi fa, poi più nulla. Eppure, in gioco ci sono la salute dei cittadini e i posti di lavoro di persone che pretendono garanzie sul loro futuro. Speriamo soltanto che

non si torni a parlare di delocalizzazione della Fioretti soltanto fra qualche mese, in prossimità della scadenza elettorale. Dalle parole, ora, bisogna passare ai fatti.


IO CITTADINO

Gentile Direttore, apprezzando il tono "nè guelfo nè ghibellino " dell'editoriale sulle piste ciclabili vorrei contribuire al dibattito fornendo qualche alto elemento di informazione - il progetto di piste ciclabili in corso di realizzazione non poteva essere incentrato sul percorso Castello della Rancia-Lago delle Grazie o sul semplice completamento del tratto Pianibianchi-Lago delle Grazie perchè esso è finanziato dal Ministero dell'Ambiente per la "promozione della mobilità ciclistica attraverso la creazione di reti urbane dedicate, della intermodalità tra bici e treno e i mezzi pubblici", vale a dire che il progetto doveva essere sviluppato in modo tale che mettesse insieme mobilità "sostenibile", l'uso della bicicletta, con altri mezzi di trasporto pubblici; - per aderire al bando il progetto doveva riguardare un ambito territoriale la cui popolazione fosse superiore a 30000 abitanti, e quindi Tolentino poteva partecipare solo in associazione con altri Comuni; - il progetto originale è stato presentato da Tolentino, Macerata e Corridonia (con la "benedizione" dell'allora assessore provinciale Pezzanesi e della Fondazione Giustiniani Bandini ) e prevedeva che le piste ciclabili realizzate dai tre Comuni nel proprio territorio facessero capo alle stazioni ferroviarie di Tolentino e Sforzacosta e di qui proseguissero fino alla Abbadia di Fiastra; - il progetto complessivo originale ammontava per la parte relativa a Tolentino alla somma di 400000 euro di cui 280000 a carico statale e 120000 a carico del Comune di Tolentino; - purtroppo le carenze dei fondi nazionali hanno ridotto il contributo statale da 280000 a 149000 euro e di conseguenza il progetto è stato ridefinito ed oggi ammonta complessivamente a 229000 euro di cui 80000 a carico del nostro Comune; - quanto al percorso Castello della Rancia-lago delle Grazie ne riparleremo .. alla la prossima campagna elettorale comunale perchè un progetto di mobilità sostenibile , di cui le piste ciclabili sono parte fondamentale, necessita di una visione della città complessivamente diversa, di scelte coraggiose e lungimiranti che non potranno che essere fatte da una nuova amministrazione

E’ da pochi anni che ogni fine inverno resto esterrefatto, allibito, intristito, indignato nel vedere la potatura totale dei rami di numerosi tigli della nostra città: Tolentino. Inquieto, ho chiesto pareri in giro, ma le risposte non mi convincono: i rami lunghi sono pericolosi, in autunno cadrebbero troppe foglie, i fiori sporcano le macchine, senza potatura le piante muoiono, ecc… Tutto ciò non mi convince e non mi interessa neanche. Ricordo, invece, che qualche anno fa il Comune voleva abbattere tutti i tigli di viale Cesare Battisti, cosa che non fu fatta dopo le forti proteste popolari, però fu proprio a partire dall’anno successivo che è iniziata la pratica della potatura selvaggia in viale Cesare Battisti prima, e poi ogni anno estesa ad altre vie, ogni anno sempre di più. È brutto vedere tutti questi tronchi, privati dei loro rami, che cercano disperatamente di sopravvivere facendo nascere qua e là più foglie che possono. Al contrario, nelle vie risparmiate da questo scempio, si possono vedere i tigli già con una bella chioma folta, verde, ormai in fiore. Lasciare gli alberi così in modo naturale, magari con qualche piccolo ritocco di potatura dove serva, significa, se non lo sapete, una migliore qualità di vita per tutti noi: aria più salubre e ossigenata, inquinamento atmosferico ridotto, microclima estivo più temperato, più ombra, senza considerare poi l’aspetto estetico. Tolentino, come tutto il pianeta Terra, ormai ha soltanto bisogno di essere lasciata in pace e di vedere crescere il verde (più boschi, più parchi, più alberi, più giardini, più agricoltura naturale e biologica, come una volta), uno dei rimedi principali per salvarci dall’inquinamento e dagli sconvolgimenti climatici. Mi aspetto dei chiarimenti e che a partire dall’anno prossimo questo brutto spettacolo non si ripeta più. Grazie e buon lavoro Stefano Eleonori p.s.: con l’occasione faccio notare che è altresì triste vedere i pannelli solari sopra aree agricole e non sopra aree già cementificate, o asfaltate, o sopra i tetti e capannoni. È un po’ triste vedere anche che per fare spazio a piste ciclabili si debba per forza cementificare ancora di più la nostra ormai povera Tolentino.

Paolo Ruggeri Grazie a Paolo Ruggeri per il suo contributo che arricchisce ulteriormente a fare chiarezza in merito alla realizzazione della pista ciclabile. Grazie a questi interventi costruttivi, chiari e diretti si riesce ad entrare meglio in certi meccanismi altrimenti difficili da comprendere. r.s.

(la lettera è stata inviata al sindaco Luciano Ruffini, all’Ufficio Tecnico, all’Ufficio Ambiente, al consiglio comunale e, per conoscenza, a Press News)

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UNA GIOVANE TOLENTINATE VINCE IL PREMIO DELLA BONTA’ E SI RACCONTA

“Sii sempre come il mare, che infrangendosi contro gli scogli trova sempre il coraggio di riprovarci”: tra gli infiniti incipit possibili per un articolo che mi rappresentasse, questo meglio di tutti racchiude chi sono, come mi sento, come vivo. Non è poi così facile, infatti, parlare di sé, soprattutto se si è…me! Nasco a Tolentino circa 18 anni fa e da subito mi dimostro una bimbetta più che vivace, gioia e insieme preoccupazione per i miei genitori. Cresco in una di quelle famiglie di una volta, di estrazione agricola, con poca istruzione, molta semplicità, ma capace di trasmettere un affetto ed un amore davvero incondizionati. Gli anni passano, fino a che, un 15 settembre, non arriva il mio primo giorno di scuola: è in questo preciso momento che, inconsapevolmente, comincio a percorrere la mia strada… o forse a buttarmi dal mio “trampolino di lancio”. Viaggio tra lettere, numeri, forme e note musicali, fino a che, al momento di scegliere al termine della scuola media, la successiva tappa del mio percorso, mi

IO CITTADINO

Niente mi abbatte, però, e trovo anche il tempo per frequentare corsi di decoupage e di canto moderno: insomma…cerco di “plasmare” il tempo e gli impegni come meglio posso. Ecco, allora, che tanti mi chiedono: “ Ma dove trovi il tempo per studiare?” Beh, il fulcro della risposta non è nelle lancette dell’orologio, bensì dentro di me. Sono una ragazza, forse, considerata in “via di estinzione”, a cui piace studiare, riuscendo ancora ad appassionarsi ad un poeta, a interessarsi al vasto, complesso ma affascinante universo della cultura. Resto, comunque, una semplice adolescente, che sta attraversando un complicato periodo della sua esistenza, ma che è alla ricerca costante della felicità: anche in un semplice sorriso, anche in “grazie” affettuoso ed anche… attraverso l’inchiostro di una penna. Eh, sì: anche un semplice strumento di scrittura riesce a reindirizzare quella che può essere una brutta giornata…. riesce a isolarmi da una realtà che spesso e volentieri mi riserva difficoltà, così da farmi concentrare su me stessa. Sembra banale, ma ho scoperto nella scrittura una grande terapia per il malumore: una terapia che riesce a farmi esprimere emozioni represse, ora volutamente ora inconsciamente. Tutto questo, però, lo devo ad una persona importante, un docente che non è stato solo un professore di lettere e latino ma, più profondamente, un maestro di Vita, una di quelle persone di cui si conserva a lungo il ricordo: Andrea Violi, ecco il suo nome. È lui, che, anche in questo caso per “scommessa”, ha tentato di trasformare un “brutto anatroccolo” in un “cigno”. “Ci è riuscito?” direte voi… beh, la risposta la lascio al lettore, ma vi do qualche indizio. Nel 2010, partecipando al XXIII concorso scolastico europeo indetto dal Movimento per la Vita, con tema “Europa, meditazione sulla dignità

faccio guidare dal cuore: è l’Istituto Magistrale Paritario “Bambin Gesù”, infatti, che l’anno successivo mi accoglierà a braccia aperte. Intraprendo, in questo liceo-socio-psico-pedagogico, non solo un corso di studi, ma un vero e proprio percorso di formazione sotto i più svariati aspetti. Mentre studio, difatti, maturo, cresco, cambio e comincio a definire il mio carattere, il mio temperamento, iniziando anche ad intraprendere le mille attività che mi contraddistinguono tutt’oggi. Mi impegno con l’attività teatrale, per scommessa, per gioco… “Peccato”, però, che il gioco diventa una passione, un mondo eccezionale grazie al quale comincio a conoscermi davvero, a tirare fuori le mie emozioni: un mondo a cui devo parecchio. Nel frattempo, i miei proficui risultati scolastici, uniti ad una buona dose di pazienza e ad un naturale slancio verso il prossimo, mi spingono a “sacrificare” quelli che potrebbero essere pomeriggi di relax per aiutare compagni e bambini che hanno un “complicato rapporto” con i compiti.

umana” sono risultata tra i 200 vincitori, su un numero totale di 20.000 partecipanti, volando poi a Strasburgo per quattro meravigliosi giorni. Il 15 Maggio sono stata premiata per il “37° Premio della Bontà Sant’Antonio di Padova”, concorso letterario nazionale, che mi ha decretata prima classificata, su 867 ragazzi, alla luce del mio elaborato sul tema “Connessioni, amicizie, relazioni nel tempo del web e dei telefonini. Opportunità e rischi della tecnologia che amplifica la comunicazione”. Soddisfazioni, queste, unite a gioie ed emozioni che riscaldano ancora oggi il mio cuore…il cuore di una ragazza tanto semplice, quanto “cocciuta”: ecco spiegato l’aforisma che ha dato inizio a questa mia pagina di vita. Le esperienze, seppur ancora molto poche, ma forse, abbastanza significative, mi hanno insegnato che non bisogna arrendersi al primo ostacolo, che bisogna sudare per raggiungere i propri obiettivi ma che, alla fine, quello che conta non è tanto l’arrivo, ma tutte le sensazioni, i sentimenti provati nel raggiugere il traguardo. Retorica: ecco cosa potranno sembrare queste parole a molti ma, di certo, non a chi, come me, è animata da un sincero desiderio di vivere a cuore aperto tutto ciò che la vita può riservarle. E allora…lascio a lui, al famigerato Papa Buono, le ultime parole, perché di migliori, per cesellare il tutto, non ce ne possono essere: “Non abbiate paura. Non stancatevi mai di ricercare le risposte vere alle domande che vi stanno di fronte. Non abbiate paura! Non abbiate paura della vostra giovinezza e di quei profondi desideri di felicità, di verità, di bellezza e di durevole amore”! Daniela Sensini studentessa del IV liceo socio-psicopedagogico dell’Istituto Magistrale Paritario “Bambin Gesù”

PERSO IL FINANZIAMENTO PER REALIZZARE 80 POSTI AUTO PRESSO LA STAZIONE FERROVIARIA

E’ notizia di questi giorni che il comune di Tolentino ha perso un finanziament o che avrebbe consentito di realizzare 80 posti auto nei pressi della stazione ferroviaria e magari di fare un bel progetto di riqualificazione urbana con la prospettiva di collegare viale Vittorio Veneto con viale Matteotti attraverso un ponte pedonale ciclabile. Ma torniamo al finanziamento “sfumato” per fornire qualche informazione in più.

Cominciamo col dire che si trattava di un bando regionale che si avvaleva di fondi europei per “il miglioramento della mobilità urbana e il trasporto pubblico locale” risalente a febbraio 2010. L’ allora assessore Ruggeri si adoperò immediatamente e con esito positivo per ottenere la disponibilità di un’area che tempo prima un privato aveva avuto in affitto da Ferrovie dello Stato mentre era compito di altri assessori farsi carico dei rapporti con Ferrovie dello Stato. Ebbene, nonostante siano stati concessi dalla Regione ulteriori 90 giorni, l’Amministrazione Comunale non è stata in grado entro il termine del 15 febbraio 2011 di mettere a

disposizione dell’ impresa realizzatrice l’area su cui fare i parcheggi, perdendo in questo modo il finanziamento. Ora si vorrebbe far credere che sia tutta colpa della burocrazia e di Ferrovie dello Stato mentre la verità è che in un anno la giunta Ruffini non è stata in grado di superare le eventuali difficoltà nei rapporti tra le parti interessate. L’Assessore Romagnoli presenta alla stampa un “piano B”, che non è altro che un semplice stralcio cioè una porzione di 25 posti auto del progetto complessivo originario che verrà realizzato con la quota di finanziamento già a carico del Comune , quota che avrebbe dovuto

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essere impiegata per fare altre opere sempre connesse con gli 80 posti auto; si è però ben guardato di informare i Consiglieri Comunali, durante le discussioni sia sul bilancio preventivo 2011 che sul consuntivo 2010, che il finanziamento era “sfumato”. Di queste cose qualcuno ha sentito il Sindaco parlare durante la campagna elettorale per le elezioni provinciali ? E adesso non rimane che correre in Regione a piangere lacrime sul latte versato e … sperare nel “benevolo” aiuto dei consiglieri regionali e del Presidente. Lista Civica Voce alla città


IL MEGLIO DI ALBERTO COLA IN LIBRERIA E IN EBOOK Edita da Delos Books, l'antologia "Mekong", raccolta dei migliori racconti di Alberto Cola, è stata ufficialmente presentata lo scorso maggio al Salone del Libro di Torino. Raramente gli editori investono risorse in raccolte personali, ma quando lo fanno è perché ritengono che l'autore abbia dimostrato nel tempo di meritarlo. Un'antologia dedicata è una sorta di riconoscimento per i risultati ottenuti e la qualità di ciò che si è scritto e, come specificato nel comunicato stampa della casa editrice, "Anche chi è più ritroso all'eccesso di apprezzamenti, dovrà concordare che Alberto Cola è un talento naturale della letteratura di genere. Anche senza aver letto nulla di suo, già parlerebbero in suo favore gli innumerevoli premi di ogni genere e livello che si è aggiudicato negli anni." "Mekong" è la selezione di tredici dei suoi racconti, nei quali un mondo dai forti contrasti è descritto attraverso sensuali ambientazioni orientali, dove la natura lussureggiante si alterna alla città fredda e decadente; personaggi dai contorni netti e profondi sentimenti; coraggio al di là di ogni speranza e insormontabile disperazione. Narrativa della luce più limpida, dove scienza e tecnologia si integrano nel racconto al

servizio delle emozioni. finalmente avremo la possibilità di L'antologia si fregia della prefazione di leggerlo. Valerio Evangelisti, il più apprezzato, importante e tradotto autore italiano di narrativa di genere, il quale ha precisato: "La scrittura di Alberto Cola ha d u e car a t te r i s t i ch e evidenti: la nitidezza e l’eleganza. Più una capacità di sintesi che appartiene a pochi. Riesce a condensare in un numero limitato di pagine l’intensità di un intero dramma. E' capace di ammaliare il lettore con una frase elegantissima, seguita da un’altra, poi da una terza di pari perfezione. Un fuoco d’artificio stilistico." Ci fa piacere che qualcuno abbia deciso di raccogliere il meglio della narrariva breve di Alberto Cola. E ora

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MI FIDO DI TE VI ASPETTA A SANTA LUCIA

onlus

Arriva la prima festa della neonata associazione onlus Mi Fido Di te che si occupa di animali abbandonati, giovedì 30 giugno alle terme di Santa Lucia. Cena a buffet al costo, 14 euro, (prenotazione tavoli a 0733 960241), musica, animazione e spettacoli di danza moderna a cura di Cantiere Danzarte. La palestra Madison presenterà lo Zumba, il nuovo ballo aerobico che impazza tra gli appassionati di danza e fitness.


MPN giugno 2011