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Anno II n. 9 - Ottobre 2008 - spedizione A. P. Art. 2 Comma 20/C Legge 662/96 - Filiale di Macerata - Taxe Perçue - PERIODICO EDITO DA MULTIRADIO Autor. Trib. di Macerata n.466/07 del 23 Aprile 2007 - Direttore Responsabile: Roberto Scorcella - Progetto grafico: K-Brush Tolentino - Stampa: Tipografia San Giuseppe

anno II n°9 - ottobre 2008

Tolentino: tante emergenze ambientali 7500 PZIIOENE CTO RIBU

intervista al dott. Gianni Corvatta

DIS ATUITA GR

Il silenzio dei colpevoli di Roberto Scorcella Anche stavolta prevale quello che mi piace definire "il silenzio dei colpevoli". Proprio nei giorni in cui assistiamo alla "tolleranza zero" da parte della Polizia Municipale, che deve portare nelle casse del Comune qualcosa come 500.000 euro previsti dal Bilancio, non c'è stata alcuna reazione alle foto pubblicate nello scorso numero del nostro periodico che dimostravano come anche chi deve far rispettare le regole spesso cada in errore. Nessuna pubblica ammenda, nessun provvedimento, nessuno che abbia avuto l'umiltà di dire ai cittadini "abbiamo sbagliato, non si ripeterà". Tutto passa nella totale indifferenza di chi comanda e in un silenzio ormai roboante. La strategia dell'indifferenza adottata nei nostri confronti è ormai un dato assodato, neanche fossimo cittadini di serie C indegni di avere un confronto civile con il Palazzo, ma non ci tocca più di tanto. Dare risposte alle persone che vivono quotidianamente la nostra città sarebbe invece una questione anche di educazione.

multiradio@multiradio.it

Gianni Corvatta ha 55 anni. Dal 1985 al 1990 è stato assessore comunale alla Cultura e all'Ambiente e nel 1998 candidato a sindaco. Dal 1998 al 2004 ha ricoperto l'incarico di presidente dell'Assm. Laureato in chimica all'Università di Camerino è abilitato alla professione di chimico. Dopo un breve passaggio come contrattista all'università e come docente alle scuole superiori, nell'anno 1981, in seguito a pubblico concorso, ha ottenuto l'incarico di chimico presso il Laboratorio di Igiene e Profilassi della Provincia di Macerata, divenuto poi "Servizio Multizonale di Sanità Pubblica" ed, infine, ARPAM (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente). Un iter che lo ha visto sempre impegnato come chimico analista e come dirigente chimico in campo ambientale e sanitario. Attualmente è direttore del dipartimento ARPAM di Macerata ed è incaricato come docente presso l'Università degli Studi di Camerino. "L'ARPAM" ha spiegato Corvatta "è un'agenzia regionale nata nel 1999,

quando furono separate le competenze ambientali da quelle sanitarie che facevano capo alle allora Unità Sanitarie Locali. L'ARPAM si occupa della tutela dell'ambiente: monitoraggi ambientali delle acque, della qualità dell'aria, del corretto trattamento dei rifiuti non solo urbani ma anche industriali, di inquinamento del suolo e del sottosuolo, ecc…". Tolentino, sotto l'aspetto ambientale, viene considerata una città 'a rischio': la presenza nel suo territorio di una fonderia e una cartiera nel centro abitato, la discarica, il COSMARI. Qual'è, vista con gli occhi dell'ARPAM, la situazione ambientale di Tolentino? "Dal punto di vista ambientale nel territorio di Tolentino ci sono sicuramente delle criticità dovute, appunto, agli insediamenti citati. Sono criticità causate prevalentemente da aziende che si trovano nel centro urbano o a ridosso di esso. Oggi le aree industriali vengono insediate fuori dai centri abitati mentre negli anni passati l'urbanizzazione sviluppatasi ha determinato situazioni

analoghe a quella di Tolentino in molti territori della nostra provincia. E' difficile la convivenza, ad esempio, fra una fonderia e gli abitanti della zona limitrofa. L'attenzione dell'ARPAM è massima verso queste aziende e queste problematiche. Da un lato ai fini del controllo del rispetto delle normative di tutela ambientale e dall'altro, per quanto riguarda l'Asur, ai fini della tutela della salute dei cittadini. Ma la soluzione non è facile e, in alcuni casi, dette problematiche su risolvono definitivamente con interventi di delocalizzazione”. Un altro fenomeno del quale spesso i cittadini si lamentano è quello delle 'puzze' nella zona est della città. La gente può stare tranquilla? "Generalmente ad un cattivo odore non corrisponde sempre un pericolo per l'ambiente o per la salute. Questo è un elemento da sottolineare. I cattivi odori possono determinare però problemi di carattere igienicosanitario o di intolleranza, che comunque dovrebbero essere risolti per migliorare le condizioni di vita della popolazione. Anche in questo caso l'ARPAM interviene con frequenza e controlla il rispetto delle normative ambientali da parte delle aziende interessate soprattutto ai fini del contenimento delle emissioni diffuse. Non sono mancate segnalazioni all'Autorità Giudiziaria.” “Concludendo vorrei sottolineare che nella nostra città la sensibilità verso le problematiche ambientali è notevolmente aumentata nel corso degli anni. Ma non ci possiamo ritenere soddisfatti perché, come abbiamo visto, molti problemi sono ancora irrisolti. E' necessario uno sforzo comune e continuo da parte delle istituzioni, delle categorie professionali, delle associazioni, delle scuole, perché non possiamo “abbassare la guardia” di fronte alle emergenze ambientali che non riguardano solo la nostra comunità ma l'intero pianeta. In sintesi: ognuno di noi può fare qualcosa per la salvaguardia dell'ambiente.”


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IO CITTADINO

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Spett. Press News, LE BUONE NOTIZIE... arriveranno sicuramente se i nostri Dirigenti Comunali vorranno/sapranno risolvere alcuni problemi della nostra città e finalmente nelle pagine di questo ONOREVOLE giornale appariranno anche encomi a favore di questi. Fino ad ora ,purtroppo, abbiamo assistito quasi sempre a lamentele che vorrei proprio si potessero ridurre almeno del 50%, lo so che sarà dura, ma grazie a voi di Multiradio Press News chissà... Quelle che vi propongo sono delle immagini di un paio di vie (o vicoli) che si trovano al centro della nostra città, proprio in prossimità della piazza principale. Come da foto queste due vie sono in completo abbandono da chissà quanti decenni, eppure se qualcuno è possesso di quella ormai famosa scatoletta: il "NAVIGATORE SATELLITARE" che usiamo in auto, vedrà che cercando queste vie le troveranno MAPPATE anche lì, sono: vicolo Padovani e vicolo dell'arco. Purtroppo a causa della loro incuria (buche ed escrementi compresi), talvolta sono anche rifugio di spacciatori e ubriachi o di altra gente che approfitta della situazione per i propri bisogni fisiologici. Beh...le foto parlano da sole, eppure durante qualsiasi manifestazione quì ci passano centinaia di persone, una bella immagine della nostra città non c'è che dire!!! Un GRAZIE particolare a Multiradio e a Press News, ragazzi... avete centrato l'obiettivo, complimenti.

Spett. Redazione Multiradio Press News, vi scrivo per complimentarmi, perchè leggendo il vostro periodico ho la piacevole sensazione di intuire come si dovrebbe fare del giornalismo. Oramai da anni siamo abituati a leggere articoli scritti per compiacere o per fare pubblicità ai politici e funzionari, senza mai domande scomode, con l'obbiettivo di distogliere lo sguardo dai problemi irrisolti più scottanti. Nel Vs giornale invece pubblicate articoli e lettere dei cittadini ,critici ma costruttivi ,che in una società civile anzichè provocare reazioni stizzite dell'apparato politico dovrebbero essere un aiuto per migliorarsi Dagli articoli, comunque, sembra di capire che si sta aprendo una breccia nell'indifferenza e nella rassegnazione dei Tolentinati. Vi prego di continuare su questa strada. Grazie e buon lavoro M.C.

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Sorpresa: Aumentano le tariffe dei parcheggi

Aumentano le tariffe per la sosta a pagamento e anche i tre parcheggi di via Filzi, viale Matteotti e viale Foro Boario diventano a pagamento. Questa è stata la sorpresa per i tolentinati al rientro dalle ferie estive. Un aumento che trova ben poche giustificazioni, se non quelle di dover contribuire a rimpinguare il bilancio comunale. I tre parcheggi di cintura vengono assegnati in gestione all'Assm e il Comune, che ne resta proprietario, provvederà agli interventi di manutenzione straordinaria necessari a riportare le strutture, parte edile ed impianti, nello stato ottimale. Interventi tanto necessari quanto doverosi per cercare di portare i tre parcheggi a livelli di sicurezza perlomeno sufficienti, al contrario di quanto accaduto negli ultimi anni e da noi documentato proprio nello scorso numero. L'Assm contribuirà parzialmente alla realizzazione degli interventi straordinari necessari, facendosi carico del 50% dei costi. La spesa

totale ammonta a circa 50mila euro. L'impiego integrato delle aree di sosta attualmente gestite a pagamento e dei parcheggi di nuova gestione va correlato con un regime tariffario differenziato, secondo il criterio di elevare le tariffe delle aree destinate alla sosta breve all'interno del centro storico e di assegnare tariffe ridotte, prevedendo formule di abbonamento "agevolato", per i nuovi parcheggi, posti a ridosso del centro storico; si prevede inoltre il mantenimento dell'accesso gratuito a tutte le aree nelle giornate festive. I tre parcheggi "di cintura" (Filzi - Boario - Matteotti) vengono dotati di appositi parcometri e adibiti prevalentemente alla sosta prolungata. Tutti i parcheggi di "cintura" restano ad accesso libero il sabato pomeriggio ed i giorni festivi. Il parcheggio di "cintura" Boario resta, invece, ad accesso libero tutti i giorni per gli autobus turistici. Per sei mesi questo nuovo sistema sarà sperimentato.

Poi Comune e Assm, in base all'analisi delle risultanze della sperimentazione, affidata all'organismo di monitoraggio concorderanno gli eventuali correttivi da apportare alle modalità della gestione. Dal 15 settembre le tariffe dei parcheggi sono state così adeguate: la fascia Blu passa da 0,77€/h a 1,00€h con un minimo di 0,40€; la fascia Gialla passa da 0,52€/h a 0,70€/h con un minimo di 0,40€; la fascia Rossa passa da 0,26€/h a 0,40€/h con un minimo di 0,40€. Variano anche le tariffe degli abbonamenti: 60€ l'anno per i residenti, 240€ l'anno per operatori commerciali e professionisti, 315€ l'anno per gli abbonati. I parcheggi di cintura hanno, invece, queste tariffe: autovetture 0,20€/h con un minimo di 0,40€ per 2 ore di sosta. Sono previste tariffe ordinarie e agevolate: abbonamento “ordinario” (due auto per abbonato) importo mensile 25€, importo annuale 225€; abbonamento “agevolato” riservato a lavoratori dipendenti ed assimilati, studenti, pensionati residenti ultrasessantacinquenni (due auto per abbonato) importo mensile 15€, importo annuale 135€. Per quanto riguarda le sanzioni, gli importi da versare “in sanatoria” saranno di 10€ per le auto prive di scontrino e di 6€ per le auto con scontrino scaduto. Riflessione amara: sarebbe questa la politica per incentivare la gente a frequentare il centro storico? Aumentando le tariffe della sosta? Probabilmente no. Di sicuro basta uscire di poco fuori città per trovare parcheggi sempre liberi, gratuiti, in ambienti freschi d'estate e caldi d'inverno. E allora, che fine farà il centro storico?

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Politeama Piceno e Hotel Marche: sono davvero inutili? Sette anni: tanto tempo è passato da quando nel 2001, uno degli ultimi atti della seconda Giunta Foglia, il Comune di Tolentino acquistò l'ex cinema Politeama Piceno. In sette anni si sono rincorse voci, proposte, idee, ma in concreto non si è mai fatto nulla. Anzi, c'è di peggio. In sette anni si è soltanto riusciti a far diventare quello che era comunque un centro di aggregazione culturale della città come un deposito, un magazzino: nient'altro. E' possibile che in sette anni nessuno sia riuscito a ridare dignità a quel posto, a restituirgli un ruolo importante per la comunità tolentinate? Evidentemente no. Ma perchè siamo tornati solo ora a parlare del Politeama Piceno? Semplicemente perchè dopo le note vicende che hanno riguardato il teatro Nicola Vaccaj l'estate scorsa, fare riferimento al Politeama sembrava, o forse doveva, essere una esigenza irrinunciabile. Poco importa se la struttura venga giudicata inidonea per svolgere al suo interno una stagione teatrale, eventualità sicuramente concreta. Sarebbe importante, però, riaprire un dibattito intorno al recupero del Politeama Piceno per poterne sfruttare appieno le tante potenzialità e anche per non lasciare che un bene di proprietà pubblica continui a deteriorarsi nel corso degli anni senza farne un utilizzo adeguato. Tutti sanno che c'è carenza di spazi per le associazioni, per i giovani, per le attività culturali. Queste esigenze

saranno ancora più accentuate dall'impossibilità di utilizzare il teatro Vaccaj chissà ancora per quanti anni. Ecco perchè è necessario, urgente e improcrastinabile pensare a cosa dover fare del Politeama Piceno, prima che sia troppo tardi e prima di trovarci di fronte a un nuovo caso come quello relativo all'Hotel Marche. L'attività commerciale dell'Hotel Marche terminò nel 1996. Intanto, al suo interno veniva svolta dagli anni settanta la formazione professionale meglio nota come scuola alberghiera. Fino a qualche settimana fa, il primo piano dell'Hotel Marche ospitava la sede locale del Centro per l'Impiego. I due esperimenti di asta pubblica sono entrambi andati deserti. La seconda base d'asta è stata di 6.795.000 euro. Ora è possibile ricevere offerte per la trattativa privata. L'assessore regionale Pietro Marcolini, in risposta a una interrogazione, ha precisato che il Comune di Tolentino non si è fatto mai avanti e che la Regione e la Provincia di Macerata, entrambe proprietarie dell'Hotel Marche ciascuna con il 50%, non hanno mai elaborato né da sole né con il Comune, un'idea su cui sollecitare progetti e stimolare investimenti neanche proponendo la eventuale interrelazione con le adiacenti Terme di Santa Lucia. E intanto anche l'Hotel Marche continua a perdere di valore. Sempre che ne abbia ancora...

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saggezza: "la civiltà' di un popolo si misura anche dal modo in cui tratta i suoi animali" si chiamava Mahatma Gandhi. Sfortunatamente, Enza non ha mai usufruito di tali appoggi o agevolazioni. E' vero che diceva sempre di essere infinitamente riconoscente a tutte quelle persone sensibili che la aiutavano e contribuivano alla sua missione... Ma e' altrettanto vero che ha ricevuto anche tanti rifiuti e porte o telefoni sbattuti in faccia. Malgrado tutto, anche se può sembrare strano, non era l'ostilità nei suoi confronti a farla soffrire: era la cattiveria gratuita nei confronti delle sue amate bestiole che la addolorava enormemente. Quante volte i suoi occhi si sono riempiti di lacrime per gattini trovati morti avvelenati o a bastonate, feriti brutalmente o addirittura rasati a zero nei freddi mesi invernali! (malgrado la legge quadro n. 281 del 1991 -art. 2? Vieti a chiunque di maltrattare i gatti che vivono in libertà») Enza piangeva disperata e si domandava perche'... E ce lo domandiamo anche noi: perche'? Che fastidio Dava? Che male faceva? Perche tanta crudeltà' Gratuita? Siamo certi che il suo desiderio più' grande fosse Quello di regolarizzare la sua colonia felina per Garantire cure e protezione alle sue adorate e

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La prima cosa che colpiva di Enza erano gli occhi: chiari e limpidi come quelli di un gatto... ma tristi, tanto tristi e sempre velati di lacrime. Perchè Enza soffriva: tanto. Da anni aveva scelto di dedicare tutto il suo tempo e i suoi risparmi di pensionata alla cura e alla difesa dei gatti randagi del suo quartiere. Lo faceva con amore e pazienza incommensurabili: mattina e sera, sotto la pioggia o sotto il sole, addirittura con la neve e nei giorni di festa. Purtroppo però questo suo impegno non e' stato mai ben visto, ne' riconosciuto. Al contrario, spesso e volentieri veniva insultata, minacciata e derisa da chi non ha mai capito il valore sociale di questo suo lavoro. Perchè, sicuramente, in molti non sono a conoscenza del fatto che, negli ultimi anni, in tutta Italia, comuni, province e regioni sensibili al problema, hanno aperto uffici per i cosidetti "cittadini non umani con lo scopo di aiutare, sfamare, curare e far adottare, cani gatti e qualsiasi altro animale bisognoso. Nello specifico i gatti di strada non sono considerati fuorilegge: al contrario regioni e comuni hanno regolamentato la presenza dei felini che vivono liberi e il lavoro di chi li accudisce, riconoscendo il ruolo delle "cattare di quartiere" e tutelandole per legge. Del resto, un signore molto più' importante di noi ha pronunciato anni fa parole di estrema


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310 mila euro dal recupero ICI

Fra qualche settimana nella cassetta della posta i tolentinati potrebbero trovare qualche sorpresa sicuramente poco gradita. Anche per quest'anno, infatti, è stato approvato un progetto per il recupero dell'evasione tributaria. Si tratta di un'esigenza che nasce dalla necessità di proseguire nella ordinaria attività di recupero dell'Imposta Comunale sugli Immobili (Ici) e della Tassa sui Rifiuti Solidi Urbani (Tarsu), necessaria a garantire l'equilibrio del bilancio comunale 2008 oltre che a consentire l'equo trattamento dei contribuenti. Le previsioni dell'ente sono quelle di recuperare oltre 300mila euro, 310mila per la precisione grazie alla attività di accertamento e liquidazione Ici per l'anno d'imposta 2006 con un recupero di 270mila euro e all'accertamento Tarsu per gli

anni dal 2003 al 2007 con un recupero quantificabile in 40mila euro e quindi per complessivi 310mila euro. Per quanto riguarda l'Ici, gli avvisi inizieranno ad arrivare durante i primi giorni del 2009 e i contribuenti saranno ricevuti per chiarire le rispettive posizioni presso l'Ufficio Tributi dal primo gennaio al 31 marzo 2009. Più tempestive ancora, invece, le letterine che avviseranno i contribuenti su eventuali carenze in materia di versamento della Tarsu. In questo caso, infatti, gli avvisi arriveranno in concomitanza con le cartoline di auguri del Natale già dai primi giorni del prossimo mese di dicembre. Il ricevimento dei contribuenti negli uffici avverrà fino al 31 dicembre. "Il progetto" si legge nella delibera con la quale il progetto è stato approvato "è indispensabile a garantire gli equilibri del bilancio 2008, e a consentire di recuperare entrate previste tra i residui attivi generando cassa e con l'applicazione delle “sanzioni piene” a quanti, ricevuto l'accertamento, non abbiano pagato consentirà di realizzare maggiori entrate da applicare al bilancio in sede di assestamento dello stesso". Insomma, come dire che alla fine potrebbe uscirci anche qualche soldino in più. Il progetto

si completerà entro il 30 aprile dell'anno prossimo. Va anche rimarcato come per dare maggiore incisività all'azione di recupero si è ritenuto opportuno acquisire un software di gestione dei dati che effettui l'incrocio e l'acquisizione dei dati dalle diverse banche dati (comunale-UTE- conservatoria registri – agenzie entrate) per una spesa di circa 6mila euro. Il 6 per cento dell'importo di 270mila euro, pari a 16mila euro, sarà destinato alla formazione del fondo per gli incentivi del personale addetto ai recuperi tributari per l'anno 2008 e una quota pari al 10 per cento (1600 euro) al Fondo incentivante la produttività generale dell'Ente. Per quanto riguarda l'Ici si provvederà all'abbinamento dei versamenti non abbinati automaticamente; al controllo dei versamenti non riconosciuti come acconto o saldo, di versamenti non liquidabili, di immobili con percentuale di possesso diversa da 100, di dichiarazioni non liquidabili, di dichiarazioni errate, di immobili con detrazione abitazione principale eccessiva di dichiarazioni con abitazione principale in più immobili, di immobili non accertati, alla sistemazione abbinamento automatico pertinenze anno 1999, al controllo errori di omesso, minore, tardivo versamento ed errori di omessa, infedele denuncia. Sarà, dunque, un periodo utile alla regolarizzazione delle posizioni contributive anomale, per le quali è risultato parzialmente o integralmente non corrisposto il tributo dovuto.

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DA TOLENTINO ALLE ANDE I nostri zii d’America

di Enzo Calcaterra Più di sei secoli fa, il 12 ottobre, Cristoforo Colombo “scopriva l'America”. Non sarebbe stato il solo. Milioni di nostri connazionali lo avrebbero seguito in un viaggio pieno di incognite e aspettative. Si viaggia per scelta o per necessità. Ma quando si tratta di guerre e migrazioni, le cosiddette “classi subalterne” (la gente comune, per intenderci) non hanno mai avuto scelta. Così, milioni di italiani e migliaia di

marchigiani partirono tra '800 e '900 per le Americhe e l’Europa in cerca di fortuna, benessere, dignità. In questo lungo periodo un'altra Tolentino sparsa per il mondo ha messo radici, fatto figli, tirato su case, aperto strade. Un esercito di eroi anonimi lottò con la miseria e l'ostilità degli altri popoli, reagendo talvolta con la violenza, assai più spesso con l’orgoglio, la fatica, il sacrificio, l'ostinazione e la fiducia nelle proprie forze. A loro nulla fu risparmiato né si fecero sconti o aprirono scorciatoie. Consiglio di leggere, a tal proposito, i libri di Gian Antonio Stella: c'è di che inorridire e riflettere! Gli emigranti tolentinati non erano molto diversi da milioni di altri compagni d’avventura e sventura con i quali condivisero un pezzo di storia tragica per più di due secoli. Qualche dato. Tra gli anni '80 e '90 dell'Ottocento, le vie dell'emigrazione marchigiana e della provincia di Macerata in particolare avevano per destinazione Brasile, Argentina, Stati Uniti. Per tutto il XIX secolo, uomini, donne e bambini avevano cercato occupazione nelle zone più malsane d'Italia, l'Agro Romano e la Maremma. Molti di loro ci lasciarono la salute e, non di rado, la pelle. Prima della Grande Guerra, dalle campagne di Tolentino emigrarono soprattutto braccianti, agricoltori, lavoratori a giornata. Tra il 1901 e il 1921 il movimento si spostò decisamente verso l’Europa e oltreoceano. Nel 1905 partirono da Tolentino circa 500 persone, di cui 401 contadini e 99 operai. Quasi tutti erano diretti a Buenos Aires, alcuni a New York. Un dato significativo ci informa che, rispetto ai 7313 della Provincia di Macerata, la bassa percentuale dei tolentinati indica una realtà produttiva che perde meno risorse umane rispetto ad altre zone. Operai e artigiani sono infatti occupati nelle industrie locali, che assorbono mano d’opera in numero rilevante.

Dopo una flessione tra le due guerre mondiali, l'esodo riprese. Nel secondo dopoguerra i tolentinati si diressero invece verso i paesi europei e l'Italia del nord. Erano soprattutto operaiartigiani, manovali, capireparto orgogliosi di provenire da una cittadina in cui talento, creatività e spirito di sacrificio avevano caratterizzato una storia di tutto rispetto. Ma questo non risparmiò loro sofferenze, disagi, problemi: restavano comunque emigranti. Nelle lettere, lo stentato italiano di chi sapeva appena scrivere si popolava sempre più di parole straniere, con una lingua che rifletteva la fatica di muoversi in un mondo sconosciuto, duro e ostile. Moltissimi concittadini non tornarono. Spesso, più che il raggiunto benessere, era il fallimento a impedirlo. I più misero su famiglia, invecchiarono accanto a figli e nipoti che facevano sempre più fatica a riconoscerli. Nelle cassapanche, nei cassetti e nei ripostigli delle nostre case si conservavano, prima che i mercatini dove “si svende la memoria a tozzi” spazzassero via ogni traccia del passato, fasci di foto e lettere sgualcite provenienti da una moltitudine di “zii d’America” sulla cui

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eredità sapevamo di non aver mai potuto veramente contare. Quei volti lontani - con i segni della fatica e della speranza a nascondere la delusione che traspariva dagli sguardi - quei vestiti frusti, indossati giusto per una foto, ci parlavano ancora di storie familiari. I nostri emigranti si portavano via una cartolina sbiadita di stradine, campagne, piazze che non avrebbero mai più ritrovato. In quasi ogni famiglia è cresciuto un altro albero genealogico senza titoli nobiliari o nomi altisonanti. Quel trapianto forzato è sopravvissuto finché i racconti dei nonni e degli anziani sono riusciti a conservare la memoria di una Tolentino nata e vissuta altrove. Non sappiamo se migliore o peggiore di quella che non li aspetta più da molto tempo.


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I NOSTRI FIGLI

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LA FAMIGLIA IN CRISI: perché dobbiamo preoccuparci di Luciana Zengarini

"Andremo a convivere". Questa una delle affermazioni più frequenti usata dai giovani, quasi un'inconscia paura dell'istituzione familiare. Certo oggi la famiglia non è più sinonimo di "caldo nido" in cui rifugiarsi per trovare conforto ai mali quotidiani. E' una crisi da non sottovalutare, essa potrebbe minare la società stessa, perché alla base di essa c'è l'aggregazione di più nuclei familiari in una grande struttura. Analizziamo più da vicino cosa è successo. Messa da parte la famiglia di stampo "PATRIARCALE", la nostra epoca si caratterizza per il "modello NUCLEARE" (genitori e figli) che tende a identificarsi con l'ostentata indipendenza dei minori ed un crescente isolamento. Oppure troviamo la "FAMIGLIA ESTESA" o allargata, con più nuclei legati da parentele acquisite, essa nasce dalla separazione dei coniugi e dalla costituzione di nuovi nuclei. Fin qui niente da dire se l'educazione dei figli viene condivisa in modo costruttivo, senza tensioni o rotture disastrose, che portano ai bambini confusione, ansie e paure. Ricordiamoci che noi genitori abbiamo il dovere e la responsabilità dell'educazione dei figli e ciò comporta aiutarli a crescere in modo sereno ed equilibrato. Uno dei compiti della famiglia è dare STABILITA'

EMOTIVA ed AFFETTIVA ai figli, cioè maggiore sicurezza che aiuterà il bambino a superare l'impatto col mondo esterno senza inquietudini ed ansie. Sappiamo quanti nostri giovani hanno paura di essere se stessi con enormi difficoltà nell'inserimento sociale, hanno "PAURA DI VIVERE" perché non riescono ad affrontare i problemi di tutti i giorni, di conseguenza ecco nevrosi e malattie psico-somatiche. La famiglia deve assicurare questa STABILITA' EMOTIVA, è un dovere che deve a se stessa come nucleo affettivo e alla società nella quale vive, è un dovere proprio da non sottovalutare! Tenendo presenti i tratti caratteristici della nostra società quali l'industrializzazione, l'impegno della donna nel mondo del lavoro, il desiderio di miglioramenti economici e l'urbanizzazione mi sembra indispensabile l'attenzione sulla funzione della famiglia, per ridarle importanza e renderla socialmente produttiva. Bisognerà iniziare dall'EDUCAZIONE DEI FIGLI , bisognerà recuperare la gioia di farli crescere anche facendo delle rinunce e dei sacrifici. AVERE IL CORAGGIO di "investire" nella famiglia non può che essere gratificante! PER SAPERNE DI PIÙ' 10

L' INFLUENZA DELLA FAMIGLIA NELLO SVILUPPO DELLA PERSONALITÀ' DEL BAMBINO. Tra le influenze ambientali che maggiormente incidono sulle attitudini e sullo sviluppo della personalità dell'individuo quella della famiglia è la più FORTE. Essa esercita un insieme di influenze che lasciano una profonda impronta, tanto maggiore tanto più si è giovani. E' attraverso la famiglia che si forma il primo abbozzo della personalità del bambino. Sin dall'infanzia i genitori sono il MODELLO cui il bambino si rifa. Anche il tipo di relazioni sociali che regnano nella famiglia tra i membri determina il valore del comportamento sociale del bambino. Per questo sottolineo ancora una volta quanta importanza abbia l'atmosfera familiare per la vita di un bambino. Un ambiente "caldo" e sereno darà modo al bambino di crescere in maniera equilibrata e di sviluppare senza traumi la propria personalità. Lo sviluppo sano dell'EMOTIVITA' di un ragazzo è legato al primo ambiente cioè alla famiglia in cui vive. Quindi ci si deve preoccupare non tanto dell'età del bambino o dell'adolescente o dell'adulto, ma bensì delle condizioni ambientali, affinchè siano adatte ai suoi bisogni, in ogni specifico momento della sua vita. In altre parole all'inizio sono cure materne che diventano cure dei genitori, quando ambedue assumono la cura del proprio figlio con responsabilità condivisa. Cure dei genitori che evolvono in cure della famiglia inclusi i nonni, i cugini e tutti coloro che gli vivono accanto. Analizzando questo fenomeno in sviluppo, constatiamo quale bisogno l'uomo abbia di continui "cerchi" o ambienti sempre più ampi in cui vivere bene, con armonia; ambienti che lo aiutano a crescere. Questi cerchi finali sempre più grandi, che in ultimo diventano raggruppamenti religiosi, sportivi o culturali, rappresentano il prodotto finale di qualcosa che ha inizio dalle cure materne, un atto educativo che si allarga gradualmente ma che ha un fine comune: FORMARE UN UOMO RESPONSABILE che sa dare contributi validi alla nostra società.


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UN NUOVO ENTUSIASMO: a 2 mesi dall’incendio del Vaccaj Intervista a Saverio Marconi Lei ha detto, dopo lo stop del Vaccaj, che è necessario ripartire; quali idee ha maturato in questi 2 mesi? Riparto dalla scuola. La Scuola di Recitazione del Comune di Tolentino, in 28 anni di vita, ha dato ottimi frutti e risultati ma siccome non bisogna fermarsi mai, credo che questo sia il momento migliore per impegnarsi e incrementarne le attività.

Quali sono allora le novità della scuola di quest'anno?

Saverio Marconi è fondatore e Direttore Artistico della Compagnia della Rancia e della Scuola di Recitazione di Tolentino, il Centro Teatrale Sangallo.

Oltre ai corsi storici di RECITAZIONE E DIZIONE, CANTO, DANZA CLASSICA E DANZA MODERNA, è stato istituito un corso di DANZA MODERNA PER BAMBINI. Inoltre il CORSO DI TEATRO MUSICALE, oltre ad essere rivolto ai bambini e adolescenti, avrà una nuova sezione per gli adulti. Questo mi permetterà, coordinandomi con i miei impegni, di portare tutta la mia esperienza nel corso di Teatro Musicale e in quello di Recitazione. Da gennaio la Scuola dovrebbe inoltre disporre

di una nuova sala, con la possibilità quindi di offrire più corsi e attività. Infine si sta pensando di organizzare anche dei corsi estivi, rivolti a soggetti che già lavorano nel campo teatrale, per perfezionarsi sia nelle materie artistiche (canto, danza, recitazione) che in quelle tecniche (direttori di scena, light e sound designer, attrezzeria regia, amministrazione e comunicazione), con docenze provenienti da qualificati professionisti del settore sia italiani che stranieri. È un programma molto interessante che speriamo si possa portare a termine: anche per l'indotto che queste attività possono portare alla città. Per chiudere, cosa si augura per questa attività e per la città? Sogno un futuro che vede la scuola come un punto di riferimento non più soltanto locale. Tolentino è sempre stata anticipatrice di iniziative che con il tempo hanno ispirato altre realtà; sono certo che anche questa avventura darà spunti a molti per darsi da fare.

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Lu Spì Li sgagghiù I dialoghi di Peppe e Renato Ciao Pè Ciao Renà Che ì fatto Renà che stai niru? Sto ancora ncavolatu per ieri matina. Come tu sai vaco a pijà mi nipote quanno scappa da scola jò alla Lucatelli a mezzujornu e quaranta E allora? Allora ieri matina, 8 ottobre, non ce stava nemmeno l'ombra de una guardia che stesse attento alle machine e a li vardasci che scappava da scola, tanto è vero che tre creature a momenti va sotto 'na machina mentre traersava de corsa lu passaggiu pedonale Me sa tanto che le guardie, a quanto se dice, è solo addette a fa le multe a le machine per risanà lu vilanciu comunale e se adè vero qualle che se dice, duvrìano 'rrià a 500mila euro! Io jè rsanirìo le capocce! Ma se sapìa che non ce putìa jì le guardie jò la scola, perchè non ha chiamato chiudunu de la Proteziò Civile o de li volontari? Quessa è 'na cosa che vurrìo sapè... A proposito de sapè, lo sai come se chiamava Tulintì prima de chiamasse Tulintì? No! Se chiamava Pò! Ma che stai a dì? Scì scì, sta scritto su li manifesti: Tolentino Expò!!! Ma vattela a pijà... Ciao Pè Ciao Renà

L’ultimo dei neuroni Fosforo in pillole di Q.I. Niente paura, non è una medicina, né esistono controindicazioni, anzi. Sono solo chiacchiere, riflessioni a cielo aperto, sguardi su piccole cose di vita quotidiana tolentinate che a me (che ci volete fare) danno un gran fastidio. Chiacchiere acide quanto basta, amare il giusto e ironiche (forse), se lo preferite. Inizierò proprio da oggi, dall'aver evitato per un pelo un mozzicone di sigaretta gettato da un'auto. Sarebbe prosaico parlare di educazione, genere oggi non troppo a buon mercato e di difficile reperibilità, quindi voglio spiegarvi cosa ho fatto subito dopo... Ho guardato in terra. Ho attraversato vie, piazze, giardini... E continuato a guardare in terra. Poi ho pensato che se qualcuno mi desse un centesimo per ogni mozzicone di sigaretta sarei ricco. Da lì arrivare a formulare una soluzione è stato facile, quindi da queste pagine lancio una proposta alle autorità comunali: un pacchetto di sigarette ogni cento cicche riconsegnate per lo smaltimento. A terra, ma forse non ve ne siete mai accorti, c'è un tesoro. Lercio, sozzo, da vergognarsi, ma pur sempre un tesoro. Chissà se queste poche righe riusciranno a rimettere in moto (ammesso lo siano mai stati) neuroni sedentari da troppo tempo, anche se per essi la raccolta differenziata ancora non è attiva, come per le cicche. Quanto al resto, è sufficiente farsi un giro per le strade e scoprire ammirati come sia tutto un lancio, un rimbalzo, una sponda fantasiosa o traiettorie da applausi, tanto che mi chiedo per quale motivo ancora non sia una disciplina olimpica. Noi tolentinati di sicuro saremmo dei fenomeni. 14


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FRA FEDE E SUPERSTIZIONE a colloquio con padre Luciano De Michieli (priore della Basilica di San Nicola) Fin dai tempi più antichi, in ogni paese e in ogni popolo, si sono sviluppate e consolidate tradizioni ed usanze che in molti luoghi perdurano da secoli. Molti usi antichi si sono ormai persi nel tempo, altri resistono e molti altri ancora, seppur seppelliti ritornano spesso a riaffiorare dal passato con rinnovato piacere e gusto di tradizione. Possono essere divisi in due categorie: cose di poco conto e cose importanti. Le cose di poco conto fanno spesso riferimento più a superstizione antica o rinnovata nel cosiddetto -non si sa mai!- E, nell'incertezza e nella paura è meglio fare... o non fare determinate cose. Le cose importanti possono essere abbinate, invece, alla "fede paesana". I santi hanno sempre affascinato un po' tutti, nell'alone di mistero e forza che li avvolge. Nasce così "la tradizione della fede", spesso folkloristica e tendente al pagano. Anche nel nostro paese, come ovunque, ci sono da sempre usanze, tradizioni e superstizioni. Le usanze direi che sono le cose più importanti perché riguardano un po' tutti in un ambiente e coinvolgono. Le superstizioni sono, invece, più personali e c'è chi ci crede, chi non ci fa caso, chi ne sorride, chi se ne fa una malattia tutto preso dalle sue manie... La superstizione ha confini incerti e sfumati. La definizione può essere molto soggettiva. Ciò che per una persona (o una cultura) è una sciocca superstizione, può essere qualcosa in cui altri vogliono credere. E ognuno, naturalmente, deve essere libero di credere in ciò che vuole. C'è anche il fatto che in molte epoche (e la cosa non è finita) sono stati trattati come superstizione o stregoneria concetti che oggi consideriamo basati su solidi sviluppi scientifici. Ed è probabile che anche domani la scienza ci dia un'inaspettata conferma di qualcosa che oggi sembra un'ipotesi azzardata. Per cercare di fare un po' di chiarezza su questi argomenti, tanto delicati quanto affascinanti, abbiamo incontrato padre Luciano De Michieli, priore della Basilica di San Nicola. Padre Luciano, cos'è il soprannaturale? "Diciamo che è già difficile definire la natura. Il soprannaturale prevede un concetto che va al di sopra della natura. Per fare un discorso molto semplice, quando si parla di natura siamo abituati a definirla con ciò che vedo, tocco, capisco, comprendo e riesco a dare una ragione

a quello che vedo. Il soprannaturale definisce un aspetto che mi sfugge, che percepisco che esiste ma va oltre la mia esperienza empirica, va oltre la mia comprensione. E' qualcosa che non posso comprendere nel senso della parola, circondare con le mani. Per fare un esempio è come l'amore: riesco magari a comprenderne le dinamiche, però poi il perchè ci si innamora o meno e situazioni simili fanno entrare in una

dinamica che va oltre la mia presenza, i limiti che riesco a dare a ciò che vedo. Il soprannaturale è un'esperienza di un di più con il quale faccio i conti quotidianamente. Dentro questo entrano mille cose: sia l'esperienza di qualcosa che, proprio perchè non so definirla mi fa paura, e, proprio perchè non so definirla, mi affascina perchè vorrei scoprirla. Mi spaventa perchè non posso controllarla, mi conduce in terreni inesplorati. L'aspetto religioso mi aiuta a comprendere questo mondo inesplorato dandomi dei contorni. L'essere fatti ad immagine di Dio e l'essere chiamati a vivere una vita eterna e, quindi, a vedere ciò non come qualcosa con cui dover fare i conti e difendermi, ma piuttosto come qualcosa che mi appartiene è 15

un modo per entrare in questa dimensione che mi supera in modo positivo. Questo soprannaturale, però, è anche nemico ed ecco nascere le superstizioni per difendersi. Così diventa qualcosa di inquietante perchè vuol dire che esistono delle energie o delle potenze o delle forze davanti alle quali sono impotente. Questa esperienza frustrante mi costringe ad inventarmi qualcosa per difendermi e cerco di trovare delle alleanze, magari in questo stesso soprannaturale, che mi siano amiche per potermi difendere. L'uomo ha in sè alcuni doni, alcune potenzialità che usa poco o poco realizza. I Santi, forse tante volte semplicemente ci dimostrano che la vicinanza con Dio permette di mettere a fuoco delle potenzialità e delle sensibilità che sono nella natura umana e questo lo vediamo anche in altre religioni, in altre esperienze di alta spiritualità che portano una determinata persona ad utilizzare doni che, apparentemente, lo staccano dalla normalità. Credo che in alcune persone ci sia una parte di dono ma così come ci sono talenti in tante persone. La vicinanza con Dio ti permette di metterli a frutto. La Grazia particolare di Dio è di aiutare a mettere in gioco questi doni. La santità è unita il più delle volte a questa sensibilità, umana a mio parere, che si esalta nella capacità di entrare in sintonia con quella dimensione dell'umano che è anche spirito. L'uomo, proprio perchè ha paura di ciò che gli può accadere, cerca di conoscere il futuro, il domani e nella religione questo è stato sempre visto come un non fidarsi di Dio. Io voglio gestire il mio futuro perchè non mi fido di ciò che Dio ha preparato per me, allora cerco di conoscerlo. Per questo il veggente è stato visto come un'idolatria, per questo non posso andare dal mago. La religione non ha mai detto che esiste il mago che sa predirti il futuro. Ti ha detto che non puoi andarci perchè devi fidarti dell'amore di Dio che ti aiuterà e ti accompagnerà. Esistono dei doni, delle particolari caratteristiche in alcune persone che possono aiutarti, ma la tua solidità sta nel fatto di avere un rapporto positivo con quel Dio che ti ha creato e in questo riesci a costruire una vita positiva. Il fatto, invece, di avere paura di quest'altra realtà e volertene appropriare per gestirla a tuo modo, manipolare il futuro che arriva, è vista come un'idolatria". (segue nel prossimo numero)


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Torna Cabaret Buffet al Cine Teatro Don Bosco

Torna Cabaret Buffet, la stagione di cabaret inaugurata la scorsa stagione al cineteatro Don Bosco che tanto successo ha riscosso durante tutte le serate che hanno sempre fatto registrare il tutto esaurito. Il calendario di questa stagione prevede tre spettacoli: il 29 novembre Marco Bazzoni (Baz), il 28 febbraio 2009 Giuseppe Giacobazzi e il 25 aprile 2009 il ritorno di Paolo Migone. Tutti gli spettacoli avranno inizio alle 21.30 mentre al termine si potrà gustare un buffet offerto dall'organizzazione. Anche per questa stagione è stata chiamata a condurre le serata Francesca Scattolini, Miss Marche 2007. Marco Bazzoni è monologhista, presentatore, caratterista e cantante.Grazie al suo gusto per l'assurdo e il surreale, nel 2005 nasce "BAZ" (inizialmente chiamato "l'Artista Neutro"), personaggio unico nel suo genere, grazie al quale ottiene 10 premi in 8 festival nazionali del cabaret, fra cui il prestigioso Premio Petrolini

"bravo Grazie. 2006" e il premio "Walter Chiari" come rivelazione comica dell' anno. Nello stesso anno fonda insieme ad Alex De santis, Marzio Rossi e Carlo Della Santa il gruppo "Le Lumache" con il quale porta avanti un progetto creativo e di ricerca sulla comicità. Dopo aver partecipato a diverse produzioni RAI, Nel 2007 approda a "COLORADO" su Italia1. In questo suo ultimo lavoro, il giovane comico si incontra e si scontra con l'assurdo personaggio BAZ - IL LETTORE MULTIMEDIALE, un artista programmato solo per riprodurre ciò che altri hanno già fatto (musica, cinema, televisione…) con l'ausilio di semplici CD. Giuseppe Giacobazzi nel 2005 è fisso allo Zelig Off e infine approda allo Zelig Circus dal 2006. Lo spettacolo di Giuseppe Giacobazzi è un alternarsi di monologhi surreali nei quali si è trasportati in un mondo fantastico ed esilarante, dove Giacobazzi ci racconta la sua visione delle banalità di ogni giorno e dei luoghi comuni. Poi entra in scena il Poveta con le sue esilaranti povesie (oramai 80 all'attivo) alcune delle quali sono già un cult nella sua terra di Romagna. In chiusura il Poveta e vinicoltore si trasforma in D. J. Cobazzi rapper bianco con la sua hit “patacca rap”. Infine, Dopo il successo della scorsa stagione, a grande richiesta torna Paolo Migone con un nuovo spettacolo. "Completamente spettinato" (di e con Paolo Migone) è il frutto di un lungo percorso artistico e umano. Migone racconta, in chiave autobiografica e attraverso il filtro della sua comicità corrosiva, l'eterno gioco fra uomini e donne cardine imprescindibile del suo repertorio artistico. L'organizzazione di Cabaret Buffet è a cura di Manolo Limoni. Info al 320 0741900 e sul sito www.cinemadonbosco.it

PER I VOSTRI CONSIGLI, SUGGERIMENTI, PROPOSTE, LAMENTELE E QUALSIASI COSA VI VENGA IN MENTE CONTATTATECI A: Multiradio - casella postale 143 - Tolentino - Tel. 0733.960241 - multiradio@multiradio.it

MPN ottobre 2008  

intervista al dott. Gianni Corvatta D IS TR IB U Z IO N E G R A TU IT A multiradio@multiradio.it di Roberto Scorcella Via delle Fornaci Mass...

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