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anno I n°6 - ottobre 2007

PRESS-NEWS sommario: News Attualità Le nostre aziende Il personaggio Cultura Posta / Numeri utili

Oasi felice? Forse ...

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parla il capitano Eugenio Stangarone

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riginario della Puglia, 41 anni, proveniente dalla Compagnia di Penne (Pe), il capitano Eugenio Nicola Stangarone da un anno è approdato al comando della Compagnia di Tolentino. Dopo dodici mesi di attività sul territorio, lo abbiamo incontrato per fare il punto della situazione.

È tempo di risposte di Roberto Scorcella Alle domande scomode vogliamo risposte chiare. Non le vogliamo noi di Multiradio Press News. Le vogliamo noi, cittadini di Tolentino che da mesi cerchiamo di stimolare un dibattito costruttivo da queste colonne senza ricevere nessun tipo di risposta. Nessuno ci ha detto quando le casette in piazza Martiri di Montalto spariranno. Nessuno ci ha spiegato se il Castello della Rancia è disponibile anche per ricevimenti privati o meno. Nessuno ci ha detto quali programmi ci sono in merito alle questioni cartiera e fonderia. Nessuno ci ha detto quale futuro c'è per le Terme di Santa Lucia. La polemica sterile non serve a nessuno. E vogliamo risposte che siano vere risposte e scelte che siano davvero all'altezza e nella dimensione dei problemi che questa città sta vivendo. multiradio@multiradio.it

La situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica nel territorio della Compagnia di Tolentino non desta particolari se, naturalmente, questo dato lo rapportiamo ad altre realtà molto più turbolente della nostra nazione. Va comunque detto che non bisogna sopravvalutare nè sottovalutare questo dato. E' un dato sicuramente positivo ma che, comunque, ovviamente non deve farci abbassare la guardia. I dati numerici relativi al periodo gennaio-agosto 2007, se riferiti allo stesso

periodo dello scorso anno, testimoniano un andamento costantemente positivo della delittuosità nel territorio. E' chiaro che quest'anno ci sono state punte di aggressione criminale legate per lo più ai reati contro il patrimonio che hanno destato non poca preoccupazione nell'opinione pubblica. Questo è fisiologico. Mi riferisco in particolare alla situazione che abbiamo vissuto qualche tempo fa nel Comune di Belforte, ma più in generale questa fenomenologia criminale, cioè quella legata alle

intrusioni all'interno delle abitazioni di notte, quando i proprietari sono tranquillamente a dormire, è chiaro che crea una sorta di timore generalizzato che noi siamo riusciti in qualche modo ad arginare attraverso un controllo più serrato del territorio e un'attività infoinvestigativa mirata proprio a individuare personaggi che gravitano nel territorio e che vengono intercettati prima ancora che compiano questi gesti criminali all'atto della ricognizione che normalmente compiono prima di colpire. E' stata questa la chiave di volta che fino ad ora ci ha dato ragione dopo quelle punte esagerate per questa zona di aggressione criminale, siamo ritornati in un alveo di fisiologicità per quello che riguarda i reati contro il patrimonio". Segue a pag. 3

Anno I n. 5 - Settembre 2007 - spedizione A. P. Art. 2 Comma 20/C Legge 662/96 - Filiale di Macerata - Taxe Perçue - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: K-Brush Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe


attualità Entro la fine dell’anno operativa la nuova caserma dei carabinieri

Alessandro Bruni nominato assessore

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a "cattedrale nel deserto" a breve entrerà in funzione a pieno regime. Un'improvvisa accelerazione consentirà, infatti, alla nuova caserma dei carabinieri in zona Flaminia di divenire operativa per il prossimo mese di dicembre, al massimo entro il gennaio del 2008. Un evento in tutti i sensi, perchè da tanto tempo, ormai, la struttura della caserma era pronta ma non si vedeva ancora la possibilità che potesse diventare effettivamente operativa per l'assenza delle infrastrutture indispensabili al suo funzionamento. Nelle scorse settimane, invece, la situazione si è sbloccata e l'Arma potrà lasciare la oramai storica caserma di via Salvo D'Acquisto, oramai inadeguata alle esigenze della Compagnia di Tolentino, e trasferirsi nella moderna struttura in zona Flaminia. Sono, infatti, in via di completamento tutti i lavori necessari per il completamento delle infrastrutture a servizio della struttura della quale si cominciò a parlare quasi dieci anni fa.

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Francesca resta la più bella delle Marche

Ti stai sbagliando chi hai visto non è, non è Francesca”...: la famosissima canzone di Lucio Battisti è l'unica cosa che poteva venire in mente quando Francesca Scattolini è apparsa in televisione dal palcoscenico di Salsomaggiore. Troppo diversa dalla Francesca che conosciamo, quasi irriconoscibile per un trucco, usando un eufemismo, inadatto così come la pettinatura. Per carità: non parliamo di complotti o di congiure. Però una cosa ci sia consentita: Miss Marche meritava decisamente di più di un'uscita di scena al primo turno senza possibilità di replica. Non è (o forse lo è, ma non importa) mero campanilismo, ma sul quel palco ce n'erano davvero tante di ragazze alle quali Francesca dava diversi punti. E invece è andata male. Non certo per colpa sua. E lei da ragazza intelligente qual'è non ne ha fatto di sicuro un dramma. Era più dispiaciuta per chi si aspettava tanto che per lei. Ma Francesca non ha deluso nessuno. Rimane, e lo sarà per un anno intero, la più bella delle Marche e l'unica che, per ora, sia una tolentinate. Con tanti auguri per il suo, ne siamo certi, brillante futuro da architetto.

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l dottor Alessandro Bruni è il settimo componente della seconda Giunta Ruffini. Su Bruni c'è stata ampia convergenza da parte di tutte le forze della coalizione di centrosinistra, in particolare, Comunisti Italiani e Rifondazione che hanno caldeggiato il nome di Bruni fin dal termine della consultazione elettorale. Alessandro Bruni, 49 anni, sposato con Paola Apolloni, è laureato in psicologia, specializzazione in psicoterapia analitica e criminologia clinica. Attualmente è impegnato quale psicologo esperto per i detenuti e in comunità per tossicodipendenti. Consulente di Asur ed enti pubblici quale Regione, Provincia e Comuni. Svolge un'intensa attività di insegnamento e formazione per operatori sociali, insegnanti ed operatori. Fondatore del Glatad è sempre attento a tutte le politiche di prevenzione e di recupero di situazioni di disagio. Già Presidente della Commissione comunale sociale e sanità è il Presidente della Società Italiana Psicologia Penitenziaria. E' autore e curatore di numerosi articoli e pubblicazioni.

Severini lascia il comando della Polizia Municipale

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opo oltre vent'anni a capo della Polizia Municipale, il capitano Franco Severini Tolentino per andare a ricoprire l'incarico di comandante della Polizia Municipale a Morrovalle. A capo dei Vigili Urbani tolentinati arriva Maria Cristina Ascolani, proveniente da Morrovalle e originaria di Colmurano. A prendere la decisione di accettare le domande reciproche di mobilità presentate dai due comandanti è stata la nuova Amministrazione Comunale di Tolentino. La notizia del trasferimento di Severini si era diffusa già nella scorsa primavera, ma la decisione definitiva è arrivata soltanto nelle settimane scorse. Al nuovo comandante Maria Cristina Ascolani i migliori auguri di buon lavoro dalla redazione di Multiradio Press News.


Nuovo Centro Commerciale un timore diffuso

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a questione è seria. E non ha colore politico. Le allarmate voci che si rincorrono da qualche tempo sulla possibilità che un nuovo centro commerciale vada ad insistere nella erigenda zona Pace incutono timore. Un timore motivato e concreto che non deriva da una chiusura aprioristica verso nuove forme commerciali o di investimento nella nostra città. Anzi, ben vengano. Il problema è solamente numerico e sostanziale. Una città come la nostra, con un bacino di utenza di poco di ventimila abitanti non può reggere l'urto di un'ulteriore centro commerciale. Non ne abbiamo le potenzialità. Un conto è che in una zona dove andranno a vivere migliaia di tolentinati insistano negozi come in qualunque altra parte della città. Un altro conto è un centro commerciale. Siamo alla saturazione: i nostri dirimpettai settempedani hanno aperto un centro commerciale a dieci chilometri da Tolentino. A Piediripa ne esiste un altro, già molto frequentato dai tolentinati così come quelli di Civitanova. Siamo sicuri che sarebbe un affare, anche per chi andrà ad investire in questa nuova struttura, costruire un altro polo commerciale in zona Pace? Questa eventualità comporterebbe, prima di tutto, la morte definitiva del commercio al dettaglio del centro storico, che già non vive momenti di particolare splendore. Inoltre, avrebbe come conseguenza una concorrenza spietata per accaparrarsi l'ultimo consumatore e la divisione del mercato in due, tre, quattro tronconi. Sarà anche vero che l'uomo contemporaneo è un animale da consumo, ma chi decide nella stanza dei bottoni valuti attentamente quale sarà la decisione più saggia da prendere.

Oasi felice? Forse ... parla il capitano Eugenio Stangarone

segue da pag. 1

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ltro fenomeno particolarmente preoccupante è quello del consumo di stupefacenti.“Sotto il profilo del consumo e dello spaccio di sostanze stupefacenti la situazione è un pò meno rosea, nel senso che avvertiamo l'arrivo di una quantità abbastanza elevata di droga, per lo più cocaina, una droga che in questo momento va per la maggiore, che non dà situazioni evidenti sotto il profilo fisico riguardo il suo consumo, è una droga che viene assunta molto facilmente e quindi non implica le problematiche connesse all'uso di eroina che ha subito una drastica riduzione. Anche in questo caso l'Arma ha posto in essere le sue migliori energie. Abbiamo conseguito risultati molto significativi, non ultima l'operazione su San Severino denominata "Settempeda". Attraverso questa attività incisiva di contrasto contiamo di arginare, o quantomeno di limitare i danni provocati da questa particolare fenomenologia". Questo territorio può ancora definirsi "isola felice"? "Parlare di "isola felice" è improprio perchè, certo, se noi dovessimo paragonare la qualità della vita in generale di questo territorio con quella del Mezzogiorno d'Italia è chiaro che il paragone sarebbe improponibile. Però, è anche vero che mentre fino a qualche anno fa questa era una zona nella quale, per esempio, nelle zone rurali si poteva tranquillamente abbandonare la chiave nella toppa della serratura oppure nel quadro della macchina, adesso i tempi sono cambiati, vuoi per questa presenza più o meno diffusa di soggetti dediti al crimine molto spesso di etnia non italiana, vuoi per questo senso di diffusa tensione, di diffuso timore che si è ingenerato a seguito degli episodi di cui abbiamo parlato prima, parlare ancora di "isola felice" significherebbe dare un quadro della situazione che non è veritiero. Certo è che la situazione è in divenire, ma è anche vero che l'opinione pubblica sta prendendo coscienza del fatto che la prima attività di autotutela è quella di tenere gli occhi aperti, di non fidarsi di persone estranee che gravitano sul territorio e, soprattutto, di instaurare una forma di collaborazione con le forze dell'ordine, in special modo con l'Arma dei Carabinieri così capillarmente diffusa sul territorio, che consente a noi di avere una fonte informativa di notevole spessore ma soprattutto alla gente di rappresentare il primo anello di quella catena di sicurezza che deve avvolgere questo territorio per mantenerlo in uno standard di andamento della delittuosità che poi è quello che viviamo. Siamo al guado. Siamo in una situazione di attraversamento e solo con la sinergia che si può instaurare fra le forze dell'ordine e i cittadini può contribuire ed essere determinante per mantenere questo status quo. A un anno di distanza, che quadro si è fatto di Tolentino e dei suoi abitanti? Un anno trascorso in questa comunità e devo dire che è una comunità tutto sommato sana, molto vicina alle istituzioni, che ha preso coscienza del taglio che va dato al rapporto che deve correre fra le istituzioni stesse e la collettività, tant'è che molto spesso mi sono trovato, e l'ho rilevato con molto piacere, a riscontrare risultati positivi proprio attraverso e grazie alla collaborazione che la cittadinanza ci ha dato. Noi confidiamo di fornire un servizio sempre più qualificato a questa comunità che è meritevole e speriamo, con l'occupazione della nuova caserma, di essere in grado di fare un ulteriore salto di qualità. Devo dire, in definitiva, che l'esperienza fin qui maturata è sicuramente positiva e sono contento di essere stato destinato a Tolentino e spero di rimanerci ancora a lungo.

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le nostre aziende

91.1 MHz 91.3 MHz 91.4 MHz 91.9 MHz 91.9 MHz 96.1 MHz 96.3 MHz

da Tolentino al mare San Severino Città a Pedaso Costa adriatica Ancona torni Tolentino, Belforte e din ssa valle del chienti Civitanova Marche e ba da Tolentino ai monti a valle del potenza Camerino, Fabriano, alt

monti Azzurri 99.3 MHz Sarnano, città e dintorni 101.5 MHz Tolentino città 101.5 MHz Macerata

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ultiradio è un'emittente radiofonica con sede a Tolentino.

Nel 2006 ha festeggiato i trenta anni di attività, mentre l'attuale denominazione è stata assunta nel 1984. La scelta di porsi come punto di riferimento provinciale, nell'informazione e nell'intrattenimento, ha portato l'emittente a sviluppare la propria rete e le proprie strategie dedicandosi completamente all'ascolto locale. Perciò tutto, il segnale, i programmi, e anche il sito web, sono stati organizzati per raggiungere al meglio il pubblico regionale.

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A Tolentino Multiradio nasce e continua ad operare anche oggi, muovendosi in un contesto dove si trova a competere con grandi network nazionali ottenendo ottimi risultati. Anche quando la congiuntura economica ha creato delle difficoltà, particolarmente sentite da chi vive solo di pubblicità e non certo di contributi pubblici, Multiradio ha tenuto duro, ha resistito alla sirene di chi vorrebbe globalizzare anche la radio. Sarebbe stato molto più semplice vendere, intascare e lasciare che quanto costruito in tanti anni venisse distrutto in poco tempo, compresi i posti di lavoro che oggi questa realtà garantisce.


Una scommessa, quella operata dalla titolare Oriana Forconi, che si è rivelata vincente, soprattutto perchè l'azienda porta lustro all'intera città di Tolentino. La radio è l'unico media che sembra avere nella sua natura una capacità "evoluzionistica", la capacità di adeguarsi ai tempi, ai gusti, al consumo.

Multiradio è anche un'impresa al femminile. Le forze che la fanno camminare sono soprattutto di sesso femminile, segnale di una grande capacità di leggere la realtà che ci circonda, una realtà che si è modificata e si continuerà a modificare valorizzando quello spirito femminile di cui tutti noi riconosciamo che c'è estremo bisogno nella vita pubblica e nella comunicazione in particolare.

da zi on a re il tu o re se es bb e po tr e co sì

Multiradio è una delle poche emittenti nelle quali l'informazione è trattata come punto di forza, scelta coraggiosa che comporta un maggiore dispiegamento di forze e notizie incentrate sull'informazione locale ad ampio raggio.

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La radio in un secolo di vita, ha saputo utilizzare a proprio vantaggio le innovazioni che avrebbero dovuto relegarla ad un ruolo di comprimaria. È successo con la televisione, il telefono e da ultimo sta avvenendo con Internet. E proprio grazie a Internet, oggi è possibile ascoltare Multiradio in ogni angolo del mondo.

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il personaggio Intervista a Massimo Fini critica lucida alla democrazia rappresentativa

di Roberto Scorcella Se c'è una convinzione tutta occidentale che domina i nostri tempi è quella che il raggiungimento della democrazia sia l'ultima tappa di un lunghissimo processo politico che parte dall'origine dell'uomo fino ai giorni nostri. La democrazia per l'occidente, per noi, è il Bene assoluto e come tale va esportato in tutto il mondo. Massimo Fini, giornalista e scrittore, demolisce questa convinzione, dimostrando come quella che noi chiamiamo democrazia in realtà non sia altro che un sistema di oligarchie politiche guidate da interessi economici e noi, più che liberi elettori, siamo sudditi di tale sistema, sistema che ci vede come i suoi più pazzi sostenitori. Parlare con Fini di democrazia significa anche parlare di capitalismo, identità, culture a confronto, e di tutti i problemi collegati a questi concetti. Massimo Fini è stato ospite della tappa tolentinate del festival "Tra... monti e pagine" della Comunità montana dei Monti Azzurri al teatro Nicola Vaccaj. E abbiamo fatto una lunga chiacchierata. Massimo, cosa pensi di questa volontà tutta occidentale di esportare ad ogni costo la democrazia? Il tentativo occidentale, e soprattutto americano, di esportare il proprio sistema politico-economico è senz'altro realizzabile e con le buone o le cattive avverrà: prima in Afghanistan, ora in Iraq, poi sarà la volta dell'Iran, e via seguendo. Gli stati occidentali hanno le possibilità per farlo, ma un fatto di questo genere non può che fare crescere in modo esponenziale il terrorismo, anche perché di fronte a potenze così armate, come lo sono quelle occidentali che aggrediscono e pretendono di imporre senza mezzi termini la loro cultura ad un'altra, l'unica risposta può essere il terrorismo. Questo processo di globalizzazione della democrazia e del capitalismo, oltre a fomentare il terrorismo, favorisce anche le immigrazioni di massa. Quei paesi che noi chiamiamo terzomondisti un tempo non erano tali, sono stati destrutturati sia economicamente che socialmente dall'invasione occidentale, che li ha obbligati ad abbandonare le loro economie di sussistenza (dove il livello di vita non era come il nostro ma la gente non moriva di fame) a favore delle esportazioni e del mercato globale, che però non sono sufficienti a colmare il deficit alimentare che si viene a creare. Del resto l'Africa fino al 1960 era alimentarmente autosufficiente, potrà sembrare strano ma è così. Le emigrazioni esistevano anche nel secolo scorso, due secoli fa, ma non c'erano neri del Mali o del Senegal che venivano

spontaneamente in Europa. Andavamo a prenderli noi per schiavizzarli. Senza contare che le emigrazioni odierne, inserite nel sistema globalizzato e gestite come oggi vediamo dall'occidente, innescano un'altra iniqua ferocità: il capitale può muoversi dove gli pare per cercare la remunerazione più alta, l'uomo no, viene bloccato alle frontiere. Quindi la nostra è una globalizzazione incoerente, ed è incoerente anche per un altro motivo: fermo restando che la diffusione globale del nostro modello politico-economico vuole conservare l'identità che ad esso appartiene, cioè la nostra di uomini occidentali, questa conservazione passa anche attraverso il rispetto dell'identità altrui e non attraverso la sopraffazione delle armi e del potere. Se non si vuole l'immigrazione, se si vuole conservare questa cultura, non bisogna andare ad esportare il nostro modello di vita, le nostre fabbriche, il nostro "sviluppo" altrove, magari imponendoli e pagando la gente di quei luoghi in moneta povera e inutile. Così l'immigrazione è inevitabile e il terrorismo trova consensi. Tanto più che si può essere dubbiosi sull'assoluta efficienza di un sistema politico come quello democratico che ha meno di due secoli alle spalle. Si è partiti all'insegna della tolleranza e del rispetto delle pluralità, si è arrivati oggi a considerare tutto ciò che non è democratico come Male. Una cellula molto vitale, se diviene troppo vitale, si trasforma facilmente in tumore. Così anche la cosa più bella e giusta, portata all'estremizzazione, diventa un errore: il nostro errore è di essere pazzi di democrazia. Non sappiamo più accettare l'altro da noi, che è la forma più totalitaria dei totalitarismi. Al massimo accettiamo l'altro nella misura in cui si omologa a noi. I nostri ultimi rapporti con l'Islam in questo senso sono sintomatici. Nel caso dell'Islam, al di là del fatto che è giusto difendersi da una cultura aggressiva, ci va bene solo l'Islam moderato e ci arroghiamo il diritto di intervenire su quello più estremista. Non sto dicendo che non sia giusto che la donna abbia pari diritti dell'uomo, ma che questa svolta, se necessaria per gli uomini e le donne interni a quella cultura, deve essere promossa da loro, non da noi che veniamo da chissà dove e che così facendo distruggiamo tutto. Anche per questo sono convinto che Safiya non andava salvata. Ogni nostro intervento esterno, da "Arrivano i nostri!", su una cultura differente magari salva una vita ma peggiora complessivamente la situazione. Una ventina di anni fa in Sierra Leone fu trovata una bambina dell'apparente età di dieci o undici anni che viveva con le scimmie, fu presa, portata in un ospedale sovietico e rieducata. E' successo che questa bambina è diventata come handicappata. Scrissi un pezzo su "Il giorno" che chiudeva così: "meglio bimba fra le scimmia che scimmia fra gli uomini". Quella bambina andava rispettata per ciò che la sua straordinaria e stranissima storia l'aveva resa. Inserirsi così violentemente su una cosa di questo genere, anche con le migliori intenzioni, aveva portato un danno maggiore. Quella bambina avrebbe vissuto a suo modo certamente più felice tra le scimmie che handicappata in un ospedale.

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Così destra e sinistra, allora, perdono il loro significato… Certamente. Soprattutto se aggiungiamo il fatto che liberalismo e marxismo sono figli entrambi della rivoluzione industriale e dell'illuminismo, e che pongono il lavoro come "motore immobile" della loro idea di società. Sono solamente due diverse interpretazioni di un modello sociale che non viene mai negato nei suoi due punti chiave. Questo è il pensiero unico del nostro tempo, non esiste nulla al di fuori di questa medaglia a due facce e queste due facce non possono e non riescono a negare le loro origini nel pensiero e nella storia moderni. Anche i più grandi critici del mondo moderno come Habermas, Marcuse e soprattutto Adorno, tutti figli dell'illuminismo, pur arrivando all'estremo limite della critica alla modernità non si spinsero mai oltre. Così facendo avrebbero negato in un qualche modo loro stessi. Ma anche come sistema politico nel suo interno, la democrazia presenta parecchie contraddizioni e imperfezioni. Ad esempio la partecipazione dell'elettore è limitata alla scelta di un candidato oligarchicamente imposto che spesso e volentieri è privo di carisma ma non privo di mediocrità. Il popolo decide solo da chi vuole essere schiacciato. Fassino o Berlusconi non cambia tanto, anche se da par suo Berlusconi è particolarmente criminale. Quello che è certo è che il candidato da votare non è direttamente scelto dal popolo ma imposto a priori da un'oligarchia politica che chiamiamo partito, controllata e diretta da poteri e interessi economici. In questo modo viene negato uno dei presupposti fondamentali della democrazia: che, almeno in partenza e almeno nell'unico momento in cui partecipa realmente al processo decisionale ed esercita quel potere che è formalmente suo, il cittadino sia messo su un piede di parità con tutti gli altri. Circa la mediocrità degli uomini di potere, la democrazia nelle sue premesse sconta che i governanti possano essere mediocri proprio perché è un sistema antitetico a quello carismatico, perchè il carisma porta al potere dittatoriale. La democrazia accetta questo rischio: tutto bene se la democrazia fosse veramente democrazia, ma trattandosi di oligarchie e aristocrazie, se sono all'insegna della mediocrità il tutto non funziona più! È questo il punto: non faccio carico alla democrazia di produrre mediocri, faccio carico a una aristocrazia mascherata di essere mediocre. E le aristocrazie passate, che tali si definivano senza maschere di sorta, avevano spesso e volentieri qualità specifiche: i nobili feudatari erano coloro che sapevano portare le armi e difendevano il popolo, in Cina la conoscenza dei molteplici e diversi caratteri della scrittura era la chiave di appartenenza alla casta dei mandarini. Chi invece appartiene alle oligarchie democratiche non ha qualità specifiche o elementi di distinzione se non quello di fare politica. La mediocrità dei nostri politici non fa altro che schiacciare l'individuo singolo. Il cittadino, che sarebbe l'elemento ideale in un sistema democratico, in quanto singolo e individualista, diventa invece la vittima designata. Se a "repubblica" sostituisci "democrazia" hai la stessa cosa: il singolo individuo che il sistema liberale voleva valorizzare, che il sistema della democrazia voleva rappresentare, sente alla fin fine di non contare niente. Abbiamo iniziato una guerra contro l'Iraq e nessuno ci ha chiesto niente. Almeno Mussolini doveva presentarsi a Palazzo Venezia e fare un discorso per dire che s'era dichiarata una guerra, e c'era della gente sotto che, se non poteva contestarlo, almeno poteva ascoltarlo. Siamo arrivati al punto che la guerra, l'evento più tragico e fondante della vita di un popolo, si decide senza chiedere il parere dei cittadini. Siamo al

paradosso dei paradossi, e questo è solo l'esempio più eclatante. La formula capitalismo più democrazia, eletta da tutti come sommo Bene, non sembra sia in grado di fare stare bene ai propri cittadini… Parliamo solo per un attimo di statistiche. Nell'Europa del 1650, data che possiamo prendere come inizio della rivoluzione industriale, i suicidi erano il 2.5 per 100 mila abitanti. Nel 1850 si erano già triplicati, il 6.8, verso la fine del ventesimo secolo si sono addirittura decuplicati, andando oltre il 20 per 100 mila abitanti.

Aggiungiamo che l'alcolismo di massa ha inizio con la rivoluzione industriale, che le malattie mentali, la depressione, la nevrosi, scarsissimi nel mondo preindustriale, sono diventate un problema sociale fino alla prima metà del novecento, tanto da generare la psicoanalisi; aggiungiamo che oggi negli Stati Uniti 566 americani su mille fanno uso di psicofarmaci. Questo perché? Perché con la rivoluzione industriale si è passati da una società nella quale le leggi economiche erano in buona misura sottomesse alle esigenze e agli scopi della comunità umana a un'altra nella quale le leggi cieche dell'economia prendono il sopravvento. Questo avviene sempre più intensamente, perché il sistema capitalistico ha bisogno di un numero sempre maggiore di consumatori, che siamo noi, in modo da aumentare sempre di più la produzione di beni. In Africa, ad esempio, ci sono campi molto ben coltivati, ma solo a metà. La differenza tra il bianco e il nero è che il nero coltiva il campo quanto basta, il bianco lo coltiva tutto. Questo me lo disse, mi ricordo, quando ero in Sudafrica, un biologo inglese che mi accompagnava e che era lì da tempo. Senza saperlo con quella frase centrò quello che è lo spirito del capitalismo. Non ci si accontenta di ciò che si ha e poi si va a spasso con la propria ragazza invece di lavorare il doppio del necessario. No, bisogna ottimizzare sempre: è la logica nostra dell'occidente, della rivoluzione industriale. E questo che ho detto riguarda solo la parte economica del nostro sistema. Per quanto riguarda la parte politica, cioè la democrazia, è sufficiente sentire il senso di frustrazione che si prova nel vivere schiacciati da un sistema politico che, mentre ti promette di governare perché " la democrazia è il governo-del-popolo", schiaccia qualsiasi tuo potere decisionale. Non ho trovato neanche nel più lurido tugurio del Mali la disperazione e la nevrosi che è possibile trovare qui in occidente.

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cultura Il nuovo cartellone del teatro Nicola Vaccaj Rassegna " Tolentino in scena": 16 dicembre 2007 ore 17,00 - "Song and Dance 2007", Centro Teatrale Sangallo - Spettacolo di danza e canto condotto da: Daniela Cataldi, Silvia Marucci, Aldo Passarini e Anna Zanconi; 10 febbraio 2008 ore 17,00 - "Olimpus La vera mitobugia degli dei La fabbrica dei sogni" - un musical di Mauro Sclavi. SPETTACOLI FUORI ABBONAMENTO:

SPETTACOLI IN ABBONAMENTO: 16 ottobre 2007 ore 21,15 - La Compagnia della Rancia presenta Chiara Noschese e Christian Ginepro, Omaggio a Garinei e Giovannini, "Il giorno della tartaruga" di Garinei e Giovannini - regia di Saverio Marconi; 16 novembre 2007 ore 21,15 - Camelia s.r.l presenta Sebastiano Somma e Benedicta Boccoli in "Sunshine" di William Mastrosimone - regia di Giorgio Albertazzi; 8 dicembre 2007, ore 21,15 - Marsiliniziative presenta Lillo e Greg in "La baita degli spettri" di Claudio Greg Gregori regia di Lillo e Greg”; 19 gennaio 2008 ore 21,15 - Fama Fantasma presenta Paolo Villaggio in "Serata d'addio" di Paolo Villaggio - regia di Andrea Buscemi;

30 ottobre 2007, ore 21,15 - "Hui Guang”. Dalla Cina la magia e il mistero dei Monaci Shaolin" Ministero degli Affari Esteri - Istituto Italiano di Cultura sezione di Shanghai - Assessorato alla Cultura di Tolentino CiasCentro Internazionale Amici SCuola - Rotary Club di Fabriano - Accademia della Libellula; 25 novembre 2007 ore 17,00 - "Canto d'Amore". Le più belle canzoni d'amore della nostra vita con l'Orchestra Intermusic, voce solista: Tiziana Marilungo - regia: Vincenzo Pasquali; 26 dicembre 2007 ore 17,00 - "The voices of glory". Gruppo Internazionale Musica Gospel e Afrosacropop, Direttore: Masa Mbatha-Opasha; 11 gennaio 2008 ore 21,15 - "Cinema in Musica Colonne sonore in concerto", Ensemble "Mantici Armoniosi", Direttore: Paolo Picchio; 1 febbraio 2008, ore 21,15 - "Pink Size Pink Floyd Tribute", Accademia Rock " Lizard" di Fiesole.

Numeri Utili Carabinieri Caserma di Tolentino

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112 0733.976500

Guardia di Finanza

117

Corpo Forestale dello Stato

1515

Polizia

113 Emergenza Infanzia

114

Vigili del Fuoco Caserma di Tolentino

115 0733.967404

Servizio antiviolenza donna

1522

Emergenza Sanitaria

118

Comune (centralino)

0733.9011

Ospedale di Tolentino CUP (Centro Unico di Prenotazione)

0733.9001 0733.900299-234

Polizia Municipale

0733.901263

Multiradio

0733.960241

ASSM Pronto intervento (24 ore)

0733.95601 0733.956030

MPN ottobre 2007  

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