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di Carla Passacantando

Iniziamo con questo numero a conoscere i giovani imprenditori di Tolentino. Abbiamo così incontrato Marco Salvatori che da qualche anno dirige l’attività della Sabe avviata dal padre Gianni nei primi anni Settanta. E’ dal 2001 che il giovane imprenditore tolentinate lavora nell’azienda di famiglia, diventandone nel tempo titolare. C’è passione in quello che fa e guarda al futuro con grandi prospettive, puntando l’attenzione su soluzioni innovative per offrire risposte alle ultime tendenze abitative. Qualità e varietà di gamma, equilibrio tra tradizione ed avanguardia tecnologica, servizio pre e post fornitura sono alcuni degli ingredienti di successo della Sabe, azienda che si occupa di pavimenti in legno e scale per interni.

editoriale

di Carla Passacantando

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Aria di tristezza. Ogni mese diventa sempre più difficile redigere l’editoriale per focalizzare la situazione della nostra città. Per questo numero il pensiero va al passato che i giovani non hanno vissuto. Tolentino era una bella città. C’era molta eleganza, nonché buon gusto. Il circolo cittadino ospitava belle feste. C’erano le piscine alle Grazie, un bar al top in piazza dove si incontravano per l’aperitivo domenicale gli imprenditori senza mai rinunciare all’immancabile passeggiata per il centro storico. C’erano un teatro, più sale cinematografiche, una caffetteria, le discoteche compresa quella all’aperto, l’Hotel Marche. C’era una grande vivacità. Alle Terme Santa Lucia si tenevano le serate di gala grazie anche a Multiradio. Oggi abbiamo perso tutto nell’indifferenza di noi tutti. Non abbiamo più neanche l’ultimo albergo. Rivorremmo tutto in versione aggiornata e bella, ma i ragazzi non tengono e non si affezionano alla nostra città come facevano i giovani dell’epoca. Oggi i giovani non hanno un emblema, una bandiera da seguire, sono figli del mondo e di niente. Cosa occorre fare allora? Oramai il tempo è scaduto, è tardi per riavere quanto c’era che a suo tempo non abbiamo apprezzato in pieno e mantenuto. La situazione è diventata ancora più difficile con il sisma e pur avendo tanta voglia di fare c’è sempre l’indifferenza che prevale su tutto. Confidiamo in gente di buona volontà e speriamo che si possa ricominciare. Buona lettura. MPN aprile 2018

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Anno XII n. 3 - aprile 2018 - numero chiuso in redazione 10/4/2018 - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO - Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: dott.ssa Carla Passacantando - Stampa: Tipografia San Giuseppe - www.multiradiopressnews.it

MARCO SALVATORI: UN GIOVANE IMPRENDITORE CON LA PASSIONE PER IL CALCIO A CINQUE


...segue dalla prima

Dalla storica sede in viale Foro Boario, la Sabe si è trasferita nel quartiere ex Fornace Massi e dal 2006 si trova nella zona industriale Cisterna, in via Sacharov. Nel corso del tempo c’è stata un’evoluzione dell’attività aziendale, quali sono le prospettive per il futuro? «L’attività è rimasta sempre legata agli stessi prodotti, pavimenti in legno e scale. Oggi, però il lavoro che si fa è diverso da quello di una volta. Fino a qualche anno fa, commercializzavamo i prodotti finiti di altre aziende, mentre oggi ci siamo resi, in parte, autonomi, occupandoci direttamente di gran parte delle finiture dei prodotti proposti. La personalizzazione è il nostro punto di forza, soprattutto nei pavimenti in legno. Per le scale ci siamo affiancati ad un’azienda leader in Italia e siamo molto soddisfatti di questa partnership, che ha portato la Sabe per due edizioni consecutive a partecipare al MADE EXPO di Milano. Oggi, il mercato preferisce la scala di design, vero e proprio oggetto di arredo, anziché quella in muratura. Vogliamo curare bene il mercato locale che da sempre ci offre ottime opportunità, ma riusciamo già oggi ad essere presenti anche in altri mercati, nazionali ed esteri».

In questo momento così difficile dopo il sisma come vede il futuro dell’azienda e della città? «Se questo sisma che ci ha colpiti, ha fatto tanto male, è anche vero che può essere una grande opportunità per tutto il nostro territorio e per le nostre aziende. Ora purtroppo a Tolentino tutto è fermo anche per colpa dell’immobilismo politico nazionale e chi, oggi, vede un futuro roseo, va considerato un sognatore, ma a me piace sognare e vedo per la mia Tolentino un futuro impegnativo, ma di sicura rinascita. Per la mia azienda, non posso che sperare di continuare sulla strada intrapresa sperando in un’ulteriore crescita di lavoro e di soddisfazioni». Come giovane imprenditore cosa vorrebbe per Tolentino? «Vorrei vedere i giovani più protagonisti ed un centro storico riqualificato, sia per le attività commerciali già presenti, sia per quelle che mi auguro possano nascervi. Vorrei vedere il nostro centro città come un punto di ritrovo e di svago per le nuove generazioni, vivace e dinamico dove passeggiare ritorni ad essere piacevole come lo era per i miei nonni e per i miei genitori».

tando avanti tante iniziative, tra le quali l’avvio di una scuola di calcio a 5. Ci sono tanti bambini e bambine che seguono l’associazione e che si stanno appassionando a questo sport. Abbiamo varie squadre di adulti sia maschili che femminili, squadre di ragazzi e di bambini che mi auguro in futuro possano diventare giocatori delle squadre maggiori. Creare una scuola di calcio a 5 significa fare qualcosa di veramente importante per la città di Tolentino, perché credo che praticare sport fin da bambini sia importantissimo per lo sviluppo psico – fisico. Il problema è che abbiamo necessità di spazi per svolgere l’attività che ad oggi mancano. Gestiamo il campo Benadduci, ma dobbiamo anche utilizzare il Ciommei a pagamento con costi che incidono molto sui nostri bilanci. Vorremmo una nostra struttura da gestire. Ci auguriamo di poter anche noi sfruttare il nuovo centro polifunzionale che sta nascendo in viale Vittorio Veneto, in quanto associati al CSI di Macerata».

«Si, ne è la colonna portante. Oggi in un mondo del lavoro così complicato mi ritengo fortunato nell’aver avuto la possibilità di portare avanti l’attività di mio padre. Cosa più bella di un felice passaggio generazionale credo non ci sia in ambito lavorativo. Ringrazio quindi mio padre per avermi insegnato con amore e dedizione il suo mestiere e di essermi ancora vicino con tutta la sua passione e competenza».

Gianni Salvatori è sempre in azienda e rappresenta una figura importante nell’attività Sabe.

La redazione di Multiradio Press News ringrazia l’imprenditore Marco Salvatori per la disponibilità.

Marco Salvatori ha una grande passione quella per il calcio a 5.

Come avete superato la «Amo il calcio ed in particrisi economica? colare il calcio a 5 che ho maggiormente praticato con «La crisi l’abbiamo superata. le Cantine Riunite, associaNegli anni in cui abbiamo de- zione della quale ora mi onociso di investire in maggiori ro di essere il presidente. spazi espositivi e di stoccag- Rappresentare l’associaziogio merci, è arrivata la crisi. ne in prima persona per me Nel periodo dal 2007 al 2009 è importante ed è un’opporc’è stato un crollo dell’edili- tunità che la società mi ha zia a livello nazionale, ma ciò voluto dare. nonostante, la nostra azien- A marzo dello scorso anno da, rivolgendosi prevalente- abbiamo avuto la grande mente alla ristrutturazione opportunità di portare a Toprivata è riuscita ad arginare lentino un evento sportivo i cali di fatturato abbattendo di caratura nazionale quale i costi della propria gestione è la “Final Eight” di serie A e adottando strategie mirate. che ha avuto soprattutto una Tutto questo è stato possibi- finalità solidale nei confronle anche grazie agli incentivi ti della nostra città, appena destinati alla ristrutturazio- colpita dal sisma, da parte ne che giustamente tutti gli della Divisione calcio a 5 naultimi Governi hanno sempre zionale. rinnovato». Nel quotidiano stiamo por-

Gianni e Marco Salvatori

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Marco Salvatori e Roberto Perà


C.T.R. contrada Ributino uscita superstrada Tolentino Est

COMPLETAMENTE RINNOVATO, ADEGUATO AL NUOVO PROTOCOLLO MCTCNET2 ORARIO CONTINUATO DALLE 8 ALLE 20 L’ULTIMO SABATO DEL MESE APERTO IL MATTINO 8 - 12 SU PRENOTAZIONE Responsabili Tecnici: Tarquini Francesco - Zamparini Lorenzo

per informazioni: 0733 966138 CTR - vent’anni di attività

Nel dicembre scorso al Ristorancia si è festeggiato il primo ventennio di attività del Consorzio Revisioni Tolentino (CTR), con la presenza del Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi ed un centinaio di aziende artigiane operanti nel settore dell’ autoriparazione a Tolentino e dintorni. CTR è una società pensata da alcuni artigiani lungimiranti di Tolentino e costituita nel settembre 1997 dalle seguenti aziende del settore dell’autoriparazione: Nuova Prabo, Bonfigli Metano, Martino Audoeno Oscar, Capradossi Marcello, Elettrauto Doppia Elettra, Auto 90, Officina Caroni& Bruschi, CZ Service, Autocarrozzeria Caporaletti. L’obbiettivo unico della società, da Statuto, è la Revisione dei veicoli ai sensi del Decreto legislativo 30 aprile 1992. Si è trattata di una tra le prime esperienze, nella nostra zona, di riunire sotto lo stesso tetto e per la condivisione di uno specifico business, attività imprenditoriali slegate tra di loro ma che, attraverso appunto la gestione dell’attività condivisa di revisione veicoli esercitata dalla CTR, ha consentito loro di parlarsi e confrontarsi nel corso degli anni non solo sui problemi legati alla società costituita, ma anche sui problemi del settore dell’autoriparazione in generale. La compagine dei soci costituenti nel corso degli anni si è parzialmente modificata, essendo fuoriusciti alcuni e subentrati altri, ma l’idea è sicuramente risultata estremamente vincente, in quanto oggi la società si presenta solida finanziariamente e in grado di erogare servizi di prim’ordine avendo costantemente investito in attrezzature ed impianti di avanguardia. CTR si avvale di due dipendenti che svolgono le mansioni di Ispettori delle Revisioni: TARQUINI Francesco e ZAMPARINI Lorenzo, specializzati nelle revisioni di tutti i Veicoli a motore fino a 35 Quintali. CTR rappresenta un valido e solido punto di riferimento per chi si accinge ad effettuare la revisione auto e decide di farla con qualità e rapidità. Oggi la CTR è formata dai seguenti soci: Nuova Prabo, Martini Audoeno Oscar di Pollenza, Capradossi, Doppia Elettra, Bonfigli Metano, Autocarrozzeria Caporaletti, nuova B.M.C., Ruffini Sandro, Service Car, Fratelli Corvatta, Autofficina S.A.


Ben altro ed oltre che un santino Proseguendo nella rassegna dei personaggi che, pur non nati a Tolentino, ne hanno arricchito in tempi diversi storia, cultura, società, non si può trascurare un uomo di Chiesa, il cui impegno superò il suo ruolo per produrre benefici a favore della collettività cittadina, con effetti che continuano a farsi sentire ancor oggi. Su padre Eugenio (Nicola) Fusconi ho scritto in passato anche in queste pagine (cfr. MPN degli anni 2010 e 2015) e altrove. Ma qui si porrà in evidenza soprattutto la sua multiforme opera durata per circa un quarantennio. A pieno titolo, il Nostro seppe meritare quel riconoscimento che vogliamo conferirgli: cittadino onorario. Per aver onorato la città di adozione spendendovi senza risparmio quasi un’intera esistenza. Eugenio – che avrebbe assunto più tardi il secondo nome di Nicola come segno della sua vocazione più importante – portava già nel primo l’impronta del destino: “nato bene per il bene” (gli antichi sentenziavano, in proposito: «Nomen omen»=il nome è un presagio). Nato a Castelfidardo (AN) nel 1886, entrò assai presto in contatto con la vita religiosa, in particolare con l’Ordine agostiniano. Lo sentì da subito come il più affine alla sua scelta di vita. Avrebbe scritto in proposito: «Se dovessi rinascere cento volte, tornerei tutte le cento volte a farmi agostiniano». Per il suo temperamento, si trattava di una fede fondata saldamente sulle opere, volta a costruire, a testimoniare costantemente il proprio impegno, a realizzare progetti in grado di lasciare segni nel tempo, esempi a cui guardare, su cui edificare altri esempi per sé e per la comunità di appartenenza. Chi lo descrisse ne fece un ritratto quanto mai veritiero: «Uomo dal polso duro, fermo sui valori, deciso nel giovare al bene dei singoli confratelli». Va aggiunto che questo fu solo il punto di partenza per un percorso verso un bene assai più ampio che includeva quello di una collettività, ben oltre le mura e gli spazi della vita ecclesiastica. Fede solida, la sua; intima, umile, ma tutt’altro che arrendevole, ingenua, disposta alla rassegnazione. Anzi, operante e decisa nel confrontarsi con una umanità eterogenea quanto volubile di religiosi e laici, illustri e potenti, umili e anonimi. Non si sottrasse neppure ai doveri verso la Storia. Cappellano nel I Reggimento Granatieri di Sardegna, partecipò alla Grande Guerra dal 1915. Sempre a fianco di ufficiali e semplici fanti, nelle trincee e negli ospedali da campo, ovunque ci fosse sofferenza,

senza esitazioni o cedimenti di sorta. La morte lo sfiorò durante un combattimento, lasciandolo per ore sul campo gravemente ferito. Tornò dopo lunga convalescenza con due medaglie di bronzo e una Croce al valor militare. Dal 1919 ricoprì le cariche più importanti del suo Ordine nella Provincia Agostiniana. Priore del Convento di San Nicola a Tolentino, trovò qui il terreno ideale per lotte che traducessero la sua passione in risultati. Tre gli scopi da raggiungere. Il Convento doveva essere restituito pienamente alla comunità dei frati, al culto, alla dignità che una composita comunità - fatta di credenti, non credenti, anticlericali, indifferenti - reclamava con unanime orgoglio. Un’altra esigenza irrinunciabi-

no attenzioni, impegni, appoggi che andassero oltre la dimensione strettamente religiosa. Il convento divenne in pochi anni fulcro di molteplici attività, nucleo propulsore di formazione per religiosi e laici, centro di studi teologici e filosofici tra i più qualificati del territorio, promotore di iniziative culturali a tutto campo. Dopo un’instancabile opera fatta di contatti, ricerche, sollecitazioni in ogni direzione, a seguito di scavi sull’area dove doveva trovarsi il corpo di san Nicola, nel 1926 ne vennero rinvenuti i resti, riconosciuti come autentici dopo accurata ricognizione. Ma intorno a quella reliquia bisognava edificare uno scrigno degno di accoglierla. Fusconi fece realizzare strutture adeguate di

attraversare momenti storici insidiosi, drammatici, densi di conflitti aspri e problematiche, tormentati da difficoltà d’ogni genere. La sua forza consisteva anche nel credere piuttosto agli ideali che alle ideologie, nella ferma convinzione di dover fare del mondo un mezzo per finalità che andassero a suo esclusivo beneficio. Morì a settant’anni, il 25 agosto 1956. Ai suoi funerali solenni si ritrovarono e confusero passato, presente, futuro. C’erano abiti talari, divise, personaggi illustri e persone comuni d’ogni età, ceto, cultura, convinzione politica e religiosa. Della sua memoria restano tre segni. Un sepolcro allestito (tardivamente) nel 1996 all’interno del convento; un ricordino che commemora

1933. Padre Nicola Fusconi (al centro in prima fila) con padri, professi e seminaristi.

le riguardava il ritrovamento del corpo di san Nicola, da troppo tempo nascosto nel ventre della basilica, autentico sarcofago impreziosito dall’arte e dalla venerazione di secoli. Questo limbo ai limiti del paradosso attendeva la soluzione per una sorta di “occultamento di cadavere” non più accettabile. Ultimo e non meno importante obiettivo, quello di valorizzare, rilanciare, diffondere con i mezzi più moderni (che allora, pur non chiamandosi mass media, avevano già la stessa funzione ed importanza) l’immagine, il culto, la presenza di un centro religioso tra i più importanti d’Italia. Nicola Fusconi mise mano a questo disegno gigantesco senza incertezze o timori reverenziali di fronte ai poteri di turno, politici o religiosi, accademici o burocratici che fossero. Occorreva denaro, molto denaro; si richiedeva-

eccellente fattura e rinnovò profondamente il complesso monumentale come mai prima era accaduto. Intanto si dedicava a coltivare contatti per promuovere ovunque una Basilica ormai diventata luogo di pellegrinaggio e mèta turistica di grande attrattiva anche oltre i confini nazionali. In quel quarantennio le vicende italiane spesso tragiche, sempre complesse e difficili, non scoraggiarono mai né piegarono lo spirito combattivo del Priore “nocchiere”. Così, fede e cultura si saldavano e rinvigorivano nel vincolo reciproco tra il Convento e Tolentino, assurta al titolo di “Città di San Nicola”. Con tutti gli onori, oneri e responsabilità che da allora ad oggi avrebbe comportato. Merito soprattutto di un animo combattivo, capace di amministrare saggiamente tradizione e modernità, valori etici e religiosi; 4

sommariamente evento e figura; una stradina di campagna (molto fuori mano) intitolatagli nel 1992. Non molto, per chi ha compiuto opere ben oltre e di ben altro spessore rispetto alla memoria che meriterebbero e di cui non sembrano esserci altre vistose tracce in giro. Al di là del “santino” che non abbiamo voluto confezionare ( né padre Fusconi, ne siamo più che sicuri, avrebbe gradito), lo decoreremo sul campo – anche a nome di quanti non hanno perso la buona memoria per chi seppe combattere la sua “buona battaglia” cittadino onorario di una Tolentino per la quale spese ogni sua energia con coraggio, determinazione, dedizione e amore senza limiti. Assai più e meglio, va detto, di tanti cittadini di ieri e di oggi tali solo per meriti… anagrafici.


Focus Tolentino di Roberto Scorcella

Piove sul bagnato. Per le famiglie e le attività commerciali di due palazzine in viale Vittorio Veneto, a un anno e mezzo dal sisma, è arrivata una inattesa doccia fredda: le strutture devono essere sgomberate. Un vero e proprio dramma per chi improvvisamente si trova a dover trovare di punto in bianco una nuova sistemazione, quando a Tolentino non c’è praticamente offerta di immobili in affitto. Famiglie con bambini, anziani, gente con le lacrime agli occhi, che da un giorno all’altro si trova in mezzo a una strada. Non è nostro compito né abbiamo le competenze per capire come mai si sia arrivati a questo punto dopo tanto tempo, ma di certo questa nuova situazione aggrava la già difficile situazione abitativa. Un appello forte, comunque, va fatto a chi ha a disposizio-

SISMA, DOPO UN ANNO E MEZZO L’EMERGENZA ABITATIVA SI AGGRAVA ne un immobile in città da poter affittare e lo tiene vuoto: aiutate i nostri concittadini alla ricerca di una casa, affittate. Il “casus” di viale Vittorio Veneto intanto conferma che se si fosse scelta la soluzione delle Sae, oggi probabilmente si sarebbero potute dare delle risposte in più a chi necessita di un tetto e non può spostarsi da Tolentino. Dove invece le cose vanno drammaticamente a rilento. Le demolizioni si contano sulle dita di una mano, l’assegnazione dei famosi (pochi) appartamenti richiede tempo, la struttura di fronte al Castello della Rancia non sarà pronta prima di diversi mesi. Con il rischio che centinaia di sfollati abbandonino per sempre una città dove giorno dopo giorno sembra esserci sempre meno vita e dove le serrande abbassate, specialmente nella zona del

centro, sono sempre di più. L’erba del vicino sarà pure sempre più verde, ma è incontestabile come ad appena una decina di chilometri di distanza da Tolentino, le scelte fatte da San Severino ad oggi si sono rivelate vincenti. Demolizioni completate, un villaggio Sae dove sono potuti rientrare gli sfollati e dove la gente vive dignitosamente, iniziative senza sosta (che culmineranno a breve con il concerto in piazza di Roberto Vecchioni) per dimostrare che la città vive ancora. Scelte politiche, si dirà. Come quella per la quale il Comune di Tolentino pagherà 95mila euro all’anno per 6 anni (rinnovabili) i magazzini affittati da privati per mettere mobilio ed arredi delle case inagibili al costo di 4 euro al metro quadrato.

Preventivi alla mano, ci sono ditte private che per lo stesso servizio fanno pagare invece 2 euro al metro quadrato. Anzi, di più. I privati consentono di frazionare i metri. Il Comune no. E, fra l’altro, corre il rischio che nessuno paghi i 120 euro al mese (che per 6 mesi fanno 720 euro da anticipare subito) e che i locali possano restare desolatamente vuoti. Insomma, 600mila euro anticipati senza colpo ferire, ma senza aver istituito una indagine di mercato per conoscere indicativamente quante persone potrebbero essere interessate e di quanto spazio a disposizione ci sia effettivamente bisogno. Intanto il Comune (alias noi cittadini) paga. Se questi spazi saranno poi utilizzati lo vedremo più avanti. Forse.

di Carla Passacantando

ANCORA SFOLLATI: NUOVE FAMIGLIE DOVRANNO LASCIARE I LORO APPARTAMENTI In riferimento ai due stabili in viale Vittorio Veneto occorre evidenziare che da agibili con provvedimento sono passati ad essere inagibili lasciando di stucco tutti i condomini, compresi i commercianti con negozi al piano terra dei palazzi. Entrambi gli stabili, risalenti agli anni Sessanta, sono stati sottoposti ad indagini in seguito ad un aggravamento sismico dato che i valori di resistenza del calcestruzzo sono risultati estremamente bassi rispetto al limite imposto dalla normativa vigente all’epoca di costruzione. Non viene così garantita la sicurezza e si è a rischio nell’eventualità dell’arrivo di forti scosse. I condomini devono trovare una sistemazione altrove entro due mesi. Ci chiediamo allora come è possibile che a quasi due anni dalla prima forte scossa del sisma ancora non si sa se alcuni palazzi sono danneggiati e meno? Di chi sarà mai la responsabilità? Se si dovessero verificare altre forti scosse con epiloghi tragici sarebbero davvero guai. Il sindaco è responsabile della sicurezza dei suoi cittadini quindi chi meglio di lui può conoscere la questione? «La vicenda – dice il primo cittadi-

no Giuseppe Pezzanesi - va a toccare da vicino i cittadini ai quali mi sento molto legato per il dramma che stanno vivendo e l’ho dimostrato cercando di stare vicino a tutti per alleviare le difficoltà, le pene. Il comune non ha nessuna responsabilità in quanto fin dall’inizio avevamo espresso nei nostri uffici quali erano i tratti della perizia, della determinazione, della classificazione di quei palazzi poi come ogni condominio sono stati incaricati dei tecnici di parte che di fronte all’ordinanza dell’ente e degli uffici preposti hanno ritenuto di esprimere la loro opinione. Magari i nostri tecnici possono anche sbagliare, ma in questo caso non lo hanno fatto perché hanno dato, almeno ciò mi è stato riferito, una classificazione che mi pare fosse la B così i condomini sarebbero dovuti uscire già all’epoca e loro lo sapevano benissimo perché sono stati informati. I loro tecnici hanno chiesto attraverso delle messe in sicurezza dei lavori per cambiare la natura di questo giudizio, di rendere agibile con provvedimento lo stabile stesso. Il tutto per farsi che i condomini non lasciassero le loro abitudini ed il palazzo. Oggi invece sono stati riscon-

tati questi aggravamenti. E’ chiaro che bisogna intervenire e le condizioni, che prima si sarebbero dovute già attuare con l’abbandono degli edifici per consentire i lavori, si materializzano. Con le scosse che si sono succedute questi palazzi possono essere stati sottoposti ad ulteriore stress. La colpa sicuramente non è dell’ente. Il comune è stato sempre coerente dall’epoca quando i condomini dovevano lasciare i loro appartamenti. Non ci trovo niente di colpevo5

le per nessuno però occorre che questi palazzi siano abbandonati dai condomini che così devono trovare un’altra sistemazione. Ed oggi il comune aiuterà loro con i servizi sociali a trovarla. Ci rimboccheremo le maniche pur garantendo il cas, contributo di automona sistemazione. L’Amministrazione c’è sempre. Vado spesso in viale Vittorio Veneto. Ci sono due mesi di tempo per i cittadini per trovare un’altra casa. Prima i condomini abbandonano i palazzi e prima iniziano i lavori».


I PUNTI ALL’ORDINE DEL GIORNO DELL’ULTIMA ASSISE CONSILIARE Obiettivo Trasparenza di Carla Passacantando

L’ultima seduta consiliare si è aperta con la presentazione di un ordine del giorno dei consiglieri del Movimento cinque stelle, Gian Mario Mercorelli e Martina Cicconetti, per chiedere il ritiro della proposta di legge regionale 145 del 2017 che apre a sperimentazioni gestionali in sanità tra pubblico e privato. Il documento non è stato discusso, per il sindaco Giuseppe Pezzanesi è stato presentato troppo tardi, poche ore prima del Consiglio comunale. Gianni Corvatta del Laboratorio delle idee ha invitato così ad indire un Consiglio comunale straordinario per spiegare la proposta prima del 17 aprile, giorno di discussione in Consiglio regionale della pdl 145. E lo ha fatto anche Carmelo Ceselli di Forza Italia. Alla fine si è deciso di indire a breve un’assise aperta per approfondire la questione. E qualche giorno dopo è stata convocata per il 12 aprile una seduta straordinaria a riguardo. L’invito a partecipare è stato esteso anche al presidente della Regione, Luca Ceriscioli. Si è passati poi alla discussione dell’interrogazione del M5s sulle disposizioni concernenti gli immobili presi in locazione ad uso magazzino per esigenze del sisma. I consiglieri del M5s hanno chiesto come mai l’amministrazione

abbia deciso di affittare direttamente gli immobili in oggetto anziché, semplicemente, farsi promotrice di una convenzione tra privati che non impegnasse le casse comunali; se l’amministrazione abbia provveduto ad effettuare un censimento dei cittadini bisognosi di un ricovero per i propri beni in modo di avere una stima delle reali necessità; come pensa, l’amministrazione di sopperire all’eventuale differenza tra quanto versato dai cittadini e quanto il comune è tenuto, per contratto, a versare ai proprietari degli immobili; per quale motivo, visto che il canone di locazione indicato dall’Agenzia delle entrate per immobili della fattispecie in oggetto è compreso tra i 2 e i 3 euro al metro quadrato mensili, si sia ritenuto congruo proprio il valore massimo, anche tenuto conto del fatto che esistono spazi in località limitrofe che vengono affittati allo stesso scopo, direttamente ai privati, a 2 euro al metro quadrato mensili; per quale motivo nel modello di domanda per richiedere gli spazi messi a disposizione dei cittadini sia presente l’obbligo di corrispondere sei mesi di canone di locazione anticipati, 720 euro, indipendentemente dalle reali necessità degli utenti. «Fare una convenzione tra privati – ha risposto il vice sindaco Silvia Luconi - sarebbe stato impossibile, per ora poi ci sono ancora poche richieste di cittadini bisognosi di un ricovero

per i propri mobili. Nei diversi stabili individuati possono essere custoditi materiali ospitati in sessanta appartamenti. I privati proprietari di locali hanno risposto in maniera limitata perché offrire il loro immobile per tale servizio significa anche affrontare la questione sicurezza dei stessi, per la quale dovrebbero affrontare più spese. Si chiedono, infine, i sei mesi anticipati perché servono a dare garanzie al comune». Una risposta che non ha soddisfatto Mercorelli. «Non si può pagare – ha replicato - il doppio rispetto ad un privato per usufruire dell’uso degli stabili affittati dal comune». La minoranza ha anche chiesto come sia avvenuta l’assegnazione dei sei alloggi della casa parrocchiale in contrada Redentore, di proprietà della Diocesi di Macerata Tolentino Recanati Cingoli Treia, da parte del comune. Comune che paga un canone mensile di 1.500 euro a quest’ultima dopo aver assunto a suo carico i costi di adeguamento della struttura, pari a 115mila euro. Il tutto è racchiuso in una un’interrogazione sottoscritta dai consiglieri comunali Gianni Corvatta del Laboratorio delle idee di Tolentino, Bruno Prugni ed Anna Quercetti del Partito Democratico. I tre hanno chiesto se è stata resa pubblica la richiesta al comune di assegnazione degli alloggi in questione, con quali modalità sono state

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consegnate le chiavi dei sei appartamenti, su quali presupposti è stato stabilito il cosiddetto “contributo di locazione” mensile di 350 euro oltre alle spese delle utenze, a carico delle famiglie assegnatarie che si trovano in una situazione sociale e familiare compromessa, chi è il destinatario di detto contributo di locazione. «Quali sono stati – ha spiegato Corvatta - i criteri adottati che hanno condotto a non scegliere più di utilizzare i sei alloggi per i terremotati ed invece di assegnarli alle famiglie che ne hanno bisogno dal momento che ciò non appare chiaro sulla delibera. Vogliamo capire come sono state decise le modalità di assegnazione, se c’è stato un avviso pubblico ed ancora a chi vanno i soldi ricevuti dall’affitto». A rispondere ancora una volta è toccato a Silvia Luconi. «L’amministrazione ha deciso di individuare un affitto di 350 euro per ognuna delle sei famiglie con problemi sociali. Nella casa ora abitano ragazze madri, nuclei familiari con minori, anziani con disabilità, ma tra un anno saranno persone diverse». Corvatta ha aggiunto che la decisione di affittare la struttura in tale modo non è stata una brillante operazione. Di seguito la discussione è stata incentrata sulla vendita da parte del comune del complesso sportivo campi da tennis di via Arduino Germondani a


(segue da pag. precedente)

1460mila euro, con bando pubblico, alla Progetto immobiliare 2.0 di Macerata. L’intera area dovrà essere messa nella piena disponibilità dell’acquirente aggiudicatario dal 31 dicembre prossimo ed entro tale termine dovranno essere dislocati gli impianti. Ecco, allora, che il comune ha interesse ad acquistare dei terreni con annessi fabbricati in località Pace, per destinarli, previa approvazione di apposita variante urbanistica, alla realizzazione di nuovi impianti sportivi. I terreni individuati con annessi fabbricati sono distinti catastalmente al foglio 42, particelle n.333, 334 e 336 del Catasto terreni, di proprietà di Renato Tacchetti; foglio 42, particelle n. 279/porzione del Catasto di Franco Ferranti; foglio 42, particelle. n.287, 290 del Catasto terreni e particella n.247 senza subalterno del Catasto fabbricati di Carlo, Claudio, Laura, Marco e Maurizio Tacchetti. I proprietari di questi terreni hanno manifestato la propria disponibilità alla cessione verso la corresponsione del valore di mercato degli immobili. Il prezzo complessivo della vendita è stato convenuto tra l’amministrazione comunale ed i rispettivi proprietari in euro 469.729 oltre iva. Il tutto è stato illustrato dal vice sindaco e di seguito si è aperta la discussione. «Si stanno spostando tre campi da tennis – ha detto Mecorelli – che sono stati sufficienti, mentre nella nuova area c’è spazio per sedici campi centrali di

Wimbledon, senza considerare le tribune perchè ce ne entrerebbero trentadue. Oltre tutto compriamo immobili con delle case che non servono. Stiamo, inoltre, votando un documento senza progetto». E puntuale è stata la replica del primo cittadino per evidenziare che i tre campi da tennis erano insufficienti per l’attività così ne occorrono 6 o 7 per competere anche con tornei di un certo livello e che è stata scelta la zona Pace perchè in contrada Ributino ci sarebbe stata troppa umidità. A riguardo Bruno Prugni del Pd ha poi chiesto quali strutture verranno realizzate in contrada Ributino facendo riferimento alla “Cittadella dello sport”. «Siamo contrari alla vendita dei campi da tennis – ha aggiunto Corvatta – ma favorevoli a realizzare i nuovi. La delibera a riguardo se fosse stata accompagnata da un progetto saremmo stati più sereni e tranquilli. Occorre, comunque, una programmazione urbanistica sulle strutture sportive cittadine». Alla fine l’acquisizione dei terreni con annessi fabbricati in località Pace per destinarli alla realizzazione di impianti sportivi è stata approvata dalla maggioranza ed i voti del Pd e di Laboratorio delle idee di Tolentino. Contrari i due consiglieri del M5s. Il Titolo unico comportante la variante urbanistica ai sensi dell’art.8 del Dpr 160/2010 per la realizzazione di un impianto per attività sportive e sosta camper in località Le Grazie, dietro il lavaggio auto, è stato

approvato dalla minoranza e dalla maggioranza con l’astensione di Antonio Trombetta della lista Tolentino nel cuore perché si è detto preoccupato dato che nella zona adiacente dove dovrebbero sorgere le strutture c’è un’impresa di stoccaggio. Astensione anche per Ivano Serragiotto delle medesima lista. Le strutture, secondo l’assessore Alessandro Massi, vanno a potenziare il turismo della città. Unanimità invece ha ottenuto il parere di conformità al Ptc alla società agricola Andrea e Francesco Mari di Abbadia di Fiastra per la realizzazione di una stalla e di una vasca di accumulo di acque meteoriche. I consiglieri del M5s con una mozione hanno, infine, chiesto la modifica del contratto di locazione tra il comune e la Diocesi di Macerata per la struttura in contrada Redentore essendo stata modificata la destinazione

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dell’immobile affittato. Lo stabile ospita sei alloggi ed è stato inaugurato all’inizio del mese scorso dopo alcuni lavori di sistemazione. «Chi ha disagio sociale – ha affermato Morcorelli - come può versare 350 euro ogni mese per pagare l’affitto. A Tolentino poi a tale prezzo se ne trovano di case. Noi paghiamo 1500 euro al mese alla Diocesi per otto anni per un immobile che va adeguato alle nostre necessità per 115mila euro, migliorandolo sotto tutti i punti di vista e non chiediamo in cambio niente all’affittuario. A che titolo il comune subaffitta tali spazi, nel contratto non è previsto. Il contatto è pieno di condizioni assurde». Silvia Luconi, infine, ha aggiunto che con la Diocesi esiste un contratto in base al Codice civile. Alla fine la mozione è stata respinta con i voti della maggioranza.


Il Politeama ha quasi un anno: una stagione intensa che lo ha fatto “vivere” per oltre 200 giorni Ci avviciniamo al primo compleanno del Politeama - che è stato inaugurato lo scorso 18 maggio - e si sta concludendo la prima stagione di attività della struttura, voluta e realizzata da Franco Moschini tramite l’omonima Fondazione di cui fa parte anche il Comune di Tolentino. Dopo l’inaugurazione con gli 8 eventi gratuiti per la città, la programmazione è stata intensa e molto apprezzata dal pubblico e da tutte le aziende, istituzioni e associazioni che l’hanno utilizzata e fatta vivere. La città di Tolentino e il territorio hanno potuto assistere a una quantità di eventi mai vista prima nella nostra zona; una programmazione eterogenea, sempre rivolta alla qualità, che ha soddisfatto i diversi gusti e voluto promuovere cultura, intrattenimento e formazione. Il Politeama, dall’inaugurazione, fino a maggio prossimo, ha programmato 58 spettacoli dal vivo tra musica, teatro e cabaret, di cui 42 organizzati direttamente e 14 programmati da organizzatori esterni. Oltre a questi ha ospitato 8 repliche dei saggi di danza e teatro del Centro Teatrale Sangallo e della scuola Danza Mi. Ha effettuato 76 proiezioni di film, per 37 titoli diversi, in colla-

borazione con Officine Mattòli. Il totale degli spettatori dei vari eventi è stato di oltre 9.000 presenze. Da ottobre a maggio il Politeama, ha ospitato nelle proprie sale molteplici attività di formazione per spettacolo e cultura, come: le lezioni di danza del Liceo Coreutico Francesco Filelfo per circa 700 ore; le lezioni di danza della Scuola DanzaMi per circa 370 ore; le lezioni di Danza e teatro del Centro Teatrale Sangallo per circa 2.000 ore; un corso di cinema delle Officine Mattòli per 60 ore; le lezioni di alcuni corsi UNITRE per oltre 80 ore stage di danza, musica, canto, attività olistiche e altro per circa 100 ore. Un totale di 3.310 ore di attività di formazione in un anno. Inoltre nelle varie sale del Politeama sono state ospitate 56 giornate di eventi diversi tra convention di aziende, convegni e conferenze e 9 presentazioni di libri. Infine la Caffetteria del Politeama è stata aperta tutti i giorni (tranne il lunedì) e a disposizione della città per pranzi, pomeriggi, aperitivi, con molti eventi speciali e, grazie anche alla wi-fi gratuita, utilizzata da molti giovani e studenti.

Un’attività intensa che ha visto il Politeama aperto per circa 200 giornate di eventi in un anno e che ha voluto contribuire a risvegliare l’entusiasmo del territorio, anche portando in città molto pubblico da tutta la provincia. Il Politeama è una grande eccellenza della città; una risorsa e un’opportunità che ci auspichiamo sia sempre più frequentata e utilizzata, da spettatori, studenti, associazioni, aziende e istituzioni. Un luogo dal respiro europeo a servizio del territorio e aperto a tutti.

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Il Prossimo spettacolo al Politeama: sabato 21 aprile Aperitivo Cabaret con Claudio Batta e Norberto Midani. Dalle 20 Apericena in Caffetteria con tante specialità e dalle 21,15 il famoso enigmista di Zelig, Claudio Batta, con la partecipazione del cabarettista Norberto Midani, per 2 ore di risate. Biglietto 20 euro compresa Apericena. Prenotazioni 0733 968043 o su www.politeama.org


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Colle Redentore: il Comune e la Curia non perdono di vista le situazioni sociali Lo scorso 10 marzo il Comune di Tolentino e la Curia hanno consegnato 6 appartamenti in località Colle Redentore, nella struttura che in principio era denominata “Comunità Incontro” ed accoglieva individui con dipendenze favorendone la disintossicazione e il reinserimento in società e che successivamente, era stata utilizzata dal Glatad. Lo stabile è rimasto inutilizzato per diverso tempo, tanto che la Diocesi, di concerto con la Croce Rossa nel 2016 aveva comunicato di volerlo destinare a ragazzi extra comunitari, rifugiati o senza fissa dimora, aderendo a specifici progetti di accoglienza dei quali tanto abbiamo sentito parlare. Con l’avvento del sisma e grazie anche all’ottimo dialogo che il sindaco Pezzanesi aveva instaurato con gli organi in questione, si è istituito un tavolo di lavoro dove l’Amministrazione chiedeva che quella struttura fosse destinata alla cittadinanza, anche in virtù del fatto che l’emergenza abitativa era alta e che in quei giorni avevamo bisogno di tutto. La Diocesi e La Croce Rossa acconsentirono affinché i locali fossero usati per l’emergenza terremoto. Dapprima abbiamo utilizzato i locali per accogliere alcuni dei volontari che venivano a Tolentino da ogni parte d’Italia per aiutarci. In un primo tempo, avevamo chiesto che fossero realizzati 6 alloggi sostitutivi delle Sae. Poiché però, la struttura, pur non avendo avuto danni strutturali in seguito al sisma, non rispondeva ai requisiti sismici più recenti abbiamo

dovuto abbandonare l’idea degli appartamenti sostitutivi delle Sae ma abbiamo comunque concordato l’utilizzo della struttura per affrontare il grande problema connesso al SOCIALE rappresentato dalla impossibilità di uffici e Amministrazione di soddisfare richieste vista la carenza di strutture per casi particolarmente difficili come per la presenza di invalidi, minori o anziani. Da qui la decisione della realizzazione dei 6 appartamenti che potessero essere utilizzati con la stessa ratio del Centro Belli o del Centro Santa Teresa, inaugurati rispettivamente ad aprile e a giugno 2012. Quei progetti erano stati portati a termine dall’Amministrazione di centro sinistra dell’allora sindaco Ruffini la quale, per l’assegnazione, ha operato esattamente come noi, senza particolari criteri o graduatorie, poiché quando si parla di “caso sociale” è difficile stabilire quale lo sia di più rispetto ad un altro. L’Amministrazione Pezzanesi però,

ha deciso in questo caso di chiedere un affitto di 350 euro al mese ad ogni famiglia che vi alloggia; questa scelta serve per rientrare, seppur in parte, dell’investimento fatto, ma anche per responsabilizzare gli “ospiti” della struttura, i quali, pur versando in situazioni difficili (che non sono necessariamente economiche), devono vedere il comune come un ente che non può solo provvedere a risolvere qualsiasi evenienza, ma deve essere anche e soprattutto un motore per il graduale reinserimento in società. La Diocesi ci ha concesso in affitto l’immobile, come lo avrebbe concesso alla Croce Rossa nel caso di destinazione diversa, ma ce lo ha concesso allo stato dei luoghi e sarebbe stata l’Amministrazione comunale ad adattarlo alle proprie esigenze e per portare a casa un importante risultato è fondamentale che dietro ci sia, oltre alla lungimiranza amministrativa, anche un investimento che, in ogni caso, è

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stato supportato dal contributo di molte ditte private, senza le quali non avremmo potuto realizzare, nel nostro piccolo, quello che è diventato un “capolavoro”, che ha un duplice scopo: assistenzialistico e di riqualificazione dei centri extraurbani, elemento fondamentale per non favorire lo spopolamento, soprattutto in un momento così critico. L’amministrazione comunale ringrazia la Diocesi, gli uffici comunali che hanno lavorato incessantemente insieme alle ditte, le quali, sfidando disagi ed intemperie, hanno onorato la promessa di consegnarli per l’inizio di marzo; il Consiglio di quartiere di Regnano, Paterno e Colle Redentore. Ringrazia da ultimo, ma non per importanza, alcuni nostri imprenditori e il Rotary di Tolentino, senza i quali non sarebbe stato possibile fare quelle piccole rifiniture che servono a far sentire “a casa” chi una casa non può averla.


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di Carla Passacantando

L’ON.TULLIO PATASSINI E’ GIA’ AL LAVORO: PRESENTATE DUE INTERROGAZIONI L’on.Tullio Patassini della Lega è stato eletto nel collegio uninominale di Macerata Osimo con un margine schiacciante sugli avversari. Su nove collegi uninominali alla Camera dei deputati solo quello di Macerata è andato al centrodestra, gli altri tutti al Movimento cinque stelle. Essere deputato del territorio è un grande orgoglio e responsabilità per il treiese che è già al lavoro in Parlamento con il suo motto “Le Marche iniziano ad essere più presenti a Roma”. Qual è il clima che si respira a palazzo Montecitorio? «E’ di assoluta novità. Abbiamo un Parlamento completamente ringiovanito per l’esperienza degli onorevoli, per l’età anagrafica degli stessi ed anche per la passione verso l’Italia che sta venendo fuori tra i deputati. Questo è un grande segnale che la politica è riuscita a dare, di rinnovamento verso un nuovo approccio, che ci auguriamo, di gestire la cosa pubblica». I presidenti di Camera e Senato sono stati eletti in pochissimo tempo. «Siamo riusciti in tempi velocissimi in un giorno e mezzo, oltre ogni aspettativa, a nominare entrambi i presidenti. E’ stato uno degli atti della storia della Repubblica più veloci. Quindi alla Camera è stato votato un presidente del Movimento cinque stelle, mentre al Senato di Forza Italia ed in questo caso la Lega ha dimostrato senso di responsabilità favorendo la logica della coalizione e del buon senso lasciando spazio ad esponenti di Fi e ne siamo contenti. Il legale Elisa-

betta Alberti Casellati, oltre ad essere la prima donna presidente del Senato, è una persona di assoluto rispetto e di indubbie capacità professionali. Questo ci fa onore e possiamo affermare con orgoglio che, oltre ad aver il primo presidente del Senato donna, abbiamo tra le file della Lega anche il primo senatore di colore della storia della Repubblica, Toni Chike Iwobi, responsabile del Dipartimento immigrazione della Lega». Cosa propone per il territorio maceratese, quali sono le problematiche che cercherà di risolvere? «Siamo già partiti. La prima interrogazione del Governo che è stata calendarizzata per la diciottesima legislatura del Parlamento italiano è stata presentata da me e dai parlamentari di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, nonché dai senatori. Il documento fa riferimento all’emergenza sisma, quindi non possiamo ancora parlare di ricostruzione post terremoto. Con l’atto si propone la proroga della scadenza del termine per la consegna delle schede aedes e dei progetti per la ricostruzione leggera. E’ importante che la tempistica delle attività burocratiche e politiche seguano le esigenze della ricostruzione e non viceversa. I tecnici hanno il tempo necessario per poter presentare progetti di qualità ed in questo caso per la ricostruzione leggera. Il termine 30 aprile era una scadenza illogica e non perseguibile e si paventava la perdita del contributo. Prima abbiamo informato con una lettera il commissario straordinario

della ricostruzione De Micheli e poi siamo passati all’interrogazione in Parlamento proprio per rispettare le richieste degli ordini professionali, di quelli che saranno gli attori provinciali della ricostruzione. La seconda interrogazione presentata fa riferimento alle dotazioni organiche nella scuola che sono fondamentali nelle strutture del cratere per mantenerle inalterate in modo che non si avvii il processo di svuotamento della montagna. Vogliamo, comunque, iniziare con la massima velocità per avviare la ricostruzione». Quali sono gli altri settori sui quali Tullio Patassini sta lavorando? «Per noi è fondamentale la sicurezza che è sinonimo di fiducia. Dobbiamo poter vivere per muoverci nelle nostre città in maniera sicura e serena come noi marchigiani

siamo stati sempre abituati. Continuiamo a dire che non amiamo i riflettori, ma la vita tranquilla. Aver più sicurezza significa vivere meglio e creare le condizioni sociali e di lavoro. Vogliamo valorizzare l’impresa italiana creando le condizioni economiche per poter lavorare. La politica non deve fare impresa, ma creare le condizioni. Quindi lavorerò per avere più sicurezza, fiducia, impresa che di conseguenza crea lavoro». L’on.Tullio Patassini ha accolto a Montecitorio la prima scuola in visita alla Camera nella nuova legislatura, che è marchigiana ed è l’Ipsia Corridoni. Questi ragazzi per il deputato sono il simbolo di un’Italia che si riappropria della sua cittadinanza. Già altre scuole maceratesi si sono prenotate per ulteriori visite.

LETTERA DEI COMMERCIANTI DEL CENTRO STORICO Noi del Comitato “Tolentino commercio centro storico” siamo una realtà ben organizzata, visibile e propositiva. Ad oltre un anno e mezzo dal sisma, continuiamo ad essere sempre attivi e dinamici. I negozi e le attività commerciali sono tutte aperte e possiamo anche orgogliosamente dire di aver innalzato la qualità dei servizi che offriamo ai nostri clienti. Ce la mettiamo tutta e continuiamo a credere nel cuore della nostra città, il centro storico. Purtroppo crederci soltanto non è sufficiente. Stiamo chiedendo a gran voce all’amministrazione comunale ciò che per il commercio è fondamentalmente e di vitale importanza: ovvero la riqualificazione del centro storico attraverso interventi di rinnovamento, di arricchimento dell’arredo urbano e la sistemazione delle vie che lo percorrono, con interventi anche non troppo onerosi per le casse comunali, interventi che siano volti all’abbellimento perché crediamo che un paese che si presenti con un aspetto gradevole, pulito, con un occhio attento all’ambiente e ben curato sia già vincente, ed è ne-

cessario investire in promozione consapevoli di offrire un buon “prodotto” turistico e culturale. Noi, come comitato dei commercianti del centro storico faremo di certo la nostra parte, avendo sempre più cura che i nostri negozi risultino belli ed accoglienti. Solo così possiamo farcela.

Rimanendo immobili ad aspettare che qualcosa piova dall’alto non risolveremo nulla. Se si vuole crescere e migliorare bisogna anche essere capaci di cambiare e per cambiare è necessario investire e mettersi in gioco. Noi del Comitato “Tolentino commercio centro storico” ci augu-

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riamo che assieme al comune di Tolentino possa nascere una sinergia volta, oltre ad incentivare le nostre attività, a far tornare a godere la cittadinanza ed i turisti del nostro centro storico. Di buona volontà e spirito d’iniziativa ne abbiamo tanta ma da soli non possiamo farcela.


di Carla Passacantando

LA BASILICA DI SAN NICOLA VA RIAPERTA AL PIU’ PRESTO Occorre riaprire al culto al più presto, dopo i lavori di ricostruzione, la basilica di San Nicola, simbolo di Tolentino. Ciò rappresenterebbe un potenziale contributo per il rilancio della città e delle attività commerciali. A lanciare l’appello è il priore della Comunità degli agostiniani, padre Giustino Casciano. «E’ necessaria – afferma l’agostiniano - quanto prima la riapertura della basilica, del Cappellone, del chiostro per Tolentino, i devoti di San Nicola, tutti noi, la popolazione. E’ fondamentale che ciò avvenga il prima possibile perché altrimenti si creerebbe una disaffezione ed uno scoraggiamento. La delusione è grande. Qualche turista si vede e mi dice “padre non possiamo entrare che peccato!”. Il ritornello è quindi sempre lo stesso e non è certo bello. C’è sconcerto tra i visitatori. Gli abitanti del posto vengono comunque perché noi garantiamo la liturgia, la preghiera, l’ascolto, il sacramento del perdono, tutta una serie di servizi di accoglienza. La gente del territorio frequenta la tensostruttura, ma mancano completamente coloro che arrivano da fuori, da altre città, regioni, dall’estero». La basilica di San Nicola è il luogo fortemente identificativo della comunità tolentinate e dell’intero territorio. Le ultime forti scosse hanno danneggiato diversi ambienti del com-

plesso monumentale, la basilica, il Cappellone, la sacrestia, il Chiostro e tutte le sale del Museo del santuario. Danni pure al soffitto della chiesa a cassettoni in legno dorato risalente alla prima meta del XVII secolo. Alcuni locali dopo il sisma sono stati adibiti ad ospitare l’urna con i resti di San Nicola, c’è poi la tensostruttura allestita nel cortile per le funzioni religiose, infine sono state sistemate delle stanze per la convivenza tra i giovani. E per la ricostruzione sono già stati promessi 3 milioni e 800 mila euro annunciati dal premier Paolo Gentiloni che verranno utilizzati per la sistemazione della basilica, del Cappellone, della cripta. C’è la ferma volontà, comunque, di avviare i lavori che consentano la riapertura della chiesa, senza dimenticare la ricostruzione delle tante abitazioni attualmente inagibili a causa del sisma. «La chiusura del santuario turba tutti – aggiunge il sindaco Giuseppe Pezzanesi – così consideriamo la struttura come opera di rinascita, di ripartenza dopo il sisma per tanti motivi, da quello della fede a quello artistico, storico e turistico. I danni stimati raggiungono gli 8 milioni di euro e per ora siamo riusciti ad ottenerne 3 ed 800 mila, ma che non sono stati ancora ratificati dal Governo con un decreto ministeriale. La firma potrebbe essere apposta tra un paio di settimane. Una volta avvenuto ciò il comune

potrà procedere a mettere in atto tutte quelle che sono le procedure per avviare il relativo cantiere nel più breve tempo possibile. Sono mesi che sollecitiamo la sottoscrizione del decreto perché non si può procedere con i lavori se non c’è la copertura finanziaria. Stiamo lavorando anche per ottenere la restante parte di denaro che occorre per tutto l’intervento ed in merito sto aspettando delle notizie importanti». Servono così altri finanziamenti per riuscire a completare le tante opere di ristrutturazione necessarie per riportare l’intero complesso, santuario in primis compresa la facciata ora coperta da un’impalcatura con telo, agli antichi splendori.

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di Carla Passacantando

IL MONASTERO DELL’ ABBADIA DI FIASTRA CHIUSO PER INAGIBILITA’ Il complesso architettonico Giustiniani Bandini dell’Abbadia di Fiastra, con esclusione della chiesa Santa Maria di Chiaravalle, è chiuso perché inagibile. E’ l’effetto dei sopralluoghi per la verifica dei danni provocati dal terremoto di oltre un anno e mezzo fa. L’ordinanza porta la firma del sindaco del comune di Tolentino il quale non ha potuto far altro che prendere atto dei contenuti della perizia tecnica che evidenzia i rischi legati alla stabilità del complesso monumentale. L’inagibilità è stata valutata di tipo E, la più alta. Alcune stanze del monastero, accessibili dal chiostro, erano già state chiuse per effetto di un provvedimento iniziale. Dunque di visitabile per ora resta la chiesa in tutto il millenario complesso monastico. Ora che alla parola terremoto sembrava abbinarsi solo la parola ricostruzione, nelle sue varianti con polemiche sui ritardi comprese, ecco invece il colpo di coda che penalizzerà l’Abbadia di Fiastra, uno dei luoghi più gettonati dai turisti e da chi cerca relax. Chiusi il convento e gli stabili

adiacenti occorre precisare però che restano accessibili i circa duemila ettari di cui cento di bosco con i tanti sentieri pedonali, i ristoranti e le strutture ricettive, l’area camper con le sue decine di piazzole di sosta. I monaci cistercensi ora vivono nella foresteria, struttura che non ha riportato danni con il terremoto. Ci si chiede così come mai l’ordinanza è stata firmata solo ora, forse un po’ troppo tardi. «Il complesso dell’Abbadia di Fiastra – dice il sindaco Giuseppe Pezzanesi – rappre-

senta una importante struttura storica quindi è stata fatta una valutazione, da parte dei tecnici, oggettiva ed obiettiva dalla quale è scaturita l’inagibilità del chiostro, di una parte del complesso monumentale e residenziale dei cistercensi. Ed oggi c’è stata l’ufficializzazione di una situazione già nota così il complesso dell’Abbadia di Fiastra non subisce nessun trauma se non quello dovuto alla prima perizia che noi avevamo già ampiamente comunicato tanto che la chiesa è aperta e tutto ciò che era inagibile lo

è anche oggi. Oggi con l’ordinanza il tutto è ancora più chiaro al pubblico. Il progetto per la ricostruzione è quasi pronto quello che manca è il finanziamento effettivo, pari a qualche milione di euro, che una volta concesso si potrà aprire il cantiere per far ritornare a risplendere il complesso monumentale dell’Abbadia di Fiastra. Non c’è quindi nulla di nuovo ed il comune, quale organo di controllo, ha fatto il suo dovere tutelando la struttura, i visitatori ed i residenti».

FATTI GLI AVANZI TUOI tieni il resto ed evita lo spreco alimentare! La possibilità di portare a casa il cibo, ordinato e non consumato al ristorante, oggi è realtà Il Cosmari e la Camera di Commercio di Macerata, in stretta sinergia con Novamont, azienda leader nella promozione di bioeconomia, e CIAL (Consorzio Imballaggi Alluminio), con il patrocinio e la collaborazione di Symbola e Legambiente Marche, promuovono un progetto congiunto denominato “FATTI GLI AVANZI TUOI”, nato con lo scopo di ridurre lo spreco alimentare, stimolando la diffusione di una nuova cultura sul valore del cibo che veda coinvolte tutte le realtà della ristorazione, attraverso azioni mirate al cambiamento delle abitudini di vita. Mater – Bi e alluminio sono i materiali utilizzati per la cosiddetta “doggy o family bag” che consente agevolmente di portare a casa gli avanzi di cibo del ristorante, del pub o della pizzeria. Dopo un’attenta valutazione e diversi studi, Cosmari ha optato per contenitori che garantiscano salubrità e conservazione delle caratteristiche enogastronomiche, non trascurando la totale riciclabilità dell’alluminio e la compostabilità del Mater-bi, bioplastica ottenuta da materie prime di origine vegetale. La Provincia di Macerata ha ampiamente dimostrato la propria attenzione a preservare scrupolosamente l’ambiente e questo lo testimoniano le elevate percentuali dei Comuni Ricicloni maceratesi con una differenziata media pari al 75%. Siamo convinti che la vocazione di questi territori sia matura e pronta per rispondere alle nuove sfide riguardanti i rifiuti, prima tra tutte la riduzione di quelli alimentari. Il primo freno alla diffusione in Italia della sportina porta avanzi rimane quello dell’imbarazzo: solo il 9% del campione intervistato dichiara di farsi dare “sempre” il cibo o il vino avanzati al ristorante, mentre il 77% ritiene che sia poco educato richiedere il pasto in più, da portare a casa. Quindi la sfida che si sta prospettando assume il carattere di una questione socio – culturale, prima ancora che ambientale od economica. Dimezzare gli sprechi di cibo per il 2020 è una delle priorità dell’Unione Europea; sulla base dei dati Eurostat risulta infatti che ogni cittadino dell’UE spreca in media 180 kg di cibo l’anno e gli italiani sono al quindicesimo posto della classifica, con una media di 149 kg anno/pro capite. Secondo la FAO il cibo sprecato in Europa potrebbe nutrire 200 milioni di persone e circa un terzo del cibo prodotto annualmente a livello mondiale, cioè 1,3 miliardi di tonnellate, viene perso o sprecato lungo la filiera. L’iniziativa voluta da COSMARI sposa pienamente la finalità del progetto Wellfood Action, avviato dalla Camera di Commercio di Macerata nell’ambito dei finanziamenti Europei IPA-CBC Adriatico, volto a promuovere lo sviluppo del turismo sostenibile ed il miglioramento delle performance delle PMI del settore agro-alimentare. E’ facile informarsi per aderire al progetto, infatti, i ristoratori potranno consultare il sito www.fattigliavanzituoi.it e inviando una mail all’indirizzo info@fattigliavanzituoi.it o telefonando al Numero Verde 800.640.323, potranno ricevere gratuitamente il kit con le vaschette e il materiale informativo direttamente al proprio ristorante. COSMARI, L’AZIENDA AL PASSO COI TEMPI! 12


A tempo pieno nel catering & banqueting Sta per nascere a Tolentino una nuova realtà per l’organizzazione di eventi di qualsiasi genere. Oramai dedicati tempo pieno ai servizi catering ed al banqueting ed all’organizzazione e gestione di eventi, dopo avere firmato alcuni importanti contratti con grandi realtà industriali della nostra zona, i f.lli Renato e Daniele Mari inaugurano una nuova ed affascinante location per poter passare con i vostri cari i momenti unici della vostra vita. Dal matrimonio, alla festa di compleanno fino alla semplicissima cena con gli amici, VILLA VERDE sarà al vostro fianco. Questo infatti il nome scelto della Villa contornata dal nuovissimo Parco che essendo immerso completamente nel verde vi lascerà senza fiato. La Villa che fa da sfondo alla grande ed imponente fontana nel piazzale di ingresso potrà accogliere piccole e medie manifestazioni, dal convegno alla cena di lavoro, dal battesimo alla comunione ed a qualsiasi altro momento conviviale, coccolati e serviti con tutti i criteri del servizio a 5 stelle. Con la possibilità di multisale dedicate ed esclusive, complete di qualsiasi servizio e con un eccezionale varietà nella scelta dei menù, non ci saranno assolutamente problemi a coprire ogni tipologia di richiesta. Parte fondamentale della struttura è il parco di circa 3000 mq completamente immerso nella vegetazione e nel verde dove si respira un’atmosfera rilassante e magica. Completamente ristrutturato, e con un illuminotecnica a tratti magica, il parco di VILLA VERDE è il tassello mancante in un bellissimo e completo paese come la nostra Tolentino. Il dehor di VILLA VERDE può tranquillamente accogliere eventi di ogni genere e dimensione avendo 2 ambienti separati dalla bellissima fontana degli “Innamorati”. Tre American Bar, due sale, una bellissima fontana ed il verde della ricca vegetazione per rendere il parco magico ed adatto ad ogni evento. I f.lli Mari in questa avventura si sono affiancati a delle realtà di Wedding Planning, di fioristi e di consulenti molto importanti della regione riuscendo così a curare ogni minimo dettaglio in maniera maniacale. Dalla carne al pesce, la cucina di VILLA VERDE con il nuovissimo staff di cucina, l’attenzione alle prelibatezze prettamente locali ed all’enorme scelta di pietanze per comporre il vostro menù ideale, potrà soddisfare ogni vostra aspettativa. Il 1 Maggio ci sarà la grande inaugurazione dell’intera struttura. Un grandissimo evento, in diretta su Multiradio ed insieme alle più importanti realtà dell’intrattenimento. Con la direzione artistica di INVENTORI DI DIVERTIMENTO, ci raccontano, DA MEZZOGIORNO A MEZZANOTTE, CON TRE BAND LIVE, E DIECI DJ. Questi gli ingredienti che lasciano capire che sarà una festa eccezionale, divertente ...ed unica!!! Su prenotazione, ci sarà la possibilità di pranzare comodamente seduti al tavolo e serviti, ma ci sarà anche la possibilità di fare un piccolo spuntino o una merenda con tre diverse isole gastronomiche a tema. Alle 20,30, al calare del sole arriverà il momento più magico.... l’accensione delle luci del parco come simbolo dell’inizio di una nuova avventura per la nostra città, anche, molto più importante un’altro passo verso la ripresa e l’imprenditoria. Cosa dire? Non resta che vederci tutti il primo maggio a VILLA VERDE a Tolentino.

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di Carla Passacantando

IL PUNTO SULLE DELIBERE DI GIUNTA MUNICIPALE DI TOLENTINO

Il comune ha interesse ad acquistare dei terreni con annessi fabbricati in località Pace per destinarli, previa approvazione dell’apposita variante urbanistica, alla realizzazione di impianti sportivi. I proprietari di questi terreni hanno manifestato la propria disponibilità alla cessione verso la corresponsione del valore di mercato degli immobili. In considerazione del fatto che il comune ha urgenza di acquisire la proprietà nel più breve tempo possibile per dare corso alla variante urbanistica finalizzata alla possibilità di realizzarvi i suddetti impianti sportivi e atteso che il prezzo complessivo della vendita è stato convenuto tra l’amministrazione comunale ed i rispettivi proprietari in euro 469.729, oltre iva, la Giunta municipale, con delibera n.89 del 5 marzo 2018, ha autorizzato la stipula dei relativi contratti preliminari nelle more di esecuzione delle attività tecnico-estimative, condizionati alla verifica della congruità del prezzo, in attesa della stipula dei contratti di compravendita definitivi, previa approvazione dell’acquisto degli immobili da parte del competente Consiglio comunale. Ha anche autorizzato, contestualmente ai rogiti stessi, la stipula di contratti di comodato d’uso gratuito dei terreni e fabbricati oggetto di compravendita fino al 31 dicembre 2018 al fine di consentire ai rispettivi proprietari tutte le attività di rimozione di mobilio, suppellettili, elettrodomestici, attrezzature, piante e raccolti agricoli. Con la n.87 è stato deliberato di procedere alla locazione per un periodo di durata pari a 6 anni, rinnovabili per altrettanti, degli stabili risultati idonei ad uso magazzino, verso un canone mensile di 3 euro al metro quadrato, oltre l’Iva, da mettere a disposizione temporaneamente dei soggetti che ne facciano richiesta per depositare gli arredi presenti negli immobili in ricostruzione post sisma. Con l’atto è stata autorizzata la locazione degli stabili individuati: in via Colombo, n.21/25 per una superficie di 600 metri quadrati al primo piano con accesso carrabile diretto, doppio cancello esterno e pratica antincendio del piano terra da integrare per il primo; in contrada Rosciano per una superficie di 1400 metri quadrati divisa tra piano terra e primo con montacarichi per accesso al piano primo di portata 3200 chilogrammi e lunghezza di 3.5 metri; in contrada Rosciano due immobili per una superficie di 620 metri quadrati al piano terra con un’altezza di 7 metri circa. Gli immobili saranno destinati per il deposito di beni mobili, arredi e mobilio, che dovranno essere necessariamente trasferiti dai fabbricati

per consentire lavori di riparazione post sisma e che saranno concessi ai soggetti richiedenti spazi o “piazzole” di circa 30 metri quadrati verso un corrispettivo anticipato di 120 euro al mese. Tali locali verranno concessi a tutti i cittadini che facciano richiesta, attraverso avviso pubblico, esclusivamente per collocare temporaneamente mobili ed arredi, per procedere alla riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma. Con n.84 è stato deciso di avvalersi della disciplina introdotta dall’art.14 del Ccnl 22 gennaio 2004 per il personale del comparto regioniautonomie locali, che consente alle amministrazioni pubbliche locali, per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, di utilizzare, con il consenso dei lavoratori interessati, personale assegnato da altri enti per periodi predeterminati e per una parte del tempo di lavoro d’obbligo, mediante convenzione e previo assenso dell’ente di appartenenza. E’ stato così approvato lo schema di convenzione da sottoscrivere con il comune di Pollenza per l’utilizzo in convenzione e a tempo parziale del dipendente David Rocchetti, specialista di vigilanza del comune di Tolentino, inquadrato nella categoria giuridica D.1, posizione economica D.2, in possesso della professionalità richiesta per il posto da coprire. Con l’atto si precisa che la stipulanda convenzione con decorrenza dal 5 marzo e scadenza il 31 dicembre 2018, prevede il tempo di lavoro in assegnazione nel rispetto dell’orario settimanale d’obbligo, la ripartizione degli oneri finanziari tra i due enti e tutti gli aspetti utili a regolare il corretto utilizzo del dipendente. Con delibera n.83 del 26 febbraio 2018 si è provveduto alla costituzione di un tavolo di lavoro composto dal sindaco, dall’assessore all’urbanistica e da almeno due tecnici esterni di comprovata esperienza e conoscenza del territorio comunale, gli architetti tolentinati Sandro Marinelli ed Ubaldo Severini. Entrambi hanno manifestato la propria disponibilità a partecipare a titolo gratuito al suddetto tavolo di lavoro di supporto ed ausilio all’amministrazione comunale nell’individuare e definire le linee politiche strategiche per lo sviluppo della città ed in particolare le direttive ed i contenuti, anche di tipo tecnico, della revisione di tutta la pianificazione urbanistica. Il comune è dotato di un Prg adeguato al Ppar, approvato con delibera di giunta regionale n.33 del 9 gennaio 1995, modificato negli anni successivi con varianti parziali che hanno interessato limitate porzioni del territorio e che non hanno previsto un generale riassetto dell’intero territorio comunale. Fin dal 2008 l’amministrazione comunale ha inteso procedere ad una variante generale al Prg, che coincidesse con la necessità di adeguamento dello stesso al Piano territoriale di coordinamento provinciale, e pertanto ha inizialmente avviato l’approntamento di tutti gli elaborati

e gli studi occorrenti alla revisione del Prg vigente in adeguamento al Ptc provinciale. Sono quindi state avviate le procedure di predisposizione delle indagini preliminari di ordine geologico e botanicovegetazionale facenti capo al sistema ambientale come definito dal medesimo Ptc, nonché le attività relative all’aggiornamento del censimento dei manufatti storicotestimoniali extraurbani, facenti capo al sistema insediativo del Ptc, mediante il conferimento di appositi incarichi a professionisti esterni. Successivamente nel 2009 l’amministrazione comunale con Dgm n.27/2009, riconfermata l’opportunità di procedere ad una variante generale al Prg, articolata secondo specifiche tematiche da individuare nell’ambito dei sistemi che compongono la pianificazione territoriale, ha inteso inoltre procedere alla redazione del Piano delle strategie, coerente con gli indirizzi e le direttive del Ptc provinciale, al fine di avere a disposizione un valido strumento capace di individuare le scelte progettuali relative alla variante al Prg in adeguamento al Ptc. Per la redazione di detto Piano delle strategie è stato conferito con determina dirigenziale n.14/2009 apposito incarico all’architetto Stefano Stanghellini di Bologna; la predisposizione di detto Piano prevedeva l’articolazione dello stesso in due fasi operative: 1) fase analitica e di verifica delle potenzialità; 2) fase progettuale delle strategie e delle programmazione. Il 29 luglio 2010 con delibera di Consiglio comunale n.36 è avvenuta la presa d’atto degli studi elaborati da Stanghellini nella fase analitica e di verifica delle potenzialità e delle indicazioni progettuali contenute nella prima fase di avanzamento del Piano. Con delibera n.82 l’amministrazione comunale ha assegnato i 6 alloggi ricavati nella struttura sita in località Colle Redentore, di proprietà della Diocesi di Macerata e in locazione al comune. La nuova struttura andrà a integrare l’offerta diversificata dei Servizi sociali sul versante della residenzialità e consentirà di avere a disposizione ulteriori spazi per le categorie svantaggiate della popolazione. Considerato che l’assegnazione avverrà per il tempo necessario a trovare una diversa e adeguata sistemazione e comunque, di norma, fino a un massimo di dodici mesi rinnovabili eccezionalmente, su indicazione dei Servizi sociali e previa relazione motivata, per altri dodici mesi e che per accedere all’alloggio è necessaria la richiesta rivolta al comune da parte dell’interessato e una relazione da parte dei Servizi sociali che certifichi una situazione sociale o familiare compromessa, è stato ritenuto opportuno e necessario prevedere il pagamento di un contributo alla locazione da parte dell’assegnatario, quantificato in 350 euro oltre ai costi delle utenze. Considerato lo scopo sociale della struttura alloggiativa e la tipologia

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dei potenziali utenti con difficoltà di sostentamento, la giunta ha deliberato di procedere all’assegnazione dei 6 appartamenti e per accedere all’alloggio è necessaria la richiesta rivolta al comune da parte dell’interessato e una relazione dei Servizi sociali che certifichi una situazione sociale o familiare compromessa. Con delibera n.81 l’amministrazione comunale ha ritenuto opportuno addivenire con il Coro polifonico Città di Tolentino ad un accordo di programma per confermare il programma, inserirlo nel calendario degli eventi per l’anno in corso, stabilire i reciproci rapporti. L’accordo di programma prevede che il Coro polifonico Città di Tolentino si impegna, nel corso del 2018, a organizzare gli eventi musicali, assumendone a proprio carico oneri e responsabilità tutti inerenti i rapporti con gli artisti, location, services, siae, promozione e pubblicità, il comune di Tolentino sosterrà gli eventi con un contributo di 3mila euro. Il comune, inoltre, fornisce la collaborazione per la eventuale messa a disposizione di supporti logistici se e in quanto disponibili, e per la stampa di materiale promozionale, con modalità da concordare di volta in volta. Con delibera n.79 è stato conferito un regolare affitto al proprietario del locale in Largo ‘815 adibito a scuola delle maestre Pie Venerini per un canone mensile di 1.053 euro, per sei anni e di 2.140 euro per quello che aveva ospitato il centro di accoglienza. L’amministrazione comunale, a seguito del sisma, aveva chiesto alla Nuova Banca Marche la disponibilità di tali locali, all’interno dello Spazio ‘815, di fronte al Retail Park Oasi, per trasferire la scuola delle maestre Pie Venerini la cui sede è stata danneggiata dal terremoto e per alloggiare un centro di accoglienza per le famiglie sfollate e rimaste senza casa sempre a causa del sisma. Ora essendo cambiata la proprietà dei suddetti spazi la giunta municipale ha deliberato di regolarne l’affitto. Tali locali, destinati ad ospitare temporaneamente l’asilo, hanno evitato i costi di realizzazione di strutture temporanee e quelli di urbanizzazione, nonché di occupazione delle aree che dovevano essere reperite per l’insediamento delle costruzioni provvisorie. Ed oltre tutto i locali che hanno ospitato il centro di accoglienza ora potranno essere destinati per il deposito di beni mobili che dovranno essere necessariamente trasferiti dai fabbricati per consentire lavori di riparazione post sisma. Nel novembre 2016, in fase di emergenza terremoto, data la necessità di provvedere quanto prima per consentire la ripresa delle attività scolastiche e l’allestimento del centro di accoglienza, sono stati realizzati lavori di pronto intervento per i locali adibiti a scuola e refettorio pari a 59.626,30 euro e 106.243,06 euro per il secondo. Interventi che nel primo caso sono stati portati a termine il 26 novembre 2016 e gli altri tre giorni prima.


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L’AMMINISTRAZIONE INFORMA ALTRA PROMESSA MANTENUTA: IL BOCCIODROMO IN CONTRADA LE GRAZIE E’ STATO RISTRUTTURATO Terminati i lavori di ristrutturazione del bocciodromo, danneggiato dal sisma. Il comune ha impegnato 175 mila euro del bilancio a cui vanno aggiunti i 10 mila donati da Marco del Monte e dai cittadini di Caravaggio che hanno voluto contribuire fattivamente alla realizzazione dei lavori necessari per la riapertura della struttura. Il bocciodromo è gestito dall’associazione Bocciofila Tolentino che, oltre ad ospitare gare nazionali di campionato e regionali, organizza gare sociali e nazionali per juniores ed è omologata secondo quanto previsto dalla Federazione Italiana Bocce. Vista la necessità di avere una struttura adeguata da utilizzare in occasione di manifestazioni e competizioni sportive, è stato predisposto un progetto di ristrutturazione allo scopo di intervenire in maniera tale da rendere la struttura utilizzabile anche da persone disabili. Pertanto è stato necessario adeguare la struttura. Gli infissi e gli impianti erano inadeguati e vetusti, non era presente un’area per il pubblico e per la giuria di gara. Sono stati effettuati anche dei lavori per l’abbattimento di barriere architettoniche in modo da rendere agevole l’accesso anche ai disabili. Tra gli obiettivi dell’intervento di riqualificazione rendere fruibile e maggiormente utilizzabile la struttura a tutti gli ospiti; garantire una migliore efficienza della struttura, installando vetrate termoacustiche ed infissi a taglio termico, sostituendo i corpi illuminanti con plafoniere a led, riducendo così notevolmente i costi di gestione della struttura stessa; adeguamento della struttura alla normativa sull’abbattimento delle barriere architettoniche, con il rifacimento totale dei servizi igienici e la realizzazione di un bagno adibito alle persone diversamente abili. L’intervento prevedeva la realizzazione di una tribuna posta in fondo ai campi da gioco costituita da una struttura prefabbricata modulare e componibile in acciaio zincato a caldo. Tale struttura garantisce una adeguata visuale a tutti gli ospiti ed utilizzatori in genere, permettendo loro di poter meglio e più comodamente assistere alle gare. Sono stati ristrutturati i campi da gioco presenti, che da 5 passeranno a 4, come da normativa Coni, così da permettere anche una maggiore fluidità di pubblico attorno alla raffa. Tale intervento è stato necessario al fine di ripristinare la planarità e le sponde in legno che dopo anni di utilizzo si sono persi, per garantire l’omologazione necessaria allo svolgimento delle gare agonistiche. Sono stati ristrutturati completamente i servizi igienici, sia per la parte strutturale sia per la parte impiantistica, realizzato anche un nuovo bagno per disabili. L’interno dell’impianto e i servizi igienici sono stati resi fruibili a tutti grazie anche alla realizzazione di rampe

per le carrozzine in presenza delle barriere architettoniche. Nella zona bar sono state effettuate due cerchiature con struttura in acciaio, una per poter ampliare l’apertura esistente che si affaccia nel locale ricreativo adiacente e l’altra per crearne una nuova che permetta l’uscita sul lato nord-ovest dell’edificio. Realizzato anche un nuovo muro divisorio nello stesso locale ricreativo, tale da creare una stanza da adibire a magazzino. I lavori hanno comportato una variante di spesa che da 170 mila euro è salita a 185 mila euro complessivi. Infatti in variante a quanto già approvato, sono state modificate alcune delle lavorazioni inizialmente previste sulla base delle effettive risultanze evidenziatesi in sede di esecuzione dei lavori, imprevedibili in fase progettuale. A seguito del sisma, la società Bocciofila ha ricevuto una donazione da Marco Del Monte e dai cittadini di Caravaggio per il ripristino dell’attività, in particolare per il bar interno della Bocciofila e pertanto non è stato più realizzato il tramezzo che divideva ulteriormente il locale ricreativo e si è reso necessario ampliare la zona bar antistante l’area riservata per il pubblico; all’interno dei bagni è stato rilevato il malfunzionamento dello scaldabagno, pertanto tra Ie Iavorazioni è stata aggiunta Ia voce dell’installazione di un nuovo macchinario per la produzione di acqua calda sanitaria dei bagni; Ia pavimentazione laterale dei campi, che inizialmente era prevista con autolivellante, è stata sostituita con pavimentazione in gres con sottostante massetto autolivellante in quanto sono state modificate le quote della pavimentazione stessa così da portare tutto lo spazio, adibito al pubblico, in piano e il sottofondo, in fase di esecuzione dei Iavori, non è risultato idoneo alla lavorazione di progetto; sono state sostituite ulteriori vetrate non oggetto di progettazione, in quanto, a seguito degli eventi sismici, si è verificato un distacco anche di queste porzioni e pertanto si è resa necessaria la Ioro sostituzione. Nel lato nord-est era prevista Ia realizzazione e la fornitura di una tribuna con castelli prefabbricati, tale Iavorazione è stata sostituita con la realizzazione di un soppalco in acciaio con possibilità di passaggio sottostante e di una postazione per Ia giuria nel piano superiore, in quanto la società Bocciofila ha espresso tale richiesta in virtù del fatto che all’interno della struttura si disputano gare a livello nazionale e quindi è sorta la necessità di creare un’area specifica per la giuria e per il pubblico; altre variazioni, rispetto a quanto inizialmente preventivato, riguardano opere minori. Era l’anno 2016, quando la prima amministrazione Pezzanesi prese l’impegno con l’associazione sportiva della Bocciofila de Le Grazie, promettendo di dar inizio

ai lavori di ristrutturazione dell’impianto sportivo. Con l’avvento del sisma, la struttura fu ulteriormente danneggiata e anche se i tempi di inizio dei lavori si dilatarono terribilmente, il sindaco non fece mai un passo indietro circa la parola data, anche quando fu attaccato in Consiglio comunale perché quella non era un’opera prioritaria. Certamente gli anni della ricostruzione saranno difficili e non saranno brevi, ma non ci si può fermare dietro questo alibi, diventando miopi e facendo finta di non accorgersi che ci sono parti e luoghi della città che sopravvivono, che resistono e che hanno bisogno di essere mantenute e migliorate perché sono luoghi di socializzazione e di turismo. Lo sport e la vita associazionistica poi, sono il motore della ripartenza ed è molto importante che l’amministrazione comunale non perda mai di vista queste realtà, le quali danno lustro alla nostra comunità. Il giorno di Pasquetta, al bocciodromo, c’erano centinaia e centinaia di persone, un pubblico da record proveniente da tutta la regione ed anche da fuori, per assistere al torneo dove gareggiavano atleti ad alto livello tecnico, tra i migliori d’Italia. L’appuntamento della riapertura della struttura non ha disatteso le aspettative sotto ogni punto di vista; la soddisfazione e gli occhi che brillavano del presidente Claudio Pascucci e dei tanti volontari che si sono adoperati per far sì che la ristrutturazione potesse vedere la luce, non ha fatto pentire l’amministrazione di aver difeso il progetto e di aver mantenuto anche questa promessa.

In Risposta a Sandro Bisonni

In riferimento all’articolo “Ritardi del Cas!” pubblicato su MPN di febbraio 2018 a firma di Sandro Bisonni corre l’obbligo precisare che nonostante si concordi sui disagi causati dagli eventi sismici del 2016 e sull’importanza del CAS per i cittadini terremotati, il Comune di Tolentino ha sempre cercato, nonostante la mole di domande da istruire, di pagare regolarmente, con cadenza bimensile, gli aventi diritto, anticipando le quote mensili anche fondi propri. Per quanto riguarda i ritardi lamentati dal consigliere Bisonni, nel presentare la richiesta dei fondi in ritardo rispetto al mese di riferimento, si rimanda alle annotazioni riportate sulla stessa tabella da lui presa a riferimento, tenendo presente che, ogni inizio del mese, oltre a quello di riferimento, vanno richiesti tutti i mesi precedenti a partire dalla data del sisma (agosto 2016) relativi alle nuove istanze pervenute: Mese di riferimento Mar. 2017 Nov. 2017

Data richiesta del Comune 21/04/17 02/01/18

Ott. 2017

02/01/18

Gen. 2017 Dic. 2016 Nov. 2016 Gen. 2017 Dic. 2016 Nov. 2016 Dic. 2016 Nov. 2016

02/05/17 02/05/17 02/05/17 13/10/17 13/10/17 13/10/17 27/11/17 27/11/17

Motivo del ritardo Richiesta integrazione domanda CAS dalla R.M. e inserimento relativi dati. Richiesta ufficio il 06/12/17 – rifiutato dalla Regione Marche per anomalie riscontrate sul programma imputabili a inserimento errato da parte di strutture ricettive Richiesta ufficio il 02/11/17 – rifiutato dalla Regione Marche per anomalie riscontrate sul programma imputabili a inserimento errato da parte di strutture ricettive Arretrati relativi ai mesi precedenti. Ogni mese, oltre a quello di riferimento, vengono richiesti anche i mesi precedenti a partire dalla data del sisma (agosto 2016) relativi alle nuove istanze pervenute. Tale indicazione si evince anche dall’importo esiguo rispetto a quello del mese di riferimento.

Importo del CAS € 937.206,45 € 1.014.109,99 € 997.074,20 € 71.054,82 € 68.735,48 € 62.086,65 € 22.574,19 € 21.967,74 € 16.326,64 € 17.893,55 € 15.623,28

Ciò che però risulta veramente inconcepibile, è il mettere in dubbio la mole di lavoro e la qualità dello stesso degli impiegati degli uffici, che, se veramente fossero stati insensibili ai problemi dei cittadini, non avrebbero lavorato con professionalità e dedizione assoluta a prescindere dall’emergenza causata dal terremoto. Nè tantomeno il consigliere Bisonni può assolutamente permettersi di entrare nella sfera privata di addetti ai lavori che, proprio per, (come lui dice), “mancanza di sensibilità” hanno, da diciannove mesi a questa parte, dedicato la maggior parte del proprio tempo al lavoro, a discapito degli affetti familiari, nonostante la complessità del lavoro stesso da affrontare, legato all’emergenza più assoluta, con normative e tempistiche sicuramente non agevoli. Evidentemente per il Consigliere Bisonni la Politica è fatta di selfie e di articoli sulla stampa sempre contro qualcosa o qualcuno, ignorando invece che la Politica, quella seria e quella che piace a noi, è fatta di propositività e di raggiungimento degli obiettivi e non sempre è necessario stare sulle pagine dei giornali per far sapere agli altri di esistere! 15


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Il “Pallone bianco” di viale Vittorio Veneto, è un errore urbanistico/strategico metterlo in quel posto!

Vogliamo ricordare ai cittadini di Tolentino che nel consiglio comunale del 26 settembre 2017 abbiamo discusso, non solo dell’accettazione di una “donazione modale” da parte del CSI, del Football Club Internazionale e della società SUNIG SpA, per la realizzazione di una tensostruttura sportiva polifunzionale, ma anche la sua installazione all’interno del campetto da calcio di viale Vittorio Veneto. La scelta del luogo non ci ha convinti soprattutto per l’impatto prodotto nella zona circostante e per l’assenza di un sufficiente numero di parcheggi. La nostra richiesta di prendere in esame altre localizzazioni, utilizzando spazi più idonei anche sotto il profilo urbanistico, come ad esempio l’area vicina al lago delle Grazie (ciò avrebbe qualificato la zona), non è stata assolutamente presa in considerazione, pertanto pur favorevoli ad accettare la donazione senza alcun vincolo sul luogo in cui realizzare la struttura, non abbiamo votato favorevolmente alla sua realizzazione in viale Vittorio Veneto. Sul fatto che la tensostruttura fosse impattante perché di grandi dimensioni (lunga circa 44 metri, larga 25 metri e alta almeno 12 metri) rispetto agli spazi dispo-

nibili e troppo alta rispetto alle abitazioni circostanti, ci è stato risposto dal sindaco che l’altezza non sarebbe stata di 12-14 metri, come da noi affermato; il sindaco nel suo intervento rivolgendosi al consigliere Corvatta affermava che la struttura sarebbe stata: “…solo di 7-8 metri massimo d’altezza, così come le palestre. Quindi i 14 metri di cui si parla sono ingannevoli, però comunque il progetto deve essere fatto………Il sindaco oltre a definire ingannevoli le affermazioni del consigliere Corvatta, tranquillizzava tutti sul fatto che si trattava di una struttura idonea al luogo scelto per la sua realizzazione. Altro problema da noi sollevato

riguardava la scarsa disponibilità di parcheggi, dal momento che la struttura sportiva dovrebbe essere a servizio non solo, come dice il sindaco: “..una struttura come questa che dovrebbe essere destinata a circa 3.500-4.000 giovani potenziali”, della città di Tolentino, ma anche agli abitanti delle cittadine vicine quali ad esempio Camporotondo, Cessapalombo, Caldarola, Belforte, Muccia, Pievetorina, Valfornace, ecc…., come indicato dalle società donatrici.

transitare per viale Vittorio Veneto hanno potuto constatare che quanto da noi affermato risponde a verità. Il così detto “Pallone bianco” è altissimo, di dimensioni esagerate tali da occupare quasi tutto l’ex campo di calcetto ed i parcheggi disponili sono solo di qualche unità. A distanza di mesi siamo sempre più convinti che questa tensostruttura poteva essere realizzata in un altro luogo.

Oggi a distanza di circa sei mesi, Gianni Corvatta la tensostruttura è quasi pronta Anna Quercetti per essere inaugurata e tutti co- Bruno Prugni loro che hanno avuto modo di

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PER IL BENE DEI CITTADINI?

Abbiamo assistito all’ennesima inaugurazione (circa 400 euro spesi in “pennoni, bandiere e bibite”) con annesso taglio di nastri a favore di telecamere da parte di questa Amministrazione, quella relativa ai sei appartamenti realizzati presso la struttura appartenente alla Diocesi di Macerata in contrada Colle Redentore. Appartamenti che la Giunta aveva inizialmente deciso di realizzare per ospitare famiglie terremotate ma che, successivamente, ha deciso di destinare a famiglie definite genericamente “in difficoltà”. Data la scarsità di abitazioni da destinare agli sfollati (ne mancano ancora un centinaio all’appello), non sarebbe stato meglio perseguire l’intento iniziale? Avremmo trovato una parziale risposta per una piccola parte di coloro che tuttora si trovano nei container o lungo la costa che non possono tornare a Tolentino. Tanto più che la destinazione a favore dei terremotati è esplicitamente prevista dal contratto di locazione stipulato tra il Comune e la Diocesi. Invece ci risulta che dei sei assegnatari di questi appartamenti solo uno sia in possesso di dichiarazione di inagibilità della propria abitazione e che uno non sia nemmeno residente a Tolentino. Tra l’altro, a mezzo stampa, è stato fatto sapere ai cittadini interessati di rivolgersi agli uffici comunali per richiedere que-

ste soluzioni abitative. Peccato che al momento della comunicazione tutti e sei gli appartamenti fossero già stati assegnati. Lascia perplessi anche il fatto che l’Amministrazione abbia deciso di utilizzare soldi pubblici per ristrutturare una proprietà privata senza prevedere lo scomputo di almeno parte delle spese effettuate visto che l’immobile è stato di fatto notevolmente migliorato: sono stati spesi all’incirca 130.000 euro, anche a seguito del completo rifacimento degli impianti elettrici e termici e dell’installazione di sistemi di sicurezza (porte tagliafuoco, antintrusione e antipanico, sensori volumetrici, serrature a codice, impianti antiintrusione e controllo accessi, impianti di fonia e trasmissioni dati). Ma le stranezze (o anomalie che dir si voglia) non finiscono qui: secondo il contratto di locazione tutte le spese di ordinaria e straordinaria amministrazione, anche in deroga a quanto previsto da codice civile, saranno a carico del Comune di Tolentino e alla scadenza del contratto la Diocesi sarà libera di chiedere che i locali siano ripristinati, a nostre spese, allo stato precedente. Perché si è accettato l’inserimento di queste clausole nel contratto? Inoltre il Comune si è impegnato a versare mensilmente un canone di 1500 euro (cioè 250 euro ad appartamento) alla Diocesi mentre il canone richiesto ai sub-affittuari risulta essere di 350 euro/mese oltre ai costi delle utenze. Se la finalità era quella di “dare alloggio ai nuclei familiari privi di au-

tonoma sistemazione, con riguardo alle persone che soffrono di particolare disagio sociale” come mai si è deciso di “specularci”? Forse per giustificare, almeno sulla carta, la spesa iniziale? E perché inizialmente era previsto che la ristrutturazione fosse finanziata con i fondi per il terremoto e poi, invece, si è passati a finanziarla con altri fondi comunali modificando la destinazione? Forse perché ci si è accorti che non si potevano usare soldi pubblici destinati al sisma per un privato? Allo stesso modo chiediamo chiarezza sugli immobili presi in affitto dal Comune per stoccare le masserizie di coloro ne avessero necessità avendo l’abitazione danneggiata dal sisma. Circa un anno fa il MoVimento 5 Stelle aveva vista approvata in Consiglio Comunale una sua mozione che impegnava la Giunta Comunale a reperire tali immobili assumendo un ruolo organizzativo e di intermediazione affinché gli spazi fossero messi a disposizione a condizioni adeguate e prezzi calmierati e a effettuare un censimento dei cittadini bisognosi di un deposito per i propri beni. Ma del censimento, utile per stimare la reale necessità di spazi, non vi è traccia e l’Amministrazione ha deciso di procedere alla locazione diretta di tre capannoni commerciali a un canone pari a 3 euro/mq mensili (più IVA) per un importo totale di 94.320 euro annui per poi subaffittare ai cittadini aree di 30 mq dietro il pagamento di un canone mensile di 120 euro (4 euro/mq).

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Come mai il Sindaco ha deciso di affittare direttamente gli immobili in oggetto anziché, semplicemente, farsi promotore di una convenzione tra privati che non impegnasse le casse comunali? Per quale motivo, visto che il canone di locazione indicato dall’Agenzia delle Entrate per immobili simili è compreso tra i 2 euro/mq e i 3 euro/mq mensili, si è ritenuto congruo proprio il valore massimo, anche tenuto conto del fatto che in località limitrofe vengono affittati, allo stesso scopo, identici spazi di 30 mq a 2 euro/mq mensili? E perché chiedere ai cittadini 4 euro al mq? Forse per cercare di coprire il canone comunque dovuto ai proprietari delle strutture nel caso il Comune non riuscisse a “piazzare” tutti gli spazi disponibili? Per quale motivo nel modello di domanda per richiedere gli spazi messi a disposizione dei cittadini è presente l’obbligo di corrispondere sei mesi di canone di locazione anticipati (720 euro) indipendentemente dalle reali necessità degli utenti? Quando leggerete questo articolo avremo già posto queste domande direttamente in Consiglio Comunale e nel prossimo numero vi renderemo conto delle risposte dateci dall’Amministrazione. Nella speranza di aver ascoltato, per una volta, fatti concreti e non i soliti fantasiosi, sprezzanti, sermoni a cui ci ha abituato il Sindaco, notoriamente allergico al fatto che l’opposizione faccia ciò che le compete: controllare l’operato di chi ci governa.


Umanità per una Sanità dignitosa: l’esempio di Villa Pini COMUNICARE di Solidea Vitali

A distanza di un mese, o poco più, dall’operazione chirurgica alla quale si è dovuta sottoporre, rivedo Oriana Forconi. Titolare di Multiradio e editore di questo mensile. Il mio editore, una donna molto conosciuta per i ruoli imprenditoriali e sociali, caratterizzata da una grande sensibilità. Ci vediamo nel suo studio e, come sempre succede, parliamo di tante cose: temi importanti, condizioni e disagi, progetti e idee. Osservazioni che guidano la mente verso riflessioni profonde, specchio di una società che cerca di evolvere. Sanità: questo il tema su cui ci siamo confrontate. Ma non a un livello standard di “ospedale sì o no, dove, come, quando o quale futuro”. Oriana non mi parla dell’esterno, della struttura o delle mura, Oriana mi racconta il “dentro”, la percezione e l’esperienza vissuta dall’utente. «Pensiamo alla condizione del malato. Una persona che gode di ottima salute e che improvvisamente scopre di avere un problema fisico e si deve sottoporre a un’operazione lunga e impegnativa dal punto di vista della riabilitazione. Ti ammali, ti devi operare e hai paura». Paura perché si vive nell’incertezza; perché non si è mai vissuto un’esperienza simile; perché di casi di mala sanità se ne vedono tanti; perché senti di mettere in mano la tua vita ad altri. Se la sanità si fonda sul principio di assistenza, dovrebbe essere automatica la risposta di fiducia da parte nostra. Ma chi ha toccato con mano questa condizione sa che non sempre è così. Si vive con mille domande, e incertezze e bisogno di esser compresi… sì, dai familiari e amici, ma soprattutto dai medici.

«Devi per forza affrontare questa esperienza, devi farlo lontano dal tuo ambiente, dalla città, dalle amicizie. Al dolore fisico si aggiunge quello mentale, dei pensieri e tutto questo rende fragili, vulnerabili. La prima necessità diventa quella della rassicurazione, che significa diritto a ottenere risposte, a essere ascoltati e guidati in un percorso difficile», mi racconta Oriana. Lei ha vissuto questa esperienza a Villa Pini. Il Professor Raul Zini che l’ha seguita effettua gli interventi lì. Una struttura privata dove Oriana non era mai stata e dove, quindi, non era conosciuta. E questo lo scrivo per fugare ogni dubbio di un trattamento “di favore”. «L’accesso alla struttura privata è avvenuto con il Servizio Sanitario Nazionale e questo significa che non ho avuto costi a mio carico, se non la differenza per l’aver scelto una camera riservata. Nonostante i miei timori, ho subito percepito un ambiente sanitario fondato sulla gentilezza. L’accoglienza, la rassicurazione, la professionalità di tutta l’equipe medica, infermieristica, para medica, di assistenza e supporto, hanno avuto come filo comune la grazia. E vorrei soffermarmi su questo termine: grazia. Tutto quello che serve per valorizzare la persona, il malato, l’anima che sta vivendo la sua fragilità». Quello di cui parla Oriana è un comportamento etico, un protocollo che stabilisce il corretto approccio al malato. Corretto e funzionale al recupero della salute o, quando ciò non è possibile, al vivere comunque la condizione in modo dignitoso. Prendere in cura un paziente vuol dire offrire prestazioni sanitarie d’eccellenza dal punto di vista fisico, e contestualmente dedicare attenzione all’aspetto psicologico. Perché il malato prima di tutto è una persona.

«A Villa Pini ho respirato l’aria di un contesto sereno e affidabile, basato sull’aiuto, l’assistenza, la pulizia, la pazienza e l’instancabilità degli operatori sanitari. In ogni reparto c’è un dispositivo elettronico nel quale puoi lasciare i tuoi feedback sulla qualità dei servizi o su un problema particolare che hai riscontrato. Un monitoraggio assiduo a garanzia proprio di quel comportamento etico e gentile capace di fare la differenza. Insieme ai servizi accessori come il parcheggio auto gratuito. E qui nasce la mia riflessione: perché il pubblico e il privato lavorano con modalità differenti? E attenzione, non è un problema di struttura e attrezzature. Mi riferisco al comportamento delle persone, medici e infermieri, operatori sociali e impiegati».

e per diritto. «La sanità non deve essere ristrutturata nelle strutture, ma al suo interno. A partire dall’atteggiamento di chi ci lavora. Perché non prevale l’umanità? Che sarebbe la base della missione scelta. E questo è un problema di tutto ciò che è pubblico. Qualcosa ci è sfuggito di mano. C’è forse la troppa sicurezza di un lavoro statale? Non lo so, ma se questo è quanto dobbiamo avere, ben venga la competizione tra pubblico e privato. E, al momento, il privato vince. La mia stima va a Villa Pini perché rappresenta l’esempio da seguire».  Non vogliamo generalizzare e, di sicuro, anche nel pubblico troviamo personale attento e disponibile, motivato dalla missione che porta avanti. Dedicheremo un articolo, prossimamente, a una realtà pubblica vicina a noi, apprezzata e lodata per le sue doti umanitarie, consapevoli che queste strutture non debbano appartenere alla categoria delle eccezioni, ma dovrebbero essere la regola. Perché la dignità della persona va mantenuta in ogni esperienza e condizione.

Ci sono ospedali in cui regna il caos, dove ottenere una semplice informazione diventa un’impresa, o dove ti senti un numero, scomodo peraltro, o dove ti ritrovi a sturare il water perché una operatrice socio-sanitaria ti risponde «Non è compito mio, per stanotte arrangiatevi». E non ti avvisa dell’esistenza o meno di un servizio manutenzione con reperibilità serale. Ma tu non vuoi far vivere “Io non conosco nessun altro questo disagio a pazienti, familiari, segno di superiorità nell’uomo che stanno per terminare i giorni che quello di essere gentile”. di vita. No, non lo vuoi per rabbia (Ludwig Van Beethoven)

VENTI ANNI CON LELLA

Occhi vivaci e penetranti, un viso che ti fa entrare subito in empatia, una capacità affabulatoria non comune e coinvolgente. Con le sue parole lei ti porta sulla scena che vuol costruire e te la fa vedere in ogni più piccolo dettaglio. Si crea un’atmosfera magica e… se la ascolti, le tue ali incerte, pian piano,

cominciano a librarsi nell’universo del teatro. Lei è Gabriela Leonori e noi siamo il suo gruppo di “teatranti funamboli”, come ci chiama lei, una materia grezza che lei plasma pazientemente senza mai stancarsi, sempre incoraggiandoci e facendoci divertire e ridere dei nostri errori. Grazie Lella, per l’energia e l’entusiasmo, per la serietà e la disciplina che ci fanno credere fermamente fin da ora che i tuoi spettacoli, se pure affidati ad attori “in erba” come noi, avranno sempre l’impronta dell’alta professionalità. L’immagine di Lella che ho io è quella di una donna caparbia, coraggiosa e determinata che ama profondamente il mestiere di teatrante. Una donna che vive con la volontà di trasformare le sue “esigenze emotive” in spettacolo teatrale. Ogni volta che decide di realizzare uno spettacolo è spinta da una forte motivazione, ed è sempre

alla ricerca della perfezione, curando ogni singolo dettaglio con cura e passione. Mi ricordo che una volta nel curare l’allestimento di uno dei saggi di fine anno del Centro teatrale Sangallo, voleva mettere nella scenografia un tappeto. Si doveva trovare un tappetto adatto ad ogni costo su cui poggiare gli arredi di un salotto tipico degli anni ‘40. Il tappeto non si trovava allora io le dissi che potevamo fare senza tanto il pubblico non lo avrebbe visto dato che il palcoscenico del teatro Vaccaj era alto rispetto alle poltrone del pubblico; lei mi rispose “ il tappeto non si vede però si sente”. Questa è la Lella che conosco: passionale e determinata nel raggiungere gli obiettivi. Ci sono poi i famosi “caffè di Lella” che conoscono bene tutti i suoi allievi dei corsi di recitazione. Sono i rimproveri e gli appunti che lei fa per correggere errori o comportamenti sbagliati dei suoi alunni.

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Ma ci sono anche i suoi abbracci che confortano e le sue lacrime di commozione quando alla fine lo spettacolo è andato bene ed arrivano gli applausi. Grazie Lella una grande donna umanamente e professionalmente. Teatranti funamboli anno 2017/18: Michela, Sabrina, Shelly, Eleonora, Jury, Olga, Cinzia, Patrizia, Nicla, Teresina, Massimo, Martina, Francesco, Anna ecc.


di Carla Passacantando

CINZIA DEL DOTTO PRIMEGGIA CON IL “SESTO SENSO” Continua il nostro viaggio dedicato al mondo femminile. Cinzia Del Dotto si racconta come donna impegnata nell’impresa. Ci accoglie nella sua gelateria “Enjoy”, dove tutti chi una volta o più siamo entrati per assaggiare ciò che produce. E subito ci affascinano i mille colori dei diversi gusti di gelato sul bancone, i profumi e le torte dalle numerose decorazioni che in alcuni casi hanno richiesto anche alcuni giorni per la preparazione. E’ sorridente, negli occhi di Cinzia traspare tanta voglia di fare. Ci racconta il suo lavoro alimentato da una grande passione per il gelato tanto che ogni quindici giorni crea uno o due nuovi gusti. Ha maturato una grande esperienza nel settore, non a caso la sua gelateria è una delle migliori nel Paese da quanto decretato dall’associazione “Gelato tour”. La “Enjoy” ha conseguito il premio nazionale “Eccellenza artigianale”. La tolentinate è sempre al lavoro per proporre nuove ricette in gelateria e con una delle ultime sue creazioni, l’innovativo gusto “Sesto senso”, si è aggiudicata

il primo posto al concorso Gran prix organizzato da Ipsa al Sigep 2018 di Rimini. La ricetta del nuovo gusto e la gelateria ora avranno uno spazio sulla rivista specializzata del settore del gelato. Era il 20 febbraio del 2005 quando è stata avviata l’attività della gelateria, un percorso segnato da diversi premi, tra i quali la conquista del gelato World tour con la “Buena via”, quindi il primo posto nelle Marche e tra i cinque a livello nazionale. E’ la prova che a volte passione, studio, duro lavoro e la scelta delle migliori materie prime ripagano sempre. Molte soddisfazioni in questi anni, tanti riconoscimenti frutto di un grande impegno. «Si. Preparo sempre nuovi gusti puntando sulla novità non portando avanti il solito fior di latte o nocciola e pistacchio. E questo avviene da quando ho aperto la gelateria. Cerco continuamente di fare una ricerca delle materie prime, negli abbinamenti degli ingredienti per ideare un mix coinvolgente ed esplosivo per il palato. Per fare tutto ciò devo conoscere bene le materie prime e le caratteristiche delle stesse.

Le ricette si distinguono tra frutta e creme e per queste ultime si utilizza il latte fresco appena munto. Abbiano realizzato una infinità di gusti, anche tra i più strani, come limone, basilico e zenzero, particolare e fresco o quello menta e rosmarino ed ovviamente il “Sesto senso” che è composto da vaniglia, finger lime, ananas e mango, un mix che ha colpito. Questo è il gusto che momentaneamente prediligo. Recentemente, inoltre, abbiamo proposto lo strudel. In gelateria ogni giorno si trovano trenta gusti, tra frutta e creme. C’è anche il gelato fatto con crema di riso per chi ha problemi di intolleranze. Abbiamo poi più di cento proposte da menù da scegliere tra coppe, affogati anche con yogurt soft. Sono molti, infine, coloro che vengono in gelateria per pranzare e cenare con il gelato». Dopo l’apertura del secondo punto vendita al Retail park, il carrettino mobile per le feste, quali sono i progetti in cantiere per il futuro? «Ce ne sono tanti. Ora sto lavorando ad un nuovo prodotto che

vorrei far approdare nei magazzini della grande distribuzione. Vorrei portare l’artigianalità nei supermercati, ma è un passo che occorre fare pian piano. Potrebbero, inoltre, in futuro nascere altri punti vendita. Durante la bassa stagione siamo in otto a lavorare in gelateria, mentre in estate arriviamo anche a quattordici. Due anni fa ho acquistato il carrettino per gelati che propongo negli eventi importanti, feste, matrimoni. Utilizzarlo rappresenta per me una doppia soddisfazione».

INCONTRO CON LO PNEUMOLOGO: parliamo con il dottor Claudio Mozzicafreddo Dott.Mozzicafreddo, abbiamo parlato delle malattie polmonari, delle allergie, ma ci sono anche altre patologie in cui entra in gioco la figura dello Penumologo, tra questa la rinosinusite. Che cos’è? La rinosinusite è un’infiammazione del naso e dei seni paranasali, di varia natura (batterica, virale, allergica), favorita da poliposi nasale, allergie, deviazione del setto nasale e ipertrofia dei turbinati. I seni paranasali sono cavità ossee del cranio comunicanti col naso e con le orecchie con le vie aeree inferiori e quelle digestive. Sono rivestiti della stessa mucosa del naso e hanno la funzione di produrre muco per umidificare e proteggere la mucosa da sostanze nocive e agenti infettivi, favorire la risonanza della voce, assorbire le vibrazioni della masticazione. L’esempio classico di rinosinusite acuta è il comune raffreddore virale, della durata tipica di circa una settimana, con secrezioni sierose e ostruzione nasale. La diagnosi, facile nelle forme tipiche, può richiedere a volte un approccio multidisciplinare in quelle più complesse, dove la durata è maggiore e i segni dell’infezione si associano a quelli dell’allergia, complicandosi con flogosi intricate. Le secrezioni si fanno più dense, a volte purulente con ostruzione canalicolare e aumento di pressione doloroso nei seni paranasali stessi,

a volte febbre, tosse anche cronica con o senza catarro, anosmia, limitazione ventilatoria. Un raffreddore che duri più di 7-10 gg deve essere pertanto sottoposto all’attenzione del medico e/o dello specialista per idonea terapia o ulteriori esami. Lo scolo retro nasale delle secrezioni è motivo di diffusione diretta dell’infiammazione/infezione all’ipofaringe e laringe con tosse per lo più secca, a volte calo vocale fino all’afonia, o addirittura di focolai bronco pneumonici per discesa, fino ai bronchioli e alveoli polmonari, di secrezioni infette. Come fa la diagnosi? Dopo una buona anamnesi, eseguo l’esame obiettivo del faringe alla ricerca dello scolo retro-nasale o di segni di flogosi e quindi ricerco eventuali punti dolenti a livello del massiccio facciale. Seguirà, se necessario, un esame per immagini per confermare i sospetti e quindi adeguata terapia medica che, se ben condotta, dà solitamente buoni risultati,. Ma lo Pneumologo si occupa anche di altre patologie che hanno a che fare con la tosse, come il Reflusso gastroesofageo. Che cos’è? Il reflusso gastroesofageo consiste nel passaggio di secrezioni acide o cibo dallo stomaco in esofago che, essendo munito di rivestimento mucoso meno resistente all’acidità viene leso da quanto refluito con infiammazione locale,

causando bruciore retro sternale e rigurgito acido. Tale evento può anche essere fisiologico specie dopo i pasti ma, quando la quantità, frequenza e durata degli eventi supera un livello soglia, si manifesta la malattia. All’origine della malattia ci sono fattori alimentari, anatomici, funzionali, ormonali e farmacologici, gravidanza e sovrappeso. Tra esofago inferiore e stomaco esiste uno sfintere la cui contrazione impedisce il reflusso ma, se la tenuta di tale valvola viene meno, materiale acido può refluire in esofago provocando i tipici sintomi che sono bruciore al petto e rigurgito acido a seguito di infiammazione locale. Accanto a lesioni lievi, solo infiammatorie, ne esistono altre capaci di erodere o ulcerare la mucosa esofagea fino ad esiti cicatriziali. A seconda del livello raggiunto dal reflusso nelle alte vie digerenti fino a faringe, laringe o trachea, la sintomatologia si arricchisce con tosse cronica, raucedine, abbassamento della voce fino all’afonia, singhiozzo e dolore toracico paracardiaco. Poiché non tutti avvertono bruciore al petto e rigurgito acido è possibile che la malattia da reflusso si presenti solo con tosse persistente per lo più secca. Oltre a questi sintomi atipici aggiungerei anche Senso di nodo alla gola, difficoltosa deglutizione, nausea, cattiva digestione e insonnia. La diagnosi si avvale della radiologia

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tradizionale,esofago-gastro duodenoscopia, ph-impedenzometria ecc. In questi casi i pazienti come si presentano da lei? I pazienti arrivano perlopiù per tosse secca persistente da tempo. In presenza di fondato sospetto di reflusso gastro-esofageo, sottopongo a terapia ex adiuvantibus per due settimane con inibitori di pompa protonica e farmaci procinetici. Salvo poi confermare i benefici ottenuti con esame endoscopico. Restano validi gli stili di vita che prevengono la malattia come ridurre il peso in eccesso, non coricarsi subito dopo i pasti, evitare alcolici, fumo e alimenti che inducono l’aumento di acidità gastrica. Ricordiamo che il dott. Mozzicafreddo visita in vari ambulatori del maceratese e del fermano, nelle vicinanze è possibile trovarlo a Tolentino presso il Centro Medico Associato Galleria Europa o presso l’ambulatorio Fisiomed a Sforzacosta. Per visite domiciliari chiamare il 3480608409 o il 333-8654970


RACCOLTA DIFFERENZIATA RIFIUTI: MULTE IN ARRIVO Ringraziamo l’editore e la redazione di Mutiradio Press News per averci messo a disposizione questo spazio per sensibilizzare tutti i cittadini sul problema degli abbandoni e dei conferimenti errati dei rifiuti. Infatti se da un lato la percentuale della raccolta differenziata è ormai stabile su valori che oscillano tra il 72 e 73% facendo di Tolentino uno dei Comuni Ricicloni delle Marche e d’Italia dall’altro si continuano a registrare comportamenti incivili. In diverse zone della nostra città si verificano conferimenti errati con sacchetti abbandonati a tutte le ore, spesso senza differenziare le diverse tipologie di rifiuti, utilizzando ad esempio, impropriamente, i cassonetti gialli riservati a pannolini e pannoloni, dove spesso gli operatori di Cosmari rinvengono di tutto! Questi comportamenti sono ancora

più gravi se ad essere usati in maniera scriteriata sono i cassonetti stradali di colore marrone riservati al conferimento dei rifiuti organici. Quasi con cadenza mensile, inoltre, vengono rivenuti diversi materiali pericolosi, come ad esempio amianto, inerti, ingombranti, elettrodomestici e pneumatici. Il Comune, ogni volta, deve intervenire per la messa in sicurezza dei rifiuti pericolosi e per la loro rimozione, purtroppo spendendo soldi pubblici. Il Comune, il Cosmari e la Polizia Locale si sono attivati per risalire ai responsabili alcuni dei quali sono stati individuati e multati. Il consigliere delegato all’ambiente Antonio Trombetta ricorda che si stanno intensificando i controlli per prevenire sia gli abbandoni che i conferimenti errati. L’intento

è quello di mantenere il decoro urbano e continuare ad avere buone percentuali di raccolta differenziata anche in previsione del passaggio alla tariffa puntuale. Ultimamente gli abbandoni dei rifiuti più frequenti sono avvenuti in viale Trento e Trieste angolo via Isonzo, in via G. Pascoli, via Cerini, via 8 Marzo, via Pacifico Massi, via del Carmelo, contrada Maestà, zona orti, via Berlinguer, contrada Paterno, contrada Pianciano vicino alla chiesa di San Pietro e contrada Rosciano. Si ricorda a tutti la riciclo settimana, con orario di esposizione dei sacchetti 7- 8.30: lunedì sacchetto giallo rifiuti indifferenziati; mercoledì sacchetto blu multi materiale leggero (plastica, alluminio, barattolame metallico); venerdì carta e cartone; sabato sacchetto blu multi

materiale leggero (plastica, alluminio, barattolame metallico). I rifiuti organici e il vetro possono essere conferiti negli appositi contenitori stradali secondo le proprie esigenze. Si raccomanda di lasciare i propri sacchetti con i rifiuti davanti il portone o ingresso della propria abitazione, evitando di fare cumoli di sacchetti vicino ai contenitori stradali. Si ricorda che il centro di raccolta in contrada Rotondo, è aperto dal lunedì al sabato, dalle ore 10 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 19.00. Invece il Centro del Riuso è aperto al pubblico con i seguenti orari: mercoledì e sabato ore 10,00 – 12,30 / giovedì ore 16,30 – 19,00. Antonio Trombetta consigliere con delega all’ambiente

Ciao Enzo Caro Enzo, per noi di Multiradio non sei mai andato via. Abbiamo con noi tante tue foto di ogni iniziativa, sportiva e non solo, dove ci sei tu. Tutto passa, ma noi ti ricordiamo, con la tua voce roca, con la tua intraprendenza con cui organizzavi i collegamenti delle cronache sportive e la tua grande passione per lo sport. Ciao Enzo. 20

Mpn aprile 2018  

Mensile di attualità del territorio di Tolentino (Mc) e dintorni, edito da Multiradio

Mpn aprile 2018  

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